{"id":5782,"date":"2013-11-11T01:40:41","date_gmt":"2013-11-11T00:40:41","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-11T10:00:15","modified_gmt":"2015-06-11T08:00:15","slug":"lomogenitorialit-ovvero-ladozione-omosessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lomogenitorialit-ovvero-ladozione-omosessuale\/","title":{"rendered":"L\u2019omogenitorialit&aacute; ovvero l\u2019adozione omosessuale"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/adozioni_gay.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7195\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/adozioni_gay.jpg\" alt=\"adozioni_gay\" width=\"250\" height=\"174\" \/><\/a>Newsletter n.69 dell\u2019associazione <strong>Scienza &amp; Vita<\/strong> ottobre 2013<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Massimo Gandolfini * e Roberto Marchesini**<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi cosiddetti \u201ceticamente sensibili\u201d o della \u201cbiopolitica\u201d suscitano, quasi visceralmente, reazioni di schieramento fra ideologie contrapposte, che impediscono che argomenti complessi e delicati vengano affrontati in spirito di ricerca, collaborazione e dialogo, utilizzando lo strumento pi\u00f9 \u201cneutro\u201d di cui disponiamo: la ragione, che produce argomentazione razionale.\u00a0Nella speranza che non sia l\u2019ennesimo buco nell\u2019acqua, proviamo ad affrontare il tema della omogenitorialit\u00e0, evitando sia argomentazioni ideologiche o confessionali, sia schieramenti precostituiti politici o partitici.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, nel dibattito pubblico \u00e8 stato introdotto il tema della cosiddetta \u201comogenitorialit\u00e0\u201d, da cui si vorrebbe derivare il diritto di adottare bambini da parte di coppie gay. Il fatto che le coppie eterosessuali lo possano fare e quelle omosessuali no, viene presentato come un\u2019intollerabile discriminazione. Prescindendo dagli aspetti antropologici e giuridici (che non sono di poco conto), l\u2019argomento \u201cscientifico\u201d che viene opposto \u00e8 l\u2019affermazione perentoria che esistono evidenze scientifiche che permettono di affermare che le coppie omosessuali sono parimenti idonee a quelle eterosessuali, ai fini dello sviluppo psicofisico e del benessere generale dei bambini.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tesi viene, di fatto, a contraddire e rigettare pi\u00f9 di centocinquant\u2019anni di studi in ambito di psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva, da Freud ai nostri giorni. Il presidente dell\u2019Associazione Gay Net Italia, Franco Grillini, ha dichiarato che \u201c\u2026 ci sono in Italia centomila bambini che crescono bene in coppie LGBT e, come dimostrano gli studi scientifici in materia, non c\u2019\u00e8 alcuna apprezzabile differenza nella crescita equilibrata con gli altri bimbi che vivono in coppie eterosessuali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, sulla medesima lunghezza d\u2019onda, ben pi\u00f9 autorevoli voci si sono alzate; prima fra tutte quella della American Academy of Pediatrics ha dichiarato che: \u201cuna considerevole mole di letteratura professionale fornisce la prova che bambini con genitori omosessuali possono avere gli stessi benefici e le stesse aspettative in termini di salute, adattamento e sviluppo dei bambini i cui genitori sono eterosessuali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cconsiderevole mole\u201d a supporto \u00e8 rappresentata da nove studi, che \u00e8 doveroso analizzare per farci una visione pi\u00f9 ampia e documentata possibile. Il primo lavoro \u00e8 una ricerca empirica nella quale genitori gay e lesbiche raccontano la loro esperienza personale con il sistema pediatrico americano, che giudicano in modo decisamente favorevole e soddisfacente, pur bisognoso di correggere qualche carenza marginale. Come si vede, viene trattato un aspetto dell\u2019organizzazione sanitaria pediatrica americana che non ha nulla a che fare con il tema dell\u2019omogenitorialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ed il terzo sono due \u201camicus brief\u201d ad opera dell\u2019American Psychological Association (APA). Per i non addetti ai lavori, un \u201camicus brief\u201d \u00e8 un saggio offerto spontaneamente al tribunale da parte di un terzo non parte in causa, inerente l\u2019argomento in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due lavori citati e riportati, ad opera abbiamo detto dell\u2019APA, riguardano, il primo, una madre lesbica (che aveva gi\u00e0 una figlia) alla quale era stato negato l\u2019affidamento ed il secondo un padre gay al quale la moglie voleva impedire le visite del figlio alla presenza del suo nuovo compagno omosessuale. Il quarto \u00e8 un articolo nel quale gli stessi Autori (Melanie A. Gold, Ellen C. Perrin, Donna Futterman, Stanford B. Friedman) \u2013 pur traendo delle conclusioni favorevoli alle adozioni di coppie gay \u2013 dichiarano il valore oggettivo e scientifico assai limitato del loro studio, a causa di \u201ccampioni di piccole dimensioni, selezione di soggetti non casuale (significa che i soggetti in studio sono stati scelti non a caso \u2013 ndr), una gamma ristretta di contesti socioeconomici e razziali e la mancanza di follow-up longitudinali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quinto