{"id":4248,"date":"2010-12-02T00:00:00","date_gmt":"2010-12-01T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-11T08:35:00","modified_gmt":"2015-12-11T07:35:00","slug":"creazione-generazione-e-produzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/creazione-generazione-e-produzione\/","title":{"rendered":"Creazione, generazione e produzione"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/tecnoscienza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28736\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/tecnoscienza.jpg\" alt=\"tecnoscienza\" width=\"250\" height=\"189\" \/><\/a>Studi Cattolici<\/strong> n.596 ottobre 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;uomo della tarda modernit\u00e0 sembra non pi\u00f9 fruire della posizione d&#8217;eminenza definita in altre epoche della sua storia: l&#8217;erosione, intuita gi\u00e0 dalle correnti strutturaliste negli anni Sessanta e Settanta del passato secolo, trova a terzo millennio inoltrato riscontri manifesti in numerosi teorici delle tecnoscienze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In queste pagine Herv\u00e9 Pasqua, rettore dell&#8217;lnstitut Catholique di Rennes e docente di Filosofia nell&#8217;Universit\u00e0 della Borgogna, delinea i tratti salienti delle antropologie nuove che vanno maturando sulla scorta degli sviluppi tecnico-scientifici. In particolare l&#8217;autore mostra come la perdita di fondamentali categorie dell&#8217;ontologia classico-cristiana porti l&#8217;uomo a farsi esperimento continuo di s\u00e9, nel folle progetto di realizzarsi come oltreuomo chiuso alla trascendenza divina<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Herv\u00e9 Pasqua<br \/>\n<\/strong>(Traduzione di Andrea Vannicelli)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">La nozione di creazione postula che tutti gli esseri hanno la loro origine al di fuori di loro stessi, rifiutando l&#8217;idea che la loro origine sia in s\u00e9 medesimi. Se l&#8217;origine di tutte le cose fosse nelle cose stesse, infatti, la totalit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 sarebbe un inizio senza fine, un&#8217;eterna nascita impersonale di s\u00e9. Generato e non creato, il Cosmos occuperebbe il posto del Logos, cio\u00e8 del Figlio, nella teologia trinitaria.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filiazione umana si presenta da un lato come avente in comune con la filiazione divina il fatto d&#8217;essere personale; dall&#8217;altro, si distingue da essa come anche la creazione si distingue dalla generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorremmo mostrare, in questa breve riflessione, che il concetto di filiazione umana conferma questa tesi. Di fatto, la filiazione ha la sua origine fuori di s\u00e9 e si afferma perci\u00f2 come opera di una creatura generata e creata. Rifiuta l&#8217;auto-fondazione e contraddice la morte del Padre, cio\u00e8 la morte di\u00a0 Dio. Nulla viene da noi. Non possediamo niente che non abbiamo ricevuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascere, non vuoi dire venire dal nulla. Non \u00e8 possibile disgiungere la nascita dal passato, dall&#8217;origine. Si tratta di un&#8217;origine biologica. Il dono della vita \u00e8 una trasmissione che passa attraverso l&#8217;atto naturale della riproduzione. La procreazione umana si distingue per\u00f2 dalla procreazione animale perch\u00e9 \u00e8 un atto libero e amorevole. Consiste in un atto etico aperto alla vita che un altro uomo \u00e8 in diritto di ricevere. In questo senso, la generazione naturale si distingue dalla produzione tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trasmissione della vita presuppone il dono. Il dono della vita si distingue da chi la dona e da chi la riceve. Negare questa distinzione vuoi dire ridurre il dono a una donazione astratta che si confonderebbe con la vita in generale. La vita verrebbe allora ridotta a una forza cieca costitutiva di tutto ci\u00f2 che vive, senza tener conto delle differenze tra gli esseri viventi. Si tratterebbe di una totalit\u00e0 anonima contro la quale la