{"id":397,"date":"2005-05-05T00:00:00","date_gmt":"2005-05-04T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-07-13T16:26:04","modified_gmt":"2025-07-13T14:26:04","slug":"il-vangelo-e-la-povert","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-vangelo-e-la-povert\/","title":{"rendered":"Il Vangelo e la povert&agrave;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8220;<em>Contemplata aliis tradere<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">( San Tommaso D&#8217;Aquino <strong>)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di <strong>Bruto Maria Bruti<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/suore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"206\" height=\"245\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/suore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29544\" style=\"width:292px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>San Tommaso d&#8217;Aquino spiega che i consigli di perfezione evangelica &#8211; <em>povert\u00e0, castit\u00e0 ed obbedienza <\/em>-, come dice il loro nome, sono dei consigli e non dei precetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il precetto implica una necessit\u00e0 e pertanto obbliga. Al giovane ricco Ges\u00f9 non dice &#8221; <strong>se vuoi salvarti &#8221; ma &#8221; se vuoi essere perfetto <\/strong>&#8220;.&nbsp;Il consiglio \u00e8 lasciato all&#8217;opinione di chi lo riceve e pertanto implica una <strong>attitudine soggettiva<\/strong> in chi lo segue.<\/p>\n\n\n\n<p>La vocazione coincide con l&#8217;attitudine soggettiva: in via ordinaria la propria vocazione \u00e8 data dal contenuto dei propri talenti e dalle proprie esigenze interiori. La vocazione non deve essere vista come un comando esterno al nostro essere ma come l&#8217;esigenza pi\u00f9 profonda del nostro essere perch\u00e9 Dio \u00e8 ci\u00f2 che di pi\u00f9 intimo vi \u00e8 in ogni cosa: l&#8217;atto primo che, dall&#8217;interno, d\u00e0 al soggetto ogni perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>La vocazione \u00e8 una capacit\u00e0 che l&#8217;uomo ha fin dalla nascita. Egli la possiede cos\u00ec come il bambino possiede fin dalla nascita il genio musicale: avere questa capacit\u00e0 non esenta dallo sforzo individuale e dalle difficolt\u00e0 per tradurla in atto ma essa resta una capacit\u00e0 e quindi un&#8217;esigenza del nostro essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti Ges\u00f9 nel dare i consigli accenna sempre all&#8217;attitudine soggettiva degli uomini che intendono seguirli: nel dare il consiglio della povert\u00e0 assoluta aveva fatto la premessa: &#8220;<strong>se vuoi essere perfetto<\/strong>&#8220;(<em>Mt 19,21<\/em> ). Nel dare il consiglio della castit\u00e0 perpetua aggiunge :&#8221; <strong>Chi pu\u00f2 capire, capisca<\/strong>&#8221; ( <em>Mt 19,12<\/em> ). Nel dare il consiglio dell&#8217;obbedienza assoluta, espresso nelle parole &#8221; <strong>poi vieni e seguimi&#8221;<\/strong> ( <em>Mt 19,21<\/em> ) aveva fatto la premessa: &#8221; <strong>Se vuoi essere perfetto<\/strong> &#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il consiglio di obbedienza si ha quando una persona non segue la propria volont\u00e0 in una data azione che potrebbe lecitamente compiere, ma in quella data azione segue il consiglio del suo superiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le tentazioni, spiega l&#8217;apostolo Giovanni, si riducono a tre cose: concupiscenza degli occhi &#8211; che \u00e8 il desiderio disordinato dei beni esterni -, concupiscenza della carne, superbia della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;abbandono totale di queste tre cose, nei limiti del possibile, e cio\u00e8 della carne, dei beni esterni e anche dei propri diritti, \u00e8 oggetto dei consigli di perfezione evangelica ( <em>Summa Theologia I-II q. 108, in particolare a. 4 ).<\/em> I consigli di perfezione servono per testimoniare, attraverso la rinuncia anche dei beni terreni che si possono lecitamente possedere, l&#8217;esistenza di un&#8217;altra vita che sar\u00e0 perfetta: <em>i consigli di perfezione servono per testimoniare una perfezione che verr\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro abbandono del mondo, nei limiti del lecito, \u00e8 testimoniato, per esempio, da quel carcere volontario che \u00e8 la clausura.