{"id":406,"date":"2005-05-07T00:00:00","date_gmt":"2005-05-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-07-13T15:45:03","modified_gmt":"2025-07-13T13:45:03","slug":"a-proposito-dellespansione-dellhivaids","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/a-proposito-dellespansione-dellhivaids\/","title":{"rendered":"A proposito dell&#8217;espansione dell&#8217;Hiv\/Aids"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00a0<strong>L&#8217;Osservatore Romano<\/strong><\/a> mercoled\u00ec 5 Aprile 2000<em>Profilattici e valori familiari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di <strong>JACQUES SUAUDEAU<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/unaids.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"227\" height=\"222\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/unaids.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30411\" style=\"width:289px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Ogni anno, verso la fine di dicembre, il mondo scopre di nuovo la realt\u00e0 dell&#8217;epidemia dell&#8217;HIV\/AIDS, nella sua crudezza, in occasione dell&#8217;annuale Conferenza Internazionale sul soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest&#8217;anno il resoconto dell&#8217;UNAIDS sull&#8217;evoluzione dell&#8217;epidemia \u00e8 stato forse ancora pi\u00f9 angosciante che negli anni passati, a causa, in particolare, delle gravi proiezioni che questa relazione implica per l&#8217;Africa subsahariana e per la sua sopravvivenza nel nuovo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allorch\u00e9 il XX secolo giunge al suo termine, ci sono, secondo i dati forniti dall&#8217;UNAIDS, 2,6 milioni di persone che sono morte quest&#8217;anno nel mondo a causa dell&#8217;AIDS (1). \u00c8 il totale pi\u00f9 alto registrato dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia dell&#8217;HIV\/AIDS, e questo malgrado lo sviluppo della terapia antiretrovirale che nei paesi ricchi ha rallentato la diffusione della malattia. 5,6 milioni sono i nuovi casi di infezione verificatisi quest&#8217;anno nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono 32,4 milioni di adulti e 1,2 milioni di bambini contagiati dall&#8217;HIV\/AIDS, oggi, nel mondo, dei quali il 95% vive nei paesi poveri, in via di sviluppo. Queste cifre sono particolarmente impressionanti quando si pensa che il dramma dell&#8217;AIDS si vive specificamente oggi nell&#8217;Africa subsahariana. La conferenza di Lusaka (Zambia), tenutasi dal 12 al 16 settembre 1999, ha messo in evidenza come la situazione si sia purtroppo aggravata (2).<\/p>\n\n\n\n<p>Il 70% delle persone sieropositive nel mondo &#8211; cio\u00e8 23,3 milioni di persone &#8211; vive infatti nell&#8217;Africa subsahariana, e ci\u00f2 tenendo conto che l&#8217;intera popolazione costituisce soltanto il 10% di quella del mondo. La maggior parte di essa morir\u00e0 nei prossimi 10 anni. C&#8217;\u00e8 una prevalenza nella popolazione adulta dell&#8217;8% (0,25% per l&#8217;Europa dell&#8217;Ovest, 0,13% per l&#8217;Africa del Nord e il Medio Oriente).<\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia 34 milioni di persone nell&#8217;Africa subsahariana sono state contagiate dall&#8217;HIV. Di queste, 11,5 milioni sono gi\u00e0 morte (l&#8217;83% delle persone morte a causa dell&#8217;AIDS dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia nel mondo).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;anno 1998 l&#8217;AIDS \u00e8 stato responsabile di 2,2 milioni di morti nell&#8217;Africa subsahariana &#8211; contro i 200.000 morti per la guerra (3). La speranza di vita alla nascita che era aumentata nell&#8217;Africa del Sud, da 44 anni di et\u00e0 negli anni 50 a 59 anni negli anni 90, scender\u00e0 a 45 anni tra gli anni 2005 e 2010 (4). Questi morti costituivano la parte giovane della popolazione, quella che aveva istruzione, formazione professionale, o che insegnava nelle scuole (5). Erano la speranza di questi paesi poveri. Molti di loro erano giovani madri con bambini piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne deriva oggi il terribile problema degli orfani dell&#8217;AIDS. Il 95% degli 11,2 milioni di orfani dell&#8217;AIDS sono africani (6). Se sette persone su dieci contagiate dall&#8217;HIV quest&#8217;anno vivono nell&#8217;Africa subsahariana, per quanto riguarda i bambini la proporzione aumenta a 9 su dieci. 570. 