{"id":4530,"date":"2011-04-18T11:13:28","date_gmt":"2011-04-18T09:13:28","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-04-04T13:22:18","modified_gmt":"2015-04-04T11:22:18","slug":"che-cosa-penso-del-ddl-sulle-dat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-cosa-penso-del-ddl-sulle-dat\/","title":{"rendered":"Che cosa penso del ddl sulle DAT"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Sal sito <strong>Libert\u00e0 e Persona<\/strong> 7 aprile 2011<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">dott. <strong>Renzo Puccetti<\/strong><br \/>\n(<em>Scienza&amp;vita Pisa-Livorno<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvertenza prima dell\u2019uso: le righe che seguono non sono destinate ai troppo freddi, ma ai tiepidi. Quanti infatti sostengono la bont\u00e0 dell\u2019eutanasia avranno qualche difficolt\u00e0 a reperire qualcosa che si possa dire maggiormente inconciliabile con le loro posizioni. Oso sperare che queste righe possano aiutare a riflettere anche qualche sincero difensore della vita fragile ed indifesa, che forse vive con sconcerto l\u2019attuale divaricazione delle posizioni pro-life anche all\u2019interno del cattolicesimo non adulto.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Di questa opportunit\u00e0 non posso che ringraziare i responsabili del sito \u201cLibert\u00e0 e Persona\u201d per avermi concesso la loro ospitalit\u00e0. Qui non affronter\u00f2 il tema delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) nel suo insieme, impresa che richiederebbe un ambito espositivo completamente diverso<strong>, <\/strong><strong>ma vorrei concentrarmi sull\u2019attualit\u00e0, su quella che \u00e8 la materia del contendere, il disegno di legge (ddl) in discussione alla Camera dei Deputati, conosciuto come ddl Calabr\u00f2-Di Virgilio<\/strong><strong>,<\/strong> dal nome dei parlamentari che ne sono stati relatori nei due rami del parlamento.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi scuso anticipatamente perch\u00e9 non potr\u00f2 essere succinto, come dice Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila, \u201c<em>quello che non \u00e8 complicato \u00e8 falso<\/em>\u201d (1) e qui si tratta di porsi alla ricerca della verit\u00e0. \u00c8 possibile anche che le mie parole possano dispiacere a pi\u00f9 di un amico, ma confido nella capacit\u00e0 dei veri amici di comprendere che qui non si tratta affatto di questioni personali, \u00e8 stato infatti detto: \u201c<em>amicus Plato, sed magis amica veritas<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine il contributo migliore che possa offrire \u00e8 quello di procedere cercando di sottrarmi alla tentazione del \u201cbotta e risposta\u201d e dal coinvolgimento emotivo che necessariamente ne seguirebbe, ma avanzare piuttosto tenendo in considerazione la cronologia dei fatti, in modo da comprenderne meglio il senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note anamnestiche <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante una non chiusura pregiudiziale nei confronti di dichiarazioni che raccogliessero i desiderata delle persone riguardo la futura condotta clinica in caso di sopraggiunta incapacit\u00e0 di comunicare (2), il concretizzarsi all\u2019orizzonte della prospettiva eutanasica, aveva progressivamente reso i pro-life uniti nell\u2019opporsi alle DAT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un articolo del 6 Dicembre 2006 su <em>Avvenire<\/em>, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), gi\u00e0 nel titolo esprimeva la diffidenza del mondo cattolico riguardo a tali dichiarazioni (3). Sullo stesso giornale un anno dopo si raccolgono le dichiarazione critiche nei confronti del testamento biologico della dottoressa Silvie Menard, oncologa, collaboratrice del prof. Veronesi, ammalatasi di cancro (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di indizi inequivocabili delle posizioni pro-life: <strong>il testamento biologico sarebbe stata la breccia per consentire la progressiva penetrazione nell\u2019ordinamento dell\u2019eutanasia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il caso di Eluana Englaro: lo spartiacque<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 luglio 2008 la I sezione della corte d\u2019appello di Milano autorizza a disporre l&#8217;interruzione del trattamento di sostegno vitale di Eluana Englaro, realizzato mediante alimentazione e idratazione con sondino naso-gastrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambiente pro-life il provvedimento costituisce un vero e proprio shock che cancella una seppur provvisoria e parziale fiducia riposta nelle numerose sentenze contrarie all\u2019istanza di interruzione dei sostegni vitali per la povera ragazza. Nel caso Englaro c\u2019\u00e8 un elemento oggettivo che non pu\u00f2 essere trascurato da quanti si oppongono a qualsiasi legislazione in materia: l\u2019accoglimento da parte di un tribunale di volont\u00e0 espresse in forma orale, ricostruite a posteriori da una sola delle parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe dire