{"id":404,"date":"2005-05-07T00:00:00","date_gmt":"2005-05-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-07-13T15:19:05","modified_gmt":"2025-07-13T13:19:05","slug":"il-virus-hiv-aids-realt-ecclesiale-e-prospettive-pontificie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-virus-hiv-aids-realt-ecclesiale-e-prospettive-pontificie\/","title":{"rendered":"Il virus Hiv-Aids. Realt&agrave; ecclesiale e prospettive pontificie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Buenos Aires, Argentina 22-23 marzo 1999<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">+ <strong>Javier Lozano Barrag\u00e0n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Arcivescovo em. di Zacatecas Presidente del <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/hlthwork\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute<\/a><\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/Aids.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"286\" height=\"176\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/Aids.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27703\" style=\"width:362px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il problema dell\u2019Aids o virus HIV dilaga sempre di pi\u00f9 nel mondo ed \u00e8 quasi diventata un\u2019epidemia. Il Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Operatori Sanitari non pu\u00f2 restare indifferente di fronte a questa grande sfida e il suo compito \u00e8 dunque quello di agire come centro dell\u2019unit\u00e0 dell\u2019azione pastorale della Chiesa. Vi ringrazio di cuore per avermi invitato a partecipare a questo Simposio; il mio contributo consister\u00e0 nel comunicare a questo gruppo di studio i risultati di un\u2019indagine pastorale che abbiamo svolto come Pontificio Consiglio per evidenziare e sintetizzare il pensiero del Santo Padre Giovanni Paolo II in risposta a questa sfida<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Per l\u2019introduzione mi servir\u00f2 di tutti i dati statistici approssimativi che tutti voi conoscete e che ci serviranno a concentrare la nostra attenzione sulla gravit\u00e0 di questo problema che affligge la nostra societ\u00e0. Si tratta dei dati relativi all\u2019anno 1998.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>ALCUNI DATI STATISTICI<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Il numero di sieropositivi nel mondo \u00e8 di:<\/strong> 33.400.000<br><strong>Totale di morti di AIDS &#8211; HIV dall\u2019inizio dell\u2019epidemia:<\/strong> 13.900.000<br><strong>Bambini contagiati ogni giorno:<\/strong> 1.600<br><strong>Morti di AIDS &#8211; HIV nel 1998:<\/strong> 2.500.000<br><strong>Infetti nell\u2019Africa Sahariana: <\/strong>22.500.000<br><strong>Nell\u2019Africa del Nord e nel Medio Oriente:<\/strong> 210.000<br><strong>Nel Sud Est Asiatico: 6.700.000 In America Latina:<\/strong> 1.400.000<br><strong>Nei Caraibi: 330.000 Negli Stati Uniti e Canada:<\/strong> 890.000<br><strong>In Europa Occidentale:<\/strong> 500.000<br><strong>Nell&#8217;Europa dell&#8217;Est e nell&#8217;Asia Centrale: 270.000<br>In Australia<\/strong>: 12.000<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>I. I DATI DELL\u2019INDAGINE&nbsp;<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>&#8220;REALTA\u2019, PROBLEMI E PROPOSTE DELLA CHIESA<br>SULLE CONDIZIONI SOCIO-SANITARIE DEI SERVIZI E SULL\u2019AZIONE PASTORALE<br>VERSO QUELLE PERSONE CHE IN TUTTO IL MONDO<\/strong> <strong>CONVIVONO CON IL VIRUS HIV-AIDS&#8221;.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nell\u2019anno appena trascorso, il 1998, abbiamo iniziato a raccogliere i dati riguardanti la cura pastorale della Chiesa per i malati che hanno contratto il virus dell\u2019HIV &#8211; AIDS. Ma oltre ai punti riguardanti la pastorale abbiamo affrontato anche altre tematiche ad essa connesse. Per questa indagine abbiamo consultato i seguenti paesi: Senegal, Congo, Burundi, Guinea, Uganda, Ghana, Costa Rica, India, Cina, Sri Lanka, Pakistan, Libano, Papua Nuova Guinea, Svizzera, Nuova Zelanda, Ungheria, Romania, Germania, Portogallo, Georgia, Per\u00f9, Colombia, Belgio, Corea, Camerun, Bolivia, Irlanda, Siria, Venezuela, Malesia, Cosat de Marfil. Austria, Francia, Messico, Tunisia, Argentina e Bielorussia; e in modo particolare Ecuador, Honduras, Israele, Islanda e Albania. In tutto sono 42 paesi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>ANNOTAZIONI<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>1. Scopo dell\u2019indagine <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il frutto dell\u2019indagine che sto per presentarvi si basa su tre punti che svilupperemo parlando dell\u2019indagine stessa: primo, L\u2019AIDS-HIV: i fattori che contribuiscono al contagio del virus, le carenze pi\u00f9 evidenti, le cause del contagio, i principali fattori di rischio; secondo, la sua cura: coloro che si occupano dei malati, la prospettiva etico-morale, gli interventi della pastorale della sanit\u00e0, i servizi e e gli interventi socio-sanitari, i progetti e gli esperimenti; terzo, le sfide: i problemi emergenti, proposte e suggerimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>2. Aree d indagine <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per raggiungere nostri obiettivi abbiamo raccolto informazioni a vari livelli:per individuare episodi di discriminazione, emarginazione o di comportamento a rischio (prostituzione, tossicodipendenza, alcolismo, omosessualit\u00e0, ecc..) nella realt\u00e0 sociale di ogni paese e in particolare tra le persone che accedono ai servizi abbiamo indagato sulla prospettiva etico-morale e deontologica nei casi di AIDS; l\u2019intervento da parte della pastorale degli operatori sanitari avviene attraverso le chiese locali che operano per la prevenzione, educativa e formativa della popolazione (soprattutto dei giovani), e che formano i candidati al sacerdozio insistendo sul problema specifico dell\u2019AIDS; la rete di servizi e interventi che attualmente operano nei vari territori nazionali attraverso le chiese locali (diocesi e parrocchie..) e soprattutto in campo socio-sanitario: la tipologia dei servizi che indicano il livello di qualit\u00e0 della vita raggiunto e che si percepisce anche indirettamente (ad es.