{"id":5217,"date":"2012-10-03T15:28:39","date_gmt":"2012-10-03T13:28:39","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-05-08T12:52:27","modified_gmt":"2015-05-08T10:52:27","slug":"rinasce-la-teologia-della-liberazione-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/rinasce-la-teologia-della-liberazione-parte-1\/","title":{"rendered":"Rinasce la Teologia della liberazione? (parte 1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/teologia-liberazione.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-24328 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/teologia-liberazione.png\" alt=\"teologia liberazione\" width=\"204\" height=\"248\" \/><\/a>Rivista <em><strong>Tradizione Famiglia Propriet\u00e0<\/strong><\/em>, ottobre 2012<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con l\u2019aggravarsi della crisi in Occidente, questo fantasma del passato sembra voler risorgere dai morti. Dall\u20198 all\u201911 ottobre, a San Leopoldo, Brasile, si terr\u00e0 un Congresso Continentale di teologi della liberazione per rilanciare il movimento, a pretesto del 50\u00b0 anniversario del Concilio Vaticano II. Alcune autorit\u00e0 ecclesiastiche si mostrano preoccupate. Altre, invece, sembrano guardare l\u2019iniziativa piuttosto con simpatia, al meno a giudicare da alcune ripercussioni apparse di recente sulla stampa italiana e vaticana.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0Di seguito un dossier sulla teologia della Liberazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_______________________________<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Vecchi fantasmi<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il mondo non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso una volta superata l\u2019attuale crisi sembra ormai un dato acquisito. Da pi\u00f9 parti gli analisti stanno prospettando un ridimensionamento, anche drastico, del nostro tenore di vita. Il folle ottimismo che ha caratterizzato la nostra civilt\u00e0 negli ultimi sessant\u2019anni sembra avere i giorni contati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre si dissolve il sogno di una prosperit\u00e0 senza limiti, vecchi fantasmi del passato sembrano voler risorgere dai morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scoccare del XX secolo, con la sola eccezione della Turchia, comunque alleata dell\u2019Occidente, tutti i paesi a maggioranza musulmana erano sotto la dominazione europea. Lo spettro dell\u2019islam guerrafondaio, che aveva terrorizzato l\u2019Europa per quasi un millennio, era ormai un ricordo del passato. Un secolo dopo, la partita si \u00e8 rovesciata. <em>\u201cL\u2019islam alla conquista dell\u2019Europa\u201d<\/em> ha cessato di essere il titolo di un romanzo di fantapolitica per diventare l\u2019articolo in prima pagina sui nostri quotidiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019islam non \u00e8 l\u2019unico spettro redivivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un periodo di relativo letargo, la sinistra latino-americana torna a governare in importanti paesi, rilanciando, come nel caso dell\u2019Argentina, politiche stataliste che sembravano ormai superate. L\u2019Unasur (Unione delle Nazioni Sudamericane), versione locale dell\u2019Unione Europea, prende una piega sempre pi\u00f9 rivoluzionaria, sfidando perfino l\u2019Europa, come nella vicenda di Julian Assange a Londra. Qualsiasi dissenso a destra \u00e8 aspramente debellato. Si veda il caso del Paraguay.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi economica, interpretata come il definitivo fallimento del modello liberista, ha ridato vita a correnti socialiste da tempo fossilizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un parallelismo non del tutto casuale, anche in ambito cattolico, dopo un periodo di relativa bonaccia \u2014 caldeggiata da alcuni atteggiamenti di Benedetto XVI soprattutto all\u2019inizio del suo pontificato \u2014 vecchi fantasmi sembrano riprendere forma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le imponenti manifestazioni in occasione del funerale a Milano del cardinale Carlo Maria Martini \u2014 del quale tutto si pu\u00f2 dire fuorch\u00e9 la sua teologia fosse, in punti assai basilari, in linea col Magistero tradizionale della Chiesa \u2014 hanno mostrato un progressismo italiano sorprendentemente robusto e desideroso di prendersi una rivincita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 ancora dall\u2019America Latina che si alza lo spettro forse pi\u00f9 inquietante. Parliamo della Teologia della liberazione. Condannata dal Vaticano nel 1984, posta al margine della storia dal crollo del socialismo reale, resa irrilevante dal trionfo di modelli socio-economici opposti a quelli che proponeva, ecco che questa corrente rivoluzionaria balza dalla notte dei tempi alle pagine di <em>Avvenire<\/em> e dell\u2019<em>Osservatore Romano<\/em>, sulla scia di certe dichiarazioni di alti prelati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si afferma che, depurata dal marxismo, la Teologia della liberazione potrebbe offrire risposte adeguate alle situazioni di disagio provocate dall\u2019attuale crisi economica. Ci si augura che essa possa forgiare una nuova coscienza sociale dopo anni di liberismo sfrenato che, se da un lato avrebbe aumentato la ricchezza di alcuni ceti sociali, dall\u2019altro avrebbe creato zone di povert\u00e0 che non vanno dimenticate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo anni di virtuale assenza, il nome del sacerdote peruviano Gustavo Guti\u00e9rrez Merino, fondatore della Teologia della liberazione, torna alla ribalta, citato da importanti organi della stampa cattolica e presentato come \u201camico personale\u201d di personaggi vaticani. Si vuole dare l\u2019impressione che la condanna del 1984 sia ormai superata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i fondamenti di questa teologia? Epurata da concetti marxisti, la Teologia della liberazione pu\u00f2 risolvere i problemi di povert\u00e0 esistenti nel mondo, in particolare nell\u2019America Latina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il tema del dossier, necessariamente conciso, che offriamo ai nostri lettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La condanna del 