{"id":5767,"date":"2013-10-31T00:00:00","date_gmt":"2013-10-30T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-10T14:39:57","modified_gmt":"2016-03-10T13:39:57","slug":"la-forza-della-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-forza-della-grazia\/","title":{"rendered":"La forza della grazia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_31566\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-31566\" class=\"wp-image-31566\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Gerhard-Ludwig-M\u00fcller-1.jpg\" alt=\"Gerhard Ludwig M\u00fcller\" width=\"240\" height=\"188\" \/><p id=\"caption-attachment-31566\" class=\"wp-caption-text\">Gerhard Ludwig M\u00fcller<\/p><\/div>\n<p><strong>L\u2019Osservatore Romano<\/strong> 23 ottobre 2013<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Indissolubilit\u00e0 del matrimonio e dibattito sui divorziati risposati e i sacramenti <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dopo l&#8217;annuncio di un sinodo straordinario che si terr\u00e0 nell&#8217;ottobre del 2014 sulla pastorale della famiglia, si sono succeduti interventi diversi, in particolare circa la questione dei fedeli divorziati risposati. Per approfondire con serenit\u00e0 il tema, che \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente, dell&#8217;accompagnamento pastorale di questi fedeli in coerenza con la dottrina cattolica, pubblichiamo un ampio contributo dell&#8217;arcivescovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>di Gerhard Ludwig M\u00fcller<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Lo studio della problematica dei fedeli che hanno contratto un nuovo legame civile dopo un divorzio non \u00e8 nuovo ed \u00e8 sempre stato condotto con grande seriet\u00e0 dalla Chiesa con l&#8217;intento di aiutare le persone coinvolte, dal momento che il matrimonio \u00e8 un sacramento che raggiunge in maniera particolarmente profonda la realt\u00e0 personale, sociale e storica dell&#8217;uomo.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato il crescente numero di persone coinvolte nei Paesi di antica tradizione cristiana si tratta di un problema pastorale di vasta portata. Oggi i credenti si chiedono molto seriamente: non pu\u00f2 la Chiesa consentire, a determinate condizioni, l&#8217;accesso ai sacramenti per i fedeli divorziati risposati? Rispetto a tale questione la Chiesa ha le mani legate per sempre? I teologi hanno davvero considerato tutte le implicazioni e le conseguenze in merito a questa materia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali questioni devono essere trattate in conformit\u00e0 con la dottrina cattolica sul matrimonio. Una pastorale pienamente responsabile presuppone una teologia che si abbandoni a Dio che si rivela &#8220;prestandogli il pieno ossequio dell&#8217;intelletto e della volont\u00e0 e assentendo volontariamente alla Rivelazione che egli fa&#8221; (concilio Vaticano II, costituzione dogmatica Dei verbum, n. 5). Per rendere comprensibile l&#8217;autentico insegnamento della Chiesa dobbiamo procedere a partire dalla Parola di Dio che \u00e8 contenuta nella Sacra Scrittura, illustrata nella Tradizione della Chiesa e interpretata in maniera vincolante dal Magistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La testimonianza della Scrittura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 scevro di problematicit\u00e0 il fatto di porre immediatamente la nostra questione nell&#8217;ambito dell&#8217;Antico Testamento, in quanto il matrimonio non era ancora considerato allora come un sacramento. La Parola di Dio nell&#8217;Antico Testamento \u00e8 tuttavia significativa rispetto a ci\u00f2 anche per noi, dal momento che Ges\u00f9 si colloca in questa tradizione e argomenta a partire da essa. Nel Decalogo si trova il comandamento &#8220;Non commettere adulterio&#8221; (Esodo, 20, 14), ma altrove il divorzio \u00e8 considerato possibile. Secondo Deuteronomio, 24, 1-4, Mos\u00e8 stabilisce che un uomo pu\u00f2 rilasciare alla moglie un libello di ripudio e la pu\u00f2 mandar via dalla sua casa se questa non trova pi\u00f9 grazia ai suoi occhi. In conseguenza di ci\u00f2, l&#8217;uomo e la donna possono risposarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla concessione del divorzio, tuttavia, nell&#8217;Antico Testamento si trova anche un certo disagio verso questa prassi. Come l&#8217;ideale della monogamia, cos\u00ec anche l&#8217;ideale della indissolubilit\u00e0 viene compreso nel confronto che i profeti istituiscono tra l&#8217;alleanza di Jahw\u00e8 con Israele e il