{"id":47397,"date":"2020-06-04T00:00:57","date_gmt":"2020-06-03T22:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=47397"},"modified":"2020-05-29T15:14:32","modified_gmt":"2020-05-29T13:14:32","slug":"non-siamo-martiri-ma-dobbiamo-prepararci-a-diventarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/non-siamo-martiri-ma-dobbiamo-prepararci-a-diventarlo\/","title":{"rendered":"Non siamo martiri, ma dobbiamo prepararci a diventarlo."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thu\u00e2n<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">sulla Dottrina sociale della Chiesa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">26 maggio 2020<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-47402 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/cristiani_persecuzioni_chiesa.jpeg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Marco Begato.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Nota redazionale<\/strong><\/em>. Il presente studio di Marco Begato si collega ai precedenti gi\u00e0 pubblicati in questo Tavolo di Lavoro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Tra salute e Salvezza la svolta antropologica della teologia spinge la Chiesa a preferire la prima <a href=\"https:\/\/www.vanthuanobservatory.org\/ita\/tra-salute-e-salvezza-la-svolta-antropologica-della-teologia-spinge-la-chiesa-a-preferire-la-prima-di-marco-begato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LEGGI QUI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Il Covid-19 e il vis-a-vs con la morte. Un colloquio intimo sul presentimento di infinito con il Padre Goutierre <a href=\"https:\/\/www.vanthuanobservatory.org\/ita\/il-covid-19-e-il-vis-a-vs-con-la-morte-intervento-di-marco-begato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">LEGGI QUI<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, nel video-messaggio diffuso il 27 aprile 2020 ha ricordato a noi cristiani e a tutti gli italiani la testimonianza dei martiri di Abitene, dicendo \u201cnoi non siamo martiri, per\u00f2 dobbiamo ripetere anche noi [le parole dei martiri]\u201d. Io oggi vorrei introdurre la mia riflessione modulando la dichiarazione del pastore \u201cnoi non siamo martiri, per\u00f2 dobbiamo prepararci a diventarlo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cosa possibile? Una riflessione sul martirio, un elogio del medesimo, una condivisione su quel che il martirio rappresenta e su come prepararvisi, \u00e8 tema ancora interessante per i cristiani e i cattolici di oggi? Anche per i cattolici italiani?Se la risposta \u00e8 positiva, posso procedere con le mie considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esse si pongono in continuit\u00e0 coi miei ultimi contributi per l\u2019Osservatorio e pi\u00f9 direttamente con la meditazione filosofica dedicata al mistero della morte, in dialogo col padre Marie-Dominique Goutierre. Allora ci eravamo congedati avendo tra mano i frutti di una speculazione meramente razionale e i sentimenti di speranzosit\u00e0 con cui la sola ragione riesce a guardare all\u2019avvicinarsi della morte, quasi sentimenti di amicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora vorrei tentare con voi il passo successivo, quello che ci spinge dall\u2019orizzonte filosofico alla comprensione nella fede. Mi sono chiesto se leggere il mistero della morte in ottica di fede significasse semplicemente portare il contributo biblico-teologico che annuncia la Risurrezione di Cristo e le relative promesse che ne vengono sulla nostra vita. Questa sarebbe certamente una tematica di grande valore, tanto pi\u00f9 nel Tempo di Pasqua che stiamo attraversando. Ho per\u00f2 ritenuto che il mio intervento odierno dovesse rivolgersi ad altro tema e affrontare la grande affidabilit\u00e0 della risurrezione attraverso la meditazione attorno a uno dei suoi frutti pi\u00f9 belli e affascinanti: il martirio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi di martirio non si parla molto. Si parla invero dei molti martiri che continuano a fiorire in alcune regioni del mondo, dalla Cina al Medioriente a vaste aree dell\u2019Africa. Si parla delle manifestazioni cristianofobe nei Paesi occidentali. Non si parla per\u00f2 di martirio \u2013 a quanto mi risulta \u2013 come ideale di vita. Il desiderio di martirio \u00e8 tema abbandonato in alcune agiografie di vecchio conio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario vorrei sostenere che ripristinare una pedagogia del martirio e al martirio potrebbe essere via di rinvigorimento della fede cattolica. Abbiamo gi\u00e0 trattato dell\u2019adombramento della <em>Salus<\/em> spirituale a tutto vantaggio del mito salutistico e tecnocratico: un\u2019ottica di martirio darebbe nuovo respiro alla questione e forse ci guiderebbe a leggerla in modo finalmente completo e pieno. Il martire testimonia con la propria vita che la\u00a0<em>Salus<\/em>\u00a0pu\u00f2 ben valere la messa in forse della <em>salus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i punti che affronter\u00f2. Preliminarmente mi dedicher\u00f2 a un approfondimento sul senso cristiano del morire, alla luce di uno scritto del PP. Paolo VI. Ad esso far\u00f2 seguire un confronto con la prospettiva gnostica nel tentativo di mettere in guardia fedeli e Pastori dal rischio di confondere i valori \u2018ribaltati\u2019 dello gnosticismo cristiano coi veri valori della nostra fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura gnostica del martirio presentata da Martin Scorsese ci giover\u00e0 in tale sforzo. Infine dar\u00f2 qualche spazio a una riflessione di Paul Ricoeur sul valore della attestazione, quale difesa della verit\u00e0 nel nostro tempo diviso tra post-verit\u00e0 e scientismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nel cuore del discorso offrir\u00f2 l\u2019elenco di alcuni caratteri che descrivono il martirio, senza pretesa di completezza o sistematicit\u00e0. Valuter\u00f2 il ruolo costitutivo del martirio nell\u2019annuncio del Vangelo attraverso i secoli. Infine lancer\u00f2 un appello alle coscienze dei fedeli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconosco una certa immaturit\u00e0 nel lungo scritto che segue. D\u2019altro canto ho faticato a trovare spunti e sostegno in qualche tesi che andasse nella direzione da me scelta: riportare il martirio tra le priorit\u00e0 della formazione cristiana per poter affrontare in modo autenticamente religioso, e non meramente politico o burocratico, le sfide che ci attendono nel futuro prossimo. Del resto, come dichiaro nella conclusione, lungi da me e da chiunque pretendere di definire apriori le condizioni del martirio e spingervi alcuno: il martirio ha e mantiene la forma di un appello che raggiunge in modo individuale, per la mediazione della Grazia, la coscienza retta e ben formata dei singoli fedeli e a loro personalmente suggerisce le condizioni di attestazione della vera fede in situazioni politiche di estrema destrutturazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il principio eucaristico della morte cristiana: ringraziamento e offerta<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-45515 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Spagna_persecuzioni_guerra.