{"id":39437,"date":"2018-01-04T00:00:23","date_gmt":"2018-01-03T23:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=39437"},"modified":"2017-12-28T10:04:43","modified_gmt":"2017-12-28T09:04:43","slug":"il-creatore-dellevoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-creatore-dellevoluzione\/","title":{"rendered":"Il Creatore dell\u2019evoluzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-39438\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/card_Ratzinger.jpg\" alt=\"\" width=\"154\" height=\"200\" \/>Il foglio<\/strong> quotidiano &#8211; Venerd\u00ec 23 dicembre 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pubblichiamo il testo di una lezione dell\u2019allora professor Joseph Ratzinger, \u201cFede nella creazione e teoria dell\u2019evoluzione\u201d, che fa parte di una raccolta di saggi dal titolo \u201cWer ist das eigentlich &#8211; Gott?\u201d (M\u00fcnchen 1969) <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong>Joseph Ratzinger<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Charles Darwin a met\u00e0 del secolo scorso svilupp\u00f2 l\u2019idea dell\u2019evoluzione di tutto il vivente e con essa mise radicalmente in discussione la tradizionale rappresentazione della costanza delle specie create da Dio, scaten\u00f2 una rivoluzione dell\u2019immagine del mondo non inferiore quella che per noi si lega al nome di Copernico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la svolta copernicana, che detronizz\u00f2 la Terra e allarg\u00f2 le dimensioni dell\u2019universo sempre pi\u00f9 verso l\u2019infinito, rimase valido nel complesso il quadro consolidato della vecchia immagine del mondo, che si manteneva inalterato a partire dalla limitazione temporale ai seimila anni calcolati in base alla cronologia biblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paio di accenni possono illustrarci la naturalezza oggi a malapena ancora immaginabile con cui allora ci si atteneva all\u2019angusto quadro temporale dell\u2019immagine biblica del mondo. Quando Jacob Grimm pubblic\u00f2 la sua \u201cStoria della lingua tedesca\u201d nel 1848, che l\u2019et\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 fosse di seimila anni era per lui una premessa indiscussa, che non aveva bisogno di alcuna riflessione. La stessa cosa esprime con grande naturalezza W. Wachsmuth nella sua apprezzata \u201cStoria generale della cultura\u201d, comparsa nel 1850, che non si differenzia in nulla dalla storia generale del mondo e dei popoli che Christian Daniel Beck aveva pubblicato in seconda edizione nel 1813. E si potrebbero fare facilmente molti altri esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8821\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/creazione.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"174\" \/>Sarebbero sufficienti a dimostrare in quale angusto orizzonte si muoveva da centinaia d\u2019anni la nostra immagine della storia e del mondo, quanto restasse salda la tradizione presa dalla Bibbia di un pensiero interamente disegnato sulla base della storia della salvezza giudaico-cristiana, quale rivoluzione dovesse rappresentare il fatto che, dopo l\u2019estensione all\u2019infinito dello spazio, un uguale ampliamento si impadronisse del tempo e della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per molti aspetti le conseguenze di tale processo sono addirittura pi\u00f9 drammatiche di quanto potessero esserlo quelle della svolta copernicana. Poich\u00e9 la dimensione del tempo tocca l\u2019uomo incomparabilmente pi\u00f9 nel profondo di quella dello spazio, la rappresentazione dello spazio viene a sua volta relativizzata, nella misura in cui lo spazio perde la sua forma definibile stabilmente e viene sottomesso alla storia e alla contingenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo appare come l\u2019essere in perenne trasformazione, le grandi costanti dell\u2019immagine biblica del mondo, principio e fine, scivolano nell\u2019indeterminato. La comprensione di fondo del reale cambia: il divenire al posto dell\u2019essere, lo sviluppo al posto della creazione, l\u2019ascesa al posto del declino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito di queste riflessioni non si pu\u00f2 percorrere l\u2019intero complesso di questioni che si \u00e8 aperto con esse; vogliamo soltanto discutere il problema se le concezioni di fondo, creazione e sviluppo, contrariamente alla prima impressione, possano coesistere senza che per questo il teologo