{"id":4562,"date":"2011-05-12T20:35:01","date_gmt":"2011-05-12T18:35:01","guid":{"rendered":""},"modified":"2019-07-11T16:57:32","modified_gmt":"2019-07-11T14:57:32","slug":"cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/","title":{"rendered":"Cronache da Cuba, l&#8217;ultimo paradiso (2010) I"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">La rubrica di <strong>Yoani S\u00e0nchez<\/strong> su Internazionale<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3463\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Yohani S\u00e0nchez<\/a><\/em><em> \u00e8 probabilmente la\u00a0cubana pi\u00f9 odiata dal regime comunista\u00a0dell&#8217;isola ma non \u00e8 una dissidente e neppure una oppositrice politica. E&#8217; una\u00a0 come tanti, che per\u00f2 da alcuni anni sul suo blog descrive la vita quotidiana nell&#8217;isola caraibica. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Su internet tiene una sorta di diario dove descrive il fallimento di una ideologia e di un regime che doveva dare libert\u00e0 e felicit\u00e0 a tutti e che invece\u00a0ha dato ai suoi connazionali una vita di miseria, di grigio squallore e quasi senza speranza.\u00a0Alla S\u00e0nchez, stranamente, \u00e8 stata affidata una rubrica sul settimanale\u00a0di sinistra <\/em>Internazionale<em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stranamente, perch\u00e8 \u00e8 qui che albergano gli ultimi nostralgici sostenitori del socialismo e per i quali Cuba ancora oggi rappresenta l&#8217;ultima illusione. In questo spazio vi proponiamo alcuni dei suoi articoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cuba_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-20116\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/cuba_3.jpg\" alt=\"cuba_3\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di <strong>rassegna Stampa<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.828 del 8 gennaio 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SPERANZE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una frase premonitrice che si sente ripetere nelle strade dell&#8217;Avana in questi giorni: il 2010 sar\u00e0 l&#8217;anno buono! Questo slogan \u00e8 pronunciato indistintamente dai giovani e dai pensionati, dagli oppositori al sistema e dai fedeli militanti del partito comunista. Tutti sentono che la corda dell&#8217;attesa \u00e8 ormai tesa al limite, mentre i cambiamenti promessi dal governo di Ra\u00f9l Castro sfumano all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna essere degli indovini per capire dove porteranno la frustrazione e le privazioni materiali della popolazione. Il numero degli emigrati aumenter\u00e0, mentre la crisi rafforzer\u00e0 il mercato nero e la sottrazione delle risorse; gli opportunisti avranno la strada spianata mentre i contestatori si scontreranno contro il muro sempre pi\u00f9 impenetrabile del controllo e della censura. Di fronte a prospettive cos\u00ec cupe ci si chiede perch\u00e9 queste parole di speranza siano sulla bocca di tutti. A forza di ripetere questa litania ci siamo convinti che stia per trasformarsi in realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se probabilmente l&#8217;anno che \u00e8 appena cominciato sar\u00e0 segnato da una serie di calamit\u00e0 economiche, non si pu\u00f2 escludere che l&#8217;aggravarsi della crisi faccia maturare alcuni fenomeni sociali che spingano all&#8217;apertura. La combinazione di crisi materiale, perdita di fiducia in un progetto e invecchiamento dei leader storici produrr\u00e0 inevitabilmente dei cambiamenti. Insomma, ci sono buone ragioni per avere qualche speranza per il futuro. I pi\u00f9 anziani riassumono quest&#8217;idea senza tanti giri di parole: &#8220;La cosa buona \u00e8 che le cose vanno sempre peggio&#8221;. E lo dicono con le borse ancora vuote dopo un&#8217;ora di attesa per comprare delle uova<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.829 del15 gennaio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>STEREOTIPI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mio figlio ha ricevuto in regalo un&#8217;enciclopedia per bambini. Per controllarne la qualit\u00e0 vado direttamente alla voce &#8220;Cuba&#8221;. Una breve frase racconta che viviamo su &#8220;un&#8217;isola dei Caraibi, dove gli indigeni seminano riso sui fianchi delle montagne&#8221;. All&#8217;inizio penso di aver sbagliato paese. Invece no, siamo descritti proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver riso a lungo per un ritratto cos\u00ec sbagliato, comincio a riflettere su tutti i clich\u00e9 cubani. Penso, per esempio, che nelle nostre strade non camminano solo le donne mulatte ritratte nei manifesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 rappresentato tutto lo spettro di colori. Dalle languide bionde con gli occhi azzurri fino ai toni pi\u00f9 scuri. \u00c8 possibile avere a che fare con una vastissima gamma di fedi religiose e posizioni politiche, con un&#8217;incredibile pluralit\u00e0 di opinioni sui temi pi\u00f9 diversi. Ma questa variet\u00e0 non \u00e8 rappresentata nella nostra scena politica. Al contrario, c&#8217;\u00e8 un gruppetto di capricciosi che ha deciso di tingere tutto dello stesso colore. Un&#8217;isola segnata dalla diversit\u00e0 ma legata a un discorso monocromatico. Sono stufa del fatto che cercano di farci credere che tutti i cubani giocano a domino. Che tutti pratichiamo la santeria e gridiamo slogan in piazza o che siamo esperti ballerini e acerrimi antimperialisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stanca di vedere poche persone decidere chi \u00e8 degno di portare o meno il nome di questa terra. Sono le stesse persone che si credono in diritto di chiamare &#8220;anticubano&#8221; chi la pensa diversamente sulle sacrosante leggi del partito. La nostra identit\u00e0 \u00e8 stabilita secondo il metro dell&#8217;ideologia e della caricatura, ma la Cuba profonda ed eterna si fa beffe di tutti questi stereotipi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.830 del 22 gennaio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PONTE TRA