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il martirio \u00e8 il fuoco attraverso cui guardare al senso teologico cristiano della morte, esso deve portare con s\u00e9 tutta la pienezza di tale senso. Reputo a tal riguardo che il\u00a0<em>Pensiero alla morte\u00a0<\/em>del PP. Paolo VI contenga espressioni attuali e profonde in tal direzione.[1]\u00a0In esso il Pontefice bresciano chiede, con una delle sue espressioni pi\u00f9 poetiche: \u201cEcco: mi piacerebbe, terminando, d\u2019essere nella luce\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale luce? \u201cQuella della saggezza che finalmente intravede la vanit\u00e0 delle cose e il valore delle virt\u00f9 che dovevano caratterizzare il corso della vita: <em>vanitas vanitatum<\/em>. Vanit\u00e0 della vanit\u00e0\u201d. Il Papa chiede di ottenere la luce della Sapienza in cui si comprendono le cose dell\u2019esistenza fino ad \u201cavere finalmente una nozione riassuntiva e sapiente sul mondo e sulla vita: penso che tale nozione dovrebbe esprimersi in riconoscenza: tutto era dono, tutto era grazia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sapienza vaglia i vissuti, scarta le vanit\u00e0 e trattiene le virt\u00f9. La Sapienza insegna che la vita va compresa come dono, e di qui porta alla comprensione anche della morte come estremo dono in cui \u2013 afferma il Papa \u2013 \u201craccolgo le ultime forze, e non recedo dal dono totale compiuto, pensando al Tuo: <em>consummatum est<\/em>, tutto \u00e8 compiuto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 dunque ai piedi della Croce, alla sua luce, che la morte si mostra quale atto oblativo finale della vita umana, ricapitolazione della stessa nella forma del dono, ma di un dono che si offre solo sulla scia di quello del Maestro: \u201cHa dato se stesso per me; la sua morte fu sacrificio; mor\u00ec per gli altri, mor\u00ec per noi. La sua morte fu testamento d\u2019amore. Occorre ricordarlo. Prego pertanto il Signore che mi dia grazia di fare della mia prossima morte dono d\u2019amore alla Chiesa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte cristiana non \u00e8 condanna e pena, bens\u00ec alla luce della Rivelazione di Cristo essa \u00e8 chiamata ad essere vissuta come dono d\u2019amore, e con ci\u00f2 stesso si fa testimonianza d\u2019amore. Ecco la chiave di lettura all\u2019interno della quale leggere il fenomeno del martirio. Il martire offre un\u2019estrema testimonianza all\u2019Amore e alla Verit\u00e0, e lo fa non a parole, bens\u00ec donando la sua vita, al che \u00e8 portato, essendo altrimenti costretto a ricusare l\u2019Amore e la Verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte cristiana \u2013 possiamo dunque asserire \u2013 ha la forma dell\u2019Eucaristia e ne traduce il principio: accogliere tutto come dono nel ringraziamento, restituire tutto e persino se stessi come dono nell\u2019offerta. L\u2019Eucaristia \u00e8 <em>princeps analogatum\u00a0<\/em>del martirio. I martiri la bramano pi\u00f9 della propria vita, perch\u00e9 fuori di essa non si d\u00e0 autentica vita cristiana e perch\u00e9 in essa vedono rispecchiarsi il proprio ideale eterno di vita nella fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fedeli che se ne nutrono \u2013 e sia chiaro: non basta avere il permesso pastorale di accedere al Sacramento per poter dire di nutrirsene spiritualmente! \u2013 crescono nel desiderio di martirio testimoniale e sono disposti a rinunciare a ogni male \u2013 <em>in primis<\/em> il peccato, particolarmente quello grave e manifesto \u2013 e ai beni relativi, tra i quali la vita stessa nei casi estremi in cui conservarla significa recidere il legame con la Vita, con Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque alcune griglie entro cui va collocato il fenomeno del martirio: un concetto di morte cristiano, una situazione estrema in cui \u00e8 proposto il rifiuto di Cristo, l\u2019occasione di testimoniare in favore dell\u2019Amore e della Verit\u00e0, l\u2019impossibilit\u00e0 di vivere ordinariamente e di evitare la prova senza con ci\u00f2 compromettere la propria fede davanti a noi stessi, a Dio o al prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristiano non pu\u00f2 difendere la scelta di tutelare il proprio interesse, se intesa come un rifiuto a donare la propria vita sull\u2019esempio di Cristo o se intesa come una sovversione dell\u2019ordine dei fini (posponendo il diritto divino a quello politico e sanitario, per esempio), in cui l\u2019apprensione per la salute fisica si ergesse fino a dissolvere le esigenze della salute spirituale. Comprensibile sotto profilo umano, una simile scelta sarebbe ignominiosa per il cristiano, al punto da meritargli la sottrazione di questo stesso nome sublime e condannarlo piuttosto al titolo di <em>lapsus<\/em>, caduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Gnosticismo: il tradimento come forma estrema di martirio<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/persecuzioni_Giappone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25904 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/persecuzioni_Giappone.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo per\u00f2 non va nella direzione del martirio, esso impone a tutti una logica di calcolo, disperando di una vita eterna, e porta non pochi cristiani a guardare similmente alla propria esistenza. Ne sgorga un nuovo concetto di religiosit\u00e0 basato su pochi imperativi: conservare la salute, non fare del male a nessuno, pregare Dio nel proprio cuore. Questa la ricetta della religione postmoderna. Questo per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 cristianesimo. Nel pi\u00f9 lieve dei casi questo \u00e8 relativismo. Nel pi\u00f9 grave \u00e8 gnosticismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralascio la questione relativista, in quanto evidente degenerazione del concetto di verit\u00e0 cristiana, mentre dedico spazio al problema gnostico in quanto insidioso. Lo gnosticismo infatti agisce come una tenaglia anche a livello culturale e quindi chiede di essere svelato e disarmato, altrimenti sarebbe capace di convincere pi\u00f9 di una coscienza benintenzionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di un precedente saggio, mi era tornato utile riferirmi al film\u00a0<em>Silence<\/em>\u00a0di