che nel caso Englaro i giudici hanno messo in atto un dispositivo fondato su testimonianze che riferiscono neppure un testamento biologico orale, ma elementi narrativi da cui \u00e8 stata desunta una specifica volont\u00e0, cio\u00e8 quanto di pi\u00f9 ampio si possa concepire. Risulta interessante notare una delle prime reazioni che argomenta contro la decisione della corte di Milano non tanto appoggiandosi al concetto di indisponibilit\u00e0 della vita umana, esito che, sebbene giudicato \u201csgradevole e conturbante\u201d, viene comunque ritenuto \u201cineludibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatto salvo \u201c<em>l\u2019assoluto rispetto per la volont\u00e0 dei malati<\/em>\u201d (ma si dimentica che le DAT si possono redigere anche da sani?), sono due diverse contestazioni quelle che vengono in quell\u2019articolo rivolte alla decisione dei giudici milanesi: la nutrizione e idratazione non sarebbero una cura medica e l\u2019assenza di una prova certa della volont\u00e0 di Eluana (5). In un articolo dello stesso autore di qualche giorno dopo si comincia a delineare la strategia di riduzione del danno: no alle direttive, s\u00ec a dichiarazioni non vincolanti per il medico (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel pensiero traccia con quell\u2019asserto la prima, decisiva linea di frattura all\u2019interno del mondo pro-life. Ancora in quei giorni \u00e8 ben diversa la prospettiva con cui altri esponenti di spicco del mondo pro-life affrontano la questione. Il prof. <strong>Pessina<\/strong>, Direttore del Centro di Bioetica dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, esprimeva interamente la propria preoccupazione circa la capacit\u00e0 di arginare le istanze eutanasiche, una volta messa in moto la macchina di riconoscimento giuridico delle DAT (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019interno del mondo cattolico la posizione del prof. Pessina trovasse largo sostegno emerge chiaramente dall\u2019opposizione di Scienza &amp; Vita al testamento biologico mediante un comunicato ufficiale ripreso dal quotidiano <em>Avvenire<\/em> (8) e dalle parole inequivocabili del co-presidente di allora della stessa <em>Scienza &amp; Vita,<\/em> la professoressa <strong>Maria Luisa Di Pietro<\/strong>, che, pur dichiarandosi pronta a discutere una legge sulle problematiche del fine-vita, definiva esplicitamente il testamento biologico \u201cnon solo pericoloso, ma anche inutile\u201d e ribadiva chiaramente la linea non negoziabile: \u201c<em>Il principio di indisponibilit\u00e0 della vita umana<\/em>\u201d (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 Settembre 2008 si apre la consueta riunione del consiglio permanente della CEI con la prolusione del suo presidente. Quell\u2019intervento ci pare segni un altro momento centrale per comprendere alcune dinamiche: \u201c<em>Si \u00e8 imposta cos\u00ec una riflessione nuova da parte del Parlamento nazionale, sollecitato a varare, si spera col concorso pi\u00f9 ampio, una legge sul fine vita che \u2013 questa l\u2019attesa \u2212 riconoscendo valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita, dia nello stesso tempo tutte le garanzie sulla presa in carico dell\u2019ammalato, e sul rapporto fiduciario tra lo stesso e il medico, cui \u00e8 riconosciuto il compito \u2013 fuori da gabbie burocratiche \u2212 di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza. Dichiarazioni che, in tale logica, non avranno la necessit\u00e0 di specificare alcunch\u00e9 sul piano dell\u2019alimentazione e dell\u2019idratazione, universalmente riconosciuti ormai come trattamenti di sostegno vitale, qualitativamente diversi dalle terapie sanitarie. Una salvaguardia indispensabile, questa, se non si vuole aprire il varco a esiti agghiaccianti anche per altri gruppi di malati non in grado di esprimere deliberatamente ci\u00f2 che vogliono per se stessi<\/em>\u201d (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve ricordare che in quello stesso intervento, in continuit\u00e0 col discorso di S.S. Benedetto XVI del 17 Luglio 2008 ai giovani a Sidney, non si manca di ricordare il fine che dovrebbe muovere \u201cogni coscienza illuminata\u201d: il favor vitae che ispira l\u2019ordinamento italiano e la conseguente necessit\u00e0 di evitare \u201cforme mascherate di eutanasia\u201d sulla base del principio centrale della inviolabilit\u00e0 ed indisponibilit\u00e0 della vita umana. Se niente quindi si pu\u00f2 eccepire riguardo al finis operantis, molto pi\u00f9 perplessi lascia la strada indicata in quelle poche righe per realizzare quel giusto fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non stupiscono certi consensi per quella road-map che alimentano umanamente comprensibili impulsi a volare alto ed attingere persino a Kierkegaard per manifestare l\u2019entusiasmo (11). Tutto l\u2019impegno successivo di una parte rilevante del fronte cattolico italiano (12) a sostegno del progetto di legge, ci pare abbia ricevuto dall\u2019intervento del presidente della CEI un indubbio forte impulso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, con