{"id":5393,"date":"2013-01-24T05:24:31","date_gmt":"2013-01-24T04:24:31","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-05-18T10:37:02","modified_gmt":"2015-05-18T08:37:02","slug":"note-sul-magistero-di-don-toino-bello-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/note-sul-magistero-di-don-toino-bello-1\/","title":{"rendered":"Note sul &quot;magistero&quot; di &quot;don Tonino&quot;  Bello (1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Fides Cattolica<\/strong> n.2-2012<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Alcune note sul &#8220;magistero&#8221; episcopale del servo di Dio<br \/>\nmons. Antonio (&#8220;don Tonino&#8221;) Bello (1935-1993).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Un contributo critico<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Tonino-Bello.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24742\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Tonino-Bello.png\" alt=\"Tonino Bello\" width=\"200\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Padre Paolo M. Siano,<\/strong> FI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;A. del presente saggio esterna la sua meraviglia per la causa di beatificazione di Mons. Antonio Bello, avviata pochi anni fa. L\u2019atteggiamento dell&#8217;A. risulta sempre pi\u00f9 comprensibile e condivisibile alla luce di vari scritti di Mons. Bello. Fino all&#8217;ultima sua conferenza tenuta ad Assisi nell&#8217;agosto 1992, il presule pugliese ha manifestato idee molto discutibili. In sintesi ecco i punti non condivisibili del pensiero di Mons. Bello: iper-conciliar\u00ecsmo, progressismo e antropologismo teologico, linguaggio secolar\u00ecsta, filo-socialismo, pacifismo assoluto, disistima verso il Sacro e verso i Dogmi, mariologia terra-terra, sensualit\u00e0, femminismo. L&#8217;A.\u00a0 auspica che un tale Pastore non venga presentato come modello per coloro che devono essere anzitutto maestri e custodi della Fede Cattolica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">____________________________<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>UN SANTO &#8220;NUOVO&#8221; PER UNA CHIESA &#8220;NUOVA&#8221;?<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;anno 2012 \u00e8 caduto il 50 anniversario della Professione di Terziario Francescano Cappuccino di don Tonino Bello. Infatti, il 1 gennaio 1962, don Tonino (ordinato sacerdote nel 1957) ha emesso la Professione del Terz&#8217;Ordine Francescano (TOF) (1). Il prossimo 20 aprile 2013 sar\u00e0 il 20 anniversario della morte di mons. (&#8220;don&#8221;) Antonio (&#8220;Tonino&#8221;) Bello. Al riguardo \u00e8 stato preparato un progetto didattico per far conoscere alle scuole don Tonino quale \u00abtestimone della fede\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di questi due eventi, e dietro raccomandazione di amici, ho deciso di inoltrarmi nella lettura degli Scritti del Servo di Dio. S\u00ec, attualmente mons. Bello \u2014 o pi\u00f9 popolarmente &#8220;don Tonino&#8221; Bello &#8211; \u00e8 <em>Servo di D\u00eco <\/em>(3). Nel 2007 la Congregazione per la Cause dei Santi, dietro richiesta della Conferenza Episcopale Pugliese, ha dato il nulla-osta per la Causa di Beatificazione, avviata nell&#8217;aprile 2008 (4). Nel 2010 \u00e8 iniziato il Processo di Beatificazione. La prima sessione pubblica del Processo si \u00e8 svolta alla presenza di autorit\u00e0 religiose e civili nella cattedrale di Molfetta, sotto la presidenza di mons. Angelo Amato (poi cardinale), Prefetto della suddetta Congregazione (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. (o pi\u00f9 familiarmente &#8220;don&#8221;) Tonino Bello, <em>Beato e poi Santo? <\/em>Questo \u00e8 l&#8217;auspicio coltivato in vari ambienti della Chiesa italiana, soprattutto da quelli &#8220;all&#8217;avanguardia&#8221; in materia di Teologia, Morale e Liturgia e sensibilissimi verso problematiche socio-politico-economiche&#8230; Don Tonino Bello, un <em>santo &#8220;nuovo\u201d per una Chiesa &#8220;nuova&#8217;<\/em>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver scandagliato vari scritti e discorsi di don Tonino, qui riportati, non posso fare a meno di esprimere una profonda amarezza nel constatare l&#8217;entusiasmo acritico di clero e laici verso il defunto Vescovo di Molfetta. Quantunque fosse una persona umanamente molto cordiale e sensibile ed un affascinante oratore (&#8220;amico&#8221; battagliero di emarginati, sfrattati, disagiati, alcolizzati, drogati, ladri, ecc., \u00abgli ultimi\u00bb come lui li chiamava), tuttavia certi suoi scritti, discorsi, omelie e atteggiamenti rivelano una mentalit\u00e0 troppo <em>mondana, <\/em>troppo concentrata sul <em>politico, <\/em>sull'&#8221;orizzontale&#8221;&#8230; <em>una mentalit\u00e0 poco attenta e poco sensibile al sacro, al Dogma&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Antonio Bello \u00e8 <em>l&#8217;esponente pi\u00f9<\/em> popolare <em>d\u00ec quella cultura teologica e morale post-conciliare (progressista)<\/em> che ha prodotto in vari ambienti di chiesa (anche italiana) i seguenti frutti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> una &#8220;pastorale&#8221; nominalmente cristiana ma effettivamente &#8220;orizzontale&#8221; e secolare, concentrata (esclusivamente o quasi) sulle <em>rivendicazioni sociali<\/em>, favorendo, di fatto, un certo <em>oblio<\/em> (da parte di fedeli) verso i Novissimi, come pure la disistima (disprezzo) verso i Dogmi della Fede e verso la esigente ascetica e spiritualit\u00e0 cristiana vissuta dai veri Santi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> una liturgia &#8220;<em>pop<\/em>&#8221; (ostile al Canto Gregoriano), <em>fantasiosa<\/em> ed <em>anti-rubr\u00eccale<\/em>, la quale, dietro il pretesto di evitare il rubricismo, si \u00e8 slegata il pi\u00f9 possibile