{"id":4730,"date":"2011-10-11T17:56:25","date_gmt":"2011-10-11T15:56:25","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-04-14T14:01:17","modified_gmt":"2015-04-14T12:01:17","slug":"il-cristianesimo-e-linvenzione-degli-ospedali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-cristianesimo-e-linvenzione-degli-ospedali\/","title":{"rendered":"Il Cristianesimo e l\u2019invenzione degli Ospedali"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Secondo \u00a0incontro del Corso di Biopolitica<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">organizzato da <strong>Scienza &amp; Vita<\/strong> di Pisa e Livorno<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Pisa, venerd\u00ec 10 giugno 2011 &#8211;\u00a0Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Pisa<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Francesco Agnoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">RIFUGIO DELLA CARITA&#8217; NEI SECOLI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Andrea Bartelloni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">PISA E I SUOI OSPEDALI NELLA STORIA<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ospedale_medievale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23084 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ospedale_medievale.jpg\" alt=\"ospedale_medievale\" width=\"272\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Francesco Agnoli<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>RIFUGIO DELLA CARITA&#8217; NEI SECOLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo storico si chiede: perch\u00e9 l\u2019ospedale nasce nel mondo cristiano e non altrove? Si pone questa domanda come pure si pone altre domande su scienza, universit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa che bisogna dire per cercare di comprendere come nascano gli ospedali \u00e8 capire la novit\u00e0 del cristianesimo. Il mondo greco, quello indiano e quello cinese, hanno la loro medicina, infatti si trovano tantissime storie della medicina con i tanti apporti delle varie culture, tutti i popoli hanno avuto una medicina, ma non tutti i popoli hanno conosciuto l\u2019istituzione ospedaliera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neppure i latini\u00a0 e i greci avevano gli ospedali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se cerchiamo la storia dell\u2019ospedale nel mondo antico troviamo sporadiche descrizioni di strutture ospedaliere ma che non hanno molto a che vedere con l\u2019ospedale come lo intendiamo oggi; alcuni ospedali romani erano per i soldati che necessitavano di cure per tornare a combattere. Nel mondo romano abbiamo ospedali per gli schiavi, per tutelare un proprio patrimonio, ma oltre il medico, che veniva chiamato a casa o dal quale ci si recava, non esisteva nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo aspettare il cristianesimo per vedere un\u2019esplosione di ospedali, di ospizi, di rifugi, di nosocomi di xenodochi, che sono tutti sinonimi, ma l\u2019incredibile \u00e8 vedere, prima di Cristo, una quasi totale assenza, dopo l\u2019esplosione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019origine c\u2019\u00e8 una nuova visione del mondo, dell\u2019uomo e di Dio; non si crea un\u2019istituzione come l\u2019ospedale se non si ha una certa visione teologica e antropologica. In India, dove il malato sconta i peccati della vita precedente e quindi la reincarnazione \u00e8 il metodo della giustizia, il malato \u00e8 colui che si merita ci\u00f2 che ha. Da questa visione del mondo capiamo che l\u2019 ospedale non poteva nascere in India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Africa il malato viene curato dallo stregone e tutta una serie di malattie sono motivo di allontanamento dal paese dove il malato vive, sono viste come maledizioni, un esempio fra tutte, la lebbra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 il nuovo atteggiamento del cristianesimo? Anzitutto la prima cosa da dire \u00e8 che i cristiani entrano in contatto con questo uomo-Dio, Ges\u00f9, che viene definito, nei primi testi dei Padri e degli apologeti, <em>medicus et infirmus<\/em>, in contemporanea, medico e malato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo tutta una serie di episodi nel Vangelo, dalla parabola del buon samaritano, al fatto che Luca fosse un medico, abbiamo tutta una serie di episodi che ci parlano di questa caratteristica di Ges\u00f9: medico e infermo. Ges\u00f9 non \u00e8 come Buddha (566 a.C.-486 a.C.) un filosofo o un Dio che si rivela tramite un profeta come nell\u2019Islam, \u00e8 un Dio che scende sulla terra, prende un corpo e soffre nel suo corpo. C\u2019\u00e8 una visione filosofica del corpo portata dal cristianesimo che \u00e8 piuttosto innovativa, se pensiamo al mondo antico facilmente ci imbattiamo in forme di spiritualismo, lo spirito \u00e8 tutto, il corpo \u00e8 niente, \u00e8 il <em>soma<\/em> <em>sema<\/em>, la prigione. In buona parte della filosofia greca, la materia \u00e8 il principio del male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col cristianesimo abbiamo a che fare con un Dio che scende sulla terra, si incarna, prende un corpo, assume su s\u00e9 stesso quel qualcosa che invecchia, si ammala, \u00e8 segnato dal limite; il corpo \u00e8 l\u2019indice del suo limite, ogni piccolo malanno ci fa capire che non siamo Dio. In realt\u00e0 questo corpo, che in tante culture \u00e8 una zavorra, il principio del male, \u00e8 ci\u00f2 da cui occorre liberarsi, quel corpo l\u00ec, Dio, lo ha scelto come luogo in cui abitare e come cosa buona, esattamente come tutte le cose che sono intorno a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verbum caro<\/em> ha preso la carne, il limite, la finitudine, ha preso il dolore su se stesso e lo ha vissuto fino all\u2019ultimo, la passione, la fustigazione, la crocifissione, \u00e8 stato <em>infirmus<\/em>. Molti degli ospedali, Bologna e Udine ad esempio, nascono dalle confraternite dei battuti, dei flagellanti, di coloro che meditavano sulla Passione di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Dio ha preso un corpo, se quel corpo ha sofferto, \u00e8 inevitabile che colui che soffre sia un\u2019immagine di Cristo, il corpo diventa il tabernacolo dello Spirito Santo, qualcosa di assolutamente straordinario, addirittura qualcosa che ri-sorge, la resurrezione dei corpi \u00e8 un dogma del cattolicesimo che il buon Paolo quando va nell\u2019Areopago non riesce a far capire ai greci perch\u00e9 Aulo Cornelio Celso (14 a.C.