{"id":566,"date":"2005-05-23T00:00:00","date_gmt":"2005-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-22T16:47:18","modified_gmt":"2016-03-22T15:47:18","slug":"le-radici-storiche-delloccidente-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/le-radici-storiche-delloccidente-prima-parte\/","title":{"rendered":"Le radici storiche dell\u2019Occidente (Prima parte)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">CONFERENZA Marted\u00ec 16 aprile 2002 Comune di Pisa Circoscrizione n. 1<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">(Marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Cinema Teatro Don Bosco &#8211; Marina di Pisa (PI)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32028\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/monachesimo_Europa.jpg\" alt=\"monachesimo_Europa\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Prof. <strong>Marco Tangheroni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Ordinario di Storia Medioevale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pisa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Responsabile regionale di Alleanza cattolica<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per la verit\u00e0, quando ho ricevuto questo gentile e gradito invito io avevo proposto un tema leggermente diverso che suonava cos\u00ec: &#8220;L\u2019Europa e le sue radici storiche&#8221;. Mi sembrava, intanto, un tema anche questo di attualit\u00e0 soprattutto ora che si sta parlando della Carta d\u2019Europa e, in questa Carta d\u2019Europa, come molti hanno lamentato e come ha lamentato anche il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, mancheranno riferimenti alle radici storiche dell\u2019Europa.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio ora ho preso l\u2019ultimo numero di <em>Cristianit\u00e0<\/em> e viene riportato l\u2019ennesimo intervento del Papa e ne riprendo una piccola parte; \u00e8 autorevole, autorevolissimo per i cattolici, ma mi sembra anche storicamente ineccepibile: \u00abla mia preoccupazione pi\u00f9 grande per l\u2019Europa &#8211; discorso recente, del 23 febbraio &#8211; \u00e8 che essa conservi e faccia fruttificare la sua eredit\u00e0 cristiana.\u00a0Non si pu\u00f2 infatti negare che il continente affondi le proprie radici oltre che nel patrimonio greco-romano, in quello giudaico-cristiano che ha costituito per secoli la sua anima pi\u00f9 profonda. Gran parte di quello che l\u2019Europa ha prodotto in campo giuridico, artistico, letterario e filosofico ha un\u2019impronta cristiana e difficilmente pu\u00f2 essere compreso e valutato se non ci si pone in una prospettiva cristiana. Purtroppo dalla seconda met\u00e0 dello scorso millennio e dal \u2018700 in poi si \u00e8 particolarmente sviluppato un processo di secolarizzazione che ha preteso di escludere Dio e il Cristianesimo da tutte le espressioni della vita umana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un brano interessante anche nella sua completezza. E io, da storico medievale, avevo pensato di trattare questo argomento che mi \u00e8, evidentemente, molto familiare delle origini cristiane e medievali dell\u2019Europa. E una piccola parte del mio intervento la riserver\u00f2 a questo, anche perch\u00e9 instancabilmente in ogni sede &#8211; e lo faccio anche qui &#8211; denuncio che, invece, esplicitamente, non solo con i silenzi e gi\u00e0 prima della Carta, l\u2019attuale Unione Europea esclude il Medioevo. Lo esclude proprio esplicitamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un caso concreto: esiste a Fiesole l\u2019Istituto Universitario Europeo che forma la futura classe dirigente dell\u2019Europa e, esplicitamente &#8211; c\u2019\u00e8 scritto proprio sul d\u00e8pliant che lo presenta (e d\u2019altra parta, nessun insegnamento di storia medievale di tiene in quest\u2019Istituto Universitario Europeo &#8211; si comincia dal Cinquecento perch\u00e9 si dice che l\u2019Europa dell\u2019Unione Europea \u00e8 l\u2019Europa nata dal Cinquecento, quindi \u00e8 una posizione culturale anche dichiarata. Per\u00f2 mi \u00e8 stato proposto, invece, di parlare dell\u2019Occidente e delle sue radici storiche. E io ho accettato di buon grado, perch\u00e9 accolgo di buon grado ogni stimolo che mi viene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pigrizia mi indurrebbe ad accettare dei temi per i quali non ho la particolare necessit\u00e0 di riflettere o di studiare, perch\u00e9 fanno parte della mia attivit\u00e0 professionale, ma questa sollecitazione a riflettere sull\u2019Occidente mi \u00e8 parsa, proprio in questi giorni, diciamo almeno a partire dalla tragica giornata dell\u201911 settembre, m\u2019\u00e8 parso particolarmente interessante. Riflessioni dunque. Certo, riflessioni che vi proporr\u00f2 in parte come uomo impegnato nell\u2019attivit\u00e0 culturale, civica in senso lato, riflessioni come storico, tenendo ben presente da un lato la necessit\u00e0 della storia. \u00c8 necessario conoscere la storia, \u00e8 la nostra memoria: come non c\u2019\u00e8 individualmente prudenza senza memoria, anche come collettivit\u00e0, come comunit\u00e0, senza memoria non c\u2019\u00e8 prudenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 anche i limiti della storia: la storia non si pronuncia sul futuro, la storia non decide chi ha torto o chi ha ragione, anche perch\u00e9 se lo storico qualcosa sa in pi\u00f9 degli altri \u00e8 che il &#8220;reale&#8221; di oggi e cos\u00ec anche il &#8220;reale&#8221; del passato sono estremamente complessi. Tanto per prendere un esempio che \u00e8 di questi giorni, purtroppo, ormai da qualche tempo, la situazione che c\u2019\u00e8 in Terrasanta \u00e8 una situazione drammatica ed \u00e8 una situazione estremamente complessa in particolare agli occhi delle storico. Dunque, riflessione sul termine Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se noi pensiamo, tranne i pi\u00f9 giovani, alla situazione fino al 1989 in che senso parlavamo di Occidente? Lo usavamo in contrapposizione all\u2019Oriente, era una contrapposizione non solo e non tanto geografica quanto politica, che era anche fisicamente rappresentata da un &#8220;muro&#8221;. Ma poi, che so, l\u2019Australia era da considerare occidentale e Cuba, forse, orientale. Dunque l\u2019Occidente in contrapposizione all\u2019Oriente in termini politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente la caduta del muro di Berlino, come simbolo di implosione dell\u2019impero sovietico ha fatto venire meno questa contrapposizione. Comunque, che il termine Occidente viva in qualche modo di contrapposizioni \u00e8 evidente, non solo perch\u00e9 etimologicamente, anche nel suo significato letterale si contrappone all\u2019Oriente (l\u2019Oriente \u00e8 il luogo dove nasce il sole e l\u2019Occidente il luogo nel quale il sole declina, scompare), ma in fondo anche nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto per indicare un ricordo storico che penso presente alla mente di tutti, le guerre del V secolo fra Grecia e Persia erano, gi\u00e0 dagli storici contemporanei, presentate come guerre fra Occidente ed Oriente. E con tutto il revisionismo storico filo-persiano che uno pu\u00f2 anche accettare per non avere solo la versione degli storici greci, \u00e8 certo che noi siamo pi\u00f9 vicini alla Grecia che non alla Persia, ci sono pi\u00f9 radici della Grecia in noi che non della Persia. Dicevo, l\u2019Occidente: ho preso il <em>Dizionario Italiano Ragionato<\/em> della casa editrice Dann, d\u00e0 prima il significato letterale &#8220;parte dell\u2019orizzonte dove tramonta il sole&#8221; e poi, significato per estensione &#8220;l\u2019Europa e le civilt\u00e0 europee contrapposta a quella dei paesi