{"id":38560,"date":"2017-10-19T00:00:00","date_gmt":"2017-10-18T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=38560"},"modified":"2017-10-04T13:09:04","modified_gmt":"2017-10-04T11:09:04","slug":"chi-sono-i-nemici-della-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/chi-sono-i-nemici-della-scienza\/","title":{"rendered":"Chi sono i nemici della scienza?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giorgio Israel<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">testo non <strong>rivisto dal relatore\u00a0<\/strong>di una conferenza che si \u00e8 tenuta a Pisa<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-38562\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Israel_cover-1.jpg\" alt=\"\" width=\"131\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo del mio libro [<em>Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza. <\/em>Lindau 2008 n.d.r] partiva dall\u2019idea di parlare soprattutto dei problemi della divulgazione della cultura scientifica, perch\u00e9 sono centrali in una societ\u00e0 come quella di oggi, e naturalmente incontrava il problema della scuola, ma essendo quello della scuola un problema drammatico ecco che inevitabilmente si finisce a parlare prevalentemente di quello. E siccome quando si parla di scuola si finisce per concentrarsi sul disastro della matematica, l\u2019intenzione era anche di far vedere quegli aspetti che riguardano la cattiva divulgazione scientifica e la cattiva idea che si sta diffondendo nella scuola di trasformare tutto in gioco e di far credere che non si fatica mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29241 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"128\" \/>Io ho un bambino piccolo e l\u2019altro giorno, mentre faceva lezione di musica, la maestra gli ha chiesto di fare una cosa un po\u2019 pi\u00f9 difficile ma a momenti si metteva a piangere, dicendo che lui a scuola faceva solo cose facili. Questo \u00e8 l\u2019emblema drammatico della situazione: non si fa nulla se non \u00e8 facile perch\u00e9 non bisogna stressare questi poveri bimbi. Questo \u00e8 il dramma e anche il motivo per cui si crede puerilmente di poter introdurre alla scienza attraverso feste, festival e di trasformare tutto in chiacchiere. Si spendono milioni di euro per invitare personalit\u00e0 \u2013 come avvenuto al festival della matematica di Roma &#8211; per farle parlare ore in inglese davanti a platee di migliaia di studenti portati in pullman con la cartolina precetto, tanto una mattina di vacanza non fa male a nessuno, e non capiscono nulla. E poi giocano, giocano\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei concentrarmi sulle responsabilit\u00e0 e anche sottolineare alcuni punti raccontando un paio di cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di un certo fermento &#8211; che avverto nel mondo della scuola, tanto che a seguito di questo libro ho ricevuto non so quanti messaggi di professori che manifestavano il loro malessere e desiderio di farla finita \u2013 un gruppo di professori di Firenze ha promosso un documento molto generico, perch\u00e9 voleva essere trasversale, che impegnasse le forze politiche in occasione delle ultime elezioni alla ripresa del merito e della responsabilit\u00e0 nella scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto generico, diciamolo, ma ha ottenuto una quindicina di firme alcune delle quali anche molto pesanti; non le ricordo tutte ma c\u2019era quella di Giovanni Sartori, Galli Della Loggia, Remo Bodei, Sergio Givone Aldo Schiavone, Salvatore Veca, Giovanni Berardelli, Lucio Russo e altri. Abbiamo presentato questo documento presso un liceo romano in una conferenza, stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-27401\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/referendum-scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"200\" \/>Quando si fa una conferenza stampa la norma \u00e8 che chi presenta parla e i giornalisti poi fanno le domande; invece si sono presentati quattro ministeriali che con arroganza hanno preso il microfono e ci hanno impartito quattro lezioni di un quarto d\u2019ora ciascuna, oltretutto con un tono di grande supponenza, intimidendo i professori fiorentini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopodich\u00e9 in una manifestazione sindacale, presente il ministro Fioroni, il segretario scuola della Cisl ha detto la seguente cosa: i signori che avevano firmato il documento erano da trent\u2019anni fuori dal sistema dell\u2019istruzione \u2013 perch\u00e9 evidentemente considera l\u2019Universit\u00e0 fuori dal sistema dell\u2019istruzione \u2013 i quali prendono ottocento euro ad articolo \u2013 mi dicesse chi \u00e8 che paga queste cifre, cos\u00ec ci vado subito &#8211; , e prima di aprire bocca ci devono rendere conto di come hanno raggiunto le loro posizioni professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini questa \u00e8 l\u2019Italia: un misero burocrate sindacale si permette di chiedere ad un professore emerito della Columbia University nel caso di Sartori, di rendere conto di come \u00e8 andato in cattedra e lo pu\u00f2 fare impunemente davanti ad un ministro dell\u2019istruzione che anzich\u00e9 avere la dignit\u00e0 di alzarsi in piedi e dire: \u201csignore si calmi\u201d, batte i tacchi e sta zitto perch\u00e9 il padrone \u00e8 quello. Ecco perch\u00e9 ce l\u2019ho con i sindacati; non tutti perch\u00e9 ho avuto <em>feed back<\/em> positivi con alcuni sindacati autonomi della scuola, che mi hanno anche invitato a fare degli interventi ai loro convegni ma i sindacati confederali portano una responsabilit\u00e0 nella distruzione della scuola di cui dovrebbero essere chiamati a rendere conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35366\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/scuola-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Perch\u00e9 la questione \u00e8 semplice; \u00e8 come per l\u2019Alitalia: come un sindacato pu\u00f2 occuparsi degli stipendi dei dipendenti ma non pu\u00f2 occuparsi dei piani industriali, perch\u00e9 non \u00e8 nella sua competenza, ancor meno un sindacato pu\u00f2 occuparsi di fare i piani della scuola, cio\u00e8 di entrare in competenze che non ha: la cultura, l\u2019insegnamento, i contenuti dell\u2019insegnamento. E\u2019 uno scandalo che deve finire, invece non finisce, perch\u00e9 in quella stessa riunione, alla presenza del ministro Fioroni, il professor Tagliacarne, gi\u00e0 consulente di Berlinguer, gi\u00e0 consulente della Moratti, secondo un trasversalismo dei pedagogisti \u2013 ecco la seconda categoria con cui, mi dispiace, ma ce l\u2019ho \u2013 ha spiegato come occorra superare la scuola delle discipline cio\u00e8 delle conoscenze a favore della scuola delle competenze. \u201cUna testa ben fatta \u00e8 molto meglio di una testa piena\u201d ha spiegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al che chiederei chi si arroga di decidere qual \u00e8 una testa ben fatta e quale no, ammesso che lui stesso l\u2019abbia ben fatta dato che come un sindacalista non rende conto del diritto di parlare in un certo modo, cos\u00ec lui, anche se \u00e8 un professore universitario, pu\u00f2 spiegare come si devono trasmettere le conoscenze ma non decidere di essere lui o altri titolare del \u201cfare le teste\u201d perch\u00e9 questo \u00e8 un linguaggio che poteva andare bene in Unione sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le teste non si fanno; si trasmettono conoscenze in modo che ciascuno, autonomamente, acquisisca la capacit\u00e0 di farsi da solo una buona testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste persone poi, al contrario, sostengono che in questo modo si coltiva la libert\u00e0 dell\u2019individuo. Secondo loro l\u2019insegnante tradizionale \u00e8 trasmissivo, oppressivo, impositivo, deduttivista come dice Berlinguer, ovvero trasmette conoscenze in modo impositivo mentre invece l\u2019insegnante deve trasformarsi in un facilitatore, in una guida. Deve cio\u00e8 essere come quegli animatori delle feste dei bambini, che entra in classe e aiuta\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa purtroppo \u00e8 una cosa drammaticamente diffusa anche ben fuori dall\u2019Italia, perch\u00e9 in Occidente si \u00e8 diffusa questa teoria secondo la quale non bisogna costringere il bambino ma bisogna aiutarlo a imparare da solo. Anche negli Stati Uniti c\u2019\u00e8 una pedagogia secondo la quale l\u2019autoapprendimento \u00e8 fondamentale e che bisogna stare attenti, sostengono, perch\u00e9 ad esempio imporre al bambino di apprendere la fonetica in modo trasmissivo \u00e8 una forma di molestia su minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi potrei citare i testi che affermano questo. Quindi il bambino deve andare a scuola per imparare a leggere e a scrivere da solo, l\u2019insegnante al pi\u00f9 lo coadiuva, gli sta vicino, lo aiuta ma non gli dice: \u201csi fa cos\u00ec\u201d. Deve fare da solo, addirittura deve scoprire l\u2019algoritmo della divisione da solo. Il risultato \u00e8 che in India stanno tre anni avanti e con l\u2019insegnamento trasmissivo stanno facendo quello che facevamo noi trent\u2019anni fa e siamo completamente spiazzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto questo aggiungo un\u2019altra componente: quella della valutazione; fondamentale, per carit\u00e0! Ma un tempo si faceva con i voti, adesso sembra sia uno scandalo fare la valutazione con i voti e la devono fare degli enti esterni, perch\u00e9 l\u2019insegnante, essendo portatore di una carica soggettiva, deforma. Deve quindi essere un ente esterno e scientifico che valuta, e lo fa sulla base di teorie, che sarebbero quelle della docimonologia: la scienza della valutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35693 size-full alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/scuola_sfascio.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"204\" \/>Ma in tutto questo ci sono molti difetti. Il primo \u00e8 che in tutti questi atteggiamenti si presuppone che sia qualcuno che decide e altri no. Il sindacalista \u00e8 insindacabile, decide lui come si deve gestire la scuola e nessuno gli chiede conto delle sue competenze. Il pedagogista spiega come si deve insegnare, il didatta idem e nessuno chiede conto delle loro teorie pedagogiche, che possono anche essere folli ma non importa; quindi il pedagogista spiega che si deve autoapprendere, che si deve fare cos\u00ec o cos\u00e0 ma chi ha mai chiesto conto delle teorie dell\u2019autoapprendimento e di altre simili baggianate? Nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi signori sembra siano assolutamente al di sopra di qualsiasi valutazione e giudizio scientifico. Infine, al valutatore nessuno chiede conto di come valuta e spesso i parametri di valutazione sono assolutamente deliranti. Adesso non mi intrattengo su quelli pi\u00f9 complessi, su cui potrei dire molte cose, ma prendiamo le cose pi\u00f9 banali. Quando si consiglia ad un ministro, come \u00e8 stato fatto, di scegliere come parametro di valutazione di una Universit\u00e0, sulla base del quale si concedono i finanziamenti, il numero di abbandoni, ovvero quante persone si laureano entro gli anni previsti, il risultato \u00e8 banale: si laureano tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Universit\u00e0 che rischia di perdere quattrini stimola a dare trenta a tutti, subito e il docente che al contrario comincia a indurire la linea \u00e8 tagliato