riferimento bibliografico \u00e8 rappresentato da una rassegna che l\u2019autrice, dottoressa Fiona Tasker, dedica a due studi inglesi aventi le seguenti caratteristiche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il primo, mette in comparazione un piccolo numero di 37 bimbi cresciuti con una coppia lesbica, con un gruppo di controllo rappresentato da 27 bimbi cresciuti con una madre sola (non con una coppia eterosessuale). Il metodo d\u2019indagine e valutazione utilizzato dagli Autori \u00e8 quello della \u201cintervista semistrutturata\u201d a madri e bambini;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il secondo, confronta due piccoli campioni (15 bimbi cresciuti da madri lesbiche e 15 bambini cresciuti da coppie lesbiche) con un gruppo di controllo decisamente \u201cparticolare\u201d: 42 bimbi cresciuti con madri eterosessuali sole, 41 bimbi nati da inseminazione artificiale e cresciuti da coppie eterosessuali, 43 coppie eterosessuali con un figlio nato con tecniche di fecondazione artificiale. A completamento, si deve aggiungere che il gruppo delle madri lesbiche e quello delle madri sole erano composti da soggetti che si erano offerti volontari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, il metodo seguito \u00e8 stato quello \u2013 assai controverso, perch\u00e9 molto poco oggettivo \u2013 dell\u2019intervista semi-strutturata. Concludendo, l\u2019Autrice \u2013 affermando l\u2019assenza di differenze fra lo sviluppo dei piccoli appartenenti a tutti i gruppi in esame &#8211; deve ammettere che \u201c\u00e8 emersa una correlazione positiva fra autostima dei bimbi e presenza del padre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sesto studio \u00e8 una rassegna delle tre ricerche della dottoressa Charlotte Patterson, curata da lei stessa. Una sorta di \u201cautocitazione\u201d. La Dottoressa Patterson \u00e8 una nota attivista lesbica, convivente con una compagna con la quale ha cresciuto tre figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima ricerca \u00e8 priva di qualsiasi valore oggettivo. Si tratta di una raccolta di interviste, senza alcun gruppo di controllo, \u201ccostruita su un campione non rappresentativo, arruolato attraverso il passaparola\u201d. La seconda passa in rassegna un gruppo di 55 famiglie lesbiche e 25 famiglie eterosessuali che hanno avuto il figlio attraverso la Banca della Sperma della California, quindi attraverso fecondazione eterologa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza riporta il resoconto di 44 madri lesbiche conviventi ed un gruppo di controllo di 44 madri in coppie eterosessuali. Oggettivamente, solo a quest\u2019ultimo studio si pu\u00f2 attribuire qualche valenza di attendibilit\u00e0, ma sempre con il grave limite di essere un campione assai \u2013 troppo \u2013 limitato per poter trarre conclusioni fondate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco le conclusioni della dottoressa Patterson: \u201cChe un effetto misurabile dell\u2019orientamento sessuale dei genitori sullo sviluppo sessuale dei bambini sia dimostrato o meno, le principali conclusioni della ricerca condotta fino ad oggi restano chiare: qualunque correlazione possa esistere tra gli esiti sui bambini e l\u2019orientamento sessuale dei genitori, \u00e8 meno importante di quella fra i risultati dei bambini e la qualit\u00e0 della vita familiare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 certamente un linguaggio criptico, ambiguo rispetto alla chiarezza della risposta che ci si aspettava e, soprattutto che sposta nettamente il fuoco del problema: s\u2019introduce il dato della \u201cqualit\u00e0 della vita familiare\u201d e si passa in second\u2019ordine il dato che ci interessava, cio\u00e8 l\u2019omogenitorialit\u00e0, valore od ostacolo nella crescita armonica del bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completare la citazione della dottoressa Patterson \u00e8 doveroso aggiungere che nel 1977 il Tribunale della Florida ha stabilito che: \u201c\u2026l\u2019imparzialit\u00e0 della dottoressa Patterson \u00e8 diventata discutibile quando prima del processo si \u00e8 rifiutata di consegnare a suoi legali le copie della documentazione da lei utilizzata negli studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottoressa Patterson ha testimoniato la sua propria condizione di lesbica e l\u2019imputata ha sostenuto che la sua ricerca era probabilmente viziata dall\u2019utilizzo di amici come soggetti per la ricerca stessa. Tale ipotesi ha acquisito ancor pi\u00f9 credito in virt\u00f9 della sua riluttanza a fornire i documenti ordinati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settimo apporto bibliografico non andrebbe neppure citato per la sua palese insignificanza. Si tratta, infatti, di un libro-raccolta di interviste a genitori omosessuali e a figli di genitori omosessuali, nelle quali ognuno racconta s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ottavo \u00e8 un studio che passa in rassegna 17 ricerche sulla genitorialit\u00e0 lesbica, e riguarda donne \u201cgiovani, bianche, di classe sociale medio-alta, di istruzione elevata, residenti in aree urbane ed aperte circa la loro condotta sessuale\u201d. Si vede bene che non si tratta di un campione rappresentativo della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nono