{"id":5095,"date":"2012-06-07T00:00:00","date_gmt":"2012-06-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-10T12:36:05","modified_gmt":"2015-11-10T11:36:05","slug":"crisi-quali-scenari-in-un-mondo-complesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/crisi-quali-scenari-in-un-mondo-complesso\/","title":{"rendered":"Crisi. Quali scenari in un mondo complesso?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">Ciclo di incontri su Toniolo e la dottrina sociale della Chiesa organizzato dalla Parrocchia Maria Ausiliatrice e dal Circolo ACLI \u00abDon Bosco\u00bb di Marina di Pisa in collaborazione con Alleanza Cattolica, la Polisportiva Marinese Garzella e il Centro cattolico di documentazione.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intervento del professor Giovanni Padroni al terzo ed ultimo incontro che si \u00e8 svolto <strong>venerd\u00ec 11 maggio 2012<\/strong> nella sala del Circolo Acli \u00abDon Bosco\u00bb a Marina di Pisa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Crisi economico finanziaria e crisi antropologica:<br \/>\nQuali scenari \u00a0in un mondo sempre pi\u00f9 complesso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/orizzonte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27318\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/orizzonte.jpg\" alt=\"orizzonte\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giovanni Padroni,<\/strong> Universit\u00e0 di Pisa (Giovanni.pad@gmail.com)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">I primi veloci passi del nuovo Millennio si muovono tra macerie di grandi illusioni e disastrose eresie: mitologie ottocentesche che il Secolo Breve aveva trasformato in pesanti macigni ideologici, dalla Rivoluzione all&#8217; onnipotenza della scienza e della tecnica, dal progresso inarrestabile al relativismo culturale e morale, demiurghi ritenuti capaci di risolvere ogni problema.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione, da collegare ad una migliore costruzione del bene comune, non limitata all&#8217;ambito meramente economico, mette in relazione sistemi e popoli su terreni che vanno dalla storia alla cultura, dalla lingua alla religione all&#8217; economia. Si aprono e si dilatano enormemente i confini di ogni sistema economico-sociale, ci\u00f2 che richiede anzitutto una cultura pi\u00f9 ricca, attenta al saper essere prima che al saper fare, al &#8220;valore&#8221; dell&#8217;eterogeneit\u00e0, ad una leadership capace di reinterpretare, anche in termini di servizio, il proprio ruolo in sintonia con esigenze e dinamiche articolate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il Wittgenstein del &#8220;Tractatus&#8221; ricordiamo come, se pure tutte le domande possibili della scienza ricevessero una risposta, i problemi della nostra vita non sarebbero nemmeno sfiorati. Puntualmente Benedetto XVI, il Papa della Citt\u00e0 di Dio che abbraccia &#8220;con gioia&#8221; la Citt\u00e0 dell\u2019uomo, nel discorso del 21 maggio 2010, durante la\u00a0 XXIV Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, avverte come\u00a0 il crollo delle ideologie possa collegarsi ad\u00a0 una destrutturazione sistematica del pensiero sulla persona, ricordando significati e pericoli del nichilismo, invitando ad illuminare ogni aspetto umano con la luce della fede, nel segno di una visione lontana da ogni fondamentalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 forma di nichilismo considerare la persona mero strumento di produzione e consumo piuttosto che al centro di un complesso sistema economico-sociale le cui basi e componenti stanno profondamente cambiando: dai processi decisionali ai significati del tempo, dalle modalit\u00e0 di relazione ai processi evolutivi, con influenze sia all&#8217;interno sia nelle interrelazioni con i mercati e gli ambienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sono perse molte tranquillizzanti &#8220;sicurezze&#8221;: basti ricordare il Nobel della chimica Ilya Prigogine con il suo \u201cmanifesto\u201d su \u201cLa fine delle certezze\u201d (in realt\u00e0 delle pseudo certezze), fisici come Heisenberg ed il &#8220;principio di indeterminazione&#8221;, enfatizzanti visioni lontane da rassicuranti prevedibili modelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonare tradizionali punti fermi non significa peraltro cadere nell\u2019indeterminazione e nel buio ma piuttosto avere bisogno di pi\u00f9 numerosi e migliori strumenti e conoscenze, di matrice quantitativa e qualitativa, per cercare di penetrare, probabilisticamente, il futuro. In questa cornice, talvolta definita postmoderna, si impone l&#8217; esigenza di fare appello, con Alejandro Llano, ad una \u201cnuova sensibilit\u00e0\u201d, cio\u00e8 considerare e praticare, concretamente, approcci a lungo trascurati dai tradizionali bagagli scientifici e tecnologici: in primis gli elementi riferibili all\u2019etica e alla responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dimenticare, come ammette non casualmente il <em>Nobel <\/em>per l&#8217;economia 2001 Joseph Eugene Stiglitz, che i modelli macroeconomici standard, che non comprendevano un&#8217;adeguata analisi delle banche, si sono dimostrati incapaci di valutare opportunamente i rischi, tra le cause della recente crisi\u00a0 mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso tendiamo ad avvicinarci eccessivamente ad un problema, ingigantendolo sempre pi\u00f9, fino ad ostacolare il nostro sguardo. Allora la prospettiva si chiude e viene meno la luce. Se invece sappiamo utilizzare una visione pi\u00f9 ampia l&#8217;argomento si situa nel contesto a cui veramente appartiene. In questo modo il nostro sguardo resta libero per scorgere radici e soluzioni possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Caritas in Veritate<\/em> di Benedetto XVI mostra che nello scenario che dobbiamo affrontare ci sono il mondo, la fraternit\u00e0 universale e la gratuit\u00e0, la questione antropologica, l\u2019etica, il senso del nostro esistere ed agire e soprattutto la trascendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217; enciclica, e tutta la tradizione della dottrina sociale della Chiesa, vanno nella direzione di allargare l&#8217;aspetto etico e della fede sopra l&#8217;individuo, verso la responsabilit\u00e1 del mondo&#8221;, invitando il positivismo economico a entrare in dialogo con una pi\u00f9 ampia e ricca visione dell\u2019economia. Crisi finanziarie e disastri ambientali a ben guardare hanno spesso origini nella violazione o appannamento di norme etiche, con pesanti effetti negativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ha osservato Aldo Giordano, in un recente Convegno ad Urio su &#8220;Dio nella sfera pubblica&#8221;, un fondamentale contributo del Documento appare quello di aprire davanti a noi un orizzonte\u00a0 nel quale\u00a0 situare i temi e i problemi sociali con ci confrontiamo. La violazione di principi etici inquina gli assetti organizzativi, danneggia l&#8217;equazione economica e successivamente quella finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trascurando il riferimento alla realt\u00e0 e alla verit\u00e0 si rischia di confondere le cause con gli effetti, inseguendo le conseguenze piuttosto che le fonti dei problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo la lezione del Pontefice non sono sufficienti discorsi e semplici richiami morali. Anche l\u2019economista, di fronte alla complessit\u00e0 e alla globalizzazione, rileva che non si possono risolvere