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II insegna che la Chiesa \u00e8 un corpo differenziato in cui ciascuno ha la sua funzione: le attitudini suscitate dallo Spirito sono diverse e complementari. Lo <strong>stato di vita religioso,<\/strong> con i consigli di perfezione evangelica, serve a testimoniare l&#8217;indole escatologica della Chiesa, la sua tensione verso il regno di Dio, cio\u00e8 <strong>serve a testimoniare la perfezione del mondo che verr\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a questa vocazione esiste quella <strong>laicale<\/strong> che \u00e8 una <strong>vocazione destinata a testimoniare la necessit\u00e0 della incarnazione<\/strong> cio\u00e8 i laici devono inserire il progetto di Dio nelle realt\u00e0 temporali, devono ordinare le realt\u00e0 temporali secondo i comandamenti di Dio affinch\u00e9 Dio abbia il primato su tutte le cose<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Ges\u00f9 esorta tutti gli uomini alla perfezione e non si riferisce alla particolare scelta di vita degli apostoli, con questo termine intende esortare gli uomini di buona volont\u00e0 ad adeguare progressivamente il loro comportamento alla volont\u00e0 di Dio, cos\u00ec come \u00e8 riassunta nei dieci comandamenti.&nbsp;( Cfr Concilio Vaticano II, Apostolicam actuositatem 7; Giovanni Paolo II, Christifideles laici 15, 55, 56 ).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; (&#8230;) <strong>I carismi, i ministeri, gli incarichi ed i servizi del Fedele laico esistono nella comunione e per la comunione. Sono ricchezze complementari a favore di tutti, sotto la saggia guida dei Pastori&#8221; <\/strong>( <em>Christifideles laici 20 ).<\/em> &#8220;<strong> La Chiesa \u00e8 un corpo differenziato, nel quale ciascuno ha la sua funzione; i compiti sono distinti e non devono essere confusi. Essi non danno adito alla superiorit\u00e0 degli uni sugli altri; non forniscono alcun pretesto alla gelosia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il solo carisma superiore, che pu\u00f2 e deve essere desiderato, \u00e8 la carit\u00e0 ( cf. 1 Cor 12-13 ). I pi\u00f9 grandi nel Regno dei cieli non sono i ministri, ma i santi&#8221; <em>( Christifideles laici nota n.190, cf. Inter insigniores).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con le vocazioni del laico e del religioso non devono essere confuse le beatitudini evangeliche che<strong> servono ad illuminare le azioni e le disposizioni di tutti i cristiani <\/strong><em>( Catechismo della Chiesa Cattolica 1717<\/em> ).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; (&#8230;) ( &#8220;Con le vocazioni del laico e del religioso non devono essere confuse le beatitudini evangeliche che ).&nbsp;&#8220;<strong>Le beatitudini preservano dall&#8217;idolatria dei beni terreni e dalle ingiustizie, che la loro sfrenata bramosia comporta. Esse distolgono dalla ricerca utopistica e pericolosa di un mondo perfetto, perch\u00e9 -passa la scena di questo mondo-<\/strong> &#8221; <em>( Sacra Congregazione per la dottrina della fede, libert\u00e0 cristiana e liberazione 62 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chi sono i poveri di spirito che Ges\u00f9 chiama beati? San Pio X insegna: &#8220;<strong>I poveri di spirito, secondo il Vangelo, sono quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; ne fanno buon uso, se le posseggono; non le cercano con sollecitudine, se ne sono privi; ne soffrono con rassegnazione la perdita, se loro vengono tolte<\/strong>&#8221; (<em>Catechismo maggiore n. 929).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Insegna Giovanni Paolo II: &#8220;<strong>Della povert\u00e0 evangelica i Padri sinodali hanno dato una descrizione quanto mai concisa e profonda, presentandola come &#8211; sottomissione di tutti i beni al bene supremo di Dio e del suo Regno<\/strong>&#8211; &#8221; <em>( Pastores Dabo vobis n. 30).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 del cuore consiste nel sottomettere tutta la propria vita alla volont\u00e0 Dio: in questo senso i tipi di povert\u00e0 sono molteplici in quanto riguardano tutti gli aspetti della vita.