ed ultimo riferimento \u00e8 un Technical Report dell\u2019American Academy of Pediatrics (AAP), a firma Ellen Perrin. La conclusione non pu\u00f2 non lasciare quantomeno perplessi per la sua intrinseca contraddittoriet\u00e0: \u201cI campioni piccoli e non rappresentativi presi in considerazione e l\u2019et\u00e0 relativamente giovane della maggior parte dei bambini suggeriscono qualche riserva\u2026.non vi \u00e8 alcuna differenza sistematica tra genitori gay e non-gay per salute emotiva, capacit\u00e0 genitoriali e atteggiamenti nei confronti della genitorialit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I membri del consiglio dell\u2019American College of Pediatricians hanno assunto una posizione molto critica nei confronti dell\u2019 AAP, inviando alla redazione della rivista \u201cPediatrics\u201d una lettera nella quale contestano le affermazioni a favore dell\u2019omogenitorialit\u00e0: \u201cTroviamo questa posizione insostenibile e, qualora fosse attuata, gravemente dannosa per i bambini e la famiglia\u2026. Siamo contrari a questa posizione per l\u2019assenza di prove scientifiche a suo sostegno, e le potenziali conseguenze negative sui bambini. Concedere lo status di matrimonio legale alle unioni omosessuali sarebbe un tragico errore di calcolo, che porter\u00e0 danni irreparabili alla societ\u00e0, alla famiglia e ai bambini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, \u201cla considerevole mole di letteratura professionale\u201d e \u201cgli studi scientifici\u201d invocati a sostegno della cultura LGBT \u00e8 di indubbia scarsa rappresentativit\u00e0 e qualit\u00e0 scientifica, non fornisce alcuna prova oggettiva e non produce risultati univoci. Il millantato credito autoreferenziale soffoca ogni sforzo onesto di ricerca davvero scientifica, nella direzione del \u201cmiglior interesse\u201d e del \u201cmiglior bene\u201d possibile per il bimbo adottabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito &#8211; cio\u00e8 che lo sforzo della societ\u00e0, in generale, e del legislatore, in particolare deve avere come scopo primario ed imprescindibile il maggior benessere per il bambino in stato di adattabilit\u00e0\u00a0 \u00e8 utile riferirsi ad uno studio comparso su \u201cDuke Journal of Gender Law &amp; Policy\u201d (volume 18, 2008), autore Richard E. Redding, che riesaminando la letteratura sull\u2019omogenitorialit\u00e0 in prospettiva favorevole alla cultura gender, giunge alle seguenti conclusioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la letteratura sull\u2019argomento \u00e8 influenzata da un pregiudizio favorevole alle posizioni gender ( e ci\u00f2 avviene in perfetta coerenza sia con l\u2019orientamento \u201cliberal\u201d che caratterizza la psicologia e la psichiatria attuale, sia con il fatto che la maggior parte degli Autori \u00e8 personalmente implicato in questo tema);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le ricerche indicano che i figli di coppie gay e lesbiche sviluppano un orientamento omosessuale (ma questo non \u00e8 necessariamente un male);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la popolazione omosessuale ha un\u2019incidenza maggiore di depressione, ansia ed abuso di sostanze , rispetto alla popolazione generale (ma non tutti i gay e le lesbiche soffrono di questi problemi);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la ricerca ha stabilito che una famiglia formata da un padre e da una madre conviventi \u00e8 la miglior condizione nella quale i figli possano crescere (ma la legge non obbliga ad essere \u201cgenitori perfetti\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, in conclusione: \u201cAl momento non possediamo un numero sufficiente di ricerche che consentano di concludere che crescere in una famiglia gay o lesbica non causa danni psicologici ai bambini. Ma questo \u00e8 diverso dal concludere che crescere in una famiglia omosessuale \u00e8 un\u2019esperienza positiva per i bambini come lo \u00e8 crescere in una famiglia eterosessuale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sociologo Mark Regnerus, dell\u2019Universit\u00e0 del Texas, ha pubblicato una ricerca che ha coinvolto 3000 giovani, dai 18 ai 39 anni. Tra questi, 175 erano figli di donne coinvolte in una relazione omosessuale e 73 figli di uomini nella stessa condizione. Questo campione \u00e8 stato confrontato con un gruppo di controllo formato da figli di genitori sposati conviventi, figli adottivi, figli di separati, figli di genitori risposati, figli di genitori soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono emerse numerose differenze fra le varie categorie, e l\u2019autore ne descrive ben 25. Il pregio di questo studio consiste nel fatto che si tratta di una ricerca unica per ampiezza del campione e per rigore scientifico, che non vuole giungere a conclusioni definitive, ma si limita ad esporre, circostanziandola con dati e numeri, la grande problematicit\u00e0 del tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciononostante, Regnerus ed il suo lavoro sono stati duramente attaccati dalla lobby gay, che non tollera che si alzi anche una sola voce che esponga dubbi e criticit\u00e0. Due le critiche sollevate: Regnerus \u00e8 cattolico e lo studio \u00e8 stato finanziato da due fondazioni di stampo conservatore; sono