{"id":5067,"date":"2012-05-17T00:00:00","date_gmt":"2012-05-16T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-28T08:43:58","modified_gmt":"2016-04-28T06:43:58","slug":"jzef-tischner-la-menzogna-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/jzef-tischner-la-menzogna-politica\/","title":{"rendered":"J&oacute;zef Tischner: La menzogna politica"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-33615\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/propaganda_Urss.jpg\" alt=\"propaganda_Urss\" width=\"250\" height=\"187\" \/>L\u2019Altra Europa<\/strong> (bimestrale del Centro Russia Cristiana ) n. 5 (221)-1988<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abUn mondo con i piedi d&#8217;argilla e al tempo stesso complesso e artico<\/em><em>lato&#8230; Una costruzione pittoresca, piena di nascondigli, misteri, vicoli\u00bb. In questo modo il filosofo di Cracovia J\u00f3zef Tischner descrive plasticamente il mondo creato dalla menzogna politica, dalla menzogna, cio\u00e8, dettata dalle necessit\u00e0 del potere e spesso accettata supinamente dai sudditi determinati dal timore che la verit\u00e0 possa mettere in pericolo la propria esistenza o la propria tranquillit\u00e0. Il potere suscita e mantiene il timore dei sudditi servendosi di contrapposizioni \u00abnoi-loro\u00bb, e dividendo cos\u00ec \u00abil mondo in due blocchi che si combattono\u00bb e in tal modo \u00abil pensiero politico fa nascere il sospetto, smaschera, agita, quando \u00e8 necessario denuncia, classificando il mondo e la storia secondo schemi preparati in precedenza\u00bb.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La menzogna, necessaria sempre al potere, trova nel marxismo-leninismo la sua giustificazione anche teorica, mutando il valore e il peso delle parole \u00abverit\u00e0\u00bb e \u00abrealt\u00e0\u00bb e permettendo cos\u00ec \u00abal politico di mentire avendo la convinzione di dire la verit\u00e0\u00bb, di dire \u00abuna verit\u00e0 dinamica, una verit\u00e0 dialettica e perci\u00f2 una verit\u00e0 maggiore di quella &#8220;statica&#8221; fondata sui &#8220;preconcetti metafisici&#8221; dell&#8217;intelletto comune\u00bb. In tal modo tutto trova una giustificazione in nome dell&#8217;ideale pi\u00f9 alto, della \u00abmaggiore verit\u00e0\u00bb, dettata dall&#8217;ideologia e dalla tensione al mondo nuovo e meraviglioso del futuro; tutto \u00e8 possibile e giusto: la censura, la mistificazione della storia, la menzogna sulla realt\u00e0 presente, di cui viene messa in dubbio l&#8217;esistenza aggettiva, la distruzione dell&#8217;uomo e della sua coscienza.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una volta messa in movimento, la menzogna si diffonde in ogni luogo <\/em><em>e fa s\u00ec che il sospetto penetri ovunque e che nessuno possa pi\u00f9 avere fiducia nell&#8217;altro. Ma ci\u00f2 pu\u00f2 farsi, come disse Norwid, che scoppi la lotta contro la menzogna, ma in \u00abun giorno segnato da fiumi di sangue\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per menzogna politica intendo una menzogna che deriva dalle necessit\u00e0 del potere e serve tali bisogni. Con il suo ausilio il potere desidera allargare il proprio dominio, rafforzarsi, giustificarsi ai propri occhi e agli occhi dei sudditi. Il potere, oltre che essere l&#8217;origine di questa menzogna, ne \u00e8 anche l&#8217;assoluzione, e il pi\u00f9 delle volte il contenuto diretto o indiretto.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 ovviamente non esclude la partecipazione dei sudditi alla menzogna. Nel caso della menzogna politica, infatti, la cosa pi\u00f9 impressionante non \u00e8 che questo o quel politico se ne serva o la diffonda, ma che la menzogna stessa riveli un&#8217;impressionante vitalit\u00e0 e si diffonda come una gramigna seminata sia dal potere che dai sudditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La menzogna politica \u00e8 una menzogna vergognosa. Il politico, che in segreto se ne vergogna, cerca di nascondere o giustificare la propria menzogna. Il politico che mente non opera nessun mutamento nel mondo dei valori, non detronizza la verit\u00e0 per sostituirla con la menzogna, ma, al contrario, cerca di affermare il proprio legame con la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo fa guidato non solo dagli interessi del potere, ma anche da un&#8217;intenzione contenuta nella menzogna stessa. Infatti fa parte dell&#8217;essenza della menzogna non rifiutare il valore della verit\u00e0, ma simularla. Chi mente proclama una non-verit\u00e0, come fosse la verit\u00e0. Con ci\u00f2 egli esprime il proprio rispetto per la verit\u00e0 in quanto valore. Perch\u00e9, allora, lo rifiuta? Il rifiuto esige una giustificazione. Si pu\u00f2 quindi riconoscere la menzogna politica perch\u00e9 il rifiuto della verit\u00e0 cerca una giustificazione in un interesse diretto e indiretto del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto pi\u00f9 mi addentro nel mondo costruito dalla menzogna politica, tanto pi\u00f9 cresce il mio stupore. \u00c8 un mondo che ha i piedi d&#8217;argilla e al tempo stesso \u00e8 estremamente complesso e articolato. \u00c8 una costruzione pittoresca, piena di nascondigli, di misteri e di vicoli. Occorre avere un sapere particolare per riuscire a muoversi in questo mondo e un talento non comune per poterlo perfezionare. In esso non sono consentite tutte le menzogne e non a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono menzogne privilegiate e degne solo di pochi privilegiati, e vi sono menzogne comuni, accessibili a tutti. Vi sono menzogne sul passato e il futuro e menzogne sul presente, che sono le pi\u00f9 interessanti perch\u00e9 contraddicono ci\u00f2 che gli uomini hanno davanti agli occhi. Vi sono menzogne su ci\u00f2 che avviene vicino e lontano da noi, menzogne sull&#8217;inferno e sul paradiso, menzogne immutabili e menzogne cangianti, che muoiono sotto i colpi della verit\u00e0 o per vecchiaia, con il passare del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, infine, vi sono le menzogne sulla menzogna stessa. Come \u00e8 possibile che un mondo simile esista? Potrebbe esistere senza avere nessun rapporto con la realt\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lettore vorrebbe certamente sapere a questo punto a chi penso quando parlo di menzogna politica, vorrebbe sapere nomi e cognomi, indirizzi e colore politico. La mia risposta \u00e8: tutti e nessuno. Infatti propongo di riflettere sul fenomeno e non sui suoi concreti portatori. Se questo articolo sar\u00e0 letto da un politico dipender\u00e0 da lui rispondere alla domanda su quanto incarna nella sua vita il fenomeno che descrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia desidero servirmi in alcuni punti di esempi tratti dall&#8217;intervista concessa alcuni anni fa a T. Toranska da Jakub Berman, l&#8217;artefice del sistema stalinista in Polonia dopo Bierut (1). Il fatto che l&#8217;ideologia a cui si riferisce Berman sia marxista potr\u00e0 dare una certa soddisfazione ai nemici del marxismo; ognuno potr\u00e0 dire: \u00abIo non sono come loro\u00bb. Ma non lo \u00e8 davvero? Infatti il fenomeno della menzogna politica \u00e8 molto pi\u00f9 ampio del marxismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esaminiamo ora il modo attraverso cui la menzogna politica si giustifica e la sua pi\u00f9 profonda interpretazione ideologica e filosofica. La giustificazione della menzogna politica suppone, sia per il potere che per i sudditi, la categoria della veridicit\u00e0: il linguaggio \u00e8 veritiero quando coincide con ci\u00f2 che chi parla vede e ode.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interpretazione ideologica della verit\u00e0 spezza questa unit\u00e0. I sudditi non sanno che cosa sia la verit\u00e0. Lo sa il politico. Per questo ai sudditi pu\u00f2 sembrare che il politico menta. Se per\u00f2 i sudditi si renderanno conto di ci\u00f2 che si nasconde dietro la parola \u00abverit\u00e0\u00bb, allora potranno vedere che il politico non mente, ma rivela loro una verit\u00e0 pi\u00f9 alta, accessibile a lui solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La giustificazione della menzogna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni introduzione della menzogna in campo politico esige una giustificazione particolarmente articolata, infatti a nessuno piace essere ingannato, in particolare al cosiddetto \u00abpopolo semplice\u00bb, per il cui bene lavorano i politici. D&#8217;altro canto, per\u00f2, il \u00abpopolo\u00bb sa bene che in certe situazioni