1984<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo anni di crescenti tensioni, il Vaticano finalmente si pronuncia in merito alla Teologia della liberazione, esprimendo un giudizio negativo largamente interpretato come una condanna. Parliamo della <em>\u00abLibertatis Nuntius. Istruzione su alcuni aspetti della Teologia della liberazione\u00bb<\/em>, emanata il 6 agosto 1984 dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede e firmata dall\u2019allora cardinale Joseph Ratzinger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver affermato che la liberazione \u00e8 un tema cristiano, con fondamenti sia nelle Sacre Scritture che nel Magistero della Chiesa, il documento critica la deturpazione che ne fa la TdL, considerandola esclusivamente nei suoi connotati sociali, politici ed economici. In particolare viene stroncato l\u2019uso dell\u2019analisi marxista, definita \u201cprincipio determinante\u201d della TdL: <em>\u201cQuesta concezione totalizzante impone anche la sua logica e trascina le teologie della liberazione ad accettare un insieme di posizioni incompatibili con la visione cristiana dell&#8217;uomo. In realt\u00e0, il nucleo ideologico, mutuato dal marxismo, al quale ci si riferisce, esercita la funzione di principio determinante\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Istruzione censura poi il sovvertimento del concetto di verit\u00e0, ritenuta dai teologi della liberazione non un valore in s\u00e9 bens\u00ec qualcosa che va verificato nella prassi. <em>\u201cProprio per il ricorso a queste tesi di origine marxista<\/em> \u2014 afferma il documento \u2014 <em>viene messa radicalmente in causa la natura stessa dell\u2019etica. Infatti, nell\u2019ottica della lotta di classe viene implicitamente negato il carattere trascendente della distinzione tra il bene e il male, principio della moralit\u00e0\u201d<\/em>. L\u2019Istruzione vaticana conclude affermando che la TdL <em>\u201csi discosta gravemente dalla fede della Chiesa, anzi, ne costituisce la negazione pratica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salutando l\u2019Istruzione come un passo positivo, il prof. Plinio Corr\u00eaa de Oliveira all\u2019epoca scrive sul maggiore quotidiano brasiliano: <em>\u201c\u00c8 per me un dovere di giustizia esprimere la gioia, la gratitudine e la speranza, per l\u2019arrivo di questo getto d\u2019acqua fresca in mezzo all\u2019incendio. So che molti fratelli nella fede estrinseci alla TFP si astengono da simili sentimenti perch\u00e9 pensano che un solo getto d\u2019acqua non \u00e8 sufficiente per spegnere l\u2019incendio. Anch\u2019io credo che un solo getto non basta. Ma ci\u00f2 non m\u2019impedisce di salutarlo come un beneficio\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019illustre pensatore cattolico chiude l\u2019articolo augurandosi che all\u2019Istruzione seguano altri passi ugualmente positivi: &#8220;<em>Tutto questo costituisce un buon auspicio. Sta nella logica stessa dell\u2019Istruzione il timore per la diffusione degli errori della Teologia della liberazione. Ora, questi errori dilagheranno se non mettiamo ostacoli dottrinali e pratici. \u00c8 nostro dovere sperare che questi ostacoli vengano messi\u201d<\/em> (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, questa speranza \u00e8 stata solo in parte esaudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1).<\/strong> <em>\u201cA mangueira, o desejo e o dever\u201d<\/em>, <em>Folha de S. Paulo<\/em>, 10 dicembre 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">______________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Teologia della liberazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il caso della ex-Pontificia Universit\u00e0 Cattolica del Per\u00f9 solleva, come nello sfondo di un quadro, il problema della cosiddetta Teologia della liberazione, recentemente tornata alla ribalta anche per via di alcune dichiarazioni di alti prelati in Italia. Forse da noi non perfettamente conosciuta, la Teologia della liberazione ha invece avuto un ruolo preponderante nella recente storia latinoamericana. Ecco un dossier che, in modo necessariamente sintetico, vi introdurr\u00e0 nei meandri di questa corrente rivoluzionaria, condannata dal Vaticano nel 1984.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dottrine che poi avrebbero costituito la Teologia della liberazione sono state discusse nel corso di vari incontri internazionali negli anni Sessanta. Tra essi particolarmente emblematico \u00e8 quello tenutosi a Cuba nell\u2019agosto 1965 sotto l\u2019egida di Fidel Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione, gi\u00e0 in uso dal teologo della liberazione uruguaiano Juan Luis Segundo dal 1959, \u00e8 stata sdoganata dal sacerdote peruviano Gustavo Guti\u00e9rrez Merino, ritenuto perci\u00f2 il \u201cpadre fondatore\u201d della corrente, nel corso di un convegno dell\u2019ONIS (<em>Oficina Nacional de Informaci\u00f3n Social<\/em>) a Chimbote, Per\u00f9, nel luglio 1968. Guti\u00e9rrez in pratica, ampli\u00f2 e aggiorn\u00f2 la propria tesi di laurea che, sotto l\u2019egida di Henri de Lubac, aveva presentato alla facolt\u00e0 gesuita di Lyon-Fourvi\u00e8re e ne trasse un libro. Che col titolo <em>\u00abUna Teolog\u00eda de la Liberaci\u00f3n. Perspectivas\u00bb<\/em>, divenne la pietra miliare della corrente. <em>\u201cQuesto libro<\/em> \u2014 commenta Segundo \u2014 <em>\u00e8 stato come un battesimo. Ma il bimbo era gi\u00e0 alquanto cresciuto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo alla vigilia della I Assemblea Generale del CELAM (Conferenza Episcopale Latino Americana) a Medell\u00edn, Colombia, in cui gli esponenti della corrente liberazionista ebbero un ruolo preponderante. La presenza di Papa Paolo VI confer\u00ec ulteriore autorevolezza all\u2019incontro, che da pi\u00f9 parti cominci\u00f2 ad essere chiamato \u201cil Vaticano II della Chiesa latino-americana\u201d che avrebbe attuato una \u201csvolta copernicana\u201d nel continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assise \u00e8 infatti considerata un evento spartiacque nella storia della Chiesa in America Latina, che avrebbe finalmente rotto col suo passato \u201cmedievale\u201d lanciandosi nell\u2019avventura progressista. Al di l\u00e0 del vero tenore dei documenti, lo \u201cspirito di Medell\u00edn\u201d comincia a soffiare fortissimo, spostando vasti settori ecclesiastici sempre pi\u00f9 a sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201868 ecclesiastico si innestava, dunque, in un processo politico rivoluzionario che, sotto l\u2019influsso di Cuba, vedeva un certo numero di paesi latino-americani passare all\u2019orbita sovietica. Nei paesi con governi non comunisti la Teologia della liberazione spingeva invece i cattolici all\u2019opposizione, perfino armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Colombia, per esempio, emulando Camilo Torres Restrepo, un certo numero di sacerdoti si unirono al gruppo guerrigliero ELN (<em>Ej\u00e9rcito de Liberaci\u00f3n Nacional<\/em>), autodefinitosi \u201cmarxista-leninista-cristiano\u201d (sic).