argomenti davvero ben strutturati pochi mesi dopo il prof. Pessina ripeteva che la questione centrale non solo per i cattolici, ma per tutti quanti si riconoscono nelle radici solidaristiche alla base della costituzione italiana, \u00e8 il principio di indisponibilit\u00e0 della vita umana (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il principio di realt\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunti a questo punto \u00e8 possibile tracciare un primo bilancio provvisorio. Interventi di importanti rappresentanti della Chiesa Cattolica Italiana esigono risposte rispettose nella forma e nel contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non toglie che i singoli passaggi non possano reclamare un assenso dettato dalla fede, essendo ben distinte da essi le fonti cui attingere per apprendere l\u2019insegnamento del Magistero. Sostenere la necessit\u00e0 di una legge sul fine-vita ritengo proceda da un elemento innegabile: il caso Eluana, con il suo drammatico epilogo, ha mostrato che n\u00e9 il codice penale, n\u00e9 il codice deontologico medico costituiscono una sicura barriera che impedisca i comportamenti eutanasici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 il caso Englaro costituisca un singolo episodio giurisprudenziale e come tale siano possibili decisioni difformi in casi simili, nonostante siano state poste argomentazioni giuridiche (a mio giudizio eccessivamente ottimistiche) per sostenere che non si deve essere precipitosi nel legiferare, che si pu\u00f2 ancora confidare nel fatto che in Italia l\u2019eutanasia continui ad essere illegale (14), il clima culturale vigente nella societ\u00e0 e nelle aule di tribunale, il convergente sostegno alla decisione della corte di appello di Milano giunto dai successivi livelli di giudizio, l\u2019individuazione nella figura dell\u2019amministratore di sostegno di un soggetto autorizzato ad impedire o sospendere i sostegni vitali delle persone da loro delegate (15), sono tutte circostanze che dovrebbero fare considerare un intervento legislativo volto non ad \u201carginare\u201d, ma ad impedire le condotte eutanasiche come un agire improntato ad un uso prudenziale del principio di precauzione (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per\u00f2 la libera interpretazione delle leggi da parte di una componente significativa della magistratura \u00e8 la causa che ha portato a questa situazione, non si comprende perch\u00e9 proprio coloro che a gran voce difendono il ddl sulle DAT e con giusta veemenza criticano a posteriori le sentenze \u201ccreative\u201d, diventano improvvisamente cos\u00ec timidi, muti e inerti nel farsi promotori di interventi volti a ricondurre la magistratura nell\u2019alveo che gli compete ed individuare strumenti sanzionatori dei comportamenti abusivi di certi magistrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 i sostenitori pro-life del ddl Calabr\u00f2 non si uniscono all\u2019esortazione a muovere iniziative in tal senso proveniente dalle colonne del quotidiano Il Foglio? (17) Il saggio Chesterton consigliava di non urlare dopo, ma prima che la mannaia colpisca. Quali iniziative hanno messo in piedi i sostenitori dell\u2019attuale disegno di legge per evitare che il loro progetto legislativo, una volta approvato non sia preda del tritacarne giurisprudenziale che ha gi\u00e0 polverizzato la legge sulla fecondazione artificiale? Confidano che per magia dichiarazioni oniriche sulla legge 40 si estendano all\u2019approvanda legge sul fine-vita per il solo fatto di formularle? (18)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consola che simile preoccupata disillusione riguardo al destino di tale futura legge sia espressa da don Michele Aramini, bioeticista e docente di teologia morale all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, particolarmente esperto di tali questioni (19)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>S\u00ec alla legge, ma non questa legge<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1<\/strong>. Come ammoniva un&#8217;altra brillante mente, quella di Clive Staples Lewis, non basta fare il bene, occorre anche fare bene. Non dubito che questo ddl intenda fare il bene, ma giudico non lo faccia affatto bene. Gi\u00e0 una prima preoccupazione nasce dal leggere nell\u2019elenco dei promotori della legge, i nomi di tanti protagonisti politici che non fanno mistero di puntare alla distruzione del principio di indisponibilit\u00e0 della vita umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che nel testo (che qualcuno ha ardito sostenere essere ossequioso del Magistero della Chiesa) all\u2019articolo 1 si afferma il divieto di eutanasia, ma diversamente da quanto fanno i testi magisteriali (20), ci si dimentica di fornire una definizione esatta di eutanasia. Come osserva John Keown, giurista emerito alla facolt\u00e0 di legge dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge, \u201c<em>Molta della confusione alla base del dibattito contemporaneo sull\u2019eutanasia pu\u00f2 essere ascritta ad una sfortunata