{"id":42456,"date":"2019-03-21T00:00:19","date_gmt":"2019-03-20T23:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=42456"},"modified":"2019-03-20T12:42:11","modified_gmt":"2019-03-20T11:42:11","slug":"martiri-della-persecuzione-comunista-in-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/martiri-della-persecuzione-comunista-in-romania\/","title":{"rendered":"Martiri della persecuzione comunista in Romania"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">dal sito <strong>Cultura romena.it <\/strong>11 Aprile 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Relazione in occasione del convegno internazionale <em>Cristiani perseguitati- oggi martiri<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-42463 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1-768x486.jpg 768w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1-1024x648.jpg 1024w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Facolt\u00e0 di Teologia \u2013 Universit\u00e0 della Svizzera Italiana (2016)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Violeta Popescu<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto ringrazio sentitamente per l\u2019opportunit\u00e0 concessa di inserire nel programma di questa ricca settimana questo intervento che tratta dei martiri della persecuzione comunista in Romania (1), soprattutto nel periodo che segue immediatamente la seconda guerra mondiale, quando le carceri comuniste erano veri e propri centri di sterminio per chi veniva arrestato a causa dell\u2019opposizione al regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono onorata di poter contribuire a far conoscere, nel tentativo di recuperare la memoria dei martiri cristiani, un pezzo drammatico della storia recente del nostro Paese. Vorrei soffermarmi a portare le testimonianze cristiane di alcuni perseguitati in Romania \u2013 del mondo ecclesiastico, laico, esponenti di spicco della cultura romena del periodo interbellico \u2013, persone con una profonda fede che sono riuscite ad liberarsi delle catene grazie alla preghiera, alla comunione santa creatasi nel buio delle carceri, nonostante fossero state sottoposte a torture inumane, persecuzioni e sofferenze psicofisiche inimmaginabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza mai piegarsi, senza mai rinnegare Ges\u00f9 Cristo, hanno accettato con quella forza, che \u00e8 propria solo della speranza e della fede, il loro doloroso destino. La repressione, la resistenza anticomunista in Romania fino alla rivoluzione dell\u201989 era un argomento quasi sconosciuto alla maggior parte della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-42441 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag_Romania.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"187\"><\/a>Purtroppo nell\u2019opinione pubblica romena e in quella occidentale si registra ancora una scarsa conoscenza del passato e del modo in cui si \u00e8 instaurato il regime comunista. Oltre ai fatti ben noti dell\u201989, l\u2019opinione pubblica dell\u2019Europa occidentale \u00e8 a conoscenza solo dei maggiori episodi di ribellione popolare contro i regimi oppressivi, come la Rivolta ungherese del 1956 o la Primavera di Praga del 1968, mentre restano ancora in gran parte sconosciuti fenomeni come la repressione comunista e la resistenza anticomunista in Romania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se negli anni \u201990, subito dopo la Rivoluzione romena, qualcuno avesse fatto un\u2019indagine sulla strada rivolgendo alla gente domande sulle carceri comuniste, le risposte sarebbero state scarse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la seconda guerra mondiale, la Romania entra a far parte del blocco sovietico, con gravi conseguenze per l\u2019intera societ\u00e0 romena e implicitamente per la vita religiosa del Paese. Con la conquista definitiva del potere nel 1945, il Partito comunista romeno scatena un terrore sistematico contro gli oppositori politici, fossero essi reali o immaginari (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel periodo pi\u00f9 efferato dello stalinismo (1948-1964), il regime crea un nuovo universo concentrazionario, che possiamo chiamare, a tutti gli effetti, il Gulag romeno (3). Il regime comunista in Romania vieta qualsiasi forma di commemorazione per i morti nelle carceri oppure nei campi di lavoro forzato, senza contare tutti quelli che avevano pagato con la vita la difesa dei propri ideali, di cui mancano le informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migliaia di detenuti nelle carceri comuniste romene hanno perso la vita e per molti anni non hanno avuto n\u00e9 una croce n\u00e9 un riconoscimento (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-42440 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Gulag.