legame matrimoniale. Il profeta Malachia esprime con chiarezza tutto ci\u00f2: &#8220;Nessuno tradisca la donna della sua giovinezza (&#8230;) la donna legata a te da un patto&#8221; (Malachia, 2, 14-15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono soprattutto le controversie con i farisei a dare a Ges\u00f9 l&#8217;occasione di occuparsi del tema. Egli prese espressamente le distanze dalla prassi veterotestamentaria del divorzio, che Mos\u00e8 aveva permesso a causa della &#8220;durezza del cuore&#8221; degli uomini, e rinvi\u00f2 invece alla volont\u00e0 originaria di Dio: &#8220;Ma all&#8217;inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due diventeranno una carne sola (&#8230;) Dunque l&#8217;uomo non divida quello che Dio ha congiunto&#8221; (Marco, 10, 5-9; cfr. Matteo, 19, 4-9; Luca, 16, 18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa cattolica, nel suo insegnamento e nella sua prassi, si \u00e8 costantemente riferita alle parole di Ges\u00f9 sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Il patto che unisce intimamente e reciprocamente i due coniugi \u00e8 istituito da Dio stesso. Si tratta quindi di una realt\u00e0 che viene da Dio e non \u00e8 pi\u00f9 nella disponibilit\u00e0 degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, alcuni esegeti affermano che questi detti del Signore avrebbero riscontrato gi\u00e0 nei tempi apostolici una certa flessibilit\u00e0 nell&#8217;applicazione: e precisamente, nel caso della porn\u00e8ia (fornicazione, cfr. Matteo, 5, 32; 19, 9) e nel caso della separazione tra un partner cristiano e uno non cristiano (cfr. 1 Corinzi, 7, 12-15). Le clausole sulla fornicazione sono state oggetto di controversa discussione fin da subito in campo esegetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sono convinti che non si tratti di eccezioni rispetto all&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio, ma piuttosto di legami matrimoniali invalidi. In ogni caso, la Chiesa non pu\u00f2 basare la sua dottrina e la sua prassi su ipotesi esegetiche controverse. Essa si deve attenere al chiaro insegnamento di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo stabilisce che il divieto di divorzio \u00e8 un&#8217;espressa volont\u00e0 di Cristo: &#8220;Agli sposati ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito &#8211; e qualora si separi rimanga senza sposarsi o si riconcili col marito &#8211; e il marito non ripudi la moglie&#8221; (1 Corinzi, 7, 10-11). Allo stesso tempo, basandosi sulla propria autorit\u00e0, Paolo concede che un non cristiano possa separarsi dal suo partner diventato cristiano. In questo caso il cristiano non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;soggetto a schiavit\u00f9&#8221;, non \u00e8 pi\u00f9 costretto cio\u00e8 a rimanere non-sposato (1 Corinzi, 7, 12-16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da questa posizione, la Chiesa ha riconosciuto che solo il matrimonio tra un uomo e una donna battezzati \u00e8 sacramento in senso proprio e solo per questi vale l&#8217;indissolubilit\u00e0 incondizionata. Il matrimonio dei non battezzati \u00e8 infatti ordinato all&#8217;indissolubilit\u00e0, ma pu\u00f2 comunque essere sciolto in determinate circostanze &#8211; a causa di un maggior bene (privilegium Paulinum). Non si tratta dunque di una eccezione al detto del Signore: l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio sacramentale, del matrimonio nell&#8217;ambito del mistero di Cristo, rimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di grande significato per il fondamento biblico della comprensione sacramentale del matrimonio \u00e8 la Lettera agli Efesini, in cui si afferma: &#8220;Voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei&#8221; (5, 25). E un po&#8217; oltre l&#8217;Apostolo scrive: &#8220;Perci\u00f2 l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie, e i due saranno una carne sola. Questo \u00e8 un grande mistero; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa&#8221; (5, 31-32). Il matrimonio cristiano \u00e8 un segno efficace dell&#8217;alleanza di Cristo e della Chiesa. Il matrimonio tra battezzati \u00e8 un sacramento perch\u00e9 contrassegna e media la grazia di questo patto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La testimonianza della Tradizione della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Padri della Chiesa e i concili costituiscono successivamente una importante testimonianza per lo sviluppo della posizione ecclesiastica. Secondo i Padri le istruzioni bibliche sono vincolanti. Essi