{"id":5773,"date":"2013-11-05T04:08:53","date_gmt":"2013-11-05T03:08:53","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-11T10:11:44","modified_gmt":"2015-06-11T08:11:44","slug":"la-leggenda-nera-sul-medioevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-leggenda-nera-sul-medioevo\/","title":{"rendered":"La &quot;Leggenda nera&quot; sul Medioevo"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/nome_rosa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7228\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/nome_rosa.jpg\" alt=\"nome_rosa\" width=\"167\" height=\"250\" \/><\/a>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 34-35 (1978)<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Marco Tangheroni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019Umanesimo al Rinascimento, dal protestantesimo all\u2019illuminismo e oltre, fino ai nostri giorni, la storia dello sforzo rivoluzionario teso a fare perdere ai cattolici la consapevolezza di avere un passato \u201csociale\u201d particolarmente glorioso. Fare dimenticare il Medioevo o falsificarlo \u00e8 un artificio per trasformare la civilt\u00e0 cristiana da realt\u00e0 storica \u2014 vissuta e quindi di nuovo vivibile \u2014 in mito, e per convincere surrettiziamente che l\u2019impegno per restaurare una Cristianit\u00e0 \u00e8 pura utopia.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>\u00c8 abolito l\u2019insegnamento della storia<\/em>\u00bb. Questo esplicito e brutale provvedimento preso dalla repubblica comunista ungherese di B\u00e9la Kun nel 1919, durante la sua breve e sanguinaria esistenza, chiarisce bene l\u2019assoluta necessit\u00e0, per il processo rivoluzionario, di recidere i legami della societ\u00e0 e degli individui con il passato.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sforzo ugualitario, che nasce dall\u2019orgoglio \u2014 fonte primaria, con la sensualit\u00e0, di tutta la Rivoluzione (1) \u2014, persegue, animato da un odio metafisico per ogni disuguaglianza e da un cosciente rifiuto di Dio creatore e, conseguentemente, della condizione di creatura propria dell\u2019uomo, la terribile utopia di cambiare la natura umana.Occorre, per realizzare ci\u00f2, cancellare ogni forma di \u201cmemoria\u201d sociale e individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre gi\u00e0 i teorici marxisti \u2014 e anche quelli pi\u00f9 genericamente progressisti \u2014 sognano di cambiare perfino la memoria biologica dell\u2019uomo, attraverso manipolazioni del patrimonio genetico (2), si lavora intanto, mediante la manipolazione del patrimonio culturale, alla cancellazione della memoria storica.Qualcuno potrebbe osservare che mi sono servito di un esempio tratto da una punta estrema e isolata del processo rivoluzionario, mentre, in realt\u00e0, il marxismo-leninismo, soprattutto nella sua versione italiana ispirata a Gramsci, si presenta, anzi, proprio come storicismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondo che, a parte l\u2019indubbia e legittima utilit\u00e0 di vedere gli sbocchi estremi di certe tesi e posizioni per meglio comprenderle, \u00e8 proprio connaturale allo storicismo marxista, e anzi a ogni storicismo, lo stravolgimento mutilante del passato.Riservandomi di svolgere dettagliatamente il discorso, baster\u00e0 ora osservare che non \u00e8 necessario, per distruggere la vera memoria storica e degli individui e dei corpi sociali, fare sempre e totale <em>tabula rasa<\/em> del passato. Sono sufficienti, infatti, due tipi di operazioni: a) agire selettivamente sul passato: b) agire su questo stesso passato in modo falsificante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ogni storicismo l\u2019unica positivit\u00e0 della storia \u00e8 data dalle realt\u00e0 che sopravvivono nelle epoche successive; tutto il resto \u00e8 negativit\u00e0. Quando si afferma che nel passato ci\u00f2 che interessa \u00e8 quanto fa ancora in qualche modo parte del presente, si additano allo storico due compiti: in primo luogo indicare nei secoli passati i primi germi embrionali delle radiose conquiste di oggi e di domani; in secondo luogo indicare le resistenze, le inerzie, i tab\u00f9 e le superstizioni che ancora vincolano il presente e da cui occorre liberarsi per realizzare il paradiso in terra. Questo, appunto, chiamo criterio di selettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla falsificazione, essa \u00e8 qualcosa di diverso e di pi\u00f9 raffinato di semplici alterazioni della verit\u00e0 storica (che in una certa misura, forse, i vincitori hanno sempre fatto). Essa, infatti, \u00e8 oggi legittimata e teorizzata, fondata com\u2019\u00e8 sul concetto \u2014 storicistico \u2014 di senso della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019affermazione secondo cui <em>\u00abla verit\u00e0 \u00e8 sempre