{"id":48529,"date":"2020-10-01T00:00:54","date_gmt":"2020-09-30T22:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=48529"},"modified":"2020-09-25T19:53:21","modified_gmt":"2020-09-25T17:53:21","slug":"autonomia-e-federalismo-tra-diritto-e-scienza-politica-il-pensiero-di-gianfranco-miglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/autonomia-e-federalismo-tra-diritto-e-scienza-politica-il-pensiero-di-gianfranco-miglio\/","title":{"rendered":"Autonomia e federalismo tra diritto e scienza politica: il pensiero di Gianfranco Miglio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Tratto da:Quaderni Fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno n.43 (2014) <strong>Autonomia Unit\u00e0 e pluralit\u00e0 nel sapere giuridico fra Otto e Novecento<\/strong>. Giuffr\u00e9 editore <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">di <strong>Andrea Bussoletti<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-48534 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/federalismo.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">1. Introduzione. \u2014 2. Gli studi su Marsilio da Padova. \u2014 3. La critica alla costruzione dello Stato unitario. \u2014 4. La stagione costituzionalista e l\u2019accantonamento del federalismo. \u2014 5. La crisi dello Stato di diritto e il neo-federalismo. \u2014 6. Conclusioni. L\u2019eredit\u00e0 di Gianfranco Miglio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong style=\"font-size: inherit;\">1. Introduzione<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">I lemmi <em>autonomia <\/em>e <em>federalismo <\/em>hanno acquisito una importanza crescente tra la conclusione del XX Secolo e l\u2019avvio del XXI, tanto da uscire dalla sola sfera del dibattito degli operatori giuridici per entrare nella terminologia della polemica politica quotidiana, anche per effetto dell\u2019azione di movimenti che, contestando gli ordinamenti esistenti, auspicavano un nuovo \u00abstrumento diretto di partecipazione dei cittadini al governo dello Stato\u00bb (1). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per analizzare la trasformazione del valore semantico di questi due termini si \u00e8 scelto di focalizzare l\u2019attenzione sul pensiero di Gianfranco Miglio, uno dei pensatori pi\u00f9 originali nel panorama italiano del dopoguerra, studioso del fondamento politico dello Stato e continuatore del filone realista di Carl Schmitt. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_48205\" style=\"width: 259px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Gianfranco_Miglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48205\" class=\"wp-image-48205 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Gianfranco_Miglio.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48205\" class=\"wp-caption-text\">Gianfranco Miglio<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La parabola di Miglio \u00e8 di notevole interesse, in quanto egli fu al tempo stesso testimone e artefice di tale trasformazione. Testimone attento ai processi evolutivi che portarono all\u2019affermazione ed al conseguente declino del modello dello Stato moderno; artefice in virt\u00f9 della militanza politica personale durante i suoi ultimi anni di vita, quando assurse al ruolo di ideologo e padre nobile del leghismo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gianfranco Miglio, nato a Como nel 1918 e ivi spentosi nel 2001, ha rappresentato una figura sui generis nell\u2019ambito delle scienze sociali. Lo dimostra il fatto che nessuna delle definizioni adottate per la sua opera calzi appieno con la vastit\u00e0 dei suoi interessi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dopo una fase iniziale di studi medievalisti sul sistema delle relazioni internazionali, in particolare sulla figura del filosofo Marsilio da Padova, nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta egli si dedic\u00f2 alla storia dell\u2019amministrazione pubblica. Negli anni Sessanta alcuni saggi e prolusioni in occasione del centenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e delle leggi di unificazione amministrativa (1965) fecero emergere il tema della critica allo Stato unitario. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli anni Settanta segnarono un periodo di rallentamento della produzione di Miglio, che alla fine del decennio torn\u00f2 ad esercitare un ruolo di primo piano inserendosi nel dibattito sulla riforma delle istituzioni. Il politologo lombardo rivolse la propria attenzione alla critica del sistema parlamentare fondato nel 1948 e propose il suo superamento in direzione di un esecutivo forte e di un contemporaneo rafforzamento della sovranit\u00e0 popolare attraverso la rivisitazione dell\u2019istituto del referendum (2). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/costituzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-40571 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/costituzione-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/costituzione-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/costituzione.jpg 303w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il rapporto Giannini del 1979 segn\u00f2 un passaggio decisivo in quanto lo stesso governo prendeva atto dei limiti del sistema in cui gli organi costituzionali agivano: in questo contesto Miglio fond\u00f2 il Gruppo di Milano, un <em>rassemblement <\/em>di giuristi e politologi che si pose l\u2019obiettivo di presentare una propria proposta di riforma dell\u2019architettura istituzionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Durante gli anni Ottanta Miglio sembr\u00f2 abbandonare l\u2019interesse per le questioni amministrative e orient\u00f2 la gran parte dei suoi interventi e pubblicazioni al tema delle lacune della forma di governo parlamentare. Egli diede ampia attenzione al tema del decisore, espressione usata con riferimento a un potere esecutivo forte e messo al riparo dalla contesa parlamentare, secondo uno schema che riecheggiava pi\u00f9 il modello di repubblica presidenziale americana che il semipresidenzialismo francese. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il principio a fondamento di questa impostazione fu definito dallo stesso autore con l\u2019espressione divisione non sostitutiva delle funzioni, laddove si giungeva all\u2019ipotesi di una vera e propria divisione delle carriere tra chi avesse inteso dedicarsi alle funzioni di rappresentanza e chi a quelle di governo (3). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Muro_Berlino_caduta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-38527 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Muro_Berlino_caduta.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"191\" \/><\/a>L\u2019ultima grande svolta del pensiero di Miglio coincise con le epocali trasformazioni verificatesi dopo lo sgretolamento del blocco sovietico tra il 1989 ed il 1991 ed il crollo del sistema partitico della Prima Repubblica nel biennio 1992-93. In questo passaggio la svolta fu sia teorica, sia personale. Miglio riprese il filo del suo attacco allo Stato unitario e al sistema dei partiti dei primi anni Sessanta, affin\u00f2 questo bagaglio dottrinario e lo mise al servizio di un soggetto politico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel 1990 Miglio divenne l\u2019ideologo della Lega Nord, un movimento politico nato dalla federazione di una serie di liste regionali, che adott\u00f2 le parole d\u2019ordine dell\u2019<em>autonomia<\/em> e del <em>federalismo<\/em>, invocate come soluzioni per superare i problemi politici nazionali. L\u2019influsso del pensiero migliano sul leghismo fu dirompente: il movimento politico allora guidato da Umberto Bossi, pur veicolando sentimenti diffusi nelle regioni settentrionali, difettava di una visione sistemica del rapporto tra societ\u00e0 ed istituzioni: il neofederalismo dell\u2019ultimo Miglio fu fondamentale in questo senso per il consolidamento del Carroccio oltre la dimensione della protesta antipartitica che ne aveva favorito i primi successi elettorali. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tuttavia quest\u2019ultima fase del pensiero di Miglio ha generato almeno due equivoci ancora oggi persistenti:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2014 in primo luogo, come sottolinea Campi (4), ha determinato una sottovalutazione della sua opera, connotato in modo limitativo e spregiativo per la sua militanza politica a prescindere sia dai contenuti della sua produzione scientifica, sia dalla rottura con la Lega Nord nel 1994 (5); <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2014 inoltre l\u2019uso ambiguo e spregiudicato dei termini <em>federalismo <\/em>ed <em>autonomia<\/em>, (a cui si possono aggiungere espressioni quali <em>macroregione<\/em>, <em>secessione<\/em> ed <em>indipendenza<\/em>) da parte sia del Miglio nella sua stagione di esponente politico, sia della Lega Nord si riflette ancora oggi in una confusione semantica diffusa. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel presente lavoro si cercher\u00e0 di fare luce su due aspetti. Innanzitutto si cercher\u00e0 di ricostruire, nell\u2019ambito di un\u2019opera pi\u00f9 complessiva dedicata allo studio dei concetti quale il presente volume, il significato attribuito dal costituzionalista lombardo ai termini <em>autonomia<\/em> e <em>federalismo<\/em> ed allo loro reciproche correlazioni. \u00a0Una volta tratteggiata l\u2019evoluzione del pensiero giuridico migliano si analizzer\u00e0 l\u2019eredit\u00e0 che egli ha infuso nel linguaggio del leghismo e nell\u2019ambito giuridico e politologico. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2. Gli studi su Marsilio da Padova. <\/strong>\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_48536\" style=\"width: 172px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Marsilio_Padova.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48536\" class=\"wp-image-48536 \" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Marsilio_Padova.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"211\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48536\" class=\"wp-caption-text\">Marsilio da Padova<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La produzione scientifica di Gianfranco Miglio presenta un grande pregio ed un altrettanto evidente limite: il primo consiste nella multidisciplinarit\u00e0, che si manifesta nella variet\u00e0 dei temi toccati. Egli, pur mostrando un\u2019attenzione privilegiata alla dimensione decisionale del potere, spazia dalla storia delle dottrine politiche a quella dell\u2019amministrazione dello Stato, dal ruolo dei partiti a quello delle istituzioni rappresentative. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">All\u2019apparenza il limite principale \u00e8, conseguentemente, la mancanza di organicit\u00e0 e sistematicit\u00e0. Di Gianfranco Miglio non si cita mai, non essendovi, un\u2019opera principe, una monografia centrale nello studio del suo pensiero. Il principale volume di riferimento, <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em> (6) (1988), \u00e8 infatti una raccolta di contributi curata dagli allievi in occasione del settantesimo compleanno del politologo e costituzionalista. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio fece il proprio ingresso nel mondo accademico negli stessi anni in cui l\u2019Europa e il mondo intero erano attraversati dalla Seconda Guerra Mondiale. La vicenda bellica influenz\u00f2 gli interessi dello studioso comasco, come testimoniato dalle sue prime due pubblicazioni nel 1942 (7). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il saggio <em>La crisi dell\u2019universalismo medioevale e la formazione ideologica del particolarismo statutale moderno<\/em> costituisce un importante punto di partenza ai fini della presente analisi. Il saggio analizza la figura di Marsilio Mainardini, filosofo vissuto tra il XIII e il XIV secolo, la cui opera pi\u00f9 conosciuta \u00e8 il <em>Defensor pacis<\/em>, del 1324.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"> <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/papa_impero-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33010 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/papa_impero-1.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>L\u2019opera del filosofo, meglio noto come Marsilio da Padova, aveva per oggetto la questione dei poteri universali medievali (Papato e Impero) e la loro entrata in crisi per l\u2019emergere di uno nuova realt\u00e0, lo Stato, che riusc\u00ec ad affermarsi rivendicando uno spazio proprio. In quest\u2019analisi Miglio fece ricorso per la prima volta al termine <em>autonomia<\/em>, usato come categoria per interpretare il pensiero marsiliano. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019<em>autonomia<\/em> \u00e8 un attributo associato ad una convivenza di una pluralit\u00e0 di individui capace di affermare la propria autorit\u00e0 non riconoscendo la presenza di entit\u00e0 ad essa sovraordinate. La capacit\u00e0 di costituirsi come ordine non riguardava pi\u00f9 una realt\u00e0 di tipo universale, come pretendevano di essere il Papato e l\u2019Impero, bens\u00ec gruppi intermedi: essi acquisivano tale forma, il cui fondamento teorico risiedeva nel fatto di disporre in s\u00e9 il principio della propria organizzazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/comune_municipio.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-46826 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/comune_municipio-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>La condizione che precede la crisi dei poteri universali e spinge le comunit\u00e0 particolari a imporre i propri ordinamenti giuridici risiede in un\u2019altra categoria derivata dal linguaggio aristotelico: l\u2019autarchia, intesa come <em>autosufficienza<\/em>. La discendenza e il legame tra autonomia e autarchia \u00e8 di particolare interesse se si considera che all\u2019epoca l\u2019accezione prevalente era quelli di Santi Romano, il quale poneva i due termini in contrapposizione reciproca. Infatti, secondo l\u2019insigne giurista gli enti locali non erano realt\u00e0 pre-esistenti allo Stato (<em>autonomia<\/em>) bens\u00ec esistevano solo in quanto emanazione e derivazione di esso (<em>autarchia<\/em>) (8). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo scritto del 1942, rifacendosi a un tema filosofico, non pose particolare attenzione alla questione degli ordinamenti giuridici. L\u2019elemento di novit\u00e0 di questa interpretazione, nell\u2019ottica dello sviluppo futuro del pensiero di Miglio, sta nel fatto che le caratteristiche di <em>perfectus <\/em>e di <em>per se<\/em> <em>sufficiens <\/em>su cui si fonda l\u2019autarchia sono attribuite al termine Stato. D\u2019altro canto \u00e8 lo stesso Miglio a far notare nella sua opera di esegesi che Marsilio adotta una definizione di Stato vaga, che nella sua contemporaneit\u00e0 medievale non indica il moderno Stato nazionale, bens\u00ec una serie di forme all\u2019interno delle quali \u00e8 possibile ricomprendere tutte le <em>civitates superiorem non recognoscentes<\/em> (9), siano esse Stati, principati, regioni o comuni. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-44375 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/San_Pietro_Chiesa_Roma-595x400.jpg 595w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019<em>autonomia<\/em> dello Stato, in primo luogo dal potere ecclesiastico, discende in tal senso logicamente dall\u2019<em>autarchia<\/em>. In definitiva un ente pu\u00f2 affermare i propri ordinamenti come conseguenza della propria perfezione ed autosufficienza. Nella ricostruzione del superamento dei presupposti teorici dei poteri universali medievali \u00e8 presente un argomento che in seguito avrebbe utilizzato proprio nei confronti dello Stato nazionale: il rifiuto del <em>dogma dell\u2019unit\u00e0<\/em>, che comporta il riconoscimento delle autorit\u00e0 superiori (Chiesa e Imperatore) solo come espressione di una esigenza coordinatrice. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La negazione della <em>reductio ad unum<\/em> in favore del pluralismo degli stati sembra altres\u00ec anticipare di quasi cinquant\u2019anni le argomentazioni di Miglio di fronte alla crisi della Repubblica. Gli studi giovanili del pensiero di Marsilio da Padova erano per\u00f2 piuttosto rivolti, come sostenne in seguito lo stesso autore, a soddisfare un interesse riguardante il sistema delle relazioni internazionali scosso dal conflitto mondiale. In tal senso il riconoscimento delle esigenze coordinatrici rimanda al fallimento della Societ\u00e0 delle Nazioni e l\u2019affermazione del valore del pluralismo al rifiuto della politica di potenza delle dittature (10). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dopo il saggio su Marsilio, Miglio torn\u00f2 a fare ricorso al concetto di <em>autonomia <\/em>alla fine degli anni Cinquanta. Nel frattempo egli aveva spostato i propri interessi ad un\u2019altra area. Allo stesso tempo si preparava una ricorrenza importante, destinata a stimolare le sue ricerche: il centesimo anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3. La critica alla costruzione dello Stato unitario. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Unit\u00e0_Italia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33299 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Unit\u00e0_Italia.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"245\" \/><\/a>Durante gli anni Cinquanta Miglio si dedic\u00f2 alla ricostruzione storica degli ordinamenti della pubblica amministrazione, cui attribuiva una propria sfera distinta sia dalla storia politica, sia da quella giuridica. L\u2019avvicinarsi del centenario dell\u2019unificazione nazionale stimol\u00f2 un dibattito, che coinvolse in prevalenza storici e giuristi, avente per oggetto la relazione tra lo stato di salute delle istituzioni repubblicane e l\u2019eredit\u00e0 che la classe dirigente liberale aveva lasciato in termini di ordinamenti giuridici. L\u2019opera di Miglio in questi anni fu influenzata dal pensiero di Lorenz Von Stein. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Dalla lettura che quest\u2019ultimo d\u00e0 del rapporto tra Stato e Societ\u00e0 Miglio deriva l\u2019espressione <em>obbligazione politica<\/em>, usata per definire il tipo di rapporto che si concretizza nell\u2019ambito dello Stato moderno. Tale obbligazione tende al principio dell\u2019uguaglianza formale dei suoi sottoposti, laddove la societ\u00e0 \u00e8 lo spazio \u00abdella diseguaglianza e della soggezione\u00bb (11). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Gianfranco_Miglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48537 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Gianfranco_Miglio.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"185\" \/><\/a>Miglio non fu sostenitore di una concezione monistica, tale per cui uno dei due aspetti era destinato o avrebbe dovuto affermarsi sull\u2019altro. Egli, sempre citando von Stein, affermava che le due dimensioni di Stato e Societ\u00e0 avrebbero teso a un equilibrio dinamico. Nei contributi di questi anni Miglio fece uno scarso ricorso al lemma <em>autonomia<\/em>. Una testimonianza indicativa di questa impostazione si pu\u00f2 ricavare dalle <em>Premesse ad una metodologia della storia amministrativa<\/em> (1964), in cui il professore comasco incluse i Comuni e le Metropoli nella categoria delle <em>corporazioni territoriali<\/em> (12). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019adozione di tale espressione, ripresa anche nel saggio <em>Le contraddizioni dello Stato unitario <\/em>(1965), sembra indicare una concezione dell\u2019ente locale come somma di interessi economici individuali pi\u00f9 vicina al diritto privato che a quella definizione di <em>communitas superiorem non recognoscens<\/em> che Miglio, attraverso Marsilio, aveva definito come fondamento dell\u2019<em>autonomia<\/em>. Tutto questo non significa per\u00f2 che Miglio fosse sostenitore di una visione ispirata alla centralizzazione dell\u2019ordinamento giuridico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Porta_Pia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-33289 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Porta_Pia.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"172\" \/><\/a>Al contrario egli in pi\u00f9 riprese tra il 1959 ed il 1965 produsse una serie interventi critici in occasione degli anniversari degli eventi che portarono all\u2019Unificazione nazionale. Egli individu\u00f2 nel processo risorgimentale le ragioni dei malfunzionamenti dell\u2019ordinamento repubblicano: la sua originalit\u00e0 stette nell\u2019attenzione prioritaria data agli aspetti della amministrazione statale e nella contrapposizione tra tale dimensione ed il principio di rappresentanza elettiva. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il dibattito storiografico degli anni Sessanta sul tema dell\u2019unificazione amministrativa successiva al 1861 si inser\u00ec in un contesto generale segnato dalla ricerca di un nuova formula governativa (13) e dalla questione non ancora risolta dell\u2019attuazione del Titolo V della Costituzione nella parte riguardante l\u2019istituzione delle Regioni a Statuto Ordinario. Le varie valutazioni delle scelte compiute dalla cosiddetta <em>Destra Storica<\/em> nel processo di completamento dell\u2019unificazione a cento anni di distanza sono state riassunte da Aimo in due filoni tra loro confliggenti (14): <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2014 un filone neoliberale, \u00absostanzialmente giustificazionista nei confronti dell\u2019operato della classe dirigente risorgimentale\u00bb (15), che rifiutava l\u2019accezione negativa del termine <em>piemontesizzazione<\/em>, affermando la maggiore modernit\u00e0 della legislazione del Regno di Sardegna, la quale derivando dalla matrice napoleonica non era in realt\u00e0 del tutto sconosciuta agli altri Stati pre-unitari; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2014 una corrente filoautonomistica, che osserv\u00f2 come in realt\u00e0 lo sviluppo degli eventi successivi al 1859 non fosse il frutto di una scelta necessaria ed inevitabile, bens\u00ec l\u2019espletarsi di un precisa volont\u00e0 politica di una classe dirigente al fine di mantenere il proprio controllo nella gestione dello Stato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Regno_sud.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-28067 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Regno_sud.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"188\" \/><\/a>I filoautonomisti a sua volta raggruppavano una vasta galassia, all\u2019interno della quale potevano essere facilmente individuati i due sottogruppi dei marxisti da un lato, i quali innestavano questo ragionamento nell\u2019ambito della interpretazione gramsciana dell\u2019unificazione nazionale come rivoluzione mancata; dall\u2019altro dei democratici cattolici, che evidenziarono come la classe dirigente liberale, per paura soprattutto della riconquista del potere dei Borbone nel Mezzogiorno, avesse soffocato il ricco pluralismo di corpi presente nel tessuto sociale italiano. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio, pur essendo agevolmente collocabile nel gruppo dei filoautonomisti di matrice cattolica, esprimeva posizioni originali al suo interno. Egli ad esempio rifiutava l\u2019interpretazione della <em>piemontesizzazione <\/em>degli ordinamenti giuridici nelle terre annesse allo Stato unitario: Miglio ritenne che l\u2019applicazione a tutto il territorio italiano della legislazione sabauda non diede vita a uno Stato centralizzato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Stati_italiani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-28065 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Stati_italiani.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"207\" \/><\/a>Piuttosto nei territori degli ex Stati pre-unitari furono date applicazioni differenti agli stessi testi normativi, rendendo disomogeneo l\u2019ordinamento complessivo. Significativa in tal senso fu la sopravvivenza all\u2019interno dello Regno d\u2019Italia di cinque distinte Corti di Cassazione in corrispondenza dei precedenti stati pre-unitari, di sei istituti di emissione della moneta e di tre ordinamenti penali (16). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio negava un altro dato generalmente accettato da parte della storiografia risorgimentale, ossia il fatto che la scelta di adottare una architettura istituzionale centralista, con la limitazione dei poteri degli enti locali e il rifiuto delle proposte <em>regionaliste<\/em> fosse una scelta obbligata per la classe dirigente artefice dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Miglio menziona i disegni di legge Minghetti sulle Regioni del 1860-61, che egli valut\u00f2 positivamente sostenendo che \u00absul piano tecnico si trattava di decentramento spinto fino al limite del \u2018federalismo\u2019\u00bb (17). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/neoguelfi_federalismo_Italia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48538 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/neoguelfi_federalismo_Italia.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a>Il progetto minghettiano fu respinto, per la mancanza di una classe dirigente convintamente federalista: in particolare Miglio constat\u00f2 il fallimento politico dei neo-guelfi, sostenitori dell\u2019unificazione nazionale in uno Stato di tipo federale sotto la guida del Pontefice, i quali avevano dimostrato scarso coraggio politico durante lo sviluppo delle vicende risorgimentali. Allo stesso modo l\u2019aspirazione della classe dirigente piemontese a realizzare un ordinamento giuridico basato sull\u2019uguaglianza formale, caratteristica tipica degli Stati di diritto, <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>fu precipitosa come nessun\u2019altra; non solo, ma si unificarono norme e ordinamenti che sarebbe stato logico lasciare molteplici e si lasciarono sussistere particolarismi legislativi che si sarebbero dovuti invece rapidamente uniformare; infine profonde differenze naturali e le peculiarit\u00e0 tradizionali presero la loro rivincita sull\u2019unit\u00e0 superficialmente imposta, ed a norme formalmente identiche corrisposero ben presto interpretazioni ed applicazioni intimamente differenziate<\/em> (18). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In questo periodo il lemma <em>federalismo<\/em> ricevette da Miglio un\u2019attenzione superiore rispetto a quello di <em>autonomia.