orientali, cio\u00e8 alla civilt\u00e0 asiatica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, riflettere su questo concetto di Occidente ci potrebbe portare molto lontani; mi verrebbe, e anche in modo suggestivo, dato che spero che qui molti abbiano letto <em>Il Signore degli Anelli<\/em> e abbiano visto il film, da dire che si collocano ad Occidente i Rifugi Oscuri, il luogo aldil\u00e0 del mare e Tolkien raccoglie qui le tradizioni celtiche, i germani, tradizioni europee. Aldil\u00e0 del mare, in Occidente, c\u2019\u00e8 il luogo dei morti, ma c\u2019\u00e8 anche il luogo di isole misteriose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Medioevo si collocavano l\u00ec isole leggendarie &#8211; a parte che delle isole c\u2019erano davvero, come si vide quando si scoprirono le Canarie, le Azzorre e Madeira &#8211; ma si pensava che anche aldil\u00e0 ci fossero delle isole. Uno dei testi pi\u00f9 singolari e pi\u00f9 diffusi (il testo originale \u00e8 in latino, ma poi ebbe traduzioni in tutte le lingue) del Medioevo \u00e8 la cosiddetta <em>Navigazione di San Brandano<\/em>, questo mitico, leggendario santo che racconta un viaggio fatto di isole cariche di simboli. Per\u00f2, poi, questo influiva sulla visione del mondo e Colombo pensa di passare vicino a queste isole e c\u2019erano delle carte geografiche dove venivano rappresentate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Oriente \u00e8 il luogo verso cui i medievali, i cristiani, si orientavano, appunto &#8211; le chiese, per esempio -, ma c\u2019\u00e8 un richiamo anche verso l\u2019Occidente: da un lato i grandi pellegrinaggi medievali avevano tre poli di attrazione, uno dei quali era ovviamente Roma, il centro della Cristianit\u00e0, dove c\u2019erano le tombe di San Pietro e San Paolo, l\u2019altro era a Oriente Gerusalemme, e l\u2019altro, il pi\u00f9 misterioso da spiegare (perch\u00e9 \u00e8 ovvio che il cristiano andasse pellegrino a Roma e a Gerusalemme, ma molto meno ovvio che andasse a Santiago), era il terzo grande polo, in questo luogo lontano dove c\u2019\u00e8, come dice Dante, &#8220;quel barone per cui in terra si visita Galizia&#8221;. E chi \u00e8 stato a Santiago &#8211; chi non c\u2019\u00e8 stato gli raccomando di andare perch\u00e9 \u00e8 un\u2019emozione molto forte &#8211; sa che il pellegrino si spingeva anche oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un Capo, a qualche chilometro di distanza, sull\u2019Atlantico, che si riteneva allora il luogo pi\u00f9 occidentale del mondo conosciuto (in realt\u00e0, per poco, ma c\u2019\u00e8 un capo portoghese che lo \u00e8 ancora di pi\u00f9) e a questo Capo fu messo il nome di <em>Finis Terrae<\/em>, Fine della Terra. E i pellegrini andavano, oltre Santiago, nonostante il lungo cammino e si recavano anche a questa estremit\u00e0 di <em>Finis Terrae<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giocando un attimo sulle parole e sulle etimologie, potrei dire che siamo &#8220;orientati&#8221; verso l\u2019Oriente, ma siamo proiettati verso l\u2019Occidente, che \u00e8 poi l\u2019esperienza storica dell\u2019Europa. E, non so se ci avete mai riflettuto, la radice di Occidente \u00e8 la stessa di &#8220;occasione&#8221; e potrei dire, giocando sulle parole, che l\u2019Occidente \u00e8 stato la grande occasione della nostra civilt\u00e0 europea. Ma lasciamo queste vie suggestive a favore di una pi\u00f9 razionale considerazione e a favore della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ho cominciato a riflettere sul concetto di Occidente (non che non ci abbia mai pensato), ma a concretizzare la mia scaletta di questa sera ho cominciato, come faccio quasi sempre, dalla <em>Treccani<\/em>, grande opera culturale degli anni \u201930 (merito soprattutto di Giovanni Gentile, ma merito di tutta la cultura italiana fascista e non fascista dell\u2019epoca), anche perch\u00e9 d\u00e0 un po\u2019 il polso di quello che si pensava a livello di alta cultura negli anni \u201930.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante vedere che se voi andate alla voce &#8220;Occidente&#8221;, le uniche due voci che trovate sono un rimando allo Scisma d\u2019Occidente e poi, non lo sapevo, c\u2019era nel 1932 una provincia russa a ovest di Leningrado che aveva il nome ufficiale di Occidente. Cosa voglio dire? Qual \u00e8 la spia interessante di questa rapida consultazione? Che non c\u2019era un concetto autonomo di Occidente negli anni \u201930. Questo \u00e8 abbastanza singolare ed interessante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono passato poi ad un\u2019altra iniziativa dello stesso Istituto dell\u2019Enciclopedia Italiana che si chiama <em>Enciclopedia del Novecento<\/em>, enciclopedia fatta per diverse voci. E nemmeno l\u00ec c\u2019\u00e8 una voce Occidente e da un indice pi\u00f9 particolareggiato ho trovato o meglio, ritrovato, perch\u00e9 gi\u00e0 conoscevo questa voce, che del concetto di Occidente si parla nella voce &#8220;Autorit\u00e0&#8221;, scritta da un grande filosofo cattolico, Augusto Del Noce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il paragrafo 4 di questo suo saggio si intitola <em>L\u2019Occidente e il tramonto dell\u2019Autorit\u00e0<\/em>. Questa \u00e8 del 1975. Poi nell\u2019<em>Enciclopedia del Novecento <\/em>si trovano dei riferimenti all\u2019Occidente solo alle voci &#8220;Distensione&#8221; e &#8220;Guerra fredda&#8221;, relativamente ai rapporti Occidente-URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi soffermo un po\u2019 su questo saggio di Del Noce che \u00e8 ricco di idee brillanti, ma insieme di una suggestione che pu\u00f2 essere pericolosa e senza dubbio ambigua e solo parzialmente vera. Del Noce dice &#8211; e come vedrete subito entro nel vivo del titolo di questo nostro incontro &#8211; che l\u2019Occidente \u00e8 l\u2019epicentro della crisi dell\u2019autorit\u00e0 e dice che l\u2019Occidente \u00e8 un\u2019idea diversissima da quella di Europa: \u00abanzi, la sostituzione del concetto di Occidente con quello di Europa, coincide &#8211; per Del Noce &#8211; con la crisi dell\u2019autorit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del Noce mostra, direi con grande intuito, considerando che siamo nel 1975, di comprendere che ormai il processo rivoluzionario, questo processo di cui parla anche il Papa, dalla met\u00e0 dello scorso millennio, \u00e8 un processo che sta superando il marxismo. Non so se conoscesse l\u2019aggiunta fatta dal professor Plinio Correa de Oliveira al libro <em>Rivoluzione Controrivoluzione<\/em>, dove, anche qui con molta intuizione, perch\u00e9 eravamo ben lontani dal 1989 &#8211; eravamo nel 1975 &#8211; e se riandiamo alla met\u00e0 degli anni \u201970, dobbiamo dire onestamente che noi non ci aspettavamo la caduta del Comunismo, questa improvvisa, enigmatica, misteriosa caduta del Comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Del Noce, che era uno storico delle idee, oltre che attento ai fenomeni sociali, cos\u00ec come per sua parte il professor Plinio, che parlo di Quarta Rivoluzione, intendendo con Terza quella comunista, intuiva a met\u00e0 degli anni \u201970 che ormai si tendeva a superare il marxismo, lui parla di &#8220;oltre-marxismo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la caratteristica di queste tendenze che lui intuiva e che si sono poi pienamente dispiegate &#8211; probabilmente aveva osservato con attenzione i movimenti del \u201968 &#8211; andavano verso una accentuazione della negazione dell\u2019autorit\u00e0 (e concetti come autorit\u00e0, tradizione, metafisica, religione), nella direzione, sul piano delle idee, di una completa secolarizzazione e, nel piano della societ\u00e0, verso movimenti rivoluzionari