{"id":559,"date":"2005-05-22T00:00:00","date_gmt":"2005-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-23T11:31:47","modified_gmt":"2016-03-23T10:31:47","slug":"europa-i-suoi-fondamenti-spirituali-ieri-oggi-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/europa-i-suoi-fondamenti-spirituali-ieri-oggi-e-domani\/","title":{"rendered":"Europa. I  suoi fondamenti spirituali ieri, oggi e domani"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32092\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/Ratzinger_Senato.jpg\" alt=\"Ratzinger_Senato\" width=\"250\" height=\"163\" \/>Senato della Repubblica XIV legislatura<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Joseph Cardinal Ratzinger<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Biblioteca del Senato Sala Capitolare del Chiostro della Minerva<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Roma &#8211; <strong>13 maggio 2004<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa &#8211; Cos\u2019\u00e8 essa propriamente? Questa domanda \u00e8 stata sempre nuovamente posta, in maniera espressa, dal cardinal J\u00f3zef Glemp in uno dei circoli linguistici del Sinodo Episcopale sull\u2019Europa: dove comincia, dove finisce l\u2019Europa? Perch\u00e9 ad esempio la Siberia non appartiene all\u2019Europa, sebbene essa sia abitata anche da europei, la cui modalit\u00e0 di pensare e di vivere \u00e8 inoltre del tutto europea? E dove si perdono i confini dell\u2019Europa nel sud della comunit\u00e0 di popoli della Russia? Dove corre il suo confine nell\u2019Atlantico? Quali isole sono Europa, e quali invece non lo sono, e perch\u00e9 non lo sono?<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi incontri divenne perfettamente chiaro che Europa solo in maniera del tutto secondaria \u00e8 un concetto geografico: l\u2019Europa non \u00e8 un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma \u00e8 invece un concetto culturale e storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Il sorgere dell\u2019Europa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo risulta in modo assai evidente se tentiamo di risalire alle origini dell\u2019Europa. Chi parla dell\u2019origine dell\u2019Europa, rinvia solitamente ad Erodoto (ca. 484-425 a. C.), il quale certamente \u00e8 il primo a conoscere l\u2019Europa come concetto geografico, e la definisce cos\u00ec: \u00abi Persiani considerano come cosa di loro propriet\u00e0 l\u2019Asia e i popoli barbari che vi abitano, mentre ritengono che l\u2019Europa e il mondo greco siano un paese a parte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I confini dell\u2019Europa stessa non vengono addotti, ma \u00e8 chiaro che terre che oggi sono il nucleo dell\u2019Europa odierna giacevano completamente al di fuori del campo visivo dell\u2019antico storico. Di fatto con la formazione degli stati ellenistici e dell\u2019Impero Romano si era formato un continente che divenne la base della successiva Europa, ma che esibiva tutt\u2019altri confini: erano le terre tutt\u2019attorno al Mediterraneo, le quali in virt\u00f9 dei loro legami culturali, in virt\u00f9 dei traffici e dei commerci, in virt\u00f9 del comune sistema politico formavano le une insieme alle altre un vero e proprio continente. Solo l\u2019avanzata trionfale dell\u2019Islam nel VII e all\u2019inizio dell\u2019VIII secolo ha tracciato un confine attraverso il Mediterraneo, lo ha per cos\u00ec dire tagliato a met\u00e0, cosicch\u00e9 tutto ci\u00f2 che fino ad allora era stato un continente si suddivideva adesso oramai in tre continenti: Asia, Africa, Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In oriente la trasformazione del mondo antico si comp\u00ec pi\u00f9 lentamente che in occidente: l\u2019Impero Romano con Costantinopoli come punto centrale resistette laggi\u00f9 &#8211; anche se sempre pi\u00f9 spinto ai margini &#8211; fino al XV secolo. Mentre la parte meridionale del Mediterraneo attorno all\u2019anno 700 \u00e8 completamente caduta fuori di quello che fino ad allora era un continente culturale, si verifica nel medesimo tempo una sempre pi\u00f9 forte estensione verso il nord. Il limes, che sino ad allora era stato un confine continentale, scompare e si apre verso un nuovo spazio storico, che ora abbraccia la Gallia, la Germania, la Britannia come terre-nucleo vere e proprie, e si protende in maniera crescente verso la Scandinavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo processo di spostamento dei confini la continuit\u00e0 ideale con il precedente continente mediterraneo, misurato geograficamente in termini differenti, venne garantita da una costruzione di teologia della storia: in collegamento con il libro di Daniele, si considerava l\u2019Impero Romano rinnovato e trasformato dalla fede cristiana come l\u2019ultimo e permanente regno della storia del mondo in generale, e si definiva perci\u00f2 la compagine di popoli e di stati che era in via di formazione come il permanente Sacrum Imperium Romanum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo processo di una nuova identificazione storica e culturale \u00e8 stato compiuto in maniera del tutto consapevole sotto il regno di Carlo Magno, e qui emerge ora nuovamente anche l\u2019antico nome di Europa, in un significato mutato: questo vocabolo venne ora impiegato addirittura come definizione del regno di Carlo Magno, ed esprimeva al tempo stesso la coscienza della continuit\u00e0 e della novit\u00e0 con cui la nuova compagine di stati si presentava come la forza propriamente carica di futuro. Carica di futuro proprio perch\u00e9 si concepiva in continuit\u00e0 con la storia del mondo fino ad allora e ultimamente ancorata in ci\u00f2 che permane sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019autocomprensione che andava cos\u00ec formandosi \u00e8 espressa parimenti la consapevolezza della definitivit\u00e0, cos\u00ec come al tempo stesso la consapevolezza di una missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che il concetto di Europa \u00e8 pressoch\u00e9 nuovamente scomparso dopo la