{"id":38830,"date":"2017-08-10T00:00:11","date_gmt":"2017-08-09T22:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=38830"},"modified":"2017-11-10T10:54:08","modified_gmt":"2017-11-10T09:54:08","slug":"1914-1989-ideologia-marxista-e-prassi-leninista-dalla-prima-guerra-mondiale-alla-caduta-del-muro-di-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1914-1989-ideologia-marxista-e-prassi-leninista-dalla-prima-guerra-mondiale-alla-caduta-del-muro-di-berlino\/","title":{"rendered":"1914-1989. Ideologia marxista e prassi leninista dalla prima guerra mondiale alla caduta del Muro di Berlino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-38831\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/marx_lenin_stalin.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"179\" \/>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 260 (1996)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Marco Invernizzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Il marxismo prima della Rivoluzione d\u2019Ottobre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ideologia marxista costituisce il fenomeno che pi\u00f9 di ogni altro caratterizza la storia del XX secolo, soprattutto grazie all\u2019apporto operativo fornito da Lenin (Vladimir Ilijc&#8217; Uljanov, 1870-1924), che permette al partito bolscevico di raggiungere il potere in Russia durante la prima guerra mondiale (1914-1918) e di dare vita al primo esperimento di socialismo reale nel mondo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non che il marxismo non avesse operato nel secolo precedente, soprattutto dopo il lancio, avvenuto a Londra nel febbraio del 1848, del <em>Manifesto del Partito comunista<\/em> di Karl Marx (1818-1883) e di Friedrich Engels (1820-1895), la costituzione a Londra della I Internazionale nel 1864 e della II nel 1889, che segnano la progressiva egemonia del marxismo sul movimento operaio a danno della &#8220;concorrenza&#8221; mazziniana e di quella anarchica nonch\u00e9 delle legittime aspirazioni originarie del movimento operaio, semplicemente intese ad alleviare l\u2019insopportabile condizione operaia determinatasi in seguito alla Rivoluzione industriale e dopo l\u2019abolizione del sistema corporativo (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, senza la conquista del potere in Russia e la successiva fondazione della III Internazionale comunista a Mosca, nel marzo del 1919, il marxismo sarebbe rimasto uno <em>&#8220;spettro che si aggira per l\u2019Europa&#8221;<\/em>, senza diventare, come diventa, il protagonista ideologico del secolo XX.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come interpretare il secolo XX?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-7469 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/NOcomunismo.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"160\" \/>A chiunque si accosti alla storia del Novecento, accanto al problema delle fonti \u2014 in parte ancora inaccessibili o accessibili da troppo poco tempo, come gli archivi dell\u2019ex URSS \u2014 si pone il problema di individuare un filo conduttore che permetta di cogliere il senso ultimo della cronaca, cio\u00e8 della serie di avvenimenti che si sono succeduti nell\u2019arco di tempo che appunto va dalla prima guerra mondiale all\u2019abbattimento del Muro di Berlino nel 1989.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le molte opere di sintesi e di interpretazione del secolo XX scritte dopo il 1989 privilegio senz\u2019altro quella dello storico francese Fran\u00e7ois Furet, intitolata <em>Il passato di un\u2019illusione. L\u2019idea comunista nel XX secolo <\/em>(2) <em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un\u2019opera seria e appassionata nel tentativo di descrivere il rischio, corso da tutto il mondo occidentale, di finire sopraffatto dall\u2019ideologia comunista e dai regimi da essa realizzati dopo la Rivoluzione d\u2019Ottobre. \u00c8 l\u2019opera di un intellettuale convinto della superiorit\u00e0 del sistema e delle istituzioni sorte in Europa dopo l\u2019Illuminismo e messe in pericolo dalla tentazione giacobina, che inizia gi\u00e0 a prendere corpo con la Rivoluzione francese fino a realizzarsi compiutamente nel partito comunista costruito da Lenin e nei regimi del socialismo reale. \u00c8 un\u2019opera certamente acuta, ma priva della dimensione religiosa, il che impedisce all\u2019autore, per esempio, di cogliere la vera natura metapolitica dello scontro di civilt\u00e0 svoltosi in Spagna dal 1936 al 1939.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il messaggio di Fatima<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-36735\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Fatima.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>Grazie a Dio, ho ricevuto il dono della fede e con essa la consapevolezza che il Signore della storia non assiste indifferente al succedersi degli avvenimenti, ma li accompagna e li dirige con l\u2019intervento della sua Provvidenza. Quest\u2019ultima, fra le proprie caratteristiche, ha quella di precedere e di accompagnare gli avvenimenti drammatici per mettere in guardia gli uomini, per aiutarli a correggersi: in una parola, per indicare dove si trova il male e come porvi rimedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, nel 1917, in piena guerra mondiale, la Madonna a Fatima anticipa la Rivoluzione bolscevica d\u2019Ottobre con sei apparizioni a tre pastorelli nelle quali, fra l\u2019altro, profetizza che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori nel mondo prima di convertirsi: credo sia difficile, per un credente, non cogliere la mano della Provvidenza in queste apparizioni (3). Ma anche per chi non credesse esse rimangono un evento e, soprattutto, anticipano quello che sar\u00e0 il motivo dominante del secolo: la Russia comunista protesa alla conquista ideologica e militare del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco allora il mio filo conduttore, o, meglio, la guida necessaria per intraprendere il lungo viaggio attraverso il secolo XX. Le apparizioni mariane di Fatima descrivono uno scenario che caratterizzer\u00e0 la storia degli ultimi cento anni e che sar\u00e0 ripreso dal Magistero della Chiesa: come al peccato personale segue l\u2019inferno, dove finiscono le anime che muoiono non in grazia di Dio \u2014 e che viene mostrato ai bambini con un tratto pedagogico controcorrente \u2014, al peccato sociale segue l\u2019inferno per le nazioni, cio\u00e8 la diffusione dell\u2019errore comunista nel mondo da parte della Russia e la successiva instaurazione dei regimi del socialismo reale; questa sar\u00e0 la condizione del mondo fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, che potr\u00e0 verificarsi soltanto dopo la conversione degli uomini e delle nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio di Fatima comporta una lettura teologica del secolo XX e viene donato per la conversione del