incentrati su una critica radicale dell\u2019autorit\u00e0. \u00c8 quello che aveva cominciato ad accadere nel 1968 ed \u00e8 quello che aveva continuato a succedere pi\u00f9 manifestamente dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli esempi che portava Del Noce ce n\u2019era uno molto interessante: apparentemente noi lo ricordiamo solo come un movimento artistico, quando ce lo ricordiamo, perch\u00e9 come movimento artistico ormai \u00e8 stato superato, il Surrealismo, un movimento degli anni \u201940, precursore di queste tendenze. E Del Noce cita ampiamente la grande mostra del Surrealismo fatta nel 1947 a Parigi, il manifesto dei surrealisti in questa occasione che rompeva esplicitamente col marxismo &#8211; ma perch\u00e9? &#8211; considerandolo inadeguato e inadeguato a cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito: \u00aba un\u2019offensiva in grande stile contro la civilt\u00e0 cristiana\u00bb. Cio\u00e8 il Marxismo come rivoluzione insufficiente. E quali precursori individuava il Surrealismo? Sono due personaggi emblematici: uno era il marchese De Sade e uno, il fondatore della psicanalisi, Freud. Br\u00e9ton, uno dei teorici del Surrealismo, cito ancora, diceva che bisognava: \u00abrovinare definitivamente l\u2019abominevole nozione cristiana del peccato, della caduta originale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardate qui non \u00e8 soltanto un andare contro il Cristianesimo, \u00e8 un andare contro la natura e contro la realt\u00e0, perch\u00e9 l\u2019esperienza antropologica nostra, di noi stessi in primo luogo e poi degli uomini tutti, \u00e8 che ogni uomo \u00e8 imperfetto, ogni uomo ha dei limiti &#8211; vecchia idea di tante eresie di cui potremmo tracciare una lunga storia che emerge come i fiumi carsici nel corso dei secoli e poi dei millenni &#8211; ed \u00e8 un rifiuto del mondo in cui, tranne i residui, viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 il pensiero oggi trionfante? Non certo il Marxismo. Ma \u00e8, filosoficamente il pensiero debole, moralmente il relativismo etico, il rifiuto della Verit\u00e0. Come un amico, Massimo Introvigne, ha detto giustamente parlando de <em>Il nome della rosa<\/em>, pensate alle ultime pagine, con il rifiuto della ricerca della Verit\u00e0, l\u2019unica Verit\u00e0, in un certo senso, \u00e8 che non bisogna cercare la Verit\u00e0. \u00c8 un romanzo iniziatico alla Modernit\u00e0. E gi\u00e0 i Surrealisti nel 1947 dicevano che uno strumento fondamentale doveva essere la rivoluzione sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non voglio ora annoiarvi con troppi riferimenti culturali che poi passano abbastanza di moda, ma che per chi ha seguito gli eventi culturali, le linee culturali, sa che andava oltre il Marxismo la Scuola di Francoforte, dalla Scuola di Francoforte veniva Marcuse, diciamo pure giustamente dimenticato, perch\u00e9 debole teoreticamente, ma che fu il filosofo mito, guida dei giovani del \u201968, il quale sosteneva il primato della libert\u00e0 &#8211; intesa come? Ecco il legame con Sade e Freud e col Surrealismo &#8211; intesa come libert\u00e0 degli istinti, \u00ablibert\u00e0 istintuale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uscito l\u2019anno scorso, da Adelphi, un bellissimo libro di aforismi, l\u2019autore, praticamente sconosciuto, ora morto, ma singolare scrittore della Colombia, si chiama Gomes Davila, e \u00e8 veramente di singolare intelligenza, nel senso letterale del termine. Uno degli aforismi verso la fine del libro suona cos\u00ec: \u00abIl mondo moderno \u00e8 una rivolta contro Platone\u00bb. \u00c8 una frasetta, ma dice tantissimo, perch\u00e9 da Platone in poi &#8211; ecco la nostra eredit\u00e0 greca, oltre che cristiana &#8211; l\u2019idea dell\u2019uomo che abbiamo e che avevamo, era l\u2019idea di un uomo in cui la ragione cercava di dirigere e organizzare la volont\u00e0 e le passioni. Ed \u00e8 proprio contro quest\u2019idea che, in maniera pi\u00f9 radicale del Marxismo, punta questa forma dell\u2019oltre-Marxismo, per usare il linguaggio di Del Noce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201968 e i movimenti, le riprese sussultorie successive a distanza di qualche anno, esprimevano senza dubbio il disagio verso il mondo moderno. Anche quando ero giovane io e tanti amici che sono qui presenti con me, avevamo anche noi il disagio verso il mondo moderno, non ci piacevano i valori che gi\u00e0 allora si affermavano e pi\u00f9 oltre si sono affermati nell\u2019Occidente, appunto, per cui il successo, il denaro erano metri di giudizio, valori di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema era che &#8211; non tutti subito allora lo capirono, anche da posizioni culturalmente diverse da quelle che esprimevano i movimenti del \u201968, con i seguiti di Lotta Continua, Potere Operaio, ecc. &#8211; questo nascere il disagio dal mondo moderno, nasceva (e questa era la caratteristica centrale del \u201968) da posizioni ultrarivoluzionarie e questo favor\u00ec allora equivoci anti-occidentali nella Destra tradizionalista e io credo che, in una parte della cultura della Destra di oggi, sopravvivono alcuni di questi equivoci anti-occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Far\u00f2 un esempio tipico ed illustre, col quale discuto continuamente e lo faccio anche perch\u00e9 \u00e8 conosciuto sui giornali e in televisione, ed \u00e8 un mio fraterno, fraternissimo amico da sempre, da quegli anni \u201960 ad oggi, Franco Cardini. Bisogna essere per forza contro gli Stati Uniti, gli Stati Uniti sono i portatori di ogni male, il concetto di Occidente \u00e8 negativo e allora tutto ci\u00f2 che &#8220;puzza&#8221;, diciamo cos\u00ec, di occidentale o di americano \u00e8 condannato in blocco. Posizione che ha dei maestri illustri: un filosofo e uno scrittore di grande fascino, che ho anche amato nella sua parte descrittiva della crisi del mondo moderno, per prendere il titolo di un suo libro,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ren\u00e8 Gu\u00e8non, finisce per intravedere l\u2019Oriente come salvezza e lo fece a tal punto che nel 1948 si fece musulmano. In realt\u00e0 io on star\u00f2 qui a fare la critica che Del Noce fa in modo molto acuto e lucido a questo processo di liberazione rivoluzionario che ha portato, di fatto, alla negazione [Fine facciata A 1a cassetta] Questa libert\u00e0 istintuale porta, nelle sue estreme conseguenze, alla distruzione della vera libert\u00e0, di ogni possibilit\u00e0 di libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedete, fino al 1989, se avessi voluto indicarvi un libro, in un certo senso descrittivo, del pericolo che incombeva, avrei indicato <em>1984<\/em> di Orwell, che descriveva questo stato totalitario col Ministero della Verit\u00e0, con la riforma della lingua, i cinque minuti d\u2019odio, ecc. Un libro che resta suggestivo ma che \u00e8 stato superato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, dovessi indicare un libro che, profeticamente, descrive il mondo come minaccia di diventare, indicherei il libro di Huxley, mi pare del 1932, ma che si trova negli Oscar Mondadori, <em>Il mondo nuovo<\/em>, dove viene descritta una societ\u00e0 in cui solo alcuni selvaggi che vivono in riserva si riproducono per via naturale e ormai la riproduzione avviene, per intenderci, &#8220;alla Antinori&#8221;, cio\u00e8 in provetta e questi barattoli poi vengono manipolati con vari interventi in modo che i proletari siano contenti di essere proletari, i Beta siano contenti di essere Beta, e che gli Alfa siano coloro che dirigono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prospettive terribili, soprattutto perch\u00e9 &#8211; ed \u00e8 qui il legame col relativismo