{"id":5787,"date":"2013-11-14T00:00:00","date_gmt":"2013-11-13T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-10T21:21:12","modified_gmt":"2015-06-10T19:21:12","slug":"gli-anni-1960-una-storia-che-continua-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/gli-anni-1960-una-storia-che-continua-ancora\/","title":{"rendered":"Gli anni 1960: una &quot;storia&quot; che continua ancora"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/sixties.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7178 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/sixties.jpg\" alt=\"sixties\" width=\"200\" height=\"180\" \/><\/a>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 347-348 (2008)<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>George Weigel,<\/strong> nato a Baltimora, nello Stato nordamericano del Maryland, nel 1951, \u00e8 studioso e opinionista cattolico, ascrivibile a una delle famiglie di cui si compone il mondo neoconservatore statunitense. Distinguished Senior Fellow all\u2019Ethics and Public Policy Center di Washington, nel 1986 ha dato vita alla James Madison Foundation, servendo come suo primo presidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il suo impegno culturale profuso negli anni a difesa della verit\u00e0 della dottrina e del Magistero cattolici \u00e8 stato insignito della croce papale <em>Pro Ecclesia et Pontifice. <\/em>Ha pure ricevuto otto lauree <em>honoris causa <\/em>e la medaglia d\u2019oro <em>Gloria Artis <\/em>conferitagli dal governo della Polonia.Fra i suoi scritti sono stati tradotti in italiano: <em>Verso una societ\u00e0 libera: cento anni di dottrina sociale cattolica<\/em>, con un\u2019introduzione di don Richard John Neuhaus (Mondadori, Milano 1994); <em>L\u2019ultima rivoluzione: la Chiesa della resistenza e il crollo del comunismo<\/em> (Mondadori, Milano 1994); <em>Testimone della speranza. La vita di Giovanni Paolo II<\/em> (Mondadori, Milano 1999); <em>La Chiesa spiegata a chi non crede (e a chi desidera capire di pi\u00f9 per credere meglio)<\/em> (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2008); <em>La cattedrale e il cubo. Europa, America e politica senza Dio<\/em>, a cura di F. Felice (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2006); e<em> Benedetto XVI. La scelta di Dio<\/em>, a cura di F. Felice (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2006).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il saggio qui tradotto \u00e8 stato pubblicato con il titolo <em>The Sixties, Again and Again<\/em> in <em>First Things: The Journal of Religion, Culture, and Public Life<\/em> (mensile edito da The Institute on Religion and Public Life di New York e diretto da don R. J. Neuhaus, aprile 2008, pp. 32-39) ed \u00e8 adattamento di una conferenza tenuta il 23 gennaio 2008 come William E. Simon Lecture, il ciclo annuale intitolato all\u2019ex ministro del Tesoro degli Stati Uniti d\u2019America, <em>businessman<\/em> e filantropo cattolico William Edward Simon (1927-2000), che, organizzato dall\u2019Ethics and Public Policy Center e tenutosi presso la sua sede di Washington, ha avuto come titolo <em>Referendum on the Sixties: The Issues Behind the Issues in 2008<\/em>. Traduzione, note e inserzioni fra parentesi quadre sono redazionali.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>George Weigel<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la campagna elettorale per la presidenziali francesi del 2007, Nicolas Sarkozy si scagli\u00f2 duramente contro quanto gli europei ancora chiamano Sessantotto, descrivendo la Nuova Sinistra seguente il 1968 come &#8220;immorale&#8221; e &#8220;cinica&#8221;, e definendo la scelta di fronte a cui si trovava l\u2019elettorato francese in termini netti: <em>&#8220;In questa elezione, si tratta di sapere se l\u2019eredit\u00e0 del Maggio \u201968 debba essere perpetuata o se debba essere liquidata una buona volta per tutte&#8221;<\/em> (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, la politica francese non ha ancora scoperto quelle piacevoli sensazioni che offrono i <em>focus group<\/em>.Da un capo all\u2019altro del mondo occidentale, il 1968 fu un anno brutto, un momento in cui la storia sembr\u00f2 sbandare senza controllo. Il peggio si verific\u00f2 in Europa, dove l\u2019impatto del 1968 fu pi\u00f9 profondo. Nell\u2019Europa Occidentale le agitazioni del 1968 provocarono una rottura profondadella con il passato, e se coloro che a Parigi salirono sulle barricate fallirono sul piano politico, ebbero invece successo su quello culturale; la scoraggiata Europa Occidentale, che oggi soffre di una crisi di senso della propria civilt\u00e0, \u00e8 il riflesso della politica spossata del 1968, come Sarkozy, Marcello Pera, Giuliano Ferrara, Joseph Ratzinger e altri hanno riconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure negli Stati Uniti d\u2019America quell\u2019anno viene ricordato in modo diverso. Fu certamente un anno terribile, traboccante di violenza politica; ma sono stati gli Anni 1960 nel loro complesso, tutti &#8220;i Sixties&#8221;, a esercitare impatto duraturo sulla nostra cultura e sulla nostra politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non propongo peraltro di rivedere se quelli che chiamiamo &#8220;Anni 1960&#8221; siano in realt\u00e0 nati negli Anni 1950 oppure no, o se essi abbiano mostrato tutte le loro potenzialit\u00e0 in quel decennio volgare che furono gli Anni 1970. Voglio piuttosto prendere in esame sei momenti cruciali degli Anni 1960, con un occhio di riguardo al modo in cui essi hanno rimodellato la cultura politica statunitense innescando effetti che si avvertono ancor oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto un vasto settore della cultura politica statunitense ha imparato da quei momenti costituisce infatti il canovaccio del 2008, e, piaccia o no, in questo senso importante gli Stati Uniti d\u2019America stanno ancor oggi combattendo le battaglie iniziate negli Anni 1960.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo momento: l\u2019assassinio di John F. Kennedy nel 1963<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi John Fitzgerald Kennedy [1917-1963] avrebbe novant\u2019anni, un\u2019eventualit\u00e0 quasi impossibile da immaginare. Quando le pallottole di Lee Harvey Oswald [1939-1963] lo colpirono, il 22 novembre 1963, l\u2019immagine che il Paese aveva del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America si congel\u00f2 in una specie di ambra commemorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 abbastanza difficile pensare a un Kennedy sessantenne proprietario di un grande quotidiano \u2014 una carriera postpresidenziale che stava considerando \u2014 ed \u00e8 semplicemente impossibile rappresentarselo a settantacinque o a novant\u2019anni d\u2019et\u00e0. Nella percezione del Paese, egli resta cio\u00e8 giovane in eterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma noi comprendiamo le ragioni per cui egli mor\u00ec? Nel libro <em>Camelot and the Cultural Revolution<\/em> James Piereson sostiene che la risposta \u00e8, nella maggior parte dei casi, negativa (2). Secondo la Versione Autorizzata della &#8220;Kennedy <em>story<\/em>&#8220;, proposta dai biografi \u2014 ed ex assistenti di Kennedy \u2014 Arthur [Meier] Schlesinger [jr.] [1917-2007] e Theodore [Chaikin &#8220;Ted&#8221;] Sorensen, l\u2019assassinio del presidente fu l\u2019effetto collaterale di una cultura della violenza che aveva contagiato l\u2019estrema Destra statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fobia della Destra contro il comunismo e contro l\u2019attivismo a favore dei diritti civili si faceva sentire in tutto il Paese e trasform\u00f2 la citt\u00e0 di Dallas in un manicomio politico in fermento. Era verosimile che l\u00ec potesse accadere qualcosa di terribile e ci\u00f2 accadde a Kennedy, che si era recato a Dallas per difendere la politica della ragionevolezza contro quella della paura irrazionale. Kennedy venne martirizzato dall\u2019irragionevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa la versione degli storici di corte, che, in modo piuttosto interessante, coincide con la versione narrata ai visitatori del museo ubicato al sesto piano del Texas School Book Depository di Dallas, da dove Oswald esplose i suoi colpi letali. Ovviamente, Schlesinger e Sorensen non hanno operato nel vuoto. Come Piereson utilmente ricorda, si sono accodati ai grandi <em>media <\/em>che hanno immerso l\u2019assassinio di Kennedy e il successivo omicidio di Oswald in un torrente d\u2019introspezioni a proposito di Stati Uniti d\u2019America timorosi del mondo, terrorizzati dai cambiamenti sociali e drogati di violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interpretazione di Schlesinger e di Sorensen fu congeniale a Jacqueline [Lee Bouvier, &#8220;Jackie&#8221;] Kennedy [1929-1994], e molto probabilmente l\u2019idea che lei si fece di quanto era accaduto e del perch\u00e9 si deve a tale interpretazione. Dopo l\u2019arresto e