accetti un compromesso disonesto e per ragioni tattiche dichiari inutile il terreno divenuto indifendibile, dopo averlo presentato con convinzione fino a poco prima come parte indispensabile della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema ha livelli diversi che dobbiamo distinguere e valutare separatamente. Innanzitutto c\u2019\u00e8 un aspetto relativamente evidente che \u00e8 solo in parte di natura realmente teologica: l\u2019idea dominante prima di Darwin della costanza delle specie si era legittimata sulla base dell\u2019idea della creazione; vedeva ogni singola specie come un dato della creazione, che grazie all\u2019opera creatrice di Dio esiste sin dal principio del mondo accanto alle altre specie come qualcosa di unico e di diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-38610\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/creazione.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"159\" \/>E\u2019 chiaro che questa forma di fede nella creazione contraddice l\u2019idea dell\u2019evoluzione e oggi \u00e8 diventata insostenibile. Ma con questa correzione, sul significato e sulla problematica della quale torneremo pi\u00f9 avanti, non si coglie l\u2019intera estensione del concetto di creazione. Se si lasciano perdere tutte le singole creazioni e si sostituiscono con l\u2019idea dell\u2019evoluzione, per prima cosa diventa molto pi\u00f9 visibile la reale differenza tra i due concetti; diventa evidente che alla loro base ci sono diverse forme di pensiero, diversi approcci spirituali e diversi modi di porre il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estensione del concetto di creazione alle singole creature del reale ha potuto di certo coprire a lungo questa differenza pi\u00f9 profonda e perci\u00f2 il vero problema di cui si tratta. La fede nella creazione indaga sul perch\u00e9 dell\u2019essere in s\u00e9; il suo problema \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa e non niente. L\u2019idea dello sviluppo invece si chiede perch\u00e9 ci sono proprio queste cose e non altre, da dove hanno tratto la loro determinatezza e come stanno in relazione con le altre creature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filosoficamente si direbbe dunque che l\u2019idea dello sviluppo stia al livello fenomenologico, si confronta con le singole creature del mondo che esistono effettivamente, mentre la fede nella creazione si muove al livello ontologico, indaga dietro le singole cose, si stupisce della meraviglia dell\u2019essere stesso e tenta di rendere conto di quel misterioso \u201c\u00e8\u201d che noi diciamo di tutte le realt\u00e0 che esistono. Si potrebbe formulare anche cos\u00ec: la fede nella creazione riguarda la differenza tra niente e qualcosa, l\u2019idea dello sviluppo invece quella tra qualcosa e qualcos\u2019altro. La creazione caratterizza l\u2019essere nel complesso come essere che viene da un altro luogo, lo sviluppo invece descrive la costruzione interna dell\u2019essere e indaga la specifica provenienza delle singole realt\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 essere che per i naturalisti la problematizzazione della fede nella creazione appaia come una questione illegittima, che per l\u2019uomo \u00e8 irrisolvibile. Effettivamente il passaggio alla contemplazione evolutiva del mondo rappresenta il passo verso quella forma positiva della scienza che si limita consapevolmente a ci\u00f2 che \u00e8 dato, concreto, dimostrabile all\u2019uomo ed esclude dalla sfera della scienza la riflessione sulle vere ragioni del reale come una riflessione sterile. In questo fede nella creazione e idea dell\u2019evoluzione indicano non appena due diverse dimensioni di ricerca, ma due diverse forme di pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32243\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/creazionismo.