&nbsp;Si pu\u00f2, infatti, parlare di povert\u00e0 sessuale quando si mette il sesso al servizio di Dio e della sua legge, di povert\u00e0 culturale quando si mette la propria cultura al servizio della fede ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<strong>Cristo Ges\u00f9, da ricco che era, si fece povero per arricchire noi per mezzo della sua povert\u00e0. (&#8230;) Cristo ha scelto una situazione di povert\u00e0 e di spogliamento per dimostrare quale sia la vera ricchezza da ricercare: quella della comunione di vita con Dio <\/strong>&#8221; <em>( Libert\u00e0 e liberazione, op. cit., 66 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Antonio Fuentes, docente di esegesi biblica<strong> :&#8221; I poveri di Iahv\u00e9 (&#8230;) erano denominati in Israele con l&#8217;appellativo ebraico di ANAWIM. (&#8230;)<\/strong><strong>&nbsp; Il loro nome, ANAWIM, ci parla di sottomissione e donazione a un potere superiore; (&#8230;) Al di sopra di tutto, pongono la loro fiducia in Iahv\u00e9, al quale raccomandano la loro causa ( cfr Ger 11,20; 20, 12 ). I &#8216; poveri di Iahv\u00e8 &#8216; sanno che la comunione con Lui ( cfr Sal 73, 26- 28 ) \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso nel quale l&#8217;uomo trova la vera libert\u00e0 ( cfr Sal 16; 62; 84 ). <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per essi il male pi\u00f9 tragico \u00e8 la perdita di tale comunione.(&#8230;) Gli ANAWIM, o poveri di Iahv\u00e8, non sono solamente gli indigenti e gli invalidi, che in quanto tali reclamano da Dio una ricompensa; sono soprattutto e principalmente coloro che cercano Dio e adempiono i suoi precetti ( cfr Sof 2,3 ). (&#8230;) Nel libro di Giobbe troviamo un modello compiuto del &#8216; povero di Iahv\u00e8 &#8216;. Tutto il racconto \u00e8 un canto alla fiducia in Dio, una splendida lezione di umilt\u00e0. (&#8230;) Giobbe si purifica interiormente e impara per diretta esperienza che cosa significa vivere veramente distaccato da tutte le proprie ricchezze; e, pienamente identificato con la volont\u00e0 divina, si abbandona fedelmente nelle mani della Provvidenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(&#8230;) Nell&#8217;imminente attesa del Messia, il Vangelo pone in risalto, per la loro umilt\u00e0 e fiducia in Dio, l&#8217;anziano Simeone ( cfr Lc 2, 25 ), la profetessa Anna ( cfr Lc 2,36-37 ) e l&#8217;austera figura di Giovanni il Battista ( cfr Mt 3,1 ss ). Sono tutti fedeli rappresentanti degli ANAWIM dell&#8217;antico Testamento.(&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Al di sopra di essi, tuttavia, si erge nei Vangeli la figura unica e singolare di Maria, la giovane di Nazaret: \u00e8 il modello compiuto di povert\u00e0, vale a dire di umilt\u00e0, distacco e fiducia in Dio (&#8230;). Quando l&#8217;Angelo le spiega che diverr\u00e0 madre senza cessare di essere vergine, cio\u00e8 quando le annuncia il mistero dell&#8217;Incarnazione, si dona interamente alla volont\u00e0 divina, non indugia nella risposta n\u00e9 pone alcuna condizione alla propria donazione. (&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<p>Il canto del MAGNIFICAT, ponte di unione fra l&#8217;Antico e il Nuovo Testamento, \u00e8 il luogo dove forse meglio si pu\u00f2 apprezzare la statura e la grandezza d&#8217;animo di Maria: in questo breve inno si rispecchia alla perfezione l&#8217;anima degli ANAWIM.<\/p>\n\n\n\n<p>(&#8230;) Egli &#8211; ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili- ( Lc 1,51-52 ) &#8220;<em>( Antonio Fuentes, La cruna e il cammello, il significato cristiano della ricchezza, ed. Ares&#8217;94, pag.21-28).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 del cuore, dunque, consiste nell&#8217;amare Dio pi\u00f9 di ogni altra cosa e nell&#8217;amare ogni altra cosa per amore di Dio: Dio \u00e9 il bene pi\u00f9 grande e il fine della nostra esistenza<\/p>\n\n\n\n<p>-&#8220;<strong>L&#8217;uomo peccatore, che rifiuta di aderire a Dio, \u00e8 portato necessariamente ad attaccarsi in modo errato e distruttivo alla creatura ( <em>conversio ad creaturam<\/em> ) egli concentra su questa il suo desiderio insoddisfatto di infinito. Se non che, i beni creati sono limitati, per cui il suo cuore trascorre dall&#8217;uno all&#8217;altro, sempre in cerca di un&#8217;impossibile pace<\/strong>&#8220;- ( <em>Sacra congregazione per la dottrina della fede, libert\u00e0 cristiana e liberazione,Paoline, Milano 1986, n.40<\/em> ).