INNAMORATI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni Ricardo ha cercato di non complicarsi la vita con un rapporto serio perch\u00e9 sognava di andarsene da Cuba. Ma lo scorso inverno ha conosciuto Niurka e, davanti a questa ventenne di Santiago, tutte le sue difese sono crollate. \u00c8 bastato un bacio a mandare in fumo ogni resistenza: a marzo erano gi\u00e0 inseparabili e progettavano di emigrare insieme ovunque fosse possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 anno Ricardo si \u00e8 sposato con un&#8217;inglese di quasi due metri e Niurka ha fatto da testimone alle loro nozze. L&#8217;aereo ha portato la strana coppia verso la luna di miele, mentreall&#8217;Avana la fidanzata, afflitta, cercava un trampolino per avvicinarsi alla grigia Londra do ve si era trasferito Ricardo. Niurka si \u00e8 comprata alcune minigonne e ha cominciato a frequentare i posti in cui i turisti cercano ragazze dolci e belle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sessantenne gentile, che vive a Parigi, si \u00e8 innamorato del suo corpo esile e all&#8217;inizio di gennaio \u00e8 tornato a Cuba con tutti i documenti necessari per suggellare legalmente l&#8217;unione. Si sono sposati in un giorno qualunque, che lei non racconter\u00e0 mai ai futuri nipoti. E il visto di Niurka \u00e8 arrivato tre settimane dopo. Niurka e Ricardo si sono dati appuntamento vicino a quel Mediterraneo che non somiglia affatto ai Caraibi dove sono nati. Lui dir\u00e0 a sua moglie che un amico lo ha invitato a pescare e lei racconter\u00e0 che va a trovare una parente emigrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno dei due sa come rimediare al cavillo legale in cui sono intrappolati, ma questi sono dettagli che affronteranno in seguito. Ora hanno solo tempo per amarsi, mentre in due diverse citt\u00e0 europee delle persone tradite sono state il ponte che ha permesso loro di rincontrarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.831 del 29 gennaio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;ALTRA FACCIA DI VARADERO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lingua di terra che entra nel mare, Varadero da l&#8217;impressione di voler viaggiare verso un altro paese, lontano e diverso. La stretta penisola mostra i suoi hotel di lusso e i turisti come un braccialetto <em>ali inclusive <\/em>legato al polso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli autobus vanno avanti e indietro scaricando valigie e turisti sul territorio stretto e lungo della pi\u00f9 bella spiaggia di Cuba. Alcuni rimarranno qui senza muoversi per due settimane per poi riprendere l&#8217;aereo e tornare a casa. E crederanno che sull&#8217;isola ci siano solo palme di cocco, creme solari e sabbia. All&#8217;ingresso della zona turistica, un ponte sul canale segna la frontiera con le altre province. Lo sguardo acuto dei poliziotti identifica le auto guidate dai cubani, a cui chiedono la ragione del viaggio prima di valutare se lasciarli passare o meno. Se le autorit\u00e0 ritengono che hanno intenzione di vendere illegalmente sigari, sesso o rum, li rimandano indietro per la stessa strada da cui sono arrivati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo riguarda soprattutto chi esce. Varadero \u00e8 il luogo di contrabbando delle risorse statali per eccellenza. I dipendenti degli alberghi tornano a casa con porzioni di cibo e bottiglie sottratte ai tavoli. Sistemano il bottino sotto i sedili della macchina, tra i vestiti o in qualche valigia a doppio fondo. La catena del contrabbando va dal cuoco all&#8217;autista che trasporta le merci su un terreno sicuro. Ognuno otterr\u00e0 il suo beneficio dalla vendita sul mercato nero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tanto in tanto qualcuno viene colto sul fatto e punito. Ma \u00e8 difficile notarlo dall&#8217;immagine da cartolina patinata e irreale di questa spiaggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.832 del 5 febbraio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall\u2019Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA MUSICA COME PONTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ritornelli di salsa sono un antidoto contro le dosi di conflittualit\u00e0 iniettate dal potere. Decine di anni passati a gridare &#8220;traditore&#8221; a chi emigrava svaniscono al ritmo di una canzone interpretata da una delle tante voci dell&#8217;esilio cubano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al grido di Az\u00f9car!, Celia Cruz riusciva a far ballare i suoi compatrioti a Hialeah e i militanti del partito comunista che la ascoltavano, a volume bassissimo, da questa parte dello stretto della Florida. La musica ha finito per unirci, mentre gli slogan ideologici fanno di tutto per allontanarci.<\/p>\n<div>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Pochi giorni fa il gruppo di salsa Los Van Van, il pi\u00f9 importante del paese, \u00e8 stato al centro di un dibattito per l&#8217;inizio della sua tourn\u00e9e negli Stati Uniti. Ci sono state opinioni contrastanti, e pi\u00f9 che alla qualit\u00e0 delle interpretazioni si \u00e8 data importanza a questioni non musicali. Invece di lasciarsi trascinare dalla musica, alcuni emigrati cubani hanno puntato il dito contro i legami del gruppo con il regime e la sua partecipazione a una serie di attivit\u00e0 organizzate dalle autorit\u00e0 dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>\u00c8 la cultura a perdere quando le valutazioni di partito hanno la meglio sul valore di una canzone. \u00c8 stata proprio questa la ragione che ha impedito a molti artisti della diaspora di venire a cantare per il loro pubblico nei teatri cubani. Se molto timidamente i musicisti che vivono sull&#8217;isola hanno cominciato a esibirsi di fronte alla comunit\u00e0 cubana -rinnegata e stigmatizzata-che vive all&#8217;estero, il contrario non \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<p>Eppure non abbiamo smesso di ascoltare i &#8220;proscritti&#8221;, quelli con cui abbiamo ballato nell&#8217;intimit\u00e0 delle nostre case, con il volume basso delle cose proibite.