{"id":5280,"date":"2012-11-08T00:00:00","date_gmt":"2012-11-07T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-03T16:51:41","modified_gmt":"2015-12-03T15:51:41","slug":"mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/","title":{"rendered":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28615\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg\" alt=\"Marco Bersanelli\" width=\"200\" height=\"165\" \/><\/a>Convegno Nazionale Diesse \u2013 Bologna, 14 Ottobre 2012<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lezione del Professor <strong>Marco Bersanelli,<\/strong> docente di Astronomia e astrofisica\u00a0 all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_____________________<\/p>\n<div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Introduce <strong>Fabrizio Foschi<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prof. Marco Bersanelli, docente di Astronomia e Astrofisica all\u2019Universita degli Studi di Milano, e abituato per mestiere a mettere a fuoco gli oggetti per cui il tema che gli abbiamo proposto e appunto quello di mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento. Lo introduco brevemente problematizzando la questione: il tema dell\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento richiama il cuore del lavoro dell\u2019insegnante perch\u00e8 l\u2019insegnante continuamente addita attraverso ci\u00f2 che insegna brani di realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addita, indica brani di realt\u00e0. Brani o brandelli? Perch\u00e8 un brano e la parte di un testo, cio\u00e8 la parte di un insieme, il brandello pu\u00f2 essere una scheggia impazzita che non ha nessi con il resto. Da questo punto di vista, brani o brandelli, vorrei citare un passo di Cristina Campo, una studiosa della letteratura e filosofa emiliana, sul quale ci siamo soffermati con alcuni durante questo anno di formazione, anche in preparazione della Convention.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito: \u201cL\u2019arte antica e sintetica, l\u2019arte moderna e analitica, un\u2019arte in gran parte di pura scomposizione, come si conviene ad un tempo nutrito di terrore. Poich\u00e8 la vera attenzione non conduce, come potrebbe sembrare, all\u2019analisi, ma alla sintesi che la risolve al simbolo e alla figura, in una parola al destino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui e posta drammaticamente, forse anche un poco schematicamente, ma drammaticamente, tutta la portata della sfida che l\u2019insegnante e chiamato ad assumere. Ritracciare nella realt\u00e0 un filo che porta le cose al loro destino oggettivo, oppure lasciarle fluttuare nel vuoto? Insegnare significa per noi tessere questo filo, questa trama, cio\u00e8 collocare le cose dentro il contesto, il grande testo di cui fanno parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori di metafora, solo un soggetto appassionato a ci\u00f2 che insegna e continuamente entusiasta della realt\u00e0 che gli viene incontro e capace di suscitare interesse nell\u2019altro e quindi aiutarlo ad apprendere e a conoscere in modo che la scuola e lo studio diventino un mezzo e non un fine. Il fine e la conoscenza, la scuola e la circostanza ambientale piena di stimoli che dovrebbe permetterlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi punti interroghiamo il Prof. Bersanelli, interloquiamo con lui. A quali condizioni l\u2019oggetto pu\u00f2 parlarci e non apparire distante, lontano? Che importanza ha lo spazio dell\u2019interesse del soggetto perch\u00e8 l\u2019oggetto possa essere messo a fuoco? E\u2019 possibile riportare le cose al loro destino e a quali condizioni nella scuola l\u2019oggetto della cultura e l\u2019oggetto dell\u2019insegnamento possono coincidere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8 non possiamo dimenticare che c\u2019e una didattica che a volte ci fa dimenticare questo nesso, cio\u00e8 ci sembra che la didattica non sia cultura ma sia un\u2019altra cosa. E quindi come pu\u00f2 essere che l\u2019oggetto della didattica e l\u2019oggetto della cultura siano la stessa cosa? Son domande facili, no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Bersanelli:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buongiorno. Non son domande facili, tanto pi\u00f9 che non sono un professionista della scuola. Anch\u2019io insegno, ma insegno all\u2019universit\u00e0, al primo anno del corso di laurea in fisica. Quindi, per cosi dire, \u201cricevo\u201d le persone che hanno attraversato tutto il percorso dalla materna alle elementari alle medie alle superiori, che qui e da voi ben rappresentato. Diciamo che ho a che fare con i frutti di questa catena. E poi insegno anche al quarto anno del corso di astrofisica, quindi a ragazzi pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia ricerca e nel campo della cosmologia e quindi dello studio dell\u2019Universo nel suo insieme. Abbiamo dei progetti di ricerca piuttosto ambiziosi e in particolare abbiamo un satellite, un telescopio spaziale che si chiama Planck, che abbiamo lanciato tre anni fa dopo pi\u00f9 di diciassette lunghi anni di design e sviluppo, e ora stiamo analizzando i dati e fra pochi mesi usciranno i primi risultati della missione sulle origini dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo della ricerca per me e un altro aspetto dove sono messo alla prova dal punto di vista dell\u2019educazione, perch\u00e8 guidare un gruppo di ricerca, di giovani ricercatori e un\u2019altra grandissima sfida educativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi un po\u2019 mi immedesimo con il lavoro che voi fate attraverso l\u2019insegnamento in questi corsi, e in questa esperienza di guidare dei giovani nella ricerca. E poi naturalmente il fatto di essere padre di tre figli, che hanno attraversato tutto il percorso delle scuole (ormai anche la pi\u00f9 piccola fa il primo anno di universit\u00e0!), incide nella mia consapevolezza di quello che e il vostro lavoro di educatori, il nostro comune lavoro in un certo senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra l\u2019altro ultimamente sono anche stato coinvolto in una scuola di Milano, l\u2019Istituto Sacro Cuore, come presidente della fondazione che lo dirige, e quindi vi dico che per me il fatto essere qui oggi \u00e8 una grande occasione di incontro, di conoscere cosa pu\u00f2 significare una tensione all\u2019insegnamento come voi la vivete, perch\u00e8 il fatto che voi siate qui non e scontato. Quindi sono io il primo a ringraziare il presidente Fabrizo Foschi e tutti voi di questa occasione di dialogo che mi date.