rivoluzionaria<\/em><em>\u00bb<\/em> va dunque intesa nel suo senso profondo: soltanto ci\u00f2 che \u00e8 rivoluzionario, ossia nella linea del senso della storia, pu\u00f2 essere considerato vero. Ci\u00f2 \u00e8, del resto, una esplicitazione dell\u2019hegeliano <em>\u00abtutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em><em>\u00bb<\/em> (3) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comprender\u00e0, allora, che le manipolazioni del passato, da quelle pi\u00f9 sfacciate a quelle pi\u00f9 sottili, da quelle organizzate dall\u2019alto (secondo il modello orwelliano del ministero della verit\u00e0) a quelle pi\u00f9 sottilmente indotte e accettate dalla pavidit\u00e0 e dal conformismo degli intellettuali anche non-marxisti, hanno un loro fondamento nelle varie gamme di un modo, al fondo unitario, di concepire il mondo, l\u2019uomo, la storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, per esempio, a ogni edizione l\u2019Enciclopedia Sovietica cambia o sopprime le vecchie voci e ne presenta di nuove (4), ci\u00f2 non \u00e8 opera arbitraria di una cricca che ha <em>\u00abtradito la rivoluzione<\/em><em>\u00bb<\/em>, giacch\u00e9 per i marxisti-leninisti il passato non \u00e8 qualcosa di dato, di avvenuto in modo stabile e irrevocabile (tanto che nemmeno Dio pu\u00f2 fare s\u00ec che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto cambi o non sia accaduto), ma \u00e8 qualcosa di mutevole e di mutabile in rapporto al dinamismo storico e alle esigenze, a esso legate, della Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uomini vogliono essere creatori del proprio passato, oltre che di se stessi; e per essi, ovviamente, decide l\u2019avanguardia della Storia e della Rivoluzione, la direzione del partito comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cCancelliamo il Medioevo\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lettore vedr\u00e0, nei cenni di storia del concetto di Medioevo che seguiranno, quanto abbiano agito i metodi sopraindicati. Qui voglio sottolineare altre due forme di cancellazione della memoria storica: il voluto silenzio e la deformazione linguistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il primo aspetto si pu\u00f2 partire della osservazione \u2014 apparentemente contraddittoria \u2014 che la storiografia ha realizzato negli ultimi decenni, grazie soprattutto a storici tedeschi e francesi, progressi effettivi nella conoscenza di quei secoli che vengono compresi abitualmente nel concetto di Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progressi, si badi bene, non solo dovuti a perfezionamenti tecnici o a nuovi ritrovamenti eruditi, ma caratterizzati talora da una pi\u00f9 adeguata comprensione delle forme di vita e delle mentalit\u00e0, anche se sovente ricoperti da una patina di concessioni ai luoghi comuni. E vero pure che rari sono gli storici italiani che hanno recepito, nella sostanza, queste nuove acquisizioni; cos\u00ec come non \u00e8 raro, invece, che in Italia gli editori preferiscano tradurre insulse, e a volte risibili, opere di storici sovietici. Ma il fatto, comunque, resta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a questa considerazione, per\u00f2, ne va purtroppo subito fatta un\u2019altra: pochissimo di questa storiografia (confinata appunto in testi di non facile accesso e, a volte, dal soverchio e sospetto \u201cesoterismo\u201d accademico) si diffonde nell\u2019opinione pubblica, anche in quella cosiddetta colta. Sarebbe interessante una ricerca sui \u201cMedioevo\u201d di certe riviste di divulgazione pseudo-storica e sulla presentazione che del Medioevo \u00e8 data dagli spettacoli cinematografici e dai mezzi di comunicazione di massa in genere. I luoghi comuni vengono ripresentati con indifferente, anzi pi\u00f9 insistente ostinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancora pi\u00f9 grave \u00e8 quanto sta accadendo nella scuola, in cui, se gi\u00e0 i programmi della idealistica riforma Gentile facevano poco e poco favorevole posto a quei secoli, lo studio del Medioevo ha, nella prassi quasi generale, poco, pochissimo spazio e tempo. Quando non lo si salti a pi\u00e9 pari, ci\u00f2 che accade sempre pi\u00f9 spesso, ci si limita a ripetere qualche luogo comune in attesa di diffondersi sul come l\u2019arte rinascimentale venga a riscattare la barbarie precedente; la filosofia rinascimentale cancelli l\u2019arida e oscura scolastica; la politica si sganci (finalmente!), con Machiavelli, dalla morale; e alle realt\u00e0 universali (Papato e impero) subentrino le nuove realt\u00e0 delle monarchie nazionali avviate a un parzialmente accettabile assolutismo illuminato. Del resto, di grazia, cosa mai potrebbero dire sul Medioevo insegnanti di lettere che ormai, nei loro blandi studi universitari, molto di rado affrontano un esame di tema medioevale e che di quel periodo ignorano del tutto la lingua?