{"id":558,"date":"2005-05-22T00:00:00","date_gmt":"2005-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-23T11:26:35","modified_gmt":"2016-03-23T10:26:35","slug":"leuropa-nella-crisi-delle-culture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa nella crisi delle culture"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32090\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/Benedetto-XVI.jpg\" alt=\"Benedetto XVI\" width=\"250\" height=\"165\" \/>www.chiesa.espressonline<\/strong>.it 5 aprile 2005<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Conferenza tenuta la sera di venerd\u00ec 1 aprile 2005 a Subiaco, al Monastero di Santa Scolastica, con la consegna all\u2019autore del Premio San Benedetto &#8220;per la promozione della vita e della famiglia in Europa&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Joseph Ratzinger<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">RIFLESSIONI SU CULTURE CHE OGGI SI CONTRAPPONGONO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viviamo un momento di grandi pericoli e di grandi opportunit\u00e0 per l\u2019uomo e per il mondo, un momento che \u00e8 anche di grande responsabilit\u00e0 per tutti noi. Durante il secolo passato le possibilit\u00e0 dell\u2019uomo e il suo dominio sulla materia sono cresciuti in misura davvero impensabile. Ma il suo poter disporre del mondo ha anche fatto s\u00ec che il suo potere di distruzione abbia raggiunto delle dimensioni che, a volte, ci fanno inorridire. A tale proposito viene spontaneo pensare alla minaccia del terrorismo, questa nuova guerra senza confini e senza fronti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il timore che esso possa presto impossessarsi delle armi nucleari e biologiche non \u00e8 infondato e ha fatto s\u00ec che, all\u2019interno degli Stati di diritto, si sia dovuti ricorrere a sistemi di sicurezza simili a quelli che prima esistevano soltanto nelle dittature; ma rimane comunque la sensazione che tutte queste precauzioni in realt\u00e0 non possano mai bastare, non essendo possibile n\u00e9 desiderabile un controllo globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno visibili, ma non per questo meno inquietanti, sono le possibilit\u00e0 di automanipolazione che l\u2019uomo ha acquisito. Egli ha scandagliato i recessi dell\u2019essere, ha decifrato le componenti dell\u2019essere umano, e ora \u00e8 in grado, per cos\u00ec dire, di &#8220;costruire&#8221; da s\u00e9 l\u2019uomo, che cos\u00ec non viene pi\u00f9 al mondo come dono del Creatore, ma come prodotto del nostro agire, prodotto che, pertanto, pu\u00f2 anche essere selezionato secondo le esigenze da noi stessi fissate. Cos\u00ec, su quest\u2019uomo non brilla pi\u00f9 lo splendore del suo essere immagine di Dio, che \u00e8 ci\u00f2 che gli conferisce la sua dignit\u00e0 e la sua inviolabilit\u00e0, ma soltanto il potere delle capacit\u00e0 umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli non \u00e8 pi\u00f9 altro che immagine dell\u2019uomo &#8211; di quale uomo? A questo si aggiungono i grandi problemi planetari: la disuguaglianza nella ripartizione dei beni della terra, la crescente povert\u00e0, anzi l\u2019impoverimento, lo sfruttamento della terra e delle sue risorse, la fame, le malattie che minacciano tutto il mondo, lo scontro delle culture. Tutto ci\u00f2 mostra che al crescere delle nostre possibilit\u00e0 non corrisponde un uguale sviluppo della nostra energia morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forza morale non \u00e8 cresciuta assieme allo sviluppo della scienza, anzi, piuttosto \u00e8 diminuita, perch\u00e9 la mentalit\u00e0 tecnica confina la morale nell\u2019ambito soggettivo, mentre noi abbiamo bisogno proprio di una morale pubblica, una morale che sappia rispondere alle minacce che gravano sull\u2019esistenza di tutti noi. Il vero, pi\u00f9 grave pericolo di questo momento sta proprio in questo squilibrio tra possibilit\u00e0 tecniche ed energia morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza, di cui abbiamo bisogno come presupposto della nostra libert\u00e0 e della nostra dignit\u00e0, non pu\u00f2 venire in ultima analisi da sistemi tecnici di controllo, ma pu\u00f2, appunto, scaturire soltanto dalla forza morale dell\u2019uomo: laddove essa manca o non \u00e8 sufficiente, il potere che l\u2019uomo ha si trasformer\u00e0 sempre di pi\u00f9 in un potere di distruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che