fine del regno carolingio ed \u00e8 rimasto solamente conservato nel linguaggio dei dotti; nel linguaggio popolare esso trapassa solamente all\u2019inizio dell\u2019epoca moderna &#8211; certo in connessione con il pericolo dei Turchi, come modalit\u00e0 di autoidentificazione -, per imporsi in generale nel XVIII secolo. Indipendentemente da questa storia del termine, il costituirsi del regno dei Franchi come l\u2019Impero Romano mai tramontato e ora rinato significa di fatto il passo decisivo verso ci\u00f2 che noi oggi intendiamo quando parliamo di Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo non possiamo dimenticare che c\u2019\u00e8 anche una seconda radice dell\u2019Europa, di un\u2019Europa non occidentale: l\u2019Impero Romano aveva in effetti, come gi\u00e0 detto, resistito a Bisanzio contro le tempeste della migrazione dei popoli e dell\u2019invasione islamica. Bisanzio intendeva se stessa come la vera Roma; qui di fatto l\u2019Impero non era mai tramontato, ragion per cui si continuava ad avanzare una rivendicazione nei confronti dell\u2019altra met\u00e0, quella occidentale, dell\u2019Impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questo Impero Romano d\u2019Oriente si \u00e8 esteso ulteriormente verso il nord, fin dentro il mondo slavo, e si \u00e8 creato un proprio mondo, greco-romano, che si differenzia rispetto all\u2019Europa latina dell\u2019occidente in virt\u00f9 di una diversa liturgia, una diversa costituzione ecclesiastica, una diversa scrittura, e in virt\u00f9 della rinuncia al latino come comune lingua insegnata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente ci sono anche sufficienti elementi unificanti, che possono fare dei due mondi un unico, comune continente: in primo luogo la comune eredit\u00e0 della Bibbia e della Chiesa antica, la quale del resto in entrambi i mondi rinvia aldil\u00e0 di se stessa verso un\u2019origine che ora giace al di fuori dell\u2019Europa, e cio\u00e8 in Palestina; inoltre la stessa comune idea di Impero, la comune comprensione di fondo della Chiesa e quindi anche la comunanza delle fondamentali idee del diritto e degli strumenti giuridici; infine io menzionerei anche il monachesimo, che nei grandi sommovimenti della storia \u00e8 rimasto l\u2019essenziale portatore non solamente della continuit\u00e0 culturale, bens\u00ec soprattutto dei fondamentali valori religiosi e morali, degli orientamenti ultimi dell\u2019uomo, e in quanto forza pre-politica e sovra-politica divenne portatore delle sempre nuovamente necessarie rinascite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le due Europe, pur in mezzo alla comunanza dell\u2019essenziale eredit\u00e0 ecclesiale, c\u2019\u00e8 tuttavia ancora una profonda differenza, alla cui importanza ha accennato specialmente Endre von Ivanka: a Bisanzio Impero e Chiesa appaiono quasi identificati l\u2019uno con l\u2019altro; l\u2019imperatore \u00e8 capo anche della Chiesa. Egli intende se stesso come rappresentante di Cristo, e in collegamento con la figura di Melchisedek, che era al tempo stesso re e sacerdote (Gen 14,18), porta dal VI secolo il titolo ufficiale di \u00abre e sacerdote\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il fatto che a partire da Costantino l\u2019imperatore se ne era andato via da Roma, nell\u2019antica capitale dell\u2019Impero pot\u00e9 svilupparsi la posizione autonoma del vescovo di Roma come successore di Pietro e pastore supremo della Chiesa; qui gi\u00e0 dall\u2019inizio dell\u2019era costantiniana viene insegnata una dualit\u00e0 di potest\u00e0: imperatore e papa hanno in effetti potest\u00e0 separate, nessuno dispone della totalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il papa Gelasio I (492-496) ha formulato la visione dell\u2019Occidente nella sua famosa lettera all\u2019imperatore Anastasio e ancor pi\u00f9 chiaramente nel suo quarto trattato, dove egli di fronte alla tipologia bizantina di Melchisedek sottolinea che l\u2019unit\u00e0 delle potest\u00e0 sta esclusivamente in Cristo: \u00abquesti infatti, a causa della debolezza umana (superbia!), ha separato per i tempi successivi i due ministeri, affinch\u00e9 nessuno si insuperbisca\u00bb (c. 11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le cose della vita eterna gli imperatori cristiani hanno bisogno dei sacerdoti (pontifices), e questi a loro volta si attengono, per il corso temporale delle cose, alle disposizioni imperiali. I sacerdoti devono seguire nelle cose mondane le leggi dell\u2019imperatore insediato per ordine divino, mentre questi deve sottomettersi nelle cose divine al sacerdote. Con ci\u00f2 \u00e8 introdotta una separazione e distinzione delle potest\u00e0, la quale divenne di massima importanza per il successivo sviluppo dell\u2019Europa, e che per cos\u00ec dire ha posto i fondamenti di ci\u00f2 che \u00e8 propriamente tipico dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 da ambo le parti di contro a tali delimitazioni rimase vivo sempre l\u2019impulso alla totalit\u00e0, la brama di porre il proprio potere al di sopra dell\u2019altro, questo principio di separazione \u00e8 divenuto anche la sorgente di infinite sofferenze. Come esso debba essere vissuto correttamente e concretizzato politicamente e religiosamente rimane un problema fondamentale anche per l\u2019Europa di oggi e di domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. La svolta verso l\u2019epoca moderna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se in base a quanto sin qui detto possiamo considerare il sorgere dell\u2019impero carolingio da una parte, e la continuazione dell\u2019impero romano a Bisanzio e la sua missione verso i popoli slavi dall\u2019altra parte come la vera e propria nascita del continente Europa, l\u2019inizio dell\u2019epoca moderna significa per ambedue le Europe una svolta, un cambiamento radicale, che concerne sia l\u2019essenza di questo continente, sia i suoi contorni geografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1453 Costantinopoli venne conquistata dai Turchi. O.Hiltbrunner