<\/p>\n\n\n\n<p>Limitando il grado di accessibilit\u00e0 dei sieropositivi a determinati servizi sanitari, protocolli terapeutici, medicine, esami diagnostici, ecc\u2026) dagli stessi servizi sanitari considerando anche l\u2019aspetto della prevenzione e educazione dei pazienti; la formazione professionale e l\u2019aggiornamento degli operatori sanitari; individuare i progetti e gli esperimenti in corso sui programmi e\/o le iniziative a favore dei soggetti a rischio e\/o dei malati stessi; individuare le problematiche emergenti sui servizi offerti dall\u2019azione pastorale secondo il volere del governo nazionale (attraverso la legge) e le eventuali forme di collaborazione fra le Chiese locali e i rispettivi stati; proposte e suggerimenti per individuare nuove forme pi\u00f9 qualificate di intervento in una problematica cos\u00ec complessa e diffusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>3. Fonti dirette <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le informazioni sono state ricavate mediante un questionario composto da 73 domande, prevalentemente chiuse con risposte standard ( anche se era sempre prevista la casella altro, per ovviare il limite di tali domande), adattate attraverso un\u2019analisi comparata dei dati, attuabili nella fase di codificazione e elaborazione della matrice. Nell\u2019ambito dell\u2019indagine sono state anche poste domande aperte, che meglio si prestavano all\u2019esplorazione di fatti ed aspetti nuovi, che l\u2019intervistatore non conosce e non pu\u00f2 &#8220;prevedere&#8221;. Questo tipo di domande si presenta soprattutto nella parte dedicata alle &#8220;problematiche emergenti&#8221; e a quella delle &#8220;proposte e suggerimenti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>4. Fonti Indirette <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di documentazione e testi su:<br>\n1. Legislazione nazionale relativa al tema AIDS-HIV, attualmente in vigore;<br>\n2. Statistiche, relazioni di indagine epidemiologica e\/o relazioni provenienti da Organismi statistici internazionali e di Istituti centrali;<br>\n3. Schieramento dei Vescovi e delle Chiese particolari, Documenti Pontifici, Incontri ecumenici sul tema medesimo;<br>\n4. Piani e progetti di Enti e\/o Organismi ecclesiali e\/o di volontariato, che promuovono e effettuano interventi socio-sanitari relativi all\u2019AIDS-HIV.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>5. Autori dell\u2019Indagine <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il questionario \u00e8 stato inviato, attraverso la Nunziatura Apostolica, ai Vescovi responsabili della Pastorale della sanit\u00e0 delle Conferenze Episcopali Nazionali. Il punto era produrre uno strumento di indagine adatto ad essere amministrato da persone che avessero una profonda e ampia conoscenza del tema oggetto d\u2019indagine. Per garantire un livello di attendibilit\u00e0 delle risposte qualitativamente e quantitativamente alto, si \u00e8 pensato di far compilare il questionario ad un gruppo di esperti inseriti nelle diverse aree di indagine proposte nel questionario stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>6. Parzialit\u00e0 dell\u2019Informazione <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Va sottolineato che i risultati dell\u2019indagine sono stati ricavati dai 42 paesi precedentemente menzionati, per cui quando si parla di Asia o di Africa o di America Latina si fa espresso riferimento ai paesi citati e non all\u2019intero continente. Questo indica che la nostra indagine non \u00e8 ancora terminata e speriamo di ricevere pi\u00f9 dati che ci consentano di perfezionare il nostro studio. Quindi parlando dell\u2019America, ad esempio, ci mancano ancora i dati degli Stati Uniti e del Canada e dei vari paesi latinoamericani e dei Caraibi che ancora non hanno compilato il questionario inviato loro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>II &#8211; L\u2019INDAGINE <\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>1. AIDS-HIV. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><strong><em>1.1. Fattori che influiscono nella contrazione del virus HIV-AIDS a livello sociale. <\/em><\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco in ordine i fattori che tutte le Chiese locali intervistate hanno segnalato come cause determinanti dei problemi sociali legati al virus Hiv-Aids:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Povert\u00e0&nbsp;<\/strong> 11.8 %; totale 11.8%<br>\n2. <strong>Disoccupazione&nbsp;<\/strong> 11.4 %;&nbsp; totale23.2%<br>\n3. <strong>Inadeguatezza delle politiche sociali<\/strong>&nbsp; 11.0&nbsp;%;&nbsp; totale 34.2 %<br>\n4. <strong>Urbanizzazione <\/strong>0.5&nbsp;%;&nbsp; totale&nbsp;44.7%<br>\n5. <strong>Scioglimento del vincolo familiare<\/strong> 10.1 %;&nbsp;totale 4.8%<br>\n6. <strong>Discriminazione della donna<\/strong>&nbsp;10.1 %;&nbsp; totale 64.9%<br>\n7. <strong>Analfabetismo&nbsp;<\/strong>7.9 %;&nbsp; totale 72.8%<br>\n8.<strong> Immigrazione<\/strong> 7.9 %;&nbsp; totale 80.7%<br>\n9. <strong>Presenza di rifugiati<\/strong>&nbsp;6.6 %;&nbsp; totale 87.3%<br>\n10. <strong>Lotte interne<\/strong>&nbsp;6.6%;&nbsp; totale 93.9%<br>\n11. <strong>Instabilit\u00e0 politica<\/strong>&nbsp;6.1 %; totale&nbsp;100.0 %<\/p>\n\n\n\n<p>Si osservi come nelle prime 6 voci sia concentrato pi\u00f9 del 60% delle preferenze. Per individuare quali tra queste variabili costituiscano i fattori principali, quelli che occuperanno i primi 6 posti, si \u00e8 individuata una graduatoria ottenendo una percentuale di frequenza massima delle variabili rispetto all\u2019ordine che ci ha portato alla seguente conclusione:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Povert\u00e0&nbsp;<\/strong>42.3% &#8211; Africa Sudsahariana, Asia, America del Sud, Repubblica dell\u2019ex Unione&nbsp;Sovitica<br>\n2. <strong>Povert\u00e0<\/strong>39.3% &nbsp;&#8211; In tutti i paesi<br>\n3. <strong>Disoccupazione<\/strong>&nbsp;39.3% &nbsp;&#8211; Africa Sudsahariana, Asia, Europa Orientale<br>\n4. <strong>Discriminazione della donna <\/strong>35.2% &#8211; In tutti i paesi<br>\n5. <strong>Scioglimento dei vincoli familiari<\/strong>&nbsp; 28.0% &#8211; In tutti i paesi<br>\n6. <strong>Analfabetismo<\/strong>&nbsp;14.9% &#8211; In tutti i paesi<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo abbiamo ottenuto un\u2019informazione pi\u00f9 precisa sull\u2019influenza effettiva di ciascuna causa precedentemente individuata nel contesto sociale generale. Ci sono altri fattori che vengono evidenziati come fattori influenti nel contesto sociale generale e sono:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Disagi socio-culturali ed economici;<br>\n\u2022 Crisi diffusa dei valori, individualismo e stile di vita disordinato;<br>\n\u2022 Sistemi economici orientati quasi esclusivamente verso la crescita, con forte sollecitazione al consumismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>1.2. Le carenze pi\u00f9 segnalate<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Coerentemente a quanto precedentemente affermato, le carenze maggiori sembrano rilevarsi nei seguenti ambiti:<\/p>\n\n\n\n<p>1. Nell\u2019ambito economico: Povert\u00e0-Disoccupazione, Urbanizzazione (Africa, Asia, America Latina)<br>\n2. Nell\u2019ambito degli interventi Sociali ed educativo-culturali: Inadeguatezza politico-sociale; Analfabetismo; Discriminazione della donna, (Africa, Asia, Europa Orientale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em><strong>1.3. Cause del contagio dell\u2019AIDS-HIV<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base di questo quadro generale del contesto sociale, abbiamo individuato i termini delle cause evidenti che generano l\u2019epidemia. Le cause pi\u00f9 diffuse sono le seguenti:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Prostituzione<\/strong>&nbsp;18.1% ; totale 18.1%<br>\n2. <strong>Tossicodipendenza<\/strong>&nbsp;18.1%&nbsp;; totale 36.2%<br>\n3. <strong>Delinquenza minorile<\/strong>&nbsp;17.3%; totale 53.5%<br>\n4. <strong>Alcoolismo<\/strong>&nbsp;16.8%;&nbsp; totale 70.3%<br>\n5. <strong>Emarginazione&nbsp;&nbsp;<\/strong>15.5%;&nbsp; totale 85.8<br>\n6. <strong>Sfruttamento dei minori<\/strong>&nbsp;14.2%;&nbsp; totale 100.0%<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prime tre variabili si concentrano pi\u00f9 del 50% delle preferenze. Se sommiamo la prostituzione alla delinquenza dei minori e al loro sfruttamento raggiungiamo il 50.1% della proporzione. Resta il fatto che comunque la via di contagio principale rimane il contatto sessuale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine di incidenza dei paesi intervistati \u00e8 il seguente:<\/p>\n\n\n\n<p>1.