<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro cuore, dice S. Agostino, \u00e8 stato fatto per il Signore e non pu\u00f2 trovare pace se non si abbandona a Dio, se non \u00e8 riempito da Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 del cuore significa che&#8221; <strong>Ai suoi discepoli Ges\u00f9 chiede di preferirlo a tutto e a tutti<\/strong>&#8221; <em>( Catechismo della Chiesa cattolica 2544 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 possibile amare il prossimo se non amiamo noi stessi e non \u00e8 possibile amare noi stessi se non amiamo Dio al di sopra di noi stessi: &#8221; <strong>Se uno viene a me e non odia il padre, la madre, la moglie e i figli, i fratelli e le sorelle, e anche la sua vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo<\/strong>&#8221; <em>( Lc 14,26 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La parola odio va intesa nel senso di &#8211; amare di meno &#8211; e ci\u00f2 lo si deduce confrontando questo insegnamento con quello analogo di Matteo:-&#8220;<strong> (&#8230;) chi ama suo padre o sua madre pi\u00f9 di quanto ama me, non \u00e8 degno di me (&#8230;) ecc. <\/strong>&#8220;- <em>( Mt 10,37 ).&nbsp;<\/em>Per questo Giovanni Paolo II insegna che&#8221;<strong> Non \u00e8 carit\u00e0 nutrire i poveri o visitare i malati portando loro risorse umane e tacendo loro la Parola che salva<\/strong>&#8221; <em>( Giovanni Paolo II, discorso Sono lieto, cf. Annunciare il valore religioso della vita umana, cristianit\u00e0 1991, pag 11 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna ricordare che esiste una gerarchia dei beni: il bene dell\u2019anima \u00e8 superiore al bene del corpo e quindi le opere di misericordia corporale devono sempre essere messe al servizio delle opere di misericordia spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dio non ci comanda di amare il fratello per amore del fratello &#8211; che sarebbe filantropia &#8211; ma ci comanda di amare il fratello per amore di Dio.&nbsp;L&#8217;amore cristiano per il fratello \u00e8 un &#8221; <strong>amore che viene da Dio e va a Dio <\/strong>&#8221; <em>( cfr Libert\u00e0 cristiana e liberazione n.68 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il semplice amore umano, invece, viene solo dall&#8217;uomo e va all&#8217;uomo ma \u00e8 proprio l&#8217;assenza di Dio la causa di tutti i mali: dice il Concilio Vaticano II che &#8221; <strong>la creatura senza il Creatore svanisce <\/strong>&#8221; <em>( Gaudium et Spes n.36 ).&nbsp;<\/em>L&#8217;esclusione di Dio produce la morte dell&#8217;uomo e provoca la divisione tra i fratelli: la Bibbia mostra che viene alterata la relazione fra l&#8217;uomo e la donna, poi la relazione tra i fratelli &#8211; Caino uccide Abele -.&nbsp;L&#8217;esclusione di Dio dalla societ\u00e0, nell&#8217;episodio di Babele, provoca la distruzione della societ\u00e0 stessa <em>( cfr Giovanni Paolo II, Reconciliatio et paenitentia n. 15-16 ).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Chi non ama i fratelli non ama Dio ma \u00e8 impossibile amare veramente i fratelli senza amare prima Dio, anzi, \u00e8 impossibile amare se stessi senza amare Dio al di sopra di se stessi. Infatti il primo comandamento \u00e8 :&#8221;<strong> Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente. Questo \u00e8 il massimo e primo comandamento <\/strong>&#8221; <em>(Mt 22,37-38 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo comandamento \u00e8 quello dell&#8217;amore del prossimo:&#8221; <strong>Amerai il prossimo tuo come te stesso <\/strong>&#8221; <em>( Mt 22,39 ).<\/em> Quindi Ges\u00f9 insegna che, per amare gli altri, bisogna prima amare se stessi, ma per amare se stessi bisogna amare Dio al di sopra di se stessi: &#8220;<strong> (&#8230;) Chi avr\u00e0 perduto la sua vita per amore mio, la ritrover\u00e0&#8221; <\/strong><em>( Mt 10,37-39 ).&nbsp;<\/em>Amare Dio significa fare la sua volont\u00e0 e metterlo sempre al primo posto: perch\u00e9 solo Dio \u00e8 bene infinito adatto al nostro cuore, solo Lui \u00e8 la felicit\u00e0 completa.