{"id":5746,"date":"2013-10-10T00:00:00","date_gmt":"2013-10-09T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-10T12:41:43","modified_gmt":"2015-06-10T10:41:43","slug":"buoni-viaggi-e-cattiva-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/buoni-viaggi-e-cattiva-storia\/","title":{"rendered":"Buoni viaggi e cattiva storia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Il seguente testo \u00e8 stato scritto in occasione delle visite ai Santuari della Madonna di Loreto e di S.Gabriele dell\u2019Addolorata a Isola del Gran Sasso avvenute durante la partecipazione al Convegno<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>\u201c<em>La Fede \u00e8 l\u2019unica porta che ci conduce all\u2019Eucaristia<\/em>\u201d organizzato dalla ALER (Associazione Laicale Eucaristica Riparatrice)<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>il\u00a013 aprile 2013, in cui l\u2019autore ha svolto una meditazione intitolata \u00ab<em>Dalla fede all\u2019eucaristia. E viceversa. Per una societ\u00e0 a misura d\u2019uomo e secondo il piano di Dio<\/em>\u00bb.Il pellegrinaggio al Santuario di San Pio a S.Giovanni Rotondo \u00e8 stato fatto dall\u2019autore con la famiglia, il 20\/21 aprile 2013.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Aler_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-25907\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Aler_cover.jpg\" alt=\"Aler_cover\" width=\"142\" height=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scritto \u00e8 stato pubblicato il 5 agosto 2013 sul sito \u201c<a href=\"http:\/\/www.siciliacristiana.eu\/index.php?option=com_content&amp;task=category&amp;sectionid=35&amp;id=189&amp;Itemid=328\">Sicilia cristiana in Europa cristiana<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di\u00a0<strong>Guido Verna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>1.<\/strong> Per uscire dalla \u201cfanciullezza\u201d coatta<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>2.<\/strong> Isola del Gran Sasso \u2013 L\u2019omissione \u2013 Il Risorgimento<\/p>\n<div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>3.<\/strong> Loreto \u2013 La manomissione \u2013 Le invasioni napoleoniche<\/div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>4.<\/strong> S Giovanni Rotondo \u2013 Le ombre \u201ccolorate\u201d \u2013 Il Comunismo<\/p>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>5.<\/strong> Ritorno a Loreto \u2013 La storia inutilmente \u201cricordata<\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>1. PER USCIRE DALLA \u201cFANCIULLEZZA\u201d COATTA<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia, si sente dire consuetamente, \u00e8 il racconto dei fatti; ma se il fatto comporta una presa d\u2019atto univoca, il suo racconto \u2014 inserito, come si dice, nel contesto \u2014 \u00e9 certamente molteplice: ogni storico ha il suo angolo visuale, cio\u00e8 la sua antropologia, la sua teologia e la sua prospettiva \u201cescatologica\u201d, cos\u00ec come ogni lettore. Se per\u00f2 il quadro di riferimento \u201cculturale\u201d di quest\u2019ultimo \u00e8 in antitesi con la <em>Vulgata <\/em>dominante, allora egli deve fare grandi sforzi per recuperare una descrizione dei fatti in cui le cause e le conseguenze di essi possano risultare, non dico in armonia, ma almeno minimamente congrui rispetto a tale suo quadro.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8, in tutta evidenza, il caso italiano, dove il lettore cattolico <em>simpliciter<\/em> \u2014 e non, cio\u00e8, in crescere nello stridio della specificazione, \u201ccattolico liberale\u201d o \u201ccattolico democratico\u201d o \u201ccattolico socialista\u201d \u2014 si trova di fronte una <em>Vulgata<\/em> rigorosamente e rigidamente liberal-risorgimental-marxista, costruita con pazienza meticolosa alla scuola del filosofo marxista Gramsci (1891-1937), indiscutibile e intangibile per decenni e solo da qualche anno un po\u2019 scalfibile, anche se faticosamente e con qualche rischio di incomprensione e di disprezzo [cfr. GVE-1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva, la scuola gramsciana, se da un lato ha prodotto, intellettuali raffinati e fedeli, cio\u00e8 di \u201cfede\u201d indefettibile nel \u201cmondo nuovo\u201d,\u00a0 \u2014 con le caratteristiche perfettamente descritte da Vladimir Bukovskij: \u00ab<em>In un campo l\u2019intellettuale \u00e8 veramente maestro, nell\u2019arte dell\u2019interpretazione, cio\u00e8 nella capacit\u00e0 di combinare e rimaneggiare certi fatti, di lasciarne correre altri \u201csenza notarli\u201d, oppure di respingerli come inattendibili se non addirittura di etichettarli con sdegno come menzogna intenzionale. \u00c8 un maestro insuperabile del\u00a0contesto, che cambia senza che gli astanti se ne accorgano per poi, come un prestigiatore fa uscire il coniglio dal cilindro, sciorinarvi le deduzioni pi\u00f9 inattese da fatti che non c\u2019entrano per niente<\/em>\u00bb [VBU] \u2014, dall\u2019altro, come vedremo pi\u00f9 avanti, ha indotto a comportamenti simili anche le \u201cvittime culturali\u201d che essa stessa voleva sacrificare affinch\u00e9 il \u201csol dell\u2019avvenire\u201d socialista potesse sorgere in un cielo senza pi\u00f9 le oscure nubi del passato. Un passato che era, dunque, da ri-strutturare o addirittura, quando troppo ingombrante, da\u00a0 rimuovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte sua, un grande storico cattolico come Gonzague De Reynold (1880-1970), parlando della storia e della sua Svizzera, faceva invece queste riflessioni: \u00ab[&#8230;] <em>che cosa \u00e8 un popolo, che cosa \u00e8 il nostro popolo? Un grande insieme storico, formato pi\u00f9 da morti che da viventi. La storia ci restituisce <\/em>[&#8230;]<em> il senso del sacro, questo senso che abbiamo perduto<\/em> [&#8230;]. <em>Il sacro \u00e8 la presenza di Dio. La presenza di Dio nella storia \u00e8 la Provvidenza. La storia \u00e8 un mistero: da dove viene, dove va? Da dove viene il nostro paese, dove va il nostro paese?<\/em> [&#8230;] <em>La storia ci deve essere insegnata per aiutare il nostro paese ad attraversare i tempi. Un secolo prima di Ges\u00f9 Cristo, il pi\u00f9 illustre oratore della antichit\u00e0 latina, Cicerone, scriveva: \u201c<\/em>I popoli che si disinteressano della loro storia si condannano a essere sempre fanciulli<em>\u201d<\/em>\u00bb [GDR].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli epigoni della scuola di Gramsci (ma non solo essi) hanno espunto dalla nostra storia la presenza di Dio e, in pi\u00f9, vorrebbero condannarci all\u2019eterna fanciullezza. Si deve, allora, cercare di ritrovare \u201cquella\u201d presenza, che per la nostra Italia \u00e8 \u201ctipica\u201d, pi\u00f9 di tanti vini e di tanti formaggi e, con ci\u00f2, tornare finalmente a \u201ccrescere\u201d, per la soddisfazione di Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.), che in fondo \u00e8 di casa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chi come me, pur senza velleit\u00e0 particolari, ma in piacevole e spesso proficua <em>souplesse<\/em>, si muove in questa direzione, \u2014 cio\u00e8 ci \u201cprova\u201d,\u00a0 esercitando la pratica di cogliere nel presente piccoli elementi che aiutino a ricomporre il mosaico di quel \u201csuo\u201d passato che gli autori della <em>Vulgata<\/em> hanno prima de-strutturato e poi ri-strutturato secondo il \u201cloro\u201d progetto \u2014 accade a volte di essere aiutato da felici, se non provvidenziali, combinazioni. Questa volta si sono combinati due viaggi in rapida successione, uno, per un convegno, a Loreto, nelle Marche, l\u2019altro, per ragioni familiari, a S.Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>2. ISOLA DEL GRAN SASSO &#8211; L\u2019OMISSIONE \u2013 IL RISORGIMENTO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/S-Gabriele-Addolorata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-25908\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/S-Gabriele-Addolorata.jpg\" alt=\"S Gabriele Addolorata\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Sulla strada per Loreto, abbiamo fatto tappa nel Santuario di San Gabriele dell\u2019Addolorata (1838-1862), ubicato in una posizione splendida, sotto il Gran Sasso ancora coperto di neve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si arriva qui, guardando la \u201cvecchia\u201d Chiesa e quella \u201cnuova\u201d, l\u2019una vicina all\u2019altra, si percepisce istantaneamente, anche senza malizia polemica, come in cento anni siano stati stravolti i canoni costruttivi dell\u2019architettura religiosa. La percezione sgradevole, poi, si incrementa e spinge ad un giudizio severo quando gli occhi abbracciano anche la tristezza di un telaio in cemento armato\u00a0 \u2014 ma con una copertura che ha vezzose sinuosit\u00e0 da pagoda \u2014 in cui sono costrette ad alloggiare le povere campane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 questo, comunque, che mi riporto da San Gabriele, bens\u00ec qualcos\u2019altro, meno evidente, pi\u00f9 in ombra ma \u2014 almeno per me \u2014 di non poco significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo su un pannello la biografia del santo, rilevo \u2014 da parte degli autori \u2014 un \u201ccomportamento\u201d deprecabile e non infrequente nei confronti della storia: l\u2019omissione, una delle tipologie operative pi\u00f9 utilizzate dai costruttori della <em>Vulgata<\/em>. In questo caso, tale comportamento mi \u00e8 sembrato ancor di pi\u00f9 incomprensibile \u2014 e perci\u00f2 ancor di pi\u00f9 deprecabile \u2014 perch\u00e9 praticato, si potrebbe dire, dalle \u201cvittime\u201d rispetto ai \u201ccarnefici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In dettaglio, si tratta di questo: su due pannelli verticali, viene descritta, via via, la vita del santo, fino ad arrivare ai momenti cruciali della sua esistenza: \u00ab<em>1861 \u2013 25 maggio:<\/em> <em>a Penne (Pescara) riceve gli Ordini Minori preparatori al sacerdozio<\/em> [&#8230;]; <em>1862 \u2013 16 febbraio molto malato scende in chiesa per la comunione <\/em>[&#8230;] [; infine il] <em>27 febbraio <\/em>[&#8230;]<em> muore<\/em>\u00bb. Poi, nella riga successiva, si riporta solo una notizia secca: \u00ab<em>1866: Espulsione dei Passionisti\u00a0 dal convento di Isola<\/em>\u00bb. Senza nient\u2019altro: da <em>chi<\/em> o <em>perch\u00e9<\/em>, non si sa, nemmeno un cenno. Si va avanti, fino alla riesumazione della salma e ai miracoli strepitosi (17-18 ottobre 1892). Subito dopo, per\u00f2, torna la notizia secca: \u00ab<em>1894: I Passionisti tornano <\/em>[sic!] <em>nel loro convento di Isola del Gran Sasso<\/em>\u00bb. Sono passati quasi trent\u2019anni dalla misteriosa espulsione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque: cacciati da casa loro per pi\u00f9 di un quarto di secolo e al pellegrino non si ritiene di dover fornire qualche chiarimento \u2014 foss\u2019anche minimo \u2014 su <em>chi<\/em> avesse cacciato i poveri passionisti dal loro convento sotto il Gran Sasso e sul <em>perch\u00e9<\/em> lo avesse fatto!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scoprire <em>chi<\/em> e <em>perch\u00e9<\/em> oggi \u00e8 molto facile (ma forse non era difficile nemmeno allora&#8230;): non \u00e8 necessario andare in biblioteca e leggere tanti libri, \u00e8 sufficiente una banale ricerca su Internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 cominciare, per esempio, da <em>Cathopedia<\/em>, l&#8217;enciclopedia cattolica \u201cinformatica\u201d, dove\u00a0 \u2014 alla voce \u00ab<em>Provincia Passionista Centro-Est Italia<\/em>\u00bb, al paragrafo 1.2 intitolato \u00ab<em>La soppressione<\/em>\u00bb \u2014 si pu\u00f2 leggere questo: \u00ab<em>La legge di soppressione delle congregazioni religiose, attuata sistematicamente dopo l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia sotto lo scettro dei Savoia, colp\u00ec duramente questa Provincia passionista. Vennero cos\u00ec soppressi i ritiri di Torre San Patrizio (1862), di Morrovalle nel 1864, di Recanati, Isola del Gran Sasso e Giulianova nel 1866 . <\/em>[&#8230;]<em> I religiosi dispersi trovarono ospitalit\u00e0 presso famiglie di benefattori o si stabilirono in altri conventi abbandonati. Cos\u00ec accadde per i religiosi di Isola del Gran Sasso che, in numero di 24, giunsero a Manduria (Taranto) e dopo una sistemazione provvisoria, nel 1881 fondarono un loro ritiro in quella citt\u00e0<\/em>\u00bb [Link-1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi volesse maggiori garanzie rispetto ad una enciclopedia popolare, pu\u00f2 attingere da un sito per i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia (1861-2011), da considerarsi \u201cd.o.c\u201d perch\u00e9 provvisto del \u201cbollino\u201d del Ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca e del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali. In esso, il capitolo \u00ab<em>La nuova Italia e la Chiesa <\/em>cattolica<em> &#8211; La legislazione antiecclesiastica<\/em>\u00bb comincia cos\u00ec : \u00ab<em>Con la legge 7 luglio 1866 il nuovo Stato italiano prendeva misure radicali nei confronti degli enti religiosi cattolici presenti nel Regno e del loro patrimonio. La legge in questione disponeva infatti la soppressione di ordini, corporazioni e congregazioni religiose \u201ci quali importino vita comune ed abbiano carattere ecclesiastico\u201d<\/em>\u00bb [Link-2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava delle cosiddette leggi eversive (l\u2019altra sar\u00e0 del 15 agosto 1867), che \u2014 per rimanere nei mezzi di informazione informatici di pi\u00f9 facile accesso e utilizzazione \u2014 in <em>Wikipedia<\/em>, l\u2019enciclopedia popolare pi\u00f9 diffusa \u201cin rete\u201d, alla voce \u00ab<em>Leggi Siccardi<\/em> [(1802-1857)]\u00bb, vengono introdotte in questo modo: \u00ab<em>Con l&#8217;avvento del Regno d&#8217;Italia, avvenuto nel 1861, e le difficolt\u00e0 di bilancio provocate dalla seconda e terza guerra di indipendenza, il Governo adott\u00f2 nei confronti della Chiesa una politica limitativa, in particolare rispetto agli enti ecclesiastici tramite le cosiddette <\/em>Leggi eversive\u00bb [Link-3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto molto chiaro e facilmente acquisibile, dunque, dando soltanto qualche minima indicazione di percorso. Che, per\u00f2, nel nostro caso si ritiene di omettere. Eppure, se Dio vuole, oggi, non solo \u00e8 facile farlo, ma non si dovrebbero nemmeno correre rischi a raccontare la storia nella sua interezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O, magari, si corrono, anche se meno evidenti: per esempio, quelli dell\u2019incomprensione \u2014 con la possibile \u201cfatica\u201d conseguente del dover spiegare \u2014 o, forse soprattutto, quelli della taccia del \u201cpoliticamente scorretto\u201d, ci\u00f2 che potrebbe generare frizioni e tensioni \u2014 e, quindi, successivi \u201cfastidi\u201d \u2014 con il potere non solo culturale vigente&#8230; Pertanto, a nessuno, men che meno al pellegrino, vanno messe pulci nelle orecchie e creati problemi di storia: il mito del Risorgimento va salvato cos\u00ec come \u00e8 stato \u201ccostruito\u201d e studiato a scuola, anche a costo di \u201comettere\u201d un\u2019informazione fondamentale per conoscere la verit\u00e0 dei fatti, ma anche pericolosa, perch\u00e9 da essa potrebbe dedursi l\u2019odio per la religione e la Chiesa cattolica che lo ha animato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chi ritenesse questo giudizio eccessivo, offro le citazioni che seguono, brevi ma \u201ccorpose\u201d ed esaurienti, relative ai tre \u201cmotori\u201d risorgimentali: l\u2019ideologo \u201cseminatore\u201d, Giuseppe Mazzini (1805-1872); la mente politica, Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861); e, infine, il braccio armato, Giuseppe Garibaldi (1807-1882).