imprecisione nella definizione<\/em>\u201d (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa importante omissione nel testo del disegno di legge \u00e8 rilevata anche dal Cardinale Sgreccia (22). Allo stesso modo si deve fare notare che non attribuire una definizione legale anche ad altri termini, tra cui \u201c<em>accanimento terapeutico\u201d, \u201ctrattamenti straordinari\u201d, \u201ctrattamenti non proporzionati<\/em>\u201d, offre il fianco ad un florilegio di interpretazioni da parte dei giudici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un po\u2019 strano che questo aspetto sembri essere sfuggito ad alcuni preclari esperti di biodiritto nel loro appello formulato dalle colonne di Avvenire in cui si raccomandava che questa legge \u201c<em>va fatta e va fatta adesso<\/em>\u201d. Si pone nel testo grande attenzione alla nutrizione ed idratazione assistita (NIA), per evitare che attraverso la sua sospensione la persona sia condotta a morte, ma \u00e8 forse diverso se si muore perch\u00e9 si \u00e8 scritto che non si vuole essere sottoposti a ventilazione, dialisi, defibrillazione, interventi chirurgici o farmacologici? (23)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019originaria espressione utilizzata, dichiarazioni inequivocabili, costituisce un ossimoro; per loro stessa natura le DAT sono equivocabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci tocca in sorte di avere dedicato studi alquanto approfonditi e conoscere piuttosto bene la letteratura medico-scientifica sull\u2019argomento per non sentirci obbligati a farlo rispettosamente presente (24). Ma al di l\u00e0 delle pur importanti riserve su singoli punti del disegno di legge, \u00e8 l\u2019impianto complessivo che va nella direzione sbagliata e questo avviene perch\u00e9 il testo rinuncia ad affermare l\u2019unica cosa veramente in grado di mettere al riparo dalla ripetizione del modello Englaro: il primato conferito al principio di beneficialit\u00e0\/non maleficienza nelle decisioni mediche dei pazienti non pi\u00f9 competenti, una preminenza da concretizzare obbligando i medici a conformare la propria condotta a criteri di appropriatezza clinica al singolo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel testo manca l\u2019affermazione che taglia la testa al toro: il principio di autonomia del paziente viene meno nel momento in cui questi non \u00e8 pi\u00f9 capace di intendere e di volere. Non \u00e8 possibile sapere quale trattamento vorrebbe davvero il paziente se fosse capace di decidere in quel momento, le DAT sono strumenti altamente inaffidabili (25), allora in dubio pro vita, perch\u00e9 meglio curare un po\u2019 pi\u00f9 del desiderato che un po\u2019 meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un solo articolo, nessun appiglio per contestazioni riguardo a specifiche fattispecie<\/strong>, nessuna differenza fra idratazione, nutrizione, ventilazione e tutti i possibili trattamenti salva-vita, nessun obbligo di metterli in atto o di continuarli se cessano di essere clinicamente adeguati alla situazione clinica. La pura, semplice, antica riaffermazione del principio medico sfigurato dalla giustizia creativa: primum non nocere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 stato sostenuto dal prof. Paul Ramsey \u201c<em>Per sapere quale trattamento \u00e8 moralmente indicato si deve solo stabilire quale trattamento sia clinicamente indicato<\/em>\u201d (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legge che dia forza giuridica alle DAT non pu\u00f2 che fondarsi su una fictio iuris, trasferendo i criteri per risolvere la problematica etica della legittima astensione o interruzione delle cure da parte dei soggetti consapevoli (27) ai soggetti non pi\u00f9 capaci di decidere per se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 si dovrebbe scrivere, mentre si \u00e8 perfettamente sani, che in caso di coma protratto non si vorrebbe ricevere un determinato trattamento, se non perch\u00e9 si reputa che in determinate condizioni la vita non sia pi\u00f9 meritevole di essere vissuta? Perch\u00e9 si dovrebbe acconsentire che nel nostro ordinamento passi tale principio attraverso la surrettizia modalit\u00e0 delle interruzione delle cure? (28)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa impedirebbe ad un tale desiderio di trovare accoglienza qualora le cure fossero affidate ad un medico favorevole all\u2019eutanasia? Forse si opporrebbe una legge come questa in cui che cosa si intenda per eutanasia \u00e8 affidato de facto all\u2019interpretazione del singolo giudice?