{"id":3756,"date":"2010-03-25T00:00:00","date_gmt":"2010-03-24T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-07-01T09:22:40","modified_gmt":"2016-07-01T07:22:40","slug":"vivere-intensamente-il-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/vivere-intensamente-il-reale\/","title":{"rendered":"Vivere intensamente il reale"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_35538\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-35538\" class=\"wp-image-35538\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Luigi_Giussani.jpg\" alt=\"Luigi_Giussani\" width=\"250\" height=\"184\" \/><p id=\"caption-attachment-35538\" class=\"wp-caption-text\">don Luigi Giussani<\/p><\/div>\n<p><strong>La rivista del Clero Italiano <\/strong>febbraio 2010<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II carisma educativo di don Luigi Giussani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In occasione del quinto anniversario della scomparsa di don Luigi Giussani (22 febbraio 2010), presentiamo un&#8217;interessante riflessione di don Juli\u00e0n Carr\u00f3n, successore di don Giussani alla guida del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione e docente di Introduzione alla Teologia presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il testo, che pubblichiamo per gentile concessione dell&#8217;Editrice La Scuola, riproduce I&#8217;Introduzione a L. Giussani, Vivere intensamente il reale. Scritti sull&#8217;educazione (1) (Brescia 2010, a cura dello stesso J. Carr\u00f3n) e riassume efficacemente le linee guida dell&#8217;ispirazione educativa del sacerdote milanese, che trovano fondamento nella fiducia verso la capacit\u00e0 umana di arrivare al fondo del mistero del reale comprendendone la profonda natura religiosa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si innesta qui la sollecitazione alla libert\u00e0 delle coscienze giovanili che don Giussani sapeva, con singolare genio, ridestare. E trova qui lo sfondo di senso la proposta della fede che testimonia Ges\u00f9 Cristo quale rivelazione gratuita e definitiva del Mistero. La figura di don Giussani si aggiunge cos\u00ec a quelle di Giuseppe Lazzati e don Lorenzo Milani, rievocate sulla Rivista nei mesi scorsi, contribuendo ad arricchire quei riferimenti esemplari che aiutano la comunit\u00e0 cristiana a fronteggiare l&#8217;odierna \u00abemergenza educativa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Juli\u00e0n Carr\u00f3n<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>L&#8217;educazione come provocazione della libert\u00e0<\/strong><\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino dalla prima ora di scuola ho sempre detto: \u00abNon sono qui perch\u00e9 voi riteniate come vostre le idee che vi do io, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dir\u00f2. E le cose che io vi dir\u00f2 sono un&#8217;esperienza che \u00e8 l&#8217;esito di un lungo passato: duemila anni\u00bb. Il rispetto di questo metodo ha caratterizzato fin dall&#8217;inizio il nostro impegno educativo, indicandone con chiarezza lo scopo: mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la mia formazione in famiglia e in seminario prima, per la mia meditazione dopo, mi ero profondamente persuaso che una fede che non potesse essere reperita e trovata nell&#8217;esperienza presente, confermata da essa, utile a rispondere alle sue esigenze, non sarebbe stata una fede in grado di resistere in un mondo dove tutto, tutto, diceva e dice l&#8217;opposto; tanto \u00e8 vero che perfino la teologia, per parecchio tempo, \u00e8 stata vittima di questo cedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita e, quindi &#8211; questo \u201cquindi\u201d \u00e8 importante per me -, dimostrare la razionalit\u00e0 della fede, implica un concetto preciso di razionalit\u00e0. Dire che la fede esalta la razionalit\u00e0, vuoi dire che la fede corrisponde alle esigenze fondamentali e originali del cuore di ogni uomo. La Bibbia, infatti, invece della parola \u201crazionalit\u00e0\u201d, usa la parola \u201ccuore\u201d. La fede, dunque, risponde alle esigenze originali del cuore dell&#8217;uomo, uguale in tutti: esigenza di vero, di bello, di bene, di giusto (del giusto!), di amore, di soddisfazione totale di s\u00e9 (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo brano di don Giussani, tratto da uno dei suoi libri pi\u00f9 noti, descrive quale fosse l&#8217;originalit\u00e0 della sua posizione nei confronti dei giovani, cos\u00ec come emerse fin dalla prima ora di insegnamento della religione cattolica, che lui chiamava \u00abscuola di religione\u00bb: una fiducia totale. Molti anni dopo afferm\u00f2 che nel lungo arco della sua vita aveva scommesso tutto sulla \u00ablibert\u00e0 pura\u00bb di chiunque avesse incontrato &#8211; e si possono contare a decine di migliaia le persone che aveva conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a immaginare quale stima un uomo debba nutrire per l&#8217;umanit\u00e0 di chi incontra sul suo cammino per rischiare tutto su di essa. Come \u00e8 raro trovare uomini cos\u00ec, oggi! Proprio a causa di questa mancanza siamo arrivati a parlare di \u00abemergenza educativa\u00bb, tanto che la Chiesa italiana ha appena lanciato un programma decennale dedicato al tema dell&#8217;educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come osserva il prof. Giorgio Chiosso, \u00abproprio il senso e la forza della libert\u00e0 dell&#8217;uomo stanno al centro della riflessione religioso-educativa di Luigi Giussani, una delle pi\u00f9 recenti ed esplicite reinterpretazioni dell&#8217;educazione cristiana come percorso sapienziale\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fiducia di don Giussani trovava fondamento nel riconoscimento della capacit\u00e0 critica dei suoi allievi, cio\u00e8 di quella risorsa che la natura mette dentro ogni persona affinch\u00e8 possa rendersi conto della realt\u00e0 fino alla scoperta del suo significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall&#8217;inizio del suo impegno con gli studenti milanesi, a met\u00e0 degli anni Cinquanta &#8211; prima come assistente della giovent\u00f9 femminile e maschile di Azione Cattolica e poi come insegnante nel liceo Berchet -, Giussani ebbe chiaro che l&#8217;unico modo per rispondere alla sfida di un mondo che andava nella direzione opposta a quella della tradizione &#8211; e per il quale la fede e la ragione erano come due rette che non si sarebbero mai potute incontrare &#8211; era di indicare un metodo per cui le parole cristiane tornassero a essere una risposta convincente alla vita dei giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo educativo di don Giussani non era quello di ripetere idee giuste, piuttosto il tentativo di ridestare qualcosa che c&#8217;era nell&#8217;altro, provocandone la libert\u00e0. Questo era il suo modo di fare compagnia ai ragazzi, di essere loro amico. Il suo era un richiamo a quel fascio di esigenze ed evidenze originali del cuore &#8211; esigenze di verit\u00e0, di bellezza, di giustizia, di felicit\u00e0 &#8211; e un invito a un paragone continuo con esse. E per realizzare questo utilizzava tutto ci\u00f2 che il genio dell&#8217;umanit\u00e0 aveva prodotto, dalla musica alla poesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un testo, tra i tanti di Giussani, che descrive il percorso di questa conoscenza. Il capitolo decimo de <em>II senso religioso<\/em>. In esso si esprime il suo \u201cgenio\u201d educativo, come un accompagnare dentro la profondit\u00e0 della realt\u00e0 fino alla scoperta di un <em>quid <\/em>ultimo che la costituisce. Tutto parte dal rapporto con la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 agisce sulla ragione dell&#8217;uomo come un invito a scoprire il significato di tutto ci\u00f2 in cui si imbatte. Interrompere questa dinamica \u00e8 come bloccare la conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il modo con cui il reale si presenta a me \u00e8 sollecitazione a qualche cosa d&#8217;altro. [&#8230;] Il reale mi sollecita [&#8230;] a ricercare qualche cosa d&#8217;altro, oltre quello che immediatamente mi appare. La realt\u00e0 afferra la nostra coscienza in maniera tale che questa pre-sente e percepisce qualche cosa d&#8217;altro. Di fronte al mare, alla terra e al ciclo e a tutte le cose che si muovono in esso, io non sto impassibile, sono animato, mosso, commosso da quel che vedo, e questa messa in moto \u00e8 per una ricerca di qualcosa d&#8217;altro <\/em>(4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della stessa concezione che si pu\u00f2 scorgere in un poeta come Eugenio Montale: \u00abSotto l&#8217;azzurro fitto \/ del cielo qualche uccello di mare se ne va; \/ n\u00e9 sosta mai: perch\u00e9 tutte le immagini portano scritto: \/ &#8220;pi\u00f9 in l\u00e0!