- 37 d.C.), un pagano dei primi secoli, diceva: \u00abRisorgere dal corpo, ma col corpo \u00e8 assurdo!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pagani deridevano il cristianesimo anche per questo motivo, ci si liberer\u00e0 dal corpo, dalle pastoie che ci tengono legati a terra, quando risorgeremo saremo puro spirito, non saremo ancora in questa prigione. Nel cristianesimo il corpo diventa importante, non va avvilito con l\u2019ubriachezza, la fornicazione, la lussuria, le gozzoviglie, va rispettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui troviamo l\u2019incapacit\u00e0 del pensiero contemporaneo di capire questa grandezza che il cristianesimo da al corpo; solitamente si sente dire che il cristianesimo umilia il corpo, specialmente nella concezione materialista attuale. Un tempo avremmo sentito dire che lo esaltava troppo perch\u00e9 cercava di tenere unita l\u2019anima e il corpo in una visione unitaria e questo segner\u00e0 anche la rivalutazione del lavoro manuale, che diventa l\u2019attivit\u00e0 con cui l\u2019uomo imita il suo creatore diventando un sub-creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogner\u00e0 attendere molto pi\u00f9 avanti, come scrive Jacques Le Goff, per avere una scissione netta fra l\u2019anima e il corpo, non appartiene questa al pensiero cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Dio <em>medicus et infirmus<\/em>, che racconta la parabola del buon samaritano, che prende corpo come cosa buona, un Dio che patisce nella sua carne la Passione e questo diventa sempre pi\u00f9 chiaro ai cristiani dopo i pellegrinaggi in Terrasanta quando il Dio lontano dei primi secoli su sfondo d\u2019oro (dell\u2019iconografia bizantina) inizia a diventare il Dio del quale si \u00e8 visto dove dormiva, dove camminava, esattamente come noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu qualche cosa di straordinario, a lungo nei primi secoli Dio era visto pi\u00f9 come Dio Padre che come il Dio Figlio, perch\u00e9 calare Dio nella concretezza della carne non \u00e8 stato facile nei primi tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, l\u2019atteggiamento verso il prossimo. Cristo non \u00e8 un filosofo e ci invita ad amare il nostro prossimo, colui che ci \u00e8 immediatamente vicino, come diceva Feodor Dostoevskij (1821-1881): \u201camare l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 molto facile, amare il prossimo che ci \u00e8 vicino \u00e8 pi\u00f9 difficile\u201d. Ges\u00f9 Cristo prova a insegnare questo. Gregorio di Nazanzio (329-390 ca.) scrive, parlando dei poveri, \u201cnoi nutriamo, vestiamo il Cristo\u201d. \u00a0Patiamo con, compatiamo; un grande medico dice che il medico \u00e8 fondamentalmente religioso perch\u00e9 patisce insieme e Dio ha deciso di patire con noi ed esercitare la sua misericordia: \u201cdare il cuore ai miseri\u201d. In Toscana abbiamo le Misericordie e quanti ospedali sono nati in nome della Misericordia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei tanti altri motivi di questa visione antropologica \u00e8 che il cristianesimo col suo profondo senso dell\u2019incarnazione condanna l\u2019astrologia, l\u2019alchimia e la magia. Quindi condanna quel modo di guarire che \u00e8 un fare appello a forze magiche ma senza mettere in gioco la propria esistenza, solo attraverso il potere dello stregone. La condanna della magia non \u00e8 slegata al fatto che i primi farmacisti furono i monaci benedettini. Proprio oggi ho acquistato un volume di Giorgio Cosmacini e Vittorio A. Sironi che curano la biblioteca di medicina della Laterza che appunto parlano di questi monaci, primi farmacisti, che si dedicano a raccogliere le erbe, ad utilizzare la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristianesimo \u00e8 anche una nuova visione della natura: non si guarisce pi\u00f9 invocando astri o utilizzando gli effetti magici delle piante, ma usando quella natura che \u00e8 creata da Dio e che come tale viene messa al servizio dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sono alcune delle cose che possiamo dire sinteticamente per introdurre il concetto di come questi ospedali nascono in questo mondo cristiano quando ancora era vivo il pensiero di un Platone che riteneva degni di cura solo i cittadini liberi, altri ritenevano degni solo i soldati, e cosi via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che il primo ospedale sia nato in oriente: il complesso ospedaliero di San Basilio con lebbrosario, orfanotrofio, rifugi di vario genere, nel quale erano presenti varie tipologie di infermieri, i Parabolani, che avevano anche il compito di girare per le strade a cercare che avesse bisogno di cure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occidente\u00a0 troviamo due donne, Fabiola (+399) e Marcella. Fabiola, nel IV secolo, con due matrimoni infelici alle