{"id":5386,"date":"2013-01-23T23:50:04","date_gmt":"2013-01-23T22:50:04","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-09T11:18:58","modified_gmt":"2015-11-09T10:18:58","slug":"donne-indiane-sacrificate-per-dare-figli-a-coppie-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/donne-indiane-sacrificate-per-dare-figli-a-coppie-gay\/","title":{"rendered":"Donne indiane sacrificate per dare figli a coppie gay"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/utero_affitto_india.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-27242\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/utero_affitto_india.jpg\" alt=\"utero_affitto_india\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/utero_affitto_india.jpg 190w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/utero_affitto_india-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>La nuova Bussola Quotidiana<\/strong>,<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">13 gennaio 2013<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Oggi imponente a manifestazione a Parigi delle associazioni familiari contro la decisione del governo francese di riconoscere i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ieri la sentenza choc della Cassazione in Italia che legittima le unioni gay. C&#8217;\u00e8 una spinta ideologica che attraversa tutto l&#8217;Occidente che cerca di imporre la legittimazione dei matrimoni gay. Ma una storia che arriva dall&#8217;India ci mostra uno degli effetti aberranti di questa corsa all&#8217;omosessualismo. E&#8217; un testo molto lungo, ma abbiamo preferito lasciarlo integrale perch\u00e9 rappresenta un eccezionale documento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Diego Molinari<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per la visita di routine con il dottor Manish Banker, \u00e8 arrivata sino al Pulse Women\u2019s Hospital dove \u00e8 stramazzata al suolo. Premila Vaghela, che era incinta all\u2019ottavo mese, \u00e8 morta poco dopo. \u00c8 successo lo scorso maggio, a Ahmedabad, nella povera e turbolenta regione centro-occidentale del Gujarat, in India. Il dottor Banker \u00e8 un esperto privato di IVF, la sigla che indica in quelliinglese medico ricco di latinismi la In Vitro Fertilisation, cio\u00e8 la fecondazione in provetta.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premila era una delle sue \u201csurrogate&#8221;:<\/strong> povere donne che offrono il loro apparato riproduttivo per danaro a ricche coppie straniere (americani, taiwanesi, arabi, europei, singaporesi, indiani stessi delle classi pi\u00f9 <em>affluent<\/em>) che in sostanza ne affittano l\u2019utero per impiantarci un ovulo fecondato: il loro. Questo fenomeno, chiamato dagli anglofoni semplicemente <em>surrogacy<\/em> (\u201csurrogazione\u201d; in Italia pare si tenda a preferire l\u2019espressione \u00abmaternit\u00e0 surrogata\u00bb \u00e8 oramai una questione rilevante per la societ\u00e0 indiana, oltre che per molta della cultura liberal americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come in qualsiasi altro fenomeno economico del mercato globalizzato, a una precisa domanda di \u201cconsumatori\u201d di, per esempio, Upper West Central Park (la zona dei ricchi di New York) o della California, corrisponde una precisa reazione di una manovalanza delocalizzata nel terzo mondo: ecco Anand, in Gujarat, capitale mondiale della <em>surrogacy<\/em>, dove le coppie di forestieri investono danaro per far produrre la propria prole. Ahmedabad, la citt\u00e0 della storia di Premila, non \u00e8 lontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premila \u00e8 morta, ma non prima di aver portato a termine il suo sporco lavoro.