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservazioni spicciole? Certo, ma \u00e8 anche con operazioni di questo tipo che si realizza la congiura del silenzio. E questa congiura del silenzio \u00e8 condizione necessaria per il. mantenimento di un terrorismo linguistico evidente, nelle sue conseguenze, anche nel parlare quotidiano. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 brutto, crudele, da condannare, viene correntemente definito con l\u2019aggettivo \u201cmedioevale \u201d. Chi conosce l\u2019importanza della battaglia del linguaggio e l\u2019importanza dei successi conseguiti in essa dalla Rivoluzione (5), intende l\u2019intento esorcistico di questo uso linguistico, al quale occorre pertanto reagire con impegno e decisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pi\u00f9: una operazione dai risultati analoghi si svolse addirittura fin da quando fu coniato il termine stesso di Medioevo. Et\u00e0 Media, si disse, tra due epoche considerate molto positivamente: la classicit\u00e0 e il Rinascimento; puro scorrere di secoli, quindi, privi di una propria caratterizzazione positiva, pausa nel luminoso cammino del progresso storico, ricaduta nella barbarie e nella incivilt\u00e0. Cos\u00ec, mentre termini come Rinascimento o illuminismo, si pongono come gi\u00e0 semanticamente caratterizzati (nuova vita, luce sul mondo), la coniazione stessa del termine Medioevo, puramente cronologico, sembra contribuire alla operazione di silenzio e di deformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce delle considerazioni accennate, risulta cos\u00ec comprensibile la scritta, in inchiostro rosso, apparsa alla Sorbona nel 1968: <em>\u00abcancelliamo il Medioevo<\/em><em>\u00bb<\/em>. Certo, probabilmente essa significava, per gli estensori, innanzitutto: cancelliamo quei residui di Medioevo che sono ancora presenti oggi (cio\u00e8 quei residui di civilt\u00e0 cristiana la cui difesa deve costituire uno dei pi\u00f9 urgenti compiti del contro-rivoluzionario). Ma per raggiungere l\u2019obiettivo (quale che fosse la consapevolezza degli estensori) occorre proprio cancellare la memoria del Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Medioevo o civilt\u00e0 cristiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 quest\u2019odio per il Medioevo? Proprio la sostituzione linguista di un termine apparentemente neutro a quello che si dovrebbe usare, ci fornisce la chiave della risposta. In realt\u00e0, ben pi\u00f9 che di Medioevo, bisognerebbe parlare di civilt\u00e0 cristiana o di Cristianit\u00e0 (a seconda che si voglia sottolineare maggiormente l\u2019aspetto socio-culturale o quello politico-istituzionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, secondo la lucida analisi della Rivoluzione fatta dal prof. Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, la Rivoluzione per eccellenza \u00e8 la distruzione dell\u2019ordine per eccellenza. La Cristianit\u00e0 medioevale fu l\u2019ordine alla cui distruzione ha lavorato per secoli la Rivoluzione; e ancora essa lavora per abbatterne quanto, tra le rovine, resta in piedi (magari anche solo come latente possibilit\u00e0 di salvezza sociale). Ci\u00f2, si badi, non per un caso, come sarebbe se la Rivoluzione avesse fortuitamente incontrato sul suo cammino un ordine cristiano; non con uguale odio, infatti, avrebbe perseguitato un qualsiasi altro ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito ancora Plinio Corr\u00eaa de Oliveira: \u00ab<em>La Cristianit\u00e0 non \u00e8 stata un ordine qualsiasi, possibile come sarebbero possibili molti altri ordini. \u00c8 stata la realizzazione, nelle condizioni inerenti ai tempi e ai luoghi, dell\u2019unico vero ordine tra gli uomini, ossia della civilt\u00e0 cristiana<\/em>\u00bb (6) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa che non si pu\u00f2 avere, nei confronti della Cristianit\u00e0, n\u00e9 un atteggiamento di indifferenza e neppure una vaga e superficiale simpatia (propria di certo pseudo-tradizionalismo acattolico o anti-cattolico). Il modo di porsi rispetto a essa \u00e8 qualificante e determinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungo anche, in attesa di ritornare sull\u2019argomento, che ci\u00f2 non significa che non possano esserci, in mutate condizioni, nuove civilt\u00e0 cristiane; che, anzi, proprio da tale prospettiva \u00e8 animata, come da causa finale, la vera azione contro-rivoluzionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 sempre stato presente al pensiero contro-rivoluzionario; di pi\u00f9: ci\u00f2 \u00e8 sempre stato insegnato dal Magistero pontificio (7). Basti questo a sottolineare l\u2018importanza di una comprensione non superficiale della civilt\u00e0 cristiana, dei suoi princ\u00ecpi