{"id":4069,"date":"2010-09-08T11:53:27","date_gmt":"2010-09-08T09:53:27","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-30T13:04:11","modified_gmt":"2016-04-30T11:04:11","slug":"la-memoria-del-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-memoria-del-conflitto\/","title":{"rendered":"La memoria del conflitto"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-33817\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Napoleone_Incoronaz.jpg\" alt=\"Napoleone_Incoronaz\" width=\"174\" height=\"200\" \/>Studi cattolici<\/strong> n.593\/594 Luglio-Agosto 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I rapporti tra Stato &amp; Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nei Paesi europei i rapporti tra Stato e Chiesa, dalla rottura illuministica della Rivoluzione francese a tutta la prima met\u00e0 del Novecento, hanno conosciuto tensioni e contrasti, diversamente da quanto avvenuto negli Stati Uniti d&#8217;America, dove, fin dalle origini della nazione, le relazioni tra potere politico e confessioni religiose sono improntate a pienezza di libert\u00e0 e a generosa collaborazione, in un regime di separatezza armoniosa che suscita ammirazione in ogni osservatore della realt\u00e0 americana, da Alexis de Tocqueville a Emilio Gentile. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In queste pagine Carlo Cardia, ordinario di Diritto ecclesiastico e Istituzioni religiose nell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tre, percorre la storia dei conflitti tra Stato e Chiesa nella modernit\u00e0, sopiti certo ma non risolti con la prassi dei Concordati, successivamente mostrando come all&#8217;indomani della dissoluzione dei regimi fascisti e comunisti Stato liberaldemocratico e Chiesa cattolica abbiano stretto feconde intese per l&#8217;affermazione dei diritti inviolabili della persona, recepiti nelle Costituzioni nazionali e nelle Carte internazionali. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma agli inizi del terzo millennio tematiche nuove si pongono in Europa: sono le questioni connesse alla bioetica e al relativismo antropologico, che fanno riemergere la memoria storica dell&#8217;antico conflitto. A questa regressione ideologica sono dedicate le riflessioni conclusive di Carlo Cardia che, a filo di logica, confuta le incoerenti argomentazioni dei dottrinari neoilluministici.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Carlo Cardia<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ci si chiede spesso come mai la polemica nei confronti della Chiesa in alcuni Paesi europei, in Italia in particolare, sia sempre viva, nonostante non esistano contrasti veri sul piano delle relazioni istituzionali, e nella sfera giuridica, mentre in altri luoghi come gli Stati Uniti d&#8217;America, un certo tipo di polemica non si \u00e8 mai sviluppata, e i rapporti tra lo Stato e le Chiese si evolvono in un orizzonte di amicizia, di riconoscimento e sostegno reciproco, ferma restando una fisiologica dialettica tra societ\u00e0 civile e societ\u00e0 religiosa.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni sono sostanzialmente due, la prima di carattere storico e sociale, l&#8217;altra molto attuale. Lo Stato laico nasce nell&#8217;Europa cattolica del XVIII-XIX secolo nell&#8217;ambito di un conflitto aspro che vede contrapposto un illuminismo antireligioso a una Chiesa cattolica che sembra rimanere legata all&#8217;<em>ancien regime<\/em>, non sa distinguere tra gli eccessi della rivoluzione illuminista e i valori di cui il liberalismo \u00e8 portatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conflagrazione anticattolica che si realizza nella seconda parte della rivoluzione francese, con le terribili conseguenze del <em>terrore<\/em>, provoca la nascita dell&#8217;antinomia amico\/nemico, con tutte le conseguenze che ci\u00f2 comporta a livello giuridico, sociale e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa e la religione sono indicate come realt\u00e0 anti-moderne, contrarie alla laicit\u00e0 dello Stato e ai nuovi diritti della persona, ogni nefandezza nei loro confronti \u00e8 lecita come se fosse perpetrata nei confronti del passato, dell&#8217;assolutismo, del conservatorismo sociale. In Francia si compiono atti e scelleratezze di cui nessuno parla pi\u00f9, ma che pur sono stati osannati, spesso giustificati quasi con rimpianto verso una sorta di <em>belle \u00e9poque<\/em> del separatismo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Chiesa viene tolto tutto ci\u00f2 che possiede, sono aboliti (non ridimensionati, semplicemente cancellati) gli ordini religiosi, il clero viene sottoposto a una disciplina giurisdizionalista mai esistita in precedenza: preti e vescovi devono giurare sulla costituzione rivoluzionaria, altrimenti sono cacciati dalle loro sedi, molti sono giustiziati o linciati, e devono ricevere la propria legittimazione da elezioni popolari <em>(constitution civile du clerg\u00e9) <\/em>nelle quali sono elettori i cittadini (anche non cattolici) della parrocchia e della diocesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il resto ogni legame tra Chiesa e societ\u00e0 \u00e8 reciso con violenza pi\u00f9 o meno esplicita, materiale o giuridica. Cancellata ogni presenza religiosa nella scuola, si nega l&#8217;assistenza religiosa nelle strutture obbliganti, si nega ogni valore civile al matrimonio religioso, la cura dei bisognosi \u00e8 avocata allo Stato, le strutture ecclesiastiche si riducono a povera e misera cosa, fin quasi a sopravvivere a stento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1 Le responsabilit\u00e0 dello Stato &amp; quelle della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto sembri incredibile, cos\u00ec nasce in Europa lo Stato laico, che laico non era per nulla, ma semplicemente antireligioso, con un <em>background <\/em>culturale volterriano ed enciclopedista che vede nella religione il retaggio di un passato secolare, oscurantista che deve semplicemente essere rimosso e cancellato. Dopo la temperie rivoluzionaria il separatismo europeo prende una strada meno scellerata e pi\u00f9 moderata, ma sempre fondata su un principio: la Chiesa deve perdere i privilegi del passato, essere posta ai margini della societ\u00e0, ridotta ad affare privato, guardata con diffidenza perch\u00e9 comunque realt\u00e0 antimoderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia non si abbandoner\u00e0 mai del tutto l&#8217;originario spirito anticattolico, che rivivr\u00e0 un sussulto d&#8217;orgoglio nel 1905 con la <em>Lai <\/em><em>de s\u00e9paration, <\/em>tuttora almeno formalmente in vigore, che far\u00e0 rivivere a Roma l&#8217;incubo della <em>reformatio Ecclesiae <\/em>di matrice statalista, quando viene riesumata la volont\u00e0 di definire per legge le strutture, e la gerarchia, della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo l&#8217;intervento del Consiglio di Stato di pochi anni dopo rimuove dalla legge del 1905 i profili pi\u00f9 smaccatamente anticattolici e la Chiesa pu\u00f2 tornare a vedersi garantita almeno la propria organizzazione gerarchica. Per il resto, il cattolicesimo \u00e8 posto ai margini della vita nazionale, i capisaldi del separatismo ottocentesco restano solidi, e a tutt&#8217;oggi la <em>laicit\u00e0 <\/em>francese \u00e8 avvertita come l&#8217;erede pi\u00f9 autentica dell&#8217;esperienza separatista ottocentesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto amico\/nemico nella sfera dei rapporti tra Stato e Chiesa si ripropone in Spagna dove si contrappongono due fazioni l&#8217;una contro l&#8217;altra armate, quella francesizzante e quella veterocattolica che non riescono a trovare punti di convergenza, o di compromessi accettabili. E tutto l&#8217;Ottocento, ma anche parte del Novecento, si sviluppa con un pauroso e grottesco alternarsi di separatismo radicale e di rivincita clericale (addirittura con l&#8217;Inquisizione che viene abolita, poi ripristinata, poi ancora abolita), con un solco di contrapposizioni che rivive perfino nel terzo millennio con la cosiddetta svolta zapaterista. Ma di questo si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti, perch\u00e9 stiamo gi\u00e0 nell&#8217;attualit\u00e0 pi\u00f9 vicina a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 