la menzogna \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui nasce il compito fondamentale del politico: fare della veridicit\u00e0 il principio del proprio parlare e al tempo stesso ammettere le eccezioni al principio, che per\u00f2 vanno giustificate. La giustificazione delle eccezioni deve essere comprensibile al \u00abpopolo semplice\u00bb, quindi deve essere uno sviluppo di quelle forme di giustificazione della menzogna di cui si serve lo stesso popolo, quando le circostanze lo spingono a mentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentendo come mente il popolo, il politico sottolinea il proprio legame con esso. E il popolo mente? Mente quando ha paura. E fa cos\u00ec anche il politico. Egli per\u00f2 non deve temere per s\u00e9, ma per i sudditi, per il popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima condizione per la giustificazione della menzogna politica \u00e8 la comunanza di timori tra il politico e i sudditi. Ci\u00f2 non significa, per\u00f2, che il politico debba accogliere la paura del popolo come qualcosa di immutabile, dato una volta per tutte. Al contrario, egli stesso in una certa misura deve stabilirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna creare <em>un&#8217;associazione <\/em>stabile tra una determinata immagine del mondo e una determinata paura, cos\u00ec che l&#8217;immagine susciti paura e la paura evochi l&#8217;immagine. Pu\u00f2 essere qui d&#8217;ausilio la psicologia associativa. Essa permette di sviluppare nella psiche del suddito infinite catene di associazioni, il cui centro sar\u00e0 sempre quella stessa paura fondamentale, innanzitutto la paura per la propria vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i nuclei delle associazioni dovrebbero tendere verso quella paura, tutti la dovrebbero evocare. Il fatto che questa paura possa a volte essere irrazionale e immotivata non ha gran valore. Importante \u00e8 la forza delle associazioni. A un certo punto essa si rivela cos\u00ec forte che la ragionevolezza perde ogni possibilit\u00e0 di dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora bisogna dividere il mondo in due blocchi che si combattono: quello degli amici e quello dei nemici. I due blocchi sono l&#8217;origine di due catene di associazioni, una positiva e una negativa. A questo punto bisogna consolidarle ripetendo spesso: viviamo nel blocco dell&#8217;amicizia, l\u00e0, oltre i confini del paese, c&#8217;\u00e8 il blocco dei nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E addirittura, se l\u00e0 vive un nostro amico, bisogna fare attenzione, perch\u00e9 \u00aboggettivamente\u00bb, se si dovesse arrivare a una guerra, egli sarebbe contro di noi. Qui, da noi, per principio abbiamo degli amici, ma anche con loro bisogna fare attenzione, perch\u00e9 si possono rivelare alleati dei nemici. La prudenza e il sospetto derivano da minacce \u00aboggettive\u00bb. Se \u00e8 cos\u00ec, la paura \u00e8 comprensibile di per se stessa. Bisogna aver paura per poter essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta messo in movimento, il meccanismo delle associazioni della paura porta a un effetto reciproco: per giustificare la menzogna bisogna richiamarsi alla paura, richiamandoci alla paura la facciamo crescere e in tal modo prepariamo la terra su cui la <em>menzogna <\/em>di nuovo pu\u00f2 diffondersi senza ostacoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice Jakub Berman: \u00abLa Polonia non pu\u00f2 essere staccata dal blocco sovietico. Perch\u00e9, dopo averla staccata, dove la potremmo collocare? Sulla luna! E dovremmo andare con lei sulla luna? La Polonia \u00e8 sulla strada che porta dall&#8217;Unione Sovietica all&#8217;Europa Occidentale, e la sua posizione \u00e8 chiara: aut-aut, non ci sono colori intermedi, perch\u00e9 la Polonia non pu\u00f2 stare sospesa in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 oggettiva \u00e8 quindi questa, che o l&#8217;America riuscir\u00e0 a creare qui un fermento tale da cancellarci e allora, ovviamente, ci sar\u00e0 un intervento dell&#8217;Unione Sovietica e ci sar\u00e0 un tale spargimento di sangue che tutta la nazione ne sar\u00e0 macchiata, e questa non \u00e8 una soluzione per nessuno; oppure tutto il blocco andr\u00e0 alla rovina e la Polonia diventer\u00e0 il Principato di Varsavia; oppure scoppier\u00e0 la terza guerra mondiale e tutta l&#8217;Europa o una sua parte sar\u00e0 annientata. Non vedo altre prospettive e non capisco perch\u00e9 la societ\u00e0 polacca, l&#8217;intellighenzia polacca, non se ne renda conto\u00bb (p. 356).