Martin Scorsese. Lo riprendo, in quanto ottima esemplificazione del pensare gnostico dentro agli ambienti cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Silence<\/em> racconta di \u00a0due missionari gesuiti caduti in peccato di apostasia durante le terribili persecuzioni anticattoliche nel Giappone del XVII secolo. Il film trae ispirazione e suggerimenti dal romanzo <em>Silenzio<\/em> di Sh\u016bsaku End\u014d. Si tratta di un film estremo che presenta un nuovo concetto di fede, curiosamente distante da quello cattolico classico e anzi fortemente compromesso con la visione atea del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando ad alcuni commentatori, \u201c[Endo] ha capito il conflitto della fede, la necessit\u00e0 di credere combattendo la voce dell\u2019esperienza. La voce che esorta sempre i fedeli \u2013 i fedeli che si mettono in discussione \u2013 ad adattare le proprie convinzioni al mondo in cui vivono, alla loro cultura\u201d [2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, come sostenevo nel saggio, a ben vedere quella che emerge dal film e dal romanzo \u201cnon \u00e8 pi\u00f9 una fede cattolica, messa in relazione con le opere della fede, ma puro dialogo della coscienza con se stessa, nel silenzio del non essere divino, \u00e8 fideismo che si autocelebra e si autogiustifica\u201d fino a degenerare nel suo opposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di un prodotto tanto alieno dalla spiritualit\u00e0 e dal pensiero tradizionale, \u00e8 stato interessante vedere il dispiego di forze cattoliche accorse in difesa della tesi di Scorsese-Endo, tra le quali basti ricordare il commento di Juan Manuel de Prada per i tipi dell\u2019Osservatore Romano: \u201cAlcuni detrattori di End\u014d hanno giudicato Silenzio un romanzo \u201cambiguo\u201d in termini religiosi, perch\u00e9 postula un vissuto privato della fede e indica l\u2019inutilit\u00e0 del martirio. Ma si tratta di una lettura semplicistica che la complessit\u00e0 morale e teologica del romanzo smentisce. L\u2019opera dello scrittore giapponese ci mostra la lotta della fede in situazioni di sofferenza estrema, l\u00e0 dove la capacit\u00e0 di resistenza umana si scontra con il silenzio di Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la risposta teologica ai cattolici apologeti dell\u2019apostasia rimando altrove. Qui ci focalizziamo piuttosto sui fatti narrati. Cosa avviene nel film? Il gesuita Rodriguez si incontra con una realt\u00e0 di missione che lo pone in breve faccia a faccia con il martirio, al cospetto di una cultura indigena affatto avversa e impassibile davanti al messaggio cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo, nella scena culmine, quella in cui il missionario sar\u00e0 indotto all\u2019apostasia, il tortore gli imputa la responsabilit\u00e0 di altri cristiani sotto tortura: la sua scelta di apostasia liberer\u00e0 i malcapitati dalla loro pena; la sua perseveranza nella fede avr\u00e0 al contrario ripercussioni sulla vita altrui. Insomma, la scelta di Rodriguez sembrerebbe dividersi tra un testimonio di fede e un dovere di prudenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua rinuncia alla fede sar\u00e0 allora presentata come la massima confessione della vera fede cristiana \u2013 questo secondo romanziere e regista e teologi dell\u2019Osservatore Romano \u2013 in quanto sar\u00e0 un assoluto affidarsi a Dio rinunciando alle proprie ambizioni e cos\u00ec salvando gli altri, il che sarebbe autentica imitazione dell\u2019epilogo del Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanti elementi paralleli con la situazione epidemiologica ed ecclesiologica in cui ci troviamo. Anche per noi rinunciare alla Carit\u00e0 di Cristo nella Santa Messa \u00e8 proposto come scelta di carit\u00e0 pi\u00f9 grande e come un modello di autentico cristianesimo. Anche per noi la rinuncia alla Santa Messa \u00e8 invocata per salvaguardare la salute altrui. Anche noi siamo invitati a fare un passo indietro e ascoltare le esigenze del mondo. Anche noi che chiediamo la Messa siamo accusati di essere dei sempliciotti \u2013 i martiri del film di Scorsese fanno ovviamente la figura di esaltati caparbi, spiritualmente superficiali e superstiziosi \u2013 incapaci di incontrare Dio nel silenzio del nostro cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per noi si tratta di pretendere un culto considerato inutile e insignificante per il Governo e per la cultura maggioritaria. La differenza \u00e8 che Rodriguez apostatizza andando contro le linee dei suoi superiori, noi siamo esortati ad obbedire a un impedimento iniquo proprio da alcuni superiori [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo a\u00a0<em>Silence<\/em>. Come ho gi\u00e0 scritto altrove, una buona chiave di lettura del film \u00e8 il precedente capolavoro di Scorsese, <em>The last temptation of Christ<\/em>, opera ispirata a un romanzo gnosticheggiante di Nikos Kazantzakis (1955). Se l\u2019accostamento non \u00e8 peregrino, la pellicola di Scorsese sembrerebbe dunque un monumento alle teorie della gnosi cristiana ed un manifesto della crisi di fede contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la crisi di fede oggi si manifesta in due direzioni: l\u2019abbandono della fede nelle forme dell\u2019ateismo e del nichilismo, o la mutazione della fede in forme spurie. La gnosi cristiana appartiene al secondo gruppo: \u00e8 quel movimento culturale che insidia la fede autentica fin dalle origini della nostra vera religione, cercando di sostituirle un credo apparente simile, che anzi si auto-presenta come esercizio di cristianesimo pi\u00f9 profondo e radicale, ma che in realt\u00e0 \u00e8 perverso e infondato. La gnosi cristiana \u00e8 la pi\u00f9 insidiosa delle mutazioni della fede in quanto tende a modificarne il contenuto mantenendo una parvenza di continuit\u00e0 in alcuni concetti di superficie della nostra religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristianesimo gnostico \u00e8 cercare una sapienza (gnosi) diversa, capace di giustificare anche il contrario della fede e di idealizzare persino ci\u00f2 che la fede comunemente ripudierebbe. La gnosi \u2013 \u00e8 bene precisarlo ai lettori \u2013 prende dunque a prestito parole e fatti di Ges\u00f9 per insegnare un messaggio affatto distante da quello del Risorto. Fa parte della tradizione gnostica l\u2019esaltazione del tradimento di Giuda o l\u2019amore carnale tra Nostro signore e la Maddalena: entrambe presentate come opzioni pi\u00f9 autentiche\u00a0 del rapporto con Dio e col prossimo, vera carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa parte della visione gnostica una scissione tra esteriorit\u00e0 e interiorit\u00e0, che negli ultimi secoli si \u00e8 tradotta in una