<\/p>\n\n\n\n<p>Amare il prossimo significa desiderare per il prossimo il suo vero bene e cio\u00e8 i comandamenti e fra i comandamenti il primo comandamento, cio\u00e8 l&#8217;amore di Dio. <em>Quindi, chi ama il prossimo deve desiderare che il prossimo giunga soprattutto e prima di tutto all&#8217;amore di Dio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore di carit\u00e0 &#8211; cio\u00e8 amare Dio al di sopra di se stessi e il prossimo per amore di Dio &#8211; pu\u00f2 e deve richiedere il sacrificio dell\u2019amore umano perch\u00e9 non \u00e8 possibile amare veramente il prossimo senza amare prima Dio e i suoi comandamenti: senza Dio finiremmo, anche senza volerlo, a causa delle passioni disordinate, per fare del male a noi stessi e al prossimo, confondendo i piaceri disordinati e momentanei con il bene e finendo facilmente per persuaderci che \u00e8 falso ci\u00f2 che non vorremmo fosse vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II insegna che, nell&#8217;episodio del giovane ricco, Ges\u00f9 enuncia sia il consiglio di perfezione, sia la condizione generale di ogni credente: la carit\u00e0. Ges\u00f9 chiede di preferirlo a tutto e a tutti ( <em>cfr catechismo della chiesa cattolica n.2544<\/em>): &#8221; <strong>L&#8217;appello \u00e8 rivolto innanzi tutto a coloro ai quali egli affida una particolare missione, a cominciare dai Dodici; ma appare anche chiaro che essere discepoli di Cristo \u00e8 la condizione di ogni credente ( cf At 6,1 ). (&#8230;)<\/strong><strong>&nbsp; <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non si tratta qui soltanto di mettersi in ascolto di un insegnamento e di accogliere nell&#8217;obbedienza un comandamento. Si tratta, pi\u00f9 radicalmente, di <span style=\"text-decoration: underline;\">aderire alla persona stessa di Ges\u00f9 <\/span>(&#8230;). Non solo l&#8217;uomo ricco, ma anche gli stessi discepoli sono spaventati dall&#8217;appello di Ges\u00f9 alla sequela, le cui esigenze superano le aspirazioni e le forze umane(&#8230;)&nbsp;<\/strong><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il dono di Cristo \u00e8 il suo Spirito, <\/span>il cui primo &#8211; frutto &#8211; ( cf Gal 5,22 ) \u00e8 la carit\u00e0 (&#8230;).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong> Sant&#8217;Agostino si chiede: &#8211; E&#8217; l&#8217;amore che ci fa osservare i comandamenti, oppure \u00e8 l&#8217;osservanza dei comandamenti che fa nascere l&#8217;amore ?-E risponde:- Ma chi pu\u00f2 mettere in dubbio che l&#8217;amore precede l&#8217;osservanza? Chi infatti non ama \u00e8 privo di motivazioni per osservare i comandamenti-(&#8230;)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;amore e la vita secondo il Vangelo non possono essere pensati prima di tutto nella forma del precetto, perch\u00e9 ci\u00f2 che essi domandano va al di l\u00e0 delle forze dell&#8217;uomo: essi sono possibili solo come frutto di un dono di Dio, che risana e guarisce e trasforma il cuore dell&#8217;uomo per mezzo della sua grazia:&nbsp;Perch\u00e9 la legge fu data per mezzo di Mos\u00e8, la grazia e la verit\u00e0 vennero per mezzo di Ges\u00f9 Cristo- ( Gv 1,17 ). (&#8230;) Infatti la Legge Nuova non si contenta di dire ci\u00f2 che si deve fare, ma dona anche la forza di &#8211; fare la verit\u00e0 &#8211; <em>( Gv 3,21 ).&#8221;<\/em>&nbsp; <em>( Veritatis Splendor n.19, 22,23,24 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sul fatto concreto del giovane ricco, due sono le ipotesi: il &#8211; se vuoi essere perfetto- potrebbe essere il consiglio di Ges\u00f9 che intende venire incontro ad un bisogno insoddisfatto del giovane ( il quale dice:- che mi manca ancora ?- ): Ges\u00f9 svelerebbe al giovane l\u2019esistenza, nelle zone pi\u00f9 profonde della sua psiche, di un\u2019esigenza personale non soddisfatta dalla semplice osservanza dei comandamenti. <em>In questo caso il &#8211; se vuoi essere perfetto &#8211; starebbe a significare: se vuoi perfezionare la tua attitudine e quindi se vuoi essere pienamente te stesso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La seconda ipotesi, pi\u00f9 probabile, \u00e8 quella secondo la quale Ges\u00f9 enuncia il bisogno del dono teologale della carit\u00e0: ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 amare Dio e amarlo per se stesso, al di sopra di se stessi e di ogni altra cosa: il giovane, &#8221; <strong>(&#8230;) davanti alla persona di Ges\u00f9 avverte che qualcosa ancora gli manca. E&#8217; alla