{"id":4250,"date":"2010-12-02T00:00:00","date_gmt":"2010-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-11T08:38:08","modified_gmt":"2015-12-11T07:38:08","slug":"la-procreazione-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-procreazione-finita\/","title":{"rendered":"La procreazione &egrave; finita"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Pistoia<\/strong> Palazzo dei Vescovi \u00a05 Novembre 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA PROCREAZIONE E\u2019 FINITA: DALLA LEGGE 194 ALL\u2019ABORTO \u201cFAI-DA-TE\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/procreaz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28738\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/procreaz.jpg\" alt=\"procreaz\" width=\"193\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(conferenza organizzata da: Alleanza Cattolica e Associazione S. Ignazio di Loyola)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">intervento di <strong>Aldo Ciappi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<em>presidente di Scienza&amp;Vita Livorno-Pisa<\/em>)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Breve storia dell\u2019aborto.<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia giuridica del nostro paese, come di tutti gli altri paesi con tradizioni cristiane (ma \u00e8 cos\u00ec anche per gli ordinamenti dei paesi islamici), il procurato aborto \u00e8 sempre stato considerato un fatto illecito penalmente sanzionato, in quanto azione consapevolmente diretta volontariamente a sopprimere la vita di un essere umano nell\u2019utero materno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019antichit\u00e0 e in alcune culture pagane l\u2019uccisione dei bambini, anche nel grembo materno, era spesso legata a pratiche magiche. Rituali di questo tipo sopravvivono ancora oggi in ampie aree del continente africano ma anche a Cuba (riti \u201c<em>woodoo<\/em>\u201d). L\u2019aborto, tuttavia, veniva talvolta praticato, sebbene in violazione delle leggi civili e religiose, anche in paesi civilizzati e convertiti al cristianesimo da parte di soggetti, per lo pi\u00f9 donne, poste ai margini della societ\u00e0 con l\u2019impiego di sostanze venefiche o allucinogene, oppure con strumenti spesso letali per chi vi si sottoponeva (cfr. Francesco Angoli, <em>Storia dell\u2019aborto nel mondo<\/em>\u201d Ed. Segno, Tavagnacco (UD) 2004, p. 8 e ss.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aborto viene per la prima volta legalizzato nel 1917 (insieme all\u2019introduzione del divorzio) con l\u2019avvento del comunismo in Russia, in perfetta linea con l\u2019 utopia marxista da cui esso promanava secondo cui la famiglia, cos\u00ec come la propriet\u00e0, il diritto ecc, \u00e8 una mera costruzione del capitalismo borghese che \u00e8 di ostacolo alla creazione di una societ\u00e0 senza classi e senza divisioni di ruoli per cui deve essere sradicata per far posto alle libere unioni (cfr. Marx, <em>Opere Filos. Giovanili<\/em>, cit. in P.Giorgio Loiacono S.J., \u201c<em>Il marxismo<\/em>\u201d, Ed. Domin.Italiane, Napoli, 1967).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019U.R.S.S. si ricorderanno, oltre ai milioni di morti per fame, per le \u201cpurghe\u201d e nei famigerati \u201cGulag\u201d,\u00a0 anche i milioni di bambini lasciati a marcire negli orfanatrofi di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1937 l\u2019aborto viene introdotto, e anche qui non \u00e8 un caso, nella Germania nazionalsocialista come frutto coerente della politica eugenetica portata avanti con determinazione da Hitler e dal suo entourage fino alle sue estreme conseguenze a tutti note.