commenta questo evento in maniera laconica: \u00abgli ultimi &#8230; dotti emigrarono&#8230; verso l\u2019Italia e trasmisero agli umanisti del Rinascimento la conoscenza dei testi originali greci; ma l\u2019Oriente sprofond\u00f2 nell\u2019assenza di cultura\u00bb. Questa affermazione pu\u00f2 essere formulata in maniera un po\u2019 troppo rozza, poich\u00e9 in effetti anche il regno della dinastia degli Osman aveva la sua cultura; ma \u00e8 vero che la cultura greco-cristiana, europea, di Bisanzio trov\u00f2 con ci\u00f2 la sua fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec una delle due ali dell\u2019Europa rischi\u00f2 in tal modo di scomparire, ma l\u2019eredit\u00e0 bizantina non era morta: Mosca dichiara se stessa come la terza Roma, fonda ora un proprio patriarcato sulla base dell\u2019idea di una seconda translatio imperii e si presenta dunque come una nuova metamorfosi del Sacrum Imperium &#8211; come una propria forma di Europa, che tuttavia rimase unita con l\u2019Occidente e si orient\u00f2 sempre pi\u00f9 verso di esso, fino a che Pietro il Grande tent\u00f2 di farla diventare un paese occidentale. Questo spostamento verso nord dell\u2019Europa bizantina port\u00f2 con s\u00e9 il fatto che ora anche i confini del continente si misero in movimento ampiamente verso oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fissazione degli Urali come frontiera \u00e8 oltremodo arbitraria, in ogni caso il mondo a oriente di essi divent\u00f2 sempre pi\u00f9 una specie di sottostruttura dell\u2019Europa, n\u00e9 Asia n\u00e9 Europa, essenzialmente forgiato dal soggetto Europa, senza partecipare per\u00f2 esso stesso del suo carattere di soggetto: oggetto, e non portatore esso stesso della sua storia. Forse con ci\u00f2 \u00e8 definita, tutto sommato, l\u2019essenza di uno stato coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo dunque, a riguardo dell\u2019Europa bizantina, non occidentale, all\u2019inizio dell\u2019epoca moderna, parlare di un duplice evento: da una parte vi \u00e8 il dissolvimento dell\u2019antica Bisanzio con la sua continuit\u00e0 storica nei confronti dell\u2019Impero Romano; dall\u2019altra parte questa seconda Europa ottiene con Mosca un nuovo centro e amplia i suoi confini verso oriente, per erigere infine in Siberia una specie di pre-struttura coloniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente possiamo constatare anche in occidente un duplice processo con notevole significato storico. Una grande parte del mondo germanico si distacca da Roma; sorge una nuova, illuminata forma di cristianesimo, cosicch\u00e9 attraverso l\u2019occidente scorre d\u2019ora in poi una linea di separazione, la quale forma chiaramente anche un limes culturale, un confine tra due diverse modalit\u00e0 di pensare e di rapportarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo c\u2019\u00e8 anche all\u2019interno del mondo protestante una frattura, in primo luogo tra luterani e riformati, ai quali si associano metodisti e presbiteriani, mentre la chiesa anglicana tenta di formare una via di mezzo tra cattolici ed evangelici; a ci\u00f2 si aggiunge poi anche la differenza tra cristianesimo sotto la forma di una chiesa di stato, che diventa contrassegno dell\u2019Europa, e chiese libere, che trovano il loro spazio di rifugio nel Nordamerica, sulla qual cosa dovremo tornare a parlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo attenzione in primo luogo al secondo evento, che caratterizza essenzialmente la situazione dell\u2019epoca moderna di quella che un tempo era l\u2019Europa latina: la scoperta dell\u2019America. All\u2019allargamento verso est dell\u2019Europa in virt\u00f9 della progressiva estensione della Russia verso l\u2019Asia corrisponde la radicale uscita dell\u2019Europa fuori dai suoi confini geografici, verso il mondo che sta aldil\u00e0 dell\u2019Oceano, che ora riceve il nome di America; la suddivisione dell\u2019Europa in una met\u00e0 latino-cattolica e una met\u00e0 germanico-protestante si trasferisce e si ripercuote su questa parte della terra occupata dall\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019America diventa in un primo tempo una Europa allargata, una colonia, ma essa si crea contemporaneamente con il sommovimento dell\u2019Europa ad opera della Rivoluzione Francese il suo proprio carattere di soggetto: dal XIX secolo in poi essa, sebbene forgiata nel profondo dalla sua nascita europea, sta tuttavia di fronte all\u2019Europa come un soggetto proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tentativo di conoscere la pi\u00f9 profonda, interiore identit\u00e0 dell\u2019Europa attraverso lo sguardo sulla storia abbiamo adesso preso in osservazione due fondamentali svolte storiche: come prima la dissoluzione del vecchio continente mediterraneo ad opera del continente del Sacrum Imperium, collocato pi\u00f9 verso nord, in cui si forma a partire dall\u2019epoca carolingia la Europa come mondo occidentale-latino; accanto a questo la continuazione della vecchia Roma a Bisanzio, con il suo protendersi verso il mondo slavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come secondo passo avevamo osservato la caduta di Bisanzio e il conseguente spostamento da una parte dell\u2019Europa verso nord e verso est dell\u2019idea cristiana di impero, e dall\u2019altra parte l\u2019interna divisione dell\u2019Europa in un mondo germanico-protestante e un mondo latino-cattolico, e oltre a ci\u00f2 la fuoriuscita verso l\u2019America, a cui si trasferisce questa divisione e che alla fine si costituisce come un soggetto storico proprio, che sta di fronte all\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora noi dobbiamo porci davanti agli occhi una terza svolta, il cui fanale ben visibile fu formato dalla Rivoluzione Francese. \u00c8 vero che il Sacrum Imperium come realt\u00e0 politica gi\u00e0 a partire dal tardo Medioevo era concepito in dissolvimento ed era divenuto sempre pi\u00f9 fragile anche come valida e indiscussa interpretazione della storia, ma soltanto adesso questa cornice spirituale