fuori. Su questo ho avuto una esperienza personale; quando un anno mi sono trovato a fare un corso in parallelo con un collega che seguiva una linea permissivista. Sono entrato in aula il primo giorno e ho trovato un solo studente: una cosa drammatica; per forza ho dovuto cambiare corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E fin\u2019ora l\u2019Universit\u00e0 non ha ancora introdotto valutazioni che influiscono sullo stipendio; se arriviamo a questo \u00e8 la fine perch\u00e9 \u00e8 chiaro che un docente per non vedersi tagliare lo stipendio promuove tutti. E magari ci sar\u00e0 uno stolido ministro che andr\u00e0 a dire: \u201cquest\u2019anno il sistema dell\u2019istruzione \u00e8 migliorato: siamo passati dal 15% di abbandoni al 12%\u201d. Certo, ma abbiamo sfornato migliaia di ignoranti. Questo \u00e8 il punto cruciale e si tratta solo di un esempio ma potrei farne molti e molti altri, che questi signori della valutazione sfornano continuamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale c\u2019\u00e8 il problema dell\u2019egualitarismo. Per amor del cielo! E\u2019 chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile perch\u00e9 tutti partano nelle stesse condizioni e abbiano le stesse opportunit\u00e0, ma questo non significa che tutti devono riuscire allo stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei principi pi\u00f9 deliranti introdotti \u00e8 il diritto al \u201csuccesso formativo\u201d, cos\u00ec chiamato. Non deve esistere un diritto al successo formativo. Sono profondamente stupito che anche forze politiche che si richiamano a principi liberali accettino una visione totalitaria di questo genere, per un motivo molto semplice: occorre dare a tutti le stesse opportunit\u00e0 ma non siamo uguali; questo \u00e8 il punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35878\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/insegnante_scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>Non siamo uguali come professori e non siamo uguali come studenti. Ci sono studenti che per loro natura o per condizioni sono pelandroni o incapaci, alcuni sono pi\u00f9 intelligenti, altri meno. E\u2019 la vita. Non possiamo livellare tutti allo stesso grado e non possiamo seguire le teorie del professor De Mauro secondo cui bisogna abbassarsi al livello dell\u2019ultimo, la media minima come la chiama lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola al contrario deve marciare al massimo, deve prendere a modello il primo della classe, cercando di elevare l\u2019ultimo verso il primo. Se si prende l\u2019ultimo, quello che non fa niente, e si fa cocco della classe l\u2019incapace, quello che fa chiasso cosa volete che diventi la scuola? Diventa quello che \u00e8 diventato. Questo dal punto di vista studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista professori \u00e8 la stessa cosa. Non riesco a capire per quale motivo di deve partire dal principio che tutti i professori devono essere uguali. La scuola, per dirla in maniera retorica, alla \u201clibro Cuore\u201d, \u00e8 una palestra di vita e pu\u00f2 capitare di incontrare qualche insegnante imbecille, \u00e8 normale. Non possiamo accettare insegnanti che non sanno le regole basilari della grammatica e della sintassi e questo \u00e8 evidente ma che ci sia un insegnante molto bravo e uno meno \u00e8 normale e se anche in questo caso arriva qualcuno che vuole uniformare tutti gli insegnanti ad un livello medio minimo \u00e8 la fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto ridiamo dignit\u00e0 all\u2019insegnante, che non \u00e8 un puro burocrate, che trasmette passivamente nozioni comandate da altri e che altri decidono, non si sa su che basi. L\u2019insegnante deve avere una sua autonomia e di nuovo non capisco le imposizioni delle teorie pedagogiche. Scusate la rozzezza ma abbiamo dietro di noi duemilacinquecento anni di storia, nei quali siamo partiti da Socrate, il primo e pi\u00f9 grande pedagogista e insegnante di tutti i tempi, al quale nessuno ha spiegato come doveva insegnare. A me non l\u2019ha mai spiegato nessuno e non credo di essere un cattivo insegnante mentre ci sono persone alle quali lo hanno spiegato nel dettaglio e sono pessimi insegnanti. Questo \u00e8 il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9319 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/universit\u00e0-medioevo.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"203\" \/>Io, scusate la franchezza, non credo nelle teorie dell\u2019insegnamento e credo sia pernicioso quello che sta accadendo in molte Sis in cui l\u2019idea \u00e8 fare tre anni di corso di laurea \u2013 prima erano quattro \u2013 e poi due o tre anni di scienze pedagogiche. Alla Sis di Roma si fa di tutto: psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva fino a scienza dell\u2019affettivit\u00e0, che \u00e8 un titolo che trovo francamente repellente per i motivi che dicevo prima. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando leggo che persino il ministro Moratti ha introdotto corsi di convivenza civile e di affettivit\u00e0 rimango orripilato, perch\u00e9 questo \u00e8 zapaterismo, cio\u00e8 l\u2019idea che \u00e8 lo Stato che forma. Io ho una concezione diversa: lo Stato deve fornire le conoscenze, la famiglia fornisce l\u2019insegnamento civile, morale, etico e affettivo. Se la famiglia non ce la fa perch\u00e9 \u00e8 in crisi si facciano politiche di sostegno alla famiglia, ma non \u00e8 un buon motivo per produrre questo sbandamento pazzesco per cui alla famiglia da un lato le si sottrae questo ruolo perch\u00e9 \u00e8 delegato alla scuola e dall\u2019altro la si chiama a fare scelte di curriculum scolastico che non \u00e8 in grado di fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo eccesso di libert\u00e0 di scelta porta infatti poi la famiglia a decidere cosa deve fare il figlio. Io sono favorevolissimo alla libert\u00e0 di insegnamento ma quando leggo certe proposte di libanizzazione della scuola \u2013 non saprei come chiamarle altrimenti \u2013 i cui si afferma che la famiglia deve avere il diritto di mandare il proprio figlio uno alla scuola cattolica, uno alla scuola comunista, un altro a quella in cui si insegna il darwinismo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No. Sono in totale disaccordo con questo e penso che una scuola seria \u00e8 una scuola che fornisce elementi critici, in cui si spiega cos\u2019\u00e8 il darwinismo, cos\u2019\u00e8 la teoria dell\u2019evoluzione mostrandola in modo non dogmatico ma anche con i suoi elementi critici e anche il creazionismo o il disegno intelligente; quello che volete ma in modo critico. Penso che se uno nasce in una famiglia di fascisti e sia costretto ad andare in una scuola fascista sia un\u2019idea terrificante. Uno deve andare in una scuola che gli offre delle opportunit\u00e0 e non ci deve essere questa libanizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-33489\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/matematica.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>A mio avviso tutte queste idee che stanno dilagando sono terribili e quello che abbiamo di fronte \u00e8 un intreccio infernale, e l\u2019ho vissuto in questi mesi in cui sono stato chiamato dal ministro Fioroni ad entrare nella commissione per il miglioramento dell\u2019insegnamento della matematica. Ci sono entrato di malavoglia, chiedendo come condizione che fosse una commissione con pochi pedagogisti e molti competenti disciplinari. Questo era stato garantito e all\u2019inizio eravamo in dodici, poi il numero \u00e8 lievitato a trentadue. Capite che una commissione per la sola matematica di trentadue persone, in cui quando ci si riunisce si parla col microfono in un salone immenso \u00e8 una cosa che porta da nessuna parte. In questa commissione ne ho sentite di tutti i colori e ho capito benissimo l\u2019intreccio che abbiamo di fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intreccio che strangola oggi la scuola e tutto il settore dell\u2019istruzione \u00e8 per l\u2019appunto il connubio tra sindacato, consulenti ministeriali, per lo pi\u00f9 pedagogisti e didatti vari, e burocrazia ministeriale in un ricatto reciproco: i consulenti naturalmente sono contenti di avere tutto il potere che deriva da queste posizioni e dal fatto che possono creare altri organismi che si moltiplicano in una sorta di scatole cinesi, autoreferenziali e occasione di spreco di denaro pubblico; i sindacati ricattano a loro volta i dirigenti ministeriali, perch\u00e9 ne ricattano le carriere. Io sono pessimista e credo che solo un ministro capace di vedere le cose in faccia e spezzare come un nodo gordiano questa situazione potr\u00e0 cambiare la situazione; altrimenti non ne veniamo fuori, perch\u00e9 la cosa drammatica \u00e8 l\u2019insistenza sulla metodologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri su un articolo del <em>Corriere della Sera<\/em> il direttore Attilio Oliva dell\u2019associazione Treelle di Confindustria &#8211; altra responsabile della cosa perch\u00e9 Confindustria non ha mai dato una lira per la ricerca scientifica ma spende soldi per predicare quello che l\u2019Universit\u00e0 dovrebbe fare per i propri tornaconti personali \u2013 chiedeva tutta una serie di cose di metodo, cio\u00e8 autonomia, riduzione a trenta delle ore di insegnamento, e altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io vorrei chiedere a tutte queste persone: avete mai letto le indicazioni ministeriali per l\u2019insegnamento? Perch\u00e9 i programmi non esistono pi\u00f9. E\u2019 la prima cosa che ho scoperto quando sono entrato nella commissione di cui prima accennavo. Quando ho chiesto di parlare dei programmi di matematica mi hanno risposto: no! \u201cprogrammi\u201d \u00e8 una parola vietata, perch\u00e9 \u00e8 impositiva; si pu\u00f2 parlare solo di indicazioni nazionali, poi i programmi si fanno in classe. In questo modo ho appreso anche chi fa i programmi, perch\u00e9 i programmi si devono pur fare: le case editrici, le quali fanno pessimi libri in cui troviamo di tutto. Poi quando apriamo le indicazioni ministeriali troviamo cose orribili, come in quelle di Fioroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-14516\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/scienza-araba.jpg\" alt=\"\" width=\"205\" height=\"200\" \/>Credo sappiate tutti cos\u2019\u00e8 il Teorema di Pitagora, ebbene nelle indicazioni ministeriali si parla del \u201cTeorema di Pitagora e le sue applicazioni alla matematica\u201d, ebbene vorrei sapere il Terema di Pitagora cos\u2019\u00e8, una ricetta di cucina? Oppure quando questi alti burocrati ministeriali l\u2019altro giorno alla fine della discussione mi hanno consegnato le indicazioni ministeriali per la scuola superiore, come se fossero una cosa grandiosa, le ho aperte e tra le indicazioni per l\u2019asse scientifico tecnologico ci ho trovato scritto: \u201ccompetenze: l\u2019allievo deve saper riconoscere nelle varie situazioni reali la presenza di concetti di sistema e di complessit\u00e0 e le sue applicazioni\u201d; non le loro ma le sue, quindi anche un errore di grammatica clamoroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi conosce un poco queste cose sa che il concetto di complessit\u00e0 \u00e8 controversissimo e sul fronte della ricerca ciascuno la pensa in un modo e c\u2019\u00e8 addirittura chi nega alla complessit\u00e0 un qualsiasi senso scientifico. Comunque sia, si tratta di una questione assolutamente