{"id":5694,"date":"2013-09-01T07:07:22","date_gmt":"2013-09-01T05:07:22","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-07-28T10:16:13","modified_gmt":"2015-07-28T08:16:13","slug":"sulla-terapia-riparativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sulla-terapia-riparativa\/","title":{"rendered":"Sulla terapia riparativa"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/terapia_riparativa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26600\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/terapia_riparativa.jpg\" alt=\"terapia_riparativa\" width=\"250\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.giancarloricci.net\/cultura-e-societa\/\">http:\/\/www.giancarloricci.net\/cultura-e-societa\/<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di\u00a0<strong>Giancarlo Ricci<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ALCUNE PREMESSE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cosiddetto \u201capproccio ripartivo\u201d nella cura dell\u2019omosessualit\u00e0 maschile \u00e8 basato principalmente sulla teoria delle relazioni oggettuali, sull\u2019analisi delle dinamiche e delle strutture familiari, sul recupero della relazione con la figura paterna, sull\u2019elaborazione del senso di colpa. Questi sono alcuni ambiti, non certo esaustivi, che entrano in gioco nella \u201cterapia riparativa\u201d, come del resto accade, in modo non molto differente, anche in ogni lavoro psicoterapeutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre tuttavia un chiarimento terminologico relativo alla terapia riparativa. Come vedremo pi\u00f9 avanti, la nozione di \u201criparazione\u201d e di \u201cimpulso riparatore\u201d nella letteratura psicanalitica sorge verso gli anni \u201940, si consolida negli anni \u201950 e, a partire dagli anni \u201960, diventa un riferimento abbastanza diffuso nella comunit\u00e0 psicanalitica anglosassone per interpretare\u00a0 l\u2019insorgenza dell\u2019orientamento omosessuale in soggetti maschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli inizi degli anni \u201990, dopo una lunga pratica clinica, Charles Socarides e Joseph Nicolosi fondano in America (a Encino in California) un\u2019associazione chiamata NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality), in cui la teoria riparativa costituisce il riferimento teorico centrale nella cura dell\u2019omosessualit\u00e0 maschile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella terapia riparativa il lavoro con il paziente cerca di individuare e di interpretare l\u2019insorgenza e il funzionamento dei sintomi omosessuali come l\u2019esito, pi\u00f9 o meno riuscito, di un tentativo di riparazione.Divenuto ben presto oggetto, non solo in America, di critiche e attacchi, il NARTH, con varie sedi e iniziative, risulta di fatto l\u2019unico approccio che, in seno alle psicoterapie e al mondo psichiatrico, dichiara apertamente che l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 curabile, beninteso per chi lo desideri e lo richieda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicolosi nota che \u201cogni psicoterapia che tenti di sottoporre a trattamento l\u2019omosessualit\u00e0 rischia di suscitare scetticismo\u201d . Tale scetticismo in effetti sembra crescere all\u2019ombra di una confusione terminologica: la cura non coincide con la guarigione, e guarire non significa magicamente ripristinare l\u2019eterosessualit\u00e0. Inoltre grava, da sempre, il luogo comune secondo cui dall\u2019omosessualit\u00e0 non si esce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sembra nemmeno importante (in questa sede) stabilire se l\u2019omosessualit\u00e0 sia o no una malattia, fermo restando che a tutt\u2019oggi, nel DSM, rimane rubricato il disturbo relativo all\u2019omosessualit\u00e0 egodistonica . Parlare, del resto, di cura o di psicoterapia rivolte all\u2019omosessualit\u00e0 prescinde dal considerare quest\u2019ultima una malattia o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo lavoro di Nicolosi pubblicato Italia nel 2002 la traduttrice (Simona Cavalleri) rende il termine \u201creparative\u201d con ricostituiva, invece che riparativa. Al di l\u00e0 delle considerazioni linguistiche, il senso rimane quello di una terapia che individua tra le cause principali dell\u2019orientamento omosessuale il meccanismo psichico della riparazione e che, nella strategia terapeutica, punta alla ricostituzione della funzione del padre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti chiamarla terapia riparativa risulta una sorta di contrazione che \u00e8 entrata ormai nell\u2019uso corrente. Infatti, semplificando, sono due gli aspetti implicati: da una parte l\u2019aggettivo \u201criparativa\u201d si riferisce alla teoria del meccanismo della riparazione, nozione che appartiene a pieno titolo al lessico e alla letteratura psicanalitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla di terapia riparativa nel senso che l\u2019omosessualit\u00e0 viene individuata e interpretata, in generale, come un tentativo di riparazione del mancato rapporto con il padre. C\u2019\u00e8 inoltre una seconda accezione dell\u2019aggettivo \u201criparativa\u201d che si aggiunge alla precedente e che rinvia, lungo lo svolgimento del percorso terapeutico, al lavoro di riconciliazione con la figura paterna, pertanto alla reintegrazione simbolica del suo statuto e della sua funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 in Nicolosi n\u00e9 in altri autori o scuole che si rifanno alla terapia riparativa, troviamo mai la ridicola idea di \u201criparare gli omosessuali\u201d o di costringerli a \u201critornare eterosessuali\u201d. Sono note a tutti infatti le drammatiche stagioni storiche in cui l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 stata (e ancora oggi in alcuni paesi) stigmatizzata e talvolta perseguitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci sembra nemmeno che in generale nelle societ\u00e0 occidentali il tema dell\u2019omofobia sia cos\u00ec drammaticamente presente. Tutt\u2019altro: ci pare piuttosto che le attuali societ\u00e0 industriali, in nome del modernismo, favoriscono una sorta di omofilia, ossia la propensione alla stessit\u00e0, al livellamento che rende tutto uguale e che omologa le condotte, i comportamenti, i consumi, i piaceri . Non possiamo qui approfondire questi accenni che richiederebbero un approccio molto articolato .