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> 835 del 26 febbraio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I NUOVI RUSSI<\/strong><\/p>\n<p>Arrivano i russi!&#8221;, gridava qualcuno spaventato, mentre altri ribattevano: &#8220;Benvenuti i sovietici!&#8221;. Preferire un&#8217;esclamazione all&#8217;altra era una questione ideologica. Da bambini i cubani della mia generazione non avevano dubbi su quale frase scegliere: vedevano film e cartoni animati russi e salivano felici sulle Lada so-vietiche. A ovest della citt\u00e0 svettava un edificio, sede dell&#8217;ambasciata dell&#8217;Unione Sovietica, ribattezzato la &#8220;torre di controllo&#8221; per la sua architettura e per i suoi significati politici.<\/p>\n<p>La diciannovesima edizione della fiera internazionale del libro, che si \u00e8 appena svolta all&#8217;Avana, era dedicata alla patria di Lenin. Al cinema hanno proiettato vecchi classici come <em>Guerra e pace <\/em>e, tra lo stupore di molti, la tv ha trasmesso in prima visione la serie <em>Il<\/em> <em>mae<\/em><em>stro e Margherita, <\/em>basata sul romanzo satirico di Michail Bulgakov. \u00c8 stata incredibile anche l&#8217;acida critica che i giornali del settore hanno riservato alla presentazione del balletto del Bolshoi, un tempo fiore all&#8217;occhiello della cultura sovietica, che ha deluso il pubblico esigente dell&#8217;Avana.<\/p>\n<p>Questa volta i russi non sono arrivati in grandi gruppi, vestiti con pantaloni abbondanti e camicie bianche rimboccate fino al gomito. Non li abbiamo neanche chiamati <em>los <\/em><em>bolos, <\/em>gli amorfi, un appellativo tra lo scherzoso e l&#8217;affettuoso che gli avevamo affibbiato per i loro prodotti industriali poco sofisticati.<\/p>\n<p>Oggi si fanno vedere in discoteca, sembrano imprenditori e usano profumi francesi. Ci hanno portato libri che affrontano diverse tematiche, con pochi titoli di marxismo e leninismo. Nessuno ha gridato spaventato: &#8220;Tornano i sovietici!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.837 del 12 marzo 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LO STESSO RITORNELLO<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lucha tu yuca, taino, lucha tu yuca&#8221; (lotta per la tua yucca, taino, lotta per la tua yucca) \u00e8 il ritornello di una canzone che ha invaso l&#8217;isola. La metafora svela una realt\u00e0 che i mezzi d&#8217;informazione ufficiali nascondono: per poter sopravvivere alle difficolt\u00e0 quotidiane bisogna violare la legge, nonostante i controlli. I cubani oltrepassano la linea della legalit\u00e0 con la tranquillit\u00e0 di chi \u00e8 abituato a farlo fin da bambino, comprando al mercato nero, sottraendo risorse allo stato o esercitando una professione per cui non sono abilitati.<\/p>\n<p>In un panorama di schizofrenia economica, in cui convivono due monete da pi\u00f9 di quindici anni, l&#8217;ossessione nazionale \u00e8 la ricerca dei pesos convertibili. Con questi si aprono le porte di negozi pieni di cianfrusaglie, in cui un litro di latte pu\u00f2 costare lo stipendio di quattro giorni di lavoro. Ma ci sono oggetti e servizi che neanche quelle banconote colorate possono comprare: una casa, una macchina, un giornale straniero, una linea telefonica fissa o una connessione internet.<\/p>\n<p>Da mesi la speranza di cambiamenti nata con il passaggio di potere a Raoul Castro \u00e8 svanita. Al desiderio di maggiore flessibilit\u00e0, il fratello di Fidel ha contrapposto una disciplina militare per far aumentare la produzione agricola e ha moltiplicato gli appelli al sacrificio. Ma gli effetti della sua politica non si sono ancora visti nelle tasche dei cubani. Di fronte alla lentezza e alla mancanza di volont\u00e0 politica di cambiare, guardiamo verso l&#8217;alto e canticchiamo come una premonizione questo ritornello: &#8220;El cacique delira, est\u00e0 que preocupa, tu taino, tu, lucha tu yuca&#8221; (il cacicco delira, c&#8217;\u00e8 da preoccuparsi, tu taino, tu lotta perla tua yucca).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.838 del 19 marzo 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BASEBALL<\/strong><\/p>\n<p>Come ogni anno, il campionato nazionale di baseball appassiona milioni di cubani. &#8220;La pelota&#8221;, come viene chiamato, \u00e8 da molti anni lo sport nazionale ed \u00e8 spesso l&#8217;argomento di accese discussioni nei parchi dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>Per chi come me vorrebbe che i cubani si occupassero di questioni pi\u00f9 importanti, \u00e8 frustrante vedere gruppi di uomini che gridano e si sbracciano per stabilire chi \u00e8 il miglior battitore del campionato invece che per reclamare diritti fondamentali o per discutere di come mettere fine al sistema della doppia valuta. Ma la prima passione sportiva dei cubani non \u00e8 estranea alle vicende politiche. Capita che una star del baseball decida di non rientrare nel paese dopo un viaggio all&#8217;estero o che un giocatore non sia convocato per un evento internazionale perch\u00e9 considerato poco affidabile e a rischio di diserzione.<\/p>\n<p>In un recente incontro dei play off, un giocatore si \u00e8 infuriato perch\u00e9, secondo lui, la palla gli era stata lanciata addosso di proposito, cos\u00ec si \u00e8 messo a inseguire il lanciatore cercando di colpirlo con la mazza. I giocatori in panchina si sono alzati, alcuni tifosi sono scesi in campo ed \u00e8 intervenuta la polizia con spray orticanti. I cameramen hanno voluta-mente ignorato la rissa e gli spettatori a casa non si sono resi conto di cosa stava succedendo. Ma decine di macchine fotografiche digitali e di cellulari hanno filmato ogni dettaglio dell&#8217;azione. Cos\u00ec la rissa, registrata su ed e copiata su memorie usb, \u00e8 stata vista da migliaia di persone.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 quante belle discussioni ci saranno state nei parchi di tutto il paese!