{"id":3982,"date":"2010-07-28T16:30:00","date_gmt":"2010-07-28T14:30:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-03-11T15:38:29","modified_gmt":"2015-03-11T14:38:29","slug":"fine-dei-tempi-o-fine-di-unepoca-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fine-dei-tempi-o-fine-di-unepoca-1\/","title":{"rendered":"Fine dei tempi o fine di un&#8217;epoca? (1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Fides Cattolica<\/strong> n.1 &#8211; 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Guido Vignelli<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/apocalisse.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-21271\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/apocalisse.jpg\" alt=\"apocalisse\" width=\"250\" height=\"159\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div><strong>Una domanda seria e opportuna<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l&#8217;osservatore pi\u00f9 superficiale si accorge del fatto che il mondo moderno si trova in una situazione estremamente drammatica. Il recente crollo di illusori progetti politici, il declino delle certezze e delle sicurezze, anche economiche e sociali, sono solo l&#8217;ultima con\u00adseguenza di una crisi globale che ha lontane radici culturali, morali e religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dilagare dell&#8217;idolatria dell&#8217;Uomo o della Natura, il diffondersi di s\u00e8tte eretiche, riti satanici e falsi profeti e veggenti, il dominio politico di partiti e Stati laicisti, l&#8217;apostasia delle nazioni un tempo cristiane, la perdita della fede delle masse popolari, la corruzione dei costumi, la dissoluzione della famiglia, lo smarrimento della giovent\u00f9, le crescenti persecuzioni ai cristiani, gli sconvolgimenti nella societ\u00e0 e nella natura (guerre, terrorismi, genocidi, terremoti, epidemie, carestie) e soprattutto la devastante crisi interna alla Chiesa, sono tutti segni preoccupanti che prospettano un fosco e angosciante scenario futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale situazione critica induce molti cristiani a porsi questa domanda: non sar\u00e0 che Dio si sta ritirando dal mondo abbandonando l&#8217;umanit\u00e0 corrotta e ribelle alla sua definitiva rovina? Non sar\u00e0 che ci stiamo rapidamente avvicinando alla fine dei tempi, caratterizzata dalla universale apostasia, dall&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo e dalla fine del mondo profetizzati dal Libro dell&#8217;Apocalisse<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, menti chiaroveggenti sostennero che la societ\u00e0 della certezza e della sicurezza, appena edificata con le forze della ragione, delle scienze e delle tecniche, era \u00abun formicaio dalla base malferma, minato alle fondamenta\u00bb e destinato a prossima rovina (1); lungo il XX secolo, molte anime sensibili sospettarono che \u00abforse il gran Giorno si approssima; &#8230;la Parus\u00eca non pu\u00f2 essere lontana\u00bb (2); il comune fedele potrebbe oggi ripetere l&#8217;angosciosa domanda rivolta a Ges\u00f9 Cristo da un noto personaggio letterario: \u00abSignore, che cos&#8217;\u00e8 questo vento di pazzia? Non \u00e8 forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella se sia imminente la fine dei tempi \u00e8 una domanda pi\u00f9 i fusa di quanto si pensi e soprattutto pi\u00f9 seria di quanto si creda in certi supponenti ambienti intellettuali. A questa domanda, comprensibile solo in una prospettiva cristiana, non pu\u00f2 rispondere alcuna filosofia della storia; si pu\u00f2 tentare una risposta solo facendo un&#8217;analisi dell&#8217;attuale situazione che abbia cura di usare le tre classiche fonti della conoscenza &#8211; soprattutto <em>f\u00ecdes,<\/em> ma anche <em>ratio ed experientia<\/em> -alla luce della Sacra Scrittura, della sapienza cristiana e della teologia della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio della storia ci permette di cogliere e interpretare negli avvenimenti passati quegli elementi profetici che ci fanno scoprire il significato del tempo presente e intuire il corso di quello futuro; la storia sacra infatti ci dimostra che \u00abla divina potenza parla anche mediante i fatti\u00bb (4) e che \u00abil succedersi dei tempi non avviene per caso o per fortuna, ma contiene una gran luce e molte illuminazioni spirituali\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia bisogna considerare che, \u00abse c&#8217;\u00e8 un punto in cui la Scrittura usa un modo di esprimersi che le \u00e8 interamente proprio, \u00e8 quello che riguarda la cronologia del mondo\u00bb, per cui \u00able cose stesse rivelateci da Dio accadono ordinariamente in modo ben diverso da come l&#8217;avevamo o l&#8217;avremmo immaginato\u00bb6. Pertanto, entrando in un argomento cos\u00ec delicato, bisogna imitare la prudenza di un Bossuet quando diceva: \u00abio tremo nel porre le mani sull&#8217;avvenire\u00bb (7); nell&#8217;avventurarsi in un campo cos\u00ec oscuro e pericoloso bisogna esser molto cauti, come hanno affermato gli autentici veggenti e profeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, santa Caterina da Siena si lamentava che \u00abmolti &#8230;con l&#8217;occhio tenebroso vorranno intendere la Santa Scrittura e la profondit\u00e0 sua, e vorrannola esporre e intendere a loro modo; studieranno l&#8217;Apocalissi non con umilt\u00e0 n\u00e9 col lume della fede, ma con infidelit\u00e0 s&#8217;avvilupperanno in cosa che non ne sanno uscire\u00bb (8); inoltre san Vincenzo Ferrer ammoniva che profezie, visioni e miracoli debbono risultarci tanto pi\u00f9 sospetti quanto pi\u00f9 ci avviciniamo al tempo dominato dall&#8217;Anticristo ingannatore (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;accusa di &#8220;apocalitticismo&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II cristiano in attesa escatologica (10) viene spesso sprezzantemente liquidato con l&#8217;accusa di essere un malato di &#8220;apocalitticismo&#8221; o di &#8220;millenarismo&#8221;, un &#8220;profeta di sventura&#8221;, un fanatico in cerca di forti prospettive consolatorie che pretende di vivere in un&#8217;epoca decisiva della storia e s&#8217;illude che l&#8217;attuale crisi verr\u00e0 automaticamente risolta da una catastrofe rigeneratrice. Egli viene preso di mira da quei \u00abbeffardi schernitori\u00bb che &#8211; come aveva profetizzato san Pietro (2Pt 3,3ss.) &#8211; soprattutto negli ultimi tempi derideranno chi fa pessimisti-che previsioni sulla rovina spirituale della societ\u00e0; a lui viene applicata la condanna recentemente pronunciata su coloro che \u00abnon sono capaci di vedere altro che rovine e guai; &#8230;a noi sembra di dover risolutamente dissentire da questi profeti di sventura che annunciano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, paradossalmente, questi stessi ottimisti considerano con molto rispetto quei catastrofisti alla moda, di matrice ecologista o comunista, che prevedono l&#8217;imminente fine del mondo dovuta alla crisi ambientale o a quella economica&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa liquidazione della mentalit\u00e0 escatologica non le fa