000 bambini di et\u00e0 inferiore ai 14 anni sono stati contagiati dall&#8217;HIV\/AIDS quest&#8217;anno nell&#8217;Africa subsahariana, e di questi il 90% \u00e8 nato da madri sieropositive.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questi dati emerge la realt\u00e0 della tragedia: l&#8217;epidemia dell&#8217;HIV\/AIDS sta devastando l&#8217;Africa, e mette in gioco il futuro stesso del continente. Recentemente, il 10 gennaio di quest&#8217;anno, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si \u00e8 riunito specificamente a tale proposito (7) e ha dichiarato l&#8217;epidemia di HIV\/AIDS il pi\u00f9 grave fattore di destabilizzazione economica e politica nell&#8217;Africa, <em>\u00aba security crisis\u00bb<\/em> secondo le parole del Presidente A Gore (8): \u00abL&#8217;epidemia \u00e8 divenuta pi\u00f9 devastante di una guerra\u00bb ha dichiarato il Dr Peter Piot, Direttore dell&#8217;UNAIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questa situazione, la Chiesa Cattolica non \u00e8 rimasta indifferente. Al contrario. Dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia, la Chiesa Cattolica \u00e8 stata presente, con i suoi ospedali, i centri di cura, le parrocchie, il servizio dei religiosi e delle religiose, le organizzazioni locali di aiuto ai malati e l&#8217;attenzione nei loro riguardi, ed \u00e8 stata, in Africa, in prima linea della lotta contro l&#8217;HIV\/AIDS. Per questo, il Pontificio Consiglio per la Famiglia, in occasione di corsi su famiglia e questioni etiche con la collaborazione delle Conferenze Episcopali, ha tenuto diverse riunioni con i medici e gli infermieri impegnati nella lotta contro l&#8217;AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggioranza di tali riunioni sono state tenute nei paesi dell&#8217;Africa subsahariana interessati dall&#8217;epidemia. Occorre tener presente che l&#8217;impegno della Chiesa Cattolica \u00e8 stato, come sempre, discreto ed efficace. Dobbiamo riconoscere, soprattutto, l&#8217;ammirevole dedizione e la singolare generosit\u00e0 delle tante persone che abbiamo visto visitare &#8211; in Uganda, Kenya, Tanzania, Ghana, Costa d&#8217;Avorio, Benin, Repubblica Centrafricana, Burkina-Faso &#8211; nelle loro case i malati di AIDS, portando loro assistenza umana, cura medica, e, spesso, bevande e cibo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire la realt\u00e0 dell&#8217;AIDS in questi paesi si deve seguire, come abbiamo fatto, i volontari nel loro percorso di visite, mentre entrano nelle case buie, si chinano con gesti di compassione e tenerezza verso una povera donna emaciata, sulla soglia della morte, circondata da tre o quattro bambini che domani non avranno pi\u00f9 niente, neanche la loro madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo tenere in giusta considerazione quelle religiose che hanno accolto tanti bambini orfani dell&#8217;AIDS, e hanno provveduto a dare loro un tetto, del cibo, l&#8217;istruzione e la formazione professionale, mendicando soldi a destra e a sinistra, e contando su un minimo aiuto pubblico e un bassissimo contributo delle istituzioni responsabili a livello internazionale. Dobbiamo considerare queste persone, laici e laiche, venuti spesso da altri continenti, che sono riusciti a dare speranza, dignit\u00e0 di vita e cibo a tante donne, contagiate dall&#8217;AIDS e respinte da tutti come \u00abimmonde\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, sul posto, abbiamo visto Cristo sofferente, Cristo disprezzato, stigmatizzato, rigettato, Cristo malato e non visitato, Cristo moribondo per la fame e la sete. Abbiamo compreso l&#8217;orrenda solitudine e il terribile sentimento di chi sente di essere spacciato. Ma abbiamo anche visto Cristo che visita il malato, che consola il sofferente, che abbraccia il malato di AIDS, che si assume la responsabilit\u00e0 dei bambini ormai orfani.<\/p>\n\n\n\n<p>Serbando nella nostra memoria i volti sereni e sorridenti di tante donne e uomini dell&#8217;Africa che abbiamo visto impegnati quotidianamente, senza pubblicit\u00e0, in questa lotta dura contro le devastazioni dell&#8217;epidemia di HIV\/AIDS, siamo stati rattristati dalle recenti dichiarazioni che alcune persone hanno rilasciato alla stampa, con tanto clamore, in occasione del loro breve viaggio in alcuni paesi africani.