ricusano le leggi civili sul divorzio ritenendole incompatibili con la richiesta di Ges\u00f9. La Chiesa dei Padri, in obbedienza al Vangelo, ha respinto il divorzio e il secondo matrimonio; rispetto a tale questione la testimonianza dei Padri \u00e8 inequivocabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epoca patristica i credenti separati che si erano risposati civilmente non venivano riammessi ai sacramenti nemmeno dopo un periodo di penitenza. Alcuni testi patristici lasciano intendere che gli abusi non venivano sempre rigorosamente respinti e che a volte sono state cercate soluzioni pastorali per rarissimi casi limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi e in alcune zone, soprattutto a causa della crescente interdipendenza tra Chiesa e Stato, si pervenne a pi\u00f9 grandi compromessi. In oriente questo sviluppo ha proseguito il suo corso e ha portato, soprattutto dopo la separazione dalla cattedra di Pietro, a una prassi sempre pi\u00f9 liberale. Oggi nelle Chiese ortodosse esiste una variet\u00e0 di cause per il divorzio, che sono solitamente giustificate con riferimento alla oikonom\u00eca, la clemenza pastorale per i singoli casi difficili, e aprono la strada a un secondo o terzo matrimonio con carattere penitenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa prassi non \u00e8 coerente con la volont\u00e0 di Dio, chiaramente espressa dalle parole di Ges\u00f9 sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio, e ci\u00f2 rappresenta certamente una questione ecumenica da non sottovalutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occidente, la riforma gregoriana ha contrastato le tendenze di liberalizzazione e ha riproposto l&#8217;originaria concezione delle Scritture e dei Padri. La Chiesa cattolica ha difeso l&#8217;assoluta indissolubilit\u00e0 del matrimonio anche a costo di grandi sacrifici e sofferenze. Lo scisma della &#8220;Chiesa di Inghilterra&#8221;, separatasi dal successore di Pietro, \u00e8 avvenuto non a causa di differenze dottrinali, ma perch\u00e9 il Papa, in obbedienza alla parola di Ges\u00f9, non poteva assecondare la richiesta del re Enrico VIII circa lo scioglimento del suo matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concilio di Trento ha confermato la dottrina dell&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio sacramentale e ha chiarito che essa corrisponde all&#8217;insegnamento del Vangelo (cfr. Denzinger-H\u00fcnermann, 1807). Talvolta si sostiene che la Chiesa abbia di fatto tollerato la pratica orientale, ma ci\u00f2 non corrisponde al vero. I canonisti hanno sempre parlato di una prassi abusiva, e vi sono testimonianze circa alcuni gruppi di cristiani ortodossi che, divenuti cattolici, dovettero firmare una confessione di fede in cui si faceva esplicito riferimento alla impossibilit\u00e0 della celebrazione di seconde o terze nozze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concilio Vaticano II ha riproposto una dottrina teologicamente e spiritualmente profonda del matrimonio nella costituzione pastorale <em>Gaudium et spes<\/em> sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, esponendo con chiarezza anche il principio della sua indissolubilit\u00e0. Il matrimonio \u00e8 inteso come una completa comunione corporale e spirituale di vita e di amore tra uomo e donna, che si donano e si accolgono l&#8217;un l&#8217;altro in quanto persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso l&#8217;atto personale e libero del reciproco consenso viene fondata per diritto divino un&#8217;istituzione stabile, ordinata al bene dei coniugi e della prole, e non dipendente dall&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo: &#8220;Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedelt\u00e0 dei coniugi e ne reclamano l&#8217;indissolubile unit\u00e0&#8221; (n. 48).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mezzo del sacramento Dio concede ai coniugi una grazia speciale: &#8220;Infatti, come un tempo Dio ha preso l&#8217;iniziativa di un&#8217;alleanza di amore e fedelt\u00e0 con il suo popolo cos\u00ec ora il salvatore degli uomini e sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perch\u00e9, come egli stesso ha amato la Chiesa e si \u00e8 dato per essa, cos\u00ec anche i coniugi possano amarsi l&#8217;un l&#8217;altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione&#8221; (ibidem).