{"id":5116,"date":"2012-06-27T00:00:00","date_gmt":"2012-06-26T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-02-03T11:47:17","modified_gmt":"2016-02-03T10:47:17","slug":"stato-moderno-crisi-della-sovranit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/stato-moderno-crisi-della-sovranit\/","title":{"rendered":"Stato moderno crisi della sovranit&agrave;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/sovranit\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30168\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/sovranit\u00e0.jpg\" alt=\"sovranit\u00e0\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Studi Cattolici<\/strong> n. 615 Maggio 2012<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alessandro Catelani, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all&#8217;Universit\u00e0 di Siena, analizza criticamente l&#8217;idea che l&#8217;abolizione della sovranit\u00e0 sia indispensabile per garantire la pace fra le Nazioni e la tutela dei diritti umani, sottolineando come la sovranit\u00e0 non sia assenza di limiti e di regole, ma significhi che l&#8217;ordinamento statale si pone in posizione di parit\u00e0 rispetto agli altri Stati e perci\u00f2 ogni limitazione non pu\u00f2 essergli imposta che con il suo consenso. Tutti gli Stati moderni liberi e democratici sono sovrani e nello stesso tempo riconoscono i diritti inviolabili dell&#8217;uomo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Inoltre, i rapporti tra i popoli mostrano che soltanto il rispetto dell&#8217;identit\u00e0 culturale di ciascuno di essi, attraverso il riconoscimento della loro sovranit\u00e0, pu\u00f2 garantire la pace fra le Nazioni. Per questo lo studioso non crede che l&#8217;Unione politica europea possa realizzarsi a immagine degli Usa, perch\u00e9 questi rappresentano un&#8217;unica Nazione, mentre in Europa esiste una civilt\u00e0 europea, ma non un&#8217;unica Nazione, sicch\u00e9 un livellamento nell&#8217;unit\u00e0 violerebbe l&#8217;identit\u00e0 culturale di ciascuna Nazione, quale deve essere fatta valere attraverso la sua sovranit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Infine, non \u00e8 dimostrabile che ci\u00f2 che viene deciso a livello sopranazionale sia necessariamente pi\u00f9 attendibile di ogni decisione adottata all&#8217;interno dei singoli Stati, dato che \u00e8 pur sempre opera umana. Per i diritti umani, pertanto, devono essere rispettate le decisioni dei singoli Stati democratici, nei cui confronti ogni interferenza contrasta con i diritti all&#8217;autodeterminazione<\/em> <em>delle loro popolazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Alessandro Cateani<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una delle caratteristiche fondamentali dello Stato moderno \u00e8 quella di essere limitato nella sua sovranit\u00e0. La sovranit\u00e0 degli Stati da tempo si \u00e8 andata sempre pi\u00f9 restringendo, ed \u00e8 oggetto di vivaci contestazioni e di interventi che tendono ad annullarla completamente. L&#8217;assolutezza dei poteri statali \u00e8 ormai temperata da una serie di limiti che la condizionano in maniera decisiva.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello internazionale \u2014 e per quello che riguarda l&#8217;Europa, comunitario \u2014 le limitazioni sono talmente intense da far apparire a molti come ormai imminente la fine stessa dell&#8217;organizzazione statale, almeno cos\u00ec come tradizionalmente intesa, in quanto basata sulla sovranit\u00e0. Quello che resta della sovranit\u00e0 statale non sarebbe che un retaggio del passato, destinato ben presto a scomparire, per lasciare il posto a una societ\u00e0 multietnica dominata dalle organizzazioni internazionali, senza confini di territorio n\u00e9 di Nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi della sovranit\u00e0 non sarebbe che una pri ma tappa di un processo irreversibile di estinzione. Ci si deve pertanto chiedere quanto questa tendenza sia destinata ad accentuarsi, ovvero se vi siano degli ostacoli insuperabili alla sua affermazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ritiene assai spesso che l&#8217;abolizione della sovranit\u00e0 sia indispensabile per garantire la pace fra le Nazioni, cos\u00ec come per tutelare in tutto il mondo i diritti umani. L&#8217;abolizione della sovranit\u00e0 si