va in frantumi anche formalmente, questa cornice spirituale senza cui l\u2019Europa non avrebbe potuto formarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un processo di portata considerevole, sia dal punto di vista politico, sia da quello ideale. Dal punto di vista ideale questo significa che la fondazione sacrale della storia e dell\u2019esistenza statuale viene rigettata : la storia non si misura pi\u00f9 in base ad un\u2019idea di Dio ad essa precedente e che le d\u00e0 forma; lo Stato viene oramai considerato in termini puramente secolari, fondato sulla razionalit\u00e0 e sul volere dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in assoluto nella storia sorge lo Stato puramente secolare, che abbandona e mette da parte la garanzia divina e la normazione divina dell\u2019elemento politico , considerandole come una visione mitologica del mondo e dichiara Dio stesso come affare privato, che non fa parte della vita pubblica e della comune formazione del volere. Questa viene ora vista solamente come un affare della ragione, per la quale Dio non appare chiaramente conoscibile: religione e fede in Dio appartengono all\u2019ambito del sentimento, non a quello della ragione. Dio e la sua volont\u00e0 cessano di essere rilevanti nella vita pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa maniera sorge, con la fine del XVIII secolo e l\u2019inizio del XIX, un nuovo tipo di scisma, la cui gravit\u00e0 noi percepiamo ora sempre pi\u00f9 nettamente. Esso non ha in tedesco alcun nome, poich\u00e9 qui si \u00e8 ripercosso pi\u00f9 lentamente. Nelle lingue latine viene delineato come divisione tra cristiani e laici. Questa lacerazione negli ultimi due secoli \u00e8 penetrata nelle nazioni latine come una frattura profonda, mentre il cristianesimo protestante in un primo tempo ebbe vita facile nel concedere spazio alle idee liberali e illuministe all\u2019interno di s\u00e9, senza che la cornice di un ampio consenso cristiano di fondo dovesse in tal modo venir distrutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto di politica realistica della dissoluzione dell\u2019antica idea di impero consiste in questo, che ora definitivamente le nazioni, gli stati che sono divenute identificabili come tali in virt\u00f9 della formazione di ambiti linguistici unitari, appaiono come i veri e unici portatori della storia, e dunque ottengono un rango che ad essi in precedenza non spettava cos\u00ec tanto. La drammaticit\u00e0 esplosiva di questo soggetto storico ora plurale si mostra nel fatto che le grandi nazioni europee si sapevano depositarie di una missione universale, che necessariamente doveva portare a conflitti fra di loro, il cui impatto mortale noi abbiamo dolorosamente sperimentato nel secolo ora trascorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. L\u2019universalizzazione della cultura europea e la sua crisi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine dobbiamo qui considerare ancora un ulteriore processo, con cui la storia degli ultimi secoli trapassa chiaramente in un mondo nuovo. Se la vecchia Europa precedente all\u2019epoca moderna nelle sue due met\u00e0 aveva conosciuto essenzialmente solo un dirimpettaio, con il quale doveva confrontarsi per la vita e per la morte, ossia il mondo islamico; se la svolta dell\u2019epoca moderna aveva portato l\u2019allargamento verso l\u2019America e in parti dell\u2019Asia senza propri grandi soggetti culturali, cos\u00ec ora ha luogo la fuoriuscita verso i due continenti sinora toccati solo marginalmente : l\u2019Africa e l\u2019Asia, che adesso parimenti si tent\u00f2 di trasformare in succursali dell\u2019Europa, in colonie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad un certo punto questo \u00e8 anche riuscito, in quanto adesso anche Asia e Africa inseguono l\u2019ideale del mondo forgiato dalla tecnica e del suo benessere, cosicch\u00e9 anche l\u00e0 le antiche tradizioni religiose entrano in una situazione di crisi e strati di pensiero puramente secolare dominano sempre pi\u00f9 la vita pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 anche un effetto contrario: la rinascita dell\u2019Islam non \u00e8 solo collegata con la nuova ricchezza materiale dei paesi islamici, bens\u00ec \u00e8 anche alimentata dalla consapevolezza che l\u2019Islam \u00e8 in grado di offrire una base spirituale valida per la vita dei popoli, una base che sembra essere sfuggita di mano alla vecchia Europa, la quale cos\u00ec, nonostante la sua perdurante potenza politica ed economica, viene vista sempre pi\u00f9 come condannata al declino e al tramonto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le grandi tradizioni religiose dell\u2019Asia, soprattutto la sua componente mistica che trova espressione nel buddismo, si elevano come potenze spirituali di contro ad un\u2019Europa che rinnega le sue fondamenta religiose e morali. L\u2019ottimismo circa la vittoria dell\u2019elemento europeo, che Arnold Toynbee poteva sostenere ancora all\u2019inizio degli anni sessanta, appare oggi stranamente superato: \u00abdi 28 culture che noi abbiamo identificato 18 sono morte e nove delle dieci rimaste &#8211; di fatto tutte tranne la nostra &#8211; mostrano che esse sono gi\u00e0 colpite a morte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ripeterebbe oggi ancora le stesse parole? E in generale &#8211; cos\u2019\u00e8 la nostra cultura, che \u00e8 ancora rimasta? La cultura europea \u00e8 forse la civilt\u00e0 della tecnica e del commercio diffusa vittoriosamente per il mondo intero? O non \u00e8 questa forse piuttosto nata in maniera post-europea dalla fine delle antiche culture europee?