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, quindi, abbiamo la divisione del mondo e le associazioni di paura ormai consolidate. Bisogna mentire se non si vuole uno spargimento di sangue. La menzogna \u00e8 una necessit\u00e0 per vivere. Essa, per\u00f2, ha dietro di s\u00e9 una verit\u00e0 di fondo, una verit\u00e0 che non \u00e8 compresa dall&#8217;intellighenzia: la Polonia non pu\u00f2 stare sospesa a <em>mezz&#8217;aria. <\/em>L&#8217;intellighenzia ricorda sempre i mali del passato nei rapporti tra la Polonia, la Russia e l&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non capisce dove questo pu\u00f2 portare? Bisogna saper rinunciare a una veridicit\u00e0 in tutti i particolari, perch\u00e9 lo richiede la fondamentale verit\u00e0 politica. La paura della guerra e della morte dovrebbe arrivare al punto di abbracciare anche le verit\u00e0 particolari inopportune per il politico. Il politico non le mette in discussione. Per\u00f2, manipolando ad arte la paura fa s\u00ec che la veridicit\u00e0 particolare sembri un reato, una provocazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni ormai consolidate evocano la sciagura che potrebbe accadere se venisse introdotta la veridicit\u00e0. La menzogna, se non diviene quindi un bene, si rivela il male minore. Dove sono i confini di questo male? Da qual momento in poi la verit\u00e0 pu\u00f2 non essere pericolosa? I confini cambiano sempre. Si arriva all&#8217;assurdo. La menzogna a un certo punto diventa tanto evidente che anzich\u00e9 suscitare proteste suscita una meraviglia senza limiti. Ecco due esempi in cui la menzogna ha oltrepassato ogni limite di buon senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice Jakub Berman: \u00abPer me \u00e8 stato un mistero perch\u00e9 durante il processo Bucharin e Kamenev abbiano fatto tante autocritiche senza senso accusandosi di reati che non avevano commesso. Penso che li abbiano convinti a farlo dicendo: &#8220;Ascolta, la sola cosa che puoi ancora fare per il partito \u00e8 prendere su di te tutte le colpe, quelle commesse e quelle non commesse&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;imputato forse allora non sapeva di dover morire, di essere gi\u00e0 stato condannato, probabilmente sapeva solo di dover essere processato e di dover fare una confessione pubblica. E quindi accett\u00f2 di dar testimonianza alla sua dedizione al partito, se il partito chiedeva un tale sacrificio, perch\u00e9 servire il partito per i vecchi comunisti era una necessit\u00e0 interiore \u00bb (p. 228).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1952 una delegazione di comunisti polacchi si rec\u00f2 da Stalin per discutere con lui il testo della nuova costituzione. Berman ricorda: \u00abGli mostrammo l&#8217;introduzione alla costituzione, il preambolo, in cui, tra l&#8217;altro, era scritto che nel passato la Polonia era stata divisa fra due potenze, quella austriaca e quella tedesca. Evidentemente i redattori di quel brano avevano avuto paura che ricordare la spartizione russa potesse suscitare l&#8217;ira di Stalin, quindi avevano preferito sorvolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stalin lesse l&#8217;introduzione e a quel punto gli fu chiesto se menzionare la spartizione zarista o no. Stalin disse di menzionarla perch\u00e9 non farne menzione non avrebbe avuto senso, mentre quell&#8217;evento storico non aveva nessuna risonanza antisovietica. Queste sue parole indubbiamente ci aiutarono e introducemmo il brano\u00bb (p. 314).