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo che e stato proposto mette in gioco l\u2019intera dinamica educativa. Qual e il soggetto e qual e l\u2019oggetto dell\u2019insegnamento? Qual e il rapporto tra l\u2019insegnante, il ragazzo e la disciplina? Tutti noi siamo in rapporto ai ragazzi di varia et\u00e0 \u2013 dai bambini del nido per alcuni di voi ai quasi adulti che incontro io \u2013 attraverso un contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, questa dinamica mi sembra che sia proprio il cuore dell\u2019insegnamento. E mi interrogavo, pensando a questo tema, su che cosa vuol dire in fondo insegnare (scusate, forse dir\u00f2 cose che per tanti possono essere ovvie, ma per me non lo sono).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insegnare, avere una disciplina da insegnare, cosa significa? E riflettevo su questo settimana scorsa, perch\u00e8 sta cominciando il nuovo anno accademico. E proprio l\u2019altro giorno, alla prima lezione del corso di meccanica, quindi incontrando le matricole che arrivano a fisica, dicevo loro questo: \u201cma pensate, quello che stiamo iniziando e un corso che in quaranta ore, quaranta ore di lezione distribuite in un semestre, e in quaranta ore ci far\u00e0 ripercorrere le tappe fondamentali di un cammino di quattro secoli, diciamo semplificando da Galileo a oggi, quattro secoli di intuizioni e di lavoro e di scoperte di alcuni dei pi\u00f9 grandi geni dell\u2019umanit\u00e0. In quaranta ore noi abbiamo questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aristotele e Archimede che cosa avrebbero dato per poter essere qui! E\u2019 immensa, e incalcolabile la ricchezza di quello che sta per succedere! Io penso che la prima necessaria qualit\u00e0 di un insegnante sia quella di <strong>sentire il peso e la portata di quello che sta per succedere <\/strong>a quei ragazzi li, attraverso di te che sei testimone di questa storia, se no <strong>non <\/strong>accade l\u2019insegnamento, accade qualcosa d\u2019altro, di molto pi\u00f9 superficiale, di molto pi\u00f9 banale e di molto meno incidente nella persona che hai davanti, se non senti questo peso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure iniziando il corso di astronomia di ottanta ore (perch\u00e8 li si va molto pi\u00f9 nel dettaglio e il panorama e molto pi\u00f9 vasto), pensavo quale valore si condensa in queste ottanta ore se si comunica il meglio di quello che e lo stato dell\u2019astrofisica in tutti i suoi settori? Quale costo sta dietro a tutto questo, anche solo in termini economici? Ho provato a fare una stima dell\u2019ordine di grandezza, in miliardi di euro, ma non ci sono riuscito (probabilmente sono diverse centinaia di miliardi di euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ottanta ore io rendo questi ragazzi in grado di possedere il frutto di un percorso immenso, di possedere queste cose non genericamente, ma potendone diventare protagonisti, potendo continuare questa storia. Noi siamo superficiali se non ci rendiamo conto della portata dell\u2019avventura in cui noi siamo e in cui noi invitiamo i nostri ragazzi a entrare. Ma uno che insegna l\u2019alfabeto, dovrebbe moltiplicare le cose che ho detto per cento e per mille, perch\u00e8 la storia non \u00e8 pi\u00f9 di quattrocento anni, ma parte dall\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0, dall\u2019origine della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, detto questo, gia si capisce che lo scopo dell\u2019insegnamento, lo scopo della scuola, lo scopo della didattica, lo scopo della disciplina non pu\u00f2 limitarsi ad essere che il ragazzo esce fuori \u201csapendo delle cose\u201d, avendo imparato delle cose in pi\u00f9, ma bisogna che lui riceva un testimone, che incominci a percepire \u2013 secondo la proporzione che il suo momento della vita gli d\u00e0, dalla scuola dell\u2019infanzia, alla scuola media all\u2019universit\u00e0 \u2013 che incominci a percepire poco o tanto ma realmente di essere protagonista, di entrare in un cammino, che le cose che ha imparato, cio\u00e8, diventino sue, entrino a far parte del suo sguardo sul mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo diceva prima Alberto Piatti citando Julian Carron: \u00abgenerare un soggetto protagonista della storia, protagonista della propria esistenza\u00bb. Immagino che questo valga per tutti. Sarebbe bello dialogare su questo, ma credo che anche nella scuola dell\u2019Infanzia ci sia un livello per cui il bambino gioca in un modo in cui lui e presente, che e diverso da quando gioca in modo automatico; e non pu\u00f2 non esserci il tuo occhio, il nostro occhio a seguire questo drammatico e affascinante sviluppo della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non basta che lui impari a fare il giochino, bisogna che cominci a sentire quello che gli proponi come qualcosa di suo, qualcosa che lo esprime. Si capisce bene questo se noi immaginiamo che questi ragazzi sono i nostri figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi vorremmo che i nostri figli diventassero capaci di ripetere tante cose o che potessero lietamente godere di qualcosa che li fa diventar grandi? E\u2019 diverso. Questo lo vedo bene anche in universit\u00e0: tante volte c\u2019e come il retaggio di un modo di concepire la conoscenza, l\u2019apprendimento che non e allenato a far entrare in gioco il proprio io, il proprio soggetto. E pi\u00f9 si va avanti e pi\u00f9 