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comincio con Mazzini, l\u2019 ideologo \u201cseminatore\u201d, limitandomi solo alla sua descrizione lapidaria del rapporto che intratteneva con la nostra religione: \u00ab<em>Noi non siamo cristiani <\/em>\u2014 afferma senza perifrasi \u2014<em>perch\u00e9 non crediamo pi\u00f9 <\/em>[&#8230;] <em>alla divinit\u00e0 eccezionale di Cristo, n\u00e9 alla caduta, n\u00e9 alla redenzione per i soli meriti di Cristo, n\u00e9 alla resurrezione\u00a0 al cielo cristian<\/em>o\u00bb [FPA-1]. E ancora: \u00ab<em>Il vostro dogma umanizza Dio: il nostro tende a divinizzare lentamente, progressivamente, l&#8217;uomo<\/em>\u00bb [FPA-2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguo con Cavour, la \u201cmente\u201d. Egli, fin dalla sua prima partecipazione governativa, nel 1850, e poi come presidente del consiglio di un governo di coalizione \u2014 formato nel 1852 alleandosi al \u201ccentro- sinistro\u201d di Urbano Rattazzi (1808-1873) \u2014 si \u00e8 esercitato nella pratica prima legislativa e poi esecutiva di azioni malvagie tese a raggiungere agevolmente il suo obbiettivo: \u201crubare\u201d alla Chiesa di Roma per risanare le finanze piemontesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come racconta lo scrittore cattolico irlandese Patrick O\u2019Clery (1849-1913) nel suo bel libro <em>La rivoluzione italiana<\/em>,\u00a0 <em>\u00abIl 10 marzo 1854 <\/em>[\u2014 quindi ben prima dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia \u2014] <em>i beni del seminario vescovile venivano confiscati e, nell\u2019agosto, i Canonici lateranensi e della Santa Croce furono espulsi dalle loro case nella capitale <\/em>[Torino]<em>. Nel novembre Rattazzi, come ministro dell\u2019Interno, present\u00f2 alla Camera dei deputati una legge per la soppressione di tutti i conventi e monasteri negli Stati piemontesi, nonch\u00e9 per il sequestro delle loro propriet\u00e0, adducendo apertamente ragioni finanziarie per motivare questo furto colossale. Quando la legge fu portata al Senato, nell\u2019aprile successivo, i vescovi offrirono al Tesoro una somma equivalente a 900.000 franchi, purch\u00e9 quella legge fosse ritirata. Il governo per\u00f2, mettendo da parete qualsiasi considerazione finanziaria, era ormai determinato a sopprimere gli Ordini religiosi. L\u2019offerta dei vescovi venne respinta, la legge fu imposta al Parlamento e divenne esecutiva il 25 maggio 1855\u00bb <\/em>[PKC].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo con Garibaldi, il \u201cbraccio\u201d. Anche per lui \u00e8 sufficiente una citazione epigrafica. Con il \u201cgarbo\u201d che gli \u00e8 proprio, l\u2019 \u201c<em>eroe dei due mondi<\/em>\u201d individuava il nemico principale contro il progresso illimitato dell\u2019umanit\u00e0 \u2014 che era la sua grande certezza \u2014 nella Chiesa cattolica, la quale, a sua volta, era rappresentata \u201cmirabilmente\u201d dalla figura del prete \u00ab[&#8230;] <em>la pi\u00f9 nociva di tutte le creature, perch\u00e9 egli pi\u00f9 di nessun altro \u00e8 un ostacolo al progresso umano alla fratellanza degli uomini e dei popoli\u00bb <\/em>[FPA-3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse qualcuno nel santuario di San Gabriele dovrebbe tener conto di tutto ci\u00f2. La memoria di questo straordinario giovanissimo santo, il santo dei miracoli, avrebbe meritato una maggiore attenzione. M<a>a, volendo, c\u2019\u00e8 sempre tempo&#8230;<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>3. LORETO &#8211; LA MANOMISSIONE \u2013 LE INVASIONI NAPOLEONICHE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Loreto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-25909\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Loreto.jpg\" alt=\"Loreto\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>A Loreto ero stato molte volte, senza per\u00f2 mai notare un particolare che descrive, in modo simbolico ma perfettamente, un altro non inconsueto \u201ccomportamento\u201d verso la storia: la \u201cmanomissione\u201d dei fatti, per cancellarne l\u2019identit\u00e0 originaria (in fondo, la verit\u00e0) e per farli apparire conformi alla <em>Vulgata<\/em>. Debbo la \u201cscoperta\u201d \u2014 che, vista dall\u2019esterno, pu\u00f2 essere anche la misura della mia \u201cignoranza\u201d o della mia declinante memoria \u2014 a Paolo B., un amico innamorato della sua citt\u00e0, ma soprattutto della sua Patrona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di questo. L\u2019intero Palazzo Apostolico \u2014 che con l\u2019eleganza delle sue doppie arcate chiude a nord e a ovest la piazza della Madonna (cio\u00e8, guardando la piazza con le spalle al santuario, alla sua destra e di fronte) \u2014 \u00e8 impreziosito per tutta la sua lunghezza da un fregio della trabeazione in stile dorico con \u00ab[&#8230;] <em>una ricca serie di metope \u2014 lastre quadrate ornate con bassorilievi \u2014 tra triglifi, costituiti da tre scanalature verticali<\/em>\u00bb [MOSA,\u00a0 pp.36-37].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, nel 1797, il messaggio originario scolpito in queste metope proditoriamente mut\u00f2. Il 13 febbraio, l\u2019esercito francese di Napoleone Bonaparte (1769-1821), raggiunse Loreto, occupandola, e \u00ab[&#8230;], <em>presente lo stesso Bonaparte, spogli\u00f2 il celebre Tesoro del santuario, considerato il pi\u00f9 ricco d&#8217;Europa, non risparmiando<\/em> [<em>\u2014 <\/em>come vedremo <em>\u2014<\/em>]<em> neppure la statua lignea della Madonna, venerata in Santa Casa<\/em>\u00bb [<em>ibid.<\/em>, p.37]. E se queste ruberie \u201cricche\u201d sono un \u201cfrancesismo\u201d da tutti riconosciuto (anche se spesso sottovalutato) [cfr. MAL], meno evidente \u00e8 un comportamento altrettanto classico dei napoleonici e comunque dei figli della Rivoluzione francese: le azioni vandaliche contro elementi e simboli religiosi, che denotano uno scientifico odio contro la Chiesa e contro Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Palazzo Apostolico <em>\u2014 <\/em>questo capolavoro dell\u2019architettura cinquecentesca\u00a0 voluto da papa Giulio II (1443-1513)\u00a0 \u00ab[&#8230;] <em>per ospitare comodamente il governatore e il clero a servizio del Santuario<\/em>\u00bb [MOSA, p.9]\u00a0 e affidato inizialmente all\u2019architetto Donato Bramante (1444-1514) <em>\u2014 <\/em>aveva, per\u00f2, per Napoleone un difetto intollerabile: in quelle lastre ornate con bassorilievi c\u2019erano, tra questi, gli stemmi papali e le chiavi pontificie decussate, a guisa, cio\u00e8, della Croce di S.Andrea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, nel 1798, <em>\u2014 <\/em>ma \u00e8 solo uno dei tanti \u00ab[&#8230;] <em>penosi segni di barbarie<\/em>\u00bb [<em>ibid.<\/em>, p.37] lasciati <em>\u2014 <\/em>ordina di scalpellarli per renderli incomprensibili. Anzi, si \u201cdiverte\u201d a ribaltarne il significato: le chiavi mutilate vengono, infatti, \u00ab[&#8230;] <em>trasformate in una specie di cannoni, in sfregio dell&#8217;autorit\u00e0 papale<\/em>\u00bb [<em>ibidem<\/em>]; immaginando, presumo, con piacere perfido, che in futuro potessero fungere da pro-memoria e magari essere assunte come un simbolo che meglio potesse rappresentarlo. Con me, da oggi, c\u2019\u00e8 riuscito perfettamente, ma forse non nel senso da lui sperato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Loreto era soprattutto un forziere da rapinare. Quell\u2019oro, impastato di preghiere e di grazie, che la fede del buon popolo di Dio aveva cumulato nei secoli ai piedi di Maria, costituiva l\u2019oggetto dei desideri di quei \u201claici\u201d che tanto odiavano la Chiesa e Dio. Come scrive lo storico Sandro Petrucci,\u00a0 \u00ab<em>il tesoro della S. Casa di Loreto<\/em> [&#8230;], <em>per i pensatori illuministi,<\/em> [&#8230;] <em>divenne un esempio di come tanto oro ed argento fosse tenuto improduttivo solo per quella che consideravano un&#8217;incomprensibile superstizione religiosa. Anche per questo sarebbe stato un bel bottino da strappare alla Chiesa<\/em>\u00bb [SPE].