e dei suoi modelli e \u2014 <em>per diametrum<\/em> \u2014 l\u2019utilit\u00e0 di uno sguardo preliminare sulla genesi e sulla storia del concetto di Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Medioevo e Rinascimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni storici e studiosi di metodologia negano addirittura la liceit\u00e0 di ogni periodizzazione storica: ogni partizione del fluire costante del tempo sarebbe cos\u00ec un errore sviante, al pi\u00f9 giustificato da necessit\u00e0 didattiche. \u00c8 chiaro che in questa prospettiva non ha senso parlare di Medioevo e Rinascimento, e la storia del concetto di Medioevo diviene la storia di un vaneggiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma mi pare opportuno aggiungere che neppure il nostro discorso conserverebbe un senso se si dovesse, idealisticamente, considerare la periodizzazione una operazione tipica del ripensamento del passato da parte del soggetto, una griglia (destinata a cambiare da individuo a individuo e da tempo a tempo e quindi, in definitiva, arbitraria) da applicare a un passato informe o dalle forme non conoscibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il Medioevo fu un periodo unitario (e solo perci\u00f2 unitariamente ripensabile) nella sua essenza: il suo essere cristiano. Essenza: non puro dato esterno, non semplice denominatore comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rinascimento rappresent\u00f2, rispetto a esso, una sostanziale rottura, come hanno continuato a riconoscere storici filorinascimentali o marxisti, evidentemente con segno valutativo opposto (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argomento, quello della decadenza del Medioevo (per corrosione e corruzione interna, non per assalto di barbari o di turchi) e delle origini del mondo moderno, che qui \u00e8 solo accennato, per fare notare che quanti hanno creduto di indicare \u201crinascite\u201d medioevali \u2014 per quanto giustamente avversanti i luoghi comuni della ignoranza e della barbarie di quei secoli e animati, talora, da buone intenzioni \u2014 hanno di fatto contribuito ad annullare ogni specificit\u00e0 dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo apparir\u00e0 ben comprensibile il fatto che la genesi prima del concetto di Medioevo si ritrovi proprio nel Rinascimento, che si pose, coscientemente, in antitesi con i secoli precedenti. Anche se molti storici ritengono che le espressioni ricorrenti negli autori dell\u2019epoca \u2014 come, sin dal 1469, in Cusano, <em>media tempestas<\/em> e <em>media antiquitas <\/em>(9) \u2014 non indichino ancora una precisa temporizzazione, pure esse sono sintomi della consapevolezza di un cambiamento e di un distacco, oltre ad avere avuto una influenza sulla successiva canonizzazione linguistica e temporale del termine e del concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, ancora, vanno respinte interpretazioni troppo riduttive di questa consapevolezza e di questa volont\u00e0 di rottura con il passato. \u00c8 vero che esse si manifestano maggiormente in scrittori di cose d\u2019arte o in artisti; ma anche in quelle affermazioni troviamo un respiro pi\u00f9 vasto che non un puro limitarsi tecnico al campo dell\u2019arte, essa stessa avviata sulla china di una sempre pi\u00f9 pericolosa cerebralizzazione. E come negare, del resto, lucidissima consapevolezza a Machiavelli? E come non vedere i profondi legami che lo vincolano al suo tempo? (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Medioevo e pseudo-Riforma Protestante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, \u00e8 indubbio che proprio dai teologi e dagli storici protestanti venne un decisivo incremento alla \u201cleggenda nera\u201d del Medioevo. Pi\u00f9, comunque, che le fondate polemiche e le patenti menzogne \u2014 contro le quali fu assai ammirevole ed efficace la reazione della storiografia cattolica della Contro-Riforma, in particolare del cardinale Baronio \u2014, \u00e8 bene ricordare l\u2019odio anticattolico, proprio dal quale tali scrittori erano animati e da cui nasceva il loro giudizio negativo sul Medioevo, epoca del trionfo della Chiesa e del Papato romano, spesso identificato con l\u2019Anticristo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto ad alcune pagine di Lutero, si possono ricordare scritti specificatamente storici di Melantone e di Sleidan. Ma particolarmente significativa ci appare soprattutto l\u2019opera di Kaspar Peucer, continuatore del <em>Chronicon Carionis<\/em> (11), con la sua concezione dei tre \u00ab<em>fatales periodi<\/em>\u00bb: fino al 500 la vittoria della verit\u00e0 sull\u2019errore, dal 500 al 1000 la lotta tra l\u2019uno e l\u2019altra, dal 1000 al 1500 il trionfo dell\u2019errore, cio\u00e8 della teocrazia papale. Pur rimanendo attaccato all\u2019impero come