consapevolezza di questa insufficienza che si rivolge Ges\u00f9 nella sua ultima risposta: cogliendo <span style=\"text-decoration: underline;\">la nostalgia per una pienezza che superi l&#8217;interpretazione legalistica dei comandamenti (&#8230;)<\/span><\/strong>&#8221; ( <em>Veritatis splendor n.16 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9, che conosce i cuori, &#8220;(&#8230;) <strong>scopre che la sua anima era attaccata ai beni materiali molto pi\u00f9 di quanto egli stesso avrebbe potuto supporre(&#8230;). Ges\u00f9, che lo sa, gli chiede un atto eroico di vero distacco&nbsp; <\/strong><strong>(&#8230;) Il possesso di ricchezze \u00e8 accessorio; servire Dio \u00e8 l&#8217;essenziale. In realt\u00e0 la rinuncia ai beni \u00e8 solo un segno del fatto che il cuore \u00e8 libero per amare&#8221;&nbsp; <\/strong><em>( Antonio Fuentes, op. cit., pag.84).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Rabbini, farisei, sadducei sono specializzati nella interpretazione legalistica dei comandamenti, hanno moltiplicato divieti e regolamenti ma nel loro cuore manca la cosa essenziale: l&#8217;amore totale a Dio, il distacco interiore, non solo dalla ricchezza, ma anche dalla propria volont\u00e0 e dalla vita stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<strong>Chi ama il padre o la madre pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me; e chi ama il figlio o la figlia pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me (&#8230;) chi avr\u00e0 perduto la sua vita per amore mio, la ritrover\u00e0 <\/strong><em>&#8220;( Mt 10,37-39 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II insegna che, nell&#8217;episodio del giovane ricco, Ges\u00f9 enuncia sia il consiglio di perfezione, sia la condizione generale di ogni credente: la carit\u00e0. Ges\u00f9 chiede di preferirlo a tutto e a tutti ( ): &#8221; Sul fatto concreto del giovane ricco, due sono le ipotesi: il &#8211; se vuoi essere perfetto- potrebbe essere il consiglio di Ges\u00f9 che intende venire incontro ad un bisogno insoddisfatto del giovane ( il quale dice:- che mi manca ancora ?- ): Ges\u00f9 svelerebbe al giovane l\u2019esistenza, nelle zone pi\u00f9 profonde della sua psiche, di un\u2019esigenza personale non soddisfatta dalla semplice osservanza dei comandamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda ipotesi, pi\u00f9 probabile, \u00e8 quella secondo la quale Ges\u00f9 enuncia il bisogno del dono teologale della carit\u00e0: ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 amare Dio e amarlo per se stesso, al di sopra di se stessi e di ogni altra cosa: il giovane, &#8221; &#8221; ( Ges\u00f9, che conosce i cuori, &#8220;(&#8230;) Rabbini, farisei, sadducei sono specializzati nella interpretazione legalistica dei comandamenti, hanno moltiplicato divieti e regolamenti ma nel loro cuore manca la cosa essenziale: l&#8217;amore totale a Dio, il distacco interiore, non solo dalla ricchezza, ma anche dalla propria volont\u00e0 e dalla vita stessa.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<strong>E tutti quelli che, per causa mia, hanno abbandonato fratelli e sorelle, padre e madre, case o campi&#8230; riceveranno cento volte di pi\u00f9 e avranno in eredit\u00e0 la vita eterna<\/strong>&#8221;&nbsp; <em>( Mt 19,29 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il distacco interiore da tutte le cose viene espresso magnificamente dall&#8217;apostolo Paolo: &#8221; (&#8230;) <strong>coloro i quali hanno moglie siano come se non l&#8217;avessero, quelli che piangono come se non piangessero, quelli che godono come se non godessero, quelli che comprano come se non possedessero, e quelli che usano del mondo come se non ne fruissero appieno<\/strong>&#8221; ( <em>1 Cor 7,29-31 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 del cuore, dunque, non \u00e8 rifiuto e disprezzo dei beni materiali, ma uso giusto di questi beni ed insieme grande libert\u00e0 interiore perch\u00e9 il cristiano ama Dio al di sopra di ogni cosa <em>( Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis n.30 ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel Vangelo, infatti, ci sono molti esempi di persone ricche e facoltose che sono seguaci di Ges\u00f9. Lazzaro \u00e8 un caro amico di Ges\u00f9: Egli pianse per la sua morte. Lazzaro, che ha ricevuto da Ges\u00f9 il miracolo della resurrezione e gode della Sua amicizia, non \u00e8 chiamato ad abbandonare la posizione che ha nel mondo. Lazzaro, infatti, \u00e8 una delle persone pi\u00f9 ricche di Betania, a tal punto che Maria, sua sorella, poteva permettersi di ungere i piedi di Ges\u00f9 con un profumo di nardo purissimo, profumo valutato da Giuda in trecento danari &#8211; lui trad\u00ec Ges\u00f9 per trenta danari &#8211; : trecento danari erano il valore di trecento giornate lavorative &#8211; un intero anno di lavoro &#8211; <em>( Gv 12,1-11).