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io vedo qui una sincronia paradossale: con la vittoria del mondo tecnico-secolare post-europeo, con l\u2019universalizzazione del suo modello di vita e della sua maniera di pensare, si collega in tutto il mondo, ma specialmente nei mondi strettamente non- europei dell\u2019Asia e dell\u2019Africa, l\u2019impressione che il mondo di valori dell\u2019Europa, la sua cultura e la sua fede, ci\u00f2 su cui si basa la sua identit\u00e0, sia giunto alla fine e sia propriamente gi\u00e0 uscito di scena; che adesso sia giunta l\u2019ora dei sistemi di valori di altri mondi, dell\u2019America pre-colombiana, dell\u2019Islam, della mistica asiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa, proprio in questa ora del suo massimo successo, sembra diventata vuota dall\u2019interno, paralizzata in un certo qual senso da una crisi del suo sistema circolatorio, una crisi che mette a rischio la sua vita, affidata per cos\u00ec dire a trapianti, che poi per\u00f2 non possono che eliminare la sua identit\u00e0. A questo interiore venir meno delle forze spirituali portanti corrisponde il fatto che anche etnicamente l\u2019Europa appare sulla via del congedo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una strana mancanza di voglia di futuro. I figli, che sono il futuro, vengono visti come una minaccia per il presente; essi ci portano via qualcosa della nostra vita, cos\u00ec si pensa. Essi non vengono sentiti come una speranza, bens\u00ec come un limite del presente. Il confronto con l\u2019Impero Romano al tramonto si impone: esso funzionava ancora come grande cornice storica, ma in pratica viveva gi\u00e0 di quelli che dovevano dissolverlo, poich\u00e9 esso stesso non aveva pi\u00f9 alcuna energia vitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo siamo giunti ai problemi del presente. Circa il possibile futuro dell\u2019Europa ci sono due diagnosi contrapposte. C\u2019\u00e8 da una parte la tesi di Oswald Spengler, il quale credeva di poter fissare per le grandi espressioni culturali una specie di legge naturale: c\u2019\u00e8 il momento della nascita, la crescita graduale, la fioritura di una cultura, il suo lento appesantirsi, l\u2019invecchiamento e la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spengler arricchisce la sua tesi in modo impressionante, con documentazioni tratte dalla storia delle culture, in cui si pu\u00f2 intravedere questa legge del decorso naturale. La sua tesi era che l\u2019Occidente sarebbe giunto alla sua epoca finale, che corre inesorabilmente incontro alla morte di questo continente culturale, nonostante tutti i tentativi di scongiurarla. Naturalmente l\u2019Europa pu\u00f2 trasmettere i suoi doni ad una cultura nuova emergente, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto nei precedenti declini di una cultura, ma in quanto soggetto essa ha ormai il suo tempo di vita alle sue spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tesi bollata come biologistica ha trovato appassionati oppositori nel tempo tra le due guerre mondiali specialmente in ambito cattolico; in maniera impressionante le si \u00e8 mosso contro anche Arnold Toynbee, certo con postulati che oggi trovano poco ascolto. Toynbee mette in luce la differenza tra progresso materiale-tecnico da una parte, e dall\u2019altra progresso reale, che egli definisce come spiritualizzazione. Egli ammette che l\u2019Occidente &#8211; il mondo occidentale &#8211; si trova in una crisi, la cui causa egli la vede nel fatto che dalla religione si \u00e8 decaduti al culto della tecnica, della nazione, del militarismo. La crisi significa per lui, ultimamente: secolarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si conosce la causa della crisi, si pu\u00f2 indicare anche la via della guarigione: deve essere nuovamente introdotto il fattore religioso, di cui fa parte secondo lui l\u2019eredit\u00e0 religiosa di tutte le culture, ma specialmente quello \u00abche \u00e8 rimasto del cristianesimo occidentale\u00bb. Alla visione biologistica si contrappone qui una visione volontaristica, che punta sulla forza delle minoranze creative e sulle personalit\u00e0 singole eccezionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda che si pone \u00e8: \u00e8 giusta questa diagnosi? E se s\u00ec &#8211; \u00e8 in nostro potere introdurre nuovamente il momento religioso, in una sintesi di cristianesimo residuale ed eredit\u00e0 religiosa dell\u2019umanit\u00e0? Ultimamente la questione tra Spengler e Toynbee rimane aperta, perch\u00e9 noi non possiamo vedere nel futuro. Ma indipendentemente da ci\u00f2 si impone il compito di interrogarci su che cosa pu\u00f2 garantire il futuro, e su che cosa \u00e8 in grado di continuare a far vivere l\u2019interiore identit\u00e0 dell\u2019Europa attraverso tutte le metamorfosi storiche. O ancora pi\u00f9 semplicemente: che cosa anche oggi e domani promette di donare la dignit\u00e0 umana e un\u2019esistenza conforme ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per trovare una risposta a ci\u00f2 dobbiamo gettare lo sguardo ancora una volta dentro il nostro presente e al tempo stesso tener presenti le sue radici storiche. In precedenza eravamo rimasti fermi, in effetti, alla Rivoluzione Francese e al XIX secolo. In questo tempo si sono sviluppati soprattutto due nuovi modelli europei. Ecco qui allora nelle nazioni latine il modello laicistico: lo Stato \u00e8 nettamente distinto dagli organismi religiosi, che sono attribuiti all\u2019ambito privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato stesso rifiuta un fondamento religioso e si sa fondato solamente sulla ragione e sulle sue intuizioni. Di fronte alla fragilit\u00e0 della ragione questi sistemi si sono rivelati fragili e facili a cadere vittima delle dittature; essi sopravvivono, propriamente, solo perch\u00e9 parti della vecchia coscienza morale continuano a sussistere anche senza i precedenti fondamenti e rendono possibile un consenso morale di base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, nel mondo germanico, esistono in maniera differenziata i modelli di Chiesa di Stato del protestantesimo liberale, nei quali una religione cristiana illuminata, essenzialmente concepita come morale &#8211; anche con forme di culto garantite dallo Stato &#8211; garantisce un consenso morale e un fondamento religioso ampio, al quale le singole religioni non di Stato devono adeguarsi. Questo modello in Gran Bretagna, negli stati