sia dal passato &#8220;pre-conciliare&#8221;, sia dalle rubriche del Messale di Paolo VI&#8230; So, per esperienza diretta, che almeno dagli anni &#8217;90 tra i sacerdoti \u00e8 invalsa l&#8217;abitudine di eliminare l&#8217;amitto sacerdotale grazie a un comodo camice con chiusura a &#8220;zip&#8221;. Poi si \u00e8 fatto a meno anche del cingolo e ora &#8211; l&#8217;ho scoperto da poco &#8211; vari sacerdoti celebrano la Santa Messa senza usare la stola (solo casula sul camice). Chiss\u00e0 quale\u00a0 altro\u00a0 &#8220;indumento&#8221;\u00a0 salter\u00e0 via nei prossimi anni&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> una spiritualit\u00e0 (vita intcriore e di preghiera) <em>buonista, insignificante e poco incisiva<\/em>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> un impegno politico praticamente &#8220;a sinistra&#8221; ed una critica serrata e &#8220;spietata&#8221; alle Istituzioni, esclusivamente in fatto di <em>temi sodali ed economici<\/em> (nonviolenza, droga, criminalit\u00e0, lavoro, disoccupazione, casa, tasse&#8230;) e mai sui <em>problemi etici<\/em> quali l&#8217;aborto, il divorzio, l&#8217;eutanasia, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teniamo bene a mente che don Tonino (ordinato sacerdote nel 1957) ha avuto alle spalle una formazione sacerdotale &#8220;all&#8217;antica&#8221;, &#8220;pre-conciliare&#8221;, ossia fatta di manualistica scolastica (tomista) chiara e netta nonch\u00e9 di ascetica senza mezze misure&#8230; Dopo il Vaticano II, don Tonino si \u00e8 aperto al <em>vento nuovo&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i giovani seminaristi e sacerdoti che ricevono sin dall&#8217;inizio una formazione &#8220;dontoninobellista&#8221; hanno radici fragili, sia teologiche che morali, ascetiche e spirituali&#8230; Non resta loro che un modo secolare e sentimentale di concepire la Fede e il Sacerdozio cattolico, con risultati disastrosi per se stessi e per le anime&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Precisazioni ermeneutiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 prevedo che tra le obiezioni che mi muoveranno i &#8220;fans&#8221; del Servo di Dio, ci saranno le seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Don Tonino usa spesso un linguaggio <em>metaforico, simbolico, profetico, &#8220;provocante&#8221;<\/em>, ma solo per stimolare nuove mentalit\u00e0, riflessione e azione ecclesiale&#8230;;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Le &#8220;sbavature&#8221; linguistiche, o finanche gli errori (&#8220;dottrinali&#8221; o &#8220;di forma&#8221;), del Servo di Dio non pregiudicano la sua santit\u00e0, n\u00e9 la sua incisivit\u00e0 pastorale&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste due possibili obiezioni rispondo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> L&#8217;errore filosofico del <em>nominalismo <\/em>scinde il linguaggio dal contenuto ed apre le porte non solo alle menzogne (dalle bugie &#8220;diplomatiche&#8221; e &#8220;giornalistiche&#8221; di ambienti colti, alle semplici bugie &#8220;di scusa&#8221; della povera gente), ma anche ad errori filosofici, nonch\u00e9 errori di Fede e di Morale. Ogni parola, ogni tipo di linguaggio ha dei contenuti che non possiamo scindere o cambiare a nostro piacimento. Separare radicalmente parola e contenuto \u00e8 indice di relativismo e soggettivismo, che dal piano linguistico scivola facilmente a quello teorico e pratico. Con approccio sanamente realista dovrebbe essere facile (se non si vuol chiudere gli occhi) riscontrare nel pensiero, nei discorsi e negli scritti del Servo di Dio alcuni contenuti assai discutibili e da rigettare. <em>Pi\u00f9 che attaccare singoli Dogmi, don Tonino manifesta una mentalit\u00e0\u00a0 &#8220;nuova&#8221; per una chiesa &#8220;nuova&#8221; dove i Dogmi sono praticamente superflui&#8230; Il suo linguaggio &#8220;moderno&#8221; \u2014 come vedremo \u2014 non fa rilucere i Dogmi e il sacro, ma affossa il Mistero e il Soprannaturale nell&#8217;umano e nel mondano&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> La seconda tesi sopra accennata suppone di fatto la stessa mentalit\u00e0 che giustifica quel grave errore di Teologia morale denominato <em>opzione fondamentale <\/em>e che ebbe grandissima diffusione subito dopo il Concilio Vaticano II, raggiungendo &#8220;picchi&#8221; di ampio gradimento intra-ecclesiale tra gli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;90 del secolo XX. Poi, finalmente, quell&#8217;errore fu denunciato da Giovanni Paolo II, nell&#8217;Enciclica <em>Ventati splendor, <\/em>67-70 (1993).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto in parole semplici, secondo quei teologi deviati <em>l&#8217;opzione fondamentale che si fa per Dio non viene cambiata se non da un &#8216;opzione direttamente contraria. Il peccato \u00e8 mortale solo quando muta radicalmente e direttamente tale opzione fondamentale: da<\/em> con-Dio <em>a <\/em>contro-Dio&#8230; <em>Per cui se uno commette peccati ritenuti tradizionalmente mortali, ma non intende mutare direttamente la sua opzione fondamentale<\/em> pro-Deo, <em>allora costui pu\u00f2 sentirsi ancora in comunione con Dio, dunque in grafia di Dio&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 facile notare che tale errore nasconde insomma <em>volontarismo soggettivista di impronta luterana<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, chi ragiona secondo l&#8217; &#8220;opzione fondamentale&#8221;, afferma che <em>don Tonino ha fatto la sua opzione fondamentale per Dio, per Cristo, per la Chiesa, e che i suoi eventuali errori linguistici o dottrinali non l&#8217;hanno mutata. Dunque, merita la Beatificazione e Canonizzazione&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tale ragionamento ripugna sia alla ragione che alla Fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ovvio che <em>mons. Bello ha detto anche cose vere<\/em>, giuste e cattoliche (es.: l&#8217;esistenza di Dio, di Ges\u00f9, la centralit\u00e0 dell&#8217;Eucaristia nella vita cristiana, la necessit\u00e0 della preghiera, il dover essere contemplativi-attivi <em>riscoprire il ruolo della Madonna nella nostra vita inferiore, ecc&#8230;), tuttavia ci\u00f2 non \u00e8 sufficiente a<\/em> &#8220;sanare&#8221; o a far &#8220;dimenticare&#8221; le <em>tesi eterodosse<\/em> e <em>strambe <\/em>da lui enunciate. Un Vescovo dev\u2019essere maestro integro della Fede e della Morale, uomo di Dio amante del Culto e della preghiera. Solo a tali condizioni potr\u00e0 essere autenticamente incisivo nel campo pastorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ora, l&#8217; &#8220;orizzonte&#8221; culturale, ermeneutico e spirituale in cui don Tonino pensa, parla e agisce da Pastore (ed in cui egli colloca le suddette verit\u00e0 della Fede e della spiritualit\u00e0 cristiana) \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;orizzonte di una svolta antropologica tale che &#8220;svuota&#8221; e &#8220;svaluta&#8221; dal di dentro tutto ci\u00f2 che \u00e8 spirituale e soprannaturale&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del mio lavoro chiamer\u00f2 mons. Bello anche &#8220;don Tonino&#8221; oppure il &#8220;Presule salentino&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passo ora a compendiare e ad illustrare gli elementi pi\u00f9 discutibili del &#8220;magistero&#8221; episcopale di mons. Bello secondo quanto contenuto nei suoi discorsi (interviste, conferenze) e scritti (omelie, libri, lettere). Si tratta di elementi fondamentali e portanti della sua figura e della sua opera di Vescovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I brani che citer\u00f2 saranno intercalati dai miei commenti mirati a favorire una riflessione critica ed approfondita sulla presunta &#8220;beatificabilit\u00e0&#8221; del Presule salentino. Ritengo che il numero e la qualit\u00e0 delle fonti qui citate, anche se forse non esauriscono tutta la produzione letteraria e discorsiva di mons. Bello, tuttavia sono pi\u00f9 che sufficienti a mostrare l&#8217; &#8220;essenza&#8221; del suo pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>1. DON TONINO E I SUOI &#8220;MAESTRI&#8221;<br \/>\n<\/strong>(TRA IPER-CONCILIARISMO E PROGRESSISMO)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I maestri, ovvero i punti di riferimento culturale, teologico e pastorale di mons. Bello sono: mons. \u00abdon Helder C\u00e0mara, l&#8217;apostolo brasiliano\u00bb (6), padre Karl Rahner (7), mons. Bruno Forte (8), padre Teilhard De Chardin (9), il card. Giacomo Lercaro, mons. Luigi Bettazzi (10), il card. Michele Pellegrino (11), padre Ernesto Calducci (12), il card. Carlo M. Martini (13), padre David M. Turoldo (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Tonino condivide il <em>conciliarismo <\/em>e l'&#8221;avanguardismo&#8221; dei suoi &#8220;maestri&#8221;. In una lettera ad un sacerdote (1983), mons. Bello ricorda \u00abi tempi profetici di Papa Giovanni. I fremiti del Concilio. Le difficolt\u00e0 e le <em>lentezze del postconcilio<\/em> (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lentezze del post-Concili\u00f3? <\/em>Di solito questa locuzione \u00e8 usata da coloro che hanno il &#8220;prurito delle novit\u00e0&#8221;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo del 1986, mons. Bello ricorda mons. Michele Mincuzzi (1913-1997), vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca dal 1974 al 1981 (la diocesi in cui \u00e8 cresciuto don Tonino). A proposito di quei sette anni, mons. Bello mostra una sorta delirio iper-conciliarista e progressista, allorch\u00e9 scrive: \u00ab<em>Sono stati gli anni in cui, ad uno ad uno, abbiamo appreso a demolire certi \u00ecdoli che gi\u00e0 il Concilio ci aveva fortemente invitati ad abbattere: la fierezza della carne e del sangue, il prestigio delle appartenenze, la sicurezza del linguaggio, il fascino rassicurante del passato, l&#8217;estraneit\u00e0 alle tribolazioni della ricerca umana, le rigide chiarezze concettuali<\/em>\u00bb (16)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>2. SECOLARISMO LINGUISTICO E TEOLOGICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Bello afferma che lo slogan di una giornata mondiale missionaria era il seguente: <em>Perch\u00e9 al mondo non manchi il Vangelo<\/em>. Il Presule salentino inverte lo slogan: <em>Perch\u00e9 al Vangelo non manchi il mondo<\/em>&#8230; Secondo don Tonino non bisogna \u00ab<em>comunicare con l&#8217;uomo contemporaneo mediante linguaggi superati<\/em>\u00bb (ossia troppo religiosi, &#8220;sacri&#8221;, &#8220;tradizionali&#8221;&#8230;), ma bisogna \u00ab<em>entrare in contatto tecnico con l'&#8221;ateismo linguistico&#8221; della sua cultura<\/em>\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure don Tonino \u00e8 l&#8217;esempio lampante che cambiando linguaggio si finisce, prima o poi, con l&#8217;adottare i contenuti del nuovo linguaggio&#8230; Non esiste un linguaggio &#8220;neutrale&#8221;, ovvero che prescinda del tutto dai suoi contenuti (i nominalisti\/relativisti separano il linguaggio dalla realt\u00e0 oggettiva)&#8230; Inoltre, non tutti i &#8220;linguaggi&#8221; sono idonei a veicolare le Verit\u00e0 della Fede.<em> Pertanto, spiegare la Dottrina della Fede secondo le categorie di un linguaggio secolare (&#8220;ateo&#8221;)produce un impoverimento, uno svuotamento della Dottrina&#8230; Il &#8220;sacro&#8221; viene profanato ed alterato&#8230; Mons. Bello \u00e8 un esempio di ci\u00f2.