{"id":55142,"date":"2022-12-01T00:00:11","date_gmt":"2022-11-30T23:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=55142"},"modified":"2025-07-15T17:14:27","modified_gmt":"2025-07-15T15:14:27","slug":"carlismo-e-nazionalismo-basco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/carlismo-e-nazionalismo-basco\/","title":{"rendered":"Carlismo e nazionalismo basco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/domus-europa.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Domus Europ<\/span>a<\/a><\/strong> 29 Aprile 2022&nbsp;<strong>&nbsp; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di<strong> Giuliano Mignini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">In un interessante docufilm del giornalista e scrittore basco <strong>Alberto Santana<\/strong>, \u201cUna historia de Vasconia 9. Triumpho y caida del carlismo basco\u201d, <em>Malmasin Kultur Elkartea<\/em> (1), il Santana, nel contesto di una interessante serie di programmi che riguardano la storia basca, di tutti i tempi, ha affrontato il tema del Carlismo e dei suoi rapporti con il nazionalismo basco.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Spagna_carlisti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Spagna_carlisti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49143\" style=\"width:367px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><\/span><wp-block data-block=\"core\/more\"><\/wp-block><span style=\"color: #000000;\">Com\u2019\u00e8 noto, i reparti militari carlisti, <strong>i <em>Requet\u00e9s<\/em><\/strong>, dalla divisa cachi e dal caratteristico basco rosso, la <em>boina roja<\/em>, dettero un contributo fondamentale alla vittoria dei <em>nazionalisti <\/em>\u00a0(nel senso degli insorti contro la Repubblica spagnola) nella <strong>guerra civile spagnola del 1936 \u2013 1939<\/strong>, dapprima, con un totale\u00a0 di circa diecimila uomini mobilitati lo stesso 19 luglio 1936, nella Plaza del Castillo di Pamplona agli ordini della guida della cospirazione militare, il generale <strong>Emilio Mola Vidal<\/strong>, governatore militare di Navarra e poi comandante dell\u2019Esercito del Nord e, successivamente, del Generalissimo <strong>Francisco Franco<\/strong>, fino ad arrivare ad un totale di circa centomila uomini per tutto il periodo della guerra civile.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 dai carlisti e dall\u2019entusiastica adesione all\u2019insurrezione della pressoch\u00e9 totale popolazione della Navarra e di \u00c1lava che quello che, in altre aree della Spagna, si present\u00f2 come un colpo di Stato, per di pi\u00f9 fallito all\u2019inizio, sarebbe divenuto l\u2019 <em>Alzamiento nacional.<\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Accanto ai <em>requet\u00e9s carlisti <\/em>combatterono, oltre a parte dell\u2019esercito e al <em>Tercio de los extranjeros&nbsp; (<\/em>la \u201cLegione straniera\u201d spagnola), la <em>Falange espa<\/em>\u00f1o<em>la<\/em> <em>la y de las Jons<\/em>, una formazione nata poco tempo prima dell\u2019<em>Alzamiento <\/em>su imitazione del fascismo italiano, oltre a formazioni minori.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55148\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"179\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Eusko_Gudarostea_Spagna_-300x179.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55148\" style=\"width:442px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Eusko Gudarostea<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Insieme alle formazioni repubblicane, ma in posizione distaccata per l\u2019orientamento cattolico dei nazionalisti baschi, fu costituito l\u2019<strong><em>Eusko Gudarostea<\/em><\/strong>, l\u2019esercito basco, il &nbsp;cui nucleo fondamentale era costituito dai <em>gudaris<\/em>, i soldati baschi che avevano uniformi eterogenee, ma indossavano anch\u2019essi la <em>boina <\/em>che, a differenza dei carlisti, era nero o sostituito da un elmetto in dotazione alle forze armate spagnole.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"213\" height=\"237\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_baschi_mappa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55150\" style=\"width:283px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019argomento, oggetto del presente studio, merita un particolare approfondimento sotto molteplici profili ( autonomia e separatismi, problema del postconcilio, rapporti tra le diverse anime del cattolicesimo, genesi del pi\u00f9 antico partito democristiano della storia, quello nazionalista basco e rapporti, dapprima fraterni, poi confliggenti,&nbsp; tra il carlismo basco e il movimento nazionalista di Sabino Arana y Goiri) perch\u00e9, normalmente quando si parla di \u201cBaschi\u201d, ci si riferisce a una parte, pi\u00f9 o meno alla met\u00e0 di questo popolo che, dopo molte esitazioni (questo non lo si ammette), ritenne di doversi schierare con la Repubblica contro la cospirazione \u201cmilitare \u2013 carlista\u201d e falangista che aveva, come ho detto, il suo epicentro \u201cdirettivo\u201d a Pamplona, in Navarra, nel quartier generale del governatore militare Emilio Mola Vidal che operava con l\u2019appoggio entusiastico dei Requet\u00e9s navarresi e della stragrande maggioranza delle popolazioni di Navarra e \u00c1lava.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell\u2019ordinamento militare di allora, la Navarra era sede, in particolare, della <em>X Brigata di Fanteria<\/em> e di formazioni minori, tutti reparti inquadrati nella VI divisione organica di Burgos, al comando del generale <strong>Domingo Batet<\/strong> che, essendo rimasto fedele alla Repubblica, sarebbe stato passato per le armi dagli uomini di Mola.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vulgata dominante, fatta propria da tutta una corrente di intellettuali francesi di impronta \u201ccattolico \u2013 democratica\u201d e \u201cbergsoniana\u201d, come <strong>Jacques Maritain<\/strong> (e la moglie Raissa Ouman\u00e7off), <strong>Georges Bernanos<\/strong> e <strong>Fran\u00e7ois Mauria<\/strong>c, prese, com\u2019\u00e8 noto, una posizione del tutto isolata e \u201ccontrocorrente\u201d nell\u2019ambito del mondo cattolico.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si trattava di una guerra, quella civile spagnola, dai fronti singolarmente netti in cui ciascuno dei due \u201cBandi\u201d, per usare la terminologia di allora, stava, come dire, nel posto giusto, nel senso che il discrimine tra i due schieramenti era l\u2019atteggiamento verso la Chiesa cattolica che aveva \u201cbattezzato\u201d l\u2019Alzamiento. Non si discute.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"213\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_persecuzioni_guerra_civile-300x213.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55149\" style=\"width:420px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>I cattolici stavano tutti con i generali insorti<\/strong>, mentre i loro nemici erano nemici anche, anzi, soprattutto, della Chiesa.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutti i cattolici con l\u2019Alzamiento, ma con una eccezione: i cattolici \u201cbaschi\u201d, proclamati con sconcertante superficialit\u00e0 da questi intellettuali, filosofi, letterati e (in parte) teologi, ma singolarmente privi di cultura storico linguistica. Gi\u00e0 perch\u00e9 questi intellettuali, isolati allora ma acclamati nel post concilio, specie da Paolo VI, non sapevano che i baschi della Vizcaya e della Guip\u00fazcoa, quelli che (non del tutto convinti) parteggiarono per la Repubblica, non esaurivano il popolo basco perch\u00e9 ne rimanevano fuori la Navarra e \u00c1lava che, invece, si schierarono con gli insorti.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_baschi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55152\" style=\"width:435px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sempre prendendo la \u201cparte per il tutto\u201d, cio\u00e8 i baschi \u201catlantici\u201d della Vizcaya e (in minor misura) della Guip\u00fazcoa dai caratteristici baschi verdi o neri, enfatizzandone il loro cattolicesimo di stampo \u201cdemocristiano\u201d, questi intellettuali francesi, esperti dal punto di vista teologico ma singolarmente sprovveduti dal punto di vista storico e politico, cercavano, quindi, di negare l\u2019aperta azione anticattolica delle formazioni comuniste ed anarchiche e la persecuzione della Chiesa nella zona repubblicana invocando, in sostanza, l\u2019esiguo e strumentale cattolicesimo dei nazionalisti baschi, come se questo potesse controbilanciare l\u2019appoggio unanime della Chiesa all\u2019<em>Alzamiento Nacional<\/em> e, soprattutto, il profondo e onnipervadente cattolicesimo (tradizionalista) dell\u2019Esercito e soprattutto della <em>Comunion Tradicionalista<\/em> cio\u00e8 dei carlisti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dopo la guerra civile, il nazionalismo basco sarebbe scivolato addirittura in un\u2019incredibile deriva rivoluzionaria, sfociando nel separatismo e poi <strong>nel terrorismo dell\u2019ETA<\/strong> (<em>Euzkadi ta Askatasuna<\/em>, cio\u00e8 <em>Patria Basca e Libert\u00e0<\/em>), giungendo addirittura quasi a rinnegare il tradizionale retaggio cattolico.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Navarra invece \u00e8 rimasta fedele alla sua storia ed estranea a questa deriva tanto che, mentre le tre province basche di Vizcaya, Guip\u00fazcoa e anche \u00c1lava formano la <em>Comunidad Aut\u00f3noma de Euzkadi<\/em>, la Navarra costituisce, invece, la <em>Comunidad Foral de Navarra<\/em> e resiste tenacemente e risolutamente a tutti i tentativi della prima di inglobarla.