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo clima surriscaldato che viene alla luce, nel 1971, il capolavoro di Gustavo Guti\u00e9rrez <em>\u00abUna Teolog\u00eda de la Liberaci\u00f3n. Perspectivas\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cFare teologia\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i cardini di questa teologia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rovesciando il metodo teologico, che parte dalla Rivelazione contenuta nelle Sacre Scritture e nella Tradizione per dedurre principii poi applicati alla realt\u00e0, i teologi della liberazione partivano dall\u2019analisi di situazioni concrete, nella fattispecie le lotte rivoluzionarie in America Latina. <em>\u201cLa teologia della liberazione<\/em> \u2014 dice Guti\u00e9rrez \u2014 <em>\u00e8 un tentativo di comprendere la fede partendo dalla prassi storica concreta, liberatrice e sovversiva, dei poveri di questo mondo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rovesciamento avveniva col seguente raziocinio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014 la Rivelazione pubblica non si \u00e8 conclusa con la morte dell\u2019ultimo Apostolo, bens\u00ec continua lungo la storia e, anzi, nella storia (immanentismo storicista);<br \/>\n\u2014 concretamente, Dio si rivela in quei fenomeni che sono all\u2019avanguardia del processo storico, vale a dire nei movimenti rivoluzionari (socialismo, comunismo), eufemisticamente chiamati \u201cmovimenti di liberazione\u201d;<br \/>\n\u2014 per analizzare questi fenomeni serve uno strumento di analisi politico e sociologico;<br \/>\n\u2014 oggi, il miglior strumento di analisi \u00e8 il marxismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl marxismo, come cornice teorica di tutto il pensiero filosofico contemporaneo non pu\u00f2 essere superato\u201d<\/em>, asseriva P. Gustavo Guti\u00e9rrez. <em>\u201cOggi, per la teologia della liberazione<\/em> \u2014 spiegava a sua volta Luis Alberto Gomes de Souza \u2014 <em>non esiste strumento migliore che il marxismo, che \u00e8 immerso nella praxis della realt\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I teologi della liberazione adottavano quindi l\u2019analisi marxista, la applicavano ai fenomeni sociali e politici, salvo poi spacciare le conclusioni \u2014 ovviamente condizionate dal metodo di analisi \u2014 come \u201cteologia\u201d&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde, la Teologia della liberazione non si presentava come una scuola di pensiero (questo sarebbe un \u201cintellettualismo\u201d assolutamente da rigettare) bens\u00ec come una \u201cpraxis\u201d, e concretamente una praxis rivoluzionaria. <em>\u201cLa teologia della liberazione suppone una situazione rivoluzionaria\u201d,<\/em> spiegava il liberazionista Gregory Baum. <em>\u201cCi\u00f2 che intendiamo per teologia della liberazione \u00e8 il coinvolgimento nel processo rivoluzionario\u201d<\/em>, sentenziava Gustavo Guti\u00e9rrez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 i teologi della liberazione parlano di \u201cfare teologia\u201d, vantando il \u201cprimato della praxis sulla riflessione\u201d, un concetto di chiara derivazione marxista (l\u2019undicesima <em>\u00abTesi su Feuerbach\u00bb<\/em>). <em>\u201cPrima di fare teologia dobbiamo lottare per la liberazion<\/em>e \u2014 scrivono i fratelli Leonardo e Clodovis Boff \u2014 <em>Il primo passo della teologia \u00e8 il coinvolgimento nei processi di liberazione degli oppressi\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La simbiosi col comunismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mossi dal desiderio di \u201cfare teologia\u201d partecipando ai processi di \u201cliberazione\u201d, i seguaci di questa corrente cominciarono a impegnarsi nelle lotte politiche della sinistra, a volte come protagonisti a volte come fiancheggiatori. Non pochi giunsero perfino a partecipare alla lotta armata. La manovra riusciva loro facile, visto che condividevano con Mosca lo stesso scopo: l\u2019instaurazione del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cComunismo e Regno di Dio sulla terra sono la stessa cosa\u201d<\/em>, affermava P. Ernesto Cardenal. <em>\u201cTroviamo i valori del Regno di Dio nel socialismo reale sovietico\u201d<\/em>, rincarava a sua volta fr\u00e0 Leonardo Boff.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Gustavo Guti\u00e9rrez era piuttosto esplicito: <em>\u201cDobbiamo attuare una rivoluzione sociale che rompa lo status quo e introduca la nuova societ\u00e0, la societ\u00e0 socialista\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo il comunismo, che di per s\u00e9 sarebbe rimasto un fenomeno marginale in America Latina, ha visto convergere nelle sue fila masse di cattolici, con l\u2019esplicita o implicita connivenza di non pochi presuli. Rimarr\u00e0 tristemente celebre nella storia, per esempio, la protesta, nel 1985, di ben diciassette vescovi brasiliani contro le misure disciplinari inflitte dal Vaticano nei confronti di Leonardo Boff.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte sua, Mosca apprezzava molto questi \u201ccompagni di viaggio\u201d. A conferma di ci\u00f2 si contano a centinaia gli interventi a loro favore da parte di organi legati al Komintern.