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le battute beffarde di coloro che, per partito preso, discreditano la terapia riparativa dicendo che pretende di \u201criparare\u201d gli omosessuali non appartengono a una dibattito teorico e clinico. Piuttosto provengono dall\u2019ideologia, gay, e in particolare da quell\u2019ideologia di genere che propugna, in nome di un\u2019adeguamento al modernismo, l\u2019uguaglianza e quindi l\u2019indifferenziazione tra i sessi, che fa coincidere il sesso con il genere cancellando il processo di sessuazione, ossia il complesso percorso psichico che struttura le identificazioni e le idealizzazioni attraverso le quali un soggetto assume una propria identit\u00e0 sessuale e una propria identit\u00e0 di genere. Quest\u2019ultimi due termini, contrariamente a quanto ritiene il costruttivismo, in realt\u00e0 non coincidono, non sono sinonimi .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le implicazioni dell\u2019ideologia di genere sono ampie, coinvolgono aspetti sociali, giuridici, istituzionali, etici, morali. Lo scientismo ha aperto le porte agli \u201cstudi sul genere\u201d. Infatti la direzione verso cui vanno le biotecnologie sembra dischiudere la possibilit\u00e0 che l\u2019uomo possa modificare e trasformare ci\u00f2 che la natura gli ha assegnato, un sesso per esempio. La fantasia onnipotente secondo cui \u201ctutto \u00e8 possibile\u201d pretende di aprire nuovi scenari: in realt\u00e0 propone in modo ancor pi\u00f9 subdolo e irriconoscibile una visione biopolitica globalizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non entriamo in merito qui alla ricorrente questione se, quanto e in che misura l\u2019omosessualit\u00e0 abbia un\u2019origine organica o genetica. Nonostante le allusioni, le probabilit\u00e0 e le \u201cimminenti prove scientifiche\u201d che non giungono mai, l\u2019omosessualit\u00e0 (nelle sue forme pi\u00f9 consuete) non ha un\u2019origine organica, biologica o genetica. La tesi organicistica, invece, viene sbandierata da parte dei detrattori della terapia riparativa, come estrema ratio per dimostrare irrevocabilmente il principio di un\u2019immutabilit\u00e0 \u201cnaturale\u201d che appartiene all\u2019ordine genetico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA TERAPIA RIPARATIVA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al meccanismo della riparazione, nella <em>reparative therapy<\/em> sono centrali, dal punto di vista teorico e clinico, almeno altri due punti: la riconciliazione con il padre e il meccanismo del \u201cdistacco difensivo\u201d. Approfondiamo questi tre aspetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il meccanismo della riparazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terapia riparativa si basa su un\u2019interpretazione del sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0 secondo cui quest\u2019ultima costituisce un tentativo di riparazione inteso come un meccanismo psichico che, dopo aver attuato uno spostamento, ripropone un modo particolare di ripristinare (riparare) ci\u00f2 che in precedenza non ha potuto avere luogo. \u201cL\u2019omosessualit\u00e0 che ne deriva \u2013 precisa Nicolosi &#8211; risponde all\u2019esigenza di porre rimedio al danno originario nel processo di identificazione sessuale\u201d . Il presupposto dunque \u00e8 che ci sia un \u201cdanno primario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meccanismo della riparazione rappresenta la via maestra che spiegherebbe l\u2019orientamento omosessuale. Certamente il concetto di riparazione non \u00e8 n\u00e9 esclusivo n\u00e9 esaurisce la complessit\u00e0 clinica della genesi dell\u2019omosessualit\u00e0 maschile. L\u2019assunto da cui parte Nicolosi \u00e8 che \u201cin tutta la letteratura psicoanalitica l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 motivata come un tentativo di riparare, di rimediare a una carenza dell\u2019identit\u00e0 maschile, e questa teoria ha una lunghissima tradizione\u201d. In effetti, se tale affermazione pu\u00f2 sembrare un po\u2019 perentoria, l\u2019autore subito dopo aggiunge: \u201cIn realt\u00e0, non \u00e8 esatto spiegare tutti i casi di omosessualit\u00e0 con la teoria dell\u2019impulso riparatore, ma per la maggior parte degli uomini omosessuali rappresenta una motivazione fondamentale\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Socarides, nel 1978, aveva ipotizzato che l\u2019omosessualit\u00e0 maschile insorga nei primi tre anni di vita del bambino a causa di un rapporto problematico con la madre. In particolare la fase pi\u00f9 importante sarebbe quella individuata da Margareth Mahler, la fase di \u201cseparazione-individuazione\u201d: l\u2019intensa simbiosi del bambino con la madre, che non riesce a canalizzarsi nella normale separazione e individuazione, cio\u00e8 