e difficile correggere questo atteggiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 ve lo dico, ma non perch\u00e8 lo scopo e far l\u2019universit\u00e0: lo scopo e la persona. Quindi occorre che noi ci aiutiamo a far evolvere un senso critico nei ragazzi, una capacita di porre domande, una tensione a cercare il senso delle cose che nasca da una curiosit\u00e0 propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo implica, va insieme alla <strong>capacit\u00e0 di far fatica<\/strong>. Questo e un aspetto che tendenzialmente noi vorremmo evitare ai giovani, in nome del loro bene, mentre il far fare fatica, lasciare che facciano la loro fatica e fondamentale. Un metodo di studio sano richiede di saper stare davanti alla cosa che non si capisce, di sentire il proprio limite non come un ostacolo ma come il punto vivo in cui stiamo lavorando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi nella ricerca continuamente viviamo in questo limite e \u201ccerchiamo\u201d questo limite, siamo per definizione sulla soglia di quello che abbiamo iniziato a capire ma ancora non capiamo bene, questo e il lavoro della ricerca. Cominciare a sentire il limite a qualunque livello non come un nemico, ma come il punto di lavoro, questo e fondamentale. Del resto, come diceva John H. Newman, \u00abse non adopero me, non ho un altro io da usare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sapete che cosa vi dico? e fondamentale soprattutto per noi che insegniamo. Perch\u00e8 il modo in cui noi che insegniamo percepiamo il nostro limite nei confronti di quello che insegniamo e ultimamente qualcosa che passa anche ai ragazzi che abbiamo davanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi <strong>lo scopo della scuola<\/strong>, se vogliamo provare a sintetizzare, e suscitare un interesse per la realt\u00e0. Un interesse per la realt\u00e0: questo conta, vi assicuro, conta molto di pi\u00f9 della sommatoria quantitativa delle cose che uno sa. Lo vedo bene, ve lo posso dimostrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vuol dire che bisogna evitarsi la fatica di fare tutto il programma, ma quello che e dominante come scopo, come efficacia di un percorso educativo, e il modo in cui il soggetto e in grado di affrontare un problema, e in grado di affrontare una cosa nuova, molto di pi\u00f9 della somma delle cose che sa. Le cose che sa sono utili se lo sostengono in questa sua capacita di porsi di fronte a una cosa nuova. Io lo vedo nelle matricole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno ho davanti pi\u00f9 di cento ragazzi che iniziano l\u2019avventura di studiare la fisica, sono ambiziosi perch\u00e8 si sa che fisica e una disciplina esigente. Il primo giorno faccio alzare la mano: che scuola superiore avete fatto? e son tanti quelli che hanno fatto un liceo scientifico, poi c\u2019e un gruppetto che han fatto il classico, quelli dell\u2019artistico (due o tre, spaventatissimi!), poi quelli che hanno fatto gli istituti tecnici\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ormai noto sistematicamente una cosa: i ragazzi del liceo scientifico \u2013 che hanno fatto le derivate, gli integrali e magari erano bravi in fisica \u2013 tante volte, non dico sempre, per l\u2019amor di Dio, ma tante volte finiscono per fare pi\u00f9 fatica di certi ragazzi che hanno fatto un altro tipo di scuola, tipicamente un buon liceo classico, dove si capisce che sono stati impostati in un modo pi\u00f9 adeguato nell\u2019uso della ragione, e quello gli vale molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo i primi mesi fanno molta pi\u00f9 fatica, perch\u00e8 quando gli insegni le equazioni del moto e gliele derivi se non hanno fatto gli integrali annaspano, ma hanno un\u2019attrezzatura, un senso dello studio, un senso della seriet\u00e0 nell\u2019interrogarsi se hanno capito o meno un certo passaggio, che e quello che poi li porta avanti pi\u00f9 facilmente degli altri. E\u2019 solo un esempio, naturalmente, ma cosa vuol dire questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vuol dire che la scuola \u00e8 grande, \u00e8 efficace, \u00e8 se stessa quando suscita un interesse personale, quando facilita lo sviluppo di un uso della ragione e della libert\u00e0, cio\u00e8 della propria cognizione del rapporto con la realt\u00e0, del proprio gusto del rapporto con la verit\u00e0 delle cose, con il loro significato. Perch\u00e8 l\u2019uomo, il ragazzo, e questa esigenza inestirpabile di un significato compiuto per se e per tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva ancora don Carron in occasione del XXV del Sacro Cuore: \u00abeducare alla ragione vuol dire educare a un rapporto cosi vero con la realt\u00e0 che mi impedisca di bloccare la dinamica verso la totalit\u00e0\u00bb. La ragione infatti e esigente: non si accontenta di risposte parziali, reclama una risposta esauriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda particolare, la curiosit\u00e0 particolare, non nasce in modo proporzionato se non c\u2019e questo allenamento all\u2019uso della propria umanit\u00e0 intera. Io credo che questo sia lo scopo di una scuola: educare la ragione e la liberta. Che sia una scuola cattolica, che sia una scuola statale, penso che non faccia differenza: credo che in fondo per tutte le scuole lo scopo sia questo. Lo dico perch\u00e8, come dicevo, adesso mi trovo coinvolto in una scuola che ha una sua identit\u00e0, proviene da una esperienza cristiana ben precisa, ma come tale noi dobbiamo avere lo scopo di educare la liberta e la ragione dei ragazzi, non di introdurre surrettiziamente a una certa ideologia cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se no qualunque tipo di ipotesi esauriente di senso che pu\u00f2 provenire dall\u2019esperienza cristiana verrebbe presa in modo superficiale e moralistico, come a volte una certa scuola cattolica ha fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casomai la sfida per una scuola cattolica e un\u2019altra, sar\u00e0 quella di domandarsi: ma