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, in fondo, si incontra una manomissione nell\u2019interpretazione della storia non simbolica come le chiavi decussate diventate cannoni, ma sostanziale: esse consiste nel leggere tutto l\u2019accaduto in chiave \u201ceconomica\u201d, da un lato come consueto bottino di guerra del soldato, dall\u2019altro come \u201crimborso spese\u201d dovuto, giacch\u00e9 il <em>deficit<\/em> della Repubblica si era prodotto soprattutto a causa delle guerre intraprese a nostro beneficio per esportarci i frutti della Rivoluzione, la libert\u00e0, la fraternit\u00e0 e l\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si nasconde cos\u00ec il suo vero orientamento, che \u00ab<em>sin dagli inizi <\/em>[&#8230;] [fu] <em>chiaramente <\/em>[&#8230;] <em>anti-cristiano,<\/em> [&#8230;] <em>perseguendo<\/em> [via via, in un crescendo dilagante,] <em>una terribile politica di decristianizzazione e di distruzione della presenza religiosa nella societ\u00e0<\/em>\u00bb [MTA].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Loreto \u2014 ma, ovunque arrivarono, il loro comportamento fu il medesimo \u2014 i \u201cdiffusori\u201d di questa Rivoluzione non si limitarono a depredare i \u201cbeni\u201d ma colpirono anche i simboli religiosi pi\u00f9 cari alla popolazione \u201cliberata\u201d. Non si limitarono, cio\u00e8, a rubare il Tesoro della Santa Casa \u2014 o almeno tutto quello che di esso poterono trovare, perch\u00e9 una parte era stata prudentemente nascosta a Roma \u2014 ma portarono via, il 17 febbraio 1797, la statua stessa della Madonna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel giorno, presente lo stesso Napoleone, \u00ab<em>i<\/em> [suoi] <em>soldati afferrano la Madonna nera e la mettono con altri oggetti sopra un carro con destinazione Parigi<\/em>\u00bb [PLG]. Forse per darle una lezione, visto che solo una settimana prima, ad Ancona era impallidito di fronte alla Madonna della cattedrale di S. Ciriaco che aveva avuto l\u2019ardire di muovere le palpebre anche davanti a lui\u2026 [cfr. VME-RCA].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, per\u00f2, scoppia l\u2019insorgenza del popolo marchigiano contro l\u2019invasore rivoluzionario e si alza potente il grido di \u201c<em>Viva Maria!<\/em>\u201d&#8230; In quell\u2019anno, insorgono quasi tutti i popoli italiani, dal Tirolo alla Calabria. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia, che, purtroppo, non si studia a scuola e perci\u00f2 pochi conoscono, sebbene abbia prodotto oltre 60.000 morti contro i circa 5.000 del Risorgimento&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero un\u2019altra storia quella dell\u2019Insorgenza, la cui \u201criscoperta\u201d per\u00f2 \u2014 per dirla con Oscar Sanguinetti, uno degli studiosi pi\u00f9 attenti del fenomeno \u2014 da un lato rappresenta \u00ab[&#8230;] <em>un dovere morale, soprattutto per lo storico cristiano, che<\/em> [&#8230;] <em>nei confronti degli antenati<\/em> [\u2026] <em>\u00e8 tenuto a praticare<\/em> in primis <em>l&#8217;esercizio della<\/em> pietas <em>verso di loro<\/em>, <em>dei valori da loro \u201dindossati\u201d e delle loro scelte,<\/em> [&#8230;]\u00a0 [dall\u2019altro si configura come] <em>un passaggio obbligato se si vuole finalmente affrontare correttamente il problema dell&#8217;identit\u00e0 nazionale e approdare a una visione non pi\u00f9 conflittuale, ma condivisa della memoria nazionale<\/em>\u00bb [OSA].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Madonna nera trafugata fu messa in deposito, in un locale del Museo del Louvre e conservata \u00ab[&#8230;] <em>quale emblema di ignoranza e superstizione <\/em>[classificata asetticamente e \u201claicamente\u201d come] [&#8230;]<em> \u201cstatua di legno orientale di scuola egiziogiudaica\u201d<\/em>\u00bb [PLG].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rest\u00f2 a Parigi fino al 9 dicembre 1802, quando \u2014 magari per la sonorit\u00e0 degli echi dei \u201c<em>Viva Maria<\/em>!\u201d \u2014 fu \u201crilasciata\u201d e restituita a papa Pio VII (1800-1823), perch\u00e9 potesse finalmente riportarla nella sua Santa Casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno dopo \u2014 forse facendo scorrere il film della sua vita e riflettendo sulle sue sofferenze e su quelle di Maria per mano di Napoleone e dei rivoluzionari francesi \u2014 lo stesso pontefice \u201cpromosse\u201d l&#8217;Addolorata a figura della Chiesa in epoca di Rivoluzione, come sottoline\u00f2 il beato Giovanni Paolo II (1978-2005) in occasione del messaggio per il bicentenario della sua elezione al soglio pontificio, quando disse: \u00ab[&#8230;] <em>Il 15 settembre<\/em> [ricorre la], <em>memoria liturgica della Madonna Addolorata che, il 18 settembre 1814,<\/em> [&#8230;] [Papa Pio VII] <em>volle estendere a tutta la Chiesa, in ricordo dei dolori da cui la Chiesa fu afflitta nell&#8217;et\u00e0 della Rivoluzione francese e della dominazione napoleonica<\/em>.\u00a0 [&#8230;]\u00a0 <em>Nei momenti burrascosi del pontificato, era proprio Lei, la Vergine Santa, il suo sostegno nell\u2019incrollabile certezza che i diritti di Dio e della Chiesa avrebbero finito per trionfare<\/em>\u00bb [GPII].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Loreto, dopo l\u2019Annunciazione, potrebbe tornare alla memoria anche la <em>Via Matris<\/em>, il suo <em>Fiat<\/em> ripetuto e perpetuato nella storia per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4. S.GIOVANNI ROTONDO \u2013 LE OMBRE \u201cCOLORATE\u201d \u2013 IL COMUNISMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/S-Giovanni-Rotondo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-25910\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/S-Giovanni-Rotondo.jpg\" alt=\"S Giovanni Rotondo\" width=\"250\" height=\"185\" \/><\/a>Andare a trovare san Pio (1887-1968) la settimana successiva alla visita a san Gabriele potrebbe essere letto \u2014 se non ci fossero motivi pi\u00f9 profondi \u2014 come un \u201cragionato\u201d percorso sul filo dell\u2019architettura e dell\u2019arte moderna cattoliche.In questa prospettiva, senza impelagarmi in giudizi\u00a0 artistici che non mi competono, non posso per\u00f2 non trasmettere qualche impressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 mia: quando, superata la basculante, mi sono ritrovato nell\u2019area (o aula) liturgica \u2014 oggi si dice cos\u00ec \u2014 ho provato la stessa \u201ctensione spirituale\u201d che si prova entrando nel <em>terminal<\/em> dell\u2019aeroporto di Osaka, in Giappone. La seconda \u00e8 del mio nipote pi\u00f9 piccolo, di quattro anni, a cui, mentre attraversavamo la spianata in cemento armato, avevo spiegato che quello sconfinato spiazzo grigio serviva per le grandi messe all\u2019esterno; ebbene, entrando nell\u2019area liturgica suddetta, con molta seriet\u00e0 lui mi ha chiesto: \u201c<em>nonno, ma la chiesa \u00e8 qui o fuori?<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, siccome Dio \u00e8 dappertutto, anche a Osaka e sui desolati spiazzi grigi, me ne sono fatto rapidamente una ragione, avendo peraltro deciso di non meravigliarmi pi\u00f9. Chiedendomi, se mai, quanto ci fosse anche di mio, come peccatore del XX secolo, in questo degrado formale&#8230;\u00a0 E riflettendo, infine, come a noi spetti solo coltivare la speranza e pregare che il vero, il buono e il bello tornino a riabbracciarsi. Al resto, ci penser\u00e0 Lui, quando e come riterr\u00e0 opportuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, all\u2019interno \u2014 anche nella cripta \u2014, ho scoperto una caratteristica non formale ma sostanziale che mi ha infastidito moltissimo e che dovrebbe \u2014 questa s\u00ec \u2014 farci arrossire (il farci \u00e8 evidentemente molto esteso&#8230;): ero entrato nell\u2019unica chiesa al mondo \u201cprogettata\u201d\u00a0 \u2014 almeno presumo \u2014 per impedire ai fedeli di inginocchiarsi! E qui, non \u00e8 pi\u00f9 un problema estetico, ma viene leso un diritto fondamentale, dei fedeli e di Dio, soprattutto di Dio.