anche un separatismo moderato, privo di ogni livore francesizzante, che \u00e8 quello italiano, il quale per\u00f2 matura e si realizza insieme a due eventi di portata epocale: la realizzazione dell&#8217;unificazione nazionale, la fine del potere temporale che implica il ricongiungimento di Roma a capitale del nuovo Stato. Il nostro separatismo costituisce un vero miracolo storico-giuridico, frutto (se cos\u00ec pu\u00f2 dirsi) del pi\u00f9 autentico ingegno italiano, perch\u00e9 realizza le pi\u00f9 grandi riforme laiche senza indulgere a eccessi di alcun genere, tranne qualche inevitabile asprezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia realizza in pochi anni le grandi riforme liberali, con l&#8217;abolizione del foro ecclesiastico, l&#8217;introduzione del matrimonio civile, la nascita di una scuola pubblica tendenzialmente aperta a tutte le classi sociali, l&#8217;incameramento dei beni ecclesiastici con cui si realizzano le prime strutture dello Stato moderno: scuole, ospedali, uffici pubblici, sedi per le forze dell&#8217;ordine e per l&#8217;esercito, e via di seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2, queste riforme evitano ogni eccesso anticattolico, sono seguite da segnali di rispetto per la Chiesa e la tradizione cattolica: l&#8217;autonomia gerarchica e strutturale ecclesiastica viene rispettata integralmente, nelle scuole elementari si mantiene l&#8217;insegnamento facoltativo della religione (che seguono praticamente tutti), ai religiosi anziani che tornano a casa dopo l&#8217;abolizione dei rispettivi Ordini si riconosce una pensione sociale che attenua la durezza dei provvedimenti eversivi, e si chiude un occhio quando alcuni Ordini si ricostituiscono silenziosamente in immobili concessi da privati e sui quali l&#8217;autorit\u00e0 pubblica evita di intervenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura la fine del potere temporale dei Papi, pur traumatica e drammatica, si compie con un monumento di sapienza giuridica, la <em>Legge delle guaren<\/em><em>tigie <\/em>del 1871, che riconosce al Papa una sovranit\u00e0 personale (e non territoriale), ma ne fa oggetto di guarentigie cos\u00ec importanti che i <em>palazzi <\/em>vaticani diventano di fatto, se non di diritto, una sorta di area extraterritoriale, quasi prefigurando quella che sar\u00e0 la soluzione della Questione romana che si avr\u00e0 definitiva con il Trattato del Laterano del 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 giusto riconoscere che non tutti gli eccessi anticattolici sono da ascrivere alla responsabilit\u00e0 dello Stato, perch\u00e9 il conflitto si inasprisce anche per responsabilit\u00e0 della Chiesa, la quale \u00e8 frastornata dalla modernit\u00e0, stenta a lungo a capirne il significato, coglierne le realizzazioni sociali, non percepisce le differenze che esistono tra la politica antireligiosa francese e quella dell&#8217;Italia moderata, non sa distinguere tra i principi giusnaturalistici cristiani e leggi vessatorie ben poco laiche perch\u00e9 mirano ad altri scopi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa incomprensione di fondo, la Chiesa reagisce in un primo tempo con un rifiuto pressoch\u00e9 globale della modernit\u00e0, l&#8217;intransigenza cattolica si compatta per condannare non solo fatti e misfatti delle rivoluzioni, i torti subiti con leggi antireligiose e punitive, ma si estende fino a \u00abcondannare il liberalismo in blocco, senza le necessarie distinzioni\u00bb (Martina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal breve <em>Quod aliquantum <\/em>(1791), con cui Pio VI condanna la <em>Constitution ci<\/em><em>vile du clerg\u00e9, <\/em>all&#8217;enciclica <em>Mirari vos <\/em>(1832) di Gregorio XVI, fino al <em>Sillabo <\/em>di Pio IX del 1864, non c&#8217;\u00e8 proposizione del liberalismo e di ogni altra ideologia moderna che non venga censurata. E questo pesa perch\u00e9 alimenta l&#8217;anticlericalismo, al quale non sembra vero di poter coltivare l&#8217;equazione tra Chiesa e <em>ancien regime.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre far bene attenzione, perch\u00e9 nel magistero pontifico c&#8217;\u00e8 qualcosa di profetico, quasi l&#8217;intuizione che elevando il freddo razionalismo a principio assoluto, esaltando lo Stato come entit\u00e0 superiore e degradando la religione a freno della civilt\u00e0, si rischia di aprire le porte all&#8217;arbitrio pi\u00f9 assoluto. E ci\u00f2 avverr\u00e0 di l\u00ec a non molto con il totalitarismo, che affonda le sue radici proprio nelle culture ottocentesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nella Chiesa di fine Ottocento prevale il pessimismo e non c&#8217;\u00e8 capacit\u00e0 di distinzione di fronte a un mondo che sembra capovolgersi. Dall\u2019intrecciarsi dell&#8217;estremismo laicista e l&#8217;arroccamento clericale deriva quel conflitto lungo e sordo che divide Stato e Chiesa, cultura cattolica e cultura laica sin quasi a fine Novecento. Un conflitto che provoca danni da ogni parte. Il cattolicesimo si chiude in s\u00e9 stesso, in Italia ai cattolici \u00e8 impedita la partecipazione alla vita politica cos\u00ec rafforzando le componenti anticlericali del liberalismo, le quali d&#8217;altra parte rovesciano le carte nei confronti dei princ\u00ecpi liberali classici in materia di scuole private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovunque nel mondo anglosassone la scuola privata \u00e8 libera, sovvenzionata dallo Stato, considerata una ricchezza sociale anzich\u00e9 un pericolo per la democrazia, mentre nei Paesi cattolici essa viene limitata, vista come il cavallo di Troia di una rivincita confessionale che si vuole evitare a ogni costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, l&#8217;eredit\u00e0 del conflitto ottocentesco porta a una sedimentazione di rancori, di spirito di rivalsa, nelle opposte fazioni con la produzione di una letteratura partigiana pi\u00f9 o meno valida che influenza l&#8217;ideologia, la politica, il senso comune, e si tramanda di generazione in generazione cristallizzando l&#8217;immagine di una Chiesa antimoderna, e di un liberalismo anticattolico, anche quando queste immagini non corrispondono pi\u00f9 alla realt\u00e0. E la nascita di una <em>memoria del conflitto, <\/em>che non si perder\u00e0 mai del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. L&#8217;esperienza degli Stati Uniti d&#8217;America<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste un&#8217;altra storia della laicit\u00e0, che si realizza parallelamente a quella europea, al di l\u00e0 dell&#8217;Atlantico negli Stati Uniti d&#8217;America, e che ha presupposti e contenuti diversi, cos\u00ec come diversi saranno i suoi effetti. La democrazia americana nasce con la <em>Dichiarazione di indipendenza <\/em>del 2 luglio 1776, che traduce nel modo pi\u00f9 nobile i princ\u00ecpi del giusnaturalismo e fa sognare uomini e popoli d&#8217;ogni parte del mondo: \u00ab\u00c8 verit\u00e0 di per s\u00e9 evidente che tutti gli uomini sono stati creati uguali e che il Creatore li ha dotati di alcuni diritti inviolabili fra i quali la vita, la libert\u00e0, il perseguimento della felicit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti realizzano la prima forma di democrazia nella quale la religione si colloca in un orizzonte pluralista di libert\u00e0 e di competizione ideale. Lo Stato \u00e8 amico della religione, le lascia spazi sociali e pubblici, anche perch\u00e9 non conosce i veleni della vecchia Europa n\u00e9 ha memoria dei conflitti passati. Alexis de Tocqueville osserva che la civilt\u00e0 angloamericana \u00ab\u00e8 il prodotto di due elementi perfettamente distinti, che altrove si sono spesso combattuti, ma che in America si sono incorporati l&#8217;uno nell&#8217;altro e combinati meravigliosamente. Voglio dire lo <em>spirito di religione <\/em>e lo <em>spirito di libert\u00e0\u00bb. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiunge che \u00ab\u00e8 un errore considerare la religione cattolica come un nemico naturale della democrazia. Mi sembra invece che, fra le varie confessioni cristiane, il cattolicesimo sia una delle pi\u00f9 favorevoli all&#8217;eguaglianza delle condizioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni, visto da vicino, il separatismo americano appare per quello che \u00e8, un separatismo di armonia tra Stato e Chiese, che affonda le radici in una realt\u00e0 sociale del tutto diversa rispetto a quella europea, e poggia su dati oggettivi di cui spesso non si tiene conto. Negli Stati Uniti gi\u00e0 esiste un pluralismo religioso articolato, mentre manca del tutto una Chiesa dominante, che chieda privilegi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le Chiese chiedono e ottengono la pi\u00f9 ampia libert\u00e0 religiosa e uno <em>status <\/em>giuridico favorevole per le proprie attivit\u00e0. In Europa occorre spezzare il potere economico e patrimoniale accumulato nei secoli dalla Chiesa cattolica, negli Stati Uniti lo Stato dice alle Chiese come ai privati: \u00abandate e arricchitevi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste, in America, l&#8217;antitesi tra pubblico e privato. Lo Stato ha bisogno che le Chiese, e altri soggetti privati, diano vita a scuole, strutture di educazione e di assistenza, e delega a esse le diverse funzioni. Anche per questo, viene praticata una fiscalit\u00e0 di assoluto favore verso coloro che si impegnano in campo religioso, scolastico, assistenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, a differenza dell&#8217;Europa cattolica nella quale la Chiesa si contrappone spesso politicamente allo Stato, in America le Chiese sono tra le protagoniste dell&#8217;indipendenza degli Usa, ne condividono le battaglie, le aspirazioni, i risultati. Infine, la cultura americana \u00e8 cultura spesso ispirata religiosamente, parla attraverso le pi\u00f9 diverse confessioni religiose, non vi trova traccia di clericalismo n\u00e9 di anticlericalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Culturalmente ed emotivamente, gli Stati Uniti sentono di essere un Paese nuovo, privilegiato da Dio per la democrazia che fondano e praticano, e per la missione che intendono compiere nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni, la laicit\u00e0 americana rende autonomo lo Stato dalle Chiese, ma assicura alle confessioni religiose tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno, a volte tutto ci\u00f2 che vogliono. Gli Usa realizzano uno Stato separato dalle Chiese, non dalla religione. Per lungo tempo, in alcuni casi ancora oggi, ai fini dell&#8217;ammissione alle cariche si presta giuramento sulla Bibbia, le sessioni del Parlamento si aprono con solenni preghiere di uno dei cappellani delle diverse confessioni e giorni di preghiera pubblica e ringraziamento a Dio sono indetti dall&#8217;autorit\u00e0 governativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;appartenenza dei cittadini alle Chiese \u00e8 solo in parte questione privata, perch\u00e9 si riflette nei principali istituti della vita civile. Il matrimonio religioso \u00e8 riconosciuto civilmente, i ministri di culto fruiscono di consistenti diritti e privilegi. L&#8217;istruzione \u00e8 permeata di confessionismo (pluralistico), e ancora di recente la pratica del <em>free time <\/em>nella scuola riceve un&#8217;applicazione minima e massima a seconda degli Stati dell&#8217;Unione: in alcuni casi consiste nella riduzione dell&#8217;orario scolastico per consentire agli alunni di recarsi presso le rispettive Chiese; in altri la scuola forma classi omogenee nelle quali \u00e8 impartito l&#8217;insegnamento confessionale secondo le rispettive appartenenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Casa Bianca americana \u00e8 forse l&#8217;istituzione che pi\u00f9 rappresenta, e riassume, la tradizione religiosa, dalla campagna elettorale all&#8217;insediamento del Presidente, dall&#8217;ostentazione della sua appartenenza confessionale alla continua invocazione di Dio nei discorsi pubblici e nei momenti pi\u00f9 solenni della vita nazionale. Si tratta di un fenomeno che non pu\u00f2 ascriversi a un presidente piuttosto che a un altro o alla prevalenza del partito democratico rispetto a quello repubblicano o viceversa, quanto a una tradizione che affonda le radici nella profondit\u00e0 della storia americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un recente testo di Emilio Gentile ripercorre l&#8217;intima unione, istituzionale e politica, della Presidenza con l&#8217;anima e la tradizione religiosa degli Usa, tendenzialmente cristiana-protestante, ma sempre aperta alla dimensione religiosa pluralistica. Sottolinea Gentile che \u00abla religione non (\u00e8) stata mai assente nelle competizioni presidenziali, come mostrano esempi notevoli\u00bb. Addirittura la fede in Dio, e nel suo sostegno, \u00e8 sin dagli inizi alla base del ruolo storico mondiale proprio degli Usa, secondo un concetto che non \u00e8 mai venuto meno nei momenti di pace e in quelli di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il teologo Michael Novak la presidenza Usa \u00e8 \u00abil pi\u00f9 importante simbolo religioso della nazione\u00bb, ed \u00e8 George Washington che aggiunge il 30 aprile 1789, giorno di inaugurazione della sua presidenza, alla formula del giuramento la frase conclusiva \u00ab<em>So<\/em> <em>help me God\u00bb, <\/em>ripetuta poi dai suoi successori e divenuta l&#8217;emblema della speciale protezione che Dio garantisce agli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi, secondo i discorsi presidenziali di inaugurazione, riconoscono \u00abl&#8217;Essere onnipotente che governa l&#8217;Universo, presiede sul concilio delle nazioni\u00bb, \u00abil Grande Autore di ogni bene pubblico e privato, il Genitore benigno della Razza umana\u00bb, che ha elargito \u00abcospicui\u00bb doni agli Stati Uniti, \u00abuna nazione indipendente che sembra essere distinta da alcuni segni di natura provvidenziale\u00bb. Per questa ragione, il popolo americano ha maggiori doveri di qualsiasi altra nazione, primo fra tutti quello di proseguire \u00abl&#8217;esperimento affidato(gli) di preservare il sacro fuoco della libert\u00e0 e il destino del modello repubblicano di governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per garantirsi la protezione divina la nazione deve rimanere fedele a Dio rispettando le \u00abeterne regole dell&#8217;ordine\u00bb, e coltivare le virt\u00f9 private e pubbliche, senza le quali la libert\u00e0 e la conservazione della Repubblica sono messe a rischio. Cos\u00ec Washington nel suo discorso inaugurale, mentre Thomas Jefferson, autore della Dichiarazione di indipendenza, elabora i princ\u00ecpi della teologia politica e spirituale della nazione americana, \u00abche la natura e il vasto oceano separano dal caos sterminatore di un quarto del globo, [e che \u00e8] troppo elevata di principi e sentimenti per poter tollerare l&#8217;altrui degradazione\u00bb; i suoi cittadini sono \u00abilluminati da una religione benigna, professata e praticata in varie forme, che tuttavia inculcano onest\u00e0, verit\u00e0, temperanza, gratitudine, e l&#8217;amore dell&#8217;uomo, riconoscendo e adorando una suprema Provvidenza, che con tutti i suoi doni mostra di godere della felicit\u00e0 dell&#8217;uomo in questa vita e nell&#8217;altra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osserva Gentile che \u00abnei duecento anni successivi, i presidenti, nei discorsi inaugurali, come in tutti i loro proclami e discorsi celebranti la storia degli ideali americani, hanno modulato variamente il canone della teologia elaborato dai primi presidenti, conservandone i motivi fondamentali, accentuandone alcuni rispetto ad altri\u00bb, \u00abma \u00e8 stato soprattutto nella seconda met\u00e0 del Ventesimo secolo che il Presidente degli Stati Uniti ha assunto un ruolo pi\u00f9 rilevante, in seguito all&#8217;accrescimento dei suoi poteri di governo, derivanti dall&#8217;accrescimento della potenza americana nel mondo\u00bb, e ha accentuato anche il collegamento della presidenza con Dio e la sua protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni attribuiscono questa accentuazione a George Bush, e non c&#8217;\u00e8 dubbio che nella sua presidenza i toni si sono fatti pi\u00f9 drammatici in concomitanza con le iniziative di guerra intraprese per combattere il terrorismo, come si pu\u00f2 vedere dal discorso del 14 settembre 2001, quando viene celebrata con rito solenne la giornata nazionale della preghiera nella cattedrale di San Pietro e Paolo a Washington, nota come la National Cathedral.