l\u2019identificazione di Oswald, la signora Kennedy si lament\u00f2 per il fatto che suo marito non aveva avuto nemmeno la soddisfazione di venire ucciso per i diritti civili; il suo assassino era stato un <em>&#8220;povero stupido comunista&#8221;<\/em> (3), un fatto che ella riteneva aver spogliato la morte del marito <em>&#8220;di ogni significato&#8221; <\/em>(4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il significato sarebbe stato dunque creato e cos\u00ec nacque \u2014 con l\u2019aiuto del popolare storico Theodore White e del periodico <em>Life<\/em> \u2014 quell\u2019immagine familiare che descrive la Casa Bianca di Kennedy come una Camelot arturiana, un <em>&#8220;breve momento di splendore&#8221;<\/em> che \u2014 come dice il libretto composto da Alan Jay Lerner [1918-1986] per un <em>musical <\/em>della Broadway contemporanea \u2014 non dovr\u00e0 <em>&#8220;mai essere dimenticato&#8221;<\/em> (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimangono tuttavia alcuni fatti precisi, come evidenzia Piereson: Lee Harvey Oswald era un comunista convinto, che in precedenza si era rifugiato in Unione Sovietica, e un sostenitore fervente di Fidel [Alejandro Castro] Ruz; l\u2019amministrazione Kennedy era nemica giurata del regime comunista di Castro, aveva autorizzato l\u2019operazione della Baia dei Porci (6) e aveva negoziato la rimozione da Cuba degli IRBM [Intermediate Range Ballistic Missile, &#8220;Missile Balistico di Portata Intermedia&#8221;] sovietici, con grande disappunto dello stesso Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movente di Oswald fu l\u2019odio nei confronti della politica da Guerra Fredda praticata da Kennedy. Il presidente non fu insomma una vittima dell\u2019irrazionale Destra statunitense; fu una vittima della Guerra Fredda, una Guerra Fredda \u2014 ricorda Piereson \u2014 che egli persegu\u00ec con vigore, anche se non sempre con saggezza o con successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incapacit\u00e0 di prendere atto di tutto questo in un Paese ancora scosso dalla crisi missilistica cubana del 1962 \u00e8 forse comprensibile. Ma l\u2019esagerata condiscendenza verso il mito di Camelot ha esercitato effetti gravi sulla cultura politica degli Stati Uniti d\u2019America. Trasformando Kennedy \u2014 la personificazione stessa del liberalismo pragmatico, razionalista, anticomunista e tutto teso ai risultati \u2014 in una figura mitica il cui idealismo non potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere ricreato, i suoi agiografi hanno contribuito a minare la fiducia nel progresso che un tempo caratterizzava il liberalismo di Franklin [Delano] Roosevelt [1882-1945], di Harry [Spencer] Truman [1884-1972] e di Kennedy stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta svanita questa fiducia, la teorizzazione del complotto \u00e8 migrata dalle paludi malariche dell\u2019estrema Destra per cominciare a infettare il liberalismo statunitense. E siccome il glorioso passato di Camelot non poteva essere mai pi\u00f9 ricreato, il liberalismo statunitense \u00e8 divenuto meno una questione di cambiamenti sostanziali e pi\u00f9 una questione di stile, e a un certo punto addirittura uno stile di vita. Il risultato \u00e8 il liberalismo che conosciamo oggi: un liberalismo per il quale il riconoscimento giuridico \u2014 anzi, la promozione \u2014 del libertinismo come stile di vita resta la preoccupazione suprema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assassinio di Kennedy fu l\u2019evento che nella cultura politica statunitense innesc\u00f2 quella tempesta di fuoco che chiamiamo Anni 1960. Certo, un po\u2019 di legna era gi\u00e0 l\u00ec e attendeva solo di essere accesa. Un anno prima della morte del presidente, gli Students for a Democratic Society [SDS] pubblicarono quello che sarebbe diventato un testo chiave per la Nuova Sinistra, il manifesto noto come <em>Port Huron Statement<\/em>, la &#8220;Dichiarazione di Port Huron&#8221; (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assassinio di Kennedy sembr\u00f2 confermare le lamentazioni di Port Huron a proposito della perduta innocenza politica di una generazione intera: come dissero Thomas [Emmet &#8220;Tom&#8221;] Hayden e i suoi colleghi dell\u2019SDS, <em>&#8220;ci\u00f2 che avevamo inizialmente visto come l\u2019Et\u00e0 dell\u2019oro statunitense fu in realt\u00e0 il declino di tutta un\u2019epoca&#8221;<\/em>. Morto Kennedy, non vi erano pi\u00f9 risposte nel vecchio liberalismo pragmatico: da qui il disprezzo della Nuova Sinistra verso due degli ultimi liberali pragmatici rimasti, Hubert [Horatio] Humphrey jr. [1911-1978] e Henry M.[artin &#8220;Scoop&#8221;] Jackson [1912-1983], per non citare l\u2019odio accanito che essa nutr\u00ec nei confronti del presidente liberale pi\u00f9 vittorioso sul piano legislativo di tutta la storia statunitense, Lyndon [Baines] Johnson [1908-1973].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendete due misurini d\u2019innocenza perduta, aggiungete demonologia in abbondanza, lasciate macerare questa miscela dentro la teoria politica marxista e semicotta di Herbert Marcuse [1898-1979] e che cosa ne otterrete? A pochi anni dalla <em>Dichiarazione di Port Huron<\/em> e dall\u2019amministrazione Kennedy ci\u00f2 che si ebbe fu quel letale <em>cocktail <\/em>politico che prese a scrivere America con la &#8220;k&#8221;: l\u2019Amerika, ovvero una struttura politica autoritaria simil-nazista costruita sull\u2019ingiustizia a casa propria e gravemente pericolosa nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il declino rapido dell\u2019immaginazione e delle argomentazioni politiche della Sinistra statunitense che segu\u00ec all\u2019assassinio di Kennedy port\u00f2, con il tempo, a un\u2019altra sorpresa: il capovolgimento del campo gravitazionale delle idee politiche statunitensi. Nel 1949, Lionel Trillino [1905-1975], la personificazione letteraria del vecchio liberalismo, deplor\u00f2 quei conservatori statunitensi che <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>si esprimono&#8221;<\/em> solo attraverso <em>&#8220;irritanti posture mentali che tentano di assomigliare a idee&#8221; <\/em>(8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno di vent\u2019anni dopo, era la Nuova Sinistra a incarnare la truce descrizione di Trilling, mentre un movimento conservatore rivitalizzato stava muovendo i primi passi nello sviluppare quelle idee economiche, culturali, sociali, nonch\u00e9 riguardanti il <em>welfare <\/em>e la politica estera che avrebbero dominato la vita pubblica statunitense dal 1980 fino agli attacchi dell\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel periodo, e fino a oggi, i conservatori e i neoconservatori hanno sfidato gli statunitensi a farsi carico di fardelli ingenti onde <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>assicurare la sopravvivenza e il successo della libert\u00e0&#8221; <\/em>(9), come Kennedy aveva affermato nel suo discorso d\u2019insediamento alla presidenza mentre molti liberali, che pretendevano di vestirsi da Kennedy, si facevano promotori delle pi\u00f9 svariate forme di neoisolazionismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene il sospetto che tutto ci\u00f2 non fosse esattamente quello che Jacqueline Kennedy, Arthur Schlesinger, Ted Sorensen e Teddy White avevano in mente quando crearono il mito di Camelot. Irrispettosi di quanto i cortigiani pensavano, possiamo infatti essere del tutto certi che della propria amministrazione Kennedy non aveva l\u2019idea che ne aveva l\u2019SDS: ovvero che essa fosse il corrispettivo statunitense della Germania di Weimar.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il secondo momento: il caso <em>Griswold v. Connecticut <\/em>del 1965<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1961, il direttore esecutivo della Planned Parenthood League del Connecticut, Estelle [T.] Griswold [1900-1981], apr\u00ec una clinica per il controllo delle nascite a New Haven in collaborazione con il dottor C. Lee Buxton, un professore della Yale School of Medecine. Il loro obiettivo era verificare la costituzionalit\u00e0 della legge emanata nel 1879 dallo Stato del Connecticut per proibire la vendita di anticoncezionali, un provvedimento mai applicato su cui la Corte Suprema degli Stati Uniti d\u2019America aveva da poco rifiutato di pronunciarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio a quel punto venne alla luce quella che appare esser stata una strategia attentamente elaborata: le autorit\u00e0 dello Stato del Connecticut agirono; Griswold e Buxton finirono sotto accusa, furono processati, vennero condannati e quindi multati di 100 dollari ciascuno; e quanto deciso in primo grado venne confermato dalle importanti Corti d\u2019Appello del Connecticut, inclusa quella che, con appellativo splendido, si chiama &#8220;Corte Suprema degli Errori&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Griswold e Buxton si rivolsero quindi alla Corte Suprema degli Stati