<\/strong> La storia della sua breve, brevissima \u201cdegenza\u201d \u00e8 significativa, perch\u00e9 mette in luce (pazzo rovesciamento rispetto alla cultura dell\u2019aborto) il valore della vita della donna rispetto a quella del bambino, che non \u00e8 suo figlio ma un prodotto, lautamente pagato, destinato a altri. Premila, crollata al Pulse Women\u2019s Hospital &#8211; la struttura privata che gestisce le madri surrogate &#8211; \u00e8 stata immediatamente portata nell\u2019unit\u00e0 di terapia intensiva prenatale, dove hanno estratto il bimbo con un cesareo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, avendo constatato i medici le sue gravi condizioni, Premila \u00e8 stata spedita in un altro ospedale, lo Sterling Hospital. Rapporti ufficiali di questo ultimo ospedale riportano lo stato disperato in cui \u00e8 arrivata la donna, vittima di un grave collasso cardiaco. I tentativi per rianimarla sono stati vani. Premila lascia un marito e due figli. Il neonato, venuto al mondo 1.75 kg, \u00e8 stato messo in incubazione. Ignoriamo se alla coppia di anonimi benestanti americani sia stato infine consegnato l\u2019ordine che \u00e8 costato la vita a Premila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dottor Banker ha dato le informazioni necessarie alla polizia, che al momento della tragedia aveva promesso un\u2019indagine. Pare invece che nessun file sia stato aperto per questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>RACCONTI DISPERATI DEL COLONIALISMO BIOLOGICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Coolie<\/em> \u00e8 un&#8217;antica parola, invero spregiativa, con la quale i coloni inglesi descrivevano gli autoctoni delle terre colonizzate. La parola pare che derivi da <em>cool<\/em>, \u201cfresco\u201d: i coolie erano i servi che con grandi ventagli seguivano gli eleganti inglesi fra le canicole di Asia e Africa. La parola, considerata molto offensiva nell&#8217;India indipendente, sta brutalmente riaffacciandosi nel discorso pubblico: qualcuno descrive le madri surrogate come biological coolies, in pratica schiave biologiche. Sia l&#8217;essenza, che le modalit\u00e0 concrete del fenomeno fanno infatti pensare alla schiavit\u00f9, o forse perfino una schiavit\u00f9 ancora pi\u00f9 pericolosa e umiliante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pochi infatti parlano di un &#8220;colonialismo biologico&#8221;. Torna l&#8217;imperialismo delle nazioni ricche, sotto la forma &#8211; invasiva sino al parossismo &#8211; di uno sfruttamento del ventre materno delle autoctone. Il <em>Sydney Herald,<\/em> in un denso articolo dedicatovi il 7 settembre scorso racconta dell&#8217;indifferenza di molti &#8220;clienti&#8221; nei confronti delle madri surrogate dei loro figli, che molto spesso non vogliono nemmeno incontrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Volevo picchiare un gay che mi chiese, dopo che nacque suo figlio, dove poteva trovare una balia&#8221;, ha raccontato al giornale la ginecologa Anita Nayar. &#8220;Lui voleva che il suo bambino avesse le difese immunitarie che d\u00e0 il latte materno, come se le indiane fossero schiave delle piantagioni che vanno in giro ad accudire bambini&#8221; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I dettagli giuridici, economici e sociali del fenomeno danno ragione<\/strong> a chi usa la parola &#8220;schiavismo&#8221;.\u00a0 Anche se sapesse di averne diritto, il marito di Premila non pu\u00f2 denunciare il Pulse Hospital per ottenere un indennizzo. Il contratto di surrogazione da lei firmato, come quello di tutte le altre, esonera i dottori e la coppia straniera da ogni complicazione della gestante surrogata, assicurandosi che con il marito si assuma tutto il rischio medico, finanziario e psicologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostiene sempre il <em>Sydney Herald<\/em>, che &#8220;i contratti specificano che se la madre \u00e8 diagnosticata con una malattia mortale al termine della gravidanza, ella sar\u00e0 mantenuta in vita per via artificiale per proteggere la qualit\u00e0 del feto e assicurare una nascita in salute per conto dei genitori genetici&#8221;. Il baffuto dottor Banker, sostiene che la coppia americana ha pagato di sua sponte un milione di rupie alla famiglia di Premila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La somma \u00e8 irrilevante&#8221; tuona Kishwar Desai, una scrittrice indiana che ha appena pubblicato un romanzo sul tema dal titolo <em>Origins of Love<\/em>. Desai rappresenta una delle prime reazioni intellettuali concrete al diffondersi di questo fenomeno, arrivando a scriverne anche sul noto quotidiano britannico <em>The Guardian<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Di