tutti i problemi con i tradizionali strumenti, sempre pi\u00f9 inadeguati. Nelle dinamiche strutturali e strategiche dell&#8217;azienda, ad esempio, non abbiamo ancora ben imparato a inserire e &#8220;pesare&#8221; elementi intangibili fondamentali per il livello delle <em>performances<\/em>, le politiche di qualit\u00e0 totale, l\u2019equilibrio economico a valere nel tempo, come la qualit\u00e0 dei dipendenti, il loro senso di appartenenza e l&#8217; attitudine a fare squadra, la capacit\u00e0 di innovazione dell\u2019imprenditore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 forse utile ricordare come nell\u2019epistemologia, intesa come teoria della conoscenza \u201cmoderna\u201d, si registri il primato del quantitativo sul qualitativo, contribuendo a generare il convincimento del progresso lineare e irreversibile\u00a0 ma anche dell\u2019 homo oeconomicus e dello stesso principio dell\u2019&#8221;one best way&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 bisogna aprirci all&#8217;utilizzazione di nuovi e adeguati strumenti e paradigmi, basati sulla realt\u00e0 e la verit\u00e0. Con le parole di Simone Weil, l&#8217;unico progresso vero risiede nell&#8217;ordine dei valori umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo contribuire a formare\u00a0 una societ\u00e0 ed un sistema educativo in cui convivano la qualit\u00e0 con la quantit\u00e0, l&#8217;economicit\u00e0 con l&#8217;etica, sforzarci di pensare ed operare nella logica dell&#8217; e.- e, piuttosto che del pi\u00f9 superficiale o &#8211; o.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuove branche di studio riguardano il management della diversit\u00e0, sistemi discontinui e quindi non prevedibili, l\u2019era dell\u2019accesso raccontata dai fortunati scritti di Rifkin per il quale non \u00e8 importante avere la propriet\u00e0 di un bene ma piuttosto disporne. Nascono forme di imprenditorialit\u00e0 non tradizionali che non possono essere affrontate\u00a0 imitando pedissequamente il passato. Si devono inventare strade nuove e sempre molto flessibili intimamente collegate con i sistemi formativi, ad ogni livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le realt\u00e0 complesse sono contemporaneamente potenti e fragili. Si pu\u00f2 bloccare un sistema paralizzandone anche una parte apparentemente trascurabile, magari generando un effetto domino (si pensi alle crisi economico-finanziarie ma anche alle epidemie che viaggiano con gli aeromobili e ai virus informatici che si propagano alla velocit\u00e0 della luce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensibilit\u00e0\u00a0 di tipo etico \u00e8 strumento per capire e meglio gestire queste realt\u00e0, investimento prima che costo. E\u2019 ci\u00f2 che pu\u00f2 assicurare ad ogni organizzazione la sopravvivenza e la crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;organizzazione di creare e sviluppare conoscenze e informazioni rappresenta una chiave importante per il vantaggio competitivo. Sono in molti, ormai, a ritenere che ci stiamo muovendo da un&#8217;epoca industriale\u00a0 ad una vera e propria era della conoscenza. Bill Gates ha spesso proclamato che la risorsa pi\u00f9 importante di Microsoft \u00e8 la creativit\u00e0 dei suoi uomini. Perch\u00e9, con Einstein, &#8220;la logica porta da A a B, mentre l&#8217;immaginazione porta ovunque&#8221;. Allora &#8220;Imagination is more important than knowledge&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei nuovi scenari l&#8217;uomo dovrebbe avere fra le sue attitudini uno spirito filosofico ed etico, utile per comprendere la complessit\u00e0; una propensione scientifica articolata su &#8220;certezze&#8221;, probabilit\u00e0&#8221;,&#8221;percezioni&#8221;; un senso della realt\u00e0 che si sviluppa a contatto con il quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio la filosofia \u00e8 chiamata a combinare le propriet\u00e0 di oggetti ancorch\u00e9 lontani e disparati suscitando curiosit\u00e0, suggerendo orientamenti nei complessi rapporti che legano ad esempio etica, economia, comunicazione, cultura. Deve essere\u00a0 potenziata un\u2019efficace e continua azione a favore della cultura, sicuro strumento che consente di offrire risposte tempestive ed efficaci ad un ambiente in continua rapida trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I valori favoriscono l&#8217;affermazione di una societ\u00e0 aperta alla verit\u00e0, che deve precedere la libert\u00e0 per assicurarne la responsabilit\u00e0. Con ci\u00f2 restituendo a molti la dignit\u00e0 di persone in grado di esprimersi autonomamente mediante strumenti critici basati sulla conoscenza e sul sapere piuttosto che sull&#8217;uso acritico di macchine &#8220;prodigiose &#8220;. Non dobbiamo dimenticare come nel Trattato costituzionale dell\u2019Unione europea si parli di rispetto della dignit\u00e0 umana, libert\u00e0, democrazia, uguaglianza, diritti umani. E, ancora con Simone Weil, &#8220;Se non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di pensiero l&#8217;uomo \u00e8 perduto\u2026.Ma se non c&#8217;\u00e8 pensiero non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la questione non \u00e8 cos\u00ec semplice. Rischiamo una vuota retorica &#8211; anche nei confronti dei giovani &#8211; se non ne approfondiamo contenuti, fondamento, interpretazione. Cos\u00ec\u00a0 nome dello stesso &#8220;valore&#8221; si possono sostenere posizioni del tutto diversi sui temi collegati alla dignit\u00e0 umana .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Universit\u00e0 sorgente primaria della cultura, luogo ideale per coniugare sinergicamente la didattica con la ricerca, dovr\u00e0 offrire anzitutto un maturo possesso del &#8220;metodo&#8221; e la capacit\u00e0 di cogliere i rapporti tra singolo accadimento e visione complessiva, insegnare un uso critico degli strumenti acquisiti ed armonizzare le conoscenze specialistiche in una visione di ampio respiro . In ogni processo educativo ai giovani si deve dare molto e molto chiedere, proprio nel segno della responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura, nonostante le sue molte facce, \u00e8 una. E tanto pi\u00f9 un Paese &#8220;cresce&#8221; nel campo della tecnologia quanto maggiormente deve progredire sul terreno &#8220;umanistico&#8221;. Avvicinare i giovani al mondo del lavoro e della leadership rappresenta un problema urgente e di ardua soluzione che deve essere affrontato continuamente, a vari livelli. Ognuno ha o deve scoprirsi una \u201cvocazione\u201d e cercare di realizzarla nel migliore dei modi .