identificherebbe con la creazione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 equa, da costruire per un futuro migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve obiettare a questo comune modo di vedere che la sovranit\u00e0 non si identifica con il diritto di opprimere altri Stati, perch\u00e9 esiste, nel periodo storico in cui viviamo, un complesso di norme che mirano a garantire la pace tra i popoli e a tutelare i diritti umani di ogni persona e che sono universalmente accettate; cos\u00ec che \u00e8 solo la loro violazione che pu\u00f2 consentire eventuali abusi. Considerare come attuale un&#8217;identificazione della sovranit\u00e0 con la violenza e la sopraffazione sarebbe giuridicamente e storicamente errato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legalit\u00e0 nei rapporti internazionali non solo coesiste, ma anzi presuppone, il riconoscimento della sovranit\u00e0. Questo \u00e8 stato dichiarato dalla Carta dell&#8217;Onu, la quale non ha tutelato soltanto i diritti umani, ma anche la sovranit\u00e0 degli Stati e l&#8217;uguaglianza tra i popoli (art. 2). Queste prerogative, come appare con <em>chiarezza dalla Carta <\/em>dell&#8217;Onu, non sono fra di loro in contrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato sovrano non \u00e8 quello <em>legibus solutus, <\/em>ma \u00e8 quello che conserva la propria indipendenza da interferenze esterne. La sovranit\u00e0 non \u00e8 assenza di limiti e di regole, ma significa solo che l&#8217;ordinamento statale si pone in posizione di parit\u00e0 rispetto agli altri Stati, e che ogni limitazione non pu\u00f2 essergli imposta che con il suo consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente ogni Stato non ha il diritto di aggredire gli altri in quanto sovrano, ma soltanto pu\u00f2, all&#8217;interno del proprio ordinamento, prendere decisioni che non siano imposte dall&#8217;esterno. La sovranit\u00e0 ha ancora, sotto questo riguardo, un suo significato ben preciso, in quanto si identifica con il diritto degli Stati di governarsi attraverso i propri organi esponenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, \u00e8 l&#8217;unione coattiva di popoli che disconosce la sovranit\u00e0 di ciascuno di essi la fonte prima di ogni contrasto. La presenza, all&#8217;interno di uno stesso Stato, di etnie diverse, inevitabilmente determina il predominio di una razza sull&#8217;altra &#8211; o perch\u00e9 pi\u00f9 numerosa, o per altri motivi -, il che porta inevitabilmente ad accesi contrasti, che possono anche sfociare in conflitti sanguinosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fusioni di popoli distinti, anche se giustificate da affinit\u00e0 etniche e culturali, hanno creato difficolt\u00e0 insormontabili, e non hanno condotto a risultati soddisfacenti. In Europa, uno Stato multietnico quale l&#8217;Impero austroungarico, pur se gestito ottimamente, \u00e8 stato distrutto da quella spaventosa tragedia per l&#8217;umanit\u00e0 che \u00e8 stata la Prima guerra mondiale. In epoca pi\u00f9 recente &#8211; solo per citare alcuni, anche se assai significativi, esempi \u2014 l&#8217;Unione Sovietica si \u00e8 dissolta dopo la fine del regime totalitario che l&#8217;aveva istituita, ereditandola dall&#8217;impero zarista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec sono scomparse, anch&#8217;esse in coincidenza con la fine del comunismo, la Cecoslovacchia e la Jugoslavia, quest&#8217;ultima con sanguinosissime guerre fratricide. In Africa, la composizione multietnica degli Stati \u00e8 la causa prima della loro debolezza, dovuta a contrasti che spesso si concludono in maniera cruenta, attraverso terribili guerre intestine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rapporti tra i popoli mostrano con <em>chiarezza che <\/em>soltanto il rispetto dell&#8217;identit\u00e0 culturale di ciascuno di essi, attraverso il riconoscimento della loro sovranit\u00e0, pu\u00f2 garantire la pace fra le Nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano interno, ci si pu\u00f2 chiedere che relazione intercorra tra la sovranit\u00e0 degli Stati e i diritti dei soggetti appartenenti alle sottostanti collettivit\u00e0; e pertanto se si pongano fra loro in contrasto, o se viceversa siano compatibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la tutela dei diritti