mondo; ma, in pi\u00f9, permette anche di comprendere il senso ultimo degli avvenimenti, fra i quali decisivo \u00e8 il ruolo del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima guerra mondiale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-8144\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Prima_Guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"140\" \/>Il messaggio di Fatima viene annunciato poco prima della Rivoluzione russa, ma anche quasi al termine della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fran\u00e7ois Furet ha perfettamente ragione ad attribuire una decisiva funzione dissolvitrice e rivoluzionaria alla prima guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con essa, infatti, un mondo storico viene dissolto, un mondo che &#8220;sopravviveva&#8221; al tempo precedente la Rivoluzione francese e che, senza una restaurazione vivificante dei princ\u00ecpi naturali e cristiani, era inevitabilmente destinato a scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo precedente la guerra era contrassegnato dall\u2019esistenza di pr\u00ecncipi ma anche di princ\u00ecpi, aveva cio\u00e8 un senso comune che orientava la vita individuale e collettiva e che permetteva agli individui e alle famiglie di costituire reali comunit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia questo mondo si era lasciato contagiare dalla passione ideologica per un nazionalismo \u2014 anch\u2019esso figlio della Rivoluzione francese e che non aveva e non ha nulla in comune con l\u2019amor di patria \u2014, che non solo detestava gli imperi sovranazionali, ma odiava anche quel senso comune della vita che appunto fondava le comunit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, questo mondo tradizionale ancora legato a una vita quotidiana ispirata ai princ\u00ecpi del diritto naturale, anche se spesso in modo inconsapevole, questa societ\u00e0 ancora sostanzialmente impermeabile alle ideologie, comincer\u00e0 a scomparire dopo la prima guerra mondiale, tanto che lo storico franco-ungherese Fran\u00e7ois Fejto ha potuto affermare e dimostrare (4) che uno degli scopi del conflitto fu senz\u2019altro quello di eliminare la realt\u00e0 politica che, con i suoi pregi e con i suoi difetti, rappresentava questo mondo, l\u2019Impero d\u2019Austria e Ungheria, come prova la congiura diplomatica e politica che si verific\u00f2 contro i tentativi di far cessare la guerra e di scindere le responsabilit\u00e0 dell\u2019Austria da quelle della Prussia da parte del successore di Francesco Giuseppe (1830-1916), il venerabile Carlo I Imperatore d\u2019Austria e Re d\u2019Ungheria (1887-1922), l\u2019ultimo imperatore degli Asburgo, del quale \u00e8 in corso la causa di canonizzazione da parte della Chiesa cattolica, che ne ha gi\u00e0 riconosciuto l\u2019eroicit\u00e0 delle virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vi \u00e8 dell\u2019altro. La diffusione del nazionalismo ha favorito la nascita e il consolidarsi, per &#8220;via dialettica&#8221;, dei suoi errori contrari, il cosmopolitismo di origine massonica e l\u2019internazionalismo socialista e comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-29048\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Fejto_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"200\" \/>Non \u00e8 un caso che, immediatamente dopo la distruzione dell\u2019Impero Austro-Ungarico, venga fondata la Societ\u00e0 delle Nazioni nel tentativo, che peraltro risulter\u00e0 vano, di comporre le tensioni esistenti fra popoli diversi, senza per\u00f2 dar loro un diritto comune e una famiglia che, come quella imperiale, potesse vantare carismi plurisecolari nella guida politica delle nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non \u00e8 un caso che l\u2019ideologia nazionalista, con la sua cecit\u00e0, sia all\u2019origine anche politica e militare dell\u2019avvento del comunismo in Russia, come dimostra la vicenda del &#8220;treno piombato&#8221;, che attraverso la Germania giunge in Russia trasportando la classe dirigente bolscevica, grazie alla complicit\u00e0 del governo tedesco il quale, con la vittoria di Lenin, avrebbe ottenuto l\u2019uscita dell\u2019impero zarista dalla guerra e il venir meno di un importante nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio di Fatima ritorna ancora alla mente quando si ripercorrono le inquietanti vicende delle origini della Rivoluzione d\u2019Ottobre: inquietante infatti \u00e8 la figura-chiave dell\u2019accordo tedesco-bolscevico, il finanziere amico dei comunisti, Parvus (Izrail Lazarevic&#8217; Gel\u2019fand, 1867-1924), che anticipa un\u2019altra figura &#8220;esemplare&#8221; nello stesso senso, Harmand Hammer (1898-1990), ma soprattutto inaugura la lunga serie degli industriali e dei finanzieri affascinati o interessati dall\u2019ideologia comunista (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma infinitamente pi\u00f9 misteriosa e inquietante \u00e8 la figura di Lenin, l\u2019anima della Rivoluzione, colui che a essa ha dedicato la vita, vero rivoluzionario di professione, grande uomo d\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 ancora Fatima? Perch\u00e9, nel messaggio, la Madonna attribuisce tanta importanza a un\u2019ideologia che, allora, rappresentava ancora soltanto una speranza per pochi comunisti, e un\u2019inoffensiva utopia per i pi\u00f9. E cos\u00ec la Madonna indica nel comunismo \u2014 che si appresta a conquistare una patria da dove poi cercher\u00e0 di conquistare il mondo \u2014 il protagonista e il pericolo per l\u2019umanit\u00e0 del secolo XX. Non credo di forzare il messaggio per fare dell\u2019anticomunismo, ma credo di riflettere su di un evento di straordinario rilievo e di altrettanto straordinaria utilit\u00e0 per capire quanto \u00e8 venuto accadendo in Europa e nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da Lenin a Stalin: &#8220;il socialismo in un solo paese&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-38528\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Vistola_miracolo.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"156\" \/>Sconfitta dall\u2019esercito polacco davanti a Varsavia, nel 1920, l\u2019Armata Rossa \u00e8 costretta a porre termine all\u2019espansione militare dell\u2019ideologia verso Occidente (6). Si interrompe il sogno di Lenin di esportare subito il comunismo in Europa e, dopo pochi anni, si interrompe anche la sua misteriosa vita. Stalin (Josif Vissarionovic&#8217; Dz&#8217;ugas&#8217;vili, 1879-1953) gli succede alla guida del partito e dello Stato e, in polemica con altri dirigenti comunisti, vorr\u00e0 la costruzione del socialismo in un solo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019odio fra le nazioni aveva segnato l\u2019inizio del secolo e portato alla prima guerra mondiale, e se l\u2019odio di classe aveva animato la spinta rivoluzionaria dei primi bolscevichi guidati da Lenin, con Stalin l\u2019odio non solo rimane il motore della Rivoluzione, ma viene vistosamente utilizzato anche all\u2019interno della forza rivoluzionaria. Rimasto solo alla guida del partito e dello Stato sovietico, nel 1929 compie una sanguinosa epurazione, che colpisce anche Nicolaj Ivanovic&#8217; Bucharin (1888-1938), l\u2019allievo prediletto di Lenin, e che porta all\u2019espulsione dall\u2019URSS di Lev Davidovic&#8217; Trockij (1879-1940).