un\u2019esperienza cristiana vissuta autenticamente \u00e8in grado, oppure no, di facilitare questa educazione del soggetto nella sua ragione e nella sua liberta? E su questo dobbiamo sottoporci a verifica, non e mica scontato. Da fisico sperimentale sono abituato a paragonarmi con l\u2019evidenza, con i dati che la realt\u00e0 pone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero o non e vero che questa scuola sta facendo questo percorso? Non e per porre un dubbio, ma per essere umili di fronte al dato, per essere sempre disposti ad essere corretti e a correggersi, a trovare il modo di essere pi\u00f9 adeguati, o meno inadeguati, al compito che abbiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene, il tempo corre e quindi diciamo in sintesi che <strong>l\u2019apprendimento, la conoscenza \u00e8 un incontro<\/strong>, \u00e8 l\u2019incontro che il bambino della materna o l\u2019universitario fa con la realt\u00e0, l\u2019incontro tra un soggetto umano e un oggetto reale, un incontro che svela un senso, che apre il cammino al significato esauriente dell\u2019oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora <strong>qual \u00e8 il ruolo, il compito nostro, degli insegnanti? <\/strong>Credo che si tratta di introdurre e accompagnare quell\u2019incontro, cio\u00e8 di essere testimoni di come quell\u2019incontro per noi ha gia iniziato quel cammino, di come in noi ha gia fatto un pezzo del cammino. Senza la presenza di un testimone, questo incontro del ragazzo con il reale direi quasi che e impossibile. Forse non e strutturalmente impossibile, ma e praticamente impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo cosa vuol dire? Non vuol dire introdurre un discorso aggiuntivo su che cosa e la realt\u00e0 e su che cosa e un soggetto umano, eccetera. No, noi insegnanti siamo chiamati a mostrare questo dall\u2019interno della disciplina che ci e data da insegnare, attraverso il contenuto delle materie che insegniamo. Quindi se lo scopo dell\u2019educatore e collaborare alla formazione della persona intera, il modo con cui questo e reso possibile a ciascuno di noi e attraverso la specificit\u00e0 di una disciplina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa e la sfida e la domanda che sempre deve rimanere aperta: cosa vuol dire, come e possibile che insegnando questa cosa che e un pezzo, un \u201cbrano\u201d, un aspetto, io posso collaborare all\u2019educazione, alla formazione di quella persona nella sua interezza? Alla sua ragione e alla sua liberta, come dicevamo prima?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me sembra che ci sia innanzitutto da dire una cosa: io credo che questo non possa avvenire (cio\u00e8 che attraverso l\u2019insegnamento della fisica come capita a me o del latino come capita a te ci sia un fiorire, l\u2019aiutare il fiorire di quella persona) questo non avviene se non attraverso una immedesimazione con l\u2019umanit\u00e0 di quel ragazzo che hai li davanti, attraverso un\u2019affezione al bene intero di chi hai davanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa cosa viene prima di qualunque tecnica noi possiamo mettere in campo, e senza questa rimaniamo come fermi, parcellizzati, rimaniamo fratturati nel nostro porci e quindi nel nostro modo di insegnare. Mentre la disciplina, il contenuto specifico e un punto di vista che noi abbiamo, che a noi e dato per introdurre i ragazzi alla realt\u00e0 totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come questo avviene? Io penso che innanzitutto questo avvenga, questa sintesi tra la disciplina particolare e il destino \u2013 usiamo la parola grande \u2013 il destino del ragazzo che abbiamo davanti, il bene ultimo, il compimento della persona che abbiamo davanti, la sintesi tra queste due cose non pu\u00f2 che avvenire se non innanzitutto in noi, cio\u00e8 nell\u2019insegnante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la nostra esperienza di questa sintesi che si pu\u00f2 comunicare, e si comunica di fatto. La sintesi occorre che sia avvenuta in se, nella propria persona. Infatti insegnando qualunque materia noi indichiamo implicitamente un punto di vista su tutta la realt\u00e0. Il modo in cui tu tratti l\u2019oggetto del tuo insegnamento, il modo in cui io parlo delle leggi del moto o dell\u2019evoluzione stellare ai miei studenti dice oppure no l\u2019ampiezza con cui nella nostra esperienza queste cose sono dentro una nostra esperienza di bellezza, di unita, di affezione al reale per il significato che porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva Kierkegaard: \u00abOgni comunicazione di verit\u00e0 e diventata per tutti un\u2019astrazione, perch\u00e8 nessuno ha il coraggio di dire \u201cio\u201d \u00bb. E questo, secondo me, il punto che pi\u00f9 ci tocca. Uno pu\u00f2 dire: \u201cma come, la matematica, la fisica, una materia arida, una materia che non parla dell\u2019umano&#8230; cosa posso comunicare?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarei un po\u2019 di parte se mi soffermassi a dare il mio punto di vista su questo&#8230; allora mi rifaccio a una pagina di Jean Danielou, teologo cardinale francese, che nel suo libro \u201cla cultura tradita dagli intellettuali\u201c, dopo aver sottolineato il pericolo della riduzione positivista e scientista, cio\u00e8 di un uso ideologico e autoritaristico della scienza, sentite che cosa dice: \u00abLe discipline scientifiche implicano una formazione mentale che, se considerata nella sua totalit\u00e0, porta a una conoscenza profonda del reale. Gli uomini di scienza hanno senso dell\u2019obiettivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non perch\u00e8 sono pi\u00f9 bravi, ma perch\u00e8 nel fare il nostro mestiere noi non possiamo fare neanche un passo se non continuamente sottomettendo la ragione all\u2019esperienza, al dato che ci troviamo davanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E continua: \u00abLa scienza non e un campo nel quale si possa dire o fare qualunque cosa: vi e sempre un oggetto che