{"id":40519,"date":"2018-06-14T00:00:59","date_gmt":"2018-06-13T22:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=40519"},"modified":"2018-06-13T15:00:06","modified_gmt":"2018-06-13T13:00:06","slug":"appunti-per-una-filosofia-dei-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/appunti-per-una-filosofia-dei-giovani\/","title":{"rendered":"Appunti per una filosofia dei giovani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-40520\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"168\" \/>Vita e Pensiero<\/strong>, 1968, V,pp. 399-413<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Augusto del Noce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;rivoluzione studentesca&#8221; ha colto di sorpresa cos\u00ec gli intellettuali come i politici. \u00c8 stata l&#8217;improvvisa e imprevista &#8220;rivelazione&#8221; dello stato d&#8217;animo dei giovani; dobbiamo avere il coraggio di dichiararlo, ci siamo trovati davanti al frutto morale dell&#8217;ultimo ventennio e non prevedevamo che fosse tale, n\u00e9 in bene n\u00e9 in male. Sulle valutazioni, positive o negative, ha prevalso lo stupore.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 quindi isolare, ne&#8217; gli &#8220;studenti&#8221; l&#8217;hanno isolato, il problema delle rivendicazioni universitarie da una questione assai pi\u00f9 ampia. La giovent\u00f9 contesta i risultati morali degli ultimi vent&#8217;anni e disprezza gli intellettuali della generazione ormai matura, quanto pi\u00f9 si sforzano di apparire giovani e di essere adeguati al progresso dei tempi. Il che significa: quel che noi giovani sentiamo, il disagio che vogliamo superare, non trova corrispondenza nei modelli anche pi\u00f9 avanzati che la generazione degli intellettuali che si \u00e8 formata intorno al &#8217;40 vorrebbe proporci; e ci\u00f2 perch\u00e9 ci troviamo ad affrontare una situazione morale nuova, che essi non prevedevano, n\u00e9 sanno ora comprendere. Anche i pi\u00f9 estremisti tra loro appartengono al sistema che contestiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-39570\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/68_contestazione.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"170\" \/>Parlo di un contrasto di generazioni: mi si obietter\u00e0 che il concetto di generazione \u00e8 equivoco e ambiguo. Certamente lo so, ma penso che qui sia necessario usarlo, come il pi\u00f9 approssimato, anche se non lo si \u00e8 fatto oggetto di un&#8217;analisi esaustiva. Consideriamo infatti la recente storia d&#8217;Italia: la generazione dei giovani tra il &#8217;43 e il &#8217;45 ha &#8220;contestato&#8221; quanto avevano fatto coloro che erano stati giovani tra il &#8217;19 e il &#8217;22; oggi la loro opera si trova a sua volta contestata dai giovani del &#8217;67-&#8217;68. La corrispondenza temporale non potrebbe essere pi\u00f9 precisa, 24 anni: dal 1919, in Italia ogni generazione &#8220;contesta il sistema&#8221;; la regolarit\u00e0 matematica avrebbe fatto la gioia di Giuseppe Ferrari. Sono, certamente, lontanissimo dall&#8217;approvare il giovanilismo, e lo si vedr\u00e0. Tuttavia, resta che l&#8217;insoddisfazione del giovane rispetto all&#8217;anziano \u00e8 un fatto che deve venire spiegato; e per aspetti negativi che possa contenere, per manifestazioni deteriori a cui possa aver dato origine, pu\u00f2 anche contenerne dei buoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;analisi che \u00e8, insieme, rinuncia alla condanna massiccia, come ai tentativi di giustificazione indiscriminata, \u00e8 resa necessaria da una situazione che si \u00e8 manifestata pi\u00f9 densa di pericoli di quanto le persone rese accorte dall'&#8221;esperienza&#8221; non riuscissero a immaginare (perch\u00e9, per mature e riflessive che siano diventate, continuano a immaginare il ribellismo giovanile nella forma che assumeva al tempo della loro giovent\u00f9); ma che pure pu\u00f2 dar luogo a un certo filo di speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1. La contestazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-18002\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/68.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>\u00c8 rivolta contro la societ\u00e0 del benessere o tecnologica o tecnocratica o opulenta, come che la si voglia definire. Ma \u00e8 da capire che <strong>per societ\u00e0 del benessere si vuol significare quella che pone il <em>benessere come fine<\/em><\/strong>; la precisazione \u00e8 necessaria perch\u00e9 assai spesso la si ritiene quella che, mossa dalla consapevolezza morale e religiosa dell&#8217;unit\u00e0 del genere umano, o anche semplicemente dallo scopo di eliminare le tensioni rivoluzionarie (le due finalit\u00e0 possono ben accordarsi), vuole <strong>la maggiore diffusione del benessere tra i meno abbienti e i sotto sviluppati<\/strong>. Se cos\u00ec la si intende, si potrebbe forse non approvarla? La societ\u00e0 del benessere non avrebbe altro fine se non quello di realizzare l&#8217;eliminazione definitiva della schiavit\u00f9; sarebbe quindi richiesta dai valori morali tradizionali, anche se essi, nella loro nuova attuazione, debbano incontrare ostacoli diversi da quelli del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vero \u00e8 che bisogna ben distinguere tra questi due significati, giacch\u00e9 la societ\u00e0 attuale, anche se lontana dall&#8217;avere completamente vinto, \u00e8 la societ\u00e0 del benessere nel primo senso. L&#8217;avvertenza non \u00e8 affatto superflua, perch\u00e9 la mancata distinzione ha fatto s\u00ec che la maggior parte degli intellettuali cattolici siano stati scarsamente sensibili alla novit\u00e0 della situazione, e non si siano resi adeguata ragione di quel continuo scadimento dei valori religiosi e morali consacrati dalla tradizione, che pure la pi\u00f9 elementare esperienza pone sotto i loro occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggetto della contestazione \u00e8 <strong>il sistema &#8220;occidentale&#8221;<\/strong> del dopoguerra nella sua &#8220;globalit\u00e0&#8221;, <strong>quale si \u00e8 costituito come alternativa al comunismo;<\/strong> ma l&#8217;alternativa \u00e8 tale che lo stesso revisionismo russo tende a inserirvisi come uno dei poli egemonici. Insomma: gli intellettuali di sinistra avevano, in genere, salutato il nuovo corso russo, come processo di democratizzazione; continuando con ci\u00f2 il giudizio di coloro (tra noi, in primo luogo Salvemini) che nel 1917 avevano salutato l&#8217;opera di Kerenski, come di chi intendeva far entrare la Russia nell&#8217;orbita delle potenze democratiche, autorizzando con ci\u00f2 l&#8217;impostazione ideologica della prima guerra mondiale come lotta delle democrazie contro le potenze autoritarie. Allora fu la storia a prendersi beffe di questo giudizio; oggi, il giudizio esattamente simmetrico \u00e8 beffato dai giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31333 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/Del-Noce.jpg\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"200\" \/>Ma passiamo ai caratteri morali della societ\u00e0 del benessere, intesa nel primo seno.