<strong> Tossicodipendenza<\/strong> 33.3% Europa, America Latina<br>\n2. <strong>Prostituzione <\/strong>25.8% &nbsp;Africa, Asia, America Latina<br>\n3. <strong>Alcolismo <\/strong>20.8% Europa, Africa<br>\n4. <strong>Sfuttamento dei minori<\/strong> 20.8% Europa, Africa, America Latina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>1.4. Principali fattori di rischio.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati ci danno ulteriore conferma di quanto gi\u00e0 noto circa l\u2019incidenza di certi comportamenti a rischio come la tossicodipendenza e la prostituzione, ma ci fanno anche riflettere sul fenomeno dell\u2019alcolismo che solitamente viene sottovalutato, mentre invece \u00e8 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alcolismo si diffonde maggiormente nelle aree urbane anche se in modo diverso rispetto alle aree rurali; la maggior parte dei sieropositivi alcolizzati sono adolescenti o adulti. Il 53% delle Chiese locali registra una diffusione della prostituzione nelle aree urbane dove il numero crescente di bambini e adolescenti risulta per la maggior parte sieropositivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dato si riferisce al crescente fenomeno dello sfruttamento dei minori. Il 75% degli intervistati individua nell\u2019area urbana il luogo maggiormente colpito dalla tossicodipendenza, molto diffusa soprattutto tra i giovani e in forte espansione tra gli adolescenti utilizzati come gancio in un mercato sempre pi\u00f9 fragile ed esposto a situazioni a rischio. La diserzione delle scuole, la povert\u00e0 estrema, la mancanza di speranza nel futuro, l\u2019assenza dei padri, costituiscono terreno fertile per l\u2019aumento di situazioni a rischio per i minori.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sfruttamento minorile \u00e8 un fenomeno ampiamente diffuso nelle aree metropolitane e in regioni geografiche come l\u2019Africa Sudsahariana, l\u2019Asia del sud e del sud est e l\u2019America Latina. Altre situazioni a rischio sottolineate dalle chiese locali in relazione alla diffusione del virus HIV-AIDS sono: il basso tasso di alfabetizzazione, l\u2019omosessualit\u00e0, la bisessualit\u00e0, la molteplicit\u00e0 di partners nelle relazioni eterosessuali, la violenza e gli abusi sessuali.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>2. LA CURA<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em><strong>2.1. Chi si occupa dei malati di AIDS-HIV<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le strutture pi\u00f9 interessate a cercare mezzi per far fronte al male sociale che affligge i sieropositivi sono:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Pubblici \/ Statali<\/strong> 44.0<br>\n2.<strong> NGO non cattoliche<\/strong> 17.1<br>\n3. <strong>NGO cattoliche<\/strong> 15.1<br>\n4. <strong>Privati <\/strong>14.5<br>\n5. <strong>Organismi ecclesiali<\/strong> 9.4<\/p>\n\n\n\n<p>Per far fronte alle esigenze medico-sanitarie si registrano i seguenti valori medi rispetto al contributo offerto da ogni Organismo:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Pubblici \/ Statali<\/strong> 58.1<br>\n2. <strong>NGO cattoliche<\/strong> 11.3<br>\n3. <strong>Privati<\/strong> 11.0<br>\n4. <strong>NGO non cattoliche<\/strong> 10.0<br>\n5. <strong>Organismi ecclesiali<\/strong> 9.6<\/p>\n\n\n\n<p>Da questi dati risulta che il contributo pi\u00f9 significativo proviene dal settore pubblico statale sia nel campo sociale che medico-sanitario. Indubbiamente I valori medi considerati sono sicuramente pi\u00f9 bassi del valore medio reale, data l\u2019enorme differenza che si registra fra i due estremi delle tabelle. Per il resto il contributo degli altri Organismi risulta distribuito in modo piuttosto omogeneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo anche sottolineare che il contributo degli Organismi ecclesiali non \u00e8 irrilevante, considerando che la Chiesa opera spesso senza ricevere alcun sostegno, contributo o convenzione da parte dei Governi. Va quindi apprezzato il suo sforzo e il suo impegno che il pi\u00f9 delle volte rappresenta l\u2019unico punto di riferimento nelle zone pi\u00f9 difficili e dove ci sono i maggiori rischi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, da un punto di vista pi\u00f9 generale, sembra che la situazione del male sociale e medico sanitario tenda ad un costante miglioramento nei paesi del mondo occidentale, specie rispetto al lato medico della sua cura (grazie all\u2019impiego dei nuovi farmaci antiretrovirali). Naturalmente questo dato emerge laddove vi siano le risorse finanziarie per accedere alle cure, non nei paesi in via di sviluppo dove avere le medicine, quelle essenziali, rappresenta un problema di ordine primario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>2.2. Prospettiva etico-morale<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo osservato il fenomeno della discriminazione sociale delle persone affette da virus HIV-AIDS sia nell\u2019ambito lavorativo, familiare, scolastico e sanitario. La discriminazione sul posto di lavoro \u00e8 pi\u00f9 frequente nei paesi europei e nell\u2019Africa Sudsahariana; quella scolastica \u00e8 distribuita omogeneamente in tutti i paesi presi in esame; quella familiare in Asia, Africa e Europa Occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo di tale discriminazione si presenta in alcuni paesi come la condanna della promiscuit\u00e0 e dell\u2019omosessualit\u00e0, come la paura del contagio soprattutto nei paesi dell\u2019Asia e Africa Sudsahariana dove il livello di informazione sui mezzi di contagio della malattia \u00e8 molto basso unito anche a fenomeni di tipo pi\u00f9 specificamente culturale. In Europa questa forma di ignoranza \u00e8 spesso associata al pregiudizio.