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"191\" \/>Di qui muove la problematica che si solleva fra esse anche quando la loro compatibilit\u00e0 sia visibile. Con questo siamo condotti per\u00f2 a un secondo livello della questione. Abbiamo imparato a distinguere due aspetti nella fede della creazione: la sua concreta formazione nell\u2019idea della creazione di tutte le singole specie da parte di Dio e il suo vero punto di partenza concettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo stabilito che il primo aspetto, cio\u00e8 la forma in cui l\u2019idea della creazione si era concretizzata, \u00e8 stato liquidato dall\u2019idea dello sviluppo; qui il credente deve lasciare che la scienza gli insegni che il modo in cui lui si era immaginato la creazione apparteneva a una rappresentazione prescientifica del mondo, che \u00e8 diventata indifendibile. Per\u00f2 per quanto riguarda il vero punto di partenza concettuale, la questione del passaggio dal nulla all\u2019essere, noi abbiamo potuto solo prendere coscienza della differenza fra le due forme di pensiero; teoria dell\u2019evoluzione e fede nella creazione appartengono qui, riguardo al loro ultimo orientamento di fondo, a due mondi spirituali assolutamente diversi, e in maniera diretta non si toccano affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel frattempo come dovremmo valutare la neutralit\u00e0 apparente in cui in questo modo ci siamo imbattuti? Questo \u00e8 il secondo livello della questione che dobbiamo perseguire. Qui non \u00e8 affatto facile proseguire, perch\u00e9 il paragone fra forme di pensiero e il problema della loro possibile relazionabilit\u00e0 reciproca hanno sempre in s\u00e9 qualcosa di molto delicato. Bisogna tentare di mettersi al di sopra di entrambe le forme di pensiero, in una terra intellettuale di nessuno in cui si appare sospetti a entrambe le parti e si riceve rapidamente la sensazione di sedere fra le sedie. Ciononostante dobbiamo fare questo tentativo per continuare a cercare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per prima cosa potremo stabilire che la problematizzazione dell\u2019idea di evoluzione \u00e8 pi\u00f9 limitata di quella della fede nella creazione. Quindi la dottrina dell\u2019evoluzione non pu\u00f2 assolutamente incorporare la fede nella creazione. In questo senso essa pu\u00f2 giustamente indicare l\u2019idea della creazione come inutilizzabile per s\u00e9: non pu\u00f2 stare fra i materiali positivi alla cui elaborazione essa \u00e8 vincolata per metodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente, per\u00f2, essa deve lasciare aperta la domanda se la problematizzazione della fede non sia legittima e possibile per s\u00e9. A partire da un certo concetto di scienza, al massimo la pu\u00f2 vedere come extrascientifica, ma non pu\u00f2 vietare per principio alcuna domanda sull\u2019uomo che si rivolga alla questione dell\u2019essere come tale. Al contrario, tali domande ultime saranno sempre indispensabili per l\u2019uomo che vive faccia a faccia con l\u2019Ultimo e non pu\u00f2 essere ridotto a ci\u00f2 che \u00e8 documentabile scientificamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32335\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/anti_evoluzionismo.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"197\" \/>Cos\u00ec per\u00f2 ora rimane il problema se la fede nella creazione, da parte sua, possa assumere in s\u00e9 l\u2019idea dell\u2019evoluzione come un di pi\u00f9 oppure se al contrario questa contraddica il suo fondamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A prima vista ragioni di tipo diverso sembrano portare alla seconda possibilit\u00e0; in fondo i naturalisti e i teologi della prima generazione che sostenevano questo non erano n\u00e9 sciocchi n\u00e9 malevoli: da entrambe le parti avevano assolutamente le loro ragioni di cui si deve tenere conto se non si vuole giungere a sintesi precipitose che non reggono o sono del tutto false. Le obiezioni che si impongono sono di tipo abbastanza diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 dire innanzitutto che la fede nella creazione si \u00e8 di fatto affermata come fede nella creazione delle singole specie e in una rappresentazione statica del mondo; che essa, ora che quest\u2019immagine \u00e8 diventata indifendibile, non pu\u00f2 sbarazzarsi di questa zavorra su due piedi, anzi, \u00e8 diventata inutilizzabile nella sua interezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa obiezione, che oggi non ci appare pi\u00f9 molto seria, si inasprisce se si considera che ancora oggi la fede deve considerare indispensabile almeno la creazione di un particolare essere, quella dell\u2019uomo. Poich\u00e9 se l\u2019uomo \u00e8 solo un prodotto dello sviluppo, allora anche lo spirito \u00e8 una costruzione del caso. Se per\u00f2 lo spirito si \u00e8 sviluppato, allora la materia \u00e8 il principio e l\u2019origine di tutto il resto. E se questo \u00e8 vero, svanisce Dio e cos\u00ec pure il creatore e la creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come pu\u00f2 l\u2019uomo, una fra le tante