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi gli esempi rivelano un meccanismo di associazioni di paura. Il politico non ha paura per s\u00e9, ma ha paura per il popolo: la sua paura \u00e8 una paura \u00abpopolare\u00bb, una paura assunta dal popolo, una paura in nome del popolo. Quando mente, mente per il bene del popolo. Ci\u00f2 non significa che la menzogna sulle sue labbra cessi di essere un male e divenga un bene, ma \u00e8 un male minore di quello che nascerebbe dalla veridicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 emerge un particolare \u00aberoismo della menzogna\u00bb: l&#8217;eroica convinzione che il politico debba portare sulle spalle il peso della colpa di una menzogna necessaria, connessa all&#8217;essenza dell&#8217;esercizio del potere, affinch\u00e8 i sudditi possano mangiare in pace il proprio pane e alcuni possano addirittura avere l&#8217;onore di criticare la menzogna del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;\u00aberoismo della menzogna\u00bb si unisce alla paura della catastrofe e porta la menzogna a oltrepassare i confini del ragionevole, assumendo dimensioni mostruose. Per non nuocere al buon nome del partito, Bucharin e Kamenev divengono gli accusatori di se stessi. Per non irritare Stalin gli autori del progetto della costituzione sono disposti \u00aberoicamente\u00bb a negare la parte avuta dalla Russia nelle spartizioni della Polonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto maggiore \u00e8 la menzogna, tanto maggiore \u00e8 l&#8217;\u00aberoismo\u00bb e, al contrario, l&#8217;\u00aberoismo\u00bb della menzogna <em>genera <\/em>non-verit\u00e0 sempre pi\u00f9 assurde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Trasformazione dei concetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La menzogna giustificata dalla paura, per\u00f2, ha un potere d&#8217;azione limitato. Con il suo ausilio ci si pu\u00f2 eventualmente difendere dalle accuse, ma non si pu\u00f2 costruire un nuovo, splendido, mondo. Il potere che se ne serve dimostra la propria dipendenza da altro e una sua certa impotenza. Certamente essa non gli da autorit\u00e0. Quindi bisogna andare oltre e pi\u00f9 in profondit\u00e0 e fare una revisione radicale del concetto di verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avversario attacca il potere a partire dalla verit\u00e0, ma che cosa \u00e8 questa verit\u00e0? Un uomo di intelletto normale \u00e8 convinto che la verit\u00e0 dipenda dalla coerenza tra la conoscenza e la realt\u00e0 relativa a tale conoscenza. Quindi un discorso veridico \u00e8 un discorso che cerca di esprimere tale coerenza. Ma l&#8217;intelletto politico \u00e8 pi\u00f9 penetrante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conoscenza a che cosa si riferisce? Che cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0? \u00c8 qualcosa di stabile e immutabile? Forse \u00e8 cos\u00ec in matematica, ma nella vita sociale non ci sono cose stabili e immutabili. Nella mutevole realt\u00e0 sociale ci\u00f2 che ancora non esiste, ma, appunto, \u00e8 in divenire ha una maggiore \u00abforza di esistenza\u00bb ed \u00e8 pi\u00f9 \u00abreale\u00bb di ci\u00f2 che ancora permane ma \u00e8 gi\u00e0 condannato a morte. Da qui nasce una nuova proposta dell&#8217;intelletto politico: la verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2, e unicamente ci\u00f2, che porta gli effetti desiderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione politica della verit\u00e0 trova un approfondimento politico nella teoria della verit\u00e0 marxista-leninista. Il marxismo-leninismo insegna che l&#8217;ultimo criterio della verit\u00e0 \u00e8 la cosiddetta \u00abprassi\u00bb. La prassi, poi, come una volta ha spiegato A. Schaff \u00e8 \u00abl&#8217;azione degli uomini che trasformano la realt\u00e0 oggettiva\u00bb. Gli uomini che trasformano la realt\u00e0 oggettiva sono i politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi guidano la prassi sociale del popolo in una direzione decisa dall&#8217;alto. A tal fine essi decidono che cosa sia e che cosa non sia \u00abla realt\u00e0 oggettiva\u00bb. Si servono dell&#8217;ausilio della filosofia dialettica, della storia e dell&#8217;esperienza sociale, in particolare dell&#8217;esperienza del partito comunista. La teoria e l&#8217;esperienza sono i due elementi fondamentali di una politica scientifica. L&#8217;esperienza indica al politico la \u00abrealt\u00e0 oggettiva\u00bb, dura come pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla teoria, per\u00f2, egli sa che le pietre sono solo il materiale per la futura costruzione. Avendo in mano una strategia e una tattica adeguate, il politico riesce a spaccare la pietra, a ridurla in polvere e a costruire con il materiale