scandinavi e in un primo tempo anche nella Germania dominata dai prussiani ha garantito per lungo tempo una coesione statuale e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Germania, tuttavia, il crollo del cristianesimo di Stato prussiano ha creato un vuoto, che poi parimenti si offr\u00ec come spazio vuoto per una dittatura. Oggi le chiese di Stato sono dappertutto cadute vittima del logoramento: da corpi religiosi che sono derivazioni dello Stato non proviene pi\u00f9 alcuna forza morale, e lo Stato stesso non pu\u00f2 creare forza morale, ma la deve invece presupporre e costruire su di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i due modelli si collocano gli Stati Uniti del Nord-America, che da una parte &#8211; formatisi sulla base delle chiese libere &#8211; prendono le mosse da un rigido dogma di separazione, dall\u2019altra parte, aldil\u00e0 delle singole denominazioni, vengono plasmati tuttavia da un consenso di fondo cristiano-protestante non forgiato in termini confessionali, il quale si collegava con una particolare coscienza della missione, nei confronti del resto del mondo, di tipo religioso e cos\u00ec dava al fattore religioso un significativo peso pubblico, che in quanto forza pre-politica e sovra-politica poteva essere determinante per la vita politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo non ci si pu\u00f2 nascondere che anche negli Stati Uniti il dissolvimento dell\u2019eredit\u00e0 cristiana avanza incessantemente, mentre al tempo stesso il rapido aumento dell\u2019elemento ispanico e la presenza di tradizioni religiose provenienti da tutto il mondo cambia il quadro. Forse si deve qui osservare anche che gli Stati Uniti promuovono ampiamente la protestantizzazione dell\u2019America Latina e quindi il dissolvimento della Chiesa cattolica ad opera di forme di chiese libere, per la convinzione che la Chiesa cattolica non potrebbe garantire un sistema politico ed economico stabile, in quanto dunque fallirebbe come educatrice delle nazioni, mentre ci si aspetta che il modello delle chiese libere render\u00e0 possibile un consenso morale e una formazione democratica della volont\u00e0 pubblica, simili a quelli caratteristici degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per complicare ulteriormente il quadro si deve ammettere che oggi la Chiesa cattolica forma la pi\u00f9 grande comunit\u00e0 religiosa negli Stati Uniti, che essa nella sua vita di fede sta decisamente dalla parte dell\u2019identit\u00e0 cattolica, che per\u00f2 i cattolici a riguardo del rapporto tra Chiesa e politica hanno recepito le tradizioni delle chiese libere, nel senso che proprio una Chiesa non confusa con lo Stato garantisce meglio le fondamenta morali del tutto, cosicch\u00e9 la promozione dell\u2019ideale democratico appare come un dovere morale profondamente conforme alla fede. In una posizione simile si pu\u00f2 vedere a buon diritto una prosecuzione, adeguata ai tempi, del modello di papa Gelasio, di cui ho parlato sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo all\u2019Europa. Ai due modelli di cui parlavo prima se ne \u00e8 aggiunto ancora nel XIX secolo un terzo, ossia il socialismo, che si suddivise presto in due diverse vie, quella totalitaria e quella democratica. Il socialismo democratico \u00e8 stato in grado, a partire dal suo punto di partenza, di inserirsi all\u2019interno dei due modelli esistenti, come un salutare contrappeso nei confronti delle posizioni liberali radicali, le ha arricchite e corrette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso si rivel\u00f2 qui anche come qualcosa che andava al di l\u00e0 delle confessioni: in Inghilterra esso era il partito dei cattolici, che non potevano sentirsi a casa loro n\u00e9 nel campo protestante-conservatore, n\u00e9 in quello liberale. Anche nella Germania guglielmina il centro cattolico poteva sentirsi pi\u00f9 vicino al socialismo democratico che alle forze conservatrici rigidamente prussiane e protestanti. In molte cose il socialismo democratico era ed \u00e8 vicino alla dottrina sociale cattolica, in ogni caso esso ha considerevolmente contribuito alla formazione di una coscienza sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello totalitario, invece, si collegava con una filosofia della storia rigidamente materialistica e ateistica: la storia viene compresa deterministicamente come un processo di progresso che passa attraverso la fase religiosa e quella liberale per giungere alla societ\u00e0 assoluta e definitiva, in cui la religione come relitto del passato viene superata e il funzionamento delle condizioni materiali pu\u00f2 garantire la felicit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apparente scientificit\u00e0 nasconde un dogmatismo intollerante: lo spirito \u00e8 prodotto della materia; la morale \u00e8 prodotto delle circostanze e deve venir definita e praticata a seconda degli scopi della societ\u00e0; tutto ci\u00f2 che serve a favorire l\u2019avvento dello stato finale felice \u00e8 morale. Qui il capovolgimento dei valori che avevano costruito l\u2019Europa \u00e8 completo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor pi\u00f9, qui si realizza una frattura nei confronti della complessiva tradizione morale dell\u2019umanit\u00e0: non ci sono pi\u00f9 valori indipendenti dagli scopi del progresso, tutto pu\u00f2, in un dato momento, essere permesso e persino necessario, pu\u00f2 essere morale nel senso nuovo del termine. Anche l\u2019uomo pu\u00f2 diventare uno strumento; non conta il singolo, ma unicamente il futuro diventa la terribile divinit\u00e0 che dispone sopra tutti e sopra tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sistemi comunisti frattanto sono naufragati innanzitutto per il loro falso dogmatismo economico. Ma si trascura troppo volentieri il fatto che essi sono naufragati , pi\u00f9 a fondo ancora, per il loro disprezzo dei diritti umani, per la loro subordinazione della morale alle esigenze del sistema e alle sue promesse di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera e propria