&#8221;\u00bb (5). E questa \u00e8 l&#8217;immagine di William Shakespeare: \u00abMostrami una amante che sia pur bellissima; che altro \u00e8 la sua bellezza, se non un consiglio ove io legga il nome di colei che di quella bellissima \u00e8 pi\u00f9 bella?\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giussani osserva che questa dinamica del segno non \u00e8 completa, se non giunge sino al suo culmine: il riconoscimento stupefatto della realt\u00e0 del Mistero che fa tutte le cose. \u00abIl vertice della conquista della ragione \u00e8 la percezione di un esistente ignoto, irraggiungibile, cui tutto il movimento dell&#8217;uomo \u00e8 destinato, perch\u00e9 anche ne dipende. \u00c8 l&#8217;idea di <em>mistero<\/em>\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora: \u00abII mondo \u00e8 un segno. La realt\u00e0 richiama a un&#8217;Altra. La ragione, per essere fedele alla natura sua e di tale richiamo, \u00e8 costretta ad ammettere l&#8217;esistenza di qualcosa d&#8217;altro che sottende tutto, e che lo spiega\u00bb (8). \u00c8 questo che infiamm\u00f2 Giussani di Leopardi quando lo accost\u00f2 per la prima volta negli anni del seminario: \u00abRaggio divino al mio pensiero apparve, \/ donna, la tua belt\u00e0\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 estremamente significativa la corrispondenza di questa posizione di Giussani con le preoccupazioni di un suo antico vescovo, quel Giovanni Battista Montini &#8211; futuro Paolo VI &#8211; che nella sua lettera pastorale per la Quaresima del 1957, intitolata <em>Sul senso religioso<\/em>, scriveva: \u00abII senso religioso \u00e8 un&#8217;attitudine naturale dell&#8217;essere umano a percepire qualche nostra relazione con la divinit\u00e0 [&#8230;], come l&#8217;apertura dell&#8217;uomo verso Dio, l&#8217;inclinazione dell&#8217;uomo verso il suo principio e verso il suo ultimo destino\u00bb, fino a definirlo \u00absintesi dello spirito\u00bb e sottolineando che \u00abnostra missione dev&#8217;essere la restaurazione del senso religioso\u00bb, da troppo tempo &#8211; il termine \u00e8 dello stesso Montini &#8211; \u00abtrascurato\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa una preoccupazione che mostra quanto fosse gi\u00e0 allora, e quanto sia ancora pi\u00f9 urgente, oggi il bisogno di educazione, cos\u00ec come la definisce Josef Andreas Jungmann, ripreso da Giussani: educare \u00e8 \u00abintrodurre alla realt\u00e0, in definitiva alla realt\u00e0 totale\u00bb (11). Tutti dobbiamo renderci conto di quanto sia necessario ritrovare la passione per una ragione intesa come esigenza di totalit\u00e0 per introdurre un giovane &#8211; e anche un adulto &#8211; alla realt\u00e0 nella sua interezza, senza censurare nulla e senza tagliare via alcun pezzo di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa introduzione alla realt\u00e0 esige la presenza di qualcuno che viva la propria ragione come esigenza inesauribile di totalit\u00e0, secondo quanto afferm\u00f2 all&#8217;inizio degli anni Settanta l&#8217;allora cardinale Karol Wojtyla: \u00ab\u00c8 propria della persona la capacit\u00e0 di cogliere questo bene, e in particolare di coglierlo quando la persona diviene soggetto dell&#8217;azione, la capacit\u00e0 di coglierlo nell&#8217;atto\u00bb (12). Per questo sono pi\u00f9 che mai necessarie persone che siano testimoni, e non semplicemente dispensatori di istruzioni per l&#8217;uso, testimoni che mostrino in atto un uso adeguato della ragione. Come osserva ancora il prof. Chiosso, in Giussani l<em>&#8216;educazione si configura perci\u00f2 sempre come \u00abla proposta di una risposta\u00bb, da vivere come un evento personale in cui interagiscono affettivit\u00e0, intelligenza, comunione con gli altri, apertura al trascendente <\/em>(13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riportare al senso ultimo della realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un episodio degli anni in cui Giussani insegnava al liceo Berchet. Lo ha raccontato lui stesso in varie occasioni. Si tratta di un esempio