ha la sua resistenza\u00bb. Bellissimo! L\u2019oggetto ha la sua resistenza. \u00abCon questo non voglio dire che l\u2019oggetto non ponga resistenza anche nel campo letterario, io credo infatti che una seria vocazione letteraria sia altrettanto rigorosa della scienza [\u2026] Ma questo ordine del reale si difende con minor vigore perch\u00e8 e meno fisico, apparentemente pi\u00f9 plastico, pi\u00f9 suscettibile di essere manipolato. E significativo che oggi siano proprio alcuni spiriti scientifici a trovare tramite e non nonostante la scienza, la strada che porta alla metafisica, cio\u00e8 a qualcosa che supera la scienza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se noi siamo seri con la disciplina e siamo coinvolti personalmente nelle domande profonde che la disciplina pone, allora camminiamo, evolviamo anche noi nella nostra percezione di come quella particolare materia che a noi e dato insegnare contribuisce alla formazione intera della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo va di pari passo con il sentire il limite della disciplina, il limite inerente al metodo che caratterizza quella disciplina. Mettere a fuoco l\u2019oggetto perci\u00f2 vuol dire anche capire ci\u00f2 che l\u2019oggetto non e, e questo ha delle ripercussioni fondamentali sulla concezione che i ragazzi assumono per esempio nei confronti della scienza, che ancora oggi tende a essere vista in modo assolutistico e scientista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019e un nuovo scientismo che va avanti. Del resto questa e la coda lunga, che pero continua, di una filosofia che va avanti almeno da due secoli. Il biologo Felix Le Dantec, noto piu che come scienziato per essere stato un fervente positivista e paladino dell\u2019ateismo, diceva \u00abCredero nell\u2019anima il giorno in cui l\u2019avr\u00f2 trovata sotto il mio bisturi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 far sorridere, ma qual e la risposta? Andare fino in fondo alle ragioni per cui un\u2019affermazione del genere e razionalmente inaccettabile e fondamentale, se no noi resistiamo apparentemente, sentimentalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi fa venire in mente Yuri Gagarin, il cosmonauta sovietico che dalla Vostok 1, dopo aver compiuto il primo volo umano nello spazio, disse (battuta che non si e mai capito se fosse sua o fosse stata scritta d\u2019ufficio sulla Pravda il giorno dopo): \u00abIo sono stato nel cielo ma Dio non l\u2019ho visto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale metodo mi permette di rispondere a quali domande? Questo non vale solo per la scienza: non e che leggendo la Bibbia noi possiamo rispondere alla domanda se i quasar sono oggetti galattici o extragalattici. La Sacra Scrittura ha un contenuto, ha uno scopo educativo molto pi\u00f9 profondo che non quello di conoscere la natura dei quasar&#8230; ma questa e storia nota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio soltanto dire che <strong>riconoscere il limite e la potenza educativa della propria disciplina <\/strong>credo sia la prima responsabilit\u00e0 per mettere a fuoco l\u2019oggetto dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019altro questa capacita di cogliere il valore educativo da una parte e al tempo stesso di riconoscere il limite metodologico di una disciplina, cio\u00e8 il tipo di domande a cui questa disciplina e in grado di rispondere, e l\u2019unica possibilit\u00e0 per una vera interdisciplinariet\u00e0, cioe per cogliere dei nessi reali tra percorsi diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nessi non sono quelli che mettiamo noi fra le materie forzando e confondendo, ma emergono se cerchiamo di chiarire qual e lo spicchio di verit\u00e0 che ciascuna disciplina \u00e8 in grado di illuminare. E allora tutte le strade, tutti i metodi conducono a quegli aspetti profondi del vero nei quali potremo sorprendere dei nessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo aspetto e condizione e <strong>che questa disciplina sia avvertita come qualcosa di vivo da chi la insegna: un conto aperto<\/strong>. Non possiamo non avere un conto aperto con ci\u00f2 che insegniamo. Si sa che in universit\u00e0 questo e strutturale: la didattica e legata alla ricerca. Ma non e solo questo, e infatti questo lo sento vero non solo per il corso di astrofisica (disciplina che evolve di anno in anno, e in cui io stesso sono impegnato), ma anche per la fisica fondamentale: la meccanica e la stessa, non e che ci sono scoperte di anno in anno, ma per me e un conto aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modo in cui io la capisco e sempre insufficiente. Mia moglie dice che sono un perfezionista, ma e perch\u00e9 non capisce. Bisogna sempre approfondire, in due sensi: orizzontale e verticale. In un senso orizzontale: aggiornarsi, saperne di piu, capire che cosa c\u2019e di nuovo nella disciplina o negli strumenti didattici; in un senso verticale: capire di pi\u00f9 la portata educativa che l\u2019intera disciplina ha, capirlo per se, sulla propria pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O questa dimensione verticale e una domanda aperta per noi, o non succede niente. Non e che queste son cose che si ottengono una volta per tutte. Credo che questo aiuto che voi vi date, in una realt\u00e0 come Diesse, e una grande occasione per condividere l\u2019esperienza di ciascuno, per suggerire un percorso, ed e di aiuto soprattutto nella misura in cui tiene accesa la domanda, non fa sentire tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vuol dire quindi anche non accontentarsi mai di come si insegna. Io mi rendo conto che a volte addirittura occorre quasi ferire volontariamente un certo standard a cui ci si e abituati. Non so se capita anche a voi. Vi faccio un esempio. Noi docenti all\u2019universit\u00e0 siamo valutati dai nostri studenti. E\u2019 una cosa utilissima!