oggi esiste un nuovo moralismo le cui parole-chiave sono giustizia, pace, conservazione del creato, parole che richiamano dei valori morali essenziali di cui abbiamo davvero bisogno. Ma questo moralismo rimane vago e scivola cos\u00ec, quasi inevitabilmente, nella sfera politico-partitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso \u00e8 anzitutto una pretesa rivolta agli altri, e troppo poco un dovere personale della nostra vita quotidiana. Infatti, cosa significa giustizia? Chi lo definisce? Che cosa serve alla pace? Negli ultimi decenni abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il moralismo politico degli anni Settanta, le cui radici non sono affatto morte, fu un moralismo che riusc\u00ec ad affascinare anche dei giovani pieni di ideali. Ma era un moralismo con indirizzo sbagliato in quanto privo di serena razionalit\u00e0, e perch\u00e9, in ultima analisi, metteva l\u2019utopia politica al di sopra della dignit\u00e0 del singolo uomo, mostrando persino di poter arrivare, in nome di grandi obbiettivi, a disprezzare l\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il moralismo politico, come l\u2019abbiamo vissuto e come lo viviamo ancora, non solo non apre la strada a una rigenerazione, ma la blocca. Lo stesso vale, di conseguenza, anche per un cristianesimo e per una teologia che riducono il nocciolo del messaggio di Ges\u00f9, il &#8220;Regno di Dio&#8221;, ai &#8220;valori del Regno&#8221;, identificando questi valori con le grandi parole d\u2019ordine del moralismo politico, e proclamandole, nello stesso tempo, come sintesi delle religioni. Dimenticandosi per\u00f2, cos\u00ec, di Dio, nonostante sia proprio Lui il soggetto e la causa del Regno di Dio. Al suo posto rimangono grandi parole (e valori) che si prestano a qualsiasi tipo di abuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo breve sguardo sulla situazione del mondo ci porta a riflettere sull\u2019odierna situazione del cristianesimo, e perci\u00f2 anche sulle basi dell\u2019Europa; quell\u2019Europa che un tempo, possiamo dire, \u00e8 stata il continente cristiano, ma che \u00e8 stata anche il punto di partenza di quella nuova razionalit\u00e0 scientifica che ci ha regalato grandi possibilit\u00e0 e altrettanto grandi minacce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristianesimo non \u00e8 certo partito dall\u2019Europa, e dunque non pu\u00f2 essere neanche classificato come una religione europea, la religione dell\u2019ambito culturale europeo. Ma proprio in Europa ha ricevuto la sua impronta culturale e intellettuale storicamente pi\u00f9 efficace e resta pertanto intrecciato in modo speciale all\u2019Europa. D\u2019altra parte \u00e8 anche vero che quest\u2019Europa, sin dai tempi del Rinascimento, e in forma compiuta dai tempi dell\u2019illuminismo, ha sviluppato proprio quella razionalit\u00e0 scientifica che non solo nell\u2019epoca delle scoperte port\u00f2 all\u2019unit\u00e0 geografica del mondo, all\u2019incontro dei continenti e delle culture, ma che adesso, molto pi\u00f9 profondamente, grazie alla cultura tecnica resa possibile dalla scienza, impronta di s\u00e9 veramente tutto il mondo, anzi, in un certo senso lo uniforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sulla scia di questa forma di razionalit\u00e0, l\u2019Europa ha sviluppato una cultura che, in un modo sconosciuto prima d\u2019ora all\u2019umanit\u00e0, esclude Dio dalla coscienza pubblica, sia che venga negato del tutto, sia che la sua esistenza venga giudicata non dimostrabile, incerta, e dunque appartenente all\u2019ambito delle scelte soggettive, un qualcosa comunque irrilevante per la vita pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa razionalit\u00e0 puramente funzionale, per cos\u00ec dire, ha comportato uno sconvolgimento della coscienza morale altrettanto nuovo per le culture finora esistite, poich\u00e9 sostiene che razionale \u00e8 soltanto ci\u00f2 che si pu\u00f2 provare con degli esperimenti. Siccome la morale appartiene ad una sfera del tutto diversa, essa, come categoria a s\u00e9, sparisce e deve essere rintracciata in altro modo, in quanto bisogna ammettere che comunque la morale, in qualche modo, ci vuole. In un mondo basato sul calcolo, \u00e8 il calcolo delle conseguenze che determina cosa bisogna considerare morale oppure no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec la categoria di bene, come era