Uniti d\u2019America, la quale accett\u00f2 di esaminare il caso, denominato <em>Griswold v. Connecticut<\/em>, e poi, con la sentenza pronunciata nel 1965, invalid\u00f2 sia le condanne sia la legislazione del Connecticut, affermando che il provvedimento in oggetto violava quanto l\u2019opinione di maggioranza scritta dal giudice della Corte Suprema William O. Douglas [1898-1980] chiamava <em>&#8220;il diritto alla <\/em>privacy<em> coniugale&#8221;<\/em> (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giudice Douglas riconobbe che la Costituzione federale degli Stati Uniti d\u2019America non menziona il <em>&#8220;diritto alla <\/em>privacy<em>&#8220;<\/em>, coniugale o di altro tipo, ma, con una decisione divenuta famosa, stabil\u00ec che un diritto di quel tipo doveva venire individuato nelle <em>&#8220;penombre, generate dalle emanazioni&#8221; <\/em>(11) dei diritti espressamente elencati nella Costituzione federale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In dissenso, il giudice della Corte Suprema Potter Stewart [1915-1985] descrisse la legge dello Stato del Connecticut, che riteneva costituzionale, come <em>&#8220;eccezionalmente sciocca&#8221; <\/em>(12), cosa che, <em>a posteriori<\/em>, fu una frase che egli avrebbe potuto usare per descrivere il caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em>, aggiungendo &#8220;pericolosa&#8221; a &#8220;sciocca&#8221;. In base alla nostra cultura giuridica, infatti, il caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em> rappresent\u00f2 la Pearl Harbor della battaglia culturale statunitense, vale a dire dell\u2019aspro confronto su quali siano le fondamenta morali e culturali della nostra democrazia che ha modellato la politica nazionale per due generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Edward Whelan (13) ha acutamente osservato, chi avrebbe detto che la contraccezione avrebbe avuto un tale potere generativo? La sentenza nel caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em> produsse quindi, nel 1972, la sentenza nel caso <em>Eisenstadt v. Baird<\/em> con cui la Corte Suprema estese le protezioni di legge garantite dal &#8220;diritto alla <em>privacy<\/em>&#8221; anche alle coppie non sposate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sua volta, la sentenza nel caso <em>Eisenstadt v. Baird<\/em> produsse la sentenza nel caso <em>Roe v. Wade<\/em> con cui il &#8220;diritto alla <em>privacy<\/em>&#8221; venne impugnato da un capo all\u2019altro del Paese per abbattere le leggi sull\u2019aborto vigenti nei diversi ordinamenti degli Stati componenti l\u2019Unione nordamericana mediante ci\u00f2 che il giudice della Corte Suprema Byron [Raymond] White [1917-2002] ha definito un esercizio di <em>&#8220;arroganza giudiziaria&#8221; <\/em>(14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sentenza nel caso <em>Roe v. Wade<\/em> produsse quindi la sentenza nel caso <em>Planned Parenthood of Southeastern Pa.<\/em> [Pennsylvania] <em>v. Casey<\/em>, che pose il &#8220;diritto all\u2019aborto&#8221; fra le libert\u00e0 sancite dal XIV Emendamento alla Costituzione federale. Le sentenze nei casi <em>Roe v. Wade<\/em> e <em>Planned Parenthood of Southeastern Pa.<\/em> <em>v. Casey<\/em> generarono poi la sentenza pronunciata dalla Corte Suprema del 2003 nel caso <em>Lawrence v. Texas<\/em>, che abol\u00ec una legge contro la sodomia vigente nello Stato del Texas, con il giudice Anthony McLeod Kennedy che fece esplicito riferimento al <em>&#8220;diritto alla <\/em>privacy<em>&#8220;<\/em> emerso nella sentenza del caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em> definendolo il &#8220;[&#8230;] <em>punto d\u2019inizio pi\u00f9 pertinente&#8221;<\/em> (15) al filo del ragionamento che ha condotto la Corte Suprema alla sentenza del caso <em>Lawrence v. Texas<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se le sentenze nei casi <em>Eisenstadt v. Baird<\/em>, <em>Roe v. Wade<\/em>, <em>Planned Parenthood of Southeastern Pa.<\/em> <em>v. Casey<\/em> e <em>Lawrence v. Texas<\/em> sono derivate direttamente dalla sentenza nel caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em>, non \u00e8 difficile vedere come la sentenza nel caso <em>Goodridge v. Department of Public Health<\/em>, con cui nel 2003 la Corte Suprema del Massachussets ha imposto il cosiddetto &#8220;matrimonio <em>gay<\/em>&#8220;, sia un derivato collaterale del &#8220;diritto alla <em>privacy<\/em>&#8221; scoperto dal giudice Douglas nella Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alterazione dell\u2019ordinamento giuridico compiuto dagli Anni 1960 ha dunque avuto un impatto tremendo sulla nostra cultura politica. Cos\u00ec come la pillola contraccettiva facilit\u00f2 la rivoluzione sessuale sul piano tecnico, la sentenza del caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em> la facilit\u00f2 sul piano costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indifferenza del governo verso la contraccezione \u00e8 stata volentieri interpretata in modo tale da insinuare l\u2019indifferenza del governo verso questioni come l\u2019aborto e questo attraverso l\u2019idea falsa che l\u2019aborto sia una questione di <em>privacy<\/em> sessuale invece che di giustizia pubblica; e cos\u00ec il &#8220;diritto all\u2019aborto&#8221; si \u00e8 presto trasformato in uno dei temi decisivi della politica statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Il &#8220;diritto all\u2019aborto&#8221;, con tutte le sue argomentazioni in tema di liberazione sessuale<\/em> \u2014 osserva Hadley [P.] Arkes (16) \u2014 <em>\u00e8 diventato il perno principale su cui sono stati poi articolati tutti gl\u2019interessi del Partito Democratico&#8221;<\/em>, esattamente come, <em>&#8220;dall\u2019epoca di Ronald <\/em>[<em>Wilson<\/em>] <em>Reagan <\/em>[1911-2004]<em>, il Partito Repubblicano \u00e8 diventato il partito <\/em>pro-life <em>della politica statunitense&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli osservatori pi\u00f9 attenti noteranno qui un\u2019inversione radicale. Se l\u2019aborto e tutte le altre questioni inerenti la difesa della vita umana sono di fatto le grandi questioni di diritti civili del nostro tempo \u2014 giacch\u00e9 riguardanti la possibilit\u00e0 dello Stato di negare arbitrariamente la protezione del diritto a determinati membri della comunit\u00e0 umana \u2014, allora la sentenza del caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em> ha comportato il cambiamento di rotta rispettivamente dei Democratici e dei Repubblicani in tema di diritti civili, con i primi che oggi interpretano il ruolo che i suoi intransigenti membri del Sud ebbero in questo Paese nei giorni di gloria del movimento a favore dei diritti civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, la Corte Suprema non \u00e8 stata certamente la sola protagonista di questi importanti cambiamenti. L\u2019invenzione della pillola contraccettiva \u00e8 da considerarsi, al pari della scissione dell\u2019atomo e della scoperta della doppia elica del DNA, una delle tre conquiste scientifiche che nel secolo XX hanno avuto maggior impatto a livello mondiale. La rivoluzione sessuale \u00e8 del resto stata influenzata anche da precise correnti filosofiche, in particolare dall\u2019enfasi sull\u2019autenticit\u00e0 posta dall\u2019esistenzialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo l\u2019ha infatti giocato anche l\u2019incapacit\u00e0 dimostrata da numerosi filosofi morali moderni di spingersi oltre la distinzione tra fatto e valore operata da Hume [David (1711-1776)] nel momento in cui cercano di elaborare un approccio a una qualche forma contemporanea di ragionamento etico fondato sul diritto naturale, il quale in cambio avrebbe peraltro contribuito a disciplinare il dibattito pubblico sull\u2019aborto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La resa passiva della maggior parte delle autorit\u00e0 religiose dinnanzi alla rivoluzione sessuale ha quindi rimosso un importante ostacolo culturale al progresso trionfale della rivoluzione sessuale, la quale \u00e8 stata a sua volta sostenuta dagli sviluppi \u2014 o forse \u00e8 meglio dire dal deterioramento \u2014 della cultura popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, nel valutare l\u2019impatto avuto dagli Anni 1960 sulla politica del 2008, occorre sottolineare le conseguenze giuridiche avute dal caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em>. Infatti proprio con quella sentenza la Corte Suprema ha cominciato a dare veste giuridica all\u2019idea che la morale sessuale e che il modello di vita familiare siano questioni di scelta o di gusto privati, e non questioni di rilevanza pubblica per cui lo Stato nutre un interesse legittimo. Non avrebbe dovuto essere affatto una sorpresa che questa tendenza avrebbe poi, un giorno, portato alla pretesa di considerare matrimonio qualsiasi &#8220;unione fra parti del corpo di adulti&#8221; che dichiari di esserlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente, non dovrebbe costituire sorpresa il fatto che la Corte Suprema, avendo con successo avocato a s\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 di redigere una &#8220;Costituzione vivente&#8221;, basata su penombre ed emanazioni, assuma il ruolo di Filosofo Metafisico Nazionale o di Balia Nazionale, come ha fatto in occasione della sentenza pronunciata nel caso <em>Planned Parenthood of Southeastern Pa.