\u00a0 \u00ab[&#8230;]<em> Il gesto pi\u00f9 espressivo dell\u2019adorazione <\/em>\u2014 come scrive don Nicola Bux \u2014<em> \u00e8 <\/em>l\u2019inginocchiarsi, <em>il prostrarsi e l\u2019inchinarsi profondamente quasi a dire \u201cTu sei il Dio grande, mentre io non sono un nulla!<\/em>\u00bb[NBU].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse per l\u2019orgoglio di molti architetti moderni questo \u201cdire\u201d \u00e8 troppo, soprattutto se credono poco in Lui e di Lui sanno ancora meno: \u00ab<em>Il Signore ha pregato in ginocchio <\/em>(Luca 22,41),<em> cos\u00ec gli apostoli Pietro <\/em>(Atti degli Apostoli 9,40)<em> e Paolo <\/em>(Atti degli Apostoli 20,36)<em> e il martire Stefano <\/em>(Atti degli Apostoli 7,60).<em> Tutta la creazione piega le ginocchia nel nome di Ges\u00f9 <\/em>(cfr. Filippesi 2,10)<em> segno della signoria di Dio sul mondo\u00bb<\/em> (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 posto, anche da san Pio, per\u00f2, porto via con me qualcos\u2019altro, che ha relazione con il racconto della storia falsato per armonizzarlo con l\u2019intangibile <em>Vulgata<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per raggiungere la cripta con l\u2019urna del corpo di san Pio, ci incamminiamo nel lungo corridoio di accesso, tra l\u2019oro luccicante e i colori dei mosaici, ma con poca \u201cgioia\u201d e con una certa inquietudine, guardati come eravamo da quegli occhi enormi e sbarrati \u2014 che sembrano per\u00f2 <em>non<\/em> vedere\u00a0 \u2014\u00a0 dei personaggi che l\u2019artista, il gesuita sloveno padre Marko Ivan Rupnik, ha rappresentato sulle pareti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordavo un articolo di Antonio Socci di due anni fa, intitolato \u00ab<em>Uno sfregio a Padre Pio<\/em>\u00bb, in cui si stigmatizzava l\u2019immagine con cui l\u2019autore dei mosaici aveva ritenuto di descrivere padre Pio in atto benedicente verso gli \u201cuomini di cultura\u201d, una immagine che, in pi\u00f9, confliggeva in modo stridente con quella in cui lo stesso aveva immaginato di \u201craccontare\u201d la visita in bilocazione di san Pio al servo di Dio cardinale J\u00f3zsef Mindszenty (1892-1975), mentre questo era tenuto in prigione nelle carceri comuniste ungheresi\u00a0 [cfr. ASO-1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra prospettiva, lo sfregio alla memoria di padre Pio \u00e8 uno sfregio anche alla storia. Potremmo individuare questa tecnica di contraffazione come quella delle\u00a0 \u201combre colorate\u201d. Si raccontano i fatti, ma in modo che l\u2019oro e i colori della descrizione nascondano la loro sostanza oscura e appaghino i sensi senza interessare la curiosit\u00e0 intellettuale. La ricchezza cromatica del \u201cracconto\u201d non fa fare domande, \u00e8 di suo appagante. Per\u00f2&#8230; per\u00f2, come diceva lo scrittore Honor\u00e9 de Balzac (1799-1850), <em>\u00abNon toccar con mano gli idoli<\/em> <em>perch\u00e9 la doratura scompare\u00bb<\/em> [WLE].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo della cultura benedetto da padre Pio \u00e8 descritto da Rupnik attraverso tre personaggi, un signore che porta la \u201cpizza\u201d di un film, un altro che stringe due libri (su quello pi\u00f9 esterno si intuisce il titolo\u00a0 <em>Scientia<\/em>) e infine una signora che in mano ha una copia dell\u2019<em>Unit\u00e0<\/em> \u2014 l\u2019allora organo del Partito comunista italiano, il giornale fondato da Gramsci e diretto per tanti anni da Palmiro Togliatti (1893-1964).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una descrizione a suo modo veritiera delle condizioni della nostra cultura, condizioni costruite pazientemente giorno dopo giorno \u2014 a partire almeno dalla svolta di Salerno del 1944 \u2014 proprio sulla base delle indicazioni procedurali di Gramsci: in grande sintesi, nelle nazioni cattoliche: comunismo al potere non secondo procedura \u201cclassica\u201d \u2014 prima lo Stato, poi la Societ\u00e0 \u2014, bens\u00ec con procedura \u201cpersonalizzata\u201d: al contrario, prima la Societ\u00e0 e solo infine lo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mani stigmatizzate di padre Pio che si stendono a benedire il gruppo inducono nel pellegrino in buona fede e mediamente informato una sensazione, a dir poco, sgradevole. Tale sgradevolezza fu denunciata da Socci nell\u2019articolo citato, in cui riport\u00f2 anche la didascalia esplicativa del mosaico: \u00ab<em>Padre Pio benedice le donne e gli uomini di cultura. Il padre spirituale sa accogliere senza pregiudizi tutti quelli che a lui si rivolgono<\/em>\u00bb [ASO-1]. Senza pregiudizi ma, a guardarlo, parrebbe anche senza necessit\u00e0 di conversione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il portavoce dei frati cappuccini, Stefano Campanella, in una lettera di chiarimento, afferm\u00f2 come l\u2019intenzione dell\u2019autore fosse invece quella di descrivere le tante conversioni generate da Padre Pio nel mondo della cultura (e l\u2019\u201cicona\u201d di tale conversioni sarebbe stata proprio la signora con <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, l\u2019attivista comunista convertita Italia Nahir Betti [1900-1950]), concludendo che non si tratta \u00ab[&#8230;] <em>di una celebrazione o una benedizione del comunismo, bens\u00ec l\u2019esatto contrario: il mosaico celebra la vittoria della fede su un\u2019ideologia materialista e anticlericale, mentre la benedizione di padre Pio \u00e8 riservata a quegli uomini e donne che hanno abiurato la via del rifiuto di Dio e che hanno trovato la fede, senza pregiudizi sul loro passato<\/em>\u00bb [ACE].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso portavoce \u2014 concessa a Socci la giustezza del rilievo sulla equivocit\u00e0 e sulla torbidezza\u00a0 della didascalia descrittiva \u2014 si impegn\u00f2 a modificarla. Nella mia visita ho preso atto della nuova lapide: padre Pio \u00e8 diventato santo e nella didascalia esplicativa sono state aggiunte queste parole: \u00ab<em>per orientarli alla conversione<\/em>\u00bb. Sar\u00f2 incontentabile, ma la sensazione sgradevole di partecipare ancora ad un infelice matrimonio tra l\u2019<em>inferiority complex<\/em> e la <em>captatio benevolentiae <\/em>\u2014 questo sfavillio linguistico \u00e9 cercato per adeguarsi alla brillantezza aurea del luogo \u2014 permane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E si incrementa non poco davanti al mosaico che rappresenta padre Pio che, in bilocazione, serve messa al cardinale Mindszenty, in carcere nell\u2019Ungheria comunista. Dell\u2019episodio ha pi\u00f9 compiutamente parlato lo stesso Socci nel suo libro dedicato al santo di Pietrelcina [cfr. ASO-2]. Anche in questo caso, per chi conosce la storia dell\u2019 \u00ab<em>indomito primate<\/em>\u00bb [MCA] e ha sofferto per i carri armati di Budapest che hanno segnato la nostra giovent\u00f9, il mosaico appare completamente inespressivo rispetto al dramma che vorrebbe rappresentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui, come altrove, non si dice <em>chi<\/em> e <em>perch\u00e9<\/em>. Le sbarre indicano una condizione di prigionia, ma non c\u2019\u00e8 traccia del carceriere (il comunismo) e dei motivi della detenzione (l\u2019essere cattolico). Come scrive Socci: \u00ab<em>La didascalia recita: \u201cSan Pio porta il pane e il vino al cardinal Mindszenty prigioniero\u201d. Prigioniero di chi? Dell\u2019anonima sequestri? No. Il primate fu incarcerato dal regime comunista ungherese, ma ovviamente l\u00ec non c\u2019\u00e8 scritto. E ben pochi pellegrini lo ricordano\u00bb<\/em>[ASO-2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso ho preso atto della nuova lapide: padre Pio \u00e8 diventato santo e la didascalia esplicativa recita cos\u00ec: \u00ab<em>Bilocazione di S.Pio al cardinale Mindszenty nel 1956. Anticipazione dell\u2019ottavo giorno, giorno in cui il corpo si \u00e8 sciolto dal legame di tempo e spazio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Qui, se mai fosse stato possibile, la descrizione \u00e8 addirittura peggiorata, diventando criptica e ancor pi\u00f9 reticente, essendo scomparso qualsiasi cenno alla condizione di prigionia del cardinale.