nel vedere se stesso e la madre come due persone separate e distinte, spingerebbe il bambino verso un\u2019identificazione primaria con la madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicolosi, in un certo senso, percorre la stessa via di Socarides ma procedendo, per cos\u00ec dire, in un movimento contrario. Invece di esplorare la relazione della madre con il bambino, la sua attenzione si sofferma sulla funzione simbolica del padre, cos\u00ec come interviene nella relazione triadica. Ci\u00f2 comporta, per esempio, interrogarsi anche sul posto che la funzione del padre viene ad assumere nel discorso e negli atteggiamenti della madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni psicanalisti, per spiegare alcune patologie, hanno infatti posto l\u2019accento sul fatto che qualora nel discorso della madre la funzione di padre sia sistematicamente espunta, anche il figlio riterr\u00e0, garante la madre, che il padre non ha alcun significato simbolico, e che quindi la sua funzione risulter\u00e0 simbolicamente forclusa .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, il passo essenziale di Nicolosi \u00e8 quello di situare il meccanismo della riparazione nell\u2019ambito della relazione con il padre e quindi nell\u2019ambito delle mancate identificazioni relative all\u2019identit\u00e0 sessuale del figlio. Il meccanismo di riparazione procede dunque da un \u201cdanno\u201d situabile nella mancata o nella problematica relazione con il padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riconciliazione con il padre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riconsiderazione e la reintroduzione della figura del padre, in tutta la sua portata simbolica relativa alla strutturazione del soggetto, permette al paziente, nella terapia riparativa, di elaborare il distacco dall\u2019onnipotenza materna in cui \u00e8 stato coinvolto, e non senza pesanti conseguenze psichiche. Dal grado e dal modo di questo coinvolgimento si scrive nella vita psichica del bambino gran parte delle identificazioni originarie. Ma l\u2019esito di queste identificazioni dipenderanno, nel corso dello sviluppo, dal confronto con l\u2019istanza terza del padre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto accenniamo appena alla portata, sempre pi\u00f9 estesa nella societ\u00e0 occidentale, relativa al declino della funzione del padre e al radicale mutamento simbolico implicato a livello sociale, istituzionale, soggettivo, nella vita sessuale. Su tale inquietante declino, non solo da oggi diversi psicanalisti pongono l\u2019accento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Nicolosi pone l\u2019accento sulla riconciliazione verso il padre, cos\u00ec essenziale per l\u2019articolazione del sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0, in effetti sottolinea parecchie cose. In primo luogo, sicuramente, il posto che il padre ha avuto (o non avuto) nella storia del soggetto, ossia le diverse implicazioni in merito alle frustrazioni o ai rifiuti provenienti dall\u2019esistenza o meno della funzione paterna che veicola e instaura la funzione della legge simbolica (il Superio). Secondariamente, ma si tratta di un versante implicato nel precedente, il riposizionamento della madre e del legame con lei secondo una modalit\u00e0 relazionale non pi\u00f9 dominata dalla distruzione o dal divoramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel processo terapeutico si tratta di procedere lungo una sorta di percorso a ritroso: dall\u2019oggetto riparatore a ci\u00f2 che tale oggetto avrebbe dovuto riparare. Tale processo esplora il tempo logico che precede l\u2019insorgenza della riparazione, ossia cerca di individuare quelle situazioni in cui le identificazioni con la figura maschile \u00e8 venuta a mancare, e pertanto a non strutturarsi nella costituzione dello psichismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa inscrizione della funzione del padre non avviene significa che pre-domina la relazione madre-figlio come una relazione simbiotica, ossia come una relazione in cui il figlio risponde e corrisponde a un fantasma materno di onnipotenza. Evidentemente questo processo non lo troviamo mai pienamente in atto, ma si sviluppa secondo modulazioni, gradazioni, specificit\u00e0 e temporalit\u00e0 che variano in ciascun caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei testi di Nicolosi non \u00e8 raro trovare riferimento a quel \u201csistema triangolare\u201d in cui pu\u00f2 accadere che l\u2019\u201centit\u00e0 madre-padre-figlio nel suo complesso generi lo sviluppo omosessuale, dove una madre molto amorevole, dominatrice e possessiva si combina a un padre assente, debole e ricusante\u201d . In questo complesso processo psichico \u00e8 importante cogliere, ulteriormente, la portata di quel meccanismo chiamato \u201cdistacco difensivo\u201d e che riguarderebbe il modo con cui il bambino riesce, in un certo senso, a fare a meno del padre e, al tempo stesso, a difendersi da questa mancanza o assenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il distacco difensivo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coniata dallo psicanalista britannico John Bowlby, l\u2019espressione \u201cdistacco difensivo\u201d si riferisce all\u2019\u201despediente infantile, autoprotettivo, sviluppato da un bambino contro i danni di carattere emotivo\u201d . In seguito all\u2019introduzione di questo termine, la psicologa Elizabeth Moberly ha proposto la teoria secondo cui il bambino svilupperebbe un \u201cdistacco difensivo\u201d nei confronti del padre che lo ha respinto e della