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto ormai gli studiosi di management concordano nel ritenere che il successo &#8211; nell\u2019impresa come nelle realt\u00e0 <em>non profit<\/em> &#8211; \u00e8 strettamente legato alla capacit\u00e0 di lavorare soddisfacendo bisogni tendenti all\u2019 autorealizzazione. Strategie aziendali vincenti come la \u201clean production\u201de la \u201ctotal quality\u201dsono emblematicamente legate a questa impostazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etica \u00e8 la capacit\u00e0 di conoscere il bene e la volont\u00e0 di seguirlo. Ricordiamo, parafrasando Aristotele, che l&#8217;uomo \u00e8 un animale etico. Infatti, ogni azione e giudizio presuppone una scelta ed una scelta basata su valori presuppone l&#8217;etica. Comportarsi tenendo conto di principi etici significa porre il fondamento su valori presenti nella nostra coscienza e condivisi, accettandone la responsabilit\u00e0,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; comunque significativo che in alcuni grandi complessi industriali si accosti spesso al concetto di total quality management quello, intriso di significato etico, di &#8220;total value management&#8221;. La qualit\u00e0 presuppone infatti una modalit\u00e0 nuova nello svolgimento del lavoro, piuttosto che un&#8217;aggiunta alle vecchie tipologie . Ma \u00e8 importante che l&#8217;etica non si fermi alle mere dichiarazione di intenti, ancorch\u00e9 solenni e proclamate, addirittura tradotte in formali certificazioni. E&#8217; necessario che si radichi nella realt\u00e0 dei valori aziendali e costituisca elemento non occasionale ed opportunistico della cultura di ogni persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come affermava un personaggio protagonista della storia industriale giapponese, Konosuke Matsushita, &#8220;le attivit\u00e0 oggi sono cos\u00ec complesse e difficili, la sopravvivenza delle aziende cos\u00ec a rischio in un ambienti imprevedibili e competitivi al punto che la loro sopravvivenza dipende dall&#8217;utilizzo quotidiano di ogni grammo di intelligenza&#8221;. In altri termini l&#8217;industria, per rimanere con successo sul mercato, deve saper utilizzare e sviluppare al meglio tutte le sue risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vecchio rassicurante Q.I. non tiene conto di culture diverse, di molti fattori comportamentali, ereditari, ambientali. E&#8217; spuntato anche il Q.E., intelligenza emotiva, quella che permette di inserirsi in una rete di relazioni in maniera adeguata, di gestire lo stress, essere flessibili, prendere decisioni in modo rapido, correggere eventuali errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un bisogno di progresso ed integralit\u00e0 che fa ricordare la forte pagine di Friedrich Nietzsche nel &#8220;Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra&#8221;. Di fronte ad una massa di sofferenti colpiti da menomazioni atroci il fondatore dell&#8217;antica religione spinge ad una riflessione secondo una diversa prospettiva. Ci grida che il male maggiore, pi\u00f9 della mancanza di un organo, \u00e8 piuttosto avere esageratamente sviluppato una parte del proprio corpo in un mondo di uomini in frantumi che non sono nient&#8217;altro se non un grande occhio o una grande bocca o un grande ventre o qualcos&#8217;altro di abnorme che si regge su un esile stelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 radicale tentazione dell\u2019umanit\u00e0 nasce sempre dallo sbriciolare il volto dell&#8217;uomo per poi sceglierne feticisticamente un frammento e ingigantirlo fino a farlo diventare &#8220;ideologicamente&#8221; il tutto: un risultato mostruoso che mortifica\u00a0 l\u2019umanit\u00e0, fa sparire l\u2019armonia e la bellezza, eliminando dimensioni di non minore importanza. Questo grave rischio \u00e8 presente anzitutto nelle visioni antropologiche che riducono l\u2019uomo ora soltanto a materia, ora solo a corpo, a spirito, a lavoro, a tecnica, a ragione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019economia rischia questa deriva. Sistemi basati esclusivamente sulla puntiforme enfatizzazione del profitto, della finanza, della tecnologia, hanno creato e creano squilibri e crisi anzitutto per la mancanza di cultura globale e scarse capacit\u00e0 di conoscere e applicare &#8220;nuove sensibilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;crescita&#8221; di ogni lavoratore consister\u00e0 nel cogliere impegnative opportunit\u00e0 e spesso nel dover operare nell&#8217;ambito di gruppi complessi, rendendo necessario\u00a0 un cambiamento culturale di cui i sistemi educativi e formativi non possono non tenere conto. Abbandonata l&#8217;esasperata divisione e frammentazione dei compiti, urge l&#8217;esigenza di nuovi paradigmi focalizzati sull&#8217;organizzazione &#8220;snella&#8221; al cui centro sta la persona, non un&#8217;idea astratta: con minori livelli gerarchici, maggiore ampiezza di controllo, espansione generalizzata della sfera delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 comunque l&#8217;organigramma che determina di per s\u00e9 il miglioramento: occorre sempre tener presenti le motivazioni che giustificano le strutture, anzitutto per implementarle a misura d&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strutture, non importa se professionali, sociali, educative, devono aiutare a motivare la persona. Di per s\u00e9 non sono sufficienti per garantire un nuovo ordine, non possono assicurare il bene completo dell&#8217;uomo in mancanza della libera adesione agli obiettivi. Al cuore di queste riflessioni non pu\u00f2 dunque essere che l&#8217;Uomo, nella totalit\u00e0 del suo essere, nelle multiformi possibilit\u00e0 espressive, nell&#8217;incommensurabile valore della libert\u00e0.\u00a0 Non possono venir separati gli aspetti che qualificano la vita dell&#8217;uomo nelle sue manifestazioni; esiste la globalit\u00e0 della vita, analogamente alla globalit\u00e0 della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le aziende hanno necessit\u00e0 di personale con mansioni polivalenti piuttosto che esclusivamente specialistiche, chiedono responsabilizzazione e coinvolgimento sulle strategie, spingono i livelli decisionali verso il basso. L&#8217;ingresso di nuove tecnologie spinger\u00e0 verso la formazione permanente. Questo comporta, da parte dei lavoratori, l&#8217;esigenza di accettare che le proprie capacit\u00e0 e competenze professionali necessitino, ciclicamente, di corsi di riqualificazione e di aggiornamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il ruolo imprenditoriale continuer\u00e0 ad affermarsi sotto il profilo essenzialmente economico, tuttavia per raggiungere risultati soddisfacenti in quest&#8217;area dovranno dispiegarsi crescenti energie anche in altri campi, da quello etico a quello politico, associativo, relativo all&#8217;ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive il fisico Franco Bassani, gi\u00e0 direttore della Scuola Normale Superiore, &#8220;Occorre sempre ricordare che la scienza non solo \u00e8 fatta dall&#8217;uomo, ma \u00e8 fatta per l&#8217;uomo, per la sua mente ma anche per la sua anima&#8221;. Ci \u00e8 proposta spesso\u00a0 un&#8217;immagine poetica di Antoine de Saint Exupery, datata ma che continua ad essere attuale: &#8220;se volete costruire una nave non radunate uomini per avere il legname, distribuire i compiti e organizzare il lavoro ma infondete loro la brama degli spazi aperti e del mare infinito&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per raccogliere questa sfida e soddisfare questo obbligo\u00a0 la Societ\u00e0 deve riguadagnare la sua pi\u00f9 profonda identit\u00e0 fondata sul diritto naturale della persona. E si rafforza l&#8217;esigenza della solidariet\u00e0 quale metodologia e strumento per impostare e risolvere correttamente problematiche complesse: una sfida per l&#8217;economia globale chiamata ad assicurare sviluppi con caratteristiche economiche e solidali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La solidariet\u00e0 non \u00e8 una nuova &#8220;tecnica&#8221; ma piuttosto una &#8220;filosofia&#8221; che consente di agire &#8211; in un&#8217;ottica svincolata dal contingente &#8211; per l&#8217;ottenimento di positivi risultati economico-finanziari anche percorrendo strade apparentemente lontane e divergenti. Come ha osservato Giovanni Paolo II nella <em>Centesimus Annus<\/em> &#8220;E&#8217; l&#8217;abilit\u00e0 di prevedere sia i bisogni degli altri sia le combinazioni di fattori produttivi pi\u00f9 adatte a soddisfare questi bisogni che costituisce un&#8217;altra importante fonte di benessere nella societ\u00e0 moderna.