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di ogni corso hanno un questionario anonimo molto dettagliato. Certo, non si pu\u00f2 fare in prima media, probabilmente non avrebbe significato per l\u2019immaturit\u00e0 della figura dello studente che hai davanti, ma magari in quinta superiore&#8230; Comunque, con il mio gruppo di ricerca da anni teniamo il corso di Laboratorio di Astrofisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo anno il laboratorio era sgangheratissimo perch\u00e8 dovevamo ancora mettere su l\u2019attrezzatura: avevamo una stanza, avevamo pochi strumenti, tutto era molto fluido, molto poco organizzato, un po\u2019 traballante, ma c\u2019era da parte nostra, mia e dei miei collaboratori, tutta la trepidazione di dire \u201ccome facciamo? Come faremo ad aiutarli anche se l\u2019attrezzatura \u00e8 cos\u00ec cosi?\u201d. E gli studenti nel fare le misure dovevano arrangiarsi, trovare soluzioni, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma abbiamo fatto il laboratorio e la verifica degli studenti era positiva, pi\u00f9 di quel che pensavamo. Meno male. Poi l\u2019anno dopo abbiamo migliorato l\u2019attrezzatura, ci hanno dato un po\u2019 di fondi ed e aumentato il gradimento, abbiamo riscontrato che l\u2019interesse suscitato negli studenti era migliorato. E poi di anno in anno, andando avanti abbiamo sempre pi\u00f9 migliorato il set up, ed e diventato un laboratorio \u201cspaziale\u201d, appunto, come e giusto che sia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bellissimo, abbiamo una attrezzatura di punta&#8230; ma ci siamo accorti che la curva del miglioramento pian piano si era appiattita. Tutto funzionava perfettamente ma era venuto meno qualcosa: era venuta meno la percezione della novit\u00e0 per noi. Non era pi\u00f9 qualcosa che sorprendeva noi, e questo si sente, i ragazzi lo sentono, e quindi anche per loro era meno interessante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo e fondamentale, tanto che quest\u2019anno per la prima volta i miei colleghi pi\u00f9 giovani e pi\u00f9 bravi di me hanno deciso, un po\u2019 violentando una prassi che pure funzionava bene, di rivoluzionare il percorso di quel laboratorio, di renderlo pi\u00f9 imprevedibile. Se non c\u2019e un elemento di imprevedibilit\u00e0 e difficile arrivare ad un interesse pieno della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo visto alcune condizioni per mettere a fuoco l\u2019oggetto dell\u2019insegnamento. Adesso vorrei offrire alcuni spunti di <strong>metodo perch\u00e9 un insegnamento specifico sia fattore educativo della persona<\/strong>, dentro ogni disciplina. Il primo l\u2019ho gia accennato prima, credo che <strong>il primo movente educativo stia nel fatto che noi valorizziamo, sentiamo l\u2019importanza della domanda, della curiosit\u00e0 che hanno i ragazzi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 decisivo che noi siamo tesi a percepire nell\u2019aria la presenza, oppure l\u2019assenza, della domanda dei ragazzi, la curiosit\u00e0 che loro esprimono. E si tratta quindi innanzitutto \u2013 e difficile dirlo perch\u00e8 sembra gia una forzatura \u2013 ma si tratta in qualche modo di far nascere la domanda. Che\u00a0\u00e8 quasi un\u2019affermazione assurda, perch\u00e8 tu non hai nessun potere nel far nascere la domanda, non puoi sostituirti, ma in un certo senso la puoi assecondare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; delicatissimo, perch\u00e8 tu non puoi imporre questo&#8230;\u00a0\u00e8 come soffiare sul fuoco, sulla fiamma quando e appena accennata, se soffi troppo forte sparisce, se tu affretti la risposta hai spento tutto. Se non fai niente magari si spegne tutto. Questa e l\u2019arte dell\u2019educatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo dico che e un dramma, questa e la questione: percepire il delicatissimo, fragilissimo filo che lega l\u2019attenzione del ragazzo, la vera sua attenzione a quello che tu stai dicendo, e questa e un\u2019esperienza che o si vive in se con la propria umanit\u00e0, cio\u00e8 noi come adulti siamo ancora li che sentiamo nascere in noi una domanda, oppure non riusciamo a tradurla in alcun gesto educativo. Il punto che sostiene l\u2019esperienza educativa e l\u2019umanit\u00e0 nostra, e la nostra capacita di vivere una domanda. Allora la riconosciamo, fragile fin che si vuole, anche in chi sta davanti a noi. Don Giussani, rispondendo a una domanda tanti anni fa, nel 1983, disse \u00abLa cultura non pu\u00f2 indicare se non il dinamismo vissuto in una persona reale; non esiste possibilit\u00e0 di cultura se non come mandato della propria umanit\u00e0 a cui si obbedisce\u00bb E\u2019 un mandato, e un\u2019urgenza che uno sente a cui deve obbedire, non c\u2019e nessuna regola che puo darmi questo. E infatti conclude: \u00abChi non lo sente come missione non dovrebbe insegnare\u00bb<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><strong>Secondo fattore <\/strong>perch\u00e8 ogni disciplina, dalla matematica all\u2019educazione fisica, sia elemento educativo: che <strong>l\u2019educatore, il maestro, sia qualcuno che osa rischiare su chi ha davanti<\/strong>, sia uno che rischia su di te, su di te, ragazzo, sia qualcuno che vede pi\u00f9 in la di te e quindi e in grado di accordare a te una fiducia che tu non avresti in te stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capisce che il ragazzo ha in se la struttura per rispondere, anche se lui ancora non ne e cosciente. Credo che questo valga nell\u2019universita \u2013 e li ce l\u2019ho molto chiaro \u2013 ma in qualche modo vada gi\u00f9 gi\u00f9 fino al bambino piccolo. Proporgli qualcosa in cui lui percepisca se stesso in atto in quella cosa, che lui non avrebbe fatto senza di te che l\u2019hai come spinto un po\u2019 a fare quel passo in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi ricordo \u2013 lo racconto spesso, perch\u00e8 e uno di quegli episodi che si fissano nella memoria \u2013 quando dopo la laurea sono andato a Berkeley in California a studiare il fondo di microonde: quello che stiamo studiando ora con il satellite Planck, la prima luce