stati utilizzati figli di genitori coinvolti in una relazione omosessuale, anzich\u00e9 figli cresciuti in coppie omosessuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 anche giunti a denunciare Regnerus di aver falsificato i dati, chiedendo all\u2019Universit\u00e0 del Texas di istituire una commissione d\u2019inchiesta. Il responso finale della commissione \u00e8 stato: \u201c .. la ricerca \u00e8 stata gestita in modo coerente ed \u00e8 in linea con i requisiti normativi federali, che regolano le indagini sulla cattiva condotta nella ricerca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente allo studio di Regnerus, sull\u2019Elsevier\u2019s Social Science Research (10.06.2012) veniva pubblicato un lavoro di Loren Marks, ricercatrice dell\u2019Universit\u00e0 della Lousiana, in cui veniva smontata l\u2019affermazione dell\u2019APA, secondo la quale \u201cnessuno studio prova che i bambini di genitori gay o lesbiche sono svantaggiati rispetto ai bambini con genitori eterosessuali\u201d. L\u2019autrice ha analizzato rigorosamente la fonte scientifica di riferimento dell\u2019APA, rappresentata da 59 studi. Questi i risultati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; dei 59 lavori, 26 sono descrizioni della vita dei bambini entro coppie gay, senza alcuna analisi comparativa con bambini cresciuti entro coppie eterosessuali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; dei 33 lavori che, invece, questo confronto lo compiono. 13 famiglie classificate come \u201ceterosessuali\u201d sono in realt\u00e0 o madri single, o ragazze madri, o madri separate\/divorziate;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; negli ulteriori 20 lavori, non si specifica mai quale tipo di famiglia eterosessuale \u00e8 in gioco: coppia sposata e convivente, coppia di fatto (stabile o occasionale), coppia proveniente da precedente divorzio, presenza di figli provenienti da precedenti relazioni, ecc\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le coppie omosessuali valutate sono principalmente rappresentate da lesbiche bianche, con alto grado d\u2019istruzione, di classi sociali abbienti; le famiglie eterosessuali valutate sono principalmente monogenitoriali e monoreddito, medio-basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conclusione dello studio non ha per nulla i toni dello scontro o della faziosa contrapposizione. Ci si limita a dichiarare che: \u201cE\u2019 vero che gay e lesbiche possono essere buoni genitori \u2026 ma una stabile unione matrimoniale fra un padre ed una madre resta la forma sociale migliore per il bambino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo passato in rassegna gli studi pi\u00f9 significativi, ma ne abbiamo analizzati numerosi altri, che per ragioni di spazio\/tempo, necessariamente ridotti, \u00e8 impossibile affrontare in dettaglio. Comunque, il \u201cfilo rosso\u201d che lega tutti questi studi, pu\u00f2 essere individuato in questi elementi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la ricerca sul tema del rapporto fra omogenitorialit\u00e0 e sviluppo psicofisico del bambino \u00e8 di pessima qualit\u00e0 sul piano del rigore della ricerca scientifica (\u00e8 vero che la ricerca \u201cperfetta\u201d non esiste, soprattutto in ambito di scienze umane, ma la ricerca su questo tema \u00e8 inaccettabilmente lacunosa ed approssimativa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il pressapochismo dimostrato pu\u00f2 essere frutto o di incompetenza o di intenzionalit\u00e0 funzionale: la prima ipotesi non vorremmo neppure prenderla in considerazione, la seconda \u2013 certamente palese e documentabile \u2013 costituisce proprio l\u2019esatto contrario del paradigma \u201cscientifico\u201d: invece di partire da un\u2019ipotesi di lavoro da convalidare con argomenti sicuri e concreti, fino a giungere ad una tesi documentata, assistiamo all\u2019operazione contraria, per cui partendo dalla tesi (l\u2019omogenitorialit\u00e0 ha il medesimo valore della coppia eterosessuale in ordine allo sviluppo del bambino) si costruiscono campioni che la sostengono, eliminando ogni dato ad essa contradditorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questo grave vulnus (che di per s\u00e9 invalida qualsiasi ricerca), qualche dato importante possiamo trarlo anche dai lavori citati a favore dell\u2019omogenitorialit\u00e0. Ad esempio, i figli di genitori con tendenze omosessuali sono pi\u00f9 esposti a numerosi rischi, soprattutto in ordine allo sviluppo della propria identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero che numerosi ricercatori \u201cgayfriendly\u201d considerano questo dato come un valore positivo, ma \u2013 per contro \u2013 andrebbe anche ricordato che tutte le statistiche attestano una maggiore incidenza di malattie fisiche o psichiche nella popolazione omosessuale rispetto alla popolazione generale, con la conseguenza di una vita pi\u00f9 breve nelle persone gay o lesbiche rispetto alla popolazione generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per approfondire e chiarire meglio quest\u2019ultimo aspetto, \u00e8 necessario percorrere un breve excursus nella storia della psicologia dello viluppo della personalit\u00e0 del bambino, completandolo con le pi\u00f9 recenti acquisizioni in ambito neurobiologico, dal ruolo dell\u2019epigenetica