{"id":49410,"date":"2020-12-10T00:00:16","date_gmt":"2020-12-09T23:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=49410"},"modified":"2020-12-06T14:31:29","modified_gmt":"2020-12-06T13:31:29","slug":"il-distributismo-i-suoi-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-distributismo-i-suoi-maestri\/","title":{"rendered":"Il distributismo &#038; i suoi maestri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ricognizioni<\/strong>, 4 Dicembre 2020<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/distributismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48730 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/distributismo.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/distributismo.jpg 192w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/distributismo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">di<strong> Fabio Trevisan <\/strong><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">LO STATO SERVILE DI <strong>HILAIRE BELLOC<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Hillarie_Belloc_distributismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48738 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Hillarie_Belloc_distributismo.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"285\" \/><\/a>Nel 1912 Hilaire Belloc (1870-1953) dava alle stampe quello che \u00e8 tuttora considerato uno dei testi-base del distributismo: <em>\u201cLo Stato servile\u201d. <\/em>Colui che si accosta alla lettura di questo importante saggio non pu\u00f2 non osservare l\u2019ordine e la cura, attraverso punti e definizioni precise, dell\u2019Autore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Egli riteneva urgente e doveroso puntualizzare e chiarire di che cosa stesse parlando, fin dalle prime righe: <em>\u201cQuesto libro \u00e8 stato scritto per sostenere e provare la seguente verit\u00e0: la nostra societ\u00e0 apparentemente libera, trovandosi in una condizione di equilibrio instabile per il fatto che i mezzi di produzione sono nelle mani di pochi, tende a raggiungere una posizione di equilibrio stabile obbligando legalmente chi non possiede i mezzi di produzione a lavorare per chi li possiede\u201d <\/em>[1]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La verifica di questo asservimento economico-sociale era basata sull\u2019osservazione della societ\u00e0 industriale della Gran Bretagna, come Belloc esplicava in nove punti e che si proponeva di analizzare, ad iniziare dalla chiarezza delle definizioni. Egli quindi cercava di definire anzitutto il concetto di \u201cricchezza\u201d, di \u201cpropriet\u00e0 privata\u201d, di \u201cStato servile\u201d, in modo che non ci fossero attribuzioni ambigue di significato o fraintendimenti di alcun genere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cRicchezza\u201d, lungi dal darne una connotazione di condanna pauperistica, era condizione senza la quale l\u2019uomo non poteva esistere e, quindi, controllare la produzione di ricchezza significava controllare la stessa vita umana. La ricchezza, pertanto, poteva essere prodotta: <em>\u201cApplicando energia umana, sia mentale sia fisica, alle risorse della natura che ci circonda e alla materia che \u00e8 piena di risorse. Chiameremo lavoro questa energia umana\u201d. <\/em>[2]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In seguito Belloc definiva con il termine di \u201ccapitale\u201d la ricchezza non consumata subito, ma messa da parte in vista della produzione futura. Tre erano i fattori che inerivano alla produzione della ricchezza: terra, capitale e lavoro. Si trattava quindi di calibrare questi tre fattori in modo da non creare frattura tra capitale e lavoro, tra mezzi di produzione (terra pi\u00f9 capitale) e lavoro, in modo cio\u00e8 che ciascuna persona non fosse soltanto padrona del suo lavoro, poich\u00e9 questa era la condizione servile cui tanto temeva.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49411 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"244\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Con il termine \u201cpropriet\u00e0 privata\u201d, Belloc indicava quella ricchezza, inclusi i mezzi di produzione, che poteva essere gestita al di fuori degli enti politici. Pertanto la societ\u00e0 distributista allargava a un sempre maggior numero di persone e di famiglie la propriet\u00e0 privata, opponendosi cos\u00ec alla concezione collettivista o socialista, in cui i mezzi di produzione dovevano essere pienamente nelle mani di funzionari politici della comunit\u00e0, e alla visione capitalista, in cui il possesso e il controllo dei mezzi di produzione era limitato a un ristretto numero di persone. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Se non si fosse intrapresa la via della distribuzione allargata della propriet\u00e0 privata, si sarebbe continuata la condizione umiliante del lavoro in uno Stato servile, condensato da Belloc con questi termini: <em>\u201cChiamiamo Stato servile quell\u2019ordinamento sociale per il quale il numero di famiglie e di individui costretti dalla legge a lavorare a beneficio di altre famiglie e altri individui \u00e8 tanto grande da far s\u00ec che questo lavoro si imprima come un marchio sull\u2019intera comunit\u00e0\u201d. <\/em>[3] <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019allusione al marchio non solo degradava le persone \u201ccosificandole\u201d ma faceva capire quanto la schiavit\u00f9 potesse accompagnarsi come ostacolo alle libert\u00e0 reali delle persone e delle famiglie. Ecco perch\u00e9 Belloc chiamava quella societ\u00e0 solo apparentemente libera. Non si trattava pertanto di difendere la mera libert\u00e0 politica del cittadino, magari attraverso la concessione del suffragio universale, ma di tutelare l\u2019indipendenza economica, incrementando la responsabilit\u00e0 della propriet\u00e0 privata, intesa quest\u2019ultima non in senso individualistico o egoistico ma come possibilit\u00e0 di raggiungere il proprio bene in quanto conforme alla propria natura, attraverso un uso corretto delle risorse. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La formazione di Belloc era innanzitutto, anche se non solo, storica e quindi era volta, nella costruzione di un auspicabile futuro cristiano, alla conoscenza del passato. Non si poteva prescindere quindi dall\u2019insegnamento della storia nel considerare che, ad esempio, la schiavit\u00f9 non solo non era un\u2019esperienza estranea all\u2019Europa ma che scomparve man mano che la Fede modellava la societ\u00e0: <em>\u201cNel Medioevo sorsero una marea di istituzioni, tutte analogamente finalizzate alla distribuzione della propriet\u00e0 e alla distruzione dei resti anche fossili di uno Stato servile ormai dimenticato\u201d. <\/em>[4]<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49412 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-1.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"245\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dinanzi allo squilibrio e al disordine di uno Stato servile, sia quest\u2019ultimo collettivista o capitalista, si ergeva come un faro a illuminare il percorso da compiere lo Stato distributista, cos\u00ec come l\u2019aveva concepito la mente e la Fede che avevano caratterizzato per un certo periodo l\u2019Europa e che poteva essere di riferimento, senza illusori o irreali voli pindarici, per la ricostruzione e la liberazione attuale da una condizione servile: <em>\u201cLa stabilit\u00e0 di questo \u201csistema distributivo\u201d (come io l\u2019ho definito) era garantita dall\u2019esistenza di strutture cooperative che univano uomini impegnati nella stessa occupazione e abitanti dello stesso villaggio, proteggendo cos\u00ec il piccolo proprietario dalla perdita della sua indipendenza economica e, al contempo, tutelando la societ\u00e0 contro la crescita del fenomeno proletario. Se esistevano dei limiti alla libert\u00e0 di comprare, vendere, ipotecare ed ereditare, ci\u00f2 accadeva con la finalit\u00e0 sociale di prevenire lo sviluppo di un\u2019oligarchia economica che avrebbe sfruttato il resto della comunit\u00e0\u201d. <\/em>[5] <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Belloc, alla distanza di circa vent\u2019anni dalla Rerum<em> Novarum, <\/em>sulle esortazioni del Sommo Pontefice Leone XIII, sollecitava a riferirsi allo Stato distributivo per scongiurare ci\u00f2 che l\u2019umanit\u00e0 stava percorrendo, ossia quello Stato servile che offriva da una parte l\u2019oligarchia capitalista di chi deteneva i mezzi di produzione e, dall\u2019altra, il proletariato senza alcuna propriet\u00e0 se non quella del proprio lavoro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Contro il liberalismo, il liberismo, il libertarismo e il libertinismo, Belloc opponeva un sistema economico-sociale davvero libero, che conseguiva la realizzazione del vero bene della persona e delle famiglie, sintetizzabile in questa bella espressione: <em>\u201ci limiti posti alla libert\u00e0 erano finalizzati alla preservazione della libert\u00e0\u201d<\/em>, nella quale auspicava la fondazione di uno Stato non pi\u00f9 servile, in cui gli uomini sarebbero stati economicamente liberi grazie al possesso di capitale e terra e alla salvaguardia del patrimonio della Fede. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Fede con la F maiuscola, cos\u00ec come la intendeva e la proponeva Belloc: <em>\u201cIn questo momento cruciale rimane salda la verit\u00e0 storica che questo nostro organismo europeo, eretto sulle nobili fondamenta dell\u2019antichit\u00e0 classica, fu plasmato dalla Chiesa cattolica, grazie ad essa esiste, ad essa consona, soltanto nella forma di essa persister\u00e0. L\u2019Europa torner\u00e0 alla Fede o perir\u00e0. Poich\u00e9 la Fede \u00e8 l\u2019Europa e l\u2019Europa \u00e8 la Fede.\u201d <\/em>[6] <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Belloc non era tuttavia un utopista che inseguiva chimere lontane ma un realista che conosceva bene la storia del suo Paese e dell\u2019Europa e ha voluto cos\u00ec puntualizzare nella seconda prefazione al suo saggio, per rispondere alle molte osservazioni ricevute, come stavano obiettivamente le cose: <em>\u201cBuona o cattiva che fosse, di fatto l\u2019istituzione servile scomparve lentamente man mano che si sviluppava la civilt\u00e0 cattolica, e, a dire la verit\u00e0, ha cominciato a ricomparire laddove la civilt\u00e0 cattolica \u00e8 retrocessa. Lo Stato distributivo era in via di formazione allorch\u00e9 lo smembramento della nostra civilt\u00e0 europea avvenuto nel sedicesimo secolo ne arrest\u00f2 lo sviluppo, generando lentamente al suo posto, e soprattutto in questa nazione <\/em>(l\u2019Inghilterra)<em>, il capitalismo\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49413 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-2.