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O piuttosto si confida negli interpreti della deontologia che per\u00f2 non hanno avuto alcunch\u00e9 da eccepire ai protagonisti medici dei noti casi, non rinvenendo nella loro condotta alcuna violazione del codice medico che all\u2019articolo 17 vieta l\u2019eutanasia (ci pare che ci\u00f2 sia stato reso possibile perch\u00e9 l\u2019eutanasia \u00e8 stata intesa nella sola dimensione commissiva e l\u2019azione dell\u2019interrompere i supporti vitali \u00e8 stata considerata invece un\u2019omissione)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non hanno perso di attualit\u00e0 le parole scritte quindici anni fa dal prof. Antonio Spagnolo, oggi ordinario di bioetica all\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Roma: \u201c<em>Occorre, pertanto, ripensare al problema in s\u00e9 del testamento di vita cercando modalit\u00e0 alternative alle dichiarazioni anticipate di volont\u00e0, che salvaguardino la dignit\u00e0 del morire che e&#8217; anche la dignit\u00e0 della persona come bene individuale e sociale. [\u2026] dovrebbe essere il medico, al limite, e non il paziente, ad essere incoraggiato a sottoscrivere una dichiarazione che lo impegni a non somministrare consapevolmente, in alcun modo, trattamenti futili o che prolunghino la sofferenza dei pazienti senza alcuna reale speranza di ripresa<\/em>\u201d (29)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di andare in rotta di collisione con quanto deciso dalla magistratura creativa (30), forse per un\u2019inconsapevole od inconfessata aspirazione alla conciliazione, con l\u2019attuale ddl sulle DAT si \u00e8 scelta maldestramente la strada di seguire il sentiero predisposto dai battitori radicali per spingere la preda l\u00e0 dove essi stessi vogliono: il riconoscimento delle volont\u00e0 anticipate con i paletti. Questo \u00e8 tutto quanto serve loro, il resto del lavoro lo faranno gli avvocati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avrei mai potuto esprimere meglio questo concetto di quanto ha fatto il prof. Pessina, inopinatamente da un giornale diverso da Avvenire: \u201c<em>A mio avviso soltanto indebolendo il valore giuridico delle dichiarazioni anticipate e rafforzando i criteri che permettano di riconoscere e vietare i casi di suicidio assistito e di eutanasia si potrebbe evitare ogni futuro abuso interpretativo delle dichiarazioni stesse, che pure moralmente hanno un loro specifico valore<\/em>\u201d (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sogni d\u2019oro <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando leggo interventi a sostegno della legge rassicurati dall\u2019opposizione ad essa dei \u201c<em>paladini dell\u2019assolutezza dell\u2019autodeterminazione<\/em>\u201d (32), rimango turbato; il pensiero va infatti alle lode di Ges\u00f9 per l\u2019uso della scaltrezza ed al suo ammonimento ad usarne nelle cose di Dio: \u201c<em>I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono pi\u00f9 scaltri dei figli della luce<\/em>\u201d (33); si assume infatti come autentica la contrariet\u00e0 al ddl sulle DAT, senza includere nel novero delle possibilit\u00e0 un\u2019opposizione tattica per favorire la promulgazione di una legge che consenta ai giudici di sollevare questioni di costituzionalit\u00e0 in punti strategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un minuto dopo che la legge dovesse essere approvata sono convinto che dall\u2019accampamento della \u201cbuona morte\u201d si leverebbero brindisi, essendo gi\u00e0 pronti i piani per il successivo smantellamento di tutti i limiti a partire da quelli della non vincolativit\u00e0 e della esclusione della NIA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono considerazioni gi\u00e0 pubblicamente e chiaramente esposte <strong>dall\u2019on.le Alfredo Mantovano<\/strong>: \u201c<em>Non sono certo che quella parte di magistratura ostile alla vita non trovi anche nel testo del Senato margini per riprodurre sentenze di morte [\u2026] C\u2019\u00e8 una sola ragione per la quale vale la pena che un Parlamento attento alla tutela del diritto alla vita vari delle norme sul \u201ctestamento biologico<\/em>\u201d: <em>quella di riaffermare che l\u2019esistenza di ogni uomo \u00e8 intangibile, qualunque sia la sua et\u00e0, le sue condizioni, il suo stato; e che \u00e8 intangibile anche quando volessero permetterlo i giudici<\/em>\u201d (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parafrasando Samuel Johnson, affermare che l\u2019impiego nella legge del termine \u201c<em>direttive anticipate<\/em>\u201d al posto di \u201c<em>testamento<\/em>\u201d dovrebbe garantire la volont\u00e0 del legislatore e la conseguente tenuta della legge davanti ai giudici, \u00e8 l\u2019indubbio trionfo della speranza sull\u2019esperienza (35)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non era forse chiaro ai giudici della corte costituzionale la volont\u00e0 del legislatore, laddove all\u2019articolo 1 della legge 40 si affermava la volont\u00e0 di compenetrare i diritti dei soggetti coinvolti, compresi quelli del concepito? Allora perch\u00e9 oggi si \u00e8 ripreso a congelare gli stessi concepiti decidendo deliberatamente di abbassarne ulteriormente le gi\u00e0 ridotte probabilit\u00e0 di sopravvivenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 forse scritto nella legge 194 che per accedere all\u2019aborto vi deve essere un \u201c<em>serio rischio per la salute della donna\u201d<\/em>? Com\u2019\u00e8 successo allora che i giudici abbiano interpretato la clausola in modo cos\u00ec