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;innovazione(e tutte le aziende devono essere innovative) rappresenta ormai un sicuro vantaggio competitivo. Le risorse professionali dell&#8217;azienda diventano il fattore strategico di elezione, prendendo il posto dei tradizionali investimenti. Tuttavia, come suggerisce una corretta antropologia, \u00e8 essenziale che non si riduca l&#8217;innovazione, necessariamente ricco processo sociale, a mera invenzione di tipo tecnico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se l&#8217;abilit\u00e0 tecnologica di operare sui processi e distribuire informazioni strutturate in modo sofisticato rappresenta una straordinaria risorsa di questo momento storico, le aziende\u00a0 richiedono in sempre maggior misura l&#8217;intelligenza e l&#8217;esperienza degli esseri umani per trasformare un certo tipo di informazione in conoscenza utile e in un corretto processo decisionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;istruzione e la conoscenza sono e saranno un potente volano anche di promozione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elementi quali le capacit\u00e0 intellettuali, l&#8217;attitudine a risolvere problemi, i contributi al miglioramento dei processi, la dimostrazione di spirito di gruppo saranno in questa ottica alla base di pi\u00f9 efficaci sistemi premianti, oltre che di innovativi criteri di selezione: nel mondo aziendale ma necessariamente anche nel sistema universitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i compiti\u00a0 pi\u00f9 importanti da svolgere nei confronti dei giovani \u00e8 sicuramente quello di \u201dinsegnare\u201d la leadership. Il termine pu\u00f2 assumere molti significati, \u00e8 di difficile traduzione. Richiama il concetto di guida ma non si esaurisce nel semplice atto di condurre o indicare un cammino. Significa autorit\u00e0\u00a0 ma \u00e8 ben distante dal concetto di comando puro e semplice , aspetto secondario del lavoro. Dobbiamo essere consapevoli che \u00e8 difficile\u00a0 garantire un futuro per i nostri giovani ma la nostra generazione deve essere\u00a0 in grado, anche ripensando all&#8217;etica, di preparare bene i giovani per il loro futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leadership vuol dire anzitutto dare l\u2019esempio, ispirare e motivare, agire in termini di servizio. Non basta fare bene le cose: \u00e8 fondamentale fare bene le cose giuste. E non possiamo dimenticare le debolezze di una mera &#8220;cultura del risultato&#8221;, nell&#8217;economia e nella societ\u00e0, perch\u00e9 il solo risultato non \u00e8 sicuro criterio di misura delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella visione di Drucker (1993) la concorrenza in un mercato globalizzato richiederebbe un vero e proprio &#8220;post capitalismo&#8221; in cui la conoscenza, soprattutto innovativa e riconducibile all\u2019area del capitale umano(Scott, 2000), appare come chiave per il successo, tanto importante da configurare una &#8220;Knowledge Society&#8221; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza non sarebbe un fatto elementare n\u00e9 schematico ma piuttosto caratterizzato da complessit\u00e0, che si genera considerando molteplici aspetti interrelati tra loro (Ferraris Franceschi, 1998).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica della complessit\u00e0 spinge verso una pi\u00f9 ampia &#8220;valorizzazione&#8221; delle persone, portando a sintesi il valore intellettuale ed in generale delle risorse immateriali (Amietta, 1998; Padroni, 2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 anche per un pi\u00f9 adeguato controllo della gestione in cui, da uno spettro di attivit\u00e0 tradizionalmente\u00a0 limitato all&#8217;area contabile e finanziaria ci si sposta verso modalit\u00e0 di &#8220;essere&#8221; ed operare del &#8220;sistema aziendale&#8221;. Si genera cos\u00ec un potente strumento di assistenza e cooperazione verso il top management che pu\u00f2 coinvolgere le soluzioni organizzative, i sistemi di controllo, il grado di attendibilit\u00e0 dei sistemi informativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella determinazione del valore attribuito al capitale umano \u00e8 importante valorizzare una dimensione prospettica, considerare aspetti monetari e non monetari capaci di incidere sui livelli di efficacia e di efficienza (Zanda, Lacchini, Orecchio, 1993).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base della creazione del valore vi \u00e8 la capacit\u00e0 di ogni decisione di generare flussi di cassa. Su questa base \u00e8 determinato e misurato l\u2019impatto degli obiettivi e decisioni nell\u2019ambito della combinazione (dalle quote di mercato all\u2019efficacia ed efficienza organizzativa, alla struttura finanziaria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambienti turbolenti divengono essenziali condizioni di self organization, rapportate alla capacit\u00e0 dei membri interni di assumere liberamente modalit\u00e0 decisionali e di comportamento coerenti con set di valori condivisi (Dolan, Garcia, Diegoli, Auerbach, 2000). La creativit\u00e0, essenzialmente capacit\u00e0 di generare innovazioni sia sul piano concettuale sia relazionale, appare come punto di partenza di processi aziendali molto complessi: esplicati in periodi di difficolt\u00e0 e turbolenza, giocati tra realismo ed utopia, comunque difficilmente riconducibili a modelli dinamici tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019organizzazione si presenta come un sistema cognitivo, costituito da persone che entrano in relazione con un mercato-ambiente cercando di influenzare sistemi di valori e culture(Gratton, 2000), segnati da progressiva eterogeneit\u00e0. Fa in alcuni casi eccezione la piccola impresa, luogo d\u2019integrazione e costruzione delle appartenenze (de Bortoli, 2006), anche nel segno di sistemi di valori maggiormente omogenei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;capacit\u00e0 visionaria&#8221; del &#8220;piccolo imprenditore&#8221; \u00e8 preziosa nella ricerca dell&#8217;efficacia e nella focalizzazione verso le &#8220;cose giuste&#8221; piuttosto che verso forme di vero e proprio &#8220;efficientismo&#8221; che indirizzano l\u2019esasperata managerialit\u00e0 verso la mera attenzione nel &#8220;fare bene le cose&#8221; invece di &#8220;fare in maniera corretta le cose giuste&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuovi scenari e dinamiche spesso tumultuose, sia di tipo interno sia esterno alla combinazione aziendale, determinano enormi cambiamenti nei sistemi di controllo. Anche la presenza di elevate\u00a0 dosi di tecnologia informatica nei processi influisce in questo campo e negli stessi processi decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la stessa evoluzione del controllo interno, in senso quali-quantitativo, contribuisce a determinare ed ampliare il carattere di complessit\u00e0 nelle attivit\u00e0 di gestione, attribuendo al concetto contenuti sempre pi\u00f9 ampi (Cori, 1997; Corsi, 2003), sia in termini di governance sia operativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esistenza e la comunicazione di un &#8220;corpus&#8221; organico di norme etiche costituiscono un requisito fondamentale per l\u2019effettivo funzionamento di un sistema di