stata evidenziata chiaramente da Kant, sparisce. Niente in s\u00e9 \u00e8 bene o male, tutto dipende dalle conseguenze che un\u2019azione lascia prevedere. Se il cristianesimo, da una parte, ha trovato la sua forma pi\u00f9 efficace in Europa, bisogna d\u2019altra parte anche dire che in Europa si \u00e8 sviluppata una cultura che costituisce la contraddizione in assoluto pi\u00f9 radicale non solo del cristianesimo, ma delle tradizioni religiose e morali dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui si capisce che l\u2019Europa sta sperimentando una vera e propria &#8220;prova di trazione&#8221;; da qui si capisce anche la radicalit\u00e0 delle tensioni alle quali il nostro continente deve far fronte. Ma qui emerge anche e soprattutto la responsabilit\u00e0 che noi europei dobbiamo assumerci in questo momento storico: nel dibattito intorno alla definizione dell\u2019Europa, intorno alla sua nuova forma politica, non si gioca una qualche nostalgica battaglia &#8220;di retroguardia&#8221; della storia, ma piuttosto una grande responsabilit\u00e0 per l\u2019umanit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diamo uno sguardo pi\u00f9 accurato a questa contrapposizione tra le due culture che hanno contrassegnato l\u2019Europa. Nel dibattito sul preambolo della Costituzione europea, tale contrapposizione si \u00e8 evidenziata in due punti controversi: la questione del riferimento a Dio nella Costituzione e quella della menzione delle radici cristiane dell\u2019Europa. Visto che nell\u2019articolo 52 della Costituzione sono garantiti i diritti istituzionali delle Chiese, possiamo stare tranquilli, si dice. Ma ci\u00f2 significa che esse, nella vita dell\u2019Europa, trovano posto nell\u2019ambito del compromesso politico, mentre, nell\u2019ambito delle basi dell\u2019Europa, l\u2019impronta del loro contenuto non trova alcuno spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni che si danno nel dibattito pubblico per questo netto &#8220;no&#8221; sono superficiali, ed \u00e8 evidente che pi\u00f9 che indicare la vera motivazione, la coprono. L\u2019affermazione che la menzione delle radici cristiane dell\u2019Europa ferisce i sentimenti dei molti non-cristiani che ci sono in Europa, \u00e8 poco convincente, visto che si tratta prima di tutto di un fatto storico che nessuno pu\u00f2 seriamente negare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente questo cenno storico contiene anche un riferimento al presente, dal momento che, con la menzione delle radici, si indicano le fonti residue di orientamento morale, e cio\u00e8 un fattore d\u2019identit\u00e0 di questa formazione che \u00e8 l\u2019Europa. Chi verrebbe offeso? L\u2019identit\u00e0 di chi viene minacciata? I musulmani, che a tale riguardo spesso e volentieri vengono tirati in ballo, non si sentono minacciati dalle nostre basi morali cristiane, ma dal cinismo di una cultura secolarizzata che nega le proprie basi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche i nostri concittadini ebrei non vengono offesi dal riferimento alle radici cristiane dell\u2019Europa, in quanto queste radici risalgono fino al monte Sinai: portano l\u2019impronta della voce che si fece sentire sul monte di Dio e ci uniscono nei grandi orientamenti fondamentali che il decalogo ha donato all\u2019umanit\u00e0. Lo stesso vale per il riferimento a Dio: non \u00e8 la menzione di Dio che offende gli appartenenti ad altre religioni, ma piuttosto il tentativo di costruire la comunit\u00e0 umana assolutamente senza Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le motivazioni per questo duplice &#8220;no&#8221; sono pi\u00f9 profonde di quel che lasciano pensare le motivazioni avanzate. Presuppongono l\u2019idea che soltanto la cultura illuminista radicale, la quale ha raggiunto il suo pieno sviluppo nel nostro tempo, potrebbe essere costitutiva per l\u2019identit\u00e0 europea. Accanto ad essa possono dunque coesistere differenti culture religiose con i loro rispettivi diritti, a condizione che e nella misura in cui rispettino i criteri della cultura illuminista e si subordinino ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa cultura illuminista sostanzialmente \u00e8 definita dai diritti di libert\u00e0; essa parte dalla libert\u00e0 come un valore fondamentale che misura tutto: la libert\u00e0 della scelta religiosa, che include la neutralit\u00e0 religiosa dello Stato; la libert\u00e0 di