{"id":5644,"date":"2013-07-05T02:00:11","date_gmt":"2013-07-05T00:00:11","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-06-07T11:22:39","modified_gmt":"2015-06-07T09:22:39","slug":"dalla-differenza-alla-in-differenza-di-genere-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/dalla-differenza-alla-in-differenza-di-genere-3\/","title":{"rendered":"Dalla differenza alla in-differenza di genere (2)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gender.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-25627\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gender.jpg\" alt=\"gender\" width=\"295\" height=\"171\" \/><\/a>Brescia 13 Aprile 2013<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GLI EQUIVOCI DEL GENDER<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli interventi dei relatori al convegno che si \u00e8 svolto a Brescia il 13 Aprile presso il Centro pastorale \u201cPaolo VI\u201d, organizzato dall\u2019 <\/em><em>Ufficio per la famiglia e Ufficio per la salute della Diocesi di Brescia e la collaborazione di: <a href=\"http:\/\/www.agapo.net\/\" target=\"_blank\">AGAPO<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.alleanzacattolica.org\/\" target=\"_blank\">Alleanza Cattolica<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.amci.org\/\" target=\"_blank\">AMCI Brescia<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.gruppolot.it\/\" target=\"_blank\">Ass. Gruppo LOT<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.obiettivo-chaire.it\/\" target=\"_blank\">Ass. Obiettivo Chaire<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.confederazionemetodinaturali.it\/\" target=\"_blank\">CIC-RNF<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mpv.org\/\" target=\"_blank\">FederVita Lombardia<\/a>,<a href=\"http:\/\/www.mec-carmel.org\/\" target=\"_blank\">MEC<\/a> , <a href=\"http:\/\/www.scienzaevitabrescia.org\/\" target=\"_blank\">Scienza &amp; Vita Brescia<\/a> , <a href=\"http:\/\/www.ugci.org\/\" target=\"_blank\">UGCI Brescia<\/a>, e il sostegno di: Forum Associazioni Familiari Lombardia, Ass. Nuove Onde, Scienza &amp; Vita Milano, Il Timone \u2013 Milano. La giornata era destinata ad operatori di pastorale, educatori della comunit\u00e0 ecclesiale e membri delle organizzazioni promotrici coinvolte. Sono intervenuti: <strong>Dale O&#8217;Leary, Laura Palazzoni, Walt Heyer.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GENDER: PREMESSE FILOSOFICHE E RICADUTE NEL DIRITTO IN ITALIA E IN EUROPA (1)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Laura Palazzoni\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Laura Palazzoni<\/strong> \u00e8 professore ordinario di filosofia del diritto e bioeticista, attualmente insegna presso il Dipartimento di Giurisprudenza della LUMSA,\u00a0 Universit\u00e0 nella quale dirige da anni il Centro Studi Biogiuridici e il Master di Bioetica e diritti umani. \u00c8 membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, organo di consulenza del governo italiano, e dal 2007 ricopre il ruolo di vicepresidente. Dal 2010 \u00e8 una componente dell\u2019European Group of Ethics in Science and New Technologies (EGE), organo di consulenza del Presidente della Commissione Europea. Tra i suoi numerosi volumi ricordiamo: <em>Il concetto di persona tra bioetica e diritto, Giappichelli<\/em>, 1996; <em>Identit\u00e0 di genere? Dalla differenza alla indifferenza sessuale<\/em>, San Paolo, 2008; <em>Sex\/gender: gli equivoci dell\u2019uguaglianza<\/em>, Giappichelli, 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>______________________________<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie innanzitutto di questo invito che mi consente di tornare nella mia citt\u00e0.