quante altre donne come Premila non abbiamo sentito parlare? Nessuno vuole scrivere della morte di una povera donna&#8221;, riporta l\u2019articolo australiano. La scrittrice \u00e8 irritata dal fatto che l&#8217;India sia diventata l&#8217;Eldorado mondiale della maternit\u00e0 surrogata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;industria della <em>surrogacy<\/em><\/strong><strong> varrebbe oggi due miliardi e mezzo di dollari,<\/strong> producendo qualcosa come 25.000 bambini all&#8217;anno. L&#8217;indotto \u00e8 molto articolato: alle cliniche, si sommano i reclutatori, gli avvocati per i contratti, gli spazi dove tendenzialmente le cliniche fanno vivere insieme le gestanti, gli hotel che ospitano i genitori stranieri che vengono a controllare lo stato dell&#8217;ordine o a &#8220;ritirare&#8221; il prodotto pronto per la consegna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La clientela \u00e8 principalmente americana, ma qualcuno dice che la met\u00e0 dei casi coinvolge indiani di classe agiata: il caso pi\u00f9 noto, volutamente reclamizzato dai media, \u00e8 quello delle star del cinema di Bollywood Amir Khan e sua moglie Kiran Rao, che nel dicembre 2011 hanno dichiarato di avere avuto un figlio tramite maternit\u00e0 surrogata. Nel portafoglio clienti delle pi\u00f9 di mille cliniche specializzate del subcontinente, non mancano gli australiani, i taiwanesi, i singaporesi e gli Europei. Il gruppo pi\u00f9 in crescita rimane comunque quello degli omosessuali occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno studio del Centre for Social Research (CSR) di Nuova Dehli<\/strong> uscito lo scorso aprile e intitolato <em>Surrogacy Motherhood: ethical or commercial<\/em>, ha cominciato a riportare dati e episodi davvero inquietanti . Ranjana Kumari, la direttrice del Centro, racconta: &#8220;Abbiamo trovato una donna alla quale erano stati dati 25 cicli di IVF. Un&#8217;altra \u00e8 stata forzata ad aver impiantati quattro embrioni in una sola volta, contro la pratica internazionale di un embrione per volta, o al massimo, due&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal documento, che si pu\u00f2 visionare in rete in formato PDF, emerge che a molte delle madri surrogate viene fatto firmare il contratto ma non gliene viene data copia; che un gran numero di esse hanno gi\u00e0 tre o quattro figli che cercano di mantenere con altre due o tre gravidanze surrogate; che esse sono confinate in ostelli dove in caso di malattie contratte dai figli o dal marito non possono ricevere visite; che se un bambino nasce &#8220;difettato&#8221; (abituiamoci a questo gergo commerciale, perch\u00e9 di commercio propriamente si tratta) la donna non viene pagata: considerando che i rischi di deformit\u00e0 nelle fecondazioni in vitro \u00e8 doppio rispetto a quelle naturali, questo significa che tante madri surrogate non vengono pagate al termine della gestazione, e del \u201cprodotto di scarto\u201d, cio\u00e8 del bambino, ci piacerebbe conoscere la sorte, sulla quale al momento non abbiamo alcuna informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine c&#8217;\u00e8 il quadro sociale pi\u00f9 vasto, in cui a indurre la donna alla <em>surrogacy<\/em> \u00e8 spesso il marito con problemi di alcool, il marito che sperpera, il marito che ha bisogno di un capitale di partenza con il quale iniziare un business: una volta che il capitale finir\u00e0 (accade molto spesso) la donna proceder\u00e0 con un&#8217;altra gravidanza per conto terzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direttrice del CSR Ranjana Kumari non ha paura di dichiarare al giornale australiano che &#8220;il nostro studio dimostra che si sta creando una mafia di trafficanti, con le donne trovate in localit\u00e0 remote da agenti di reclutamento che hanno il solo fine di fare soldi. La vulnerabilit\u00e0 dei poveri viene sfruttata&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli indiani cominciano a essere dubbiosi<\/strong> rispetto a questa commercializzazione della maternit\u00e0. Un paese che di per s\u00e9 non ha una grande percezione dell&#8217;estero, inizia a chiedersi perch\u00e9 l&#8217;India debba offrire un servizio che altrove costituisce