esprimere la propria opinione, a condizione che non metta in dubbio proprio questo canone; l\u2019ordinamento democratico dello Stato, e cio\u00e8 il controllo parlamentare sugli organismi statali; la libera formazione di partiti; l\u2019indipendenza della magistratura; e infine la tutela dei diritti dell\u2019uomo ed il divieto di discriminazioni. Qui il canone \u00e8 ancora in via di formazione, visto che ci sono anche diritti dell\u2019uomo contrastanti, come per esempio nel caso del contrasto tra la voglia di libert\u00e0 della donna e il diritto alla vita del nascituro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di discriminazione viene sempre pi\u00f9 allargato, e cos\u00ec il divieto di discriminazione pu\u00f2 trasformarsi sempre di pi\u00f9 in una limitazione della libert\u00e0 di opinione e della libert\u00e0 religiosa. Ben presto non si potr\u00e0 pi\u00f9 affermare che l\u2019omosessualit\u00e0, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell\u2019esistenza umana. Ed il fatto che la Chiesa \u00e8 convinta di non avere il diritto di dare l\u2019ordinazione sacerdotale alle donne viene considerato, da alcuni, fin d\u2019ora inconciliabile con lo spirito della Costituzione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che questo canone della cultura illuminista, tutt\u2019altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno; ma \u00e8 altrettanto evidente che la concezione mal definita o non definita affatto di libert\u00e0, che sta alla base di questa cultura, inevitabilmente comporta contraddizioni; ed \u00e8 evidente che proprio per via del suo uso (un uso che sembra radicale) comporta limitazioni della libert\u00e0 che una generazione fa non riuscivamo neanche ad immaginarci. Una confusa ideologia della libert\u00e0 conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre pi\u00f9 ostile verso la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremo senz\u2019altro tornare ancora sulla questione delle contraddizioni interne alla forma attuale della cultura illuminista. Ma prima dobbiamo finire di descriverla. Fa parte della sua natura, in quanto cultura di una ragione che ha finalmente completa coscienza di se stessa, vantare una pretesa universale e concepirsi come compiuta in s\u00e9 stessa, non bisognosa di alcun completamento attraverso altri fattori culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe queste caratteristiche si vedono chiaramente quando si pone la questione su chi possa diventare membro della Comunit\u00e0 europea, e soprattutto nel dibattito circa l\u2019ingresso della Turchia in questa Comunit\u00e0. Si tratta di uno Stato, o forse meglio, di un ambito culturale, che non ha radici cristiane, ma che \u00e8 stato influenzato dalla cultura islamica. Ataturk ha poi cercato di trasformare la Turchia in uno Stato laicista, tentando di impiantare il laicismo maturato nel mondo cristiano dell\u2019Europa su un terreno musulmano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si pu\u00f2 chiedere se ci\u00f2 sia possibile: secondo la tesi della cultura illuminista e laicista dell\u2019Europa, soltanto le norme e i contenuti della stessa cultura illuminista potranno determinare l\u2019identit\u00e0 dell\u2019Europa e, di conseguenza, ogni Stato che fa suoi questi criteri, potr\u00e0 appartenere all\u2019Europa. Non importa, alla fine, su quale intreccio di radici questa cultura della libert\u00e0 e della democrazia viene impiantata. \u00c8 proprio per questo, si afferma, che le radici non possono entrare nella definizione dei fondamenti dell\u2019Europa, trattandosi di radici morte che non fanno parte dell\u2019identit\u00e0 attuale. Di conseguenza, questa nuova identit\u00e0, determinata esclusivamente dalla cultura illuminista, comporta anche che Dio non c\u2019entri niente con la vita pubblica e con le basi dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec tutto diventa logico, e anche plausibile in qualche modo. Infatti, che cosa potremmo augurarci di pi\u00f9 bello se non che dappertutto vengano rispettati la democrazia e i diritti umani? Ma qui si impone comunque la domanda se questa cultura illuminista laicista sia davvero la cultura, scoperta come finalmente universale, di una ragione comune a tutti gli uomini; cultura che dovrebbe avere accesso dappertutto, seppure su di un humus storicamente e culturalmente differenziato. E ci si chiede anche se \u00e8 davvero compiuta in