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutte queste quattro aree sono, quindi, culturalmente e linguisticamente basche; la Navarra in maniera prevalente (non esclusiva) ma, politicamente, quest\u2019ultima \u00e8 separata dalle altre.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Chi sono i baschi?<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55151\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"233\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_XV_secolo-300x233.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55151\" style=\"width:376px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Penisola iberica nel XV secolo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Prima di affrontare l\u2019evoluzione dei rapporti tra carlisti e nazionalisti baschi fino allo scontro aperto, verificatosi&nbsp; nella guerra civile, sono indispensabili alcune brevi considerazioni sui baschi e sulle loro origini e storia.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il basco<\/strong> (<em>euskera<\/em> ) \u00e8 un concetto etnolinguistico che caratterizza una certa area della Spagna (e della Francia) e che si collega alle popolazioni cromagnoidi, all\u2019origine dei gruppi umani che popolarono l\u2019Europa, grosso modo attorno al 30.000 a. C. Sotto il profilo linguistico, l\u2019<em>euskera<\/em> \u00e8 una lingua preindoeuropea e, tra l\u2019altro, agglutinante (in cui il prefisso, il tema e il suffisso non si modificano ma rimangono inalterati), come in antico l\u2019etrusco e oggi, ad esempio, l\u2019ungherese e rappresenta il pi\u00f9 antico sostrato delle lingue che precedettero l\u2019espansione e l\u2019affermazione delle lingue indoeuropee.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">I baschi sono, quindi, una sorta di relitto preistorico, <strong>un fossile sia dal punto di vista etnico che linguistico.<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La Navarra si costitu\u00ec in Regno<\/strong> che \u00e8, formalmente, all\u2019origine anche degli altri Regni spagnoli di Castiglia, Aragona e Le\u00f3n; conquistati un po\u2019 militarmente, come il Regno del Le\u00f3n, un po\u2019 per via matrimoniale, come la Contea di Castiglia, furono quindi oggetto di successione tra i figli del grande re navarro <strong>Santxo III <em>el Mayor<\/em><\/strong> che mor\u00ec nel 1035, suddividendo il Regno per via familiare. I due figli a cui Santxo lasci\u00f2 rispettivamente la Contea di Castiglia e quella d\u2019Aragona, morto il padre,&nbsp; proclamarono Regni indipendenti e non riconobbero la loro filiazione dalla Navarra. Questa perdette piano piano la sua influenza sulle <em>Provincias Vascongadas, <\/em>cio\u00e8 su Vizcaya, Guip\u00fazcoa<em> e <\/em>\u00c1lava che erano state istituite come sviluppo dell\u2019espansione dei <em>Vascones,<\/em> cio\u00e8 della trib\u00f9 insediata nel territorio della futura Navarra e che diedero il nome all\u2019intero popolo (2)<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"258\" height=\"195\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Navarra.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55154\" style=\"width:362px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Navarra rimase <strong>per molti secoli indipendente,<\/strong> mentre gli altri territori baschi si staccarono da essa di cui erano pertinenza e furono assoggettati per lo pi\u00f9 dalla Castiglia.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se si esamina la <strong>bandiera del Regno di Spagna<\/strong> si noter\u00e0, su campo giallorosso, uno scudo racchiudente altri quattro scudi e in fondo, in basso, un melograno. Lo scudo in alto a sinistra presenta un castello che esprime il <strong>Regno di Castiglia<\/strong>; quello in alto a destra, con l\u2019effigie di un leone, rappresenta il<strong> Regno del Le\u00f3n<\/strong>; in basso a sinistra, a strisce giallorosse, \u00e8 lo scudo del <strong>Regno di Aragona<\/strong>, mentre quello in basso a destra, con una catena gialla in campo rosso, <strong>\u00e8 lo scudo del Regno di Navarra<\/strong>. Il melograno, sul fondo sotto tutti gli altri, \u00e8 il <strong>Regno di Granada<\/strong>, l\u2019ultima ridotta islamica rimasta dopo la vittoriosa Crociata iberica dei quattro Regni cristiani del Nord&nbsp; chiamata Reconquista.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nella vittoria sui Mori, un ruolo decisivo lo giocarono proprio i Navarri di Sancho VII che, alla<strong> battaglia fondamentale di Las Navas de Tolosa, di martedi\u2019 17 luglio 1212<\/strong>, con un\u2019audace manovra aggirante, riuscirono a penetrare nei pressi della tenda che ospitava il califfo Al Nasir che, vestito di verde, fece appena in tempo a darsela alla fuga, abbandonando i suoi uomini.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Robuste catene proteggevano quella tenda e tenevano fermi gli uomini della \u201cguardia negra\u201d del califfo ma le catene furono spezzate dalla furia dei navarri e ora esse ornano lo scudo di Navarra insieme ad un\u2019altra preda bellica, uno smeraldo verde, posto al centro, in ricordo di quello che il califfo portava sul turbante e che, nella fretta di fuggire, lascio\u2019 agli audaci uomini di <strong>Santxo (o Sancho) VII<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">I simboli della bandiera spagnola indicano anche, con estrema chiarezza, quello che fu il fine dei quattro regni cristiani del nord e che costituisce anche il fine particolare della Spagna (o, meglio, delle Spagne), la sua missione storica e cio\u00e8 proprio la <em>Reconquista<\/em> e l\u2019affermazione di un cristianesimo cavalleresco e combattivo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il momento centrale e unificante della storia della Navarra e delle altre terre basche fu i<strong>l Carlismo <\/strong>il cui elemento scatenante fu una disputa dinastica scoppiata nel 1833, alla morte senza eredi maschi del Re <strong>Ferdinando VII<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"183\" height=\"276\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Isabella-di-Castiglia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29189\" style=\"width:233px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">In ossequio alla riforma della legge successoria, era stata incoronata l\u2019infanta <strong>Isabella<\/strong> che avrebbe governato attraverso la reggenza della madre <strong>Maria Cristina di Borbone Due Sicilie<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il fratello del Re, il principe <strong>Don Carlos Maria Isidro<\/strong>, ritenendo valido il precedente sistema successorio, rivendic\u00f2 la corona di Spagna e consider\u00f2 illegittima la decisione del fratello.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal 1833 e sino al 1876, i carlisti scatenarono <strong>tre guerre civili<\/strong> contro la monarchia liberale, rivoluzionaria e centralistica di Madrid, guerre che li videro sempre soccombenti. Poi, col progredire del processo rivoluzionario verso il radicalismo, l\u2019anarchismo e il social comunismo, i carlisti, organizzati nella <em>Comuni\u00f3n Tradicionalista<\/em>, si prepararono all\u2019insurrezione armata contro la Repubblica anticattolica che prese il posto della monarchia liberale.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il Carlismo come reazione cattolica e controrivoluzionaria.<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Spagna-_carlisti.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-49151\" style=\"width:369px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vi \u00e8 nella storia un movimento di adesione al messaggio evangelico non solo degli uomini singolarmente presi ma anche della societ\u00e0. Questa risposta positiva ha portato alla nascita della civilt\u00e0 occidentale col suo caratteristico connubio di annuncio del Vangelo di Cristo, diritto romano, filosofia greca e retaggio \u201ceroico\u201d del mondo germanico. Era un mondo perfettibile come tutte le cose umane&nbsp; purch\u00e9 fosse rimasto fedele alle sue origini. Finch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 accaduto, l\u2019Europa e le sue propaggini nel resto del mondo sono rimaste unite ma, ad un certo punto della storia, ha preso il sopravvento uno spirito di divisione e di confusione, una tendenza di \u201caversio a Deo et conversio ad creaturas\u201d.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questa tendenza \u00e8 un male ingravescente, un processo in cui questo fenomeno si \u00e8 via via aggravato percorrendo un iter con una scansione in tappe di sovvertimento.<\/span><br>\n<span style=\"color: #000000;\">Dalla rottura dell\u2019unit\u00e0 religiosa, provocata dalla riforma protestante, si \u00e8 passati alla rivoluzione francese con l\u2019espulsione di ogni riferimento a Dio nella societ\u00e0 civile e politica. E poi, al socialcomunismo e poi all\u2019ultima fase, quella che stiamo vivendo, quella della \u201crivoluzione\u201d \u201cin interiore homine\u201d.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando si produssero gli aspetti pi\u00f9 gravi e pericolosi del fenomeno rivoluzionario \u201cgiacobino\u201d, cio\u00e8 il \u201cTerrore\u201d, <strong>inizi\u00f2 la reazione del popolo della Vandea<\/strong> e dell\u2019ovest francese, sotto il segno del Sacro Cuore, della devozione mariana e dei frutti della predicazione di San Luigi Maria Grignion de Montfort.