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste dichiarazioni, in sostanza, si accusa la Chiesa Cattolica di \u00abindifferenza\u00bb di fronte alla tragedia dell&#8217;AIDS in Africa. \u00c8 vero che, per una persona che per la prima volta si trova a costatare con i propri occhi la terribile realt\u00e0 del problema dell&#8217;AIDS in Africa, lo \u00abshock\u00bb \u00e8 veramente forte e le reazioni d&#8217;indignazione che ne conseguono sono naturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si cerca un colpevole di questa situazione, e, come accade spesso, si finisce con l&#8217;accusare proprio colui che, anche se non in modo perfetto, s&#8217;impegna concretamente per porvi rimedio, mentre gli altri si contentano di criticare. Dunque, la Chiesa Cattolica \u00e8 stata accusata di mancare di senso di realt\u00e0 e di essere poco responsabile di fronte all&#8217;epidemia di HIV\/AIDS in Africa, a causa della sua posizione riguardo all&#8217;uso del profilattico nella prevenzione della contaminazione sessuale. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia non ha cessato di ricordare, nei differenti incontri, il messaggio della Chiesa Cattolica circa questa questione difficile della prevenzione dell&#8217;HIV\/AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo messaggio si basa, in poche parole, sul \u00abvalore familiare\u00bb. Ci\u00f2 che \u00e8 in gioco qui \u00e8 una visione dell&#8217;uomo e della donna, della loro dignit\u00e0, del senso e significato del sesso, come presentato nel Documento di questo Consiglio dedicato alla sessualit\u00e0 umana (9).<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove c&#8217;\u00e8 una vera educazione ai valori della famiglia, della fedelt\u00e0, della castit\u00e0 degli sposi, al retto significato della donazione reciproca &#8211; e ci\u00f2 interessa anche e molto gli Stati &#8211; e laddove si riesce a superare le forme invadenti di promiscuit\u00e0, l&#8217;uomo avr\u00e0 una vittoria umana, anche su questo terribile fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prevenzione di qualsiasi epidemia, si possono distinguere mezzi propriamente preventivi e mezzi di \u00abcontenimento\u00bb. Per la malaria, per esempio, che \u00e8 una malattia paragonabile all&#8217;HIV\/AIDS per la sua incidenza sulla popolazione e per il numero di morti che procura, le misure preventive sviluppate nel corso degli anni &#8211; specialmente nella lotta contro gli anofeli &#8211; sono state piuttosto misure di \u00abcontenimento\u00bb, perch\u00e9 non hanno portato alle radici della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Teoricamente efficaci, queste misure si sono rivelate, nella pratica, poco effettive, perch\u00e9 \u00e8 impossibile distruggere tutte le larve o prosciugare tutti i laghi o impedire alla popolazione di avere riserve d&#8217;acqua all&#8217;aperto. Un altro esempio \u00e8 quello della febbre tifoide, per la quale la prevenzione \u00e8 stata effettiva poich\u00e9 si \u00e8 riusciti a convincere la gente a fare attenzione alle sorgenti di acqua da bere. Questa \u00e8 stata una vera prevenzione, perch\u00e9 \u00e8 riuscita a correggere un atteggiamento sbagliato che era responsabile della contaminazione delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;AIDS, se si vuole attuare una vera prevenzione occorre convincere le persone a modificare il loro atteggiamento sessuale, che \u00e8 il principale responsabile della diffusione dell&#8217;infezione. Finch\u00e9 non si compir\u00e0 un vero sforzo in questo senso, non si realizzer\u00e0 una vera prevenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il profilattico fa parte dei mezzi per \u00abcontenere\u00bb la trasmissione sessuale dell&#8217;HIV\/AIDS, cio\u00e8 per limitare questa trasmissione. Per\u00f2 tutti sono d&#8217;accordo nel riconoscere che la \u00abperfezione\u00bb in questo campo, non c&#8217;\u00e8 e non ci pu\u00f2 essere. Senza parlare della possibilit\u00e0 di rottura o di spostamento dei dispositivi penici in lattice &#8211; sempre possibili durante l&#8217;atto sessuale &#8211; \u00e8 chiaro che il profilattico \u00e8 effettivo \u00abquando \u00e8 usato nel modo corretto\u00bb (10), e soltanto cos\u00ec: una condizione ottimale che lascia, di fatto, ampio spazio al non ottimale (11).<\/p>\n\n\n\n<p>Il dettaglio dei numerosi casi di fallimento del profilattico \u00e8 stato gi\u00e0 ampiamente portato a conoscenza altrove (12). La realt\u00e0 \u00e8 che, per diversi motivi, si \u00e8 equiparata la \u00abprevenzione\u00bb al \u00abbuon uso del profilattico\u00bb, senza che l&#8217;efficacia del profilattico sull&#8217;epidemia di HIV\/AIDS sia stata statisticamente dimostrata e &#8211; in verit\u00e0 &#8211; sia dimostrabile, a causa dei molteplici fattori che intervengono nel corso dell&#8217;epidemia. Questa \u00abdecisione di principio\u00bb, ha deliberatamente lasciato nell&#8217;ombra ci\u00f2 che si sapeva gi\u00e0 da molto tempo a proposito della relativit\u00e0 dell&#8217;efficacia del profilattico come contraccettivo (13).