esteso da accettare che una gravidanza ogni 4 o 5 configuri un tale rischio? non \u00e8 dunque vero che quella stessa ipocrita legge ha nel titolo la \u201ctutela della maternit\u00e0\u201d, una maternit\u00e0 cos\u00ec tutelata da avere condotto a 5 milioni di aborti legali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo confidare nella coscienza del medico \u00e8 davvero ben riposto? \u201cHouston<em>, abbiamo un problema<\/em>\u201d: duole dirlo, ma la coscienza di molti medici non \u00e8 immune dalla cultura della morte; 5 milioni di aborti sul fronte dell\u2019inizio vita non consentono di dormire sonni tranquilli sul fine-vita. Stupisce che le criticit\u00e0 del ddl qui solamente accennate sembrino non preoccupare, tanto da far considerare gli opportuni emendamenti migliorativi dei semplici \u201c<em>dettagli che non toccano il cuore della proposta Calabr\u00f2-Di Virgilio<\/em>\u201d (36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Not in my name <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un editoriale sul giornale Avvenire si afferma: \u201c<em>Una legge `buona e giusta` quella sulle Dat? Si \u00e8 lavorato al Senato e si sta lavorando alla Camera perch\u00e9 sia cos\u00ec. Ricordiamoci, per\u00f2, che ogni legge \u00e8 sottoposta al vaglio delle maggioranze \u2013 a volte trasversali, come in questo caso, e comunque transitorie in un regime di alternanza politica. E per tutte le maggioranze, presenti e future, dovrebbe valere il criterio di garantire, a ogni singola legge, una volta approvata, un periodo di rodaggio. \u00c8 civile e necessario, insomma, che a queste disposizioni non venga riservato il trattamento ostile e la propaganda deformante gi\u00e0 riservati, ad esempio, alla legge 40 sulla fecondazione artificiale, altra normativa `non cattolica` ma accettata dai credenti per chiudere l\u2019era di `provetta selvaggia`.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 visto una parte dell\u2019opinione pubblica, pi\u00f9 ideologizzata e meno disponibile ad accettare il voto (trasversale, torniamo a ricordarlo) di un libero Parlamento, allearsi con una frazione della magistratura per tentare di demolire o, comunque, manomettere la legge sin dal giorno seguente la sua entrata in vigore\u201d (37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un passaggio di non univoca lettura. Non so se interpreto bene il pensiero dell\u2019autore, a cui peraltro mi sento legato da vincoli di amicizia e stima personale, ma esso sembrerebbe condividere le preoccupazioni di cui, ultimo rispetto ad altri pi\u00f9 profondi e qualificati di me, ho cercato di farmi portavoce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe anche cogliervi una supplica rivolta al fronte eutanasico perch\u00e9 pietosamente conceda un minimo di tregua (rodaggio) prima d\u2019iniziare l\u2019attacco alla legge; si potrebbe infine cogliere una criptica giustificazione delle tante deviazioni di questo disegno di legge rispetto ai principi cattolici nella necessit\u00e0 di elaborare un testo quanto pi\u00f9 largamente condiviso proprio per evitare la sorte che \u00e8 toccata alla legge 40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora questa motivazione fosse reale (spero vivamente che non lo sia), mi sentirei obbligato a rispondere che se \u00e8 vero che talora si pu\u00f2 tollerare un male per evitare un male peggiore, \u00e8 altrettanto vero che in nessun caso si pu\u00f2 fare il male, anche se facendolo si ha l\u2019intenzione di fare del bene (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non si pu\u00f2 chiedere di difendere una cattiva legge<\/strong>, sperando che sia sufficientemente cattiva da non indurre ad un suo ulteriore peggioramento allorquando dovesse cambiare la maggioranza politica. Chi si \u00e8 ostinato a rimanere sordo a tutti i buoni e saggi consigli che sono giunti da molteplici voci dell\u2019accampamento pro-life, talora sottovoce, talora urlati, sperando almeno cos\u00ec di ottenere un po\u2019 pi\u00f9 di attenzione, ma sempre con grande amore per la difesa della vita umana, dovr\u00e0 farsi carico di portare sino in fondo la paternit\u00e0 delle decisioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[1]<\/strong> In: M. Tangheroni. <em>Della storia. In margine ad aforismi di Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila.<\/em> Sugarco ed. Milano, 2008.<br \/>\n<strong>[2]<\/strong> Il documento del Comitato Nazionale per la Bioetica del 18 Dicembre 2003 sulle DAT ricevette l\u2019approvazione anche dei membri di orientamento personalista, in larga parte cattolici, a partire dal presidente, il prof. Francesco D\u2019Agostino.<br \/>\n<strong>[3]<\/strong> L. Liverani. Testamento biologico: \u00abPi\u00f9 rischi che benefici\u00bb <em>Avvenire<\/em>, 6-12-2006, p. 10. Si legge: <em>\u201cTestamento biologico, maneggiare con cautela. Perch\u00e9 nel migliore dei casi \u00e8 un doppione di norme gi\u00e0 esistenti, come la donazione di organi. Oppure \u00e8 inutile, perch\u00e9 gi\u00e0 oggi l\u2019accanimento terapeutico esula dalle corrette pratiche mediche. Pi\u00f9 realisticamente \u00e8 il traguardo a cui punta chi vuole eliminare terapie efficaci e proporzionate quali l\u2019idratazione o l\u2019alimentazione in pazienti in coma. Un grimaldello giuridico, insomma, per introdurre nell\u2019ordinamento l\u2019eutanasia nuda e cruda\u201d<\/em>.