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, lo sfregio non solo \u00e8 al cardinale ma \u00e8 anche allo storia. Quando il 4 novembre di quell\u2019orribile 1956 i carri armati sovietici entrarono a Budapest \u2014 al termine della normalizzazione comunista i morti furono pi\u00f9 di duemila \u2014, il giornale su cui, nell\u2019altro mosaico, parrebbe scendere la benedizione di padre Pio, il giorno dopo usc\u00ec con questo titolo a nove colonne, in prima pagina, che d\u00e0 la \u201csua\u201d misura: \u00ab<em>Le truppe sovietiche intervengono in Ungheria per porre fine all\u2019anarchia e al terrore bianco<\/em>\u00bb [UNI].<\/p>\n<p>Eppure come fossero state le prigioni del cardinale Mindszenty, lo aveva raccontato lui stesso nel suo bellissimo libro intitolato semplicemente <em>Memorie<\/em>, in particolare nei due paragrafi specifici <em>Vita religiosa in carcere<\/em> e <em>L\u2019abisso della prigione<\/em>, che riporter\u00f2 ampiamente per un atto di giustizia nei confronti di questo esemplare servo di Dio: \u00ab[&#8230;] <em>quando i comunisti ungheresi ebbero ben saldo nelle mani il potere, nelle prigioni anche la religione venne condannata a morte. Chiusero le cappelle o le trasformarono in celle. I cappellani delle carceri vennero licenziati. I prigionieri non poterono pi\u00f9 assistere alla santa Messa. Nessun prete pot\u00e9 pi\u00f9 portare loro il viatico rinunciare a ogni conforto spirituale. <\/em>[&#8230;] <em>Recitare il rosario contando con le dita \u00e8 un&#8217;abitudine in vigore dappertutto; i prigionieri pregano cos\u00ec dalla cortina di ferro fino a Norilsk.<\/em> [&#8230;] <em>Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi che mi procurassero difficolt\u00e0 anche a proposito del precetto dell&#8217;astinenza del venerd\u00ec. In quel giorno portavano immancabilmente carne, mentre la facevano mancare alla domenica e addirittura a Natale. Com&#8217;\u00e8 ovvio, stando al precetto della Chiesa, un carcerato pu\u00f2 mangiare carne anche il venerd\u00ec, perch\u00e9 non ha scelta. Ci\u00f2 nonostante io non la toccavo e la guardia riferiva la cosa in alto<\/em>.[&#8230;] <em>Nessuno sapr\u00e0 mai quanti individui abbiano perso la ragione in via Andrassy, in via Mark\u00f3 o in altre prigioni.<\/em> [&#8230;] <em>Per sei mesi nel mio diario ho segnato in latino, in una apposita rubrica, le bastonature e gli attacchi maniaci furiosi che si verificavano nel mio ambiente. Segnavo con precisione il giorno, l&#8217;ora e la durata e rimasi esterrefatto nel constatare la frequenza di quegli attacchi.<\/em> [&#8230;] <em>quando trovavano conveniente ai propri interessi mettere uno nella tentazione di suicidarsi, non avevano scrupoli a fornirgli gli oggetti di cui egli aveva bisogno a quello scopo<\/em>\u00bb [&#8230;]; \u00a0[con una notazione mirabile:] \u00ab<em>Chi langue e soffre nelle carceri comuniste perch\u00e9 avversario del regime ha perlomeno la soddisfazione che la sua lotta \u00e8 giustificata. Quanto terribile deve invece essere lo stato d&#8217;animo di coloro che si sono sforzati per decenni di portare alla vittoria questo \u201cnuovo mondo\u201d e poi sono caduti in disgrazia e sono stati accusati, come \u00e8 successo tanto spesso sotto Stalin!<\/em>\u00bb [JMI].<\/p>\n<p>Ecco, di tutto questo, nella rappresentazione musiva, non c\u2019\u00e8, non dico una evidenza, ma nemmeno una minima indicazione di percorso per i pi\u00f9 volenterosi che volessero percepire qualcosa in pi\u00f9 sul <em>chi<\/em>, sul <em>perch\u00e9<\/em> e sul <em>come<\/em>.<\/p>\n<p>Oggi, l\u2019Ungheria \u00e8 minacciata dall\u2019 \u201cEuropa\u201d \u2014 quella che piace tanto ai nostri governanti \u2014 perch\u00e9 ha osato reintrodurre re santo Stefano e la Sacra Corona nella sua Costituzione e ha fatto scelte \u201corganizzative\u201d confliggenti con \u00ab[\u2026] <em>il progetto eurocratico<\/em> [che] <em>\u00e8 un progetto tecnocratico ma, come forse non \u00e8 del tutto noto, non esistono tecnocrati neutri.<\/em>\u00a0<em>L&#8217;ideologia della tecnocrazia \u00e8 il democratismo universale<\/em> [\u2026] <em>quella democrazia che livella e appiattisce invece che rispettare le gerarchie sociali e di valore ed elevare il popolo, rispettandone la volont\u00e0, la cultura e l&#8217;identit\u00e0 storica<\/em>\u00bb [OSA].<\/p>\n<p>Ma forse ancora pi\u00f9 grave \u00e8 stato considerato l\u2019ardire di aprire qualche finestra e gettare un po\u2019 di luce sul suo recente passato, attraverso \u00ab[\u2026] <em>la costituzione del \u201cComitato della Memoria Nazionale\u201d <\/em>[con la possibilit\u00e0] [\u2026] <em>che i detentori del potere durante gli anni della dittatura siano giudicati <\/em>[\u2026]<em> come personaggi pubblici, nell\u2019interesse della realistica indagine sul passato <\/em>[\u2026] [e con] <em>\u00a0la possibilit\u00e0 <\/em>[ulteriore] <em>di poter ridurre gli elevati benefici e vitalizi di alcuni leader della dittatura e rendere non applicabile la prescrizione per quanto riguarda l\u2019imputabilit\u00e0 di gravi crimini commessi durante il periodo della dittatura comunista nel nome, nell\u2019interesse, o con il consenso dello Stato dittatoriale<\/em>\u00bb [ACA].<\/p>\n<p>Un ardire, a questo punto, insopportabile e meritevole di una severa lezione, tenuto anche conto di quanto la nazione magiara aveva <em>gi\u00e0<\/em> \u201cosato\u201d in passato, allorch\u00e9 decise di realizzare il <em>Museo della Casa del terrore<\/em> (<em>Terror H\u00e1za M\u00fazeum<\/em>) nel famigerato palazzo di via Andr\u00e1ssy n.60, questo straordinario simbolo del 1900 quale \u00ab<em>secolo del male<\/em>\u00bb [ABE], perch\u00e9 sede \u2014 in continuit\u00e0, quasi si fossero passate le chiavi \u2014 delle polizie politiche \u2014 e dei loro feroci interrogatori e delle loro torture nelle angosciose celle sotterranee \u2014 <em>prima<\/em> del nazionalsocialismo, <em>poi<\/em> del socialcomunismo.<\/p>\n<p>Se a San Giovanni Rotondo si volesse riparare, si potrebbe cominciare ad aggiungere il <em>link<\/em> ufficiale del Museo, per invogliare i pellegrini a\u00a0 visitarlo almeno su internet: &lt;<a href=\"http:\/\/www.terrorhaza.hu\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.terrorhaza.hu\/<\/a>&gt;. Per poi, se mai, far nascere in qualcuno di loro il desiderio di organizzarsi un viaggio a Budapest e magari da l\u00ec, uscito dal Museo, raggiungere Esztergom, dove l\u2019\u00ab<em>indomito primate<\/em>\u00bb fu riportato nel 1991, due anni dopo la rimozione\u00a0 del Muro di Berlino [cfr. GVE-2].<\/p>\n<p>Il cardinale Mindszenty, ora servo di Dio,\u00a0 sarebbe molto felice \u2014 ne sono certo\u00a0 \u2014 di esaudire le nostre preghiere, s<a>oprattutto quelle per l\u2019Europa.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>5. RITORNO A LORETO &#8211; LA STORIA INUTILMENTE \u201cRICORDATA\u201d<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Madonna_Loreto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-25911 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Madonna_Loreto.jpg\" alt=\"Madonna_Loreto\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Madonna_Loreto.