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"165\"><\/a>Secondo i dati forniti dall\u2019Istituto di Investigazione dei Crimini del Comunismo in Romania (5), durante il regime comunista, nel Paese esistevano 44 carceri e 72 campi di lavoro forzato in cui sono passati oltre tre milioni di romeni, 800.000 dei quali sono morti. Soltanto dopo gli anni \u201990 il passato e gli orrori del regime vengono rievocati dai sopravvissuti al dramma del carcere e i romeni entrano in contatto con la realt\u00e0 delle catacombe soprattutto attraverso la memorialistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La loro testimonianza ha scosso la coscienza collettiva muovendola verso la consapevolezza di un passato fatto di dolore, tragedia e sofferenza per il popolo romeno (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comunismo, come altri sistemi politici, mettendo a dura prova il cristianesimo, ha dimostrato che l\u2019uomo non pu\u00f2 essere salvato se non attraverso la fede. Senza preghiera, senza misericordia e amore per il prossimo, senza lo sforzo continuo di entrare in contatto con Dio, l\u2019uomo sottoposto a un sistema del genere, come dimostrano tante testimonianze, perde la speranza e si sente abbandonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime comunista ha voluto cancellare Dio, ha impedito le funzioni pubbliche, ha distrutto chiese, ha formato all\u2019ateismo, ma non ha potuto cancellare la fede dal cuore di molte famiglie. Il messaggio lasciato da queste persone che sono morte oppure che sono stati perseguitate ricorda essenzialmente che l\u2019uomo ha in s\u00e9 qualcosa che lo spinge a non perdere mai la speranza e a rischiare la propria vita in nome della dignit\u00e0, della libert\u00e0 e della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste persone e altre migliaia di morti hanno vissuto un\u2019esperienza simile a quella dei martiri, perch\u00e9 hanno affrontato supplizi di fronte ai quali era preferibile la morte, hanno sofferto a causa di un regime brutale, ma allo stesso tempo la loro sofferenza rappresenta una luce che rivela la fede e la perseveranza con cui \u00e8 possibile superare i limiti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/chiesa_Romania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34316 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/chiesa_Romania.jpg\" alt=\"\" width=\"267\" height=\"189\"><\/a>Le testimonianze conservate attraverso i volumi di memorie (7) oppure i ricordi, le iniziative di alcune fondazioni per far conoscere il passato doloroso (8) danno l\u2019immagine di una fede capace di resistere a ogni attacco di odio, senza rinunciare n\u00e9 alla verit\u00e0, n\u00e9 all\u2019amore, n\u00e9 alla carit\u00e0, nonostante i momenti di scoraggiamento. \u00abIl secolo del martirio\u00bb (9) non \u00e8 solo la storia di qualche cristiano coraggioso, ma quella di un martirio di massa, e le testimonianze arrivate da varie aree geografiche mostrano la veridicit\u00e0 della tale riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riporter\u00f2 in questa breve relazione alcuni frammenti di testimonianze che rivelano la profondit\u00e0 della fede, il valore della sofferenza e il messaggio di speranza con cui questi autentici martiri hanno vissuto rinchiusi nelle carceri. Pur dovendo affrontare prove cos\u00ec dolorose e una sofferenza inimmaginabile, hanno sempre mantenuto la fiducia in Dio, nella certezza assoluta che le loro anime si sarebbero salvate. L\u2019anima, infatti, rappresenta quella parte di loro che \u00e8 sempre rimasta libera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 accaduto nelle carceri romene negli anni 1945-1964 pu\u00f2 essere definito come un tentativo di distruggere le anime, poich\u00e9 l\u2019\u00abuomo nuovo\u00bb cui mirava il regime non doveva appartenere a nulla se non al partito comunista. Una particolarit\u00e0 che inoltre emerge nello spazio romeno, dove accanto alla confessione ortodossa \u2013 la confessione pi\u00f9 diffusa in Romania \u2013 esistono anche le confessioni greco-cattolica, romano-cattolica, protestante: tutte sono state colpite dal regime comunista