catastrofe che essi hanno lasciato alle loro spalle non \u00e8 di natura economica; essa consiste nell\u2019inaridimento delle anime, nella distruzione della coscienza morale. Io vedo come un problema essenziale della nostra ora per l\u2019Europa e per il mondo questo, che non viene mai contestato il naufragio economico, e perci\u00f2 i vetero-comunisti sono diventati senza esitazione liberali in economia; invece la problematica morale e religiosa, di cui propriamente si trattava, viene quasi completamente rimossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto la problematica lasciata dietro di s\u00e9 dal marxismo continua a esistere anche oggi: il dissolversi delle certezze primordiali dell\u2019uomo su Dio, su se stessi e sull\u2019universo &#8211; la dissoluzione della coscienza dei valori morali intangibili, \u00e8 ancora e proprio adesso nuovamente il nostro problema e pu\u00f2 condurre all\u2019autodistruzione della coscienza europea, che dobbiamo cominciare a considerare &#8211; indipendentemente dalla visione del tramonto di Spengler &#8211; come un reale pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. A che punto siamo oggi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec ci troviamo davanti alla questione: come devono andare avanti le cose? Nei violenti sconvolgimenti del nostro tempo c\u2019\u00e8 un\u2019identit\u00e0 dell\u2019Europa, che abbia un futuro e per la quale possiamo impegnarci con tutto noi stessi? Non sono preparato per entrare in una discussione dettagliata sulla futura Costituzione europea. Vorrei soltanto brevemente indicare gli elementi morali fondanti, che a mio avviso non dovrebbero mancare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo elemento \u00e8 l\u2019 &#8220;incondizionatezza&#8221; con cui la dignit\u00e0 umana e i diritti umani devono essere presentati come valori che precedono qualsiasi giurisdizione statale. Questi diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, n\u00e9 conferiti ai cittadini, \u00abma piuttosto esistono per diritto proprio, sono da sempre da rispettare da parte del legislatore, sono a lui previamente dati come valori di ordine superiore\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa validit\u00e0 della dignit\u00e0 umana previa ad ogni agire politico e ad ogni decisione politica rinvia ultimamente al Creatore: solamente Egli pu\u00f2 stabilire valori che si fondano sull\u2019essenza dell\u2019uomo e che sono intangibili. Che ci siano valori che non sono manipolabili per nessuno \u00e8 la vera e propria garanzia della nostra libert\u00e0 e della grandezza umana; la fede cristiana vede in ci\u00f2 il mistero del Creatore e della condizione di immagine di Dio che egli ha conferito all\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora oggi quasi nessuno negher\u00e0 direttamente la precedenza della dignit\u00e0 umana e dei diritti umani fondamentali rispetto ad ogni decisione politica; sono ancora troppo recenti gli orrori del nazismo e della sua teoria razzista. Ma nell\u2019ambito concreto del cosiddetto progresso della medicina ci sono minacce molto reali per questi valori: sia che noi pensiamo alla clonazione, sia che pensiamo alla conservazione dei feti umani a scopo di ricerca e di donazione degli organi, sia che pensiamo a tutto quanto l\u2019ambito della manipolazione genetica &#8211; la lenta consunzione della dignit\u00e0 umana che qui ci minaccia non pu\u00f2 venir misconosciuta da nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si aggiungono in maniera crescente i traffici di persone umane, le nuove forme di schiavit\u00f9, l\u2019affare dei traffici di organi umani a scopo di trapianti. Sempre vengono addotte finalit\u00e0 buone, per giustificare quello che non \u00e8 giustificabile. In questi settori ci sono nella Carta dei diritti fondamentali alcuni punti fermi di cui rallegrarsi, ma in importanti punti essa rimane troppo vaga, mentre invece proprio qui ne va della seriet\u00e0 del principio che \u00e8 in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumiamo: la fissazione per iscritto del valore e della dignit\u00e0 dell\u2019uomo, di libert\u00e0, eguaglianza e solidariet\u00e0 con le affermazioni di fondo della democrazia e dello stato di diritto, implica un\u2019immagine dell\u2019uomo, un\u2019opzione morale e un\u2019idea di diritto niente affatto ovvie, ma che sono di fatto fondamentali fattori di identit\u00e0 dell\u2019Europa, che dovrebbero venir garantiti anche nelle loro conseguenze concrete e che certamente possono venir difesi solamente se si forma sempre nuovamente una corrispondente coscienza morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo punto in cui appare l\u2019identit\u00e0 europea \u00e8 il matrimonio e la famiglia. Il matrimonio monogamico, come struttura fondamentale della relazione tra uomo e donna e al tempo stesso come cellula nella formazione della comunit\u00e0 statale, \u00e8 stato forgiato a partire dalla fede biblica. Esso ha dato all\u2019Europa, a quella occidentale come a quella orientale, il suo volto particolare e la sua particolare umanit\u00e0, anche e proprio perch\u00e9 la forma di fedelt\u00e0 e di rinuncia qui delineata dovette sempre nuovamente venir conquistata, con molte fatiche e sofferenze. L\u2019Europa non sarebbe pi\u00f9 Europa, se questa cellula fondamentale del suo edificio sociale scomparisse o venisse essenzialmente cambiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Carta dei diritti fondamentali parla di diritto al matrimonio, ma non esprime nessuna specifica protezione giuridica e morale per esso e nemmeno lo definisce pi\u00f9 precisamente. E tutti sappiamo quanto il matrimonio e la famiglia siano minacciati &#8211; da una parte mediante lo svuotamento della loro indissolubilit\u00e0 ad opera di forme sempre pi\u00f9 facili di divorzio, dall\u2019altra attraverso un nuovo comportamento che si va diffondendo sempre di pi\u00f9, la convivenza di uomo e donna senza la forma giuridica del matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In vistoso