{"id":4387,"date":"2011-02-14T11:37:30","date_gmt":"2011-02-14T10:37:30","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-03-25T14:43:55","modified_gmt":"2015-03-25T13:43:55","slug":"nuove-chiese-il-vaticano-boccia-i-vescovi-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuove-chiese-il-vaticano-boccia-i-vescovi-italiani\/","title":{"rendered":"Nuove chiese. Il Vaticano boccia i vescovi italiani"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_22019\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22019\" class=\"wp-image-22019\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese.jpg\" alt=\"nuove_chiese\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22019\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di Mauro Galantino a Modena<\/p><\/div>\n<p><strong>Chiesa.espressonline<\/strong> 14 febbraio 2011<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Su &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; il cardinale Ravasi e l'&#8221;archistar&#8221; Paolo Portoghesi criticano i nuovi edifici sacri costruiti in Italia col patrocinio della conferenza episcopale. Perch\u00e9 rompono con la tradizione e deformano la liturgia. Un commento di Timothy Verdon<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Sandro Magister<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">ROMA, 14 febbraio 2011 \u2013 Le tre immagini qui sopra accostate raffigurano l&#8217;una un particolare della porta in legno della basilica romana di Santa Sabina, del secolo V; un&#8217;altra l&#8217;interno della chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma, anch&#8217;essa del V secolo; e un&#8217;altra ancora lo schizzo di una chiesa inaugurata a Milano nel 1981, la parrocchia di Dio Padre.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda \u00e8 d&#8217;obbligo: edifici moderni come il terzo sopra raffigurato sono in continuit\u00e0 o in rottura con la tradizione architettonica, liturgica e teologica della Chiesa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Varie chiese moderne sono costruite in forma circolare. Cos\u00ec come \u00e8 il cerchio a caratterizzare i due esempi antichi di arte sacra sopra riprodotti. Ma basta questo a garantire la continuit\u00e0 con la tradizione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O bastano i criteri estetici per giudicare la qualit\u00e0 di una nuova chiesa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo inizio d&#8217;anno, a Roma e in Italia la polemica \u00e8 esplosa vivace. E non soltanto tra gli specialisti. \u00c8 entrato in campo &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, il quotidiano della Santa Sede, che in ripetuti interventi ha criticato severamente alcuni dei pi\u00f9 celebrati esempi di nuova architettura sacra patrocinati dall&#8217;episcopato italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha cominciato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio per la cultura, con una &#8220;lectio magistralis&#8221; alla facolt\u00e0 di architettura dell&#8217;universit\u00e0 &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma riprodotta integralmente dal giornale vaticano del 17-18 gennaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ravasi ha calato fendenti su quelle chiese moderne &#8220;nelle quali ci si trova sperduti come in una sala per congressi, distratti come in un palazzetto dello sport, schiacciati come in uno sferisterio, abbrutiti come in una casa pretenziosa e volgare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente nomi. Ma il 20 gennaio, di nuovo su &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, l&#8217;architetto Paolo Portoghesi ha preso esplicitamente di mira le tre chiese vincitrici del concorso nazionale indetto dalla conferenza episcopale italiana nel 2000, realizzate a Foligno da Massimiliano Fuksas, a Catanzaro da Alessandro Pizzolato e a Modena da Mauro Galantino.<\/p>\n<div id=\"attachment_22016\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22016\" class=\"wp-image-22016\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_2.jpg\" alt=\"nuove_chiese_2\" width=\"250\" height=\"189\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22016\" class=\"wp-caption-text\">Richard Meier, Roma<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Portoghesi \u00e8 lui stesso un &#8220;archistar&#8221; di fama mondiale: la Grande Moschea di Roma porta la sua firma. Da tempo critica alcune delle nuove chiese costruite da architetti di grido col plauso delle gerarchie. Tra le pi\u00f9 famose e discusse si possono citare quella di Renzo Piano a San Giovanni Rotondo, sulla tomba di Padre Pio, e quella di Richard Meier nel quartiere romano di Tor Tre Teste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta, su &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221;, Portoghesi se la prende soprattutto con la chiesa di Ges\u00f9 Redentore a Modena, ideata da Galantino. Ne riconosce i pregi estetici, l&#8217;armonia dei volumi, la pulizia razionalista. Riconosce anche l&#8217;intenzione dell&#8217;architetto di &#8220;dare maggior dinamismo all&#8217;evento liturgico&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi per\u00f2 chiede: &#8220;Dove sono i santi segni che rendono riconoscibile la chiesa?