aperta nel mondo scientifico e ora voi pensate se a un povero ragazzo di 14 anni si possa chiedere, per una cosa che neanche uno scienziato pu\u00f2 sapere che significa, di andare a riconoscere le situazioni di complessit\u00e0. Ma chi ha scritto questa cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella discussione con questi signori ad uno di questi ho detto che avrei voluto tanto conoscere chi era quel cretino \u2013 era proprio lui &#8211; che ha scritto la geografia per le indicazioni delle scuole elementari, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 scritto questo: al termine delle elementari il ragazzo deve essere in grado di fare un piccolo progetto sulla compatibilit\u00e0 della presenza antropica nell\u2019ambiente in determinate situazioni. Vorrei sapere chi \u00e8 stato il cretino che ha scritto questo perch\u00e9 se uno d\u00e0 un argomento del genere come tesi di laurea \u00e8 gi\u00e0 un argomento molto difficile, poich\u00e9 sappiamo bene quali discussioni ci sono sull\u2019effetto serra, e via dicendo. E lui: \u201c ah ma no, io lo faccio nella mia scuola\u2026\u201d. Non ho voluto indagare ulteriormente ma ribadisco che \u00e8 una cosa indecente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, la scuola \u00e8 in queste mani; \u00e8 questo il vero problema e se non ci ribelliamo tutti ne va dei nostri figli e del nostro futuro, perch\u00e9 se si continua con questa gente che sta riproponendosi come consulente per i prossimi governi con queste idee dell\u2019autoapprendimento, delle conoscenze che non valgono niente perch\u00e9 irrilevanti di fronte alle competenze \u2013 e loro non sanno neanche cosa voglia dire \u201ccompetenze\u201d, perch\u00e8 anche su questo potrei palare \u2013 non abbiamo molto futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Seguono una serie di interventi dalla platea. Riportiamo le repliche del relatore:<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-35158 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/aula_scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"149\" \/>I temi sono tanti ma mi soffermo un attimo sul tema della scuola come utenza, che non mi sarebbe dispiaciuto affrontare. Un altro dei drammi \u00e8 questa idea della scuola come azienda e su questo ho litigato con molta gente che crede ormai a questa cosa e dice: perch\u00e9 mai la scuola non \u00e8 un\u2019impresa, un\u2019azienda? Perch\u00e9 \u00e8 un\u2019alta cosa. Perch\u00e9 la Chiesa non \u00e8 un\u2019azienda. C\u2019\u00e8 una bella differenza tra la Fiat e una caserma della Finanza. La caserma della Finanza deve pure obbedire a criteri di razionalit\u00e0 nella gestione ma certo non ha come fine la produzione di oggetti; fa un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola meglio ancora. La scuola trasmette conoscenza e la conoscenza non \u00e8 un prodotto. Se uno pensa che la conoscenza sia un prodotto arriva a quelle conclusioni, perch\u00e9 \u00e8 la stessa cosa che andare in un supermercato o alla Posta. Se al supermercato compro una scatola di pomodori e la trovo rancida torno l\u00e0 e faccio una scenata e se alla Posta mi fanno fare la fila senza mai arrivare perch\u00e9 l\u2019impiegato si gira i pollici mi arrabbio; ma a scuola no. Non \u00e8 possibile che se vado a scuola come studente e faccio una cattiva prestazione mi devo pure lamentare perch\u00e9 la scuola non mi fornisce il prodotto giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa invece oggi \u00e8 la mentalit\u00e0. Non \u00e8 una patologia purtroppo che lo studente o peggio \u2013 perch\u00e9 spesso accade anche questo \u2013 che il padre o ladre vadano a scuola a schiaffeggiare l\u2019insegnante perch\u00e9 la mentalit\u00e0 \u00e8 quella: io mando il figlio a scuola e deve fare quello che gli pare perch\u00e9, poverino, senn\u00f2 si stanca o si stressa; deve poter telefonare, fumare e se alla fine dell\u2019anno no ha ottenuto il risultato \u00e8 colpa della scuola che non funziona, quindi riprendo anche a botte. Questo \u00e8 il risultato dell\u2019idea della scuola come azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola non \u00e8 un\u2019azienda, quindi deve insegnare; in primo luogo dei doveri anche se lo studente ha certamente alcuni diritti: di non essere picchiato, a ricevere l\u2019insegnamento\u2026 e altri diritti di questo tipo; poi basta. Non ne ha altri. Invece ha moltissimi doveri; molti pi\u00f9 doveri che diritti e questo \u00e8 il punto. E questo porta al secondo tema: se noi non vediamo la scuola in questo modo ma come un servizio \u00e8 chiaro che andiamo verso una rapida decadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35376\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"159\" \/>Non dico che dovremmo pendere a modello la scuola Orientale; sappiamo bene che in Giappone o in Corea del Sud non solo si alzano in piedi quando entra l\u2019insegnante ma la scuola \u00e8 militarizzata, come la fabbrica e questo per noi \u00e8 forse troppo. Per\u00f2 \u00e8 evidente che se non restauriamo un modello in cui esiste non l\u2019autoritarismo ma l\u2019autorit\u00e0 a scuola, la disciplina, il rigore e il senso del dovere abbiamo perso l battaglia, perch\u00e9 non trasmettiamo pi\u00f9 principi, non trasmettiamo pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E arriviamo al grande tema della conoscenza. Non credo sia ineluttabile, tanto per cominciare, la transizione verso un modello di conoscenza basata su comunicazioni diverse come il computer. In Italia ad esempio non credo ci troviamo in una situazione particolarmente diversa da quella degli altri paesi, perch\u00e9 purtroppo \u00e8 tutto l\u2019Occidente che in questo momento \u00e8 nel