istituzione tedesca, egli non pu\u00f2 pi\u00f9 intenderne il significato universale, desacralizzandolo e contrapponendolo al Papato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, nel giudizio di Peucer, gli imperatori \u201ccattivi\u201d erano quelli che avevano operato in armonia con la Chiesa (i Carolingi, per esempio) ed i \u201cbuoni\u201d quelli che avevano invece voluto combatterla (per esempio, Federico II). Ma \u00e8 interessante rilevare che ai suoi stessi occhi l\u2019epoca che la Riforma ha aperto non poteva essere un\u2019epoca di pace, bens\u00ec di gravi e insanabili conflitti. Nessun insulto \u00e8 risparmiato ai pontefici (chiamati \u201cflagellum Dei\u201d), alle istituzioni (il giubileo definito \u201cludi saeculares\u201d), agli ordini religiosi (in particolare francescani e domenicani) e ai frutti culturali (il diritto canonico e la scolastica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, questa storiografia protestante sfocer\u00e0 in una varia produzione manualistica, apparentemente pi\u00f9 asettica, ma pur sempre carica degli aspetti indicati come propri dei precedenti autori protestanti. Tra queste opere celebre \u00e8 rimasta la <em>Historia medii aevi a temporibus Constantini Magni ad Costantinopolim a Turcis captam<\/em> di Cristoforo Keller (12), comparsa nel 1688, per la definitiva introduzione del termine Medioevo e la fissazione dei limiti cronologici pi\u00f9 comunemente accettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente \u2014 e si possono qui recuperare le suggestioni dell\u2019opera di Falco \u2014 la storiografia protestante fin\u00ec con l\u2019avere non diciamo dei meriti, ma dei risultati positivi. In primo luogo stimol\u00f2, come si \u00e8 detto, una storiografia contro-riformistica di notevole levatura. In secondo luogo contribu\u00ec a porre l\u2019accento sul carattere specifico del Medioevo: il suo essere cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec va, grazie a Dio, il mondo: come dalle eresie e dagli errori si arricch\u00ec sempre pi\u00f9 nei secoli il venerabile patrimonio dogmatico e magisteriale della Chiesa cattolica, cos\u00ec, in campo storico, dalle faziose, astiose, deformanti opere degli scrittori protestanti sortirono pure conseguenze veritiere e positive. Ma, ovviamente, ben altre furono le eredit\u00e0 accolte dalla storiografia illuminista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Medioevo e Illuminismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo lo scopo di queste nostre considerazioni l\u2019esame della formazione del \u201cmodello\u201d di Medioevo proprio del pensiero rivoluzionario (ancorch\u00e9 \u2014 come appena visto \u2014 ci\u00f2 comporti inevitabilmente anche l\u2019indicazione del rovescio della medaglia), sarebbe fuori luogo soffermarci sulla cosiddetta storiografia erudita della fine del Seicento e della prima met\u00e0 del Settecento. Tuttavia sar\u00e0 bene ricordare che essa \u2014 con i suoi grandi meriti e con le sue opere tuttora, spesso, praticamente indispensabili \u2014 appartiene quasi completamente alla grande tradizione storiografica ecclesiastica (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi ai padri maurini, e in particolare a Mabillon, fondatore della diplomatica, disciplina ausiliare della storia, necessaria per l\u2019individuazione dell\u2019autenticit\u00e0 dei documenti; ai bollandisti, societ\u00e0 di gesuiti specializzati nell\u2019agiografia; anche, per l\u2019Italia, al Muratori, il quale, con tutte le sue esigenze \u2014 non aliene da influssi giansenistici \u2014 di una religiosit\u00e0 pi\u00f9 intima e razionale, si riallaccia direttamente alla tradizione maurina per quel che riguarda il metodo storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di queste nuove acquisizioni non sempre seppe o volle giovarsi la storiografia illuministica, la quale fu animata da ben altri intenti, e, non provando per il Medioevo altro che profonda avversione, non pot\u00e9 neppure tentare di comprendere dall\u2019interno, per cos\u00ec dire, quel periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente, invece, in essa l\u2019eredit\u00e0 delle polemiche rinascimentali e protestanti, a riprova del legame di filiazione di questa nuova tappa del processo rivoluzionario dalle due fondamentali tappe precedenti: il Rinascimento, appunto, e la Pseudo-Riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben noto, ed esemplare, in questo senso, \u00e8 l\u2019Essai sur <em>les moeurs et l\u2019\u00e9sprit des nations<\/em> di Voltaire (14), con il relativo supplemento. Che cosa \u00e8 stato per lui il Medioevo? Nove secoli di trionfo dell\u2019<em>opinione<\/em>; un periodo in cui hanno trionfato le superstizioni, insieme lugubri e ridicole, imposte dalla Chiesa, colpevole d\u2019avere allontanato l\u2019Europa dai princ\u00ecpi della ragione; una stasi nel progresso umano, anzi un ritorno alla barbarie; un succedersi di convulsioni e guerre senza senso, come le crociate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, com\u2019\u00e8 stato messo in rilievo da altri (15), Voltaire \u00e8 pi\u00f9 benevolo con determinate forze o personaggi. Ma sono pur sempre le forze o i personaggi (la borghesia in via di laicizzazione o il solito Federico II) che gli sembrano avere collaborato alla distruzione di quella odiata civilt\u00e0. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 cristiano gli appare insopportabile: della stessa Riforma protestante misconosce la portata dissolutrice perch\u00e9 era rimasta, pur sempre, in qualche modo, in ambito cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esemplificazione degli errori e delle incomprensioni sarebbe agevole e ben lunga. Ma \u00e8 del resto evidente, da quanto si \u00e8 detto, che l\u2019odio per ogni tradizione, specie se religiosa, e l\u2019orgogliosa esaltazione razionalistica di una <em>raison<\/em> illuministica, astratta e superba, ben diversa dalla retta ragione cara al pensiero cristiano, non potevano fargli comprendere che ben poco dei secoli cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Falco, pur cos\u00ec teso a cogliere in ogni autore studiato le tappe di un presunto costante progresso conoscitivo, cos\u00ec conclude il suo dettagliato esame: Voltaire \u00ab<em>\u00e8 assolutamente negato a capire il Medioevo nelle sue forze organiche:<\/em>ordinatio ad unum<em>, papato e impero, repubblica cristiana. In base alla ragione, ai diritti della natura, egli condanna, senza riviverli dall\u2019interno, Chiesa, fede, miracoli, eresie, crociate, feudalesimo, in una parola tutto il Medioevo<\/em>\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 evidente lo schema appare nell\u2019<em>Esquisse d\u2019un tableau des progr\u00e8s de l\u2019\u00e9sprit humain<\/em> di Condorcet (17), composto, poco prima del suo suicidio, nel 1794. La storia umana altro non sarebbe che la lotta degli uomini per progredire ed elevarsi contro le resistenze della <em>Tirannia<\/em> (oppressione religiosa e dispotismo militare). Alla fede in un progresso indefinitamente perseguibile nel corso storico, tutta racchiusa in un orizzonte puramente terreno, si contrappone, con deprecato successo, il cristianesimo, proteso verso l\u2019ultraterreno, nemico delle scienze, propagatore dell\u2019impostura dei miracoli, alimentatore di una puerile credulit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso la chiarezza dei presupposti rende superflua una esemplificazione che porrebbe esclusivamente l\u2019imbarazzo della scelta. Ma anche in questo caso giova ricordare come l\u2019accento pi\u00f9 spesso risuonante sia quello anticattolico; egli infatti mostra verso Lutero un atteggiamento ben pi\u00f9 favorevole che non quello di Voltaire. La Chiesa di Roma \u00ab<em>subdola, audace, impassibile, arbitra della cultura, sorretta dall\u2019ignoranza e dalla superstizione, sfrutta l\u2019una e l\u2019altra a vantaggio del suo orgoglio e della sua vanit\u00e0<\/em>\u00bb (18). Erano, gli anni in cui scriveva Condorcet, quelli in cui la Rivoluzione francese perseguitava apertamente quella parte del clero rimasta fedele al Papa e alla tradizione, e introduceva in N\u00f4tre-Dame il sacrilego culto della dea Ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la stessa componente anticattolica \u00e8 possibile ritrovare anche nell\u2019opera del pi\u00f9 celebrato degli storici illuministi, Edward Gibbon (19). Certo, egli ebbe un senso storico che mancava pienamente agli illuministi francesi e una informazione pi\u00f9 seria e pi\u00f9 vasta; inoltre egli si rese conto che nel crogiolo dell\u2019Alto Medioevo era nato un mondo nuovo, per cui, a volte, pare porsi qualche problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a impedire una comprensione pi\u00f9 profonda e anche a infirmare risultati parziali \u2014 a portata di penna per il suo ingegno e la sua erudizione \u2014 sta, appunto, la pregiudiziale anticattolica, che lo porta a vedere nella religiosit\u00e0 e mentalit\u00e0 medioevali null\u2019altro che superstizione, e nel papato la fabbrica di questa superstizione. Si leggano, per esempio, le pagine sul monachesimo: banali luoghi comuni e accuse che sarebbero parse, credo, eccessive perfino a Celso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, dunque, anche l\u2019intelletto <em>naturaliter historicus<\/em> di Gibbon poteva essere a tale punto oscurato dai miti dell\u2019orgoglio del secolo, \u00e8 facile immaginare il livello dei <em>pamphlets<\/em>, dei romanzi, degli articoli dell\u2019<em>Enciclop\u00e9die<\/em>: di tutto ci\u00f2 che faceva opinione e preparava, nei salotti e nelle tipografie, sulle scene e nelle logge massoniche, la grande esplosione rivoluzionaria dell\u201989.