s\u00e9 stessa, tanto da non avere bisogno di alcuna radice al di fuori di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">SIGNIFICATO E LIMITI DELLA ATTUALE CULTURA RAZIONALISTA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo ora affrontare queste ultime due domande. Alla prima, e cio\u00e8 alla domanda se si sia raggiunta la filosofia universalmente valida e finalmente diventata del tutto scientifica, nella quale si esprimerebbe la ragione comune a tutti gli uomini, bisogna rispondere che indubbiamente si \u00e8 arrivati a delle acquisizioni importanti che possono pretendere una validit\u00e0 generale: l\u2019acquisizione che la religione non pu\u00f2 essere imposta dallo Stato, ma che pu\u00f2 essere accolta soltanto nella libert\u00e0; il rispetto dei diritti fondamentali dell\u2019uomo uguali per tutti; la separazione dei poteri e il controllo del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 pensare, comunque, che questi valori fondamentali, riconosciuti da noi come generalmente validi, possano essere realizzati nello stesso modo in ogni contesto storico. Non in tutte le societ\u00e0 ci sono i presupposti sociologici per una democrazia basata su partiti, come si d\u00e0 in Occidente; cos\u00ec, la completa neutralit\u00e0 religiosa dello Stato, nella maggior parte dei contesti storici, \u00e8 da considerarsi un\u2019illusione. E con ci\u00f2 veniamo ai problemi sollevati dalla seconda domanda. Ma chiariamo prima la questione se le moderne filosofie illuministe, complessivamente considerate, si possano ritenere l\u2019ultima parola della ragione comune a tutti gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste filosofie sono caratterizzate dal fatto che sono positivistiche, e perci\u00f2 antimetafisiche, tanto che, alla fine, Dio non pu\u00f2 avere in esse alcun posto. Esse sono basate su una autolimitazione della ragione positiva, che \u00e8 adeguata nell\u2019ambito tecnico, ma che, laddove viene generalizzata, comporta invece una mutilazione dell\u2019uomo. Ne consegue che l\u2019uomo non ammette pi\u00f9 alcuna istanza morale al di fuori dei suoi calcoli e, come abbiamo visto, anche che il concetto di libert\u00e0, che a tutta prima potrebbe sembrare espandersi in modo illimitato, alla fine porta all\u2019autodistruzione della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che le filosofie positivistiche contengono importanti elementi di verit\u00e0. Questi sono per\u00f2 basati su un\u2019autolimitazione della ragione tipica di una determinata situazione culturale &#8211; quella dell\u2019Occidente moderno -, non potendo di certo essere come tali l\u2019ultima parola della ragione. Nonostante sembrino totalmente razionali, non sono la voce della ragione stessa, ma sono anch\u2019esse vincolate culturalmente, vincolate cio\u00e8 alla situazione dell\u2019Occidente di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 non sono affatto quella filosofia che un giorno dovrebbe essere valida in tutto il mondo. Ma soprattutto bisogna dire che questa filosofia illuminista e la sua rispettiva cultura sono incomplete. Essa taglia coscientemente le proprie radici storiche privandosi delle forze sorgive dalle quali essa stessa \u00e8 scaturita, quella memoria fondamentale dell\u2019umanit\u00e0, per cos\u00ec dire, senza la quale la ragione perde l\u2019orientamento. Infatti adesso vale il principio che la capacit\u00e0 dell\u2019uomo sia la misura del suo agire. Ci\u00f2 che si sa fare, si pu\u00f2 anche fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saper fare separato dal poter fare non esiste pi\u00f9, perch\u00e9 sarebbe contro la libert\u00e0, che \u00e8 il valore supremo in assoluto. Ma l\u2019uomo sa fare tanto, e sa fare sempre di pi\u00f9; e se questo saper fare non trova la sua misura in una norma morale, diventa, come possiamo gi\u00e0 vedere, potere di distruzione. L\u2019uomo sa clonare uomini, e perci\u00f2 lo fa. L\u2019uomo sa usare uomini come &#8220;magazzino&#8221; di organi per altri uomini, e perci\u00f2 lo fa; lo fa perch\u00e9 sembrerebbe essere questa una esigenza della sua libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo sa costruire bombe atomiche, e perci\u00f2 le fa, essendo, in linea di principio, anche disposto ad usarle. Anche il terrorismo, alla fine, si basa su questa modalit\u00e0 di &#8220;auto-autorizzazione&#8221; dell\u2019uomo, e non sugli insegnamenti del Corano. Il radicale