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei, seguendo l\u2019impostazione delineata in modo molto efficace da Dale O\u2019Leary, riportare anche un po\u2019 il discorso sulla nostra lingua italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel titolo del convegno (<em>Dalla differenza alla in-differenza sessuale \u2013 gli equivoci del gender<\/em>) \u00e8 stato infatti mantenuto il termine inglese <em>gender<\/em>, scelta con la quale concordo pienamente e non per un omaggio alla lingua inglese, bens\u00ec perch\u00e9 esso non \u00e8 ben traducibile in italiano. Lo tradurremmo con la parola <em>genere<\/em>. Ma se voi andate a cercare <em>genere <\/em>su un vocabolario della lingua italiana, trovate due significati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1<\/strong>. si usa per indicare in grammatica il genere maschile e il genere femminile; nella lingua italiana non abbiamo il genere neutro, come invece hanno altre lingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2<\/strong>. si utilizza anche come categoria concettuale per raggruppare individui che hanno caratteristiche simili; per esempio usiamo la parola <em>genere <\/em>per indicare il genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi capite che qui c\u2019\u00e8 una differenza: usiamo <em>genere <\/em>per indicare, in fondo, la differenza tra maschile e femminile, per\u00f2 lo usiamo anche per indicare il genere umano, che include la differenza uomini-donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sar\u00e0 capitato anche di sentire nel linguaggio contemporaneo <em>economia di genere<\/em>, <em>medicina di genere<\/em>, <em>farmacologia di genere<\/em>. Sta qui cominciando ad entrare nel linguaggio addirittura un terzo significato, per indicare invece un\u2019altra cosa: il genere femminile. Quando si parla di <em>medicina di genere <\/em>si parla di medicina delle donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non riusciamo davvero a capire: con <em>genere <\/em>indichiamo la differenza tra maschio e femmina, indichiamo l\u2019umanit\u00e0 o le donne? Non \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel linguaggio anglosassone la parola <em>gender <\/em>ha un ulteriore significato, molto bene illustrato da Dale O\u2019Leary, in cui \u00e8 sempre contrapposto alla parola <em>sex<\/em>. <em>Sex <\/em>indica la condizione biologica dell\u2019essere maschio o femmina e <em>gender <\/em>indica invece la condizione meta-biologica, non-biologica, cio\u00e8 l\u2019identit\u00e0 psicologica, come noi ci sentiamo, oppure il ruolo che acquisiamo all\u2019interno della societ\u00e0. Simone de Beauvoir viene sempre citata quando si parla delle teorie gender, anche se non era una teorica gender.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo famoso libro <em>Il secondo sesso <\/em>de Beauvoir scrive: \u201cDonna non si nasce, ma si diviene\u201d. Questa distinzione tra <em>essere <\/em>e <em>divenire <\/em>porta alla distinzione tra <em>cultura <\/em>e <em>natura, <\/em>e tra <em>sex <\/em>e <em>gender<\/em>. \u201cDonna non si nasce, ma si diviene\u201d viene interpretato dalle teorie gender nel seguente modo: noi nasciamo donne o uomini, ma non \u00e8 questo l\u2019importante; l\u2019importante \u00e8 ci\u00f2 che diveniamo, non ci\u00f2 che siamo. \u00c8 proprio il passaggio dall\u2019essere al divenire che \u00e8 il filo conduttore di tutte le teorie gender. Facciamo un piccolo rapidissimo percorso su queste teorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che noi vediamo oggi nelle teorie <em>sex\/gender <\/em>\u00e8 un progressivo allontanamento della categoria <em>gender <\/em>(come ci sentiamo, il ruolo sociale che abbiamo) da <em>sex <\/em>(la nostra sessualit\u00e0 biologica, come nasciamo). Dal punto di vista teorico si pu\u00f2 dire che ci allontaniamo dalla teoria del determinismo biologico, cio\u00e8 dall\u2019idea che noi nasciamo maschi o femmine e che questa sessualit\u00e0 biologica ci fa diventare maschi o femmine (se noi nasciamo maschi diventiamo uomini, se noi nasciamo femmine diventiamo donne).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea del determinismo biologico afferma che c\u2019\u00e8 un rapporto automatico tra <em>sex <\/em>e <em>gender<\/em>, e che esso \u00e8 immodificabile. In realt\u00e0 questa teoria non \u00e8 sostenibile, perch\u00e9 il transessualismo ci d\u00e0 un\u2019idea di chi nasce con un certo sesso biologico, ma si sente psicologicamente di un\u2019identit\u00e0 diversa; oppure pensiamo ai casi di bambini che nascono con ambiguit\u00e0 sessuali, in cui la sessualit\u00e0 genetica, gonadica e ormonale non coincidono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi ricorderete il caso di quell\u2019atleta che vinse le Olimpiadi nelle gare femminili, poi si scopr\u00ec che aveva un\u2019identit\u00e0 genetica maschile, e quindi le venne tolta la