dopo la sua instaurazione (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio nei luoghi di sofferenza i cristiani, divisi nel corso della storia, si sono scoperti pi\u00f9 vicini o ritrovati solidali. Il martirio di queste comunit\u00e0 cristiane offre un messaggio molto chiaro anche per i cristiani di oggi: ritrovare la solidariet\u00e0, la comunione reciproca. Le persone venivano incarcerate non solo perch\u00e9 si opponevano al regime e non accettavano il nuovo potere, ma anche perch\u00e9 erano cristiani pronti a testimoniare la fede, un aspetto che agli occhi dei comunisti appariva la \u201ccolpa\u201d maggiore da punire cercando anche falsi capi d\u2019accusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer uscire da un universo concentrazionario \u2013 e non \u00e8 strettamente necessario che sia un lager, una prigione o un\u2019altra forma di carcere; la teoria si applica a qualsiasi tipo di prodotto di totalitarismo \u2013 esiste la soluzione (mistica) della fede. Non ne parler\u00f2 di seguito, poich\u00e9 essa \u00e8 la conseguenza della grazia [\u2026]\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/gulag-Romania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27879 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/gulag-Romania-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"497\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/gulag-Romania-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/gulag-Romania.jpg 316w\" sizes=\"auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px\" \/><\/a>Sono parole di padre Nicolae Steinhardt (12) che spiega e sintetizza il messaggio di una realt\u00e0 vissuta da molti dei carcerati che sono riusciti a sopravvivere attraverso la fede. Parlando della prigionia a Jilava (1961), racconta nel suo diario: \u00abPeriodo di inasprimento delle condizioni carcerarie. Quante persone ammirevoli intorno a me! E santi, un\u2019immensit\u00e0 di santi! \u00c8 come se dovesse essere proprio cosi, accettano la sorte con semplicit\u00e0. La sofferenza, ogniqualvolta \u00e8 sopportata o presa in considerazione con onest\u00e0, dimostra che la crocifissione non \u00e8 stata inutile, che il sacrificio di Cristo d\u00e0 i suoi frutti\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIo credo \u2013 confessa Nicolae Steinhardt \u2013 che se esci dalla prigione e, in seguito alle sofferenze patite, ti ritrovi con desideri di vendetta e con sentimenti di acredine, sono state inutili la prigione e le sofferenze. Se, invece, il risultato \u00e8 un insieme di pace, di comprensione e di ripugnanza per ogni violenza e furbizia, allora le sofferenze e le prigioni sono state utili e appartengono alle vie misteriose che il Signore ama percorrere\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Gulag_Romania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-24957 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Gulag_Romania.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"170\"><\/a>Imprigionato nel carcere di Jilava il 15 marzo 1960, viene battezzato da Padre Mina Dobzeu, nel rito ortodosso. Uscito dal carcere dopo l\u2019amnistia generale del 1964, inizia a condurre una vita cristiana autentica e nel 1973 entra nel monastero di Rohia, diventandovi monaco con il nome di Nicolae nel 1980. Padre Arsenie Papacioc (1914-2011) (15), che ha scontato 14 anni di carcere, affermava che la sofferenza vissuta nella carceri comuniste era stata una grande prova per un cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl comunismo \u2013 diceva spesso padre Popacioc \u2013 ha riempito il cielo di santi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon esisteva un altro metodo di studio, di preparazione, un\u2019altra possibilit\u00e0 di arrivare alla profondit\u00e0 dello spirito e al legame con Dio se non la sofferenza che ci accomunava, ci faceva vivere e capire il calvario divino. \u00c8 stato un tempo di grazia e benedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sofferenza ci ha uniti, tra di noi e con Dio, sulla stessa croce\u00bb (16). Un altro personaggio rilevante \u00e8 Mircea Vulc\u0103nescu (1904-1952) (17), la cui vita dimostra quanto sia importante per un vero cristiano l\u2019amore verso il prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morto a 48 anni, Vulc\u0103nescu ha lasciato ai posteri una testimonianza impressionante, vera espressione di santit\u00e0, tanto che le sue ultime parole sono anche oggi un leitmotiv della sua generazione finita nelle carceri: \u00abNon ci vendicate!