mascolinit\u00e0 in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale vicissitudine della carenza nel processo dell\u2019identificazione con il padre, carenza che ha una natura sia simbolica sia reale, produce quel \u201cdistacco difensivo\u201d che ulteriormente promuove e rafforza l\u2019orientamento omosessuale. \u201cL\u2019omosessuale \u2013 osserva Nicolosi \u2013 \u00e8 lacerato fra due tendenze in competizione: il bisogno naturale di soddisfare le esigenze emotive con gli uomini e il distacco difensivo, che perpetua la paura e la rabbia nelle relazioni maschili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osserva Nicolosi che soltanto con il contributo della teoria del distacco difensivo sono state poste le basi per una nuova concezione terapeutica. Essa si svolge dunque come un lavoro che rimette in questione \u201cla protezione contro le ferite subite nell\u2019infanzia da parte di maschi, e che nell\u2019et\u00e0 adulta diviene una barriera verso una vera intimit\u00e0 e reciprocit\u00e0 con gli uomini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa causa primaria dell\u2019omosessualit\u00e0 \u2013 afferma Nicolosi in un altro testo \u2013 non \u00e8 l\u2019assenza della figura paterna, bens\u00ec il distacco difensivo del bambino in conseguenza di un rifiuto\u201d . E ancora: \u201cIl trattamento dell\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 l\u2019annullamento della resistenza del distacco difensivo dai maschi\u201d . Dunque il sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0 prende forma e si modula nelle sue diverse specificit\u00e0 (praticata, agita, fantasticata, ecc.) mediante il meccanismo della riparazione, ma quest\u2019ultimo costituisce l\u2019esito finale, il risultato che affiora nella vita psichica del soggetto, dopo che il distacco difensivo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto e si \u00e8 gi\u00e0 consolidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini il distacco difensivo \u00e8 ci\u00f2 che permette di confermare l\u2019orientamento omosessuale come se fosse la soluzione che offre, dal punto di vista del principio di piacere, la maggior \u201cstabilit\u00e0\u201d narcisistica e la migliore difesa. Il distacco difensivo dal padre \u00e8 avvertito come una \u201cpresa di posizione finale che \u00e8 sentita soggettivamente come un mai pi\u00f9. E\u2019 come dire: io rifiuto te e tutto quello che tu rappresenti, vale a dire, la tua mascolinit\u00e0\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima riflessione riguarda la dialettica tra riparazione e distacco difensivo. La riparazione, dicevamo, procede da una sorta di spostamento: da una mancanza avvertita come danno viene ricostruita sintomaticamente una riparazione. Il distacco difensivo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto e adesso tenta di padroneggiare l\u2019impulso distruttivo, di diminuirne l\u2019intensit\u00e0 cercando di ricostruire un\u2019identit\u00e0 narcisistica intesa come (paradossale) autonomia affettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini: la riparazione avviene solo dopo che il danno \u00e8 stato \u201cconfermato\u201d, \u201criconosciuto\u201d e \u201csuperato\u201d dal punto di vista dell\u2019investimento psichico. La riparazione, ovvero una sorta di paradossale \u201crisarcimento\u201d, pu\u00f2 avvenire solo a distacco difensivo avvenuto. Viceversa \u00e8 il distacco difensivo a fissare e a stabilizzare quella particolare forma di riparazione che il soggetto si \u00e8 trovato ad attuare, sintomaticamente, per risarcirsi del danno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">DA DOVE PROVIENE IL CONCETTO DI RIPARAZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nozione di riparazione, che tanta ironia suscita in coloro che osteggiano e rifiutano qualsiasi approccio che metta in gioco una trasformazione del sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0, fa parte fin dall\u2019inizio del lessico psicanalitico. Il concetto di riparazione lo ritroviamo nei classici del pensiero psicanalitico : in Sigmund e Anna Freud, in Winnicott e successivamente in diversi altri studiosi che, nell\u2019area anglosassone e americana, hanno ripreso e riformulato questo termine soprattutto a partire dagli anni \u201950 in poi. In particolare \u00e8 stata principalmente Melanie Klein negli anni \u201840 a porre la riparazione come uno tra gli aspetti pi\u00f9 significativi della sua teoria della clinica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procediamo con ordine. Il percorso che proponiamo si riferisce principalmente ai fondatori del pensiero clinico appena citati, anche se sarebbero diverse decine gli studiosi che fanno riferimento al concetto di riparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo da Sigmund Freud. Nel suo saggio Introduzione al narcisismo (1914) \u00e8 celebre la notazione secondo cui \u201cl\u2019uomo pu\u00f2 amare [\u2026] quel che egli stesso \u00e8, quel che egli stesso era, quel che egli stesso vorrebbe essere, la persona che fu una parte del proprio s\u00e9\u201d . Qualche anno prima tale notazione era stata formulata in modo ancora pi\u00f9 preciso quando nel saggio \u201cUn ricordo d\u2019infanzia\u201d di Leonardo da Vinci (1910) aveva affermato che \u201cil ragazzo rimuove l\u2019amore verso la madre ponendo se stesso al suo posto, identificandosi con la madre e prendendo a modello la propria persona, a somiglianza della quale sceglie i suoi nuovi oggetti d\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 cos\u00ec diventato omosessuale; in verit\u00e0 \u00e8 di nuovo