<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, le statistiche in questo campo hanno evidenziato quasi quindici fallimenti su cento rapporti sessuali \u00abprotetti\u00bb dal preservativo. Si vorrebbe dunque far credere che, come per magia, il virus HIV, 450 volte pi\u00f9 piccolo degli spermatozoi, potrebbe essere quasi sempre bloccato dal preservativo, senza tener conto che, invece, gli stessi spermatozoi sarebbero capaci di passare la barriera di lattice 15 volte su cento rapporti sessuali compiuti. L&#8217;unico studio statisticamente valido riguardo all&#8217;efficacia del profilattico nella lotta contro l&#8217;HIV\/AIDS, \u00e8 quello del \u00abGroupe d&#8217;Etudes europ\u00e9en\u00bb (14).<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 questo studio prende in esame coppie stabili, sierodiscordanti (15), senza infezioni genitali, in base alla situazione dell&#8217;Europa dove, in ogni caso, la trasmissione sessuale del virus \u00e8 pi\u00f9 che contenuta. Altre statistiche &#8211; che devono essere interpretate con prudenza &#8211; mostrano sempre una percentuale di fallimento di almeno il 10% (dieci fallimenti su 100 profilattici usati) (16).<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, come hanno recentemente segnalato alcuni ricercatori dell&#8217;University College Medical School, di Londra (17), la pubblicit\u00e0 data al preservativo nella lotta contro l&#8217;HIV\/AIDS potrebbe avere un effetto contrario a quello ricercato, nella misura in cui tale pubblicit\u00e0 porterebbe le persone ad atteggiamenti sessuali pi\u00f9 rischiosi, a causa del senso di sicurezza che provano quando usano il profilattico.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 dunque sperare di fermare l&#8217;epidemia di HIV\/AIDS soltanto con il preservativo, allo stesso modo in cui non si pu\u00f2 sperare di arrestare l&#8217;alluvione di un fiume servendosi di sacchi di terra quando le dighe principali sono ormai rotte. Si pu\u00f2 soltanto sperare di contenerla. In ogni caso, la posizione della Chiesa, riguardo alla prevenzione dell&#8217;HIV\/AIDS, non \u00e8 a questo livello tecnico-sanitario. Si rivolge invece alla radice umana e antropologica del problema, cio\u00e8 al livello del rispetto della sessualit\u00e0 umana, al livello dei valori che definiscono la crescita umana degli individui del genere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;epidemia di HIV\/AIDS ha assunto tali proporzioni nei paesi dell&#8217;Africa subsahariana, \u00e8 perch\u00e9 vi ha trovato le condizioni favorevoli per una tale diffusione: disoccupazione, miseria, condizione di profughi, guerre civili, carenza del potere politico, carenza delle strutture sanitarie, corruzione, concentrazione di popolazioni povere nelle grandi citt\u00e0, sviluppo di una prostituzione occasionale o permanente. Inoltre, la situazione della donna, sottomessa al volere del marito sotto pena di ripudio con gravissime conseguenze sociali, spiega in un certo modo perch\u00e9 sono le donne che, nei diversi paesi dell&#8217;Africa subsahariana, sono oggi le pi\u00f9 colpite dall&#8217;infezione di HIV\/AIDS (12- 13 donne contro 10 uomini) (18).<\/p>\n\n\n\n<p>La frequenza delle malattie sessualmente trasmesse, che aprono la strada all&#8217;HIV nell&#8217;organismo femminile, (19) spiega il resto. \u00c8 a questo livello originario, sociale e dei valori che la prevenzione dell&#8217;AIDS deve agire per essere efficace (20). La prevenzione pi\u00f9 radicale dell&#8217;HIV\/AIDS, quella che \u00e8 efficace in assoluto e che nessuno pu\u00f2 negare, \u00e8 l&#8217;astinenza sessuale per gli adolescenti prima del matrimonio, e la castit\u00e0 coniugale nel matrimonio. Questo \u00e8 il messaggio della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Limitarsi ad invitare gli adolescenti ad usare il profilattico nelle loro esperienze sessuali, significa continuare ad alimentare il vizioso circolo sessuale che sta all&#8217;origine della gravit\u00e0 della pandemia nell&#8217;Africa subsahariana. \u00c8 una illusione equiparare l&#8217;efficacia della lotta contro l&#8217;HIV\/AIDS al numero di profilattici distribuiti nell&#8217;ambito di una popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono presentati, come casi esemplari, quelli dell&#8217;Uganda e della Tailandia (21), dove gli sforzi internazionali e nazionali a favore dell&#8217;uso del profilattico avrebbero portato frutti. Nel caso della Tailandia, lo sforzo delle autorit\u00e0 sanitarie si \u00e8 rivolto verso le prostitute e i loro clienti. Benefici a seguito dell&#8217;uso del preservativo per queste persone ve ne sono stati specialmente per quanto riguarda la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse (22).