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale <\/strong>n.839 del 26 marzo 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dall\u2019Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ETICHETTE<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1959 i <em>barbudos <\/em>arrivarono al potere e bollarono tutti i loro nemici come &#8220;sbirri e torturatori della tirannia&#8221;. In seguito alle leggi rivoluzionarie che portarono alla confisca di tutte le propriet\u00e0 produttive, in quel gruppo iniziale di nemici entrarono anche gli &#8220;sfruttatori degli umili&#8221; e i nostalgici del &#8220;mortificante passato capitalista&#8221;. Negli anni ottanta agli oppositori del sistema si aggiunsero quelli che &#8220;non erano disposti a sacrificarsi per un futuro luminoso&#8221;.<\/p>\n<p>Da decine di anni a Cuba sono comparsi anche i cubani secondo i quali le cose si dovevano fare in un altro modo, quelli che sono arrivati alla conclusione che un intero paese fu trascinato in una missione impossibile, molte persone che vorrebbero introdurre qualche riforma e perfino qualcuno che vorrebbe cambiare tutto. Ma i <em>barbudos <\/em>continuano a fare di tutta l&#8217;erba un fascio, aggiungendo ai loro nemici tutti quelli che osano scontrarsi con l&#8217;unica possibile &#8220;verit\u00e0&#8221; monopolizzata dal potere. Non importa se sono socialdemocratici o liberali, democristiani, ambientalisti o semplicemente dissidenti indipendenti. Sono tutti oppositori, mercenari, vendipatria, insomma, agenti dell&#8217;imperialismo.<\/p>\n<p>Sfortunatamente, le etichette non riempiono solo i discorsi e gli editoriali della stampa ufficiale, ma svolgono un ruolo anche nei registri della polizia e nei documenti della giustizia. Ecco perch\u00e9 ci sono almeno duecento cubani detenuti perle loro opinioni, che scontano condanne in carcere con l&#8217;accusa di aver commesso atti che la legislazione nazionale considera reati comuni e che non avrebbero niente di criminale se il paese avesse un sistema politico pi\u00f9 tollerante e plurale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.840 del 2 aprile 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BICICLETTE<\/strong><\/p>\n<p>Vent&#8217;anni fa le strade cominciarono a riempirsi di biciclette e a svuotarsi di macchine. Non era una moda per proteggere l&#8217;ambiente o tenersi in forma, ma la conseguenza della fine dei sussidi sovietici. Il rifornimento di petrolio a prezzi preferenziali si interruppe, i trasporti pubblici si fermarono e mio padre perse il lavoro come macchinista di treni. In quegli anni per arrivare al lavoro ci si poteva mettere anche mezza giornata.<\/p>\n<p>Poi arrivarono i carichi di biciclette dalla Cina, che furono distribuiti tra operai e studenti modello. Il premio per un lavoro ben fatto o per l&#8217;appoggio ideologico incondizionato non era un viaggio in Germania Est o l&#8217;ultimo modello di Lada, ma una fiammante bicicletta Forever. Si diffusero i parcheggi per le bici e mio padre apr\u00ec un&#8217;officina per riparare le ruote bucate. Anche le donne pi\u00f9 anziane, restie a mostrare le gambe, si adattarono alla situazione.<\/p>\n<p>Con la dollarizzazione dell&#8217;economia, i funzionari, gli artisti e gli stranieri che vivevano a Cuba furono autorizzati a importare le loro auto. I turisti potevano noleggiare una Peugeot o una Citroen. Le strade si riempirono di nuovo di macchine e le bici diminuirono, perch\u00e9 non arrivavano pi\u00f9 i carichi via mare, i pezzi di ricambio erano pochi e i cubani si erano stancati di pedalare.<\/p>\n<p>Oggi, grazie a un piccolo miglioramento dei trasporti pubblici, molti si sono disfatti della compagna a due ruote. Come se bastasse questo per dimenticare la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n. 841 del 9 aprile 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall\u2019Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CONTRO LA RICCHEZZA<\/strong><\/p>\n<p>Per i cubani della mia generazione aspirare al successo \u00e8 come essere affetti da una terribile deviazione ideologica. Siamo stati educati a essere umili. E se per caso riceviamo qualche riconoscimento pubblico, dobbiamo ricordare i nostri compagni, perch\u00e9 senza il loro aiuto sarebbe stato impossibile ottenere questo risultato. Lo stesso vale per chi possiede un oggetto, gode di qualche comodit\u00e0 o nutre la &#8220;malsana&#8221; ambizione di avere successo.<\/p>\n<p>La competitivita \u00e8 stata bollata con etichette difficili da cancellare dal nostro fascicolo personale, come l&#8217;accusa di essere &#8220;autosufficiente&#8221; o &#8220;immodesto&#8221;. Il successo deve essere o sembrare comune, ottenuto grazie allo sforzo di tutti sotto la saggia guida del partito. Cosi abbiamo imparato a dissimulare l&#8217;autostima e a tenere a freno l&#8217;entusiasmo e l&#8217;intraprendenza. In questa societ\u00e0 che ha tarpato le ali ai pi\u00f9 coraggiosi, i mediocri hanno trovato la terra promessa. Siamo cresciuti in un&#8217;epoca in cui bisognava nascondere i beni materiali, dimostrare che eravamo tutti figli di umili proletari e manifestare il nostro odio per i borghesi.<\/p>\n<p>Alcuni hanno finto di abbracciare l&#8217;egualitarismo ma in realt\u00e0 hanno continuato ad accumulare privilegi e fortune, ripetendo nei loro discorsi gli appelli all&#8217;austerit\u00e0. Nelle loro autobiografie raccontano di provenire da una famiglia povera e di voler servire la patria. Ancora oggi indossano la maschera della frugalit\u00e0, anche se le loro grosse pance dicono tutto il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.842 del 16 aprile 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MAN\u00ccE DA PAVONE<\/strong><\/p>\n<p>In un mondo in cui da una parte regna la moda mentre dall&#8217;altra dominano gli stracci, quello che indossiamo \u00e8 diventato un elemento di giudizio. \u00c8 l&#8217;epoca in cui tutti si pavoneggiano, sfoggiando pi\u00f9 di quanto permettano le tasche. Per le strade dell&#8217;Avana c&#8217;\u00e8 un andirivieni di Adidas, anche se molti di quelli che le portano non hanno acqua corrente o un materasso decente su cui dormire. Dopo anni di privazioni materiali, i cubani si sono arresi ai capricci dell&#8217;abbigliamento. \u00c8 stato un lungo processo di attrazione verso i tessuti e le stoffe.