esaltazione assoluta della seconda a scapito della prima: la voce dello Spirito non abbisogna di opere, di liturgie, di gesti esteriori, la vera carit\u00e0 non abbisogna di precetti domenicali o di riti particolari, anzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prettamente gnostica \u00e8 quindi la tesi del film: la pi\u00f9 grande testimonianza possibile non \u00e8 il martirio, bens\u00ec la scelta individualista, silenziosa, rivolta a Dio e nascosta agli altri uomini, pronta a dimenticare i consueti e popolari valori della Tradizione in nome di un nuovo modo di vivere l\u2019esperienza cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa la lezione che riceviamo dalla gnosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa l\u2019influenza culturale che da decenni pervade il pensiero occidentale e anche cattolico. Chiedo: riusciremmo davvero a comprendere l\u2019attuale resa sacramentale, prescindendo completamente dagli influssi di questo modo di pensare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che molti cristiani e teologi abbiano accolto con favore il film pochi anni fa \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno l\u2019anticipazione di quello che dovevamo attenderci oggigiorno come reazione alla crisi: lo schieramento massivo della\u00a0<em>intellighentia<\/em> cattolica su posizioni che manifestano fragilit\u00e0 della fede, interpretazioni ambigue del rapporto Chiesa-Stato, debolezza nel dare linee comuni, assoluta incapacit\u00e0 di offrire una lettura martiriale o almeno testimoniale. A meno di assumere i termini in senso\u00a0<em>ribaltato<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa pu\u00f2 significare una \u2018testimonianza ribaltata\u2019? Cosa significa l\u2019uso di tale termine in questo contesto? Lo vorrei chiarire ragionando attorno a una recente dichiarazione di Giorgio Agamben: \u201cUna norma, che affermi che si deve rinunciare al bene per salvare il bene, \u00e8 altrettanto falsa e contraddittoria di quella che, per proteggere la libert\u00e0, impone di rinunciare alla libert\u00e0\u201d. [4]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ragione o no Agamben nella sua dichiarazione? Il pensiero veritativo, quello conforme alla fede tradizionale, coglie al balzo l\u2019evidenza dell\u2019asserto: non si gioca con i termini, un conto \u00e8 la libert\u00e0 vera e un conto sono i suoi surrogati, altra cosa ancora la sua contraddizione che \u00e8 come affermare una libert\u00e0, s\u00ec, ma di segno contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non cos\u00ec lo sguardo gnostico, che anzi ripudia del tutto la citazione. Lo gnosticismo invero \u00e8 incline a proporne un <em>ribaltamento<\/em> (ecco la chiarificazione del termine): la libert\u00e0 autentica non \u00e8 quella classicamente intesa ed esaltata nei secoli, ma questa nuova scelta interiore imposta dalle circostanze. Rinunciare alla libert\u00e0 \u00e8 davvero la pi\u00f9 alta scelta di libert\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gnosi pu\u00f2 asserire ci\u00f2, in quanto ammette la contraddizione come motore del cosmo, per cui in nome della contraddizione andrebbe abrasa completamente la riflessione di Agamben.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiarito l\u2019uso del termine e tolto l\u2019abbaglio di una pseudo-testimonianza, di una testimonianza ribaltata, che resta da dire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vera la lettura di Agamben, \u201cuna norma, che affermi che si deve rinunciare al bene per salvare il bene, \u00e8 altrettanto falsa e contraddittoria di quella che, per proteggere la libert\u00e0, impone di rinunciare alla libert\u00e0\u201d, sar\u00e0 ugualmente conveniente asserire che \u201c\u00e8 falsa una norma che per proteggere la carit\u00e0 impone di rinunciare alla carit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, assumendo dalla Rivelazione la definizione\u00a0<em>Deus Caritas est<\/em>, cosa vuol dire proteggere la Carit\u00e0 se non confessare la Verit\u00e0 di Cristo? E come \u00e8 possibile essere caritatevoli, se non essendo uniti a Cristo e restando in comunione con Lui? E in che senso potremmo pretendere di essere caritatevoli, scegliendo di rinunciare a incontrare il Cristo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo un caso in cui l\u2019uomo pretese di essere sapiente opponendosi alla Sapienza, quell\u2019uomo si chiamava Adamo. Non possiamo rinunciare alla Carit\u00e0 in nome della carit\u00e0, non possiamo praticare la carit\u00e0 evitando la Carit\u00e0. Non possiamo tacitare la Carit\u00e0 e poi proporci come esempio sociale di carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi lo affermasse si mostrerebbe gravemente confuso o teologicamente contraddittorio, cio\u00e8 gnostico. Il mio parere personale \u00e8 che nelle fila ecclesiali stia prevalendo oggid\u00ec una posizione di greve ignoranza e inconsapevolezza, prodotta da un approccio teologico retorico e superficiale ormai avallato nei nostri ambienti da parecchi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tale interstizio ha potuto con agio diffondersi, quale \u201cfumo di Satana\u201d, una mentalit\u00e0 gnostica, contro la quale \u2013 autentico virus pandemico \u2013 non abbiamo sufficienza di allarmi, anticorpi, strategie o soccorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuor di tale confusione, in ottica realista il cattolico sa riconoscere che la vera Carit\u00e0 per i cristiani \u00e8 Cristo e Cristo nella Messa \u00e8 presente quale Sacramento di Carit\u00e0. Rispettare le norme prudenziali sanitarie \u00e8 invece solo una forma di cortesia igienica e di attenzione sociale, una sorta di carit\u00e0 derivata. I due livelli sono incomparabili ed \u00e8 fuori discussione far cedere il primo ai piedi del secondo. Nel caso, come giudicheremmo tale abbassamento? Esso sarebbe una carit\u00e0 ribaltata, contraddittoria. Esso sarebbe una vera caduta,\u00a0<em>lapsus<\/em>\u00a0e non martirio. \u201cSe noi lo rinneghiamo anche egli ci rinnegher\u00e0\u201d (2Tm 2,12).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019attestazione come martirio della ragione<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/martiri_colosseo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-39208 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/martiri_colosseo.