differenza sarebbe da costruire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza, nella fattispecie, non sarebbe data, ma da farsi: si tratterebbe di un progetto. La \u00abteoria del genere\u00bb si pone in questa prospettiva, sostenendo che la differenza sessuale non \u00e8 determinante per la filiazione. La differenza naturale tra maschile e femminile potrebbe far posto a un progetto culturale fondato sul semplice riconoscimento di un&#8217;alterit\u00e0, qualunque essa sia. In questo contesto si \u00e8 sostenuta la \u00abmorte del Padre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 risultata l&#8217;idea che la filiazione deve bastare a s\u00e9 stessa. L&#8217;uomo sarebbe per s\u00e9 medesimo il dono di s\u00e9 stesso. L&#8217;essere \u00e8 sostituito dal fare. Non esisterebbe un antecedente. Ci\u00f2 che esiste, esisteva gi\u00e0: la vita perci\u00f2 sarebbe fonte anonima di s\u00e9 stessa, una sorta di nascita continua. Vorremmo brevemente mostrare che tale concezione, alla base delle attuali teorie sulla filiazione, poggia su cattive basi e conduce a <em>un&#8217;impasse.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La distinzione fra \u00abpraxis\u00bb &amp; \u00abpoiesis\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel parlare d&#8217;azione, occorre distinguere tra agire e produrre, <em>praxis <\/em>e <em>po&#8217;iesis. <\/em>La <em>praxis <\/em>differisce dalla <em>po\u00ecesis: <\/em>l&#8217;agire non corrisponde al fare. La finalit\u00e0 della <em>poiesis \u00e8 <\/em>la produzione di una realt\u00e0 esterna al soggetto. Produzione di qualcosa di bello, come nel caso dell&#8217;artista che produce un&#8217;opera d&#8217;arte: la statua, il quadro, la cattedrale, sono presenti davanti a me, sono offerti alla mia contemplazione. La <em>po\u00ecesis <\/em>pu\u00f2 anche essere produzione di qualcosa di utile, come nel caso dell&#8217;artigiano che fabbrica un mobile, un tavolo, una sedia, oggetti che sono davvero davanti a me, offerti al mio uso personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La finalit\u00e0 della <em>praxis <\/em>rimane invece all&#8217;interno del soggetto che agisce, come nel caso dell&#8217;uomo buono, ed \u00e8 di natura etica: agendo bene, per esempio facendo l&#8217;elemosina, l&#8217;uomo diventa pi\u00f9 generoso. Questa distinzione, applicata alla generazione umana, permette di capire che essa comprende sia <em>praxis <\/em>sia <em>po\u00ecesis. <\/em>Da un lato i genitori, generando un bambino, danno vita a un altro uomo: l&#8217;effetto della loro azione \u00e8 a loro esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto per\u00f2, dando la vita, diventano essi stessi genitori: l&#8217;effetto della loro azione rimane in loro. Generare significa dare la vita senza perderla. Nel darla, il genitore non diventa un altro, il suo essere non passa in colui al quale lo dona. Il dono della vita non cancella la differenza tra chi la dona e chi la riceve. L&#8217;atto del dono non \u00e8 ontologico, ma etico: \u00e8 un atto di generosit\u00e0 conforme al bene <em>diffusivum sui <\/em>(che cio\u00e8 si diffonde per sua natura). Non \u00e8 un passare dall&#8217;essere dell&#8217;uno a quello dell&#8217;altro, poich\u00e9 l&#8217;essere \u00e8 ci\u00f2 che non passa. Chi riceve la vita, la riceve con un atto d&#8217;essere che gli \u00e8 proprio. \u00abVivere, per un essere vivente, significa essere\u00bb (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dare la vita a un altro uomo, l&#8217;uomo e la donna si arricchiscono sul piano umano: diventano padre e madre. Approfondire tale riflessione \u2014 cosa che non ci \u00e8 possibile fare i questa sede \u2014 mostrerebbe che senza paternit\u00e0 non pu\u00f2 darsi filiazione. La \u00abmorte del padre\u00bb, intesa come assenza di un&#8217;origine, comporta la morte di qualsiasi possibile filiazione. Non si da figlio senza padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nichilismo risulta dalla negazione d&#8217;ogni origine. La parola <em>nihilum <\/em>\u00e8 suggestiva al riguardo, se \u00e8 vero che la sua etimologia rinvia all\u2019<em>hilum, <\/em>ovverosia al filo grazie al quale ci\u00f2 che \u00e8 si riannoda all&#8217;origine del proprio essere. Il filo della filiazione pone ogni essere vivente in stato di dipendenza dai suoi genitori. La filiazione umana si caratterizza altres\u00ec per il fatto che l&#8217;uomo e la donna possono decidere liberamente di dare alla luce un bambino. La libert\u00e0 non \u00e8 ci\u00f2 che si oppone alla natura, cio\u00e8 all&#8217;essenza. Opporre libert\u00e0 e natura, significa opporre l&#8217;uomo alla sua essenza.