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impossibile elencare, nell\u2019angusto spazio di un articolo, i casi di simbiosi fra cattolici e comunisti. Basti menzionare il deciso appoggio della corrente liberazionista alle dittature filo-comuniste dei generali Juan Velasco Alvarado in Per\u00f9 e Juan Jos\u00e9 Torres in Bolivia, nonch\u00e9 al governo marxista di Salvador Allende in Cile. Pi\u00f9 recentemente, appoggiano Hugo Ch\u00e1vez in Venezuela, Evo Morales in Bolivia e Rafael Correa in Ecuador.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non furono pochi coloro che giunsero alla lotta armata. \u00c8 nota, per esempio, la partecipazione di cattolici nel MIR (<em>Movimiento de izquierda revolucionaria<\/em>) in Cile, nell\u2019ELN (<em>Ej\u00e9rcito de liberaci\u00f3n nacional<\/em>) in Colombia, nei Tupamaros (<em>Movimiento de liberaci\u00f3n nacional<\/em>) in Uruguay, nell\u2019ALN (<em>Alian\u00e7a libertadora nacional<\/em>) in Brasile, e via dicendo. Ma forse il caso paradigmatico \u00e8 costituito dalla massiccia partecipazione di cattolici provenienti dalle comunit\u00e0 ecclesiali di base nella guerriglia sandinista, in Nicaragua, che nel 1979 ha rovesciato il governo instaurando una dittatura filo-sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo sandinista era sostenuto da alcuni vescovi. Uno di loro, mons. Pedro Casald\u00e1liga, vescovo di S\u00e3o F\u00e9lix do Araguaia, in Brasile, partecipando ad una riunione con guerriglieri sandinisti non esit\u00f2 ad indossare la loro divisa militare, dichiarando: <em>\u201cVestito da guerrigliero mi sento parato da sacerdote. La guerriglia e la Messa sono la stessa celebrazione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo era appoggiato dal cardinale di San Paolo, Paulo Evaristo Arns, che incitava i cattolici brasiliani a trascorrere periodi di addestramento per la guerriglia in Nicaragua<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Liturgia e rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 febbraio 1980 si tenne nel teatro della Pontificia Universit\u00e0 Cattolica di San Paolo, Brasile, una \u201cserata guerrigliera\u201d, sotto l\u2019alto patrocinio del cardinale Paulo Evaristo Arns, arcivescovo di San Paolo (1). L\u2019incontro faceva parte del <em>IV Congreso Internacional Ecumenico de Teologia<\/em>, al quale parteciparono 160 vescovi, sacerdoti, suore e laici impegnati nel movimento della Teologia della liberazione in America Latina. Il peruviano Gustavo Guti\u00e9rrez fu uno dei relatori principali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ospiti d\u2019onore alla serata erano guerriglieri \u201csandinisti\u201d, con a capo il presidente del Nicaragua Daniel Ortega, accompagnati da P. Uriel Molina, presentato come \u201ccappellano della guerriglia\u201d. I sandinisti avevano appena preso il potere in Nicaragua, dopo una sanguinosa guerra civile, e volevano insegnare ai cattolici latino-americani la formula di tale successo, affinch\u00e9 potessero replicarlo nei loro rispettivi paesi. Era un aperto incitamento alla lotta armata.\u00a0Il clima era di rovente entusiasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al culmine della serata, l\u2019avvocato Idibal Piveta present\u00f2 una divisa militare da guerrigliero a mons. Pedro Casald\u00e1liga, vescovo di S\u00e3o F\u00e9lix do Araguaia, Brasile. Indossandola, il prelato entr\u00f2 in una sorta di \u201cestasi\u201d, dichiarando: <em>\u201cVorrei ringraziare questo sacramento di liberazione che ricevo con i fatti e, se ce ne fosse bisogno, anche col sangue! Vestito da guerrigliero io mi sento come parato da sacerdote. La guerriglia e la Messa sono la stessa celebrazione che ci spinge verso la stessa speranza. Dobbiamo testimoniare il nostro impegno fino alla morte!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Casaldaliga, per\u00f2, contava su appoggi altolocati. Tre anni prima, tornando da Roma e rispondendo alle critiche dei cattolici brasiliani nei confronti del vescovo progressista, il cardinale Paulo Evaristo Arns aveva infatti dichiarato: <em>\u201cHo sentito dallo stesso Paolo VI che toccare mons. Pedro Casaldaliga \u00e8 come toccare il Papa\u201d<\/em> (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1).<\/strong> <em>\u201cNa Noite Sandinista, o incitamento \u00e0 guerrilha dirigido por sandinistas \u2018cristaos\u2019 \u00e0 esquerda catolica no Brasil e na America Espanhola\u201d<\/em>, in <em>Catolicismo<\/em>, luglio-agosto 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2).<\/strong> <em>O S\u00e3o Paulo<\/em>, 6-01-76<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">____________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Una Madonna socialista?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver creato una nuova cristologia (Ges\u00f9 il leader rivoluzionario della Galilea, il liberatore politico del suo popolo), la Tdl crea una nuova mariologia. La Madonna \u00e8 vista come una militante rivoluzionaria che si ribella al sistema oppressore che ha ammazzato suo Figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Madonna della Tdl \u00e8 una rivoluzionaria che \u201cdisperde i superbi\u201d e \u201crovescia i potenti dai troni\u201d. Ella viene identificata come una leader nelle lotte politiche per la liberazione. Per esempio, parlando della Madonna di Guadalupe, il teologo della liberazione messicano Andr\u00e9s Guerrero scrive: <em>\u201cGuadalupe \u00e8 un simbolo che apre per noi, messicani, una nuova visione storica. Politicamente, Guadalupe \u00e8 dalla parte degli oppressi. Economicamente, Guadalupe \u00e8 contro il capitalismo. La Madonna di Guadalupe appoggia un governo socialista. Teologicamente, \u00e8 la promessa del nuovo socialismo che sorger\u00e0 dalla nostra esperienza di liberazione\u201d<\/em>. \u00a0(Andr\u00e9s M. Guerrero, <em>\u00abA Chicano Theology\u00bb<\/em>, Orbis Books, New York, 1987, p. 142.)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">__________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Un nuovo concetto di verit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Teologia della liberazione non si presenta come una scuola di pensiero bens\u00ec come una \u201cpraxis\u201d, nel senso marxista del termine, cio\u00e8 un\u2019attivit\u00e0 tesa a trasformare la realt\u00e0 (1). <em>\u201cCi\u00f2 che noi intendiamo per praxis \u00e8 l\u2019azione di trasformazione storica\u201d<\/em> spiega Gustavo Guti\u00e9rrez (2). Questo implica un nuovo concetto di verit\u00e0, non pi\u00f9 intesa come ortodossia, ma come ortoprassi.