giustizia, non \u00e8 dottrinalmente fondata e mira ad eludere la seriet\u00e0 del problema. Pur se avanzata in nome della moderazione psicologica e della seriet\u00e0 dottrinale, tale liquidazione \u00e8 invece emotiva, sbrigativa e antiscientifica, perch\u00e9 se la prende con una immagine caricaturale nella comoda prospettiva di eludere un problema serio. La corretta metodologia impone piuttosto che la questione della mentalit\u00e0 escatologica non venga liquidata riducendola alle sue manifestazioni palo-logiche, ma vada esaminata in quelle normali, per poi eventualmente criticare quelle abnormi (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nei primi secoli della Chiesa si esagerava nel considerare come imminente la fine dei tempi, oggi si tende piuttosto all&#8217;eccesso opposto, perch\u00e9 l&#8217;attuale idolatria della vita e della storia ci spinge a escludere la prospettiva escatologica nella illusione che questo nostro mondo e questa nostra epoca siano capaci di una durata indefinita o addirittura di un progresso indefinito, rendendoci ciechi davanti alla evidente precariet\u00e0 della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure la fede cristiana \u00e8 tutta tesa al <em>respice finem<\/em>. La sana teologia cattolica insegna che il fedele non pu\u00f2 vivere alla giornata disinteressandosi degli avvenimenti, ma deve cogliere il disegno divino nella storia per capire in quale sua fase egli sta vivendo e quale compito riceve dalla Provvidenza; proprio a questo scopo egli deve cercare di scorgere e interpretare i famosi &#8211; e spesso fraintesi &#8211; &#8220;segni dei tempi&#8221; di cui parla il Vangelo (Le 12,56).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, il cristiano deve vivere nella prospettiva della <em>parus\u00eca<\/em>, ossia nell&#8217;attesa del trionfale ritorno del Redentore sulla terra, anche se non pu\u00f2 certo prevederne tempi e modi. Il fedele deve essere una sentinella che scruta l&#8217;orizzonte del futuro per vedere se incombe l&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo o di un suo precursore, e deve mantenersi in vigile attesa del giudizio divino: non solo di quello personale (il &#8220;giudizio particolare&#8221;) ma anche di quello sociale (il &#8220;giudizio universale&#8221;); infatti possono accadere eventi storici interpretabili come una sorta di anticipazione e prefigurazione del &#8220;giudizio universale&#8221;; anzi ne sono gi\u00e0 accaduti, come quella distruzione di Gerusalemme e quel crollo dell&#8217;impero romano di Occidente che segnarono la fine della cosiddetta &#8220;et\u00e0 antica&#8221;. Del resto, \u00abla via che c&#8217;introduce all&#8217;ultima fase del Regno \u00e8 tutta segnata da grandiosi avvenimenti e da parziali avventi del Signore\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 Cristo stesso ammonisce il fedele di essere sempre sveglio e vigile, per non rischiare di trovarsi impreparato quando Egli verr\u00e0 a visitarlo senza preavviso. Se non alimenta questa vigilanza escatologica, il cristiano rischia di fare la fine dei &#8220;servi sciocchi&#8221; o delle &#8220;vergini stolte&#8221; delle note parabole evangeliche: non aspettandosi che il Padrone o lo Sposo tornasse per chieder conto del loro operato, tali servi e vergini non furono pronti per accoglierlo al suo arrivo; Egli quindi li sorprese nel sonno e li pun\u00ec per la loro imprudenza (Le 12,35-36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giustamente quindi sant&#8217;Agostino sottolinea il legame che unisce il prepararsi al giudizio universale col prepararsi al giudizio particolare: \u00abogni cristiano deve vegliare affinch\u00e8 il ritorno del Signore non lo trovi impreparato, e impreparato sar\u00e0 trovato dal Signore chiunque sar\u00e0 impreparato per l&#8217;ultimo giorno della propria vita\u00bb (14). Pertanto il Catechismo del Concilio di Trento ammonisce: \u00abCome dal principio del mondo fu sempre massimamente desiderato da tutti il giorno in cui il Signore avrebbe assunto l&#8217;umana carne, e in quel giorno riposero la speranza della liberazione; cos\u00ec &#8230;oggi noi dobbiamo desiderare ardentemente quel secondo giorno del Signore, aspettando quella beata speranza e l&#8217;apparizione della gloria del sommo Dio\u00bb (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;attesa escatologica presuppone che il cristiano abbia un <em>sensus fidei<\/em> e un senso della trascendenza capaci di sollevargli l&#8217;animo dalla trama delle contingenze, facendogli capire che questo mondo terreno, e tanto pi\u00f9 questa societ\u00e0 storica, per quanto possano sembrare solidi e stabili, in realt\u00e0 sono fragili e precari, sono come uno &#8220;spettacolo&#8221; che pu\u00f2 concludersi inaspettatamente e rapidamente: \u00ab\u00e8 passeggero lo scenario di questo mondo!\u00bb (1Cor 7,31). Ascoltiamo quanto ci dicono sull&#8217;argomento alcuni noti cultori dell&#8217;escatologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre Ugo Vanni: \u00abII libro dell&#8217;Apocalisse porta il cristiano a immergersi nella storia, a leggere la propria storia, il suo segmento nel grande fluire della storia in cui \u00e8 immerso. Lo dovr\u00e0 interpretare, dovr\u00e0 leggere i &#8220;segni dei tempi&#8221; e trame poi delle conseguenze opera\u00adtive. L&#8217;Apocalisse tende a darci sempre quelle posizioni di fondo che ci rendono protagonisti della storia della Salvezza\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre Candido Pozo: \u00abNessuna generazione pu\u00f2 o deve escludere, come possibilit\u00e0 reale, la prospettiva di vivere la parus\u00eca &#8230;Questo fa pensare che il cristiano debba fare qualcosa per affrettare la venuta della parus\u00eca. L&#8217;uomo deve prepararsi alla parus\u00eca con una separazione spirituale dal mondo, &#8230;perch\u00e9 &#8220;passa lo scenario di questo mondo&#8221;\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre Marino da Milano: \u00abL&#8217;escatologismo ci mette in uno stato di i perenne attesa, senza angosce di fini imminenti, ma con l&#8217;impegno di rendere s\u00e9 stessi e il proprio tempo il pi\u00f9 consoni possibili alla perfezione dell&#8217;ultima ora\u00bb\u00a0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre Michael Schmaus: \u00abI segni [della Parus\u00eca], attinti e intesi nella fede, insegnano a guardare gli avvenimenti del mondo alla luce del Cristo venturo. Essi scongiurano il pericolo di vivere troppo sicuri e tranquilli nel mondo con la sua cultura, che confida in un progresso perpetuo, e di considerare le catastrofi soltanto come disgrazie passeggere, e di relegare la venuta del Signore ai margini della coscien\u00adza, come una possibilit\u00e0 lontana e indeterminata\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Padre Roger Calmel: \u00abVi sono cristiani pi\u00f9 che soddisfatti e senza la minima inquietudine di fronte alla nostra attuale situazione. Ma la loro soddisfazione non \u00e8 secondo il volere di Cristo. Essa deriva da un compromesso con il mondo, da un rifiuto di guardarlo in faccia per paura di riconoscervi l&#8217;opera del demonio e di doversi