di un&#8217;educazione che spalanca l&#8217;io, fino a condurlo a intravedere il fondo ultimo e misterioso delle cose:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando insegnavo in prima liceo [&#8230;], andavo da casa mia al Berchet con in braccio un giradischi [&#8230;] e poi facevo sentire Chopin, Beethoven&#8230; Uno dei primi che ho fatto sentire \u00e8 stato questo concerto [per violino e orchestra] di Beethoven [&#8230;], dove c&#8217;\u00e8 il refrain che ho chiamato della comunit\u00e0, quando tutta l&#8217;orchestra entra e ha sempre la stessa melodia, poi per tre volte il violino, che rappresenta la singolarit\u00e0, prende la fuga e va per il suo destino, fin quando, stanco, \u00e8 ripreso dal tema melodico dell&#8217;orchestra intera&#8230; quando c&#8217;\u00e8 stato il pezzo che abbiamo sentito, nell&#8217;aula di quella prima E dove c&#8217;era assoluto silenzio, una ragazza che era al primo banco, qui a destra, che si chiamava Milene Di Gioia \u2014 me la ricordo ancora \u2014, improvvisamente \u00e8 scoppiata in un pianto dirotto, che non riusciva pi\u00f9 a frenare [&#8230;]. Lo struggimento che il tema fondamentale genera \u2014 struggimento tale che una sensibilit\u00e0 come quella della Milene l&#8217;ha fatta scoppiare in pianto &#8211; questo struggimento \u00e8 l&#8217;emblema dell&#8217;attesa di Dio che ha l&#8217;uomo<\/em> (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando insegnavo religione a Madrid, un giorno accompagnai i miei studenti a visitare il planetario; di ritorno domandai loro da che cosa fossero stati colpiti di pi\u00f9. In breve la lavagna fu riempita di domande: non si domandavano quante fossero le stelle o le galassie, ma chi aveva fatto tutto ci\u00f2 che avevano osservato, se ne siamo i padroni, che senso avesse l&#8217;intero universo. Fu per me un&#8217;esperienza impressionante: il ciclo stellato aveva ridestato nei miei studenti la domanda sul significato ultimo della realt\u00e0, come accade al pastore errante dell&#8217;Asia di Leopardi, il poeta che don Giussani chiamava \u00abamico\u00bb, da lui citato per tutta la vita e del quale parla anche in questa antologia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E quando miro in cielo arder le stelle; \/ Dico fra me pensando: \/ A che tante facelle? \/ Che fa l&#8217;aria infinita, e quel profondo \/ Infinito seren? che vuoi dir questa \/ Solitudine immensa? ed io che sono?<\/em> (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Giussani educatore si identifica con questa sua capacit\u00e0 di ridestare nell&#8217;io il desiderio di qualcosa di bello, di vero e di grande, proprio a partire dall&#8217;incontro con la realt\u00e0, in qualche modo \u201cconsegnandosi\u201d ai suoi studenti e poi alle migliaia di adulti che lo hanno seguito in questi cinquant&#8217;anni. Egli \u00e8 stato di fronte a loro &#8211; e a noi &#8211; da uomo, li &#8211; e ci &#8211; ha sfidati a verificare la proposta cristiana come adeguata a degli esseri ragionevoli. Tanti hanno accolto il suo invito e questo li ha messi nelle condizioni migliori per dare un contributo al benessere del popolo, secondo la pi\u00f9 autentica tradizione cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Allargare la ragione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come servirsi della ragione, come impegnare il desiderio, l&#8217;affezione e la speranza? Questo interrogativo \u00e8 fondamentale per chiunque, non solo per i cristiani. Anzi, i cristiani sono esattamente uomini che hanno riconosciuto la fede come interessante per la loro umanit\u00e0. Don Giussani ha messo in gioco in questa sfida entusiasmante la sua reputazione di uomo e di sacerdote: testimoniare con la sua stessa vita che essere uomini \u00e8 \u00abvivere intensamente il reale\u00bb &#8211; per citare una sua tipica espressione, contenuta ne <em>Il senso religioso<\/em> -, cercando il significato di tutto; e che essere cristiani non significa essere un po&#8217; meno uomini, con alcuni desideri di meno e molte regole morali in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella proposta di don Giussani il cristianesimo costituisce l&#8217;esperienza di una umanit\u00e0 raggiunta e comunicata. Egli presenta la fede in familiarit\u00e0 con la ragione, come