<\/p>\n<p>Secondo la dottrina cattolica, dal punto di vista teologico la Verit\u00e0 \u00e8 lo stesso Dio; dal punto di vista filosofico \u00e8 <em>adaequatio intellectus et rei<\/em>; dal punto di vista morale \u00e8 la virt\u00f9 della veracit\u00e0, sincerit\u00e0 o franchezza (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marxismo realizza una \u201crottura epistemologica\u201d illustrata nell\u2019undicesima <em>\u00abTesi su Feuerbach\u00bb<\/em> di Marx: <em>\u201cFinora i filosofi hanno cercato di spiegare la realt\u00e0. Adesso devono cominciare a cambiarla\u201d<\/em>. Nella seconda Tesi afferma Marx: <em>\u201cLa questione se al pensiero umano appartenga una verit\u00e0 oggettiva non \u00e8 una questione teoretica, ma pratica. \u00c8 nella prassi che l\u2019uomo deve dimostrare la verit\u00e0, cio\u00e8 la realt\u00e0 e il potere, il carattere immanente del suo pensiero\u201d<\/em> (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio questo il senso adottato dalla Tdl. <em>\u201cLa nozione di verit\u00e0<\/em> \u2014 scrive il teologo della liberazione Hugo Assman \u2014 <em>si identifica con la nozione di praxis efficace. (&#8230;) Noi concepiamo la fede come praxis\u201d<\/em> (5). <em>\u201cIl criterio per una teologia vera<\/em> \u2014 ribadisce Juan Luis Segundo \u2014 <em>non consiste in un\u2019ortodossia elaborata dalla stessa teologia, ma nell\u2019efficacia concreta, reale, materiale della liberazione storica\u201d<\/em> (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la Tdl, la salvezza eterna non dipende dall\u2019assenso alle verit\u00e0 della Fede e dalla conseguente pratica delle virt\u00f9 cristiane, bens\u00ec dall\u2019efficacia della praxis rivoluzionaria. <em>\u201cLa verit\u00e0 che \u00e8 pensata non ci salver\u00e0<\/em> \u2014 scrive Fr\u00e0 Leonardo Boff \u2014 <em>bens\u00ec la verit\u00e0 che \u00e8 fatta e realizzata nella praxis\u201d <\/em>(7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1).<\/strong> Cfr. Ernesto Mascitelli, a cura di, <em>\u00abDizionario dei termini Marxisti\u00bb<\/em>, Vangelista, Milano, 1977, pp. 261-262.<br \/>\n<strong>2).<\/strong> Gustavo Guti\u00e9rrez, <em>Statement<\/em>. In Sergio Torres &amp; John Eagleson, a cura di, <em>\u00abTheology in the Americas\u00bb<\/em>, Orbis Books, New York, 1976, p. 320.<br \/>\n<strong>3).<\/strong> A. Michel, <em>\u201cVerit\u00e9\u201d<\/em>, <em>\u00abDictionnaire de Th\u00e9ologie Catholique\u00bb<\/em>, XV, col. 2683.<br \/>\n<strong>4).<\/strong> Pedrag Vranicki, <em>\u00abGeschichte des Marxismus\u00bb<\/em>, Suhrkamp Verlag, Frankfurt, 1972, pp. 123-124.<br \/>\n<strong>5).<\/strong> Hugo Assman, <em>\u00abOpresi\u00f3n-Liberaci\u00f3n. <\/em><em>Desaf\u00edo a los Cristianos\u00bb<\/em>, Tierra Nueva, Montevideo, 1971, p. 90.<br \/>\n<strong>6).<\/strong> Juan Luis Segundo, <em>Statement<\/em>. In Sergio Torres &amp; John Eagleson, a cura di, <em>\u00abTheology in the Americas\u00bb<\/em>, p. 281.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>7).<\/strong> Leonardo Boff, O.F.M., <em>\u00abQu\u00e9 es hacer teolog\u00eda desde Am\u00e9rica Latina\u00bb<\/em>, p. 140. Citato in Roberto Jim\u00e9nez, <em>\u00abTeolog\u00eda de la liberaci\u00f3n, proyecto hist\u00f3rico y tres de sus conceptos claves\u00bb<\/em>, \u00a0p. 74.<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">__________________________<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Difesa dei poveri? Solo di quelli \u201cin lotta\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I teologi della liberazione affermano di voler difendere i poveri. Anzi, tutta la loro teologia avrebbe i poveri come origine, come soggetto e come destinatario. <em>\u201cLa storia di Dio passa necessariamente per i poveri<\/em> \u2014 scrive il teologo gesuita spagnolo Jon Sobrino \u2014 <em>Lo spirito di Ges\u00f9 si incarna storicamente nei poveri (&#8230;) I poveri sono il vero locus teologicus per la comprensione della verit\u00e0 e della praxis cristiana\u201d<\/em> (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLocus theologicus\u201d<\/em>, espressione coniata nel secolo XVI dal teologo dominicano spagnolo Melchior Cano (2), vuol dire fonte o sorgente della teologia. Sdegnando la Rivelazione e la Tradizione come fonti della teologia, i teologi della liberazione si concentrano quasi esclusivamente sui \u201cpoveri\u201d, perfino conferendo loro ci\u00f2 che l\u2019uruguaiano Juan Luis Segundo definiva pomposamente \u201cil privilegio ermeneutico dei poveri in lotta\u201d (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gi\u00e0 questa espressione ci dovrebbe mettere la pulce nell\u2019orecchio. Non si tratta semplicemente dei poveri, ma dei \u201cpoveri in lotta\u201d. <em>\u201cLa teologia della liberazione<\/em> \u2014 secondo Gustavo Guti\u00e9rrez \u2014 <em>\u00e8 un tentativo di comprendere la fede dall\u2019interno della praxis concreta, storica, liberatrice e sovversiva dei poveri di questo mondo, delle classi oppresse, dei gruppi etnici disprezzati, delle culture emarginate\u201d<\/em> (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, i \u201cpoveri\u201d \u2014 ossia qualunque categoria sia ritenuta \u201coppressa\u201d, \u201cdisprezzata\u201d o \u201cemarginata\u201d \u2014 sono il <em>locus theologicus<\/em> della Teologia della liberazione solo quando coinvolti in una \u201cpraxis storica sovversiva\u201d, cio\u00e8 quando agiscono come agenti delle trasformazioni rivoluzionarie, sia per le vie pacifiche sia per quelle della violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi pi\u00f9 attenta rivela come, per i teologi della liberazione, il vero <em>locus theologicus<\/em> non siano tanto i poveri quanto gli agenti rivoluzionari. <em>\u201cLa praxis della liberazione \u00e8 il luogo privilegiato della nostra riflessione\u201d<\/em>, ammetteva il teologo italiano recentemente scomparso Giulio Girardi (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa succede, invece, quando il \u201cpovero\u201d si comporta in maniera conservatrice, cio\u00e8 quando non vuole fare il rivoluzionario? Ebbene, perde il suo \u201cprivilegio ermeneutico\u201d&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cUna