<\/p>\n\n\n\n<p>a) La famiglia<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emarginazione in famiglia (64.7%) viene dai familiari di 2\u00b0 o 3\u00b0 grado. Il motivo sta nella paura del contagio (73.5%), e nei paesi dell\u2019Africa Sudsahariana, dell\u2019Asia e dell\u2019America Latina sta invece nell\u2019attribuire al malato una colpa (73.5%). In tutte le grandi aree geografiche e soprattutto in Europa Occidentale (20.6%), in Asia (20%) e nell\u2019Africa Sudsahariana (23.5%) per far fronte al virus dell\u2019HIV-AIDS si portano avanti iniziative per l\u2019informazione\/formazione rivolte principalmente all\u2019educazione sanitaria con fini preventivi, (70.6%), a cui si aggiunge l\u2019impegno educativo al rapporto di coppia (23.5%) e a superare barriere discriminanti (29.4%). Nel 50% dei casi sono le organizzazioni governative che promuovono queste iniziative, ma ad esse si uniscono numerose Associazioni di volontari (41.2%). Nelle strutture pubbliche, nel 55.9% dei casi, si consiglia l\u2019uso, a scopo preventivo, di misure cautelative come il preservativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">b) La scuola<\/p>\n\n\n\n<p>Nella scuola invece sono i genitori degli alunni a manifestare atteggiamenti discriminanti verso le persone affette da virus HIV-AIDS, ma anche gli alunni dimostrano una certa intolleranza (32.4%), soprattutto nei paesi occidentali. Il personale docente invece rappresenta la parte pi\u00f9 aperta e disposta ad accogliere i bambini sieropositivi. Indubbiamente, l\u2019attivit\u00e0 di informazione\/formazione risulta occasionale nel 52.9% dei casi e in percentuale maggiore nei paesi dell\u2019Africa sudshariana. Tali iniziative si dirigono principalmente alla diffusione di un\u2019educazione sanitaria di carattere preventivo (41.2%) e alla formazione dei docenti in materia di prevenzione (38.2). Questo spiega facilmente l\u2019attitudine all\u2019accoglienza nelle scuole da parte dei maestri alla cui formazione si \u00e8 prestata una particolare attenzione. Nella scuola pubblica sono in molti a promuovere queste iniziative: dalle organizzazioni governative alle Associazioni di volontariato, dagli stessi professori quando gli \u00e8 permesso, agli Organismi ecclesiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziative delle scuole cattoliche<\/p>\n\n\n\n<p>Organizzazione di incontri fra genitori, studenti e movimenti cattolici, esperti esterni, a fini educativi-formativi; Conversazioni educative con dibattiti, teatro, video, forum, testimonianze di malati e volontari; Pubblicazioni di materiale volto alla sensibilizzazione. Opuscoli, volantini, manifesti, pacchetti multimediali per le scuole, manuali sulla prevenzione, ecc\u2026. Organizzazione di assemblee di maestri sulla prevenzione dal virus HIV-AIDS e la formazione fra i giovani dei gruppi anti HIV-AIDS; Consigli per gruppi guidati da maestri formati al rispetto e alla promozione della donazione di sangue; Educazione alla vita di coppia per una procreazione responsabile, promozione di sani stili di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>c) Le strutture sanitarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle strutture ospedaliere e nei servizi sanitari non si incontra molta resistenza da parte degli operatori sanitari ad assistere i malati di AIDS-HIV; cos\u00ec afferma il 44.1% degli intervistati. Nel 50% dei casi si hanno casi di operatori sanitari sieropositivi e nella maggior parte di questi casi le strutture sanitarie, pur considerandolo un problema, lo affrontano e cercano di risolverlo insieme agli stessi operatori, mantenendoli al loro posto di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente queste persone diventano oggetto di un ostracismo nascosto da parte del personale in servizio e da parte del personale sanitario, malgrado gli sforzi della struttura amministrativa. L\u2019obbligo alla riservatezza si osserva frequentemente (32.4%) e soprattutto in queste situazioni che rappresentano un problema di natura etico-morale; per questo sono nate iniziative per tutelare il coniuge o il compagno che ignora il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra queste iniziative la pi\u00f9 diffusa \u00e8 nel 76.5% dei casi il Counselling per rivelare la sieropositivit\u00e0 di un coniuge all\u2019altro o al compagno che la ignora, avvalendosi del supporto psicologico. In media il 33% delle donne sieropositive incinte decidono di abortire, mentre il 57% decide di portare a termine la gravidanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sostenere le donne incinte sieropositive si impegnano sia il servizio pubblico che quello cattolico.<\/p>\n\n\n\n<p>Servizi Pubblici: I servizi sono di informazione e sostegno psicologico a favore di queste donne. Sono discreti e sono incentrati principalmente sul benessere della mamma (55.9%) e poi del bambino (35.3%). Sembra che il servizio pubblico accompagni la donna durante la gravidanza piuttosto che seguirla nell\u2019interruzione della stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dato \u00e8 confermato da molte Chiese locali che negli ultimi anni hanno registrato un\u2019inversione di tendenza, seppur lieve, da parte dei governi nazionali con una maggiore sensibilit\u00e0 e rispetto per la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Servizi di ispirazione cattolica: I servizi in questo ambito non sono molti e l\u2019attenzione \u00e8 concentrata soprattutto sul benessere del bambino (41.2%) e poi della mamma (38.3%) affinch\u00e9 la donna porti a termine la gravidanza.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>2.3. Interventi della Pastorale della sanit\u00e0<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Pastorale della sanit\u00e0 delle Chiese locali intervistate nel 32.4% dei casi ha cominciato ad interessarsi del problema AIDS-HIV solo da qualche anno e in modo continuo e programmato solo in alcuni paesi dell\u2019Africa Sudsahariana, dell\u2019Europa occidentale e dell\u2019Asia con un criterio piuttosto arretrato rispetto alla diffusione dell\u2019epidemia. Di fatto circa l\u201980% delle Chiese intervistate non hanno indicato un Organismo specifico all\u2019interno della loro Chiesa che abbia la responsabilit\u00e0 del lavoro pastorale sul tema dell\u2019AIDS-HIV.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 41.2% ha risposto che il problema \u00e8 di competenza della &#8220;Commissione della sanit\u00e0&#8221;, quella a cui spetta la carica pastorale nel campo dell\u2019AIDS-HIV. Malgrado questi inconvenienti, le chiese locali affermano di aver stabilito un programma di azione di fronte alle emergenze dell\u2019AIDS-HIV. Questo impegno sembra concentrarsi nelle aree in cui l\u2019epidemia tende a diffondersi pi\u00f9 rapidamente (Africa Sudsahariana 23.5%, Asia 20.6%).<\/p>\n\n\n\n<p>I punti fondamentali di questa azione sono: la Formazione, la Prevenzione, la Cura e l\u2019assistenza spirituale e sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a.<\/strong> Formazione: Formazione di operatori sanitari; informazione\/formazione di religiosi e operatori sanitari; formazione di educatori alla pianificazione familiare; il programma E.V.A del Camerun per la formazione dei giovani alla prevenzione.<br><strong>b.<\/strong> Prevenzione: Educazione alla prevenzione e sensibilizzazione della popolazione; educazione sanitaria preventiva; documenti ufficiali, libretti sulla sessualit\u00e0 e la famiglia, materiale informativo per le scuole; informazioni per i religiosi e le religiose; educazione alla vita familiare, seminari per gli operatori sanitari.<br><strong>c.<\/strong> Cura e assistenza spirituale e sanitaria: Assistenza psicologica, medico sociale e spirituale alle persone affette da AIDS-HIV; assistenza nelle carceri; accoglienza degli orfani e dei vagabondi; impiego di cappellani e volontari, di personale medico cattolico; diagnosi della sieropositivit\u00e0; partecipazione a progetti con altre agenzie di cooperazione; sostegno dei progetti nazionali di lotta contro l\u2019AIDS-HIV; sostegno ad associazioni caritative (Caritas).