\u00a0<\/strong>Per semplificare l&#8217;argomento, partir\u00f2 da alcune perfette osservazioni di Felice Balbo: <em>&#8220;&#8230; quando lo scopo della societ\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 quello della &#8216;vita buona&#8217;, ma quello del &#8216;benessere&#8217; ossia del massimo possibile soddisfacimento dei gusti e degli appetiti \u2014 pi\u00f9 elementari e necessari, o pi\u00f9 raffinati e alternativi non importa \u2014, la filosofia diviene effettivamente superflua&#8230; Da quando i termini usuali con cui i filosofi parlano del loro lavoro o giudicano le filosofie non sono pi\u00f9, in primo luogo, &#8216;vero&#8217; e &#8216;falso&#8217; ma &#8216;importante&#8217; e &#8216;insignificante&#8217;, originale e banale, eretico e dogmatico, sincero e retorico, progressivo e reazionario, ecc., si pu\u00f2 dire che la fiducia nel filosofare come tale, e non solo in questa o quella filosofia, \u00e8 scossa alle radici&#8221;<\/em> (Balbo, Opere, Boringhieri, Torino, 1963, pp. 366 e 364).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le leggiamo attentamente, ne ricaviamo tre verit\u00e0 essenziali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> <strong>che quando si fa del benessere il fine della societ\u00e0, la filosofia come tale dev&#8217;essere abolita<\/strong>. <strong>Quel che resta \u00e8 la scienza di cui la filosofia, al pi\u00f9, studier\u00e0 la metodologia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da ci\u00f2 riprendono nuova vita tutti i peggiori fondi del tardo ottocento, il mito della Scienza e quello dell&#8217;Evoluzione. Infatti la Scienza o, per meglio dire, la scienza moderna, pu\u00f2 studiare l&#8217;uomo soltanto come animale, di specie e di grado superiore. Questo \u00e8 il suo limite, non la sua colpa, <strong>ma quando la filosofia abdica in favore della scienza e se ne fa l&#8217;ancella, la differenza qualitativa fra l&#8217;uomo e l&#8217;animale va perduta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29006\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/boom_economico.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"179\" \/>Per l&#8217;elevazione della scienza a tipo assoluto di conoscenza, viene meno l&#8217;interiorit\u00e0 (la presente perdita del pudore non ne \u00e8 che l&#8217;aspetto sensibile; che posto pu\u00f2 esserci ancora per il pudore se la scienza aggettiva tutto?) e l&#8217;assolutizzazione dello scientismo deve anche significare la fine assoluta delle religioni (teologia della &#8220;morte di Dio&#8221;, ecc.). \u00c8 per questa riduzione dell&#8217;uomo ad animale (1) che si pensa, una volta soddisfatti nella misura pi\u00f9 larga i bisogni sensibili dell&#8217;uomo, tutti gli istinti aggressivi verranno a cessare: l&#8217;utopia tipica della societ\u00e0 del benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) Quanto sia oggi diffusa, soprattutto presso gli intellettuali, la malafede, si \u00e8 spesso osservato. Ma non si \u00e8 segnalata abbastanza la connessione di ci\u00f2 con lo sviluppo della societ\u00e0 del benessere<\/strong>. Di fatto: una societ\u00e0 che abolisca i giudizi in termini di vero e di falso, non pu\u00f2 non autorizzare il diritto alla menzogna, alla malafede; che saranno riconosciute come lecite quando porteranno chi le professa a un risultato positivo. <strong>Giudizio che \u00e8 poi una variante della celebre frase di Nietzsche sulla storia della morale, come storia della giustificazione dei delitti che hanno avuto un esito felice.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) L&#8217;opposizione alla societ\u00e0 del benessere non pu\u00f2 essere condotta da un punto di vista reazionario, e ci\u00f2 semplicemente perch\u00e9 l&#8217;opposizione di progressivo e di reazionario \u00e8 interna al suo linguaggio<\/strong>. Reazionario \u00e8 chi si oppone al progressivo, nella convinzione, in fondo, di aver gi\u00e0 perduto. Criticare realmente la societ\u00e0 del benessere, \u00e8 andar oltre l&#8217;opposizione del progressivo e del reazionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due altre osservazioni sono da aggiungere, a riguardo del rapporto tra marxismo e societ\u00e0 del benessere e del carattere di novit\u00e0 e di antitradizione di questa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40521\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/boom_economico.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/boom_economico.jpg 317w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/boom_economico-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>La filosofia implicita nella societ\u00e0 del benessere, \u00e8 lo sviluppo radicale di un momento del marxismo, quello per cui si presenta come &#8220;relativismo assoluto&#8221; (conseguente al materialismo storico); sviluppo cos\u00ec rigoroso da giungere a eliminare l&#8217;altro, quello per cui si presenta come pensiero dialettico e dottrina della rivoluzione<\/strong>. In breve segna la vittoria del positivismo e sociologismo sul marxismo; di un positivismo che ha deposto gli aspetti romantici che erano propri delle sue forme ottocentesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma con ci\u00f2 ha raggiunto una forma di empiet\u00e0 maggiore del marxismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, pur essendo rigorosamente ateo, pur negando ogni rivelazione e ogni soprannaturale, il marxismo, <strong>nella sua versione comunista \u00e8 infatti una religione, l&#8217;Avvenire sostituendo l&#8217;Eterno e la Totalit\u00e0 l&#8217;Assoluto e la Citt\u00e0 di Dio. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, la societ\u00e0 del benessere \u00e8 l&#8217;unica nella storia del mondo che non abbia origine da una religione, ma sorga essenzialmente contro una religione, anche se, per paradosso, questa religione \u00e8 la marxista (ma successivamente, la critica si estende a ogni altra forma di religione<strong>). Non a caso il punto di vista del suo intellettuale si riassume nelle due seguenti affermazioni: accettazione della morte di Dio, e posizione critica rispetto al marxismo in quanto ancora, a suo modo, \u00e8 religioso<\/strong>. Da questa novit\u00e0 deriva <strong>il suo antitradizionalismo<\/strong>; la sua prospettiva storica, \u00e8, in sostanza, la seguente: nella storia c&#8217;\u00e8 stata una cesura definitiva rappresentata dalla seconda guerra mondiale; non sono stati vinti soltanto fascismo e nazismo, ma l&#8217;intera vecchia tradizione europea; e fascismo e nazismo devono essere interpretati come fenomeni conseguenti alla paura del progresso storico, o come si suol dire oggi, della trascendenza, usando questo termine in un significato intramondano. In conseguenza di tale giudizio, chi si richiama alla tradizione \u00e8 sempre, quale che sia la sua consapevolezza, un &#8220;reazionario&#8221; o un &#8220;fascista&#8221; (termini che vengono stoltamente identificati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pi\u00f9, <strong>la societ\u00e0 del benessere \u00e8 intrinsecamente totalitaria nel senso che la cultura vi \u00e8 completamente subordinata alla politica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28063\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/68.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"192\" \/>Ricavo da un recente notevolissimo scritto di Umberto Segre: &#8220;a queste condizioni per\u00f2, il patto Stato-grandi imprese, assume come unica regola l&#8217;efficienza e la crescente produttivit\u00e0. Tutto dovr\u00e0 essergli sacrificato. Galbraith ha l&#8217;onest\u00e0 di dichiararlo: <em>&#8216;la tecnologia \u00e8 sempre bene; l&#8217;incremento economico \u00e8 sempre bene; le grandi aziende hanno come norma interna un incremento indeterminato; il consumo dei beni che esse producono, costituisce l&#8217;optimum della felicit\u00e0: e nulla deve interferire nei confronti che accordiamo alla tecnologia e all&#8217;incremento economico, e all&#8217;aumento dei consumi&#8217;<\/em>. Una societ\u00e0 cos\u00ec configurata non ammette pi\u00f9 autonomie di sovrastrutture culturali, religiose e politiche&#8230; La cultura \u00e8 per definizione merce di consumo, o, quando \u00e8 scientificamente ricercata e apprezzata, \u00e8 a sua volta strumento per l&#8217;ulteriore incremento di efficienza e di produzione&#8221; (nella rivista Ideologie, 1968, p. 29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno osserver\u00e0 che tale societ\u00e0 <strong>rispetta le forme democratiche<\/strong>; ma \u00e8 ben debole argomento, perch\u00e9 <strong>non c&#8217;\u00e8 potere che non le rispetti, quando dispone di strumenti di controllo e di oppressione reale che abbiano una particolare efficacia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 sembrare che con ci\u00f2 mi sia allontanato dal tema delle agitazioni studentesche&#8221;. Mi sembra invece di esser risalito sino alle condizioni minime per intenderle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gi\u00e0 da quel che ho detto risultano chiare due conseguenze:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> che l&#8217;inquietudine e l&#8217;insofferenza &#8220;studentesca&#8221;, e la loro diffidenza per gli anziani sarebbero per s\u00e9 dei fenomeni positivi<strong>; esprimono infatti la ribellione della natura umana al processo, insieme di dissacrazione e di disumanizzazione, caratteristico delle due societ\u00e0 atee, la marxistica e l&#8217;opulenta, la prima delle quali ha il destino, correlativo allo sviluppo economico, di rifluire nella seconda; non vogliono appartenere a questo sistema in qualit\u00e0 di strumenti, il che per altro dovrebbe necessariamente avvenire, perch\u00e9 la societ\u00e0 del benessere non conosce che strumenti; e nel voler riaffermare la loro umanit\u00e0, fanno benissimo. Il guaio \u00e8 che interviene a deviarli l&#8217;estremismo, come si vedr\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) Che gli &#8220;studenti&#8221; hanno almeno intravisto, e lo hanno fatto per lavoro proprio, il nesso tra le condizioni della scuola e il sistema sociale che si sta affermando.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40522\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68-2.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"152\" \/>Leggo, ad esempio, in un loro opuscolo che le ricerche delle facolt\u00e0 umanistiche non servono &#8220;se non ad aumentare il prestigio di chi le svolge e gli istituti di ricerca delle facolt\u00e0 scientifiche si sono praticamente trasformati in un reparto dell&#8217;ufficio di presentazione dell&#8217;industria che finanzia e controlla la ricerca&#8221;; e che l&#8217;universit\u00e0 \u00e8 una struttura feudale di cui &#8220;la ricerca&#8221; \u00e8 il blasone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo da parte l&#8217;evidente esagerazione giovanile; dobbiamo per\u00f2 riconoscere che una linea di tendenza \u00e8 stata individuata. Perch\u00e9 una volta che il criterio del vero, come criterio vissuto, sia messo da parte, e sia stato sostituito con quelli dell&#8217;originale, dell&#8217;importante, del nuovo, del sincero, dell&#8217;autentico, dell&#8217;eretico, del progressivo, ecc., \u00e8 inevitabile che quel che conti sia soltanto l&#8217;affermazione di s\u00e9. Dunque, nel caso della scuola \u2014 in cui non pu\u00f2 non riflettersi il clima morale della societ\u00e0, pur incontrando resistenze che per\u00f2 alla lunga saranno vinte \u2014 il prestigio del docente; e una ricerca condotta con la sola finalit\u00e0 del suo aumento non potr\u00e0 risultare, per accurata che si presenti, che come preziosa e accademica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale da non servire a nulla, dice lo stesso opuscolo: col che &#8220;i giovani&#8221; hanno ragione se vogliono intendere che non illumina per nulla sulle scelte che essi dovranno operare nella realt\u00e0 effettuale. \u00c8 troppo facile derivare da questo primo carattere tutti i difetti che saranno essenziali alla scuola universitaria della societ\u00e0 del benessere; nelle scuole umanistiche domineranno un estrinseco filologismo o un ermetismo; nelle scientifiche un tecnicismo al servizio dei grandi feudi industriali; intorno al professore il piccolo gruppo dei futuri vassalli; gli altri, gli esclusi. Ho letto, anche se stento a crederlo, che in una facolt\u00e0 si sarebbero fatti per una disciplina, seicento esami in due giorni: dunque, l&#8217;incontro tra il professore e la massima parte degli allievi \u00e8 durato esattamente cinque minuti, nei quali il professore faceva la parte di giudice e lo studente, pi\u00f9 che di esaminando, di accusato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non insisto oltre su aspetti di una situazione che \u00e8 ormai nota a tutti. Quel che mi importava era di ricondurre i difetti alla natura di un sistema, che non si \u00e8 ancora certo perfettamente attuato, a cui ancora \u00e8 possibile resistere, ma che \u00e8 tuttavia in processo di realizzazione. Alla fine della guerra, e davanti alla minaccia comunista, due vie si presentavano possibili: un risveglio religioso, o la societ\u00e0 del benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32065\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/sessantotto.