umani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 non contrasta con la tutela dei diritti umani da parte di un ordinamento, perch\u00e9 in epoca moderna uno Stato sovrano, se accetta i princ\u00ecpi di libert\u00e0 e di democrazia, riconosce al suo interno i diritti umani, e all&#8217;esterno coopera per una pacifica convivenza tra i popoli. Il concetto di sovranit\u00e0 non \u00e8 davvero in contrasto con quello di Stato di diritto. Tutti gli Stati moderni liberi e democratici sono sovrani, e nello stesso tempo riconoscono i diritti inviolabili dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 \u00e8 solo assenza di poteri sovraordinati, e in quanto tale pu\u00f2 coesistere con l&#8217;accettazione del principio di legalit\u00e0 e con la tutela dei diritti inviolabili della persona. \u00c8 l&#8217;imperio della legge che garantisce i diritti fondamentali. E la legalit\u00e0 coesiste in pieno con la sovranit\u00e0 dell&#8217;ordinamento entro il quale viene fatta valere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche sul piano interno dunque la sovranit\u00e0, come assenza di autorit\u00e0 sovraordinate, non si identifica con il potere di commettere abusi, ma <em>\u00e8 <\/em>soltanto un requisito degli ordinamenti statali nei quali sono inseriti i consociati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 la sovranit\u00e0 dello Stato, ma l&#8217;assenza del principio di divisione dei poteri che pu\u00f2 provocare la violazione dei diritti umani; oppure, anche in presenza del formale riconoscimento di questo principio, lo Stato pu\u00f2 disconoscere il pluralismo ideologico e consociativo, e basarsi sul predominio di un partito unico. Ma questo nulla ha a che vedere con la sovranit\u00e0, la quale \u00e8 prerogativa che ha, come si \u00e8 detto, ben diversa portata e significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ottica di una tutela globale dei diritti umani, basata su una concezione giusnaturalistica, dovrebbero essere i tribunali e le <em>organizzazioni <\/em>internazionali a garantire un&#8217;adeguata salvaguardia dei diritti della persona, contrastando le deviazioni che possono verificarsi all&#8217;interno dei singoli Stati; <em>e <\/em>la sovranit\u00e0 di questi ultimi non dovrebbe essere di ostacolo a tali interferenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la tutela internazionale dei diritti umani, basata sul disconoscimento della sovranit\u00e0, ha i suoi limiti e i suoi inconvenienti, che \u00e8 doveroso sottolineare. I vantaggi che dovrebbero derivare da una tutela internazionale dei diritti umani sono di fatto vanificati da un rapporto di forza. Per gli Stati totalitari ogni garanzia dei diritti umani effettuata da organismi internazionali pu\u00f2 dirsi di fatto quasi sempre inesistente, in quanto richiederebbe, per essere concretamente fatta valere, una guerra, che difficilmente gli Stati avranno intenzione di fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora vi sia uno Stato totalitario consolidato, che al suo interno disponga di un potere assoluto, un&#8217;azione esterna volta ad abbatterlo non ricorre di consueto nei rapporti internazionali. Ci si limita ad adottare sanzioni economiche la cui efficacia \u00e8, disgraziatamente, assai limitata. Si pu\u00f2 aggiungere che anche in presenza di un intervento esterno, come \u00e8 accaduto in questi ultimi anni, le difficolt\u00e0 di far valere realmente i diritti umani sono apparse evidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tutela multilivello si presta invece, pur con diversificate modalit\u00e0, ad avere la sua efficacia all&#8217;interno degli Stati liberi e democratici, i quali a tale scopo rinunciano alla propria sovranit\u00e0. In questi casi, tuttavia, le interferenze esterne sono in grado di alterarne i meccanismi della legittima rappresentanza politica, violando il diritto di autodeterminazione dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inserimento degli Stati nella comunit\u00e0 internazionale \u00e8 talmente intenso, e cos\u00ec incisivo \u00e8 il condizionamento sia politico sia economico sia, prima ancora si direbbe, psicologico, che tale condizionamento si presta a qualunque abuso, e a violare inevitabilmente i diritti umani delle corrispondenti popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni interferenza appare, in