scivolato nell\u2019autoerotismo, giacch\u00e9 i ragazzi che egli, adolescente, ora ama non sono che sostituti e repliche della sua stessa persona infantile, da lui amata come sua madre lo am\u00f2 da bambino\u201d . Poche righe pi\u00f9 avanti nota ulteriormente che l\u2019omosessuale \u201csi affretta ogni volta a trasporre l\u2019eccitamento suscitato dalla donna su un oggetto maschile, ripetendo continuamente in questo modo il meccanismo attraverso il quale ha acquisito la sua omosessualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo qui Freud non parla di riparazione, ma i termini che ne costituiscono la logica, seppure nella relazione con la madre, ci sono tutti: il sentimento della perdita, il tentativo di riprodurre narcisisticamente ci\u00f2 che \u00e8 andato perduto, il meccanismo della sostituzione e della trasposizione, infine la ripetizione. Da una parte abbiamo la perdita (la ferita narcisistica come danno), dall\u2019altra il ritrovamento (la restituzione, la gratificazione) attraverso una sostituzione. La ripetizione di tale sostituzione convalida e compie appieno il processo di riparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notazione freudiana secondo cui il soggetto, in tale spostamento narcisistico, \u201cscivola di nuovo nell\u2019autoerotismo\u201d \u00e8 alquanto significativa in quanto afferma che l\u2019omosessualit\u00e0 ripete in realt\u00e0 una scelta autoerotica. In effetti l\u2019autoerotismo, nella teoria freudiana delle tre fasi della sessualit\u00e0 (orale, anale, fallica), riguarda le prime due, ossia quella orale e anale, che corrispondono ai primi momenti evolutivi del bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 Anna Freud nella sua descrizione (1952) di quattro casi di omosessualit\u00e0 risolti a interpretare l\u2019omosessualit\u00e0 in termini di impulso riparatore. Gi\u00e0 altri ricercatori tuttavia si erano mossi in direzioni simili, prima Fenichel e Adler, e successivamente Nunberg, Rado e altri. Anna Freud si era avvalsa delle teorie di Melanie Klein. Costei, a partire dal 1934, aveva introdotto nella sua elaborazione il concetto di \u201cposizione depressiva\u201d che svilupper\u00e0 in successivi saggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cposizione depressiva\u201d si produce nel bambino come effetto relativo alla capacit\u00e0 di provare la perdita di un oggetto quale la madre rappresenta. \u201cIl senso di depressione mobilita il desiderio di riparare gli oggetti. Credendosi responsabile della perdita di sua madre, il neonato immagina anche, grazie al suo amore e alle sue premure, di poter annullare i misfatti della sua aggressione\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque la riparazione \u00e8 un tentativo di porre rimedio ai fantasmi distruttivi che si riferiscono all\u2019oggetto d\u2019amore ripristinando l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019oggetto materno. Quando il bambino avverte di poter distruggere o di aver distrutto con i propri impulsi aggressivi la madre, \u00e8 assalito dall\u2019esperienza della perdita e della colpa. Il processo di riparazione si basa su uno spostamento: come l\u2019impulso distruttivo ha annientato l\u2019oggetto d\u2019amore, cos\u00ec l\u2019amore per l\u2019oggetto potr\u00e0 ricostruirlo. Le fantasie e le azioni riparative rappresentano pertanto momenti fondamentali lungo la via di una maggiore integrazione dell\u2019Io.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I diversi modi di attuare la riparazione sono formalizzati nel 1940 da Klein nel suo saggio \u201cIl lutto e la sua connessione con gli stati maniaco-depressivi\u201d. Essa individua tre forme di riparazione: \u201cLa riparazione maniacale, che porta con s\u00e9 una nota di trionfo [\u2026] e mira ad umiliare i genitori; la riparazione ossessiva, che consiste nella ripetizione coatta di azioni [\u2026] e mira soltanto a placare, spesso in modo magico; infine una forma di riparazione basata sull\u2019amore e il rispetto per l\u2019oggetto che suscita autentiche azioni creative\u201d. In questa tripartizione sottolineiamo appena qualche connotazione clinica relativa alle prime due modalit\u00e0: l\u2019aspetto maniacale, la nota di trionfo narcisistico e di umiliazione verso i genitori, la compulsivit\u00e0 ossessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima notazione ci sembra rilevante nell\u2019elaborazione della Klein. Pensare che attraverso la riparazione si compia il lavoro del lutto, la porta ad affermare che un effetto di questo compimento consiste nello \u201cstabilire in maniera stabile, al centro dell\u2019Io, un seno buono (una buona madre), un buon padre e una buona coppia generatrice\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora: \u201cla distinzione fatta dal bambino tra i due protagonisti della coppia annuncia che l\u2019accesso all\u2019eterosessualit\u00e0 pu\u00f2 essere una risoluzione ottimale della posizione depressiva\u201d . E\u2019 rilevante insomma la notazione secondo cui l\u2019accesso all\u2019eterosessualit\u00e0 procede lungo la differente posizione tra \u201ci due protagonisti della coppia\u201d genitoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo a Donald Winnicott. E\u2019 di notevole interesse la ripresa che questo psicanalista britannico, a met\u00e0 strada tra la scuola di Klein e quella di Anna Freud, propone del termine riparazione. Il suo approccio consiste in una visione fiduciosa nelle capacit\u00e0 di adattamento del soggetto e nelle sue tendenze naturali a risolvere i conflitti, dunque nelle sue capacit\u00e0 