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;altra occasione, don Tonino ribadisce che per essere missionari dobbiamo adattare il nostro linguaggio catechetico \u00ab<em>al vocabolario del mondo\u00bb per attuare, cos\u00ec, la \u00abfedelt\u00e0 all\u2019 uomo\u00bb <\/em>(18)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo del 1989, mons. Bello ribadisce la necessit\u00e0 pastorale e missionaria de \u00ab<em>l&#8217;adattamento al vocabolario del mondo<\/em>\u00bb(19) Ancora in preda ad una incontenibile &#8220;passione&#8221; di novit\u00e0 e di eversione linguistica, cos\u00ec dice il Presule salentino in un&#8217;omelia del 9 aprile 1989: \u00abLa parrocchia, perci\u00f2, deve essere luogo pericoloso dove si fa<em> &#8220;memoria eversiva&#8221; <\/em>della Parola di Dio\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parla di Dio, mons. Bello mostra grande antipatia per la Teologia &#8220;tradizionale&#8221;. Non ha fiducia nelle argomentazioni &#8220;classiche&#8221; della Teologia, dell&#8217;Apologetica e della ragione&#8230; Don Tonino ha invece fiducia nel sentimento, nelle &#8220;passioni&#8221;, nel sociale, nell&#8217;esistenziale&#8230; cio\u00e8 in <em>se stesso e nel suo modo di sentire<\/em>. Una tale catechesi \u00e8 fuorviante e risente dell&#8217;influsso del cosiddetto &#8220;pensiero debole&#8221;, anti-razionale e relativista.<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em>Ecco cosa dice il Presule salentino nel 1992, con il solito linguaggio metaforico e &#8220;trasgressivo&#8221;, demolitore del &#8220;passato&#8221;: \u00abUn fatto \u00e8 certo: gli <em>articolati sillogismi dei manuali<\/em>, impressionanti per <em>rigore<\/em> scientifico e per <em>lucidit\u00e0<\/em> filosofica, <em>ti muoiono sulle labbra<\/em> ogni volta che devi tentare un approccio che non voglia rimanere <em>sospeso sulle trame<\/em> <em>della sterile<\/em> accademia. Le <em>solide costruzioni<\/em> <em>del pensiero<\/em>, in cima alle quali, gradino dopo gradino, la ragione consolidava un tempo l&#8217;immagine di Dio, <em>rischiano di ruzzolare <\/em>alla prima argomentazione di segno contrario. Le stesse <em>trionfanti conclusioni<\/em>, a cui talvolta \u00e8 dato di giungere senza che si siano frapposti ostacoli dialettici, <em>non scaldano<\/em> pi\u00f9 che tanto gli interlocutori\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un&#8217;altra perla della &#8220;teologia&#8221; di mons. Bello: \u00abQualcuno ha scritto che la meraviglia \u00e8 la base dell&#8217;adorazione. \u00c8 proprio vero. <em>Anzi, l&#8217;empiet\u00e0 pi\u00f9 grande non \u00e8 tanto la bestemmia o il sacrilegio, la profanatone di un tempio o la dissacratone di un calice, ma la mancanza di stupore<\/em>\u00bb (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora in quel discorso del 1992, mons. Bello ritiene diseducativo presentare Dio come <em>Uno che ti chiede il rendiconto finale<\/em>. Dunque pare che mons. Bello non dia grande importanza al Giudizio di Dio&#8230; Paradiso assicurato per tutti? Inferno vuoto? Insomma pare che don Tonino non condivida molto l&#8217;ottica dei Santi (&#8220;pre-conciliari&#8221;!!!)&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l&#8217;ennesimo discorso superficiale del Servo di Dio: \u00ab[Dio] Non \u00e8 il grande magazziniere dei nostri nomi. E neppure l&#8217;archivista supremo che per ogni uomo allestisce un &#8220;dossier&#8221; riservato. <em>Non \u00e8 l&#8217;infallibile memorizzatore di fatti e misfatti, che poi, nel giorno del giudizio, egli user\u00e0 come prove di merito o come capi d&#8217;imputatone nei nostri confronti. Sarebbe veramente banale ridurre Dio al ruolo di controllare dei nostri &#8220;sgarri<\/em>&#8220;, o al rango di banchiere dei nostri titoli di credito. Un Dio siffatto, che vesta l&#8217;abito del funzionario compiaciuto o che indossi la divisa del gendarme, \u00e8 quanto di pi\u00f9 allucinante si possa pensare\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero impressionante, la maestria con cui don Tonino banalizza (e praticamente nega) la verit\u00e0 di <em>Dio Giudice<\/em>. Don Tonino immagina un Dio <em>a sua propria immagine e somiglianza<\/em> e cos\u00ec pensa di tranquillizzare gli scrupolosi e di avvicinare gli animi a Dio&#8230; Ci\u00f2 \u00e8 semplicemente fuorviante e anti-pastorale. Al contrario, Ges\u00f9 parla del Giudizio divino in termini che non hanno nulla a che fare con la &#8220;maliziosa&#8221; superficialit\u00e0 di don Tonino, il quale ha ben studiato la Teologia, ma si \u00e8 lasciato prendere dallo <em>spirito del mondo&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco oltre (ancora in quel discorso del &#8217;92), mons. Bello afferma che la gloria di Dio, il suo nome JHVH, \u00abstraripa da tutte le parti\u00bb. <em>Dio \u00e8 dappertutto: \u00e8 nei luoghi sacri e positivi (santuari, monasteri, Caritas&#8230;) ma \u00e8 anche nei luoghi dove si praticano \u00able orge della dissolutezza\u00bb, i loschi affari finanziari, gli spettacoli osceni,<\/em> la \u00abstregoneria\u00bb, le \u00abbestemmie\u00bb, la \u00abviolenza\u00bb e la \u00abmorte\u00bb&#8230; Don Tonino cita al riguardo i versetti del <em>Salmo<\/em> 139: \u00abSe salgo in ciclo l\u00e0 tu sei; \/ se scendo negli inferi eccoti\u00bb&#8230; (24). Don Tonino aggiunge che la terra non \u00e8 oggetto di spartizione tra il Bene e il Male, \u00abnon ci sono paletti catastali\u00bb&#8230; Dio \u00e8 Santo, penetra dappertutto&#8230; (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non discuto affatto la verit\u00e0 dell&#8217;Onnipresenza di Dio. Il problema \u00e8 che tale dottrina nel contesto delle idee &#8220;dontoninobelliste&#8221; summenzionate, acquista una tinta spettrale.