al \u201csistema di rispecchiamento\u201d. Quando si parla di \u201csviluppo psicologico\u201d dobbiamo intendere una serie di cambiamenti che si verificano nelle funzioni e nella condotta della persona con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sviluppo \u00e8, quindi, il risultato di una modificazione strutturale e funzionale dell\u2019organismo e riguarda, ovviamente, l\u2019intero arco della vita, ma le modificazioni pi\u00f9 significative, e pi\u00f9 drammatiche, si verificano nel periodo dell\u2019infanzia, della fanciullezza e dell\u2019adolescenza. Le tappe dello sviluppo vengono denominate \u201cfasi\u201d o \u201cet\u00e0\u201d evolutive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a qualche decennio fa, si era erroneamente creduto che i cambiamenti in campo biologico, nelle fasi iniziali della vita, fossero endogeni ed indipendenti dall\u2019ambiente. Ora, al contrario, siamo consapevoli che l\u2019influenza ambientale gioca un ruolo per nulla marginale nello sviluppo della persona, a partire dai primi mesi della vita intrauterina e, soprattutto, extrauterina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tempo, si sono strutturati tre approcci teorici sul concetto di sviluppo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; approccio comportamentistico, il cui assioma \u00e8 che l\u2019individuo \u00e8 una struttura docile e plasmabile, caratterizzata da una capacit\u00e0 illimitata di apprendimento; l\u2019organismo viene modellato dall\u2019ambiente di vita, e lo sviluppo \u00e8 costituito dal progressivo strutturarsi di risposte del bambino all\u2019ambiente in cui vive;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; approccio organismico (Freud e Vigotskij), secondo il quale l\u2019individuo \u00e8 un organismo attivo, spontaneo, teso a realizzare le proprie potenzialit\u00e0; il bambino costruisce una immagine di s\u00e9 e degli altri attraverso un costante interscambio con l\u2019ambiente;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; approccio psicoanalitico, che considera l\u2019individuo come organismo capace di dare significato a se tesso ed all\u2019ambiente circostante; il comportamento \u00e8 il risultato di conflitti interni (amore\/odio; serenit\u00e0\/ansia; desiderio\/paura).La \u201cpersonalit\u00e0\u201d (dal latino \u201cpersona\u201d, cio\u00e8 maschera) si riferisce allo stile di condotta di un individuo, conoscibile dall\u2019esterno. Dal punto di vista scientifico, \u00e8 assai complicato definire che cosa sia la personalit\u00e0 (lo psicologo americano Gordon Alport enumer\u00f2 circa diciottomila termini utilizzati per descrivere la personalit\u00e0, e 50 definizioni di personalit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Autore propose una sua definizione: \u201cla personalit\u00e0 \u00e8 l\u2019organizzazione dinamica, interna all\u2019individuo, di quei sistemi psicologici che sono all\u2019origine del suo peculiare genere di attaccamento all\u2019ambiente\u201d. Questi \u201csistemi\u201d non sono elementi fra loro indipendenti; essi interagiscono realizzando una fisionomia unitaria che si evolve e progressivamente matura. Tuttavia, non disponiamo di dati certi che confermino che le varie caratteristiche psicologiche formino complessi unitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, affermare che un soggetto ha una personalit\u00e0 di un certo tipo ha solo il valore di un sistema sintetico di descrizione, una sorta di notazione stenografica, che racchiude un gran numero di esperienze ed impressioni che abbiamo costruito sul suo conto, osservandone il comportamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo introdurci in modo dettagliato nell\u2019argomento delle teorie della costruzione della personalit\u00e0 (tipologiche, dei \u201ctratti\u201d, psicodinamiche), ma \u00e8 comunque necessario soffermarci con qualche attenzione in pi\u00f9 sulla \u201cpsicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva\u201d. Innanzitutto una precisazione terminologica. La psicologia nasce come scienza autonoma all\u2019inizio del \u2018900 e si propone di studiare la psiche dell\u2019uomo; in quanto tale, potrebbe essere definita la scienza della \u201csoggettivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva \u00e8 il ramo della psicologia che studia sia, in generale, le modificazioni del comportamento durante le prime fasi della vita, sia in particolare, le modificazioni dei singoli, nel loro processo di formazione della personalit\u00e0. Costituisce, quindi, uno strumento che consente di comprendere come avviene lo sviluppo normale, illustra e chiarisce le tappe obbligatorie (\u201cstadi evolutivi\u201d) e variabili dello sviluppo, specificando le differenze individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019et\u00e0 evolutiva si riferisce a quel periodo della vita nel quale si struttura l\u2019accrescimento e la differenziazione delle varie funzioni. Al proprio interno, si distinguono fasi diverse, con limiti cronologici di valore puramente indicativo: prima infanzia (0-3 anni), seconda infanzia (3-6 anni), fanciullezza (6-12 anni) e adolescenza (12-16\/18 anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi vent\u2019anni, grazie all\u2019enorme sviluppo delle conoscenze circa la vita embriofetale ed il rapporto