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mediante il sacramento l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio racchiude un nuovo, pi\u00f9 profondo significato: essa diventa l&#8217;immagine dell&#8217;amore di Dio per il suo popolo e della fedelt\u00e0 irrevocabile di Cristo alla sua Chiesa. \u00c8 possibile comprendere e vivere il matrimonio come sacramento solo nell&#8217;ambito del mistero di Cristo. Se si secolarizza il matrimonio o se lo si considera come realt\u00e0 puramente naturale rimane come impedito l&#8217;accesso alla sua sacramentalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il matrimonio sacramentale appartiene all&#8217;ordine della grazia e viene inserito nella definitiva comunione di amore di Cristo con la sua Chiesa. I cristiani sono chiamati a vivere il loro matrimonio nell&#8217;orizzonte escatologico della venuta del regno di Dio in Ges\u00f9 Cristo, Verbo di Dio incarnato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La testimonianza del Magistero in epoca recente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il testo tutt&#8217;oggi fondamentale dell&#8217;esortazione apostolica <em>Familiaris consortio,<\/em> pubblicata da Giovanni Paolo II il 22 novembre 1981 dopo il Sinodo dei vescovi sulla famiglia cristiana nel mondo contemporaneo, \u00e8 stato espressamente confermato l&#8217;insegnamento dogmatico della Chiesa sul matrimonio. Dal punto di vista pastorale l&#8217;esortazione post-sinodale si \u00e8 occupata anche della cura dei fedeli risposati con rito civile, ma che sono ancora vincolati da un matrimonio valido per la Chiesa. Il Papa ha dimostrato un&#8217;alta misura di premura e di attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al n. 84 (&#8220;I divorziati risposati&#8221;) vengono esposti i seguenti principi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> I pastori in cura d&#8217;anime sono obbligati per amore della verit\u00e0 &#8220;a ben discernere le diverse situazioni&#8221;. Non \u00e8 possibile valutare tutto e tutti allo stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> I pastori e le comunit\u00e0 sono tenuti ad aiutare &#8220;con sollecita carit\u00e0&#8221; i fedeli interessati; anch&#8217;essi infatti appartengono alla Chiesa, hanno il diritto alla cura pastorale e devono poter partecipare alla vita della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> L&#8217;ammissione all&#8217;eucaristia non pu\u00f2 tuttavia essere loro concessa. In relazione a questo viene addotto un duplice motivo: a) &#8220;il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell&#8217;unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall&#8217;eucaristia&#8221;; b) &#8220;se si ammettessero queste persone all&#8217;eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio&#8221;. Una riconciliazione mediante il sacramento della penitenza &#8211; che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico &#8211; pu\u00f2 essere accordata solo sulla base del pentimento rispetto a quanto accaduto, e sulla disponibilit\u00e0 &#8220;a una forma di vita non pi\u00f9 in contraddizione con l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio&#8221;. Ci\u00f2 comporta, in concreto, che quando la nuova unione non pu\u00f2 essere sciolta per seri motivi &#8211; quali, ad esempio, l&#8217;educazione dei figli &#8211; entrambi i partner &#8220;assumono l&#8217;impegno di vivere in piena continenza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.<\/strong> Per motivi teologico-sacramentali, e non per una costrizione legalistica, al clero \u00e8 espressamente fatto divieto, fintanto che sussiste la validit\u00e0 del primo matrimonio, di porre in atto &#8220;cerimonie di qualsiasi genere&#8221; a favore dei divorziati che si risposano civilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Lettera della Congregazione per la dottrina della fede circa la recezione della comunione eucaristica da parte dei fedeli divorziati risposati del 14 settembre 1994 ha confermato che la prassi della Chiesa su questo tema &#8220;non pu\u00f2 essere modificata in base alle differenti situazioni&#8221; (n. 5). Si chiarisce, inoltre, che i credenti interessati non devono accostarsi alla santa Comunione sulla base del loro giudizio di coscienza: &#8220;Qualora egli lo giudicasse possibile, i pastori e i confessori (&#8230;) hanno il grave dovere di ammonirlo che tale giudizio di coscienza \u00e8 in aperto contrasto con la dottrina della Chiesa&#8221; (n. 6). In caso di dubbi circa la validit\u00e0 di un matrimonio fallito, questi devono essere verificati dagli organi giudiziari competenti in materia matrimoniale (cfr. n. 9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane di fondamentale importanza fare &#8220;con sollecita carit\u00e0 tutto quanto pu\u00f2 fortificare nell&#8217;amore di Cristo e della Chiesa i fedeli che si trovano in situazione matrimoniale irregolare. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile per loro accogliere pienamente il messaggio del matrimonio cristiano e sopportare nella fede la sofferenza della loro situazione. Nell&#8217;azione pastorale si dovr\u00e0 compiere ogni sforzo perch\u00e9 venga compreso bene che non si tratta di nessuna discriminazione, ma soltanto di fedelt\u00e0 assoluta alla volont\u00e0 di Cristo che ci ha ridato e nuovamente affidato l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio come dono del Creatore&#8221; (n. 10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;esortazione post-sinodale <em>Sacramentum caritatis<\/em> del 22 febbraio 2007 Benedetto XVI riprende e rilancia il lavoro del precedente sinodo dei vescovi sull&#8217;eucaristia. Egli giunge a parlare della situazione dei fedeli divorziati risposati al n. 29, ove non esita a definirla &#8220;un problema pastorale spinoso e complesso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benedetto XVI ribadisce &#8220;la prassi della Chiesa, fondata sulla Sacra Scrittura (cfr. Marco, 10, 2-12), di non ammettere ai Sacramenti i divorziati risposati&#8221;, ma scongiura addirittura i pastori a dedicare &#8220;speciale attenzione&#8221; nei confronti delle persone interessate &#8220;nel desiderio che coltivino, per quanto possibile, uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla santa messa, pur senza ricevere la comunione, l&#8217;ascolto della Parola di Dio, l&#8217;adorazione eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carit\u00e0 vissuta, le opere di penitenza, l&#8217;impegno educativo verso i figli&#8221;. Viene ribadito che, in caso di dubbi circa la validit\u00e0 della comunione di vita matrimoniale che si \u00e8 interrotta, questi devono essere esaminati attentamente dai tribunali competenti in materia matrimoniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mentalit\u00e0 contemporanea si pone piuttosto in contrasto con la comprensione cristiana del matrimonio, specialmente rispetto alla sua indissolubilit\u00e0 e all&#8217;apertura alla vita. Poich\u00e9 molti cristiani sono influenzati da tale contesto culturale, i matrimoni sono probabilmente pi\u00f9 spesso invalidi ai nostri giorni di quanto non lo fossero in passato, perch\u00e9 \u00e8 mancante la volont\u00e0 di sposarsi secondo il senso della dottrina matrimoniale cattolica e anche l&#8217;appartenenza a un contesto vitale di fede \u00e8 molto ridotta. Pertanto, una verifica della validit\u00e0 del matrimonio \u00e8 importante e pu\u00f2 portare a una soluzione dei problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laddove non \u00e8 possibile riscontrare una nullit\u00e0 del matrimonio, \u00e8 possibile l&#8217;assoluzione e la comunione eucaristica se si segue l&#8217;approvata prassi ecclesiale che stabilisce di vivere insieme &#8220;come amici, come fratello e sorella&#8221;. Le benedizioni di legami irregolari sono &#8220;da evitare in ogni caso (&#8230;) perch\u00e9 tra i fedeli non sorgano confusioni circa il valore del matrimonio&#8221;. La benedizione (bene-dictio: approvazione da parte di Dio) di un rapporto che si contrappone alla volont\u00e0 divina \u00e8 da ritenersi una contraddizione in s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;omelia pronunciata a Milano il 3 giugno 2012, in occasione del settimo Incontro mondiale delle famiglie, Benedetto XVI \u00e8 tornato a parlare di questo doloroso problema: &#8220;Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunit\u00e0, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultimo sinodo dei vescovi sul tema &#8220;La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana&#8221; (7-28 ottobre 2012) si \u00e8 nuovamente occupato della situazione dei fedeli che, in seguito al fallimento della comunione di vita matrimoniale &#8211; non il fallimento del matrimonio, che sussiste in quanto sacramento &#8211; hanno iniziato una nuova unione e convivono senza il vincolo sacramentale del matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel messaggio finale i Padri sinodali si sono rivolti con queste parole ai fedeli coinvolti: &#8220;A tutti costoro vogliamo dire che l&#8217;amore del Signore non abbandona nessuno, che anche la Chiesa li ama ed \u00e8 casa accogliente per tutti, che essi rimangono membra della Chiesa anche se non possono ricevere l&#8217;assoluzione