dell\u2019universo, che proviene dagli inizi de la storia del cosmo e ancora oggi ci fa vedere come era l\u2019universo quattordici miliardi di anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, quando mi son laureato studiavo questo tema, che e rimasto sempre al centro della mia ricerca, e quando sono andato a Berkeley son finito in un gruppo il cui leader, George Smoot, allora era una persona stimata, ma nessuno immaginava che avrebbe vinto il premio Nobel nel 2006. Quindi ho avuto la grande fortuna di essere \u201ccascato\u201d in un gruppo guidato da una persona di quel livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi ricordo che dovevamo partire per l\u2019Antartide, per il Polo Sud (perch\u00e8 prima di mandare Planck in orbita le osservazioni le facevamo da terra, ma per misurare da terra questa luce primordiale, che \u00e8 debolissima, occorre andare in posti un po\u2019 particolari dove l\u2019atmosfera ha caratteristiche ottimali e il centro dell\u2019Antartide e uno dei posti migliori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora dovevamo portare questo esperimento al Polo Sud e voi capite che quando portate un esperimento in Antartide, in primo luogo ha dei costi notevoli, quindi qualunque oggetto voi portiate in spedizione ha un costo e dovete essere ben sicuri di che quella cosa effettivamente serve allo scopo, e in secondo luogo una volta che siete arrivati in Antartide non e che dite \u201cquesta cosa non funziona, adesso torno in laboratorio e la metto a posto\u201d, no, non esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; quasi come andare sulla luna. Io ero neolaureato, parlavo l\u2019inglese un po\u2019 a spanne, ero li da pochi mesi e gi\u00e0 George mi aveva dato la responsabilit\u00e0 di una delle cinque misure che andavamo a fare in Antartide, di uno strumento, e gi\u00e0 quello mi aveva sorpreso. Il tempo come sempre era molto breve rispetto a tutti i test e le calibrazioni che dovevamo fare sui nostri strumenti ed e arrivato il giorno in cui dovevamo decidere quali strumenti partivano e quali no, quali misure eravamo pronti a fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora sono andato da George, nel suo studio, con tutti i risultati dei test che avevo fatto diligentemente sul radiometro a 2 gigahertz, che era una delle frequenza che dovevamo misurare del fondo cosmico, e gli ho detto \u201cQuesti sono i test, cosa facciamo?\u201d Lui mi dice \u201cIs the instrument ready? Lo strumento e pronto?\u201c e io dico \u201cGuarda, questi sono i risultati\u201d e lui mi guarda e fa: \u201cDo you believe it or not? Tu ci credi o no?\u201d ci credi o no che lo strumento e pronto per la spedizione in Antartide? Lo stava chiedendo a me!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi giuro che rispetto al mio lavoro non ho mai fatto un salto di coscienza come in quel momento. Giovane, inesperto, al di la del fatto che fossi in grado di dire la cosa giusta, il fatto che uno come lui mi abbia coinvolto cosi, che abbia chiesto il mio parere non per modo di dire, che si sia appoggiato su di me, mi ha dato una possibilit\u00e0 di consapevolezza di che cosa vuol dire fare questo lavoro che non mi scorder\u00f2 mai. Era solo un esempio, ma questo e l\u2019ambiente che mi ha formato in quegli anni, e che spero oggi resti nel modo in cui cerco di trattare i miei studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo aspetto<\/strong>, terza condizione perch\u00e8 il nostro insegnamento sia educativo, \u00e8 <strong>che l\u2019insegnante non sia da solo nell\u2019essere testimone di fronte ai ragazzi, vale a dire che sia in rapporto con una realt\u00e0 pi\u00f9 grande<\/strong>. Quando insegno astrofisica (faccio l\u2019esempio cos\u00ec faccio prima e forse si capisce meglio), quando arrivo a certi punti del programma e non posso approfondire, perch\u00e8 non si pu\u00f2 approfondire tutto, allora dico, ad esempio: \u201csu questo tema delle stelle di neutroni non sono esperto, ma potete approfondirlo seguendo il corso del professor Pizzochero\u201d, che e quello che fa astrofisica relativistica. Sull\u2019evoluzione delle galassie, li invito a seguire il corso di Bertin, eccetera. Oppure spesso accenno a loro delle persone con cui lavoro su Planck, eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo legame che il ragazzo sente fra me e il professor Pizzocchero e il professor Bertin, o con i miei collaboratori di Planck, il presentare a lui una realt\u00e0 in cui io sono in rapporto vivo con altri, fa percepire al ragazzo che anch\u2019io sto imparando, che ci son cose che anch\u2019io non so e non capisco, e che desidererei capire, e che mi rimandano al rapporto con altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio questo ambito di Diesse \u00e8 prezioso anche perch\u00e8 vi pu\u00f2 permettere di dire di fronte ai ragazzi: \u201cHo imparato una cosa in pi\u00f9\u201d. Percepire che noi siamo in movimento aumenta la nostra autorevolezza, fingere di sapere tutto, di non aver pi\u00f9 niente da imparare, soffoca e da un\u2019idea distorta della conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ultimo aspetto <\/strong>e che noi, per essere educatori nella disciplina, facciamo percepire <strong>l\u2019idea del futuro<\/strong>. Il futuro esiste. A volte ho l\u2019impressione che i ragazzi, e forse noi per primi, non abbiamo pi\u00f9 l\u2019idea del futuro, del futuro come possibilit\u00e0, del futuro come imprevedibilit\u00e0. Facevo questa riflessione, forse mi viene dal tipo di cose che mi capita di pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sappiamo che il pianeta Terra e sferico e sappiamo che la superficie di una sfera \u00e8 finita. Lo sappiamo da tanto tempo, ma forse solo oggi non lo sappiamo solo mentalmente, questo \u00e8 diventato parte dell\u2019immaginazione immediata di chi nasce oggi: non esiste pi\u00f9 un angolo del nostro pianeta che sia veramente ignoto. Pensateci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste pi\u00f9 la terra incognita, se andate su Google Earth ogni centimetro quadrato \u00e8 mappato (forse non siamo ancora proprio al centimetro, ma fra pochi anni andremo sotto il centimetro). Non c\u2019e pi\u00f9 una terra incognita: primo fattore psicologicamente rilevante. Secondo fattore: non si ha pi\u00f9 l\u2019esperienza del cielo. La visione del cielo, della notte stellata, cio\u00e8 dell\u2019ignoto, dell\u2019imprevedibile, non fa pi\u00f9 parte della normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando faccio qualche incontro o conferenza ai ragazzi, faccio sempre alzare la mano: \u201cquanti di voi hanno mai visto nella vostra vita almeno una volta la Via Lattea?