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dopoguerra l\u2019aborto viene legalizzato in tutti i paesi della \u201ccortina di ferro\u201d in cui l\u2019U.R.S.S. impone <em>manu militari<\/em> il suo \u201cmodello\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la Cina comunista si adegua nel 1957 e la sua politica di ossessiva \u201cpianificazione\u201d familiare la porter\u00e0, con una legge del 1979, a costringere all\u2019aborto le donne in attesa del secondo figlio. Di questa politica hanno fatto le spese milioni di bambine, cui \u00e8 stato negato di nascere, evidentemente ritenute meno utili alla societ\u00e0 cinese (lo stesso fenomeno accade, peraltro, anche in India, altro paese soggetto a una dura pianificazione familiare); uno squilibrio, questo, che, nonostante l\u2019attuale situazione di forte crescita economica di quel paese, non mancher\u00e0 di farsi presto sentire (per conoscere in dettaglio le crudelt\u00e0 praticate sulle donne incinte dal regime cinese si rinvia ai volumi: \u201c<em>Il genocidio censurato<\/em>\u201d di Antonio Socci, Piemme, Casale Monf. 2006, p. 18 e ss., e \u201c<em>Missione Cina, viaggio nell\u2019impero tra mercato e repressione<\/em>\u201d, di Bernardo Cervelliera, Ancora, Milano, 2003).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad aprire la lista dei paesi europei liberi, nel 1967, \u00e8 stata l\u2019Inghilterra, non a caso la patria di Aldous Huxley (figlio di un famoso biologo darwiniano e fratello di Julian, primo Direttore Generale dell\u2019Unesco e instancabile fautore di politiche pianificazione e pro-aborto ancora oggi predominanti in tale organizzazione), autore de \u201c<em>Brave New World &#8211; Il Mondo Nuovo<\/em>\u201d, agghiacciante e profetico romanzo tradotto in tutto il mondo. Infatti, il R.U. \u00e8, oggi, la nazione\u00a0 all\u2019avanguardia nelle pi\u00f9 spregiudicate tecniche di ricerca e sperimentazione sugli esseri umani nella primissima fase di vita: quella embrionale (per una disamina aggiornata cfr. \u201cUn anno alla finestra\u201d di Gianfranco Amato, Fede &amp; Cultura, Verona, 2010).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono la Francia e la Svezia nel 1974 (Legge Veil), l\u2019Olanda, nel 1981, molto pi\u00f9 tardi la Germania (1992), uno degli ultimi arrivati, il Portogallo nel 2007. Un recentissimo balzo in avanti, nella classifica della \u201cfabbrica di angeli\u201d, l\u2019ha fatto la Spagna del socialista Zapatero, dove oggi \u00e8 possibile abortire, senza alcuna restrizione e per motivi eugenetici, fino alla 22ma settimana e anche per le minorenni. In Europa l\u2019aborto resta ancora vietato o consentito con forti limitazioni in Polonia, Irlanda, Malta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al 1973, risale l\u2019introduzione dell\u2019aborto degli U.S.A. con il famoso caso \u201cRoe v. Vade\u201d, fortemente pompato dai potenti mezzi di comunicazione schierati per l\u2019aborto e grazie anche a ricostruzioni fattuali alterate che condizionarono il verdetto della Corte Suprema, come ha riconosciuto la Sig.ra Norma Mc Corvey, protagonista della vicenda, ex femminista oggi pentita e passata nelle file dei movimenti pro life americani, la quale all\u2019epoca sostenne falsamente di essere stata violentata (cfr. Corriere della Sera 19.05.20909, p. 19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli U.S.A., fino alla legge voluta dal Presidente G.W. Bush ed introdotta negli U.S.A. nel 2003, era ammesso il cd. \u201caborto a nascita parziale\u201d, consistente nell\u2019uccisione del bambino in fase avanzata di vita intrauterina mentre \u00e8 estratto dall\u2019utero della madre mediante aspirazione chirurgica del liquido cerebrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Lobbies neomalthusiane e antinataliste<br \/>\n<\/strong><br \/>\nGli U.S.A., dopo la sentenza della Suprema Corte che autorizz\u00f2 in tutti gli stati federali l\u2019aboprto, diventarono sempre pi\u00f9 il motore del movimento abortista internazionale attraverso potenti associazioni\u201conlus\u201d, a carattere mondialista (come la Fondazione Rockfeller, l\u2019 A.B.C.L. &#8211; American Birth Control League dell\u2019attivista femminista Margaret Sander, che confluir\u00e0 nell\u2019 I.P.P.F &#8211; International Parenthood Planning Family), cui devono agiungersi alcune agenzie ONU (quali l\u2019U.N.F.P.A. &#8211; United Nation Family Planning Aids, l\u2019U.N.I.C.E.F.),\u00a0 che a tutt\u2019oggi