<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 chiaro, tuttavia, se la promozione del condom in questo paese ha avuto effetto sul corso generale dell&#8217;epidemia di HIV\/AIDS (23). L&#8217;uso del profilattico in tale condizioni \u00e8 effettivamente un <em>\u00abminor male\u00bb,<\/em> per\u00f2 non lo si pu\u00f2 proporre come modello di umanizzazione e di sviluppo. Forse le autorit\u00e0 della Tailandia avrebbero potuto prima interrogarsi sulle ragioni che hanno determinato il particolare sviluppo della prostituzione in questo paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso dell&#8217;Uganda ci sembra pi\u00f9 esemplare, in considerazione del fatto che gli sforzi della lotta sono stati indirizzati verso tutti i fronti e hanno toccato effettivamente le radici stesse dell&#8217;epidemia. Nello studio presentato dall&#8217;UNAIDS (24), ci si interroga sui fattori che hanno portato al declino dell&#8217;epidemia in Uganda (25).<\/p>\n\n\n\n<p>La diffusione dell&#8217;HIV \u00e8 scesa dal 45% al 35% negli uomini esaminati nelle cliniche per malattie sessualmente trasmesse, a Kampala, e dal 21% al 5% nelle donne incinte esaminate a Jinja, tra 1990 e 1996. Se, dai questionari risulta che uomini e donne sessualmente attivi ricorrono ad un uso pi\u00f9 frequente del profilattico, il fattore che ci sembra di importanza maggiore \u00e8 il cambiamento nell&#8217;atteggiamento sessuale dei giovani, che ritardano i primi rapporti sessuali (il 56% dei ragazzi di 15-19 anni di et\u00e0 hanno dichiarato nel 1995 di non aver avuto rapporti sessuali, contro il 31% nel 1989, e il 46% delle ragazze hanno affermato la stessa cosa nel 1995 contro il 26% nel 1989), e rimandano l&#8217;et\u00e0 del matrimonio; fattore importante \u00e8 anche la diminuzione dei rapporti sessuali fuori della coppia (dal 22, 6% nel 1989 si \u00e8 passati al 18, 1% nel 1995 per gli uomini) (26).<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere queste osservazioni a proposito della prevenzione dell&#8217;epidemia di HIV\/AIDS nell&#8217;Africa Subsahariana e del ruolo che la Chiesa Cattolica ha sviluppato in questa lotta, occorre segnalare, tra molte altre, alcune esemplari iniziative realizzate per gli adolescenti e i giovani di questi paesi. Si sono formati, in Uganda, Tanzania e Nigeria, gruppi di giovani, promossi da religiose, sacerdoti e laici cattolici che si occupano di loro. Tali gruppi si dedicano alla lotta contro l&#8217;HIV\/AIDS (27) e portano nomi significativi: <em>\u00abYouth alive\u00bb,<\/em> <em>\u00abYouth for Life\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In questi gruppi informali e indipendenti da qualsiasi organizzazione governativa o statale, ragazzi e ragazze di 16-18 anni di et\u00e0 si impegnano a lottare contro l&#8217;HIV\/AIDS presso i loro compagni di scuola e ragazzi a loro vicini, cominciando da se stessi, con un impegno alla continenza sessuale fino al matrimonio e alla castit\u00e0 coniugale dopo il matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi gruppi non sono proiezioni teoretiche. Esistono realmente, e da anni, con discrezione ed efficacia. Abbiamo avuto occasione di incontrarli e di parlare con queste ragazze e questi ragazzi, \u00abnormali\u00bb, sorridenti, allegri, interessati alla musica e al calcio, amanti della vita ma non del profilattico. Tali gruppi non chiedono denaro: chiedono amore, pazienza, tempo, dedicazione e fede da parte di chi li segue. Non si pu\u00f2 negare che sia questo il modello da applicare: certo non \u00e8 un modello facile, ma \u00e8 qualcosa di pienamente umano, basato sulla fede e la speranza, e non su un materiale in lattice, da distribuire.