controllo interno. Norme e meccanismi non sono, infatti, in grado di assicurare, da sole, la corretta conduzione delle operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vero e proprio &#8220;codice etico&#8221; non dovrebbe limitarsi a &#8220;fotografare&#8221; una certa realt\u00e0 ma di preferenza essere proiettato verso assetti non completamente realizzati, spingendo verso il cambiamento. Le norme deontologiche, riferibili al comportamento dei lavoratori, potrebbero avere un\u2019utilit\u00e0 interna, quindi estensibile al pi\u00f9 vasto universo degli stakeholders, nella direzione di una concezione pi\u00f9 ampia della governance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cresce la coscienza che le norme, da quelle giuridiche a quelle contabili, da sole non siano sufficienti, bench\u00e9 possano essere molto importanti. Occorre, infatti, dotarsi della capacit\u00e0 di applicarle, trasformarle in progetti e programmi organizzativi che tengano conto delle aspettative dei clienti esterni ma anche in generale delle risorse umane e dei valori espressi nella cultura generale e aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, con le parole del Card. Scola, uno stato democratico non pu\u00f2 essere indifferente ai grandi valori che stanno a fondamento della stessa convivenza democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitale umano, &#8220;risorsa&#8221; dai contenuti contabili ma anche strategici, \u00e8 fonte di valore economico che dal momento dell&#8217;assunzione si sviluppa con diverse modalit\u00e0 qualitative e quantitative in relazione alle modalit\u00e0 di impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 si accompagna all&#8217;esigenza di sistemi informativi capaci di valutare correttamente i contributi alla creazione del valore nel sistema aziendale (Bruni, 1990). Il senso del mondo si trova oltre le scienze. Lo sviluppo \u00e8 anche radicalmente questione culturale. I sistemi socio economici, sempre pi\u00f9 interrelati, devono cercare anzitutto &#8220;fini&#8221; ed obiettivi: &#8220;bussole&#8221; per orientarsi nelle situazioni tumultuose che la quotidianit\u00e0 produce senza sosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le crisi hanno una componente morale che nessuno pu\u00f3 non vedere. L&#8217;etica \u00e8 interiore alla razionalit\u00e1 e al pragmatismo. Se una gran parte\u00a0 delle azioni dell\u2019uomo e delle realt\u00e0 della vita, ad un certo livello, sono \u201crelative\u201d, cio\u00e8 dipendenti dalle diverse epoche, dalle culture e dalle circostanze, \u00e8 inaccettabile\u00a0 l\u2019affermazione che \u201cnulla\u201d \u00e8 assoluto, che non esiste alcuna dimensione di assolutezza e di universalit\u00e0 \u00e8 inaccettabile una dittatura del relativismo, modo di vivere e prassi che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e i propri desideri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre sempre leggere la realt\u00e0 ricordando con Max Weber che ci sono cose che si possono dimostrare e altre soltanto mostrare. E&#8217; una sfida a pensare e considerare come interdipendenti e in unit\u00e0 le dimensioni dell\u2019esistere e dell\u2019agire umano. Non si possono pi\u00f9 considerare in modo separato le questioni del lavoro, dell\u2019economia, della politica, della vita, della demografia, della salute, della famiglia, della religione, della tecnica, dell\u2019ambiente, delle scienze&#8230; Occorre, finalmente, una \u201cfraternit\u00e0\u201d tra le dimensioni dell\u2019esistere umano, come tra i saperi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione antropologica \u00e8 dovunque e comunque centrale. Le scienze offrono un contributo essenziale ma non possono, e non devono, coprire tutto il reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; importante non cessare di riflettere sui grandi incessanti cambiamenti che caratterizzano le attivit\u00e0 professionali ed il lavoro in generale. E saranno verosimilmente il lavoro e l\u2019occupazione tra le sfide pi\u00f9 vicine e critiche, in qualche caso drammatiche, per i sistemi socio-economici mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per risolvere i problemi il primo passo \u00e8 quello di comprendere e mettere a fuoco una buona impostazione metodologica. Stanno divenendo evanescenti i confini tra molti tradizionali mestieri, ci\u00f2 che impone con urgenza il bisogno di approfondimento delle culture nonch\u00e9 di una loro efficace ed efficiente integrazione .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si afferma una &#8220;nuova economia&#8221; completamente diversa da quella tradizionale legata ai fattori terra, lavoro e capitale, basata in gran parte sulla conoscenza e le informazioni, la cultura, libera nello stesso tempo da quasi tutti i limiti imposti dalle distanze, dal tempo e dalla scarsit\u00e0 delle risorse; una dimensione &#8220;senza frontiere&#8221;\u00a0 tale da imprimere un&#8217;ulteriore accelerazione allo sviluppo di un mondo inevitabilmente globalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I valori hanno bisogno della verit\u00e0 per essere correttamente orientati; priva di valori la verit\u00e0 manca delle risorse etiche che permettono l&#8217;orientamento delle conoscenze verso il bene della persona (Gadamer, 1985).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ambito delle risorse umane insieme all&#8217;etica pare opportuna un&#8217;ermeneutica del profitto:una continua ricerca volta all&#8217;interpretazione di realt\u00e0 che, come nel fenomeno aziendale,sono in continuo divenire,ci\u00f2 che richiede anzitutto una lucida coscienza del valore dell&#8217;uomo,nella sua complessit\u00e0 ed integralit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo che, anche ricordando Kierkegaard, \u00e8 spinto verso una scelta esistenziale, tra il bene e il male. O si lavora per un motivo che trascende il lavoro stesso o si finisce per rifuggire il lavoro. Nessun senso della vita si pu\u00f2 ricavare da una visione &#8220;schizofrenica&#8221; del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viktor Frankl, uno psicologo che ha perso moglie e alcuni figli nel dramma dell&#8217;olocausto, ricorda come coloro che riuscivano a sopravvivere pi\u00f9 a lungo alla terribile esperienza del lager non erano i soggetti pi\u00f9 forti fisicamente, bens\u00ec coloro che avevano un pi\u00f9 solido motivo d&#8217;amore per sopravvivere (Frankl,1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E risulta chiaro che affrontare problemi sociali e strategie d&#8217;impresa come se fossero separati e distinti \u00e8 stato poco avveduto in passato, e lo \u00e8 tanto pi\u00f9 oggi (Porter, 1987). E&#8217; dunque necessaria una &#8220;People strategy&#8221; per coordinare gli interventi nell&#8217;ambito delle politiche relative alle risorse umane, coerentemente alle altre strategie .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere e competere nella societ\u00e0 complessa si domanda anzitutto apprendimento ininterrotto, riqualificazione delle competenze, formazione permanente, forte attenzione e rapporto &#8220;amichevole&#8221; con il cambiamento scientifico e tecnologico, leadership partecipativa, team working.