creature, se pure cos\u00ec sublime e grande, essere tenuto fuori dalla catena dell\u2019evoluzione? Con ci\u00f2 ora si dimostra che la creazione del singolo essere e l\u2019idea stessa della creazione non sono in verit\u00e0 cos\u00ec separabili l\u2019una dall\u2019altra senza conseguenze, come poteva sembrare in un primo momento. Poich\u00e9 sembra che qui si tratti di un principio: o tutte le singole cose sono prodotto dello sviluppo, e quindi lo \u00e8 anche l\u2019uomo, oppure non lo sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultima (opzione) \u00e8 fuori discussione, quindi rimane la prima, e questo ora sembra porre in dubbio l\u2019intera idea della creazione, come ci siamo appena spiegati, perch\u00e9 annulla il primato e la superiorit\u00e0 dello spirito, che sono in qualche forma da considerare presupposto fondamentale della fede nella creazione. Ora, si \u00e8 tentato di svicolare da questo problema dicendo che il corpo dell\u2019uomo pu\u00f2 essere un prodotto dello sviluppo, ma che lo spirito non lo \u00e8 assolutamente: l\u2019ha creato Dio stesso poich\u00e9 dalla materia non pu\u00f2 venir fuori lo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34391\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/07\/evoluzionismo.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"174\" \/>Questa risposta, che sembra avere dalla sua il fatto che lo spirito in effetti non pu\u00f2 essere trattato con gli stessi metodi delle scienze naturali con i quali si studia la storia degli organismi, a prima vista soddisfa pienamente. Subito dopo per\u00f2 bisogna chiedersi: si pu\u00f2 spartire in questo modo l\u2019uomo fra teologi e naturalisti \u2013 l\u2019anima agli uni, il corpo agli altri \u2013 o non \u00e8 questo un atto insopportabile per entrambi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il naturalista crede di vedere la creatura uomo maturare gradualmente; egli individua anche una zona fisica di transizione in cui lentamente il comportamento umano emerge da quello animale, senza per\u00f2 poter tracciare un confine netto, cosa per cui non ha a disposizione le prove \u2013 un fatto che spesso non viene confessato in maniera sufficientemente chiara. Dall\u2019altro lato, se il teologo \u00e8 convinto che lo spirito \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 forma anche al corpo plasmandolo nel profondo fino a renderlo umano, allora anche per lui la spartizione dell\u2019uomo perde ogni significato. Cos\u00ec il tema creazione ed evoluzione per l\u2019uomo sembra condurre da entrambe le parti a un rigoroso aut-aut, che non concede alcuna mediazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, per\u00f2, in realt\u00e0, visto lo stato attuale delle nostre conoscenze, significherebbe la fine della fede nella creazione. Dunque la bella armonia che gi\u00e0 sembrava delinearsi al primo livello di formulazione della questione si \u00e8 nuovamente dissolta; siamo rispediti all\u2019inizio. Come dobbiamo procedere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, poco fa avevamo rapidamente toccato un livello intermedio che da principio era apparso senza importanza, ma che adesso potrebbe rivelarsi il centro della formulazione della questione e il punto di partenza di una risposta sostenibile. In che misura la fede \u00e8 legata all\u2019idea della creazione delle singole realt\u00e0 fondamentali del mondo da parte di Dio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo modo di porre la questione, da subito in qualche misura evidente, riconduce a un problema generale che dovrebbe rappresentare lo strato centrale dell\u2019intera nostra questione: la rappresentazione di un mondo in divenire \u00e8 conciliabile con l\u2019idea biblica fondamentale della creazione del mondo da parte del Verbo, con il ricondurre l\u2019essere al senso creatore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea dell\u2019essere espressa nella Bibbia pu\u00f2 coesistere con quella del divenire elaborata dalla teoria dell\u2019evoluzione? Fra queste domande se ne insinua un\u2019altra di natura sostanziale, quella del rapporto tra immagine del mondo e fede in generale. Sar\u00e0 bene cominciare da qui. Poich\u00e9 in questo tentativo di pensare creazionisticamente e insieme scientificamente, cio\u00e8 evoluzionisticamente, viene evidentemente attribuita alla fede un\u2019immagine del mondo diversa da quella che fino a oggi avrebbe dovuto essere considerata come l\u2019autentica immagine del mondo della fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30505\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/creato.