un crimine. Ma ancor di pi\u00f9: le immagini delle donne gravide sui cartelli pubblicitari delle cliniche, ormai diffusissime, offendono sempre di pi\u00f9 la popolazione, che \u00e8 conscia del fatto che queste donne spesso vengono fatte vivere tutte insieme in dormitori che assomigliano decisamente a degli allevamenti di bestiame: <em>baby-factories<\/em>, \u201cbambinifici\u201d, fabbriche di bimbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 raro, infatti, che il contratto preveda la temporanea separazione della fecondata dalla famiglia, onde evitare il pericolo di rapporti sessuali col marito, e quindi la trasmissione di malattie veneree che potrebbero alterare la qualit\u00e0 del prodotto, cio\u00e8 il bambino surrogato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL COSTO DELLA VITA: PUBBLICITA&#8217;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle fonti che riporta i dettagli della storia di Premila \u00e8 l\u2019articolo scritto a caldo del <em>Times of India<\/em>, reperibile dal sito della testata indiana. Scorrendo la pagina sino in fondo trovo i Google Ads, ossia spazi con annunci che Google profila considerando l\u2019interesse dell\u2019utente internet sulle keyword di quella specifica pagina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, l\u2019automatismo amorale dell\u2019algoritmo, vuole consigliarmi siti come quello della New Dehli IVF Center (International standards with good success rates. Donor and durrogacy). Me ne consigliano anche altri di questo tipo, alcuni hanno come estensione di dominio .ru (Russia) o .gr (Grecia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 <em>oneinsix.com<\/em> ad attirare la mia attenzione. \u201cSurrogacy Cost $26,500 Surrogate &amp; Surrogacy in India\u201d \u00e8 il titolo dell\u2019annuncio. Entro nel sito, che \u00e8 spoglio, brutto: ben visibile per\u00f2 \u00e8 il tasto per pagare con il sistema Paypal, e poi, nella pagina \u201ccost\u201d un testo, in un inglese irto di sgrammaticature tipico di certi indiani: \u201cnel 2005 la surrogacy costava 12.000 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi le stesse cliniche fanno pagare 35.000 dollari. Un suicidio economico posporre o ritardare il tuo trattamento non necessariamente\u201d scrive il sito sghembamente. \u201cDue cliniche che conosciamo offrono la surrogacy per 26.000 dollari, al prezzo del Giugno 2012. Queste cliniche procurano una surrogata per quel prezzo che include un deposito per la consegna del bambino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si pensa agli esseri umani come merce, non si arriva a immaginare che si possa essere cos\u00ec espliciti. Il sito continua enumerando ci\u00f2 che \u00e8 compreso nel prezzo: \u201cconsulenza e reclutamento della surrogata; preparazione della surrogata; parcelle cliniche per il ciclo di IVF; droghe IVF e iniezioni, dipendentemente dal dosaggio; rimborso della surrogata; vitto e alloggio della surrogata per 9 mesi, lavoratori sociali [sic]; Antenatale [sic]; assicurazione; deposito per l\u2019ospedale di consegna e emergenze\u201d. La lista \u00e8 sconclusionata, poco chiara e paurosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 sotto, in un paragrafo chiamato semplicemente \u201cThe West\u201d (L\u2019occidente), il sito, con le consuete sgrammaticature, tocca inusitati vertici di ignominia: \u201cun\u2019altra area di inquietudine \u00e8 che ci dicono che viviamo in Rip-off Britain [La Gran Bretagna che ci pela, ndr]. Le leggi del governo restringono il numero degli embrioni impiantabili in una donna a tre (&#8230;) e ora vogliono ridurre gli embrioni a uno! (&#8230;) In India, dove si pu\u00f2 impiantare mediamente 4-6 embrioni, ma anche di pi\u00f9, il costo per embrione \u00e8 significativamente minore\u201d. Seguono conti aritmetici del prezzo di un embrione, e relativa sprezzante critica a chi parla di \u201csfruttamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>acquirente vengono date vaste opzioni per customizzare il prodotto finale<\/strong>: \u201cSe la donatrice della cellula-uovo non incontra le vostre rischieste riguardo all\u2019aspetto etc. potete pubblicizzare per una donatrice di cellule-uovo sul giornale <em>Times of India<\/em>. Nel 2005 il costo della pubblicit\u00e0 era $600 in una dozzina di citt\u00e0 una volta a settimana per due mesi. Una donatrice di ovuli si aspetta un pagamento fino a 50.000 rupie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo notare, che il <em>Times of India<\/em> \u00e8 il giornale dal cui articolo sulla morte di Premila siamo partiti: pare che, anche di fronte alla tragedia patente, l\u2019intero sistema sociale indiano (autorit\u00e0, media, intellighenzia) sia connivente se non complice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una disanima dei possibili costi della <em>surrogacy<\/em> in America (120.000 dollari, dice il sito), condannando che \u201ccome sempre in America una grossa porzione va all\u2019agenzia e ai medici\u201d spinge ulteriori altri calcoli della convenienza degli uteri indiani procurati oneinsix.com. Ma non \u00e8 finita: \u201cse tu avessi l\u2019opzione di impiantare 6, 9 o pi\u00f9 embrioni alla volta, non salteresti su di una simile possibilit\u00e0? Certo, avresti il rischio di nascite multiple, ma esse possono essere ridotte selettivamente\u201d. Maternit\u00e0 surrogata, super-impianto di embrioni, uccisione degli embrioni, aborto selettivo: chiude la pagina, un convertitore di valute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL TREND: STAR, GAY E TOO-POSH-TO-PUSH<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti i trend, anche quello della maternit\u00e0 surrogata per arrivare alla gente comune \u00e8 dovuto passare per le star. Le vedettes di cinema, tv e musica (e moda, sport, teatro, insomma la dimensione delle &#8220;celebrit\u00e0&#8221;) fungono da immenso catalizzatore funzionale di tendenze che si riversano sulla societ\u00e0 dei consumi, dalla forma dei pantaloni che si indossano all&#8217;etica riproduttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2007, Oprah Winfrey, potentissima presentatrice del talk show pi\u00f9 seguito d\u2019America, port\u00f2 in TV la Dottoressa Nayana Patel della Akanksha Infertility Clinic di Andand, cio\u00e8 la mecca della surrogazione materna. In principio, tra le star, fu Sarah Jessica Parker, la protagonista del noto serial &#8220;Sex and the City&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incarnazione della donna edonista ed emancipata, al punto da diventare un modello mondiale della sessualit\u00e0 borghese libera e elegante di New York, la magrissima Parker decise tra il 2008 e il 2009 con il marito Matthew Broderick (un altro attore famoso) di avere due gemelle per mezzo della maternit\u00e0 surrogata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Parker \u00e8 la capofila di una particolare categoria della clientela degli uteri indiani:<\/strong> le too-posh-to-push, ovvero troppo eleganti per spingere. Donne dell&#8217;alta societ\u00e0 che per motivi sociali, professionali o semplicemente per pigrizia rifiutano l&#8217;idea che per avere un figlio si debba deformare il proprio corpo con la gravidanza, e non tollerano neanche che alla fine del processo si debba persino soffrire i dolori del parto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hollywood dedic\u00f2 alla surrogacy una commedia, con le due pi\u00f9 eleganti comiche del popolare programma &#8220;Saturday Night Live&#8221;: le bravissime Tina Fey e Amy Poheler. Nel film, una professionista snob con problemi di sterilit\u00e0 si affida alla maternit\u00e0 surrogata di una ragazza di South Philly (la parte sud di Filadelfia, considerata dall&#8217;immaginario USA come terra di poveracci, dei &#8220;grezzoni&#8221;, dei popolani poco educati; il film &#8220;Rocky&#8221; \u00e8 ambientato l\u00ec).