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"177\" \/>Non \u00e8 questa l&#8217;occasione di spiegare perch\u00e9 la scelta si sia operata per la seconda. Sotto un certo rapporto, era difficile che ci\u00f2 potesse non avvenire, senza la comparsa di grandissime personalit\u00e0 religiose (2<\/strong>); ma il movimento avrebbe potuto almeno essere contrastato ed arginato, se gli intellettuali avessero avuto coscienza di quel che la sostituzione dell&#8217;ideale del &#8220;benessere&#8221; a quello della vita buona importa; e se non avessero, per una gran parte, tradito il loro compito, attraverso la ricerca di una generale &#8220;demitizzazione&#8221; intesa in realt\u00e0 come critica d\u2019ogni &#8220;autorit\u00e0&#8221; dei valori, che accompagna come giustificazione culturale, <strong>quel processo di abolizione del sacro che \u00e8 essenziale alla societ\u00e0 opulenta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Onde il diffondersi nelle menti, senza incontrare che scarsa resistenza, di quel rinnovato <strong>sansimonismo in cui si deve ravvisare l&#8217;ideologia che unifica cattolici e laici nella societ\u00e0 del benessere <\/strong>(Saint-Simon \u00e8 il vero inventore della mentalit\u00e0 tecnocratica) con le immense devastazioni che vi ha prodotto; anche nei cattolici perch\u00e9, a mio modo di vedere, il nuovo modernismo cattolico deve necessariamente incontrare nel suo <strong>processo il &#8220;nuovo cristianesimo&#8221; sansimoniano ed esserne assorbito, sino a ripetere il processo da Saint-Simon a Comte<\/strong>, dissolvendo il cristianesimo in una vaga religione dell&#8217;umanit\u00e0; quel &#8220;nuovo cristianesimo&#8221;, nei cui riguardi si dovrebbe oggi riprendere <strong>la critica decisiva che gli fu mossa da Rosmini, in un saggio che \u00e8 pressoch\u00e9 sconosciuto (3).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2. L&#8217;estremismo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla considerazione di tale devastazione dobbiamo ricorrere se vogliamo spiegare il modo in cui il pure realissimo e in s\u00e9 positivo disagio della giovent\u00f9 ha preso forma; e <strong>che \u00e8 tale da far cangiare nel pessimismo pi\u00f9 amaro l&#8217;ottimismo iniziale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32055 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/sessantotto.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"172\" \/>Infatti \u00e8 comparso, sotto forma in apparenza di intransigenza e di consequenzialit\u00e0, in realt\u00e0 in precisa funzione, anche se inconsapevole, <strong>di estrema radicalizzazione dei mali dell&#8217;ordine esistente, un estremismo che della societ\u00e0 del benessere \u00e8 il puro passivo (idealmente) prodotto.<\/strong> N\u00e9&#8217; vale rispondere che \u00e8 un estremismo condiviso da pochissimi; perch\u00e9 la minoranza che esso ha informato \u00e8 riuscita a imporsi in parecchie delle universit\u00e0 maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 puro prodotto?<\/strong> Perch\u00e9 accetta supinamente allo stato di poltiglia frammentaria quei principi ideali che sono all&#8217;inizio del processo che ha portato al sistema attuale; quel sistema che vorrebbe contestare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo infatti <strong>la sua premessa, il mito giovanilistico<\/strong>. I giovani hanno sempre ragione perch\u00e9 esprimono il senso della storia in movimento, e il compito degli intellettuali \u00e8 quello di interpretarli; esso nasce nella sinistra hegeliana ed \u00e8 connesso con tutti i suoi temi filosofici. Non so se l&#8217;autorit\u00e0 di san Tommaso goda ancora credito presso i cattolici giovani. Posto che conti ancora qualcosa, \u00e8 da osservare come egli pensasse altrimenti: <strong>per lui l&#8217;et\u00e0 della saggezza metafisica era normalmente la senectus tra i cinquanta e i settantenni<\/strong> (cfr. Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo; IV Sent., dist. 40). \u00c8 sconcertante osservare come il tema &#8220;dei giovani&#8221;, inizialmente filosofico, <strong>accompagni il processo che porter\u00e0 appunto alla negazione della metafisica<\/strong> e della teologia. Quel curioso passo di san Tommaso non \u00e8 dunque davvero scritto a caso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che si appellano a due maestri, a Mao e a Marcuse. Ma, vediamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8861\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Mao-Tze-Dong.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"183\" \/>Del maoismo, poco si sa con certezza; un dato solo \u00e8 sicurissimo, che il marxismo \u00e8 vitalizzato in Cina da un fortissimo spirito nazionalistico. Nel pensiero e nella prassi della rivoluzione marxista, i cinesi hanno cercato lo strumento di liberazione da umiliazioni senza nome, che duravano da quando il grande piano del padre Matteo Ricci era stato interrotto. <strong>Il loro marxismo \u00e8 del resto elastico e del tutto subordinato alla liberazione nazionale<\/strong>. Si tratta di liberarsi della soggezione anche rispetto alla Russia; quando in Russia vigeva ancora l&#8217;ortodossismo fu elaborata l&#8217;ideologia dei &#8220;cento fiori&#8221;; quando la Russia si incammin\u00f2 per la via cosiddetta del revisionismo, allora fu proclamato quell&#8217;intransigentismo dottrinale che domina oggi. Le formule maoiste possono essere anche conformi al marxismo autentico: <strong>ma sta il fatto che sono state paradossalmente ritrovate non gi\u00e0 per la via classista, ma per quella nazionale<\/strong>. Non si pu\u00f2, insomma, essere maoisti senza essere, per nazione, cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 pensare che i giovani rimpiangano lo spirito, a suo modo religioso, che informava il marxleninismo originario. Oggi per\u00f2 il marxismo pu\u00f2 conservare quest&#8217;aspetto soltanto nei paesi sottosviluppati; e ricercare le condizioni di sottosviluppo non \u00e8 possibile; \u00e8 qualcosa di altrettanto assurdo della ricerca di imporre l&#8217;ignoranza. Forse che si pu\u00f2 pensare a un accordo tra &#8220;studenti&#8221; e operai per ristabilirle?