&#8221;. All&#8217;esterno \u2013 osserva \u2013 nessuno, a parte le campane &#8220;che per\u00f2 potrebbero trovarsi anche in un municipio&#8221;. Mentre all&#8217;interno &#8220;il ruolo iconologico \u00e8 affidato a un \u201corto degli ulivi\u201d sistemato dietro l&#8217;altare in un esiguo cortiletto e alle \u201cacque del Giordano\u201d ridotte a un canaletto di acqua stagnante stretto tra due muri che termina nel battistero&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il peggio, a giudizio di Portoghesi, appare durante la celebrazione della messa: &#8220;La comunit\u00e0 dei fedeli \u00e8 divisa in due schiere contrapposte con al centro un grande vuoto ai cui due estremi si collocano l&#8217;altare e l&#8217;ambone. Le due schiere contrapposte e il vagare dei celebranti tra i due poli mettono in crisi non solo la tradizionale unit\u00e0 della comunit\u00e0 orante ma anche quella che \u00e8 stata la grande conquista del concilio Vaticano II, l&#8217;immagine assembleare del popolo di Dio in cammino. Perch\u00e9 ci si guarda in faccia? Perch\u00e9 non si guarda insieme verso i luoghi fondamentali della liturgia e l&#8217;immagine del Cristo? Perch\u00e9 i luoghi della liturgia, l&#8217;altare e l&#8217;ambone, sono contrapposti anzich\u00e9 affiancati? Imprigionati nei banchi, divisi in settori come le coorti di un esercito, i fedeli sono costretti, rimanendo immobili, a cambiare la direzione dello sguardo ora a destra ora a sinistra. La figura del Crocifisso \u00e8 collocata dalla parte dell&#8217;altare e in corrispondenza della schiera di sinistra, con l&#8217;inevitabile conseguenza di non essere raggiungibile dallo sguardo di molti dei fedeli se non a rischio di torcicollo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Portoghesi cita frasi di Benedetto XVI e cos\u00ec prosegue: &#8220;\u00c8 da augurarsi che questi puntuali interventi dalla cattedra di San Pietro facciano capire a liturgisti e architetti che la rievangelizzazione passa anche attraverso le chiese con la &#8216;c&#8217; minuscola e richiede s\u00ec lo sforzo creativo dell&#8217;innovazione, ma anche un&#8217;attenta considerazione della tradizione, che \u00e8 sempre stata non pura conservazione, ma consegna di un&#8217;eredit\u00e0 da mettere a frutto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E conclude: &#8220;La nuova chiesa di Modena \u00e8 la dimostrazione lampante del fatto che la qualit\u00e0 estetica dell&#8217;architettura non basta per fare di uno spazio una vera chiesa, un luogo in cui i fedeli siano aiutati a sentirsi pietre viventi di un tempio di cui Cristo \u00e8 la pietra angolare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste critiche hanno replicato, sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; dell&#8217;8 febbraio, sia l&#8217;architetto Galantino, sia il vescovo Ernesto Mandara, responsabile delle nuove chiese nella diocesi di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galantino ha difeso le proprie scelte architettoniche, sostenendo di aver voluto disporre i fedeli &#8220;come intorno al tavolo, ricostruendo idealmente l&#8217;ultima cena&#8221;. E ha ricordato di di aver maturato le sue riflessioni negli anni Ottanta a Milano, con il cardinale Carlo Maria Martini.(Tra parentesi. La chiesa milanese dell&#8217;illustrazione in cima a questa pagina \u00e8 uno dei prodotti di quella temperie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progettata dagli architetti Giancarlo Ragazzi e Giuseppe Marvelli, fu dichiaratamente concepita come &#8220;luogo di incontro e di preghiera per i credenti di tutte le religioni&#8221;, privo di segni specifici sia all&#8217;esterno che all&#8217;interno. La sua aula pu\u00f2 essere divisa con pareti mobili in tre comparti: quello centrale per i riti cattolici e i due laterali pensati per ebrei e musulmani. L&#8217;attuale parroco sta faticosamente restituendo la chiesa a un suo uso integralmente cattolico, con due croci all&#8217;esterno, con vetrate e immagini cristiane all&#8217;interno e con un grande Cristo crocifisso sopra l&#8217;altare).