sacramentale e l&#8217;eucaristia. Le comunit\u00e0 cattoliche siano accoglienti verso quanti vivono in tali situazioni e sostengano cammini di conversione e di riconciliazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerazioni antropologiche e teologico-sacramentali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio incontra spesso incomprensione in un ambiente secolarizzato. Laddove si sono smarrite le ragioni fondamentali della fede cristiana, una mera appartenenza convenzionale alla Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 in grado di guidare a scelte di vita importanti e di offrire alcun supporto nelle crisi dello stato matrimoniale &#8211; come anche del sacerdozio e della vita consacrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti si chiedono: come posso io legarmi per tutta la vita a una sola donna \/ a un solo uomo? Chi pu\u00f2 dirmi come sar\u00e0 tra dieci, venti, trenta, quaranta anni di matrimonio? \u00c8 poi effettivamente possibile un legame definitivo con una sola persona? Le molte esperienze di comunione matrimoniale che oggi si spezzano rafforzano lo scetticismo dei giovani nei confronti delle decisioni definitive della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, l&#8217;ideale della fedelt\u00e0 tra un uomo e una donna, fondato sull&#8217;ordine della creazione, non ha perso alcunch\u00e9 del suo fascino, come evidenziano le recenti inchieste tra i giovani. La maggior parte di loro aspira a una relazione stabile e duratura, in quanto ci\u00f2 corrisponderebbe anche alla natura spirituale e morale dell&#8217;uomo. Inoltre va ricordato il valore antropologico del matrimonio indissolubile: esso sottrae i coniugi dall&#8217;arbitrio e dalla tirannia dei sentimenti e degli stati d&#8217;animo; li aiuta ad affrontare le difficolt\u00e0 personali e a superare le esperienze dolorose; protegge soprattutto i figli, che patiscono la maggior sofferenza dalla rottura dei matrimoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore \u00e8 qualcosa pi\u00f9 del sentimento e dell&#8217;istinto; nella sua essenza \u00e8 dedizione. Nell&#8217;amore coniugale due persone si dicono l&#8217;un l&#8217;altro consapevolmente e volontariamente: solo te &#8211; e te per sempre. La parola del Signore: &#8220;Quello che Dio ha congiunto&#8230;&#8221; corrisponde alla promessa della coppia: &#8220;Io accolgo te come mio sposo (&#8230;) ti accolgo come mia sposa (&#8230;) Voglio amarti e onorarti finch\u00e9 vivo, fino a quando la morte non ci separi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sacerdote benedice il patto che i coniugi hanno stipulato tra loro davanti a Dio. Chiunque avesse dei dubbi sul fatto che il vincolo matrimoniale abbia qualit\u00e0 ontologica, pu\u00f2 lasciarsi istruire dalla Parola di Dio: &#8220;In principio Dio cre\u00f2 l&#8217;uomo e la donna. Per questo l&#8217;uomo lascer\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una carne sola. Sicch\u00e9 non sono pi\u00f9 due, ma una sola carne&#8221; (Matteo, 19, 4-6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i cristiani vale il fatto che il matrimonio dei battezzati, incorporati nel Corpo di Cristo, ha un carattere sacramentale e rappresenta, quindi, una realt\u00e0 soprannaturale. Uno dei pi\u00f9 gravi problemi pastorali consiste nel fatto che molti, oggi, giudicano il matrimonio esclusivamente secondo criteri mondani e pragmatici. Chi pensa secondo lo &#8220;spirito del mondo&#8221; (1 Corinzi, 2, 12) non pu\u00f2 comprendere la sacramentalit\u00e0 del matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla crescente mancanza di comprensione circa la santit\u00e0 del matrimonio, la Chiesa non pu\u00f2 rispondere con un adeguamento pragmatico a ci\u00f2 che appare inevitabile, ma solo con la fiducia nello &#8220;Spirito di Dio, perch\u00e9 possiamo conoscere ci\u00f2 che Dio ci ha donato&#8221; (1 Corinzi, 2, 12). Il matrimonio sacramentale \u00e8 una testimonianza della potenza della grazia che trasforma l&#8217;uomo e prepara tutta la Chiesa per la citt\u00e0 santa, la nuova Gerusalemme, la Chiesa stessa, pronta &#8220;come una sposa adorna per il suo sposo&#8221; (Apocalisse, 21, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo della santit\u00e0 del matrimonio va annunciato con audacia profetica. Un profeta tiepido cerca nell&#8217;adeguamento allo spirito dei tempi la sua propria salvezza, ma non la salvezza del mondo in Ges\u00f9 Cristo. La fedelt\u00e0 alle promesse del matrimonio \u00e8 un segno profetico della salvezza che Dio dona al mondo: &#8220;chi