<\/p>\n<div id=\"attachment_32074\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32074\" class=\"wp-image-32074 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Marcuse.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"176\" \/><p id=\"caption-attachment-32074\" class=\"wp-caption-text\">Marcuse<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo all&#8217;altro maestro, Marcuse. Al riguardo del cui pensiero \u00e8 da osservare: ha inteso assai bene, in anni lontani (Cfr. Marcuse, Ragione e rivoluzione, 1941<strong>) il rapporto tra filosofia e rivoluzione in Marx.<\/strong> Pi\u00f9 di recente ha messo in luce la necessit\u00e0 per cui il marxismo deve cedere rispetto alla societ\u00e0 tecnologica (Cfr. Marcuse, Il marxismo sovietico, 1963):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014 ha condotto nell&#8217;Uomo a una dimensione una critica rigorosa della societ\u00e0 tecnologica, che per\u00f2 \u00e8 la semplice verifica delle previsioni degli scrittori tradizionalisti e reazionari, di un Gu\u00e9non, per esempio;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014 ma d&#8217;altra parte \u00e8 per lui un assioma che le negazioni metafisiche e teologiche pronunciate da Feuerbach e da Marx non possano pi\u00f9 essere messe in discussione. Perci\u00f2 la via d&#8217;uscita a cui si trova costretto \u00e8 una vaga utopia sulla riabilitazione degli istinti e sulla conciliazione tra la ragione e il senso. Anche se detta molto pi\u00f9 elegantemente, \u00e8 destinata a non differire gran che, quando venga popolarizzata, dalle teorie del Reich sulla rivoluzione sessuale. Dunque, una rivoluzione antipuritana \u00e8 quel che egli sa proporre: un vero ferro di legno, per una ragione storica intrinseca, che la politica dei puritani fu il primo modello dell&#8217;azione rivoluzionaria, e che il motivo puritano \u00e8 essenziale a ogni posizione rivoluzionaria seria: gli esempi della storia non sono certo difficili a trovare. Marcuse pu\u00f2 perci\u00f2 essere definito come il filosofo della decomposizione della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando dal maestro Mao al maestro Marcuse (autori che, del resto, non si possono conciliare) i rivoluzionari del movimento &#8220;studentesco&#8221; arrivano alla contraddizione pura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 negare che il pensiero di Marcuse abbia un reale interesse, ma esattamente per i motivi inversi a quelli per cui oggi \u00e8 invocato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2014 serve a mostrare il nullismo, appena letterariamente mascherato dalla ripresa dei motivi schilleriani sulla libert\u00e0 e sul gioco<\/strong>, a cui deve arrivare un pensiero che, per un verso, accetti le negazioni di Feuerbach e di Marx, e, per l&#8217;altro, coinvolga rigorosamente nella critica le affermazioni del marxismo e quelle del pensiero che sottende la societ\u00e0 tecnologica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014 serve pure a mettere in luce come il pensiero rivoluzionario derivi la sua forza, sempre, dall&#8217;appropriazione dei temi della critica controrivoluzionaria; gi\u00e0 Saint-Simon e Marx lo avevano fatto; Marcuse lo rif\u00e0 a distanza di un secolo, e a variate condizioni sociali. Ma questo serve pure a mostrare come la critica del pensiero rivoluzionario non possa esser mossa a partire da un punto di vista reazionario (di ritorno al passato); quando si presenta come solidale a tale posizione, il suo riassorbimento da parte del pensiero rivoluzionario \u00e8 inevitabile;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2014 inoltre, \u00e8 pur vero che se si vogliono unificare Marx, Freud e Heidegger \u2014 i tre idoli della generazione degli anziani \u2014 non sembra che vi sia altra forma all&#8217;infuori di quella che Marcuse ha proposto. Anche in ci\u00f2 si manifesta quanto sia stretta la dipendenza dei nuovi ribelli dai loro padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto che gli estremisti riscoprono inconsapevolmente il fascismo delle origini, nel suo iniziale momento negativistico e anarchico. Ed \u00e8 osservazione che merita di venire approfondita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32069\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Terrorismo_rosso.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"144\" \/>Di fatto, non c&#8217;\u00e8 un solo tema dell&#8217;estremismo &#8220;studentesco&#8221; che non sia ritrovamento di motivi del primo fascismo. L'&#8221;io voglio&#8221; indeterminato; il diritto di potere che ha la giovinezza in quanto rappresenta la vita; il momento dialettico cercato nella giovinezza e nella generazione anzich\u00e9 nella classe; la pretesa di andare oltre, in posizione rivoluzionaria, alla borghesia e al comunismo; l&#8217;idea di una rivoluzione che parta dagli studenti; il negativismo e l&#8217;attivismo (ricordiamoci che il fascismo si present\u00f2 inizialmente come antipartito); l&#8217;antintellettualismo come avversione alla cultura libresca; il mito del nuovo a ogni costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, non bisogna andar troppo oltre nelle analogie; il fascismo originario si dava pur un contenuto, nell&#8217;idea di nazione: dopo la negazione di ogni autorit\u00e0 dei valori non resta che il puro totale negativismo, la volont\u00e0 di un indeterminato prossimo al &#8220;nulla&#8221;. Il recente &#8220;movimento studentesco&#8221; ha dissociato i due momenti del fascismo originario, l&#8217;anarchico e il nazionalistico. \u00c8 rimasto l&#8217;anarchismo di tipo fascista, diverso dall&#8217;anarchismo puro, perch\u00e9 questo, \u00e8 caratterizzato da un amore e da una volont\u00e0 dell&#8217;impossibile, che gli conferisce, anche agli occhi di chi l&#8217;avversa, un certo fascino morale. Mentre l&#8217;anarchismo fascista \u00e8 volont\u00e0 di potere, e in quanto tale, assume un indirizzo totalitario. Le tracce della mentalit\u00e0 totalitaria \u2014 e sia pure nel senso di un totalitarismo della distruzione \u2014 sono ben chiare nel nuovo estremismo. Consideriamo infatti alcuni dei temi su cui pi\u00f9 ha insistito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esempio delle scuole di Mao opposto a quello delle scuole sovietiche? Cio\u00e8 l&#8217;educazione deve venire dal basso in quanto gli studenti comunicano direttamente con la volont\u00e0 del nuovo stato incorporato in una persona. Insomma, il culto della personalit\u00e0. Almeno la Russia, abolendo il culto della personalit\u00e0, intendeva liberarsi dagli aspetti che accomunavano comunismo staliniano e nazismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40523 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/assemblea_68.