qualcosa che appartiene alla natura dell&#8217;uomo. Ecco le sue parole:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La scuola di religione mi ha dato questa intuizione e questa passione: l&#8217;intuizione che la fede ha innanzitutto bisogno di dimostrare la sua familiarit\u00e0 con la ragione in tutta la sua consequenzialit\u00e0, l&#8217;intuizione cio\u00e8 della ragionevolezza della fede, della fede come la cosa pi\u00f9 ragionevole che ci sia e, quindi, come la cosa pi\u00f9 umana che ci sia. Perch\u00e9 [&#8230;] la ragione \u00e8 esigenza, passione ed esigenza di conoscenza di tutto, della totalit\u00e0 [&#8230;]. Una ragione viva \u00e8 una ragione totalizzante come orizzonte di tensione, come pretesa di sapere<\/em> (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo sono convinto che il tentativo di don Giussani pu\u00f2 dare un contributo positivo anche a questa nostra epoca che ha rinunciato alla ricerca del vero e nella quale la fede \u00e8 stata ridotta a un vago sentimentalismo o a un&#8217;etica. All&#8217;inizio degli anni Cinquanta egli aveva scorto i segni di una crisi che ora tutti riconoscono &#8211; si parla, come abbiamo detto, di \u00abemergenza educativa\u00bb -. Per tanto tempo si \u00e8 pensato che fosse sufficiente insegnare ai ragazzi la matematica o la lingua italiana, invece che suggerire la strada per entrare nel reale, il che ha generato una terribile indifferenza, un&#8217;incapacit\u00e0 di interessarsi a qualunque cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il contesto in cui un adulto si trova ad assolvere il proprio compito educativo, tanto pi\u00f9 chi \u00e8 impegnato nella scuola. Immaginiamo un insegnante che al mattino entri in classe carico della domanda se avr\u00e0 la possibilit\u00e0, insegnando, di destare un qualche interesse nei ragazzi, cos\u00ec da aiutarli a guardare e ad affrontare la realt\u00e0 in un modo vero, con uno sguardo positivo sulle persone e sulle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell&#8217;insegnante si rende ben conto che un discorso non \u00e8 sufficiente per accendere il loro interesse. Don Giussani inizi\u00f2 la sua avventura nella scuola, salendo i gradini del Berchet proprio per questo: egli voleva insegnare ai suoi studenti un metodo che ne allargasse la ragione e che consentisse loro di fare una strada, crescendo come uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giussani ha testimoniato che cosa significa \u00aballargare la ragione\u00bb &#8211; una ragione intesa come una finestra spalancata sulla realt\u00e0 -, e lo ha fatto valorizzando tutto ci\u00f2 che di bello, di vero e di buono incontrava. \u00c8 la medesima preoccupazione che vediamo proposta di continuo da Benedetto XVI. Da questo punto di vista, \u00e8 singolare &#8211; e altamente significativo &#8211; che siano proprio due uomini di Chiesa a difendere un uso della ragione non sottomesso ad alcun dogmatismo &#8211; clericale o laicista che sia -, e che lo facciano senza temere incomprensioni e critiche anche aspre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fronteggiare l&#8217;emergenza educativa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sono i testimoni di cui oggi abbiamo bisogno per rispondere all&#8217;emergenza educativa. Giovani e adulti, nessuno escluso, non vincono lo scetticismo e l&#8217;indifferenza sulla vita &#8211; finendo inesorabilmente in quel nichilismo che divora ogni traccia di umanit\u00e0 e di desiderio &#8211; perch\u00e9 qualcuno spiega loro astrattamente le cose, ma se si imbattono in qualcuno la cui vita documenta una pienezza di umanit\u00e0 che appare come qualcosa di desiderabile per se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce lo ricorda don Giussani:\u00a0<em>L&#8217;incontro [&#8230;] ha la caratteristica di una novit\u00e0 e di un valore senza pari. Ma attraverso una frase, una parola, un gesto vediamo affiorare nella realt\u00e0 presente l&#8217;incontro con una tradizione che ha le sue radici nei secoli. L&#8217;incontro con quella comunit\u00e0 o quel compagno, cio\u00e8, ci comunica un annuncio che sgorga da una vita di secoli, dalla tradizione <\/em>(17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando intraprese la strada dell&#8217;insegnamento nelle scuole medie