promuovono le politiche di pianificazione e sterilizzazione di massa, con particolare riguardo nei paesi in via di sviluppo dove gli aiuti economici vengono condizionati alla loro adozione da parte dei rispettivi governi (anche l\u2019Unione Europea, persino sotto la presidenza del cattolico Romano Prodi, adotta e finanzia politiche di pianificazione demografica verso i paesi del terzo mondo; cfr. Eugenia Roccella-Lucetta Scaraffia, \u201c<em>Contro il Cristianesimo-l\u2019O.N.U. e l\u2019U.E. come nuova ideologia<\/em>\u201d, p. 95 e ss., Piemme, Milano 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione della mentalit\u00e0 antinatalista e abortista, oltre che ad un femminismo ideologizzato di matrice comunista e radicale, resta legata anche all\u2019azione capillare e costante di alcuni influenti circoli \u201cneomalthusiani\u201d (dal Rev. Thomas Robert Malthus \u2013 1776-1834) di cui merita far menzione almeno il \u201cClub di Roma\u201d, che nel 1972 present\u00f2 un famoso studio (\u201c<em>The limits of Growth<\/em>\u201d) basato su una simulazione al computer che ebbe una risonanza mondiale, bench\u00e9 fosse stato scientificamente stroncato dal pur schierato, in senso \u201cprogressista\u201d, The Economist (cfr. Colin Clarks \u201c<em>Il mito dell\u2019esplosione demografica<\/em>\u201d, p. 41-42, Ares, Milano 1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi circoli, i cui componenti erano infiltrati nei gangli del potere, sono riusciti pian piano a creare nell\u2019opinione pubblica occidentale una vera e propria psicosi della \u201cbomba demografica\u201d, giungendo ad influenzare, prima nei paesi avanzati e poi in quelli sottosviluppati, decisioni politiche in materia familiare in senso fortemente antinatalista e di controllo demografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo pesante clima culturale, sostenuto da questi centri di potere, dalla stampa, dai radicali di Pannella, Bonino, Rutelli &amp; c., grazie ad una propaganda ossessiva fondata su dati enormemente gonfiati sull\u2019aborto clandestino e sulla mortalit\u00e0 femminile, e grazie anche ad un atteggiamento quantomeno remissivo di una parte non marginale del mondo politico cattolico (cfr. F. Angoli, op. cit. 22 e ss.), l\u2019aborto approda anche in Italia con la legge n. 194 del 22 maggio 1978, intitolata: \u201c<em>Norme per la tutela sociale della maternit\u00e0 e sull\u2019interruzione volontaria della gravidanza<\/em>\u201d e che porta la firma in calce di tre politici democristiani (Giovanni Leone, Presidente della Repubblica, Giulio Andreotti Presidente del Consiglio e Francesco Paolo Bonifacio Ministro di Grazia e Giustizia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. L\u2019aborto in Italia: le \u201cpremesse\u201d della Corte Costituzionale e la L. 194\/1978<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aborto procurato, in Italia, era sanzionato dalle norme di cui al titolo X\u00b0 (\u201cDei delitti contro l\u2019integrit\u00e0 e la sanit\u00e0 della stirpe\u201d) del libro II\u00b0 del codice penale, risalente al 1930, espressamente abrogate dall\u2019art. 22 della L. 194\/78.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giurisprudenza, ricorrendo ampiamente all\u2019istituto dello \u201cstato di necessit\u00e0\u201d, dichiarava tuttavia, non senza una talvolta eccessiva \u201clarghezza di vedute\u201d, non punibile l\u2019 aborto quando esso era ritenuto necessario per salvare la vita o la salute della madre in grave pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1975 la Corte Costituzionale, presieduta dallo stesso Prof. Bonifacio, che diventer\u00e0 pi\u00f9 tardi Ministro della Giustizia, aveva preparato il terreno con un\u2019 importante sentenza (la n. 27 del 18.02.1975) nella quale, pur confermando il fondamento costituzionale della tutela del concepito ai sensi dell\u2019art. 2 (diritti inviolabili dell\u2019uomo\u2026), si affermava che \u201c\u2026 <em>non esiste equivalenza tra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi \u00e8 gi\u00e0 persona, come la