riparative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo interessante saggio del 1954 \u201cLa riparazione in funzione della difesa materna organizzata contro la depressione\u201d egli procede dalla seguente constatazione: \u201c[\u2026] nel corso delle analisi possiamo cogliere la relazione tra sentimento di colpa, pulsioni e idee di aggressivit\u00e0 e di distruzione, ed osservare la comparsa del bisogno di riparazione non appena il paziente diventa capace di comprendere, tollerare e sostenere il sentimento della colpa\u201d . In generale la sua articolazione ripercorre l\u2019impianto kleiniano che, dicevamo, parte dalla posizione depressiva, effetto di una situazione di lutto, di distacco o di mancanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrariamente a Klein che ravvisava in un certo aspetto della riparazione un meccanismo propulsivo di creativit\u00e0 e di integrazione dell\u2019Io, Winnicott parla di situazioni cliniche in cui \u00e8 constatabile una \u201cfalsa riparazione\u201d. \u201cQuesta falsa riparazione la si scopre nell\u2019identificazione del paziente con la madre, e il fattore dominante non \u00e8 tanto la colpa del paziente, quanto la difesa organizzata della madre contro la propria depressione e la propria colpa inconscia\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi, in sintesi, \u00e8 che \u201cla depressione del bambino possa essere il riflesso di quella della madre. Il bambino se ne serve per sfuggire alla propria depressione o a quella materna, operando cos\u00ec una falsa restituzione e riparazione in relazione alla madre e ostacolando lo sviluppo di una capacit\u00e0 di restituzione personale\u201d . Se, in questa situazione, la riparazione \u00e8 \u201coperata in relazione alla depressione materna piuttosto che alla depressione personale\u201d, permane il rischio \u2013 precisa Winnicott \u2013 di \u201cun\u2019instabilit\u00e0 associata alla dipendenza del bambino alla madre, e pu\u00f2 capitare che vi si sovrapponga una tendenza omosessuale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notazione, quest\u2019ultima, che mette in rilievo le vicissitudini della riparazione. Pensando al processo psichico di \u201crestituzione e riparazione\u201d (i due termini compaiono spesso associati) qui descritto da Winnicott a proposito della relazione madre-bambino, proviamo a situarlo nella relazione tra padre-figlio: abbiamo i termini essenziali che lasciano intravedere la dinamica psichica e rela-zionale entro cui si muove la terapia riparativa di Nicolosi. L\u2019omosessualit\u00e0 sarebbe leggibile come una falsa riparazione, ossia, in un certo senso, come una sorta di aggiramento. In effetti anche il distacco difensivo potrebbe essere letto come un aggiramento, come un evitamento operato dal soggetto a titolo di difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il concetto di falsa riparazione, Winnicott intende soffermarsi sulla difficolt\u00e0 di riconoscere la misura della riuscita o del fallimento della riparazione e, in un certo senso, della sua \u201cautenticit\u00e0\u201d psichica. Nel saggio citato propone alcune notazioni cliniche in merito a un caso in cui \u201cveniva inscenato un falso successo\u201d della riparazione. In tale direzione non \u00e8 difficile ravvisare nelle premesse psichiche del \u201cfalso successo\u201d una modalit\u00e0 \u201cclassica\u201d con cui talvolta viene \u201cassunta\u201c l\u2019omosessualit\u00e0, come se fosse paradossalmente una vera identit\u00e0. Del resto anche Nicolosi osserva che \u201cspesso la madre ha promosso nel figlio una falsa identit\u00e0, cio\u00e8 quella del bravo bambino, e ha sviluppato una relazione con lui caratterizzata da un eccesso irrealistico di intimit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale modalit\u00e0, che se a livello soggettivo emblematizza la complessit\u00e0 relativa alle vicissitudini dell\u2019identificazione, pare invece facilitare, nell\u2019immaginario ideologico, la conquista di una identit\u00e0 e di un\u2019appartenenza di genere. Quasi si trattasse di ancorarsi a una garanzia esterna, sociale, socializzata e socializzabile, in grado di sostituire un\u2019autentica soggettivit\u00e0. Notiamo di sfuggita che tutto il tema dei \u201cdiritti sessuali\u201d, del riconoscimento delle coppie omosessuali o dell\u2019orgoglio gay, ma anche quello dell\u2019omofobia o della condanna morale, sorge dall\u2019equivoco e dalla confusione tra questi due livelli, quello soggettivo e quello sociologico .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a questi autori classici della letteratura psicanalisi, molti altri studiosi hanno ripreso e utilizzato il concetto di riparazione. Altre istanze nella clinica psicanalitica svolgono una funzione riparativa. Per rimanere nell\u2019ambito winnicottiano, basti evocare la nozione di fenomeni o oggetti transizionali, ossia quegli oggetti che facilitano il passaggio da uno stato di onnipotenza illusoria a uno stato di percezione obiettiva in cui la \u201cvera\u201d madre fa parte simbolicamente di una realt\u00e0 autonoma . L\u2019oggetto transazionale assume quindi una funzione ripartiva: rimedia, protegge rispetto alle ansie che si generano nel bambino durante l\u2019assenza della madre, mantenendo una continuit\u00e0 di presenza simbolica rassicurante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo soffermarci su tutti gli autori che hanno fatto riferimento alla teoria riparativa. In questo breve percorso ne abbiamo esplorato gli aspetti pi\u00f9 rilevanti. A partire da Anna Freud la nozione di riparazione trova una sempre maggiore