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro caso \u00e8 quello di Zaccheo, molto ricco per la lucrosit\u00e0 della sua professione, a cui Ges\u00f9 non chiede di farsi povero <em>( Lc 19,1-10 ).&nbsp;<\/em>Giuseppe d&#8217;Arimatea, che metter\u00e0 a disposizione di Ges\u00f9 la sua ricca tomba di famiglia, era &#8211; come racconta Matteo &#8211; &#8221; <strong>un uomo ricco<\/strong>&#8221; eppure, dice il Vangelo, &#8221; <strong>era divenuto anch&#8217;egli discepolo di Ges\u00f9<\/strong>&#8221; ( Mt 27,57 ). Marco aggiunge che non solo era ricco ma anche nobile: &#8221; <strong>membro autorevole del sinedrio<\/strong> &#8221; ( Mc 15,43 ). Eppure quest&#8217;uomo ricco e nobile \u00e8 definito &#8221; <strong>discepolo di Ges\u00f9<\/strong> &#8221; anche da Giovanni ( Gv 19,38 ) e Luca lo chiama &#8221; <strong>persona buona e giusta<\/strong> &#8221; ( Lc 23,50 ).<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe d&#8217;Arimatea \u00e8 un discepolo di Ges\u00f9 buono e giusto e non \u00e8 chiamato da Ges\u00f9 ad abbandonare la posizione che ha nel mondo.&nbsp;Altra persona ricca e potente \u00e8 Nicodemo che Giovanni dice essere &#8221; <strong>un capo dei giudei<\/strong>&#8221; (Gv 3,1) e che porta per la salma di Ges\u00f9 &#8221; <strong>una mistura di mirra e di aloe di cento libbre<\/strong> &#8220;(Gv 19,39) e cio\u00e8 quasi 33 chilogrammi di sostanze costosissime: uno scialo davvero regale.<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo l&#8217;ascesa al cielo di Ges\u00f9, i primi cristiani vivono il regime non obbligatorio della comunione dei beni, con la consegna delle propriet\u00e0 nelle mani degli apostoli (At 5,4, 2,45 ).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019euforia della Pentecoste, gli apostoli e i cristiani di Gerusalemme credevano imminente il Regno di Dio e la fine del mondo, ma nonostante questa euforica e fraterna attesa, Pietro spiega la non obbligatoriet\u00e0 della comunione dei beni e sottolinea la legittimit\u00e0 della propriet\u00e0 privata ad Anania.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire il carattere non obbligatorio di questa comunione dei beni \u00e8 rivelatore l&#8217;episodio di Anania e Saffira. I coniugi Anania e Saffira avevano mentito a san Pietro. Essi, non avendo intenzione di mettere in comunione la loro propriet\u00e0, ma volendo far credere di averlo fatto, avevano venduto la propriet\u00e0, avevano nascosto la maggior parte del ricavato e una piccola parte l&#8217;avevano consegnata agli apostoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro rimprovera Anania per la menzogna:&#8221;(&#8230;) <strong>perch\u00e9 hai mentito allo Spirito Santo? (&#8230;) Prima di venderlo ( il terreno:ndr), non era forse tua propriet\u00e0 e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione?&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pietro, quindi, ricorda l&#8217;assoluta non obbligatoriet\u00e0 del regime della comunione dei beni. Infatti anche dal punto di vista giuridico, la comunione dei beni \u00e8 un modo d&#8217;essere della propriet\u00e0 privata: cio\u00e8, io intendo mettere in comune con te ci\u00f2 che \u00e8 mio. Al contrario, il comunismo \u00e8 abolizione della propriet\u00e0 privata. ( cfr At 5,4 ).<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste un&#8217;antitesi totale fra comunismo e comunione perch\u00e9, appunto, la comunione \u00e8 un modo d&#8217;essere della propriet\u00e0 privata &#8211; <em>io voglio mettere in comune con te ci\u00f2 che \u00e8 mio<\/em> &#8211; mentre il comunismo \u00e8 abolizione della propriet\u00e0 privata.