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, l&#8217;uomo non sarebbe pi\u00f9 come nasce, ma come progetterebbe di essere. L&#8217;esistenza diventerebbe proiezione; l&#8217;uomo risulterebbe strappato a s\u00e9 stesso, gettato fuori e abbandonato a s\u00e9 senza alcun legame che lo riconduca a una qualunque origine. Essere libero significherebbe allora nascere a s\u00e9: io sarei il prodotto della mia azione. \u00abFare e, facendo, produrmi\u00bb, tale \u00e8 il motto del progetto prometeico mediante il quale l&#8217;uomo prende il posto di Dio creatore.<\/p>\n<p>Questo progetto lo ritroviamo nel postmodernismo tecnoscientifico. \u00c8 rafforzato dal progresso scientifico e tecnologico che permette di sperare che l&#8217;uomo sar\u00e0 prodotto e non generato. La libert\u00e0, in quest&#8217;ottica, \u00e8 materialmente, fisicamente, biologicamente operativa, vale a dire capace di attualizzare tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile: essere vuoi dire poter essere prodotto. La libert\u00e0 \u00e8 messa al servizio dell&#8217;autonomia della persona.<\/p>\n<p>Tuttavia le persone non s&#8217;identificano pi\u00f9 con gli esseri umani, vale a dire con gli \u00abanimali dotati di ragione\u00bb. L&#8217;umano si riduce a una specie biologica, apparsa nel corso dell&#8217;evoluzione, ma potrebbero esserci persone biologicamente diverse dagli attuali umani. Perci\u00f2 gli umani che desidereranno modificare la propria forma corporale o la loro eredit\u00e0 biologica in funzione delle loro scelte saranno ridotti allo stato di artefatto.<\/p>\n<p>Il postmodernismo tecnoscientifico apre la porta alla possibilit\u00e0 di una ri-creazione cosmica. \u00abSe la natura umana non ha pi\u00f9 nulla di sacro (vale a dire se non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 natura umana)\u00bb, scrive H. T. Engelhart nel 1986, \u00abnon ci sono ragioni perch\u00e9 essa non venga radicalmente modificata&#8230;\u00bb. Cambiamenti profondi sono inevitabili, secondo Engelhart, e non c&#8217;\u00e8 motivo di pensare che solo una specie deriver\u00e0 dalla nostra. I presupposti e le conseguenze di una tale concezione sono evidenti: portano al rifiuto di una natura umana che rinvierebbe a un Creatore. Si tratta, in fin dei conti, di un nichilismo che nega tutto ci\u00f2 che \u00e8. La sua formula \u00e8: fare, rompendo ogni legame che tesse l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>I teorici della cultura tecnoscientifica credono nella capacit\u00e0 di migliorare e di trasformare radicalmente la condizione umana, che da loro non viene pi\u00f9 giudicata come immodificabile. Professano cos\u00ec una fede inedita nell&#8217;avvenire, che riposa esclusivamente sul progresso della tecnica. Questo progresso consiste in una crescente individuazione degli oggetti tecnici e dell&#8217;uomo come produzione anch&#8217;esso tecnica, e tende alla assolutizzazione della tecnica la quale consacra la totale autonomia di ci\u00f2 che \u00e8 autoproduzione.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto tecnico finisce allora con l&#8217;imporre le proprie norme alla condotta umana, norme che sarebbero oggettive e universali in virt\u00f9 di una \u00abnormativit\u00e0 intrinseca e assoluta\u00bb (2). La libert\u00e0 consiste, secondo questa sinistra prospettiva, nello scegliere le norme che orientano il progresso e la ricerca. I grandi progetti tecnoscientifici riguardano ormai non tanto la potenza o la gloria di una determinata nazione <em>\u2014 <\/em>come accadde con i progetti di egemonia mondiale del nazismo e del comunismo \u2014 quanto piuttosto l&#8217;evoluzione della specie umana.