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dallo stesso anno il rivoluzionario georgiano si pu\u00f2 dedicare al consolidamento del regime, alla trasformazione del paese in una potenza industrial-militare, alla deportazione di milioni di persone colpevoli soltanto di non trovare posto nei programmi di pianificazione economica. Si pu\u00f2 dedicare anche alla coltivazione del culto della sua persona, autoproclamandosi nel 1931 l\u2019unico legittimo interprete di Marx e costruendo, secondo alcuni suoi biografi, un impero nazional-popolare, frutto della commistione fra le due ideologie del secolo, nazionalismo e marxismo. La sua apoteosi viene celebrata durante il XVII congresso del partito, nel gennaio del 1934, nello stesso anno dell\u2019apogeo del nazionalsocialismo, celebrato in un congresso a Norimberga, nel mese di settembre, da Adolf Hitler (1889-1945), asceso al potere soltanto da un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hitler, Stalin e il Patto del 1939<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-28397 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Hitler_Stalin.jpg\" alt=\"\" width=\"165\" height=\"200\" \/>Se oggi si interroga l\u2019uomo comune, anche colto e informato, a proposito dei rapporti fra Hitler e Stalin, fra il nazionalsocialismo e il socialcomunismo, la risposta \u00e8 ovviamente del tipo: &#8220;Si tratta dei peggiori nemici nella storia del secolo XX&#8221;. La realt\u00e0 \u00e8 diversa, e non solo perch\u00e9 entrambe le ideologie avevano in comune l\u2019odio, di razza o di classe poco importa. In quell\u2019epoca, i contendenti che ambivano a dominare il mondo erano tre, nazionalsocialismo, socialcomunismo e democrazie liberali con i rispettivi regimi, ed era quindi gioco-forza che la vittoria di uno dei contendenti sarebbe dovuta passare attraverso la momentanea alleanza con uno degli altri due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo contribuisce a spiegare il patto di non aggressione fra Germania nazionalsocialista e URSS, siglato il 23 agosto 1939 con relativo protocollo segreto, al quale segue, il 28 settembre, un trattato di amicizia fra i due Stati, che stabilisce il confine fra i due paesi e comporta la scomparsa dello Stato polacco, impegnandoli in una lotta comune contro la resistenza del popolo polacco (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il patto sconvolge l\u2019assetto politico dell\u2019Europa e sancisce la spartizione della Polonia fra i due Stati, l\u2019annessione dei paesi baltici all\u2019URSS e, successivamente, anche l\u2019invasione sovietica della Finlandia, che peraltro oppone un\u2019eroica e indomita resistenza. Le democrazie occidentali rimangono sconvolte dal voltafaccia sovietico, soprattutto perch\u00e9 Stalin aveva scelto, negli anni successivi all\u2019ascesa al potere di Hitler, di praticare la politica dei Fronti Popolari antifascisti per permettere all\u2019URSS di uscire dall\u2019isolamento politico, accreditandosi come forza democratica presso i governi e l\u2019opinione pubblica delle nazioni occidentali; la strategia dell\u2019alleanza antifascista aveva raggiunto il culmine nel periodo della guerra civile spagnola, dopo il 1936, proprio mentre Stalin faceva celebrare i processi di Mosca contro gli oppositori sopravvissuti (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-31645\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/guerra.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Mentre \u00e8 vigente il patto tedesco-sovietico scoppia la seconda guerra mondiale (1939-1945) in seguito all\u2019invasione tedesca della Polonia, avvenuta il 1\u00b0 settembre del 1939, e alla successiva dichiarazione di guerra da parte dei governi di Inghilterra e di Francia. Quest\u2019ultima viene rapidamente sconfitta e truppe tedesche ne occupano il territorio, mentre il 16 giugno 1940 si costituisce il governo del maresciallo Henri-Philippe P\u00e9tain (1856-1951) con sede a Vichy, nel territorio non occupato dalle truppe tedesche: l\u2019Inghilterra rimane per circa un anno da sola a opporsi alla Germania di Hitler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 giugno 1941, con l\u2019Operazione Barbarossa, la Germania invade l\u2019URSS cogliendola completamente di sorpresa, anche se alcuni storici hanno sostenuto che l\u2019iniziativa di Hitler sarebbe stata preventiva rispetto a un attacco sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un momento drammatico per l\u2019Unione Sovietica: ripetutamente sconfitto, il suo esercito \u00e8 costretto ad arretrare verso oriente, mentre le truppe tedesche sono accolte come un esercito di liberazione da molta parte della popolazione, da numerosi villaggi che offrono ai soldati tedeschi pane e sale secondo le sacre abitudini dell\u2019ospitalit\u00e0; infine, centinaia di migliaia di uomini chiedono di potersi arruolare in un esercito slavo anticomunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1941, sessanta milioni di cittadini sovietici su centocinquanta non sono pi\u00f9 sotto il controllo del governo dell\u2019URSS. Le informazioni fornite da Aleksandr Isaevic&#8217; Solz&#8217;enicyn al proposito sono molto precise: <em>&#8220;Ecco lo stato d\u2019animo del tempo: il 22 agosto 1941 il comandante del 436\u00b0 reggimento fucilieri, maggiore Kononov, dichiar\u00f2 apertamente ai suoi uomini che sarebbe passato ai tedeschi per entrare a far parte dell\u2019Armata di Liberazione e abbattere Stalin, e invit\u00f2 chi voleva a seguirlo.<\/em> [&#8230;] <em>lo segu\u00ec<\/em> l\u2019intero reggimento<em>&#8220;<\/em> (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre settimane dopo lo stesso Kononov costituisce un reggimento di volontari cosacchi, poi si presenta nel campo di prigionieri di guerra di Mogil\u00ebv e, su cinquemila prigionieri, quattromila seguono immediatamente la sua proposta di entrare a far parte dell\u2019esercito anticomunista. Nello stesso anno, in un campo vicino a Tilsit, la met\u00e0 dei prigionieri sovietici, dodicimila uomini, firmano una dichiarazione in cui affermano che era giunto il momento di trasformare la guerra in guerra civile. A questi fatti bisogna aggiungere \u2014 \u00e8 sempre Solz&#8217;enicyn a ricordarlo \u2014 la creazione di un\u2019amministrazione civile russa autonoma di un milione di abitanti a Lokot\u2019 di Brjansk prima ancora dell\u2019arrivo dei tedeschi e la costituzione di reparti anticomunisti combattenti: nel luglio del 1941, a sud di Gatc&#8217;ina, sotto la guida del tenente dell\u2019esercito sovietico Rutc&#8217;enko, si raccolgono ex studenti di Leningrado, e nel successivo mese di agosto, a Luga, si forma un\u2019unit\u00e0 partigiana diretta da Martynovskij, un ex studente di medicina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30369\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/cosacchi_Wermacht.