superiori di Milano, il che lo port\u00f2 di l\u00ec a pochi anni ad abbandonare la carriera teologica, intendeva proporre ci\u00f2 che lo aveva raggiunto ed entusiasmato prima in famiglia e poi in quella grande scuola che fu per lui il seminario di Venegono: Cristo come risposta alle esigenze del cuore di ogni uomo, \u00abcentro del cosmo e della storia\u00bb, Cristo come il risolutore della crisi che affligge l&#8217;uomo contemporaneo, per il quale tutto sembra finire nel nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gli scrisse Giovanni Paolo II in occasione del ventesimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternit\u00e0 di Comunione e Liberazione,\u00a0<em>l&#8217;uomo non smette mai di cercare: quando \u00e8 segnato dal dramma della violenza, della solitudine e dell&#8217;insignif\u00eccanza, come quando vive nella serenit\u00e0 e nella gioia, egli continua a cercare. L&#8217;unica risposta che pu\u00f2 appagarlo acquietando questa sua ricerca gli viene dall&#8217;incontro con Colui che \u00e8 alla sorgente del suo essere e del suo operare. Il movimento, pertanto, ha voluto e vuole indicare non una strada, ma la strada per arrivare alla soluzione di questo dramma esistenziale. La strada, quante volte Ella lo ha affermato, \u00e8 Cristo. Egli \u00e8 la Via, la Verit\u00e0 e la Vita, che raggiunge la persona nella quotidianit\u00e0 della sua esistenza. La scoperta di questa strada avviene normalmente grazie alla mediazione di altri esseri umani. Segnati mediante il dono della fede dall&#8217;incontro con il Redentore, i credenti sono chiamati a diventare eco dell&#8217;avvenimento di Cristo, a diventare essi stessi \u201cavvenimento\u201d. Il cristianesimo, prima di essere un insieme di dottrine o una regola per la salvezza, \u00e8 pertanto l \u201cavvenimento\u201d di un incontro. \u00c8 questa l&#8217;intuizione e l&#8217;esperienza che Ella ha trasmesso in questi anni a tante persone che hanno aderito al movimento <\/em>(18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un carisma ancora attuale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora l&#8217;incontro col carisma di don Giussani per tanti in Italia e nel mondo; egli ha tracciato una strada che non legava a s\u00e9: lo ha ricordato l&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger nell&#8217;omelia per il suo funerale nel Duomo di Milano, quando disse che\u00a0<em>don Giussani realmente voleva non avere per s\u00e9 la vita, ma ha dato la vita, e proprio cos\u00ec ha trovato la vita non solo per s\u00e9, ma per tanti altri. Ha realizzato quanto abbiamo sentito nel Vangelo: non voleva essere un padrone, voleva servire, era un fedele servitore del Vangelo, ha distribuito tutta la ricchezza del suo cuore, ha distribuito la ricchezza divina del Vangelo, della quale era penetrato e, servendo cos\u00ec, dando la vita, questa sua vita ha portato un frutto ricco &#8211; come vediamo in questo momento -, \u00e8 divenuto realmente padre di molti e, avendo guidato le persone non a s\u00e9, ma a Cristo, proprio ha guadagnato i cuori, ha aiutato a migliorare il mondo, ad aprire le porte del mondo per il cielo (19).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo Giussani si \u00e8 fatto compagno di chiunque, senza mai sostituirsi alla libert\u00e0 di coloro con cui entrava in rapporto. Al contrario, egli ha sempre sfidato la ragione con una proposta di fronte alla quale bisognava prendere posizione, sia che vi si aderisse sia che la si rifiutasse. Questa \u00e8 stata anche l&#8217;unica ragione per cui da lui \u00e8 nato quel tentativo di educazione alla fede chiamato <em>Comunione e<\/em> <em>Liberazione:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>II motivo che ci muove e che giustifica la nostra diffusione non \u00e8 in noi, ma\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00e8 al fondo di noi, l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 un Altro [con la A maiuscola], Colui che adoriamo. Noi vogliamo realizzare non un nostro partito, non un nostro progetto, ma qualcosa d&#8217;altro, di puro, di netto, che non dipende da noi, ma da Colui che ci ha fatti. Per questo l&#8217;incontro accettato con semplicit\u00e0 ci da una grande libert\u00e0 di spirito che non ci fa mai fermare, che ci fa agire