madre, e la salvaguardia dell\u2019embrione, che persona deve ancora diventare<\/em>\u201d, cos\u00ec aprendo alla possibilit\u00e0 che la gravidanza venisse interrotta ogni volta che la sua prosecuzione \u201c<em>implichi il danno o pericolo grave, medicalmente accertato \u2026 e non altrimenti evitabile, per la salute della donna<\/em>\u201d, con la conseguente dilatazione della nozione di \u201c<em>stato di necessit\u00e0<\/em>\u201d (non pi\u00f9 legato alla rigorosa condizione dell\u2019attualit\u00e0 del pericolo ed al presupposto di un\u2019equivalenza delle posizioni giuridiche da tutelarsi) come causa di non punibilit\u00e0 dell\u2019aborto (cfr. Alfredo Mantovano, \u201c<em>L\u2019aborto nell\u2019ordinamento giuridico della Repubblica Italiana\u201d<\/em>, in \u201c<em>Voci per un dizionario del pensiero forte<\/em>\u201d, a cura di Giovanni Cantoni, p. 15 e ss., ed. Cristianit\u00e0, 1997).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge 194 del 28.\u00ec maggio 1978, sotto l\u2019acronimo politicamente corretto di \u201cI.V.G.\u201d (\u201cinterruzione volontaria della gravidanza\u201d), disciplina l\u2019aborto suddividendo \u201c<em>in modo del tutto arbitrario la vita intrauterina in tre periodi e fissando per ciascuno di essi una differente disciplina e avendo come esclusivo criterio di riferimento i rischi per la salute della donna<\/em>\u201d\u00a0 (cfr. Mantovano, op. cit. p. 16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi 90 gg. di gestazione (art. 4 e 5) l\u2019aborto, di fatto, \u00e8 ammesso senza limiti: basta la semplice dichiarazione della donna raccolta dal consultorio, dalla struttura sanitaria o dallo stesso medico di fiducia, di voler interrompere la gravidanza in atto per una qualsiasi ragione, oggettiva o soggettiva, che implichi un <em>\u201c<strong>serio pericolo<\/strong><\/em>\u201d &#8211; che nessuno ha mai accertato e che, probabilmente, nessuno potrebbe mai accertare, data l\u2019assoluta genericit\u00e0 dell\u2019aggettivo associabile a qualunque interpretazione soggettiva; cfr. Massimo Ermini, \u201c<em>Regole di Bioetica<\/em>\u201d, Plus, Pisa, 2005, p. 135 e ss. &#8211; per la propria salute fisica o psichica affinch\u00e9 la richiesta sia senz\u2019altro accolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo periodo (tra il quarto mese di gravidanza e la possibilit\u00e0 di vita autonoma del feto) \u00e8 consentito l\u2019aborto cd. \u201cterapeutico\u201d, inteso in un senso molto lato, ovvero per motivi legati alla salute anche psichica della donna che potrebbe venir\u00a0 messa in pericolo, per esempio, dalla notizia di un\u2019eventuale malformazione del \u201cfeto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel terzo periodo, che va dalla possibilit\u00e0 di vita autonoma alla nascita, l\u2019aborto \u00e8 consentito solo se \u00e8 in pericolo la vita della donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa legge si riproponeva (demagogicamente) \u201c<em>di azzerare gli aborti terapeutici, di ridurre gli aborti spontanei, di assistere quelli clandestini<\/em> (\u2026) <em>di aiutare la maternit\u00e0 e tutelare la vita umana sin dall\u2019inizio<\/em>\u201d (cfr. la relazione alla legge dall\u2019On. Giovanni Berlinguer), offrendo con i consultori ogni tipo di aiuto atto \u201c<em>a rimuovere le cause che la potrebbero indurre la donna alla interruzione della gravidanza<\/em>\u2026 (v. art. 2, lett. d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene che, nella prassi corrente, ad oltre 30 anni dalla sua entrata in vigore, questa parte della legge non solo non \u00e8 mai stata applicata ma non \u00e8 stata neppure presa in considerazione dalle strutture pubbliche. I C.A.V., come tutti sanno, sono lasciati fuori dai consultori perch\u00e9 potrebbero influenzare la decisione della donna (sic!)