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 cominciato nei grigi anni settanta, quando un paio di jeans potevano attirare l&#8217;accusa di essere filostatunitense e provocare rappresaglie per &#8220;problemi ideologici&#8221;. Poi \u00e8 arrivato un momento in cui tutti ci vestivamo nello stesso modo, a causa della poca variet\u00e0 offerta dal mercato razionato.<\/p>\n<p>Con le rimesse inviate dagli esuli e l&#8217;apertura dei negozi in pesos convertibili il nostro abbigliamento \u00e8 cambiato. Molti cubani sono stati travolti dalla valanga del consumismo e hanno cominciato a parlare degli ultimi modelli Benetton. Di fronte ai negozi si vedono persone stregate dai manichini, a cui sorridono mostrando un dente d&#8217;oro o un piccolo diamante incastonato nell&#8217;incisivo. Ma a casa quelle stesse persone hanno a malapena un piatto di riso o l&#8217;acqua e il sapone per farsi la doccia. Hanno scelto di portarsi dietro tutto quello che hanno: la loro ricchezza \u00e8 quello che indossano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.844 del 30 aprile 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SCEGLIERE O ACCETTARE<\/strong><\/p>\n<p>II 25 aprile a Cuba si sono svolte le elezioni per scegliere i delegati che si occuperanno della gestione dei quartieri. Alcuni giorni prima del voto sono state diffuse le liste dei cittadini maggiori di 16 anni con diritto di voto e le biografie dei candidati che sarebbero apparsi su ogni scheda. Ma nessun elettore ha potuto leggere i programmi degli aspiranti delegati.<\/p>\n<p>Circa otto milioni e mezzo di cubani hanno votato sulla base del livello di istruzione dei candidati, dei loro successi sul lavoro o della loro parte\u00adcipazione alla difesa della patria. Non sapevano, per esempio, se un candidato era favorevole a una maggiore apertura economica del paese o se voleva rafforzare il centralismo. La propaganda ufficiale ha ripetuto allo sfinimento che i candidati non erano stati nominati da nessun partito politico e che la scelta dipendeva dai loro meriti. Ma non ha diffuso dei programmi che spiegassero come cercheranno di risolvere i problemi delle varie comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Diventa inutile votare per qualcuno senza sapere se \u00e8 favorevole alla liberazione dei prigionieri politici e all&#8217;eliminazione della dualit\u00e0 monetaria, o se invece appoggia il pugno di ferro e la schizofrenia del peso convertibile e del peso cubano. Cos\u00ec molti miei connazionali hanno votato senza fermarsi a pensare chi stavano eleggendo. Non ci sono grandi differenze, perch\u00e9 il loro talento di amministratori \u00e8 limitato, mentre il loro grado di fedelt\u00e0 al governo \u00e8 molto<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.845 del 7 maggio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL PRIMO MAGGIO<\/strong><\/p>\n<p>Venerd\u00ec Yuri \u00e8 stato convocato a scuola e ha dormito insieme ai suoi compagni su un banco nell&#8217;aula. La direttrice ha fatto l&#8217;appello prima del tramonto e li ha svegliati all&#8217;alba. Si sono incamminati verso plaza de la Revoluci\u00f3n per unirsi alla sfilata della giornata dei lavoratori. Centinaia di migliaia di cubani hanno manifestato il i maggio in tutto il paese.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno le istituzioni hanno fatto pi\u00f9 pressioni del solito per garantire una partecipazione enorme, nel tentativo di dimostrare con i numeriche il governo ha ancora il sostegno del popolo. I festeggiamenti hanno cercato di nascondere la frustrazione che la crisi economica, la corruzione e la repressione contro i dissidenti e le Damas de bianco hanno provocato tra i cittadini.<\/p>\n<p>Un bagno di folla sembrava il modo migliore per sviare l&#8217;attenzione dai tagli del personale che stanno avvenendo un po&#8217; ovunque. Quest&#8217;ondata di disoccupazione potrebbe lasciare un quarto della popolazione attiva dell&#8217;isola senza un posto di lavoro. Nonostante i preparativi, gli striscioni colorati e le frasi energiche, la sfilata non ha raggiunto le dimensioni di altri anni. Le autorit\u00e0 non sono riuscite a portare nella capitale tante persone come in passato, perch\u00e9 il combustibile scarseggia e il paese non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi certi lussi.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era neanche la stessa passione di un tempo tra chi gridava gli slogan o salutava verso la telecamera. Anche chi era in tribuna sembrava stanco di tante ripetizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n. 846 del 14 maggio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>QUATTORDICI PIANI<\/strong><\/p>\n<p>II palazzo dove vivo \u00e8 stato costruito venticinque anni fa dalle stesse persone che poi ci sono andate a vivere. Con la sua enorme struttura di cemento e la sua architettura jugoslava, questo condominio di quattordici piani \u00e8 stato uno degli ultimi a essere costruiti sotto la supervisione di tecnici sovietici. Durante gli anni settanta e ottanta, un concetto innovatore chiamato &#8220;microbrigata&#8221; permise a chi aveva bisogno di una casa di costruirsela da solo. In molti credettero che questi edifici a dodici, diciotto e perfino venti piani avrebbero risolto i problemi abitativi del paese. Ma i nuovi quartieri in stile Europa dell&#8217;est non misero fine alla carenza di alloggi.<\/p>\n<p>Quando ci siamo trasferiti qui, dopo sette anni passati a sistemare un mattone sull&#8217;altro, ci sentivamo gli ultimi beneficiari di un progetto urbanistico che era finito con il crollo del socialismo. Chi si accontentava di poco spazio divise la sua casa con altri o costru\u00ec appartamenti improvvisati sui terrazzi.<\/p>\n<p>I figli delle 144 famiglie che abitano nel mio palazzo sono cresciuti, bisogna fare posto a generi, nuore, suocere e nipoti. Purtroppo la struttura non consente di ampliare i balconi di innalzare nuove pareti, ma la creativit\u00e0 ci ha permesso di tirar fuori due stanze dove prima ce n&#8217;era una.