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, sembra che si preferisca il materiale da distribuire allo sforzo umano. Con i milioni di dollari spesi nell&#8217;industria dei profilattici, si sarebbe potuto fare molto di pi\u00f9 per i giovani dell&#8217;Africa, per la loro educazione, per il loro sostentamento e per la prevenzione efficace contro il contagio da HIV\/AIDS. La Chiesa Cattolica crede nel valore dell&#8217;uomo, nelle sue risorse. Crede che \u00abl&#8217;uomo sorpassa infinitamente l&#8217;uomo\u00bb, come diceva Blaise Pascal, perch\u00e9 \u00e8 creato ad immagine di Dio, perch\u00e9 \u00abIddio cre\u00f2 l&#8217;uomo (e la donna) a sua immagine\u00bb (Gen. 1, 27).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel campo del HIV\/AIDS abbiamo trattato l&#8217;uomo come se si trattasse di un animale sottoposto ad una visita veterinaria, dimenticandoci di tutte le energie che egli \u00e8 capace di mettere in azione quando \u00e8 convinto che vale la pena agire per una cosa necessaria. Allo stesso modo in cui Malthus si era sbagliato (28) nelle sue proiezioni perch\u00e9 non aveva pensato che l&#8217;uomo poteva moltiplicare le sue risorse grazie al suo genio, cos\u00ec si \u00e8 compiuto un errore dedicando tutti gli sforzi al \u00abcontenimento\u00bb dell&#8217;HIV\/AIDS, servendosi di una barriera meccanica, indegna della sessualit\u00e0 umana, indegna dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 capire il motivo che spinge le autorit\u00e0 sanitarie a diffondere il profilattico tra le prostitute e i loro clienti. Per\u00f2 la prevenzione dell&#8217;HIV\/AIDS deve essere pi\u00f9 di questo, deve spingersi ad un altro livello ed attaccare le vere radici sociali, economiche, politiche, morali, dell&#8217;epidemia. Questo non \u00e8 impossibile, \u00e8 necessario soltanto ampliare la visuale ed assicurare un maggiore rispetto delle persone. <em>\u00abYouth alive\u00bb,<\/em> <em>\u00abYouth for Life\u00bb,<\/em> hanno fatto questa scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una scelta per l&#8217;avvenire di un continente che potrebbe altrimenti perdere la sua speranza.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Note:<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>1)<\/strong> M. Balter, <em>AIDS Now World&#8217;s Fourth Biggest Killer<\/em>, Science, 1999, 284 (5417): 1101.<\/p>\n\n\n\n<p> <strong>2)<\/strong> E. Favereau, <em>Sida en Afrique: un bilan amer<\/em>, Lib\u00e9ration, 17\/9\/1999. N. Herzberg, <em>Dans une immense solitude, l&#8217;Afrique meurt d&#8217;abord du sida<\/em>, Le Monde, 14\/9\/2000, p. 1. N. Herzberg, <em>L&#8217;\u00e9pid\u00e9mie de sida est sur le point d&#8217;an\u00e9antir les rares acquis du d\u00e9veloppement en Afrique<\/em>, Le Monde, 16\/9\/1999, p. 4.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3)<\/strong> P. Benkimoun, N. Herzberg, <em>Le sida est devenu la premi\u00e8re cause de mortalit\u00e9 en Afrique<\/em>, Le Monde, 14\/9\/1999, p. 6.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>4)<\/strong> La speranza di vita, nello Zambia \u00e8 scesa da 64 anni a 47 anni. In questo paese un ragazzo di 15 anni ha il 60% opportunit\u00e0 di morire di AIDS. D. Logie, <em>AIDS cuts life expectancy in sub-Saharan Africa by a quarter<\/em>, British Medical Journal, 1999, 319 (7213):806.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>5)<\/strong> <em>AIDS: Teachers Dying in Central Africa<\/em>, Current Concerns, October 1999, n. 10\/99, p. 7. A quoi sert-il de construire des \u00e9coles en Afrique si les professeurs meurent comme des mouches?, Le Monde, Economie, 14\/9\/1999, p. III.<\/p>\n\n\n\n<p> <strong>6)<\/strong> N. Herzberg, <em>Les orphelins de Cairo Road<\/em>, Le Monde, 30\/9\/1999, p. 14.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>7)<\/strong> Afsan\u00e9 Bassir Pour, <em>Les Etats-Unis saisissent l&#8217;ONU du probl\u00e8me du SIDA en Afrique<\/em>, Le Monde, 12\/1\/2000, p. 3.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>8)<\/strong> <em>Africa&#8217;s AIDS Crisi<\/em>s, Herald International Tribune, 13\/1\/2000, p. 8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>9)<\/strong> <em>Sessualit\u00e0 umana: verit\u00e0 e significato. Orientamenti educativi in famiglia<\/em>, Roma, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>10)<\/strong> UNAIDS: <em>Sexual behavioural change for HIV. Where have theories taken us<\/em>?, UNAIDS Best Practice Collection\/99. 27E, June 1999, WWW.unaids. org., p. 20.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>11)<\/strong> Cates W., Hinman A. R., <em>AIDS and absolutism &#8211; the demand for perfection in prevention<\/em>, The New England Journal of Medicine, 327 (7): 492-494. Roper W. L., Peterson H. B., Curran J. W., <em>Commentary: Condoms and HIV\/STD Prevention &#8211; Clarifying the message<\/em>, American Journal of Public Health, 83 (4): 501-503.