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciando quelli clandestini che, a migliaia ogni anno, continuano a praticarsi nell\u2019indifferenza generale in rispettabili cliniche private frequentate dalle signore V.I.P. che, ovviamente, preferiscono mantenere l\u2019anonimato, le statistiche ufficiali annualmente aggiornate fornite dal Ministero della Salute parlano di oltre 5.000.000 aborti: un popolo che manca all\u2019appello sparito nel nulla, o meglio nelle discariche dei rifiuti speciali, all\u2019origine del collasso demografico di questo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019applicazione giurisprudenziale di questa legge ha poi modellato nel tempo l\u2019 \u201cinterruzione volontaria della gravidanza\u201d come <strong>vero e proprio diritto soggettivo insindacabile della donna<\/strong> la cui violazione, ad esempio a seguito di un errore o una svista del medico che non abbia rilevato tempestivamente l\u2019esistenza di una malformazione del feto impedendone cos\u00ec la soppressione, ha come conseguenza, per esso, la condanna ad un pesante risarcimento danni a favore della donna \u201ccostretta\u201d ad accettare una vita non voluta (tra le tante, v. Cass. civ. Sez. III, 04-01-2010, n. 13, in \u201cContratti\u201d, 2010, 7, 662 nota di DE FEO, secondo cui l&#8217;omessa rilevazione, da parte del <strong><em>medico<\/em><\/strong> specialista, della presenza di gravi malformazioni nel <strong><em>feto<\/em><\/strong>, e la correlativa mancata comunicazione di tale dato alla gestante, deve ritenersi circostanza idonea a porsi in rapporto di causalit\u00e0 con il mancato esercizio, da parte della donna, della facolt\u00e0 di interrompere la gravidanza, in quanto deve ritenersi rispondente ad un criterio di regolarit\u00e0 causale che la donna, ove adeguatamente e tempestivamente informata della presenza di una <strong><em>malformazione<\/em><\/strong> atta ad incidere sulla estrinsecazione della personalit\u00e0 del nascituro, preferisca non portare a termine la gravidanza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. La \u201c<em>banalizzazione<\/em>\u201d dell\u2019aborto, strumento di controllo delle nascite.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, come era intuibile, la prassi dell\u2019aborto clandestino, purtroppo presente, anche se non certo con i numeri della propaganda abortista, in taluni ambienti sociali e culturali (tra l\u2019altro, spesso, tra loro disomogenei), ritenuta comunque illecita in gran parte della coscienza sociale, dopo la liberalizzazione \u00e8 stata accettata, via via, come una cosa del tutto normale sul presupposto che ci\u00f2 che \u00e8 consentito dalla legge coincide alla fine con ci\u00f2 che \u00e8 legittimo e quindi giusto fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare un esempio banale: la violazione delle leggi fiscali, come ognuno sa, \u00e8 un fenomeno assai diffuso a tutte le latitudini e tuttavia a nessuno, solo per questo, \u00e8 venuto mai in mente di abolirle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se, per pura ipotesi, ci\u00f2 accadesse, certamente ben pochi continuerebbero a sostenere le casse dello Stato in base ad un mero imperativo morale (non fosse altro che in ragione della pessima qualit\u00e0 dei servizi da esso resi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione della legge, dunque, \u00e8 quello di promuovere un modello di condotta etica oggettivamente positivo e degno di tutela. Se cade la legge viene meno anche il principio e, con esso, gradualmente, la percezione etica e che tale norma evidenziava (cfr. Massimi Ermini, op. cit. p. 135 e ss.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un gravissimo <em>vulnus<\/em>, pertanto, \u00e8 stato arrecato dalla legge 194 nella percezione della generalit\u00e0 su che cosa sia, ontologicamente, un aborto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso, da drammatica realt\u00e0 di una vita ai suoi albori spezzata per sempre, \u00e8 stato relegato a seriale operazione chirurgica sbrigata nel grigiore di una stanza di ospedale da distratti dipendenti sanitari in camice bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, la pratica dell\u2019aborto sin dall\u2019inizio \u00e8 rimasta svincolata da ogni serio controllo sia dal punto di vista\u00a0 sanitario