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"193\" \/>Ancora nel 1942, la formazione russa di Osintorf attira pi\u00f9 volontari di quanti il reparto potesse accoglierne e nella regione di Smolensk e in Bielorussia si forma una milizia popolare costituita da centomila volontari, subito vietata dai tedeschi, preoccupati dal successo dell\u2019iniziativa. Sempre nel 1943, in un campo vicino a Char\u2019kov, 730 ufficiali sovietici prigionieri, fra i quali alcuni eroi della battaglia di Stalingrado, domandano di essere ammessi nell\u2019esercito russo di liberazione ma, ennesimo segno dell\u2019ottusit\u00e0 tedesca, 722 su 730 non verranno liberati fino alla fine della guerra (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ancora pi\u00f9 significative sono le parole del generale della Wehrmacht Reinhard Gehlen (1902-1979), capo del servizio informazioni del fronte orientale: <em>&#8220;Sono tuttora convinto che saremmo riusciti a conseguire gli obiettivi che ci eravamo prefissi con la campagna del 1941, se non fosse stato per le fatali interferenze di Hitler. Ci eravamo resi conto, ad ogni livello, che la Russia, questo immenso Paese cos\u00ec ricco di potenziale umano e di risorse naturali, non avrebbe potuto essere conquistata o meglio liberata dal comunismo se non con l\u2019aiuto degli stessi popoli russi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Era con i russi che si poteva battere l\u2019URSS. Se Hitler lo avesse capito, non ci sarebbe stato impossibile guadagnare masse incalcolabili di russi alla nostra causa: sarebbe bastato far leva sul loro istinto di autoconservazione, sulla loro passione nazionale oltre che, naturalmente, sul profondo intensissimo odio che avevano accumulato nei confronti del comunismo in generale e del sistema di Stalin in particolare. Ma Hitler rifiut\u00f2 sistematicamente di credere in questa possibilit\u00e0. Ed \u00e8 proprio nella incapacit\u00e0 di Hitler di mettere a profitto e sfruttare il potenziale delle popolazioni russe, la maggior parte delle quali ci aveva accolto con straordinario calore nelle prime fasi della campagna, che possiamo scorgere il suo errore decisivo&#8221;<\/em> (11)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-14800\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/prigionieri-russi.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"155\" \/>Soltanto il delirio razzista dell\u2019ideologia nazionalsocialista pu\u00f2 aver accecato a tal punto la classe dirigente tedesca da impedirle di cogliere l\u2019opportunit\u00e0 che la storia le offriva, cio\u00e8 di diventare l\u2019armata liberatrice dei popoli slavi: ma Hitler cercava schiavi, non alleati. Questa \u00e8 la conclusione a cui arrivano Aleksandr Solz&#8217;enicyn, gli storici russi Mihail Geller e Aleksandr Nekric&#8217; (12), e Fran\u00e7ois Furet. Per la verit\u00e0 qualcosa fu fatto, come emerge dai resoconti degli stessi autori, se alla fine della guerra un milione di cittadini sovietici combatteva soprattutto nelle file della Wehrmacht.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quasi nulla fu fatto rispetto a quanto era possibile e soprattutto non venne mai data ai russi la possibilit\u00e0 di sentirsi sudditi di un loro governo di liberazione e combattenti in un loro esercito. Meritano ancora di essere ricordate altre parole del generale Gehlen: <em>&#8220;I nostri soldati erano accolti ovunque arrivavano con un certo distacco e talvolta persino con gioia, tanto nelle regioni settentrionali e centrali della Russia quanto nelle altre zone. Intere formazioni dell\u2019Armata Rossa, a volte interi reggimenti, deponevano le armi; nei primi mesi il numero dei disertori, per non parlare di prigionieri, super\u00f2 ogni nostra previsione. Gli abitanti di intere regioni credevano che, oltre ad essere liberati dal giogo di Stalin, sarebbero stati aiutati a realizzare le rispettive aspirazioni nazionalistiche. Il desiderio di veder ripristinati i diritti umani pi\u00f9 elementari e fondamentali come la libert\u00e0 dell\u2019uomo, la giustizia e l\u2019inviolabilit\u00e0 della propriet\u00e0, dopo vent\u2019anni di arbitrio, di ingiustizia e di terrore univano ogni abitante dell\u2019impero sovietico (nella misura in cui non lavorava direttamente al servizio di Mosca) in una comune inclinazione a dare manforte ai tedeschi. Non era naturale che noi facessimo di tutto per favorire questa inclinazione?&#8221;<\/em> (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-28654\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Stalin.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>In pochi mesi la situazione cambia completamente: Stalin accentua la componente nazionalista del suo binomio ideologico e lancia continui appelli alla difesa della patria. Nasce un movimento partigiano che opera contro le truppe nazionalsocialiste e italiane; l\u2019esercito tedesco viene sconfitto davanti a Mosca, da dove il governo sovietico era addirittura fuggito. Come era accaduto a Napoleone Bonaparte (1769-1821), anche per Hitler la disfatta comincia dalla trappola russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece Stalin riceve dal nazionalsocialismo il miglior regalo della sua carriera politica: da complice della barbarie nazionalsocialista e da traditore della causa democratica diventa in pochi mesi la vittima e l\u2019eroe che resiste all\u2019invasore e faticosamente ma inesorabilmente lo ricaccia da dove era venuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Armata Rossa arriver\u00e0 a Berlino come un esercito liberatore e Stalin sieder\u00e0 accanto a Winston Churchill (1874-1965) e a Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) per operare la spartizione del mondo: vittime di Yalta, i popoli dell\u2019Europa orientale diventeranno negli anni successivi alla fine della guerra schiavi di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dopoguerra in Italia: il ritorno di Palmiro Togliatti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29572\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/Togliatti.jpg\" alt=\"\" width=\"177\" height=\"200\" \/>Come la prima guerra mondiale aveva reso possibile la Rivoluzione comunista in Russia, cos\u00ec la seconda permette l\u2019esportazione del comunismo fuori dall\u2019URSS. Stalin sapr\u00e0 approfittare del credito raccolto in Occidente con la guerra antinazista e nel giro di tre anni il regime comunista scender\u00e0 come la notte pi\u00f9 buia sull\u2019Albania, la Cecoslovacchia, la Polonia, l\u2019Ungheria, la Bulgaria, la Romania, oltre che in Jugoslavia e nella parte