delle esperienze pi\u00f9 sconvolgenti<\/em> \u2014 si lamentava Girardi \u2014 <em>\u00e8 quando la liberazione \u00e8 reputata impossibile dallo stesso popolo, dalle stesse classi lavoratrici che, secondo la nostra prospettiva, dovrebbero invece essere l\u2019asse delle trasformazioni\u201d<\/em> (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo non scoraggia minimamente i teologi della liberazione. Con i poveri, senza i poveri, o anche contro i poveri, loro continuano imperterriti. <em>\u201cPerseguire l\u2019utopia popolare<\/em> \u2014 continuava Girardi \u2014 <em>significa, e questo \u00e8 forse l\u2019aspetto pi\u00f9 drammatico, darsi alla causa popolare senza contare sull\u2019appoggio, e nemmeno sul riconoscimento del popolo. (&#8230;) \u00c8 come sentirsi straniero nel proprio ambiente\u201d<\/em> (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i \u201cpoveri\u201d non sono \u201cin lotta\u201d, bisogna addirittura diffidare di loro. <em>\u201cConcordo con Juan Luis Segundo che il teologo della liberazione deve essere molto critico riguardo alle aspirazioni dei poveri<\/em> \u2014 ammetteva P. Alfred Hennelly \u2014 <em>Nei miei anni nel Terzo Mondo ho avuto ampia, direi quotidiana, esperienza di quanto i poveri interiorizzino le credenze dei loro oppressori, e della profondit\u00e0 e tenacit\u00e0 con la quale difendono queste credenze\u201d <\/em>(8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi il vero volto dei teologi della liberazione: stranieri nel proprio ambiente. Vale a dire, non paladini dei poveri e interpreti delle loro aspirazioni, bens\u00ec incuranti del loro sostegno, perfino sdegnosi nei loro confronti, e impegnati invece in una lotta ideologica per l\u2019instaurazione dell\u2019utopia socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1).<\/strong> Jon Sobrino, <em>\u00abResurrei\u00e7\u00e3o da verdadeira Igreja. Os pobres, lugar teologico da eclesiologia\u00bb<\/em>, Edi\u00e7\u00f5es Loiola, San Paolo, 1982, p. 102.<br \/>\n<strong>2).<\/strong> Melchior Cano, O.P., <em>\u00abDe locis theologicis\u00bb<\/em>, Salamanca, 1562. L\u2019opera aveva un chiaro intuito innovatore, in quanto apriva la porta alla storicizzazione della teologia. Sconfessato dalle autorit\u00e0 ecclesiastiche, Cano fu nominato vescovo nelle lontane isole Canarie. Cfr. Miguel Nicolau, S.J., <em>\u00abSacrae Theologiae Summa\u00bb<\/em>, pp. 20-22.<br \/>\n<strong>3).<\/strong> Juan Luis Segundo, <em>\u00abThe liberation of theology\u00bb<\/em>, Orbis Books, New York, 1976.<br \/>\n<strong>4).<\/strong> Gustavo Guti\u00e9rrez, <em>\u00abThe Power of the Poor in History\u00bb<\/em>, Orbis Books, New York, 1983, p. 37.<br \/>\n<strong>5).<\/strong> Giulio Girardi, <em>\u201cPossibilit\u00e0 di una teologia europea della liberazione\u201d<\/em>, in <em>IDOC Internazionale<\/em>, Roma, 1983, I, p. 41.<br \/>\n<strong>6).<\/strong> Giulio Girardi, intervento <em>\u201cUtop\u00eda popular y esperanza cristiana\u201d<\/em>, VIII Congreso de Teolog\u00eda, Madrid, 11 settembre 1988. Dalla registrazione magnetofonica. Archivio TFP.<br \/>\n<strong>7).<\/strong> Ibid., versione scritta. Giulio Girardi, <em>\u201cUtop\u00eda popular y esperanza cristiana\u201d<\/em>, in Jos\u00e9 Mar\u00eda Gonz\u00e1les Faus, <em>\u00abUtop\u00eda y profetismo\u00bb<\/em>, Evangelio y Liberaci\u00f3n, Madrid, 1989, p. 104.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>8).<\/strong> Alfred Hennelly, S.J., \u00ab<em>Theology for a Liberating Church. The New Praxis of Freedom\u00bb<\/em>, Georgetown University Press, Washington, D.C., 1989, pp. 64-65.<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">_____________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sviluppo e ricchezza? No, rivoluzione e povert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 grande incongruenza della Teologia della liberazione \u00e8 forse la sua sfacciata apologia della povert\u00e0 come ideale sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0\u201cVergogna del nostro tempo\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secolo XX si sono confrontati due sistemi socio-economici. Uno fondato sulla propriet\u00e0 privata, il libero mercato e lo sviluppo; l\u2019altro sulla loro negazione. Per ci\u00f2 che riguarda il benessere materiale, bisogna ammettere che la storia ha dato retta al primo. Mentre l\u2019Occidente conquistava il pi\u00f9 alto livello economico e tecnologico mai raggiunto da una societ\u00e0 nella storia, il mondo comunista sprofondava invece in uno squallore tale da indurre il cardinale Ratzinger a definirlo senz\u2019alcuna esitazione: \u201cvergogna del nostro tempo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fallimento del socialismo reale nell\u2019Est era cos\u00ec palese che nemmeno i suoi massimi leader riuscivano a nasconderlo. <em>\u201cPrima o poi l\u2019URSS sarebbe finita <\/em>\u2014 dichiarava Mikhail Gorbaciov \u2014 <em>Era impossibile continuare a vivere in quel modo. Stavamo diventando sempre pi\u00f9 deboli nei confronti dell\u2019Occidente. Il Paese non si sviluppava e c\u2019era un enorme malcontento. Cos\u00ec l\u2019URSS non sarebbe durata pi\u00f9 di vent\u2019anni\u201d<\/em> (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto a Cuba \u2014 l\u2019URSS tropicale \u2014 il salario medio oggi \u00e8 ancora di soli US$ 18,00 al mese, il pi\u00f9 basso dell\u2019America Latina, \u201cinsufficiente per soddisfare i bisogni pi\u00f9 elementari della popolazione\u201d, come ha dovuto concedere il presidente Ra\u00fal Castro in un recente discorso all\u2019Asamblea Nacional. Eppure \u2014 oh mistero! \u2014 proprio la \u201cvergogna del nostro tempo\u201d viene presentata dai teologi della liberazione come modello per l\u2019America Latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1985, un trio di teologi della liberazione \u2014 i fratelli Leonardo e Clodovis Boff, insieme al dominicano Fr\u00e0 Beto \u2014 si recarono a Cuba. Le impressioni sul regime di Fidel Castro sono riportate, sinteticamente, in una insolita <em>\u00abLettera teologica su Cuba\u00bb<\/em>, scritta da Fr\u00e0 Clodovis. <em>\u201cAnche se la presenza della Chiesa \u00e8 molto debole<\/em> \u2014 il teologo commentava \u2014 <em>quella del Regno \u00e8, invece, molto