con la madre, la fase prenatale \u00e8 stata inclusa nell\u2019et\u00e0 evolutiva. Il grande salto di qualit\u00e0 che ci ha concesso lo studio psicologico dell\u2019et\u00e0 evolutiva \u00e8 rappresentato da un cambio radicale del paradigma di valutazione: siamo passati dal considerare il bambino come una sorta di \u201cadulto in miniatura\u201d (\u201cadulto nano\u201d di Wolff), strutturato quasi esclusivamente in base ai suoi caratteri ereditari, alla consapevolezza che la sua differenza con l\u2019adulto \u00e8 soprattutto di ordine qualitativo, piuttosto che quantitativo, in cui il dato \u201cbiografico\u201d (rapporti genitoriali, familiari, sociali, ambientali) assumono grande importanza, acquisendo sempre pi\u00f9 valore \u201cplasmante\u201d e \u201ccondizionante\u201d con il passare degli anni e l\u2019allargamento delle figure sociali di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto \u2013 descritto necessariamente in modo sintetico, ma rigoroso \u2013 assume particolare importanza lo studio del processo di strutturazione della \u201cidentit\u00e0 personale\u201d, quella qualit\u00e0 che Erikson (psicoanalista americano, di origine tedesca) definisce \u201ccostruzione del senso dell\u2019identit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino definisce se stesso cercando una risposta ad una domanda interiore, ancestrale ed inconsapevole: \u201cchi sono io?\u201d, e lo fa utilizzando il \u201cmateriale\u201d che ha a disposizione: il proprio \u201cbagaglio genetico\/fenotipico\u201d ed il proprio \u201cbagaglio ambientale\u201d, cio\u00e8 pap\u00e0, mamma, fratelli, parenti, coetanei, luogo sociale con tutte le sue componenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collegata allo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 personale vi \u00e8 la \u201cconoscenza del s\u00e9\u201d, che fino ai due\/tre anni (prima infanzia) ha come unico riferimento lo stretto ambito famigliare, ma che non si esaurisce nei soli primi tre anni, richiedendo un lavoro di continuo confronto con il mondo esterno (che diviene sempre pi\u00f9 allargato) almeno fino alla fanciullezza (6\/12 anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u201cconoscenza del s\u00e9\u201d \u00e8 strutturale e globale: riguarda il corpo e le sue caratteristiche e funzioni, la cognizione (dall\u2019affettivit\u00e0 all\u2019emotivita, dal pensiero al comportamento), la socialit\u00e0 (dal sentimento di difesa e conservazione, all\u2019autostima e alla gestione dell\u2019alterit\u00e0, fino alla relazione con tutte le sue variabili), strutturando un processo graduale, che diviene sempre pi\u00f9 articolato e complesso con il passare del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u201cconoscenza del s\u00e9\u201d fa parte di quelli che Ma slow (psicologo americano) definisce \u201cbisogni primari\u201d, che ineriscono il benessere del bimbo: per \u201csentirsi bene\u201d il bambino non ha bisogno solo di nutrirsi, di dormire, di essere protetto, amato ed aiutato, ma ha necessit\u00e0 di \u201cconoscersi\u201d a 360\u00b0, come abbiamo visto, e proprio qui fonda tutta la sua importanza il dato della \u201cdifferenza sessuale\u201d genitoriale, attraverso la quale il bimbo impara e costruisce la sua propria identit\u00e0 e diversit\u00e0 sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 per nulla insignificante o ininfluente se la reazione intrapsichica del bambino alla figura materna \u00e8 evocata da un soggetto maschio o, viceversa, se quella paterna \u00e8 gestita da un soggetto femmina: con chi potr\u00e0 identificare tanto il suo sesso, quanto il suo ruolo, se dinanzi a lui vi \u00e8 solo una \u201comogenitorialit\u00e0\u201d, che esclude uno dei due sessi? L\u2019apprendimento e la gestione del proprio sesso richiede che giunga al bimbo un flusso di informazioni\/relazioni bidirezionale: da una parte l\u2019identificazione con il sesso omologo e dall\u2019altra la differenziazione rispetto all\u2019altro sesso, tanto sul piano biologico (fenotipico), quanto sul piano cognitivo (affettivo, emotivo, relazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bambino avverte il peso della gestione di un simile processo, tutt\u2019altro che semplice ed automatico, trovando soddisfacimento nella presenza rassicurante di entrambe le figure adulte, nelle quali rispecchiarsi per identificarsi, fra similitudine e diversit\u00e0. La raggiunta piena consapevolezza, favorisce il calo del livello di ansia che questo processo reca con s\u00e9 e consente al bimbo di trovare la sua propria \u201ccollocazione\u201d nel mondo, in quanto maschio o femmina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se nel momento il cui il piccolo esperisce tutti i suoi tentativi di \u201ccognizione sessuale\u201d lo priviamo di una delle sue figure di riferimento (o peggio, gli creiamo condizioni di ambiguit\u00e0), pu\u00f2 instaurarsi in lui un processo di regressione intrapsichica, che non pu\u00f2 non interferire negativamente nella organizzazione dei vissuti interni del bambino\/fanciullo nella prospettiva del conseguimento di uno sviluppo fisiologico della personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva, dalla sua nascita ad oggi, ha prodotto una quantit\u00e0 enorme di bibliografia in questa direzione e non si \u00e8 mai alzata una