<\/em> <em>v. Casey <\/em>attraverso il famoso passaggio relativo al &#8220;mistero della vita&#8221; e mediante l\u2019ingiunzione minacciosa, rivolta a una plebaglia riottosa, ad adeguarsi alla propria giurisprudenza filoabortista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada reale che conduce a questo tipo imperiale di magistratura potrebbe anche non essere cominciata con la sentenza nel caso <em>Griswold v. Connecticut<\/em>, ma certamente quella sentenza ha accelerato il moto che ha portato al suo coronamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo momento: l\u2019offensiva del T\u00eat nel 1968<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra combattuta dagli Stati Uniti d\u2019America in Vietnam si \u00e8 estesa dal 1964 al 1975. La guerra combattuta dagli Stati Uniti d\u2019America in tema di Vietnam prosegue ancora oggi, come il presidente [George Walker jr.] Bush ha scoperto nell\u2019autunno del 2007 allorch\u00e9 ha stilato un\u2019analogia con quello scenario bellico per lanciare l\u2019allarme contro le conseguenze non dissimili che un precipitoso ritiro degli Stati Uniti d\u2019America dall\u2019Iraq potrebbe avere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Una mossa rischiosa&#8221;<\/em>, l\u2019ha definita il settimanale <em>Time<\/em>. <em>&#8220;Priva di senso&#8221;<\/em>, ha detto lo storico Robert Dallek. <em>&#8220;Irresponsabile e ignorante&#8221;<\/em>, ha rumorosamente disapprovato il senatore John [Forbes] Kerry. &#8220;<em>Grottesco&#8221;<\/em>, lo ha schernito Robert Scheer del settimanale <em>The Nation<\/em>, edito a New York. <em>&#8220;Surreale&#8221;<\/em>, l\u2019ha giudicato la redazione del quotidiano <em>The New York Times<\/em>. Perch\u00e9, si \u00e8 chiesto il capo della maggioranza Democratica al Senato, Harry [Mason] Reid, Bush legava le proprie <em>&#8220;strategie lacunose&#8221;<\/em> a <em>&#8220;uno dei peggiori errori di politica estera mai compiuti nella storia del nostro Paese?&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A giudicare dalle batoste prese, verrebbe da pensare che il presidente abbia bestemmiato. Cosa che, in un certo senso, egli ha davvero fatto, giacch\u00e9 se oggi nella Sinistra esiste ancora una convinzione che viene nutrita in modo simile alla pi\u00f9 rigida interpretazione dell\u2019inerranza biblica diffusa fra certi fondamentalisti protestanti, ebbene questa \u00e8 l\u2019attaccamento che la stessa Sinistra ha nei confronti della propria <em>vulgata <\/em>relativa alla Guerra in Vietnam. Secondo lo storico Arthur [L.] Herman, tale <em>vulgata <\/em>si basa su quattro tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima sostiene che un\u2019America, ossessionata dal comunismo, inciamp\u00f2 irrazionalmente in una lotta interna vietnamita in cui non era in gioco alcun interesse vitale statunitense. Quell\u2019ossessione port\u00f2 dunque gli Stati Uniti d\u2019America \u2014 e questa \u00e8 la seconda tesi \u2014 a combattere una guerra contro un movimento di guerriglia autoctono e sostenuto dalla popolazione locale per la quale l\u2019esercito statunitense era impreparato; fu per questo motivo che le forze armate del nostro Paese fecero ricorso a tattiche barbariche per poi su di esse mentire al popolo degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando quindi alla terza delle tesi di cui si sostanzia la <em>vulgata<\/em> canonica, quella lotta perdente nelle fetide giungle del Vietnam distrusse il morale e la disciplina delle truppe statunitensi; questo sfacelo fece dilagare l\u2019abuso delle droghe, caus\u00f2 l\u2019assassinio di quegli ufficiali che risultavano impopolari, provoc\u00f2 atrocit\u00e0 come il massacro di Mi Lai (17) e cre\u00f2 una generazione di veterani profondamente segnati nel fisico e nella psiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, stando alla quarta tesi della Sinistra, l\u2019insuccesso registrato in quell\u2019occasione dagli Stati Uniti d\u2019America ha anche comportato qualche effetto positivo, come per esempio la riunificazione del Vietnam; e se pure la conquista del Vietnam del Sud e della Cambogia da parte comunista \u00e8 stata seguita da atrocit\u00e0, va anzitutto considerato come esse siano state innescate dall\u2019intromissione degli Stati Uniti d\u2019America in questioni che non li riguardavano affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I &#8220;fondamentalisti del Vietnam&#8221; della Sinistra hanno per\u00f2 un problema serio, dal momento che il lavoro prezioso svolto dagli storici negli ultimi dieci anni, grazie a fonti documentali originali provenienti da personale sia <em>ex<\/em> vietcong sia nordvietnamita, suggerisce che ognuna delle quattro tesi da essi elaborata a proposito di quella guerra \u00e8 sbagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del lavoro di questi storici sono interessanti i dettagli, giacch\u00e9 tendono tristemente a concludere che nel Sudest asiatico gli Stati Uniti d\u2019America abbiano strappato la sconfitta dalle fauci della vittoria; ma, comunque si valutino quelle conclusioni, resta davvero inequivocabile l\u2019effetto che la versione canonica sulla Guerra del Vietnam continua a esercitare sulla politica di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica interna seguita negli anni 1960 dagli Stati Uniti d\u2019America contro la guerra fu un\u2019espressione contingente di quanto potrebbe essere chiamato, stando alle mode esistenzialiste dell\u2019epoca, &#8220;politica dell\u2019autenticit\u00e0&#8221;. Nella &#8220;politica dell\u2019autenticit\u00e0&#8221;, ci\u00f2 che conta \u00e8 la nobilt\u00e0 dei miei sentimenti; ci\u00f2 che non conta \u00e8 l\u2019evidenza e quanto non \u00e8 obbligatorio \u00e8 l\u2019esame di coscienza alla luce dell\u2019evidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;politica dell\u2019autenticit\u00e0&#8221; ci conduce, mediante un breve tratto di strada, alla morale pubblica dei sentimenti, impermeabile ai dati di fatto e indifferente alla valutazione morale delle conseguenze possibili. Oppure, per dirla con Max Weber [Maximilian Carl Emil Weber (1864-1920)], nella discussione avvenuta negli Stati Uniti d\u2019America in merito alla questione della Guerra del Vietnam, la morale delle intenzioni ha prevalso sulla morale della responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irresponsabilit\u00e0 che ha infatti caratterizzato le risposte fornite dalle Amministrazioni guidate dai presidenti [James Earl &#8220;Jimmy&#8221; jr.] Carter e [William Jefferson &#8220;Bill&#8221;] Clinton alla minaccia dello jihadismo globale \u2014 un\u2019impotenza profondamente influenzata dalla <em>vulgata<\/em> canonica sulla Guerra del Vietnam \u2014 ne \u00e8 un risultato ovvio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa irresponsabilit\u00e0 nel nome d\u2019intenzioni e di sensibilit\u00e0 morali apparentemente superiori \u00e8 peraltro peggiorata negli ultimi anni, spinta a estremi finora inimmaginabili dall\u2019impatto psicologico distorcente di quanto, a far data dal 12 dicembre 2000, la Sinistra statunitense ha considerato una presidenza illegittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prematura proclamazione della sconfitta in Iraq operata da Reid \u2014 una sconfitta di cui il <em>leader<\/em> della maggioranza Democratica al Congresso \u00e8 sembrato pregustare l\u2019impatto \u2014 \u00e8 difficile da spiegare se prima non si comprende questo fatto. Per Reid e per chi la pensa come lui, l\u2019avere Bush suggerito l\u2019idea che un ritiro precipitoso degli Stati Uniti d\u2019America dall\u2019Iraq avrebbe condotto a bagni di sangue simili a quelli avvenuti nel dopoguerra in Vietnam e in Cambogia \u00e8 una bestemmia pronunciata da un eretico e da un usurpatore politico contro la versione canonica del &#8220;Vietnam statunitense&#8221; e contro la rivelazione in essa contenuta circa i pericoli insiti nell\u2019<em>hybris<\/em> americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Offensiva del T\u00eat (18) nel gennaio del 1968 ha segnato il momento in cui la versione canonica <em>liberal<\/em> del &#8220;Vietnam statunitense&#8221;, che gi\u00e0 stava influenzando l\u2019informazione giornalistica, ha cominciato a esercitare un impatto notevole sulla politica del Paese. Il presidente Lyndon Johnson, prendendo sul serio la disinformazione prodotta da Walter [Leland] Cronkite [jr., giornalista] a proposito dell\u2019Offensiva del T\u00eat, si scoraggi\u00f2; gran parte del Partito Democratico prese le distanze da quella guerra che era stata iniziata