pu\u00f2 capire, capisca&#8221; (Matteo, 19, 12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amore coniugale viene purificato, rafforzato e accresciuto dalla grazia sacramentale: &#8220;Questo amore, ratificato da un impegno mutuo e soprattutto consacrato da un sacramento di Cristo, resta indissolubilmente fedele nella prospera e cattiva sorte, sul piano del corpo e dello spirito; di conseguenza esclude ogni adulterio e ogni divorzio&#8221; (<em>Gaudium et spes<\/em>, n. 49). Gli sposi dunque, partecipando in forza del sacramento del matrimonio all&#8217;amore definitivo e irrevocabile di Dio, possono in ragione di ci\u00f2 essere testimoni dell&#8217;amore fedele di Dio, nutrendo costantemente il loro amore attraverso una vita di fede e di carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, ci sono situazioni &#8211; ogni pastore lo sa &#8211; in cui la convivenza matrimoniale diventa praticamente impossibile a causa di gravi motivi, come ad esempio in caso di violenza fisica o psichica. In queste dolorose situazioni la Chiesa ha sempre permesso che i coniugi si potessero separare e non vivessero pi\u00f9 insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va precisato, tuttavia, che il vincolo coniugale di un matrimonio validamente celebrato rimane stabile davanti a Dio e le singole parti non sono libere di contrarre un nuovo matrimonio finch\u00e9 l&#8217;altro coniuge \u00e8 in vita. I pastori e le comunit\u00e0 cristiane si devono perci\u00f2 adoperare nel promuovere in ogni modo la riconciliazione anche in questi casi oppure, quando ci\u00f2 non \u00e8 possibile, nell&#8217;aiutare le persone coinvolte ad affrontare nella fede la propria difficile situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Annotazioni teologico-morali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre pi\u00f9 spesso viene suggerito che la decisione di accostarsi o meno alla comunione eucaristica dovrebbe essere lasciata alla coscienza personale dei divorziati risposati. Questo argomento, che si basa su un concetto problematico di &#8220;coscienza&#8221;, \u00e8 gi\u00e0 stato respinto nella lettera della Congregazione del 1994. Certo, in ogni celebrazione della messa i fedeli sono tenuti a verificare nella loro coscienza se \u00e8 possibile ricevere la comunione, possibilit\u00e0 a cui l&#8217;esistenza di un peccato grave non confessato sempre si oppone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi hanno pertanto l&#8217;obbligo di formare la propria coscienza e di tendere alla verit\u00e0; a tal fine possono ascoltare nell&#8217;obbedienza il magistero della Chiesa, che li aiuta &#8220;a non sviarsi dalla verit\u00e0 circa il bene dell&#8217;uomo, ma, specialmente nelle questioni pi\u00f9 difficili, a raggiungere con sicurezza la verit\u00e0 e a rimanere in essa&#8221; (Giovanni Paolo II, Lettera enciclica <em>Veritatis splendor,<\/em> n. 64).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i divorziati risposati sono soggettivamente nella convinzione di coscienza che il precedente matrimonio non era valido, ci\u00f2 deve essere oggettivamente dimostrato dalla competente autorit\u00e0 giudiziaria in materia matrimoniale. Il matrimonio non riguarda solo il rapporto tra due persone e Dio, ma \u00e8 anche una realt\u00e0 della Chiesa, un sacramento, sulla cui validit\u00e0 non solamente il singolo per se stesso, ma la Chiesa, in cui egli mediante la fede e il Battesimo \u00e8 incorporato, \u00e8 tenuta a decidere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Se il matrimonio precedente di fedeli divorziati risposati era valido, la loro nuova unione non pu\u00f2 essere considerata lecita in alcun caso, per il fatto che la recezione dei Sacramenti non si pu\u00f2 basare su ragioni interiori. La coscienza del singolo \u00e8 vincolata senza eccezioni a questa norma&#8221; (cardinale Joseph Ratzinger, <em>La pastorale del matrimonio deve fondarsi sulla verit\u00e0<\/em>, &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, 30 novembre 2011, pagine 4-5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la dottrina dell&#8217;<em>epich\u00e8ia<\/em>, secondo la quale una legge vale s\u00ec in termini generali, ma non sempre l&#8217;azione umana vi pu\u00f2 corrispondere totalmente, non pu\u00f2 essere applicata in questo caso, perch\u00e9 l&#8217;indissolubilit\u00e0 del matrimonio sacramentale \u00e8 una norma di diritto divino, che non \u00e8 dunque nella disponibilit\u00e0 autoritativa della Chiesa. Questa ha, tuttavia, il pieno potere &#8211; sulla linea del privilegio