<\/em> Miglio, anticipando in questi anni le posizioni polemiche che avrebbe ripreso con la militanza politica, us\u00f2 questa categoria per emettere il proprio giudizio storico sull\u2019operato della classe dirigente artefice dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. I successori di Cavour bloccarono qualsiasi progetto regionalista in quanto timorosi di resuscitare lo spettro dei particolarismi pre-unitari, non permettendo cos\u00ec lo sviluppo di una necessaria \u00abfase intermedia di carattere federale\u00bb (19). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso Miglio nota come tale fase sarebbe stata pi\u00f9 facilmente attuabile se il processo di unificazione nazionale si fosse svolto in un arco di tempo pi\u00f9 ampio, tuttavia egli lament\u00f2 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>come distratti dalla clamorosa contesa tra \u2018regionalisti\u2019 ed \u2018unitari\u2019 noi tutti abbiamo sottovalutato la posizione di quegli esperti di amministrazione che<\/em> [&#8230;] <em>continuarono ad insistere sull\u2019idea di una circoscrizione territoriale maggiore di quella affidata, allora come oggi, al Prefetto, e di un sostanziale accrescimento dell\u2019autonomia e della potest\u00e0 dei funzionari periferici<\/em> (20).<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_48539\" style=\"width: 148px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Marco_Minghetti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-48539\" class=\"wp-image-48539\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Marco_Minghetti.jpg\" alt=\"\" width=\"148\" height=\"194\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-48539\" class=\"wp-caption-text\">Marco Minghetti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il mancato accoglimento delle proposte di Minghetti aveva bloccato quel tipo di riforma federale ragionata, basata sul riconoscimento della presenza di differenze \u00abclimatiche, etniche, sociali, economiche e storiche\u00bb (21), che avrebbe reso possibile lo sviluppo di ordinamento pi\u00f9 coeso ed omogeneo. In questo passaggio si pu\u00f2 notare come il federalismo di Miglio mostri gi\u00e0 una componente di carattere etnico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio, commentando le leggi Comunali e Provinciali del 1859 e del 1865, porta a compimento il suo complessivo ragionamento sul rapporto tra centro e periferia e tra amministrazione e rappresentanza. Egli prospetta la possibilit\u00e0 di un sistema dotato di un esecutivo centrale forte, la cui presenza nei territori \u00e8 garantita dai sindaci e dai prefetti e nel quale il ridimensionamento del principio della rappresentanza elettiva favorisce il rafforzamento delle strutture amministrative locali, sottratte dalle logiche clientelari su cui si fonda il mandato elettorale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Secondo Miglio, infatti, la vera ragione dell\u2019inefficienza del sistema era da rintracciare nell\u2019applicazione del principio della rappresentanza elettiva a tutti gli ambiti dell\u2019amministrazione, compresi Comuni e Province. In questo quadro i termini <em>autonomia<\/em> e <em>federalismo<\/em>, pur non definiti in maniera esplicita assumono significati specifici e certamente originali. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Parlamento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34379 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Parlamento.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>La prima viene sganciata dalla dimensione dell\u2019ente territoriale per essere piuttosto declinata a descrivere i rapporti tra le strutture amministrative da un lato e le istituzioni rappresentative dall\u2019altro. Questa concezione taglia trasversalmente la dimensione verticale lungo la quale si collocano le istituzioni tra i due poli dello Stato centrale e dei Comuni, accomunando da un lato gli apparati esecutivi e amministrativi e dall\u2019altra le assemblee (consigli comunali, provinciali e Parlamento): l\u2019autonomia consisterebbe nella messa al riparo dei primi dalle logiche di consorterie e clientela tipiche della seconde. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La concezione del termine <em>federalismo<\/em> rimanda invece alla classica interpretazione come riconoscimento originario di una pluralit\u00e0 di realt\u00e0 differenti nel quadro della costruzione di un ordinamento giuridico unitario. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4. La stagione costituzionalista e l\u2019accantonamento del federalismo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Regioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48540 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Regioni.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"230\" \/><\/a>Tra il 1968 ed il 1970 si comp\u00ec una importante svolta giuridica: dopo l\u2019approvazione della legge elettorale regionale (n. 108 del 17 febbraio 1968) si tennero il 7 e l\u20198 giugno 1970 le prime consultazioni per l\u2019elezione dei Consigli regionali delle regioni a Statuto ordinario. In seguito sarebbe state approvate le prime leggi sul decentramento amministrativo, con ampi trasferimenti di funzioni alle Regioni (legge 382\/1975 e D.P.R. 616\/1977). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019istituzione delle Regioni apparve ai contemporanei come il definitivo completamento dell\u2019architettura istituzionale realizzata dai padri costituenti. Fino ad allora l\u2019opinione prevalente dei commentatori era quella secondo cui una delle maggiori ragioni del cattivo rendimento delle istituzioni era rintracciabile proprio nel mancato compimento delle disposizioni costituzionali. Dopo tale svolta invece fu proprio tale architettura ad essere considerata come fattore di debolezza istituzionali. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Funzione_pubblica_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48541 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Funzione_pubblica_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"225\" \/><\/a>Negli anni conclusivi del decennio la <em>Grande Riforma<\/em> divenne una questione di importanza capitale nei dibattiti di giuristi e politici. La stesura del rapporto del Ministro della Funzione pubblica Massimo Severo Giannini per la riforma della pubblica amministrazione in Italia nel 1979 rappresent\u00f2 il momento simbolico in cui le stesse istituzioni giunsero alla consapevolezza della necessit\u00e0 di porre mano alla Carta Costituzionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nei primi anni Settanta Miglio mostr\u00f2 scarso interesse per le questioni istituzionali: nel 1972 egli pubblic\u00f2 il volume Le categorie del politico, raccolta dei saggi di Carl Schmitt. La sintesi dell\u2019influsso del politologo tedesco e di quello di Von Stein, condusse Miglio al compimento della sua teoria dei fenomeni politici e sociali. Egli fond\u00f2 la distinzione tra Stato e societ\u00e0 sulla base di categorie differenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo Stato \u00e8 l\u2019ambito dell\u2019<em>obbligazione politica<\/em>, un rapporto di fedelt\u00e0 fondato sulla dicotomia amico-nemico: \u00e8 lo Stato infatti a individuare al suo esterno un \u00abnemico\u00bb, e sulla base di questo fonda la propria sovranit\u00e0 su dei raggruppamenti umani che accettano un modello verticistico. La Societ\u00e0 \u00e8 invece l\u2019area del <em>contratto scambio<\/em>, nella quale i partecipanti realizzano legami di natura orizzontale, animati dalla volont\u00e0, circoscritta temporaneamente, di ricavare un vantaggio dall\u2019interazione con l\u2019altro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Nord_Padania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48542 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Nord_Padania-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Nord_Padania-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Italia_Nord_Padania.jpg 307w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/a>Sono gli anni in cui Miglio dedica la sua attenzione principale alla critica del regime parlamentare (peraltro gi\u00e0 emersa nei saggi di critica del processo di unificazione nazionale) e al suo superamento attraverso il rafforzamento dell\u2019esecutivo, con l\u2019attribuzione di pi\u00f9 ampi poteri al <em>decisor<\/em>e, fino alla proposta di rafforzare la separazione dei poteri, con il divieto per i ministri ed i membri del governo di essere allo stesso tempo parlamentari. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Come si pu\u00f2 notare, in questa fase del pensiero migliano il tema del rapporto istituzionale tra lo Stato centrale e la periferia \u00e8 quasi del tutto assente. Costituisce una eccezione a questo panorama un articolo sul Corriere della Sera, del 1975, nel quale Miglio mostr\u00f2 il proprio favore alla proposta lanciata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Fanti, il quale suggeriva la creazione di una aggregazione delle regioni settentrionali, cui attribu\u00ec il nome, poi divenuto celebre, di Padania. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio si associ\u00f2 alla proposta, criticando l\u2019istituto della regione previsto in Costituzione, osservando come esse fossero una invenzione della classe dirigente piemontese, oramai anacronistica. In tale circostanza ripet\u00e9 l\u2019accenno ad un ordinamento federale basato sul riconoscimento reciproco delle grandi aggregazioni climatiche e socio-economiche, affermando che mentre lo Stato italiano era di dimensioni troppo grandi per essere governato, le venti regioni erano in tal senso troppo piccole (22). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Costituzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31493 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Costituzione.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Alla fine del decennio anche Miglio prese atto della necessit\u00e0 di mettere mano all\u2019architettura istituzionale introdotta nel 1948. Egli, d\u2019altro canto, aveva anticipato di un anno la stesura del rapporto Giannini, avviando i lavori di un gruppo di studiosi (il \u00abGruppo di Milano\u00bb), che si pose l\u2019ambizioso compito di proporre ai legislatori un modello di riforma della Costituzione. L\u2019avvio della stagione \u00abcostituzionalista\u00bb di Miglio pu\u00f2 essere fatto risalire alla pubblicazione del saggio <em>Una costituzione in corto circuito<\/em>, nel 1978, nel quale fu ribadita la necessit\u00e0 di superare il regime parlamentare puro. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019interesse per la questione dell\u2019<em>autonomia<\/em> e per il <em>federalismo<\/em> tocc\u00f2 in questa fase il suo punto pi\u00f9 basso: Miglio in seguito avrebbe giustificato la scarsa attenzione come il risultato di una scelta presa all\u2019interno del Gruppo di Milano, da lui non condivisa; tuttavia va fatto presente che agli inizi degli anni Ottanta il clima culturale era tale da non considerare questo tema degno dell\u2019attenzione del processo riformatore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il risultato del lavoro del Gruppo di Milano, raccolto nel volume <em>Verso una nuova costituzione<\/em>, del 1983, si limit\u00f2 ad auspicare una pi\u00f9 ampia autonomia regionale e la trasformazione del Senato in una camera delle regioni, senza fare alcun accenno a una possibile strutturazione federale dell\u2019ordinamento (23). Il disinteresse di Miglio fu speculare a quello dei suoi contemporanei: basti pensare che la Commissione Bicamerale Bozzi (1983-85), primo tentativo concreto di procedere a una incisiva riscrittura della Costituzione, concluse i suoi lavori presentando una relazione nella quale non vi era n\u00e9 un\u2019analisi, n\u00e9 tantomeno una proposta di modifica, del Titolo V sull\u2019ordinamento regionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Union_Vald\u00f4taine.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-48543 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Union_Vald\u00f4taine.png\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Union_Vald\u00f4taine.png 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Union_Vald\u00f4taine-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Nonostante tale disinteresse, la questione del rapporto tra Stato e Regioni stava acquisendo una consistenza politica. Nei primi anni Ottanta si registr\u00f2 una fioritura di movimenti etno-regionalisti. Essi non costituivano una novit\u00e0 assoluta nel panorama italiano, ma fino ad allora la loro diffusione si era limitata alle Regioni a Statuto speciale (SVP, Union Vald\u00f4taine, Partito Sardo d\u2019Azione) (24). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/partito_sardo_azione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48544 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/partito_sardo_azione.jpg\" alt=\"\" width=\"159\" height=\"157\" \/><\/a>La realizzazione delle regioni a statuto ordinario aveva creato una forte disparit\u00e0: queste ultime prendevano atto che le regioni definite autonome nel linguaggio della Carta Costituzionale disponevano di maggiori risorse economiche (25). Il primo movimento etnoregionalista in grado di ottenere un significativo risultato elettorale fu la Liga Veneta, che nel 1983 elesse un deputato ed un senatore. Le rivalit\u00e0 interne a quest\u2019ultima ne determinarono il rapido declino a vantaggio di un altro soggetto: la Lega Lombarda. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Questi movimenti politici nei loro albori rivendicavano identit\u00e0 locali e sollevavano due questioni in materia di redistribuzione del potere tra centro e periferia: l\u2019aspirazione all\u2019autonomia configurata come richiesta specifica dello Statuto speciale da parte di Lombardia e Veneto, ed il federalismo ridotto alla tematica della leva fiscale con la richiesta di trattenere all\u2019interno delle regioni il gettito delle imposte. In questo senso \u00e8 significativo il nome del primo giornale della Lega Lombarda: <em>Lombardia Autonomista<\/em> ( 26). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lombardia_autonomista_cover_Lega.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-48545 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lombardia_autonomista_cover_Lega.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"237\" \/><\/a>Il <em>federalismo <\/em>costituiva inoltre un termine dal connotato polemico, svuotato della sua dimensione giuridica e utilizzato come polo opposto a quello dell\u2019Unit\u00e0 nazionale. La crescita elettorale di questi movimenti alla fine degli anni Ottanta aliment\u00f2 la confusione sul termine <em>federalismo<\/em>, peraltro alimentata anche dalle forze politiche di governo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La relazione tra i leghisti e Miglio fu biunivoca: i primi ripresero alcuni argomenti che lo studioso aveva seminato in maniera non sistematica negli anni precedenti, in particolare la critica al concetto di nazione italiana nella sua militanza politica nella rivista <em>Il Cisalpino<\/em> durante la Resistenza (27) e le argomentazioni contro il processo di unificazione nazionale addotte in occasione del centenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Il secondo vide nel nuovo movimento politico la ripresa e l\u2019applicazione delle sue aspirazioni al superamento dell\u2019ordine costituzionale eretto nel dopoguerra. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Miglio aveva constatato gi\u00e0 nel saggio <em>Genesi e trasformazione del termine concetto Stato<\/em> del 1981 quello che a suo dire era il compimento del modello dello Stato di diritto, che si avviava ad essere superato per un ritorno a una societ\u00e0 di stampo medievale, ordinata per statuti. In tale nuovo ordinamento le corporazioni sarebbero tornate a svolgere un ruolo centrale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Lombarda.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48546 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Lombarda.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Lombarda.png 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Lombarda-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>In questo passaggio si registra la ripresa del concetto di <em>corporazioni locali<\/em> per definire Comuni e Province, associate a quelle di carattere economico e lavorativo (di cui esempio principe sono le organizzazioni sindacali). Lo Stato \u00e8 una \u00abpersona ficta\u00bb (28) tanto quanto lo fu in et\u00e0 medievale il Sacro Romano Impero: l\u2019obbligazione politica schmittiana \u00e8 destinata a lasciare spazio alla sfera del contratto-scambio (29), nella quale si concretizza l\u2019autonomia dei privati e delle corporazioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">L\u2019avviarsi verso un nuovo Medioevo, ben si accompagnava allo spirito comunalistico (30) della Lega Lombarda, che trovava una vasta rispondenza nella propria simbologia (il richiamo alla Battaglia di Legnano e la presenza nel simbolo di Alberto da Giussano). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>5. La crisi dello Stato di diritto e il neo-federalismo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il saggio <em>Una repubblica mediterranea?<\/em> del 1987 segna con ogni probabilit\u00e0 l\u2019effettivo punto di contatto tra il costituzionalista e i movimenti leghisti. Miglio, analizzando criticamente l\u2019esperienza del Gruppo di Milano, sostenne che l\u2019insuccesso di tale progetto dipese dal tentativo di applicare una costituzione fondata sullo Stato di diritto a un popolo che rifiuta il \u00abgusto occidentale alla impersonalit\u00e0 del comando\u00bb, convinto che \u00aba comandare non possano (e quindi non debbano) essere le prescrizioni astratte, ma le persone concrete in grado di farsi obbedire\u00bb (31). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/briganti-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-17823 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/briganti-2.