<\/p>\n<p>Questi &#8220;grattacieli&#8221; sono il simbolo di un&#8217;epoca passata, e i bambini che corrono peri corridoi sanno a malapena che le loro case furono progettate come i vistosi immobili in cui avrebbe abitato &#8220;l&#8217;uomo nuovo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.847 del 21 maggio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SOTTO LA TUNICA<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa cattolica cubana sembra decisa a svolgere un nuovo ruolo sociale in vista dei cambiamenti in arrivo sull&#8217;isola. L&#8217;alta gerarchla ecclesiastica ha condannato i cosiddetti &#8220;atti di ripudio&#8221; contro le <em>damas de bianco <\/em>e ha espresso solidariet\u00e0 con la lo\u00adro richiesta di liberazione dei prigionieri politici.<\/p>\n<p>I rapporti tra la gerarchia ecclesiastica e il governo rivoluzionario hanno attraversato varie fasi. Negli anni sessanta le contraddizioni erano forti, soprattutto perch\u00e9 l&#8217;ateismo era una componente dell&#8217;ideologia ufficiale. Alla fine degli anni ottanta, con la pubblicazione del libro <em>Fidel e la religio<\/em><em>ne <\/em>e i contatti con i teologi della liberazione, i rapporti sono diventati pi\u00f9 distesi. Nel 1991 il IV congresso del partito comunista ha concesso ai credenti di entrare nelle sue file.<\/p>\n<p>A met\u00e0 giugno si terr\u00e0 la X settimana sociale cattolica, a cui dovrebbe partecipare il segretario di stato del Vaticano Dominique Mamberti. Comincia cos\u00ec la preparazione per i festeggiamenti, tra due anni, del seicentesimo anniversario dell&#8217;arrivo sull&#8217;isola di un&#8217;immagine della vergine della carit\u00e0, patrona di Cuba. Per l&#8217;occasione si attende la visita del papa.<\/p>\n<p>Poche persone si aspettano che appaia la madonna per mettere ordine nelle questioni cubane. La speranza \u00e8 che gli esseri umani in carne e ossa, mossi dalla fede o per il bene del paese, cerchino un accordo che scuota l&#8217;isola dalla sua immobilit\u00e0. La chiesa ha capito che non pu\u00f2 ignorare queste esigenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.848 28 maggio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PICCOLI EROI<\/strong><\/p>\n<p>Gli eroi non sono quelli che nelle foto vengono sempre bene. Chiunque pu\u00f2 diventare involontariamente il protagonista di un&#8217;epoca pur avendo un volto comune, le mani tremanti o una voce che non cattura il pubblico. Le ultime settimane confermano che a Cuba \u00e8 possibile fare a meno dei salvatori carismatici, se le persone comuni decidono di non aspettarli<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>La ribellione dei piccoli mina un sistema costruito sulla grandiosit\u00e0 e stinge un processo politico che ha voluto mostrarsi con i colori accesi dell&#8217;utopia. Le strade delle nostre citt\u00e0 non sono piene di manifestanti e di striscioni, ma dietro le persiane delle case i sussurri d&#8217;insoddisfazione sono sempre pi\u00f9 forti. Con una smorfia di fastidio, un applauso senza l&#8217;energia di un tempo o un commento acido, queste persone anonime stanno corrodendo alla base un potere arroccato sull&#8217;inerzia e la paura. La delusione guadagna terreno sui marciapiedi, negli uffici e nei vecchi taxi collettivi. Anche se la storia si muove secondo i suoi tempi, esasperanti per molti, la ribellione dei piccoli sta cercando di cambiare il ritmo dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che dimagrisce senza toccare cibo in ospedale, la donna vestita di bianco che percorre la strada con un gladiolo o il professore universitario che pubblica le sue critiche sono gli eroi di oggi. Non sono fotogenici, le loro voci esitano davanti a un microfono e le loro mani tremano quando sono in pubblico, ma sono sicuramente i protagonisti del cambiamento a Cuba<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.849 del 4 giugno 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>COMPAGNI DI VIAGGIO<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi paragona, esagerando, Cuba alla Corea del Nord. \u00c8 vero che i giornali cubani sono gli unici a non aver mai pubblicato commenti sulle carestie del paese asiatico e che sull&#8217;isola festeggiamo ancora l&#8217;arrivo al potere di Kim Il sung. Ma non ci somigliamo. Per molti anni i due governi si sono sentiti vicini nella lotta &#8220;contro l&#8217;imperialismo yankee&#8221;. Non ci sono state battaglie dell&#8217;uno che non siano state sostenute dall&#8217;altro n\u00e9 votazioni internazionali in cui non si siano trovati d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Oggi per la prima volta l&#8217;amico dagli occhi a mandorla non ha sentito la solidariet\u00e0 del suo alleato caraibico. In una brevissima nota il <em>Granma <\/em>ha reso noto che l&#8217;imbarcazione della Corea del Sud Cheo-nan \u00e8 stata affondata in seguito all&#8217;impatto di un &#8220;presunto&#8221; siluro nordcoreano. Non si faceva riferimento alle vittime, ma neanche a una dichiarazione del ministro degli esteri cubano a sostegno del vecchio compagno di viaggio.<\/p>\n<p>Cuba, in ginocchio per la crisi economica e in balia di un vuoto ideologico, non \u00e8 in grado di affrontare anche questo problema. Chi ama andare a caccia di dettagli che rivelino cambiamenti nell&#8217;isola potrebbe studiare quest&#8217;indifferenza, diversa dagli accessi del passato. In altri tempi avremmo gi\u00e0 sentito parlare dell&#8217;invio di missioni &#8220;a difesa del compagno minacciato da un&#8217;aggressione imminente&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza di queste dichiarazioni fa nutrire qualche speranza. L&#8217;impressione \u00e8 che ci stiamo curando da qualche pazzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n. 850 del 11 giugno 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>VACANZE ESTIVE<\/strong><\/p>\n<p>Tra poche settimane centinaia di migliaia di cubani andranno in ferie. Anche gli studenti andranno in vacanza per due mesi prima di ricominciare la scuola a settembre. La pausa estiva arriva proprio quando le temperature sono pi\u00f9 alte, e tutti gli analisti concordano sul fatto che la pentola sociale raggiunger\u00e0 il massimo della pressione all&#8217;inizio di agosto.