spalle, si converte al cristianesimo e dedica la sua vita alle opere di carit\u00e0. Nel suo palazzo, era una donna della gens Fabia, tra le famiglie pi\u00f9 importanti di Roma, riuniva tutti gli ammalati raccolti nelle strade occupandosi personalmente degli infelici e delle vittime della fame e delle malattie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li nutriva con le sue mani, facendo qualcosa, nota anche Girolamo (347-419\/420), che di solito ripugna all\u2019uomo, toccare, vestire, nutrire queste persone con corpi malati. Fabiola \u00e8 una donna come Marcella, molto importante. Viene in mente la Piet\u00e0 di Michelangelo, la Madonna con Ges\u00f9 Cristo, viene in mente il fatto che il cristianesimo ha portato alla ribalta queste figure femminili che nel mondo antico erano poco rappresentate e che nei primi secoli noi troviamo dedite, soprattutto, agli ospedali e alle scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabiola e Marcella erano donne ricche, vedove, che nel modo pagano non potevano gestire il proprio patrimonio e che con l\u2019avvento del cristianesimo, non avendo pi\u00f9 l\u2019obbligo di risposarsi, sono libere e donano le loro propriet\u00e0 al servizio degli altri. Questi palazzi nobiliari di ricche famiglie, vengono adibiti a ospizi, l\u2019idea dalla quale nascer\u00e0 l\u2019ospedale come lo conosciamo noi adesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Fabiola e Marcella abbiamo sant\u2019Elena (+ 329) in oriente e poi abbiamo il diffondersi dell\u2019Hotel Dieu, le God\u2019s house in Inghilterra, e cos\u00ec negli altri paesi dell\u2019Europa; nei primissimi secoli nascono moltissimi di questi \u201crifugi\u201d che hanno nomi diversi: nosocomi, xenodochi (tutte parole di derivazione greca), per ospitare gli stranieri (xenos=straniero), ospizi per ospitare i poveri, i malati. Manca, per adesso, una chiara distinzione tra povero e malato, per tanti motivi: la medicina deve fare ancora il suo percorso e spesso il povero \u00e8 anche malato, denutrito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste persone vengono raccolte, curate e entrano a far parte di quel grande sistema della carit\u00e0 che nei primi secoli \u00e8 dato dal concetto insistente sul dovere fondamentale dell\u2019elemosina e del digiuno. Il digiuno viene indicato costantemente ai cristiani come un dovere e ha le funzioni pi\u00f9 varie, e tra queste, la capacit\u00e0 di auto controllarsi, di riconoscere una gerarchia: l\u2019anima comanda sul corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 anche la capacit\u00e0 di compatire, di partecipare alla Passione e alla sofferenza di Cristo e, partecipando a quella sofferenza, riscoprire le esigenze che gli altri hanno. I monaci digiunavano spesso per avere pi\u00f9 chiaro che le persone povere che bussavano alla loro porta sperimentavano abitudinariamente quello che loro ogni tanto, imponendoselo, sperimentavano. Quando facciamo digiuno ci rendiamo conto della grande fortuna che abbiamo di poter mangiare e del grande dovere che abbiamo nei confronti dei nostri fratelli, i\u00a0<em>pauperes christi<\/em>, a cui nei testamenti medievali venivano devolute eredit\u00e0 intere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi ospedali nascono da privati (Fabiola, Marcella), canonici, sacerdoti, da monasteri e conventi, da papi come Gregorio Magno che di fronte ad una Roma in disfacimento fonda ospedali, libera prigionieri, assegna pensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I monasteri sono, per una lunga fase, il centro di questa rinascita, si copiano i testi classici e tutta la medicina greca che sarebbe andata perduta senza il lavoro di Cassiodoro (485 ca.-580 ca.) e dei benedettini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo buio, quello del disfacimento dell\u2019impero romano, delle invasioni barbariche, troviamo personaggi giganteschi: Cassiodoro che nel suo monastero di Squillace in Calabria raccomanda la medicina degli antichi, dei pagani e invita i suoi monaci in questi termini: \u00abA voi mi rivolgo, egregi fratelli, che trattate con diligente curiosit\u00e0 la sanit\u00e0 del corpo umano, rifugiandovi nei luoghi sacri (\u2026), tristi per l\u2019altrui sofferenze, mesti per gli altrui pericoli, trafitti dal dolore di quelli che intraprendete a curare sempre nelle sventure altrui oppressi dal proprio affanno, servite con cuore sincero coloro che languiscono come conviene alla perizia dell\u2019arte vostra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno storico della medicina come Giuseppe Nistic\u00f2 dice che si pu\u00f2 notare gi\u00e0 in Cassiodoro l\u2019unione della <em>caritas<\/em>, della carit\u00e0, dell\u2019amore (\u201cVi do un comandamento nuovo\u201d, nuovo veramente perch\u00e9 ci viene detto di amare Dio e il prossimo, questa \u00e8 una novit\u00e0. Il Dio aristotelico si nutriva della contemplazione di s\u00e9 stesso), alla <em>scientia<\/em>. La scienza \u00e8 ancora in fase incipiente, ma \u00e8 anche vero che \u00e8 gi\u00e0 chiara. Perch\u00e9 il cristianesimo eredita il Dio come Logos del mondo greco, il Dio come ragione, ma \u00e8 un Logos che si incarna, si fa anche <em>caritas<\/em>. Cassiodoro dice di servire i malati, ma anche di studiare i medici greci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un atteggiamento laico, dice Nistic\u00f2, ragionevole: il maestro che indica la strada soprannaturale della carit\u00e0, ma indica anche la strada della scienza, della ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando dico che l\u2019Italia \u00e8 al centro della storia degli ospedali, penso anche che, ad es, l\u2019anatomia nasce in Italia, da Mondino dei