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Madonna_Loreto-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Nei tre giorni di permanenza a Loreto, approfittando del fatto di essere ospitati a due passi dal santuario, siamo entrati pi\u00f9 volte per far visita alla Madonna nera e appoggiarci ai muri della Santa Casa.<\/p>\n<p>L\u2019occasione \u00e8 stata molto utile, per\u00f2, anche per verificare di persona una sensazione che si era a mano a mano irrobustita chiedendo a tanti e diversi pellegrini l\u2019itinerario dettagliato della loro visita a Loreto e che era relativa all\u2019ignoranza \u2014 e quindi al disinteresse \u2014 per alcune pagine di buona storia cattolica dipinte e \u201csolidificate\u201d dentro il Santuario, in particolare agli ingressi della Santa Casa e nella Cappella Polacca. Dunque: \u201cqualcuno\u201d aveva fatto \u201cqualcosa\u201d per ricordare alcune pagine di nostra buona storia e \u201cnessuno\u201d faceva \u201cniente\u201d per renderne edotti i fedeli.<\/p>\n<p>L\u2019impegno dei \u201cqualcuno\u201d risultava tristemente dimenticato e quindi inutile.<\/p>\n<p>Comincio con la pagina di storia \u201csolidificata\u201d. Di ritorno dalla battaglia di Lepanto (1571), il comandante della flotta papale, il principe Marcantonio Colonna (1535-1584), appena sbarcato a Porto Recanati \u2014 prima di tornare a Roma, dove lo aspettavano per festeggiarlo da eroe \u2014 sent\u00ec il dovere di andare a ringraziare la Madonna di Loreto.<\/p>\n<p>Con lui andarono a inginocchiarsi ai piedi della Madre molti dei 12.000 galeotti cristiani liberati, che consegnarono al santuario, le catene della loro schiavit\u00f9. Le catene furono fuse per \u201crisolidificarle\u201d nelle cancellate dei dodici altari della navata centrale e nei quattro cancelli della Santa Casa. Se le prime furono poi rimosse per sopraggiunte esigenze estetiche, i cancelli invece sono ancora l\u00ec, trascurati dalla incessante fila di fedeli che entrano e escono in questa straordinaria reliquia architettonica. Eppure, forse, basterebbe toccarli con fede per avvertire quell\u2019antico calore che esce dal ferro&#8230;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti, inginocchiarsi nella Cappella Polacca \u00e8 come farsi chiudere nell\u2019abbraccio di due parentesi memorabili della storia dell\u2019Europa: due pagine di \u201cgrande\u201d storia cattolica, affrescate\u00a0 \u2014 quasi a simbolica protezione dell\u2019altare centrale\u00a0 \u2014 sulle pareti laterali (dall\u2019artista loretano Arturo Gatti [1878-1958] negli anni 1912-1939).<\/p>\n<p>Se oggi <em>puoi<\/em> inginocchiarti \u00e8 anche, se non soprattutto, proprio per quello e per quelli che sono dipinti su queste due pareti: a destra, ti fanno compagnia il beato fra\u2019 Marco d\u2019Aviano (1631-1699) con la Madonna di Loreto in mano e il leggendario re di Polonia, Giovanni Sobieski (1629-1696), nella battaglia di Vienna (1683); a sinistra, padre Ignacy Skorupka (1893-1920) e il maresciallo Iozef Pilsudski (1867-1935), nella battaglia di Varsavia (1920) pi\u00f9 nota come il Miracolo della Vistola [cfr. GVE-3].<\/p>\n<p>Due vittorie imprevedibili \u2014 a fronte della notevole disparit\u00e0 delle forze in campo \u2014 conseguite dal mondo cristiano per il valore degli uomini ma soprattutto per l\u2019aiuto della Madonna, in due battaglie decisive per i suoi destini, giacch\u00e9 la prima ha impedito la conquista turca dell\u2019Europa, la seconda quella comunista.<\/p>\n<p>Ebbene, tutte le volte che, in ore e giorni diversi, siamo entrati nel santuario, cos\u00ec come non abbiamo mai visto un fedele \u201ctoccare\u201d consapevolmente, cio\u00e8 per \u201cscaldarsi\u201d, i cancelli della Santa Casa, allo stesso modo non abbiamo mai visto pellegrini inginocchiati nella Cappella Polacca, a ringraziare e farsi scaldare il cuore, nel fuoco delle due parentesi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 accade questo? Forse perch\u00e9 sappiamo poco della nostra storia; o forse, peggio, perch\u00e9 non ne sappiamo addirittura nulla, perch\u00e9 nessuno ce la racconta, soprattutto quando non si accorda con la <em>Vulgata<\/em> e, ancor di pi\u00f9, quando \u00e8 vincente.<\/p>\n<p>Chiudo con una curiosit\u00e0 beneaugurante. L\u2019ultimo giorno di visita, con un po\u2019 di sorpresa, abbiamo notato nella Cappella Polacca due persone di non poco significato quali l\u2019arcivescovo-prelato di Loreto Mons. Giovanni Tonucci e \u2014 come ci \u00e8 stato segnalato \u2014 il famoso regista polacco Krzysztof Zanussi, con il primo che, in elegante mantella lunga di color rosso bord\u00f2, sembrava illustrare il \u201cluogo\u201d al secondo, il quale, da parte sua, pareva ascoltarlo con attenzione deferente. Tanto ci \u00e8 bastato per andar via con rinvigorita speranza che, almeno a Loreto, qualcosa potr\u00e0 cambiare nella verit\u00e0 e nella completezza del racconto almeno della \u201cnostra\u201d bella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>[GVE-1]<\/strong>\u00a0 Cfr. il mio\u00a0 <em>A proposito di Insorgenze antigiacobine. Una risposta al prof. Massimo Cattaneo<\/em>, in &lt;<a href=\"http:\/\/www.recensioni-storia.it\/a-proposito-di-insorgenze-una-risposta-al-prof-massimo-cattaneo\" target=\"_blank\">http:\/\/www.recensioni-storia.it\/a-proposito-di-insorgenze-una-risposta-al-prof-massimo-cattaneo<\/a>&gt;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\"><strong>[VBU]<\/strong> VLADIMIR BUKOVSKIJ,\u00a0<em>Gli archivi segreti di Mosca<\/em>, trad.it., Spirali, Milano 1999, p. 579.<br \/>\n<strong>[GDR]<\/strong> GONZAGUE DE REYNOLD, <em>Gonzague De Reynold raconte la Suisse et son histoire, <\/em>Payot, Losanna 1965, p.165, (brano trad. in it ., con il titolo redazionale <em>A cosa serve la storia<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XI, n.95, Piacenza marzo 1983, p.3).<br \/>\n<strong>[Link-1]<\/strong> &lt;<a href=\"http:\/\/it.cathopedia.org\/wiki\/Provincia_Passionista_Centro-Est_Italia?pk_campaign=AddToAny\" target=\"_blank\">http:\/\/it.cathopedia.org\/wiki\/Provincia_Passionista_Centro-Est_Italia?pk_campaign=AddToAny<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[Link-2]<\/strong> &lt;<a href=\"http:\/\/www.150anni.it\/webi\/index.php?s=29&amp;wid=58\" target=\"_blank\">http:\/\/www.150anni.it\/webi\/index.php?s=29&amp;wid=58<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[Link-3]<\/strong> &lt;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leggi_Siccardi\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leggi_Siccardi<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[FPA-1]<\/strong> FRANCESCO PAPPALARDO, <em>Il mito di Garibaldi<\/em>. <em>Una religione civile per una nuova Italia<\/em>, con una presentazione di Alfredo Mantovano, Sugarco, Milano 2010,\u00a0 p. 41. La citazione di Mazzini \u00e8 tratta da G. MAZZINI, <em>A F\u00e9licit\u00e9 de Lamennais<\/em>, 29-11-1840, in S.E.I., vol. 19, pp. 355-359 (p. 357<br \/>\n<strong>[FPA-2]<\/strong> <em>Ibidem<\/em>. La citazione di Mazzini \u00e8 tratta da <em>Idem<\/em>, in <em>Dal Concilio a Dio<\/em>, <em>ibid<\/em>., vol. 86, pp. 241-283 (p. 263)<br \/>\n<strong>[PKC]<\/strong> PATRICK KEYES O\u2019 CLERY, <em>La Rivoluzione Italiana. Come fu fatta l\u2019unit\u00e0 della nazione<\/em>, traduzione e presentazione di Alberto Leoni, con bibliografia e indice dei nomi a cura di Guglielmo Gualandris, trad.it., Ares, Milano 2000, p. 248.<br \/>\n<strong>[FPA-3]<\/strong> F.PAPPALARDO, <em>Il mito di Garibaldi<\/em>. <em>Vita, morte e miracoli dell\u2019uomo che conquist\u00f2 l\u2019Italia<\/em>, con una presentazione di mons. Andrea Gemma F.D.P., vescovo di Isernia-Venafro, e un\u2019introduzione di Giovanni Cantoni, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 2002, p. 32. La citazione di Garibaldi \u00e8 tratta da G. Garibaldi, <em>Scritti e discorsi politici e militari<\/em>, Cappelli, Bologna 1937, vol. III (<em>1868-1882<\/em>), p. 334.