\u00bb. Dopo un periodo trascorso nelle prigioni di V\u0103c\u0103re\u015fti e Jilava, Vulc\u0103nescu viene trasferito ad Aiud (18), dove \u00e8 sottoposto a un regime carcerario disumano, di massima sicurezza, soprattutto nella famigerata zarc\u0103, una cella di isolamento totale, dove il carcerato poteva dormire solo in piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Romania_memoriale_Aiud.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-42439 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Romania_memoriale_Aiud-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Romania_memoriale_Aiud-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Romania_memoriale_Aiud.jpg 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Molti di quelli che l\u2019hanno conosciuto ricordano il coraggio che infondeva nei detenuti. Memorabile la lettera mandata alla sua famiglia, dove fra l\u2019altro troviamo scritto: \u00abL\u2019inizio \u00e8 stato difficile. Ho avuto paura della solitudine. Mi sentivo perso in fondo al mondo e portato su un\u2019ala. Ho pianto, non di dolore, ma al pensiero di quanto devono essere stati tristi il Getsemani e il Golgota\u2026 Alla fine sono rimasto solo con me stesso. Ho parlato fra me e me della chiarezza, di me stesso, della natura, di Dio (\u2026). Mi sono sentito straordinariamente lucido, ma spaventosamente libero (\u2026)\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una cella fredda e buia di Aiud, Mircea Vulc\u0103nescu morir\u00e0 da martire. Uno dei compagni stremati si accascia sulla fredda pietra della prigione. Sopraffatto dalla piet\u00e0 e dall\u2019amore, Vulc\u0103nescu si stende nudo sul pavimento di pietra e mette il compagno stremato su di s\u00e9 in modo che si riscaldi. Valeriu Gafencu (1921-1952), forse uno dei personaggi pi\u00f9 rappresentativi, \u00e8 riuscito a ispirare a tutti i compagni di cella un modo autentico di vivere la fede cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante pagine di memorialistica delle carceri comuniste ricordano il giovane Valeriu Gafencu come un vero esempio attraverso cui molti detenuti atei hanno scoperto la fede religiosa. \u00abRingrazio di tutto cuore il buon Dio per la sofferenza che mi ha mandato, perch\u00e9 attraverso la sofferenza mi ha portato la luce dello spirito e ho trovato la strada della Vita\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgni cella dove Gafencu andava diventava un luogo di preghiera\u00bb, ricorda padre Gheorghe Calciu Dumitreasa (21). \u00abOggi sono felice e, attraverso Ges\u00f9, amo tutti voi\u00bb (22). Secondo le testimonianze di alcuni compagni di cella, Valeriu Gafencu ha atteso la morte con una serenit\u00e0 che intimoriva persino le guardie carcerarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2 febbraio 1952, secondo le testimonianze, chiede un cero e una camicia bianca da conservare fino al 18 febbraio dello stesso anno. Vuole che gli sia messo in bocca, nella parte destra, un piccolo crocefisso. Il 18 febbraio, tra le 14 e le 15, dopo momenti di intensa preghiera, con il viso trasfigurato, Gafencu muore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-21466 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro_3.jpg\" alt=\"\" width=\"276\" height=\"183\"><\/a>I suoi ultimi giorni, gli ultimi istanti sono pieni di emozioni, cos\u00ec come li racconta Ioan Ianolide nel libro \u00ce<em>ntoarcerea la Hristos<\/em> [Il ritorno a Cristo]: \u00abCon le sue ultime forze [Gafencu] mi ha detto: \u201cInnanzitutto il mio pensiero e la mia anima rendono omaggio a Dio. Ringrazio di essere arrivato qui. Vado da Lui senza nessuna incertezza. Sono felice di morire per Cristo\u201d\u00bb (23)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel cimitero del monastero romeno di Cernica, vicino alla citt\u00e0 di Bucarest, si trova una croce con un messaggio che spinge alla riflessione: \u00abTutto in Cristo!