distacco della filosofia illuminista dalle sue radici diventa, in ultima analisi, un fare a meno dell\u2019uomo. L\u2019uomo, in fondo, non ha alcuna libert\u00e0, ci dicono i portavoce delle scienze naturali, in totale contraddizione col punto di partenza di tutta la questione. Egli non deve credere di essere qualcos\u2019altro rispetto a tutti gli altri esseri viventi, e perci\u00f2 dovrebbe anche essere trattato come loro, ci dicono persino i portavoce pi\u00f9 avanzati di una filosofia nettamente separata dalle radici della memoria storica dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci eravamo posti due domande: se la filosofia razionalista (positivistica) sia strettamente razionale, e di conseguenza universalmente valida, e se sia completa. Basta a se stessa? Pu\u00f2, o addirittura deve, relegare le sue radici storiche nell\u2019ambito del puro passato, e quindi nell\u2019ambito di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere valido soltanto soggettivamente? Dobbiamo rispondere a tutte due le domande con un netto &#8220;no&#8221;. Questa filosofia non esprime la compiuta ragione dell\u2019uomo, ma soltanto una parte di essa, e per via di questa mutilazione della ragione non la si pu\u00f2 considerare affatto razionale. Per questo \u00e8 anche incompleta, e pu\u00f2 guarire soltanto ristabilendo di nuovo il contatto con le sue radici. Un albero senza radici si secca\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermando questo non si nega tutto ci\u00f2 che questa filosofia dice di positivo e importante, ma si afferma piuttosto il suo bisogno di compiutezza, la sua profonda incompiutezza. E cos\u00ec ci troviamo di nuovo a parlare dei due punti controversi del preambolo della Costituzione europea. L\u2019accantonamento delle radici cristiane non si rivela espressione di una superiore tolleranza che rispetta tutte le culture allo stesso modo, non volendo privilegiarne alcuna, bens\u00ec come l\u2019assolutizzazione di un pensare e di un vivere che si contrappongono radicalmente, fra l\u2019altro, alle altre culture storiche dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera contrapposizione che caratterizza il mondo di oggi non \u00e8 quella tra diverse culture religiose, ma quella tra la radicale emancipazione dell\u2019uomo da Dio, dalle radici della vita, da una parte, e le grandi culture religiose dall\u2019altra. Se si arriver\u00e0 ad uno scontro delle culture, non sar\u00e0 per lo scontro delle grandi religioni &#8211; da sempre in lotta le une contro le altre ma che, alla fine, hanno anche sempre saputo vivere le une con le altre -, ma sar\u00e0 per lo scontro tra questa radicale emancipazione dell\u2019uomo e le grandi culture storiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, anche il rifiuto del riferimento a Dio, non \u00e8 espressione di una tolleranza che vuole proteggere le religioni non teistiche e la dignit\u00e0 degli atei e degli agnostici, ma piuttosto espressione di una coscienza che vorrebbe vedere Dio cancellato definitivamente dalla vita pubblica dell\u2019umanit\u00e0 e accantonato nell\u2019ambito soggettivo di residue culture del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relativismo, che costituisce il punto di partenza di tutto questo, diventa cos\u00ec un dogmatismo che si crede in possesso della definitiva conoscenza della ragione, ed in diritto di considerare tutto il resto soltanto come uno stadio dell\u2019umanit\u00e0 in fondo superato e che pu\u00f2 essere adeguatamente relativizzato. In realt\u00e0 ci\u00f2 significa che abbiamo bisogno di radici per sopravvivere e che non dobbiamo perdere Dio di vista, se vogliamo che la dignit\u00e0 umana non sparisca.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">IL SIGNIFICATO PERMANENTE DELLA FEDE CRISTIANA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un semplice rifiuto dell\u2019illuminismo e della modernit\u00e0? Assolutamente no. Il cristianesimo, fin dal principio, ha compreso se stesso come la religione del logos, come la religione secondo ragione. Non ha individuato i suoi precursori in primo luogo nelle altre religioni, ma in quell\u2019illuminismo filosofico che ha sgombrato la strada dalle tradizioni per volgersi alla ricerca della verit\u00e0 e verso il bene, verso l\u2019unico Dio che sta al di sopra di tutti gli d\u00e8i.