sola voce di dissenso. Le uniche differenze, a seconda di varie scuole psicodinamiche, hanno riguardato la gravit\u00e0 delle conseguenze che un simile vulnus \u00e8 in grado di produrre, ma mai nessuno ha messo in dubbio che potessero non esistere conseguenze negative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore elemento di chiarezza sul tema, ci giunge dalle moderne \u201cneuroscienze\u201d. Lo studio della neurobiologia delle funzioni cognitive che caratterizzano l\u2019essere umano, ci ha consentito di gettare nuova luce sui processi di sviluppo che stanno alla base della conoscenza di s\u00e9 e della strutturazione del rapporto con il mondo che ci circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello sviluppo delle cosiddette \u201cneuroscienze cognitive\u201d, una tappa fondamentale \u00e8 aver individuato nella \u201cneuroplasticit\u00e0\u201d una caratteristica strutturale del nostro cervello, in grado di plasmarlo e modificarlo, sotto la spinta della relazione con il proprio corpo, con gli altri e con l\u2019ambiente: da qui, l\u2019emergere della \u201ccoscienza\u201d di s\u00e9 e del mondo circostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta che ha rivoluzionato le nostre conoscenze in tema di sviluppo ed apprendimento cognitivo \u00e8 stata l\u2019esistenza del cosiddetto \u201csistema di rispecchiamento\u201d la cui struttura cellulare \u00e8 rappresentata dai \u201cneuroni specchio\u201d(NS) (G. Rizzolatti, 1994). Si tratta di neuroni motori, presenti in varie regioni del nostro cervello, la cui caratteristica peculiare \u00e8 di essere in grado di attivarsi non solo quando eseguiamo un movimento volontario, ma anche quando osserviamo un movimento o un\u2019azione eseguiti da un\u2019altra persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non solo, essi ci consentono anche di comprendere una data azione udendo il rumore che quell\u2019azione provoca (esempio, la sirena di un\u2019ambulanza) senza vedere concretamente l\u2019azione, e di riconoscere addirittura l\u2019intenzione che guida un certo atto motorio, utilizzando piccoli dettagli, quali l\u2019atteggiamento della mano o la smorfia del volto. Si pu\u00f2, quindi, affermare che i NS consentono al cervello di correlare le azioni osservate alle proprie, riconoscendone intenzione e significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comprende facilmente, quanto sia decisivo il sistema di rispecchiamento per la costruzione del bagaglio di esperienza comune che sta all\u2019origine della nostra capacit\u00e0 di agire come soggetti sociali e non solo come individui. Non a torto, molti autori individuano in questo sistema la base della nostra capacit\u00e0 empatica di conoscenza e condivisione dei moti dell\u2019animo altrui che primariamente caratterizza l\u2019essere umano, fino a prevedere che condizioni patologiche riguardanti il rapporto interpersonale (ad esempio, i disturbi della sfera autistica) dipendano proprio dal \u201ccattivo\u201d funzionamento di questo sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 traduce in termini neurobiologici quanto la psicologia afferma da decenni: \u00e8 impossibile pensare ad un \u201cio senza un noi\u201d, essendo la relazione \u2013 cio\u00e8 il legame che ci unisce agli altri \u2013 parte costituente imprescindibile dello sviluppo della nostra personalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire \u201cpersona\u201d \u00e8 dire \u201crelazione\u201d, e la nostra personalit\u00e0 \u00e8 una struttura aperta e dinamica, in cui l\u2019identit\u00e0 del s\u00e9 trova nella relazione una delle forze modellanti fondamentali. La neuroplasticit\u00e0 ed i NS ci impongono di guardare al nostro cervello come un vero \u201corgano sociale\u201d, mai definitivamente formato e strutturato, sede anzi di un processo dinamico continuamente soggetto a sviluppo e ricomposizioni per l\u2019intero arco della vita, costringendoci a considerare il ruolo dell\u2019ambiente, dell\u2019esperienza, del corpo, per poi ritornare al cervello, in un incessante rapporto bidirezionale fra struttura neurale e vita vissuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 vero per l\u2019intero arco vitale, consentendo di rimodellare continuamente la personalit\u00e0, ma \u00e8 ancor \u201cpi\u00f9 vero\u201d per i primi anni di vita, quando l\u2019ambiente in cui avviene la crescita del bambino agisce su una struttura neurale totalmente vergine e massimamente condizionabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime relazioni \u201csociali\u201d il bambino le esperisce, impara ed elabora con i propri genitori, entro il nucleo famigliare, in un legame primigenio di relazione affettivo-emotiva assolutamente unico ed irripetibile. In quest\u2019ottica, appare quantomeno ingenuo e miope credere che \u2013 in ordine allo sviluppo della conoscenza di s\u00e9 e della personalit\u00e0 del bimbo \u2013 sia ininfluente che la coppia genitoriale sia costituita da due soggetti dello stesso sesso o di sesso diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il s\u00e9 corporeo sessuale del bambino richiede il confronto ed il raffronto con il sesso omologo di un genitore ed il sesso eterologo dell\u2019altro, in un interscambio globale in cui entra in gioco una vasta complessit\u00e0 di fattori che non ci sono