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La conclusione del saggio \u201cLo Stato servile\u201d che abbiamo ricapitolato sommariamente (e che invitiamo a leggere integralmente) era ancora una volta la testimonianza dell\u2019ottimismo della fede che permeava la visione dello Stato distributista di Hilaire Belloc: <em>\u201cCome sono ottimista sul fatto che la fede torner\u00e0 a occupare il suo posto di intima guida nel cuore dell\u2019Europa, cos\u00ec credo che questa regressione al nostro paganesimo originario (perch\u00e9 la tendenza allo Stato servile non \u00e8 altro) sar\u00e0 fermata ed invertita\u201d. <\/em>[7]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Un\u2019ultima essenziale precisazione: Hilaire Belloc, quando faceva riferimento allo Stato servile, non intendeva soltanto l\u2019assoggettamento totale della persona all\u2019obbligazione del lavoro per una classe ristretta di proprietari ma anche e, soprattutto, con le sue stesse parole: <em>\u201cLo Stato servile esisterebbe senz\u2019altro anche se un uomo, obbligato a lavorare solo per una parte del suo tempo, fosse libero di contrattare e persino accumulare denaro nel suo tempo \u201clibero<\/em>\u201d [8].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non prendere atto quanto lo Stato servile sia ancora estremamente attuale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">\u201cLA CHIESA E LA TERRA\u201d DI <strong>VINCENT MCNABB<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/McNab.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7418 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/McNab.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"346\" \/><\/a>Padre Vincent McNabb(1868-1943) \u00e8 stato un frate domenicano di origini nord-irlandese che fu guida spirituale ed esempio vivente di santit\u00e0 per Hilaire Belloc e Gilbert Keith Chesterton. Al pari di loro fu un intrepido e fervido distributista, come si evince dalla prefazione alla raccolta di saggi dal titolo <em>\u201dLa Chiesa e la terra\u201d<\/em> del 1925: <em>\u201cQuesti saggi non sono semplicemente un\u2019opera da topo di biblioteca n\u00e9 le contemplazioni ascetiche o mistiche di uno studioso, anzi potrebbero quasi essere considerati gli schizzi di sangue fuoriusciti a forza dalla mente e dal cuore di un prete che combatte nella prima linea della vita, spinto dal bisogno di difendere e attaccare\u201d.<\/em> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nell\u2019esergo del libro, Padre McNabb spronava cos\u00ec i cattolici a cogliere l\u2019opportunit\u00e0, in sintonia con Leone XIII, per scendere in campo: <em>\u201cPer noi cattolici, lo stato distributivo, cio\u00e8 lo stato in cui vi \u00e8 il massimo numero possibile di proprietari, non \u00e8 una cosa da discutere, ma da promuovere e costruire\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il suo apostolato era nutrito dalla lettura assidua della Bibbia e della <em>Summa Teologica <\/em>di San Tommaso d\u2019Aquino, che portava in uno zainetto sempre con s\u00e9, nelle sue camminate chilometriche dove incontrava la gente, portando loro conforto, speranza, ascoltando, pregando, mai rinunciando a esporre loro i contenuti della fede ed esponendo loro la Verit\u00e0 del Vangelo di Cristo tutta intera.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"> I suoi scritti infatti, in particolare quelli dove il distributismo era spiegato e motivato all\u2019azione, trasudavano dei contatti diretti che egli ebbe con quella gente, spesso di campagna, che egli incontrava, come ad esempio un amico che gli chiese cosa si sarebbe dovuto fare. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Era dotato, oltre che di un rigore logico, di un elevato senso dell\u2019umorismo che attirava e, nel contempo, scuoteva, come nella risposta all\u2019amico disperato che aveva speso l\u2019ultimo scellino del sussidio di disoccupazione e che voleva impiccarsi.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49414 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-3.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"217\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ecco cosa rispose il frate domenicano: <em>\u201cLa tua \u00e8 una risposta eugenetica\u201d <\/em>per poi sollecitarlo all\u2019azione: <em>\u201cI fatti e il buon senso sono una visione sufficiente, lo sa il Cielo, per trasformare Whitechapel <\/em>(il luogo in cui si trovavano) <em>in un\u2019utopia. Ma noi uomini che abitiamo a Whitechapel non abitiamo in utopia. Ce ne stiamo a letto ammalati e febbricitanti mentre invece la salute perduta ci ritorner\u00e0 solo quando ci alzeremo, uscendo e rimettendoci a lavorare per la moglie e i figli all\u2019aria fresca che Dio ci ha donato\u201d <\/em>[9].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Alla risposta affermativa dell\u2019amico interlocutore (<em>\u201cdue pi\u00f9 due fa quattro\u201d<\/em>), ecco come lo esortava a cogliere l\u2019opportunit\u00e0 distributista: <em>\u201cLa somma \u00e8 santa come una professione di fede. Ma va vissuta. Come pura semplice asserzione <\/em>due pi\u00f9 due fa quattro <em>\u00e8 vera. Ma la verit\u00e0 non riempie le bocche affamate. Deve far diventare, per esempio, due patate ventidue patate piantandole in un campo. O devi trasformare due fili, l\u2019ordito e la trama, in tessuto da mettere addosso\u2026 Non possiamo farlo noi? Tutti gli uomini e le donne assennate che amano l\u2019Inghilterra ringrazieranno Dio per la nostra sagacia!