<\/p>\n<div id=\"attachment_22017\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22017\" class=\"wp-image-22017 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_3-300x150.jpg\" alt=\"nuove_chiese_3\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_3-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_3.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22017\" class=\"wp-caption-text\">la nuova chiesa a S. Giovanni Rotondo (Le)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il vescovo Mandara ha difeso l&#8217;operato suo e della conferenza episcopale italiana: &#8220;Probabilmente se guardiamo al passato troviamo esempi di costruzioni non riuscite che danno ragione al cardinale Ravasi, ma dei risultati degli ultimi anni sono profondamente soddisfatto. Le chiese realizzate esprimono molto bene sia il senso del sacro sia quello dell\u2019accoglienza&#8221;. Il 9 febbraio &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; ha riportato entrambe le dichiarazioni di Galantino e Mandara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ha ridato anche la parola a Portoghesi, il quale ha detto: &#8220;Dopo il Concilio ci sono state molte fughe in avanti, in diverse direzioni. La chiesa ha perso specificit\u00e0, \u00e8 diventata un edificio come gli altri. La riconoscibilit\u00e0, invece, \u00e8 un fatto fondamentale, una tappa di quella ricristianizzazione dell\u2019occidente di cui parla il papa. Quanto all&#8217;orientamento della preghiera liturgica, il popolo di Dio in cammino verso la salvezza non pu\u00f2 essere statico, si muove verso una direzione; l\u2019ideale sarebbe orientare la chiesa a est, dove il sole nasce. Non dobbiamo aver paura di quella modernit\u00e0 che la Chiesa stessa ha contribuito a creare; ogni generazione ha il dovere di rileggere i contenuti del passato, ma considerando la tradizione come un elemento di forza a cui attingere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo. Lo stesso 9 febbraio e il giorno successivo &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; \u00e8 tornato sul tema con due dotti interventi di due esperti, entrambi finalizzati a mostrare i caratteri distintivi della tradizione architettonica delle chiese cristiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dei due interventi \u00e8 di Maria Antonietta Crippa, ordinario di architettura al Politecnico di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa mostra come la preminenza data dall&#8217;architettura cristiana alle chiese a forma di croce latina si ispira sia alla classicit\u00e0 (Vitruvio con l&#8217;analogia tra le proporzioni del corpo e del tempio) sia soprattutto alla visione della Chiesa come corpo di Cristo, e di Cristo crocifisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma assieme al quadrato, anche il cerchio entra in questa tradizione architettonica. Secondo gli autori medievali, le chiese cristiane &#8220;hanno forma di croce per mostrare che il popolo cristiano \u00e8 crocifisso al mondo; oppure di cerchio per simbolizzare l&#8217;eternit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O anche di croce e di cerchio insieme. Come \u00e8 avvenuto nel Cinquecento col prolungamento della navata della nuova basilica di San Pietro, inizialmente a pianta centrale nel progetto di Michelangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo e ancor pi\u00f9 mirato intervento, su &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; del 10 febbario, \u00e8 di Timothy Verdon, americano, storico dell&#8217;arte e sacerdote, professore a Princeton e direttore dell&#8217;ufficio per l&#8217;arte sacra dell&#8217;arcidiocesi di Firenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo articolo \u00e8 riprodotto integralmente qui sotto. E mostra come le prime grandi chiese a Roma furono costruite, nel secolo IV, proprio assumendo in chiave cristiana due modelli dell&#8217;architettura classica: quello longitudinale delle basiliche e quello circolare, a pianta centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Gerusalemme, la chiesa del Santo Sepolcro edificata dall&#8217;imperatore Costantino associa entrambi i modelli. Ma anche a Roma la prima grande chiesa a pianta centrale, quella di Santo Stefano Rotondo del secolo V \u2013 il cui interno \u00e8 visibile nell&#8217;illustrazione in cima a questa pagina \u2013 sorge entro un grande cortile rettangolare.