ultima analisi, priva di una sua giustificazione. Non vi \u00e8 alcun motivo per attribuire un&#8217;efficacia sopraordinata alle decisioni adottate a livello sovranazionale, rispetto a quelle proprie dei singoli Stati, perch\u00e9 questa sovraordinazione si basa sull&#8217;assunto, del tutto indimostrabile, che quello che viene deciso a livello sopranazionale sia necessariamente pi\u00f9 attendibile di ogni decisione adottata all&#8217;interno dei singoli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che viene deciso a livello internazionale \u00e8 pur sempre opera umana; cos\u00ec che il maggior pregio di quelle decisioni, anche quando eventualmente sussista, \u00e8 sempre un fatto puramente accidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la materia dei diritti umani pertanto, a differenza di quanto pu\u00f2 accadere in altri settori nei quali la cooperazione pu\u00f2 proficuamente portare anche a decisioni adottate a livello internazionale, devono essere rispettate le decisioni dei singoli Stati, perch\u00e9 non vi \u00e8 alcuna ragione per contrastarli, e per svalutarne il contenuto a favore di organismi comunitari o internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricorso a questi ultimi, e la preminenza che pu\u00f2 essere loro attribuita, ha un significato unicamente per gli Stati che violano e non riconoscono i diritti umani; ma non pu\u00f2 averne alcuna per gli ordinamenti liberi e democratici, nei confronti dei quali ogni interferenza di tale natura contrasta con i diritti all&#8217;autodeterminazione che spettano alle popolazioni che ne fanno parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione che attualmente ricorre a livello internazionale per la tutela dei diritti umani appare quindi esattamente antitetica rispetto a quella che viene prospettata per giustificare le limitazioni alla sovranit\u00e0 statale: le ingerenze sovranazionali sono largamente ammesse, e costituiscono un gravissimo abuso nei confronti degli Stati che rispettano i diritti umani, mentre sono quasi sempre escluse nell&#8217;unica ipotesi in cui potrebbero avere una loro reale efficacia e una valida giustificazione, e cio\u00e8 nei confronti degli Stati totalitari, nei quali quegli abusi realmente hanno luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea di una tutela piena e incondizionata dei diritti umani in ogni parte del mondo rientra nei sogni dell&#8217;umanit\u00e0, ma \u00e8 assai difficilmente realizzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sovranit\u00e0 &amp; integrazione I europea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste considerazioni devono essere applicate anche, con i dovuti adattamenti, all&#8217;integrazione europea. In modo particolare per l&#8217;Europa si \u00e8 da molti auspicata l&#8217;abolizione di ogni sovranit\u00e0 degli Stati membri, per giungere alla creazione di uno Stato sovranazionale che tutti li ricomprenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione attuale non sarebbe altro che il primo passo di un lungo cammino diretto a tale scopo. Una soluzione del genere non sarebbe per\u00f2 soltanto concretamente irrealizzabile &#8211; come viene universalmente riconosciuto -, ma anche lesiva dei diritti delle popolazioni che dovrebbero entrare a farne parte. In Europa esiste una civilt\u00e0 europea, ma non esiste un&#8217;unica Nazione europea, bens\u00ec Nazioni fra di loro estremamente differenziate, la cui unificazione forzosa verrebbe a ledere il loro diritto inalienabile all&#8217;autodeterminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;integrazione europea si \u00e8 tradotta in un processo di unificazione che da molti \u00e8 stato seguito con il fervore di un dogma, per reazione all&#8217;esasperato nazionalismo che ha portato agli orrori della Seconda guerra mondiale; ma questa cos\u00ec diffusa concezione mostra ormai, a distanza di tanti anni, in maniera sempre pi\u00f9 marcata, i suoi inevitabili limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di unificazione che, superando la fase attuale che alla sovranit\u00e0 impone solo certi limiti, venisse portato alle estreme conseguenze, arrivando alla formazione &#8211; come da molti viene auspicato \u2013 di uno Stato unitario, contrasterebbe con il diritto di autodeterminazione dei popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato federale non \u00e8 un assetto istituzionale idoneo a rappresentare culture diverse. Lo Stato federale, anche se basato sul conferimento di amplissimi poteri agli Stati membri, \u00e8 un assetto istituzionale idoneo a rappresentare un&#8217;unica Nazione, sia pure diversificata nelle varie parti del suo territorio, per caratteristiche proprie, ambientali e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esempio di Stato federale che comunemente viene addotto, per auspicare un adeguamento degli Stati europei a un analogo assetto istituzionale, \u00e8 quello degli Stati Uniti d&#8217;America. Ma si tratta di un modello tutt&#8217;altro che pertinente, il cui richiamo appare in felicissimo e gravemente errato: gli Stati Uniti d&#8217;America, nonostante i loro immensi confini, rappresentano pur sempre un&#8217;unica Nazione, dotata di un&#8217;unica lingua, di una cultura e di ideali comuni, e che presenta una compattezza e una solidit\u00e0 indiscussa e ammirevole; mentre questo non sarebbe certo il caso dell&#8217;Unione europea, che sarebbe formata da popoli dotati di lingua, razza, cultura e modi di vita diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di due realt\u00e0, pi\u00f9 che differenziate, antitetiche: tra lo Stato federale che rappresenta un&#8217;unica Nazione in America e lo Stato federale d&#8217;Europa la differenza \u00e8 infinita; cos\u00ec che un livellamento in Europa mirante a garantire un&#8217;omogeneit\u00e0 che non tenga conto delle caratteristiche culturali dei popoli che ne fanno parte sarebbe lesivo dei diritti inviolabili di questi ultimi. Metterli sullo stesso piano sarebbe un errore gravissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa un appiattimento e un livellamento nell&#8217;unit\u00e0 violerebbe l&#8217;identit\u00e0 culturale di ciascuna Nazione, quale deve essere fatta valere attraverso la sua sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di integrazione europea deve procedere a tutti i possibili livelli di cooperazione, perch\u00e9 fondamentale per lo sviluppo del nostro continente, e per <em>valorizzare <\/em>al massimo la comune civilt\u00e0 europea; ma tale processo, per procedere efficacemente, e per creare un organismo veramente in grado di funzionare, e soprattutto per salvaguardare i diritti dei popoli che ne fanno parte, deve rispettare la sovranit\u00e0 degli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una riunione indifferenziata dei popoli d&#8217;Europa in un Parlamento comune, che fosse dotato di poteri sovrani, violerebbe l&#8217;identit\u00e0 culturale delle Nazioni chiamate a farne parte, e il loro diritto a determinare un proprio indirizzo politico, attraverso libere istituzioni rappresentative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;eventuale maggioranza trasversale pu\u00f2 rispettare, qualora si formi, la volont\u00e0 delle popolazioni interessate; ma ci\u00f2 costituisce una mera accidentalit\u00e0 delle sue decisioni. Qualora invece non vi sia una volont\u00e0 che comprenda quella della maggioranza dei rappresentanti dei singoli Stati, la valorizzazione esclusiva del numero non rispetterebbe le diversit\u00e0 culturali e i corrispondenti diritti di ogni popolo ad avere un proprio indirizzo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tali casi, le decisioni non verrebbero prese dalla collettivit\u00e0 nazionale dei Paesi che vi abbiano aderito, ma da altri popoli, sulla base di una maggioranza esterna a ciascuna Nazione, che in quelle ipotesi violerebbero la sovranit\u00e0 di queste ultime. E si tratterebbe pertanto di un potere centrale che non terrebbe conto delle caratteristiche culturali delle Nazioni che vengano a trovarsi in minoranza, e del loro diritto a esprimere un proprio indirizzo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Autodeterminazione dei popoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso si considerano gli ostacoli che si frappongono al processo di unificazione europea come particolarismi da combattere e da eliminare, nell&#8217;ambito di un pi\u00f9 illuminata visione della civilt\u00e0 europea. Ma si tratta di un&#8217;interpretazione errata e semplicistica di una realt\u00e0 la quale \u00e8 radicalmente diversa da come viene comunemente prospettata: un unico Parlamento sovrano rappresentativo di