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"287\" height=\"162\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/insorgenze_Napoli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53075\" style=\"width:443px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il fenomeno raggiunse anche l\u2019Italia e anche le nostre campagne del Trasimeno, di Castel Rigone e Citt\u00e0 di Castello e, pi\u00f9 tardi, Arezzo e la Toscana, con i \u201cViva Maria\u201d.<\/span><br>\n<span style=\"color: #000000;\">Un secolo dopo, come reazione alla pressione liberale e accentratrice della Corona di Madrid e alla recezione del modello illuministico che gli ambienti \u201cinfrancesati\u201d volevano imporre alla Spagna e sfruttando l\u2019occasione della disputa dinastica, si afferm\u00f2 il Carlismo il cui programma si pu\u00f2 sintetizzare in queste quattro parole : \u201c<em>Dios, Patria, Fueros, Rey\u201d. <\/em>Tutte, nessuna esclusa.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dio e la Sua Chiesa cattolica sono alla base di tutta la visione del mondo carlista e i membri della <em>Comunion Tradicionalista<\/em> sono impegnati nell\u2019attiva difesa della Chiesa nella societ\u00e0.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>La Patria come comunit\u00e0 di destino delle Spagne<\/strong>.<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nessun nazionalismo e nessun centralismo. Il contesto culturale carlista \u00e8 medioevale, non assolutista. Fueros. Sono le consuetudini delle comunit\u00e0 locali formatesi nel corso dei secoli a cui il Re, sotto la quercia di Gernika, riconosceva la sua protezione e la sanzione contro il comportamento \u201ccontrafuero\u201d.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Re, che era tale se asceso al trono secondo la legittimita\u2019 forale, era il \u201cdifensore del povero\u201d e il \u201ccustode della giustizia\u201d. Esercitava un potere di governo limitato dal deposito della fede, dai consigli e dai corpi intermedi (si veda la voce \u201cCarlismo\u201d in wikipedia, \u201c<em>Dios, Patria, Fueros e Rey<\/em>\u201c)<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Carlismo non era un fenomeno esclusivamente basco \u2013 navarro ma era esteso a tutta la Spagna. \u00c8 innegabile per\u00f2 che le sue terre d\u2019elezione fossero proprio la Navarra e le Province basche oltre alla Catalogna, cio\u00e8 le aree della Spagna che oggi presentano i pi\u00f9 forti sentimenti autonomistici.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">In definitiva, che il Carlismo difenda l\u2019identit\u00e0 storico culturale dei popoli ispanici e, in particolare, di quelli che si chiamano gli <em>euskaldunak<\/em>, cio\u00e8 i parlanti la lingua <em>euskera,<\/em> cio\u00e8 il basco, \u00e8 un dato di fatto incontestabile, ma questo non faceva dell\u2019adesione di un basco della Navarra o dell\u2019\u00c1lava al <em>Bando nacional<\/em>, cio\u00e8 allo schieramento insorto, un fatto di natura etnico linguistica. Nel modo pi\u00f9 assoluto. Essa aveva una motivazione prettamente religiosa e di adesione al modello medioevale delle Spagne.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"168\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_nazionalista-300x168.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55156\" style=\"width:440px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando, verso la fine dell\u2019Ottocento, nacque quella realt\u00e0 <em>moderna <\/em>che \u00e8 il <strong>Partito Nazionalista Basco<\/strong>, la sua diffusione era del tutto limitata alla citt\u00e0 di Bilbao e a una parte del tutto minoritaria della Provincia a cui la citt\u00e0 apparteneva, cio\u00e8 la Vizcaya. Tutto il resto del paese basco, nel senso linguistico, era massicciamente dominato dai carlisti, che nel 1869, avevano dato vita alla <em>Comuni\u00f3n Tradicionalista.<\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Balzano da questo sunto le caratteristiche della Navarra rispetto alle altre due province basche, Vizcaya e Guip\u00fazcoa, con l\u2019 \u00c1lava in una posizione intermedia.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_Iparralde-300x150.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55157\" style=\"width:472px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_Iparralde-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_Iparralde.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Occorre precisare che vi \u00e8 un\u2019area basca anche in Francia, l\u2019<em>Iparralde,<\/em> comprendente le tre province storiche di Labourd, Soule e Bassa Navarra, amministrativamente ricomprese nel dipartimento dei Pirenei atlantici, in Nuova Aquitania. Al di l\u00e0 delle alterne e complesse vicende amministrative, questi territori formavano con la <em>Guascogna,<\/em> una caratteristica <em>koin\u00e8 euskariana;<\/em> la capitale storica di tale ultima \u201cregione culturale\u201d \u00e8 Auch, oggi nella regione dell\u2019Occitania; \u00e8 la patria del personaggio di Chares de Batz de Castelmore, conte d\u2019Artagnan, nato nel castello di Castelmore, a una trentina di chilometri dalla citt\u00e0, immortalato nei romanzi di Alexandre Dumas.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma lasciamo da parte l\u2019area basca francese e limitiamo l\u2019analisi \u00e8 circoscritta all\u2019area basca spagnola.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Navarra, ampiamente romanizzata, sin dal 75 a. C., quando Pompeo fond\u00f2 la citt\u00e0 di Pamplona sul piccolo villaggio basco di Iru\u00f1a, divenne presto sede di un Regno che accorpava non solo la terra abitata dai Vascones, cio\u00e8 la Navarra propriamente detta, ma anche le proiezioni atlantiche della futura <em>\u201cEuzkadi\u201d,<\/em> abitate allora da trib\u00f9 di incerta origine, come i \u201ccaristi\u201d che occupavano (pi\u00f9 o meno) la Vizcaya, gli \u201cautrigoni\u201d insediati tra l\u2019 As\u00f2n e il Nervi\u00f2n (probabilmente celti), i \u201cvarduli\u201d, situati tra i cantabri e i vasconi. Neppure i \u201cvarduli\u201d erano baschi (3).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">In sostanza, erano i \u201cvascones\u201d i futuri navarri, i veri baschi dei popoli preromani della zona; \u00e8 dall\u2019epicentro navarro che si costitu\u00ec, progressivamente, il Regno di Pamplona e, successivamente, di Navarra, che unific\u00f2 dall\u2019anno 1000 fino al 1035 circa tutte le genti parlanti la lingua <em>euskera<\/em>, cio\u00e8 il basco, e divenne uno dei quattro Regni cristiani del nord, protagonisti della <em>Reconquista. <\/em><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La Navarra \u00e8 un \u201cprodotto\u201d diretto del Medioevo<\/strong>, ed \u00e8 rimasta psicologicamente un Regno, cio\u00e8 una comunit\u00e0 di destino e non etnica, pur difendendo ed affermando la sua identit\u00e0 culturale e linguistica, cio\u00e8 il suo \u201cbaschismo\u201d che \u00e8 il pi\u00f9 profondo di tutti perch\u00e9 rimonta alle origini preromane. Ancor oggi, nel <em>Paseo de Sarasate <\/em>di Pamplona, svetta il monumento ai <em>Fueros<\/em>, e, dietro, vi \u00e8 il palazzo della <em>Diputaci\u00f3n Foral de Navarra<\/em>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma tutto, <em>entro una cornice: prima Dios, poi la Patria, cio\u00e8 le Spagne, poi i Fueros e, infine, in ultimo, il Rey \u201cque los es por fuero\u201d, <\/em>cio\u00e8 per diritto.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il Partito Nazionalista basco (<em>Eusko Alderdi Jeltzalea \u2013 EAI<\/em>).<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_nazionalismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55159\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_nazionalismo.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Baschi_nazionalismo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il luogo dove nasce questa realt\u00e0, che avrebbe a lungo convissuto con il Carlismo, \u00e8 la Vizcaya. Anch\u2019essa era stata e in parte sarebbe rimasta carlista. Affacciata sull\u2019Atlantico, scarsamente romanizzata, si organizz\u00f2 sin dal X secolo come signoria nell\u2019orbita della sovranit\u00e0 della Navarra, finch\u00e9, pi\u00f9 o meno dal 1040, sotto i Lopez de Haro, volt\u00f2 le spalle a quest\u2019ultima e si volse verso la Castiglia, conservando per\u00f2 i propri <em>fueros<\/em>, a cui i Re di Castiglia dovevano giurare fedelt\u00e0 sotto la secolare quercia di Guernica, in basco <strong><em>Gernikako Arbola<\/em> <\/strong>(albero di Gernika), che divenne il simbolo della secolare autonomia basca e anche il titolo di un inno&nbsp; che avrebbero cantato con identico entusiasmo, sparandosi l\u2019uno contro l\u2019altro, i tercios navarros e alaveses, da una parte, e i gudaris repubblicani, dall\u2019altra<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Poi la Vizcaya sarebbe divenuta l\u2019epicentro del \u201cbaschismo\u201d nazionalista.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche la Guip\u00fazcoa nacque nell\u2019orbita della Navarra, come signoria, fin quando i suoi abitanti (pescatori e commercianti) non preferirono anch\u2019essi la Castiglia.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"169\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/guerra_Spagna-300x169.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43702\" style=\"width:482px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/guerra_Spagna-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/guerra_Spagna-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/guerra_Spagna-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/guerra_Spagna.