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"208\" \/>L&#8217;appartenenza della sovranit\u00e0 all&#8217;assemblea degli &#8220;studenti&#8221; per cui ogni professore dovr\u00e0 essere sottoposto periodicamente all&#8217;esame da parte di comitati di &#8220;studenti&#8221;, per controllarne il grado di adeguamento ideologico e culturale? Lasciamo da parte l&#8217;esame culturale: evidentemente gli &#8220;studenti&#8221; non potranno condurlo che a partire da giudizi di qualche altro pi\u00f9 gradito professore. Pi\u00f9 importa quello ideologico. In che forma si svolger\u00e0? Forse un test pu\u00f2 essere rappresentato da un articolo, che mi \u00e8 accaduto di leggere su una rivistina della &#8220;nuova sinistra&#8221;, in cui l&#8217;illustrazione della figura di don Milani era occasione per rivolgere le pi\u00f9 volgari offese e ingiurie alla memoria di Pio XII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio, dunque, potr\u00e0 essere questo. Il professore dovr\u00e0 svolgere il tema: dimostrare come Pio XII sia stato per il vecchio cattolicesimo quel che Giuliano l&#8217;Apostata fu per il paganesimo; o come sia stato un pontefice nazista; il risultato della ricerca sar\u00e0 cio\u00e8 prefissato; e il professore dovr\u00e0 applicarsi a documentare le tesi prestabilite per ragioni politiche. A parlar chiaro, questa si dovrebbe chiamare scuola della falsificazione della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dir\u00e0 che a tali eccessi non pervengono che pochissimi tra i pochissimi; pure \u00e8 l&#8217;esito conseguente del presente negativismo assoluto che ha il destino prefissato di giungere alla negazione della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;estremismo non rappresenta affatto l&#8217;intransigenza e la consequenzialit\u00e0 nella reazione contro la trasformazione feudale dell&#8217;universit\u00e0. Al contrario \u00e8 la posizione di coloro che non riescono a concepire l&#8217;universit\u00e0 che come feudo; e che al blasone &#8220;ricerca&#8221; vogliono sostituirne un altro, quello della subordinazione della cultura alla politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-30262\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/antifascismo.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" \/>Ripropongono il vecchio tema, che i comunisti non osano pi\u00f9 sostenere, della partitariet\u00e0 della filosofia e della cultura in genere. All&#8217;interno di una societ\u00e0 che speriamo conservi la sua funzione di garantire la libert\u00e0, vogliamo impiantare un modello di &#8220;stato totalitario dell&#8217;universit\u00e0&#8221;. Le dichiarazioni ultrademocratiche contano poco; c&#8217;\u00e8 bisogno di ricordare che ogni totalitarismo incipiente parla sempre di assolute rivendicazioni democratiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che gli estremisti sentano se stessi come i pi\u00f9 radicali e integrali antifascisti, \u00e8 certo. Ma c&#8217;\u00e8 antifascismo e antifascismo; e il loro \u00e8 quello che risulta dalla negazione del momento nazionalista e tradizionalista del fascismo; hanno operato, questa \u00e8 la loro originalit\u00e0, una dissociazione per cui del fascismo viene mantenuto il puro momento anarchico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte non si deve essere neppure troppo severi con gli estremisti, perch\u00e9 ci\u00f2 porterebbe a ignorare i torti degli anziani. Sono essi che non hanno saputo dare alla nuova generazione un sereno giudizio storico sul fascismo. Ed \u00e8 in conseguenza di ci\u00f2 che i giovani, che non l&#8217;hanno vissuto e che ne hanno sentito parlare come di un fenomeno delinquenziale o poco meno, ne hanno riscoperto il peggiore degli aspetti, credendo di portare l&#8217;antifascismo sino al grado estremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo la storiografia, l&#8217;autentica e non la partitaria, pu\u00f2 immunizzare da certi mali; pi\u00f9 a fondo del contrasto delle generazioni c&#8217;\u00e8 una carenza storiografica. Come spiegarla? Per complesse che siano le ragioni, gi\u00e0 se ne \u00e8 indicata l&#8217;essenziale; \u00e8 interesse della societ\u00e0 del benessere mantenere l&#8217;interpretazione apocalittico-demonologica del fascismo, ed \u00e8 da osservare come sia a partire da essa che trova spiegazione la forma della rivolta &#8220;studentesca&#8221;. In quale altro modo tale interpretazione pu\u00f2 infatti ripercuotersi nei &#8220;giovani&#8221; se non nello stato d&#8217;animo di un&#8217;attesa millenaristica (il progresso scientifico non distrugge affatto l&#8217;archetipo millenarista) dell&#8217;assolutamente nuovo, e nel conseguente atteggiamento distruttivo rispetto a ogni tradizione? La societ\u00e0 del benessere sconfigge cos\u00ec la rivoluzione costringendola alla forma del negativismo puro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si imporrebbe qui una riflessione, a mio giudizio, di estrema importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40524\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68_internaz.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"141\" \/>Dato che il fenomeno della rivoluzione &#8220;studentesca&#8221; \u00e8 mondiale (anche se, naturalmente, occorrerebbe distinguere accuratamente tra i moti che avvengono nella societ\u00e0 cosiddetta occidentale e quelli dei paesi comunisti; rispetto ai quali dovrebbe evidentemente venir condotto un discorso assai differente), e dato quel carattere filosofico, su cui ho assai spesso insistito, della storia contemporanea, sarebbe possibile la domanda se la forma che ha assunto non riveli la fine di un&#8217;essenza, quella della rivoluzione come sostituzione della politica alla religione nella liberazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;essenza ha avuto il suo ultimo atto nel marxismo, che realizzandosi storicamente ha dato luogo al suo opposto, la societ\u00e0 del benessere: che non \u00e8 possibile oltrepassare per la via della rivoluzione, ma soltanto per quella della restaurazione della dimensione religiosa e dell&#8217;autorit\u00e0 morale dei valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte, anche un&#8217;altra essenza \u00e8 ormai giunta a una crisi definitiva, l&#8217;idea di Utopia. Utopia e rivoluzione si distinguono infatti in modo radicale. La prima \u00e8 il sogno di un mondo da cui i conflitti siano eliminati; la seconda, invece, ha un carattere realistico, e vuol giungere alla societ\u00e0 dei liberi e degli eguali attraverso l&#8217;esasperazione massima dei conflitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo occidentale ha inteso dimostrare che il contenuto dell&#8217;utopia, che in fondo non \u00e8 altro che la garanzia del benessere per tutti, \u00e8 realizzabile (e in parte \u00e8 gi\u00e0 realizzato; i paesi scandinavi come &#8220;modelli&#8221;).