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"140\" \/>Esattamente in questo processo sta perfino il nocciolo dell\u2019intero avvenimento intorno al quale ruotano le nostre riflessioni: la fede \u00e8 stata derubata della sua immagine del mondo, che sembrava addirittura essere stata lei stessa, e se ne \u00e8 vista attribuire un\u2019altra. Si pu\u00f2 farlo senza annullare la sua identit\u00e0? Sta esattamente qui il nostro problema. In proposito, in una certa misura pu\u00f2 sorprendere e sollevare il fatto che questa domanda non sia stata posta per la prima volta nella nostra generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I teologi della Chiesa antica, anzi, si trovarono immancabilmente messi di fronte al medesimo compito, poich\u00e9 l\u2019immagine biblica del mondo, cos\u00ec come essa si esprime nei racconti della creazione del Vecchio Testamento, non era affatto la loro. In sostanza appariva antiscientifica a loro tanto quanto a noi. Ci si ritrova in errore notevole ogni volta che si parla semplicisticamente dell\u2019antica immagine del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A noi da fuori certamente essa pu\u00f2 apparire unitaria; per quelli che ci vivevano immersi, invece, le differenze che noi oggi riteniamo irrilevanti erano decisive. I primi racconti della creazione esprimono l\u2019immagine del mondo dell\u2019antico oriente, in particolare quella di Babilonia; i Padri della Chiesa vissero nell\u2019et\u00e0 ellenistica, alla quale quella immagine del mondo appariva mitica, prescientifica, insostenibile sotto ogni aspetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne loro in aiuto, e dovrebbe venire in aiuto anche a noi, il fatto che la Bibbia in realt\u00e0 \u00e8 letteratura che abbraccia lo spazio di un intero millennio. Passa dall\u2019immagine del mondo dei babilonesi fino a quella dell\u2019ellenismo, dalla quale i testi della creazione sono classificati come letteratura della sapienza, delineando un\u2019immagine totalmente diversa del mondo e dell\u2019avvenimento della creazione rispetto ai testi della creazione della Genesi comuni a noi, che certo dal canto loro non sono unitari: il primo e il secondo capitolo di questo libro forniscono un\u2019immagine assai contrastante dell\u2019inizio della creazione. Questo significa che gi\u00e0 all\u2019interno della stessa Bibbia fede e immagine del mondo non sono identiche; la fede si serve di un\u2019immagine del mondo, ma l\u2019una non coincide con l\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno dello sviluppo biblico questa differenza rappresentava evidentemente un\u2019ovviet\u00e0 trascurabile: solo cos\u00ec si spiega il fatto che le concezioni dell\u2019immagine del mondo in cui la creazione era rappresentata mutavano non solo nelle varie fasi storiche di Israele, ma anche all\u2019interno di uno stesso periodo, senza che alcuno vedesse in questo una minaccia per la reale intenzione del testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28758\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/evol_vs_creat.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"189\" \/>Il senso di questa ampiezza interna della fede inizi\u00f2 a venire meno quando cominci\u00f2 a imporsi la cosiddetta esegesi letterale e con essa and\u00f2 perduta la comprensione della trascendenza della parola di Dio rispetto a tutte le sue singole forme espressive. Nello stesso tempo \u2013 circa a partire dal Tredicesimo secolo \u2013 si consolid\u00f2 per\u00f2 anche quell\u2019immagine del mondo in un maniera sconosciuta prima di allora, bench\u00e9 essa nella sua forma originaria non fosse in alcun modo un prodotto del pensiero biblico, ma al contrario potesse essere conciliata solo con fatica con i dati fondamentali della fede biblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe difficile scoprire le radici pagane di quell\u2019immagine del mondo che poi fu considerata come l\u2019unica cristiana, e anche i punti di congiunzione dai quali ancora si pu\u00f2 sempre riconoscere come la fede si sia servita di quell\u2019immagine senza potervisi identificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non possiamo occuparci di questo; dobbiamo limitarci alla questione positiva se la fede nella creazione, che \u00e8 sopravvissuta al succedersi di cos\u00ec tante immagini del