ricordare della Croce di Cristo\u00bb (20), ossia del dovere di combattere quel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, quella se la fine dei tempi sia vicina o lontana \u00e8 una questione seria, che i cristiani sempre si posero e sempre si porranno, a buon diritto, in ogni fase cruciale della storia. Lo fecero numerosi santi e dottori della Chiesa, e nel XX secolo anche alcuni Papi come san Pio X (21) e Pio XI (22). Inoltre, il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: \u00abII tempo presente &#8230;inaugura i combattimenti degli ultimi tempi (1Gv 2,18); \u00e8 un tempo di attesa e di vigilanza. &#8230;Questa venuta escatologica [di Cristo] pu\u00f2 compiersi in qualsiasi momento, anche se essa, e la prova finale che la preceder\u00e0, sono &#8220;impedite&#8221; (2Ts 2, 3-12). La venuta del Messia glorioso pende su ogni momento della storia\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Escatologismo&#8221; o &#8220;incarnazionismo&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna ammettere tuttavia che questa posizione di attesa escatologica corre il rischio di favorire una pericolosa tendenza al fatalismo e quindi al disimpegno. Infatti sappiamo che, alla fine dei tempi, la Chiesa stessa verr\u00e0 ridotta da florida citt\u00e0 a tempio isolato, da sta\u00adbile edificio a tenda nel deserto. Se dunque riteniamo di essere oggi alla vigilia dell&#8217;Apocalisse, rischiamo di cadere nella tentazione di rassegnarci alla prospettiva di una Chiesa sempre pi\u00f9 emarginata e perseguitata, ridotta a un &#8220;piccolo gregge&#8221; costretto a ritornare nelle catacombe; rischiamo quindi di ritirarci a vita privata e in una posizione di mera sopravvivenza, rinunciando a combattere per il Regno di Cristo e per la civilt\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ormai tutto \u00e8 perduto, se siamo ormai vicini all&#8217;apostasia globale, e al ritorno di Cristo che sistemer\u00e0 tutto chiudendo la storia, perch\u00e9 mai impegnarsi e sacrificarsi nella lotta? Non \u00e8 forse meglio abbandonare la societ\u00e0 al suo destino e ritirarsi nelle proprie case o sacrestie o conventi, limitandosi a pregare e a far penitenza, nella prospettiva di uscire dalle tane solo quando l&#8217;uragano sar\u00e0 passato e questa epoca anticristiana finita, come sembra consigliare la stessa Apocalisse (Ap 18,4 ss.)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia recente dimostra che questa tentazione &#8220;catacombalista&#8221; \u00e8 molto pericolosa, perch\u00e9 ha favorito il diffondersi di una mentalit\u00e0 e di una strategia rinunciatarie che hanno spinto il mondo cattolico alla cosiddetta &#8220;scelta religiosa&#8221;, ossia al ripiegamento in s\u00e9 stesso, al disimpegno temporale e infine alla resa al nemico (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa tendenza bisogna opporre che \u00abl&#8217;attesa della terra nuova non deve indebolire, ma piuttosto stimolare, la sollecitudine nel curare la terra presente, dove cresce quel corpo della nuova famiglia umana che gi\u00e0 riesce a offrire una certa prefigurazione adombrante il mondo nuovo\u00bb (25); \u00abl&#8217;attesa della Parus\u00eca di Ges\u00f9 non dispensa dall&#8217;impegno in questo mondo, ma al contrario crea responsabilit\u00e0 davanti al Giudice divino circa il nostro agire in questo mondo\u00bb (26). Lungo la storia, il cristiano non pu\u00f2 mai rinunciare a costruire o difendere o ricostruire la Cristianit\u00e0, qualunque cosa accada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A onor del vero, bisogna ammettere che la prospettiva dell&#8217;attesa escatologica pu\u00f2 favorire anche un&#8217;altra tendenza, apparentemente opposta ma ancor pi\u00f9 pericolosa. Se infatti siamo alla vigilia dell&#8217;Apocalisse, se il mondo sta diventando irrimediabilmente apostata, se la Chiesa \u00e8 destinata a perdere sempre pi\u00f9 influenza fino a diventare storicamente e socialmente irrilevante, perch\u00e9 mai rinchiudersi in un ghetto o rifugiarsi nelle catacombe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 forse meglio invece, approfittando del poco tempo e spazio che ci resta, accettare la &#8220;sfida&#8221; lanciataci dal mondo moderno e inserirvisi per sfruttarne i vantaggi, per realizzare una rivoluzione politica che costruisca una &#8220;societ\u00e0 pi\u00f9 umana&#8221;? O perlomeno, nel caso che questa rivoluzione fallisca, per far valere i nostri talenti umani e riservarsi un &#8220;posto al sole&#8221;?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia recente dimostra che questa tendenza, meno nobile ma pi\u00f9 realistica dell&#8217;altra, ha spinto molte <em>\u00e9lites<\/em> cristiane ad una sorta di &#8220;scelta temporale&#8221;, ad un compromesso col mondo che \u00e8 talvolta giunto fino alla collaborazione col nemico. \u00c8 del resto inevitabile che, \u00abse il senso delle &#8220;cose ultime&#8221; cade nell&#8217;oblio, la speranza teologale viene &#8230;sostituita da attese intramondane\u00bb (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede, la prospettiva dell&#8217;imminente fine dei tempi \u00e8 pericolosa sia nella versione del disimpegno spiritualistico (&#8220;scelta religiosa&#8221;) che in quella dell&#8217;impegno mondano (&#8220;scelta temporale&#8221;). Nel pensiero teologico del XX secolo, questa opposizione corrisponde all&#8217;alternativa tra &#8220;escatologismo&#8221; e &#8220;incarnazionismo&#8221;, ossia tra la prospettiva della cosiddetta <em>testimonianza profetica<\/em>, che si concretizza nell&#8217;isolarsi dalla societ\u00e0, e la prospettiva del cosiddetto impegno sociale, che si concretizza nell&#8217;accettare la &#8220;sfida&#8221; storica e nel &#8220;compromettersi col mondo&#8221; (28); potremmo dire che si tratta di un&#8217;alternativa tra la &#8220;teologia della resa&#8221; e la &#8220;teologia della complicit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cos\u00ec \u00abl&#8217;azione della Chiesa, pendula tra il Cielo e la Terra, rimane divisa tra un&#8217;esigenza d&#8217;incarnazione nel mondo, che la tirerebbe all&#8217;ecum\u00e8ne umanitaria impregnando il mondo, e un&#8217;esigenza di disincarnazione, presa fallacemente come purificazione, coll&#8217;abbandono di tutte le temporalit\u00e0, che viceversa dovrebbero essere investite dalla religione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo qui un&#8217;alternativa sicuramente falsa, perch\u00e9 in realt\u00e0 quelle due opzioni sono due facce dello stesso errore. Entrambe presuppongono che &#8220;indietro non si torna&#8221;, che oggi sia impossibile rinnovare la Chiesa e restaurare la Cristianit\u00e0, per cui non resti altro da fare che sopravvivere adattandosi alla situazione dominante allo scopo di &#8220;ridurne i danni&#8221; e magari trame un certo beneficio. Inoltre, ciascuna delle due opzioni tende a favorire, per reazione, quella opposta: il rinunciare alla battaglia temporale e l&#8217;isolarsi nelle catacombe provoca un logoramento che pu\u00f2 finire col rovesciarsi nell&#8217;impegno mondano e nella complicit\u00e0 con la Rivoluzione; a sua volta, la delusione per il