<\/p>\n<p><strong>Se il nuovo diventa criterio del vero<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Certo, l&#8217;emancipazione consentita dallo sviluppo della tecnoscienza risiede nelle sue virt\u00f9 liberatrici rispetto alle servit\u00f9 materiali della condizione \u00abincarnata\u00bb dell&#8217;uomo. Tuttavia il carattere \u00aboggettivo e universale\u00bb della nuova normativit\u00e0 che essa impone non \u00e8 mai definitivo, poich\u00e9 lo sviluppo tecnoscientifico \u00e8 sempre in movimento e in evoluzione. Il nuovo \u00e8 qui criterio del vero. Detto altrimenti, non c&#8217;\u00e8 una verit\u00e0 permanente e immutabile. Una societ\u00e0 che si adegua a questo sviluppo \u00e8 quindi chiamata a inventarsi forme e norme sempre nuove. Ragion per cui essa rifiuta qualsiasi affermazione \u00abidentitaria\u00bb della verit\u00e0, qualsiasi istituzione come la Chiesa, depositaria della verit\u00e0 rivelata e immutabile, e inventa un&#8217;inedita forma d&#8217;intolleranza: l&#8217;intolleranza proveniente dall&#8217;imperativo del cambiamento tecnoscientifico.<\/p>\n<p>Il dottor Frankenstein aveva concepito il progetto di una produzione dell&#8217;uomo attraverso la sua disorganizzazione, in vista della sua riorganizzazione. Oggi Frankenstein \u00e8 diventato un clone. Il clonaggio umano si scontra per\u00f2 con un problema di natura metafisica, quello di un doppio esatto dell&#8217;uomo, che sarebbe un altro s\u00e9 stesso. \u00c8 proprio questo problema dell&#8217;altro che riguarda la questione della salvezza. La salvezza, in questa ottica, consiste in effetti nel diventare un altro, <em>nell&#8217;ex-s\u00ecstere <\/em>uscendo da s\u00e9 mediante la pratica di un distacco ontologico. Le modalit\u00e0 tecnoscientifiche sono tali che l&#8217;idea di creazione \u00e8 rifiutata. Eppure la filiazione mette in luce la necessaria articolazione dello stesso e dell&#8217;altro. Essa squalifica la volont\u00e0 di ricondurre l&#8217;altro allo stesso e abbandona l&#8217;altro alla sua alterit\u00e0.<\/p>\n<p>La filiazione \u00e8 collegata per natura, vale a dire per essenza \u2014 poich\u00e9 la nascita ha a che fare con l&#8217;essenza \u2014 a un padre e a una madre. Il legame tra il padre, la madre <em>e <\/em>il figlio o la figlia \u00e8 un legame che permette di capire che l&#8217;uomo non \u00e8 un individuo isolato, ma che \u00e8 uno <em>zoon politikon, <\/em>un essere vivente sociale. Ragion per cui \u00e8 la famiglia la cellula costitutiva della societ\u00e0, non l&#8217;individuo. \u00c8 il progetto prometeico che vuoi fare dell&#8217;uomo un dio, facendone un essere autosufficiente e autofondato, a rimettere in discussione il riconoscimento del legame naturale che unisce padre, madre e figlio.<\/p>\n<p>La filiazione non \u00e8 una differenziazione che crea un altro senza riferimento allo stesso. L&#8217;identit\u00e0 famigliare \u00e8 il fondamento dell&#8217;identit\u00e0 sociale. Tuttavia tale identit\u00e0 a sua volta \u00e8 un&#8217;identit\u00e0 vivente, non una totalit\u00e0 negatrice. \u00c8 un&#8217;unione che unisce tra di loro coloro che sono altri e che si rapportano a un&#8217;origine comune. In origine, c&#8217;\u00e8 l&#8217;unione feconda di due esseri diversi e non l&#8217;unit\u00e0 sterile di uno stesso essere. Quest&#8217;origine suppone la differenza dei sessi, una differenza naturale e non culturale, cio\u00e8 non soltanto biologica, ma essenziale; e, in un certo senso, essenziale perch\u00e9 biologica.<\/p>\n<p>Il dibattito attuale sulla differenza dei sessi, trattata come se essa fosse una tra l&#8217;infinit\u00e0 delle differenze possibili, dibattito che rende ogni identit\u00e0 sospetta e ogni unione dubbia, conduce alla \u00abteoria del genere\u00bb: ogni genere sarebbe opera della cultura e non della natura.