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella circostanza, Bush spiega agli americani come interpretare la presenza di Dio nella tragedia che aveva colpito gli Stati Uniti nell&#8217;11 settembre, e ricorda che i segni di Dio \u00abnon sempre sono quelli che noi cerchiamo. Nella tragedia impariamo che i Suoi propositi non sono sempre i nostri\u00bb, perch\u00e9 \u00abDio ha creato questo mondo secondo un disegno morale. Dolore e tragedia e odio hanno una parte nel tempo. La bont\u00e0, la memoria e l&#8217;amore non hanno fine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E conclude invocando la benedizione di Dio sull&#8217;America perch\u00e9 \u00abn\u00e9 morte n\u00e9 vita, n\u00e9 angeli n\u00e9 principi n\u00e9 potenti, n\u00e9 le cose presenti n\u00e9 quelle a venire, nessuna <em>altezza e <\/em>nessuna profondit\u00e0, possono separarci dall&#8217;amore di Dio\u00bb. Ma la percezione che Bush abbia ripreso soltanto una antica tradizione \u00e8 del tutto errata, perch\u00e9 rutti i presidenti, democratici o repubblicani, hanno proseguito nell&#8217;esibizione del sentimento religioso (proprio e) della nazione fino a trasformare la Casa Bianca a volte in un ambiente fortemente segnato dalla presenza e dai simboli religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo importane \u00e8 svolto dalla religione nelle elezioni americane del secondo Novecento. Nello scontro tra Richard Nixon e John F. Kennedy quando i protestanti si schierano a favore del candidato repubblicano per evitare, senza riuscirvi, l&#8217;elezione del primo presidente americano cattolico; nelle elezioni del 1976 che vedono contrapposti Jimmy Carter, religiosissimo, e Gerald Ford, quando si dibatt\u00e8 su problemi religiosi e sulle relazione fra Stato e Chiesa molto pi\u00f9 di quanto non fosse avvenuto dal tempo della elezione di Kennedy, anche perch\u00e9 i due competitori \u00aberano la pi\u00f9 devota coppia di nominati da entrambi i partiti dall&#8217;epoca dell&#8217;elezione di McKinley nel 1986\u00bb (Rituffo); e poi ancora nelle elezioni successive, con dichiarazioni impegnative e del tutto coerenti con le origini e le tradizioni religiose americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bill Clinton dichiara in una intervista televisiva: \u00abLa mia fede mi insegna che siamo tutti peccatori. Il fatto che abbia una profonda fede in Dio e un senso di missione nel cercare di fare la cosa giusta ogni giorno, dovrebbe rassicurare il popolo americano\u00bb. Con questo spirito i presidenti del secondo Novecento cambiano anche costumi e ritmi alla Casa Bianca introducendo simbolismo, presenze, cerimonie religiose che per noi europei sarebbero poco comprensibili e francamente imbarazzanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dwight D. Eisenhower si fa battezzare nella chiesa presbiteriana, nel 1953 introduce alla Casa Bianca la cerimonia della Colazione presidenziale di preghiera <em>(National Prayer Breakfast) <\/em>che assume poi carattere consuetudinario, inizia le riunioni del gabinetto con una preghiera, adotta ufficialmente la formula <em>\u00abIn God we <\/em><em>trust\u00bb <\/em>come motto nazionale, e inserisce nel 1956 la frase <em>\u00abunder God\u00bb <\/em>nella dichiarazione di fedelt\u00e0 alla bandiera <em>(Pledge of Allegianc\u00e9).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, se il presidente confessionalmente meno esposto \u00e8 John F. Kennedy, Lyndon B. Johnson partecipa assiduamente alle colazioni di preghiera, e Richard Nixon attua la cerimonia inaugurale della sua presidenza il 20 gennaio 1969 con un servizio religioso svolto da cinque officiami E spetta al presidente democratico Jimmy Carter, e poi al repubblicano Reagan, meritarsi il richiamo di Hutchenson per il quale nel corso dei loro mandati \u00abla religione influenza la presidenza in forme prima sconosciute nella storia americana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presidenza Carter \u00e8 piena di ammonimenti religiosi, inviti a pentirsi dei propri errori e peccati, mentre Reagan, che non era uomo di chiesa, piuttosto che \u00abrecarsi lui in Chiesa ha portato la chiesa nella sua presidenza. Una volta insediatosi nello Studio Ovale, le sue manifestazioni e testimonianze di fede furono onnipresenti\u00bb, mentre Clinton, ricorda Gentile, \u00absi recava regolarmente in chiesa la domenica, a piedi, portando con s\u00e9 una vistosa Bibbia, e, secondo alcuni calcoli, avrebbe battuto diverse volte il suo successore alla Casa Bianca per numero di citazione del nome di Ges\u00f9\u00bb (Gentile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il richiamo a questa dimensione religiosa (quasi ostentata) della Casa Bianca spiega meglio di altri riferimenti il ruolo che la religione svolge nella societ\u00e0 americana, al di l\u00e0 dei rapporti istituzionali tra Stato e Chiese. Questi, naturalmente, si evolvono sia attraverso gli interventi della Corte Suprema, che nella seconda met\u00e0 del Novecento <em>laicizza <\/em>alcuni degli aspetti pi\u00f9 confessionali dell&#8217;ordinamento, sia per un contenzioso che resta aperto tra societ\u00e0 civile e societ\u00e0 religiosa su tematiche eticamente sensibili (su cui torner\u00f2 tra breve).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;evoluzione si svolge, con alti e bassi, all&#8217;interno di una memoria condivisa che non conosce strappi, lacerazioni, conflitti impossibili a risolversi, e la memoria condivisa \u00e8 il frutto di una storia nella quale la religione, nelle diverse articolazioni confessionali, ha trovato una collocazione riconosciuta e rispettata da tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi voglia cogliere nella loro sostanza le differenze tra il separatismo europeo illuminista e quello americano, resta insuperata l&#8217;immagine di Francesco Ruffini, il quale ricorda che vi pu\u00f2 essere un separatismo \u00abfatto tutto di confidenza, e uno fatto di diffidenza, di rispetto oppure di sospetto. Lo Stato pu\u00f2 lasciare il maggiore spazio alla Chiesa, ponendo a contrassegno visibile della separazione non un muro, ma una morbida siepetta di giardino tutta fiorita di campanule. Sopra le quali i buoni vicini si scambieranno complimenti, strette di mano e di doni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure lo Stato pu\u00f2 serrare la Chiesa il pi\u00f9 da presso che pu\u00f2, e pu\u00f2 alzare sul confine uno di quei bellicosi muri di cinta, irti la cresta di ferree punte e di vetri spezzati. Sopra i quali gli astiosi confinanti non faranno poi che lanciarsi contumelie, brutture e sassi. La prima cosa fecero gli Stati Uniti; la Francia fece durante la rivoluzione, e si appresta ora a rifare, la seconda\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. L\u2019eredit\u00e0 del conflitto in Europa &amp; in Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli Stati Uniti hanno ancora oggi una memoria condivisa di raccordo tra societ\u00e0 e religione, l&#8217;Europa conosce altri laceranti conflitti nel Novecento, quando il comunismo prima e il fascismo subito dopo determinano ulteriori fratture destinate a perpetuarsi per decenni. Il comunismo opera il primo tentativo di scristianizzatone radicale della societ\u00e0, con un separatismo ateistico che non conosce precedenti e, a seconda dei periodi e dei Paesi dove trionfa, reintroduce eccezionali forme di persecuzioni e di emarginazione delle Chiese. D&#8217;altra parte il fascismo inaugura una alleanza con la Chiesa cattolica dalla quale, in Italia, Austria, Spagna, Portogallo, scaturiscono i Concordati della prima met\u00e0 del Novecento, che operano una parziale riconfessionalizzazione delle istituzioni e della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi Concordati rinnovano, se cos\u00ec pu\u00f2 dirsi, la cesura con la cultura laica, e sembrano confermare le tesi pi\u00f9 pessimistiche per le quali il cattolicesimo \u00e8 irrimediabilmente legato al passato, non pu\u00f2 essere alleato e sostenitore della democrazia. Si deposita nella memoria storica di questi Paesi un altro tassello di diffidenza che si aggiunge a quelli dei vecchi conflitti ottocenteschi, per il quale il Concordato