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rossa premio Oscar Nicole Kidman<\/strong> (che <em>Avvenire<\/em> defin\u00ec &#8220;magica&#8221; quando decise di sposare l&#8217;ultimo marito Keith Urban con rito cattolico) ha annunciato poco pi\u00f9 di un anno fa di aver avuto una bambina con maternit\u00e0 surrogata. A differenza della Parker, ha tenuto segreto l&#8217;intero processo, per poi parlarne solo a cose fatte. Ha chiamato la bambina &#8220;Faith&#8221;, Fede, &#8220;perch\u00e9 abbiamo bisogno di molta fede&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il caso pi\u00f9 eclatante, per le sue implicazioni sociali, \u00e8 stato quello del sessantacinquenne cantante Elton John, che ha &#8220;surrogato&#8221; la maternit\u00e0 di &#8220;suo figlio&#8221; per poterlo crescere con il proprio &#8220;marito&#8221; (o \u201cmoglie\u201d?) appena sposato, il regista David Furnish, di venti anni pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 vi siano realt\u00e0 che praticano la <em>surrogacy<\/em> da svariati anni, il caso di Elton John ha fatto scalpore perch\u00e9 si tratta di un bambino nato biologicamente da una celebre coppia omosessuale. In pratica, la messa in scena su scala mondiale &#8211; su di un teatro di cui solo le celebrit\u00e0 possono godere &#8211; del sogno ai confini della realt\u00e0 dei gruppi LGBT e della teoria del Gender tutta: anche coppie dello stesso sesso possono figliare, superando, con slancio post-umano, i limiti imposti dalla natura, che come in ogni Gnosi \u00e8 vista dalla teoria del Gender come un demiurgo cattivo, che ha incastrato i gay in corpi non compatibili con la riproduzione umana e forse nemmeno con la loro stessa psiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, nel 2011 fu data notizia della nascita del figlio di Elton John il giorno di Natale. Il cantante avrebbe poi dichiarato di aver avuto dei ripensamenti, sostenendo che il bambino necessita di un padre e una madre, ma pare che a tali uscite non siano conseguite azioni reali. Il <em>New York Post<\/em> nei primi giorni del 2013 ha pubblicato la notizia che la coppia ha \u201cavuto\u201d un secondo figlio per via surrogata. Tra i media e i portavoce del cantante \u00e8 tutt\u2019ora in corso il consueto Valzer di piccole ammissioni e smentite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA FRAGILE POSIZIONE DEL FRONTE OMOSESSUALISTA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista dei gruppi organizzati dei gay, la questione della maternit\u00e0 surrogata \u00e8 particolarmente delicata per il futuro della bioetica e della societ\u00e0 reale: da una parte, rappresenta il punto di svolta in cui all\u2019omosessuale viene data la possibilit\u00e0 di riprodursi geneticamente; dall\u2019altra, lo status sempre pi\u00f9 innegabile di sfruttamento della donna pu\u00f2 portare il fronte omosessuale a un inedito divorzio con gli alleati degli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento dei diritti civili, i partiti di sinistra, i movimenti di liberazioni delle minoranze, tra cui le diminuite ma pur sempre agguerrite femministe. Un capitale immenso di potere politico potrebbe dilapidarsi in pochissimo tempo<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I gruppi organizzati dei gay toccano finalmente con mano la possibilit\u00e0 di uscire dalla condanna inappellabile a cui li ha relegati la natura, ossia la sterilit\u00e0. La prospettiva della famiglia gay accende le speranze di giungere a una equiparazione totale dell\u2019omosessualit\u00e0 con l\u2019eterosessualit\u00e0, dei \u201cdiversi\u201d (notatelo: parola un tempo frequente ora in totale disuso) con la normalit\u00e0. Si tratta di un punto di svolta decisivo per l&#8217;intero movimento omosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una societ\u00e0 che consente di farsi fare dei figli tramite i ventri del Terzo Mondo, \u00e8 una societ\u00e0 pronta ad accogliere in toto ogni caratteristica della loro personalit\u00e0 (tra cui dati statisticamente provati come l\u2019infedelt\u00e0, la promiscuit\u00e0, certa voracit\u00e0 sessuale, che di fatto ha contagiato la societ\u00e0, soprattutto le donne, le quali come nota qualcuno oggi vivono l&#8217;accoppiamento in modo pi\u00f9 promiscuo e aggressivo). La maternit\u00e0 surrogata \u00e8 l&#8217;orizzonte finale dell&#8217;omosessualismo, e lo \u00e8 da un punto di vista biologico, morale, sociale, strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eppure, la <em>surrogacy<\/em> rischia di essere per i gay<\/strong> <strong>un rischio fatale<\/strong>, un boomerang che pu\u00f2 finire per distruggere prima le alleanze, poi le vittorie accumulate, infine le basi stesse del mondo gay.