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, la filiazione corrisponderebbe a un progetto da mettere in atto e risulterebbe da una produzione escludente la generazione naturale, vale a dire l&#8217;unione naturale dei sessi, a vantaggio di una produzione tecnica. Un figlio non sarebbe pi\u00f9 una parte di s\u00e9 stesso, grazie al quale il padre e la madre perpetuano la discendenza; non sarebbe il frutto di una procreazione, bens\u00ec di una produzione programmata. Non serve pi\u00f9 che ci sia un genitore perch\u00e9 ci sia un padre, n\u00e9 una genitrice perch\u00e9 ci sia una madre e perch\u00e9 nasca un figlio. Basterebbe che il figlio fosse istituito dal diritto di nascere o di non nascere.<\/p>\n<p>I figli non avrebbero di conseguenza pi\u00f9 necessit\u00e0 di credere che i genitori siano l&#8217;unica fonte della loro vita, poich\u00e9 la \u00abvita\u00bb, come il \u00abGrande Veicolo\u00bb del buddhismo, \u00e8 essa stessa ci\u00f2 che si trasmette o che si dona senza differenziare chi la dona, ci\u00f2 che \u00e8 donato e chi la riceve. Ci troviamo davanti alle ultime conseguenze della negazione della natura e, in ultima analisi, della nozione di creazione.<\/p>\n<p>I tecnofili nutrono quindi una fiducia ottimistica nel divenire umano, che sostituir\u00e0 la natura umana grazie all&#8217;avventura tecnoscientifica. Pensano che ormai l&#8217;uomo diventer\u00e0 padrone e possessore di s\u00e9 stesso. L&#8217;esistenza sarebbe esclusivamente nelle sue mani e la sua azione diventerebbe teurgica, poich\u00e9 si vuoi fare dell&#8217;uomo il creatore dell&#8217;uomo. In realt\u00e0, si tratta di una fiducia illusoria, basata sull&#8217;idea che i problemi dell&#8217;umanit\u00e0 siano tecnici, e quindi risolvibili grazie allo sviluppo tecnoscientifico e a quello dell&#8217;organizzazione sociale.<\/p>\n<p>Questo progresso d&#8217;ordine escatologico consiste nell&#8217;utopia realizzata e coincide con la fine della storia: fine che significa che l&#8217;uomo sar\u00e0 interamente rassegnato a morire. Morir\u00e0 guarito da una morte felice (eutanasia).<\/p>\n<p>Questa tecnofilia sfocia alla fine in un umanesimo mediocre chiuso alla trascendenza. In realt\u00e0, la vera coerenza della cultura tecnoscientifica conduce a una visione tragica dell&#8217;esistenza ripiegata su s\u00e9 stessa e identificata con la sofferenza. La tecnofilia rappresenta per di pi\u00f9 una minaccia. Oggi si pu\u00f2 costatare che, di fatto, gli interventi sulla natura mettono in pericolo i grandi ritmi e gli equilibri della biosfera, l&#8217;autoconservazione della natura. Inoltre l\u2019esistenza dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 in bal\u00eca dei mezzi tecnologici di distruzione di massa. Infine, l&#8217;essenza dell&#8217;uomo \u00e8 messa in pericolo perch\u00e9 le tecnoscienze si occupano sempre pi\u00f9 dell&#8217;essere umano come di una realt\u00e0 biofisica modificabile, manipolabile e operabile a piacimento.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il sapere scientifico non pu\u00f2 avere valore morale<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIn questo contesto, la salvezza si configura come un \u00absi salvi chi pu\u00f2\u00bb. Occorre, a tal fine, accumulare il massimo della potenza grazie al progresso della tecnoscienza per staccarsi da tutti i condizionamenti naturali, da tutto ci\u00f2 che limita l&#8217;uomo o arreca pregiudizio alla sua salute. L&#8217;azione deve diventare produttrice di un altro uomo, essa far\u00e0 dell&#8217;uomo un dio per l&#8217;uomo. Tale progetto di un uomo nuovo si rivela, tuttavia, disumano.<\/p>\n<p>Questo \u00abdisincanto\u00bb \u00e8 caratterizzato dalla scomparsa di qualsiasi spiegazione religiosa della vita. La religione \u00e8 sostituita dalla scienza, la quale vede nella realt\u00e0 esterna a ogni organizzazione razionale soltanto un insieme di forze cieche, prive di significato trascendente, le quali vanno sottomesse a un ordine. In un mondo senza Dio, spogliato del suo fascino, le societ\u00e0 si ritrovano a poco a poco assoggettate alla tirannia della ragione tecnoscientifica e corrono il rischio di diventare sempre pi\u00f9 dispotiche, trasformandosi progressivamente in realt\u00e0 burocratiche.