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sistemi sociali sono caratterizzati da &#8220;reti&#8221; di parti &#8220;viventi&#8221; auto-organizzate che formano un intero costantemente co-evolvente e complesso, qualificate da variabili interconnesse e che possono produrre esiti non previsti dagli attori: un sistema variegato con un peso crescente delle relazioni di mercato rispetto a quelle gerarchiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019azienda di successo non pu\u00f2 limitarsi ad aggiungere valore: deve con continuit\u00e0 reinventarlo. Le tradizionali e obsolete logiche lineari della catena del valore non consentono infatti di affermare la molteplicit\u00e0 delle interrelazioni che si creano tra i vari soggetti. E\u2019 tratteggiato l\u2019orientamento verso un sistema che in connessione con il vantaggio competitivo e i tradizionali elementi della catena pu\u00f2 arricchire anche in termini innovativi la tradizionale teoria del valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario uno sforzo per trovare un nuovo equilibrio, anche di regole, tra scienza ed economia nell&#8217;era della conoscenza, fondato sul principio che la conoscenza \u00e8 un bene comune. Il sapere costituisce il legame tra il sistema economico e sociale e quello formativo. In entrambi sono presenti processi di apprendimento che interessano persone fisiche sia individualmente sia all\u2019interno delle organizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente dagli altri fattori produttivi il capitale trasformato in conoscenza genera valore attraverso la capacit\u00e0 di moltiplicare gli usi, di dare un significato soggettivo alle esperienze, valorizzare i meccanismi di autoregolazione anche nel campo dei\u00a0 rapporti sociali tra gli attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La professionalit\u00e0 \u00e8 sempre meno associata al &#8220;compito&#8221; e sempre pi\u00f9 alla competenza espressa nell\u2019interpretazione del ruolo. Si pu\u00f2 concordare con Drucker che le attivit\u00e0 intangibili, dal personale al sistema dei valori, dalla leadership alla ricerca e innovazione continua, dalla reputazione alla forza del marchio alle capacit\u00e0 di immaginazione, si confermino quale strumento di efficace cambiamento strategico e dei processi, integrando sia il capitale sia il lavoro come emblematico fattore di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremo saper coniugare efficacemente la professionalit\u00e0 ed il servizio all&#8217;uomo, potenziare la nostra azione a favore di una cultura che proprio la millenaria esperienza europea\u00a0 ha saputo strettamente collegare all&#8217; essere piuttosto che all&#8217; avere ed attingere continuamente ad essa, sentirci partecipi allo sviluppo integrale delle nostre comunit\u00e0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste esigenze caratterizzano anche gli obiettivi dell&#8217;imprenditore &#8220;obbligato&#8221; &#8211; parallelamente al raggiungimento di una durevole economicit\u00e0 &#8211; ad essere costantemente creativo ed innovativo, orientato verso la &#8220;filosofia&#8221; della &#8220;qualit\u00e0&#8221;, quindi &#8220;flessibile&#8221;, ci\u00f2 che richiede crescenti e raffinate capacit\u00e0 di comprensione e di espressione, decisamente lontane da ogni tipo di &#8220;pseudo &#8211; cultura&#8221;\u00a0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica della qualit\u00e0 inizia in chiave organizzativa culturale &#8211; con una particolare modalit\u00e0 di osservare i problemi, una mentalit\u00e0 da acquisire che \u00e8 condizione necessaria per alimentare concrete fasi operative .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una particolare modalit\u00e0 d\u2019apprendimento e soluzione dei problemi \u00e8 basata sul presupposto che non esiste un modo &#8220;ottimo&#8221; per risolvere i problemi, ogni modalit\u00e0 potendone ipotizzare altre. La focalizzazione su semplicit\u00e0 e praticit\u00e0 sembra essere idonea a ben rappresentare alcune problematiche dell\u2019azienda &#8220;minore&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordando il &#8220;pensiero laterale&#8221;, termine che pu\u00f2 essere avvicinato all&#8217;idea di creativit\u00e0, non ci si propone soltanto la soluzione di problemi singoli ma si cerca di trovare nuove interpretazioni della realt\u00e0 attraverso inconsueti punti d\u2019attacco dei problemi, differenti approcci e modelli, uso di mezzi all\u2019apparenza &#8220;illogici&#8221;: una metodologia che facilita l\u2019acquisizione d\u2019idee diverse anche alla base di nuovi prodotti, processi e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero laterale rappresenterebbe il necessario intervento in un sistema informativo auto-organizzato al fine di rendere possibile un pi\u00f9 completo uso delle informazioni stesse. N\u2019\u00e8 condizione fondamentale quella di pensare ed operare in termini di &#8220;flusso di valore &#8220;. Ed il trasferimento di mansioni e responsabilit\u00e0 ai lavoratori, essenzialmente solutori di &#8220;problemi&#8221;, contribuisce all\u2019incremento del valore del prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tutti i valori autentici, dovunque si trovino, possono essere ricercati e accolti, solo mantenendosi in una prospettiva di verit\u00e0 si pu\u00f2 scampare al rischio di trasformarli in idoli. I valori senza la verit\u00e0 sono ciechi, senza i valori la verit\u00e0 \u00e8 sprovvista delle risorse etiche che rendono possibile indirizzare le conoscenze al bene dell\u2019uomo. Cos\u00ec, con Husserl, il centro di gravit\u00e0 della crisi non sarebbe tanto legato alle particolari strutture tecnico-scientifiche o sociali bens\u00ec piuttosto al possibile scollamento rispetto al mondo vitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 di tenere sotto controllo situazioni in cui il cambiamento \u00e8 rapido e l&#8217;incertezza elevata \u00e8 prerogativa del manager, chiamato ad affrontare e risolvere problemi, esprimere giudizi su fatti, persone, cose, tenendo conto di molteplici prospettive. Potr\u00e0 vincere la sfida competitiva se riuscir\u00e0 a cambiare meglio e pi\u00f9 in fretta dei concorrenti, coevolvendo con l\u2019ambiente esterno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo imprenditoriale continuer\u00e0 ad affermarsi sotto il profilo essenzialmente economico; tuttavia per raggiungere risultati soddisfacenti in quest&#8217;area dovranno dispiegarsi crescenti\u00a0 energie anche in altri campi, da quello politico a quello cooperativo, relativo all&#8217;ambiente, etico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cultura, per il ricercatore come per l&#8217;imprenditore od ogni altro soggetto, dovr\u00e0 significare &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; capacit\u00e0 di esaminare un&#8217;idea da varie angolazioni, formulare generalizzazioni al di l\u00e0 di pregiudizi o convincimenti meramente personali, agire con costante umilt\u00e0 intellettuale facendo cadere barriere ed incomprensioni, nemiche delle scienza ma anche del buon senso .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo le ragioni del bene non hanno mai impedito l&#8217;uso nocivo delle scienza e le guerre pi\u00f9 atroci. Spesso si comprende il valore etico delle scelte soltanto &#8220;a posteriori&#8221; quando i disastri si sono gi\u00e0 verificati. Tornano alla memoria le profetiche parole di Simone Weil, appassionata della cultura del dovere, allorch\u00e9 smaschera una societ\u00e0 segnata dal devastante naufragio della verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza agisce in quanto attivit\u00e0 dello spirito umano che ricerca la verit\u00e0:una verit\u00e0 sempre parziale e perfettibile, ed in questo \u00e8 umile la scienza di oggi. Anzi, proprio l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 grande acquisizione della scienza moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo che cercare la verit\u00e0 non \u00e8 facile; ed ancor pi\u00f9 costa difenderla ed esigerla come stile di vita. Per raccogliere queste sfide la Societ\u00e0 deve anzitutto riguadagnare la sua pi\u00f9 profonda identit\u00e0 fondata sul diritto naturale della persona, coniugare sviluppo e solidariet\u00e0, economia e valori dello spirito. Tutto ci\u00f2 con fondamento nella collaborazione e nel servizio, facendo rientrare gli aspetti dell&#8217;esistenza umana in una visione unitaria ed\u00a0 organica, fondata sulla motivazione di fondo del proprio esistere .