Liuzzi (1275-1326) a Bologna nel 1316 e fino al 1543, i primi tre secoli dell\u2019anatomia sono sostanzialmente italiani. E quando non sono italiani come con Andreas Vesalius (1514-1564), sono fiamminghi che vengono a lavorare in Italia: Padova, Bologna, Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 l\u2019anatomia nasce qui e non altrove? Perch\u00e9 i greci facevano anatomia, ma sezionavano le scimmie, perch\u00e9 ancora oggi in gran parte del mondo sezionare il corpo \u00e8 un sacrilegio e invece nel mondo cristiano si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura greca che diventa arte, diventa anche medicina, ma i greci sezionano animali; abbiamo in et\u00e0 ellenistica alcuni casi di sezionatori di uomini vivi (schiavi), ma \u00e8 una parentesi brevissima, e uomini vivi o morti non venivano sezionati. Per vedere la nascita dell\u2019anatomia vera e propria occorre aspettare Gugliemo da Saliceto (1210-1277) e Mondino dei Liuzzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019anatomia<\/em>, testo del 1316 che vede la luce all\u2019Universit\u00e0 di Bologna dove era permesso sezionare due cadaveri alla settimana, col permesso pontificio. Si toccavano dei cadaveri, qualche cosa di sacro per tutte le civilt\u00e0 e ci si poneva la domanda se fosse lecito toccare un corpo. La risposta fu affermativa ma con determinati limiti: cadaveri abbandonati, non reclamati da nessuno, condannati a morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Mondino dei Liuzzi, 1316, pieno medioevo, abbiamo una lunga tradizione che prosegue fino al 1543 quando arriva Vesalius, un fiammingo, che a Padova compone il <em>De<\/em> <em>humani corporis fabbrica (1542)<\/em> che \u00e8 il corrispettivo del <em>De rivolutionibus orbium celestibus<\/em>. L\u2019anatomia precede l\u2019astronomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 Vesalio viene in Italia. Perch\u00e9 gli italiani per primi hanno sezionato i corpi umani. Ecco un altro primato degli italiani, dopo gli ospedali, le scienze, l\u2019Universit\u00e0, l\u2019anatomia, la fisiologia, ben prima del 1861 abbiamo una ricchezza straordinaria nell\u2019Italia. Perch\u00e9 queste affermazioni. Spesso sentiamo parlare dell\u2019arretratezza del nostro paese per colpa della Chiesa, ma a quanto pare non \u00e8 andata proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Mondino dei Liuzzi, abbiamo Girolamo Manfredi (1430-1493), Daniele Zerbi, Alessandro Benedetti (1450-1512) e gli storici si chiedono come mai proprio in Italia un\u2019esplosione cos\u00ec grande? La storia quella scritta dai vari Augias e Odifreddi vede sempre nella Chiesa un freno alla scienza e alla ricerca. Parlano di cose che non conoscono: Bologna, Padova e Roma sono, per secoli, le capitali dell\u2019anatomia. Se noi leggiamo i trattati degli anatomisti, continuamente nella sezione del corpo umano rimandano alla necessit\u00e0 della cura e la bellezza del corpo li rimanda alla bellezza di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il quadro storico, poi abbiamo un altro fatto importante, ci sono dei documenti della Chiesa che sono di autorizzazione e poi abbiamo dei processi a degli anatomisti. Su questi processi si sono costruite le dicerie e le leggende nere. Uno di questi processi, molto famoso, del 1349, \u00e8 il processo ad un anatomista perch\u00e9 aveva trafugato dei cadaveri. Anche Vesalio subisce un processo per avere aperto, pare, il corpo di un uomo ancora vivo. Chi combatte contro Vesalio? I galenisti, i seguaci di Galeno, che si rifacevano al loro maestro che non sezionava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 l\u2019anatomia \u00e8 nata in Italia? Anzitutto per la visione antropologica: il corpo con la sua importanza, ma che non doveva necessariamente subire i trattamenti della sepoltura propri delle altre culture. In Grecia, a Roma, nel mondo etrusco, germanico, nella civilt\u00e0 africana o cinese, il corpo deve essere seppellito con un determinato rito per permettere il passaggio nell\u2019aldil\u00e0. Se non si eseguono determinati riti non si attua il passaggio e il morto rischia di passare nella categoria dei morti viventi, dei morti che ritornano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo la terremoto di Haiti dove si cercavano disperatamente i cadaveri perch\u00e8 se non identificati e seppelliti il morto avrebbe vagato nell\u2019aldiqu\u00e0 chiedendo ai vivi la sepoltura. Questo si ritrova anche nel mondo romano dove i lari e i penati sono si i protettori della casa, ma sono anche da scongiurare; anche nel mondo celtico il giorno di Halloween era il giorno in cui i morti ritornavano e bisognava dare loro il sacrificio o il cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi abbiamo culture africane con trib\u00f9 dove si continua ad andare sulle tombe a versare quel poco di olio, di acqua o latte che hanno per il trapasso del cadavere. La sepoltura del cadavere intatto secondo un determinato rito \u00e8 necessaria alla vita eterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col cristianesimo, fin da subito, succede che i cadaveri dei martiri vengono gettati, dispersi; i cristiani, sull\u2019onda della cultura romana, cercano i loro cadaveri e scrivono ai loro vescovi chiedendo spiegazione sul destino di questi corpi. Sant\u2019Agostino (354-430) nel <em>De cura pro mortuis gerenda<\/em>, spiega che il rispetto per i cadaveri \u00e8 importante, ma che la resurrezione dei corpi non dipende dalla sepoltura del corpo stesso. E di l\u00ec avanti una tradizione che ha permesso all\u2019Italia, culla del cattolicesimo, di essere l\u2019unico luogo dove si sezionavano i cadaveri, con delle regole precise per evitare trafugamenti di cadaveri o omicidi di poveri (v. processi in Inghilterra nel \u2018700).