<\/p>\n<div id=\"attachment_22018\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22018\" class=\"wp-image-22018\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/nuove_chiese_4.jpg\" alt=\"nuove_chiese_4\" width=\"250\" height=\"168\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22018\" class=\"wp-caption-text\">la chiesa di Massimiliano Fuksas a Foligno<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, le chiese a pianta centrale non sono prive di orientamento, n\u00e9 tanto meno fanno s\u00ec che l&#8217;assemblea dei fedeli si ripieghi su se stessa. I fedeli vi entrano come in un cammino di iniziazione, fino alla colonna di luce che \u00e8 al centro dell&#8217;edificio e che \u00e8 Cristo &#8220;lux mundi&#8221;.<\/p>\n<p>Quel Cristo che nel coevo portale di Santa Sabina \u2013 vedi l&#8217;illustrazione \u2013 appare al centro del cerchio celeste e riceve la preghiera &#8220;orientata&#8221; della donna al di sotto di lui, la Chiesa incoronata come sua sposa.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande tradizione architettonica, liturgica e teologica delle chiese cristiane. Di ieri, di oggi e di sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;Osservatore Romano<\/strong> 10 febbraio 2011<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA TRADIZIONE EUROPEA DELLE GRANDI CHIESE.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dagli angoli della vita al cerchio dell\u2019eternit\u00e0:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Timothy Verdon<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le caratteristiche distintive del cristianesimo occidentale vi \u00e8 la volont\u00e0 di costruire grandi chiese: ancor oggi, in un\u2019Europa che non vuole riconoscere ufficialmente le sue radici cristiane, gli edifici storici pi\u00f9 imponenti delle citt\u00e0 sono cattedrali, chiese monastiche o santuari. Come nasce questa tradizione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea cristiana del luogo di culto subisce una prima fondamentale trasformazione in Italia e specificamente a Roma a partire dall\u2019epoca costantiniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precedentemente, come apprendiamo dalle lettere di san Paolo, a Roma come in altre citt\u00e0 evangelizzate, la Chiesa era strutturata in piccole comunit\u00e0 identificabili in base alle case private in cui i membri si riunivano. Nella sua lettera ai Romani, ad esempio, salutando i suoi amici Aquila e Prisca, Paolo saluta anche &#8220;la comunit\u00e0 che si riunisce nella loro casa&#8221; (Romani, 16, 3-5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le case utilizzate a Roma nel I secolo, c\u2019erano per\u00f2 anche delle &#8220;domus&#8221; patrizie e forse perfino il &#8220;palatium&#8221; imperiale: scrivendo da Roma ai credenti di Filippi tra il 61 e il 63, san Paolo dir\u00e0: &#8220;Vi salutano tutti i santi, soprattutto quelli della casa di Cesare&#8221; (Filippesi, 4, 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la conversione alla nuova fede dei massimi ceti sociali tra la fine del III e l\u2019inizio del IV secolo, alcune &#8220;case&#8221; che vennero destinate permanentemente al servizio della &#8220;ecclesia&#8221; erano grandi e lussuose: tra queste c\u2019era un\u2019aula di rappresentanza della residenza dell\u2019imperatrice madre Elena, il Palazzo Sessoriano, poi divenuta la basilica di Santa Croce in Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 soprattutto il figlio di Elena, l\u2019imperatore Costantino, a dare dignit\u00e0 ufficiale a questa tendenza, esaltando la nuova fede mediante la costruzione di una vera e propria rete di grandi chiese sul modello architettonico delle aule pubbliche o regie dell\u2019impero: le basiliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per trecento anni le comunit\u00e0 cristiane avevano celebrato i riti in sale ordinarie, in case private e nelle &#8220;insulae&#8221; delle citt\u00e0 greco-romane, senza avvertire una particolare necessit\u00e0 di distinguere i loro luoghi di culto dal mondo che li circondava, cos\u00ec, anche dopo l\u2019ascesa sociale della Chiesa, le grandiose strutture fatte costruire dal governo imperiale s\u2019inserivano nell\u2019esistente tessuto architettonico delle citt\u00e0 in cui si trovavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fondazioni costantiniane e quelle del V secolo erano molte e molto grandi: San Giovanni in Laterano, forse gi\u00e0 avviata nel 312-13, aveva dimensioni titaniche: 98 per 56 metri; la basilica cimiteriale di San Sebastiano, sulla via Appia, era lunga 75 metri; l\u2019originaria basilica