\u201d <\/em>[10]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Vorrei ora ringraziare l\u2019amico Giannozzo Pucci che nel 2013 ha intrapreso, per la prima volta in Italia, con i suoi collaboratori della LEF, la traduzione di questo importante volume, che ci permette di valutare realisticamente quanto questi alfieri del distributismo si siano spesi concretamente nell\u2019esporre i contenuti della distribuzione responsabile della propriet\u00e0 privata. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Soprattutto Fra\u2019 Vincent McNabb si riferiva continuamente alla <em>Rerum Novarum<\/em> del 1891, riprendendone pezzi, stimolandone lettura e comprensione, come ad esempio nel capitolo <em>La fine del sistema salariale <\/em>[11], dove all\u2019enunciato di Papa Leone XIII: <em>\u201cLa legge deve favorire la propriet\u00e0. La sua politica deve fare in modo da indurre i componenti delle classi pi\u00f9 umili a diventare proprietari\u201d<\/em> faceva seguire una valutazione a due colonne sulle opportunit\u00e0 del \u201csistema salariale\u201d e del \u201csistema della propriet\u00e0 privata\u201d, per concludere: <em>\u201cEppure la dottrina della Rerum Novarum afferma che la legge e la politica delle nazioni dovrebbero far aumentare il numero di proprietari e pertanto ridurre il numero di salariati\u201d <\/em>[12]<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/famiglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49415 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/famiglia.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"211\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Padre McNabb era consapevole, al pari di Belloc, che la Fede avrebbe dovuto essere la forza propulsiva del distributismo e che il modello della Sacra Famiglia avrebbe dovuto ispirare la famiglia umana: <em>\u201cL\u2019ora di Greenwich misura il giorno. L\u2019ora di Nazareth misura anche l\u2019eternit\u00e0. Tutte le nostre costruzioni individuali e sociali, per essere durevoli, devono essere verificate dalle misure di quella piccola scuola di veggenti della verit\u00e0 i cui nomi sono la musica stessa della vita: Ges\u00f9, Maria, Giuseppe!\u201d <\/em>[13]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come ha ricordato Paolo Gulisano nella biografia accurata sul padre domenicano, due erano i principi cardine che lo muovevano: <em>\u201cIl principio primo della vita \u00e8 che c\u2019\u00e8 un Dio, nostro Creatore, che dobbiamo amare e servire, e che non possiamo amare e servire senza amare e servire i nostri simili. Il secondo principio \u00e8 che la famiglia \u00e8 la base di tutta la vita sociale, e che, pertanto, il valore sociale di tutte le proposte deve essere testato per il loro effetto sulla Famiglia\u201d <\/em>[14]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Padre McNabb non esitava a confrontarsi anche con coloro che detenevano il potere, attraverso lettere aperte nelle quali implorava l\u2019attenzione alla famiglia, alle sue condizioni economiche, sociali e spirituali: <em>\u201cNoi preti di Dio dobbiamo aiutare la nostra gente a rispettare la legge di Dio sullo stato coniugale e la procreazione, aiutandoli a porre fine alle condizioni dell\u2019industrialismo servile\u201d <\/em>[15].<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49416 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-4.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"223\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In quel clima neomalthusiano dell\u2019epoca, dove eugenetica e controllo delle nascite erano argomenti ricorrenti, il frate domenicano non esitava a denunciarne l\u2019orrore, proclamando i diritti di Dio e difendendo il Suo ordine naturale, condensato in un Credo scritto in una lettera a un amico frutticoltore: <em>\u201cCredo che la vita umana, essendo un dono divino, non \u00e8 adeguatamente ripagata da nessun dividendo umano, ma solo dalla retribuzione divina. Credo che nel nostro mondo economico il desiderio di denaro \u00e8 la radice di ogni male. Credo che una vita organizzata per fare denaro sia l\u2019errore che consegue a considerare \u201cil guadagno un culto\u201d. Credo che i valori dei biglietti di banca siano falsi valori, come i pesi della moneta sono falsi pesi. Credo che la produzione di massa sulla terra non sia per il bene della terra ma per il denaro\u2026. Credo che organizzare il lavoro in campagna per il mercato e non per l\u2019uso interno della casa e del podere, alla fine metta inevitabilmente gli agricoltori alla merc\u00e9 del mercato e dei servizi di trasporto che portano al mercato. Credo che servire Dio servendo l\u2019uomo non vuol dire essere schiavi, ma re. Servire Deo regnare est. Il servizio di Dio \u00e8 dignit\u00e0 regale\u201d <\/em>[16]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come ha giustamente riferito Paolo Gulisano nella biografia del \u201cSanto di Hyde Park\u201d (era cos\u00ec chiamato in quanto ogni domenica pomeriggio dallo <em>Speaker\u2019s corner <\/em>arringava e interrogava i passanti): <em>\u201cPadre Vincent e i distributisti non avevano l\u2019ambizione di cambiare il mondo, ma quantomeno le persone: \u201cIl peccato lancia l\u2019inferno nel mondo\u201d ripeteva spesso Padre McNabb\u201d <\/em>[17]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il dovere dei cattolici, ribadiva McNabb, non era solo quello di denunciare il peccato ma di impegnarsi per cambiare le condizioni per fuggire dalle occasioni prossime di peccato. Il distributismo rappresentava quindi in lui la realistica e cristiana proposta di impegnare la propria vita in coerenza con il Vangelo, in tutti gli ambiti in cui poteva essere offerta una testimonianza coerente, da quello personale e familiare a quello economico-sociale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ritornando alla missione in Hyde Park, che impression\u00f2 e convert\u00ec anche alcune persone, non era affatto manifestazione di sciocco e inutile protagonismo, ma testimonianza vibrante di quanto ritenesse opportuno spendersi per la salvezza delle anime, ad iniziare dalla famiglia fino al lavoro e a tutte le relazioni sociali.