cos\u00ec ottenuto un mondo nuovo e meraviglioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marxismo-leninismo permette al politico di mentire avendo la convinzione di dire la verit\u00e0. Infatti ci\u00f2 che egli dice \u00e8 una verit\u00e0 dinamica, una verit\u00e0 dialettica, perci\u00f2 una verit\u00e0 maggiore della verit\u00e0 \u00abstatica\u00bb fondata su \u00abpreconcetti metafisici\u00bb dell&#8217;intelletto comune. Ma il nuovo concetto di verit\u00e0 non deve necessariamente eliminare quello comune, semplicemente ne limita la portata. Il pensiero comune dovrebbe essere consegnato all&#8217;intelletto del politico, che definir\u00e0 lo spazio dei suoi possibili movimenti. A difesa di questo spazio egli porr\u00e0 il censore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi dapprima occorre definire pi\u00f9 precisamente la visione del \u00abnuovo meraviglioso mondo\u00bb verso cui tende la storia, indicare cio\u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 in divenire. Berman concretizza cos\u00ec i fini generali del comunismo: \u00abII fine \u00e8 sempre stato lo stesso: creare un&#8217;altra Polonia, unita dal punto di vista nazionale, senza analfabetismo, molto industrializzata, con un alto livello di civilt\u00e0, una cultura sviluppata che permetta un enorme progresso sociale a milioni di persone. La immaginavamo cos\u00ec. Avevamo questa visione\u00bb (p. 293).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente bisogna definire il presente come fosse materia: \u00abNoi siamo condannati a portare sulle spalle l&#8217;enorme fardello di esperienze millenarie e il processo necessario a staccarci dalla tradizione e innamorarci della nuova forma non \u00e8 facile, non pu\u00f2 avvenire elasticamente, lentamente, deve provocare degli sconvolgimenti, che in una forma o in un&#8217;altra si ripeteranno nel tempo&#8230; Non credendo nell&#8217;azione magica della parola, sono convinto che la somma delle azioni da noi condotte con coerenza e capacit\u00e0 porter\u00e0 alla fine gli effetti desiderati e creer\u00e0 una nuova coscienza nei polacchi&#8230; Forse ci\u00f2 accadr\u00e0 tra cinquant&#8217;anni, forse tra cento, non voglio essere un profeta ma sono certo che un giorno accadr\u00e0 \u00bb (pp. 357-8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E infine una menzogna che a uno sguardo pi\u00f9 attento si rivela una \u00abverit\u00e0\u00bb: la questione delle elezioni. Era proprio necessario falsificarle? T. Toranska dice: \u00abMentite, mentite senza sosta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Berman spiega: \u00abSi poteva forse evitare di correggere le elezioni, dal momento che era evidente che avremmo perso?\u00bb, e pi\u00f9 avanti: \u00abLa prego di capire, non era possibile. Se avessimo avuto un&#8217;alternativa: se vinciamo rimaniamo al potere, se perdiamo lo cediamo, allora s\u00ec che avremmo potuto dire tutta la verit\u00e0. Ma noi qui siamo in una situazione estrema e in queste o in quelle elezioni non ci possiamo lasciar guidare dal criterio della maggioranza, perch\u00e9 non abbiamo nessuno a cui lasciare il potere. Non lo avevamo allora e non lo abbiamo oggi&#8230; Del resto neppure adesso possiamo fare delle elezioni libere, forse ci \u00e8 pi\u00f9 impossibile oggi di vent&#8217;anni fa, perch\u00e9 le perderemmo. Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio. Quindi che senso avrebbero elezioni di questo genere?\u00bb (pp. 289-294 passim).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi che la verit\u00e0 (le elezioni) che non porta i risultati desiderati non \u00e8 la verit\u00e0, ma una menzogna. L&#8217;apparente falsificazione delle elezioni in realt\u00e0 \u00e8 la concessione di una verit\u00e0 maggiore, perch\u00e9 permette il divenire e ci\u00f2 che deve accadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A. Besangon nella famosa opera <em>Les or\u00ecgines intellectuelles du lenini<\/em><em>sme <\/em>definisce cos\u00ec la concezione di verit\u00e0 proposta da Lenin distinguendola da quella di Machiavelli che, nonostante tutto, rimane sempre la concezione del senso comune: \u00abII monismo ontologico di Machiavelli permette la contrapposizione menzogna-verit\u00e0 all&#8217;interno di una stessa realt\u00e0. La verit\u00e0 descrive una comune realt\u00e0, la menzogna la deforma e la confonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo quindi uno sdoppiamento del linguaggio. Menzogna e verit\u00e0 abitano all&#8217;interno dello stesso soggetto che sceglie a seconda della propria volont\u00e0 se dire la verit\u00e0 o mentire. Se mente \u00e8 diviso in s\u00e9, perch\u00e9 cerca di eliminare da s\u00e9 la coscienza della verit\u00e0. Il significato \u00e8 uno solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dualismo ontologico di Lenin capovolge la situazione. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuna verit\u00e0 in s\u00e9, ormai non ci sono pi\u00f9 verit\u00e0. Perch\u00e9 su che cosa dovrebbe essere la verit\u00e0? Per chi?, si chiede Lenin. Non c&#8217;\u00e8 una comune realt\u00e0. Ci sono due verit\u00e0 legate da una concorrenza mortale, ognuna legata al suo <em>campo aggettivo, una <\/em>verit\u00e0 borghese per la borghesia e una verit\u00e0 proletaria per il proletariato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra esse non c&#8217;\u00e8 alcuna simmetria e nessuna uguaglianza. In primo luogo infatti la seconda verit\u00e0 \u00e8 garantita dal futuro, invece la prima appartiene al passato e annega nel passato e quindi \u00e8 un falso; in secondo luogo inoltre la coscienza proletaria abbraccia la conoscenza di quella borghese, mentre invece quella borghese non \u00e8 in grado di abbracciare quella proletaria\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione politica della verit\u00e0 determina lo stile del pensiero politico, del pensiero che da la predominanza assoluta ai tentativi di classificare rispetto a ogni sguardo contenutistico all&#8217;essenza. La domanda guida \u00e8: chi \u00e8 con noi <em>e <\/em>chi contro di noi? Ponendo questa domanda il pensiero politico fa nascere il sospetto, smaschera, agita e quando \u00e8 necessario denuncia, classificando il mondo e la storia secondo schemi preparati in precedenza: feudalismo, capitalismo, imperialismo, liberalismo, dogmatismo, reazione, controrivoluzione eccetera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tentativi di classificare, da un lato, sono una continuazione delle associazioni di paura secondo i principi del pavlovismo (3), d&#8217;altro lato le trasferiscono su un piano pi\u00f9 alto: sul piano dell&#8217;anticipazione del mondo di domani. Cercano al tempo stesso di spingere verso l&#8217;azione, e la prima e fondamentale azione dovrebbe essere la dichiarazione di fede politica nella forza creativa dell&#8217;ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dichiarazione di fede dovrebbe <em>influenzare la <\/em>fede degli altri. Quanti pi\u00f9 saranno coloro che vengono influenzati dalla fede, tanto pi\u00f9 veloce sar\u00e0 la venuta del futuro luminoso. Prima per\u00f2 che ci\u00f2 accada avviene un cambiamento nei sudditi: essi cominciano a pensare. Ci\u00f2 significa che essi stessi cominciano a sospettare, smascherare, agitare, denunciare, classificare secondo gli schemi imposti dal potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec nel seno della societ\u00e0 dei sudditi pu\u00f2 formarsi il creativo genio della menzogna, che diviene il supporto inestimabile del potere. Ed \u00e8 proprio quello che interessa. Il potere deve unicamente indicare la direzione della menzogna e il resto lo deve fare la fantasia dei sudditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta alla menzogna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La menzogna politica ha una doppia faccia: per l&#8217;intelletto comune si rivela essere \u00abil male minore\u00bb, per l&#8217;intelletto politico diviene \u00abla maggiore verit\u00e0\u00bb. Chi parla di male minore fa ancora delle concessioni al senso comune, chi parla di maggiore verit\u00e0 <em>invece <\/em>non ne fa pi\u00f9 alcuna. Ma sia nell&#8217;un caso che nell&#8217;altro \u00e8 necessario un eroismo. Non \u00e8 quindi vero che i politici mentano per vilt\u00e0, al contrario: la menzogna dei politici che va contro le idee correnti a volte richiede un coraggio non inferiore a quello della veridicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia resta una domanda: che cosa fanno in questa situazione i