<\/p>\n\n\n\n<p>Per realizzare tutti questi interventi programmati nel 52.9% dei casi sono stati chiesti aiuti economici ad organizzazioni quali Misereor, Nemisa, OMS, UNICEF. Agenzie di donazione per gli stranieri, Cafod, Caritas internazionali, chiese straniere, Governi e ministeri della sanit\u00e0, Organismi nazionali con risultati prevalentemente positivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a livello diocesano nel 52.9% dei casi esiste un\u2019attivit\u00e0 programmata e sistematica, anche se esistono alcune chiese che non hanno ancora programmi definiti. I punti essenziali del programma sono quelli menzionati della prevenzione. Formazione ed assistenza. L\u2019azione pastorale a livello diocesano rispecchia il modello definito dalle chiese locali, ma con un\u2019attenzione maggiore all\u2019aspetto preventivo ed assistenziale, visto che il piano d\u2019azione diocesano \u00e8 molto vicino alle esigenze concrete del territorio e della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre sono stati organizzati seminari informativi (64.7%) sul virus AIDS-HIV nel quadro della pastorale diocesana, a seguito dei quali hanno avuto grande risonanza gli incontri tra gli operatori delle parrocchie, i maestri, gli operatori sanitari, il personale ospedaliero per un confronto reciproco ed una ricerca di linee d\u2019azione comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo che le Diocesi hanno definito come prioritario rispetto al problema dell\u2019AIDS-HIV \u00e8 l\u2019aiuto ai malati e alle loro famiglie (64.7%), l\u2019educazione all\u2019amore e alla castit\u00e0 ai giovani (64.7%) e l\u2019assistenza agli orfani sempre pi\u00f9 numerosi. Formazione dei candidati al Sacerdozio verso i malati di AIDS-HIV L\u2019insegnamento di questo tema si sta man mano inserendo nell\u2019ambito del corso di Morale o nel corso di Educazione alla vita e viene affrontato insieme ad altri temi di formazione generale dei giovani candidati al sacerdozio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019insegnamento e la formazione ci si avvale dell\u2019uso di video casette la cui visione \u00e8 seguita da commenti individuali, da testimonianze di persone con esperienza nel settore, da sessioni illustrative ed esplicative dell\u2019AIDS-HIV, da conferenze e da esperienze dirette della pastorale sociale. Oltre a sviluppare la capacit\u00e0 del Counselling, si cerca di incoraggiare il contatto con i pazienti e ad incentivare il rapporto fra seminaristi e operatori sanitari in questo settore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>2.4. Servizi e interventi socio-sanitari<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sul numero di centri cattolici dotati di aree specializzate sull\u2019AIDS-HIV possiamo dire che la tipologia dei centri sanitari non ospedalieri, siano essi medico-sanitari che socio-educativi, sono in media il 35%.<\/p>\n\n\n\n<p>I centri cattolici ospedalieri non sono concentrati nelle aree urbane; ve ne sono anche nelle aree rurali, laddove vi sono maggiori pericoli e dove la Chiesa costituisce l\u2019unico punto di riferimento e sostegno per la popolazione ormai abbandonata a s\u00e9 stessa. In media la capacit\u00e0 di questi centri di rispondere alle esigenze dei pazienti \u00e8 appena sufficiente, nonostante l\u2019accettazione dei pazienti e dei malati terminali in tali centri e nelle strutture non ospedaliere sia sicuramente maggiore (35.3% &#8211; 29.4%).<\/p>\n\n\n\n<p>Indubbiamente le possibilit\u00e0 di accesso dei malati terminali a strutture per il recupero e la cura specifica \u00e8 decisamente pi\u00f9 difficile. Entrando nei particolari \u00e8 possibile ordinare i servizi disponibili nei centri cattolici secondo un grado di accessibilit\u00e0 da parte della popolazione. Da ci\u00f2 si pu\u00f2 constatare che i servizi pi\u00f9 facilmente accessibili sono: l\u2019assistenza ai malati, il Counselling prima e dopo gli esami, il ricorso alle terapie e profilassi delle principali infezioni, gli esami radiologici e sperimentali, gli esami microbiologici e il test per l\u2019AIDS-HIV.<\/p>\n\n\n\n<p>Difficilmente accessibili sono gli esami immunologici ed ematici, la terapia con gli inibitori di proteine, e le classiche terapie specifiche anti AIDS-HIV. La prevenzione farmacologica della trasmissione materno-fetale del virus \u00e8 praticamente impossibile. Questo quadro sottolinea che a livello di servizi di fronte alle necessit\u00e0, soprattutto nell\u2019Africa Sudsahariana e in Asia, nel 58% dei casi i risultati sono insufficienti, malgrado l\u2019impegno di figure professionali come medici, infermieri, assistenti sociali, assistenti spirituali, personale volontario e religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno diffuse sono figure professionali come lo psicologo, il tecnico di laboratorio e il consulente legale. Nel 64.7% dei casi si nota che l\u2019aggiornamento degli operatori sanitari si effettua almeno una volta l\u2019anno assicurando cos\u00ec un livello professionale che nel 50% dei casi viene definito buono.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>2.5. Progetti ed esperimenti<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla delicata domanda riguardo alla conoscenza degli esperimenti non controllati di nuove cure, il 79.4% delle chiese locali intervistate ha risposto negativamente, e il 20.6% positivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo 20.6% si concentra nei paesi dell\u2019Africa Sudsahariana, Asia ed Europa orientale, e ritiene possibile un\u2019eventuale utilizzo solo sui bambini (14.7%) o sui malati terminali (8.8%). Seguono in ordine crescente donne, detenuti e malati di mente. Riguardo agli interventi positivi per migliorare la risposta alle necessit\u00e0 dei malati di AIDS-HIV vi sono esperimenti nel 76.5 % dei paesi intervistati; il 67.6% sono a carattere nazionale, ma sostenuti il pi\u00f9 delle volte da organismi internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>I pi\u00f9 significativi sono i seguenti: Programmi di indagine sulla creazione di Istituti di igiene sociale, di Istituti di malattie infettive, programmi di miglioramento delle capacit\u00e0 di diagnosi; programmi ecumenici di lotta contro l\u2019AIDS-HIV.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le nazioni abbiamo:<br><em>Burundi:<\/em> progetto nuove esperienze di Brijumbura, creazione del centro di Nyamugari di Gitega, il progetto nazionale &#8220;Famiglie per vincere l\u2019AIDS-HIV&#8221;, creazione dell\u2019Associazione di sieropositivi e malati di AIDS-HIV; programmi nazionali di assistenza agli orfani.<br><em>Uganda:<\/em> CRS-CAFOD-CARITAS per un progetto di assistenza medico-sanitaria di sostegno agli orfani; ONUSIDA per la prevenzione della trasmissione materno-fetale; fondi della Banca Mondiale.<br><em>Guinea:<\/em> Progetto per la creazione di tre centri medico-sanitari e di sostegno sociale nella Diocesi di Pais; progetto per creare un momento di riflessione e azione dell\u2019azione della Chiesa cattolica nella sua lotta contro l\u2019AIDS-HIV.