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La terza \u201cprovincia\u201d, \u00c1lava, fu sottratta alla Navarra con la forza. E infatti, tra le tre, \u00e8 sempre stata una sorta di \u201cprovincia\u201d sorella di quest\u2019ultima con la quale avrebbe aderito al <em>Bando nacional<\/em> e, finita la guerra, avrebbe goduto (come la Navarra) di una limitata ma significativa autonomia. Poi, nel 1978, scelse di entrare nella <em>Comunidad Aut\u00f3noma de Euzkadi<\/em>, pur in presenza di una popolazione pi\u00f9 conservatrice rispetto alle altre due \u201cex Province\u201d e non entusiasta della nuova configurazione, ottenendo per\u00f2 come concessione che la capitale della nuova regione fosse Vitoria, in basco <em>Gasteiz<\/em>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quest\u2019area atlantica delle terre basche, lasciando perdere per un attimo \u00c1lava, che vi appartiene per contingenze politiche, \u00e8 decisamente <em>moderna<\/em> e proiettata verso l\u2019esterno. Il nazionalismo basco che sorse a Bilbao come una vera e propria <em>eresia <\/em>carlista, <strong>\u00e8 la tipica espressione del nazionalismo ottocentesco<\/strong> con simboli (in gran parte inventati a tavolino) quali l\u2019<em>ikurri\u00f1a<\/em>, la bandiera della nuova Comunit\u00e0, creata nel 1894 dai fratelli Luis e Sabino Arana. Si tratta di un emblema che si riferiva in origine alla sola Vizcaya: lo sfondo rosso era appunto il colore di quest\u2019ultima, la croce di Sant\u2019Andrea verde era il simbolo del patrono della Vizcaya, mentre la croce bianca sovrapposta a quella verde, \u00e8 il simbolo della religione cattolica.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55160 size-medium\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"214\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Sabino_Arana_y_Goiri_1865-1903-214x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55160\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sabino Arana y Goiri (1865-1903)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Sabino Arana y Goiri<\/strong>, proveniente da una ricca famiglia carlista di Bilbao, costitui nel 1894 il <strong><em>Partito Nazionalista Basco<\/em> o <em>PNV<\/em> (<em>Eusko Alderdi Jeltzalea<\/em>)<\/strong>. Si trattava e si tratta di un partito democristiano conservatore, il pi\u00f9 antico della storia ma con una forte venatura razzista contro i <em>\u201cmaketos\u201d<\/em> castigliani e comunque non baschi.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <em>PNV<\/em> era una sorta di derivazione e deviazione, o meglio, di <em>eresia<\/em> del carlismo; anche il PNV aveva il suo motto religioso e \u201ctradizionalista\u201d che si rende in basco col termine \u201c<em>Jaungoikoa Eta Lagi \u2013 Zara<\/em>\u201d cio\u00e8 \u201c<em>Dio e la Vecchia Legge<\/em>\u201c: in altri termini i \u201cfueros\u201d. Due dei quattro termini del programma carlista erano nel <em>PNV,<\/em> ma solo quelli. Mancavano (e mancano) la \u201cPatria\u201d e il \u201cRey\u201d e vi \u00e8 una sottolineatura spropositata dell\u2019elemento etnico. In poche parole manca la cornice che caratterizzava e caratterizza il lemma carlista.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">In altri termini, che il PNV sia \u201cfiglio\u201d del Carlismo \u00e8 innegabile ma \u00e8 altrettanto vero che la sua fisionomia, sin dall\u2019inizio, lo avrebbe distanziato con forza progressiva dalla matrice originaria fino ad arrivare allo scontro armato che sarebbe esploso nel 1936.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Dalle origini fino al 1931.<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Fino all\u2019avvento della Repubblica, i due movimenti avrebbero comunque convissuto con alterne vicende nel paese basco e Navarra e, anzi, avrebbero poi collaborato a livello elettorale tanto che nelle elezioni successive alla proclamazione della Repubblica stessa, il 28 giugno 1931, il futuro <em>Lehendakari<\/em> (capo del governo basco)<strong> Jos\u00e9 Antonio Aguirre<\/strong>, il sindaco di Getxo che avrebbe governato l\u2019<em>Euzkadi<\/em> durante la guerra civile<em>,<\/em> fu eletto deputato alle Cortes col voto determinante dei carlisti navarresi.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55161\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Marcelino_Oreja_El\u00f2segui_1891-1934-200x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55161\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Marcelino Oreja El\u00f2segui (1891-1934)<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con lui, fu eletto, tra gli altri, il carlista <strong>Marcelino Oreja El\u00f3segui<\/strong>, politico cattolico e direttore de la <em>Uni\u00f3n Cerrajera de Mondrag\u00f3n<\/em>, che sarebbe stato assassinato da elementi socialisti il 5 ottobre 1934. E\u2019 in corso il processo di beatificazione.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sempre in quel periodo, in sede di stesura del progetto dello statuto di autonomia basco navarro, del 1931 \u2013 1932, tutte le province bascofone sarebbero state riunite nello Statuto, ivi compresa la Navarra, a dimostrazione che vi era ancora un clima di unione e collaborazione, fondato sulla difesa dell\u2019identit\u00e0 basca e della fede cattolica.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"201\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-300x201.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-44375\" style=\"width:432px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-595x400.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si trattava dello \u201c<em>Statuto di Estella<\/em>\u201d, che riservava allo Stato basco i rapporti con il Vaticano, fatto questo bocciato dalla Repubblica per la sua incostituzionalit\u00e0 e perch\u00e9 a Madrid si vedeva in questa operazione il tentativo di creare una \u201c<em>Gibraltar vaticanista<\/em>\u201d in Spagna. Fu allora redatto un nuovo testo che la Navarra non accett\u00f2 e che coinvolgeva le future \u201cprovince\u201d della futura <em>Euzkadi<\/em> ma, nel frattempo, scoppi\u00f2 la guerra civile e l\u2019iniziativa si blocc\u00f2.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche l\u2019assassinio di Marcelino Oreja El\u00f3segui contribu\u00ec a turbare e poi a interrompere i buoni rapporti che, nonostante le differenze, intercorrevano tra i carlisti e i seguaci di Sabino Arana y Goiri.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/carlisti_Spagna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"199\" height=\"193\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/carlisti_Spagna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55147\" style=\"width:303px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Per i carlisti<\/strong>, infatti, veniva prima di tutto l<strong>\u2019adesione incondizionata e combattiva alla fede cattolica<\/strong>, senza incertezze di sorta e quello era il valore assolutamente preminente in base al quale orientare le proprie scelte. La Repubblica, con il suo corredo di \u201cliberalismo\u201d e di massoneria, erano i nemici numero uno del carlismo e, con i suoi \u201cfigli\u201d ed eredi socialisti, anarchici e comunisti, era una realt\u00e0 intollerabile contro cui i carlisti si erano preparati ad insorgere sin dal 1934, chiedendo armi e munizioni a <strong>Benito Mussolini<\/strong>. L\u2019incontro si verific\u00f2 a Palazzo Venezia tra il 31 marzo e il 1 aprile 1934, tra il Duce da una parte e&nbsp; il leader monarchico <strong>Ant\u00f3nio Goicoechea<\/strong>, il generale <strong>Emilio Barrera<\/strong>, <strong>Rafael Ol\u00e1zabal<\/strong> e il cospiratore carlista navarrese <strong>Ant\u00f3nio de Lizarza<\/strong> dall\u2019altra. 4).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Identico atteggiamento intransigente caratterizzava la \u201cprovincia\u201d sorella della Navarra, cio\u00e8 \u00c1lava.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"268\" height=\"188\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Spagna_guerra_carlisti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-49148\" style=\"width:438px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Per i nazionalisti baschi<\/strong>, invece, che prevalevano nelle altre due province, cio\u00e8 nella Vizcaya e nella Guip\u00fazcoa, pur essendo anche loro attaccatissimi alla fede cattolica, la priorit\u00e0 era<strong> l\u2019identit\u00e0 basca e il sogno dell\u2019autonomia<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">E, quando inizi\u00f2 la \u201ccrociata\u201d contro la Repubblica che massacrava i cattolici e perseguitava la Chiesa, i \u201cbaschi\u201d dell\u2019interno e delle montagne non ebbero dubbi di sorta a schierarsi con la Chiesa, mentre i \u201cbaschi\u201d della costa atlantica optarono per chi sembrava favorevole, per motivi strumentali, alla loro autonomia. L\u2019autentico odio che si attirarono dal <em>Bando sublevado<\/em> e soprattutto dai carlisti fu cos\u00ec drammatico perch\u00e9 i nazionalisti baschi apparvero dei traditori della fede cattolica.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>La guerra civile del 1936 \u2013 1939.<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La situazione della Spagna, almeno dall\u2019avvento della Repubblica in poi, era caratterizzata da un\u2019estrema conflittualit\u00e0 e, soprattutto, da una crescente violenza contro le espressioni del cattolicesimo in Spagna, soprattutto da parte delle formazioni anarchiche e anche da parte di quelle pi\u00f9 o meno legate ai comunisti, sia a quelli staliniani che trotskisti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal 16 febbraio al 17 giugno 1936, la violenza politica provoc\u00f2 269 morti, 1.287 feriti, 160 chiese distrutte e 251 saccheggiate.