<br \/>\n<strong>[4]<\/strong> M. Corradi. \u00abIo, oncologa con il cancro, dico no all\u2019eutanasia\u00bb. <em>Avvenire,<\/em> 28-11-2007. Si legge: <em>\u201cIo, il &#8220;testamento biologico&#8221;, da sana, lo avrei sottoscritto. Ora no. Quando hai un cancro, diventi un\u2019altra persona, e ci\u00f2 che pensavi prima non \u00e8 pi\u00f9 vero\u201d<\/em>.<br \/>\n<strong>[5]<\/strong> F. D\u2019Agostino. \u00abUna sentenza di morte dai giudici: ma si pu\u00f2?\u00bb. <em>Avvenire,<\/em> 11-7-2008.<br \/>\n<strong>[6]<\/strong> F. D\u2019Agostino. \u00abUna legge sul fine vita? \u201cDichiarazioni\u201d per aiutare i medici a decidere\u00bb. <em>Avvenire,<\/em> 8-8-2008.<br \/>\n<strong>[7]<\/strong> V. Daloiso. \u00abProf. Pessina: \u201cTestamento biologico: attenti al rischio eutanasia\u201d\u00bb. <em>Avvenire,<\/em> 3-9-2008.<br \/>\n<strong>[8]<\/strong><strong> G<\/strong>. Isola. Scienza &amp; Vita: \u00abNo a una legge su testamento biologico\u00bb <em>Avvenire,<\/em> 5-8-2008.<br \/>\n<strong>[9]<\/strong> F. Rosicano. \u00abPossono gli uomini decidere di anticipare la morte? Colloquio con Maria Luisa Di Pietro\u00bb. Liberal, 12-8-2008.<br \/>\n<strong>[10]<\/strong> Angelo Card. Bagnasco, Presidente Cei. Prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. 22-9-2008.<br \/>\n<strong>[11]<\/strong> F. D\u2019Agostino. \u00abIl testamento c\u2019\u00e8 gi\u00e0: ora bisogna arginare e cambiare\u00bb. <em>Avvenire,<\/em> 25-9-2008.<br \/>\n<strong>[12]<\/strong> Il quotidiano Avvenire ha davvero speso rilevanti energie a questo scopo, giungendo a negare l\u2019accesso a qualsiasi voce critica ed anzi prestando il proprio autorevole spazio ad interventi unidirezionalmente volti ad accreditare la bont\u00e0 dell\u2019attuale ddl. Tra i contributi pi\u00f9 significativi il mini-manifesto a favore del ddl Calabr\u00f2 pubblicato su Avvenire del 12-3-2011; bench\u00e9 sottoscritto da personalit\u00e0 di indubbio prestigio, il loro numero risulta un po\u2019 troppo esiguo per potere essere accreditato quale espressione univoca della posizione cattolica fedele al Magistero, citato peraltro in modo quanto meno criticabile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[13]<\/strong> A. Pessina. . \u00abIl diritto di rifiutare la cura \u00e8 l\u2019altra faccia dell\u2019indisponibilit\u00e0 della vita: tolta questa diventa eutanasia\u00bb. <em>Il Foglio<\/em> del 22-1-2009.<\/p>\n<p><strong>[14]<\/strong> M. Micaletti. \u00abPerch\u00e9 nel nostro Paese l&#8217;eutanasia e&#8217; ancora illegale\u00bb. 4-32011. <a href=\"http:\/\/www.comitatoveritaevita.it\/pub\/editoriale_read.phpread=291\">http:\/\/www.comitatoveritaevita.it\/pub\/editoriale_read.phpread=291<\/a><br \/>\n<strong>[15]<\/strong> G. Mommo. Testamento biologico: applicabili le disposizioni sull\u2019amministrazione di sostegno. <a href=\"http:\/\/www.altalex.com\/index.php?idnot=43586\">http:\/\/www.altalex.com\/index.php?idnot=43586<\/a><br \/>\n<strong>[16]<\/strong> L\u2019associazione Medicina &amp; Persona ha espresso maggiore fiducia nella formazione etica dei medici piuttosto che nella elaborazioni di leggi per salvare le prossime Eluana. Medicina &amp; Persona. \u00abContinuiamo a fare i medici\u00bb. 25-2-2011.<br \/>\n<strong>[17]<\/strong> Lector quidam. \u00abContro l\u2019inganno del fine vita\u00bb. <em>Il Foglio<\/em> del 16-3-2011. p. 8.<br \/>\n<strong>[18]<\/strong> E. Roccella. Si legge: <em>\u201cE&#8217; evidente che prosegue l&#8217;attacco ideologico alla legge sulla procreazione assistita che invece ha gi\u00e0 resistito perch\u00e9 \u00e8 stata sostanzialmente confermata dalla pronuncia della Corte Costituzionale del 2009 e ha ormai dimostrato di dare buoni risultati&#8221;, commenta invece il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che si \u00e8 detta comunque &#8220;fiduciosa&#8221; rispetto alla nuova pronuncia che dovr\u00e0 arrivare dalla Suprema corte &#8220;che gi\u00e0 ha mantenuto l&#8217;impianto della legge\u201d<\/em>. Repubblica del 22-10-2010.<br \/>\n<strong>[19]<\/strong> M. Aramini. \u00abFine vita: si faccia la legge ma il problema \u00e8 culturale\u00bb. <em>La Bussola Quotidiana<\/em> del 29-3-2001. http:\/\/www.labussolaquotidiana.it\/ita\/articoli-fine-vita-si-faccia-la-leggema-il-problema&#8211;culturale-1410.htm<br \/>\n<strong>[20]<\/strong> <em>\u201cPer un corretto giudizio morale sull\u2019eutanasia, occorre innanzi tutto chiaramente definirla\u201d<\/em>. Giovanni Paolo II, <em>Evangelium Vitae<\/em>, n. 65.<br \/>\n<strong>[21]<\/strong> J. Keown. <em>Eutanasia, Ethics and Public Policy. An Argument Against Legalisation.<\/em> Cambridge University Press. Cambridge 2002. p. 16.<br \/>\n<strong>[22]<\/strong> P.L. Fornari. \u00abSgreccia: legge necessaria stop agli itinerari di morte\u00bb. <em>Avvenire<\/em> del 11-3-2011. p. 3.