<\/p>\n<p>\u00abTra la libert\u00e0 e me\u00bb, diceva Victor Hu-go, \u00absi frappongono ventimila leggi\u00bb. Oggi avrebbe detto: \u00abduecentomila leggi\u00bb! Un mondo noioso e inquietante si sostituisce cos\u00ec, insensibilmente, a un universo poetico e religioso. In effetti, se \u00ab\u00e8 possibile controllare tutto mediante il calcolo\u00bb (3), ci\u00f2 che \u00e8 si riduce a ci\u00f2 che \u00e8 calcolabile, cifrabile, vale a dire a ci\u00f2 che non \u00e8. Almeno se risaliamo all&#8217;origine araba della parola Zifr, dalla quale viene la nostra parola cifra. Zifr vuoi dire zero, nulla.<\/p>\n<p>Il calcolo umano, divenuto onnipotente, \u00e8 capace, di fatto, di ridurre qualsiasi situazione umana a un dato quantificabile, a un problema da risolvere, a una realt\u00e0 da dissolvere. A forza di aspettarsi tutto dal calcolo, il potere calcolatorio acquista una dimensione magica e fa scomparire ci\u00f2 che \u00e8 a vantaggio di ci\u00f2 che non \u00e8, rendendosi \u00abpadrone e possessore della natura\u00bb.<\/p>\n<p>Le scienze, accanto a un progresso incontestabile i cui benefici inondano la vita quotidiana, finiscono, come abbiamo visto, per pretendere di avere un valore normativo in campo morale, dettando i comportamenti e imponendo la loro immagine dell&#8217;uomo e del mondo. L&#8217;esperienza insegna invece che, a mano a mano che chiediamo al sapere scientifico soluzioni per i problemi della vita, ci allontaniamo dalla saggezza. La scienza diventa mitogena e la speranza impazzisce, per riprendere una formula di Chesterton.<\/p>\n<p>Di conseguenza, escludendo qualsiasi tipo di spiegazione metafisica o teologica, vale a dire non scientifica, dell&#8217;esistenza, il disincanto del mondo porta alla mistificazione della ragione scientifica. Che esista qualcosa e non il nulla, tale \u00e8 la causa del <em>taumazein<\/em>, di quella meraviglia che feconda la vita dell&#8217;intelligenza. Questo punto di partenza ha ispirato le pi\u00f9 alte opere dei filosofi greci e dei teologi cristiani.<\/p>\n<p>Facendo della realt\u00e0 un punto d&#8217;arrivo, una produzione della ragione tecnica, le teorie moderne della conoscenza hanno chiuso l&#8217;intelligenza alla trascendenza. Le conseguenze per la vita umana sono terribili: l&#8217;uomo, ormai \u00absolo sul suo pianeta in viaggio\u00bb, secondo l&#8217;aforisma del filosofo Alain, \u00e8 condannato a errare alla ricerca di un senso cui finisce per rinunciare, perch\u00e9 da solo non pu\u00f2 rinvenirlo.<br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><strong>1)<\/strong> Aristotele, <em>De anima<\/em> II, 37.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> Gilbert Simondon, <em>L&#8217;individuation psychique et col\u00ecective<\/em>, Aubier, Parigi 1989.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> Max Weber, <em>La scienza come vocazione<\/em>, in <em>Gesammelte Aufs\u00e0t<\/em><em>ze zur Wissenschaftslehre<\/em>, Mohr, Tubingen J.C.B. 1951, p. 578.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi Cattolici n.596 ottobre 2010 L&#8217;uomo della tarda modernit\u00e0 sembra non pi\u00f9 fruire della posizione d&#8217;eminenza definita in altre epoche della sua storia: l&#8217;erosione, intuita gi\u00e0 dalle correnti strutturaliste negli anni Sessanta e Settanta del passato secolo, trova a terzo millennio inoltrato riscontri manifesti in numerosi teorici delle tecnoscienze. In queste pagine Herv\u00e9 Pasqua, rettore &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/creazione-generazione-e-produzione\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28736,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[57,25],"tags":[1270],"class_list":["post-4248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia","category-sguardo-sul-nostro-tempo","tag-antropologia","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Creazione, generazione e produzione - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/creazione-generazione-e-produzione\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Creazione, generazione e produzione - 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