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo ai nostri monaci, cosa fanno, pregano, ma preparano anche elisir, medicine, toccasana, insieme a benedizioni, in una visione che oggi si direbbe olistica, unitaria, nella quale si unisce la necessit\u00e0 di uno spirito e di un corpo curati. La medicina di oggi, per molti aspetti straordinaria, ha perso la dimensione del nostro essere fatti anche di anima, del fatto che ci debba essere anche un\u2019anima che sostiene un corpo sano, altrimenti ci troviamo di fronte, come insegnante penso ai miei studenti, a tanti corpi sani con dentro delle anime depresse che si accartocciano ancora di pi\u00f9 dei corpi malati, ma con un\u2019anima forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Chartres, a Cluny, a San Gallo, a Montecassino, a Roma, a Farfa, a Fossanova, questi medici curano i malarici, curano i malati; per primi, secondo la Regola di San Benedetto, hanno l\u2019obbligo di curare i malati del convento, poi iniziano a uscire anche fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva cos\u00ec alla <em>Schola<\/em> medica di Salerno, la prima scuola medica, che nasce da un preesistente avamposto dell\u2019abbazia di Montecassino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei temi molto interessanti per l\u2019argomento che stiamo trattando, sono le grandi pestilenze, descritte e raccontate da grandi storici laici, spesso anglosassoni, che nei primi secoli del cristianesimo si diffondono fortemente. Questi storici, notano che le pestilenze sono uno dei momenti che segneranno la vittoria del cristianesimo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il cristianesimo offre una qualche forma di spiegazione teorica. Il male rimane un mistero, vedere queste epidemie che seminano la morte, quella del 1347 stermina intere citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa succede. C\u2019\u00e8 una risposta, la prima molto semplice: si indica Cristo crocifisso che patisce. Il cristianesimo insegna che Dio stesso ha preso su di se il dolore, che questa vita non \u00e8 tutto, insegna che un significato in questo dolore, se Dio lo permette, c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dal punto di vista teorico. Dal punto di vista pratico accade una cosa molto semplice: i cristiani soccorrono i loro fratelli e a volte anche gli altri in queste pestilenze, i pagani muoiono in quantit\u00e0 e molti cristiani si salvano. Perch\u00e9 in queste condizioni basta uno che si prenda cura dei propri familiari anche solo per dare loro da mangiare, per fare sopravvivere e guarire gli ammalati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicono questi storici che deve essere stato abbastanza incredibile per i pagani che scappavano nelle campagne come fa il Boccaccia (1313-1375), vedere delle persone che rimanevano nelle citt\u00e0. Nei primi secoli ci rimanevano anche i vescovi, abbiamo attestazioni di diocesi nelle quali in un anno muoiono tre vescovi. Quando un sacerdote o un vescovo scappavano era uno scandalo enorme, se erano i pagani a scappare era normale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl semplice fatto di provvederle di cibo e di acqua consentiva a persone temporaneamente troppo deboli per badare a se stesse, di ristabilirsi e guarire completamente\u00bb. L\u2019effetto delle disastrose epidemie fu di rafforzare le comunit\u00e0 cristiane in un\u2019epoca in cui molte delle istituzioni cadevano nel discredito e il mondo pagano non sapeva\u00a0 rispondere,\u00a0 il mondo cristiano rispondeva. Ce lo dice una fonte insospettabile, Giuliano l\u2019apostata (331-363) che scrive ai suoi sacerdoti di imitare quelli cristiani perch\u00e9 il paganesimo non muoia: stare l\u00ec, seppellire i morti, aiutare i propri parenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Cipriano (210-258) scriveva della peste del 251: \u00abquesta pestilenza che ad alcuni pare orribile e micidiale mette a prova la santit\u00e0 di ognuno e pesa sulla bilancia il cuore umano, giudica se i sani servono gli infermi, se i parenti assistono pietosamente i parenti, se i padroni hanno piet\u00e0 dei servi languenti, se i monaci abbandonano i malati che li cercano, se i delinquenti frenano le loro violenze, se gli usurai smorzano gli ardori indomabili della loro avarizia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre, come ci racconta il suo biografo, il diacono Ponzio, raccoglieva i fedeli e li istruiva nella necessit\u00e0 della misericordia che copra la moltitudine dei peccati, nello stesso tempo diceva che quella peste metteva alla prova la santit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte alle pestilenze abbiamo tre atteggiamenti: quello caritatevole che molti cristiani adottarono che gener\u00f2 stupore e ammirazione e una maggiore sopravvivenza dei cristiani stessi; e la scelta epicurea. Quest\u2019ultima ce la racconta Tucidide quando ci parla della peste di Atene, quando il motto era \u201cmangia, bevi e sii felice giacch\u00e8 domani moriremo\u201d. Manca la prospettiva della vita eterna, ma questo atteggiamento lo ritroveremo anche in pieno medioevo, lo racconta il Boccaccio, ma la diversit\u00e0 qual \u00e8? Con l\u2019affermarsi del cristianesimo, questa scelta detta epicurea, era una scelta riprovevole, da molti respinta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La peste del 1347, uccise cos\u00ec tanti sacerdoti che, probabilmente, fu uno dei motivi di un crollo culturale della societ\u00e0, dato che i sacerdoti, che erano i pi\u00f9 colti, morirono in massa. Abbiamo diocesi col 40% di sacerdoti scomparsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 il terrore, anche in Tucidide si trova la ricerca dell\u2019untore e c\u2019\u00e8 il fatalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostiamoci in un\u2019altra zona del mondo, andiamo nell\u2019Islam. Come reagisce il mondo islamico alle pestilenze? Per il mondo islamico le pestilenze sono un volere di Dio ineluttabile di fronte al quale rassegnarsi e morire come martiri senza contrapporsi. Una scelta che noi oggi chiameremo fatalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i cristiani costruiscono i lazzaretti, quando gli stati cristiani istituiscono le quarantene, le leggi per bloccare arginare nei porti i possibili contagi, i musulmani ci deridono perch\u00e9 dicono che se Dio ha gi\u00e0 scelto il suo bersaglio, l\u2019uomo non \u00e8 capace di opporsi a questo. Il fatalismo \u00e8 la visione che non contempla la libert\u00e0 che \u00e8 un fondamento della visione cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Genesi si legge \u201ctu sei il re del creato, dominererai la terra\u201d. Il fatalismo si ritrova anche nella cultura indiana. Quanta fatica fa Madre Teresa per mettere su i suoi ospedali. Perch\u00e9 Madre Teresa cura quei malati e che interesse ha a farlo? Personaggi importanti del mondo indiano polemizzarono a lungo con lei perch\u00e9 non si spiegavano il suo interesse per quelle persone che erano\u00a0 gli intoccabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mondo indiano ci sono le caste e il fatalismo della reincarnazione, un mix dove la nascita dell\u2019ospedale risulta impossibile. La reazione di fronte alla peste, la stessa del mondo islamico, la rassegnazione, l\u2019 inazione, il tentativo di proporre una divina indifferenza, un\u2019astrazione dal mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019induismo il raggiungimento del Nirvana \u00e8 una liberazione dal corpo. Ancora oggi in India c\u2019\u00e8 una cerimonia, nell\u2019Orissa, a Puri, il 16 luglio, immensi carri recanti le statue di tre divinit\u00e0 vengono trainati da migliaia di intoccabili, i malati, gli storpi, vogliono buttarsi sotto ai carri perch\u00e9 chi muore sotto ad un carro esce dal ciclo delle reincarnazioni e si libera dalle sofferenze. Immaginate questa scena di migliaia di persone che trascinano questi carri e la gente che si butta sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli intoccabili, gli impuri, che dovevano girar con i campanelli, che secondo le regole pi\u00f9 dure, dovevano essere messi a morte se l\u2019ombra di un intoccabile toccava l\u2019ombra del bramino, sono contagiosi e ci rimandano all\u2019altissima frequenza di pestilenze e alla reazione che provocavano: l\u2019emarginazione non il lazzaretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo poi al concetto della malattia come maledizione, come punizione, come malocchio, nella cultura africana. Anche qui l\u2019istituzione ospedaliera non pu\u00f2 nascere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al Mille nascono questi ospedali lungo le vie dei pellegrinaggi, la via Francigena ad es., realt\u00e0 nate da confraternite. A Siena l\u2019ospedale \u00e8 di fronte alla Chiesa e nasce dai canonici in una perfetta sintonia tra la cura dello spirito e quella del corpo. Cosa si fa all\u2019ospedale di Santa Maria della Scala di Siena: si raccolgono i bambini abbandonati e quanti hanno bisogno di aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 strutturato l\u2019ospedale: c\u2019\u00e8 una grande corsia dove si provvede ai bisogni essenziali, ma piano piano, iniziano le specializzazioni. Alcuni ospedali hanno di tutto, anche il Monte di Piet\u00e0 al loro interno, si forniscono borse di studio per gli orfani, una struttura variegata che si regge su volontari, non ci sono in questi secoli e a lungo non ci saranno, gli infermieri pagati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019ospedale di Siena troviamo membri di ricche famiglie che diventeranno rettori che, per entrare nell\u2019ospedale, doneranno il loro patrimonio. Uno degli ospedali pi\u00f9 importanti del Medioevo, l\u2019ospedale del Santo Spirito a Roma, dove si former\u00e0 Camillo de Lellis (1550-1614), l\u2019uomo che ha cambiato la figura dell\u2019infermiere nella storia, nasce e cresce grazie alle donazioni di privati, cardinali e cosi via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esplodono, poi, gli ordini ospedalieri: l\u2019Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che, prima, gestisce ospizi per pellegrini, poi diventa anche un ordine militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Croce Rossa Internazionale nasce quando Jean Henry Dunant (1828-1910), dopo la battaglia di Solferino, vedendo le croci dei Camilliani che lavorano sui campi di battaglia, d\u00e0 vita a questa istituzione sostenuto dalla nobilt\u00e0 tedesca ancora radunata sotto l\u2019ordine di san Giovanni di Gerusalemme nato 800 anni prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Antoniani che si dedicavano ai malati colpiti dal fuoco di Sant\u2019Antonio curandolo col grasso di maiale; l\u2019Ordine di San Jacopo di Altopascio, i Cavalieri dei Tau, che si ponevano nei punti critici lungo le vie che vanno verso Santiago, Gerusalemme e Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo parlare della bellezza delle confraternite che si specializzano nel curare chi i poveri bisognosi, chi i carcerati, gli orfani o nel portare i malati negli ospedali, ci sono confraternite che si dedicano anche a redimere le prostitute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma facciamo un balzo in avanti e arriviamo alla svolta del \u2018400-500 