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49417 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-5.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"196\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In una lettera a un vecchio compagno di scuola, Padre McNabb descrisse ci\u00f2 che colse da una vetrina di Wisbech, piccola cittadina del Cambridgeshire:<em>\u201d Il primo elemento di questa apocalisse che mi ha colpito quasi mortalmente \u00e8 stato il cambiamento di nome. Non potevo pi\u00f9 chiamare \u201cbotteghe\u201d neanche gli esercizi commerciali di un paesino come ero solito fare da piccolo. Erano rimaste poche botteghe. Erano tutti negozi. Nobili arti e commerci stavano rapidamente sparendo di fronte ad anonimi esercizi commerciali o supermercati\u2026Com\u2019era bella a vedersi una strada tortuosa piena di insegne come \u201cGeorge Smith, ortolano\u201d, \u201cElijah Jones, calzolaio\u201d, \u201cReuben Dassett, sellaio\u201d, Edward Bloxam, locandiere\u201d, \u201cJihn Bovill, macellaio\u201d, Joseph Jameson, falegname\u201d. Queste litanie cariche di musicalit\u00e0 di uomini e donne inglesi, di mestieri e commerci inglesi stanno rapidamente morendo sotto i colpi inferti da commerci anonimi con i loro efficienti quartieri generali e i loro elaborati sistemi di verifica e controllo\u201d <\/em>[18]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Credo sia inutile aggiungere come, a distanza di un secolo, la situazione da questo punto di vista non sia affatto migliorata. Tutto ci\u00f2 che vide e denunci\u00f2 Padre Vincent McNabb era una societ\u00e0 secolarizzata che, con Dio, aveva estromesso la legge naturale e la ragione, com\u2019egli ebbe a dire ripetutamente:<em>\u201cOgni peccato \u00e8, essenzialmente, un peccato contro la ragione\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"> IL PROFILO DELLA RAGIONEVOLEZZA DI<strong> GILBERT KEITH CHESTERTON<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/chesterton.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-35804 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/chesterton.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"314\" \/><\/a>L\u2019altro testo-base del distributismo \u00e8 considerato: <em>\u201cIl profilo della ragionevolezza\u201d<\/em>, pubblicato da Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) nel 1926. Se il testo di Belloc offriva una lettura pi\u00f9 storico-giuridico-politica e quello di Padre McNabb pi\u00f9 teologico-esortativa-etica (senza tuttavia dimenticare gli altri aspetti connessi), l\u2019opera di Chesterton offriva un panorama completo della proposta distributista, attraverso metafore e paradossi, di cui lo scrittore inglese era maestro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questi tre testi di questi tre autori cattolici sono quindi complementari e vanno, secondo il nostro punto di vista, letti assieme. Del resto, come abbiamo detto, i tre autori si conoscevano e si frequentavano, stimandosi a vicenda. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">A dire compiutamente il vero, il distributismo non andrebbe affatto ristretto in loro in queste tre sole opere da noi indicate, ma andrebbe esteso ad altri saggi, romanzi, poesie e quant\u2019altro, da loro pubblicati in precedenza e anche successivamente. Basti pensare, per esempio, al primo romanzo di Chesterton, il <em>Napoleone di Notting Hill <\/em>del 1903, laddove il personaggio Adam Wayne insorge, con l\u2019aiuto dei piccoli negozianti del suo quartiere, contro le angherie e i soprusi di una societ\u00e0 oligarchica e plutocratica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Sin dagli inizi del \u2018900 e, forse ancor prima, il distributismo era stato visto quindi come possibile soluzione (in sintonia con il magistero di Leone XIII) ai problemi legati alla societ\u00e0 capitalista e a quella, eventuale, socialista. Il contesto in cui si trovava la discussione politica e sociale dell\u2019Inghilterra dell\u2019epoca era assai ricco e diversificato, con personaggi politici, letterari, con economisti e giornalisti di rilievo, come ad esempio, solo per fare alcuni nomi, Sidney Webb, George Bernard Shaw, Herbert George Wells, James Henry Thomas, Alfred Richard Orage, William Morris, John Ruskin, Clifford Hugh Douglas, e l\u2019elenco potrebbe continuare.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49419 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-6.