da John F. Kennedy; e l\u2019opinione pubblica, plasmata da quelli che ora appaiono essere stati alcuni dei peggiori <em>reportage<\/em> dell\u2019era della televisione, si rivolt\u00f2 risolutamente contro la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi nessuno storico serio considera l\u2019Offensiva del T\u00eat se non una colossale sconfitta militare subita dal Vietnam del Nord e la fine del fenomeno Vietcong come un evento di capitale importanza per il futuro del Vietnam. Ma quando David Halberstam [giornalista (1934-2007)] \u2014 che, con [Cornelkius Mahoney] &#8220;Neil&#8221; Sheehan [giornalista], ha fatto pi\u00f9 di chiunque altro per dare vita alla <em>vulgata<\/em> canonica sulla Guerra del Vietnam \u2014 \u00e8 morto tragicamente in un incidente automobilistico nel 2007, non uno dei necrologi che ho letto ha suggerito l\u2019idea che egli si sia tremendamente sbagliato a proposito dell\u2019Offensiva del T\u00eat o che la sua caparbiet\u00e0 nell\u2019errore abbia contribuito a creare una situazione politica che ha avuto conseguenze letali per milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto in questione qui non sono gli attacchi scatenati dai <em>media<\/em>. Il punto \u00e8 che la <em>vulgata<\/em> canonica sulla Guerra del Vietnam continua a distorcere la visione del mondo propria a molti di quanti rivestono incarichi di responsabilit\u00e0 nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senatore Barack [Hussein] Obama II potrebbe, per ragioni politiche perfettamente comprensibili, volere spingersi oltre gli anni 1960. Ma ecco una domanda per Obama o per chiunque altro pensi di assumersi il meraviglioso fardello e la meravigliosa responsabilit\u00e0 della presidenza degli Stati Uniti d\u2019America in questo preciso momento storico: con chi state sulla &#8220;questione Vietnam&#8221; e sulla relazione che essa ha con le responsabilit\u00e0 globali che gli Stati Uniti d\u2019America hanno oggi? State con i fondamentalisti, impermeabili all\u2019evidenza? Oppure sar\u00e0 il nuovo approccio alla comprensione della Guerra degli Stati Uniti d\u2019America in Vietnam \u2014 un approccio basato sull\u2019evidenza dei fatti e di taglio storico-critico \u2014 a modellare il vostro pensiero circa le responsabilit\u00e0 che spettano agli Stati Uniti d\u2019America nel mondo del secolo XXI?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il quarto momento: la Commissione Kerner del 1968<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Anni 1960 sono cominciati con il movimento statunitense per i diritti civili al culmine della sua fase classica e sono finiti con i <em>leader<\/em> dell\u2019attivismo classico per i diritti civili morti o emarginati. Nel mezzo, il movimento per la riconciliazione nazionale in una societ\u00e0 non razzista \u00e8 stato espropriato dagli estremisti che predicano un vangelo di vittimizzazione e che identificavano le lotte dei neri nordamericani con le teorie rivoluzionarie d\u2019ideologi terzomondisti quali Frantz Fanon [1925-1961].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 accadde in un periodo di tempo sorprendentemente breve. Quando firm\u00f2 il <em>Civil Rights Act<\/em> [&#8220;Legge per i diritti civili&#8221;], nel 1964, Johnson condivise la penna presidenziale con Martin Luther King jr. [1929-1968] e con Roy Wilkins [attivista (1901-1981)]; ma, nel giro di pochi anni, King era morto, uomini come Wilkins erano stati accusati dai nuovi militanti neri di essere degli oreo (19) e la cultura della vittimizzazione aveva oramai intriso i centri urbani del Paese scendendo su di essi come una fitta coltre di nebbia. Il sogno, di King, di una nazione finalmente giunta in vetta alla montagna della giustizia era stato sostituito da <em>slogan<\/em> tipo <em>&#8220;Burn, baby, burn!&#8221;<\/em>, &#8220;Brucia, piccolo\/piccola, brucia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea delle pari opportunit\u00e0 era <em>pass\u00e9<\/em>; le quote razziali vennero mascherate dall\u2019eufemismo dell\u2019<em>affirmative action<\/em> (20); e la legittima richiesta di King affinch\u00e9 i suoi figli venissero giudicati per il carattere piuttosto che per il colore della loro pelle fu capovolta da truffatori e da artisti improvvisati, un\u2019inversione, questa, poi confermata dall\u2019attivismo giudiziario. Il risultato fu l\u2019estraniazione della maggioranza della popolazione e lo sprofondare dei centri urbani in un miasma fatto di famiglie distrutte, promiscuit\u00e0, crimine, abuso di droghe e povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 certamente discutere del come e del perch\u00e9 una delle parti in gioco nel dramma razziale statunitense sia finita cos\u00ec, ma il fatto che ci\u00f2 sia avvenuto continua a informare la politica americana dei primi anni del secolo XXI. Forse il momento cruciale \u00e8 stato il Rapporto della Commissione Kerner del 1968, pi\u00f9 formalmente conosciuto come Rapporto della National Advisory Commission on Civil Disorders, la Commissione Consultiva Nazionale sui Disordini Civili, creata dal presidente Johnson per stabilire quali fossero state le cause delle rivolte razziali divampate nel Paese nell\u2019estate del 1967.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1967 gli Stati Uniti d\u2019America si erano oramai confrontati con il peccato originale della propria fondazione e stavano compiendo progressi enormi nella costruzione di quello che oggi \u00e8 il pi\u00f9 ugualitario dal punto di vista razziale fra i grandi Paesi del pianeta. La segregazione nelle istituzioni pubbliche era stata dichiarata incostituzionale e quella delle strutture pubbliche dichiarata fuorilegge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tassa <em>pro capite<\/em> richiesta per poter votare nelle elezioni federali era stata bandita dal XXIV Emendamento alla Costituzione, i cittadini statunitensi di ascendenza africana erano stati rapidamente affrancati e, come ha dimostrato la Convention Nazionale del Partito Democratico, la comunit\u00e0 nera aveva iniziato a svolgere un ruolo significativo nella politica nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che tutto questo venisse realizzato da un movimento dai fondamenti religiosi votato alla riforma morale e giuridica del Paese, in cui neri e bianchi operavano, marciavano e versavano sangue assieme, offr\u00ec la possibilit\u00e0 di ulteriori progressi nell\u2019affermazione dell\u2019uguaglianza razziale davanti alla legge, nella creazione di pari opportunit\u00e0 economiche e nel rafforzamento della cultura della responsabilit\u00e0 in tutta la societ\u00e0 statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione Kerner parve per\u00f2 sorda a molte di quelle dinamiche positive, proponendo invece un\u2019analisi in cui la &#8220;frustrazione&#8221; nera e il &#8220;razzismo&#8221; bianco erano le due forze modellatrici della vita urbana nazionale. L\u2019America Nera era una vittima, e una vittima non poteva essere ritenuta moralmente responsabile perch\u00e9 si scagliava contro la propria vittimizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019analisi proposta dalla Commissione Kerner, gli Stati Uniti d\u2019America bianchi e razzisti erano stati analogamente privati di risorse morali, cos\u00ec che era il governo, piuttosto che le istituzioni della societ\u00e0 civile cos\u00ec centrali nel movimento classico dei diritti civili, a dover diventare il principale agente del cambiamento sociale onde affrontare la crisi di un\u2019America <em>&#8220;che si stava muovendo verso due societ\u00e0<\/em> [&#8230;] <em>separate e ingiuste&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la Commissione Kerner riscriveva la <em>vulgata<\/em> nazionale della questione dei diritti civili sul copione della vittimizzazione razziale e dell\u2019irresponsabilit\u00e0 irrefrenabile \u2014 cio\u00e8 esattamente ci\u00f2 contro cui King, Wilkins e altri della loro generazione avevano combattuto \u2014 il senso di tutto questo stava per essere superato dalla violenta controversia avvenuta nel 1968 a proposito del controllo locale sulle nomine dei docenti delle scuole pubbliche nel quartiere di Ocean Hill-Brownsville di Brooklyn.