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>12)<\/strong> April K., Koster R., Fantacci G., et al., <em>Qual \u00e8 il grado effettivo di protezione dall&#8217;HIV del preservativo<\/em>? Medicina e Morale, 1994, 44 (5): 903-905. Kirkman R., <em>Condom use and failure<\/em>, The Lancet, 1990, 336 (8721): 1009. Kuss R., Lestradet H., <em>SIDA: communication, information et pr\u00e9vention<\/em>, in <em>\u00abLe SIDA, propagation et pr\u00e9vention, Rapports de la commission VII de l&#8217;Acad\u00e9mie Nationale de M\u00e9decine<\/em>\u00bb, Editions de Paris, 1996, pp. 12-55. Suaudeau J., <em>Le \u00absexe s\u00fbr\u00bb et le pr\u00e9servatif face au d\u00e9fi du Sid<\/em>a, Medicina e Morale, 1997 (4): 689-726.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>13)<\/strong> Grady W. R., Hayward, M. D., Yagi, J., <em>Contraceptive failure in the United States: estimates from 1982 National Survey of Family Growth<\/em>, Family Planning Perspectives, 1986, 18 (5): 200 &#8211; 209. Jejeebhoy S., <em>Measuring contraceptive use-failure and continuation: an<\/em> <em>overview of new approaches<\/em>, in <em>\u00abMeasuring the Dynamics of Contraceptive Use\u00bb,<\/em> United Nations, New York, 1991, pp. 21-51, tables 3, 5. Potts D. M., Swyer G. I. M., <em>Effectiveness and risks of birth-control methods<\/em>, British Medical Bulletin, 1970, 26 (1): 26-32. Jones E. F., Forrest J. D., <em>Contraceptive failure rates based on the 1988 NSFG <\/em>[National Survey of Family Growth], Family Planning Perspectives, 1992, 24 (1): 12-19. Vessey M. P., Lawless M., Yeates D., <em>Efficacy of different contraceptive methods<\/em>, The Lancet, 1982, 1 (8276): 841- 842. World Health Organization, <em>\u00abCommunicating Family Planning in Reproductive Health. Key Message for Communicators<\/em>\u00bb, WHO, 1997, p. 18.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>14)<\/strong> De Vincenzi I., <em>Comparison of female to male and male to female transmission of HIV in 563 stable couples,<\/em> British Medical Journal, 1992, 304: 809- 813. De Vincenzi I., <em>for the European Study Group on Heterosexual Transmission of HIV, A longitudinal Study of Human immunodeficiency virus transmission by heterosexual partners,<\/em> The New England Journal of Medicine, 1994, 331\u00a0 (6): 341-346.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>15)<\/strong> In questa situazione di coppie HIV siero-discordanti, il fattore pi\u00f9 importante che interviene nella trasmissione dell&#8217;HIV non sembra l&#8217;uso o l&#8217;assenza di uso del preservativo, ma l&#8217;atteggiamento sessuale dei partner, e l&#8217;esistenza o l&#8217;assenza di malattie sessualmente trasmesse. Nella sua statistica del 1987, N. Padian ha mostrato che il rischio di contaminazione da HIV \u00e8 basilarmente funzione del numero dei partner e del numero degli atti sessuali attuati con un partner contagiato. Padian N., Marquis L., Francis D. P. et al., <em>Male-to-Female Transmission of Human Immunodeficiency Virus<\/em>, Journal of the American Medical Association, 1987, 258 (6): 788-790.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>16)<\/strong> G\u00f8tzsche, P. C., H\u00f8rding M., <em>Condoms to Prevent HIV Transmission Do Not Imply Truly Safe Sex<\/em>, Scandinavian Journal of Infectious Diseases, 1988, 20 (2), pp. 233-234. Hearst H., Hulley S., <em>Preventing the heterosexual spread of AIDS. Are we giving our patient the best advice?,<\/em> JAMA, 1988, 259 (16): 2428-2432. Kelly J., <em>Using condoms to prevent transmission of HIV. Condoms have an appreciable failure rate<\/em>, British Medical Journal, 1996, 312 (7044): p. 1478. Kelly, J. A., St. Lawrence, J. S., <em>Cautions about condoms in prevention of AIDS<\/em>, The Lancet, 1987, 1 (8258): 323. Vermund S. H., Editorial: <em>Casual sex and HIV Transmission<\/em>, American Journal of Public Health, 1995, 85 (11): 1488- 1489. Vessey J. T., Larson D. B., Lyons J. S. et al., <em>Condom Safety and HIV, Sexually Transmitted Diseases<\/em>, 1994, 21 (1): 59-60. Weller S., <em>A meta-analysis of condom effectiveness in reducing sexually transmitted HIV<\/em>, Social Science Medicine, 1993, 36 (12): 1365-1644.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>17)<\/strong> Richens J., Inrie J., Copas A., <em>Condoms and seat belts: the parallels and the lessons, The Lancet,<\/em> 2000, 355 (9201): 400-403.