<\/p>\n<div id=\"attachment_7587\" style=\"width: 134px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7587\" class=\"wp-image-7587\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Balthasar.jpg\" alt=\"\" width=\"134\" height=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-7587\" class=\"wp-caption-text\">Hans von Balthasar<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, con ci\u00f2, ha tolto all&#8217;utopia il contenuto senza per\u00f2 soddisfare al bisogno profondo che la genera: &#8220;il sentimento profondo dell&#8217;essere umano di trovarsi gettato nell&#8217;esistenza senza necessit\u00e0 vera&#8221; (J. Servier). Privata del suo contenuto, l&#8217;utopia si \u00e8 congiunta con una rivoluzione puramente eversiva e distruttiva. Da ci\u00f2 l&#8217;estrema importanza ideale della presente agitazione &#8220;universitaria&#8221;; come lampo che ha rischiarato per un attimo, perch\u00e9 presto \u00e8 rientrata nelle categorie consuete (4), l&#8217;effettiva situazione morale, e ha mostrato l&#8217;inadeguatezza alla realt\u00e0 della cultura oggi prevalente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Idealmente ha confermato le tesi sostenute dalla grande tradizione del pensiero cattolico (mettiamoci tra i contemporanei, ad esempio, Gilson e Maritain, Journet e Urs v. Balthasar) sul pensiero utopistico e sul rivoluzionario, della cui dissoluzione \u00e8 testimonianza; al tempo stesso che ha dimostrato la inadeguatezza della critica tradizionalista e reazionaria al presente, perch\u00e9 essa ha il destino di essere captata dal pensiero rivoluzionario, o di rovesciarsi nel modernismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Praticamente, per\u00f2, per la sua assenza di contenuto si presta a essere strumentalizzata. Da chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3. La strumentalizzazione politica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli estremisti vogliono andar oltre l&#8217;imborghesito partito comunista e rifiutano di essere strumentalizzati. Il loro slogan \u00e8: <em>&#8220;contro tutti i partiti, perch\u00e9 contro il sistema&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dunque \u00e8 avvenuto che l&#8217;atteggiamento dei comunisti, a cui mantenere il monopolio della causa rivoluzionaria \u00e8 essenziale, e che non possono certamente essere accusati di tenerezza verso gli eretici, \u00e8 stato sostanzialmente benevolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, perch\u00e9 li hanno visti come ricuperabili (5). Ci\u00f2 conferma la diagnosi che si \u00e8 fatta prima. Per il comunismo, infatti, gli assolutamente irrecuperabili sono gli anarchici puri; i fascisti sono ricuperabili dopo un viaggio che pu\u00f2 essere lungo o brevissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il movimento fosse stato soltanto di natura maoista, non c&#8217;\u00e8 dubbio che sarebbe avvenuta la condanna. Se ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, \u00e8 stato per la partecipazione dei cattolici di sinistra. Il termine \u00e8 certamente vago: ma qui intendo quei cattolici che uniscono il dissenso dalla residuale componente cattolica nella D.C. con le posizioni ideali neomodernistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-40525\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Mario_Capanna.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Mario_Capanna.jpg 303w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Mario_Capanna-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Da quel che si \u00e8 detto \u00e8 gi\u00e0 risultato abbastanza come la contraddizione non sia soltanto accettata dagli estremisti, ma addirittura eretta a principio<strong>: chi pi\u00f9 si contraddice, pi\u00f9 ha ragione.<\/strong> <strong>Ora, su questo terreno della contraddizione non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che i cattolici di sinistra meritino il gran premio<\/strong>. <strong>Perch\u00e9 per un verso vorrebbero dare un carattere religioso alla rivoluzione, ma tale carattere religioso \u00e8 nel comunismo legato all&#8217;integrale ateismo<\/strong>; <strong>per l&#8217;altro, vogliono separare il comunismo dall&#8217;ateismo: ma come possono farlo se non attraverso la separazione tra materialismo storico e materialismo dialettico, cio\u00e8 attraverso quella che \u00e8 la premessa teorica del revisionismo comunista e del suo inserimento nella societ\u00e0 del benessere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da pi\u00f9 di vent&#8217;anni sono in questa contraddizione, che in realt\u00e0 \u00e8 insuperabile; sicch\u00e9 hanno finito col dimenticarla non rinunciando per\u00f2 a &#8220;testimoniarla&#8221;. Quindi, stanno con un piede nella rivoluzione pi\u00f9 accesa, e con l&#8217;altro nel comunismo di rito sovietico ammorbidito. Ottima situazione per servire da mediatori per il recupero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non c&#8217;\u00e8 quindi bisogno di insistere gran che sulla necessit\u00e0 di cui il movimento \u00e8 prigioniero; come gi\u00e0 per i primi fascisti, non c&#8217;\u00e8 altra possibilit\u00e0 politica per i ribelli, oltre a quella di congiungersi con una delle forze del sistema, non gi\u00e0 in qualit\u00e0 di guide, ma di strumenti. Nell&#8217;unit\u00e0 delle sinistre avranno la funzione di avanguardia d&#8217;assalto e di guastatori. Lasciare ad altri il compito eversivo, concedere l&#8217;appoggio, presentarsi successivamente come principio di ordine, raggiungere il controllo; non c&#8217;\u00e8 davvero occasione migliore per il partito comunista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>4. Conclusione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-39845\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/68_fantasia.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"200\" \/>Nel riguardo del rapporto delle generazioni, la situazione si presenta, dunque, incerta; non devono venir sottovalutati i pericoli, che sono assai gravi, ma neppure trascurate le possibilit\u00e0 positive. La differenza che separa la minoranza estremista dal resto degli studenti, non \u00e8 nella necessit\u00e0, in fondo universalmente ammessa, della contestazione. Ma nel fatto che se per gli studenti pi\u00f9 seri la contestazione \u00e8 un problema, per gli estremisti \u00e8 invece una soluzione: di qual natura si \u00e8 visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 la maggioranza ha cos\u00ec spesso (anche se non dappertutto) accettato o subito le posizioni dei pochi attivisti?