indipendentemente dalla nostra cultura o dalla nostra scaltrezza, al di sopra perfino del nostro cuore. Questa fede, questa sicurezza l&#8217;abbiamo perch\u00e9 un Altro agisce in noi. La nostra libert\u00e0 \u00e8 quella semplicit\u00e0 e ingenuit\u00e0 per cui non ci stancheremo mai di rivolgerci a chiunque, di ripetere a chiunque l&#8217;invito a quell&#8217;incontro, che \u00e8 definitivo nella vita di un uomo<\/em> (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede che don Giussani ha proposto nasceva in lui dalla coscienza che Dio, per aiutare l&#8217;uomo a scoprire il significato di tutto, si \u00e8 incarnato, \u00e8 diventato uomo, un giovane uomo nato nella stirpe di Davide, che camminava per le strade polverose della Galilea, col quale ci si poteva sedere a tavola per bere e mangiare. Infatti\u00a0<em>il cristianesimo \u00e8 un nuovo modo di vivere questo mondo. \u00c8 un tipo di vita nuova: non rappresenta innanzitutto alcune esperienze particolari, alcuni modi, gesti accanto ad altri, alcune espressioni o parole da aggiungere al solito vocabolario: [&#8230;] il cristiano guarda tutta la realt\u00e0 come chi non \u00e8 crstiano, ma ci\u00f2 che la realt\u00e0 gli dice \u00e8 diverso, ed egli reagisce in modo diverso <\/em>(21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ho incontrato don Giussani, \u00e8 stato proprio questo che mi ha \u201cconquistato\u201d: la possibilit\u00e0 di entrare nel reale come verifica della fede. Fino ad allora pensavo di perdere tempo seguendo la direttiva dei miei superiori, che invece di lasciarmi dedicare alle mie ricerche scientifiche mi costringevano a fare il professore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dopo quell&#8217;incontro tutto si \u00e8 fatto pi\u00f9 chiaro in me: insegnando, avevo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di fare la verifica della fede. Per questo \u00e8 nata in me una gratitudine per quei dieci anni di scuola, perch\u00e9 mi hanno permesso di andare a vedere se la fede era veramente un modo nuovo di conoscere la realt\u00e0. E mi sono scoperto pi\u00f9 certo, pi\u00f9 contento e pi\u00f9 libero. Oggi sono grato a don Giussani che mi ha consentito di fare un cammino umano, cio\u00e8 di rendermi conto della portata della fede &#8211; che non \u00e8 appena un&#8217;ispirazione sentimentale o un insieme di valori pur giusti &#8211; nella vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;educazione, ci dice Giussani, non \u00e8 una spiegazione del reale, ma \u00e8 un aiuto a entrare dentro di esso. Se vogliamo introdurre i giovani al reale, non possiamo farlo \u00abguardando i tori dagli spalti\u00bb. Possiamo farlo solo se noi per primi facciamo il percorso che proponiamo agli altri: se i giovani vedono la vittoria nel nostro volto di adulti, nel modo come agiamo e viviamo, potranno interessarsi a quello che diciamo loro, e forse potr\u00e0 venire loro il desiderio di vivere cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva don Giussani: \u00abL&#8217;educazione \u00e8 una comunicazione di s\u00e9, cio\u00e8 del proprio modo di rapportarsi con il reale\u00bb. \u00c8 decisiva questa affermazione, perch\u00e9 chiarisce che comunicazione di s\u00e9 non \u00e8 esternare i propri pensieri, ma il proprio modo di rapportarsi col reale, perch\u00e9 \u00abl&#8217;uomo \u00e8, infatti, una modalit\u00e0 vivente di <em>rapporto con il reale<\/em>\u00bb (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo don Giussani diceva che \u00ab<em>l&#8217;inizio \u00e8 una presenza che si impone<\/em>. L&#8217;inizio \u00e8 una provocazione, ma non al \u201ccervello\u201d, [&#8230;] [ma] <em>alla nostra vita<\/em>; ci\u00f2 che non \u00e8 provocazione alla vita ci fa perdere tempo, energia e ci impedisce la vera gioia\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una preoccupazione costante in don Giussani. Infatti dice:\u00a0<em>II cristianesimo \u00e8 l&#8217;annuncio di Dio incarnato, e questo non significa solo dire che Dio ha preso carne, ma anche che si \u00e8 reso immanente, organico al tempo, allo spazio, alla storia. Allora bisogna essere dentro nella trama normale e nella modalit\u00e0 con cui la societ\u00e0, con un potere che entra dovunque [&#8230;], coinvolge l&#8217;individuo e lo condiziona manipolandolo per i suoi scopi; bisogna esser dentro, nell&#8217;ambiente; bisogna essere organici al mondo nella sua concretezza capillare. [&#8230;] Presenza vuoi dire essere con tutta la propria umanit\u00e0 dentro l&#8217;ambiente <\/em>(24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristo ci interessa sopra ogni altra cosa perch\u00e9 ci consente di stare nella realt\u00e0, qualunque sia la circostanza in cui siamo collocati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Si tratta di un&#8217;antologia di testi di don Giussani, edita nella collana \u201cMaestri\u201d, diretta da Fulvio De Giorgi e Luciano Pazzaglia.