<\/p>\n<p>La combinazione di caldo, povert\u00e0 e scuole chiuse irrita in particolare quegli adulti che sognano di mantenere la famiglia al fresco, tranquilla e sazia Molti genitori devono smettere di lavorare perch\u00e9 non hanno nessuno a cui lasciare i figli. L&#8217;estate invita ad andare in spiaggia, soprattutto su un&#8217;isola stretta dove la costa non \u00e8 mai a pi\u00f9 di cento chilometri di distanza. Ma fare il bagno presenta alcune difficolt\u00e0: non \u00e8 facile arrivarci e una volta l\u00ec, stesi sulla sabbia, scopriamo che quasi tutte le offerte gastronomiche si pagano in pesos convertibili. E Io stesso vale per gli ombrelloni.<\/p>\n<p>Prima o poi la noia ci spinge verso quegli angoli della casa che hanno bisogno di essere riparati. La sedia che traballa, lo scarico del lavandino intasato, la presa che fa scintille e lo scarico del bagno che perde. Insomma, tutte quelle cose che con il tempo si rovinano e a cui dobbiamo dedicare qualche ora quando abbiamo dei giorni di ferie.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 alla fine delle vacanze, tra colleghi di lavoro, si parla allo stesso modo delle calde acque dei Caraibi e di quant&#8217;\u00e8 difficile aggiustare il lampadario della cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.851 del 18 giugno 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SOLUZIONI<\/strong><\/p>\n<p>Durante la riunione si alz\u00f2 spiegando, con dovizia di particolari, perch\u00e9 la fabbrica non produceva la quantit\u00e0 di zucchero prestabilita. Intorno a lui, mentre descriveva l&#8217;obsolescenza delle macchine, la disorganizzazione dei turni e la mancanza di stimoli per i lavoratori, solo in pochi alzarono lo sguardo. Alla fine della sua invettiva il direttore lo accus\u00f2 di &#8220;criticare senza proporre soluzioni&#8221;. L&#8217;uomo si sedette ripromettendosi di non prendere mai pi\u00f9 la parola durante quei noiosi incontri mensili.<\/p>\n<p>Con il tempo l&#8217;ingegnere cap\u00ec che le polemiche venivano accolte bene solo se erano associate a espressioni come &#8220;la saggia decisione dei nostri leader&#8221; o mitigate da presunti buoni propositi come &#8220;abbiamo bisogno di pi\u00f9 sacrifici&#8221;.Ma lui voleva fare luce sull&#8217;inefficienza della produzione nella sua impresa e credeva che, il semplice fatto di raccontarla, fosse il primo passo pertrovare una soluzione. Gli ci vollero alcuni anni per rendersi conto che il resto dei suoi colleghi aveva attraversato una fase di entusiasmo simile per il rinnovamento.<\/p>\n<p>Molti avevano alzato la mano nell&#8217;assemblea e avevano ricevuto gli stessi sguardi torvi per aver osato mettere in discussione qualcosa. Alla fine si erano rassegnati a non dire niente contro gli slogan trionfalistici: non volevano essere bollati come &#8220;ipercritici&#8221;, la categoria precedente a quella di dissidente. Da quel momento l&#8217;ingegnere not\u00f2 che le riunioni diventavano pi\u00f9 brevi e gli sbadigli pi\u00f9 lunghi. Il direttore sorrideva felice elencando solo i successi e le promesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.852 del 25 giugno 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MANFRED NOWAK<\/strong><\/p>\n<p>Ho sentito parlare di Manfred Nowak l&#8217;anno scorso quando un detenuto mi ha chiamato da Canaleta, un carcere di massima sicurezza. &#8220;Stiamo aspettando Manfred&#8221;, mi ha detto. Poi c&#8217;\u00e8 stato un disturbo nella comunicazione. Due giorni dopo un altro detenuto mi ha raccontato che, per la visita del relatore speciale del Consiglio dei diritti umani sulla tortura prevista a novembre, il carcere aveva distribuito delle coperte. Nelle prigioni sono apparse alcune novit\u00e0: i distributori d&#8217;acqua nei padiglioni dell&#8217;amore rapido, i servizi religiosi e il rispetto per l&#8217;orario delle telefonate. Bisognava trasformare il volto lugubre di questi luoghi prima dell&#8217;arrivo di Nowak.<\/p>\n<p>&#8220;Complicazioni di agenda&#8221;, hanno detto le autorit\u00e0 cubane all&#8217;Onu per comunicare che la visita doveva essere rimandata. I detenuti hanno incassato il colpo. Ma le loro speranze si sono riaccese a febbraio di quest&#8217;anno, quando il relatore sembrava sul punto di oltrepassare la soglia delle carceri cubane. Non si lascer\u00e0 distrarre dalla mano veloce di vernice passata su un sistema penitenziario che priva le persone del rispetto per se stessi, pensavano centinaia di prigionieri.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivata l&#8217;estate, ma Manfred Nowak non \u00e8 mai arrivato. Il terzo tentativo di entrare a Cuba \u00e8 stato accolto da una risposta evasiva. Non potr\u00e0 vedere il dramma che si nasconde dietro le sbarre. Se ne sarebbe reso conto, ripetono quelli che avevano sperato. Forse per questo non l&#8217;hanno lasciato entrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.853 del 2 luglio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SANK\u00ccLOBYTE<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto sia ancora in buona parte clandestina, la tecnologia ha portato un cambiamento nella societ\u00e0 cubana. I controlli per impedire ai cittadini di accedere ad alcune aree della vita politica nazionale hanno perso la loro efficacia di fronte all&#8217;avanzata di reti spontanee. Seguendo la stessa logica del mercato nero, qualsiasi individuo pu\u00f2 diventare una fonte di notizie.<\/p>\n<p>Il cambiamento pi\u00f9 significativo degli ultimi anni \u00e8 stata la perdita del monopolio informativo da parte dello stato.<\/p>\n<p>Anche se il centralismo domina ancora l&#8217;economia, nel campo della diffusione delle notizie perde potere ogni giorno. Migliaia di famiglie non vedono pi\u00f9 i programmi televisivi ufficiali ma si rifugiano nelle antenne paraboliche illegali, nei ed <em>e <\/em>dvd masterizzati o nei computer. Si tratta di cittadini su cui la propaganda politica ha poco effetto: sono pecorelle smarrite a cui la voce del pastore e il suo bastone fanno sempre meno paura.