<\/p>\n<p>Ricapitoliamo. <em>Dapprima don Tonino dice che Dio non \u00e8 il gendarme che scruta tutti e poi ti chiede il rendiconto al Giudizio finale&#8230; Poi dice che Dio \u00e8 dappertutto anche negli ambienti del vizio&#8230; Con scaltrezza don Tonino prende un versetto biblico dove si dice che Dio \u00e8 lass\u00f9 nei cieli e negli inferi&#8230;<\/em> Ci perdonino i &#8220;dontoninobellisti&#8221;, ma l&#8217;idea che danno questi brani di mons. Bello \u00e8 che tutto sommato <em>Cielo e inferi, bene e male, buoni e cattivi sono&#8230; la stessa cosa<\/em>! In effetti in quel discorso (e in tutti gli altri), <em>don Tonino non parla mai dell&#8217;inferno eterno, della dannazione eterna&#8230; Dunque buoni e cattivi, bene e male, virt\u00f9 e vizio, cielo e inferi&#8230; Dio \u00e8 tutto e dappertutto&#8230;<\/em> Don Tonino sotto sotto (forse senza volerlo) ci offre una sorta di &#8220;panteismo&#8221; <em>sui generis<\/em>, affine a certe credenze esoteriche che predicano l&#8217;unione di tutti gli opposti&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\"><strong>3. <em>SVOLTA ANTROPOLOGICA<\/em><\/strong><strong> RADICALE. L&#8217;UOMO E IL MONDO<\/strong><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p>La seguente citazione \u00e8 un esempio chiarissimo di svolta antropologica e <em>antropocentrista<\/em> di don Tonino, il quale ha tradotto in termini popolari la teologia progressista di Karl Rahner: \u00abQuando avr\u00f2 tempo, quando andr\u00f2 in pensione, mi piacerebbe <em>rimodellare in termini umani tutte quelle preghiere che noi facciamo in chiesa<\/em>. l&#8217;atto di fede, l&#8217;atto di dolore, di speranza, di carit\u00e0&#8230; Mi Dio, credo fermamente&#8230; Mio Dio, mi pento con tutto il cuore&#8230; Mio Dio, ti amo&#8230; Mi piacerebbe formulare atti di <em>fede nell&#8217;uomo<\/em> che Dio ama; atti di <em>amore nell&#8217;uomo<\/em>. Atti di <em>speranza nell&#8217;uomo<\/em>. Perch\u00e9 Dio gioca tutto sull&#8217;uomo. Anche noi dovremmo&#8230;\u00bb (26).<\/p>\n<p>Credere nell&#8217;<em>uomo<\/em>? Sperare nell\u2019<em>uomo<\/em>? Amare l&#8217;<em>uomo<\/em>?&#8230; Ora capisco perch\u00e9 Nichi Vendola (omosessuale notorio) ha tanto &#8220;incensato&#8221; don Tonino Bello&#8230; Costui infatti predicava l&#8217;amore al mondo e all\u2019uomo&#8230; Se non sbaglio, la storia insegna che alle impennate umanistiche sull&#8217;uomo corrispondono \u2014 guarda caso \u2014 anche impennate &#8220;omosessualiste&#8221;&#8230; [ad esempio: al tempo dell\u2019umanesimo-Rinascimento fiorentino del &#8216;400; oppure si pensi al recente umanesimo clericale (filosofico-teologico-pastorale) post-conciliare e agli scandali di clero pedo filo ed omosessuale].<\/p>\n<p>Poco oltre, don Tonino scrive: \u00abCome solleviamo il turibolo intorno all&#8217;altare che \u00e8 simbolo di Cristo, <em>cos\u00ec dovremmo rivolgere il turibolo verso l&#8217;uomo<\/em>. Non gesti della piaggeria, ma gesti di onore e di gloria. Dio ha posto sul capo dell&#8217;uomo una corona di gloria e di onore. Il Signore si toglie la corona di gloria e di onore e la pone sul capo dell&#8217;uomo\u00bb (27).<\/p>\n<p>A proposito di <em>verginit\u00e0 <\/em>e <em>celibato sacerdotale<\/em> per il Regno dei cieli. In un articolo del 1983 don Tonino cerca di difendere questi valori, per\u00f2 fa affiorare il suo orgoglio antropocentrico, la sua eccessiva fiducia nelle sue doti di uomo&#8230; Egli racconta che quando era parroco qualcuno gli diceva di comprendere perch\u00e9 i preti non possono sposarsi: infatti i preti sposati come potrebbero seguire la comunit\u00e0 e badare alla propria famiglia, \u00abmagari con una moglie possessiva e con dei figli scapestrati\u00bb?<\/p>\n<p>Al che, mons. Bello commenta: \u00abQuando sentivo valutazioni del genere, pur condividendone in fondo i contenuti pratici, provavo dei rifiuti viscerali. Prima di tutto perch\u00e9 <em>si insinuavano dei dubbi circa la mia capacit\u00e0 di scegliere una moglie che non fosse possessiva, o di educare dei figli che non fossero scavezzacolli<\/em>. In secondo luogo, perch\u00e9 un ragionamento di quel tipo gettava un discredito notevole sulla valenza pastorale del matrimonio, quasi che un uomo sposato potesse essere solo un annunciatore part-time del Regno di Dio\u00bb (28).<\/p>\n<p>\u00c8 bene osservare due cose:<\/p>\n<p>1) di fatto, i coniugati sono vincolati alla loro famiglia; invece chi non \u00e8 sposato \u00e8 pi\u00f9 libero nelle cose del Signore; una tale considerazione non \u00e8 un \u00abcalcolo faccendiero\u00bb (come dice don Tonino) ma \u00e8 la constatazione della realt\u00e0;<\/p>\n<p>2) il ragionamento di don Tonino, sulla valenza pastorale <em>full-t\u00ecme<\/em> del matrimonio, potrebbe indurre a giustificare in qualche modo (pastoralmente?), prima o poi, il sacerdozio uxorato&#8230;<\/p>\n<p>Nello schema sommario del programma pastorale per l&#8217;anno 1984, mons. Bello condivide la definizione di \u00abpresbitero\u00bb illustrata da Karl Rahner che egli definisce \u00abgrande teologo contemporaneo\u00bb. Secondo Rahner, il presbitero \u00e8 essenzialmente <em>l&#8217;uomo ordinato ad annunciare la Parola<\/em>. L&#8217;\u00abanamnesi eucaristica\u00bb \u00e8 il momento culminante dell\u2019annuncio della Parola (29).<\/p>\n<p>In questo brano, mons. Bello, sulla scia di Rahner, <em>non da grande peso alla dimensione sacrificale dell&#8217;Eucaristia<\/em> (la Quale non \u00e8 semplicemente Sacramento-Anamnesi, ma \u00e8 Sacramento-Sacrificio, Presenza Reale di Cristo) <em>n\u00e9 alla mediazione compiuta dal sacerdote tra Cristo e gli uomini per la gloria d\u00ec Dio e per la \u00absalus animarum\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>In quel progetto pastorale, mons. Bello, pur lamentandosi della scarsa affluenza dei fedeli alla Confessione, pur incitando i sacerdoti ad essere pi\u00f9 disponibili alle Confessioni (30), per\u00f2, dopo qualche rigo, fa <em>divieto di ascoltare le confessioni dei fedeli durante la celebrazione della Messa<\/em> (31). Tale decisione ci sembra poco pastorale.