medaglia. Esistono queste ambiguit\u00e0, i disordini della differenziazione sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le teorie gender, a partire da questi casi nella realt\u00e0 (il transessualismo, le ambiguit\u00e0 sessuali) dicono che <em>sex <\/em>e <em>gender <\/em>sono categorie separabili. Il primo a sostenerlo \u00e8 stato John Money, come \u00e8 stato illustrato molto bene nell\u2019intervento precedente, che ha sostenuto che noi possiamo nascere maschi o femmine, ma questo non \u00e8 cos\u00ec importante; l\u2019importante \u00e8 come siamo educati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra una cosa abbastanza strana, perch\u00e9 in effetti i genitori non scelgono l\u2019identit\u00e0 sessuale in base alla quale educare i bambini, ma partono dalla biologia: se sono maschi li educano come maschi, se sono femmine li educano come femmine. Invece Money sostiene una cosa diversa, un po\u2019 analoga a quanto accade per il linguaggio: noi tutti abbiamo una predisposizione a parlare (mentre gli animali non lo fanno), ma poi la lingua che parliamo dipende dal contesto in cui nasciamo: se nasciamo in Italia parliamo l\u2019italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Money sostiene che la stessa cosa vale per il sesso: non importa se si nasce maschi o femmine, l\u2019importante \u00e8 l\u2019educazione dei genitori. \u00c8 una tesi che certamente allontana il <em>gender <\/em>dal <em>sex<\/em>. La sua tesi era quella della <em>malleabilit\u00e0 <\/em>del gender.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo percorso che ha allontanato il <em>gender <\/em>dal <em>sex <\/em>\u00e8 quello del costruzionismo sociale e del femminismo, i quali affermano che, in fondo, <em>sex <\/em>e <em>gender <\/em>sono legati nella societ\u00e0: noi colleghiamo la sessualit\u00e0 femminile ad un certo ruolo sociale, quello riproduttivo e domestico, la maternit\u00e0, e quella maschile al ruolo economico, politico, pubblico. Le femministe, che mirano ad analizzare la condizione di inferiorit\u00e0 della donna e a tentare di ristabilire un\u2019equiparazione rispetto all\u2019uomo, dicono: \u201cAllora dobbiamo modificare questa associazione per far s\u00ec che le donne siano sullo stesso piano degli uomini e possano partecipare anche al piano pubblico, economico e politico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua relazione Dale O\u2019Leary diceva che questo avviene soprattutto garantendo il diritto alla contraccezione e all\u2019aborto, quindi negando la maternit\u00e0 e, con le nuove tecnologie, anche garantendo i <em>diritti riproduttivi positivi <\/em>(una donna pu\u00f2 affittare l\u2019utero di un\u2019altra donna per portare avanti la maternit\u00e0, oppure si pensa all\u2019ipotesi di un utero artificiale in cui la donna sia totalmente liberata dal proprio corpo, e quindi non abbia solo un ruolo domestico, ma anche un ruolo sociale). Anche queste sono teorie che hanno contribuito all\u2019idea che i <em>gender<\/em>, i ruoli sociali, siano variabili e dissociati, separati dal <em>sex<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Money e il femminismo, c\u2019\u00e8 un terzo gradino importante che ha portato veramente alla radicalizzazione delle teorie gender ed \u00e8 la teoria di una autrice americana, Judith Butler, che ha scritto un libro, <em>Undoing gender <\/em>(La disfatta del gender). Butler sostiene la teoria pi\u00f9 radicale che si possa immaginare di separazione <em>sex <\/em>e <em>gender<\/em>: la natura \u00e8 irrilevante, come dicono oggi le teorie post-moderne \u00e8 <em>liquida<\/em>, fluida, modificabile, e ci\u00f2 che conta \u00e8 la volont\u00e0, il desiderio, l\u2019istinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di questa idea l\u2019autrice americana afferma che \u00e8 vero che noi nasciamo maschi o femmine, che siamo educati come uomini o come donne, che entriamo nella societ\u00e0 con un certo ruolo sociale di uomini e di donne. Tuttavia questo non c\u2019entra niente con la natura, \u00e8 una sorta di <em>normalizzazione <\/em>che \u00e8 influenzata dalla societ\u00e0. Bisogna allora disfare (da qui il titolo <em>Undoing gender<\/em>) la natura e la societ\u00e0, e noi dobbiamo liberare completamente la nostra volont\u00e0. Parafrasando la frase di Cartesio \u201cCogito ergo