<\/strong> <strong>La ragione \u00e8 semplice, non aveva soluzioni di ricambio; perci\u00f2 non si \u00e8, in pratica, fatta molto sentire.<\/strong> Ci\u00f2 \u00e8 dipeso da un fatto che bisogna scrivere a tutte lettere: la cultura eversiva rispetto alla tradizione, ha, negli ultimi vent&#8217;anni, occupato il campo del presente, senza trovare un&#8217;opposizione fortemente impegnata; <strong>quella che invece avrebbe dovuto mediare tra la novit\u00e0 e la tradizione, si \u00e8 troppo spesso rifugiata nello studio del passato e nella specializzazione; come se quel che avveniva nel mondo della politica e della societ\u00e0, e delle stesse valutazioni morali, non la riguardasse<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un esame spassionato della situazione deriva dunque questo insegnamento: se la nuova generazione \u00e8 stata sensibile ad argomenti, in sostanza, infantili, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto perch\u00e9 \u00e8 mancata una cultura veramente seria, atta a guidarli nelle loro scelte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente si deve ammettere che il produrla non \u00e8 cosa facile, data l&#8217;enorme complessit\u00e0 del mondo contemporaneo; e che non si tratta di ordinario lavoro, e neppure di volont\u00e0 impegnata. Tutto il lavoro possibile, e il massimo impegno di volont\u00e0, non bastano per trovare idee risolutive; \u00e8 per\u00f2 vero anche l&#8217;inverso, che senza quest&#8217;impegno e questa attenzione, tali idee non possono mai farsi presenti; gli intellettuali devono dunque prendere consapevolezza <strong>che la rivoluzione &#8220;studentesca&#8221; non \u00e8 stato un episodio da carnevale, ma un segno provvidenziale per richiamarli alla coscienza delle loro responsabilit\u00e0; e se l&#8217;opposizione deve essere ferrea rispetto alle imposizioni e alle proposte che da altro non dipendono che dalla tentazione totalitaria, diverso deve essere l&#8217;atteggiamento rispetto al genuino, anche se confuso, disagio morale<\/strong>.<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Questa asserzione deve essere intesa alla lettera. In pagine decisive Max Scheler ha illustrato la tesi tradizionale della distinzione qualitativa tra l&#8217;uomo e l&#8217;animale, dimostrando che essa non \u00e8 affatto il risultato dell&#8217;osservazione empirica, ma una conseguenza dell&#8217;idea di Dio e della dottrina che mostra nell&#8217;uomo la Sua immagine. Perci\u00f2 tesi prima, o presupposto iniziale del pensiero evoluzionista, positivista, pragmatista ecc. \u00e8 la distruzione del carattere qualitativo di questa differenza, per sostituirvi una semplice differenza di grado: l&#8217;uomo \u00e8 un animale che si serve di segni (il linguaggio) ecc. (cfr. L&#8217;homme et l&#8217;histoire, pp. 29 ss.). Questo punto \u00e8 di estrema importanza per intendere il mondo contemporaneo. Poich\u00e9 la societ\u00e0 del benessere \u00e8 caratterizzata dalla finalit\u00e0 della conservazione e dell&#8217;incremento dell&#8217;animalit\u00e0 dell&#8217;uomo, ha un nesso sostanziale con la cultura positivista ed evoluzionista; irreligiosa per essenza, pu\u00f2 tollerare la religione solo nei limiti in cui tenta di conformarsi attraverso compromessi a tali concezioni; altrimenti l&#8217;avversa e lentamente la spegne, anche senza aver bisogno di ricorrere a persecuzioni dirette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> Nel recente splendido suo libro Cordula, Urs von Balthasar ha scritto che per sopportare lo sforzo sovrumano che la situazione di oggi le impone, la Chiesa avrebbe bisogno non solo di teologi, ma di santi &#8220;come di figure che dovrebbero svolgere la funzione di fari&#8221;. Ed \u00e8 curioso osservare come io stesso pensiero fosse gi\u00e0 stato formulato, poco dopo la fine della seconda guerra, da Benedetto Croce, che, per laico che fosse, aveva per\u00f2 profondamente sentito il carattere religioso di una crisi che \u00e8 andata sempre pi\u00f9 accentuandosi: &#8220;Ma eccomi ritornato a uno dei miei pensieri che, per essere stato pi\u00f9 volte ripetuto, rischia di prender l&#8217;aria di una fissazione. Al pensiero che la crisi presente nel mondo sia la crisi di una religione da restaurare o da ravvivare o da riformare, e che a soccorrere ad essa non bastino i soli politici e guerrieri, ma ci vogliono i geni religiosi e apostolici, dei quali noi, non vedendo la presenza, non perci\u00f2 non sentiamo pi\u00f9 o meno oscuramente, il bisogno, e come una tarda invocazione, nei nostri cuori&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> I Sansimoniani, scritto intorno al 1830, pubblicato nel 1840, e ora ristampato, insieme ad altri saggi fondamentali per farci intendere la formazione del pensiero del Rosmini, nel volumetto <strong>Storia dell&#8217;empiet\u00e0, Sodalitas, Domodossola 1957.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> Inizialmente, infatti, fuoriusciva dalle contrapposizioni consuete di fascismo e di antifascismo; per ci\u00f2 che oggetto della contestazione era la societ\u00e0 che si \u00e8 formata dopo la fine della guerra, a cui nessuno potr\u00e0 dare l&#8217;appellativo di &#8220;fascista&#8221;. Ma l&#8217;estremismo, proprio per il suo carattere di fascismo rovesciato, e il conseguente scambio di questo rovesciamento con l&#8217;antifascismo pi\u00f9 radicale, ve l&#8217;ha fatta rientrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> Questo scritto era gi\u00e0 composto, quando \u00e8 uscita, a sua conferma, la risoluzione del Comitato Centrale del P.C.I.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vita e Pensiero, 1968, V,pp. 399-413 Augusto del Noce La &#8220;rivoluzione studentesca&#8221; ha colto di sorpresa cos\u00ec gli intellettuali come i politici. \u00c8 stata l&#8217;improvvisa e imprevista &#8220;rivelazione&#8221; dello stato d&#8217;animo dei giovani; dobbiamo avere il coraggio di dichiararlo, ci siamo trovati davanti al frutto morale dell&#8217;ultimo ventennio e non prevedevamo che fosse tale, n\u00e9 &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/appunti-per-una-filosofia-dei-giovani\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,98,96],"tags":[481,573],"class_list":["post-40519","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-adel-noce-scritti","category-il-68","category-storia-italiana","tag-a-del-noce","tag-giovani","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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