\u00bb. Lo ha scritto Ioan Ianolide (1919-1986), un uomo che ha sperimentato l\u2019inferno delle carceri comuniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti coloro che l\u2019hanno conosciuto raccontano che Ioan, nelle sue preghiera a Ges\u00f9, chiedeva costantemente perdono per la sua condizione di umile peccatore. Condannato a 23 anni di carcere e a una sofferenza inimmaginabile, scrive \u00centoarcerea la Hristos [<em>Il ritorno a Cristo<\/em>], un libro importante che racconta l\u2019esperienza della vita in carcere. \u00abSo bene che personalmente non posso fare niente di pratico per il mondo. Vivo, infatti, solo, isolato, anonimo. La malattia ha accentuato la mia solitudine, perch\u00e9 mi sposto con difficolt\u00e0. La mia camera \u00e8 la mia cella. Il mio cuore \u00e8 il mio mondo. I miei pensieri sono il mio lavoro. La preghiera \u00e8 la vita per me. Amo! Amo gli uomini che Cristo ama. Sanguino ininterrottamente nella speranza della redenzione del mondo. Credo nella redenzione del mondo. Credo negli uomini simili a Dio\u00bb (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume, terminato nel 1982, \u00e8 apparso per\u00f2 solo dopo la Rivoluzione grazie all\u2019opera delle monache del monastero di Diacone\u015fti. \u00abCerchiamo di annunciare Ges\u00f9 crocifisso nel XX secolo. Qui sono accaduti miracoli, qui sono rinati la santit\u00e0 e il martirio, qui dei martiri hanno donato la loro vita per la fede\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa introduzione Ianolide afferma: \u00abNoi abbiamo parlato partendo dalla pienezza della vita in Cristo, dal profondo della persecuzione pi\u00f9 orrenda, dalla dedizione fino al sacrificio. Abbiamo visto in mezzo a noi persone che hanno realizzato la pienezza dell\u2019uomo, la santit\u00e0, il martirio, ma attraverso una selezione terribile\u00bb (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-21464 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"267\"><\/a>Monsignor Vladimir Ghika (1873-1954) \u00e8 stato un sacerdote romano-cattolico (27). Arrestato con la falsa accusa, rivolta a molti, di minaccia all\u2019ordine pubblico, monsignor Ghika in realt\u00e0 viene incarcerato per la sua attivit\u00e0 missionaria con cui attirava molte persone verso Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutta la durata dell\u2019inchiesta \u2013 quasi un anno \u2013 viene interrogato, picchiato a sangue, torturato e infine condannato al carcere duro con l\u2019accusa di \u00abcomplicit\u00e0 nel crimine di alto tradimento\u00bb. Rinchiuso nel carcere della Jilava, Vladimir Ghika continua, come testimoniano i suoi compagni di cella, in condizioni impossibili, la sua missione di confessore spirituale e conciliatore di anime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le torture subite, Vladimir Ghika offre in prigione conforto spirituale ai suoi compagni cos\u00ec come aveva sempre fatto durante tutta la sua vita: \u00abAmare Dio significa trovare la forza di essere felici persino nelle disgrazie pi\u00f9 spaventose\u00bb (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre a questo punto menzionare una realt\u00e0 unica per l\u2019ambito romeno, e non solo: l\u2019esperimento Pite\u0219ti (31), che fu attivo tra il 1949 e il 1952. Il carcere fu ideato per la rieducazione dei giovani oppositori del regime comunista, metodo denominato \u00abRieducazione attraverso la tortura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detenuti erano accolti con tranquillit\u00e0, e poi sottoposti a persecuzioni inimmaginabili. Le torture inflitte ai prigionieri erano sistematicamente attuate giorno e notte, secondo regole precise affidate all\u2019iniziativa di un gruppo di detenuti guidati da Eugen Turcanu (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Pite\u0219ti fu sperimentata una terribile forma di tortura che neppure i gulag sovietici avevano e avrebbero mai conosciuto, definita da Alexander Solzhenitsyn (33) \u00abla peggiore barbarie del mondo contemporaneo\u00bb. L\u2019obiettivo dell\u2019esperimento era quello di far rinnegare le convinzioni e le idee politico-religiose ai detenuti, annullare la persona, ma senza ucciderla: pugni, calci, violenze in ogni momento, con una tortura spinta fino al confine con la morte, ma restando in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201crieducati\u201d erano obbligati ad autodenunciarsi, a negare se stessi, a denunciare la propria famiglia, gli amici e le fidanzate. Annullare il proprio credo, i propri valori e rinnegare la fede in Dio e nell\u2019Eucaristia rappresentavano la massima tortura. Dopo due anni il governo comunista, per non compromettere troppo la propria immagine, ferm\u00f2 l\u2019esperimento nel 1952.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-21465 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Gulag_Pitesti_Ro_2.