neppure del tutto noti. Fer-ormoni, sensazioni olfattivegustative e tattili, percezioni visive ed acustiche, stimoli emotivi, affettivi e cognitivi, meccanismi intrapsichici, spingono le reti neurali del bimbo a comporsi e scomporsi, modellarsi e modificarsi, cercando un assetto strutturale, unico e personale, sul quale costruire il proprio s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla nascita, il cervello del neonato \u00e8 volumetricamente pi\u00f9 piccolo di quello dell\u2019adulto, ma \u00e8 costituito da un numero doppio di neuroni, che andranno incontro a morte (apoptosi) se non riusciranno ad interconnettersi rapidamente con altri, cio\u00e8 a formare reti sinaptiche (e sappiamo che tra i due e i quattro mesi di vita il cervello del neonato genera, smantella e ricompone mezzo milione di sinapsi al secondo): una vera fucina che non conosce sosta, sotto lo stimolo di continue nuove esperienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in questi termini, di razionalit\u00e0 e prudenza scientifica, appaiono inaccettabilmente superficiali le affermazioni di neutralit\u00e0 dell\u2019omogenitorialit\u00e0 rispetto allo sviluppo psicofisico del bambino. La conoscenza del s\u00e9, corporeo e psichico, richiede il confronto diretto, costante, stringente e solidale con le figure parentali che \u201cincarnano\u201d la similarit\u00e0 e la differenza sessuale, fisica e cognitiva, del bimbo (padre\/maschio \u2013 madre\/femmina) e attraverso cui \u201cimpara\u201d la complementariet\u00e0 \u2013 sessuale e sociale \u2013 di tali differenze. Del resto, la letteratura &#8211; purtroppo abbondante \u2013 della psicopatologia dell\u2019infanzia orfana o abbandonata e\/o istituzionalizzata ce ne d\u00e0 una palese conferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, lo schema di organizzazione che caratterizza tutti i sistemi viventi, e l\u2019uomo in modo speciale, \u00e8 talmente complesso \u2013 in una interazione continua fra biologia, ambiente ed eventi stocastici che \u00e8 impossibile definire rigidamente \u2013 che uno spazio aperto all\u2019imprevedibile ed all\u2019 inaspettato deve essere sempre riservato (Einstein affermava che ogni nuova conoscenza produce un aumento del sentimento di ignoranza), ma non per questo siamo autorizzati ad intraprendere strade \u201cignote e pericolose\u201d o ad esercitare minore prudenza nel garantire le condizioni pi\u00f9 sicure possibili. Soprattutto quando in gioco \u00e8 lo sviluppo e la crescita di un bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con ci\u00f2 si vuol dire che esistono certamente coppie eterosessuali pessime sul piano genitoriale, e che altres\u00ec possono esistere buoni genitori omogenitoriali, ma ci\u00f2 non pu\u00f2 costituire l\u2019occasione o il pretesto per annullare anni ed anni di studi e di riscontri di psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Almeno sul piano del \u201cprincipio di precauzione\u201d \u2013 giuridicamente riconosciuto e stabilito a livello internazionale, proprio nella prospettiva della \u201csalute\u201d della biosfera, di cui l\u2019uomo \u00e8 figura centrale (Comm. Precautionary Principle, 2 febbraio 2000; European Environmental Agency, 2001) \u2013 per tutte le ragioni che abbiamo sopra espresso, \u00e8 certamente preferibile, per il maggiore benessere possibile del bambino, che questi possa crescere e svilupparsi nel contesto di una coppia stabile eterosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 in gioco la libera scelta dell\u2019orientamento sessuale dei genitori, n\u00e9 \u00e8 invocabile un diritto all\u2019adozione che legittimi, nella forma e nella sostanza, la coppia gay; \u00e8 in gioco il diritto del bambino abbandonato ad avere una famiglia (art.1, comma 5, legge 184\/83) e che questa sia quella che le scienze umane e neurologiche garantiscano come la pi\u00f9 idonea, nell\u2019esclusivo interesse del minore, prescindendo da ogni visione morale o confessionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>* Primario neurochirurgo e Neuropsichiatria Direttore Dipartimento Neuroscienze <\/em><em>Poliambulanza Brescia Vicepresidente nazionale Associazione Scienza &amp; Vita<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>** Psicologo e psicoterapeuta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n.69 dell\u2019associazione Scienza &amp; Vita ottobre 2013 di Massimo Gandolfini * e Roberto Marchesini** I temi cosiddetti \u201ceticamente sensibili\u201d o della \u201cbiopolitica\u201d suscitano, quasi visceralmente, reazioni di schieramento fra ideologie contrapposte, che impediscono che argomenti complessi e delicati vengano affrontati in spirito di ricerca, collaborazione e dialogo, utilizzando lo strumento pi\u00f9 \u201cneutro\u201d di cui &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lomogenitorialit-ovvero-ladozione-omosessuale\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":7195,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,125,48],"tags":[192,190],"class_list":["post-5782","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-costume","category-ideologia-del-gender","category-omosessualit","tag-gender","tag-omosessuali","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019omogenitorialit&aacute; 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