<br><em>Costa di Marfil:<\/em> piano nazionale AIDS-HIV della Chiesa cattolica per il triennio 1995-1997 e piano triennale AIDS-HIV della chisa cattolica 1998-2001.<br><em>India:<\/em> conferenze e dibattiti sul tema; collaborazione fra gli istituti cattolici, ONG e diocesi, pubblicazione di tre libri: Curriculum dell\u2019AIDS, libro di testo per le scuole sul virus HIV-AIDS e sull\u2019assistenza pastorale<strong>.<br><\/strong><em>Polonia:<\/em>progetti di collaborazione con il Ministero della sanit\u00e0 e ONG, creazione di un servizio telefonico di assistenza gratuito a carico di associazioni di volontari impegnati nella lotta contro l&#8217;AIDS-HIV; sostegno alla vita familiare, preparazione di materiale informativo destinato ai sacerdoti.<br><em>Brasile:<\/em> progetti di lotta contro la povert\u00e0 e l\u2019indigenza; progetti a favore dei bambini, adolescenti e giovani in pericolo; progetti volti a migliorare la qualit\u00e0 della vita dei malati di AIDS-HIV. Attualmente si assiste ad una crescente collaborazione fra Organismi pubblici\/ governativi e le ONG cattoliche (67.6%) anche se il risultato non \u00e8 ancora soddisfacente.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune delle collaborazioni pi\u00f9 significative si sono orientate al finanziamento da parte di Organismi pubblici \/ governativi a progetti di formazione di volontari, di preparazione al Counselling, di acquisto di medicinali per le eventuali infezioni, di aiuto con gli alimenti, di controllo del virus AIDS-HIV nelle donne incinte, di seminari di studio e di azione ecumenica contro l\u2019AIDS-HIV. La collaborazione fra Organismi pubblici \/ governativi e le ONG non cattoliche \u00e8 tuttavia pi\u00f9 intensa (73.5%) e in gran parte soddisfacente da ambo le parti. Le esperienze pi\u00f9 significative vengono dalla realizzazione di micro-progetti, dall\u2019organizzazione di seminari informativi e dibattiti, da aiuti negli alimenti e nelle medicine per le eventuali infezioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. SFIDE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>3.1. Problemi emergenti.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>a) Nel contesto sociale: La povert\u00e0 nelle grandi periferie delle citt\u00e0 dominate dalla miseria, emarginazione dei poveri dal sistema sanitario. Alla povert\u00e0 si uniscono: la disoccupazione, poich\u00e9 con c\u2019\u00e8 lavoro, e laddove c\u2019\u00e8 gli stipendi sono bassissimi; di conseguenza si registra un esodo di massa dei giovani dalle aree rurali verso le aeree urbane; abbandono degli anziani; basso livello di istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi problemi sono radicati nel tessuto sociale e sono la causa dell\u2019esposizione di una gran parte della popolazione a condotta a rischio nella trasmissione dell\u2019AIDS-HIV: la prostituzione, soprattutto fra le donne pi\u00f9 giovani che dirigono case chiuse. La tossicodipendenza: l\u2019uso di droghe di vario tipo. L\u2019impegno degli organismi pubblici e privati dovrebbe quindi essere prioritario per migliorare le condizioni economico ambientali di gran parte della popolazione di questi paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Aspetti etico-morali: La via di contagio del virus HIV-AIDS al giorno d\u2019oggi \u00e8 il rapporto eterosessuale. Questo pone vari e seri problemi etici e morali fra i quali: la protezione del coniuge\/compagno non infetto; la discriminazione sociale verso le persone (anche i bambini) sieropositivi o malati di AIDS-HIV, nel lavoro nei servizi e nell\u2019ambito familiare; riscatto dei valori morali e spirituali; maggiore rispetto delle tradizioni culturali; una maggiore solidariet\u00e0 fra i diversi stili di vita; la promozione della vita umana; l\u2019educazione all\u2019amore e alla sessualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>c) Interventi della Pastorale della Sanit\u00e0: La richiesta di un maggiore sostegno delle parrocchie e dei sacerdoti delle chiese locali \u00e8 ricorrente, cos\u00ec come \u00e8 necessario che la Pastorale faccia da guida in questo campo specifico e che fissi delle direttive certe sulle modalit\u00e0 di prevenzione e di controllo del virus HIV-AIDS secondo i valori etici e morali della Chiesa cattolica. Si avverte poi la necessit\u00e0 di formare religiosi e religiose per intervenire in questo contesto; una maggiore coordinazione delle diverse esperienze su questo tema e un\u2019organizzazione dell\u2019azione pastorale pi\u00f9 rigorosa e sistematica.<\/p>\n\n\n\n<p>d) Servizi e interventi Socio &#8211; Sanitari: Emerge la necessit\u00e0 di maggiori fondi finanziari, risorse umane (formazione professionale) e materiale per rispondere efficacemente alle esigenze dei pazienti. Si rende inoltre necessaria: un\u2019assistenza psico-sociale e medico-sanitaria pi\u00f9 capillare; l\u2019utilizzo di tecniche mediche moderne; un pi\u00f9 facile accesso ai farmaci antivirali e ai servizi sanitari specifici; prevenzione di malattie occasionali; un maggior numero di centri ospedalieri e sociali di ispirazione cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>3.2. Proposte e suggerimenti<br><\/em><\/strong><br>La Comunit\u00e0 Internazionale dovr\u00e0 intervenire sul problema dell\u2019AIDS-HIV per ottenere fondi e risorse finanziarie per la realizzazione di progetti che prevedano un facile accesso ai farmaci antivirali e che evitino infezioni di vario genere; dovr\u00e0 favorire le iniziative rivolte a promuovere lo sviluppo socio-economico; la creazione di una rete &#8220;credibile&#8221; di soci disinteressati, di Organismi e Associazioni non governative, impegnate nella lotta contro MTS e AIDS-HIV, capaci di sostenere le attivit\u00e0 intraprese e di seguire quelle che altrove sono risultate pi\u00f9 efficaci; dovr\u00e0 sostenere l\u2019azione dei Governi nazionali e appoggiare le iniziative delle ONG, cattoliche e non.<\/p>\n\n\n\n<p>Le Chiese locali dovranno esercitare la loro influenza sulle politiche sanitarie nazionali, stabilendo legami e collaborazioni pi\u00f9 strette con il potere pubblico, diventando per lo Stato un socio necessario. Occorre una presenza pi\u00f9 significativa di religiosi e religiose all\u2019interno delle strutture socio-sanitarie; una lotta congiunta contro la povert\u00e0 e l\u2019analfabetismo; di fronte al virus HIV-AIDS \u00e8 necessario un orientamento chiaro della pastorale della sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 altres\u00ec necessario trovare supporti economici-finanziari significativi per favorire l\u2019attivit\u00e0 degli Organismi ecclesiali impegnati a promuovere politiche di protezione della vita, sfidando le politiche preventive attuali, fondate quasi esclusivamente nella diffusione del condono. E\u2019 anche importante imparare ad usare in modo maturo ed appropriato la stampa e i mezzi di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 58.8% delle Chiese intervistate ammette che le legislazioni nazionali offrono solo in parte una risposta adeguata al problema dell\u2019AIDS-HIV. Gli aspetti da migliorare sono: rafforzare il diritto alla salute e alle giuste cure per tutti; tutela dei diritti dei