dramma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia la situazione \u00e8 drammatica, in Spagna pure e si fanno le cose pi\u00f9 folli. Il governo Zapatero ha introdotto nelle scuola il principio del diritto dell\u2019allievo a sbagliare. Che uno sbagli \u00e8 ovvio ma attribuire il diritto di dire che due pi\u00f9 due fa cinque no! Tutto l\u2019Occidente dunque \u00e8 in questo dramma ma \u00e8 anche vero che in Italia abbiamo la tendenza ad adottare dei modelli in ritardo, quando gi\u00e0 hanno manifestato il loro fallimento altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-36113\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/libri_scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Ad esempio abbiamo adottato per l\u2019insegnamento della matematica la teoria degli insiemi, che ancora oggi insegniamo, quando in Francia dopo averla sperimentata per sei, sette anni e aver visto che era un disastro sono tornati a Euclide, al vecchio. Anche questa \u00e8 una malattia italiana: sentirsi sempre dire che non si pu\u00f2 tornare indietro. Perch\u00e9 non si pu\u00f2 tornare indietro? Se cammino in un sentiero di montagna e finisco davanti ad un burrone torno indietro, altrimenti sono un pazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi riprese dello studio della matematica nelle varie fasi storiche sono state il riprendere in mano Euclide. Quando si fece l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, che era un disastro dal punto di vista scientifico, frammentata e senza universit\u00e0, si \u00e8 ricominciato a studiare la matematica con Euclide, cio\u00e8 roba di duemila anni prima. E\u2019 cos\u00ec che si fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi rispetto al computer stiamo sbagliando, perch\u00e9 nelle scuole americane \u2013 che pure sono disastratissime \u2013 stanno togliendo i computer dato che hanno cominciato a capire che non va. E\u2019 vero, mio figlio lo usa gi\u00e0 meglio di me e i ragazzi sono pi\u00f9 bravi di noi in questo ma il ridicolo della proposta della scuola delle tre \u201cI\u201d sta nel fatto che Internet \u00e8 una stupidaggine che qualsiasi bambino impara ad usare a otto anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro usare il computer in modo serio, cio\u00e8 per apprendere, \u00e8 un altro paio di maniche. Usare il computer per fare modelli scientifici o cose di questo tipo \u00e8 roba che si fa a malapena all\u2019Universit\u00e0. Che senso ha tutto questo? Il computer \u00e8 una macchina vuota che non ha nulla dentro, se non i programmi che ci mettiamo e la capacit\u00e0 di usarli, che \u00e8 una cosa estremamente complessa e non \u00e8 roba da scuola ma roba che si comincia a malapena a fare all\u2019universit\u00e0. Credo questo si sia capito e che pian piano ci si sia resi conto che i bambini usano il computer come una calcolatrice, quindi non sanno pi\u00f9 fare tre per cinque e allora negli Stati Uniti hanno cominciato a toglierli dalle classi mentre noi abbiamo politici che fanno campagne elettorali dicendo di voler mettere un computer in ogni classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono convintissimo che il problema sia la passione per la conoscenza. Se non c\u2019\u00e8 passione per la conoscenza non c\u2019\u00e8 scuola a questo mondo che potr\u00e0 funzionare. Io non so per\u00f2 se questo \u00e8 pessimista o ottimista ma le fasi storiche dimostrano che nel corso delle civilt\u00e0 ci sono state fasi di declino in cui la cultura \u00e8 stata addirittura distrutta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensate a quello che \u00e8 successo nel VI secolo, quando dopo varie persecuzioni operate anche dal mondo cristiano nei confronti ella scienza, in cui si bruciavano le biblioteche che contenevano i testi greci in quanto pagane. Poi vennero gli arabi e fecero il resto. Ad Alessandria fu bruciata anche la pi\u00f9 grande biblioteca della storia, dove per sei mesi con i rotoli dei papiri ci scaldarono i bagni pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26692\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/scienza-araba.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"199\" \/>Poi sempre gli arabi hanno riscoperto la cultura, si sono letti Aristotele, Euclide, Archimede ed \u00e8 rinata la cultura. Non \u00e8 detto che anche a noi accada questo; magari saranno gli indiani o altri a riscoprire la nostra cultura. Io in un certo senso sono ottimista, perch\u00e9 sono profondamente convinto che gli esseri umani non possano vivere senza la spinta alla conoscenza e la passione di sapere ma non \u00e8 detto che siano sempre gli stessi a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento noi in Occidente e in particolare in Europa siamo ad una svolta drammatica: decidere se vogliamo ancora noi ad essere una civilt\u00e0 portante o andare verso il declino. Allora qualcun altro prender\u00e0 i nostri testi, si legger\u00e0 Einstein o Freud, non so, e andr\u00e0 avanti. Quando leggo l\u2019articolo di Severino, l\u2019altro ieri sul <em>Corriere della Sera<\/em>, il quale dice che l\u2019Europa ce la far\u00e0 perch\u00e9 ha la scienza e la filosofia penso che da una parte dice una cosa giusta e dall\u2019altra una cosa sbagliata, perch\u00e9 fa un discorso astratto. Severino cio\u00e8 non sa cos\u2019\u00e8 la scienza oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se lui ragionasse nei termini di quel che \u00e8 la scienza oggi non direbbe questo, perch\u00e9 purtroppo esiste un declino della scienza come conoscenza per cui il meccanismo cos\u00ec prodigioso che lui vede, secondo il quale la conoscenza astratta genera tecnologia e progresso, \u00e8 il modello che ha fatto grande l\u2019Europa dal \u2018600 al \u2018900. Oggi questo modello \u00e8 in crisi: facciamo bricolage tecnologico e non pi\u00f9 cultura, gli industriali non sono capaci di vederlo e chiedono continuamente all\u2019Universit\u00e0 prodotti subito utilizzabili, senza capire che la grandezza della scienza occidentale al contrario \u00e8 stata di aver saputo fare speculazione disinteressata, da cui sono nate grandi scoperte che hanno portato a grandi rivoluzioni tecnologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il computer non \u00e8 stato fatto manipolando circuiti ma pensando una grande idea di carattere concettuale: simulare il funzionamento della rete neuronale. Non era un\u2019idea pratica ma un\u2019idea teorica. Se perdiamo tutto questo qualcun altro lo riprender\u00e0 prima o poi ma noi andremo verso il declino. O capiamo la posta in gioco oppure secondo me abbiamo chiuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per terminare, sono convinto ci voglia una lingua di trasmissione come \u00e8 stata in fondo il latino in altri tempi, per\u00f2 cerchiamo di capire oggi che cosa pu\u00f2 significare l\u2019inglese in un contesto in cui esistono molte culture con lingue che hanno una struttura e una corposit\u00e0 considerevole, come il francese, l\u2019italiano, il tedesco. Che l\u2019inglese sia inevitabilmente la lingua di comunicazione scientifica, della matematica, della fisica, della chimica, lo capisco. Che l\u2019inglese possa diventare la lingua comune, come una sorta di esperanto, laddove non si usano soltanto quattrocento o cinquecento parole \u2013 che possono andar bene per scrivere un testo di matematica ma non certo per fare letteratura- francamente lo trovo improponibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-11564\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/homeschooling.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/homeschooling.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/homeschooling-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/>Pensare che solo l\u2019inglese sia la chiave, rinunciamo alle culture specifiche nazionali e andiamo sicuramente al disastro. In fondo nell\u2019Ottocento c\u2019era l\u2019abitudine, anche in ambiente scientifico, di scrivere nella propria lingua e gli scienziati si leggevano reciprocamente. Abbiamo perso questa capacit\u00e0 e pazienza ma non perdiamola a livello culturale. Questo \u00e8 il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019<em>impact factor <\/em>ritengo sia un discorso particolare e complesso ma pu\u00f2 funzionare bene in certi ambiti, soprattutto in quello delle scienze mediche, ma poi basta. In matematica e fisica non funziona proprio. Poi sono convinto che bisogna stare attenti alle valutazioni troppo quantitative; non credo nella possibilit\u00e0 di quantificare troppo il soggettivo. Tornando al discorso generale sulle valutazioni credo sia molto pi\u00f9 intelligente anzich\u00e9 introdurre tanti parametri fasulli fare valutazioni qualitative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio perch\u00e9 non si potrebbe, come fanno in Francia e Inghilterra, valutare la performance di una scuola inviando una commissione composta da docenti presi da diverse scuole d\u2019Italia, che sta una settimana, interroga i docenti, entra in una classe e sente gli studenti, guarda i programmi, guarda i libri e alla fine fa un rapporto verbale con un giudizio. E\u2019 mille volte meglio che andare con delle schede e griglie di valutazione inventate docimologi fasulli e cominciare a mettere crocette, anche perch\u00e9 chi vuole mettere idee proprie nella scheda di valutazione e non sa come farlo finisce che la falsa. Meglio il giudizio esplicito con verbale e magari anche un voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019attuale situazione \u00e8 importante anche la resistenza degli insegnanti. Un altro episodio che vorrei citare \u2013 siamo alla fine della serata e la possiamo buttare sugli aneddoti \u2013 \u00e8 che a seguito dell\u2019appello alla ripresa del merito di cui parlavo in apertura l\u2019altra sera l\u2019ex ministro Berlinguer in una manifestazione elettorale ha attaccato violentissimamente questo appello dicendo che chi l\u2019aveva scritto era un relitto del passato gentiliano, condannato dalla storia e aveva un\u2019influenza nociva in quanto invitava gli insegnanti a resistere contro le innovazioni didattiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo lui \u00e8 questo il dramma, perch\u00e9 \u2013 diceva lui \u2013 \u201cla scuola elementare l\u2019abbiamo abbastanza sistemata\u201d, sostenendo questa tesi incredibile secondo cui \u201cnella scuola elementare si \u00e8 riconciliato l\u2019emisfero destro con l\u2019emisfero sinistro\u201d. Per lui infatti secondo le teorie psicometriche l\u2019apprendimento funziona bene quando c\u2019\u00e8 riconciliazione dell\u2019emisfero destro con l\u2019emisfero sinistro del cervello. Dalle medie in su resiste ancora \u2013 sempre secondo Berlinguer \u2013 l\u2019insegnamento <em>ex catedra<\/em> e riduttivista degli insegnanti \u201cche non riusciamo a piegare\u201d. E questo devo dire mi ha molto consolato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-36134\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/pedagogia_moderna.