evoca l&#8217;alleanza con il fascismo: anche quando sar\u00e0 riformato, rimarr\u00e0 nella coscienza di molti il sapore di un&#8217;alleanza con il potere, di un compromesso che limita la laicit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 anche vero, per\u00f2, che quando si compiono e si conoscono appieno gli orrori e le distruzioni del totalitarismo, si determina negli uomini del XX secolo una vera e propria catarsi, che provoca un ribaltamento di prospettiva storica. L&#8217;Ottocento sembra all&#8217;improvviso lontano, i suoi conflitti impallidiscono, se ne colgono i limiti e le angustie, cambiano nel profondo i termini del rapporto Stato-Chiese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato e la cultura laica intravedono gli errori della modernit\u00e0, comprendono l&#8217;inconsistenza di una fiducia illimitata nella ragione, privata della dimensione etica e spirituale. La rivolta contro il totalitarismo \u00e8 in primo luogo etica, perch\u00e9 lo Stato deve ripensarsi come strumento e non come fine, e l&#8217;uomo \u00e8 ripensato nella sua ricchezza antropologica, con esigenze materiali, morali, spirituali. Alla rivolta etica segue il cambiamento giuridico, con la elaborazione delle Carte internazionali dei diritti che spettano a tutti gli uomini, in qualunque regime o latitudine si trovino a vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la laicit\u00e0 dello Stato viene liberata di quelle asprezze di cui l&#8217;illuminismo l&#8217;aveva riempita. Si determina la rivincita del giusnaturalismo sull&#8217;illuminismo e lo Stato laico si trasforma in <em>Stato laico sociale, <\/em>che abbandona ogni estremismo laicista e instaura un nuovo rapporto con la religione e con le Chiese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 religiosa viene riconosciuta a tutti, Chiese e istituzioni ecclesiastiche si vedono garantita una autonomia alla quale aspiravano da tempo, le strutture sociali si aprono a una presenza religiosa variegata e intensa. Quasi ovunque in Europa lo Stato contratta con le Chiese, offre alla religione spazi nella scuola, nelle strutture sociali, e tutto quanto i diritti umani riconoscono all&#8217;individuo e ai gruppi organizzati. Il cambiamento poi coinvolge anche le Chiese, compresa quella cattolica, che supera residue nostalgie temporaliste, e con il Concilio Vaticano II pone i diritti umani, in primo luogo la libert\u00e0 religiosa e la laicit\u00e0 dello Stato, a fondamento di un magistero aperto alla modernit\u00e0 e allo Stato pluralista. La distanza tra le sponde dell&#8217;Atlantico si riduce, l&#8217;Europa comincia ad assomigliare agli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo di fronte a un cambiamento epocale, che trova il suo compimento nella caduta del comunismo in Europa, alla quale seguono nuove costituzioni democratiche in tutti i Paesi ex comunisti, mentre nuove legislazioni ecclesiastiche sostituiscono le precedenti. In pochi anni avvengono trasformazioni prima impensabili; la libert\u00e0 religiosa si afferma ovunque, in molti Paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale si stipulano Concordati con la Chiesa cattolica, dove non c&#8217;\u00e8 concordato si introduce una legislazione favorevole all&#8217;Ortodossia, aperta comunque alle esigenze delle Chiese e dei credenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza che nessuno se ne accorga, in quasi tutta Europa le Chiese si vedono garantita la propria autonomia e capacit\u00e0 di autogoverno, la scuola si apre alla religione e un po&#8217; dovunque viene introdotto l&#8217;insegnamento religioso, in molti ordinamenti la scuola privata si vede riconosciuto un ruolo etico e sociale. In una parola, nei contenuti della legislazione ecclesiastica, l&#8217;Europa si avvicina all&#8217;America, cadono antiche barriere e diffidenze. Addirittura in Francia, erede del vecchio separatismo antireligioso, \u00e8 attiva oggi una rete scolastica privata, riconosciuta e finanziata dallo Stato, che accoglie circa il 16 per cento della popolazione giovanile e che \u00e8 al 90 per cento a gestione cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe dire che con la caduta del totalitarismo la modernit\u00e0 si \u00e8 riconciliata con la religione, che lo Stato ha assunto un volto pluralista rispettoso dei diritti di tutti, che la memoria storica dell&#8217;Europa <em>\u00e8 <\/em>purificata dai conflitti del passato. Sennonch\u00e9, proprio quando il pluralismo confessionale si dispiega in tutto l&#8217;Occidente, risolvendo il contenzioso tradizionale tra Stato e Chiesa, interviene una nuova cesura tra societ\u00e0 civile e societ\u00e0 religiosa, impensabile soltanto qualche decennio addietro, una cesura etico-antropologica relativa a temi per s\u00e9 diversi dalle relazioni ecclesiastiche classiche, che non investono cio\u00e8 i Concordati, gli enti ecclesiastici, l&#8217;insegnamento religioso nella scuola, eccetera. Il nuovo conflitto riguarda la concezione della famiglia, della sessualit\u00e0, il rapporto tra scienza e tutela della vita, la procreazione e le fasi iniziali e terminali dell&#8217;esistenza; riguarda insomma la concezione dell&#8217;uomo in relazione alla scienza, la tecnica, le scelte fondamentali dell&#8217;esistenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va maturando una concezione antropologica che chiama in causa equilibri profondi maturati sin dall&#8217;antichit\u00e0 cristiana, determina quasi una frattura coscienziale che interroga la persona nelle profondit\u00e0 dei suoi convincimenti. Le divergenze che si affermano riguardano l&#8217;istituto della famiglia e le relazioni sessuali e le nuove possibilit\u00e0 tecniche di intervenire sul processo procreativo e sul confine tra la vita e la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul primo aspetto, alcuni ordinamenti promuovono una parificazione sostanziale della convivenza con il rapporto coniugale, e della convivenza di persone dello stesso sesso con il matrimonio e la famiglia naturale, fino a prevedere per le coppie omosessuali la possibilit\u00e0 di adottare bambini, i quali vivrebbero senza la presenza di una coppia genitoriale di sesso diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si registra poi <em>un&#8217;escalation <\/em>in materia bioetica, che modifica il rapporto dell&#8217;uomo con i processi procreativi e con la tradizionale tutela \u00abdi principio\u00bb della vita nella sua fase terminale. Si reclama da pi\u00f9 parti una sorta di \u00abdiritto all&#8217;aborto\u00bb, considerato non pi\u00f9 come eccezione rispetto alla regola (tutela della vita), ma come oggetto di una libert\u00e0 insindacabile. Si ammette la procreazione fuori del suo alveo naturale, anche fuori del rapporto biologico umano, si consente la procreazione tra soggetti diversi rispetto alla coppia, si tengono sospesi embrioni che non trovano accoglienza per il loro sviluppo. Si profila la possibilit\u00e0, gi\u00e0 sperimentata in Inghilterra, di un ibrido umano-animale senza conoscerne le conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul versante opposto, della fine della vita, le novit\u00e0 non sono meno drastiche. Sullo sfondo lievita il principio per il quale la vita merita di essere tutelata solo se ha caratteristiche gratificanti per l&#8217;individuo e i suoi familiari. Le sofferenze di malati terminali, o connesse a <em>handicap <\/em>o malattie croniche, vengono viste come passivit\u00e0, negativit\u00e0 da rifiutare, se possibile espungere radicalmente. In alcuni Paesi, come Olanda, Belgio, alcuni Stati degli Usa, \u00e8 legittimata l&#8217;eutanasia di neonati malformati, o malati terminali consenzienti, si \u00e8 legalizzato il suicidio assistito, cio\u00e8 praticato con l&#8217;assistenza di strutture e personale medico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove rivendicazioni vanno sotto il nome di \u00abrelativismo etico\u00bb, e questa denominazione non \u00e8 rifiutata dai suoi sostenitori. I quali affermano che non esistono princ\u00ecpi assoluti che valgano in ogni tempo e luogo, neanche su questioni che chiamano in causa il destino dell&#8217;uomo nella nascita come nella morte, nella cura delle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Memoria del conflitto &amp; questione antropologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si verifica, cos\u00ec, un fenomeno che non \u00e8 stato ancora studiato in profondit\u00e0 e che si stenta a decifrare nel suo pi\u00f9 intimo significato culturale. Le relazioni tra Stato e Chiesa godono di ottima salute, eppure riaffiora e si consolida la <em>memoria del conflitto <\/em>che assume forme nuove e si nutre dei fantasmi del passato, anche quando questi sono scomparsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la cultura relativista trova nelle Chiese, in particolare quella cattolica, dei fermi contraddittori, riprende quota una polemica anticristiana, e anticattolica, che si riteneva ormai esaurita, e che non esita a fare ricorso agli stereotipi del passato, fino a sfiorare gli eccessi del veteroilluminismo. La memoria storica si scopre nuovamente lacerata, la polemica antireligiosa sembra andare indietro nel tempo, non rifuggendo da qualsiasi mezzo e strumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima vittima di questa memoria lacerata \u00e8 la verit\u00e0 dei fatti, con la ripresa di imputazioni e accuse tipiche dei tre secoli precedenti. La Chiesa \u00e8 per definizione un soggetto privilegiato, anche quando l&#8217;ordinamento giuridico dice il contrario. Il Concordato \u00e8 uno strumento di limitazione della laicit\u00e0 dello Stato anche quando esistono ormai soltanto Concordati stipulati con le principali democrazie d&#8217;Europa (se ne contano oltre 20), mentre esistono altre Intese (a decine) in Italia e in altre parti d&#8217;Europa con altre confessioni cristiane e non cristiane. Il Vaticano \u00e8 uno Stato teocratico che non garantisce i diritti umani, anche se esso non \u00e8 uno Stato-nazione perch\u00e9 manca di una popolazione stabile, mentre i suoi cittadini (temporari) godono di numerosi privilegi di varia natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa fruirebbe di privilegi a livello fiscale, anche se le stesse esenzioni sono riconosciute (in Italia e in Europa) a tutte le confessioni religiose, come entit\u00e0 sociali che svolgono funzioni di supplenza nei confronti dello Stato. L&#8217;8 per mille (il sistema italiano di finanziamento) sarebbe un privilegio esclusivo della Chiesa cattolica, mentre esso esiste in altri Paesi europei, e in tutti i Paesi del mondo esistono forme dirette e indirette di finanziamento delle Chiese assai pi\u00f9 consistenti del nostro 8 per mille. In Italia, poi, tutto viene amplificato dalla presenza del Pontefice e della Santa Sede, per la quale sembra ad alcuni che il nostro Paese subisca quasi una sorta di tutela clericale che non ha riscontro in altri luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che caratterizza questa <em>memoria del conflit<\/em><em>to \u00e8 <\/em>che contro di essa \u00e8 quasi impossibile combattere. In alcuni ambienti culturali essa diventa senso comune, e si nutre di reminiscenze storiche ancora pi\u00f9 lontane e inafferenti all&#8217;epoca moderna. Riemerge la polemica contro l&#8217;Inquisizione, ma si dimentica che la persecuzione degli eretici \u00e8 stata fatta da tutte le Chiese cristiane, le une contro le altre armate per lungo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura, le crociate vengono evocate come se esprimessero una vocazione aggressiva originaria del cristianesimo, ma si tace sull&#8217;aggressivit\u00e0 dell&#8217;islam, che per secoli ha tentato di occupare l&#8217;intera Europa con guerre e spedizioni militari memorabili, di cui l&#8217;Asia minore e Costantinopoli hanno pagato per intero tutte le conseguenze. Riaffiora periodicamente il rimpianto per ci\u00f2 che non \u00e8 accaduto nella storia, per il fatto cio\u00e8 che l&#8217;Italia non ha vissuto l&#8217;esperienza della Riforma protestante, senza neanche porsi il problema di ci\u00f2 che poteva produrre una eventualit\u00e0 del genere in termini di unit\u00e0 nazionale, di asservimento a potenze straniere, di una mancata resistenza agli assalti dell&#8217;islam nei confronti dell&#8217;Europa e della nostra penisola in particolare. Insomma, ogni argomento polemico \u00e8 utile in un orizzonte dal quale scompare ogni considerazione storicistica, che invece viene utilizzata per ogni altra formazione storica o religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra sia questo il cuore del problema, per il quale la <em>memoria del conflitto <\/em>nasconde una realt\u00e0 diversa, una contrapposizione nuova, e per camuffare questa contrapposizione non si esita a utilizzare le categorie del passato accantonando la sostanza vera delle questioni del presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riprova di questo assunto sta nell&#8217;uso strumentale che della laicit\u00e0 viene fatto per coprire le concezioni antropologiche proprie della cultura relativista, basata essenzialmente su due assiomi. In base al primo, si afferma, e si ripete sempre pi\u00f9 spesso, che nella modernit\u00e0 il diritto non ha nulla a che vedere con l&#8217;etica, e anzi la lontananza dall&#8217;etica \u00e8 la riprova della sua laicit\u00e0. Per il secondo, si dice che la nuova legislazione ha fondamento nel presupposto che ciascuno di noi \u00e8 libero di fare quello che vuole, purch\u00e9 non imponga nulla agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi vuole agire diversamente, chi intende cio\u00e8 affermare attraverso la legislazione determinati valori e princ\u00ecpi etici \u00e8 insieme confessionista, autoritario, antimoderno, perch\u00e9 viola la laicit\u00e0 del diritto imponendo ai singoli ci\u00f2 che pu\u00f2 essere contrario alle loro opinioni e alla loro coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la concezione relativista della laicit\u00e0, questa comporta piena indifferenza dello Stato rispetto alla morale, una legge emancipata dall&#8217;etica, l&#8217;introduzione di un<em> politeismo etico <\/em>da affiancare <em>al politeismo religioso <\/em>gi\u00e0 realizzato dall&#8217;illuminismo. Il punto teorico \u00e8 preciso, perch\u00e9 il concetto di laicit\u00e0 dovrebbe ampliarsi, e il pluralismo religioso sublimarsi in pluralismo etico: \u00abII presupposto politeistico \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il politeismo della post-modernit\u00e0 \u00e8 il riconoscimento della radicale pluralit\u00e0 delle visioni morali e metafisiche\u00bb (Scarpelli). Il pluralismo etico altro non \u00e8 che un semplice corollario del pluralismo religioso \u00abaffermatosi in Occidente con la Riforma. Come oggi ammettiamo e rispettiamo le varie confessioni religiose (anche quelle che a nostro giudizio sono &#8220;irrazionali&#8221;), cos\u00ec dobbiamo riconoscere le varie moralit\u00e0 che si affiancano o sostituiscono la fede religiosa\u00bb (Mori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etica, in questo modo, viene assimilata alla religione per poter applicare a essa il principio indifferentista della laicit\u00e0, e per poter sostenere che cos\u00ec come lo Stato non ha competenza in materia religiosa, altrettanto la legge non pu\u00f2 interferire in tutto ci\u00f2 che riguarda le scelte morali individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per alcuni \u00e8 ormai quasi un luogo comune affermare che lo Stato non pu\u00f2 farsi portatore di princ\u00ecpi etici, in ambito interpersonale, nella famiglia, in ci\u00f2 che concerne l&#8217;inizio e la fine della vita. Si pone una sorta di pregiudiziale, per la quale il diritto deve registrare ci\u00f2 che matura nella societ\u00e0, e non pu\u00f2 intervenire per favorire determinati valori rispetto ad altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, l&#8217;apparentamento del pluralismo etico con la laicit\u00e0 dello Stato, e la pretesa che il diritto sia del tutto svincolato dall&#8217;etica, mancano di qualsiasi fondamento storico, e sono utilizzati come strumenti per non affrontare il merito delle singole questioni. Non hanno alcun fondamento storico, in rapporto ai padri del liberalismo e delle filosofie razionaliste, se non altro perch\u00e9 questi erano di un rigorismo (spesso di matrice protestante) sideralmente lontano dal permissivismo e dalla deriva individualistica contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi ai fondatori del