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>18)<\/strong> AIDS epidemic update: december 1999, UNAIDS, p. 16.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>19)<\/strong> Cohen M. S., <em>Sexually transmitted diseases enhance HIV transmissionno longer an hypothesis<\/em>, The Lancet, 1998, 351 (suppl III): SIII5-SIII7.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>20)<\/strong> Gli studi realizzati a Mwanza, Tanzania (Grosskurth et al. ) e, pi\u00f9 recentemente, nel Rakai Districti dell&#8217;Uganda (Waver et al. ) hanno mostrato, in un modo impressionante, come l&#8217;infezione da HIV pu\u00f2 essere controllata e prevenuta nelle popolazioni con l&#8217;unico trattamento delle malattie sessualmente trasmesse, senza altre misure contro l&#8217;HIV\/AIDS. Grosskurth H., Mosha F., Todd J., <em>Impact of improved treatment of sexually transmitted diseases on HIV infection in rural Tanzania<\/em>, Lancet, 1995, vol. 346, pp. 530-536 Lancet, 1997, vol. 350, pp. 1805-1809. Waver M. J., Sewankambo N. K., Serwadda D., Etal., <em>Control of sexually transmitted diseases for AIDS prevention in Uganda: a randomized community trial<\/em>, Lancet, 1999, 353 (9152): 515- 535.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>21)<\/strong> W. Phoolcharoen, HIV\/AIDS <em>Prevention in Thailand: Success and Challenges<\/em>, Science, 19 June 1998, 280 (5371): 1873.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>22)<\/strong> Hanenberg R. S., Rojanapithayakorn W., M Kunasol P., Sokal D. C., <em>Impact of Thailand&#8217;s HIV-control programme as indicated by the decline of sexually transmitted diseases<\/em>, The Lancvet, 1994, 344 (8917): 243-245.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>23)<\/strong> Richens J., Imrie J., Copas A., <em>Condoms and seat belts<\/em>. . . , p. 401.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>24)<\/strong> A measure of success in Uganda, UNAIDS Case Study, May 1998.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>25)<\/strong> Asiimwe-Okiror G., Opio A. A., Musinguzi J., <em>Madraa E., Tembo G., Carael M., Changes in sexual behavior and decline in HIV infection among young pregnant women in urban Uganda, AIDS<\/em>, 1997, 11: 1757-1764.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>26)<\/strong> Questi dati sono sostenuti da uno studio recente circa le differenze nell&#8217;atteggiamento sessuale della popolazione in quattro citt\u00e0 africane che conoscono gradi molto diversi di prevalenza dell&#8217;HIV (dal 3. 3% a Cotonou, Benin, al 31. 9% a Ndola, Zambia). Questo studio evidenzia &#8211; tra altri aspetti &#8211; un rapporto tra la precocit\u00e0 nei primi rapporti sessuali delle ragazze e la prevalenza di HIV nel loro gruppo. Le adolescenti di Kisumu e Ndola hanno in particolare rapporti sessuali precoci con uomini di et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, e la prevalenza delle malattie sessuali trasmissibili tra loro \u00e8 pi\u00f9 elevata che nelle altre citt\u00e0 studiate. Cohen J., AIDS <em>Researchers Look to Africa for New Inbsighs 5,<\/em> Science, 2000, 287 (5455), : 942-943. <em>Differences in HIV Spread in four sub-Saharan African cities,<\/em> UNAIDS, Lusaka, 14 September 1999.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>27)<\/strong> McSweeny L., <em>\u00abAIDS, your responsibility\u00bb,<\/em> The ambassador Publications, 1991; McSweeny L., <em>\u00abChanging behaviour. A challenge to love\u00bb,<\/em> Ambassador Publications, 1995; Campbell I. D., Williams G., <em>AIDS management: an integrated approach,<\/em> ACTION AID, 1994.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>28)<\/strong> D. B. Marron, <em>Biology, economics, and models of humanity&#8217;s future: what we have learned since Malthus?, Perspectives in biology and Medicine<\/em>, 1999, 42 (2): 195-206.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0L&#8217;Osservatore Romano mercoled\u00ec 5 Aprile 2000Profilattici e valori familiari di JACQUES SUAUDEAU<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/a-proposito-dellespansione-dellhivaids\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":30411,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[3215],"class_list":["post-406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aids","tag-hiv","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>A proposito dell&#039;espansione dell&#039;Hiv\/Aids - 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