etico imperante &#8211; ormai la domanda sulla liceit\u00e0 di una cosa (ad esempio la clonazione) diventa in realt\u00e0 una domanda sulla possibilit\u00e0 di farla e la risposta che viene data \u00e8 che se \u00e8 possibile fare una cosa \u00e8 lecito farla. Allora mi sono qui segnato una bella citazione di Simone Weil, questo singolare personaggio, negli ani \u201930-\u201840: \u00abse la giustizia \u00e8 incancellabile nel cuore dell\u2019uomo, vuol dire che essa ha, in questo mondo, una sua realt\u00e0, allora la scienza &#8211; nel senso di tecnica &#8211; ha torto; perch\u00e9 se la forza \u00e8 assolutamente sovrana la giustizia \u00e8 assolutamente irreale, ma non lo \u00e8, lo sappiamo per via sperimentale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non toglie per\u00f2, aggiungiamo, che questo sviluppo dell\u2019Occidente possa andare nella direzione di provarci, perch\u00e9 noi sappiamo che fare &#8220;tabula rasa&#8221;, fare l\u2019uomo nuovo, partire alla maniera di Rousseau dall\u2019idea che l\u2019uomo \u00e8 perfetto e che solo il passato, solo la societ\u00e0 sono negativi, porta a conseguenze terribili. Guardate, qui c\u2019\u00e8 un equivoco che va spazzato, era un equivoco che gravava gi\u00e0 sul Comunismo: quante persone ci hanno detto &#8220;il Comunismo sarebbe una bella utopia, peccato che sia irrealizzabile&#8221;?.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 un altro, il problema \u00e8 che proprio in quanto utopia \u00e8 mostruoso. Questo i dissidenti russi l\u2019hanno capito, ce l\u2019hanno detto. La cultura occidentale e soprattutto quella italiana non ha voluto recepirlo. Perch\u00e9 l\u2019utopia cozza contro la realt\u00e0 ma non si rassegna, inventa i complotti, inventa i nemici e diventa inevitabilmente sanguinaria, perch\u00e9 nel cozzare contro la realt\u00e0 rifiuta di mettere in discussione se stessa e quindi perseguita la realt\u00e0. Questo \u00e8 stato il Comunismo, questa potr\u00e0 essere la tecnocrazia degli scienziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un passo indietro e torniamo a Del Noce. L\u2019Occidente, allora, \u00e8 identificato con tutto questo? Dobbiamo allora buttare via tutto? Dobbiamo andare a cercare la salvezza in mondi pseudo-tradizionali, difendere i <em>burka<\/em>, i cannoni che buttano gi\u00f9 i Buddha e tutto il resto? Ecco perch\u00e9 dicevo che pu\u00f2 esserci un\u2019ambiguit\u00e0 nell\u2019uso delnociano del termine e nella contrapposizione troppo radicale tra Occidente ed Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 che cos\u2019\u00e8 l\u2019Occidente di oggi? Una volta secolarizzata e scristianizzata \u00e8 ci\u00f2 che resta della Cristianit\u00e0. Ma ha pur sempre l\u00ec le sue radici. E gli americani non sono dei marziani, l\u2019America \u00e8 figlia dell\u2019Europa, fa parte integrante dell\u2019Occidente e \u00e8 stata anch\u2019essa raggiunta dalla crisi rivoluzionaria, per certi versi anche meno, perch\u00e9 non si pu\u00f2 paragonare la Rivoluzione Americana alla Rivoluzione Francese, ad esempio, e in ogni caso \u00e8 figlia e sorella dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensare che senza l\u2019America l\u2019Europa avrebbe conservato le proprie tradizioni \u00e8 un atteggiamento assolutamente antistorico. Io ho citato Sade che non mi risulta americano, ho citato Freud che non mi risulta americano, ho citato i Surrealisti che non sono un movimento americano, ho citato la Scuola di Francoforte e non \u00e8 una scuola di pensiero fatta da pensatori americani e potrei continuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 questa visione che identifica <em>tout court<\/em> l\u2019Occidente con la modernit\u00e0, diciamo cos\u00ec, come categoria concettuale e non come puro riferimento cronologico, dipende in realt\u00e0 dall\u2019accettazione della filosofia della storia dell\u2019Ottocento (Hegel, Marx), che dipende a sua volta dall\u2019Illuminismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva Chesterton: \u00abIl mondo \u00e8 pieno &#8211; e si riferiva al mondo occidentale &#8211; di idee cristiane impazzite\u00bb. Ma di idee cristiane, idee, se volete, medievali. Il Medioevo lo si rappresenta spesso come un\u2019epoca di pura negativit\u00e0, \u00e8 l\u2019immagine corrente. Non vi dico quanto, come professore di Storia Medievale, ma anche come conoscitore della realt\u00e0 storica mi sono irritato, quando si parlava dell\u2019Afghanistan, e veniva sempre questo riferimento medievale. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 negativo \u00e8 medievale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi ricordo un titolo, una volta che due giovinastri avevano sequestrato due turiste tedesche, rinchiuse in una roulotte e violentate durante la notte: \u00abNotte medievale in Basilicata\u00bb. Io avevo cominciato a fare una raccolta di ritagli di giornale, ma ho smesso perch\u00e9 ogni giorno dovrei passare una parte del mio tempo a mettere da parte questi ritagli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, vi ricordate il film <em>Il nome della rosa<\/em>? A un certo momento Guglielmo di Baskerville, era Sean Connery, nasconde uno strumento perch\u00e9 arriva l\u2019abate e dice che non bisogna far vedere queste cose. Ora, questo, qualunque studente di storia medievale &#8211; almeno spero! &#8211; lo sa che \u00e8 falso e noi pisani ne abbiamo una prova: basterebbe con un binocolo leggere una delle epigrafi che ci sono sulla facciata della Cattedrale, quella in lode di Buschetto, l\u2019architetto che aveva immaginato questo straordinario duomo. E di Buschetto, in versi latini, si dice che ha avuto il merito di progettare un tempio di bianco marmo pi\u00f9 bello di quello dei Romani e poi si dice che ha avuto il merito di inventare delle macchine grazie alle quali quelle colonne che prima dovevano trascinare un\u2019enorme quantit\u00e0 di buoi, adesso bastano poche ragazze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, il Medioevo, XI secolo, era talmente appassionato di conquiste tecnologiche &#8211; si \u00e8 anche scritto un libro, <em>La rivoluzione industriale del medioevo<\/em> &#8211; da farne un elogio pubblico, altro che nascondere le invenzioni. Il Medioevo, infatti, \u00e8 stato &#8211; anche per ragioni economiche, ma non solo &#8211; l\u2019epoca delle grandi invenzioni: la bussola, i mulini, le staffe, la ferratura dei cavalli, ma ance le universit\u00e0, gli ospedali, la banca, gli assegni, le cambiali, ecc. Allora vedete, perch\u00e9 questa riflessione interessante? Perch\u00e9 ci mostra che nel pieno dispiegamento di una civilt\u00e0 cristiana, nella quale &#8211; \u00e8 una constatazione &#8211; sono le nostre radici storiche, c\u2019era un atteggiamento tipicamente europeo tipicamente europeo e, se volete, tipicamente occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tant\u2019\u00e8 che uno storico, Christopher Dawson ha scritto un libro, <em>Il Cristianesimo e la formazione della civilt\u00e0 occidentale<\/em> e lo stesso amico Franco Cardini parla, ad un certo momento, di giardini d\u2019Oriente e giardini d\u2019Occidente, parla della cavalleria nella Cristianit\u00e0 occidentale. E qui introduco un altro elemento di riflessione anche se il tempo passa. I &#8220;poli&#8221; del mondo medievale &#8211; essendo la Cina e l\u2019India molto lontane; alcuni, come Marco Polo o certi missionari francescani ci arrivavano, ma insomma&#8230;- erano tre: uno il polo islamico, uno il polo della Cristianit\u00e0 occidentale, che dobbiamo chiamare cos\u00ec, perch\u00e9 esisteva il mondo della Cristianit\u00e0 orientale, terzo polo, di coloro cio\u00e8 che si consideravano gli eredi dell\u2019Impero romano, mondo