<br \/>\n<strong>[MOSA]<\/strong> NANNI MONELLI-GIUSEPPE SANTARELLI, <em>Loreto Palazzo Apostolico mito di Garibaldi. Vita, morte e miracoli dell\u2019uomo che conquist\u00f2 l\u2019Italia<\/em>, con una prefazione di mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo Delegato Pontificio, Presidente del Centro Studi Lauretani, Edizioni Santa Casa<em>,<\/em> Loreto (Ancona) 2012.<br \/>\n<strong>[MAL]<\/strong> Cfr. MARCO ALBERA, \u00ab<em>I furti d\u2019arte. Napoleone e la nascita del Louvre\u00bb<\/em>, in OSCAR SANGUINETTI (a cura di) <em>Insorgenze antigiacobine in Italia (1796-1799<\/em>) <em>\u2013 Saggi per un bicentenario,<\/em> Istituto per la Storia della Insorgenze, Milano 2001, pp. 87-91 (gi\u00e0 pubblicato in <em>\u00a0Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXV, n.261-262, Piacenza gennaio-febbraio 1997, pp.11-14).<br \/>\n<strong>[SPE]<\/strong> SANDRO PETRUCCI, <em>Insorgenti Marchigiani \u2013 Il trattato di Tolentino e i Moti antifrancesi del 1797<\/em>, Sico Editore, Macerata 1996, p.122.<br \/>\n<strong>[MTA]<\/strong> MARCO TANGHERONI (1946-2004), <em>Cristianit\u00e0, modernit\u00e0, Rivoluzione<\/em>, a cura di O. Sanguinetti, con un saggio introduttivo <em>La storia come \u201criassunto\u201d <\/em>di G. Cantoni,\u00a0 Sugarco, Milano 2009, pp.84-85.<br \/>\n<strong>[PLG]<\/strong> PIER LUIGI GUIDUCCI, <em>Napoleone e la Madonna di Loreto<\/em>, in <em>Rivista Maria Ausiliatrice<\/em>, anno XXVIII, n. 9, Torino 2007-9, in\u00a0<a href=\"http:\/\/www.donbosco-torino.it\/ita\/Maria\/studi\/06-07\/009-Madonna_e_Napoleone.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.donbosco-torino.it\/ita\/Maria\/studi\/06-07\/009-Madonna_e_Napoleone.html<br \/>\n<\/a><strong>[OSA]<\/strong> O.SANGUINETTI, <em>Le Insorgenza contro-rivoluzionarie in Italia: un profilo storico (1796-1814)<\/em>, in Idem (a cura di)<em> Insorgenze antigiacobine in Italia (1796-1799<\/em>) <em>\u2013 Saggi per un bicentenario,<\/em> cit., pp. 127-142 (p.142).<br \/>\n<strong>[GPII]<\/strong> GIOVANNI PAOLO II,<em> Guardando all&#8217;indomito e perseverante servizio reso alla Chiesa da Pio VII gli uomini affrontino con uguale ardore missionario le sfide dell&#8217;epoca moderna<\/em>, messaggio alle Congregazioni Benedettine Cassinese e Sublacense per il bicentenario dell&#8217;elezione alla Cattedra di Pietro del venerato Predecessore (Pio VII, 1800-1823, dom Luigi Barnaba Gregorio Chiaramonti O.S.B., n. 1740), del 14-8-2000, in <em>L&#8217;Osservatore Romano. Quotidiano politico e religioso<\/em>,\u00a0 8-8-2000.<br \/>\n<strong>[VME-RCA]<\/strong> cfr. VITTORIO MESSORI \u2013 RINO CAMMILLERI, <em>Gli occhi di Maria<\/em>, Rizzoli, Milano 2001, pp.13-35<br \/>\n<strong>[NBU]<\/strong> NICOLA BUX, <em>Come andare a messa e non perdere la fede, <\/em>Piemme, Milano 2010, pp. 173-174.<br \/>\n<strong>[ASO-1]<\/strong> ANTONIO SOCCI, <em>Uno sfregio a Padre Pio, <\/em>in <em>Libero<\/em>, 11-09-2011, in &lt;<a href=\"http:\/\/www.antoniosocci.com\/2011\/09\/uno-sfregio-a-padre-pio\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.antoniosocci.com\/2011\/09\/uno-sfregio-a-padre-pio\/<\/a> &gt;<br \/>\n<strong>[WLE]<\/strong> Cit. in <a href=\"http:\/\/bibliopv.unipv.it\/cgi-bin\/easyweb\/ewgettest?=&amp;=&amp;EW_RM=10&amp;EW_EP=181917&amp;EW_RP=10&amp;&amp;EW_K=N&amp;EW_R=AF=&amp;EW_PC=AU=&amp;EW_PZ=AFN=&amp;EW_PT=LT_EW&amp;EW_T=K&amp;EW_P=LDB_EW&amp;EW_D=1UPV&amp;EW_DT=UPV&amp;EW_ER=Lewis,!Dominic!Bevan!Wyndham&amp;EW=0224305&amp;\">DOMINIC BEVAN WYNDHA<\/a>M\u00a0LEWIS (1886-1957), <em>Carlo V<\/em>, trad. it., Dall\u2019Oglio, Milano 1959, p. 18.<br \/>\n<strong>[ACE]<\/strong> ANGELO ALFONSO CENTRONE, <em>San Pio con l&#8217;Unit\u00e0, polemizza Libero. I frati: \u00e8 la parabola di una conversione<\/em> ne <em>Il Corriere del Mezzogiorno.it<\/em>, 19-9-2011 in &lt;<a href=\"http:\/\/corrieredelmezzogiorno.corriere.it\/napoli\/notizie\/cronaca\/2011\/19-settembre-2011\/san-pio-l-unita-polemizza-liberoi-frati-parabola-una-conversione-1901579934098.shtml\" target=\"_blank\">http:\/\/corrieredelmezzogiorno.corriere.it\/napoli\/notizie\/cronaca\/2011\/19-settembre-2011\/san-pio-l-unita-polemizza-liberoi-frati-parabola-una-conversione-1901579934098.shtml<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[ASO-2]<\/strong> A.SOCCI, <em>Il segreto di Padre Pio, <\/em>Rizzoli, Milano 2007, pp. 184-188<br \/>\n<strong>[MCA]<\/strong> MAURIZIO CAPRARA, <em>L\u2019indomito primate, <\/em>ne<em> Il Timone. Rivista di apologetica cattolica,<\/em> anno IV, n. 22, Milano novembre\/dicembre 2002, p. 18 e ss.<br \/>\n<strong>[UNI]<\/strong> <em>l\u2019Unit\u00e0<\/em>, Organo del Partito Comunista Italiano, 5-11-1956.<br \/>\n<strong>[JMI]<\/strong> J\u00d3ZSEF MINDSZENTY, <em>Memorie<\/em>, trad.it., Rusconi, Milano 1975, pp. 269-276.<br \/>\n<strong>[OSA]<\/strong> O.SANGUINETTI, <em>Un&#8217;altra nazione europea &#8220;normalizzata&#8221;?,<\/em> ne<em> Il Sestante<\/em>, blog, 4-1-2012 in &lt;<a href=\"http:\/\/il-sestante.blogspot.it\/2012_01_01_archive.html\" target=\"_blank\">http:\/\/il-sestante.blogspot.it\/2012_01_01_archive.html<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[ACA]<\/strong> ANDREA CAMAIORA<em>, Non credete alle fanfaluche sul \u201cgolpe\u201d di Orban. Ecco cosa accade (veramente) in Ungheria<\/em>, in <em>Tempi<\/em> on line, 2013-03-20, in&lt;<a href=\"http:\/\/www.tempi.it\/non-credete-alle-fanfaluche-sul-golpe-di-orban-ecco-cosa-accade-veramente-in-ungheria#.UZyV8aI734s\" target=\"_blank\">http:\/\/www.tempi.it\/non-credete-alle-fanfaluche-sul-golpe-di-orban-ecco-cosa-accade-veramente-in-ungheria#.UZyV8aI734s<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[ABE]<\/strong> Cfr. ALAIN BESAN\u00c7ON, <em>Novecento, il secolo del male<\/em>. <em>Nazismo, comunismo, Shoah<\/em>, trad.it., Ideazione Editrice, Roma 2000.<br \/>\n<strong>[GVE-2]<\/strong> Cfr.il mio <em>Da Mariazell a Esztergom, da Otto a Mindszenty. Fino Al Beato Carlo<\/em>, in<em> &lt;<\/em><a href=\"http:\/\/www.siciliacristiana.eu\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=909&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\">http:\/\/www.siciliacristiana.eu\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=909&amp;Itemid=328<\/a>&gt;<br \/>\n<strong>[GVE-3]<\/strong> Cfr. il mio <em>Le \u201cfrantumazioni\u201d della Madre: dalla statuetta alla storia<\/em>, in &lt;<a href=\"http:\/\/www.siciliacristiana.eu\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=900&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\">http:\/\/www.siciliacristiana.eu\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=900&amp;Itemid=328<\/a>&gt;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il seguente testo \u00e8 stato scritto in occasione delle visite ai Santuari della Madonna di Loreto e di S.Gabriele dell\u2019Addolorata a Isola del Gran Sasso avvenute durante la partecipazione al Convegno\u00a0\u201cLa Fede \u00e8 l\u2019unica porta che ci conduce all\u2019Eucaristia\u201d organizzato dalla ALER (Associazione Laicale Eucaristica Riparatrice)\u00a0il\u00a013 aprile 2013, in cui l\u2019autore ha svolto una meditazione &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/buoni-viaggi-e-cattiva-storia\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":25907,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[102,65],"tags":[362,361],"class_list":["post-5746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia-contemporanea","category-santi","tag-loreto","tag-pellegrinaggi","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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