<\/p>\n<p>In un discorso ai professionisti di Molfetta, <em>mons. Bello separa il sacro e la santit\u00e0<\/em>&#8230; Egli si riconosce a malincuore uomo del sacro, uomo che celebra Riti&#8230; <em>Ma egli ama la santit\u00e0 laica e raccomanda ai laici professionisti di promuovere tale santit\u00e0&#8230; Egli identifica i valori del Vangelo ai valori umani<\/em>: solidariet\u00e0, accettazione dell&#8217;altro, ecc&#8230; I valori soprannaturali sono ridotti e identificati ai valori naturali\u2026<\/p>\n<p>Ecco i brani sconvolgenti del Presule talentino: \u00abII <em>sacro \u00e8 una tintura<\/em> che noi mettiamo all&#8217;esterno secondo i nostri gusti. Santit\u00e0 \u00e8 invece vita interiore, \u00e8 ascolto [&#8230;]. Ora io vorrei invitarvi ad essere i promotori di questa santit\u00e0 pi\u00f9 di quanto non lo sia il vescovo. Perch\u00e9 il vescovo, <em>purtroppo anche il vescovo, \u00e8 un uomo del sacro<\/em>. Io mi vedo moltissime volte interpellato sulle processioni, sui riti. Uomo del sacro. Siate voi i promotori della santit\u00e0. Io <em>mi appello a quella santit\u00e0 laica<\/em> di cui tutti quanti voi potete essere fornitori, protagonisti e propositori. <em>La santit\u00e0 laica, i valori del Vangelo che poi sono i valori che si sprigionano dalle viscere della terra<\/em>. La solidariet\u00e0! [&#8230;] La trasparenza! [&#8230;] L&#8217;accettazione dell&#8217;altro! La ricerca dell&#8217;altro!\u00bb (32).<\/p>\n<p>Prosegue poco oltre: \u00abProvocare dalle <em>viscere <\/em>del territorio questa esemplarit\u00e0. Questo \u00e8 promozione di una cultura nuova per la citt\u00e0. <em>La santit\u00e0 laica<\/em>, la promozione di questi valori\u00bb (33).<\/p>\n<p>Cos\u00ec mons. Bello conclude quel suo discorso &#8220;laico&#8221; ed &#8220;anti-sacro&#8221; rivolto ai professionisti di Molfetta:\u00a0 \u00abQuanto merito vi troverete per essere stati promotori di questa santit\u00e0 urbana, di questa <em>santit\u00e0 laicale, democratizzata<\/em>, diffusa. La citt\u00e0 langue di <em>interiorit\u00e0 <\/em>(34)<\/p>\n<p>Le parole di mons. Bello, sopra menzionate, sono inequivocabili. Esse sono sintomo di grave crisi e di incomprensione della propria identit\u00e0 vocazionale e teologica. Il Presule salentino mostra di sopportare a malincuore il sacro e i Riti liturgici&#8230; li considera totalmente altro rispetto alla santit\u00e0&#8230; Addirittura egli demanda ai laici il compito della santit\u00e0 e della promozione di interiorit\u00e0&#8230; E invece ci\u00f2 \u00e8 il primo compito del Vescovo. Don Tonino ha dimenticato che i Segni sacri (Sacramenti) sono veicoli di santit\u00e0? Mons. Bello <em>con-fonde soprannaturale e naturale, Vangelo e valori umani&#8230; Mette troppo l&#8217;accento sulle viscere della terra&#8230; Viscere della terra, santit\u00e0 &#8220;laica&#8221;&#8230; <\/em>sono elementi che fanno pensare al mondo esoterico dei riti massonici&#8230;<\/p>\n<p>In un discorso ai soci dell&#8217;AVIS, don Tonino equipara <em>la consacrazione di una chiesa a una raccolta di sangue, la lettiga all&#8217;altare, la sacca di sangue al calice della Santa Messa&#8230;<\/em> Ecco poi il solito commento finale &#8220;naturalista&#8221;<\/p>\n<p>\u00abTante cose che sono semplicemente umane possono assurgere a dimensioni sacre. Vivete queste dimensioni laiche della santit\u00e0!\u00bb (35).<\/p>\n<p>In un discorso ad un Consiglio pastorale, mons. Bello presenta una stravagante e mondana interpretazione della parabola di Ges\u00f9 sulle dieci vergini. Don Tonino rimprovera le vergini sapienti perch\u00e9 non hanno voluto dare l&#8217;olio alle vergini stolte&#8230;(36). Don Tonino non si accorge che facendo cos\u00ec, rimprovera anche il Signore che ha &#8220;inventato&#8221; quella parabola&#8230; <em>Don Tonino pi\u00f9 sapiente di Ges\u00f9<\/em>?<\/p>\n<p>Mons. Bello si mostra teorico di un &#8220;pensiero debole&#8221;, avverso a Dogmi e a mentalit\u00e0 pre-conciliare&#8230; In uno scritto del 28 gennaio 1987, mons. Bello accusa la Chiesa di \u00abtradimenti\u00bb consumati contro gli intellettuali, contro la loro ricerca, libert\u00e0 e autonomia intellettuale&#8230; (37) (forse egli si riferisce anche al caso Galilei)&#8230; In una sua rilettura della storia, don Tonino accusa la Chiesa di aver distrutto le culture (\u00abecatombe delle culture\u00bb), \u00ab<em>violentando le grandi tradizioni religiose degli Incas o degli Aztechi o dei Maya<\/em>\u00bb (38)&#8230;<\/p>\n<p>Don Tonino sapeva che le \u00abgrandi tradizioni religiose\u00bb che lui rimpiange comprendevano anche i sacrifici umani? I &#8220;conquistadores&#8221; con le armi liberarono popoli inermi, vittime di aguzzini&#8230; Ma si sa&#8230; Don Tonino \u00e8 contro le armi&#8230; In un&#8217;omelia del 6 settembre 1990, dopo aver elogiato le comunit\u00e0 di base, mons. Bello accenna ai rapporti tra la Santissima Trinit\u00e0 e la Madonna e dice: \u00abNon voglio andare oltre. Perch\u00e9 forse mi perderei in un terreno che \u00e8 gi\u00e0 pieno di insidie dottrinali perfino per i teologi pi\u00f9 scaltriti\u00bb (39).<\/p>\n<p>Quando si tratta di Misteri della Fede (e non di rivendicazioni sociali), mons. Bello non si sente a suo agio&#8230; In un discorso del settembre 1984, in occasione della profanazione di una chiesa di Molfetta, mons. Bello parla del malessere sociale della citt\u00e0&#8230; Poi elogia il pianto della povera gente e conclude parlando di Dio in modo troppo antropomorfico: \u00abE Dio non sar\u00e0 <em>tentato a disperare<\/em> di noi\u00bb (40).