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"261\" \/><\/a>In questo saggio il politologo espresse per la prima volta l\u2019ambizione, reiterata negli anni successivi, a costituzionalizzare la mafia, ritenuta una delle espressioni della natura clientelare in cui si concretizza la \u00abpersonalizzazione dell\u2019autorit\u00e0\u00bb. Il punto di contatto tra Miglio e il leghismo era rintracciabile nella comune condanna delle modalit\u00e0 del processo di unificazione nazionale e nel riconoscimento da parte di entrambi della presenza di radicate differenze etniche nel territorio italiano. In particolare la convinzione, intrisa di realismo, secondo cui a popoli con caratteristiche differenti andrebbero date costituzioni differenti fu un punto chiave delle rivendicazioni leghiste in merito alle differenze tra Nord e Sud Italia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso Miglio sostenne in seguito che la popolazione del Nord era affine ai popoli freddi europei e quindi auspicava una costituzione di tipo moderno occidentale, mentre il Sud avrebbe necessitato di una costituzione diversa, individuata secondo i criteri enunciati nel 1987 (32). L\u2019incontro tra Miglio e il leghismo avrebbe dato vita a una collaborazione breve ma foriera di contributi interessanti sia per il dibattito politico che per quello giuridico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Per ci\u00f2 che ci attiene, ossia l\u2019utilizzo dei termini <em>federalismo<\/em> e <em>autonomia<\/em>, \u00e8 necessario riordinare lo stato della questione alla fine degli anni Ottanta, per poi procedere ad analizzare gli sviluppi. La rinnovata attenzione di Miglio per la tematica del rapporto tra centro e periferia fu legata non solo all\u2019emersione del leghismo, ma anche alla crisi del sistema internazionale bipolare che stimol\u00f2 il costituzionalista ad osservare i processi in corso nell\u2019Est Europa dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Russia_post_Urss.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48547 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Russia_post_Urss.png\" alt=\"\" width=\"285\" height=\"177\" \/><\/a>Proprio dall\u2019analisi delle trasformazioni dell\u2019URSS e della Jugoslavia, Miglio matur\u00f2 l\u2019ultimo suo grande apporto di carattere accademico: il neo-federalismo (33). In tale concezione sembra chiudersi il cerchio del suo pensiero giuridico: lo Stato sta attraversando una fase simile a quella che tra la met\u00e0 del XIII e del XIV aveva caratterizzato le istituzioni universali descritta da Marsilio, con nuovi soggetti che invocano la propria <em>autonomia<\/em>, intesa come espressione della propria <em>autosufficienza<\/em>, segnando l\u2019avvento di una nuova fase storica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Curiosamente, lo Stato moderno \u00e8 destinato ad essere superato per effetto di un processo simile a quello che ne aveva determinato l\u2019affermazione sette secoli prima. Le istituzioni statali si dirigerebbero a livello mondiale verso un nuovo <em>federalismo<\/em>: mentre quello antico determinava l\u2019effetto di unire in una sola comunit\u00e0 statale soggetti differenti (l\u2019<em>e pluriuso unum<\/em>, motto fondante originario degli Stati Uniti d\u2019America), il nuovo segnava il percorso inverso, ampliando l\u2019area dei rapporti privati e delle realt\u00e0 locali a discapito delle grandi aggregazioni, destinate a riformulare la loro presenza solo ai fini della politica estera (<em>ex uno plures<\/em> (34)). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tale tendenza appare a Miglio come la conseguenza dell\u2019affermazione della sfera del contratto-scambio sull\u2019obbligazione politica, cui si affianca il tramonto del modello dello <em>jus publicum europaeum<\/em> e della sua aspirazione alla razionalit\u00e0 degli ordinamenti giuridici e all\u2019impersonalit\u00e0 del comando. Ad essa si sostituisce l\u2019idea della necessit\u00e0 di fondare il diritto e gli ordinamenti costituzionali su basi di natura etnica: gli Stati costituzionali lasceranno spazio a pi\u00f9 circoscritte Societ\u00e0 di Statuti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Germania_federalismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48548 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Germania_federalismo.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" \/><\/a>La consapevolezza di tale tendenza indusse Miglio a catalogare i sistemi federali, sulla base del suddetto criterio: esisterebbero pertanto federalismi \u00abfalsi\u00bb o addirittura \u00abdegenerati\u00bb, contrapposti al nuovo modello, unica reale espressione del principio federale. Dei primi costituisce un esempio il caso tedesco, dove nel dopoguerra gli USA imposero la struttura dei L\u00e4nder e la associarono ad un forte potere del governo centrale; i secondi sono invece rappresentati proprio da quegli Stati Uniti d\u2019America che per lungo tempo hanno costituito il modello di riferimento della letteratura sul federalismo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In essi nel corso del XIX secolo e ancor di pi\u00f9 con la politica del Welfare State di Roosevelt si ridusse fortemente il potere degli Stati componenti la federazione (35). Solo recentemente, in seguito alla proposta del presidente Reagan dell\u2019introduzione di un <em>new federalism<\/em>, gli USA avrebbero intrapreso un processo di abbandono delle strutture dello Stato moderno, in favore di un rafforzamento del potere degli Stati a discapito del governo federale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il vero federalismo prevedrebbe, invece, il riconoscimento di entit\u00e0 originarie e autoctone da parte di una federazione costituita ai meri scopi di coordinamento e gestione della politica estera. Ad esse si assocerebbe un governo di tipo direttoriale, capace di evitare le degenerazioni del parlamentarismo ed in grado di garantire l\u2019unit\u00e0 federale attraverso la regola dell\u2019unanimit\u00e0 come criterio decisionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Svizzera_federalismo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48549 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Svizzera_federalismo.png\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Miglio interpreta tale sviluppo dei sistemi istituzionali come una tendenza in atto a livello globale: non si tratta dunque di un modello auspicabile o da perseguire, bens\u00ec il risultato non evitabile e necessario dell\u2019evoluzione degli ordinamenti giuridici. Il modello cui Miglio fa riferimento per descrivere la natura dei veri federalismi \u00e8 la Svizzera, con la sua struttura di \u00abcantoni\u00bb indipendenti. Il culmine di questo ragionamento \u00e8 la negazione della classica distinzione tra federazione e confederazione: pi\u00f9 precisamente sarebbero solo queste ultime le espressioni del vero federalismo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec facendo Miglio rinnega la tradizione del pensiero federalista americano di Hamilton per attestarsi, per sua stessa ammissione, sulle posizioni di Jefferson e del filone di pensiero tradizionalmente definito come \u00abantifederalista\u00bb tra la Rivoluzione Americana del 1776 e l\u2019approvazione della Costituzione nel 1787. L\u2019interesse di Miglio verso questo sviluppo del pensiero politico lo port\u00f2 a introdurre nella pubblicistica nazionale le opere dei principali studiosi americani neo-federalisti quali David J. Elazar (36) e Martin Diamond (37). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>6. Conclusioni.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Gianfranco_Miglio-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48550 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Gianfranco_Miglio-1.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"257\" \/><\/a>L\u2019eredit\u00e0 di Gianfranco Miglio. L\u2019eredit\u00e0 dell\u2019opera di Gianfranco Miglio si mostra agli occhi dei contemporanei come un Giano bifronte. Da una parte si pu\u00f2 osservare il suo contributo politico, al consolidamento del linguaggio e della terminologia delle leghe regionali; dall\u2019altro la lezione scientifica e accademica. Senza dubbio egli ha avuto il merito di introdurre nel circuito accademico italiano le opere di studiosi come Schmitt, von Stein, Elazar e Diamond, nella continua ricerca di una posizione anticonformista. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La rivisitazione della storia italiana e la conduzione alle estreme conseguenze della teoria schmittiana lo hanno portato ad essere uno dei pi\u00f9 attenti studiosi del fenomeno dello Stato, fino ad arrivare a analizzarne il deperimento e a prospettare scenari per il suo superamento. In questo senso il suo neo-federalismo costituisce una sintesi in direzione di sistemi confederali, nei quali <em>autonomia<\/em> e <em>federalismo<\/em> coesistono come espressioni indicative di nuovi ordinamenti giuridici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli allievi di Miglio continuano a tutt\u2019oggi a sviluppare l\u2019analisi sulla distinzione tra federalismi veri e presunti: basti pensare alla ricerca di Bassani sugli sviluppi del federalismo americano dalla convenzione di Filadelfia alla guerra di secessione (38), nel quale egli riprende la tesi di Miglio secondo la quale gli USA hanno adottato il <em>modus operandi<\/em> dello Stato moderno europeo. Un altro erede del politologo lombardo, Vitale, ha invece ripreso e sviluppato la prospettiva di uno sviluppo delle istituzioni comunitarie europee verso un modello ispirato al Sacro Romano Impero (39). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il neo-federalismo \u00e8 stato criticato da parte di studiosi che hanno osservato come esso si basasse sulla negazione della distinzione tra federazione e confederazione. Malandrino, pur condividendo l\u2019ipotesi di partenza del \u00abdeperimento\u00bb dello Stato nazionale, rifiuta tale esito, sostenendo che la proposta di Miglio costituirebbe uno \u00abpseudofederalismo a senso unico di tipo localista e parossisticamente decentratore\u00bb (40). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-48202 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi-768x487.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi-1024x649.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Italia_crisi.jpg 1419w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Malandrino invece indica la propria preferenza per una soluzione che non implichi \u00abl\u2019abbandono di potest\u00e0 sovrana e statualit\u00e0 condivisa tra federazione e Stati membri\u00bb (41). Tra i critici di questa eredit\u00e0 del pensiero migliano vi \u00e8 anche uno dei suoi maggiori allievi, Schiera, il quale esprime dubbi sulla prospettiva di ritorno al Medioevo logicamente associata alle espressioni come <em>Societ\u00e0 di Statuti<\/em> e <em>Stato<\/em> per ceti caratterizzati dalla funzione pubblica diffusa e dal potere contrattato, ritenendo piuttosto necessaria la creazione di un \u00abnuovo \u2018sistema\u2019 concettuale e istituzionale\u00bb (42). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Parimenti interessante \u00e8 il contributo di Miglio al dibattito politico: oltre ad avere nobilitato un movimento visto con scetticismo se non con ostilit\u00e0 dal mondo accademico, egli ha dato un apporto cruciale alla Lega Nord negli anni della sua ascesa da piccolo movimento regionalista a soggetto di importanza primaria negli equilibri italiani. Miglio gi\u00e0 da anni aveva criticato l\u2019assetto istituzionale dello Stato unitario e menzionato l\u2019esistenza di una aggregazione delle regioni del Nord, la Padania, poi evocata dalla Lega per dare un collante unitario alla propria proposta politica; con ogni probabilit\u00e0 si debbono a lui anche l\u2019immissione nel linguaggio leghista di termini come macroregione e confederazione. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Gli stessi termini <em>federalismo<\/em> e <em>autonomia<\/em>, acquisirono un significato pi\u00f9 denso all\u2019interno del leghismo proprio grazie all\u2019apporto di Miglio: non va dimenticato che il leghismo degli albori aveva una accezione dell\u2019<em>autonomia<\/em> limitata alla sola richiesta dello Statuto speciale, mentre il termine <em>federalismo<\/em> era ambiguamente adottato come aspirazione alla rottura dell\u2019unit\u00e0 nazionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Nord.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-48551 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Lega_Nord.png\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Dopo l\u2019ingresso di Miglio nella Lega l\u2019<em>autonomia<\/em> divenne la rivendicazione di un ruolo pi\u00f9 forte per gli enti locali, a partire dai comuni e dalle citt\u00e0, nei confronti dello Stato, mentre il <em>federalismo<\/em> si trasform\u00f2 nella prospettiva di un rinnovato e pi\u00f9 efficiente ordine costituzionale. Infine va fatto notare come entrambe le eredit\u00e0 di Miglio si basino sull\u2019assioma della coesistenza dei termini <em>autonomia<\/em> e <em>federalismo<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tale coesistenza non solo non \u00e8 un dato pacifico, ma al contrario alimenta dubbi e critiche da parte di chi, anche recentemente, ha osservato come una concezione di tipo autonomista, diretta a dare maggiori poteri a soggetti quali comuni e citt\u00e0, sia potenzialmente in conflitto con una che ritenga lo Stato composto da una federazione di entit\u00e0. Caciagli, ad esempio, osserva come tale lascito alimenti ancora oggi una confusione nell\u2019uso dei termini. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Nel dibattito contemporaneo si registra spesso l\u2019utilizzo dell\u2019espressione <em>federalismo fiscale<\/em> per descrivere piuttosto un obiettivo di <em>municipalismo fiscale<\/em>, quale l\u2019attribuzione ai comuni della facolt\u00e0 di determinare le aliquote delle proprie imposte e di trattenere al proprio interno il gettito da esse ricavato. In tal senso, va aggiunto, \u00e8 pi\u00f9 assimilabile al federalismo fiscale quell\u2019impostazione, tipica della retorica leghista delle origini ma ancora oggi presente, in base alla quale il gettito fiscale versato in una regione deve rimanere all\u2019interno della stessa. Caciagli fa notare come le due impostazioni qui enunciate siano tutt\u2019altro che coincidenti: al contrario la tradizione localista e campanilista della cultura italiana fa s\u00ec che le due impostazioni debbano piuttosto essere considerate mutuamente confliggenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">In conclusione possiamo osservare come la parabola del pensiero di Gianfranco Miglio non sia incoerente come potrebbe sembrare da una disattenta lettura delle sue opere. Egli nella fase finale della sua carriera riprese le intuizioni giovanili sulla definizione dell\u2019autonomia come corollario dell\u2019autosufficienza e sull\u2019analisi critica del processo di unificazione nazionale, per combinarle alla teoria schmittiana dello Stato e alla categoria di von Stein dell\u2019<em>obbligazione politica<\/em>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Il pensiero del politologo e costituzionalista sembra seguire infatti una traiettoria ciclica, secondo un andamento dialettico che lo port\u00f2 a recuperare alla fine della propria carriera la prospettiva del federalismo e dell\u2019autonomia propugnata in et\u00e0 giovanile fino agli Sessanta, dopo l\u2019interruzione degli anni Settanta e Ottanta in cui si dedic\u00f2 in prevalenza al tema del decisore e del rafforzamento del potere esecutivo a scapito del legislativo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Tutti questi apporti risultano sistematizzati in un modello interpretativo in cui la crisi dello Stato avrebbe dato spazio a nuove istituzioni, dove il ricorso a legami di natura federale avrebbe consentito l\u2019adeguamento delle comunit\u00e0 umane alle trasformazioni di fine secolo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">La nuova era, secondo Miglio, avrebbe invertito la relazione tra popoli ed ordinamenti giuridici: il principio dell\u2019oggettivit\u00e0 e razionalit\u00e0 degli ordinamenti giuridici, particolarmente caro alla tradizione dello <em>jus publicum europaeum<\/em>, avrebbe lasciato spazio a nuovi assetti costituzionali fondati sulle determinazioni volontariste dei raggruppamenti umani, i quali avrebbero deciso da soli, secondo l\u2019assunto marsiliano di avere in s\u00e9 il principio della propria organizzazione, se affidarsi a un fondamento impersonale o ad uno soggettivi del comando.<\/span><\/p>\n<p>___________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>1)<\/strong> C. PETRACCONE, <em>Federalismo e autonomia in Italia dall\u2019unit\u00e0 ad oggi,<\/em> Roma Bari, Laterza, 1995, p. 7<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>2)<\/strong> Sul tema si veda G. MIGLIO <em>La sovranit\u00e0 popolare negata<\/em>, in ID., <em>Una repubblica migliore per gli Italiani (Verso una nuova Costituzione)<\/em>, Milano, Giuffr\u00e8, 1983, pp. 98-124.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>3)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Una costituzione per i prossimi trent\u2019anni. Intervista sulla terza repubblica<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 1990, p. 96. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>4)<\/strong> A. CAMPI, <em>Schmitt, Freund, Miglio. Figure e temi del realismo politico europeo,<\/em> Firenze, La Roccia di Erec, 1996, pp. 113-114. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>5)<\/strong> I motivi dell\u2019abbandono della Lega Nord da parte di Miglio nel maggio 1994, all\u2019indomani della vittoria elettorale della coalizione guidata da Berlusconi e comprendente la stessa Lega sono ancora oggi incerti. Miglio sostenne che vi fossero gi\u00e0 stati motivi di tensione con il segretario leghista in precedenza, mentre Bossi sostenne che l\u2019abbandono fu la reazione alla mancata nomina del professore comasco a un incarico ministeriale. Per la prima versione si veda G. MIGLIO, <em>Io, Bossi e la Lega. Diario segreto dei miei quattro anni sul Carroccio<\/em>, Milano, Mondadori, 1994; per la seconda invece G. PASSALACQUA, <em>Il vento della Padania, Storia della Lega Nord 1984-2009<\/em>, Milano, Mondadori, 2009, p. 70. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>6)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Le regolarit\u00e0 della politica. Scritti scelti raccolti e pubblicati dagli allievi<\/em>, 2 voll., Milano, Giuffr\u00e8, 1988.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>7)<\/strong> Trattasi di G. MIGLIO, <em>La controversia sui limiti del commercio neutrale fra Giovanni Maria Lampredi e Ferdinando Galiani: ricerche sulla genesi dell\u2019 indirizzo positivo nella scienza del diritto delle genti<\/em>, Milano, ISPI, 1942 e del saggio qui menzionato ID., <em>La crisi dell\u2019universalismo medioevale e la formazione ideologica del particolarismo statutale moderno<\/em>, Padova, CEDAM, 1942 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>8)<\/strong> S. ROMANO, <em>Decentramento amministrativo<\/em>, in Enciclopedia giuridica italiana, vol. 4, parte 1, Milano, Societ\u00e0 Editrice Libraria, 1897. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>9)<\/strong> MIGLIO, <em>La crisi dell\u2019universalismo medievale<\/em>, cit. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>10)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Considerazioni retrospettive<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., vol. I, p. XXXIII. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>11)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Le origini della scienza dell\u2019amministrazione<\/em>, in <em>La scienza dell\u2019amministrazione. Atti del I Convegno di studi di Scienza dell\u2019amministrazione<\/em>, ora in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., p. 302. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>12)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Premesse ad una metodologia della storia amministrativa<\/em>, ora in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., p. 436. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>13)<\/strong> Nel 1962 prese forma il primo governo Fanfani di centro-sinistra, con l\u2019astensione del PSI, che entr\u00f2 nella compagine governativa e nella maggioranza dopo le elezioni politiche dell\u2019aprile del 1963. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>14)<\/strong> La definizione dei tre filoni alternativi di pensiero sul tema dell\u2019unit\u00e0 nazionale in occasione del centenario \u00e8 tratta da P. AIMO, <em>Stato e poteri locali in Italia dal 1848 a oggi<\/em>, Roma, Carocci, 2010, pp. 48-49. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>15)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>16)<\/strong> P. UNGARI <em>Giuseppe Zanardelli guardasigilli e l\u2019avvocatura, in Giuseppe Zanardelli. Atti del Convegno Brescia 29-30 settembre 1983<\/em>, a cura di R. Chiarini, Milano, Franco Angeli, 1985, p. 186. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>17)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Gli aspetti amministrativi dell\u2019unificazione nazionale<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., p. 383. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>18)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 393. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>19)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Le contraddizioni dello Stato unitario<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica,<\/em> cit., p. 383 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>20)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 499. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>21)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 501. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>22)<\/strong> PETRACCONE, <em>Federalismo e autonomia,<\/em> cit., pp. 296-301 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>23)<\/strong> <em>Verso una nuova costituzione<\/em>, a cura del Gruppo di Milano, Milano, Giuffr\u00e8, 1983, vol. I, pp. 47-49. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>24)<\/strong> M. CACIAGLI, <em>Fra regionalismi e localismi: sull\u2019improbabile attuazione dello Stato federale in Italia<\/em>, in <em>Alla ricerca della statualit\u00e0. Un confronto storico-politico su Stato, federalismo e democrazia in Italia e in Europa<\/em>, a cura di L. Tedoldi, Verona, QuiEdit, 2012, pp. 162-163. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>25)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, pp. 161-165. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>26)<\/strong> D. VIMERCATI<em>, I lombardi alla nuova crociata. Il fenomeno Lega dall\u2019esordio al trionfo,<\/em> Milano, Mursia, 1990. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>27)<\/strong> PETRACCONE, <em>Federalismo e autonomia<\/em>, cit., p. 252. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>28)<\/strong> G. MIGLIO, <em>Genesi e trasformazione del termine-concetto Stato<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., p. 841 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>29)<\/strong> Il superamento delle teorie di Carl Schmitt \u00e8 evidente in questo passo. Miglio afferma che lo stesso politologo tedesco era consapevole della crisi dello Stato moderno, come testimoniavano i suoi studi sulla guerra civile condotti nel dopoguerra. Tuttavia, sempre secondo Miglio, egli non volle rinnegare la tradizione del <em>jus publicum europaeum<\/em> nel quale si era formato. Si veda al proposito G. MIGLIO, <em>Oltre Schmitt<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica,<\/em> cit., pp. 753-760. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>30)<\/strong> M. CACIAGLI, <em>Dal localismo al federalismo?, in Quale federalismo per l\u2019Italia di ogg<\/em>i, <em>Atti della giornata di studi promossa dalla Facolt\u00e0 di Scienze politiche \u201cCesare Alfieri\u201d per i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia<\/em>, a cura di S. Rogari, Firenze, Firenze University Press, 2013, pp. 58-59. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>31)<\/strong> G. MIGLIO <em>Una repubblica mediterranea?<\/em>, in ID., <em>Le regolarit\u00e0 della politica<\/em>, cit., p. 1098 <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>32)<\/strong> G. MIGLIO, <em>L\u2019asino di Buridano. Gli italiani alle prese con l\u2019ultima occasione di cambiare il loro destino<\/em>, Vicenza, Neri Pozza, 1999, pp. 37-41. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>33)<\/strong> C. MALANDRINO, <em>Democrazia e federalismo nell\u2019Italia unita<\/em>, Torino, Claudiana, 2012, pp. 90-99. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>34)<\/strong> CAMPI, <em>Schmitt, Freund, Miglio<\/em>, cit., pp. 133-136. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>35)<\/strong> G. MIGLIO, M. DIAMOND, <em>Federalismi falsi e degenerati<\/em>, Milano, Sperling e Kupfer, 1997, pp. XIII-XV; sul rapporto tra Welfare State e federalismo in Miglio si veda A. BARBERA, G. MIGLIO, <em>Federalismo e secessione<\/em>, Milano, Mondadori, 1997, pp. 38-90. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>36)<\/strong> D.J. ELAZAR, <em>Idee e forme del federalismo<\/em>, Milano, Edizioni di Comunit\u00e0, 1995. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>37)<\/strong> MIGLIO, DIAMOND, <em>Federalismi falsi e degenerati<\/em>, cit. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>38)<\/strong> L.M. BASSANI, <em>Dalla rivoluzione alla guerra civile. Federalismo e Stato moderno in America 1776-1865<\/em>, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>39)<\/strong> La prospettiva di una evoluzione neo-federalista dell\u2019Unione Europea \u00e8 accennata da Miglio in BARBERA, MIGLIO, <em>Federalismo e secessione<\/em>, cit. Si veda anche MALANDRINO, <em>Democrazia e federalismo<\/em>, cit., p. 92. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>40)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 93. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>41)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>42)<\/strong> P. SCHIERA, <em>Il problema dello Stato e della sua modernit\u00e0. Gianfranco Miglio dalla storia alla scienza politica,<\/em> introduzione a G. MIGLIO, <em>Genesi e trasformazione del termine-concetto Stato<\/em>, Brescia, Morcelliana, 2007, pp. 31-36.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da:Quaderni Fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno n.43 (2014) Autonomia Unit\u00e0 e pluralit\u00e0 nel sapere giuridico fra Otto e Novecento. Giuffr\u00e9 editore di Andrea Bussoletti 1. Introduzione. \u2014 2. 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