\u201d E vedo che di anno in anno il numero di mani che si alzano tende a zero. A Milano sono sotto il 10%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso dell\u2019immensit\u00e0 \u00e8 quasi assente. La Terra e nota, il cielo non si vede pi\u00f9. E poi la realt\u00e0 si confonde con il virtuale: c\u2019e una sfumatura sempre pi\u00f9 tenue tra ci\u00f2 che e reale e ci\u00f2 che \u00e8 virtuale. Tutto questo conduce ad una immaginazione che o \u00e8 sostenuta da un senso della realt\u00e0, della vita, da un senso dell\u2019imprevisto, dell\u2019imprevedibile, o rischia di perdersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn imprevisto \u00e8 la sola speranza, ma mi dicono che \u00e8 una stoltezza dirselo\u201d, scriveva Montale. Ecco, credo che noi come educatori, dobbiamo percepire anzitutto in noi la potenza dell\u2019incommensurabile, perch\u00e8 c\u2019e un incommensurabile, c\u2019e un mistero che grida nella realt\u00e0 che nessun tipo di conoscenza gia acquisita pu\u00f2 esaurire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo quindi vorrei dire che la conoscenza non e fine a se stessa, ma e per il compimento della persona, dell\u2019umanit\u00e0 nostra e di chi abbiamo davanti, e allora questa conoscenza quando e per il compimento della persona ha un nome che e molto fuori moda, ha un nome strano che mi e venuto in mente proprio in questi giorni, la parola \u201csapienza\u201d. La parola \u201c<strong>sapienza<\/strong>\u201d non e la quantit\u00e0 di cose che sappiamo, ma e <strong>il concorrere della conoscenza al bene, al destino della persona<\/strong>. Si domandava Eliot nei \u201cCori della rocca\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Tutta la conoscenza ci porta pi\u00f9 vicini alla nostra ignoranza<br \/>\n<\/em><em>tutta la nostra ignoranza ci porta pi\u00f9 vicino alla morte.<br \/>\n<\/em><em>Ma pi\u00f9 vicini alla morte non pi\u00f9 vicini a Dio<br \/>\n<\/em><em>Dov\u2019\u00e8 la Vita che abbiamo perduto vivendo?<br \/>\n<\/em><em>Dov\u2019\u00e8 la saggezza che abbiamo perduto sapendo<br \/>\n<\/em><em>Dov\u2019\u00e8 la sapienza cha abbiamo perduto nell\u2019informazione? <\/em>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Convegno Nazionale Diesse \u2013 Bologna, 14 Ottobre 2012 Lezione del Professor Marco Bersanelli, docente di Astronomia e astrofisica\u00a0 all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano _____________________<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28615,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,23],"tags":[261,233],"class_list":["post-5280","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza","category-scuola-ed-educazione","tag-scienza-2","tag-scuola","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-11-07T23:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-12-03T15:51:41+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"247\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"204\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"32 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento\",\"datePublished\":\"2012-11-07T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2015-12-03T15:51:41+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/\"},\"wordCount\":6384,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/11\\\/Marco-Bersanelli.jpg\",\"keywords\":[\"scienza\",\"scuola\"],\"articleSection\":[\"Scienza\",\"Scuola ed educazione\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/\",\"name\":\"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/11\\\/Marco-Bersanelli.jpg\",\"datePublished\":\"2012-11-07T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2015-12-03T15:51:41+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/11\\\/Marco-Bersanelli.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/11\\\/Marco-Bersanelli.jpg\",\"width\":247,\"height\":204},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2012-11-07T23:00:00+00:00","article_modified_time":"2015-12-03T15:51:41+00:00","og_image":[{"width":247,"height":204,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"32 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento","datePublished":"2012-11-07T23:00:00+00:00","dateModified":"2015-12-03T15:51:41+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/"},"wordCount":6384,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg","keywords":["scienza","scuola"],"articleSection":["Scienza","Scuola ed educazione"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/","name":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg","datePublished":"2012-11-07T23:00:00+00:00","dateModified":"2015-12-03T15:51:41+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Marco-Bersanelli.jpg","width":247,"height":204},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/mettere-a-fuoco-loggetto-della-cultura-e-dellinsegnamento\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Mettere a fuoco l\u2019oggetto della cultura e dell\u2019insegnamento"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5280","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5280"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5280\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28616,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5280\/revisions\/28616"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}