sum\u201d, Butler \u00e8 come dicesse: \u201cVoglio, dunque sono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il <em>gender <\/em>che determina il <em>sex<\/em>. Siamo arrivati quindi a un capovolgimento radicale: il sesso biologico non conta nulla, conta la volont\u00e0, quello che noi vogliamo essere. Questa tesi sostiene fondamentalmente due punti principali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Il <em>polimorfismo sessuale<\/em>, cio\u00e8 l\u2019idea che i sessi non sono due, maschio o femmina, ma sono molti. Io ricordo quando \u00e8 uscito un articolo di Anne-Fausto Stirling che diceva \u201cWhy male and female are not enough\u201d (Perch\u00e9 la sessualit\u00e0 maschile e femminile non sono sufficienti). Questo autore sosteneva che i sessi erano almeno cinque. L\u2019idea era che maschio <em>o <\/em>femmina va riformulato con l\u2019affermazione del maschio <em>e <\/em>femmina. Vi chiederete che differenza c\u2019\u00e8; \u00e8 stata cambiata solo una congiunzione, sostituendo la disgiunzione <em>o <\/em>con la congiunzione <em>e<\/em>. Beh, in realt\u00e0 si ribalta tutto nella teoria <em>sex\/gender<\/em>, perch\u00e9 significa dire che non nasciamo maschi <em>o <\/em>femmine, non c\u2019\u00e8 un\u2019alternativa dal punto di vista della natura, ma possiamo anche essere maschi <em>e <\/em>femmine, cio\u00e8 essere in una dimensione di confusione, di oscillazione, di transizione tra una sessualit\u00e0 e l\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Strettamente legata \u00e8 l\u2019idea del <em>pansessualismo<\/em>, cio\u00e8 l\u2019idea dell\u2019<em>orientamento sessuale <\/em>che \u00e8 indifferente. Cos\u00ec come \u00e8 indifferente la nostra identit\u00e0 sessuale, perch\u00e9 \u00e8 semplicemente l\u2019effetto di quello che vogliamo, \u00e8 altrettanto indifferente anche il nostro rapporto con gli altri; possiamo essere in una relazione sessuale con chi ha un sesso diverso o anche chi ha il nostro stesso sesso. Il pansessualismo dice che l\u2019omosessualit\u00e0, l\u2019eterosessualit\u00e0, ma anche la bisessualit\u00e0, sono indifferenti, non fanno nessuna differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste teorie sono state elaborate dalla filosofia. Qualcuno pu\u00f2 pensare che siano solo teorie; che Money, il femminismo radicale, Butler, siano dei teorici, abbiano scritto delle cose che ci sembrano un po\u2019 anche strane per il senso comune, e di cui poco ci importa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, non lo possiamo dire, perch\u00e9 queste teorie hanno avuto e stanno avendo un enorme influsso nell\u2019ambito giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio qualche esempio. Nelle conferenze ONU del Cairo e di Pechino la parola <em>sesso <\/em>ha cominciato ad essere sostituita dalla parola <em>gender<\/em>. Rileggendo i documenti, la Santa Sede, ma anche i rappresentanti di altri Paesi, hanno chiesto perch\u00e9 fosse stato cambiato il termine; ci si rendeva conto che c\u2019era qualcosa di strano e si voleva capire il perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad arrivare, a livello internazionale alla cosiddetta <em>Dichiarazione dei principi di Yogyakarta<\/em>, del 2007, in cui si dice che <em>gender identity <\/em>e <em>sexual orientation <\/em>sono due espressioni che devono rientrare all\u2019interno dei diritti dell\u2019uomo. Noi siamo abituati a parlare di diritti dell\u2019uomo pensando alla Dichiarazione Universale dei diritti dell\u2019uomo; ebbene, all\u2019interno di questa dichiarazione oggi bisognerebbe inserire anche la <em>gender identity <\/em>e <em>sexual orientation<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cosa significa? Che ognuno pu\u00f2 scegliere l\u2019identit\u00e0 sessuale che vuole (l\u2019idea di Butler) e che ognuno pu\u00f2 scegliere l\u2019orientamento sessuale che vuole. E quale che sia la scelta \u00e8 indifferente: non c\u2019\u00e8 una scelta migliore e una peggiore. Tutto si equivale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe pensare: \u201cQuesta \u00e8 una dichiarazione internazionale, che rilievo ha?