<\/p>\n<div><strong>2)<\/strong> L. Giussani, <em>II rischio educativo<\/em>, Rizzoli, Milano 2005, pp. 20-21.<\/div>\n<div><strong>3)<\/strong> G. Chiosso, <em>Teorie dell&#8217;educazione e della formazione<\/em>, Mondadori Universit\u00e0, Milano\u00a02004, p. 126<\/div>\n<div><strong>4)<\/strong> L. Giussani, <em>II senso religioso<\/em>, Bur, Milano 2006, p. 153.<\/div>\n<div><strong>5)<\/strong> E. Montale, \u00abMaestrale\u00bb, vv. 17-20.<\/div>\n<div><strong>6)<\/strong> W. Shakespeare, <em>Romeo e Giulietta<\/em>, atto I, scena I.<\/div>\n<div><strong>7)<\/strong> L. Giussani<em>, II senso religioso<\/em>, cit., p. 162.<\/div>\n<div><strong>8)<\/strong> <em>Ibi<\/em> p. 195.<\/div>\n<div><strong>9)<\/strong> G. Leopardi, \u00abAspasia\u00bb, in <em>Cara belt\u00e0<\/em>, Bur, Milano 2005, p. 86.<\/div>\n<div><strong>10)<\/strong> G.B. Montini &#8211; L. Giussani, <em>Sul senso religioso,<\/em> Bur, Milano 2009, pp. 49-60.<\/div>\n<div><strong>11)<\/strong> J.A. Jungmann, <em>Christus als Mittelpunkt religioser Erziehung<\/em>, Herder &amp; Co. Verlagsbuchhandlung, Freiburg im Breisgau 1939, p. 5.<\/div>\n<div><strong>12)<\/strong> K. Wojtyla, <em>L\u2019uomo nel campo della responsabilit\u00e0<\/em>, Bompiani, Milano 2002, p. 129.<\/div>\n<div><strong>13)<\/strong> G. Chiosso, <em>Teorie dell&#8217;educazione e della formazione<\/em>, cit., p. 128.<\/div>\n<div><strong>14)<\/strong> L. Giussani, <em>Si pu\u00f2 vivere cos\u00ec?,<\/em> BUR Saggi, Milano 2009, pp. 300-301.<\/div>\n<div><strong>15)<\/strong> G. Leopardi, \u00abCanto notturno di un pastore errante dell&#8217;Asia\u00bb, in <em>Cara belt\u00e0<\/em>, cit., p. 69.<\/div>\n<div><strong>16)<\/strong> 1994, Archivio di CL.<\/div>\n<div><strong>17)<\/strong> L. Giussani<em>, Il\u00a0 cammino al vero \u00e8 un&#8217;esperienza<\/em>, BUR Saggi, Milano 2008, p. 141.<\/div>\n<div><strong>18)<\/strong> Giovanni Paolo II, Lettera dell&#8217;11 Febbraio 2002 pubblicata in L. Giussani, <em>L&#8217;opera del movimento. La Fraternit\u00e0 di Comunione e Liberazione<\/em>, San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2002, pp. 5-6.<\/div>\n<div><strong>19)<\/strong> \u00abInnamorato di Cristo\u00bb, omelia dell&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger, presente al funerale a nome del Santo Padre nel Duomo di Milano il 24 febbraio 2005, \u00abTracce Litterae-Communionis\u00bb, 3 (2005), pp. 20-21.<\/div>\n<div><strong>20)<\/strong> L. Giussani, 11 cammino al vero \u00e8 un&#8217;esperienza, cit., p. 142.<\/div>\n<div><strong>21)<\/strong> Iti, p. 139.<\/div>\n<div><strong>22)<\/strong> L. Giussani, <em>II rischio educativo<\/em>, SEI, Torino 1995, p. 84.<\/div>\n<div><strong>23)<\/strong> <em>Ibi<\/em>, p. 62.<\/div>\n<div><strong>24)<\/strong> Ibidem.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivista del Clero Italiano febbraio 2010 II carisma educativo di don Luigi Giussani In occasione del quinto anniversario della scomparsa di don Luigi Giussani (22 febbraio 2010), presentiamo un&#8217;interessante riflessione di don Juli\u00e0n Carr\u00f3n, successore di don Giussani alla guida del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione e docente di Introduzione alla Teologia presso &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/vivere-intensamente-il-reale\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35538,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[234,1738],"class_list":["post-3756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","tag-educazione","tag-luigi-giussani","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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