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo lavorare instancabilmente per perfezionare quell&#8217;importante aspetto della cultura rappresentato dal servizio, creare rapporti tra i popoli sulla base di un\u2019autentica \u201ccultura del dare\u201d, senza mai perdere di vista l&#8217;obiettivo della comprensione. Se sapremo aprirci e stabilire rapporti di pace e di servizio con ogni persona agiremo concretamente per favorire un mondo pi\u00f9 giusto, quindi pi\u00f9 umano .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La premessa necessaria del dialogo \u00e8 il confronto tra identit\u00e0 ben chiare ed affermate. Per poter dialogare bisogna essere prima di tutto se stessi, possedere idee e proporle con chiarezza, convinzione e coraggio. Assecondare passivamente i comportamenti e le mentalit\u00e0 correnti, immergersi in esse fino a sciogliersi perdendo la propria identit\u00e0, \u00e8 negazione del dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La transizione postmoderna si accompagna a cambiamenti nel lavoro caratterizzati da mercati frammentati, specificit\u00e0, discontinuit\u00e0, insicurezza, forme d\u2019imprenditorialit\u00e0 non tradizionali, valori legati alla persona, enfatizzazione sull\u2019accesso piuttosto che sulla propriet\u00e0, confermando la tendenza a collocare la ricchezza, oltre che nella propriet\u00e0, nelle capacit\u00e0 fisiche ed intellettuali dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non soltanto nelle combinazioni aziendali, tentare di rispondere alle crescenti specificit\u00e0 solo con il bagaglio culturale del passato e rapporti lineari di causa-effetto rischia di innestare o intensificare circoli viziosi di comportamento inefficiente. Obsoleti&#8221;strumenti&#8221;, pur continuando ad esistere, non sono pi\u00f9 in grado di spiegare compiutamente la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Politiche del personale aperte al &#8220;Diversity management&#8221;, concretamente evidenziate dalla creazione di un &#8220;Integration manager&#8221;, possono favorire la valorizzazione del personale dando\u00a0 vita ad un ambiente in cui tutte le forme di soggettivit\u00e0 possano esprimersi e interagire sinergicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si evidenzia al contempo l\u2019esigenza di far crescere un terziario &#8220;ricco&#8221; di formazione, logistica, servizi di supporto alle imprese, ricerca di una pi\u00f9 fitta trama di relazioni tra imprenditori ed istituzioni, alle quali s\u2019indirizzano richieste crescenti in tema di infrastrutture, coordinamento ed incentivazione per l\u2019innovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se reti e sistemi capaci di facilitare le interrelazioni tra i diversi protagonisti delle filiere produttive contribuiscono alla riduzione dei costi di transazione, appare comprensibilmente importante dedicare attenzione ed energie a specifiche forme di diversity training, con l\u2019obiettivo di ricondurre la diversit\u00e0 ad attivit\u00e0 di business, coinvolgendo i lavoratori in chiare visioni strategiche da proiettare sul mercato e sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modalit\u00e0 con cui un\u2019azienda rappresenta se stessa all\u2019esterno non possono prescindere dal fatto di avere al proprio interno persone diverse per etnia, abilit\u00e0, genere, et\u00e0. Tuttavia la diversit\u00e0 non riguarda soltanto questi aspetti bens\u00ec anche, e forse in modo ancora pi\u00f9 radicale, il modo di pensare, gli orientamenti culturali, gli atteggiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi connessi ai ventagli di specificit\u00e0 possono, tra l\u2019altro, influenzare il Risk Management, ben sapendo che la &#8220;prevenzione&#8221;, ineluttabilmente connessa all\u2019organizzazione, crei valore. \u00a0Network interno ed esterno rappresentano in questo senso\u00a0 due sfere relazionali fondamentali nell\u2019analisi delle motivazioni e dei percorsi che caratterizzano l&#8217;organizzazione della prevenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attivit\u00e0 formativa nei confronti d\u2019appartenenti ad etnie diverse deve anzitutto tener conto che la creazione e lo sviluppo di conoscenze assume un rilievo fondamentale e che un confronto critico tra le variegate posizioni culturali potr\u00e0 risultare davvero fecondo dando vita ad una dinamica educativa che introduca le persone nella realt\u00e0 e nel suo significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 noto come i sistemi economico-sociali non siano pi\u00f9 connotati dall\u2019acquisizione e trasformazione di materie prime quanto piuttosto dalle competenze, le abilit\u00e0 e l\u2019intelligenza delle persone. La capacit\u00e0 di &#8220;metabolizzare&#8221;i principi di questa nuova &#8220;economia della conoscenza&#8221;ed usare le lenti della complessit\u00e0 per rappresentare anche importanti differenze possono divenire condizione per il successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscenze di tipo tecnico-scientifico s\u2019intrecciano con quelle di tipo economico ed &#8220;umanistico&#8221;. Frequentemente l&#8217;azienda \u00e8 identificata da un vero e proprio patrimonio di risorse, interne ed esterne, molto variegate, in cui le correnti immigratorie ed in generale le eterogeneit\u00e0 si rivelano fattori &#8220;critici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone che apportano specificit\u00e0 possono costituire forti risorse per lo sviluppo in quanto fonte non solo di competenze tecniche e professionali ma anche di senso comune, saperi, conoscenze, punti di vista. Esse rappresentano un fondamentale strumento sia per la raccolta d\u2019informazioni nel mercato e nell&#8217;ambiente di provenienza, sia per l&#8217;elaborazione di processi decisionali &#8220;ricchi&#8221; e consapevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimenticando come l&#8217;informazione asimmetrica rappresenti, come afferma Stiglitz, la chiave di volta dell&#8217;economia moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il protagonista del diciannovesimo secolo \u00e8 stato l\u2019imprenditore, quello del ventesimo il professional manager, nel futuro si affermer\u00e0 verosimilmente la figura del &#8220;leader consapevole&#8221; che penser\u00e0 ed operer\u00e0 tenendo conto di varie prospettive e sensibilit\u00e0: da quella economica a quella etica, da quella ecologica a quella estetica, talvolta vero e proprio &#8220;regista&#8221; dell\u2019entusiasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la globalizzazione, fenomeno con aspetti socio-economici e culturali ma soprattutto categoria mentale, che combina la diversit\u00e0 dei luoghi, delle lingue, delle culture, non produca esiti negativi, sul piano economico oltre che sociale, occorre che