quando l\u2019ospedale in Italia, assume una connotazione da struttura dell\u2019ospitalit\u00e0, nella quale la figura del medico era presente e si era fatta strada gradualmente, a struttura dove il medico diventa fondamentale: si parla di ospedale della cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ospedali italiani di questo periodo sono quelli che Martin Lutero (1483-1546) descrive come strutture straordinarie, pulitissime, dove i malati mangiano benissimo. Sono ospedali con corsie sempre pi\u00f9 larghe, soffitti affrescati spesso con immagini della Madonna e di Santi, al centro, ben visibile da tutte le parti, l\u2019altare, il tabernacolo, Cristo, il Sangue di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli ospedali rinascimentali e quelli medioevali, non c\u2019\u00e8 rottura, ma una graduale evoluzione, come raccontano storici come Giorgio Cosmacini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Giovanni di Dio (1495-1550) e Camillo de Lellis nasce la figura nuova dell\u2019infermiere che divenendo sempre pi\u00f9 un dipendente stipendiato vede diminuire il lato, l\u2019aspetto caritatevole del suo lavoro. Camillo de Lellis vuole riportare gli infermieri a quella <em>scientia et caritas<\/em> originaria: studio, ma anche servizio disinteressato. Camillo de Lellis cerca di curare di pi\u00f9 l\u2019igiene, introduce le consegne fra gli infermieri, \u00e8 il fondatore della figura dell\u2019infermiere moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una breve parentesi sulla sifilide. Nel \u2018500 fa la comparsa in Italia questa malattia. Un personaggio si distingue in questo periodo, il fondatore dell\u2019Ospedale degli Incurabili, Ettore Vernazza (1470 ca.-1524), notaio, discepolo di Santa Caterina da Genova (1447-1510), la patrona degli Ospedali italiani. Santa Caterine \u00e8 una Fieschi, sposata Adorno, una delle donne pi\u00f9 nobili di Genova, diventa rettore dell\u2019Ospedale del Pammatone, il pi\u00f9 grande ospedale di Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ettore Vernazza fa parte di una delle tante confraternite e ne fonder\u00e0 altre assieme a cardinali e a un futuro Papa, assieme a dogi e a futuri senatori che, quando entrano nella confraternita, indossano un abito, si coprono il volto per poter fare la carit\u00e0 senza essere riconosciuti. Questi personaggi delle pi\u00f9 importanti famiglie genovesi si danno da fare per dare degli ospedali agli incurabili che non trovavano altri ospedali disposti ad accoglierli. I sifilitici erano tra questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vernazza fond\u00f2 il primo ospedale degli incurabili a Genova, poi si spost\u00f2 a Roma dove il Papa gli offr\u00ec San Giacomo, un ospedale fatiscente, ma con l\u2019indulgenza plenaria a chi far\u00e0 donazioni per restaurarlo; poi instancabilmente si rec\u00f2 a Napoli dove trov\u00f2 una nobildonna catalana, Maria Lorenza Longo (1463-1542), anche lei che aveva sofferto per delle malattie e si mise a disposizione ottenendo delle donazioni e cos\u00ec dette vita ad un altro ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Ettore Vernazza l\u2019Italia si copre di ospedale per sifilitici. In Europa si contano 20 milioni di morti per questa malattia nel \u2018500. L\u2019Inghilterra arriver\u00e0 due secoli dopo perch\u00e9 Enrico VIII (1491-1547), dopo lo scisma, sequestr\u00f2 tutte le opere di carit\u00e0 in gran parte gestite dalla Chiesa e cos\u00ec l\u2019Inghilterra rimase senza brefotrofi e senza ospedali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vernazza venne richiamato a Genova dal Doge per costruire un\u00a0 lazzaretto perch\u00e9 la peste continuava a entrare in citt\u00e0 attraverso il porto. Torn\u00f2 a Genova, and\u00f2 a salutare le sue tre figlie monache di clausura e alla foce del BIsagno fond\u00f2 il lazzaretto e vi mor\u00ec di peste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Figure come queste sono figure che hanno vinto il naturale egoismo e la naturale ripugnanza verso queste malattie e hanno creato istituzioni che la nostra civilt\u00e0 si trover\u00e0 in mano e che i nostri stati, a partire dal \u2018500 riceveranno e porteranno avanti fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Andrea Bartelloni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PISA E I SUOI OSPEDALI NELLA STORIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno fa, nel 1986, a Pisa fu allestita una mostra che presentava al pubblico le strutture sanitarie pisane dal XIII al XIX secolo. Il catalogo della mostra, curato dall\u2019assessorato alla Cultura del Comune di Pisa, mi \u00e8 stato regalato da Patrizia Paoletti Tangheroni, dalla biblioteca del professor Marco Tangheroni (1943-2004), dopo la sua scomparsa. In questo catalogo sono presenti due suoi contributi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono laureato in medicina e per anni ho attraversato l\u2019ospedale della mia citt\u00e0 senza pensare alla sua storia ma la passione per la storia la devo proprio al prof. Tangheroni e ad un corso di storia organizzato da Alleanza Cattolica nella sede pisana di via Sancasciani..