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"171\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procedendo nel nostro discorso, dopo la divagazione sul pensiero gnostico e le sue insidie nella Chiesa, ritengo utile dedicare un paragrafo di intermezzo all\u2019approfondimento di un concetto filosofico. Mi riferisco al concetto di attestazione, che traggo da <em>S\u00e9 come un altro<\/em>, capolavoro di antropologia filosofica di Paul Ricoeur. Questi ricorre alla \u201cnozione di attestazione\u201d per \u201ccaratterizzare il modo alethico o veritativo dello stile appropriato all\u2019ermeneutica del s\u00e9\u201d, e con ci\u00f2 cerca un termine adatto a parlare dell\u2019uomo secondo verit\u00e0, dopo che l\u2019evoluzione del pensiero moderno sembrava aver dissolto nel nulla e nel relativismo tale oggetto.\u201c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai nostri occhi, l\u2019attestazione definisce quella sorta di certezza alla quale pu\u00f2 pretendere di pervenire l\u2019ermeneutica, non soltanto rispetto all\u2019esaltazione epistemica del Cogito a partire da Cartesio, ma anche rispetto alla sua umiliazione in Nietzsche e i suoi successori. L\u2019attestazione sembra esigere meno dell\u2019una e pi\u00f9 dell\u2019altra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attestazione non \u00e8 sinonimo di sapere scientifico (come voleva Cartesio), ma nemmeno di nichilismo antropologico (come condannava Nietzsche). Circa il suo distanziamento dal sapere certissimo e freddissimo della scienza Ricoeur ribadisce: \u201cL\u2019attestazione si oppone fondamentalmente alla nozione di episteme, di scienza, considerata quale sapere ultimo autofondante. Essa si avvicina alla testimonianza. L\u2019attestazione manca di questa garanzia e dell\u2019ipercertezza ad essa connessa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, considerato che il sapere scientifico autofondante \u00e8 stato dichiarato morto da Nietzsche, serviva trovare una nuova posizione, magari dalla scorza pi\u00f9 fragile di quelle scientista, ma capace di rivalersi sulle filosofie del sospetto: \u201cPermanente minaccia del sospetto, essendo inteso che il sospetto \u00e8 il contrario dell\u2019attestazione. Qui si verifica la parentela tra attestazione e testimonianza: non c\u2019\u00e8 vero testimone senza falso testimone. Ma non c\u2019\u00e8 altro rimedio contro la falsa testimonianza che un\u2019altra testimonianza pi\u00f9 credibile; e non c\u2019\u00e8 altro rimedio contro il sospetto che una attestazione pi\u00f9 affidabile\u201d. [5]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi scuso per la complessit\u00e0 di tale intermezzo, ma \u00e8 importante mostrare che la nostra riflessione, cos\u00ec continuativa con una visione tradizionale e pratica della fede cattolica, non \u00e8 priva di robusti echi culturali e filosofici. In sintesi: l\u2019et\u00e0 moderna ha cercato di applicare le categorie del sapere scientifico a tutto, anche al sapere filosofico e religioso (Cartesio, qui citato, lo riferisce all\u2019Io; i nostri contemporanei lo applicano alla diagnosi sociale sanitaria); i pensatori pi\u00f9 recenti seguono per\u00f2 la posizione di Nietzsche che ha dichiarato insostenibile l\u2019approccio iper-scientifico e ha gettato il sospetto su ogni sapere scientificamente declinato (incluso quello teologico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale alternativa resta nel divario tra scientismo e sospetto relativista? Ricoeur propone l\u2019attestazione, variante filosofica (mi scuso se sto semplificando) della testimonianza religiosa, perch\u00e9 laddove la certezza scientifica vien meno, resta ancora la possibilit\u00e0 di incontrare il vero nel confronto tra testimoni pro e testimoni contro; attestazione e sospetto; martire e tortore; vero profeta e falso profeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curioso che l\u2019apice del pensiero filosofico contemporaneo debba tornare ad attingere alle antiche categorie della vita religiosa, cristiana\u00a0<em>in primis<\/em>. Forse conviene che continuiamo ad attingervi anche noi fedeli.Il filosofo francese evoca l\u2019attestazione in un contesto di fragilit\u00e0 della ragione, per noi pu\u00f2 essere interessante farvi riferimento in un contesto di fragilit\u00e0 politico-culturale. Solo l\u2019attestazione, in cui il soggetto mette in gioco tutto se stesso e non si limita a dichiarazioni logico-formali, riesce a rispondere alla crisi di una societ\u00e0 in vario modo vittima dell\u2019irrazionalit\u00e0 e del dispotismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attestazione per\u00f2, duole farlo notare, si accompagna alla fermezza. Essa viene letta dai despoti come fissit\u00e0 e rigidit\u00e0 ove inutile ove perniciosa. Al contrario dovremmo chiamarla coerenza e assertivit\u00e0. Si faccia quindi attenzione negli ambienti di Chiesa a non usare troppo distrattamente i termini \u2013 per esempio irridendo come fisse e rigide le posizioni di fedelt\u00e0 al magistero e alla morale tradizionale \u2013, al momento opportuno tale distrazione potrebbe tornare a discapito della vita di fede dei cristiani: nei tempi correnti anzi tale distrazione potrebbe persino annichilire la missione testimoniale della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, favorire la robustezza degli spiriti e la forza testimoniale significa garantire al cristiano la via attraverso cui confessare la proporzione della fede e dimostrare se questa supera l\u2019interesse per le cose del mondo e vince il giudizio del mondo. Per questa via si palpa il terreno e si scopre se le nostre teologie contemporanee sono state sabbia o roccia, valutando il grado di solidit\u00e0 e resistenza che esse riescono a garantire alla professione della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa via si distinguono i veri e i falsi profeti: coloro i quali colgono i segni dei tempi e trovano parole per dire e attestare la fede contro la deriva anticristica dell\u2019ora presente e coloro i quali si accodano alla moda del mondo e pospongono Cristo e la Divina Eucaristia alla prudenza sanitaria umana troppo umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Annotazioni sul martirio<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/martiri_orange_rivoluzione_francese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-43564 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/martiri_orange_rivoluzione_francese-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/martiri_orange_rivoluzione_francese-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/martiri_orange_rivoluzione_francese.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo allora a tessere la nostra apologia del martirio. Inizio cercando di fissare in pochi appunti lacunosi i caratteri di tale concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto mi pare di poter affermare tre caratteri che descrivono il fenomeno in rapporto agli strati fondamentali dell\u2019essere e dell\u2019umano:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00a0il martirio non \u00e8 naturale, si colloca nell\u2019ordine della Grazia, in quanto esprime e confessa una fede piena del mistero della morte cristiana come ringraziamento e dono.