affascinante, ma diverso dalla Cristianit\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mio valentissimo collega del mio dipartimento, il professor Cesare Alzati, infatti, ha scritto un saggio molto interessante che, gi\u00e0 nel titolo, dice: <em>Cristianit\u00e0 occidentale e Oriente cristiano<\/em>. E in effetti sono due mondi diversi, ed anche in questo intervento pontificio il Papa dice: \u00abho sempre ritenuto di grande importanza l\u2019apporto dei popoli slavi alla cultura del continente, ma certamente, la dolorosa frattura tra l\u2019Occidente, in gran parte cattolico, e l\u2019Oriente, in gran parte ortodosso, \u00e8 stato uno dei fattori che hanno impedito la piena integrazione di alcuni popoli slavi nell\u2019Europa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la Chiesa ha bisogno di due polmoni, quello occidentale e quello orientale, ma sono due polmoni diversi. Sono stati storicamente, in una certa misura &#8211; perch\u00e9 le culture, anche quando si laicizzano hanno sempre le loro radici religiose &#8211; ancora distinti. Non solo perch\u00e9 hanno avuto loro la disgrazia di conoscere il Comunismo reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine Occidente, quindi, \u00e8 un termine che trovo diffusissimo nella storiografia: quando si parla di Crociate si parla di rapporti tra Occidente ed Oriente, si parla spesso di Medioevo occidentale, appunto per distinguerlo dagli altri due poli, quello bizantino e quello islamico; Ari\u00e9s ha scritto una <em>Storia della morte in Occidente<\/em>, Paolo Prodi &#8211; e sto citando ancora appunti scritti un po\u2019 alla rinfusa &#8211; ha scritto un libro, <em>Il sacramento del potere. Il giuramento politico nella storia costituzionale dell\u2019Occidente<\/em>; o, per uscire dalla storia, una delle opere di Solgenizyn s\u2019intitola <em>L\u2019errore dell\u2019Occidente<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora cos\u2019\u00e8 quest\u2019Occidente? \u00c8 una civilt\u00e0, una cultura che ha avuto e che ha una storia comune e che a partire da un certo momento ha seguito nelle idee e poi, anche, nelle realizzazioni storiche un certo itinerario di rinnegamento del proprio passato. Ma questo non significa che questo sia il mondo cui apparteniamo e che queste siano le sue radici storiche che, vedete, si possono rifiutare ma restano, non di meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio adesso procedere verso un\u2019altra riflessione. Nel riflettere su quello che dovevo dire stasera &#8211; poi la curiosit\u00e0 spinge spesso ad apparentemente perdere del tempo &#8211; sono andato a rileggermi un articolo scritto da uno storico israeliano, oggi morto, mio buon amico sulla <em>Rivista Storica Svizzera<\/em> nel 1983. Il titolo \u00e8 <em>La superiorit\u00e0 tecnologica dell\u2019Occidente medievale<\/em>. Vedete che si usa correntemente, piaccia o non piaccia &#8211; ecco l\u2019ambiguit\u00e0 e l\u2019errore della terminologia di Del Noce &#8211; l\u2019Occidente medievale come sinonimo di Cristianit\u00e0 e di Europa medievale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ashtor era uno storico soprattutto del mondo arabo, personaggio singolare, conosceva perfettamente (nel senso che parlava e scriveva) 26 lingue; era stato favorito dal fatto che era nato in una regione che si chiamava Galizia che era al confine dell\u2019Austria-Ungheria e quindi l\u00ec parlava ebreo, tedesco, lingue slave, ecc. Insomma, \u00e8 partito con una certa base\u2026 Diceva che la lingua pi\u00f9 difficile di quelle che conosceva era l\u2019armeno e la pi\u00f9 bella l\u2019arabo e per lui, che era molto israeliano, era un riconoscimento significativo. Qual \u00e8 il problema che pone e che si lega a quanto venivo dicendo sia pur rapidamente e confusamente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i crociati arrivano in Oriente, prima alla corte di Costantinopoli, poi a contatto con il mondo musulmano sono i rappresentanti di una civilt\u00e0 tecnologicamente inferiore. Appaiono ai Bizantini in modo totale, ma sostanzialmente anche agli Arabi come dei barbari. E un po\u2019 lo erano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si leggono i racconti di questi Normanni alla corte di Costantinopoli, anche diventati da poco cristiani, si viene a sapere che a un certo momento vedono un vecchio leone addomesticato e lo ammazzano; quando il figlio di un doge di Venezia spos\u00f2 una principessa bizantina questa tent\u00f2 di introdurre a Venezia l\u2019uso della forchetta e la voce corrente era che lei introduceva usi effemminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo del Mille, il mondo occidentale dell\u2019XI secolo, la Cristianit\u00e0 europea, latina dell\u2019XI secolo era senza dubbio poco raffinata, le raffinatezze di Roma erano state dimenticate, c\u2019erano state le invasioni germaniche, era un mondo duro e di condizioni materiali difficili. Bene, andiamo avanti. Il nostro Fibonacci (nostro nel senso di pisano), il pi\u00f9 grande matematico del Medioevo, come si era formato? Il padre, che era console dei mercanti pisani, nella citt\u00e0 di Bugia, l\u2019attuale Beja in Algeria, chiam\u00f2 il bambino (\u00e8 Fibonacci stesso che ce lo racconta nel prologo del <em>Liber Abbaci<\/em>) per avere un\u2019istruzione di qualit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora alla fine del XII secolo la scienza araba, che aveva le caratteristiche di essere stata erede della cultura greca ed ellenistica, della cultura antica, molto pi\u00f9 dell\u2019Occidente che aveva avuto le invasioni e se ne era separato (il ritorno dei testi aristotelici in Occidente \u00e8 proprio del XIII secolo e arriva attraverso la mediazione araba anche in filosofia) mostrava dunque questa condizione di differenza tecnologica. Oggi si direbbe un <em>gap<\/em> tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rapidissimamente le cose cambiano, ed \u00e8 questo il problema storico che poneva Ashtor, dicendo: \u00aba partire dall\u2019epoca delle Crociate l\u2019evoluzione industriale dei paesi cristiani dell\u2019Europa centrale ed occidentale \u00e8 caratterizzata da un progresso pressoch\u00e9 continuo delle tecniche, attraverso delle innovazioni importanti che hanno portato dei cambiamenti fondamentali nei metodi di produzione e sono arrivati a un novo sviluppo economico\u00bb. Dall\u2019altro lato, invece, nel mondo islamico che cosa troviamo? Un blocco assoluto. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sviluppo, anzi, c\u2019\u00e8 decadenza economica e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Ashtor, che \u00e8 uno storico soprattutto della societ\u00e0 e dell\u2019economia, dice \u00abdobbiamo dare delle risposte\u00bb, afferma che \u00e8 difficile trovare delle risposte soddisfacenti alla questione delle cause decisive dell\u2019ascesa europea e del declino delle altre civilt\u00e0 che erano pure uscite dalla civilt\u00e0 greco-romana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi soffermo poi sulle varie ipotesi e tentativi di spiegazione materiale, economicistica, demografica che non reggono ala critica di Ashtor e che quindi chiude ancora con un interrogativo al quale cercheremo di dare una risposta. Una risposta duplice. In primo luogo un po\u2019 pi\u00f9 circostanziata, culturalmente e storicamente: il Duecento, il XIII secolo \u00e8 stata l\u2019epoca in cui la filosofia aristotelica \u00e8 entrata, per buona parte proprio grazie alla mediazione araba, in Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non senza contrasti nel Cristianesimo occidentale, perch\u00e9, per esempio, nel 1277 l\u2019arcivescovo di Parigi, un po\u2019 improvvido e che non aveva capito