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55162 size-full\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"210\" height=\"240\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Jos\u00e9_Calvo_Sotelo_1893-1936.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55162\" style=\"width:248px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Jos\u00e9 Calvo Sotelo (1893-1936)<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo da\u2019 un quadro del precipitare della Spagna verso la guerra civile. E gli attacchi alle chiese e agli uomini di Chiesa erano triste ed esclusivo <strong>retaggio delle formazioni anarchiche<\/strong> e, in misura pi\u00f9 contenuta per la maggiore disciplina, di quelle socialcomuniste. Se questa era la situazione a un mese dall\u2019<em>Alzamiento<\/em>, pensiamo a quale fosse nell\u2019imminenza di quel 17 \u2013 18 luglio 1936, dopo la sequenza di omicidi che culmino\u2019 con l\u2019assassinio del deputato monarchico <strong>Calvo Sotelo<\/strong> il 14 luglio.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tra il 18 luglio 1936 e il primo aprile 1939 i repubblicani distrussero il 70 % delle chiese, <strong>uccisero quasi diecimila persone tra cui 13 vescovi<\/strong>, 4.184 sacerdoti e seminaristi, 2.365 religiosi e 283 religiose. (5)<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo, il pretendente carlista <strong>Don Alfonso Carlos<\/strong>, duca di San Jaime, a causa dell\u2019et\u00e0 avanzata e della mancanza di figli, il 23 gennaio 1936 nomin\u00f2 il principe Javier di Borbone Parma Reggente della Comunione Carlista anche in previsione del futuro <em>Alzamiento Nacional<\/em>, mentre capo politico dei carlisti era l\u2019avvocato andaluso <strong>Manuel Fal Conde<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-43706\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"266\" height=\"190\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Franco_guerra_Spagna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-43706\" style=\"width:368px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francisco Franco (1892-1975)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutto spingeva verso un violento scontro tra una parte delle Forze Armate e in particolare dell\u2019Esercito, guidata dal generale <strong>Jos\u00e9 Sanjurjo<\/strong>, navarrese e carlista, che stava per tornare dall\u2019esilio di Lisbona dopo il fallito golpe del 1932 per unirsi al generale di brigata Emilio Mola Vidal, \u201cel Director\u201d che coordinava l\u2019azione dal suo quartier generale di Pamplona, la \u201d Iru\u00f1a\u201d basca, dove era stato imprudentemente trasferito dalle autorit\u00e0 repubblicane. Un altro generale sospetto alla Repubblica, <strong>Francisco Franco<\/strong>, venne trasferito invece alle Canarie. Il basco di Vit\u00f3ria, il generale Joaquin Fanjul Go\u00f1i, a Madrid, Goded fu destinato alle Baleari. Il generale Queipo de Llano, estroso e brillante, l\u2019unico massone, insieme al generale Cabanellas, tra le fila dei generali sollevati, si trovava al comando dell\u2019Andalusia ed era considerato, a torto, un sicuro repubblicano. Luis Orgaz Yoldi, anche lui di Vit\u00f3ria, si trovava alle Canarie. Secondo i piani, mentre Mola era l\u2019organizzatore del colpo di stato, il capo militare della sollevazione era il generale Jos\u00e9 Sanjurjo Sacanell, di Pamplona e, per di pi\u00f9, di famiglia carlista e con tradizioni militari, ma un incidente aereo avvenuto il 20 luglio 1936 lo priv\u00f2 della vita proprio agli inizi dell\u2019Alzamiento.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La sua morte e, poi, quella analoga di Mola, avvenuta il 3 giugno 1937, avrebbero oggettivamente spianato la strada al futuro <em>Caudillo <\/em>Francisco Franco.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quest\u2019ultimo non era convinto di partecipare al golpe pianificato da Mola, ma l\u2019uccisione dell\u2019esponente monarchico Jos\u00e9 Calvo Sotelo avvenuta a Madrid il 13 luglio 1936, fece s\u00ec che Franco rompesse gli indugi e comunicasse a Mola la sua decisione di partecipare al golpe, mentre era in corso l\u2019ultimo giorno della festa di San Ferm\u00edn che, per tutta la settimana precedente era stata la copertura dei preparativi del golpe, per l\u2019afflusso di spettatori, ma anche di ufficiali e di esponenti politici, da tutte le parti della Spagna, mentre i <em>sanfermines, <\/em>oltre a correre davanti ai tori la mattina, trasmettevano gli ordini di Mola e si preparavano <strong>a combattere <em>per Dio e per la Spagna. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55163 size-medium\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"191\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Jos\u00e9_Antonio_Primo_De_Rivera_1903-1936-300x191.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55163\" style=\"width:418px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Jos\u00e9 Antonio Primo De Rivera (1903-1936)<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Stavolta, i carlisti si sarebbero sollevati nell\u2019ambito dell\u2019esercito al quale, secondo gli accordi, sarebbero stati accorpati, insieme agli uomini di <strong>Jos\u00e9 Ant\u00f3nio Primo de Rivera<\/strong>, il figlio del vecchio dittatore generale Miguel Primo de Rivera e ad altri gruppi minori, ma il fondatore della Falange, arrestato il 14 marzo 1936, sarebbe stato fucilato dai repubblicani, nella prigione di Alicante, il 20 novembre dello stesso anno, insieme a due falangisti e a due <em>requet\u00e9s <\/em>carlisti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Cosa succedeva, intanto, nelle province \u201catlantiche\u201d del paese basco ?<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Queste terre si trovavano in una sorta di zona intermedia tra le aree dove prevalevano i partiti dell\u2019estrema sinistra e gli anarchici, caratterizzati da un fortissimo sentimento anticattolico e le aree nelle quali avrebbe prevalso il <em>Bando nacional<\/em>, come la Navarra e \u00c1lava, dove tutto spingeva verso la <em>cruzada <\/em>verso la \u201ccorrotta\u201d ed \u201cempia\u201d Repubblica. Ma la decisione della maggioranza scaturita dalle elezioni del 1936, cio\u00e8 dal Fronte Popolare, di includere l\u2019approvazione definitiva dello Statuto basco spinse il PNV a orientare <strong>le proprie preferenze politiche verso la Repubblica,<\/strong> pur non assecondando, in alcun modo, la persecuzione anticattolica che la caratterizzava.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55164\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"191\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Guerra_Civile_Spagna_Ertzainza-300x191.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55164\" style=\"width:418px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Ertzainza<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Poi, approfittando dell\u2019isolamento che caratterizzava le province basche filorepubblicane rispetto al territorio della Repubblica e delle caratteristiche peculiari e strumentali di tali province rispetto al grosso dei territori filorepubblicani del centro e dell\u2019est della Spagna, con le grandi citt\u00e0 di Madrid, Barcellona e Valencia, i paesi baschi \u201catlantici\u201d avrebbero potuto disporre per un certo periodo di una libert\u00e0 di manovra che altrimenti non avrebbero avuto. Nell\u2019<em>Euzkadi <\/em>(Vizcaya e Guip\u00fazcoa) si sarebbe costituito cos\u00ec l\u2019<em>Eusko gudarostea<\/em>, cio\u00e8 l\u2019esercito basco, al comando di Candido Saseta e il corpo di polizia dell\u2019<strong><em>Ertzainza<\/em><\/strong>, previo scioglimento dei preesistenti corpi, tra cui la Guardia civil.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La cospirazione militare si svolse, come detto, con la copertura della festa di San Ferm\u00edn che si svolge tutti gli anni a Pamplona dal 7 al 14 luglio e che quell\u2019anno termino\u2019 cosi\u2019 alcuni giorni prima della data scelta per il colpo di stato, in cui uno dei Tercios di Requet\u00e9s insorti, era intitolato proprio a \u201cSan Ferm\u00ecn\u201d. I tercios erano l\u2019equivalente di un battaglione.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">A proposito dei Requet\u00e9s, dir\u00e0 Arrigo Petacco, che : \u201cI Requet\u00e9s offriranno agli insorti il pi\u00f9 combattivo e spietato corpo volontario della futura guerra civile\u201d 6). Allo scoppio della sollevazione, mentre la Navarra e l\u2019altra provincia basca di \u00c1lava si schierarono essenzialmente in difesa della Chiesa e dell\u2019ordine sociale e, quindi, con gli insorti, le altre due province basche, cio\u00e8 la Vizcaya e la Guip\u00fazcoa, pure con forti esitazioni e non del tutto convinte, fecero una scelta strumentale e non in sintonia con il loro cattolicesimo. Scelsero la Repubblica, come s\u2019\u00e8 detto, sperando che questa avrebbe loro garantito l\u2019autonomia. <strong>Combatterono cos\u00ec contro l\u2019Alzamiento<\/strong> e in favore della Repubblica che non mostr\u00f2 mai piena fiducia in loro perch\u00e9 considerava i baschi una enclave \u201cvaticanista\u201d in Spagna. Furono una specie di corpo estraneo all\u2019interno della Repubblica e crollarono, la Guip\u00fazcoa nei primissimi mesi e la Vizcaya un anno dopo l\u2019Alzamiento. \u00c8 la solita storia del piatto di lenticchie a causa del quale Esau\u2019 cedette la sua primogenitura .<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"279\" height=\"181\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Repubblica_flag.