<\/p>\n<p>Ma non bisogna farsi ingannare dall&#8217;ottimismo: le autorit\u00e0 cubane non hanno alcun interesse ad aprirsi a una stampa libera o a un dibattito pubblico. Un sistema basato sul silenzio non sopporta l&#8217;acido corrosivo della libera espressione. La situazione attuale \u00e8 il risultato diretto del coraggio dei cittadini e della nascita di una tecnologia che lo ha materializzato in blog, tweet, sms e reti wireless.<\/p>\n<p>Il kilobyte si \u00e8 intrufolato tra le fessure del muro della censura e si \u00e8 trasformato nell&#8217;unit\u00e0 primigenia della libert\u00e0 d&#8217;informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionale<\/strong> n.854 del 9 luglio 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MUSEO DELLE AUTOMOBILI<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un particolare della nostra realt\u00e0 che affascina i turisti e sorprende i collezionisti di tutto il mondo: la quantit\u00e0 di automobili d&#8217;epoca che circolano per le strade del paese. Ancora oggi sui viali dell&#8217;Avana corrono Chevrolet del 1952 e Cadillac pi\u00f9 vecchie dello stesso ministro dei trasporti fanno da taxi collettivo. Questi miracoli a quattro ruote fanno ormai parte del nostro paesaggio quotidiano al pari delle lunghe file, degli autobus strapieni e dei cartelloni politici.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, i turisti sono sorpresi ed entusiasti nel vedere il luna park del passato automobilistico. Scattano foto e pagano prezzi esorbitanti pur di provare quei comodi sedili. Ma dopo aver parlato un po&#8217; con l&#8217;autista, gli stranieri stupiti scoprono che la carrozzeria di quella Ford secolare nasconde un motore Fiat nuovo e che le ruote sono state prese da una Lada.<\/p>\n<p>A mano a mano che il turista entra in confidenza con il proprietario, scopre che i freni sono un regalo di un amico europeo e che i fari anteriori appartenevano a una vecchia ambulanza.<\/p>\n<p>I turisti si meravigliano del gusto dei cubani per queste reliquie del passato, ma pochi sanno che si tratta pi\u00f9 di una necessit\u00e0 che di una scelta. Non possiamo andare da un concessionario per comprare un macchina nuova, anche se abbiamo i soldi per pagarla. Cos\u00ec dobbiamo rimettere in sesto le vecchie ferraglie. Senza queste macchine del secolo scorso, la nostra citt\u00e0 sarebbe meno pittoresca e sempre pi\u00f9 immobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=4559\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica di Yoani S\u00e0nchez su Internazionale Yohani S\u00e0nchez \u00e8 probabilmente la\u00a0cubana pi\u00f9 odiata dal regime comunista\u00a0dell&#8217;isola ma non \u00e8 una dissidente e neppure una oppositrice politica. E&#8217; una\u00a0 come tanti, che per\u00f2 da alcuni anni sul suo blog descrive la vita quotidiana nell&#8217;isola caraibica. Su internet tiene una sorta di diario dove descrive il &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":20112,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,72,108],"tags":[603],"class_list":["post-4562","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-cuba","category-paesi-e-continenti","tag-cuba-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cronache da Cuba, l&#039;ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cronache da Cuba, l&#039;ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-05-12T18:35:01+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-07-11T14:57:32+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"255\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"198\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"30 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"Cronache da Cuba, l&#8217;ultimo paradiso (2010) I\",\"datePublished\":\"2011-05-12T18:35:01+00:00\",\"dateModified\":\"2019-07-11T14:57:32+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/\"},\"wordCount\":6114,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/castro.jpg\",\"keywords\":[\"cuba\"],\"articleSection\":[\"Comunismo\",\"Cuba\",\"Paesi e continenti\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/\",\"name\":\"Cronache da Cuba, l'ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/castro.jpg\",\"datePublished\":\"2011-05-12T18:35:01+00:00\",\"dateModified\":\"2019-07-11T14:57:32+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/castro.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/05\\\/castro.jpg\",\"width\":255,\"height\":198},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Cronache da Cuba, l&#8217;ultimo paradiso (2010) I\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Cronache da Cuba, l'ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Cronache da Cuba, l'ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2011-05-12T18:35:01+00:00","article_modified_time":"2019-07-11T14:57:32+00:00","og_image":[{"width":255,"height":198,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"30 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"Cronache da Cuba, l&#8217;ultimo paradiso (2010) I","datePublished":"2011-05-12T18:35:01+00:00","dateModified":"2019-07-11T14:57:32+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/"},"wordCount":6114,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg","keywords":["cuba"],"articleSection":["Comunismo","Cuba","Paesi e continenti"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/","name":"Cronache da Cuba, l'ultimo paradiso (2010) I - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg","datePublished":"2011-05-12T18:35:01+00:00","dateModified":"2019-07-11T14:57:32+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/castro.jpg","width":255,"height":198},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cronache-da-cuba-lultimo-paradiso-2010-i\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Cronache da Cuba, l&#8217;ultimo paradiso (2010) I"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4562"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4562\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43614,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4562\/revisions\/43614"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}