orientale della Germania, anche se con modalit\u00e0 diverse. In tutti questi casi vale il principio spartitorio della logica di Yalta e i suddetti paesi cadono sotto regime comunista nonostante i partiti comunisti locali siano rappresentativi di parti minoritarie, in alcuni casi addirittura minuscole, dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La medesima logica di Yalta impedisce all\u2019Internazionale Comunista di operare in Italia con le stesse modalit\u00e0 dei paesi dell\u2019Europa Orientale. Quando, nel 1944, Palmiro Togliatti (1893-1964) sbarca a Napoli, porta gi\u00e0 sopra di s\u00e9 grandi responsabilit\u00e0 morali per aver apposto la sua firma agli omicidi di molti compagni comunisti invisi a Stalin nel tempo dei &#8220;grandi processi&#8221; di Mosca degli anni 1930, e anche per la corresponsabilit\u00e0 nell\u2019eliminazione di migliaia di anarchici durante la guerra civile spagnola, in quanto massimo rappresentante dell\u2019Internazionale Comunista in terra iberica (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli \u00e8 stato, con Antonio Gramsci (1891-1937), il costruttore del Partito Comunista Italiano dopo la scissione dal partito socialista nel 1921: un\u2019opera resa difficile dalla residenza a Mosca dopo l\u2019espatrio nel 1926, dalla clandestinit\u00e0 cui tutto il partito \u00e8 costretto, ma che non gli impedisce di guidare comunque quest\u2019ultimo nell\u2019alternarsi fra la politica del fronte comune con le altre forze antifasciste e l\u2019appello ai fascisti per un incontro sulla base dei princ\u00ecpi ispiratori del fascismo del 1919 o addirittura l\u2019incontro con giovani cresciuti in organismi fascisti, come i GUF, i Gruppi Universitari Fascisti, cos\u00ec come viene raccontato con dovizia di particolari da Ruggero Zangrandi ne <em>Il lungo viaggio attraverso il fascismo <\/em>(15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le difficolt\u00e0 che Togliatti incontra al suo rientro in Italia sono molte e la principale riguarda l\u2019ostilit\u00e0 e la resistenza di buona parte del partito alla sua politica legalitaria, intesa a fare del PCI la forza egemone della sinistra, avente come meta la fuoriuscita dal capitalismo verso una societ\u00e0 socialista legata profondamente a quella sovietica, ma sempre nell\u2019ambito e nel rispetto della legalit\u00e0 repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29668 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/partigiani.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"185\" \/>Gli si oppongono i comunisti legati a una concezione settaria del partito, che, come Pietro Secchia (1903-1973), credevano possibile la conquista del potere con le armi, sull\u2019esempio di Lenin nel 1917 e attraverso la continuazione della Resistenza, senza che i partigiani deponessero le armi, come Togliatti invece richiedeva. Perci\u00f2 i suoi oppositori rifiutano fin da subito la concezione togliattiana del &#8220;partito nuovo&#8221;, di massa e non solo di militanti, capace di radicarsi nel paese attraverso una profonda azione culturale che modificasse anzitutto il senso comune della gente e che, attraverso il dialogo con i cattolici, superasse l\u2019ostilit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circondandosi di giovani intellettuali che non provengono dall\u2019esperienza comunista e sfruttando la struttura organizzativa del partito \u2014 l\u2019unico che aveva mantenuto in clandestinit\u00e0 una pur limitata presenza sul territorio \u2014 Togliatti riesce progressivamente a costruire il partito nuovo, diventando presto la principale e pi\u00f9 forte alternativa rivoluzionaria alla Chiesa cattolica e alla Democrazia Cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partito di quadri e di massa, che forma i dirigenti al marxismo-leninismo, abituandoli per\u00f2 al gradualismo nel perseguimento degli obiettivi rivoluzionari, il PCI passa dall\u2019esperienza di governo, praticata fino al 1947, alla sconfitta elettorale, il 18 aprile 1948, e alla successiva opposizione parlamentare. Quest\u2019ultima per\u00f2 non impedisce al partito di crescere progressivamente nei consensi elettorali, ma soprattutto di riuscire a incrementare la propria egemonia culturale sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22500\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/pci.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Quando Togliatti muore, nel 1964, il PCI ha raggiunto diversi obiettivi che si era prefissato: \u00e8 diventato stabilmente il partito guida della sinistra italiana; \u00e8 riuscito a ottenere ampi consensi elettorali e, soprattutto, a livello di quadri dirigenti al di fuori del tradizionale ambito della classe operaia; ha conseguito in modo particolare l\u2019egemonia culturale, auspicata da Gramsci, in ampi settori della vita italiana, nella scuola e nell\u2019universit\u00e0, nel mondo dell\u2019editoria e anche dello spettacolo; ha contribuito allo spostamento a sinistra dell\u2019asse politico del paese con la nascita del primo governo di centro-sinistra, di fronte al quale Togliatti, favorevole all\u2019astensione del PCI in sede di voto parlamentare, sar\u00e0 messo in minoranza dalla direzione del suo partito; e ha potuto gi\u00e0 vedere il miglioramento del dialogo con il mondo cattolico, soprattutto dopo la famosa conferenza di Bergamo del 1963, quando il segretario del PCI aveva lanciato un nuovo appello alla collaborazione con i cattolici in nome del pacifismo e cercando di dialettizzare quanto, in quegli stessi giorni, avveniva durante i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965) (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto con il mondo cattolico era uno dei punti fissi della politica togliattiana ed era una conseguenza della sua cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua formazione intellettuale illuministica e il suo marxismo di derivazione hegeliana lo portavano a promuovere un\u2019azione politica sempre molto aderente alla realt\u00e0 e lontana da ogni volontarismo utopistico. E la realt\u00e0 degli anni del dopoguerra era una societ\u00e0 profondamente intrisa di princ\u00ecpi religiosi, nella quale la Chiesa cattolica conservava un enorme consenso popolare. Togliatti ne tenne sempre conto e questo signific\u00f2 eliminare ogni componente di anticlericalismo dal PCI, che lo porter\u00e0 lontano da altre posizioni rivoluzionarie in Italia, come quella laicista del Partito d\u2019Azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, quando Togliatti muore lascia un partito in crisi, come in crisi era il comunismo sovietico, nonostante l\u2019apparenza contraria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi del comunismo comincia nel 1956 con la denuncia dei crimini di Stalin da parte di Nikita Sergeevic&#8217; Kruscev (1894-1971) in occasione del XX Congresso del PCUS; cos\u00ec la commenta Furet: <em>&#8220;Stalin \u00e8 stato troppo al centro del movimento comunista perch\u00e9 sia semplicemente possibile sbarazzarsene, anche se in pubblico. I suoi eredi, compagni o figli infedeli, non possono ucciderlo senza farsi del male&#8221;<\/em> (17). Ma Kruscev non si rivolgeva alla societ\u00e0 bens\u00ec al partito e chiedeva non la fine dell\u2019uso della violenza contro i popoli asserviti dall\u2019URSS, ma soltanto la fine delle eliminazioni interne al partito. Infatti, solamente pochi mesi dopo il discorso di Kruscev, l\u2019URSS reprime la protesta scoppiata in Polonia e soprattutto, in ottobre, invade l\u2019Ungheria, dove si sta verificando la pi\u00f9 grande rivolta anticomunista mai avvenuta nella storia dell\u2019impero sovietico (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-28916\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/08\/Ungheria-56.