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55166\" style=\"width:429px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">E cos\u00ec <strong>i cattolicissimi e \u201ctradizionali\u201d baschi di Vizcaya e di Guip\u00fazcoa preferirono un\u2019alleanza strumentale con la Repubblica per ottenere l\u2019autonomia<\/strong> e combattere contro i baschi di Navarra e di \u00c1lava\u201d, della loro stessa stirpe e del loro stesso patrimonio di fede cattolica.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 un paradosso che colp\u00ec all\u2019epoca e colpisce ancora oggi. L\u2019anomalia della scelta di questi baschi fu colta immediatanente proprio dai Vescovi delle due capitali delle province basche insorte contro la Repubblica. Il 6 agosto 1936 venne diffusa la pastorale con cui i Vescovi di Pamplona e di Vitoria (Gasteiz in basco)&nbsp;condannarono la posizione assunta dal PNV.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo pero\u2019 era morto in un incidente aereo proprio il generale Sanjurjo, il 20 luglio. Quando, l\u2019anno dopo, il 3 giugno 1937, un analogo incidente provoc\u00f2 la morte anche del generale Mola, i carlisti non ebbero pi\u00f9 appoggi diretti nell\u2019alta gerarchia militare e questo spian\u00f2 la strada al generale Franco che solo all\u2019ultimo si era unito alla sollevazione Il 19 marzo 1937 il Pontefice Pio XI eman\u00f2 l\u2019Enciclica \u201cDivini Redemptoris\u201d contro il comunismo ateo, nella quale denunciava gli orrori del comunismo in terra di Spagna.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"177\" height=\"252\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Falange.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55167\" style=\"width:249px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 19 aprile 1937 Franco eman\u00f2 il Decreto di unificazione. <strong>I carlisti e i falangisti vennero unificati nel partito unico franchista<\/strong>, il Movimiento nacional e dovettero indossare il basco rosso carlista e la \u201ccamisa azul\u201d falangista. Questa unione coatta di due forze che combattevano insieme ma erano profondamente diverse avrebbe alla lunga inaridito gli uni e gli altri in una struttura burocratica soffocante. Ci\u00f2 determin\u00f2 l<strong>a rottura tra Franco e i vertici della Comuni\u00f3n Tradicionalista<\/strong> e il 27 dicembre 1937, il principe Javier dovette abbandonare la Spagna. Da parte sua, il capo politico del Carlismo, Manuel Fal Conde, dovette andare in esilio in Portogallo dopo avere tentato di creare un\u2019Accademia militare reale carlista, contro la volont\u00e0 di Franco che, per\u00f2, lo invit\u00f2 personalmente, bench\u00e9 esiliato a Lisbona, a entrare a far parte del Consiglio nazionale della FET, la <em>Falange Espa<\/em>\u00f1ola Tradicionalista y de las Jons, il nuovo partito unico franchista che incorporava i Carlisti e la Falange, nel novembre 1937. Nonostante il rifiuto di Conde, Franco attese invano da quest\u2019ultimo l\u2019accettazione dell\u2019offerta, fino al 6 marzo 1938.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"252\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti_guerra_civile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55168\" style=\"width:420px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quella frattura non sarebbe stata pi\u00f9 ricomposta ma, al posto di Fal Conde, fu l\u2019esponente navarro Tom\u00e1s Dominguez Ar\u00e9valo, Conde de Rodezno, a capeggiare l\u2019ala franchista (e navarrese) del Carlismo. Il Conte avrebbe ricoperto durante il regime l\u2019incarico di Ministro della Giustizia del nuovo Stato.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Eppure i carlisti e i falangisti continuarono a combattere. Ai carlisti soprattutto interessava immolarsi in quell\u2019ultima crociata.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 13 settembre 1936 le truppe nazionali erano entrate subito a San Sebasti\u00e1n e liberato la Guip\u00fazcoa, dopo solo due mesi dall\u2019Alzamiento. Rimaneva la Vizcaya. Nel frattempo, i requet\u00e9s carlisti erano stati inquadrati in unit\u00e0 d\u2019assalto interforze, le Brigadas de Navarra, al comando del Generale Jos\u00e9 Solchaga Zala. Tali unit\u00e0 d\u2019\u00e9lite erano formate principalmente da <em>tercios <\/em>di <em>requet\u00e9s<\/em>, ma incorporavano anche <em>banderas <\/em>della <em>Falange<\/em> e <em>tabores <\/em>di <em>regulares <\/em>marocchini.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"228\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/guerra_spagna_italiani-300x228.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-47110\" style=\"width:422px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/guerra_spagna_italiani-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/guerra_spagna_italiani-768x585.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/guerra_spagna_italiani-1024x780.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 12 giugno 1937 la I e la IV Brigadas de Navarra, <strong>appoggiate dalle truppe fasciste italiane e dall\u2019aviazione italo tedesca<\/strong>, sfondarono la fortificazione che proteggeva Bilbao, il \u201ccinturon de hierro\u201d e il 19 entrarono nella citt\u00e0.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il primo luglio 1937 i vescovi spagnoli sottoscrissero una lettera collettiva ai vescovi di tutto il mondo in cui presero ufficialmente posizione in favore dell\u2019Alzamiento e degli insorti.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Intanto, i resti dell\u2019Eusko Gudarostea, l\u2019esercito nazionalista basco, si ritirarono verso Santander dove i dirigenti del PNV si rivolsero al Vaticano per trovare un accordo col governo italiano. I baschi del PNV intendevano ora sganciarsi dall\u2019alleanza con la Repubblica spagnola ed erano addirittura disposti a concedere al Re d\u2019Italia la corona di Euzkadi. Coinvolto nell\u2019iniziativa era ovviamente il futuro Papa, Pio XII (7). Ma i servizi segreti della Repubblica spagnola intercettarono la corrispondenza tra il cardinale Pacelli e i dirigenti baschi.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Mentre infuriava la battaglia per Santander, i dirigenti del PNV, il 22 agosto 1937, offrirono al CTV, il Corpo Truppe Volontarie, inviato in Spagna da Mussolini, la resa delle truppe basche concentrate nei pressi di Santander.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55169 size-full\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"208\" height=\"243\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ettore_Bastico_Italia_guerra_Spagna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55169\" style=\"width:262px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Ettore Bastico<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>I baschi si arresero cosi\u2019 ai fascisti italiani<\/strong> del generale Bastico il giorno prima della presa di Santander, il 26 agosto. Il 27 le truppe navarresi e italiane entrarono in Santander. Franco, informato dell\u2019accordo tra i fascisti e i nazionalisti baschi, ebbe un violento scontro col generale Bastico ma non pot\u00e9 impedire che 11.000 prigionieri baschi venissero liberati. Grazie alla protezione italiana e al colonnello Gastone Gambara, capo di Stato maggiore del CTV e futuro capo di Stato maggiore dell\u2019Esercito della Repubblica di Sal\u00f2, solo 57 finirono davanti ai plotoni di esecuzione (8). Ed \u00e8 facile immaginare che quei plotoni d\u2019esecuzione fossero formati da reparti delle Brigadas de Navarra.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La guerra civile basca, all\u2019interno della pi\u00f9 vasta guerra civile, era cos\u00ec finita<\/strong>. Le Brigate di Navarra, riunite ora nel Cuerpo de Armada de Navarra, uno dei quattro grandi Corpi d\u2019Armata costituiti nella fase finale della guerra, dovettero attendere e continuare a combattere e a coprirsi di gloria fino al 28 marzo 1939 quando i \u201cnazionali\u201d entrarono in Madrid.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La guerra era finita.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"278\" height=\"181\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti_guerra_civile-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55170\" style=\"width:410px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">I carlisti avevano vinto la guerra e avevano dato un contributo impareggiabile al trionfo dei \u201cnazionali\u201d. Pochi vantaggi in cambio: un contenuto regime forale per le due province leali, la Navarra e \u00c1lava e il ministero della Giustizia e quindi il sistema giudiziario spagnolo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Vizcaya e la Guip\u00fazcoa furono punite perch\u00e9 considerate province traditrici della causa nazionale e in particolare della Chiesa cattolica. Persero ogni parvenza di autonomia, proprio quella per cui erano scese in campo a favore della Repubblica, per poi pentirsene amaramente, dissociandosi clamorosamente dai combattenti asturiani davanti a Santander e a Santo\u00f1a e chiedendo la pace separata ai pi\u00f9 disponibili (rispetto a Franco e agli stessi carlisti) fascisti italiani. Fu un \u201critorno all\u2019ovile\u201d tardivo che non evito\u2019 la rappresaglia di Franco ma certamente la contenne.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 16 aprile 1939, il nuovo Papa Pio XII che aveva cercato di proteggere i baschi filorepubblicani inviava agli spagnoli un radiomessaggio di felicitazione per la vittoria dei nazionali che iniziava con le parole :\u201dCon immensa gioia.. \u201d (da <u><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\">www.vatican.va<\/a><\/u> &nbsp;documents ).