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le femministe, perennemente autoproclamantesi difesa ultima delle donne, non potevano rimanere a lungo insensibili al macroscopico caso della maternit\u00e0 surrogata, di fatto la forma di prostituzione e sfruttamento delle donne pi\u00f9 oscena mai inventata dall&#8217;Occidente capitalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, per lo meno in India dove gli effetti del fenomeno <em>surrogacy<\/em> sono evidenti e devastanti, le femministe cominciano a far sentire la propria voce. I gruppi femministi indiani domandano apertamente la messa al bando della maternit\u00e0 surrogata: l&#8217;industria dell&#8217;affitto dell&#8217;utero, sostengono, \u00e8 dannosa per la salute delle donne (non pi\u00f9 padrone del proprio corpo come da assioma femminista) e le espone a ulteriori crimini da parte dei maschi, come i dottori che non pagano la cifra pattuita o i mariti ubriaconi che le imbottiscono di ormoni sino a far scoppiar loro le ovaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La dimensione dello sfruttamento non poteva non far sollevare le antenne anche ai partiti comunisti,<\/strong> molto fiorenti in diverse parti del subcontinente (stati del Kerala e del Bengala in testa). Pur al di fuori di questioni morali e spirituali, Brinda Karat, parlamentare comunista indiana, usa apertamente la parola &#8220;sfruttamento&#8221; per descrivere il rapporto tra i ricchi stranieri e le povere madri surrogate indiane: &#8220;La posizione economica delle indiane non \u00e8 eguale a quello dei ricchi stranieri, quindi la donna indiana non sta compiendo una libera scelta, non una costrizione. Se le coppie straniere credono nella maternit\u00e0 surrogata commerciale, perch\u00e9 non convincono i loro governi a cambiare le leggi invece di venir qui e sfruttare le povere donne?&#8221; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec, potrebbe infine crearsi una spaccatura nel fronte unito <\/strong>formato negli ultimi decenni da gay (o LGBT, ora LGBTQIQ, cio\u00e8 Lesbian Gay Bisexual Transgender Queer Intersexual e Questioning, quali altre categorie si aggiungeranno nel corso di questo lustro non sappiamo) e le alleate femministe, compagne naturali della causa omosessualista nella trincea del politicamente corretto. La politica del movimento gay, infatti, non \u00e8 qualcosa di spontaneo od improvvisato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 un libro che pi\u00f9 di ogni altro dimostra la lucidit\u00e0 del fronte omosessualista. Si tratta di <em>After the ball. <\/em><em>How America will conquer its fear &amp; hatred of Gays in the 90&#8217;s<\/em>, (tradotto: Dopo il ballo. Come l&#8217;America vincer\u00e0 la sua paura e odio verso i gay negli anni 1990), uscito nel 1989 dalle penne di Marshall Kirk, un neuropsichiatra, e di Hunter Madsen, un esperto della persuasione del marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo, che constata che \u201cla rivoluzione gay \u00e8 fallita\u201d, delucida le linee guida che il movimento dovr\u00e0 seguire al fine di conquistare l\u2019opinione pubblica. &#8220;Ritrai i gay come vittime, non come provocatori aggressivi&#8221;, &#8220;D\u00e0 ai potenziali protettori una giusta causa&#8221;, &#8220;Fa che i gay sembrino buoni&#8221;, &#8220;Fa che gli aggressori sembrino cattivi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento analizza il contesto mediatico, i sistemi di raccolta dei fondi, la composizione dell\u2019opinione della popolazione e le manipolazioni su di essa praticabili. \u201cLa legittimazione dell&#8217;identit\u00e0 gay e lesbica attraverso una battaglia di libert\u00e0 come quelle sul divorzio o sull&#8217;aborto, che dispone di argomenti semplici e convincenti: primo fra tutti la proclamazione di un modello normativo di omosessualit\u00e0 risolto e rassicurante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la torta nel forno e le tendine alle finestre, come l&#8217;ha definito una voce maligna. Il messaggio \u00e8 pi\u00f9 o meno il seguente: i gay non sono individui soli, meschini e nevrotici, ma persone splendide, affidabili e equilibrate, tanto responsabili da desiderare di mettere su famiglia\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ULTRA