sudditi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta dei sudditi ovviamente pu\u00f2 essere molto diversa: gli uni si lasciano infettare dalla menzogna e dallo stile di pensiero adattato alla menzogna e fanno tutto quello che il politico chiede loro; gli altri rifiutano la menzogna e perseverano nei valori del senso comune. Ma non saranno molti n\u00e9 i primi n\u00e9 i secondi. Il gruppo pi\u00f9 numeroso sar\u00e0 costituito da coloro che cercheranno di prendersi la <em>rivincita <\/em>e risponderanno alla menzogna del potere con la propria menzogna rivolta contro il potere, convinti che ci\u00f2 che \u00e8 permesso al potere non \u00e8 permesso ai sudditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se quindi il potere dichiara che bisogna mentire perch\u00e9 teme per la sorte dei suoi sudditi, allora i sudditi si sentiranno spinti alla menzogna per il timore di irritare inutilmente il potere: bisogna compatire il potere cos\u00ec come il potere compatisce i sudditi. Se secondo il potere la ragione dell&#8217;obbedienza dei sudditi si trova nei timori del loro inconscio, timori simili dovrebbero essere radicati nell&#8217;inconscio di chi \u00e8 al potere; quindi \u00e8 un bene che ogni tanto una parte spaventi l&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per calmare queste paure \u00e8 necessario che fra le due parti si introduca l&#8217;istituzione della corruzione. Nulla calma le paure reciproche come la fiducia nella possibilit\u00e0 della bustarella. Se i sudditi per il potere sono solo argilla da modellare, anche il potere per i sudditi \u00e8 un&#8217;argilla senza volto, che <em>occorre, formare <\/em>con <em>informazioni <\/em>adeguatamente <em>formulate.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere ha proposto ai sudditi il pensiero politico in quanto classificazione attraverso il sospetto, l&#8217;agitazione, la denuncia. I sudditi accettano volentieri l&#8217;invito e propongono al potere una propria classificazione, usando cos\u00ec uno stile di pensiero simile. Gli schemi di classificazione sono meno numerosi e i criteri in un certo senso pi\u00f9 semplici. In fondo tutto \u00e8 riconducibile a due semplici parole: \u00abnoi\u00bb \u00abloro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La menzogna una volta messa in movimento si muove da sola. Cos\u00ec cresce un edificio costruito con un comune sforzo. Si pu\u00f2 giocare e ci si pu\u00f2 divertire esaminando a fondo questa complessa costruzione. In essa si possono distinguere le pi\u00f9 diverse menzogne; quelle in cui nessuno crede, che per\u00f2 ci sono, quelle in cui crede solo il potere e non i sudditi e infine quelle in cui credono solo i sudditi. Ma non \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 il sospetto. Esso si diffonde ovunque. A un certo momento si arriva al punto in cui nessuno \u00e8 in grado di credere a qualcuno. Diventano dubbie addirittura le verit\u00e0 pi\u00f9 evidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, solo allora, si pu\u00f2 arrivare a ci\u00f2 che aveva descritto Norwid poco dopo lo scoppio della sanguinosa rivoluzione in Polonia: \u00abGi\u00e0 quaranta giorni che in Polonia si battono contro i Moscoviti, e per essere pi\u00f9 esatti in Europa contro la menzogna, che ha preparato questa orribile lotta. Zampillano menzogne grandi e accuratamente portate a compimento sul giorno, segnato da fiumi di sangue&#8230; \u00bb (4)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> T. Toranska, <em>Oni (Loro), <\/em>Londra 1985.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> A. Besancon, <em>Les origines intellectuelles du leninisme, <\/em>1977, pp. 253-254.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Pavlov Ivan Petrovic (1849-1936), fisiologo russo. Scopr\u00ec i riflessi condizionati. Premio Nobel nel 1904.<\/p>\n<div><strong>4)<\/strong> C.K. Norwid, <em>Listy, Do M\u00ecchaJa Kleczkowskiego<\/em> (Lettere, A Michal Kleczkowski), 6 marzo 1863.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Altra Europa (bimestrale del Centro Russia Cristiana ) n. 5 (221)-1988 \u00abUn mondo con i piedi d&#8217;argilla e al tempo stesso complesso e articolato&#8230; Una costruzione pittoresca, piena di nascondigli, misteri, vicoli\u00bb. 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