fallimento di questo impegno mondano pu\u00f2 finire col rovesciarsi nel ritorno alle catacombe spirituali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna quindi rompere questo circolo vizioso che condanna il mondo cristiano a oscillare tra la sterilit\u00e0 e la strumentalizzazione, finendo in ogni caso nella sconf\u00ectta; bisogna superare questa falsa alternativa tra la missione spirituale e quella temporale della Chiesa e del cristiano, per ricomporre un&#8217;unica missione soprannaturale che s&#8217;incarna e s&#8217;impegna nel temporale allo scopo di ricondurlo allo spirituale (30). Ricordiamoci che \u00abil concetto cristiano della storia \u00e8 insieme escatologico e progressista: due concetti che, pur sembrando opposti, si completano a vicenda. La storia \u00e8 escatologica, perch\u00e9 progredisce, ed \u00e8 progressiva perch\u00e9 tende a un fine\u00bb (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, &#8220;l&#8217;abuso non toglie l&#8217;uso&#8221;: i pericoli della prospettiva escatologica non debbono spingerci a rinunciarvi ed anzi essa deve animare la nostra epoca non meno di quanto animava quella apostolica. Tanto pi\u00f9 che, come vedremo, la prospettiva escatologica ha sempre avuto una terza tendenza, quella giusta, capace di stimolare i cristiani sia alla conversione personale che a un impegno sociale in favore della <em>renovatio seeculi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fine del mondo o fine di un mondo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo ora alla nostra domanda originaria, impostandola per\u00f2 in quest&#8217;altro modo: siamo alla fine dei tempi, oppure siamo solo alla fine di un tempo, per quanto importante e duraturo? Ossia, siamo alla fine del mondo, oppure siamo solo alla fine di un mondo, per quanto vasto e potente? Si ripropone oggi un&#8217;alternativa che si \u00e8 posta pi\u00f9 volte lungo la storia umana; ad esempio nel XV secolo, quando \u00abtutto contribuiva a dare il senso che, se anche non finisce il mondo, certo un mondo \u00e8 finito\u00bb (32); oppure nel XX secolo, quando alcuni sostenevano che \u00abo l&#8217;Anticristo \u00e8 gi\u00e0 nato o, dopo l&#8217;uragano purificatore, ancora una volta la Croce briller\u00e0 sul mondo\u00bb (33), ed altri prevedevano che \u00abavremo o la fine del mondo o un nuovo medioevo\u00bb .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nostro avviso, la sapienza e la prudenza cristiane ci suggeriscono di propendere nettamente verso la seconda soluzione. Non ci troviamo cio\u00e8 alla fine <em>dei<\/em> tempi, ma solo alla fine di <em>un<\/em> tempo o di un&#8217;epoca: quella della Rivoluzione anticristiana; non siamo giunti alla fine <em>del<\/em> mondo, ma solo alla fine di <em>un<\/em> mondo: quello della nuova Babele planetaria e secolarizzata. A questa epoca ne succeder\u00e0 una nuova: quella del trionfo della Chiesa; a questa societ\u00e0 ne succeder\u00e0 una nuova: quelle della rinata Cristianit\u00e0 che realizzer\u00e0 con maggior fedelt\u00e0 e santit\u00e0 il Regno sociale di Cristo (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dare questa risposta ci spingono numerosi argomenti. Fra di essi, le autentiche rivelazioni profetiche concesse dallo Spirito Divino a numerosi Santi, hanno una importanza che non \u00e8 lecito sminuire. Pur denunciando la crisi e l&#8217;apostasia, pur accusando colpe e minacciando castighi, queste rivelazioni preannunciano anche un futuro di riscatto, riscossa e trionfo: il che smentisce il luogo comune, secondo cui la prospettiva apocalittica finirebbe col ripiegare in prospettive pessimistiche e fallimentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo ad esempio la pi\u00f9 autorevole e significativa profezia concessa all&#8217;et\u00e0 moderna: il messaggio del Sacro Cuore di Ges\u00f9. Nel 1689, il Divin Redentore preannunci\u00f2 a santa Margherita Maria Alacoque un nuovo trionfo storico del Cristianesimo all&#8217;insegna del proprio Cuore: \u00ablo regner\u00f2, malgrado i miei nemici! Il mio Cuore adorabile vuole trionfare sui grandi della terra, &#8230;abbattendo tutti i nemici della Santa Chiesa\u00bb. Nel riferire questa profezia trionfale, la veggente francese ne sottoline\u00f2 l&#8217;aspetto politico: \u00abSi vedranno i regnanti umiliarsi davanti al Cuore adorabile del Salvatore e attingere, dai tesori di grazie che vi sono racchiusi, il modello della loro condotta e il sostegno il pi\u00f9 efficace del loro potere\u00bb (36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo ora ad esempio la pi\u00f9 autorevole e significativa profezia concessa all&#8217;et\u00e0 contemporanea: il messaggio di Fatima. Nel 1917, la Madonna preannunci\u00f2 ai veggenti portoghesi un nuovo trionfo storico del Cristianesimo all&#8217;insegna del proprio Cuore Immacolato. Ella ha denunciato l&#8217;apostasia del nostro tempo; ha minacciato castighi se il mondo non si pentir\u00e0 e ha promesso benefici se invece si convertir\u00e0; in ogni caso, lo scenario che ha delineato non preannuncia la fine dei tempi ma anzi l&#8217;avvento di una nuova era cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Beatissima Vergine ha infatti annunciato il trionfale avvento del proprio Regno, avvento che non chiuder\u00e0 la storia ma anzi aprir\u00e0 una nuova epoca: \u00abInfine, il mio Cuore immacolato trionfer\u00e0; il Santo Padre mi consacrer\u00e0 la Russia, che si convertir\u00e0, e al mondo verr\u00e0 concesso un tempo di pace\u00bb (37). Si noti che questo &#8220;tempo di pace&#8221; non potr\u00e0 essere quello eterno e definitivo dell&#8217;aldil\u00e0, bens\u00ec dovr\u00e0 essere un&#8217;epoca temporale e provvisoria su questa Terra. \u00c8 quindi evidente che l'&#8221;era di Maria&#8221; profetizzata a Fatima non sar\u00e0 la fine dei tempi, ma una nuova epoca di trionfo della Chiesa. Quello di Fatima \u00e8 quindi un messaggio non solo di tragedia ma anche di speranza, sia celeste che terrena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa Sacra Scrittura suggerisce questa prospettiva storica. Secondo le oscure profezie della Bibbia, negli &#8220;ultimi tempi&#8221; accadranno i seguenti avvenimenti in probabile successione storica: graduale conversione del mondo alla Fede cristiana; epoca di vittorie della Chiesa; graduale apostasia delle nazioni dalla Chiesa; punizione divina di quest&#8217;apostasia; ritorno di tutte le nazioni alla Chiesa; conversione del popolo ebraico; nuova e maggior epoca di trionfo della Chiesa; nuova e pi\u00f9 grave apostasia, culminante nell&#8217;avvento dell&#8217;Anticristo; sconvolgimenti terrestri e prodigi celesti; ritorno glorioso e vittorioso del Redentore (parus\u00eca); infine resurrezione dei morti, giudizio universale, rigenerazione del cosmo e avvento del Regno eterno nell&#8217;aldil\u00e0 (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma un teologo contemporaneo, peraltro ostile ai millenarismi: \u00abI luoghi biblici sembrano alludere a un periodo della storia degli ultimi tempi, in cui Satana agir\u00e0 subdolamente con particolare virulenza fomentando l&#8217;apostasia, prima che s&#8217;inauguri un periodo