giusnaturalismo inglese, o a Immanuel Kant, o pi\u00f9 semplicemente ai padri liberali artefici dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, legati fortemente ai valori della famiglia, ai princ\u00ecpi etici necessari anche per fare dei buoni cittadini, ai doveri di solidariet\u00e0 che impediscono la disgregazione sociale. Basta confrontare con il pensiero liberale classico l&#8217;asserita non-verit\u00e0 dell&#8217;etica, sostenuta da un teorico relativista: \u00abNell&#8217;etica non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0. I valori di vero e di falso convengono alle proposizioni del discorso descrittivo-esplicativo; n\u00e9 un&#8217;etica pu\u00f2 dirsi vera derivabile, come da assiomi, da princ\u00ecpi autoevidenti\u00bb (Scarpelli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo verificare l&#8217;inconsistenza della tesi che nega ogni rapporto tra etica e diritto tutti i giorni, negli ordinamenti moderni, per questioni cruciali e generali, o meno impegnative. Per gli stessi teorici del relativismo, l&#8217;affermazione del politeismo etico si ferma sulla soglia delle tematiche familiari e bioetiche, mentre su altre questioni che angustiano gli uomini di oggi il bisogno di eticit\u00e0 del diritto si ripresenta molto forte, a volte con qualche eccesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che si avverte il decadimento morale in alcuni ambiti di rapporti societari, si sente il bisogno di richiamare i codici deontologici, l&#8217;esigenza di punire esemplarmente quanti violano princ\u00ecpi etici elementari. In occasione dei pi\u00f9 gravi scandali finanziari non c&#8217;\u00e8 chi non si scagli contro gli egoismi dei finanzieri, l&#8217;avidit\u00e0 delle banche, l&#8217;assenza di senso etico negli operatori, e non chieda per i trasgressori pene durissime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a uno scandalo nel mondo del calcio, si reagisce fortemente contro gli arbitraggi infedeli, le collusioni tra arbitri e societ\u00e0 calcistiche, gli intrecci immorali tra manager, arbitri, giornalisti, altri soggetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia si verifica perfino il caso di autorit\u00e0 politiche che chiedono alla Chiesa di ricordare ai fedeli che il pagamento delle tasse \u00e8 un obbligo di legge, ma ha anche fondamento morale. In altre parole, il bisogno che la legge sostenga la societ\u00e0 traducendo in norme valori e princ\u00ecpi di moralit\u00e0, si ripresenta continuamente, e spesso il richiamo a princ\u00ecpi etici rigorosi \u00e8 operato da quegli stessi che in altri ambiti sostengono la tesi opposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, gli ordinamenti moderni cercano di umanizzare eticamente i comportamenti individuali e le abitudini collettive nei confronti della vita animale, per la quale le leggi incentivano sentimenti di benevolenza e compassione in luogo degli istinti di dominio e sopraffazione, tipici della cultura individualista. Esistono oggi numerose leggi contro i maltrattamenti degli animali che spingono a ingentilirci, civilizzarci, elevarci moralmente, ed \u00e8 perfino possibile chiamare i vigili del fuoco per far scendere un gatto da un albero, perch\u00e9 \u00e8 salito troppo in alto e non riesce a scendere da solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base all&#8217;altro assioma della cultura relativista, la legge non pu\u00f2 interferire con la libert\u00e0 individuale, e deve permettere al singolo di agire come vuole, in quanto la libert\u00e0 autorizza, ma non obbliga, rende autonomo chiunque e non costringe nessuno. Si tratta di un argomento utilizzato in abbondanza, abbastanza insinuante perch\u00e9 strumentalizza il principio di libert\u00e0 fin dove \u00e8 possibile. Eppure, s\u00ec tratta di un argomento di nessuna consistenza, perch\u00e9 se fosse veritiero dovremmo ammettere una lunga serie di comportamenti che gli stessi relativisti si rifiuterebbero di avallare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremmo poter introdurre la libert\u00e0 di poligamia (io voglio essere poligamo, ma non impedisco agli altri di essere monogami), la libert\u00e0 di suicidio (purch\u00e9 non lo si imponga), il potere di vita e di morte dei genitori sui figli disabili, il diritto dei genitori di non mandare a scuola i figli, il diritto di non assicurarsi per la pensione di vecchiaia, e altro ancora. Io potrei stipulare un contratto di schiavit\u00f9 magari a tempo, in cambio di cospicui compensi da potermi poi godere nel resto della mia vita, reintroducendo cos\u00ec la schiavit\u00f9 (sia pur \u00abvolontaria\u00bb), cos\u00ec come era pratica nell&#8217;antichit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi esempi (ai quali se ne possono aggiungere tanti altri) ci dicono che il principio della assoluta libert\u00e0 e autodeterminazione dell&#8217;individuo \u00e8 contrario alla maggior parte dei diritti umani codificati nel secolo XX dalle relative Carte internazionali, e con la sua indiscriminata applicazione si distruggerebbero le basi di una civilizzazione etica, e di uno Stato sociale, che sono state costruite in secoli di fatica e razionalit\u00e0 umana. In realt\u00e0, quanto sta accadendo riflette un processo pi\u00f9 profondo, di crescente divaricazione tra individualismo e solidarismo, nell&#8217;ambito del quale la cortina fumogena della laicit\u00e0 e della polemica antireligiosa (che non c&#8217;entra nulla) \u00e8 utilizzata per contrastare orientamenti che vanno in direzione opposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto il cordone ombelicale tra etica e diritto \u00e8 solido e ineliminabile, che proprio la cultura liberale classica individua in esso il fondamento vero dell&#8217;organizzazione di una societ\u00e0. Norberto Bobbio nega risolutamente che il diritto serva soltanto a evitare che uno faccia danno agli altri, e Montesquieu parla dello \u00abspirito delle leggi\u00bb per indicare quel progetto di societ\u00e0 che sottostava alla costruzione di un ordinamento giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Bobbio, insieme a Tommaso Perassi, Giuseppe Capograssi e tanti altri, sostiene che il diritto, come recepisce i cambiamenti del costume, cos\u00ec deve anche indirizzare, orientare, le azioni degli uomini e le grandi scelte della loro vita. In realt\u00e0, il contrasto che sta maturando non \u00e8 pi\u00f9 tra Stato e Chiesa, n\u00e9 riguarda la laicit\u00e0 dello Stato, che poggia su basi sicure in molti ordinamenti: \u00e8 invece un conflitto che torna indietro nel tempo, quando alcuni valori cristiani sulla famiglia e sulla tutela della vita consentirono alle societ\u00e0 antiche di fare un salto evolutivo storico rispetto alla durezza della preistoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto antropologico apertosi nelle nostre societ\u00e0 \u00e8 dunque un serio conflitto di valori, e l&#8217;unico rapporto che esso ha con la laicit\u00e0 \u00e8 che questa (insieme con la presunta lontananza tra etica e diritto) viene utilizzata strumentalmente per non parlare nel merito di quali sono le opinioni che si confrontano e si contrastano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo fare la riprova con grande semplicit\u00e0. Se nessuno si sente di sostenere la libert\u00e0 di poligamia (e di poliandria) sulla base della laicit\u00e0 dello Stato &#8211; perch\u00e9 \u00e8 in gioco il valore dell&#8217;eguaglianza della donna e del rispetto della sua dignit\u00e0 -, altrettanto si pu\u00f2 esigere che si discuta nel merito dell&#8217;eutanasia, o del suicidio assistito, sulla base del valore della vita da difendere, rifiutando ogni preclusione aprioristica che appella alla libert\u00e0 individuale o alla laicit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque ci ragioni un po&#8217;, scoprir\u00e0 che dietro ogni rivendicazione di laicit\u00e0 dello Stato, o di indifferenza etica della legge, per far approvare una riforma contestata c&#8217;\u00e8 una motivazione pi\u00f9 modesta che consiste nel fatto che non si vuole parlare nel merito della riforma (eutanasia, suicidio, adozione da parte di coppie non eterosessuali, eccetera), ma la si vuole far passare per la cruna dell&#8217;ago della laicit\u00e0, perch\u00e9 si sa che nel merito ci