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, possiamo vedere quasi l\u2019incarnazione di questo lavorio nella celebre notte del 4 agosto 1789, allorch\u00e9 l\u2019Assemblea Nazionale decret\u00f2, praticamente, di sopprimere il passato (20). Lo scopo era analogo a quello della scritta sessantottesca sopra ricordata: \u00ab<em>cancellare il Medioevo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrestiamo qui il nostro cammino. Alla fine del \u2019700 l\u2019operazione rivoluzionaria intorno al Medioevo pu\u00f2 dirsi compiuta. In effetti essa ha raggiunto i suoi tre obiettivi: dare della Cristianit\u00e0 una immagine falsa e negativa; diffondere questa immagine fino a farne un quadro intoccabile e accettato; calare nell\u2019azione politica le idee e i sentimenti antimedioevali. Naturalmente, i ritocchi al quadro furono poi numerosi \u2014 e interessante, non v\u2019\u00e8 dubbio, ne sarebbe l\u2019analisi \u2014, ma l\u2019essenziale c\u2019\u00e8 gi\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde, continuare a seguire il filo della storia della storiografia medioevale richiederebbe un discorso ben pi\u00f9 vario e articolato: non solo per la ricchezza quantitativa dell\u2019argomento, ma soprattutto per le sfumature e le articolazioni cui il discorso non potrebbe rinunciare, pena una pericolosa ambiguit\u00e0. Occorrerebbe dire, cio\u00e8, degli spunti di rivalutazione propri del Romanticismo, ma anche del piano sentimentale ed estetizzante al di sopra del quale quasi mai essi seppero collocarsi; dei risultati conseguiti dalla erudizione positivistica, ma anche dei suoi ristretti orizzonti; della netta chiusura idealistica; delle diverse correnti, parzialmente vitali, della storiografia odierna, del bene che vi si pu\u00f2 trovare e della difficolt\u00e0 di trovarvelo in mezzo a luoghi comuni e a pregiudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure, diversamente, si potrebbe mostrare come larga parte del mondo cattolico di oggi, cos\u00ec imbevuto di \u201cmodernit\u00e0\u201d, abbia accolto, anche a proposito di Medioevo, miti e pregiudizi protestanti e illuministici. Ma, purtroppo, tale operazione pu\u00f2 essere facilmente compiuta dal lettore: tra libri di storia e libri di teologia, discorsi di vescovi e omelie domenicali, riviste e giornali sedicenti cattolici, egli avr\u00e0 soltanto l\u2019imbarazzo della scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dimenticare che la Rivoluzione \u00e8 un processo, con le sue tappe, le sue metamorfosi, le sue variazioni di velocit\u00e0, occorre anche ricordare che essa ha radici sempre identiche. Cosicch\u00e9 il ripetersi di certi temi non pu\u00f2 stupire.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Per queste categorie interpretative \u00e8 fondamentale lo studio di Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, <em>Rivoluzione e Contro-Rivoluzione<\/em>, 3<sup>a<\/sup> ed. it. accresciuta, Cristianit\u00e0, Piacenza 1977.<\/p>\n<div>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\"><strong>(2)<\/strong> Per il sogno marxista di modificare perfino le basi biologiche della natura umana cfr., a titolo di esempio, questo brano, tratto da un autorevole marxista francese, Henry Lefebvre: <em>\u201cLa diseguaglianza biologica degli individui \u00e8 un fatto incontestabile<\/em> [&#8230;]<em>. In una societ\u00e0 umana questi problemi saranno posti ed esaminati per trovarne una pratica soluzione. L\u2019uguaglianza sociale concreta non abolir\u00e0 le diseguaglianze naturali, ma<\/em> [&#8230;] <em>in seguito, bisogner\u00e0 impegnare la lotta contro l\u2019elemento biologico per dirigerlo, per scoprire e superare le necessit\u00e0 originate da eredit\u00e0 e fatalit\u00e0 geografiche, razziali, ecc.\u201d<\/em> (H. Lefebvre, <em>Il materialismo dialettico<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 1975, p. 121).<br \/>\n<strong>(3)<\/strong> Il principio \u00e8, notoriamente, fondamentale nella filosofia hegeliana: nella formulazione data esso si trova nella prefazione alla <em>Filosofia del Diritto<\/em>.<br \/>\n<strong>(4)<\/strong> Vari esempi del fatto, del resto assai noto, in R. Conquest, <em>Il grande terrore<\/em>, trad. it., Mondadori, Milano 1970.<br \/>\n<strong>(5)<\/strong> Su questo aspetto della tattica rivoluzionaria si veda P. Corr\u00eaa de Oliveira, <em>Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo<\/em>, trad. it., Edizione de l\u2019Alfiere, Napoli 1970.<br \/>\n<strong>(6)<\/strong> P. Corr\u00eaa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, cit., p. 94.