che dal punto di vista giuridico, ed \u00e8, pertanto, divenuto uno strumento estremo di controllo delle nascite cui si pu\u00f2 ricorrere in libert\u00e0 ogni qual volta vi sia una gravidanza indesiderata, senza che si debba addurre alcuna specifica motivazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ormai consolidato stadio di \u201c<strong><em>banalizzazione<\/em><\/strong>\u201d della morte nella coscienza individuale \u2013 da tutti sperimentabile ogni giorno, non solo con riguardo all\u2019aborto, ma pi\u00f9 in generale, nella crescente indifferenza di fronte all\u2019incalzare di episodi di cronaca sempre pi\u00f9 agghiaccianti &#8211; sta compiendo, per\u00f2, un ulteriore salto di qualit\u00e0, ovviamente in peggio, con il ricorso all\u2019aborto farmacologico (RU486), e con la cd. \u201ccontraccezione di emergenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. L\u2019aborto farmacologico: RU486, Norlevo, Ella One.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 \u201cRU486\u201d \u00e8 un ritrovato abortivo, inventato da un medico francese (Etienne Emile Baulieu), che non prevede alcun intervento diretto del personale medico sul corpo della donna, la quale si limita ad assumere, su prescrizione del medico nella struttura sanitaria, un potente veleno (mifepristone) che causa la morte dell\u2019embrione nelle primissime fasi del suo sviluppo cui segue, previa assunzione di una seconda pillola a base di prostraglandine), la sua espulsione, talvolta a distanza anche di parecchi giorni e con dolorose contrazioni e sanguinamenti (salvo complicazioni in alcuni casi addirittura letali; cfr. Renzo Puccetti, \u201c<em>L\u2019uomo indesiderato<\/em>\u201d, p. 103 e ss., S.E.F. 2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo sistema, senza neppure la contropartita di una maggiore sicurezza dal punto di vista della propria salute (secondo dati del New England Journal of Medicine, la mortalit\u00e0 \u00e8 ben 10 volte superiore a quella di un aborto chirurgico; cfr. Renzo Puccetti op. ult. citata, p. 107,), si tenta di far credere alle donne di poter \u201ctranquillamente\u201d abortire tra le mura domestiche. Ma questo non \u00e8 vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve qui accennare, sia pure en passant, alle vicende che hanno preceduto l\u2019ingresso in Italia della RU486, tra cui la cessione gratuita del brevetto del farmaco da parte della casa farmaceutica Exelgyn per il timore di nuove cause civili alla stessa intentate negli USA, ma soprattutto gli almeno 15 casi accertati di donne decedute per gli effetti \u201ccollaterali\u201d della sua assunzione. Per una pi\u00f9 ampia esposizione si rinvia a: \u201c<em>La favola dell\u2019aborto facile, miti e realt\u00e0 della pillola RU486<\/em>\u201d, di Assuntina Morresi ed Eugenia Roccella, Angeli, 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta certi professionisti della mistificazione, che un tempo affermavano di voler sconfiggere l\u2019aborto clandestino portandolo alla luce del sole, questa volta si sono riposizionati su uno slogan di segno esattamente opposto: l\u2019aborto deve essere ricondotto ad un fatto privato della donna, da consumarsi nell\u2019 anonimato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mettere un freno alla pillola abortiva (il \u201c<em>pesticida umano<\/em>\u201d come lo defin\u00ec Jerome Lejeune) \u00e8 stato il Consiglio Superiore della Sanit\u00e0, con un parere del 18.03.2010, il quale ha affermato che tale metodo abortivo non pu\u00f2 aggirare le regole imposte dalla L. 194 secondo cui l\u2019intero iter di ogni interruzione della gravidanza deve avvenire all\u2019interno della struttura sanitaria e sotto il diretto controllo del personale medico, a tutela della salute della donna, pena severe sanzioni (cfr. artt. 5, 8, 19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sa bene, invece, che ci\u00f2 non avviene. Nella maggior parte dei casi, infatti, si fa firmare alla donna una dichiarazione con cui la stessa, dimettendosi, si assume ogni responsabilit\u00e0 nei confronti