<\/p>\n<p>Don Tonino \u00e8 troppo ligio alla <em>Gaudium et spes<\/em> fino al punto da assolutizzarla. Egli <em>identifica la speranza cristiana con la speranza del mondo<\/em>&#8230; Certo, poi egli ammette che ad un certo punto la speranza cristiana scavalca quella mondana verso l&#8217;ultraterreno&#8230; Ma come al solito, le cose &#8220;soprannaturali&#8221; dette da don Tonino non sono <em>coinvolgenti<\/em>, non elevano verso l&#8217;Alto, ma restano come asfissiate dal suo costante e oggettivo &#8220;antropocentrismo&#8221; e &#8220;socialismo&#8221; linguistico (nonch\u00e9 concettuale)&#8230;(41).<\/p>\n<p>Alla sua Chiesa locale, dopo il Convegno di Loreto (1985), don Tonino dice, tra l&#8217;altro, che non esiste \u00ab<em>una politica cristiana<\/em>\u00bb&#8230; La politica deve avere la sua \u00ablaicit\u00e0\u00bb, senza \u00abipoteche confessionali\u00bb&#8230;42. Citando la relazione di mons. Bruno Forte, don Tonino Bello dice anche che <em>la Chiesa del futuro deve essere<\/em> \u00abdebole\u00bb, <em>deve condividere il travaglio della perplessit\u00e0, dev&#8217;essere compagna del mondo, deve servire il mondo senza pretendere che il mondo creda in Dio o che vada a Messa la domenica o che viva maggiormente in linea col Vangelo&#8230;<\/em>(43).<\/p>\n<p>Indubbiamente, il &#8220;pensiero debole&#8221; del Presule salentino indebolisce i cristiani che lo assumono (preti, religiosi e fedeli laici) e rafforza la cultura laicista. Pertanto ritengo che le frequenti lamentele e provocazioni linguistiche del Presulesalentino sulla crisi di Fede, sulla secolarizzazione, sull&#8217;incoerenza dei cristiani nella societ\u00e0, ecc., siano lamentele e provocazioni sterili e ipocrite. Mons. Bello \u00e8 come un medico che denuncia il male, ma somministra una medicina che lo aegrava.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4. &#8220;SOCIALISMO&#8221;, PACIFISMO ASSOLUTO, GLI &#8220;ULTIMI&#8221;<br \/>\n<\/strong><strong>(ANCHE IN EPISCOPIO)<\/strong><\/p>\n<p>In filigrana, nel pensiero del Presule salentino, possiamo riscontrare un sostanziale e tacito <em>filo-socialismo o filo-comunismo<\/em>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto del 1992, durante un convegno assisano (a cui partecip\u00f2 come relatrice anche l&#8217;on. Nilde Jotti), mons. Bello ha detto che nel giorno del suo ingresso come Vescovo a Molfetta, durante l&#8217;omelia, per esortare i fedeli ad essere <em>&#8220;eccentrici&#8221; ed appassionati per il Vangelo nel mondo<\/em>, egli ha citato un pensiero di Antonio Gramsci (comunista) che esortava i suoi &#8220;compagni di partito&#8221; ad avere il \u00abbrivido della passione\u00bb&#8230;<\/p>\n<p>Mons. Bello racconta che in seguito ha ricevuto una lettera anonima nella quale lo si rimproverava di aver citato un comunista invece che i Padri della Chiesa. Ovviamente mons. Bello non era affatto &#8220;pentito&#8221; di aver citato Gramsci e a questo proposito ha ricevuto a quel Convegno scroscianti applausi, dopo aver parlato del \u00abbrivido della passione\u00bb auspicato da Gramsci&#8230;<\/p>\n<p>Nel 1992 mons. Bello si \u00e8 recato in &#8220;viaggio di pace&#8221; a Sarajevo, all&#8217;epoca martoriata dalla guerra. \u00c8 interessante notare che il <em>Diario di viaggio<\/em> di mons. Bello \u00e8 stato pubblicato anche sul quotidiano comunista <em>Il Manifesto<\/em>, in prima pagina, il 15 dicembre 1992 (45)<\/p>\n<p>In un&#8217;omelia del 6 settembre 1990, don Tonino loda le \u00abcomunit\u00e0 ecclesiali di base\u00bb, o \u00abcomunit\u00e0 di base\u00bb, come icona della Santissima Trinit\u00e0 (46), comunit\u00e0 \u00abinventate dal Signore\u00bb (47)&#8230; Sappiamo che le &#8220;comunit\u00e0 cristiane di base&#8221;, sorte negli anni &#8217;60-&#8217;70 in Italia e in America Latina, si pongono in posizione critica nei confronti della gerarchia ecclesiastica privilegiando un approccio molto soggettivo e &#8220;popolare&#8221; nei confronti della Parola di Dio e della morale (es.: circa i divorziati risposati, il ruolo dei laici nella gestione della comunit\u00e0 cristiana&#8230;).<\/p>\n<p>Tali comunit\u00e0 hanno uno spirito decisamente iper-conciliarista (48) e &#8220;comunista&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo don Tonino, \u00abavvento\u00bb \u00e8 quando la <em>Comunit\u00e0 condivide l&#8217;esistenza<\/em> (grama e &#8220;randagia&#8221;) del \u00abterzomondiale\u00bb&#8230; Avvento \u00e8 quando Madre Teresa di Calcutta <em>abbandona la clausura <\/em>per andare sulle strade del mondo&#8230;(49).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 don Tonino non dice <em>che Avvento \u00e8 anche quando le religiose di clausura aumentano le loro austerit\u00e0 e preghiere in favore del prossimo, in preparatone al Natale?<\/em> Ma ci\u00f2 sa troppo di &#8220;tradizionale&#8221;&#8230; Ci\u00f2 non rientra nei progetti mondani di don Tonino&#8230;<\/p>\n<p>In occasione del Natale (di un anno imprecisato), mons. Bello parla dell&#8217;Incarnazione, della \u00ab<em>inabitazione<\/em> di Dio tra gli uomini\u00bb. E subito, egli ne approfitta per parlare e difendere a tutti i costi gli &#8220;ultimi&#8221;: ossia i sieropositivi, i tossicodipendenti da recuperare, gli zingari, gli abusivi&#8230; Don Tonino rimprovera coloro che protestano allorch\u00e9 questi &#8220;ultimi&#8221; diventano loro &#8220;vicini&#8221; di casa&#8230; Don Tonino, di fatto, <em>equipara sieropositivi, tossicodipendenti, zingari e abusivi al Verbo Incarnato&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Eppure don Tonino dovrebbe essere un po&#8217; pi\u00f9 comprensivo verso la gente che teme tali &#8220;ultimi&#8221;&#8230; La cronaca insegna che tossicodipendenti (anche in fase di recupero) e zingari, sono categorie &#8220;particolari&#8221; da cui non raramente provengono certi &#8220;soggetti&#8221; che mettono in difficolt\u00e0 la sicurezza e la propriet\u00e0 altrui (talora anche la vita)&#8230; Ma si sa&#8230; Don Tonino ha il complesso socialista e gioca sulla pelle degli altri creando scrupoli inutili e falsi sensi di colpa&#8230;<\/p>\n<p>Ossessionato dalla mentalit\u00e0 &#8220;rossa&#8221; e sessantottina, il Presule salentino dice anche che <em>la Chiesa deve incoraggiare l&#8217;obiezione di coscienza contro il servizio militare<\/em>&#8230; (51)<\/p>\n<p>Don Tonino \u00e8 assolutamente <em>contrario alla guerra, ad ogni guerra<\/em>&#8230; Secondo lui <em>nessuna guerra \u00e8 giusta<\/em>, nemmeno come &#8220;<em>extrema ratto<\/em>&#8220;&#8230; L&#8217;unica difesa contro i tiranni, contro gli assalitori, \u00e8 <em>la non-violenza<\/em>\u2026(52.) Persino la \u00ablegittima difesa\u00bb <em>non dev&#8217;essere armata, non deve ricorrere alla violenza<\/em>&#8230;<\/p>\n<p>Dobbiamo dire che anche in questo il Presule salentino non si \u00e8 rivelato un buon maestro. Il <em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em> (1999 2, rist. 2003) difende il principio della \u00abguerra giusta\u00bb ossia \u00abla legittima difesa con la forza militare\u00bb a determinate condizioni (n. 2309), occorrendo le quali, \u00abi pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli <em>obblighi necessari alla difesa nazionale<\/em>\u00bb (n. 2310).<\/p>\n<p>E che dire del commercio delle armi che mons. Bello avversa in modo assoluto? Ebbene, il <em>Catechismo <\/em>non parla di &#8220;soppressione&#8221; bens\u00ec di &#8220;regolamentazione&#8221; di tale commercio (cf. CCC 2316), ovviamente condannando la corsa pazza agli armamenti.<\/p>\n<p>Non siamo in un &#8220;paradiso terrestre&#8221;. Ci sono gruppi di uomini malvagi che detengono armi&#8230; Perci\u00f2 occorrono altrettante armi nelle mani delle polizie e degli eserciti, per difendere gli inermi. Il <em>pacifismo<\/em> di mons. Bello \u00e8 pertanto sterile e lesivo, fondato sul solito mea-culpismo e auto-lesionismo degno dell&#8217;epoca sessantottina.<\/p>\n<p>In alcune sue riflessioni, mons. Bello accosta la stola al grembiule e presenta il grembiule quale <em>l&#8217;unico paramento sacerdotale registrato dal Vangelo<\/em>&#8230; Don Tonino rincara la dose dicendo che a proposito della Messa solenne celebrata da Ges\u00f9 il Gioved\u00ec Santo, il Vangelo \u00abnon parla n\u00e9 di casule n\u00e9 di amitti, n\u00e9 di stole n\u00e9 di piviali\u00bb (54). Egli auspica \u00abla Chiesa del grembiule\u00bb (55).<\/p>\n<p>In un&#8217;omelia del 6 gennaio 1991, mons. Bello ricorda con affetto Giuseppe &#8211; un alcolizzato morto l&#8217;anno precedente -, che viveva&#8230; <em>in episcopio, dove giungeva anche a ritirarsi, ubriaco,<\/em> \u00abpi\u00f9 tardi del solito\u00bb (56)! In uno slancio di <em>antropologismo e sentimentalismo poetico<\/em>, mons. Bello spiega in questo modo la differenza tra <em>Basilica minore<\/em> e <em>Basilica maggiore<\/em>: Basilica minore \u00e8 la chiesa fatta di pietre&#8230; Basilica <em>maggiore<\/em> \u00ab\u00e8 quella fatta di carne. \u00c8 l&#8217;uomo, insomma!\u00bb (57).<\/p>\n<p>Don Tonino spiega chiaramente che <em>Basilica maggiore \u00e8 ogni uomo&#8230; \u00e8 don Tonino stesso&#8230; ed \u00e8 anche&#8230; Giuseppe quando \u00e8 ubriaco fradicio<\/em>! Don Tonino scrive che una volta, tornando tardi in episcopio, ha trovato Giuseppe, ubriaco fradicio, davanti al portone dell&#8217;episcopio e ha contemplato in lui &#8211; ubriaco fradicio \u2013 <em>quasi un angelo<\/em>\u2026 (58)<\/p>\n<p>Don Tonino narra un episodio avvenuto all&#8217;inizio del suo ministero episcopale. Un giovane ladro spara contro un metronotte ferendolo gravemente. Il metronotte risponde al fuoco uccidendo il giovane. Mons. Bello visita all&#8217;ospedale il metronotte ferito e celebra le esequie del ladro al cimitero. Poi mons. Bello scrive una lettera immaginaria al giovane ladro, Massimo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte mons. Bello scrive che \u00abgiustamente\u00bb il metronotte ha ucciso Massimo. Forse don Tonino si \u00e8 &#8220;convertito&#8221; ed ammette la liceit\u00e0 della legittima difesa armata? No. All&#8217;inizio della sua lettera immaginaria, don Tonino scrive: \u00abMio caro fratello ladro, sono letteralmente distrutto. Ma non per la tua morte. Perch\u00e9 stando ai <em>parametri codificati dalla nostra ipocrisia sociale<\/em> forse te lo meritavi\u00bb (59).<\/p>\n<p>E poi don Tonino mena gi\u00f9 fendenti, col solito <em>mea-culpismo<\/em> &#8220;comunista&#8221;, sociale e collettivista: <em>prima di essere<\/em> \u00abgiustamente\u00bb <em>ucciso dal metronotte, Massimo \u00e8 stato <\/em>\u00abingiustamente ucciso\u00bb da \u00ab<em>tutta la citt\u00e0<\/em>\u00bb, e poi dalle \u00abnostre comunit\u00e0 cristiane\u00bb <em>che non sono andate a cercarlo e ad inseguirlo<\/em>&#8230; E poi don Tonino dice che <em>ladro non \u00e8 Massimo ma tutti coloro che<\/em> (don Tonino include anche se stesso) <em>gli hanno rubato la dignit\u00e0 umana&#8230;(<\/em>60).<\/p>\n<p>Anche in quella lettera \u00e8 immancabile il riferimento indirettamente colpevolista contro la Liturgia&#8230; Le comunit\u00e0 cristiane che don Tonino rimprovera, a suo dire, \u00abcelebrano belle liturgie, ma faticano a scorgere l&#8217;icona di Cristo nel cuore di ogni uomo\u00bb (61).<\/p>\n<p>In tutta quella lettera piena di retorica comunista, fanno brutta figura il metronotte che ha ucciso&#8230; e la Liturgia che <em>distrae<\/em> dal &#8220;sociale&#8221;&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5396\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5394\">continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fides Cattolica n.2-2012 Alcune note sul &#8220;magistero&#8221; episcopale del servo di Dio mons. Antonio (&#8220;don Tonino&#8221;) Bello (1935-1993). Un contributo critico di Padre Paolo M. Siano, FI L&#8217;A. del presente saggio esterna la sua meraviglia per la causa di beatificazione di Mons. Antonio Bello, avviata pochi anni fa. 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