particolarmente felice per i cristiani; solo dopo verranno i tempi della fine, in cui Satana si mostrer\u00e0 in compagnia dell&#8217;Anticristo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel periodo di prova svolger\u00e0 un ruolo provvidenziale, in quanto contribuir\u00e0 \u00aballa purificazione della Chiesa (lo svelamento dei segreti dei cuori!) e alla crisi definitiva di un modo incredulo e indifferente di vivere come se Dio non ci fosse; seguir\u00e0 una nuova Pentecoste\u00bb (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claude Arminjon, un teologo del XIX secolo reso famoso da santa Teresina di Lisieux, affermava: \u00abII sentimento pi\u00f9 accreditato e conforme alle Scritture, \u00e8 che (&#8230;) la Chiesa cattolica entrer\u00e0 ancora una volta in una lunga epoca di prosperit\u00e0 e di trionfo\u00bb40. Secondo lui, l&#8217;insorgere di questa epoca sar\u00e0 favorita dalla conversione d&#8217;Israele, conversione che non chiuder\u00e0 la storia ma ne aprir\u00e0 una nuova fase; come l&#8217;uscita degli ebrei dalla Chiesa occasion\u00f2 la conversione dell&#8217;antico mondo pagano alla Fede, cos\u00ec il loro ritorno alla Chiesa occasioner\u00e0 la conversione del moderno mondo neopagano alla Fede, come sembra profetizzare un noto passo di san Paolo: \u00abSe la caduta d&#8217;Israele ha risollevato i pagani e il suo impoverimento ha arric\u00adchito i popoli, cosa mai provocher\u00e0 la sua conversione?\u00bb (Rm 11,12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va notato che anche il recente Magistero ecclesiastico ha ammesso che i &#8220;segni dei tempi&#8221; annunciano chiaramente l&#8217;avvento di una &#8220;nuova era&#8221;. Ad esempio, il Concilio Vaticano II \u00e8 stato dominato dalla convinzione che, \u00abai nostri giorni, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 incamminata verso un nuovo ordine di cose\u00bb (41). Giovanni Paolo II ha annunciato per il terzo millennio una nuova fase storica che sar\u00e0 caratterizzata da \u00abuna nuova primavera di vita cristiana\u00bb (42) e ha dichiarato di aver fiducia che \u00abl&#8217;avvenire offrir\u00e0 anche ai noi [contemporanei] la manifestazione di un nuovo aspetto della pienezza di Cristo\u00bb (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benedetto XVI ha espresso ai partecipanti della Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 (2008) la sua convinzione che \u00abil Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, &#8230;capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per tutta l&#8217;umanit\u00e0\u00bb (44). Bisogna per\u00f2 chiarire bene che questa &#8220;nuova era&#8221; non sar\u00e0 in contrasto con quella cristiana bens\u00ec un suo sviluppo storico; non sar\u00e0 l&#8217;era antropocentrica sognata dagli umanisti del XV secolo fino ai marxisti del XX secolo, tantomeno quella cosmocentrica sognata dagli odierni ecologisti, n\u00e9 una via di mezzo tra le due, bens\u00ec sar\u00e0 un&#8217;era teocentrica ed anzi cristocentrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo quindi accettare la diagnosi del grande storico cattolico Christopher Dawson: \u00abL&#8217;aspetto escatologico della dottrina cristiana &#8230;\u00e8 divenuto ancora una volta rilevante e significativo; difatti, anche se noi possiamo non credere alla fine imminente del mondo, difficilmente ci \u00e8 possibile dubitare che un mondo sta per finire. &#8230;Tutto quel che sappiamo, \u00e8 che il mondo sta per essere radicalmente mutato e che la fede cristiana rimane il mezzo di salvezza: cio\u00e8 un mezzo per il rinnovamento della vita umana mediante lo Spirito di Dio che non ha limiti e che non pu\u00f2 essere impedito n\u00e9 da potenza umana n\u00e9 da catastrofe naturale\u00bb (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Segni dei tempi&#8221;, &#8220;ultimi tempi&#8221; e &#8220;fine dei tempi&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i biblici &#8220;segni dei tempi&#8221;, i teologi distinguono quelli che indicano gli &#8220;ultimi tempi&#8221; da quelli che indicano la &#8220;fine dei tempi&#8221;. Come abbiamo detto all&#8217;inizio, oggi vediamo manifestarsi dovunque numerosi &#8220;segni dei tempi&#8221; gravemente negativi e angoscianti. Ma questi segni, per quanto drammatici, non possono annunciare con certezza la &#8220;fine dei tempi&#8221;, perch\u00e9 si sono manifestati pi\u00f9 volte in passato caratterizzando fasi storiche ormai superate; essi possono quindi solo annunciare una fase cruciale degli &#8220;ultimi tempi&#8221;, ossia dell&#8217;epoca messianica iniziata con la Redenzione, come ci avverte lo stesso Redentore (Mt 24,14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I veri segni di una imminente &#8220;fine dei tempi&#8221;, ossia quelli che la caratterizzano in modo unico e quindi possono annunciarla con sicurezza, non hanno carattere tanto naturale quanto soprannaturale e sono soprattutto i seguenti, dalla incerta successione: la proclamazione del Vangelo a tutte le nazioni del mondo (Mt 24,14), la conversione d&#8217;Israele, la venuta dell&#8217;Anticristo (che provocher\u00e0 il terzo &#8220;abominio della desolazione&#8221; (46) e l&#8217;ultima persecuzione della Chiesa) e la finale apostasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, \u00e8 evidente che il popolo ebraico non si \u00e8 ancora convertito ed anzi \u00e8 ancor pi\u00f9 ostinato nella sua illusione di realizzare un regno messianico di universale potenza terrena (47); \u00e8 altrettanto evidente che l&#8217;Anticristo non \u00e8 ancora venuto, anche se il XX ne ha visto all&#8217;opera alcuni degni precursori (come Hitler, Stalin e Mao) e ha visto pure la maggior persecuzione anticristiana della storia intera. Ma non si potrebbe sostenere che la proclamazione del Vangelo a tutte le nazioni sia gi\u00e0 avvenuta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto dipende da cosa s&#8217;intenda per &#8220;proclamazione&#8221; del Vangelo. Secondo la tradizionale esegesi, perch\u00e9 l&#8217;evangelizzazione sia compiuta, non basta che i missionari portino all&#8217;intera umanit\u00e0 un ortodosso annuncio del Vangelo; bisogna pure che questo annuncio produca la conversione dei popoli (anche se non necessariamente completa e definitiva), integrandoli nella Cristianit\u00e0 intesa come grande famiglia di nazioni figlie della Chiesa. Da Regno di diritto, quello di Cristo deve tradursi in un Regno di fatto comprendente la <em>plenitudo gentium<\/em>, rendendo cos\u00ec a Dio quella gloria piena, globale e duratura che la natura, lo spazio e il tempo devono all&#8217;Assoluto, all&#8217;Immensit\u00e0 e all&#8217;Eternit\u00e0 (48).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 necessario che il dominio di Cristo, che gli spetta per diritto di creazione &#8230;e per diritto di conquista, &#8230;si trasformi nel Regno di Cristo: il Regno importa che i sudditi riconoscano e accettino il Re e si lascino da Lui governare. &#8230;Il trionfo di Cristo si avr\u00e0 quando il suo Regno, che \u00e8 la Chiesa, si sar\u00e0 esteso a tutto il mondo. &#8230;Il Regno di Dio sar\u00e0 instaurato quando l&#8217;uomo avr\u00e0 realizzato tutte le possibilit\u00e0 della propria natura e quando il Regno di Cristo, che ne \u00e8 l&#8217;anticipazione, si sar\u00e0 esteso a tutta l&#8217;umanit\u00e0\u00bb\u00a0 .