del servizio sanitario per il caso di complicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle donne, che una volta si diceva di voler liberare dalle \u201cmammane\u201d, oggi si vuol far credere che possono da sole risolvere il \u201cproblema\u201d; bastano un paio di compresse e op-l\u00e0! Il figlio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A che servono, infatti, tante formalit\u00e0, si chiedono gli abortisti. Perch\u00e9 dover arrossire davanti alla caposala pettegola del vicino ospedale? Perch\u00e9 incrociare il callido sguardo del medico pagato per spegnere vite umane quando si pu\u00f2 fare tutto nel silenzio del bagno di casa propria, senza che lo sappia nessuno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si cerca di minimizzare l\u2019aborto relegandolo nel chiuso delle quattro mura domestiche come se il semplice gesto di ingoiare una pillola di veleno potesse esorcizzare la realt\u00e0 dell\u2019annullamento di una vita al suo <em>incipit <\/em>che tale gesto comporta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ogni donna, in cuor suo, sa che cos\u00ec non \u00e8, e se cade nell\u2019 inganno ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche ai condizionamenti di una societ\u00e0 che ha perduto il senso del male e del peccato e che ha in odio il grandioso compito che la natura le ha affidato: formare una nuova vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non p\u00f9\u00f2 esistere, quindi, aborto \u201cfacile\u201d, come pure non esiste se non nella neolingua orwelliana, una \u201ccontraccezione di emergenza\u201d, ovvero la cd. \u201cpillola del giorno dopo\u201d \u201c(Norlevo\u201d o \u201cElla One\u201d, l\u2019ultimo ritrovato farmacologico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa altro non \u00e8 che una ancor pi\u00f9 camuffata forma di aborto (eventuale, perch\u00e9 la sostanza viene assunta, poco tempo dopo il rapporto sessuale, \u201cal buio\u201d, ossia senza fare prima il test di gravidanza) di un essere umano che ha appena iniziato il suo viaggio nella vita il quale viene, per\u00f2, stoppato al momento di annidarsi nell\u2019utero materno ed espulso nel pi\u00f9 completo anonimato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Conclusioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sempre pi\u00f9 sofisticati strumenti di morte rischiano di lasciare sempre pi\u00f9 sola la donna nel dramma interiore di un atto disperato e innaturale le cui conseguenze, sul piano psicologico, ella si porter\u00e0 dietro per sempre come comprovano recenti studi statistici condotti su donne che hanno abortito (cfr. Renzo Puccetti. \u201c<em>Anche la donna \u00e8 vittima<\/em>\u201d, Il Timone, n., 86 sett.ott.. 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo la ritrovata cultura dell\u2019accoglienza responsabile verso ogni nuova vita e la coscienza del ruolo fondamentale della genitorialit\u00e0, che le istituzioni devono proteggere e sostenere prima di ogni altra cosa, potranno salvare la nostra societ\u00e0 dal collasso demografico in atto, frutto proprio di una mentalit\u00e0 anti-natalista lentamente permeata nel profondo delle coscienze degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo passo, decisivo ed urgente, nella direzione suddetta, \u00e8 quello diretto ad introdurre una legge che riconosca la capacit\u00e0 giuridica al concepito, cos\u00ec modificando l\u2019attuale formulazione dell\u2019 articolo 1 del codice civile, risalente all\u2019ormai lontano 1942, che la subordina all\u2019evento della nascita; modifica per la quale vi sono gi\u00e0 proposte di legge giacenti in Parlamento in attesa di essere discusse (cfr. disegno legge S. 1915 del 1.12.2009, presentato sai Sen. Gasparri, Quagliarello e Bianconi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pistoia Palazzo dei Vescovi \u00a05 Novembre 2010 LA PROCREAZIONE E\u2019 FINITA: DALLA LEGGE 194 ALL\u2019ABORTO \u201cFAI-DA-TE\u201d (conferenza organizzata da: Alleanza Cattolica e Associazione S. 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