\u201d In realt\u00e0 ha un grosso rilievo: anche in Europa ci sono molti documenti che cominciano ad incorporare questo principio di equivalenza e di indifferenza dal punto di vista dell\u2019identit\u00e0 gender\/orientamento sessuale. Ne cito solo alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Trattato di Amsterdam (1999) \u00e8 un testo in cui accanto alla sequenza a cui noi siamo abituati (i diritti dell\u2019uomo vanno riconosciuti a prescindere dall\u2019et\u00e0, dall\u2019appartenenza politica, dall\u2019appartenenza a uno Stato o a un altro Stato, dal credo religioso\u2026) si aggiunge \u201ca prescindere dalla <em>gender identity <\/em>e <em>sexual orientation<\/em>\u201d, ecco che troviamo queste due espressioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi faccio un altro esempio: la Carta di Nizza (2000) \u00e8 la carta dei diritti fondamentali su cui si fonda l\u2019Unione Europea. Nella carta dei diritti fondamentali ci sono due articoli che ci interessano: uno dice che gli individui hanno gli stessi diritti a prescindere dall\u2019orientamento sessuale (si usa l\u2019espressione <em>sexual orientation <\/em>che in italiano \u00e8 stato tradotto con <em>tendenza sessuale<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro articolo dice che gli individui hanno \u201cdiritto a sposarsi\u201d \u2013 punto. Non dice che gli individui hanno diritto a sposarsi e costituire una famiglia tra un uomo e una donna. L\u2019interpretazione pi\u00f9 ingenua potrebbe ritenere che ci si sia dimenticati di scrivere \u201ctra un uomo e una donna\u201d; ma non \u00e8 questione di dimenticanza, c\u2019\u00e8 dietro l\u2019ideologia gender: non bisogna scrivere \u201ctra uomo e donna\u201d perch\u00e9 la differenza sessuale non \u00e8 rilevante per la costituzione della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei fare tanti altri esempi: risoluzioni del Parlamento Europeo, raccomandazioni del Consiglio d\u2019Europa, che comunque citano ancora la <em>sexual identity\/sexual orientation<\/em>. Ma anche le legislazioni dei diversi Stati europei stanno cominciando ad inserire questi riferimenti. Per esempio in Inghilterra, con il \u201cGender Recognition Act\u201d (2004).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa legge dice che chi vuole modificare la propria sessualit\u00e0 non \u00e8 obbligato a cambiare il proprio corpo. In Italia abbiamo una legge sul transessualismo: chi vuole modificare la propria identit\u00e0 sessuale, da maschio vuole diventare femmina o viceversa, deve avere la certificazione medica di un disagio dal punto di vista psicologico e poi acquisisce un\u2019identit\u00e0 che \u00e8 maschile o femminile, la pu\u00f2 modificare, ma deve anche modificare il proprio corpo per potere modificare la propria identit\u00e0 sessuale. La Gender Recognition Act dice che non \u00e8 necessario modificare chirurgicamente il corpo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Spagna nel 2007 la legge intitolata \u201cLegge sulla rettificazione sessuale nei registri civili\u201d dice che nei documenti civili, come la carta d\u2019identit\u00e0 e la patente, si possono modificare il nome e il sesso a prescindere dalla modificazione del corpo. In Australia un individuo ha detto: \u201cIo voglio un passaporto in cui io non sia obbligato a scrivere <em>maschio <\/em>o <em>femmina<\/em>; voglio anche un\u2019altra categoria, la <em>X<\/em>, quella del transgender, cio\u00e8 non voglio essere n\u00e9 maschio, n\u00e9 femmina, oppure voglio essere maschio e femmina\u201d. E\u2019 un processo che sta avviandosi in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persino in Germania si sta discutendo sulla possibilit\u00e0 di registrare all\u2019anagrafe oltre a maschi e femmine anche la sigla IS (che indica <em>intersex<\/em>). L\u2019intersessualit\u00e0 \u00e8 una categoria che sta incominciando a essere usata anche in Europa, importata dagli Stati Uniti, dove \u00e8 stata fondata una North American Society of Intersex. Con <em>intersex <\/em>si indicano quei casi di bambini che possono avere delle ambiguit\u00e0 sessuali, anzich\u00e9 utilizzare l\u2019espressione pi\u00f9 usata in letteratura medica \u201cdisturbi della differenziazione sessuale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola <em>disturbo<\/em>, non \u00e8 la parola <em>malattia<\/em>, ma fa capire che si tratta di un\u2019anomalia nel processo di differenziazione sessuale. Invece la Germania, l\u2019America preferiscono usare la categoria dell\u2019intersessualit\u00e0. Che differenza c\u2019\u00e8 tra le due espressioni <em>disturbo della differenziazione sessuale <\/em>e <em>intersessualit\u00e0<\/em>? Intersessualit\u00e0 sembra rilevare che c\u2019\u00e8 una ambiguit\u00e0, ma che questa ambiguit\u00e0 sia accettabile. C\u2019\u00e8 un progetto di legge in Germania che dice che noi dovremmo immaginare che nella registrazione anagrafica ci dovrebbero essere tre caselle: M \u2013F \u2013IS, come se fosse una terza condizione, lasciando la possibilit\u00e0 del transgender.