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">sul piano morale esso perfeziona l\u2019atto eroico. Esige quindi una corretta formazione ed educazione morale alla virt\u00f9, aperta all\u2019eroismo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">infine il martirio chiede visione ideale: ritenere il primato dell\u2019ideale sul mero empirico, desiderare il coronamento ideale, preferire l\u2019attestazione dell\u2019ideale alla consumazione nel materiale e nel temporale. \u00c8 l\u2019estrema risposta al nichilismo moderno. \u00c8 custode di trascendenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cui ogni cultura che marginalizzi la metafisica, le virt\u00f9 e la trascendenza si oppone a formare caratteri spirituali forti e quindi potenzialmente martiri. Al contrario una pedagogia del martirio coincide con un rinforzo nella pastorale ordinaria dei grandi elementi dottrinali, morali e ideali della cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, da un punto di vista politico mi pare che il martirio sia sintomo di una malattia sociale. La societ\u00e0 buona non produce martiri, ma Dottori della fede. La societ\u00e0 malata disconosce il buon senso, il dialogo veritativo, la comunicazione tra spiriti (in senso intellettuale prima che religioso), la tolleranza della diversit\u00e0; essa estremizza la sua visione sempre parziale sul mondo, crea uno stato di necessit\u00e0 e d\u2019eccezione insostenibile, vive nell\u2019indurimento dei cuori e nell\u2019accecamento delle menti; pretende attestazioni martiriali non sapendo pi\u00f9 comprendere altre forme di evidenza del reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal riguardo, mi preme esplicitare, \u00e8 disdicevole richiamare in modo reiterato e ingenuo la norma e l\u2019obbedienza alla stessa: il martirio si impone in contesti che della norma offrono una applicazione deturpata, positivista, farisaica, strumentale, arbitraria \u2013 sovente nell\u2019incapacit\u00e0 di avvedersene \u2013 al punto che non si parla pi\u00f9 propriamente di norma, ma di vincolo quale strumento di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mia posizione aprirebbe il fronte delicatissimo del contrasto fra obbedienza e martirialit\u00e0 nella coscienza retta e ben formata: a riguardo del che qualcosa dicemmo e qualcosa diremo, ma non oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ultimo appunto corsivo sul martirio, raccolgo alcune considerazioni relative ai tre elementi che lo costituiscono: martire, torturatore ed evento testimoniale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comincio dall\u2019evento o oggetto, cio\u00e8 l\u2019atto che il martire compie o rifiuta, quale testimonianza di fede. Quali sono gli oggetti culturalmente caricati di significato cristiano e testimoniale? La risposta pu\u00f2 variare in base alle epoche e ai luoghi. Ma in alcuni casi non si danno interpretazioni: la Croce e la Messa sono sempre e comunque oggetti che esprimono in modo assoluto il carattere cristiano e quindi simboli della autentica confessione cristiana. L\u2019impossibilit\u00e0 di offenderli o marginalizzarli \u00e8 comandata a prescindere da qualsiasi contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo l\u2019aguzzino. Questi pu\u00f2 essere consapevole o meno dell\u2019atto irreligioso che sta chiedendo e del valore testimoniale della reazione che sta suscitando. Se \u00e8 consapevole, il martirio dar\u00e0 testimonianza della forza della fede; se non \u00e8 consapevole, diverr\u00e0 consapevole del messaggio cristiano ricevendo testimonianza. In ogni caso la testimonianza va offerta sapendo che di essa ci chiede conto non solo il <em>tortor<\/em>, bens\u00ec la comunit\u00e0 che osserva, nonch\u00e9 <em>in exstremis <\/em>Dio stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine si interpella il soggetto: messo di fronte alla possibilit\u00e0 di confessare la fede o di cadere, egli sa che in quel momento si discute la verit\u00e0 del suo rapporto con Dio, per cui deve a Lui una testimonianza chiara, e deve a s\u00e9 una verifica risolutiva circa l\u2019ordine dei propri valori e fini. Fanno in ci\u00f2 un passo indietro persino le autorit\u00e0 costituite, religiose e laiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il martirio come agenda culturale della Chiesa \u201cfino alla fine del mondo\u201d<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/martire_islam.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26678 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/martire_islam.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 appurato quindi che il martirio si lega a un momento di destrutturazione culturale: ci\u00f2 che in un sistema di cultura robusta verrebbe affrontato in forme di dialogo, confronto, dibattito; fuori da un contesto culturale, in un clima di sopraggiunta barbarie, pu\u00f2 essere attestato solo nella forma del martirio, irriducibilit\u00e0 della testimonianza. Quanto ci riguarda un tale scenario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti elementi concorrono a dire che stiamo attraversando una simile stagione di destrutturazione. Del resto, per il cristiano ogni stagione porta con s\u00e9 almeno alcuni elementi di destrutturazione e chiede la testimonianza forte di coscienze libere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi essa assume forma martiriale cruenta in molti Paesi dall\u2019Africa al Medioriente all\u2019Asia. Mentre nelle regioni occidentali cresce un martirio bianco, incruento. Plausibilmente questa \u00e8 la sfida che si prospetta aumentare per l\u2019avvenire: diffamazione mediatica; irrisione; battaglia col Governo; dazio pecuniario inferto in tempo di crisi economica incipiente; obiezione di coscienza contestata dalle autorit\u00e0. Aggiungo: anche il contrasto coi Pastori potrebbe situarsi tra le forme di attestazione testimoniale prossime venture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prepararci a simili sviluppi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formazione di cristiani che siano capaci di dare testimonianza martirale chiede alla pastorale ecclesiale di curare una dottrina solida, una morale esigente, una visione trascendente \u2013 dicevamo. Ma serve anche tornare a valorizzare esplicitamente una pedagogia al martirio, la preparazione dei cristiani a dare la propria vita per amore di Cristo. Se non la propria vita, almeno la sicurezza circa la propria salute fisica, il proprio benessere economico, l\u2019approvazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si torni insomma a posporre la <em>salus<\/em> alla <em>Salus<\/em>. Il delicato tema del contrasto tra testimonianza e norma dovrebbe essere tra i punti fondamentali della formazione cristiana. Pi\u00f9 semplicemente, raccogliendo gli insegnamenti del card. Newmann, promosso agli altari dagli ultimi due pontefici romani, varrebbe la spesa di operare puntualmente per la maturazione di coscienze libere, limpide, assertive e autonome, secondo il senso cristiano del termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta alla pandemia ha manifestato una grande insufficienza e impreparazione nelle fila della comunit\u00e0 ecclesiale. Tutta la fragilit\u00e0 teoretica, etica e comunitaria degli ultimi decenni ha capitolato di fronte alla paura del virus e alla boria della tecnocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali prospettive?