pi\u00f9 popoli implicherebbe che alcuni popoli possano imporre ad altri la propria volont\u00e0; il che sarebbe lesivo del diritto di autodeterminazione di questi ultimi, quale \u00e8 garantito sia dalla nostra Costituzione sia a livello internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la nostra Costituzione, il rispetto della sovranit\u00e0 popolare \u00e8 garantito dal 2\u00b0 comma dell&#8217;art. 1, secondo cui: \u00abLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u00bb. E tale precetto costituzionale non \u00e8 che la riaffermazione, sul piano interno, del diritto di autodeterminazione dei popoli che \u00e8 espressamente riconosciuto come inalienabile anche a livello internazionale (art. 1, paragrafo 2, della Carta delle Nazioni Unite; art. 1, paragrafo 1, del Patto internazionale dei diritti civili e politici, risalente al 1966, e recepito in Italia dalla L. 881\/1977, nonch\u00e9 art. 20, paragrafo 1 della Carta africana dei diritti dell&#8217;uomo e dei popoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale diritto \u00e8 fondamentale: imporre una politica agli Stati che non la condividono non \u00e8 cosa diversa dall&#8217;imporre ai consociati l&#8217;ideologia di un&#8217;istituzione che non li rappresenta, secondo un&#8217;impostazione tipicamente totalitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun popolo ha diritto di adottare liberamente un proprio indirizzo politico, secondo la propria identit\u00e0 culturale. Una politica unitaria di pi\u00f9 popoli pu\u00f2 essere auspicabile, ma deve essere liberamente assunta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disconoscimento e la svalutazione dello Stato a favore di organismi sovranazionali deve avere dunque dei limiti, che sono quelli dei diritti che gli Stati rappresentano, e che non possono essere fatti valere che tramite il rispetto della loro sovranit\u00e0. Questa <em>\u00e8 <\/em>la prerogativa giuridica che allo Stato \u00e8 indispensabile per adempiere alla funzione sua propria: violarla sarebbe lesivo dei diritti umani delle sottostanti popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni Nazione \u00e8 un ben distinto centro di interessi che non pu\u00f2 essere ignorato, in quanto deve essere rappresentato adeguatamente, a livello istituzionale, da uno Stato dotato di sovranit\u00e0. Non \u00e8 vero che lo Stato come organismo, come entit\u00e0 esponenziale di una collettivit\u00e0, non abbia pi\u00f9 una sua ragion d&#8217;essere e una sua giustificazione, e che le limitazioni alla sovranit\u00e0 statale siano destinate a progredire all&#8217;infinito, fino ad annullarla completamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato sovrano \u00e8 l&#8217;unico organismo in grado di rappresentare una popolazione, una collettivit\u00e0 dotata di una propria cultura, con propria razza, lingua e modo di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste come struttura istituzionale, e a livello pertanto organizzativo, un ordinamento diverso da quello statale per rappresentare una Nazione, quale entit\u00e0 dotata di una cultura propria. Insistere quindi nel condannare la sovranit\u00e0 come fonte di ogni male sarebbe errato. \u00c8 proprio invece dalle interferenze esterne che arrivano &#8211; a volte persine con il pretesto di tutelare i diritti umani \u2014 le pi\u00f9 gravi minacce alla libert\u00e0 e alla vita democratica dei popoli in ogni parte del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi Cattolici n. 615 Maggio 2012 Alessandro Catelani, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all&#8217;Universit\u00e0 di Siena, analizza criticamente l&#8217;idea che l&#8217;abolizione della sovranit\u00e0 sia indispensabile per garantire la pace fra le Nazioni e la tutela dei diritti umani, sottolineando come la sovranit\u00e0 non sia assenza di limiti e di regole, ma significhi che l&#8217;ordinamento &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/stato-moderno-crisi-della-sovranit\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":30168,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[765],"class_list":["post-5116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-sovranita","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Stato moderno crisi della sovranit&agrave; 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