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"200\" \/>Cos\u00ec, gli eredi di Stalin sono costretti a farsi del male per sbarazzarsi dell\u2019ingombrante figura del &#8220;piccolo padre&#8221; georgiano. Il PCI perde l\u2019appoggio militante di molti intellettuali e l\u2019URSS perde in Occidente l\u2019immagine favorevole, che aveva faticosamente riconquistato dopo la seconda guerra mondiale rispetto all\u2019ingombrante parentesi dell\u2019alleanza con il nazionalsocialismo dal 1939 al 1941.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il comunismo riesce ancora a cavarsela, a cominciare una nuova vita. Poich\u00e9 il comunismo sovietico appare, ed \u00e8, triste e burocratico, violento e totalitario, incapace ormai di sedurre, allora gli si creano altre alternative, anzitutto intellettuali: in Occidente, con la scuola di Francoforte, il nuovo modo di essere rivoluzionari proposto da Herbert Marcuse (1898-1979) o da Louis Althusser (1918-1990); poi anche soluzioni politiche diverse, con il comunismo cinese, che rompe con Mosca dopo che quest\u2019ultima aveva condannato i crimini di Stalin, o il comunismo tropicale, pi\u00f9 romantico, che si instaura a Cuba con Fidel Castro Ruz e lancia nel mondo il mito del Che (Ernesto Guevara de la Serna, 1928-1967). <em>&#8220;Comunismi assortiti&#8221;<\/em> dunque, secondo un\u2019espressione di Plinio Corr\u00eaa de Oliveira (1908-1995) (19), per frenare la crisi del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Sessantotto e il terrorismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32055\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/sessantotto.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"172\" \/>Frattanto si prepara una nuova fase rivoluzionaria che prender\u00e0 il nome dall\u2019anno, il 1968, in cui si verificano gravi e ripetuti incidenti fra studenti parigini, in rivolta contro autorit\u00e0 accademiche, e forze dell\u2019ordine. Per la verit\u00e0, il fenomeno della cosiddetta contestazione proveniva dagli Stati Uniti d\u2019America, dai <em>campus<\/em> universitari, ma in Europa passer\u00e0 alla storia attraverso il maggio francese, corrispondente, nella mitologia rivoluzionaria, alla presa della Bastiglia del 1789.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto sinteticamente, si pu\u00f2 definire il Sessantotto come una rivoluzione culturale che mira a una sorta di mutazione antropologica, alla costruzione dell\u2019uomo nuovo, grazie a <em>&#8220;una ribellione totale&#8221;<\/em>, secondo l\u2019espressione di Marcuse. Esso \u00e8 il frutto di un lungo processo di scristianizzazione che, dopo la fine della guerra, ha investito l\u2019Europa Occidentale accompagnandone il risanamento economico e dando vita, attraverso una immensa e progressiva dilatazione dei consumi, a quella che viene definita, dagli anni 1960, la societ\u00e0 opulenta o del benessere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La secolarizzazione ha investito tutta la popolazione e tutti i diversi ambienti politici, la destra come la sinistra e lo stesso mondo cristiano; se la osserviamo in Italia, vediamo come abbia imposto radicali mutamenti alla stessa politica del PCI, costringendolo a confrontarsi con temi morali ed esistenziali quali il divorzio, l\u2019aborto, la rivoluzione sessuale, la diffusione delle droghe, il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0, che il PCI di Togliatti non avrebbe mai voluto toccare, sia perch\u00e9 lo avrebbero portato allo scontro diretto con il mondo cattolico su temi non immediatamente politici, sia perch\u00e9 avrebbero urtato la sensibilit\u00e0 della stessa base comunista, composta in maggioranza da credenti, come Togliatti stesso sapeva e come riconobbe nella conferenza di Bergamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-33678\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/brigate_rosse.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>Cos\u00ec il PCI deve assistere all\u2019espandersi di un\u2019altra sinistra, laicista, libertaria, antisovietica, che si estender\u00e0 nel mondo soprattutto giovanile, provocando un mutamento culturale e di costume, i cui effetti cominciano solo oggi a farsi sentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il Sessantotto provoca la nascita anche di una terza sinistra, che coglie nel movimentismo soprattutto l\u2019aspetto politico, rinverdendo il mito leninista della conquista del potere con le armi e riallacciandosi alla Resistenza armata e a quell\u2019ala del PCI facente capo a Secchia, che il PCI di Togliatti aveva emarginato, ma che pur rimaneva presente nell\u2019ambiente socialcomunista. Questo \u00e8 il percorso attraverso il quale vede la luce il fenomeno terrorista che, dai servizi d\u2019ordine dei cortei alla violenza esercitata con gli agguati a giovani di destra, predispone migliaia di giovani al passaggio alla clandestinit\u00e0, per diventare rivoluzionari di professione in armi, esito che, in Italia, trova l\u2019esempio pi\u00f9 significativo nei brigatisti rossi (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sessantotto ha raggiunto il suo scopo, che era culturale, cio\u00e8 quello di cambiare la mentalit\u00e0 e il costume di una generazione. I suoi contenuti utopistici e nichilistici hanno invaso tutti gli ambienti ideologici d\u2019Europa, mentre profonde trasformazioni erano in corso, negli anni 1980, nei rapporti di forza fra le due superpotenze mondiali: gli Stati Uniti d\u2019America e l\u2019URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa accadeva in questi anni nella competizione tecnologica e nucleare fra le due superpotenze?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-38527\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Muro_Berlino_caduta.