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 che l\u2019inciampo Covid-19 giovi a fare un buon esame di coscienza e a riformare gli elementi di fragilit\u00e0 appunto emersi in questo momento. Dubito francamente che abbiamo nella Chiesa oggi personalit\u00e0 capaci di una simile svolta. Dico questo, perch\u00e9 in modo differente tale riforma \u00e8 stata propugnata a pi\u00f9 riprese dagli ultimi Pontefici, in diversi ambiti della vita ecclesiale: cosa sia rimasto dei loro insegnamenti e delle loro persone \u00e8 noto. Per cui dubito decisamente che il Covid-19 possa riuscire a spronarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda prospettiva \u00e8 che una nuova ondata di martiri fecondi dal basso la Chiesa, onorando in tempi moderni l\u2019antico adagio \u201cil sangue dei martiri \u00e8 il seme di nuovi cristiani\u201d (<em>Semen est sanguis christianorum<\/em> \u2013 Tertulliano, Apologeticum, 50,13). Come potremmo intendere oggi tale lezione? In modo radicale e comprendendo ontologicamente il valore di una attestazione martiriale della vera fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni evento di martirio rinnova il <em>Mysterium Crucis<\/em>, \u00e8 la sconfessione e la totale relativizzazione dell\u2019ordine del mondo, cui viene preferito e sostituito l\u2019ordine della Carit\u00e0 del Crocifisso-Risorto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il martirio \u00e8 di necessit\u00e0 in societ\u00e0 corrotte, dicevamo, perch\u00e9 la societ\u00e0 che non sa pi\u00f9 dire la verit\u00e0, diffonde la menzogna. La persona retta di coscienza, che non accetti la menzogna, \u00e8 allora spinta o all\u2019abiura o al martirio dalla societ\u00e0 corrotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il martirio si erge quale evento unico e solo capace di dire la verit\u00e0 \u2013 nell\u2019unico modo in cui la si possa ancora dire \u2013 ad una societ\u00e0 e in una societ\u00e0 corrotta dalla menzogna. Ma il martirio diviene allora atto restauratorio della verit\u00e0 per la societ\u00e0. E in ci\u00f2 ogni societ\u00e0 sana si confessa originariamente martiriale, generata dal sangue dei martiri, un sangue che ha un valore costitutivo dunque in rapporto all\u2019edificazione stessa della <em>polis<\/em> nella verit\u00e0.Ges\u00f9 Cristo ha rigenerato cos\u00ec l\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver fuggito pi\u00f9 volte la cattura e la lapidazione, dopo aver inutilmente annunciato il messaggio del Vangelo (fino a quella Ultima Cena emblematicamente conclusa nel tradimento, nel rinnegamento e nell\u2019abbandono), il Cristo abbraccia la Croce. Qui mostra la forza della Verit\u00e0 contro ogni fraintendimento della Storia. Cos\u00ec redime il mondo e genera un nuovo mondo, la Chiesa.In tale scia stanno i martiri: laddove ogni annuncio, esempio, dialogo diviene inutile; laddove si raccoglie ormai solo tradimento, rinnegamento e abbandono; non rimane che resistere per attestare il valore del proprio credo, nonostante tutti i pareri, le norme e le minacce del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo atto rappresenta la pi\u00f9 alta e convincente apologia della verit\u00e0, esso \u00e8 autentico Vangelo e ricorda che siamo seguaci e discepoli di una verit\u00e0 che non \u00e8 di questo mondo e che ci ha preparato un posto nella casa del Padre. Il martire mostra la potenza della verit\u00e0, contro cui nessun altro tipo di dominio riesce ad imporsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel martirio risorge la Verit\u00e0 e si diffonde la sua Luce che acceca i testimoni presenti. E tra questi, gli uni, irriducibili, indurendoli come avvenne per il Faraone e Giuda; gli altri, i discepoli fragili, risanandoli e innalzandoli al modo di san Paolo, il quale dopo tre giorni di buio vide con occhi rinnovati e missionari la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cos\u00ec descritte, secondo il mio sguardo, le due principali prospettive ecclesiali future.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo caso la buona custodia del <em>depositum fidei <\/em>farebbe della Chiesa il partner delle societ\u00e0, alle quali porta l\u2019energia sanante del vangelo, compito cui resta fedele nella misura in cui sia disponibile a riformarsi in modo sincero e costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo caso il tracollo culturale e della fede comunitaria costringerebbe i fedeli \u2013 laici o chierici \u2013 a schierarsi e a scegliere se essere testimoni radicali, potenziali martiri. Ci\u00f2 far\u00e0 di loro, per effetto della Grazia e non certo per meriti personali, i semi di una societ\u00e0 che da questi si rigenera. Fari di luce capaci di riaprire le menti e i cuori. Appoggi solidi in grado di rinvigorire di forza la comunit\u00e0 intera e fin le sue guide. Memoriale vivente e rigenerante della missione affidata ai discepoli del Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019una e nell\u2019altra prospettiva dunque, il martirio segna realmente l\u2019<em>agenda <\/em>della Chiesa, ci\u00f2 che ella \u00e8\u00a0 chiamata a fare, ci\u00f2 che ella si trova a dover fare. Fino al ritorno del suo Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste un terzo caso: quello di Sodoma e Gomorra; quello di Tiro e Sidone; quello di Babilonia la grande. Le citt\u00e0 senza martiri. Le citt\u00e0 dalle quali i santi devono scappare. Le citt\u00e0 in cui non si trovano nemmeno cinque giusti, cio\u00e8 cinque persone disposte a farsi abbagliare dalla Verit\u00e0 e a farsi riaprire gli occhi dall\u2019acqua sanante di Cristo e dall\u2019esempio dei suoi pi\u00f9 veri testimoni. Al fine di scongiurare tale evenienza, quella di dover ricordare la nostra societ\u00e0 moderna quale novella Sodoma, mi sento di lanciare un appello.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Appello alla riforma o al martirio<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Asia-Bibi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31143 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Asia-Bibi.