malati di AIDS; riduzione dei costi delle cure e facile accessibilit\u00e0 alle stesse; obbligo al Counselling prima e dopo il test sull\u2019AIDS-HIV; controllo del sangue; creare ed applicare norme contro la discriminazione sociale; studiare sistemi preventivi efficaci; garantire la conservazione del posto di lavoro ai sieropositivi e ai malati di AIDS-HIV; sostenere i gruppi a rischio. L\u2019attuale legislazione mette a disposizione dei centri cattolici scarse risorse finanziarie e molto spesso nemmeno quelle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III. IL PENSIERO DI PAPA GIOVANNI PAOLO II<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>SULLA PASTORALE E SUI MALATI DI AIDS-HIV<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In risposta alla situazione precedentemente constatata, da cui emerge una richiesta di direttive chiare per l\u2019attuazione della pastorale verso i malati di AIDS, sintetizziamo il pensiero del Papa a riguardo.Esaminiamo 14 documenti del Santo Padre che fanno riferimento al tema in questione soffermandoci su alcune idee che fanno riferimento alla natura dell\u2019AIDS.HIV, alla sua prevenzione, al comportamento di chi assiste il malato, alle autorit\u00e0 civili e a quelle scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Natura. <\/strong>L\u2019AIDS non danneggia solo il corpo, ma tutta la persona, le sue relazioni interpersonali e la sua vita sociale [2]. Il deficit immunitario causato del virus HIV si verifica contemporaneamente sul piano dei valori esistenziali. E\u2019 una vera patologia dello Spirito [3]. E\u2019 un flagello [4]. Porta con s\u00e9 una crisi dei valori morali [5].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Prevenzione.<\/strong> Bisogna considerare l\u2019aspetto sacro della vita umana; proprio per questo non \u00e8 lecito n\u00e9 l\u2019aborto n\u00e9 l\u2019eutanasia come provvedimento per far fronte al problema AIDS-HIV[6]. Per la prevenzione \u00e8 necessaria una corretta informazione sui valori morali per impedire la violazione del valore della sessualit\u00e0 [7]. La prevenzione si effettua rispettando la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e il suo destino trascendente, escludendo campagne che promuovano comportamenti che contribuiscano alla diffusione del male. Si tratterebbe di informazioni che invece di aiutare pregiudicherebbero [8]. Bisogna informare ed educare senza il pregiudizio dell\u2019Etica [9]. I giovani devono essere illuminati sui valori che sono in gioco [10]. Il miglior rimedio per far fronte all\u2019AIDS, il cui contagio viene spesso da relazioni sessuali illecite, \u00e8 la fedelt\u00e0 coniugale e la castit\u00e0 [11]. Per prevenire l\u2019AIDS bisogna educare i giovani e gli adulti affinch\u00e9 possano raggiungere una maturit\u00e0 affettiva e una corretta sessualit\u00e0 [12].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Comportamento del malato. <\/strong>Il malato di AIDS deve sapere che Dio lo ama come ama tutti gli altri malati e coloro che sono legati a lui, i familiari [13]. Alcuni comportamenti irresponsabili contribuiscono alla diffusione dell\u2019AIDS [14]. Si raccomanda sempre un corretto comportamento sessuale ed amore nel matrimonio vissuto all\u2019insegna della fedelt\u00e0 e della castit\u00e0, poich\u00e9 la troppa libert\u00e0 aumenterebbe il pericolo del contagio [15]. I padri di famiglia dovrebbero cercare di evitare le malattie e la loro trasmissione verticale [16]. Il Papa esorta i malati di AIDS affinch\u00e9 mettano le loro sofferenze al servizio della Verit\u00e0 e dell\u2019Amore di Cristo [17], affinch\u00e9 mettano le proprie sofferenze al servizio di chi rischia di contrarre la malattia [18].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Comportamento di chi assiste il malato.<\/strong> Gli operatori della pastorale della sanit\u00e0 che lavorano con i malati di AIDS devono reincarnare l\u2019amore e la compassione di Cristo e della sua Chiesa verso i malati stessi; gli operatori sanitari hanno un obbligo morale e una responsabilit\u00e0 sociale davanti ai malati di AIDS, devono essere come il buon samaritano [19]. Il malato di AIDS deve essere trattato come Cristo stesso, cf. Mt. 25,31-46 [20]. Il malato di AIDS merita assistenza e rispetto totale [21]. A lui va mostrato l\u2019amore misericordioso di Dio per gli orfani di quei padri morti per l\u2019AIDS [22]. Dobbiamo superare la barriera della malattia e della colpa morale e dedicare la nostra attenzione ai malati [23], dobbiamo stargli vicini[24]. Gli operatori della pastorale della sanit\u00e0 devono offrire ai malati di AIDS un aiuto morale e spirituale [25].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5. Autorit\u00e0 civili.<\/strong> Le autorit\u00e0 competenti devono adoperarsi per cercare di risolvere il problema dei malati di AIDS [26]. Esse non devono sostenere campagne di prevenzione contro la malattia con modelli di comportamento che favoriscano il propagarsi del male o magari dare informazioni che non siano d\u2019aiuto alla campagna di prevenzione [27]. Il Papa esorta tutti i paesi ad aiutare l\u2019Africa a sconfiggere l\u2019AIDS evitando qualsiasi forma di colonialismo[28]. Chiede ai politici che si adoperino per porre fine a questo flagello che \u00e8 l\u2019AIDS [29]. E\u2019 necessaria una forte solidariet\u00e0 fra malati di AIDS e uomini di governo [30].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6. Scienziati.<\/strong> Gli scienziati devono essere uniti per combattere il flagello dell\u2019AIDS [31]. Il Papa si augura che quanto prima si trovino medicine efficaci per debellare la malattia e che la ricerca faccia progressi.[32]. Il Papa esorta a che gli sforzi degli scienziati si uniscano alla ricerca di nuove cure e che non vi siano rivalit\u00e0 sterili fra chi opera in questo contesto [33]. Egli si augura che grazie a questa cooperazione si arrivi presto alla giusta cura dell\u2019AIDS [34] e che si perseveri nella ricerca. [35]. Al tempo stesso chiede agli uomini di scienza di unire i propri sforzi per mettere fine al flagello dell\u2019AIDS-HIV [36].<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo, possiamo considerare le proposte e i suggerimenti come la conclusione del nostro lavoro, ma vorrei soffermarmi ulteriormente su alcuni punti: Fra coloro che si occupano dei malati di AIDS-HIV in tutto il mondo, il 9.4 % sono Organismi ecclesiali e il 15.1% sono Organizzazioni governative cattoliche.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il 24.5 % \u00e8 nelle mani dei cattolici. Le loro risorse paragonate a tutto l\u2019insieme non sono che il 20.6% e sono pi\u00f9 private che pubbliche. Questo ci porta a due conclusioni: la prima \u00e8 che urge un riconoscimento degli operatori cattolici della pastorale della sanit\u00e0 per un aiuto reciproco e pi\u00f9 efficiente; la seconda \u00e8 che urge ottimizzare le risorse per una migliore e maggiore attenzione ai malati.