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando le cose si calmarono, le scuole del centro di Brooklyn si trovarono in una condizione notevolmente peggiore, i <em>liberal<\/em> bianchi si erano abituati a trovare scuse per le violenze commesse dai neri e le vecchie alleanze fra il movimento per i diritti civili da una parte e il movimento dei lavoratori nonch\u00e9 le organizzazioni degli ebrei statunitensi dall\u2019altra erano state sottoposte a prove dure. Albert Shaker [1928-1997] e l\u2019American Federation of Teachers, [Federazione Statunitense degl\u2019Insegnanti], potevano anche aver vinto alcune delle battaglie combattute a Brooklyn, ma persero la guerra maggiore, giacch\u00e9 il progressismo statunitense, obbligato a scegliere fra mantenere la propria enfasi classica su una societ\u00e0 indifferente alle differenze razziali e tenere il passo del nuovo attivismo militante nero, fin\u00ec per scegliere la seconda ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019alleanza fra ebrei e neri, con il tempo si frantum\u00f2 anche quella fino ad arrivare al punto in cui Jesse [Louis] Jackson [attivista per i diritti civili] pot\u00e9 riferirsi a New York definendola &#8220;Hymietown&#8221;, vale a dire &#8220;Citt\u00e0 degli Ebrei&#8221; (21), e rimanere ancora sia membro attivo della politica Democratica sia una figura temuta dai consigli di amministrazione intimiditi dai ricatti razziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emergere di ci\u00f2 che lo storico della presidenza statunitense Steven [F.] Hayward ha definito una <em>&#8220;terapeutica cultura del vittimismo&#8221;<\/em>, la quale avrebbe esercitato un impatto profondo sulla politica statunitense, \u00e8 cominciato con il crollo del movimento classico per il diritti civili alla met\u00e0 degli Anni 1960: il che vuol dire nel momento del suo massimo trionfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento classico per i diritti civili era deciso a rimodellare il Paese attraverso la ragione etica; a esso, distorto in una sghemba parodia di s\u00e9 stesso dalla cultura del vittimismo, fece seguito un moralismo vergognosamente distaccato dalla ragione che si sarebbe dimostrato incapace di mobilitare chicchessia, bianco o nero che fosse, alla grande causa di una giustizia uguale per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come al solito, a pagare il prezzo pi\u00f9 alto furono i meno dotati di risorse utili a opporsi allo sfacelo della ragione etica e della cultura della responsabilit\u00e0 in interi quartieri: il sottoproletariato. Ma fra quanti invece abbondavano di risorse per indulgere nell\u2019irresponsabilit\u00e0, la nuova cultura della vittimizzazione dei tardi Anni 1960 avrebbe alla fine messo in moto due tendenze della vita pubblica statunitense che sono ben presenti oggi, nel 2008: il movimento <em>gay<\/em> \u2014 che \u00e8 riuscito, anche se del tutto arbitrariamente, a identificarsi con l\u2019America nera precedente l\u2019era dei diritti civili \u2014 e l\u2019attivismo delle celebrit\u00e0 della Sinistra, che sarebbero finite a fornire copertura politica a tipi come Saddam Hussein [1937-2006] e Hugo [Rafael Ch\u00e1vez] Fr\u00edas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il quinto momento: la pubblicazione de <em>La citt\u00e0 secolare <\/em>nel 1965<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio degli anni 1960, il Consiglio Nazionale delle Chiese, personificazione ecumenica del protestantesimo <em>mainline<\/em>, ovvero maggioritario, viveva sicuro nel <em>pantheon <\/em>delle pi\u00f9 influenti istituzioni degli Stati Uniti d\u2019America tanto quanto l\u2019American Medical Association, l\u2019Ordine dei medici statunitensi, e l\u2019American Bar Association, l\u2019Ordine degli avvocati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trent\u2019anni dopo, per citare la ben nota formula di Richard John Neuhaus, la <em>mainline<\/em>, la linea maggioritaria, era divenuta la <em>oldline<\/em>, la linea vecchia, ed era sulla buona strada per finire <em>sideline<\/em>, a bordo campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raggiunta ora quella posizione non invidiabile, il Consiglio Nazionale delle Chiese ha dovuto ridursi a prendere in affitto solo qualcuno degli uffici del civico 475 di Riverside Drive a New York, la famosa &#8220;casella postale di Dio&#8221;, che un tempo aveva invece riempito completamente. Dato che il protestantesimo <em>mainline<\/em> aveva cessato di essere una forza culturale determinante nella vita pubblica degli Stati Uniti d\u2019America, il vuoto \u00e8 stato riempito da una nuova presenza pubblica cattolica e, forse influente soprattutto sul piano elettorale, dall\u2019attivismo emergente del protestantesimo evangelicale, fondamentalista e pentecostale in quella che sarebbe stata poi conosciuta come Destra Religiosa, un movimento che per pi\u00f9 di un quarto di secolo ha formato una parte decisiva della coalizione repubblicana di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il momento decisivo di questo spostamento tettonico nell\u2019interfacciarsi della religione degli Stati Uniti d\u2019America con la vita pubblica del Paese avvenne negli Anni 1960, quando la <em>mainline<\/em> implose, tanto sul piano teologico quanto su quello politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lato politico della storia \u00e8 noto. Quanto era cominciato come il sostegno del protestantesimo <em>mainline<\/em> al movimento classico per i diritti civili si trasform\u00f2 rapidamente nel sostegno del protestantesimo <em>liberal<\/em> all\u2019attivismo militante nero, alle forme pi\u00f9 dure della protesta contro la Guerra del Vietnam, agli elementi pi\u00f9 estremi del movimento femminista nonch\u00e9 del movimento ambientalista, antinuclearista e propenso ad analoghe agitazioni sociali, quindi, da ultimo, al movimento di liberazione dei <em>gay<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 va considerato una tristezza, poich\u00e9 \u00e8 stato il protestantesimo <em>mainline<\/em> a dare fondamento morale e culturale all\u2019esperimento democratico statunitense, dal periodo coloniale fino alla Seconda Guerra Mondiale [1939-1945].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lato teologico del libro mastro \u00e8 stato impersonato dal <em>best-seller<\/em> pubblicato nel 1965 da Harvey Cox, <em>La citt\u00e0 secolare<\/em> (22), che argomentava in favore di un cristianesimo radicalmente secolarizzato in cui \u00e8 il mondo a stabilire l\u2019agenda delle priorit\u00e0 della Chiesa. Il libro di Cox non ha resistito molto bene al tempo; oggi quasi nessuno lo legge, salvo che come testimonianza storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A suo tempo, per\u00f2, <em>La citt\u00e0 secolare<\/em> tir\u00f2 in ballo quasi tutte quelle tematiche principali che, mentre portavano il protestantesimo <em>mainline<\/em> alla marginalit\u00e0 religiosa, nondimeno esercitarono un\u2019influenza innegabile sulla politica degli Anni 1960, cos\u00ec come del resto su quella attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adorazione del nuovo; la passione per la retorica rivoluzionaria; il male interpretato con categorie terapeutiche; il culto concepito come realizzazione personale; la celebrazione dell\u2019azione separata dalla contemplazione o comunque dalla seria riflessione intellettuale; la noncuranza verso la tradizione; il moralismo al posto del ragionamento morale; l\u2019identificazione dei tentativi compiuti dall\u2019uomo con l\u2019apparire improvviso del Regno di Dio: qualsiasi fossero le intenzioni di Cox, sono queste le cose che la gente ha imparato da <em>La citt\u00e0 secolare<\/em> e dalle sue pi\u00f9 svariate filiazioni nel mondo del pensiero religioso <em>liberal<\/em> statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la dichiarazione di Hartford, <em>An<\/em> <em>Appeal for Theological Affirmation<\/em> (23), cerc\u00f2 di ristabilire l\u2019equilibrio nel 1975, il danno era oramai gi\u00e0 stato fatto. <em>La citt\u00e0 secolare<\/em> contribu\u00ec ad accelerare la secolarizzazione della cultura dell\u2019<em>\u00e9lite<\/em> statunitense, la quale cre\u00f2 non solo nuove opportunit\u00e0 di presenza pubblica per organismi religiosi pi\u00f9 tradizionali ma anche nuove linee politiche sbagliate, che sono tanto visibili quanto lo sono i titoli dei giornali del mattino e dei loro editoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sesto momento: la nascita dell\u2019ambientalismo nel 1969<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che gli uomini non possano vivere senza punti di riferimento trascendenti di natura morale e spirituale \u00e8 ben illustrato dal fatto che, mentre il protestantesimo <em>mainline<\/em> <em>liberal<\/em> stava crollando, quelli che in precedenza erano probabilmente stati alcuni fra i suoi aderenti pi\u00f9 convinti trovarono un nuovo dio: la Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso, la trasformazione di quel movimento di difesa ambientale, dai tratti piuttosto sensibili e ammirevoli, che un tempo esisteva negli Stati Uniti d\u2019America in un nuovo &#8220;ismo&#8221; \u2014 l\u2019ambientalismo \u2014 si comprende meglio se lo s\u2019inquadra come una questione di desiderio religioso disorientato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo trovato il Dio del protestantesimo <em>liberal<\/em> non plausibile o comunque noioso, le <em>\u00e9lite<\/em> progressiste statunitensi hanno scoperto una nuova divinit\u00e0, il cui culto ha implicato una drastica trasformazione di quasi tutti i settori della vita nazionale da parte dello strumento di salvezza preferito del nuovo progressismo: lo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ispirato in parte da <em>best-seller<\/em> come quello pubblicato da Rachel Carson [1907-1964] nel 1962, <em>Silent Spring <\/em>(24), la difesa dell\u2019ambiente divenuta ambientalismo si \u00e8 evoluta negli Anni 1960 in un movimento fortemente critico nei confronti della tecnologia e dell\u2019impatto che essa ha sull\u2019ecologia globale nonch\u00e9 profondamente scettico verso i mercati economici; l\u2019ambientalismo, inoltre, si \u00e8 incrociato politicamente con il movimento pacifista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 quantomeno strano, dal momento che \u00e8 stato un artefatto prodotto dal tanto deplorato complesso militare-industriale \u2014 le fotografie del pianeta Terra scattate dagli astronauti della missione Apollo 8 durante la circumnavigazione della Luna del Natale 1968 \u2014 a fornire al nuovo ambientalismo l\u2019icona di riferimento e qualcosa del potere emozionale che esso esercita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante quell\u2019ironia, l\u2019attivista pacifista John McConnell, avendo visto le foto scattate da Frank [Frederick] Borman II, da [James Arthur] &#8220;Jim&#8221; Lovell jr. e da [William Alison] &#8220;Bill&#8221; Anders dai finestrini del modulo di comando dell\u2019Apollo 8, cre\u00f2 da una di esse la &#8220;bandiera del Giorno della Terra&#8221; e nel 1969 propose a una conferenza dell\u2019UNESCO [Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019Educazione, la Scienza e la Cultura] che si teneva a San Francisco una festa globale per celebrare la Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec giunse la proclamazione dell\u2019Earth Day, il Giorno della Terra, sottoscritta da U Thant [1909-1974], da Margaret Mead [antropologa (1901-1978)] e da altri, cos\u00ec com\u2019\u00e8 giunta ora l\u2019annuale celebrazione dell\u2019Earth Day.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo ambientalismo \u00e8 stato del resto popolato da molti degli stessi attivisti che si erano adoperati per la creazione del movimento contro la Guerra degli Stati Uniti d\u2019America in Vietnam e, nei decenni successivi, ha manifestato caratteristiche simili al fondamentalismo o al fideismo di quanti si sono tenuti stretto il disastro prodotto dalla <em>vulgata<\/em> convenzionale dell\u2019America-in-Vietnam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra quelle caratteristiche, oltre a un certo atteggiamento apocalittico, vi \u00e8 anche la cecit\u00e0 verso i dati che ne confutano le pretese e le evidenze scientifiche. Come lo statistico danese Bj\u00f8rn Lomborg ha mostrato studio dopo studio, l\u2019aspettativa di vita sta aumentando su scala globale, Terzo Mondo incluso; l\u2019acqua e l\u2019aria nel mondo sviluppato sono pi\u00f9 pulite di cinquecento anni fa; le paure che i prodotti chimici avvelenino la Terra sono completamente esagerate; oggi nel mondo sia l\u2019energia sia il cibo sono pi\u00f9 convenienti e pi\u00f9 abbondanti che mai prima; la &#8220;sovrappopolazione&#8221; \u00e8 un mito e il quadro globale \u00e8, in realt\u00e0, quello di una prosperit\u00e0 umana senza precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma riconoscere tutto questo significherebbe mettere in discussione la rivelazione concessa a un altro degli alleati ideologici del nuovo ambientalismo, il movimento per il controllo demografico: ovvero che gli uomini sono un agente inquinante; un\u2019idea pericolosa nata dall\u2019antico e progressista movimento eugenista e portata a maturazione popolare negli Anni 1960 da propagandisti palesi come Paul Ehrlich, la quale continua ancora oggi a influenzare la politica statunitense per gli aiuti all\u2019estero. Ora, come sempre, venerare d\u00e8i falsi porta a praticare una politica cattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un decennio ancora abbondantemente vivo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presi assieme, questi sei momenti suggeriscono l\u2019idea che durante gli Anni 1960 alla politica <em>liberal<\/em> sia capitato qualcosa gravido di conseguenze permanenti e lo stesso sia successo alla cultura politica statunitense. La politica della ragionevolezza ha ceduto il passo alla politica dell\u2019emozione e ha amoreggiato con la politica dell\u2019irrazionalit\u00e0; le pretese della ragione etica sono state sostituite dal moralismo; l\u2019idea che tutti gli uomini e le donne siano chiamati a vivere esistenze responsabili \u00e8 stata sostituita dall\u2019idea che alcune persone siano nate vittime; e la convinzione democratica \u00e8 stata sostituita dall\u2019attivismo giudiziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ognuna di queste conseguenze \u00e8 ancora oggi in gran parte viva; e quanto di esse si pensa definisce il substrato della politica del 2008, il canovaccio, la questione di fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che questo percorso abbia resistito alla vittoria della democrazia e dell\u2019economia libera nella Rivoluzione del 1989 e al collasso dell\u2019impero sovietico ci dice qualcosa d\u2019importante circa il dopo 1968. Cominciando dalla fine degli Anni 1960, il liberalismo statunitense ha seguito le orme della Sinistra globale e ha sostituito le sue precedenti preoccupazioni riguardanti l\u2019economia e la politica della partecipazione con le questioni sociali e uno stile di vita libertino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il liberalismo statunitense, cos\u00ec come la sua controparte europea, ha quindi adottato la strategia elaborata del teorico marxista italiano Antonio Gramsci [1891-1937] e ha intrapreso una lunga marcia dentro le istituzioni, dapprima le universit\u00e0, i mezzi di comunicazione, le iniziative filantropiche e le comunit\u00e0 religiose; oggi persino gl\u2019istituti del matrimonio e della famiglia. Che questo abbia avuto impatto profondo sulla nostra politica \u00e8 ovvio: la guerra culturale statunitense, che \u00e8 uno dei principali canovacci dell\u2019intera questione, d\u00e0 quotidianamente forma al dibattito pubblico su questioni di politica sia interna sia estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che il liberalismo razionalista, orientato al risultato, pragmatico di John F. Kennedy si sia trasformato prima nella Nuova Sinistra poi nella forma statunitense del progressismo postmoderno ha messo l\u2019Io imperiale autonomo al centro di uno dei poli della vita pubblica del Paese e l\u00ec esso ha sradicato l\u2019idea che la costruzione di una societ\u00e0 libera e virtuosa sia l\u2019obiettivo della democrazia statunitense. Tutto questo stimola peraltro le domande pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 urgenti sull\u2019avvenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 una cultura condivisa, che deve sostenere le istituzioni tipiche del governo responsabile, essere costituita da una congerie di io autonomi? Pu\u00f2 una politica separata dalla ragione etica dare le ragioni del perch\u00e9 nelle questioni pubbliche la tolleranza, la cortesia e la persuasione siano superiori alla coercizione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa pu\u00f2 dire la politica dell\u2019autonomia \u2014 che \u00e8 il distillato della politica degli Anni 1960 \u2014 di fronte alle minacce esistenziali con cui dovranno confrontarsi il prossimo presidente degli Stati Uniti d\u2019America e il prossimo Congresso: la minaccia dello jihadismo \u2014 che ha un\u2019idea assai chiara e assai diversa dalla nostra di cosa sia una societ\u00e0 buona \u2014 e la minaccia di uno scivolamento lento, per via biotecnologica, nell\u2019umanit\u00e0 rattrappita voluta dal presuntuoso mondo nuovo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 \u00e8 forse autonomia, e la caparbiet\u00e0 \u00e8 una libert\u00e0 per cui vale la pena sacrificarsi? Oppure sar\u00e0 solo il riappropriarsi di un concetto di libert\u00e0 intesa come perseguimento dell\u2019eccellenza \u2014 la libert\u00e0 legata alla verit\u00e0 morale e disposta alla virt\u00f9 \u2014 a guidarci attraverso le instabilit\u00e0 politiche e culturali di questo inizio di secolo XXI?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Anni 1960 sono in verit\u00e0 ancora abbondantemente vivi fra noi, sia nel bene che nel male. Non dovremmo infatti dimenticare quella parte degli Anni 1960 che chiam\u00f2 gli americani a vivere nobilmente per la difesa e per la promozione della libert\u00e0, correttamente compresa. Ma la grande questione che ci si pone innanzi oggi \u2014 il canovaccio del 2008 \u2014 \u00e8 vedere se l\u2019eredit\u00e0 ammirevole degli Anni 1960 trionfer\u00e0 sui residui meno felici di quel decennio turbolento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Nicolas Paul St\u00e9phane Sarkozy de Nagy-Bocsa, <em>Discorso <\/em>pronunciato il 29 aprile 2007 al Palais Omnisports di Parigi-Bercy, durante la campagna elettorale per il secondo turno delle elezioni presidenziali di Francia, , visitato il 24-10-2008.