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto religione dei perseguitati, in quanto religione universale, al di l\u00e0 dei diversi Stati e popoli, ha negato allo Stato il diritto di considerare la religione come una parte dell\u2019ordinamento statale, postulando cos\u00ec la libert\u00e0 della fede. Ha sempre definito gli uomini, tutti gli uomini senza distinzione, creature di Dio e immagine di Dio, proclamandone in termini di principio, seppure nei limiti imprescindibili degli ordinamenti sociali, la stessa dignit\u00e0. In questo senso l\u2019illuminismo \u00e8 di origine cristiana ed \u00e8 nato non a caso proprio ed esclusivamente nell\u2019ambito della fede cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laddove il cristianesimo, contro la sua natura, era purtroppo diventato tradizione e religione di Stato. Nonostante la filosofia, in quanto ricerca di razionalit\u00e0 &#8211; anche della nostra fede &#8211; sia sempre stata appannaggio del cristianesimo, la voce della ragione era stata troppo addomesticata. \u00c9 stato ed \u00e8 merito dell\u2019illuminismo aver riproposto questi valori originali del cristianesimo e aver ridato alla ragione la sua propria voce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, ha nuovamente evidenziato questa profonda corrispondenza tra cristianesimo ed illuminismo, cercando di arrivare ad una vera conciliazione tra Chiesa e modernit\u00e0, che \u00e8 il grande patrimonio da tutelare da entrambe le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tutto ci\u00f2, bisogna che tutte e due le parti riflettano su se stesse e siano pronte a correggersi. Il cristianesimo deve ricordarsi sempre che \u00e8 la religione del logos. Esso \u00e8 fede nel <em>Creator spiritus<\/em>, nello Spirito creatore, dal quale proviene tutto il reale. Proprio questa dovrebbe essere oggi la sua forza filosofica, in quanto il problema \u00e8 se il mondo provenga dall\u2019irrazionale, e la ragione non sia dunque altro che un &#8220;sottoprodotto&#8221;, magari pure dannoso, del suo sviluppo, o se il mondo provenga dalla ragione, ed essa sia di conseguenza il suo criterio e la sua meta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede cristiana propende per questa seconda tesi, avendo cos\u00ec, dal punto di vista puramente filosofico, davvero delle buone carte da giocare, nonostante sia la prima tesi ad essere considerata oggi da tanti la sola &#8220;razionale&#8221; e moderna. Ma una ragione scaturita dall\u2019irrazionale, e che \u00e8, alla fin fine, essa stessa irrazionale, non costituisce una soluzione ai nostri problemi. Soltanto la ragione creatrice, e che nel Dio crocifisso si \u00e8 manifestata come amore, pu\u00f2 veramente mostrarci la via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dialogo, cos\u00ec necessario, tra laici e cattolici, noi cristiani dobbiamo stare molto attenti a restare fedeli a questa linea di fondo: a vivere una fede che proviene dal logos, dalla ragione creatrice, e che \u00e8 perci\u00f2 anche aperta a tutto ci\u00f2 che \u00e8 veramente razionale. Ma a questo punto vorrei, nella mia qualit\u00e0 di credente, fare una proposta ai laici. Nell\u2019epoca dell\u2019illuminismo si \u00e8 tentato di intendere e definire le norme morali essenziali dicendo che esse sarebbero valide etsi Deus non daretur, anche nel caso che Dio non esistesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella contrapposizione delle confessioni e nella crisi incombente dell\u2019immagine di Dio, si tent\u00f2 di tenere i valori essenziali della morale fuori dalle contraddizioni e di cercare per loro un\u2019evidenza che li rendesse indipendenti dalle molteplici divisioni e incertezze delle varie filosofie e confessioni. Cos\u00ec si vollero assicurare le basi della convivenza e, pi\u00f9 in generale, le basi dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quell\u2019epoca sembr\u00f2 possibile, in quanto le grandi convinzioni di fondo create dal cristianesimo in gran parte resistevano e sembravano innegabili. Ma non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. La ricerca di una tale rassicurante certezza, che potesse rimanere incontestata al di l\u00e0 di tutte le differenze, \u00e8 fallita. Neppure lo sforzo, davvero grandioso, di Kant \u00e8 stato in grado di creare la necessaria certezza condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kant aveva negato che Dio possa essere conoscibile nell\u2019ambito della pura ragione, ma nello stesso tempo aveva