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"194\"><\/a>Nel 1954 tutto il gruppo e il promotore Eugen Turcanu furono accusati di aver fatto ricorso alla tortura dei detenuti per screditare il regime comunista e, in seguito a un processo farsa, furono tutti condannati a morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli anni \u201990 sono nate numerose associazioni e fondazioni per custodire i luoghi del dolore e della sofferenza e trasformarli in punti della memoria sulla cartina geografica (Il memoriale di Aiud, Il Memoriale Sighet \u2013 Il \u201cMemoriale delle Vittime del Comunismo e della Resistenza\u201d, Il Memoriale Jilava \u2013 \u201cIl carcere dell\u2019inferno comunista\u201d, Il Memoriale Pite\u015fti \u2013 \u201cIl Genocidio delle anime\u201d, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea \u00e8 venuta in primo luogo agli ex-detenuti, ai sopravvissuti alle carceri, alle persone che hanno deciso di ricordare i segni e i traumi dei compagni che hanno vissuto la stessa tragedia. Abbiamo assistito cos\u00ec, per la prima volta dopo il 1990, alla celebrazione di messe in ricordo dei morti nelle carceri comuniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni domenica i preti della Chiesa ortodossa pregano per loro. I sopravvissuti, oggi ormai ridotti a un numero esiguo, sono invitati ai vari convegni dedicati al tema delle carceri comuniste, per raccontare la loro esperienza e far conoscere ai giovani la storia che non si trova nei libri di scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) <\/strong>Il decreto del 3 gennaio 1950 stabiliva l\u2019arresto di chi \u00abmette in pericolo o tenta di mettere in pericolo il regime di democrazia popolare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> La Romania, appena trasformata in paese comunista, decide di adattare il proprio sistema penitenziario al modello sovietico e trasforma le prigioni esistenti in una sorta di gulag in miniatura, copie fedeli del Gulag sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Dopo il 1945 in Romania avvengono migliaia di arresti in seguito ad alcuni decreti governativi o ministeriali, mai pubblicati e rimasti segreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Istituto per l\u2019Investigazione dei Crimini del Comunismo e la Memoria dell\u2019Esilio Romeno (IICCMER), un ente governativo di ricerca, documentazione e supporto che mira a divulgare la storia del comunismo in Romania, con progetti educativi, editoriali e museali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Si veda Il memoriale del dolore, un film prodotto dalla Televisione pubblica romena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7).<\/strong> Dopo gli anni \u201990 verranno pubblicati da parte degli alcuni sopravvissuti numerosi volumi di memorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Un\u2019iniziativa molto importante all\u2019insegna del recupero della memoria e del passato del popolo romeno \u00e8 rappresentata dalla rivista \u00abMemoria. Revista g\u00e2ndirii arestate\u00bb [Memoria. La rivista del pensiero imprigionato].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> A. Riccardi, Il secolo del martirio. I cristiani del novecento, Milano 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Le Chiese greco-cattolica romena e romano-cattolica erano considerate dal regime comunista i nemici pi\u00f9 grandi per via del loro legame con il Vaticano: nel 1948 la Chiesa greco-cattolica romena sar\u00e0 cancellata; la Chiesa romano-cattolica \u00e8 spinta ai margini della tolleranza; invece la Chiesa ortodossa fu sottomessa a un rigoroso controllo da parte delle autorit\u00e0 politiche, subendo decisioni da parte dello Stato, seguendo un necessario \u00abcompromesso per sopravvivere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> N. Steinhardt, Diario della felicit\u00e0, Bologna 1995, 23 (or. Jurnalul fericirii, Cluj-Napoca 1991).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Nicolae Steinhardt (1912-1989), ebreo di origine, nasce a Bucarest. Frequenta la Facolt\u00e0 di Giurisprudenza e Lettere, ottenendo il dottorato in diritto nel 1936. Nel 1959 viene arrestato con un gruppo di amici e gli \u00e8 chiesto di testimoniare contro \u00abgli intellettuali mistico-legionari\u00bb. Viene condannato a dodici anni di lavori forzati per \u00abcrimine contro l\u2019ordine sociale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> N. Steinhardt, Diario della felicit\u00e0, 344.