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, si potrebbe pensare che questa sia la dimensione internazionale ed europea, ma in Italia non abbiamo mai sentito entrare queste espressioni e usare questa terminologia. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec: la Corte Costituzionale, per esempio, si \u00e8 pronunciata pi\u00f9 volte sulle varie richieste di una possibilit\u00e0 di riconoscimento dei matrimoni omosessuali. Questo \u00e8 certamente un modo in cui sta entrando questa teorizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ce n\u2019\u00e8 un altro: c\u2019\u00e8 stato un inizio di legislazione su una legge, scritta in una commissione al Parlamento dall\u2019onorevole Concia, che prevede un\u2019aggravante dal punto di vista penale, quindi una sanzione pi\u00f9 gravosa dal punto di vista penale, per atti di <em>omofobia <\/em>e <em>transfobia<\/em>. <em>Omofobia <\/em>vuol dire \u201codio nei confronti degli omosessuali\u201d, <em>transfobia <\/em>\u201codio nei confronti dei transessuali\u201d. Chi manifesta questo atteggiamento di odio deve essere punito in modo pi\u00f9 gravoso. Nel disegno unificato che si \u00e8 discusso inizialmente in Parlamento c\u2019era anche l\u2019espressione <em>identit\u00e0 di genere <\/em>e <em>orientamento sessuale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capite a questo punto che dietro queste espressioni ci sono delle teorie, non sono espressioni neutre, sono espressioni che veicolano delle teorie. E in effetti, anche in questo progetto di legge c\u2019era la ferma pressione ad introdurre anche nelle nostre leggi espressioni che il nostro ordinamento giuridico non ha mai conosciuto. Ho partecipato a due audizioni in Parlamento per discutere di questo progetto e sono riuscita ad ottenere una piccola cosa, ma credo che sia un passo avanti importante, e cio\u00e8 di togliere queste due espressioni dal progetto di legge perch\u00e9 sono espressioni ambigue, e perch\u00e9 sono espressioni che non hanno significato nel nostro ordinamento giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come vedete, c\u2019\u00e8 una sorta di passaggio dalla filosofia al diritto, dalle teorizzazioni filosofiche al diritto positivo, alle legislazioni, alle dichiarazioni, ai documenti internazionali. Non possiamo solo enunciare queste teorie; \u00e8 anche necessario fare uno sforzo di riflessione critica su di esse. Non basta dire: \u201cSono strane, vanno fuori dal senso comune, non le accetto, le rifiuto\u201d. Non \u00e8 sufficiente Spesso quando ci troviamo di fronte a teorie che si impongono, anche attraverso i mass media, in modo forte, bisogna anche elaborare un pensiero che sia solido, che sia razionalmente argomentato per contrapporsi ad esse. Io vorrei indicarvi alcune riflessioni tra le tante che si potrebbero fare.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><strong>1<\/strong>. No alla malleabilit\u00e0 del gender. La teoria che \u00e8 stata portata avanti da Money e dalle femministe, afferma che il gender, l\u2019identit\u00e0 gender \u00e8 malleabile, \u00e8 plastica. Non \u00e8 cos\u00ec. La realt\u00e0 ci deve guidare in questa risposta. Sappiamo che il processo di differenziazione sessuale avviene secondo un ordine un \u03c4\u03ad\u03bb\u03bf\u03c2. C\u2019\u00e8 una certa composizione genetica che determina uno sviluppo ormonale, che determina lo sviluppo delle gonadi, che determina i caratteri morfologici sessuali. C\u2019\u00e8 un ordine. Ecco perch\u00e9 si parla di <em>disturbi <\/em>della differenziazione sessuale. Io combatterei per tenere questa espressione perch\u00e9 sono anomalie di un processo normale di sviluppo, che ha una sua consequenzialit\u00e0, un suo progetto coordinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante che tanti casi clinici diffusi dai mass media sono stati casi drammatici dal punto di vista esistenziale, il che significa che le indicazioni che provengono dalla biologia, meglio dalla natura, sono necessarie. Un paio di anni fa al Comitato nazionale di Bioetica abbiamo scritto un documento su questo tema, sui disturbi della differenziazione sessuale in cui si diceva che se nasce un bambino che ha ambiguit\u00e0 sessuali non possiamo limitarci a prenderne atto, dicendo che c\u2019\u00e8 una nuova condizione oltre a quella di maschi e femmine e che \u00e8 l\u2019intersessualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene che questa non potrebbe che essere una condizione di grandissimo disagio sul piano psicologico e sociale. Dobbiamo diagnosticare questa ambiguit\u00e0 e intervenire sul piano terapeutico, bilanciando gli interventi. Non possiamo pensare che non sia una patologia. \u00c8 una patologia che va trattata, con i modi appropriati, proporzionati, come vengono trattate tutte le patologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, non \u00e8 vero che il gender \u00e8 malleabile, noi abbiamo delle indicazioni che provengono dalla biologia. Non \u00e8 che il medico di fronte a un bambino che ha una ambiguit\u00e0 sessuale fa quello che \u00e8 pi\u00f9 semplice dal punto di vista tecnico, pratico, e poi i genitori lo educano in modo conseguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 cos\u00ec. Pensiamo al famoso caso John\/Joan di Money, del gemello nato maschio e trasformato in femmina, che poi \u00e8 voluto tornare maschio e poi si \u00e8 suicidato. Il che ci fa pensare che certamente viveva un profondo disagio. Non possiamo modificare a nostro piacimento la natura, dobbiamo trarre delle indicazioni dalla natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 anche la provocazione del transgender, che \u00e8 quella che abbiamo avuto anche con Vladimir Luxuria, che esibiva la sua volont\u00e0 di non intervenire sul proprio corpo e di vivere l\u2019oscillazione tra una sessualit\u00e0 maschile e femminile. Ma Il transgender \u00e8 una provocazione. Tra l\u2019altro, se ci pensate bene, \u00e8 colui che va oltre la differenza maschio-femmina, e dunque presuppone quello che vuole superare: vuole superare la differenza, perch\u00e9 la differenza c\u2019\u00e8. Quindi \u00e8 una forte provocazione, \u00e8 una trasgressione che non riconosce quello che \u00e8 la natura, che \u00e8 rilevante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Altro concetto importante \u00e8 la stretta connessione tra sex e gender e l\u2019importanza dell\u2019identit\u00e0 sessuale per la costituzione della nostra identit\u00e0. Butler parla perfino del corpo come di un attaccapanni, sul quale noi possiamo appendere qualsiasi vestito. Non \u00e8 cos\u00ec. Il corpo non \u00e8 biologicamente amorfo, bens\u00ec veicola un\u2019identit\u00e0 che \u00e8 costitutiva. Provate a pensare a un soggetto neutro: non \u00e8 facile, perch\u00e9 la neutralit\u00e0 \u00e8 qualcosa che dobbiamo costruire. La differenza sessuale \u00e8 addirittura la categoria del nostro pensare, oltre che del nostro vivere, e questo \u00e8 qualcosa che non possiamo non riconoscere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> La rilevanza della differenza sessuale come costitutiva non solo della nostra identit\u00e0, ma della societ\u00e0, \u00e8 osservabile attorno a noi. Sappiamo bene che solo dall\u2019unione di un sesso maschile e di un sesso femminile \u00e8 possibile la procreazione e quindi questa \u00e8 la condizione di possibilit\u00e0 della nostra stessa societ\u00e0. Molti obiettano sostenendo che con le nuove tecnologie riproduttive il problema \u00e8 superato. Non \u00e8 vero: le tecnologie riproduttive, che chiamano riproduzione assistita, usano sempre un gamete maschile e uno femminile. La differenza sessuale \u00e8 rilevante per la costituzione della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo solo immaginare in ipotesi gli scenari futuri della clonazione. Con la clonazione potremmo prelevare, da un solo individuo, una cellula, prenderne il DNA, trasferirlo in una ovocellula e costituire un clone. Quindi avremmo un solo individuo, non due; i due sessi non sarebbero pi\u00f9 rilevanti per la riproduzione. Ma la clonazione \u00e8 