rappresentato Dio, la libert\u00e0 e l\u2019immortalit\u00e0 come postulati della ragione pratica, senza la quale, coerentemente, per lui non era possibile alcun agire morale. La situazione odierna del mondo non ci fa forse pensare di nuovo che egli possa aver ragione? Vorrei dirlo con altre parole: il tentativo, portato all\u2019estremo, di plasmare le cose umane facendo completamente a meno di Dio ci conduce sempre di pi\u00f9 sull\u2019orlo dell\u2019abisso, verso l\u2019accantonamento totale dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremmo, allora, capovolgere l\u2019assioma degli illuministi e dire: anche chi non riesce a trovare la via dell\u2019accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse. Questo \u00e8 il consiglio che gi\u00e0 Pascal dava agli amici non credenti; \u00e8 il consiglio che vorremmo dare anche oggi ai nostri amici che non credono. Cos\u00ec nessuno viene limitato nella sua libert\u00e0, ma tutte le nostre cose trovano un sostegno e un criterio di cui hanno urgentemente bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo. La testimonianza negativa di cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l\u2019immagine di Dio e ha aperto la porta all\u2019incredulit\u00e0. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da l\u00ec la vera umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all\u2019intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio pu\u00f2 far ritorno presso gli uomini. Abbiamo bisogno di uomini come Benedetto da Norcia il quale, in un tempo di dissipazione e di decadenza, si sprofond\u00f2 nella solitudine pi\u00f9 estrema, riuscendo, dopo tutte le purificazioni che dovette subire, a risalire alla luce, a ritornare e a fondare a Montecassino, la citt\u00e0 sul monte che, con tante rovine, mise insieme le forze dalle quali si form\u00f2 un mondo nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec Benedetto, come Abramo, divent\u00f2 padre di molti popoli. Le raccomandazioni ai suoi monaci poste alla fine della sua regola, sono indicazioni che mostrano anche a noi la via che conduce in alto, fuori dalle crisi e dalle macerie. &#8220;Come c\u2019\u00e8 uno zelo amaro che allontana da Dio e conduce all\u2019inferno, cos\u00ec c\u2019\u00e8 uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.\u00a0\u00c8 a questo zelo che i monaci devono esercitarsi con ardentissimo amore: si prevengano l\u2019un l\u2019altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza a vicenda le loro infermit\u00e0 fisiche e morali\u2026 Si vogliano bene l\u2019un l\u2019altro con affetto fraterno\u2026 Temano Dio nell\u2019amore\u2026 Nulla assolutamente antepongano a Cristo il quale ci potr\u00e0 condurre tutti alla vita eterna&#8221; (capitolo 72).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>www.chiesa.espressonline.it 5 aprile 2005 Conferenza tenuta la sera di venerd\u00ec 1 aprile 2005 a Subiaco, al Monastero di Santa Scolastica, con la consegna all\u2019autore del Premio San Benedetto &#8220;per la promozione della vita e della famiglia in Europa&#8221; di Joseph Ratzinger<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32090,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[439,604],"class_list":["post-558","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa-e-ue","tag-europa-ue","tag-j-ratzinger","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019Europa nella crisi delle culture - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019Europa nella crisi delle culture - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2005-05-21T22:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-03-23T10:26:35+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/Benedetto-XVI.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"276\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"182\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"23 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"L\u2019Europa nella crisi delle culture\",\"datePublished\":\"2005-05-21T22:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2016-03-23T10:26:35+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\\\/\"},\"wordCount\":4622,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/leuropa-nella-crisi-delle-culture\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/05\\\/Benedetto-XVI.jpg\",\"keywords\":[\"Europa UE\",\"J. 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