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Secondo Fran\u00e7ois Fejto, ne <em>La fine delle democrazie popolari. L\u2019Europa orientale dopo la rivoluzione del 1989 <\/em>(21)<em>, <\/em>la vittoria politica degli USA \u00e8 emblematicamente espressa dalla realizzazione dello &#8220;scudo stellare&#8221;, che sancisce la sconfitta sovietica rendendo inoffensivo il possibile uso della bomba atomica da parte dell\u2019Armata Rossa. Dal riconoscimento dell\u2019impossibilit\u00e0 di proseguire nell\u2019opera di conquista del mondo, che aveva raggiunto l\u2019apice nel 1975 con la caduta di Saigon in mani comuniste, l\u2019URSS \u00e8 costretta a operare una metamorfosi ideologica e politica, che comincia con Jurij Vladimirovic&#8217; Andropov (1914-1984) e viene portata a termine dal suo delfino, Mikhail Sergeevic&#8217; Gorbaciov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019abbattimento del Muro di Berlino e i successivi mutamenti nei regimi dell\u2019Europa Orientale e nella stessa URSS, non sono l\u2019esito di una rivolta anticomunista, bens\u00ec di un\u2019implosione, cui seguono una ristrutturazione e un ritorno al potere di partiti che non sono pi\u00f9 i partiti comunisti di un tempo, ma in molti casi sono in parte diretti dalle stesse classi dirigenti riciclate in una sorta di arcipelago progressista, ancora abbondantemente indefinito da un punto di vista ideologico (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in Italia, la trasformazione del PCI nel PDS, il Partito Democratico della Sinistra, viene presentata \u2014 e in parte lo \u00e8 veramente \u2014 come il punto di arrivo di un itinerario che comincia con la segreteria di Enrico Berlinguer (1922-1984), con lo &#8220;strappo&#8221; da Mosca, con l\u2019esaurirsi della capacit\u00e0 propulsiva della Rivoluzione d\u2019Ottobre (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo, per\u00f2, non provoca neppure lontanamente qualcosa di simile a quanto si \u00e8 realizzato nel dopoguerra a proposito del nazionalsocialismo. Eppure, il costo umano del comunismo nel mondo viene calcolato attorno ai duecento milioni di morti, secondo stime di diversa fonte (24). Essere anticomunisti rimane un atteggiamento <em>demod\u00e9e<\/em>, esagerato, estremista, e per chi lo pratica permane il sospetto di fascismo e di scarso amore per la democrazia e per la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29735\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/Pd_Pci.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"142\" \/>Il vero problema \u00e8 che la gran parte degli intellettuali non vuole affrontare il nodo costituito dal comunismo, il suo essere \u2014 come ha spiegato Solz&#8217;enicyn \u2014 una menzogna organizzata nella storia, per resistere alla quale, nella sua forma violenta, lo stesso scrittore russo ha fornito preziose indicazioni, da cui si possono senza troppe difficolt\u00e0 ricavare istruzioni anche per opporsi alla sua sopravvivente imposizione subdola (25). Perch\u00e9, se il comunismo \u00e8 una menzogna, la fuoriuscita da questa ideologia presuppone la ricerca e l\u2019approdo alla Verit\u00e0, alla verit\u00e0 che pu\u00f2 riconciliare gli uomini dopo la semina di tanto odio ideologico, avvenuta per oltre un secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vengo a conclusione. E lo voglio fare ricordando le parole di chi in Italia ha raccolto parte dell\u2019eredit\u00e0 del PCI, il segretario del PDS, on. Massimo D\u2019Alema. In un\u2019intervista a una televisione italiana durante un suo recente viaggio in Israele, a proposito del processo contro il capitano Eric Priebke, ha detto che certi delitti non cadono mai in prescrizione n\u00e9 per la giustizia, n\u00e9 per la coscienza morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Applicando le sue parole al comunismo, si deve ricordare che i delitti commessi contro le persone e contro le nazioni, che la congiura contro la verit\u00e0 e contro la pace scatenata dalle forze che al comunismo si sono ispirate \u2014 particolarmente dopo la seconda guerra mondiale \u2014 per rispetto della giustizia impongono un pubblico processo che giudichi non solo i vinti della seconda guerra mondiale, ma anche i vincitori. E si deve trattare di un processo con la stessa risonanza storica e propagandistica avuta da quello che si \u00e8 svolto a Norimberga al termine della seconda guerra mondiale contro i gerarchi nazionalsocialisti sopravvissuti, pur con i problemi di natura morale e giuridica che tale processo ha posto, soprattutto quanto alla qualificazione dei giudici, quindi quanto alla serenit\u00e0 e alla seriet\u00e0 del giudizio emesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Relazione predisposta per il convegno internazionale <em>Dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre al crollo del Muro: ascesa, caduta e metamorfosi del socialcomunismo <\/em>\u2014 promosso da <em>Cristianit\u00e0<\/em> e da Alleanza Cattolica in collaborazione con la Regione Lombardia Settore Trasparenza e Cultura, Milano 27-10-1996 \u2014, con una prima annotazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) <em>&#8220;Nato come reazione della coscienza morale contro situazioni di ingiustizia e di danno<\/em> \u2014 scrive Papa Giovanni Paolo II \u2014<em>, esso<\/em> [il Movimento operaio]<em> esplic\u00f2 una vasta attivit\u00e0 sindacale, riformista, lontana dalle nebbie dell\u2019ideologia e pi\u00f9 vicina ai bisogni quotidiani dei lavoratori e, in questo ambito, i suoi sforzi si sommarono spesso a quelli dei cristiani per ottenere il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. In seguito, tale movimento fu, in certa misura, dominato proprio da quella ideologia marxista, contro la quale si volgeva la <\/em>Rerum novarum<em>&#8220;<\/em> (Enciclica <em>Centesimus annus<\/em> nel centesimo della <em>Rerum Novarum<\/em>, del 1\u00b0-5-1991, n. 16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Cfr. Fran\u00e7ois Furet, <em>Il passato di un\u2019illusione. L\u2019idea comunista nel XX secolo,<\/em> trad. it., Mondadori, Milano 1995.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Cfr. Antonio Augusto Borelli Machado, <em>Le apparizioni e il messaggio di Fatima secondo i manoscritti di suor Lucia<\/em>, con una prefazione di Plinio Corr\u00eaa de Oliveira <em>Fatima in una visione d\u2019insieme<\/em>, 4a ed. it., Cristianit\u00e0, Piacenza 1982.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(4) Cfr. Fran\u00e7ois Fejto, <em>Requiem per un impero defunto. La dissoluzione del mondo austro-ungarico, <\/em>trad. it., Mondadori, Milano 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(5) Cfr. Oscar Sanguinetti, <em>&#8220;Il grande Parvus&#8221;<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XVII, n. 173, settembre 1989, pp. 8-10, che recensisce l\u2019opera di Pietro A. Zveteremich, <em>Il grande Parvus<\/em>, Garzanti, Milano 1988.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(6) Cfr. Giovanni Cantoni, <em>Cos\u00ec la Polonia cristiana ferm\u00f2 Lenin<\/em>, in <em>Secolo d\u2019Italia. Quotidiano di Alleanza Nazionale<\/em>, anno XLIV, n. 188, 13-8-1995, pp. 18-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(7) Sul patto Hitler-Stalin, cfr. Ernst Nolte, <em>Nazionalsocialismo e bolscevismo. La guerra civile europea. 