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"203\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei dunque concludere con un appello questa mia lunga digressione sul martirio, che \u00e8 nata non per caso, ma osservando con preoccupazione la reazione spaurita e insignificante della comunit\u00e0 ecclesiale davanti alla minaccia del Covid-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa si \u00e8 sviluppata attraverso alcune tappe, quali una rilettura filosofica del mistero della morte e un\u2019autocritica circa il ruolo della ragione nella comunit\u00e0 ecclesiale. \u00c8 approdata infine alla presente riflessione sul martirio, a mio avviso ultima e prossima risposta che la cristianit\u00e0 deve dare se vuol fare emergere lo specifico dell\u2019annuncio cristiano in quel nuovo mondo che lo spartiacque Covid-19 va profilando all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque l\u2019appello. E si noti come tale strumento \u00e8, con molta probabilit\u00e0, la forma comunicativa pi\u00f9 consona in prospettiva di attestazione. L\u2019appello parla alle coscienze e ne promuove l\u2019attestazione della verit\u00e0. Supera la crisi della ragione, della politica e della religiosit\u00e0 e richiama ogni uomo alla Voce di Dio che parla nel uso intimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si preparino i fedeli a vivere il proprio martirio. Un martirio anzitutto sociale: il mondo non capisce e sempre meno capir\u00e0 per quale motivo dovremmo correre rischi al fine e di partecipare alla S. Messa e di comunicarci onorando debitamente la Divina Eucaristia. Un martirio economico e giuridico: il prezzo da pagare per la propria testimonianza cristiana \u00e8 una multa? La prigionia? E per quale motivo dovremmo esimercene? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le generazioni che ci hanno preceduto non lo hanno fatto, a partire dai Pontefici preconciliari. Un martirio ecclesiale: lo scisma sommerso cresciuto negli ultimi decenni, ampliato da una improvvida tolleranza che ha portato certuni Pastori a trascurare la disciplina religiosa e la ortodossia teologica, svela sempre pi\u00f9 il diverso concetto di fede che separa tra loro i laici, i preti e finanche i vescovi. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dovendo scegliere tra l\u2019estrema testimonianza per la Carit\u00e0 e l\u2019obbedienza a una norma sanitaria episcopale, cosa sceglieremo? Non \u00e8 escluso \u2013 ecco il martirio ecclesiale \u2013 che i discepoli siano nuovamente abbandonati dagli apostoli ai piedi della Croce. Chiediamo il dono di essere martiri e rinnoviamo in cuore la nostra disponibilit\u00e0 a tale massimo testimonio. <\/em><em>Facciamolo in onore della restaurazione della verit\u00e0 cristiana e a purificazione di tanti fratelli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beninteso il mio appello non \u00e8 un proclama. Non \u00e8 una convocazione all\u2019agire coordinato. \u00c8 piuttosto un monito ai fratelli nella fede a esaminarsi nel profondo della propria coscienza e a non dimenticare che il martirio \u2013 in varie forme \u2013 \u00e8 e sar\u00e0 sempre parte della nostra agenda spirituale di santificazione. Auspico che i vescovi ci diano l\u2019esempio in questa direzione, cambiando strategia rispetto alle scelte delle ultime settimane (penso sia chiaro anche a loro che l\u2019adeguamento burocratico ai trattati nazionali non ha nessun valore pastorale, non accresce la fede di chicchessia, anzi semina lo scandalo tra i semplici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora non fossero loro ad esserci d\u2019esempio, abbiamo le Scritture che ci esortano e ci ricordano che\u00a0<em>in extremis<\/em>\u00a0dobbiamo rendere conto direttamente a Cristo e del nostro legame specifico con Cristo. La mitezza ferma e l\u2019irremovibilit\u00e0 mansueta del martire cristiano, che mai offende e mai recede, dovranno essere il distintivo dell\u2019attestazione di fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il Signore ci porter\u00e0 a ci\u00f2 e se la Grazia ci sosterr\u00e0 in ci\u00f2, sappiamo che tale sacrificio varr\u00e0 a beneficio di tutta la comunit\u00e0:<em>\u00a0in primis<\/em>\u00a0a rinvigorimento delle nostre guide, che sempre amiamo e per le quali sempre preghiamo,\u00a0<em>in secundis<\/em>\u00a0a testimonio dei nostri fratelli nella fede,\u00a0<em>in tertiis<\/em>\u00a0a conversione dei peccatori,\u00a0<em>in omnibus<\/em>\u00a0a suffragio delle anime purganti.Dio non voglia siamo costretti a tanto, c\u2019\u00e8 ancora tempo per scegliere la via della riforma quella vera (non quella ribaltata, gi\u00e0 in auge).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se cos\u00ec non fosse, ci ispiri Dio la giusta risposta e ci illumini il suo Spirito: \u201cSe ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">___________________<\/p>\n<p><strong>[1]<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1978\/august\/documents\/hf_p-vi_spe_19780806_meditazione-morte.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.vatican.va\/content\/paul-vi\/it\/speeches\/1978\/august\/documents\/hf_p-vi_spe_19780806_meditazione-morte.html<\/a><\/p>\n<p><strong>[2]<\/strong> Campari&amp;deMaistre (ed.), <em>Fino alla fine del mondo<\/em>, Historica Edizioni 2017, pp.147-151.<\/p>\n<p><strong>[3]<\/strong> Sull\u2019iniquit\u00e0 di tale impedimento si rammemorino le parole del Prefetto per la Congregazione dei Riti, S. E. card. Robert Sarah, <a href=\"https:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/sarah-basta-profanazioni-non-si-tratta-sulleucarestia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/sarah-basta-profanazioni-non-si-tratta-sulleucarestia<\/a>.<\/p>\n<p><strong>[4]<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-una-domanda.\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.quodlibet.it\/giorgio-agamben-una-domanda.<\/a><\/p>\n<p><strong>[5]\u00a0<\/strong>P. Ricoeur,\u00a0<em>S\u00e9 come un altro<\/em>, Jaca Book, Foligno 2011, pp. 97-99.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thu\u00e2n sulla Dottrina sociale della Chiesa 26 maggio 2020 di Marco Begato.<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/non-siamo-martiri-ma-dobbiamo-prepararci-a-diventarlo\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":47402,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,42],"tags":[157,458,2090],"class_list":["post-47397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-dottrina-e-morale","tag-chiesa-2","tag-dottrina-e-morale-2","tag-martiri","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Non siamo martiri, ma dobbiamo prepararci a diventarlo. - 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