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/>L\u2019idea delle competenze \u00e8 difesa dalla sinistra a spada tratta e tra l\u2019altro i pedagogisti sono quasi tutti di sinistra. I consulenti del ministro Moratti erano quasi tutti gli stessi del ministro Berlinguer ma poich\u00e9 la destra \u00e8 culturalmente pi\u00f9 debole se li prende perch\u00e9 non sa che fare. Costoro per\u00f2 stanno portando avanti la mentalit\u00e0 egualitarista del Sessantotto e se leggete i loro libri, come quello di Roberto Maragliano, che \u00e8 stato consulente della Moratti, sostengono esplicitamente che per realizzare l\u2019egualitarismo che il Sessantotto voleva bisogna distruggere completamente la figura dell\u2019insegnante, perch\u00e9 \u00e8 quella che provoca appunto una situazione di meritocrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo me la destra non \u00e8 che ha idee diverse, semplicemente non ne ha e quindi prende queste stesse idee ma con la pretesa di voler in qualche modo servire l\u2019individuo. In realt\u00e0 \u00e8 il contrario, perch\u00e9 questo servire l\u2019individuo \u00e8 fatto con la mentalit\u00e0 dell\u2019aziendalismo. Quando allora esce un manifesto come quello che abbiamo fatto, che contiene due sole stupidissime parole, sulle quali non si capisce come tutti non debbano essere d\u2019accordo e cio\u00e8: merito e responsabilit\u00e0 &#8211; il che non \u00e8 niente, dato che ci sarebbe ben altro da dire \u2013 scoppia il finimondo e si viene insultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un modo o nell\u2019altro in Italia, ma anche in Francia o Germania, abbiamo una scuola di Stato che copre la quasi totalit\u00e0 dell\u2019istruzione e non \u00e8 pensabile che nell\u2019arco di pochi anni, per quanto si voglia stimolare lo sviluppo della scuola privata, questa riesca a raggiungere pi\u00f9 del 10% della popolazione. Cerchiamo di essere realisti: se non si riesce a mettere le mani in modo serio sulla scuola entro dieci anni collassa tutto; crediamo veramente in dieci anni di riuscire a mettere in piedi una frazione superiore al 10% di scuola privata? No, quindi dobbiamo subito mettere le mani su questa scuola pubblica e dire due cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 che non c\u2019\u00e8 alcun morivo per cui non debba funzionare, visto che alla fin fine il modello della scuola pubblica \u00e8 stato inventato in Europa ed \u00e8 stato copiato dappertutto. E perch\u00e9 non funzione? Qui insisto: non si parla mai di contenuti e di quello che viene trasmesso ma si fanno continuamente architetture metodologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34598\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/scuola_Usa.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"144\" \/>C\u2019\u00e8 un altro esempio che deve far riflettere. Un articolo del <em>Wall Street journal<\/em> uscito quindici giorni fa parlava dell\u2019esperienza americana \u2013 dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 scuola privata che da noi &#8211; dicendo che l\u00e0 usano largamente il sistema dei buoni scuola, dei quali si parla anche da noi pr tentare di introdurre un principio di concorrenza per migliorare la scuola pubblica. Questo \u00e8 anche il loro problema, perch\u00e9 hanno una scuola pubblica che \u00e8 molto peggiore della nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo spiegava come il sistema non ha funzionato, dato che ha introdotto elementi di concorrenza troppo deboli, che non sono bastati. Nello stato del Massachusetts invece si sono stufati e hanno deciso di piantarla con le competenze, le abilit\u00e0 e tutto il ciarpame pedagoghese che ci sta intossicando da anni per tornare alla scuola disciplinare. Le ultime rilevazioni compite sui cinquanta stati americani danno il Massachusetts al primo posto. Vorr\u00e0 pur dire qualcosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo pedagogisti pronti a rientrare come consulenti che sostengono l\u2019idea della scuola olistica. Faccio il nome: Bertagna sostiene che nella scuola non si debbano insegnare discipline \u2013 e non c\u2019\u00e8 niente da fare, \u00e8 fissato e ci sono altre persone che lo ascoltano \u2013 ma che si debba lasciar perdere la suddivisione in discipline per dare un insegnamento globale, olistico, tutto mescolato; una specie di zuppa complessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi capite che questo lo pu\u00f2 dire uno che non ha alcuna competenza specifica, tanto a lui che importa? E\u2019 un superdisciplinare che si occupa della meta-disciplina. Ma volete dirmi un momento della storia dell\u2019umanit\u00e0 in cui \u00e8 esistita la cultura senza discipline? Un tempo c\u2019era il Trivio, il quadrivio; cambiano i confini disciplinari nel tempo ma come si fa a non avere discipline? Se non vinciamo su questo fronte abbiamo chiuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esempio americano dimostra che questa \u00e8 la via principale. Poi sono d\u2019accordo sui buoni scuola, sull\u2019introdurre una certa liberalizzazione, sia chiaro entro certi limiti ben determinati, ma non illudiamoci che questo risolver\u00e0 la situazione. Tuttavia se andiamo a dire tutto ci\u00f2 in altri consessi si viene letteralmente linciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono assolutamente convinto che nel consesso del sistema italiano dell\u2019istruzione la maggioranza la pensa come noi, ma oramai esiste una oligarchia, che ha preso le posizioni di potere, la quale pensa invece queste cose e le pensa per ragioni di opportunismo dato che in questo modo difende ovviamente il suo interesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Israel testo non rivisto dal relatore\u00a0di una conferenza che si \u00e8 tenuta a Pisa<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/chi-sono-i-nemici-della-scienza\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":38562,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[233],"class_list":["post-38560","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scuola-ed-educazione","tag-scuola","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Chi sono i nemici della scienza? 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