<br \/>\n<strong>[23]<\/strong> La definizione di eutanasia del Magistero amplia le condotte eutanasiche non solo alla rimozione della nutrizione ed idratazione, ma ad ogni <em>\u201cazione od omissione che di natura sua e nelle intenzioni procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore\u201d<\/em>. Vd Congregazione per la Dottrina della Fede. Dichiarazione sull\u2019eutanasia Iura et Bona. 5 Maggio 1980.<br \/>\n<strong>[24]<\/strong> Puccetti R, Del Poggetto MC, Costigliola V, Di Pietro ML. <em>Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT): revisione della letteratura.<\/em> Medicina &amp; Morale. 2009; 14(3): 461-498.<br \/>\n<strong>[25]<\/strong> Perkins H. <em>Controlling death: the false promise of advance directives<\/em>. Ann Intern Med. 2007; 147(1): 51-7.<br \/>\n<strong>[26]<\/strong> P. Ramsey. <em>Ethics at the edges of life.<\/em> New Haven; Yale University Press, 1978 p. 155.<br \/>\n<strong>[27]<\/strong> Vd. a proposito della posizione del Magistero il testo di M. Calidari. \u00abCurarsi e Farsi Curare: tra Abbandono del Paziente e Accanimento Terapeutico\u00bb. San Paolo ed. Cinisello Balsamo (Mi), 2006.<br \/>\n<strong>[28]<\/strong> Con onest\u00e0 intellettuale lo ammette il prof. Maurizio Mori nel descrivere la valenza del caso Englaro: <em>\u201cCome Porta Pia \u00e8 importante non tanto come azione militare quanto come atto simbolico che ha posto fine al potere temporale dei papi e alla concezione sacrale del potere politico, cos\u00ec il caso Eluana apre una breccia che pone fine al potere (medico e religioso) sui corpi delle persone e (soprattutto) alla concezione sacrale della vita umana. Sospendere l&#8217; alimentazione e l&#8217; idratazione artificiali implica abbattere una concezione dell\u2018umanit\u00e0 e cambiare l&#8217; idea di vita e di morte ricevuta dalla tradizione millenaria che affonda le radici nell&#8217; ippocratismo e anche prima nella visione dell&#8217; homo religiosus, per affermarne una nuova da costruire. Come Porta Pia segna la fine del papa re e di un paradigma del ruolo sacrale della religione in politica, gettando le basi di un&#8217; aurorale democrazia in Italia, cos\u00ec il caso Eluana segna la fine (sul piano teorico) del paternalismo in medicina e di un paradigma medico fondato sul vitalismo ippocratico, gettando le basi di un aurorale controllo della propria vita da parte delle persone\u201d<\/em>. M. Mori. \u00ab Il caso Eluana Englaro. La \u201cPorta Pia\u201d del vitalismo ippocratico ovvero perch\u00e9 \u00e8 moralmente giusto sospendere ogni intervento\u00bb. Pendragon ed. 2008.<br \/>\n<strong>[29]<\/strong> A.G. Spagnolo. \u00abIl bene del paziente e i limiti dei testamenti di vita\u00bb. <em>Orizzonte Medico<\/em> n. 6, 1996.<br \/>\n<strong>[30]<\/strong> Nella sentenza N\u00b0 21748\/07 della Corte di Cassazione riguardo al caso Englaro, il termine \u201cdignit\u00e0\u201d ricorre undici volte giungendo ad affermare, in nome del pluralismo dei valori, che la vita con attributi soggettivi di indegnit\u00e0 costituisce un diritto esigibile.<br \/>\n<strong>[31]<\/strong> A. Pessina. \u00abControindicazioni di una legge che non fermer\u00e0 l&#8217;eutanasia\u00bb. <em>Il Foglio<\/em> del 22-3-2011.<br \/>\n<strong>[32]<\/strong> A. Gambino \u00abQuesta legge s\u2019ha da fare\u00bb. Avvenire del 4-3-2011. p. 1. Lo stesso pensiero \u00e8 stato sorprendentemente ripreso da un uomo di grande esperienza nelle questioni biopolitiche: <em>\u201cTutta la cultura radicale, abortista, sostenitrice di una idea corrotta di libert\u00e0 e del diritto alla morte, favorevole all\u2019eutanasia, preme affinch\u00e9 non si approvi la legge che ha raggiunto la soglia del voto finale alla Camera. Non \u00e8 gi\u00e0 questo fatto un\u2019indicazione di quale deve essere la nostra scelta? \u00c8 evidente che la legge disturba i progetti eutanasici\u201d<\/em>.\u00a0 C. Casini. \u00abLa legge di fine vita\u00bb. <em>Zenit <\/em>del 3-4-2011.<br \/>\n<strong>[33]<\/strong> Lc. 16,8.<br \/>\n<strong>[34]<\/strong> On.le A. Mantovano. \u00abLettera a Il Foglio\u00bb. del 25 febbraio 2011.<br \/>\n<strong>[35]<\/strong> C. Casini. \u00abQuanta distanza tra \u201cbio-testamento\u201d e \u201cDichiarazioni anticipate\u201d\u00bb. <em>Avvenire <\/em>del 25-2-2011.<br \/>\n<strong>[36]<\/strong> C. Casini. Vd. rif. 32.<br \/>\n<strong>[37]<\/strong> D. Delle Foglie. Per una legge che sia utile.<em> Avvenire<\/em> del 31-3-2011.<br \/>\n<strong>[38]<\/strong> Giovanni Paolo II. <em>Veritatis Splendor<\/em> n. 80.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sal sito Libert\u00e0 e Persona 7 aprile 2011 dott. Renzo Puccetti (Scienza&amp;vita Pisa-Livorno) Avvertenza prima dell\u2019uso: le righe che seguono non sono destinate ai troppo freddi, ma ai tiepidi. Quanti infatti sostengono la bont\u00e0 dell\u2019eutanasia avranno qualche difficolt\u00e0 a reperire qualcosa che si possa dire maggiormente inconciliabile con le loro posizioni. 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