mondo e contemporaneamente ha agito da fermento critico e ha messo in moto l\u2019evoluzione, possa continuare a consistere come un\u2019affermazione sensata anche nel segno di una comprensione evolutiva del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo \u00e8 chiaro che la fede, che non era identica ad alcuna delle immagini del mondo elaborate finora e che tuttavia rispondeva a una domanda che stava dietro di esse e perci\u00f2 naturalmente vi si imprime, non pu\u00f2 n\u00e9 deve diventare identica nemmeno alla nostra immagine del mondo. Sarebbe sciocco e falso offrire quasi sottobanco la teoria dell\u2019evoluzione come un prodotto della fede, anche se questa ha contribuito a che si formasse quell\u2019orizzonte mentale in cui pot\u00e9 nascere la questione dell\u2019evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe ancora pi\u00f9 sciocco considerare la fede come una specie di illustrazione della teoria dell\u2019evoluzione e lasciare che questa sia confermata da quella. Il livello \u00e8 totalmente un altro, come abbiamo constatato prima; ci\u00f2 di cui ci occupiamo \u00e8 di verificare se alla domanda fondamentale umana si possa legittimamente rispondere, anche con gli attuali presupposti del pensiero, nello stesso modo in cui lo si faceva sotto la fede nella creazione e nella cui forma anche l\u2019immagine evolutiva del mondo pu\u00f2 essere compresa come espressione della creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per proseguire qui dobbiamo indagare meglio tanto il racconto della creazione quanto l\u2019idea di evoluzione; ed entrambe le cose purtroppo devono avvenire per accenni. Chiediamo innanzitutto, a partire dall\u2019ultima: come si conosce il mondo se lo si interpreta evolutivamente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32339 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/05\/ideologia_evoluzione.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"200\" \/>A questo scopo di sicuro \u00e8 essenziale che essere e tempo entrino in una stretta relazione: l\u2019essere \u00e8 tempo, non solo ha tempo. E\u2019 solo in divenire e si dispiega a se stesso. Conformemente a questo, l\u2019essere viene conosciuto dinamicamente, come moto dell\u2019essere: non ruota nell\u2019immutato ma procede in avanti. Si dibatte cio\u00e8 sull\u2019applicabilit\u00e0 del concetto di progresso alla catena dell\u2019evoluzione, soprattutto perch\u00e9 non si dispone di alcun criterio che permetta di dire cosa sia da considerare meglio o peggio e quando di conseguenza si possa sul serio parlare di un avanzamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo che il rapporto particolare che l\u2019uomo assume con tutto il resto della realt\u00e0 lo autorizza, per lo meno per quanto riguarda la domanda su di s\u00e9, a considerarsi punto di riferimento: nella misura in cui si tratta di lui, senza dubbio \u00e8 autorizzato a farlo. E se vi rinuncia, la direzione dell\u2019evoluzione e il suo carattere progressivo sono ultimamente indiscutibili, anche se in questo non si calcola che ci sono vicoli ciechi dell\u2019evoluzione e che la sua strada \u00e8 molto lontana dal procedere diritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le deviazioni sono una strada, e anche seguendo le deviazioni si arriva a destinazione, come mostra proprio la stessa evoluzione. La domanda se l\u2019essere inteso come strada, l\u2019evoluzione nel complesso, abbia un senso cos\u00ec per\u00f2 rimane aperta, e non pu\u00f2 nemmeno essere risolta all\u2019interno della stessa teoria dell\u2019evoluzione; \u00e8 una domanda estranea al suo metodo, ma per l\u2019uomo vivo \u00e8 la questione fondamentale del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo la scienza naturale oggi spiega i suoi limiti riconoscendo giustamente che a questa domanda indispensabile all\u2019uomo non pu\u00f2 essere risposto scientificamente, ma solo nell\u2019ambito di un \u201csistema di fede\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del fatto che in proposito molti siano dell\u2019idea che il \u201csistema di fede\u201d cristiano non sia adatto a questo scopo, e che invece sia necessario trovarne uno nuovo, non c\u2019\u00e8 bisogno che ci occupiamo qui, perch\u00e9 costoro in questo modo fanno un\u2019affermazione all\u2019interno della loro scelta di fede e al di fuori della loro scienza. Con questo per\u00f2 adesso siamo messi in condizione di dire in modo preciso cosa significhi la fede nella creazione