contrasto con tutto ci\u00f2 vi \u00e8 la richiesta di comunione di vita di omosessuali, che ora paradossalmente richiedono una forma giuridica, la quale pi\u00f9 o meno deve venir equiparata al matrimonio. Con questa tendenza si esce fuori dal complesso della storia morale dell\u2019umanit\u00e0, che nonostante ogni diversit\u00e0 di forme giuridiche del matrimonio sapeva tuttavia sempre che questo, secondo la sua essenza, \u00e8 la particolare comunione di uomo e donna, che si apre ai figli e cos\u00ec alla famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non si tratta di discriminazione, bens\u00ec della questione di cos\u2019\u00e8 la persona umana in quanto uomo e donna e di come l\u2019essere assieme di uomo e donna pu\u00f2 ricevere una forma giuridica. Se da una parte il loro stare assieme si distacca sempre pi\u00f9 da forme giuridiche, se dall\u2019altra l\u2019unione omosessuale viene vista sempre pi\u00f9 come dello stesso rango del matrimonio, siamo allora davanti ad una dissoluzione dell\u2019immagine dell\u2019uomo, le cui conseguenze possono solo essere estremamente gravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio ultimo punto \u00e8 la questione religiosa. Non vorrei entrare qui nelle discussioni complesse degli ultimi anni, ma mettere in rilievo solo un aspetto fondamentale per tutte le culture: il rispetto nei confronti di ci\u00f2 che per l\u2019altro \u00e8 sacro, e particolarmente il rispetto per il sacro nel senso pi\u00f9 alto, per Dio, cosa che \u00e8 lecito supporre di trovare anche in colui che non \u00e8 disposto a credere in Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laddove questo rispetto viene infranto, in una societ\u00e0 qualcosa di essenziale va perduto. Nella nostra societ\u00e0 attuale grazie a Dio viene multato chi disonora la fede di Israele, la sua immagine di Dio, le sue grandi figure. Viene multato anche chiunque vilipendia il Corano e le convinzioni di fondo dell\u2019Islam. Laddove invece si tratta di Cristo e di ci\u00f2 che \u00e8 sacro per i cristiani, ecco che allora la libert\u00e0 di opinione appare come il bene supremo, limitare il quale sarebbe un minacciare o addirittura distruggere la tolleranza e la libert\u00e0 in generale. La libert\u00e0 di opinione trova per\u00f2 il suo limite in questo, che essa non pu\u00f2 distruggere l\u2019onore e la dignit\u00e0 dell\u2019altro; essa non \u00e8 libert\u00e0 di mentire o di distruggere i diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 qui un odio di s\u00e9 dell\u2019Occidente che \u00e8 strano e che si pu\u00f2 considerare solo come qualcosa di patologico; l\u2019Occidente tenta s\u00ec in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama pi\u00f9 se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ci\u00f2 che \u00e8 deprecabile e distruttivo, mentre non \u00e8 pi\u00f9 in grado di percepire ci\u00f2 che \u00e8 grande e puro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa, per sopravvivere, ha bisogno di una nuova &#8211; certamente critica e umile &#8211; accettazione di se stessa, se essa vuole davvero sopravvivere. La multiculturalit\u00e0, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, \u00e8 talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ci\u00f2 che \u00e8 proprio, fuga dalle cose proprie. Ma la multiculturalit\u00e0 non pu\u00f2 sussistere senza costanti in comune, senza punti di orientamento a partire dai valori propri. Essa sicuramente non pu\u00f2 sussistere senza rispetto di ci\u00f2 che \u00e8 sacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di essa fa parte l\u2019andare incontro con rispetto agli elementi sacri dell\u2019altro, ma questo lo possiamo fare solamente se il sacro, Dio, non \u00e8 estraneo a noi stessi. Certo, noi possiamo e dobbiamo imparare da ci\u00f2 che \u00e8 sacro per gli altri, ma proprio davanti agli altri e per gli altri \u00e8 nostro dovere nutrire in noi stessi il rispetto davanti a ci\u00f2 che \u00e8 sacro e mostrare il volto di Dio che ci \u00e8 apparso &#8211; del Dio che ha compassione dei poveri e dei deboli, delle vedove e degli orfani, dello straniero; del Dio che \u00e8 talmente umano che egli stesso \u00e8 diventato un uomo, un uomo sofferente, che soffrendo insieme a noi d\u00e0 al dolore dignit\u00e0 e speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non facciamo questo, non solo rinneghiamo l\u2019identit\u00e0 dell\u2019Europa, bens\u00ec veniamo meno anche ad un servizio agli altri che essi hanno diritto di avere. Per le culture del mondo la profanit\u00e0 assoluta che si \u00e8 andata formando in Occidente \u00e8 qualcosa di profondamente estraneo. Esse sono convinte che un mondo senza Dio non ha futuro. Pertanto proprio la multiculturalit\u00e0 ci chiama a rientrare nuovamente in noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come andranno le cose in Europa in futuro non lo sappiamo. La Carta dei diritti fondamentali pu\u00f2 essere un primo passo, un segno che l\u2019Europa cerca nuovamente in maniera cosciente la sua anima. In questo bisogna dare ragione a Toynbee, che il destino di una societ\u00e0 dipende sempre da minoranze creative. I cristiani credenti dovrebbero concepire se stessi come una tale minoranza creativa e contribuire a che l\u2019Europa riacquisti nuovamente il meglio della sua eredit\u00e0 e sia cos\u00ec a servizio dell\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senato della Repubblica XIV legislatura Joseph Cardinal Ratzinger Biblioteca del Senato Sala Capitolare del Chiostro della Minerva Roma &#8211; 13 maggio 2004<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/europa-i-suoi-fondamenti-spirituali-ieri-oggi-e-domani\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32092,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[439,604,467],"class_list":["post-559","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa-e-ue","tag-europa-ue","tag-j-ratzinger","tag-radici-cristiane-ue-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Europa. 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