&nbsp;A motivo della pratica della comunione dei beni nascono divergenze fra i gruppi dei cristiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ellenisti si lamentano per essere stati trascurati e per loro vengono istituiti i diaconi ( At 6).&nbsp;Inoltre la comunit\u00e0 di Gerusalemme, a causa del regime della comunione dei beni, piomba rapidamente in miseria. Paolo perci\u00f2 \u00e8 costretto ad organizzare una colletta in favore dei fedeli di Gerusalemme ( 1 Cor 16,1; 2 Cor 8-9 ; At 24,17) .<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza della comunione dei beni, genericamente estesa a tutta una comunit\u00e0, non verr\u00e0 pi\u00f9 ripetuta: Paolo vuole che ciascuno rimanga nella professione e nella situazione sociale in cui si trova.&nbsp;Anzi, egli combatte la tentazione di vivere alle spalle della comunit\u00e0 ed esorta <strong>a mangiare il proprio pane lavorando in pace<\/strong> <em>(2 Ts 3,11-12, cfr AA. VV., 100 punti caldi della storia della Chiesa, ed. Paoline 86, pag. 27-29 capitolo 2: i primi cristiani erano comunisti ? ).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando Ges\u00f9 sceglie gli apostoli, inizialmente li manda a predicare senza bisaccia, senza calzari, senza soldi e cio\u00e8 privi anche della preoccupazione di dover gestire il possesso in comune dei loro soldi. Egli vuole che vivano solo del vitto e dell\u2019alloggio che verr\u00e0 dato loro da coloro che, divinamente ispirati, li ospiteranno <em>( Mt 10,9 )<\/em> .<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 solo un periodo temporaneo e speciale che Ges\u00f9 concede agli apostoli, un periodo in cui Egli provvede direttamente a tutto ci\u00f2 che serve loro affinch\u00e9 possano predicare senza alcuna preoccupazione, anche lecita, per le cose temporali, senza la preoccupazione di dover lavorare e neppure di dover comprare il necessario per mangiare: essi imparano, in questo modo ad affidarsi totalmente a Lui .<\/p>\n\n\n\n<p>Che si tratti di una fase straordinaria lo si deduce, infatti , da altri passi del Vangelo dove si rileva, invece, che conservare il denaro e operare per procurarsi altri beni \u00e8 conforme alla perfezione insegnata da Cristo: si legge, per esempio, che Ges\u00f9 aveva la borsa dei denari, affidata a Giuda, in cui venivano riposte le offerte a Lui fatte e che &#8211; i discepoli andarono in citt\u00e0 a comperare da mangiare &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019imminenza della passione molte delle concessioni speciali che Ges\u00f9 aveva fatto agli Apostoli vengono tolte:- <em>ma ora chi ha un sacco lo prenda; cos\u00ec pure la bisaccia e chi non ha spada venda il mantello e ne compri una<\/em>&#8220;- <em>( Lc 22,35 )<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questo periodo speciale, in cui Ges\u00f9 era fisicamente presente ed educava e assisteva gli apostoli, cos\u00ec come un padre educa e assiste i figli quando sono piccoli, i discepoli dovranno occuparsi personalmente della loro vita, dovranno lavorare &#8211; quando non troveranno comunit\u00e0 di laici disposti a mantenerli affinch\u00e9 possano dedicarsi totalmente a diffondere il messaggio di Cristo e la sua grazia agli uomini &#8211; e dovranno anche difendersi se sar\u00e0 necessario, a loro dovr\u00e0 bastare la grazia, anche perch\u00e9 San Paolo insegna che la virt\u00f9 si rafforza nella debolezza: Dio non si sostituir\u00e0 al loro lavoro e alle loro fatiche, ma li aiuter\u00e0 spiritualmente nelle loro opere, &#8211; moltiplicandone- i risultati solo quando lo riterr\u00e0 opportuno&nbsp;( cfr San Tommaso D\u2019Aquino, Summa Teologica,, I -II, q.108, a.2; II-II, q.185, a.6, ad 2, q.188, a.7, ad 5 ).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Contemplata aliis tradere&#8220; ( San Tommaso D&#8217;Aquino ) di Bruto Maria Bruti<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-vangelo-e-la-povert\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":29544,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,42],"tags":[1562],"class_list":["post-397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-dottrina-e-morale","tag-poverta","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il Vangelo e la povert&agrave; - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il Vangelo e la povert\u00e0. 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