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> Ibid., 333. Padre Arsenie Papacioc \u00e8 una delle figure pi\u00f9 importanti della spiritualit\u00e0 romena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> Monah Moise Iorgovan, Sf\u00e2ntul \u00eenchisorilor. M\u0103rturii despre Valeriu Gafencu [Il santo delle carceri. Testimonianze su Valeriu Gafencu], Alba Julia 2007, 44-45 [trad. nostra].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> Mircea Vulc\u0103nescu (1904-1952), intellettuale poliedrico, tra le pi\u00f9 grandi personalit\u00e0 culturali romene del periodo interbellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> Aiud \u00e8 una citt\u00e0 della Romania, situata nella regione della Transilvania, in passato sede di un campo di concentramento per gli oppositori al sistema comunista, un vero centro di sterminio per la gente arrestata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> In <a href=\"http:\/\/www.art-emis.ro\/jurnalistica\/581-o-miorita-ntoarsa-intr-alt-chip.html\">http:\/\/www.art-emis.ro\/jurnalistica\/581-o-miorita-ntoarsa-intr-alt-chip.html<\/a> &nbsp;[trad. nostra] (ultimo accesso: 6 novembre 2013). Una copia di questa lettera fu sottratta alla redazione della rivista \u00abCurentul\u00bb [La corrente] da un giovane ufficiale sotto copertura, a quei tempi spia della Securitate. Per approfondire lo studio della figura di M. Vulc\u0103nescu, \u00e8 utile la lettura di un saggio curato da Marin Diaconu e pubblicato grazie all\u2019intervento del Ministero della Cultura romeno, cio\u00e8 M. Diaconu (a cura di), Mircea Vulc\u0103nescu. Cunjuncturi interna\u0163ionale. Cronici externe 1935 [Mircea Vulc\u0103nescu. Congiunture internazionali. Cronache esterne 1935], Bucure\u015fti 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Lettera di Valeriu Gafencu dal carcere di Aiud, 25 maggio 1945 [trad. nostra], in http:\/\/valeriugafencu. wordpress.com (ultimo accesso: 5 novembre 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> Padre Gheorghe Calciu Dumitreasa in C. Voicil\u0103 (a cura di), M\u0103rturisitorii din \u00eenchisorile comuniste. Minuni. M\u0103rturii. Repere [I testimoni delle carceri comuniste. Miracoli. Testimonianze. Riscontri], Bucure\u015fti 2011, 127 [trad. nostra].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Lettera di Valeriu Gafencu dal carcere di Aiud, 25 maggio 1945<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Vuoleta_Popescu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32923 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Vuoleta_Popescu.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"50\"><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Violeta P. Popescu. <\/strong><em>Dopo la laurea in Storia e Filosofia (Universit\u00e0 Babes-Bolyai Cluj Napoca), la laurea in Teologia (Universit\u00e0 Lucian Blaga \u2013 Sibiu) e un Master in Studi di Storia e Teologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Bucarest (2002-2004), ha lavorato come redattore per varie riviste di storia, insegnante di religione, storia e filosofia. Svolge attivit\u00e0 come museografo e redattore nel periodo 1997-2004 presso la Diocesi Ortodossa Romena di Covasna e Harghita. \u00c8 autrice di articoli su studi interdisciplinari di storia, sociologia, teologia, antropologia. Vive in Italia dal 2005 e ha fondato a Milano nel 2008 il Centro Culturale Italo-Romeno (<a href=\"http:\/\/www.cultururaromena.it\/\">www.culturaomena.it<\/a>) dove tiene conferenze, relazioni presso scuole, universit\u00e0, biblioteche italiane in rigurado ai rapporti culturali italo-romeni. Attualmente dottorato di ricerca presso l\u2019Universit\u00e0 Svizzera Italiana- Facolt\u00e0 di Teologia- Lugano-Svizzera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal sito Cultura romena.it 11 Aprile 2017 Relazione in occasione del convegno internazionale Cristiani perseguitati- oggi martiri Facolt\u00e0 di Teologia \u2013 Universit\u00e0 della Svizzera Italiana (2016) Violeta Popescu<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/martiri-della-persecuzione-comunista-in-romania\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":42463,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44,108,27],"tags":[138,547],"class_list":["post-42456","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cristiani-perseguitati","category-paesi-e-continenti","category-socialismo-e-comunismo","tag-gulag","tag-romania","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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