forte. (&#8230;) Il Regno di Dio \u00e8 scritto nelle strutture cubane\u201d<\/em> (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non potendo negare l\u2019estrema povert\u00e0 in cui versava l\u2019antica \u201cPerla delle Antille\u201d, Fr\u00e0 Clodovis cerc\u00f2 di conferirgli un carattere spirituale: <em>\u201cC\u2019\u00e8 una grande sobriet\u00e0 e austerit\u00e0. Mi \u00e8 piaciuta la vita ridotta all\u2019essenziale. Per me l\u2019austerit\u00e0 \u00e8 un ideale di vita sociale. (&#8230;) Cuba mi \u00e8 sembrata un\u2019immensa comunit\u00e0 di religiosi che vivono la povert\u00e0 evangelica\u201d<\/em> (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla <em>\u00abLettera teologica su Cuba\u00bb<\/em> fece seguito una non meno insolita <em>\u00abLettera teologica sull\u2019URSS\u00bb<\/em>, frutto di un viaggio compiuto nell\u2019Unione Sovietica nel 1987. E anche qui, i teologi della liberazione notarono i \u201cvalori del Regno\u201d: <em>\u201cTroviamo valori del Regno nel socialismo reale sovietico. (&#8230;) Lo Spirito Santo mostra la sua presenza nei processi rivoluzionari di liberazione, come la rivoluzione bolscevica del 1917\u201d<\/em>. E sottolinearono anche la povert\u00e0: <em>\u201c\u00c8 impossibile non paragonare l\u2019Unione Sovietica a un immenso convento, dove le persone vivono una vita sobria\u201d<\/em> (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curioso: quando la povert\u00e0 \u00e8 causata dal socialismo, i teologi della liberazione vi scorgono i \u201cvalori del Regno\u201d. Quando, invece, \u00e8 causata dal libero mercato, diventa un\u2019\u201coppressione\u201d dalla quale bisogna \u201cliberarsi\u201d&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Opzione preferenziale per la povert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre 1990 si tenne a Madrid il <em>X Congreso Internacional de Teolog\u00eda<\/em>, organizzato dall\u2019<em>Asociaci\u00f3n de Te\u00f3logos Juan XXIII<\/em>. Tema: il futuro della Teologia della liberazione di fronte al crollo del socialismo reale. Dopo aver registrato il \u201cprofondo fallimento del socialismo reale nei Paesi del centro e dell\u2019est europeo\u201d, il Mensaje Final affermava: \u201cQuesto configura per noi una sfida: andare oltre il socialismo\u201d. Per superare il fallimento del socialismo reale, loro tanto caro, i teologi della liberazione proponevano nientedimeno che una \u201csociet\u00e0 orientata dal principio di povert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si trattava pi\u00f9 di criticare la societ\u00e0 capitalista perch\u00e9 non realizza in modo adeguato l\u2019ideale di progresso e di benessere materiale, o perch\u00e9 lo realizza soltanto in beneficio di pochi; non si trattava pi\u00f9 di fare un\u2019opzione preferenziale per i poveri, nel senso di innalzarli, permettendogli quindi di partecipare al banchetto dell\u2019abbondanza; non si trattava pi\u00f9 di criticare gli eccessi del lusso o del consumismo. Si trattava di fare una critica alla ricchezza, all\u2019abbondanza e al consumo in quanto tali, ritenuti \u201calienanti\u201d e \u201cfalsanti\u201d della persona umana. Non era pi\u00f9 un&#8217;opzione per i poveri, bens\u00ec per la povert\u00e0.<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em><em>\u201cNel mondo di oggi<\/em> \u2014 spiegava il teologo spagnolo Jon Sobrino \u2014 <em>si impone non pi\u00f9 un\u2019opzione fra ricchi e poveri, ma fra due principi contrastanti: quello della ricchezza e quello della povert\u00e0. Noi dobbiamo fare un\u2019opzione per la povert\u00e0, dobbiamo assumere il principio della povert\u00e0 come fondamento di tutto\u201d. E concludeva proponendo \u201cuna societ\u00e0 austera, oltre il consumo\u201d<\/em> (5). La relazione pi\u00f9 applaudita fu, senza dubbio, quella di Suor Mari Conchi Puy, delle Piccole Sorelle di Charles di Foucauld, che proclam\u00f2 come ideale sociale <em>\u201cuna povert\u00e0 totale (&#8230;) unica alternativa alla societ\u00e0 di consumo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu compito di Alberto Gir\u00e1ldez, nella relazione conclusiva del convegno, esporre senza veli la meta dei teologi della liberazione: <em>\u201cIl Regno di Dio si realizza solo in una societ\u00e0 assolutamente carente di denaro. (&#8230;) Una societ\u00e0 nella quale non esista il bench\u00e9 minimo scambio economico\u201d<\/em>. Una siffatta societ\u00e0 presuppone <em>\u201cun cambio radicale di mentalit\u00e0, perfino dei nostri neuroni\u201d<\/em>. All\u2019idea di \u201cpropriet\u00e0-usufrutto\u201d si deve sostituire quella di \u201cautogestione comunitaria\u201d. Solo questa societ\u00e0 \u201cporter\u00e0 quella libert\u00e0 cui noi tutti aneliamo\u201d. Gir\u00e1ldez concludeva proponendo come modello le <em>\u201cgrandi trib\u00f9 (&#8230;) dove tutto \u00e8 di tutti\u201d<\/em> (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Difesa della dittatura e della povert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale incontrollata bramosia di rivoluzione e di povert\u00e0 potrebbe spiegare due vistose contraddizioni nei teologi della liberazione. Si proclamano difensori della libert\u00e0, ma appoggiano con entusiasmo dittature militari, a patto che siano comuniste. Si proclamano paladini dei poveri, ma si ostinano a rifiutare un sistema economico che si \u00e8 dimostrato capace di produrre un ampio benessere materiale, proponendo invece un sistema fallimentare, che ha provocato unicamente inopia e oppressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potendo scegliere lo sviluppo e la ricchezza, scelgono al contrario la rivoluzione e la povert\u00e0. <em>\u201cParliamo di rivoluzione, non di riforma; di liberazione, non di sviluppo; di socialismo, non di modernizzazione\u201d<\/em>, scrive Gustavo Guti\u00e9rrez (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi attenta dell\u2019America Latina \u2014 paese per paese \u2014 mostra chiaramente che, laddove sono state applicate le politiche proposte dai teologi della liberazione, il risultato \u00e8 stato un notevole aumento della povert\u00e0 e del malcontento. Laddove, invece, sono state applicate le politiche socio-economiche da essi aborrite, il risultato \u00e8 stato un generale incremento nel benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor oggi, nei regimi socialisti affini agli ideali dei teologi della liberazione \u2014 Venezuela, Bolivia, Ecuador, ecc. (8) \u2014 la situazione sociale ed economica \u00e8 sempre pi\u00f9 cupa. Laddove, invece, si applicano politiche opposte \u2014 Cile, Per\u00f9, Colombia, ecc. \u2014 l\u2019economia vola, e con essa tutti gli indicatori sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo per l\u2019appunto un caso: il Per\u00f9, la patria di P. Gustavo Guti\u00e9rrez, il \u201cpadre\u201d della Teologia della liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3 ottobre 1968, un colpo militare condotto dal generale Juan Velasco Alvarado (1910-1977) rovesciava il governo democratico di Fernando Bela\u00fande, instaurando una dittatura militare di carattere \u201crivoluzionario, socialista e nazionalista\u201d, secondo quanto dichiarato da Velasco in uno dei suoi primi discorsi. Il nuovo Regime militare intraprese un ambizioso piano per sovvertire il Paese fino alle fondamenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre una legge per la riforma agraria liquidava la propriet\u00e0 rurale, trasferendola nelle mani di cooperative ispirate ai kolchoz sovietici, una legge per le industrie ne stabiliva l\u2019autogestione e una legge per l\u2019educazione imponeva un curriculum unico dettato dal Governo. Per soffocare qualsiasi voce discordante, una legge per i media espropriava tutti i mezzi di comunicazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato non si fece aspettare. Mentre le carceri si riempivano di oppositori politici, gli scaffali dei supermercati si svuotavano. Chi pu\u00f2 dimenticare le lunghe attese per ottenere mezzo chilo di zucchero o di riso? Per quindici giorni al mese c\u2019era il divieto di mangiare carne. Con la proibizione delle importazioni, sparirono dal mercato i prodotti di qualit\u00e0 e il tenore di vita si abbass\u00f2 vistosamente. Il Paese entr\u00f2 in uno stato di prostrazione economica e psicologica dal quale non si risollever\u00e0 per molti anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fiore all\u2019occhiello del Regime era, senza dubbio, la Riforma agraria, fatta per demolire l\u2019odiata classe dei proprietari terrieri. Proprio questa riforma si trasform\u00f2, in poco tempo, nel suo peggiore fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esaustivo studio condotto nel 1980 dall\u2019<em>Instituto de Estudios Peruanos<\/em>, di orientamento marxista e, quindi, per niente sospetto di partito preso contro il Regime, rivelava: <em>\u201cDieci anni dopo, il programma di riforma agraria era gi\u00e0 paralizzato\u201d<\/em>. Il 68% delle cooperative rurali si erano praticamente sciolte. Tra quelle ancora funzionanti, il 78% mostravano \u201cgravi problemi strutturali\u201d. Il 47% non mantenevano nemmeno una contabilit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cooperative di produzione di zucchero, <em>\u201cdalle quali, visto il loro grande sviluppo prima della riforma agraria, si aspettavano risultati positivi\u201d<\/em>, hanno visto invece i loro bilanci crollare: 1.659 milioni di deficit nel 1976; 2.758 milioni nel 1977; fino a superare i 3.000 milioni nel 1978. Insomma, un disastro (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento della Teologia della liberazione spicca il volo proprio negli anni della dittatura filo-comunista di Velasco Alvarado, come espressione dell\u2019appoggio dei catto-comunisti al processo rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nemmeno dopo il \u201climazo\u201d del febbraio 1975, quando la dittatura soffoc\u00f2 nel sangue una protesta popolare, causando 86 morti, 155 feriti e 1012 incarcerati, il sostegno dei teologi della liberazione venne meno. Anzi, la dittatura militare difendeva Gustavo Guti\u00e9rrez, ritenuto uno dei suoi sostenitori chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 degli anni 1990, col varo di una nuova Costituzione, il Per\u00f9 riusc\u00ec finalmente a esorcizzare i demoni del socialismo velaschista, riprendendo quindi le vie dello sviluppo. I risultati sono l\u00ec per chiunque voglia vederli. In meno di due decenni, il reddito pro capite \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato, la povert\u00e0 si \u00e8 dimezzata e la distribuzione della ricchezza \u00e8 molto migliorata. Il grande beneficiario \u00e8 stato il popolo. Quello stesso popolo che i teologi della liberazione vorrebbero ricacciare nelle grinfie della miseria socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1).<\/strong> <em>El Mercurio<\/em>, Santiago, 8 dicembre 2006.<br \/>\n<strong>2).<\/strong> Clodovis Boff, <em>\u00abCarta Teol\u00f3gica Sobre Cuba\u00bb<\/em>, CEPIS, San Paolo, 1987, pp. 62-63.<br \/>\n<strong>3).<\/strong> Ibid., p. 5-6.<br \/>\n<strong>4).<\/strong> Leonardo Boff,<em> \u201cO Socialismo Como Desafio Teol\u00f3gico\u201d<\/em>, in <em>Revista de Cultura Vozes<\/em> (Brazil), No. 6, Nov.-Dec. 1988, pp. 52-53. Clodovis Boff, <em>\u201cCarta Teol\u00f3gica sobre a URSS\u201d<\/em>, in <em>Revista de Cultura Vozes<\/em>, Nov\/Dez 1987, n\u00ba 6, p. 13.<br \/>\n<strong>5).<\/strong> Cfr. Julio Loredo, <em>\u201cApolog\u00eda de la pobreza en el X Congreso de Teolog\u00eda\u201d<\/em>, <em>Covadonga Informa<\/em>, Madrid, febbraio 1991.<br \/>\n<strong>6).<\/strong> Ibid.<br \/>\n<strong>7).<\/strong> Gustavo Guti\u00e9rrez, <em>\u00abThe Power of the poor in history\u00bb<\/em>, p. 45.<br \/>\n<strong>8).<\/strong> Il caso del Brasile \u00e8 sui generis. Governato da presidenti della sinistra, prima Luiz In\u00e1cio da Silva (Lula) e adesso Dilma Rousseff, si \u00e8 tuttavia scelto di seguire politiche economiche liberiste che hanno proiettato il Paese come potenza emergente.<br \/>\n<strong>9).<\/strong> Jos\u00e9 Matos Mar &amp; Jos\u00e9 Manuel Mej\u00eda, <em>\u00abLa reforma agraria en el Per\u00fa\u00bb<\/em>, Instituto de Estudios Peruanos, Lima, 1980, p. 338.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5218\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivista Tradizione Famiglia Propriet\u00e0, ottobre 2012 Con l\u2019aggravarsi della crisi in Occidente, questo fantasma del passato sembra voler risorgere dai morti. 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