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, la fine dei tempi potr\u00e0 venire solo dopo che l&#8217;intera umanit\u00e0 avr\u00e0 reso a Dio quell&#8217;omaggio che Gli deve: \u00abQuesto Vangelo del Regno verr\u00e0 predicato su tutta la terra, per essere una testimonianza presso tutti i popoli. Solo allora verr\u00e0 la fine\u00bb (Mt 24,14); \u00ab\u00e8 necessario che Cristo regni, finch\u00e9 non avr\u00e0 posto sotto i piedi tutti i suoi nemici. &#8230;Quando tutte le cose Gli saranno sottomesse, &#8230;allora verr\u00e0 la fine\u00bb (1Cor 15.24-25) (50).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il grande esegeta controriformista Tom\u00e0s de Maldonado, prima della fine del mondo tutti i popoli dovranno aver raggiunto una tale conoscenza del Cristo, da essersi schierati per Lui o contro di Lui; ma questo presuppone che la Chiesa abbia prima regnato sull&#8217;umanit\u00e0 in modo globale, profondo e duraturo (51). Osserva un grande teologo contemporaneo, il card. Louis Billot: \u00abL&#8217;epoca delle nazioni, quando si compir\u00e0? Quando il Redentore della Chiesa, il Santo d&#8217;Israele, verr\u00e0 riconosciuto come Dio da tutta la terra, ossia quando &#8230;la Religione cristiana verr\u00e0 riconosciuta, accettata e praticata dalle innumerevoli variet\u00e0 della grande famiglia umana\u00bb (52).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, questo trionfo terreno e temporale della Chiesa \u00e8 storicamente avvenuto? La storia stessa ci dimostra ch&#8217;esso, \u00abdi fatto, non si \u00e8 ancora verificato\u00bb (53), n\u00e9 nel suo aspetto quantitativo n\u00e9 in quello qualitativo, perch\u00e9 non si \u00e8 ancora vista un&#8217;epoca in cui l&#8217;umanit\u00e0 sia stata costantemente, globalmente e pienamente cristiana. Spieghiamoci meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Incompiutezza del Medioevo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II trionfo della Chiesa non si \u00e8 ancora realizzato nel suo aspetto quantitativo, ossia nella dovuta estensione temporale e spaziale, cio\u00e8 storica e geografica. Difatti, dopo quella &#8220;dolce primavera della fede&#8221; che fu il Medioevo, non \u00e8 arrivata una trionfante estate ma il declinante autunno della et\u00e0 moderna; a quella fase di giovinezza della Cristianit\u00e0 non \u00e8 seguita la maturit\u00e0, ma la precoce senilit\u00e0 tuttora in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, nel Medioevo la Chiesa convert\u00ec ceti e popoli, regni e imperi, ispirandone i costumi, le leggi, i governi e le istituzioni. Certamente i neonati regni cristiani, a loro volta, facilitarono la missione evangelizzatrice della Chiesa e soprattutto la difesero dalle offensive sataniche (54); questi regni costituirono gli antemurali stabiliti dalla Provvidenza a protezione della Chiesa, affidati a \u00abquei pr\u00ecncipi secolari, investiti dei pubblici poteri, i quali dovranno anch&#8217;essi render conto del potere a loro concesso e destinato essenzialmente, nel divino progetto, ad assicurare la protezione materiale della Chiesa\u00bb (55).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa cristianizzazione della societ\u00e0 fu imperfetta, inoltre fu limitata a un&#8217;area geografica ristretta, infine dur\u00f2 per un periodo storico relativamente breve. Il Medioevo fu infatti ambiguo, oscillante e caratterizzato dalla commistione di luce e tenebra, tanto da far quasi pensare di essere costituito da due epoche compresenti e conflittuali in una (56), come i gemelli Giacobbe ed Esa\u00f9 che si contrastavano nel seno materno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio al culmine del periodo medioevale, san Bernardo si lament\u00f2 del fatto che \u00abanche questo nostro mondo ha le sue tenebre, e non poche\u00bb. A partire dal XV secolo, queste tenebre riuscirono a produrre la Rivoluzione anticristiana, che lentamente ma progressivamente riusc\u00ec ad allontanare dalla vera fede dapprima i ceti dominanti, poi gli Stati e infine interi popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo l&#8217;et\u00e0 moderna la Chiesa, pur conquistando un nuovo continente, perse proprio quelli in cui era nata. Dobbiamo quindi ammettere che sia il Medioevo che la successiva Controriforma, pur essendo stati periodi storici fausti, splendidi e sinceramente cristiani, restarono per\u00f2 imperfetti, limitati e transitori. Essi dunque non resero a Dio quella gloria piena, globale e duratura che Gli devono per rigoroso diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tesi \u00e8 stata sostenuta da autorevoli teologi, storici e politologi. Secondo il padre Rami\u00e8re, \u00abanche in quell&#8217;epoca di fede, non tutte le nazioni erano sottomesse alla Chiesa. Un intero continente e la maggior parte di un altro restavano ancora immersi nelle tenebre dell&#8217;errore\u00bb. Secondo il prof. Dawson, \u00abla permeazione della civilt\u00e0 europea da parte del Cristianesimo non fu mai completa e, in proporzione al suo incorporarsi nell&#8217;ordine sociale, la Chiesa ebbe la tendenza a secolarizzarsi e ad essere assorbita dal mondo\u00bb (58).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il prof. Corr\u00e9a de Oliveira, \u00abgli ammiratori del Medioevo mal si esprimono, quando sostengono che il mondo attinse in questa epoca il massimo del suo sviluppo; nella linea sulla quale avanz\u00f2 la stessa civilt\u00e0 medioevale, molto oltre ci sarebbe da progredire\u00bb (59). Lo stesso Pio XII ebbe a osservare: \u00abSi pretende sovente d&#8217;identificare Medioevo e Civilt\u00e0 cattolica. Tale identificazione non \u00e8 del tutto esatta. &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna civilt\u00e0 [storica] pu\u00f2 vantarsi di essere tale, cos\u00ec totalitariamente, nemmeno la civilt\u00e0 medioevale\u00bb (60); pertanto \u00aba nessuno pu\u00f2 sfuggire il fatto che, in questo mondo, la Chiesa militante e soprattutto l&#8217;umana societ\u00e0, non hanno raggiunto quella perfezione morale che risponde ai desideri manifestati da Ges\u00f9 Cristo\u00bb (61).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, il tempo e lo spazio non possono finire prima di aver consacrato i propri secoli e i propri luoghi alla eternit\u00e0 e immensit\u00e0 divine; l&#8217;umanit\u00e0 non pu\u00f2 finire prima di aver dato il proprio pieno contributo al trionfo della Chiesa. Ma \u00e8 evidente che la storia non ha ancora reso a Dio quella piena gloria che Gli deve, se non altro perch\u00e9 la Chiesa cattolica annovera attualmente circa 1.166 milioni di battezzati, ossia appena il 17% della popolazione mondiale, meno di un quinto del totale (62).