di San Lorenzo sulla via Tiburtina era lunga 98 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era una basilica sulla via Labicana, attigua al &#8220;martirion&#8221; dei santi Marcellino e Pietro contenente il mausoleo dell\u2019imperatrice Elena, e ce n&#8217;era un\u2019altra sulla via Nomentana, vicino alla memoria di sant\u2019Agnese, dove la figlia di Costantino, Costanza, aveva fatto costruire il suo mausoleo, l\u2019attuale chiesa di Santa Costanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto l\u2019antica basilica di San Pietro era colossale, con una facciata larga circa 64 metri e un portico profondo 12. Le navate, esclusa l\u2019area presbiteriale, erano lunghe 90 metri e quella centrale larga 23,50 con un\u2019altezza di 32,50, mentre le navatelle laterali avevano altezze, rispettivamente, di 18 e 14,80 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della corte imperiale viene fatto poi un passo carico di significato per la storia dell\u2019architettura cristiana: l\u2019adattamento a scopi liturgici dell\u2019edificio circolare o cilindrico tipico nel mondo tardo-antico dei mausolei di personaggi illustri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sensibilit\u00e0 greco romana, la forma cilindrica-chiusa infatti suggeriva il mistero della morte; proprio questa configurazione era stata usata nel iV secolo a Gerusalemme per la struttura costantiniana della &#8220;Anastasis&#8221;, contenente la tomba vuota di Cristo. La stessa forma venne poi utilizzata dalla figlia di Costantino per il proprio mausoleo sulla via Nomentana, accanto all\u2019antica basilica cimiteriale di Sant\u2019Agnese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simili strutture circolari hanno un simbolismo particolare. Mentre le pi\u00f9 comuni basiliche longitudinali implicano un cammino \u2013 dall\u2019ingresso all\u2019altare \u2013 la forma circolare, senza inizio e senza fine, ha dell\u2019infinito: giungere al suo centro connota la fine della ricerca, l\u2019arrivo nel porto sospirato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove prima si passava per una basilica longitudinale per poi \u2013 attraversato un cortile \u2013 penetrare nella struttura circolare, l\u2019esperienza spaziale complessiva era quasi una metafora di ricerca e scoperta: del cammino di fede e della certezza con cui Dio pone fine alla ricerca dell\u2019uomo, ammettendolo nella luce infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel V secolo la pi\u00f9 grande chiesa romana a pianta centrale, Santo Stefano Rotondo, proporr\u00e0 un\u2019esperienza nuova. La basilica longitudinale diventa un immenso cortile rettangolare intorno all\u2019elemento circolare, che a sua volta diventa un labirinto concentrico con pi\u00f9 ingressi. Dalle cappelle si passa successivamente nel penultimo anello, pi\u00f9 alto di quelli esterni e pi\u00f9 luminoso, che infine d\u00e0 accesso all\u2019altissimo spazio cilindrico centrale, un pozzo di luce al cuore dell\u2019edificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Santo Stefano Rotondo il senso del cammino cristiano veniva cio\u00e8 articolato in termini mistagogici, di iniziazione al mistero: non pi\u00f9 come movimento lineare e neanche come semplice arrivo, ma nell\u2019esperienza di una penetrazione per gradi: dall\u2019esterno verso il centro, dalle tenebre verso la luce, metafora forse, questa, per la vita di una Chiesa che ormai trovava la ragione della sua comunione non solo nella radice storica di una condivisa &#8220;romanitas&#8221;, ma nella convergenza verso Colui che \u00e8 luce degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 suggestivo infatti mettere la pianta circolare di questa chiesa a confronto con una coeva immagine di Cristo che ascende nel circolare &#8220;clipeus&#8221; simboleggiante la luce, in uno dei pannelli lignei delle porte della basilica di Santa Sabina, sull\u2019Aventino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il Cristo dell\u2019Apocalisse, l\u2019Alfa e l\u2019Omega della storia umana, presentato tra i simboli dei quattro evangelisti, con \u2013 sotto di lui \u2013 i santi Pietro e Paolo che innalzano un serto sulla testa di una donna. Questa, che con le braccia alzate in preghiera, simboleggia la stessa Chiesa che anela al suo Sposo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Roma per la prima volta la Chiesa si \u00e8 identificata plasticamente con Colui che, immolato, \u00e8 ora &#8220;degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione&#8221; (Apocalisse, 5, 12). Ha occupato spontaneamente, trasformandoli, gli