1917-1945<\/em>, con un saggio di Gian Enrico Rusconi, trad. it., Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1996, pp. 242-252. Mentre il patto di non aggressione veniva pubblicato sulla <em>Pravda<\/em> del 24 agosto 1939, il testo del protocollo segreto non verr\u00e0 mai reso pubblico nell\u2019URSS e neppure durante il processo di Norimberga, in occasione del quale <em>&#8220;il generale russo Rudenko, dell\u2019accusa, si rifiuter\u00e0 di far leggere in aula il testo dell\u2019accordo&#8221;<\/em> (Arturo Peregalli, <em>Il patto Hitler-Stalin e la spartizione della Polonia<\/em>, erre emme edizioni, Roma 1989, p. 17; cfr. <em>ibid<\/em>., p. 18, il testo del protocollo segreto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(8) Cfr. Robert Conquest, <em>Il grande terrore. Le &#8220;purghe&#8221; di Stalin negli anni Trenta<\/em>, trad. it., Mondadori, Milano 1970.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(9) Aleksandr Isaevic&#8217; Solz&#8217;enicyn, <em>Arcipelago GULag 3. 1918-1956. Saggio di inchiesta narrativa. V-VI-VII<\/em>, trad. it., Mondadori, Milano 1978, p. 35.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(10) Cfr. <em>ibid<\/em>., pp. 34-37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(11) Cit. nella pregevole opera di Adriano Bolzoni, <em>I dannati di Vlassov. Il dramma dei russi antisovietici nella seconda guerra mondiale<\/em>, Mursia, Milano 1991, p. 43. Reinhard Gehlen nasce a Erfurt, in Germania, nel 1902, entra nell\u2019esercito nel 1920 e nel 1935 entra a far parte dello stato maggiore. Dal 1942 dirige i servizi di spionaggio militare nell\u2019Est; catturato dagli americani, diriger\u00e0 per la Repubblica Federale tedesca un settore dei servizi di spionaggio, in collaborazione con la NATO, fino al 1968. Circa la responsabilit\u00e0 degli Alleati \u2014 in particolare del governo inglese \u2014 nella restituzione dei prigionieri russi e dell\u2019Europa Orientale ai sovietici e ai comunisti jugoslavi dopo la fine della guerra, danno precisa testimonianza le opere dello storico anglo-russo Nikolay Dmitrevic&#8217; Tolstoy, sulle quali cfr. Marco Respinti, <em>Maggio-giugno 1945: il rimpatrio forzato di cosacchi e altri crimini di guerra &#8220;eccellenti&#8221;<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXIII, n. 245, settembre 1995, pp. 13-20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(12) Mihail Geller nasce nel 1922 e Aleksandr Nekric&#8217; nel 1920; entrambi sono storici ed esuli in Occidente. Insieme hanno pubblicato l\u2019opera <em>Storia dell\u2019URSS dal 1917 a oggi. L\u2019utopia al potere<\/em>, trad. it., Rizzoli, Milano 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(13) Cit. in A. Bolzoni, <em>op<\/em>.<em> cit.<\/em>, p. 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(14) Cfr. almeno Renato Mieli, <em>Togliatti 1937. Le responsabilit\u00e0 del leader del P.C.I. nel terrore staliniano,<\/em> Rizzoli, Milano 1988, con oltre 150 pp. di documenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(15) Ruggero Zangrandi, <em>Il lungo viaggio attraverso il fascismo, contributo alla storia di una generazione,<\/em> 2a ed., Feltrinelli, Milano 1963.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(16) Cfr. il testo dell\u2019intervento in Palmiro Togliatti, <em>La via italiana al socialismo<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1972, 2a ed., pp. 233-249.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(17) F. Furet, <em>op<\/em>.<em> cit<\/em>., p. 506.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(18) Cfr. David Irving, <em>Ungheria 1956. <\/em><em>La rivolta di Budapest<\/em>, trad. it., Mondadori, Milano 1982.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(19) Cfr. Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, <em>&#8220;Comunismi assortiti&#8221;<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno III, n. 13, settembre-ottobre 1975, pp. 1-2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(20) Cfr. Enzo Peserico, <em>Gli &#8220;anni del desiderio e del piombo&#8221;. Dal Sessantotto al terrorismo<\/em>, in <em>Quaderni di &#8220;Cristianit\u00e0&#8221;<\/em>, anno II, n. 5, estate-inverno 1986, pp. 3-34.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(21) Cfr. F. Fejto, con la collaborazione di Ewa Kulesza-Mietkowski, <em>La fine delle democrazie popolari. L\u2019Europa orientale dopo la rivoluzione del 1989<\/em>, trad. it. Mondadori, Milano 1994, pp. 4-5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(22) Cfr. G. Cantoni, <em>L\u2019impero socialcomunista fra crisi e &#8220;ristrutturazione&#8221;,<\/em> in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XVIII, n. 177, gennaio 1990, pp. 3-6; e Pierre Faillant de Villemarest, <em>La ricostituzione dell\u2019Internazionale Comunista dal 1990 al 1994<\/em>, <em>ibid.<\/em>, anno XXII, n. 236, dicembre 1994, pp. 10-16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(23) Cfr. il mio <em>&#8220;Dal PCI al PDS&#8221;: le tappe e i contenuti di una metamorfosi rivoluzionaria,<\/em> <em>ibid<\/em>., n. 225-226, gennaio-febbraio 1994, pp. 5-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(24) Cfr., per esempio, Eugenio Corti, <em>L\u2019esperimento comunista<\/em>, Ares, Milano 1991.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(25) Cfr. le indicazioni su come resistere all\u2019imposizione violenta della menzogna \u2014 una sorta di decalogo \u2014 in Aleksandr I. Solz&#8217;enicyn, <em>Vivere senza menzogna<\/em>, scritte il 12 febbraio 1974, giorno del suo arresto e precedente l\u2019espulsione dall\u2019URSS, in Idem, <em>La verit\u00e0 \u00e8 amara. Scritti, discorsi e interviste (1974-1995)<\/em>, trad. it., con un saggio introduttivo di Aldo Ferrari, Maurizio Minchella Editore, Milano 1995, pp. 3-7<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 260 (1996) di Marco Invernizzi \u00a0Il marxismo prima della Rivoluzione d\u2019Ottobre L\u2019ideologia marxista costituisce il fenomeno che pi\u00f9 di ogni altro caratterizza la storia del XX secolo, soprattutto grazie all\u2019apporto operativo fornito da Lenin (Vladimir Ilijc&#8217; Uljanov, 1870-1924), che permette al partito bolscevico di raggiungere il potere in Russia durante la prima guerra &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1914-1989-ideologia-marxista-e-prassi-leninista-dalla-prima-guerra-mondiale-alla-caduta-del-muro-di-berlino\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":38831,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,82,27,24,84],"tags":[576],"class_list":["post-38830","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-comunismo-in-italia","category-socialismo-e-comunismo","category-storia","category-urss","tag-marxismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>1914-1989. 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