<br \/>\n<strong>(7)<\/strong> Basti qui citare il bel passo dell\u2019enciclica <em>Immortale Dei <\/em>di Leone XIII: <em>\u201cFu gi\u00e0 tempo che la filosofia del Vangelo governava gli Stati, quando la forza e la sovrana influenza dello spirito cristiano era entrata bene addentro nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in tutti gli ordini e ragioni dello Stato; quando la Religione di Ges\u00f9 Cristo posta solidamente in quell\u2019onorevole grado, che le conveniva, traeva su fiorente all\u2019ombra del favore dei Principi e della dovuta protezione dei magistrati; quando procedevano concordi il Sacerdozio e l\u2019Impero, stretti avventurosamente fra loro per amichevole reciprocanza di servigi. Ordinata in tal guisa la societ\u00e0, rec\u00f2 frutti che pi\u00f9 preziosi non si potrebbe pensare, dei quali dura e durer\u00e0 la memoria, affidata ad innumerevoli monumenti storici, che niuno artifizio di nemici potr\u00e0 falsare od oscurare\u201d<\/em> (<em>ASS<\/em>, vol. XVIII, p. 169).<br \/>\n<strong>(8)<\/strong> Per un esempio di storico idealista filorinascimentale cfr. F. Chabod, <em>Studi sul Rinascimento<\/em>, Einaudi, Torino 1967. Per un\u2019opera di orientamento marxista, R. Romano &#8211; A. Tenenti, <em>Alle origini del mondo moderno<\/em>, Feltrinelli, Milano 1967.<br \/>\n<strong>(9)<\/strong> Cfr. R. Morghen, <em>Il Medioevo nella storiografia dell\u2019et\u00e0 moderna<\/em>, in <em>Nuove questioni di storia medioevale<\/em>, Marzorati, Milano 1964, p. 1. Il saggio di Morghen, anche per la sua bibliografia, pu\u00f2 essere utilmente consultato per un primo approfondimento del tema.<br \/>\n<strong>(10)<\/strong> Si veda, in proposito, il bel saggio su Machiavelli, visto come espressione del Rinascimento, in M. De Corte, <em>Fenomenologia dell\u2019autodistruttore<\/em>, trad. it., Borla, Torino 1967.<br \/>\n<strong>(11)<\/strong> Cfr. su questi autori e in generale sulla storia del concetto di Medioevo, il volume di G. Falco, <em>La polemica sul medioevo<\/em>, Guida, Napoli 1977. L\u2019opera di Falco, che dall\u2019Umanesimo giunge sino al primo Romanticismo, \u00e8 meritatamente celebre, anche perch\u00e9 il suo autore aveva una profonda consapevolezza dell\u2019unit\u00e0 del Medioevo. Essa, tuttavia, rivela una pericolosa influenza storicistica nello sforzo, detto in parole semplici, di mostrare a ogni costo che anche il male non viene per nuocere, e che dalla negativit\u00e0 delle incomprensioni sorte ne viene sempre un progressivo irrobustimento e arricchimento del concetto del Medioevo.<br \/>\n<strong>(12)<\/strong> Cfr. G. Falco, <em>op. cit.<\/em>, pp. 104 ss.<br \/>\n<strong>(13)<\/strong> Tale tradizione storiografica si era aperta con Eusebio, che aveva dato vita nuova a un genere letterario languente: esempio particolare di un fenomeno generale di superamento della morente ed estenuata cultura pagana da parte della cultura cristiana; cfr. i riconoscimenti alla storiografia cristiana da parte di A. Momigliano, <em>Storiografia pagana e storiografia cristiana nel secolo IV d.C.<\/em>, nel volume AA. VV., <em>Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV<\/em>, Einaudi, Torino 1975.<br \/>\n<strong>(14)<\/strong> Voltaire, <em>Essai sur les moeurs et l\u2019esprit des nations<\/em> e <em>Remarques pour servir de suppl\u00e9ment a l\u2019\u201cEssai sur les moeurs\u201d<\/em>, in <em>Oeuvres compl\u00e8tes<\/em>, Parigi 1878.<br \/>\n<strong>(15)<\/strong> Per es. L. Gatto, <em>Viaggio attorno al concetto di Medio Evo<\/em>, Bulzoni, Roma 1977, pp. 92-94. Questo volumetto di Gatto, dagli intenti sintetici e didattici, contiene una bibliografia aggiornata, e pu\u00f2 perci\u00f2 essere segnalato, a patto di tenere presente la discontinuit\u00e0 dei giudizi.<br \/>\n<strong>(16)<\/strong> G. Falco, <em>op. cit.<\/em>, p. 138.<br \/>\n<strong>(17)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, cap. VII.<br \/>\n<strong>(18)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 145.<br \/>\n<strong>(19)<\/strong> E. Gibbon, <em>Storia della decadenza e caduta dell\u2019impero romano<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 1967.<br \/>\n<strong>(20)<\/strong> Dopo avere esposto l\u2019andamento della seduta del 4 agosto 1789 e i suoi risultati, uno storico filorivoluzionario, Mathiez, cos\u00ec commenta: \u201cQuesta grandiosa abiura del passato dur\u00f2 tutta la notte: all\u2019alba una novella Francia era nata\u201d (A. Mathiez &#8211; G. Lefebvre, <em>La Rivoluzione francese<\/em>, trad. it., Einaudi, Torino 1960, p. 75).<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 34-35 (1978) Marco Tangheroni Dall\u2019Umanesimo al Rinascimento, dal protestantesimo all\u2019illuminismo e oltre, fino ai nostri giorni, la storia dello sforzo rivoluzionario teso a fare perdere ai cattolici la consapevolezza di avere un passato \u201csociale\u201d particolarmente glorioso. 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