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo allora aspettarci l&#8217;avvento di un&#8217;ultima fase della storia che attuer\u00e0 la promessa evangelica di realizzare pienamente il Regno di Cristo, riunendo \u00abun solo ovile sotto un solo pastore\u00bb (Gv 10,16). Ci\u00f2 non significa che nascer\u00e0 una nuova Chiesa, ma solo che nascer\u00e0 una migliore Cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Necessit\u00e0 di un trionfo sociale della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Il Regno di Cristo e della Chiesa \u00e8 rimasto finora incompiuto non solo nel suo aspetto quantitativo, ma anche in quello qualitativo, ossa nella sua integrit\u00e0, pienezza e profondit\u00e0. Bisogna infatti notare che \u00abl&#8217;escatologia cristiana assume dimensione plenaria, scandendosi lungo quattro livelli: personale, collettivo, storico, cosmico, e allontana come insufficiente la versione dell&#8217;escatologia che, volgendosi solo al singolo e tematizzando conseguentemente la &#8220;salvezza dell&#8217;anima&#8221;, configura una privatizzazione delle &#8220;cose ultime&#8221;\u00bb (63).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 Dio ha creato, redento e santificato l&#8217;uomo tutto intero, dunque anche nella sua natura sociale, l&#8217;umanit\u00e0 deve rendere al suo Signore un riconoscimento e un omaggio non solo individuale ma anche collettivo, glorificandolo non solo nei propri singoli componenti ma anche nella propria vita associativa. \u00c8 stato giustamente ammonito che \u00abuna fede che non diventa cultura \u00e8 una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta\u00bb (64); ma bisogna aggiungere che &#8220;una fede che non plasma la societ\u00e0 \u00e8 una fede non pienamente accolta n\u00e9 pensata n\u00e9 vissuta&#8221;, perch\u00e9 lascia sussistere una separazione tra religione e politica che impedisce la tanto auspicata &#8220;unione tra fede e vita&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti non solo le &#8220;culture&#8221; e le &#8220;civilt\u00e0&#8221;, ma anche le comunit\u00e0, le societ\u00e0, i popoli, le strutture e le istituzioni politiche (compresi gli Stati) devono sacralizzarsi sottomettendosi al Cristo, onorandolo e imitandolo nelle loro usanze, strutture, leggi, autorit\u00e0 e gerarchie, ossia, in concreto, contribuendo alla edificazione della Cristianit\u00e0, \u00abfondando un novo regno \/ ove abbia la piet\u00e0 sede secura\u00bb (65).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in questo consiste la Regalit\u00e0 sociale di Cristo, verit\u00e0 di fede proclamata dalla Sacra Scrittura: \u00abMi \u00e8 stato dato ogni potere, come in Cielo, cos\u00ec anche sulla Terra\u00bb (Mt 28,18); Ges\u00f9 Cristo \u00e8 \u00abRe dei re e Sovrano dei sovrani\u00bb (Ap 19,16); \u00ab\u00e8 necessario che Cristo regni\u00bb (1Cor 15,25); \u00abal solo Signore appartiene l&#8217;imperio, \u00e8 Lui che comanda ai popoli; prostrandosi davanti a Lui, tutte le famiglie delle nazioni Lo adoreranno\u00bb (Sai 22,28-26); \u00abtutti i Re della terra Lo adoreranno e tutte le nazioni Lo serviranno\u00bb (Sai 71,10-11); \u00abEgli giudicher\u00e0 i popoli e a tutte le nazioni detter\u00e0 le sue leggi\u00bb (Is 2,4); \u00abal Figlio dell&#8217;Uomo sono stati consegnati sovranit\u00e0, maest\u00e0 e regno, sicch\u00e9 tutti i popoli, le nazioni e le genti di ogni lingua Lo servono; il suo \u00e8 un potere eterno che non passer\u00e0 e il suo regno non verr\u00e0 mai distrutto\u00bb (Dn 7,14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la liturgia sottolinea l&#8217;aspetto sociale e istituzionale del Regno di Cristo rivolgendogli questa preghiera: \u00abfa&#8217; s\u00ec che i capi delle nazioni \/ Ti diano pubblico onore, \/ i maestri e i magistrati Ti venerino, \/ le leggi e le arti Ti esprimano; \/ le insegne dei sovrani si glorino \/ nell&#8217;essere consacrati a Te, \/ il Tuo mite scettro governi \/ sia le patrie che le famiglie\u00bb (66). Lungo la storia, la Regalit\u00e0 sociale di Cristo va ufficialmente manifestandosi soprattutto nello spirituale dominio esercitato dalla Chiesa su popoli e nazioni; difatti Dio stesso dice rivolgendosi alla Sua Chiesa: \u00ablo glorificher\u00f2 te, o mia bella Casa. &#8230;I re stranieri ti serviranno; &#8230;le nazioni e i re che non vorranno servirti verranno annientati. &#8230;Le nazioni osserveranno la tua legge e tutti i re zeleranno la tua gloria\u00bb (Is 60,12; 62,2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni fedele deve porsi in questa prospettiva quando, recitando la preghiera del Pater noster comandataci dal Redentore, rivolge a Dio questa precisa richiesta: \u00abvenga il tuo Regno, sia fatta la tua volont\u00e0, come in Cielo, cos\u00ec anche <em>sulla Terra<\/em>\u00bb (Mt 6,10). Ora, la teologia insegna che il Regno di Dio in Cristo pu\u00f2 essere considerato sotto tre aspetti: quello <em>individuale<\/em>, che va realizzandosi nella vita temporale della singola anima per impulso della Grazia; quello sociale, che va realizzandosi nella vita storica della Chiesa militante sotto la guida della Provvidenza; e quello <em>escatologico,<\/em> che si realizzer\u00e0 solo nell&#8217;aldil\u00e0, una volta completata la famiglia dei predestinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando dunque chiediamo a Dio che venga <em>il suo Regno<\/em>, non alludiamo solamente al Regno escatologico (ossia celeste, perfetto e definitivo) che inizier\u00e0 solo alla fine del mondo e che si realizzer\u00e0 nella Chiesa trionfante, ma alludiamo anche al Regno temporale (ossia terreno, imperfetto e provvisorio) che va realizzandosi storicamente nella Chiesa militante e nella civilt\u00e0 cn&#8217;stiana, Regno che dovr\u00e0 compiersi prima della fine del mondo (67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa preghiera, \u00abchiediamo pure che, cacciati dal suo Regno gli eretici e gli scismatici, banditi gli scandali e le cause dei peccati, il nostro Padre celeste purifichi il campo della sua Chiesa, sicch\u00e9 questa, tributandogli un culto pio e santo, goda di una pace dolce e tranquilla. &#8230;Chiediamo dunque ardentemente allo Spirito divino &#8230;che abbatta il regno di Satana; &#8230;chiediamo che Cristo vinca e trionfi, che la sua Legge sia in vigore nel mondo intero e che i suoi decreti vengano posti in atto\u00bb (68).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec san Giovanni Crisostomo spiega questa dimensione sociale della preghiera evangelica: \u00abAd ogni fedele che prega, Ges\u00f9 Cristo comanda di farlo con respiro universale, cio\u00e8 per tutto il mondo. Il fedele infatti chiede che la divina volont\u00e0 sia fatta non solo in lui, ma anche su tutta la terra, e ci\u00f2 affinch\u00e8 dalla terra sia eliminato l&#8217;errore e sulla terra regni la verit\u00e0, sia distrutto il vizio, rifiorisca la virt\u00f9, e la terra non sia diversa dal Cielo\u00bb (69).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Cipriano ne conclude: \u00abFacciamo bene a domandare l&#8217;avvento del Regno di Dio, cio\u00e8 del Regno celeste che include anche quello terreno\u00bb, perch\u00e9 \u00abla volont\u00e0 di Dio consiste in questo: nel subordinare il temporale allo spirituale e nel trionfo di quest&#8217;ultimo\u00bb (70). Pertanto un grande teologo del XIX secolo, il card. Edouard Pie, spiega che pregare affinch\u00e8 venga il suo Regno, significa impegnarsi \u00aba realizzare questo Regno temporale di Dio e ad abbattere ci\u00f2 che l&#8217;ostacola\u00bb (71).