<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL REGIME FRANCHISTA<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"168\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_franchismo-300x168.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55171\" style=\"width:412px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il \u201cmatrimonio\u201d forzoso tra Carlismo e Falange, con l\u2019obbligo di una divisa che univa la <em>boina roja <\/em>carlista alla <em>camisa azul <\/em>falangista<strong> fu un matrimonio non gradito n\u00e9 dagli uni n\u00e9 dagli altri<\/strong>. Erano due realt\u00e0 che avevano combattuto insieme e che si rispettavano ma, pur essendosi alleate per combattere la guerra civile, erano come espressioni non solo di due mondi diversi ma soprattutto di due <em>tempi<\/em> diversi della storia della Spagna: il primo, il Carlismo, era la riproposizione di un mondo <em>medioevale<\/em>, che conosceva l\u2019unit\u00e0 nell\u2019articolazione dei profili locali e delle loro identit\u00e0 e i cui nemici \u201cpreferiti\u201d erano i liberali e i massoni, con la loro tipica visione astratta del mondo, oltre ai loro <em>figli<\/em>, cio\u00e8 tutto il variegato mondo degli anarchici e dei social comunisti, mentre la Falange esprimeva la reazione <em>moderna<\/em>, centralizzatrice, che aveva come bersaglio preferito i social comunisti e i \u201cseparatisti\u201d.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti_guerra_civile-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55172\" style=\"width:347px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti_guerra_civile-2.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti_guerra_civile-2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec, entrambi i movimenti, che tanto avevano contribuito alla vittoria del <em>Bando <\/em>nacional, vissero il regime franchista e l\u2019unificazione ai margini della politica spagnola, anche se sostenuti da prestigiosi rappresentanti, come il generale Jos\u00e9 Enrique Varela, ministro della Guerra sotto Franco, per i carlisti e, per i falangisti, il generale Agust\u00edn Mu\u00f1oz Grandes, tra gli altri, che fu il secondo segretario generale del Movimiento ma che aveva anche comandato la Seconda Brigata di Navarra.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durante la Seconda Guerra Mondiale, sorsero addirittura tensioni tra carlisti e falangisti e il 16 agosto 1942, <strong>un gruppo di falangisti attaccarono con granate una folla carlista<\/strong>, durante una cerimonia religiosa nella basilica di Nuestra Se\u00f1ora de Bego\u00f1a a Bilbao, provocando molti feriti e forse diversi morti. Il generale Varela, scampato all\u2019attentato, pretese da Franco la condanna a morte dell\u2019autore.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55174 size-full\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"188\" height=\"269\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Xavier_Borbone_Parma-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55174\" style=\"width:242px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">principe Javier Borbone Parma<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo, il 20 maggio 1952, il Reggente Javier di Borbone Parma fu proclamato successore legittimo al trono spagnolo, col nome di Javier I.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Intanto, in ambito nazionalista basco, il 31 luglio 1959 viene fondata <strong>l\u2019E.T.A.<\/strong> (<em>Euskadi ta Askatasuna<\/em>, cio\u00e8 Patria basca e libert\u00e0), da una scissione degli <em>Ekin<\/em>, giovani studenti, dal Partito Nazionalista basco (PNV).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019organizzazione il cui simbolo era <strong>un serpente avvolto attorno a un\u2019ascia<\/strong>, con la scritta \u201c<em>bietan jarrai\u201d<\/em>, cio\u00e8 perseguire entrambi, cio\u00e8 sia la lotta politica che quella armata, acquist\u00f2 progressivamente un\u2019impostazione marxista che, il 14 maggio 1973, approda ad un profilo trotskista e l\u2019E.T.A. entra nella IV Internazionale (9).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel PNV, pur in una cornice \u201cottocentesca\u201d, era rimasto un barlume della vecchia tradizione politica basca che aveva prodotto il carlismo, ma con la creazione dell\u2019E.T.A., ogni argine \u00e8 stato eliminato a quella che appare come un\u2019autentica deriva culturale e politica che produsse addirittura una formazione politica che avrebbe partecipato, dapprima come <em>Herri Batasuna<\/em>, poi come <em>Batasuna, <\/em>espressioni della sinistra <em>abertzale <\/em>(patriota in euskera), alle elezioni, conseguendo anche il 10 % dei voti nelle aree<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55176 size-medium\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"209\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Luis_Carrero_Blanco_1904-1973-209x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55176\" style=\"width:261px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Luis Carrero Blanco (1904-1973)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>20 dicembre 1973<\/strong> l\u2019E.T.A. esegu\u00ec un attentato ai danni del Primo ministro franchista, ammiraglio <strong>Luis Carrero Blanco<\/strong> che avrebbe condizionato pesantemente l\u2019evoluzione politica spagnola.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il bilancio finale fu di 822 morti in 40 anni di attentati, Questo il triste risultato della <em>rivoluzione permanente <\/em>di questa organizzazione che rinunci\u00f2 definitivamente alla lotta armata il 17 ottobre 2011 e si sciolse nel 2018 (10).<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo, caduto il regime franchista, tutte le province ad eccezione della Navarra, firmarono lo Statuto di Autonomia nel 1979 ed oggi Vizcaya, Guip\u00fazcoa e \u00c1lava formano la Comunidad Aut\u00f3noma del Pa\u00eds Vasco, mentre la Navarra forma la Comunidad Foral de Navarra e resiste ostinatamente all\u2019antistorico tentativo della prima di incorporarla.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>LA SVOLTA \u201cSOCIALISTA\u201d DI CARLOS HUGO <\/strong><strong>E LA TRANSIZIONE SPAGNOLA<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il figlio maggiore del pretendente Javier di Borbone Parma era <strong>Carlos Hugo<\/strong>, che, nominato principe delle Asturie da quest\u2019ultimo.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55177 size-full\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"230\" height=\"299\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Carlos_Hugo_di_Borbone_Parma_1930-2010.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55177\" style=\"width:264px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Carlos Hugo di Borbone Parma (1930-2010)<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">All\u2019inizio degli anni \u201960, nel 1962, Saverio dimentic\u00f2 i gravi contrasti che lo avevano contrapposto a Franco, fino ad un\u2019ultima espulsione avvenuta nel 1956 e incoraggi\u00f2 il figlio Carlos Hugo a incontrare in pi\u00f9 occasioni il Generalissimo, sperando che quest\u2019ultimo, che aveva manifestato la sua intenzione di restaurare la monarchia, scegliesse Carlos Hugo come erede della corona spagnola, ma l\u2019avvicinamento a Franco s\u2019interruppe quando apparve chiaro che la scelta di Franco si sarebbe volta verso Juan Carlos, nipote di Alfonso XIII e figlio di Don Giovanni, conte di Barcellona. Il 22 febbraio 1972, dopo un grave incidente d\u2019auto che colp\u00ec il padre Javier, Carlos Hugo divenne il principale leader del carlismo, ma cominci\u00f2 a inaugurare una progressiva svolta filosocialista nel movimento carlista, che gli alien\u00f2 progressivamente le simpatie dell\u2019ala <em>ortodossa <\/em>della Comunione Tradizionalista, che, da quel momento, si divise in modo sempre pi\u00f9 grave.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il padre Javier, sempre pi\u00f9 preoccupato dello strano comportamento del figlio maggiore, cerc\u00f2 di organizzare una resistenza alle manovre filosocialiste, filocomuniste e filoseparatiste di quest\u2019ultimo, appoggiandosi discretamente ad Arturo M\u00e1rquez de Prado, delegato nazionale dei Requet\u00e9s e capo della Segreteria politica di Don Sixto Enrique di Borbone Parma, il figlio minore di Saverio il cui orientamento rassicurava Javier e avrebbe sempre contrastato la deriva socialista e separatista di Carlos Hugo.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"299\" height=\"168\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Franco_funerale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55178\" style=\"width:447px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo, il 20 novembre 1975 mor\u00ec il Generalissimo Franco. Al governo vi era Arias Navarro, gi\u00e0 ministro dell\u2019Interno al tempo dell\u2019assassinio dell\u2019ammiraglio Carrero Blanco e poi suo successore come Presidente del Governo della Spagna.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 9 maggio 1976, la tradizionale processione carlista di Montejurra, in Navarra, in omaggio ai Requet\u00e9s uccisi nella Guerra di Spagna, trasformatasi, nel corso degli ultimi anni, in un provocatorio omaggio del pretendente carlista e dei suoi sostenitori ai tradizionali nemici de carlismo che questo aveva combattuto e vinto nella guerra civile, fu duramente contrastato dal principe Sixto Enrique di Borbone Parma, di Arturo (o Pepe) Marquez de Prado e dai sostenitori del primo, sia all\u2019inizio della processione, nei pressi del monastero di Irache, sia sulla sommit\u00e0 del colle. <strong>Il risultato fu la morte di due sostenitori di Carlos Hugo e diversi feriti<\/strong>.