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importanza della memoria storica sull\u2019origine delle strutture sanitarie, \u00e8 stata di recente sottolineata dal nostro Arcivescovo, mons. Giovanni Paolo Benotto, durante un incontro avuto con l\u2019Associazione Medici Cattolici di Pisa: il cristianesimo, ricordava l\u2019Arcivescovo, \u00e8 all\u2019origine dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In due capitoli di questo volume, quello scritto dal prof. Tangheroni assieme ad Alberto Zampieri e la tesi di laurea del prof. Alessio Patetta, troviamo le prime testimonianze delle strutture sanitarie a Pisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1061 c\u2019\u00e8 gi\u00e0 una fonte che attesta la presenza di una struttura sanitaria che, quindi, probabilmente, era gi\u00e0 presente da alcuni anni. Un <em>ospicium<\/em> per poveri, una struttura che assisteva bisognosi in senso lato, anche malati, ma non solo, pellegrini, donne in difficolt\u00e0. Dall\u2019anno Mille fino agli inizi del XIV secolo c\u2019\u00e8 una crescita enorme nel numero di queste strutture, dovuta anche all\u2019enorme incremento demografico, si arriva a 54 istituti censiti (A. Patetta). Piccole strutture, per lo pi\u00f9 nelle vicinanze di chiese e conventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un certo momento succede qualcosa. Il nostro ospedale, Santa Chiara, si trova vicino alla Piazza dei Miracoli e queste due strutture hanno una storia simile. La vittoria della flotta pisana sui Saraceni in Sicilia con la conquista di Palermo nel 1063 e il bottino di guerra che viene portato a Pisa faranno nascere la Piazza dei Miracoli; l\u2019Ospedale Nuovo che poi verr\u00e0 dedicato a Santa Chiara, nacque anch\u2019esso per una vicenda legata alle gesta della flotta pisana, gesta meno nobili in questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1241 Papa Gregorio IX (1170-1241) convoc\u00f2 un Concilio per dichiarare deposto l\u2019Imperatore Federico II (1194-1250), a Genova si imbarcarono prelati, cardinali per raggiungere Roma, ma tra l\u2019Isola del Giglio e Montecristo, nell\u2019Arcipelago Toscano, vennero attaccati, tra gli attaccanti \u00e8 presente la flotta pisana che era alleata dell\u2019Imperatore: navi vengono affondate, prelati, chierici, cardinali, vengono portati a Pisa e alcuni tenuti prigionieri anche per tre anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scomunica \u00e8 immediata e ha gravato sulla citt\u00e0 fino al 1257 anno in cui Pisa ottenne il perdono e l\u2019assoluzione da Papa Alessandro IV (1199-1261), ma come tutte le assoluzioni sono seguite da una penitenza e tra le penitenze c\u2019\u00e8 la costruzione dell\u2019ospedale. L\u2019ospedale di Pisa nasce come espiazione di un peccato pubblico, anche grave per la violenza fatta a dei rappresentanti del Papa e nasce per riunire la maggior parte dei piccoli ricoveri presenti in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella chiesa di San Francesco, non in Cattedrale, in omaggio al mediatore, fra Mansueto Tanganelli, francescano, il giorno di Pentecoste del 1257 si svolge la cerimonia di assoluzione e fondazione del nuovo ospedale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Papa lo battezz\u00f2 col nome di Ospedale Nuovo di Pisa e volle dare anche un monogramma che doveva essere portato sui cappucci e sui mantelli e che ancora oggi si trova al portone d\u2019ingresso dell\u2019ospedale: una A ed E unite e sovrastate da una croce stanno a ricordare il nome di Alexander Episcopus, Papa Alessandro VI che volle quest\u2019istituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al nome di Ospedale Nuovo si affianc\u00f2 quello di Misericordia e nel 1344 quello di Santa Chiara che porta tuttora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019ospedale di Pisa, racconta il prof. Tangheroni, non ci sono descrizioni su come funzionasse e quale fosse la vita al suo interno, ma sicuramente non si discostava da quella che era la struttura e l\u2019organizzazione degli ospedali della cristianit\u00e0 del periodo. Fu da subito posto sotto la tutela della citt\u00e0 e dei suoi amministratori, fatto questo che si riscontra anche il altri ospedali italiani, anche se i compiti amministrati, di assistenza ai malati erano a carico di frati chierici che seguivano la regola di Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ospedale Nuovo nasceva per riunire molte delle piccole strutture presenti in Pisa ad eccezione di quelli di pertinenza del Capitolo della Cattedrale, ma molte strutture rimasero, non confluirono nell\u2019Ospedale Nuovo nonostante i reiterati inviti presenti negli archivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste mie brevi note sono state possibili grazie alla consultazione delle seguenti pubblicazioni:<\/p>\n<p><strong>H. Schipperges,<\/strong> <em>Il giardino della salute, la medicina nel medioevo, Garzanti<\/em>, 1988,<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div><strong>M.Tangheroni,<\/strong> A. Zampieri, <em>L\u2019Ospedale Nuovo nel suo primo secolo e mezzo di vita<\/em>, in <em>Strutture sanitarie a Pisa<\/em>, Comune di Pisa, Assessorato alla Cultura, 1986, pp. 9-45,<br \/>\n<strong>A. Patetta,<\/strong> <em>Gli ospedali a Pisa nel medioevo<\/em>, ibid. pp. 49-75,<br \/>\n<strong>A. Patetta, A. Martinelli,<\/strong> <em>L\u2019ospedale di S. Chiara<\/em>, Ets, 2004.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo \u00a0incontro del Corso di Biopolitica organizzato da Scienza &amp; Vita di Pisa e Livorno Pisa, venerd\u00ec 10 giugno 2011 &#8211;\u00a0Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Pisa Francesco Agnoli RIFUGIO DELLA CARITA&#8217; NEI SECOLI Andrea Bartelloni PISA E I SUOI OSPEDALI NELLA STORIA<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-cristianesimo-e-linvenzione-degli-ospedali\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":23084,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91,24],"tags":[1946],"class_list":["post-4730","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-medioevo","category-storia","tag-ospedali","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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