paolino &#8211; di chiarire quali condizioni devono essere soddisfatte prima che un matrimonio possa definirsi indissolubile secondo il senso attribuitogli da Ges\u00f9. Su questa base, la Chiesa ha stabilito gli impedimenti al matrimonio che sono motivo di nullit\u00e0 matrimoniale e ha messo a punto una dettagliata procedura processuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ulteriore tendenza a favore dell&#8217;ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti \u00e8 quella che invoca l&#8217;argomento della misericordia. Poich\u00e9 Ges\u00f9 stesso ha solidarizzato con i sofferenti donando loro il suo amore misericordioso, la misericordia sarebbe quindi un segno speciale dell&#8217;autentica sequela. Questo \u00e8 vero, ma \u00e8 un argomento debole in materia teologico-sacramentaria, anche perch\u00e9 tutto l&#8217;ordine sacramentale \u00e8 esattamente opera della misericordia divina e non pu\u00f2 essere revocato richiamandosi allo stesso principio che lo sostiene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso quello che oggettivamente suona come un falso richiamo alla misericordia si incorre nel rischio della banalizzazione dell&#8217;immagine stessa di Dio, secondo la quale Dio non potrebbe far altro che perdonare. Al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santit\u00e0 e la giustizia; se si nascondono questi attributi di Dio e non si prende sul serio la realt\u00e0 del peccato, non si pu\u00f2 nemmeno mediare alle persone la sua misericordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 ha incontrato la donna adultera con grande compassione, ma le ha anche detto: &#8220;Va&#8217;, e non peccare pi\u00f9&#8221; (Giovanni, 8, 11). La misericordia di Dio non \u00e8 una dispensa dai comandamenti di Dio e dalle istruzioni della Chiesa; anzi, essa concede la forza della grazia per la loro piena realizzazione, per il rialzarsi dopo la caduta e per una vita di perfezione a immagine del Padre celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La cura pastorale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se, per l&#8217;intima natura dei sacramenti, l&#8217;ammissione a essi dei divorziati risposati non \u00e8 possibile, a favore di questi fedeli si devono rivolgere ancora di pi\u00f9 gli sforzi pastorali, per quanto questi debbano rimanere in dipendenza dalle norme derivanti dalla Rivelazione e dalla dottrina della Chiesa. Il percorso indicato dalla Chiesa per le persone direttamente interessate non \u00e8 semplice, ma queste devono sapere e sentire che la Chiesa accompagna il loro cammino come una comunit\u00e0 di guarigione e di salvezza. Con il loro impegno a comprendere la prassi ecclesiale e a non accostarsi alla comunione, i partner si pongono a loro modo quali testimoni della indissolubilit\u00e0 del matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cura per i divorziati risposati non dovrebbe certamente ridursi alla questione della recezione dell&#8217;eucaristia. Si tratta di una pastorale globale che cerca di soddisfare il pi\u00f9 possibile le esigenze delle diverse situazioni. \u00c8 importante ricordare, in proposito, che oltre alla comunione sacramentale ci sono altri modi di entrare in comunione con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;unione con Dio si raggiunge quando ci si rivolge a lui nella fede, nella speranza e nella carit\u00e0, nel pentimento e nella preghiera. Dio pu\u00f2 donare la sua vicinanza e la sua salvezza alle persone attraverso diverse strade, anche se esse si trovano a vivere in situazioni contraddittorie. Come rimarcano costantemente i recenti documenti del Magistero, i pastori e le comunit\u00e0 cristiane sono chiamate ad accogliere con apertura e cordialit\u00e0 le persone che vivono in situazioni irregolari, per essere loro accanto con empatia, con l&#8217;aiuto fattivo e per far loro sentire l&#8217;amore del Buon Pastore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cura pastorale fondata sulla verit\u00e0 e sull&#8217;amore trover\u00e0 sempre e nuovamente in questo campo le strade da percorrere e le forme pi\u00f9 giuste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Osservatore Romano 23 ottobre 2013 Indissolubilit\u00e0 del matrimonio e dibattito sui divorziati risposati e i sacramenti Dopo l&#8217;annuncio di un sinodo straordinario che si terr\u00e0 nell&#8217;ottobre del 2014 sulla pastorale della famiglia, si sono succeduti interventi diversi, in particolare circa la questione dei fedeli divorziati risposati. 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