articolazione teorica e clinica principalmente nell\u2019ambiente anglosassone. Viene ripresa e sviluppata da Klein, poi da Winnicott, e successivamente, riarticolata con un riferimento esplicito (ma non esclusivo) all\u2019interpretazione della genesi psichica dell\u2019omosessualit\u00e0, da psicanalisti come Sandor Rado , Lionel Ovesey , Kaplan, Barnhouse, Tripp, Gottlieb, Socarides, Van den Aardweg, Moberly, Fridman e Stern e tanti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto \u00e8 Irving Bieber , verso gli anni \u201960, e in seguito l\u2019olandese Van den Aardweg , a consolidare questa nozione nell\u2019ambito della clinica dell\u2019omosessualit\u00e0 maschile e fornendone un\u2019interpretazione forte attraverso la terapia riparativa. Pi\u00f9 avanti, Robert Spitzer, influente psichiatra americano \u2013 colui che nel 1973 era stato presidente della \u201cSezione Nomenclatura\u201d dell\u2019APA (American Psychiatric Association) e fautore dell\u2019eliminazione dell\u2019omosessualit\u00e0 egosintonica dal DSM &#8211; pubblica nel 2003, suscitando aspre polemiche, due articoli sulla rivista Archives of Sexual Behavior in cui espone la casistica in cui soggetti (200 casi) a orientamento prevalentemente omosessuale, in seguito alla terapia riparativa, sono ritornati in modo predominante a una scelta eterosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">DOMANDA, TERAPIA, GUARIGIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domanda, terapia, guarigione sono tre termini che spesso vengono confusi, usati a sproposito o mistificati. Qualche precisazione per cercare di restituire loro una dignit\u00e0 di pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La domanda.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detrattori della terapia riparativa non parlano quasi mai della domanda soggettiva del paziente. Dipingono la terapia riparativa come un\u2019imposizione, come un trattamento costrittivo in cui la soggettivit\u00e0 viene forzata, la tendenza omosessuale (considerata \u201cnaturale\u201d) soffocata e repressa violando addirittura i diritti umani della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso si dimentica che prima di qualsiasi approccio terapeutico c\u2019\u00e8 una domanda, ossia una richiesta che procede da un disagio, un desiderio soggettivo di trasformazione e di progettualit\u00e0. La domanda non pu\u00f2 che essere formulata dal paziente stesso. Differentemente dalla nozione di cura nella medicina, la sua struttura, la sua logica e le sue premesse concorrono e determinano in gran parte l\u2019esito del percorso terapeutico e del processo di guarigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione \u00e8 precisamente quella della valutazione della domanda, valutazione che non coincide propriamente con una definizione diagnostica, ma la precede. Inoltre ciascun caso \u00e8 un caso singolare e il tema dell\u2019omosessualit\u00e0, che clinicamente si modula secondo modalit\u00e0 particolari e specifiche, non pu\u00f2 essere ricondotto a una categoria sociale o sociologica. I movimenti gay tendono invece a riportare il tema dell\u2019omosessualit\u00e0 a un livello sociologico e politico e quindi a generalizzare i dati clinici individuali facendoli rientrare nello stessa categoria. Si tratta, nell\u2019analisi della domanda, di fare un lavoro inverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso i detrattori della terapia riparativa quando espongono le loro critiche affermano che tale terapia \u00e8 dannosa, pericolosa e alludono al fatto (non dimostrato) che talvolta la terapia riparativa pu\u00f2 addirittura portare al suicidio. E\u2019 una sorta di alone macabro, un maldestro deterrente, che risuona come una minaccia. In realt\u00e0 i riferimenti scientifici mancano, altrettanto la casistica. Dimenticano di far presente che comunque il tema del suicidio (fantasticato o agito) pu\u00f2 intervenire in molte altre situazioni cliniche o in gravi patologie psichiatriche che nulla hanno a che fare con l\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evocazione del tema del suicidio sembra piuttosto nascondere un\u2019altra questione relativa alla diagnosi differenziale. Riferita all\u2019ambito dell\u2019omosessualit\u00e0 la diagnosi differenziale dovrebbe permettere di situare il posto del sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0 nell\u2019ambito in una particolare struttura psichica (nevrosi, psicosi, perversione, borderline, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Permette, in sintesi, di esplorare e cogliere la relazione tra il sintomo e la struttura psichica in cui esso nasce e radifica. Talvolta questa relazione risulta esplorabile, altre volte meno, alcune volte addirittura pu\u00f2 rimanere inaccessibile o inanalizzabile. Capita anche che il sintomo dell\u2019omosessualit\u00e0 sia qualcosa che protegga il soggetto da un\u2019importante deriva psicotica o consenta (nei casi borderline) di mantenere una situazione psichica in una fragile compensazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima considerazione. Occorrerebbe, al posto di evocare il tema del suicidio, riflettere seriamente sul tema della distruttivit\u00e0 e dell\u2019autodistruttivit\u00e0 presenti in alcune modalit\u00e0, tra giovani e giovanissimi, relative a una certo modo di praticare in modo estremo la sessualit\u00e0 e la ricerca del piacere. Il tema della distruttivit\u00e0 oggi emerge prepotentemente e si impone all\u2019ordine del giorno sulla scena sociale, per esempio (ma non solo) per l\u2019incremento epidemiologico relativo alla sieropositivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La terapia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante sia dato per scontato, \u00e8 improprio parlare di \u201cterapia degli omosessuali\u201d. Innanzitutto perch\u00e9 coloro che si definiscono tali non costituiscono un insieme omogeneo (nonostante gli sforzi dei movimenti gay). Secondariamente si tratterebbe, semmai, di un processo terapeutico che verrebbe volontariamente richiesto da un soggetto per articolare e superare il disagio dell\u2019omosessualit\u00e0 (egodistonica, come ancora risulta rubricata nel DSM).