<br \/>\n<strong>(2)<\/strong> Cfr. James Piereson, <em>Camelot and the Cultural Revolution: How the Assassination of John F. Kennedy Shattered American Liberalism<\/em>, Encounter Books, New York 2007. James Piereson \u00e8 Senior Fellow e direttore del Center for the American University del Manhattan Institute, nonch\u00e9 presidente della William E. Simon Foundation, entrambi di New York.<br \/>\n<strong>(3)<\/strong> Cit. <em>ibid.<\/em>, p. 59.<br \/>\n<strong>(4)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>. La vedova Kennedy si espresse cos\u00ec parlando con la madre, Janet Norton Lee Bouvier Auchincloss Morris (1907-1989), la sera stessa dell\u2019omicidio, il 22 novembre 1963. La fonte \u00e8 l\u2019opera dello storico e biografo statunitense William Raymond Manchester (1922-2004), <em>The Death of a President, November 20-November 25, 1963<\/em>, Harper &amp; Row, New York 1967, p. 407 (trad. it., <em>Morte di un presidente, 20-25 novembre 1963<\/em>, Mondadori, Milano 1967, p. 547).<br \/>\n<strong>(5)<\/strong> Il paroliere e librettista statunitense Alan Jay Lerner, autore di numerosi <em>musical <\/em>teatrali di grande successo assieme al compositore di origine austriaca Frederick Loewe (1901-1988), scrisse nel 1960 la <em>pi\u00e8ce <\/em>intitolata <em>Camelot<\/em>, basandosi sul popolare romanzo <em>The Once and Future King<\/em>, pubblicato nel 1958 dallo scrittore statunitense Terence Hanbury White (1906-1964), a cui peraltro s\u2019ispira anche il lungometraggio a cartoni animati <em>La spada nella roccia <\/em>(<em>The Sword in the Stone<\/em>), regia di Wolfgang Reitherman (1909-1985), prodotto dalla Walt Disney nel 1963. <em>Camelot <\/em>ebbe un grande successo e, dopo l\u2019assassinio di Kennedy \u2014 di cui Lerner era stato compagno di classe all\u2019Universit\u00e0 Harvard di Cambridge, nello Stato nordamericano del Massachusetts \u2014, venne pubblicizzato come uno degli spettacoli preferiti dal defunto presidente e dalla sua famiglia alla Casa Bianca, in particolare la scena in cui re Art\u00f9 crea cavaliere un giovanetto domandandogli di tramandare il racconto del &#8220;reame beato&#8221; di Camelot alle future generazioni con queste parole: <em>&#8220;Do\u2019t let it be forgot \/ That once there was a spot, \/ For one brief, shining moment \/ That was known as Camelot&#8221;<\/em>, &#8220;Non venga dimenticato \/ che un d\u00ec un luogo vi \u00e8 stato, \/ durato un breve momento di splendore, \/ che era noto come Camelot&#8221;. Da allora l\u2019immaginario popolare statunitense associa il <em>musical <\/em>di Loewe e di Lerner, ma soprattutto il &#8220;mito&#8221; di Camelot, all\u2019amministrazione Kennedy.<br \/>\n<strong>(6)<\/strong> Il 17 aprile 1961, esuli cubani negli Stati Uniti d\u2019America cercano, senza successo, di sbarcare nella Bah\u00eda de Cochinos, appunto la Baia dei Porci, una stretta insenatura nella parte centrale dell\u2019isola caraibica, con lo scopo di rovesciare militarmente il governo comunista de L\u2019Avana.<br \/>\n<strong>(7)<\/strong> Cfr. <em>The Port Huron Statement<\/em>, Students for a Democratic Society, New York 1962 (n. ed. corretta, 1964). Il documento fu scritto principalmente da Thomas Emmet Hayden, attivista progressista e poi <em>no global<\/em>, all\u2019epoca Field Secretary dell\u2019SDS. Ex marito dell\u2019attrice filocomunista Jane Fonda, femminista e simbolo della &#8220;liberazione sessuale&#8221; degli Anni 1960, \u00e8 stato deputato al Congresso dello Stato della California dal 1982 al 1992, quindi senatore al Congresso della California dal 1992 al 2000. Il testo disponibile anche su <em>Internet<\/em>: cfr. <a href=\"http:\/\/www.vlib.us\/amdocs\/texts\/porthuron.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.vlib.us\/amdocs\/texts\/porthuron.html<\/a> (visitato il 24-10-2008) e, in una versione meno completa ma pi\u00f9 &#8220;autorevole&#8221;, pubblicata sul sito ufficiale del senatore Hayden, <a href=\"http:\/\/www.tomhayden.com\/porthuron.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.tomhayden.com\/porthuron.htm<\/a> &gt;, visitato il 24-10-2008). Cfr. anche Thomas &#8220;Tom&#8221; Emmet Hayden, <em>The Port Huron Statement: The Visionary Call of the 1960s Revolution<\/em>, Thunder\u2019s Mouth Press, Emeryville (California) 2005.<br \/>\n<strong>(8)<\/strong> Lionel Trilling, <em>The Liberal Imagination: Essays on Literature and Society<\/em>, Doubleday, Garden City (New York) 1950, <em>Preface<\/em>, p. VII.<br \/>\n<strong>(9)<\/strong> John Fitzgerald Kennedy, <em>Inaugural Address, Friday, January 20, 1961<\/em>, in <em>Inaugural Addresses of the Presidents of the United States<\/em>, vol. 2, <em>Grover Cleveland (1885) to George W. Bush (2005)<\/em>, ed. riveduta e accresciuta, Applewood Books, Bedford (Massachusetts), s.d. (ma 2005), p. 125.<br \/>\n<strong>(10)<\/strong> Cfr. William Orville Douglas, parere di maggioranza nella sentenza del caso <em>Griswold v. Buxton<\/em>, Washington, 7-6-1965, in <a href=\"http:\/\/www.law.cornell.edu\/supct\/html\/historics\/USSC_CR_0381_0479_ZO.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.law.cornell.edu\/supct\/html\/historics\/USSC_CR_0381_0479_ZO.html<\/a> , visitato il 24-10-2008.<br \/>\n<strong>(11)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<br \/>\n<strong>(12)<\/strong> Potter Stewart, parere di dissenso nella sentenza del caso <em>Griswold v. Buxton<\/em>, Washington, 7-6-1965, in <a href=\"http:\/\/www.law.cornell.edu\/supct\/html\/historics\/USSCCR%2003810479_ZD1.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.law.cornell.edu\/supct\/html\/historics\/USSCCR 03810479_ZD1.html<\/a>, visitato il 24-10-2008.<br \/>\n<strong>(13)<\/strong> Martin Edward Whelan III, <em>This Week in Liberal Judicial Activism-Week of March 19<\/em> [rubrica di effemeridi che documenta l\u2019attivismo progressista dell\u2019apparato giudiziario statunitense], <em>Mar. 22 1972<\/em>, in <em>Bench Memos <\/em>[<em>blog<\/em>], in <em>National Review Online<\/em>, New York 19 marzo 2007, <a href=\"http:\/\/bench.nationalreview.com\/post\/?q=ZGYwYzhiNWQ4ZjYzMTA3YjI1ZDExNDkzNzIyZGEwNDU=\" target=\"_blank\">http:\/\/bench.nationalreview.com\/post\/?q=ZGYwYzhiNWQ4ZjYzMTA3YjI1ZDExNDkzNzIyZGEwNDU=<\/a>, visitato il 24-10-2008. Martin Edward Whelan III \u00e8 presidente dell\u2019Ethics and Public Policy Center di Washington.<br \/>\n<strong>(14)<\/strong> Byron Raymond White, parere di dissenso nella sentenza del caso <em>Doe v. Bolton<\/em>, Washington, 22-1-1973, , visitato il 24-10-2008.<br \/>\n<strong>(15)<\/strong> Anthony McLeod, parere di maggioranza nella sentenza del caso <em>Lawrence v. Texas<\/em>, Washington, 26-6-2003, , visitato il 24-10-2008.<br \/>\n<strong>(16)<\/strong> Hadley P. Arkes, di religione ebraica, professore di Giurisprudenza e Istituzioni degli Stati Uniti d\u2019America nella cattedra intitolata all\u2019ambasciatore cattolico statunitense Edward Noonan Ney dell\u2019Amherst College nello Stato nordamericano del Massachusetts, \u00e8 considerato oggi uno dei principali intellettuali <em>pro-life <\/em>e conservatori degli Stati Uniti d\u2019America.<br \/>\n<strong>(17)<\/strong> Il &#8220;massacro di Mi Lai&#8221;, nella frazione di Son Tinh, nella provincia di Quang Ngai, a nord di Saigon, capitale dell\u2019allora Vietnam del Sud, fu compiuto il 16 marzo 1968 da una compagnia della 23a Divisione di fanteria dell\u2019esercito degli Stati Uniti d\u2019America \u2014 nota come Americal Division \u2014, che agli ordini del secondo tenente William Laws &#8220;Rusty&#8221; Calley jr., uccisero alcune centinaia di civili vietnamiti per rappresaglia nei confronti della popolazione locale alla quale, durante un precedente scontro a fuoco, si erano mescolate le truppe dei vietcong, guerriglieri comunisti del Fronte Nazionale per la Liberazione del Vietnam. Il massacro venne fermato dall\u2019equipaggio di un elicottero dell\u2019esercito statunitense in ricognizione nella zona, che atterr\u00f2 frapponendosi fra i soldati nordamericani e i civili vietnamiti.<br \/>\n<strong>(18)<\/strong> L\u2019Offensiva del T\u00eat fu condotta a sorpresa dall\u2019esercito del Vietnam del Nord comunista e dai vietcong contro le truppe statunitensi, l\u2019esercito sudvietnamita e i loro alleati nella notte del capodanno vietnamita, fra il 30 e il 31 gennaio 1968. Nonostante i successi iniziali, l\u2019offensiva fu un fallimento giacch\u00e9 non riusc\u00ec a sfondare in alcun punto le linee statunitensi, anche se sui <em>mass media<\/em> ebbe un impatto tanto clamoroso quanto infondato.<br \/>\n<strong>(19)<\/strong> Gli oreo sono dei popolari biscotti-<em>sandwich<\/em> composti da due cialde al cioccolato, nere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 347-348 (2008) George Weigel, nato a Baltimora, nello Stato nordamericano del Maryland, nel 1951, \u00e8 studioso e opinionista cattolico, ascrivibile a una delle famiglie di cui si compone il mondo neoconservatore statunitense. 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