una delle tecnologie contro la quale si \u00e8 levato il pi\u00f9 ampio dissenso, anche a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando \u00e8 stata clonata la pecora Dolly, prima ancora che questa tecnica fosse applicata sull\u2019uomo, si \u00e8 detto che era necessario impedire l\u2019applicazione di questa tecnologia sull\u2019uomo perch\u00e9 \u00e8 estremamente pericolosa. Essa metterebbe sicuramente in discussione il legame triadico del figlio con due genitori di sesso diverso. Inoltre, la differenza sessuale non solo \u00e8 condizione necessaria per la societ\u00e0, essa \u00e8 anche la condizione necessaria della nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo noi stessi perch\u00e9 ci confrontiamo con chi \u00e8 diverso da noi. L\u2019identit\u00e0 si costituisce sulla differenza, l\u2019in-differenza impedisce, ostacola il nostro processo di identificazione. E\u2019 un punto molto importante da enunciare contro le teorie gender, che veicolano come bandiera il concetto di neutralit\u00e0, in-differenza e superamento della differenza sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio dalla filosofia al diritto nell\u2019ambito delle teorie gender \u00e8 un passaggio che parte da una filosofia di tipo relativistico: le teorie gender, dicendo che tutto \u00e8 equivalente, che tutto \u00e8 indifferente, sono teorie relativistiche; esse dicono che tutto \u00e8 relativo all\u2019individuo e alla sua volont\u00e0, alla sua pulsione, al suo desiderio. Ebbene, queste teorie relativistiche hanno una forte ricaduta nel diritto, perch\u00e9 portano a pensare che il diritto \u00e8 solo la legittimazione della nostra volont\u00e0: quello che io voglio il diritto me lo deve garantire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo: esse portano avanti l\u2019idea che l\u2019uguaglianza sia l\u2019equivalenza e cio\u00e8 trattare tutti nello stesso modo. Se io tratto qualcuno in modo diverso, io compio una discriminazione. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiamo solo il concetto di Aristotele, secondo il quale la giustizia consiste nel trattare in modo eguale gli eguali, e trattare in modo diseguale i diseguali. Non \u00e8 detto che io debba trattare tutti nello stesso modo; non siamo una societ\u00e0 di omologazione. Devo avere delle ragioni precise, ma questo pu\u00f2 giustificare una differenza di trattamento. In questo senso penso sia importante recuperare una filosofia con delle radici, non voglio dire metafisiche perch\u00e9 oggi la metafisica \u00e8 in crisi, ma delle radici antirelativistiche, una filosofia che sappia giustificare un diritto che sia in funzione dell\u2019identit\u00e0 e non sia solo la legittimazione della volont\u00e0, ma sia funzionale all\u2019identit\u00e0 e alla difesa della differenza sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo in questo modo possiamo difendere l\u2019idea della famiglia fondata sul matrimonio, che \u00e8 anche il principio della nostra Costituzione, oltre che di altri importanti documenti internazionali, contro l\u2019ideologia gender che porta all\u2019idea delle <em>famiglie<\/em>, declinate al plurale, delle famiglie <em>arcobaleno<\/em>, esprimibili in tanti diversi modi (l\u2019arcobaleno \u00e8 di sette colori, ma ci possono essere tante sfumature), all\u2019idea che la famiglia sia disgregabile, ossia esprimibile in tanti diversi modi. Io penso che sia importante di fronte alle teorie gender difendere la differenza sessuale e l\u2019identit\u00e0 sessuale come valori costitutivi della nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Testo non rivisto dalla relatrice<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5643\" target=\"_blank\">Vai all&#8217;intervento di Dale O&#8217;Leary<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5645\" target=\"_blank\">Vai all&#8217;intervento di Walt Heyer<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brescia 13 Aprile 2013 GLI EQUIVOCI DEL GENDER Gli interventi dei relatori al convegno che si \u00e8 svolto a Brescia il 13 Aprile presso il Centro pastorale \u201cPaolo VI\u201d, organizzato dall\u2019 Ufficio per la famiglia e Ufficio per la salute della Diocesi di Brescia e la collaborazione di: AGAPO, Alleanza Cattolica, AMCI Brescia, Ass. 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