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"217\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Le loro posizioni erano quindi ben strutturate, basti pensare, ad esempio, al programma del socialismo moderato della <em>Fabian Society <\/em>(che confluir\u00e0 in seguito nel <em>Labour Party<\/em>), che vedeva fra i suoi membri figure autorevoli come i gi\u00e0 citati George Bernard Shaw e Sidney Webb, ma anche, per un certo periodo, Bertrand Russell e John Maynard Keynes. Il distributismo si confrontava, quindi, con queste vivaci posizioni di assoluto rilievo culturale ed \u00e8 da sottolineare, per la comprensione dei testi proposti, come i riferimenti dei distributisti fossero a quel contesto e a quelli autori con i quali si confrontavano apertamente non solo in opere scritte, ma anche e, soprattutto, in conferenze, dibattiti e articoli di giornale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Date queste ulteriori importanti sottolineature, essenziali per l\u2019accostamento alla comprensione dei testi sul distributismo, l\u2019apporto di Chesterton \u00e8 stato fondamentale, poich\u00e9 attraverso metafore edificanti, ha fatto scorgere l\u2019importanza della distribuzione responsabile della propriet\u00e0 privata:<em> \u201cIl principio dell\u2019arco \u00e8 umano, applicabile a tutta l\u2019umanit\u00e0 e da essa utilizzabile. Lo stesso vale per la corretta distribuzione della propriet\u00e0 privata\u2026Qual \u00e8 il principio dell\u2019arco? Se volete, potete definirlo un affronto alla gravit\u00e0; ma sarete pi\u00f9 nel giusto chiamandolo un appello alla gravit\u00e0. Secondo il principio dell\u2019arco, unendo in un certo modo delle pietre di forma particolare, la loro stessa tendenza a cadere impedir\u00e0 che cadano. E sebbene la mia immagine sia solo un esempio, in larga misura vale anche per il successo di una pi\u00f9 equa distribuzione della propriet\u00e0. A sorreggere l\u2019arco \u00e8 l\u2019uguaglianza della pressione che le singole pietre esercitano l\u2019una sull\u2019altra. L\u2019uguaglianza \u00e8 al tempo stesso mutuo soccorso e mutuo impedimento. Non \u00e8 difficile dimostrare che in una societ\u00e0 sana la pressione morale di diverse propriet\u00e0 private agisce esattamente allo stesso modo\u201d <\/em>[19].<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49421 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-7.jpg\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questa caratteristica originale e unica con cui Chesterton esponeva il suo pensiero, era dovuta anche alla sua formazione artistica, alla sua capacit\u00e0 di accostare concetto e immagine, come si evince da questo ulteriore passo: <em>\u201cUn socialista \u00e8 come un uomo il quale crede che un bastone da passeggio e un ombrello siano la stessa cosa solo perch\u00e9 entrambi vengono riposti nel portaombrelli\u2026 Alla base dell\u2019ombrello c\u2019\u00e8 un\u2019idea di ampiezza e di protezione, mentre alla base del bastone c\u2019\u00e8 un\u2019idea di snellezza e, in parte, di attacco. Il bastone \u00e8 la spada, l\u2019ombrello \u00e8 lo scudo, una protezione contro un altro e pi\u00f9 oscuro nemico: l\u2019universo ostile ma anonimo. La differenza sostanziale, tuttavia, \u00e8 pi\u00f9 profonda: essa divide la mente umana in due ambiti separati da un abisso. Il punto \u00e8 questo: l\u2019ombrello \u00e8 uno scudo contro un nemico cos\u00ec reale da essere un mero fastidio, mentre il bastone \u00e8 una spada contro nemici cos\u00ec immaginari da essere un puro piacere\u201d <\/em>[20]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Considerato da molti un vero e proprio manuale del distributismo, <em>Il profilo della ragionevolezza <\/em>offriva l\u2019opportunit\u00e0 di cogliere tutti quegli aspetti critici derivati dalla concentrazione della propriet\u00e0 in poche mani, dall\u2019industrialismo e dal capitalismo, invitando i lettori a comprendere il vero significato di \u201cpropriet\u00e0 privata\u201d: <em>\u201cE\u2019 vero che quando il capitalismo supera un certo confine, i frammenti della propriet\u00e0 sono assai facilmente divorati. In altre parole, \u00e8 vero quando le piccole propriet\u00e0 sono proprie, ma \u00e8 falso quando sono molte\u2026 \u00e8 come usare l\u2019esistenza del Niagara per dimostrare che non esistono laghi. Basta inclinare il lago e tutta l\u2019acqua scorrer\u00e0 in una direzione, proprio come la tendenza economica rappresentata dalla disuguaglianza capitalista. Lasciamo che il lago rimanga lago, e niente potr\u00e0 impedirgli di conservarsi tale fino al giorno del Giudizio\u201d <\/em>[21]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il vero significato della propriet\u00e0 era collegato alla natura dell\u2019uomo, anche ai suoi limiti fisici (per questo Chesterton stigmatizzava il latifondismo e la grande propriet\u00e0 anonima e irresponsabile) e costituiva un punto d\u2019onore imprescindibile per la persona umana. Egli era avverso a quello che allora veniva chiamato \u201ccosmopolitismo\u201d (oggi potremmo chiamarlo \u201cglobalizzazione\u201d), non solo perch\u00e9 insidiava la tradizione locale e l\u2019identit\u00e0 di un popolo, ma perch\u00e9, attraverso esso, diffondeva il capitalismo su tutta la terra, portando quel \u201cdeserto di standardizzazione\u201d che lui tanto temeva.