spazi architettonici e concettuali dell\u2019antico impero, persuasa che Dio, oltre a manifestarsi nella grandezza morale d\u2019Israele, s\u2019era manifestato anche nello splendore materiale di Roma. La marmorea magnificenza della citt\u00e0 un tempo pagana fu letta come adombramento della citt\u00e0 dell\u2019Apocalisse, la Gerusalemme celeste le cui mura saranno rivestite di pietre rare e preziose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma \u00e8 infatti la citt\u00e0 dell\u2019Apocalisse \u2013 dello svelamento del senso nascosto della storia \u2013 e dal V secolo in avanti i messaggi comunicati nei programmi iconografici delle pi\u00f9 importanti chiese romane sono &#8220;apocalittici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristo rivestito della toga dorata come &#8220;Dominus dominantium&#8221;, Signore dei signori, seduto sul trono o in piedi col rescritto del suo potere divino in mano e, davanti a lui, i ventiquattro vegliardi che giorno e notte l\u2019adorano, versando incensi che simboleggiano le preghiere dei santi: sono queste le immagini realizzate nei presbiteri delle grandi nuove basiliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In diverse di queste chiese, poi, le scene rivelatrici dell\u2019eternit\u00e0 completavano grandiosi cicli storici sulle pareti laterali, con episodi dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento, insistendo cos\u00ec sulla gloria celeste come risoluzione della vicenda terrestre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A San Pietro in Vaticano questo messaggio venne anticipato gi\u00e0 all\u2019esterno, con un monumentale mosaico che ricopriva la parte superiore della facciata della basilica (disegnata in un codice dell&#8217;XI secolo proveniente da Farfa e attualmente conservato all\u2019Eton College di Windsor), mettendo davanti agli occhi di fedeli e pellegrini l\u2019Agnello, i vegliardi e la moltitudine senza numero di coloro che stanno &#8220;in piedi davanti al trono e davanti all\u2019Agnello, avvolti in vesti candide&#8221; (Apocalisse, 7, 9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pure questa caratteristica della vita dell\u2019antica capitale, la moltitudine, assumer\u00e0 connotati apocalittici nella Roma cristiana. La citt\u00e0 i cui teatri ed anfiteatri avevano accolto folle immense diventer\u00e0 la Roma papale che regolarmente accoglie uomini e donne &#8220;di ogni nazione, razza, popolo e lingua&#8221; (Apocalisse, 7, 9). Fenomeno, questo, che spiega la creazione \u2013 prima al Laterano e poi al Vaticano \u2013 di spazi adeguati ad accogliere le folle di pellegrini provenienti da tutto il mondo, spazi che esprimono continuit\u00e0 con l\u2019antico impero: la basilica San Pietro e l&#8217;antistante piazza infatti ricoprono un circo realizzato nel I secolo dagli imperatori Caligola e Nerone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giganteschi teatri e anfiteatri dell\u2019Urbe, che ancor oggi testimoniano la capacit\u00e0 dell\u2019impero di convogliare folle oceaniche verso un punto, fanno parte dell\u2019esperienza della primitiva Chiesa di Roma. Anche se i convertiti alla nuova fede non dovevano essere assidui frequentatori del teatro e del circo, non potevano certo ignorare il fascino che simili luoghi esercitavano sui loro contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa che non solo l\u2019idea di magnifici spazi di vita collettiva, ma anche quella dello spettacolo \u2013 di raduni per vedere insieme eventi che uniscano mediante l\u2019emozione condivisa da centinaia di migliaia di persone \u2013 faceva parte del bagaglio culturale ed umano della primitiva Chiesa romana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa.espressonline 14 febbraio 2011 Su &#8220;L&#8217;Osservatore Romano&#8221; il cardinale Ravasi e l&#8217;&#8221;archistar&#8221; Paolo Portoghesi criticano i nuovi edifici sacri costruiti in Italia col patrocinio della conferenza episcopale. Perch\u00e9 rompono con la tradizione e deformano la liturgia. Un commento di Timothy Verdon di Sandro Magister<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuove-chiese-il-vaticano-boccia-i-vescovi-italiani\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":22019,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[119,5],"tags":[1437,1729],"class_list":["post-4387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-sacra","category-chiesa","tag-architettura","tag-chiese","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Nuove chiese. 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