molto, condann\u00f2 una serie di tesi filosofiche, fra le quali anche tesi di San Tommaso. Quindi ci furono delle difficolt\u00e0, ma furono superate rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 ci vieni a parlare di filosofia, cos\u2019hai in mente? Ve lo spiego subito. Cosa portava e cosa si poteva accettare (perch\u00e9 era gi\u00e0 nella natura, nella mentalit\u00e0 dell\u2019Europa cristiana, anche per la sua eredit\u00e0 greca, con Platone e Aristotele, sia pure mediata attraverso i Padri della Chiesa) dell\u2019idea fondamentale (e quando si parla dei rapporti tra Cristianesimo e Islam questo \u00e8 uno dei punti di evidente differenziazione) del fatto che la natura ha una sua autonomia? Poi viene la Grazia e la Rivelazione ma, per dirla con una sentenza <em>Grazia perficit natura<\/em>, la Grazia perfeziona la natura. Questo vuol dire riconoscere al mondo naturale e alla societ\u00e0 naturale degli uomini una sua autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo islamico cosa succede? Nel mondo islamico il parallelo tentativo di introdurre Aristotele, cio\u00e8 il concetto di autonomia della natura \u00e8 fallito, i filosofi sono stati perseguitati ed \u00e8 avvenuto il blocco. Ora, l\u2019argomento richiederebbe evidentemente maggiori e pi\u00f9 difficili approfondimenti e questa non \u00e8 certo la sede, per\u00f2 questo \u00e8 molto importante, perch\u00e9 ci rimanda ad un discorso pi\u00f9 generale che distingue la civilt\u00e0 europea ed occidentale (tant\u2019\u00e8 che l\u2019Occidente \u00e8 frutto proprio di questa mentalit\u00e0). Cosa succede nel Quattrocento? Succede che\u00a0due piccoli paesi, il Portogallo e la Spagna, compiono la planetarizzazione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima erano mondi non in contatto fra loro e con quelle che si chiamavano, un tempo, senza preoccupazioni di esprimerci in modo politicamente corretto, &#8220;scoperte geografiche&#8221;, si legano i destini dell\u2019Africa, si contatta l\u2019Oriente indiano e, soprattutto, portano alla scoperta del Nuovo Mondo per eccellenza, cio\u00e8 l\u2019America o le Americhe che, badate bene, non erano nemmeno in contatto fra loro: fra gli Incas del Per\u00f9 e gli Aztechi del Messico non c\u2019era nessun rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora prima, nelle saghe vichinghe &#8211; \u00e8 una scoperta dimenticata &#8211; si dice che a un certo momento un certo Bjorn, portato dai venti, arriva dalla Groenlandia sulle coste di un territorio che poi sar\u00e0 chiamato Vinland, probabilmente il Labrador, e quando ritorna viene molto criticato dai suoi perch\u00e9 non ha provveduto ad esplorare quel territorio e parte una nuova spedizione per esplorarlo. Quest\u2019ansia della scoperta, questa tensione che \u00e8 di Ulisse &#8211; pensate all\u2019Ulisse di Dante &#8211; \u00e8 un\u2019ansia e una tensione tipicamente europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 dicevo, in apertura, se siamo orientati verso l\u2019Oriente siamo attratti dall\u2019Occidente, e l\u2019Occidente rappresenta l\u2019occasione della nostra civilt\u00e0. E allora, la domanda ulteriore \u00e8: perch\u00e9 questo? E io credo che la risposta essenziale anche alla domanda posta da Ashtor e che spiega anche il differente atteggiamento verso la natura \u00e8 in un differente atteggiamento proprio del Cristianesimo (e dell\u2019Occidente in quanto ha le radici proprio nel Cristianesimo) nei confronti della storia e del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia e il tempo sono un aspetto di sostanziale decadenza nella visione islamica, sono un aspetto di condanna nelle filosofie orientali. Il tempo, la famosa reincarnazione, \u00e8 un qualcosa da cui bisogna uscire, una condizione da cui bisogna uscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, per il Cristianesimo, cio\u00e8 per la cultura (perch\u00e9 tutte le civilt\u00e0, da quella egiziana, a quella indiana, a quella mesopotamica, poi hanno la loro visione del mondo determinata dalla loro religione) l\u2019atteggiamento verso la storia \u00e8 unico. Il Cristianesimo pretende, come dice San Paolo \u00abscandalo per i Giudei e follia per i Gentili\u00bb, che Dio si sia incarnato nella storia. Questo porta, automaticamente, a dare alla storia una importanza e un valore positivo, perch\u00e9 se Dio si \u00e8 incarnato nella storia Dio in questa storia ha un valore positivo e ha un atteggiamento positivo ed ottimistico verso il tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, con questo cosa voglio dire? Voglio dire che questa apertura, questa ansia, questo desiderio di conoscenza che possono avere acquisito, che hanno certamente acquisito, in parte, un carattere prometeico, cio\u00e8 di rivolta, per altro sono insite nelle radici della nostra civilt\u00e0. E questo ci deve dare molta cautela rispetto al problema [Fine facciata B 1a cassetta] noi siamo pi\u00f9 lontani dagli Americani che dai Bulgari. Certe volte l\u2019ho pensato anch\u2019io quand\u2019ero nella piazza di Marrakech sorseggiando t\u00e8 alla menta o nell\u2019amatissima (da me) citt\u00e0 del Cairo, che per certi versi ero pi\u00f9 Mediterraneo che occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ho pensato e qualcosa di vero c\u2019\u00e8 &#8211; del resto io non sono mai stato n\u00e9 negli Stati Uniti n\u00e9 a Londra e morir\u00f2 senza esserci stato, penso &#8211; ma, riflettendoci, poi le cose non stanno esattamente cos\u00ec. Insomma, io penso che Europa contro Occidente \u00e8 un falso dilemma, dipende, come ho cercato di dire dall\u2019idea che abbiamo di Europa e dall\u2019idea che abbiamo di Occidente. Ho cominciato dicendo che l\u2019Istituto Universitario Europeo dice che l\u2019Unione non \u00e8 quell\u2019Europa l\u00ec, quindi vedete che si pu\u00f2 avere anche una concezione negativa dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un pensatore spagnolo, Elias de Tejada, contrapponeva infatti la <em>Hispanidad<\/em>, la tradizione spagnola, all\u2019Europa, intendendo per Europa tutto quello che Del Noce intendeva sotto la categoria Occidente e allora, come diceva San Tommaso all\u2019inizio di un suo libretto, il <em>De malo<\/em>, \u00abmolto dipende da come usiamo le parole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, ve l\u2019avevo detto, le cose sono complesse. Non so se ho chiarito le idee, anzi, non le ho io stesso chiare. Vi avevo avvisato della complessit\u00e0 della questione, spero soltanto di avere stimolato qualche riflessione e se sono riuscito ad averla stimolata, qualche obiettivo l\u2019ho raggiunto. Domanda &#8211; Io le pongo una domanda, non so se provocatoria, per\u00f2 mi piacerebbe avere una sua risposta. Non crede che il superamento, o meglio, il rifiuto che la civilt\u00e0 europea contemporanea fa di se stessa &#8211; e intendendo con &#8220;civilt\u00e0 europea&#8221; la civilt\u00e0 profondamente connaturata col Cristianesimo &#8211; non sia figlia proprio del Cristianesimo, una cio\u00e8 delle idee impazzite del Cristianesimo di cui lei ci ha parlato nella prima parte della sua relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi spiego meglio. Ha parlato del rifiuto del concetto di autorit\u00e0, ha parlato di relativismo etico, ha parlato della demonizzazione dell\u2019America che \u00e8 vista un po\u2019 come il peggio dell\u2019Europa, come la parte peggiore della civilt\u00e0 europea, una parte impazzita. Allora io mi chiedo se proprio questo rifiuto e questo superamento che l\u2019Europa fa delle sue radici, questo taglio traumatico di un cordone ombelicale secolare, non sia proprio frutto del Cristianesimo. Un esempio: il relativismo etico forse ha le sue radici nell\u2019individualismo