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-49422 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-8-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"198\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Prima del crollo di Wall Street del 1929, Chesterton ammoniva i fautori del progresso capitalista e liberista in questo modo: <em>\u201cNon fanno che dirci che questa o quella tradizione \u00e8 finita per sempre, che questo o quel mestiere \u00e8 finito per sempre; ma non osano affrontare il fatto che \u00e8 il loro commercio volgare e aggressivo a essere finito per sempre. Ci definiscono reazionari se parliamo di un Risveglio della Fede o di un Risveglio del Cattolicesimo. Ma sui loro giornali continuano tranquillamente a pubblicare titoli sul Risveglio del Commercio\u201d <\/em>[22]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I distributisti chiedevano che si valutasse seriamente la possibilit\u00e0 di allargare il regime della propriet\u00e0 privata attraverso la tradizione e l\u2019uso della ragione, indicando la possibile ripresa di una vera riforma politica, sociale ed economica da attuare in due fasi: la prima, era quella di arrestare la folle corsa verso un monopolio e una concentrazione di ricchezza in poche mani; la seconda, era quella di far riassaporare alle famiglie l\u2019esperienza concreta e reale della propriet\u00e0 privata: <em>\u201cUna grande nazione, e una grande civilt\u00e0, ha seguito per cento o pi\u00f9 anni una forma di progresso che si considerava indipendente da certi vecchi collegamenti, i quali coincidevano con antiche tradizioni riguardanti la terra, il focolare o l\u2019altare. Quella nazione \u00e8 progredita sotto la guida di leader che erano sicuri di s\u00e9, per non dire arroganti. Erano persuasi che le loro regole economiche fossero immutabili, che la loro teoria politica fosse giusta, che il loro commercio fosse benefico, che i loro parlamenti fossero popolari, che la loro stampa fosse illuminata, che la loro scienza fosse umana. Sulla base di questa certezza\u2026 hanno accumulato un gran numero di propriet\u00e0 private fidandosi dei finanzieri; a eliminare il cibo dal proprio paese per poi ricomprarlo dai confini del mondo; a permettere che i ricchi diventassero ancora pi\u00f9 ricchi e meno numerosi, e i poveri ancora pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 numerosi; a consentire che tutto il mondo fosse spaccato in due da una guerra tra servi e padroni; a perdere ogni forma di prosperit\u00e0 moderata e di schietto patriottismo\u201d <\/em>[23].<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49423 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-9.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I distributisti erano consapevoli di non poter offrire una soluzione completa e perfetta ai gravi problemi sociali in cui vivevano, in quanto non erano n\u00e9 idealisti utopici n\u00e9 romantici sentimentali di un mondo vagheggiato e idealizzato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Desideravano innanzitutto primariamente, come spieg\u00f2 lo stesso Chesterton, correggere le proporzioni dello Stato moderno: <em>\u201cNon affermiamo che in una societ\u00e0 sana tutta la terra vada detenuta allo stesso modo; o che tutta la propriet\u00e0 vada posseduta alle stesse condizioni\u2026il punto su cui insistiamo \u00e8 che il potere centrale ha bisogno di poteri pi\u00f9 piccoli per esercitare una funzione di bilanciamento e di controllo, e che questi poteri devono essere di vario tipo: individuali, collettivi, ufficiali, e cos\u00ec via\u201d <\/em>[24]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I distributisti indicavano quindi nei principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, ossia nella salvaguardia della dignit\u00e0 trascendente della persona umana, della complementariet\u00e0 della solidariet\u00e0 con la sussidiariet\u00e0, della finalit\u00e0 del bene comune, le \u00e0ncore cui aggrapparsi e in cui confidare, con l\u2019aiuto di Dio. In questa loro insistenza e convinzione profonda, da cattolici distributisti quali erano, invitavano a comprendere il significato di una vecchia espressione come \u201cla sacralit\u00e0 della propriet\u00e0 privata\u201d: <em>\u201cConfesso infatti di conoscere solo una cosa che pu\u00f2 dare a una nuova terra la santit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 vecchio e pieno di mistici affetti e cio\u00e8 un santuario: la vera presenza di una religione sacramentale\u2026 \u00e8 innegabile che la nostra posizione politica riposi su una dottrina. Tale dottrina deve avere almeno qualche rapporto con una visione ultima dell\u2019universo e soprattutto della natura umana. Coloro che sono disposti ad accettare l\u2019atrofia della propriet\u00e0, alla fine saranno disposti a vedersi amputare gambe e braccia\u201d <\/em>[25].<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49424 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-10.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"214\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Se nella triste vicenda di Hudge, socialista iperattivo, che di fronte agli squallidi <em>slum <\/em>del proletariato contrappose i condomini alti e spogli, e di Gudge, destinato a divenire un vecchio Tory corrotto e rancoroso, Chesterton rilevava le due ideologie che sostenevano, pur apparentemente contrapponendosi, la societ\u00e0 capitalista, cos\u00ec esemplificava mirabilmente il destino del loro percorso: <em>\u201dQuesta \u00e8 la triste storia di Hudge e Gudge, che io ho semplicemente narrato come esempio di un infinito ed esasperato equivoco onnipresente nell\u2019Inghilterra di oggi. Per toglierle dalle catapecchie, le persone sono messe in condomini, e un\u2019anima sana detesta sia le baraccopoli sia gli alveari\u2026n\u00e9 Hudge n\u00e9 Gudge si sono mai chiesti, nemmeno per un momento, in che tipo di casa avrebbe voluto vivere un uomo<\/em>\u201d [26]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Al contrario di Hudge e Gudge, presi ad esempio a sostegno delle ideologie che rappresentavano, i distributisti non solo si chiedevano che tipo di casa fosse confacente alla famiglia, magari con tanti figli, ma anche quale tipo di lavoro, quali sane relazioni con il prossimo e con le cose e quale atteggiamento nei confronti dello Stato e, soprattutto, quale rapporto con Dio creatore era possibile loro presentare. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nonostante fossero tacciati, di volta in volta, di pseudo o cripto-socialismo o di astratto nostalgismo medievale, o di altre accuse pi\u00f9 o meno dirette, essi proponevano misure concrete e realisticamente realizzabili, come ad esempio la tassazione dei contratti per scoraggiare le vendite di piccole propriet\u00e0 a grandi proprietari, oppure l\u2019assistenza legale gratuita per i poveri a difesa della piccola propriet\u00e0, oppure ancora sovvenzioni e istituzioni per promuovere la destinazione a uso pubblico della propriet\u00e0. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-49425 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/contadini_agricoltura-11.jpg\" alt=\"\" width=\"301\" height=\"209\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Erano consapevoli dell\u2019importanza della posta in gioco e premevano affinch\u00e9 i temi legati alla distribuzione della propriet\u00e0 privata fossero conosciuti, nella prospettiva, da cattolici, della salvezza della propria anima: <em>\u201cAbbiamo il dovere cristiano di usare bene la nostra ricchezza, di ricordare che la propriet\u00e0 \u00e8 un deposito affidatoci dalla Provvidenza per il bene degli altri oltre che per il nostro, e persino di non dimenticare che un giorno potremmo dover rendere conto dell\u2019uso che abbiamo fatto di questo deposito\u201d <\/em>[27]. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Fonte: <em>Bollettino di Dottrina Sociale della Chiesa<\/em> <\/strong>numero 3, anno 2020 \u2013<em>Attualit\u00e0 del distributismo: Famiglia, propriet\u00e0 e corpi intermedi.<\/em><\/span><strong><span style=\"color: #0000ff;\"> <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.vanthuanobservatory.org\/ita\/11850-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.vanthuanobservatory.org\/ita\/11850-2\/<\/a> <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">_____________________ <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[1] Hilaire Belloc, \u201cLo Stato servile\u201d (Liberilibri)pag.3 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[2] Ibidem,pag.8 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[3] Ibidem, pag.11 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[4] Ibidem, pag.33 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[5] Ibidem, pag.34 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[6] Hilaire Belloc, \u201cL\u2019Europa e la Fede\u201d1920 (Il Cerchio), pag.216 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[7] Hilaire Belloc, \u201cLo Stato servile\u201d (Liberilibri)pag.129 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[8] Ibidem, pag. 14 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[9] Fr. Vincent McNabb, \u201cLa Chiesa e la terra\u201d (Libreria Editrice Fiorentina) pag.116 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[10] Ibidem, pag.116 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[11] Ibidem, pag.110 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[12] Ibidem, pag. 112<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[13] Ibidem, pag. 145 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[14] Paolo Gulisano, \u201cBabylondon\u201d (Edizioni Studio Domenicano) pag.79 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[15] Fr. Vincent McNabb, \u201cLa Chiesa e la terra\u201d (Libreria Editrice Fiorentina) pag.142<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[16] Ibidem, pag. 184 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[17] Paolo Gulisano, \u201cBabylondon\u201d (Edizioni Studio Domenicano) pag. 132 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[18] Fr. Vincent McNabb, \u201cLa Chiesa e la terra\u201d (Libreria Editrice Fiorentina) pag.187 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[19] Gilbert Keith Chesterton, \u201cIl profilo della ragionevolezza\u201d (Lindau), pag.19 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[20] Gilbert Keith Chesterton, \u201cCi\u00f2 che non va nel mondo\u201d 1910 (Lindau) pag. 267 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[21] Gilbert Keith Chesterton, \u201cIl profilo della ragionevolezza\u201d (Lindau), pag. 21 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[22] Gilbert Keith Chesterton, \u201cIl profilo della ragionevolezza\u201d (Lindau), pagg.37-38 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[23] Ibidem, pag. 52 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[24] Ibidem, pagg. 62-63 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[25] ibidem, pag. 236 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[26] Gilbert Keith Chesterton, \u201cCi\u00f2 che non va nel mondo\u201d (Lindau) pag. 71 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">[27] Gilbert Keith Chesterton, \u201cIl profilo della ragionevolezza\u201d (Lindau), pag. 99<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricognizioni, 4 Dicembre 2020 di Fabio Trevisan<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-distributismo-i-suoi-maestri\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,13],"tags":[410,146,2389],"class_list":["post-49410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dottrina-sociale","category-economia","tag-distributismo","tag-dottrina-sociale-2","tag-economia","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il distributismo &amp; 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