PROSTITUZIONE E IL FAR WEST BIOLOGICO: FINO A QUANDO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dottori indiani, che si stanno arricchendo come collaborazionisti autoctoni di questa nuova colonizzazione ovarica, reagiscono con rabbia alle critiche che cominciano a sollevarsi dall\u2019opinione pubblica e dalla politica indiana. I partiti di sinistra in India esistono e hanno gran voce, cos\u00ec come esiste nel subcontinente una ampia libert\u00e0 di stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, l\u2019industria surrogante comincia a difendersi con paradossi ridicoli ma perfettamente legittimi per certa mentalit\u00e0 da Terzo Mondo: nelle<em> baby-factories<\/em>, ci dicono, le madri surrogate mangiano cibo sano per la prima volta nella loro vita, cos\u00ec come ricevono visite mediche di controllo e cure che mai prima avrebbero potuto permettersi se fossero state gravide di figli \u201cpropri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parimenti, \u00e8 interessante notare che alcune reazioni di rabbia di dottori e madri surrogate verso le prime critiche fanno notare come le femministe siano spesso \u201cnon sposate\u201d (qualcosa di sospetto per la cultura civile dell\u2019India, che \u00e8 ancora saldamente basata sul matrimonio, specie se combinato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo Far West biologico, questa Eldorado della post-umanit\u00e0<\/strong> potrebbe avere i giorni contati. Era impensabile che passasse inosservato un simile mostruoso fenomeno sociale, in cui il valore del corpo e perfino come nel caso di Premila della vita stessa della donna, contrariamente a ogni teoria femminista, \u00e8 ridotto al punto che le nascite avvengono per lo pi\u00f9 per cesareo in accordo con i biglietti aerei dei \u201ccommittenti\u201d stranieri che arrivano in India per la consegna del prodotto umano, il neonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una bozza di legislazione da parte delle autorit\u00e0 indiane esiste<\/strong>. Si chiama<em> Artificial Reproductive Technology Bill,<\/em> ossia documento per la tecnologia di riproduzione artificiale. Il parlamento \u00e8 da 3 anni che lo deve discutere: un business da due miliardi di euro, immaginiamo, avr\u00e0 le sue lobby nella democratica e danarocentrica Nuova Dehli (ricordiamo che Lakshmi, il danaro, per l\u2019induismo \u00e8 una dea cui votarsi, non lo \u201csterco del demonio\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non sono nemmeno solo le lobby economiche al lavoro: la bozza prevedrebbe che le coppie gay fossero escluse dalla possibilit\u00e0 della <em>surrogacy<\/em>. Cosa che avrebbe effetti devastanti sia sul business indiano, sia sull\u2019evoluzione a lungo termine della cultura omosessuale, privata di un elemento importante nella sua rincorsa alla presentabilit\u00e0 sociale prima e alla sostituzione della famiglia tradizionale poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il testo, inoltre, le donne straniere che volessero utilizzare uteri indiani dovrebbero provare a livello medico la loro sterilit\u00e0: fine delle Sarah Jessica Parker, delle donne in carriera in vena di maternit\u00e0 extracorporea e delle too-posh-to-push. Il testo darebbe inoltre potere alla giustizia indiana di perseguire penalmente una coppia che rifiuti il bambino surrogato se nato \u201cdifettato\u201d, proibirebbe le indiane sotto i 21 anni e sopra i 35 di divenire surrogate, impedendo la surrogazione oltre la quinta gravidanza includendo i figli naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dicevamo, la legge non \u00e8 ancora stata nemmeno discussa, \u00e8 <em>pending<\/em>, pendente, da pi\u00f9 di tre anni. Ma la questione non riguarda solo l\u2019India. \u00c8 un affare (in tutti i sensi) globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nuova Bussola Quotidiana, 13 gennaio 2013 Oggi imponente a manifestazione a Parigi delle associazioni familiari contro la decisione del governo francese di riconoscere i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ieri la sentenza choc della Cassazione in Italia che legittima le unioni gay. 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