nel rispetto della comprensione evolutiva del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti alla questione fondamentale irrisolvibile dalla stessa teoria dell\u2019evoluzione \u2013 se comandi l\u2019insensatezza o il senso \u2013 la fede esprime la convinzione che il mondo nella sua interezza, come dice la Bibbia, venga fuori dal logos, cio\u00e8 dal senso creatore, e rappresenti la forma contingente del suo proprio compimento. Vista dalla nostra comprensione del mondo, la creazione non \u00e8 un principio lontano e nemmeno un principio suddiviso in pi\u00f9 stadi, bens\u00ec coinvolge l\u2019essere contingente e l\u2019essere in divenire: l\u2019essere contingente \u00e8 abbracciato nella sua interezza dall\u2019unico atto creatore di Dio, il quale gli d\u00e0 nella sua divisione la sua unit\u00e0, in cui contemporaneamente consiste il suo essere, che non \u00e8 misurabile per noi, perch\u00e9 noi non vediamo il tutto, anzi noi stessi siamo solo sue parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede nella creazione non ci dice il che cosa del senso del mondo, ma solo il suo perch\u00e9: tutti questi alti e bassi dell\u2019essere in divenire sono l\u2019atto pi\u00f9 libero e pi\u00f9 sottoposto al rischio della libert\u00e0 del pensiero creatore originario, dal quale esso ha (ricevuto) il suo essere. E cos\u00ec forse per noi oggi diviene pi\u00f9 comprensibile quel che la dottrina cristiana della creazione ha sempre detto e che per\u00f2 a stento \u00e8 riuscita a far valere sotto l\u2019impronta dei modelli antichi: la creazione non \u00e8 da pensare secondo lo schema dell\u2019artigiano che realizza oggetti di ogni sorta, ma nella maniera in cui il pensiero \u00e8 creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E nello stesso momento diventa visibile che l\u2019insieme del moto dell\u2019essere (non solo l\u2019inizio) \u00e8 creazione e che allo stesso modo il tutto (non solo ci\u00f2 che viene dopo) \u00e8 realt\u00e0 propria e moto proprio. Riassumendo tutto questo possiamo dire: credere alla creazione significa comprendere nella fede il mondo in divenire reso accessibile dalla scienza come un mondo sensato, che viene da un senso creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-28750 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/evoluzionismo.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"152\" \/>Cos\u00ec per\u00f2 gi\u00e0 si delinea chiaramente anche la risposta alla domanda sulla creazione dell\u2019uomo: il riconoscimento del mondo in divenire come autocompimento di un pensiero creatore racchiude il suo ricondurre alla creativit\u00e0 dello spirito, al Creator Spiritus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Teilhard de Chardin su questa questione si trova la seguente brillante osservazione: \u201cQuel che differenzia un materialista da uno spiritualista non \u00e8 pi\u00f9 il fatto che egli ammette un passaggio tra infrastruttura fisica e sovrastruttura fisica delle cose, ma solo che egli situa a torto il punto di equilibrio definitivo del movimento cosmico dalla parte dell\u2019infra-struttura, cio\u00e8 del decadimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sui dettagli di questa formulazione si potr\u00e0 sicuramente discutere; ma l\u2019essenziale mi pare colto in maniera esatta: l\u2019alternativa tra materialismo e contemplazione del mondo informata spiritualmente, tra caso e senso, si presenta a noi oggi nella forma della domanda se si consideri lo spirito e la vita nelle sue forme evidenti solo come una muffa casuale sulla superficie del materiale (cio\u00e8 dell\u2019esistente che non comprende se stesso) oppure come scopo di quello che accade e perci\u00f2 al contrario si consideri la materia come antefatto dello spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si sceglie la seconda opzione, \u00e8 chiaro che lo spirito non \u00e8 un prodotto casuale dello sviluppo della materia, ma che piuttosto la materia rappresenta un momento nella storia dello spirito. Questa per\u00f2 \u00e8 solo una diversa espressione dell\u2019affermazione che lo spirito \u00e8 creato e non \u00e8 puro prodotto dello sviluppo, anche se si manifesta alla maniera dell\u2019evoluzione. Con questo siamo ora giunti al punto in cui si pu\u00f2 rispondere alla domanda come l\u2019affermazione teologica della creazione particolare dell\u2019uomo possa coesistere con un\u2019immagine evolutiva del mondo, cio\u00e8 che forma essa debba assumere in una concezione