alla progressiva &#8220;mondializzazione&#8221; corrisponda una cultura &#8220;globale&#8221; attenta anche ai bisogni dei pi\u00f9 deboli, capace di coniugare sviluppo con solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, sviluppare adeguati codici di responsabilit\u00e0, generare leader capaci di perseguirli regolarmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nozione di solidariet\u00e0 richiama la coscienza di partecipare agli obblighi di una comunit\u00e0 variegata condividendone le necessit\u00e0, dando vita ad\u00a0 organizzazioni sociali fondate sul collegamento e la collaborazione . La solidariet\u00e0, prima di tradursi in gesti concreti, deve essere atteggiamento interiore, presupponendo il riconoscimento della stessa dignit\u00e0 per ogni persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00f9Consiste nella cognizione dell&#8217;appartenenza ad una comunit\u00e0 in cui vi sia una sostanziale convergenza di interessi, idee, sentimenti. Si definiscono come una serie di cerchi concentrici: dalle aggregazioni pi\u00f9 ristrette a quelle pi\u00f9 ampie. Infatti, cos\u00ec come c&#8217;\u00e8 solidariet\u00e0 all&#8217;interno della famiglia, dovrebbe esserci all&#8217;interno delle istituzioni, nella direzione di una &#8220;global governance&#8221; sensibile alle aspettative ed ai bisogni dell&#8217;intera societ\u00e0, indispensabile per affrontare correttamente le sfide tecnologiche e dimensionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 interazione tra aspetti materiali, spirituali, individuali, sociali, che trovano sintesi in una sinergia cooperativa che consente uno sviluppo sostenibile\u00a0 attento alle problematiche economiche, sociali, ambientali e ad un corretto pluralismo, pragmaticamente sensibile alle specificit\u00e0: una teoria che sta affiancando in modo irreversibile l\u2019impostazione tradizionale del valore per gli azionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni persona, a qualunque livello della scala gerarchica, \u00e8 realmente o potenzialmente un &#8220;formatore&#8221;, pure ricordando che i progressi ottenuti per mezzo degli ammaestramenti sono lenti. Quelli invece che si ottengono con gli esempi concreti risultano pi\u00f9 immediati, efficaci, duraturi.\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 condivisibile l\u2019affermazione che misurare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere facilmente misurato &#8220;funziona entro certi limiti&#8221;; tralasciare ci\u00f2 che non \u00e8 facilmente misurabile e assegnargli un valore arbitrario \u00e8 artificioso e sicuramente fuorviante; pensare che quanto non pu\u00f2 essere facilmente misurato non \u00e8 importante \u00e8 cecit\u00e0. Ma sarebbe estremamente pericoloso ritenere che tutto ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere misurato, come alcune specificit\u00e0, non\u00a0 esiste: potrebbe essere pregiudizievole per le stesse condizioni di esistenza del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre ripensare il circuito dell&#8217;economia aziendale stimolando la riflessione sull&#8217;impegno etico per sviluppare l&#8217;economicit\u00e0. Se il profitto \u00e8 vitale per l&#8217;equilibrio aziendale, \u00e8 fondamentale che l&#8217;utile venga realizzato in modo corretto, rispettando i principi etici. In caso contrario l&#8217;azienda sar\u00e0 &#8220;punita&#8221;. E&#8217; opinione condivisa da molti manager che nell&#8217;arco di pochi anni la maggior parte delle aziende conter\u00e0 un direttore etico che, tra i suoi compiti, avr\u00e0 quelli di &#8220;gestire&#8221; il personale nei multiformi aspetti, anche innovativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito futuro in campo organizzativo riguarder\u00e0 verosimilmente l&#8217;etica e la moralit\u00e0 pi\u00f9 che le tecnologie. Dunque le risorse umane si presenteranno come custodi etici, vera e propria &#8220;bussola morale&#8221; (Etzioni,1988). Come &#8220;precedere&#8221; il futuro? L&#8217;unico modo \u00e8 cercare di &#8220;inventarlo&#8221;, con intelligenza e capacit\u00e0 di adattamento, agendo con anticipo in modo &#8220;proattivo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione delle risorse umane pone ogni organizzazione di fronte ad alcuni grandi problemi, la cui soluzione condizioner\u00e0 profondamente la capacit\u00e0 di raggiungere e mantenere il successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sfida significativa riguarda la scelta dei lavoratori, nei confronti dei quali sar\u00e0 opportuno realizzare una sorta di &#8220;personalizzazione di massa&#8221;, analogamente al mercato dei beni e dei servizi. Ci\u00f2 in quanto il lavoratore esprimer\u00e0 crescenti aspettative in ordine al luogo di lavoro, alle modalit\u00e0 della carriera, dello svolgimento e dei tempi delle prestazioni, ai sistemi premianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta deve avvenire all&#8217;interno di un&#8217;ampie relazioni interpersonali, favorita dall&#8217;organizzazione. Anche mediante questa chiave di lettura si comprende come la realt\u00e0 divenga sempre meno &#8220;prevedibile&#8221; e pi\u00f9 complessa, ci\u00f2 che impone uno sforzo adeguato per cercare di comprenderne i significati e dar vita ad una sostanziale&#8221;filosofia&#8221; del cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;azienda moderna si caratterizza ormai come sistema di risorse e di obiettivi piuttosto che di stabilimenti. Chi lavora non pu\u00f2 pi\u00f9 cercare la sicurezza nel &#8220;posto&#8221; bens\u00ec nella propria &#8220;impiegabilit\u00e0&#8221; legata alla capacit\u00e0 e alle competenze in continuo processo di aggiornamento auto orientate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque il fattore critico per la creazione del valore si conferma costituito dalle persone, ci\u00f2 che configura nell&#8217;azienda ma anche in ogni organizzazione una rivoluzione di portata assimilabile a quella industriale. Si comprende dunque perch\u00e9 strategie, comportamenti, visioni soggettive siano costantemente collegati, innovando rispetto ad obsoleti approcci tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ideale del servizio pu\u00f2 aiutare ogni persona, non importa il suo livello gerarchico nella combinazione aziendale, a dare senso alle proprie attivit\u00e0, umane e professionali, nel non facile ma entusiasmante sforzo di coniugare gli aspetti materiali ed economici con quelli etici e spirituali, esercitare un lavoro o una qualsiasi professione in termini d&#8217;autentico servizio. Mediante il lavoro l&#8217;uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessit\u00e0 ma anche realizza se stesso ed anzi, in un certo senso, diventa pi\u00f9 uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 ci sia morale occorre anche uno slancio interiore, una emozione, una passione che ci porti al di l\u00e0 di noi stessi, al di l\u00e0 dell&#8217;egoismo. E l&#8217;uomo scopre &#8211; prima o poi &#8211; che il desiderio del bene altrui, della felicit\u00e0 degli altri , sono la fonte pi\u00f9 generosa della propria felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=5081\" target=\"_blank\">____________________________<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbagnano, N.(1998), Dizionario di filosofia, Torino, UTET.<br \/>\nAdinolfi, P.(1999), Struttura organizzativa e complessit\u00e0: il caso delle Ferrovie dello Stato, Azienda Pubblica.<br \/>\nAgazzi, E. 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