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse questo tentativo di visione collettiva dei 42 paesi dar\u00e0 un piccolo contributo alla conoscenza reciproca dato che non si \u00e8 parlato dei singoli stati ma semplicemente del loro insieme. Altra conclusione potrebbe essere la chiarezza degli obiettivi e quindi un chiaro orientamento dell\u2019opera pastorale, come possiamo apprendere dalla dottrina che il Santo Padre ci espone sul problema dell\u2019AIDS.<\/p>\n\n\n\n<p>Da segnalare innanzitutto la prevenzione e con essa qualcosa di pi\u00f9 cristiano che il Papa segnala apertamente: bisogna scindere le forze che nella nostra vita quotidiana rafforzano la virt\u00f9 e la castit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non v\u2019\u00e8 dubbio che nella dimensione secolare del nostro mondo questa soluzione appare quasi come un\u2019illusione o forse semplicemente ipocrisia se si pensa a questa terribile realt\u00e0 che esce fuori da qualsiasi schema morale; indubbiamente per la pastorale della Chiesa Cattolica la Virt\u00f9 e la Castit\u00e0 rappresentano il richiamo pi\u00f9 urgente del problema e bisogna parlarne in modo chiaro ed appropriato e applicarle alla vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>La Virt\u00f9 e la Castit\u00e0 sono valori che camminano contro corrente nella societ\u00e0 odierna in cui il sesso \u00e8 predominante. La vera soluzione del problema sta nel contagio sessuale e comprende una visione antropologica dell\u2019amore e del sesso; bisogna analizzarne l\u2019aspetto sociale, familiare, individuale e personale. Riguarda per un verso la castit\u00e0 sia all\u2019interno del matrimonio sia per chi \u00e8 celibe.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza questa visione confortata dalla fede l\u2019uso dei preservativi, per molti, si riduce ad un semplice atto materiale. Senza la fede, si capisce allora come per molti sia un assurdo che la Chiesa Cattolica non accetti nella sua azione di prevenzione detti preservativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di prevenzione dovremmo anche far riferimento alle sostanze come psicofarmaci e stupefacenti poich\u00e9 dalla nostra indagine risulta una forte incidenza della tossicodipendenza nell\u2019AIDS-HIV. Si tratta di un tema molto rilevante e che merita di essere trattato in tutta la sua complessit\u00e0 come gi\u00e0 fatto precedentemente in altre occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 opportuno riconoscere e sostenere quanto fatto dai Governi dei vari paesi per i sieropositivi. Bisogna sostenere ancora di pi\u00f9 l\u2019opera di chi si occupa di questi malati; dobbiamo consolidare la coscienza del Buon Samaritano che \u00e8 in ognuno di noi e riconoscere in questi nostri fratelli i pi\u00f9 poveri e fragili, caduti nella rete di questo male terribile, e per essi si esige la scelta preferenziale di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, \u00e8 opportuno chiedere a tutti di pregare per gli scienziati, affinch\u00e9 le loro ricerche portino presto alla cura di questo male e perch\u00e9 tutti i malati, soprattutto i pi\u00f9 poveri, ne possano usufruire. Voglia Nostra Signora, Salute dei malati, essere in modo speciale la salute di questi nostri fratelli che ne hanno tanta necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Note:<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>[1]<\/strong> Dati ricavati da Unaids, l\u2019epidemia Aids, dicembre 1988,5.<br><strong>[2]<\/strong> Lettera al direttore generale dell\u2019OMS in occasione della prima giornata modiale di dialogo e informazione sull\u2019AIDS \u2013 28 Nov 1988, Ecclesia n.2904 (1988),23.<br><strong>[3] <\/strong>Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti della Conferenza &#8220;La Chiesa di fronte alla sfida dell\u2019AIDS; prevenzione e assistenza&#8221; Dolentium Homnium n.13 (1990), 6-9.<br><strong>[4]<\/strong> Allocuzione ai Vescovi del Ruanda L\u2019Osservatore Romano 23 sett.1990.<br><strong>[5]<\/strong> &#8220;Messaggio ai malati&#8221; dedicato a Mons.Ssetongo, Kamapala, Uganda, 7 febbraio 1993.<br><strong>[6]<\/strong> Lettera al Direttore Generale&#8230;<br><strong>[7]<\/strong> Discorso di Giovanni Paolo II.<em>Dolentium Homnium<\/em>.<br><strong>[8]<\/strong> Discorso al corpo diplomatico nella State House di Dar er Salaam Ecclesia n.2494 (1990), 1387-1391.<br><strong>[9]<\/strong> Allocuzione ai Vescovi del Burundi Ecclesia n.2495 (1990) 1439-1441.<br><strong>[10]<\/strong> Allocuzione\u2026.Ruanda\u2026<br><strong>[11]<\/strong> Esortazione Apostolica successiva al Sinodo &#8220;Ecclesia in Africa&#8221;, trad.spagn. in PPC, Madrid 1995.<br><strong>[12]<\/strong> Allocuzione\u2026.Burundi.<br><strong>[13]<\/strong> A.Pelayo, Dialogo aperto dei Vescovi con il Papa, Ecclesia, n.2399.<br><strong>[14]<\/strong> Allocuzione\u2026Burundi\u2026<br><strong>[15]&#8221;<\/strong> Discorso ai giovani allo Stadio &#8220;Amahoro&#8221; di Kigali, Ruanda&#8221;, L\u2019Osservatore Romano, 16 sett.1990, 22-23.<br><strong>[16]<\/strong> &#8220;Omelia durante la Messa celebrata nella pianura di Nyandungu a Kigali, Ruanda&#8221; L\u2019Osservatore Romano, 23 sett.1990, 8.<br><strong>[17]<\/strong> &#8220;Discorso all\u2019ospedale di Nsambya, Kampala, Uganda&#8221; Ecclesia n.2622 (1993), 2.<br><strong>[18]<\/strong> &#8220;Messaggio ai malati\u2026\u2026.&#8221;<br><strong>[19]<\/strong> Phoenix, Ad Valetudis Administros coram admissos&#8221; AAS 80 (1988), 775-781.<br><strong>[20]<\/strong> &#8220;Omelia nella messa celebrata a Kwacha Park di Balantyre, Malawi (5 maggio 1998) Ecclesia n.2426 (1989), 22-23.<br><strong>[21]<\/strong> Discorso di Giovanni Paolo II\u2026.Dolentium hominum\u2026.<br><strong>[22]<\/strong> Allocuzione ai Vescovi del Burundi.<br><strong>[23]<\/strong> &#8220;Omelia\u2026.Nyandungu\u2026..<br><strong>[24]<\/strong> &#8220;Allocuzione\u2026Ruanda\u2026.&#8221;<br><strong>[25]<\/strong> &#8220;Ecclesia in Africa\u2026&#8221;<br><strong>[26]<\/strong> Lettera al direttore.<br><strong>[27]<\/strong> &#8220;Discorso al Corpo Diplomatico!<br><strong>[28]<\/strong> &#8220;Discorso al corpo Diplomatico&#8221;.<br><strong>[29]<\/strong> Ecclesia in Africa.<br><strong>[30]<\/strong> &#8220;Discorso di Giovanni Paolo II\u2026.Dolentium Hominum.<br><strong>[31]<\/strong> &#8220;Discorso di Giovanni Paolo II\u2026.Dolentium Hominum.<br><strong>[32]<\/strong> &#8220;Discorso ai giovani\u2026Amahoro\u2026&#8221;.<br><strong>[33]<\/strong> &#8220;Discorso al Corpo Diplomatico\u2026.State house\u2026&#8221;.<br><strong>[34]<\/strong> Discorso ai giovani\u2026.Amahoro.<br><strong>[35]<\/strong> &#8220;Messaggio ai malati&#8221;\u2026.Ssentongo.<br><strong>[36] &#8220;<\/strong>Ecclesia in Africa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buenos Aires, Argentina 22-23 marzo 1999 + Javier Lozano Barrag\u00e0n Arcivescovo em. di Zacatecas Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-virus-hiv-aids-realt-ecclesiale-e-prospettive-pontificie\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27703,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46,5],"tags":[2290,1199],"class_list":["post-404","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aids","category-chiesa","tag-documenti","tag-vaticano","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il virus Hiv-Aids. 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