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non \u00e8 stata fatta piena luce sull\u2019avvenimento.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"252\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_guardia_civil.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55179\" style=\"width:420px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quello che desta interrogativi fu l\u2019atteggiamento inerte della Guardia Civil e della Polic\u00eda Armada e, soprattutto, la presenza, tra i sostenitori di Sixto Enrique de Borb\u00f3n Parma, di noti esponenti italiani della destra neofascista, come Stefano delle Chiaie e Augusto Cauchi, totalmente estranei alla Comunione Tradizionalista.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vicenda \u00e8 stata oggetto di inchieste anche italiane sull\u2019eversione neofascista, ma quello che colpisce \u00e8 l\u2019assoluta ignoranza degli inquirenti sul Carlismo e sul ruolo che aveva avuto nella guerra civile spagnola. Era come se, per gli inquirenti, il Carlismo fosse uno dei tanti movimenti \u201cantifranchisti\u201d, alla pari dei comunisti, dei socialisti o dei nazionalisti baschi, mentre invece era stato l\u2019elemento centrale e propulsivo dell\u2019<em>Alzamiento <\/em>e avesse combattuto duramente contro i nemici di Dio e della Spagna, dando un contributo di sangue impareggiabile alla vittoria del <em>Bando sublevado. <\/em>Fondandosi su questa sconcertante ignoranza, gli inquirenti non si rendevano conto del carattere provocatorio e assolutamente incomprensibile della svolta impressa da Carlos Hugo, le cui cause sono tuttora sconosciute.<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-image-55180\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"218\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Carlos_Javier_-di_Borbone_Parma_n.-1970.-218x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55180\" style=\"width:286px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><span style=\"color: #000000;\">Carlos Javier di Borbone-Parma (n. 1970)<\/span><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">I fatti di Montejurra ferirono in profondit\u00e0 la Comunione Tradizionalista e, mentre Carlos Hugo abbandon\u00f2 le sue pretese dinastiche nel 1979. Dopo la sua morte, nel 2010, la linea successoria ufficiale carlista \u00e8 passata al figlio maggiore <strong>Carlos Javier I<\/strong>, ma la condotta del padre, non smentita dal figlio, ha intaccato la legittimit\u00e0 d\u2019esercizio di entrambi. Oggi Carlos Javier I ha il sostegno di una minoranza di carlisti, compreso il Partito carlista, fondato dal padre.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggi il fratello minore di Carlos Hugo, il Principe Sixto Enrique di Borbone Parma, duca di Aranjuez, nato a Pau, in Francia, che si \u00e8 mantenuto fedele agli ideali del Carlismo, \u00e8 l\u2019attuale reggente della Comuni\u00f3n Tradicionalista, in attesa che anche l\u2019attuale pretendente Carlos Javier riveda le scelte paterne e torni nell\u2019alveo di quest\u2019ultima, abbandonando il Partito Carlista, o <em>Euskal Herriko Karlista Alderdia (EKA)<\/em>.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"162\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti-300x162.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55181\" style=\"width:374px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La gran parte dei carlisti sono oggi con Sixto Enrique de Borbon Parma ma vi \u00e8 anche la <strong>Comuni\u00f3n Tradicionalista Carlista<\/strong> (CTC) che \u00e8 anch\u2019essa fedele agli ideali di questo movimento ma ha momentaneamente sospeso ogni riferimento dinastico.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vi \u00e8, peraltro, un partito di centro destra, di ispirazione genericamente \u201cfuerista\u201d e \u201cnavarrista\u201d, l\u2019<strong>Uni\u00f3n del Pueblo Navarro<\/strong> (UPN), maggioritario in Navarra.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_Uni\u00f3n_del_Pueblo_Navarro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55182\" style=\"width:373px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quanto al nazionalismo basco, ormai inattiva l\u2019ETA dal 2018, vi \u00e8 una pletora di movimenti che si situano a sinistra o all\u2019estrema sinistra, ma il pi\u00f9 importante di essi \u00e8 il centrista Partito Nazionalista Basco, di orientamento democristiano personalista (Maritain) che faceva parte dei Popolari europei, ma che, in polemica con l\u2019ingresso nella compagine del Partito Popolare spagnolo e di Forza Italia, ha abbandonato il Partito Popolare europeo ed \u00e8 entrato nel Partito Democratico Europeo, sempre centrista.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il programma di Alberto Santana di cui ho parlato all\u2019inizio \u00e8 certamente ben fatto ed \u00e8 animato dalla volont\u00e0 di superare le fratture della guerra civile ma, purtroppo, tutto rimane circoscritto in un ambito etnocentrico, cio\u00e8 tra baschi. Va bene il carlista generale Solchaga, che avrebbe comandato il Corpo d\u2019Armata di Navarra, perch\u00e9 era basco e va bene il generale repubblicano G\u00e1mir Ul\u00edbarri, che combatt\u00e9 sul contrapposto fronte del Nord, perch\u00e9 era anch\u00ec\u2019egli basco ma tutto, appunto, si risolve nell\u2019ambito di questa etnia.<\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Spagna_carlisti-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55183\" style=\"width:439px;height:auto\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">La fedelt\u00e0 alla propria identit\u00e0 \u00e8, certamente, un bene ma che va inserito in una cornice, in una gerarchia di valori.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\">Stupirsi che i carlisti dei <em>tercios <\/em>navarresi combattessero contro i <em>gudaris <\/em>repubblicani, fianco a fianco con i falangisti madrileni o con i legionari e i <em>regulares <\/em>marocchini, significa non aver capito che ci\u00f2 che accomunava questi ultimi, al di l\u00e0 della diversit\u00e0 di etnia e di origine storica, era la lotta per Dio e per la Spagna, che andava oltre le proprie origini etniche, anch\u2019esse da rispettare, ma che sono subordinate a Dio e alla Patria, cio\u00e8 alla comunit\u00e0 di destino delle Spagne.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><span style=\"color: #000000;\">Perugia, 9 aprile 2022<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Note<\/strong>:<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>1)<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vcNBbX3JQ8M&amp;t=118s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vcNBbX3JQ8M&amp;t=118s<\/span><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>2)<\/strong> si veda Fabrizio Simula, \u201cIl labirinto basco dalle origini del nazionalismo a ETA\u201d, <em>Prospettivaeditrice<\/em>, Civitsavecchia, Roma 2005.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>3)<\/strong> EZAGUTU BARAKALDO, \u201cCaristios, Vardulos, Autrigones: un problema para el vasquismo\u201d, 17 luglio 2020, ezagutubarakaldo.net. L\u2019autore li chiama i \u201cparenti poveri\u201d del \u201cbaschismo\u201d.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>4)<\/strong> si veda \u201cEl independiente\u201d, Historia, \u201cConexi\u00f2n Mussolini: el cerco internacional a la Rep\u00fablica\u201d di Agust\u00ecn Monz\u00f2n, 21 aprile 1919<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>5)<\/strong> vedi \u201cArchivio generale Suore Cappucine di Madre Rubatto. La persecuzione dei religiosi nella guerra civile spagnola\u201d<\/span>.<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/wew.archiviomrubatto.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/wew.archiviomrubatto.it<\/a>.<\/span> <span style=\"color: #000000;\">Si veda anche Arrigo Petacco, \u201cViva la muerte ! Mito e realt\u00e0 della guerra civile spagnola\u201d, le Scie Mondadori, 2006, p. 16<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>6)<\/strong> si veda lo stesso fondamentale studio di Arrigo Petacco, \u201cViva la muerte ! Mito e realt\u00e0 della guerra civile spagnola 1936 \u2013 39\u201d, ed. Le scie. Mondadori, 2006, p. 28.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>7)<\/strong> si veda Arrigo Petacco, op. cit., pp.154 \u2013 15<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>8)<\/strong> si veda Arrigo Petacco, op. cit., pp.154 \u2013 155<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>9)<\/strong> si veda Partito comunista dei lavoratori, \u201cETA : dalla nascita all\u2019approdo alla Quarta Internazionale\u201d, 2 ottobre 2016, pclavoratori.it\/files\/i\u2026<\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>10)<\/strong> si veda in Wikipedia, alla voce \u201cEuskadi Ta Askatasuna\u201d, capitolo \u201cLa tregua del 2011.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>_____________________________________________<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Leggi anche:<\/strong><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/I Baschi e la Guerra civile spagnola\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-wplink-url-error=\"true\"><span style=\"color: #0000ff;\">I Baschi e la Guerra civile spagnola<\/span><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domus Europa 29 Aprile 2022&nbsp;&nbsp; di Giuliano Mignini In un interessante docufilm del giornalista e scrittore basco Alberto Santana, \u201cUna historia de Vasconia 9. 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