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, insiste un noto teologo contemporaneo, se l&#8217;aspetto primario della speranza teologale consiste nell&#8217;attesa dell&#8217;altro mondo, \u00abnon bisognerebbe mettere in opposizione ad esso la speranza di vedere il compimento terreno della signoria divina. Dopo Cristo, tutta la Citt\u00e0 di Dio \u00e8 divenuta oggetto di speranza teologica. &#8230;Il cristiano dunque speri, senza timori e senza secondi fini, lo stabilimento della regalit\u00e0 terrena del Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;La citt\u00e0 terrena, anche se transitoria e peritura, dev&#8217;essere almeno un riflesso della Gerusalemme celeste. La societ\u00e0 umana, se \u00e8 essenzialmente imperfetta e miserevole, pu\u00f2 essere tuttavia una immagine infedele della societ\u00e0 intra-trinitaria\u00bb (72).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa glorificazione sociale di Ges\u00f9 Cristo non pu\u00f2 essere rinviata alla fine dei tempi e tantomeno esiliata nell&#8217;altro mondo, perch\u00e9 pu\u00f2 realizzarsi solo durante la storia e su questa Terra. Leone XIII insegna che \u00able nazioni, non potendo propagarsi oltre la cerchia del tempo, devono ricevere la loro retribuzione su questa terra\u00bb (73); il padre Taparelli d&#8217;Azeglio spiega che \u00abla societ\u00e0, se deve avere una ricompensa sociale, deve conseguirla in questo mondo, perch\u00e9 nell&#8217;altro non sussister\u00e0 nella specifica forma di societ\u00e0 che ora la connota\u00bb (74). Mentre infatti gli uomini, pur meritando o peccando in questa vita, vengono premiati o puniti in maniera perfetta e definitiva solo nell&#8217;altra, i popoli invece, siccome vivono solo in questo mondo, possono ricevere il premio o la pena meritati solo lungo la storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Regno terreno, temporale, sociale e militante, oggi viene ingiustamente sottaciuto, oppure pericolosamente travisato, da una predicazione e da un insegnamento che ricadono nella solita erronea opposizione e falsa alternativa tra &#8220;escatologismo&#8221; e &#8220;\u00ecncarnazionismo&#8221;. La posizione &#8220;escatologista&#8221; riduce il Regno di Cristo al suo aspetto individuale, eterno e celeste, espellendolo dall&#8217;orizzonte temporale ed esiliandolo nell&#8217;aldil\u00e0 (75); un tipico esempio di questa mentalit\u00e0 si manifesta oggi in un certo &#8220;carismatismo&#8221; soggettivistico, disincarnato e sentimentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La posizione &#8220;incarnazionista&#8221; invece riduce il Regno al suo aspetto sociale, storico e mondano, rinchiudendolo nell&#8217;orizzonte temporale e terreno; un tipico esempio di questa mentalit\u00e0 si manifesta in un certo &#8220;solidarismo&#8221; collettivistico e sociologist\u00ecco che predica la &#8220;teologia della liberazione&#8221;, se non direttamente quella della rivoluzione. Entrambe queste posizioni sbagliano per unilateralit\u00e0, l&#8217;una rifiutando l&#8217;aspetto temporale del Regno, l&#8217;altra riducendo il Regno a questo aspetto; ne derivano le ben note conseguenze faziose e settarie, sia in campo religioso che politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro questa falsa alternativa riduzionistica, bisogna ribadire la dottrina cattolica tradizionale: Ges\u00f9 Cristo possiede \u00abassoluta signoria sulla storia e sul mondo\u00bb (76); da vero e proprio Re e Sovrano dell&#8217;umanit\u00e0, Egli ne guida la storia fino al suo finale compimento, che consiste nello stabilimento definitivo del suo Regno. Quando Pio XI istitu\u00ec la festa della Regalit\u00e0 di Cristo (1925), a chi gli obiettava che tale festa era superflua in quanto veniva gi\u00e0 celebrata in quella dell&#8217;Epifania, il Papa rispose che \u00able prospettive escatologiche di quest&#8217;ultima non soddisfacevano coloro che volevano invece sottolineare la regalit\u00e0 <em>attuale<\/em> del Cristo sul mondo e lavorare alla restaurazione della Cristianit\u00e0 <em>in terra<\/em>\u00bb (77).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va quindi respinta quella impostazione falsamente spiritualistica che vorrebbe ridurre il Cristianesimo a un escatologismo animato dalla &#8220;spiritualit\u00e0 della <em>kenosis<\/em> e dell&#8217;esilio&#8221; e che vorrebbe ridurre la Chiesa a una comunit\u00e0 che si limita a sopravvivere pellegrinando nel deserto accampata nelle tende e rifiutando di rinchiudersi in un Tempio e ancor pi\u00f9 di stabilirsi in una Citt\u00e0 terrena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa era la prospettiva del popolo ebraico nella sua prima fase storica, ossia nell&#8217;epoca patriarcale e tribale del nomadismo e dell&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza; ma poi, per volont\u00e0 divina, lo stesso ebraismo progred\u00ec costituendo il regno politico di Davide attorno al Tempio nella citt\u00e0 di Gerusalemme, come anticipazione e preparazione del Regno messianico della Chiesa costituito attorno all&#8217;altare eucaristico, a sua volta anticipazione e preparazione del Regno definitivo che si compir\u00e0 solo alla fine dei tempi attorno al trono dell&#8217;Agnello nella Gerusalemme celeste (Ap 19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, quei teologi che predicano una malintesa <em>renovatio<\/em> cristiana consistente nell&#8217; &#8220;abbattere i bastioni&#8221; dalla Citt\u00e0 di Dio, nel dissolvere le istituzioni ecclesiastiche e nell&#8217; &#8220;uscire dal Tempio&#8221; per tornare a vagabondare come esuli nel deserto della storia, contrastano il piano divino ormai compiutosi nella Chiesa negandole quel diritto di stabilit\u00e0, sicurezza e conquista che le \u00e8 stato concesso dal suo Fondatore per compiere la sua missione (78).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale tesi presuppone una errata concezione del Regno messianico, che viene qui ridotto al suo aspetto trascendente, ossia invisibile, spirituale ed eterno, escludendone quello immanente, ossia visibile, materiale e temporale; presuppone insomma quel!&#8217; \u00aberrore moderno, che tenta di ridurre l&#8217;insegnamento e l&#8217;opera di Ges\u00f9 ad una riforma morale del tutto inferiore, senza contenuto storico e sociale\u00bb (79): riforma quindi destinata al fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3981\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3980\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fides Cattolica n.1 &#8211; 2010 di Guido Vignelli<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fine-dei-tempi-o-fine-di-unepoca-1\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":21271,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,25],"tags":[1814,1815],"class_list":["post-3982","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-sguardo-sul-nostro-tempo","tag-apocalisse","tag-fine-dei-tempi","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fine dei tempi o fine di un&#039;epoca? 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