cristiano e nel fatto, cio\u00e8, che si dice nel Vangelo, che l\u2019uomo \u00e8 superiore alle regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 non \u00e8 proprio figlio a sua volta del principio della libert\u00e0 di coscienza che \u00e8 stata introdotta come novit\u00e0 dal mondo cristiano. Se certi movimenti contemporanei che vedono nell\u2019America il peggio della nostra civilt\u00e0 europea, non sia a sua volta figlia del pauperismo evangelico. E questa \u00e8 una delle osservazioni che le volevo fare e sulle quali mi piaceva sentire un suo ampliamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro aspetto per\u00f2 \u00e8 connaturato a questo: l\u2019Europa rifiuta le sue radici cristiane portando a uno sviluppo disordinato quelle che sono certe intuizioni e certi principi cristiani, per\u00f2 la seconda fase della nostra civilt\u00e0 ci porr\u00e0 in contatto con un\u2019altra civilt\u00e0 che, invece, certi principi li riporta e li ripropone. E alludo alla civilt\u00e0 musulmana, che riporta pari pari, sotto certi aspetti, alcune idee che la nostra cultura contemporanea sta rifiutando, per esempio la subordinazione dell\u2019individuo allo stato, la subordinazione dell\u2019individuo alla religione. Ecco, non rischiamo proprio questo? Qual \u00e8 il suo pensiero? Grazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda<\/strong> &#8211; Dal momento che, come ha detto lei, il concetto di Occidente \u00e8 assimilabile al concetto dell\u2019Europa cristiana, intendendo cattolici e protestanti insieme, a questo punto quest\u2019idea di Occidente a noi, oggi, che andiamo verso un\u2019integrazione europea che dovrebbe essere, secondo alcuni, allargata e andiamo anche verso una nuova definizione geopolitica mondiale dopo l\u201911 settembre, come lei ha precedentemente detto, questo concetto a cosa ci serve? E in quali termini ci serve, se ci serve?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda<\/strong> &#8211; Io, volevo fare una considerazione. Lei, professore, ha detto che Marcuse \u00e8 ormai desueto. Ma per me l\u2019idea di Marcuse \u00e8 stata riattualizzata. Sotto sotto ci sono moltissimi autori che proclamano ancora, in qualche maniera, il suo <em>ordo ab caos<\/em> e le dir\u00f2 un\u2019altra cosa: io ci rivedo tutta l\u2019ideologia che attualmente sta imperversando nel cosiddetto Quinto Stato attuale, cio\u00e8 i cosiddetti marginali &#8211; Black Block, centri sociali, cultura giovanile &#8211; in cui, in pratica, quello che esiste \u00e8 soltanto una sorta di &#8220;libertismo puramente soggettivo&#8221;, cio\u00e8 loro vogliono semplicemente sfruttare la modernit\u00e0 per poi distruggere tutto ci\u00f2 che no gli sta bene, nel senso che non gli permette di esercitare la loro libert\u00e0 assoluta, quindi l\u2019abolizione di ogni norma, l\u2019abolizione di ogni giudizio, il selvaggio completo; figlio, credo, di un errore pedagogico illuminista, di esprimere liberamente tutto ci\u00f2 che si vuole e quindi, secondo me, ancora Marcuse, dal punto di vista della prassi politica sia ancora attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Risposta<\/em><\/strong> &#8211; Dunque, mi libero subito dell\u2019ultima domanda, perch\u00e9 sono d\u2019accordo con quanto mi \u00e8 stato detto. Quando ho detto che Marcuse era desueto intendevo lui come autore, i suoi libri, ma succede agli autori di cui si inverano in qualche modo le idee. Semmai \u00e8 stato superato in questa direzione. Semmai, la cultura di sinistra che dopo l\u201989 \u00e8 entrata in crisi, specialmente in Italia \u00e8 spaventoso come mancasse, nella cultura pi\u00f9 che nella politica. Quando gi\u00e0 Berlinguer in una famosa intervista aveva detto \u00abma, in fondo io sto meglio sotto l\u2019ombrello della NATO che sotto il Patto di Varsavia\u00bb, ma ancora la casa editrice Einaudi &#8211; c\u2019\u00e8 un bel libro di Pier Luigi Battista che lo documenta bene, un libro di Granville &#8211; effettuavano una censura su qualsiasi libro che parlasse male del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la crisi dell\u201989 &#8211; l\u2019ho visto succedere in tanti miei colleghi, orfani improvvisamente &#8211; hanno sposato tutte le cause &#8220;ultra&#8221;, hanno sposato la causa del femminismo selvaggio, ecc. Lo avete sentito Bertinotti? Era tutto: gay, lesbico, negro, ebreo, palestinese, ecc. Pi\u00f9 pensiero debole di questo, pi\u00f9 crisi d\u2019identit\u00e0 di questa veramente non si saprebbe dove trovare. E quindi sono semplicemente d\u2019accordo e la ringrazio di avermi permesso di chiarire il mio pensiero. E vengo alle altre domande che richiederebbero, una in particolare, un\u2019altra conferenza che non vi voglio fare, ovviamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente certe idee impazzite sono figlie del Cristianesimo, l\u2019ho anche detto. Solo che, badate bene, ci sono, come dire, i figli illegittimi. Le metafore rendono fino a un certo punto. C\u2019\u00e8 un rapporto di filiazione che \u00e8 insieme di rivolta. Anzi, per certi versi una certa cultura cattolica \u00e8 stata spesso in ritardo, scopriva il Marxismo quando il Marxismo era in crisi e cos\u00ec via. Senza dubbio nei no-global, a Genova, c\u2019erano degli Scout &#8211; ahim\u00e8! -; Agnoletto, per dirne una tipica, \u00e8 di estrazione, credo, Scout. C\u2019\u00e8 un certo pensiero cattolico debole che per\u00f2, in realt\u00e0, nasce dalla rinuncia alla propria identit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pauperismo non \u00e8 un\u2019interpretazione legittima del Cristianesimo, ma un\u2019interpretazione debole, di chi non ha il coraggio della propria identit\u00e0 e della propria cultura e si confonde in questo movimentismo. C\u2019\u00e8 un processo anche all\u2019interno della cultura cattolica che \u00e8 stato in questo senso. Ma, naturalmente &#8211; si parlava qui di crisi dell\u2019autorit\u00e0 &#8211; quando i Farisei per tentare Cristo gli presentano una moneta, Cristo risponde con quella famosa frase, che poi nell\u2019esperienza concreta non \u00e8 facile definire, \u00abdate a Cesare quel che \u00e8 di Cesare e a Dio quel che \u00e8 di Dio\u00bb. Le potrei ricordare San Paolo: \u00abnon est potestas nisi a Deo\u00bb, non c\u2019\u00e8 potere che non venga da Dio. Poi &#8211; e qui comincio a passare alla risposta alla seconda domanda -, ma chi te l\u2019ha detto che questo non \u00e8 vero Cristianesimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mah, diciamo che il Cattolicesimo ha un vantaggio rispetto all\u2019Islam, che c\u2019\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 parlare a nome del Cattolicesimo e che nei secoli ha parlato. Essere cattolici significa riconoscere qualcuno che parla a nome dei cattolici e che pu\u00f2 decidere chi \u00e8 cattolico o no. E non basta definirsi cattolici. Quel prete di Avellino dei no-global, non mi ricordo come si chiama, che naturalmente veste da prete quando deve andare nei cortei, altrimenti non veste da prete, non \u00e8 la stessa cosa del Papa. E qui abbiamo un primo punto da mettere in rilievo nelle differenze con l\u2019Islam, ed \u00e8 che nessuno nell\u2019Islam pu\u00f2 parlare a nome dell\u2019Islam. Non esiste un\u2019autorit\u00e0 che possa dire \u00abquesto non \u00e8 Islam\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Cardini dice &#8211; e dice una cosa vera perch\u00e9 lui l\u2019Islam un po\u2019 lo conosce &#8211; che nessuno pu\u00f2 parlare a nome dell\u2019Islam, dice una cosa vera. Lui lo dice per dire che i Talebani non rappresentano tutto l\u2019Islam, che il terrorismo &#8211; ed \u00e8 verissimo &#8211; non \u00e8 l\u2019esito obbligato dell\u2019Islam e neppure che l\u2019Integralismo \u00e8 l\u2019esito obbligato dell\u2019Islam. Ma \u00e8 anche vero che non esiste un\u2019autorit\u00e0 che possa dire n\u00e9 ai Talebani n\u00e9 a Bin Laden n\u00e9 a chicchessia che non \u00e8 islamico. Faccio un ulteriore passo e vengo al problema della persona che \u00e8 indubbiamente un problema centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cristianesimo ha sempre insistito sulla nozione di persona che \u00e8 centrale e fondamentale: la persona umana. Ma qui ricorro a San Tommaso che, da questo punto di vista, non mi pare superato: egli dice che l\u2019uomo non pu\u00f2 vivere da solo. Robinson Crusoe sopravvive &#8211; a parte che poi incontra Venerd\u00ec &#8211; perch\u00e9 si considera ancora appartenente ad una societ\u00e0. Noi, naturalmente, la persona umana, ci completiamo nei rapporti con gli altri: nella famiglia, nelle realt\u00e0 locali in cui viviamo, nelle realt\u00e0 professionali e poi, su su, in una Patria e poi ancora, ove possibile, in organismi sovranazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice San Tommaso che l\u2019uomo non pu\u00f2 vivere se non nella comunit\u00e0 (e riprende la famosa definizione di Aristotele dell\u2019uomo come animale politico), cio\u00e8 la persona umana non si perfeziona se non \u00e8 radicata nella societ\u00e0. Per\u00f2 dice anche che l\u2019uomo non appartiene alla comunit\u00e0 nella sua integrit\u00e0, perch\u00e9 integralmente pu\u00f2 appartenere solo a Dio. Allora, il problema \u00e8 di un equilibrio che non sia quello di un individualismo assoluto, perch\u00e9 contraddice alla natura dell\u2019uomo, ma nemmeno quello in cui sia asservito alla comunit\u00e0 che, invece, \u00e8 l\u2019esito non solo del Marxismo, ma dell\u2019&#8221;ultra-marxismo&#8221;, per usare i termini di Del Noce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, nella civilt\u00e0 musulmana &#8211; ed \u00e8 qui il grande equivoco di chi pensa che questa possa essere una civilt\u00e0 tradizionale nel senso &#8220;nostro&#8221; &#8211; la comunit\u00e0 politica e la comunit\u00e0 religiosa coincidono. La <em>Umma<\/em> \u00e8 insieme comunit\u00e0 religiosa e comunit\u00e0 politica. Nell\u2019Europa medievale, anche nei momenti di maggiore teocrazia (diciamo cos\u00ec per intenderci, anche se il termine non \u00e8 poi esatto) c\u2019\u00e8 sempre stata una distinzione tra la Chiesa come Popolo di Dio (per usare un termine tornato di moda di questi tempi) e la Cristianit\u00e0 come insieme di popoli e di comunit\u00e0 civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra distinzione molto importante \u00e8 l\u2019inesistenza nel mondo islamico del diritto naturale. Vedete che quella che pu\u00f2 esservi sembrata una divagazione sul rifiuto dell\u2019autonomia della natura \u00e8 fondamentale. Cio\u00e8 non esistono diritti della persona umana in quanto persona umana. Poi tutti i dialoghi sono possibili, ma \u00e8 bene avere le idee chiare. E questa \u00e8 la realt\u00e0 di queste diverse civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora vedete che, quando in un libro che \u00e8 stato tradotto in italiano, mi pare nel \u201995, di Huntington, uno studioso americano &#8211; libro che non dico di accettare <em>in toto<\/em> &#8211; come ipotesi si pone il problema: prima del 1989 la situazione era chiara, avevamo un mappamondo sul quale, ogni giorno, sentendo di un colpo di stato nel Burundi, in Afghanistan, che in quei tempi sembrava una realt\u00e0 lontana, ci domandavamo \u00absta di qua o sta di l\u00e0?\u00bb. E lo tingevamo di rosso, di rosa acceso, oppure cancellavamo quel rosa. E il mappamondo era tanto rosso. Ce n\u2019\u00e8 ancora di rosso, perch\u00e9 non \u00e8 sparito, per\u00f2 le cose sono un po\u2019 cambiate e si sono complicate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora la situazione era, come dire, pi\u00f9 facile da interpretare. Noi eravamo di qua, perch\u00e9 avevamo la libert\u00e0, non ci stavamo bene, perch\u00e9 eravamo a disagio &#8211; parlo di me &#8211; per\u00f2 sapevamo che fra i due, qualcuno gridava lo slogan &#8220;meglio rossi che morti&#8221;, noi pensavamo che era meglio essere morti che rossi, cio\u00e8, che era meglio lottare per non essere rossi. E ce n\u2019era tanto di mappamondo rosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi ricordo che manifestai queste preoccupazioni ad un amico, nel \u201975 c\u2019era stata una rivoluzione comunista in Portogallo, durata poco nel suo aspetto comunista, e dicevo: \u00abqui diventa tutto rosso, \u00e8 un pasticcio\u00bb. E lui mi disse una cosa che era profondamente vera: \u00abil Comunismo non pu\u00f2 vincere perch\u00e9, per cattivo che sia, non pu\u00f2 uccidere tutte le nonne\u00bb. Perch\u00e9 la nonna chi \u00e8? \u00c8 quella che conserva, nonostante tutti gli sforzi di creare l\u2019uomo nuovo, fare <em>tabula rasa<\/em> del passato, le statue distrutte della Rivoluzione Francese, la cancellazione delle tradizioni; ma le nonne sopravvivono, ricordano, tramandano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avete visto nel 1989, quando fu ammainata la bandiera rossa con la falce e il martello dal Cremlino, spuntarono delle icone, nascoste, conservate, non l\u2019avranno dipinte tutte quel giorno, non sembrav&#8230;, le avevano conservate le nonne. Bene, dopo il 1989, la situazione \u00e8 diventata estremamente pi\u00f9 complessa, non \u00e8 cos\u00ec facile capire, e allora l\u2019ipotesi di Huntington \u00e8 questa: i conflitti futuri &#8211; perch\u00e9 la storia non \u00e8 finita, come credeva Francis Fukuyama, il quel libro <em>La fine della storia<\/em> &#8211; quali saranno? Perch\u00e9 non potevano pi\u00f9 essere conflitti ideologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino all\u201989 erano, con componenti geopolitiche, storiche e tutto quello che volete, conflitti ideologici. Adesso non era pi\u00f9 possibile interpretare il mondo e cercare di orientarci nel futuro su questa base. E allora cosa propone come ipotesi Huntington? I futuri scontri siamo scontri di civilt\u00e0. E designa una mappa delle otto &#8211; mi pare &#8211; civilt\u00e0 del mondo che hanno una radice storica e quindi una radice religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00ec c\u2019\u00e8 un problema di rapporti tra Cristianit\u00e0 occidentale e Cristianit\u00e0 o Cristianesimo orientale, mondo slavo, ma c\u2019\u00e8 soprattutto un rapporto con l\u2019Islam ecc. \u00c8 inevitabile no, perch\u00e9 nella storia non c\u2019\u00e8 nulla di inevitabile, ma \u00e8 un\u2019ipotesi che indubbiamente occorre prendere in considerazione riflettendo seriamente e non in modo improvvisato sui problemi che preesistevano, ma che dopo l\u201911 settembre sono emersi in maniera ancora pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1446\">vai alla seconda parte<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONFERENZA Marted\u00ec 16 aprile 2002 Comune di Pisa Circoscrizione n. 1 (Marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone) Cinema Teatro Don Bosco &#8211; Marina di Pisa (PI) Prof. Marco Tangheroni Ordinario di Storia Medioevale all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pisa Responsabile regionale di Alleanza cattolica<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/le-radici-storiche-delloccidente-prima-parte\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32028,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,24],"tags":[439,467],"class_list":["post-566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa-e-ue","category-storia","tag-europa-ue","tag-radici-cristiane-ue-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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