evolutiva del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattare questo nel particolare oltrepasserebbe di certo l\u2019ambito di questo tentativo; un paio di accenni devono bastare. Ci sarebbe da ricordare innanzitutto che anche rispetto alla creazione dell\u2019uomo la creazione non indica un principio lontano, ma con Adamo significa ognuno di noi: ogni uomo \u00e8 in rapporto diretto con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede afferma sul primo uomo nulla di pi\u00f9 che su ciascuno di noi e viceversa su di noi nulla di meno che sul primo uomo. Ogni uomo \u00e8 pi\u00f9 che un prodotto di disposizioni ereditarie e ambiente, nessuno \u00e8 solo risultato dei fattori calcolabili del mondo, il mistero della creazione sta sopra ognuno di noi. Poi ci sarebbe da riprendere in considerazione il fatto che lo spirito non si aggrega alla materia come qualcosa di estraneo, come una sostanza altra; la comparsa dello spirito dopo quello che abbiamo detto significa piuttosto che un moto progressivo raggiunge la sua meta stabilita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine ci sarebbe da dire che proprio la creazione dello spirito si dovrebbe presentare meno di tutto come un\u2019azione artigianale di Dio, che cos\u00ec improvvisamente comincerebbe a trafficare nel mondo. Se la creazione significa dipendenza dall\u2019essere, allora una particolare creazione non \u00e8 altro che una particolare dipendenza dall\u2019essere. L\u2019affermazione che l\u2019uomo \u00e8 creato da Dio in un modo pi\u00f9 specifico, pi\u00f9 diretto delle cose naturali significa, detta in modo meno metaforico, semplicemente questo, che l\u2019uomo \u00e8 voluto da Dio in modo specifico: non solo come un essere che \u201cc\u2019\u00e8\u201d, ma come un essere che lo riconosce; non solo come una creatura che lui ha pensato, ma come esistenza che pu\u00f2 a sua volta pensare lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-32288 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/evoluzionismo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"169\" \/>E\u2019 questo specifico essere voluto e riconosciuto da Dio, che \u00e8 proprio dell\u2019uomo, che noi chiamiamo creazione particolare. A partire da qui si potrebbe addirittura formulare una diagnosi sulla forma dell\u2019umanazione (il diventare uomo): l\u2019argilla divenne uomo nell\u2019istante in cui un essere per la prima volta, anche se ancora in modo confuso, riusc\u00ec a sviluppare l\u2019idea di Dio. Il primo tu che fu pronunciato \u2013 balbettando come sempre \u2013 nei confronti di Dio dalle labbra dell\u2019uomo, indica l\u2019istante in cui lo spirito era nato nel mondo. Qui fu attraversato il Rubicone dell\u2019umanazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l\u2019uomo non \u00e8 costituito dall\u2019utilizzo delle armi o del fuoco n\u00e9 dalle nuove forme della crudelt\u00e0 o dell\u2019utilitarismo, ma dalla sua capacit\u00e0 di essere immediatamente in rapporto con Dio. Questo stabilisce la dottrina della particolare creazione dell\u2019uomo. Soprattutto qui sta il centro della fede nella creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta qui anche la ragione per cui l\u2019istante dell\u2019umanazione non pu\u00f2 essere fissato dalla paleontologia: l\u2019umanazione \u00e8 l\u2019insorgenza dello spirito, che non si pu\u00f2 dissotterrare con la vanga. La teoria dell\u2019evoluzione non annulla la fede, e nemmeno la conferma. Ma la sfida a comprendere meglio se stessa e ad aiutare in questo modo l\u2019uomo a capire s\u00e9 e a diventare sempre pi\u00f9 quello che deve essere: l\u2019essere che pu\u00f2 dire tu a Dio per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il foglio quotidiano &#8211; Venerd\u00ec 23 dicembre 2005 Pubblichiamo il testo di una lezione dell\u2019allora professor Joseph Ratzinger, \u201cFede nella creazione e teoria dell\u2019evoluzione\u201d, che fa parte di una raccolta di saggi dal titolo \u201cWer ist das eigentlich &#8211; Gott?\u201d (M\u00fcnchen 1969) \u00a0Joseph Ratzinger<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-creatore-dellevoluzione\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":39438,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[1596],"class_list":["post-39437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-evoluzionismo","tag-creazionismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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