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro luogo comune: la terapia del disagio omosessuale non significa che la guarigione possa o debba essere riscontrata solo e soltanto se \u00e8 verificabile un ritorno o un approdo (duraturo) all\u2019eterosessualit\u00e0. \u201cQuesto tipo di terapia \u2013 afferma Nicolosi \u2013 non si pone l\u2019obiettivo di cancellare tutti gli impulsi omosessuali, bens\u00ec di migliorare la capacit\u00e0 di mettersi in relazione con gli altri uomini e di rafforzare il processo di identificazione maschile\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra societ\u00e0 ipertecnologica sempre pi\u00f9 il concetto di terapia viene fortemente contaminato da una concezione finalistica o utilitaristica che proviene essenzialmente dal modello medico. In effetti, come la letteratura psicanalitica ha da sempre affermato, il lavoro terapeutico non garantisce a priori l\u2019eliminazione del sintomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detrattori della terapia riparativa, partendo dal postulato che \u201cl\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 una variante naturale della sessualit\u00e0\u201d, ritengono invece che l\u2019unica e vera terapia non possa che essere \u201caffermativa\u201d (TAG): confermare l\u2019omosessualit\u00e0, sostenerla, integrarla facendo convivere il soggetto con tale tendenza (anche se non desiderata). Sono proprio questi postulati a lasciare intatto il sintomo, a confermarlo, a \u201cistituzionalizzarlo\u201d, a farne l\u2019emblema di un\u2019identit\u00e0 \u201cdifferente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cosiddetto approccio terapeutico affermativo propone una nozione di terapia che non corrisponde a quella che la psicoterapia e la psicanalisi hanno teorizzato in parecchi decenni di esperienze. In esso infatti \u00e8 come se il lavoro terapeutico evitasse di mettere radicalmente in questione il sintomo o il disagio, ma si accomodasse in una sorta di conferma e quindi di stigmatizzazione del sintomo in quanto tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo presupposto, che risente di un modello direttivo-suggestivo del trattamento , \u00e8 che la direzione dell\u2019articolazione del sintomo possa essere orientabile, manipolabile, indirizzabile. Le cose in realt\u00e0 sono ben pi\u00f9 complesse. E non tutto dipende dal terapeuta, dalle sue convinzioni o dalla sua etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulla guarigione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lavoro terapeutico \u00e8 autenticamente tale se davvero coinvolge e attraversa l\u2019ambito psichico e inconscio del soggetto, se procede in modo imprevedibile, se sfugge pertanto ad ogni finalismo predeterminato. L\u2019effetto di guarigione non pu\u00f2 essere un a priori gi\u00e0 dato, una garanzia o una promessa. Non \u00e8 (solo) un traguardo quanto un punto di partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molta letteratura psicanalitica emerge la considerazione secondo cui la guarigione (a differenza dal discorso medico) non corrisponde ad una restitutio ad integrum. Il lavoro verso la guarigione non restituisce un soggetto senza pi\u00f9 sintomo, un soggetto cio\u00e8 identico a come era prima. Semmai il lavoro di guarigione si misura, passo dopo passo, con una consapevolezza pi\u00f9 ampia in cui la storia e la vita psichica del soggetto non hanno pi\u00f9 bisogno di quel determinato sintomo per colmare o mediare le ferite, le inibizioni o le fobie dell\u2019Io.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accenniamo, per concludere, a un particolare paradosso della libert\u00e0. In termini psichici la libert\u00e0 di scelta del paziente (di scegliere a quale terapeuta rivolgersi) si riduce, ancor prima di colorarsi di una valenza etica o morale, alla forza e all\u2019estensione con cui il sintomo, nella sua struttura, attua una sorta di costrizione sull\u2019Io.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ossia: il soggetto, del proprio sintomo, pu\u00f2 dichiarare di farne ci\u00f2 che vuole, ma il sintomo \u00e8 Altro, si svolge Altrove, su un\u2019altra scena in cui \u00e8 implicato l\u2019inconscio, la storia soggettiva, la vita pulsionale, il modo con cui si inscrive il suo godimento. Il sintomo insomma non \u00e8 nella disponibilit\u00e0 dell\u2019Io. Si aprirebbero qui molte notazioni , ma ci limitiamo ad accennare come la nozione di sintomo non si risolve semplicemente nei termini di disturbo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.giancarloricci.net\/cultura-e-societa\/ di\u00a0Giancarlo Ricci ALCUNE PREMESSE Il cosiddetto \u201capproccio ripartivo\u201d nella cura dell\u2019omosessualit\u00e0 maschile \u00e8 basato principalmente sulla teoria delle relazioni oggettuali, sull\u2019analisi delle dinamiche e delle strutture familiari, sul recupero della relazione con la figura paterna, sull\u2019elaborazione del senso di colpa. 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