si scontra con la sensibilit\u00e0 profonda delle persone, di qualunque orientamento siano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Multiculturalit\u00e0 &amp; doppia verit\u00e0 relativista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la <em>memoria del conflitto<\/em> trova nuovi spazi di applicazione nell&#8217;ambito del fenomeno della multiculturalit\u00e0, che investe da qualche decennio il mondo occidentale, e che si \u00e8 come incuneato nei rapporti tra Stato e religioni. Da un certo punto di vista la multiculturalit\u00e0 \u00e8 come un banco di prova per l&#8217;applicazione dei princ\u00ecpi di laicit\u00e0 e di libert\u00e0 religiosa, nel senso che di fronte alle novit\u00e0 e alle diversit\u00e0 lo Stato \u00e8 in grado di dimostrare la propria tolleranza religiosa, il rispetto del principio di eguaglianza, la tutela della persona nei confronti di atteggiamenti violenti o intolleranti, princ\u00ecpi tutti affermati nella Costituzione e nelle Carte internazionali dei diritti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza la multiculturalit\u00e0 mette alla prova la universalit\u00e0 del principio di laicit\u00e0, nel senso che verifica se quel nucleo essenziale del diritto di libert\u00e0 religiosa che spetta all&#8217;individuo \u00e8 per i nostri ordinamenti un qualcosa di stabile, un principio fondante e generale, o soltanto uno strumento utile per raggiungere determinati equilibri nei rapporti tra Stato e Chiese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa verifica, il relativismo utilizza la <em>memoria del conflitto <\/em>quando accantona i princ\u00ecpi fondamentali dello Stato moderno, e teorizza la necessit\u00e0 di usare due pesi e due misure sugli stessi problemi a seconda che questi riguardino l&#8217;una o l&#8217;altra religione, o tradizione culturale. In altri termini, posto di fronte alla realt\u00e0 multietnica e multiculturale, il relativismo tende quasi istintivamente a giocare due partite su due tavoli diversi in funzione della religione che ha di fronte, la religione cristiana, o cattolica, da una parte, oppure l&#8217;islamismo o l&#8217;induismo dall&#8217;altra, cambiando princ\u00ecpi e regole secondo la convenienza e l&#8217;interesse contingente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accade cos\u00ec che nei confronti della religione cattolica viene riesumata e applicata quella laicit\u00e0 nemica della religione tipica dell&#8217;Ottocento e che era stata superata dallo <em>Stato laico sociale, <\/em>mentre per altre religioni e tradizioni si segue la strada dell&#8217;accettazione incondizionata, del riconoscimento pieno dell&#8217;alterit\u00e0, fino a tollerare comportamenti che violano i diritti umani fondamentali di persone o categorie di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 considerato quasi normale che non si possano criticare storicamente, o contestare, alcune religioni, mentre per altre si spalancano le porte al dileggio e all&#8217;irrisione, all&#8217;offesa gratuita fino al limite dell&#8217;oscenit\u00e0. Pensiamo per un attimo a che cosa accadrebbe se la Chiesa cattolica, o una protestante, reagissero con veemenza, ricorrendo ai tribunali, lanciando scomuniche verso chi irride al cristianesimo, alle sue figure pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sarebbe una rivolta di intellettuali e politici in difesa della libert\u00e0 di parola, di critica, e di satira, contro oscurantismi e oscurantisti. Invece, quando esponenti islamici lanciano scomuniche, <em>fatwa <\/em>di morte, o minacciano ritorsioni violente contro giornalisti o intellettuali, quasi pi\u00f9 nessuno protesta, e alcuni di essi sono costretti a entrare in clandestinit\u00e0 per anni onde evitare l&#8217;applicazione delle minacce ricevute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, non di rado siamo indotti a ritenere che le nostre religioni tradizionali debbano sopportare e patire tutto, mentre vengono accettati e tutelati i caratteri pi\u00f9 inquietanti di altre tradizioni religiose. \u00c8 passata sotto silenzio l&#8217;introduzione di fatto di alcuni spezzoni di <em>shar\u00ec&#8217;a <\/em>in Gran Bretagna, senza che nessuno avesse a che ridire, o ci si sia interrogati sulle conseguenze che una scelta del genere pu\u00f2 avere sullo <em>status <\/em>giuridico dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>memoria del conflitto <\/em>alimenta, cos\u00ec, la <em>doppia <\/em><em>verit\u00e0 <\/em>di chi reclama la laicit\u00e0 dello Stato, e poi si affretta a togliere il crocifisso, abolisce il Natale o altri simboli cristiani dalle scuole per timore delle nuove religioni, ma ammette che si celebri o festeggi nelle stesse scuole la ricorrenza del ramadan, o di chi vuole impedire che un vescovo entri in una scuola perch\u00e9 la scuola \u00e8 laica, mentre invita esponenti di altre religioni perch\u00e9 cos\u00ec richiederebbe la multiculturalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una memoria condivisa dovrebbe indurre al rispetto della presenza sociale della religione non alla sua cancellazione, a tutelare la nostra identit\u00e0 invece di appannarla all&#8217;interno di una indistinta multiculturalit\u00e0. E dovrebbe indurre chi per anni ha dato lezioni sull&#8217;eguaglianza tra uomo e donna, o ancora oggi reclama le quote rose da realizzarsi in politica, nel mondo del lavoro, e via di seguito, a non girare il capo dall&#8217;altra parte di fronte a pratiche aberranti di alcune frange dell&#8217;immigrazione, che spingono a picchiare le donne, a segregarle, non di rado a ucciderle in nome della religione, del presunto onore familiare, del dominio dell&#8217;uomo sulla donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono fare altri esempi di <em>doppia verit\u00e0, <\/em>che si spiegano soltanto con la <em>memoria del conflitto <\/em>utilizzata strumentalmente. Un esempio classico \u00e8 relativo alla questione del <em>burqa. <\/em>Applicando i criteri e i princ\u00ecpi del pi\u00f9 moderato femminismo, si comprende facilmente che il <em>burqa <\/em>\u00e8 uno strumento di umiliazione e di emarginazione della donna, che sancisce quasi la sua \u00abnon esistenza\u00bb come persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe ovvio affermare la sua contrariet\u00e0 ai princ\u00ecpi di eguaglianza tra uomo e donna e di rispetto della dignit\u00e0 della donna, e i primi a sostenerla dovrebbero essere proprio coloro che hanno appoggiato le lotte per l&#8217;emancipazione femminile nei decenni scorsi. Invece, accade esattamente il contrario, perch\u00e9 tra quanti accettano o giustificano il <em>burqa <\/em>sono proprio coloro che in altri momento hanno teorizzato le parole d&#8217;ordine del pi\u00f9 sfrenato femminismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, se a richiedere il <em>burqa <\/em>fosse la Chiesa cattolica, avremmo donne e uomini in piazza per protestare contro l&#8217;oscurantismo della Chiesa, la violazione dei diritti delle donne, il carattere premoderno e regressivo di una religione che \u00e8 contraria ai diritti umani. La <em>memoria del <\/em><em>conflitto <\/em>produce cos\u00ec, tra i suoi paradossi, anche quello di proseguire una lotta contro il cristianesimo fino a preferirgli tradizioni storicamente e culturalmente arretrate e regressive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi cattolici n.593\/594 Luglio-Agosto 2010 I rapporti tra Stato &amp; Chiesa Nei Paesi europei i rapporti tra Stato e Chiesa, dalla rottura illuministica della Rivoluzione francese a tutta la prima met\u00e0 del Novecento, hanno conosciuto tensioni e contrasti, diversamente da quanto avvenuto negli Stati Uniti d&#8217;America, dove, fin dalle origini della nazione, le relazioni tra &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-memoria-del-conflitto\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33817,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,53,76,24],"tags":[1832,167,1831,150],"class_list":["post-4069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-politica","category-stati-uniti","category-storia","tag-concordati","tag-laicita","tag-stato-chiesa","tag-usa","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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