{"id":37089,"date":"2017-02-02T00:00:23","date_gmt":"2017-02-01T23:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=37089"},"modified":"2017-01-26T16:43:25","modified_gmt":"2017-01-26T15:43:25","slug":"dopo-marx-i-mille-volti-dellideologia-progressista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/dopo-marx-i-mille-volti-dellideologia-progressista\/","title":{"rendered":"Dopo Marx, i mille volti dell\u2019ideologia progressista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/culturaeidentita.altervista.org\/\" target=\"_blank\">Cultura&amp;Identit\u00e0<\/a><a href=\"http:\/\/culturaeidentita.altervista.org\/\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-37090\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/progressismo.jpg\" alt=\"progressismo\" width=\"250\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/progressismo.jpg 308w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/progressismo-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>.<\/strong> Rivista di studi conservatori<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Anno VIII nuova serie n. 13 \u00a030 settembre 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una riflessione sul ruolo di surroga del marxismo, tramontato alla fine degli anni 1980, svolto dalla multiforme ideologia progressista che sta corrodendo sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 l\u2019ethos occidentale, modificando il senso comune e deformando gli ordinamenti legislativi dei principali Stati <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Giulio Sodi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Morale ed etica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morale ed etica, termini spesso usati indistintamente, si riferiscono entrambi alla scelta, virtuosa o meno, che l\u2019uomo opera fra diverse alternative. In effetti, per\u00f2, i due termini hanno un significato considerevolmente diverso: in primo luogo l\u2019etica, oltre a considerare gli elementi della morale \u2014 norme e principi a cui riferirsi \u2014, sviluppa una riflessione speculativa sugli stessi ricercandone logica e fondamenti; da ci\u00f2 deriva anche il fatto che la morale si riferisce prevalentemente all\u2019aspetto personale o di gruppi limitati di persone, mentre l\u2019etica \u00e8 riferibile ad aggregati sociali pi\u00f9 complessi e che esercitano una qualche autonomia di giudizio o decisionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si fa un gran parlare di laicit\u00e0 dello Stato, proprio a porre l\u2019accento sull\u2019indipendenza di quest\u2019ultimo rispetto ai valori posti dalla religione e dalla morale che a essa si ispira. Tanto che questa separazione sembra un principio scontato e indiscutibile: ma non \u00e8 stato sempre cos\u00ec, anzi, a ben vedere si tratta di un fenomeno assai recente nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Possiamo dire che da sempre gli aggregati sociali sono stati caratterizzati da una comune discendenza etnica e da una medesima credenza religiosa che invariabilmente costituiva anche il fondamento dell\u2019apparato normativo: era il caso dei cosiddetti Stati a ordinamento confessionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione di religione di Stato non aveva neppure ragione di esistere perch\u00e9 era scontato e \u201cnaturale\u201d che vi fosse una perfetta identificazione fra popolo, religione e legge civile. Niente di pi\u00f9 eloquente, al proposito, il fatto che il popolo ebreo abbia chiamato, da sempre, i suoi testi sacri \u2014 o almeno una loro parte \u2014 \u201cla Legge\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi nei Paesi orientali, ove la religione, soprattutto islamica, \u00e8 fortemente diffusa, condivisa e radicata, la legge dello Stato si identifica \u2014 o quantomeno vi si ispira in maniera maggiore o minore a seconda dei casi \u2014 con il precetto religioso. Ma anche in Europa \u2014 per avere idea di quanto questa condizione si sia protratta nel tempo \u2014 basta ricordare che, ancora nel XVI-XVII secolo, a seguito del diffondersi della Riforma luterana e delle successive guerre di religione \u2014 la Guerra dei Trent\u2019Anni si \u00e8 protratta dal 1618 al 1648 \u2014, era cos\u00ec inconcepibile che uno Stato non avesse un\u2019unica religione, che si afferm\u00f2 il principio del \u201ccuius regio, eius religio\u201d, secondo cui il popolo avrebbe dovuto aderire al credo del suo principe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motivo per cui \u00e8 capitato che un popolo, in epoche passate, abbia perso la sua identit\u00e0 religiosa \u2014 cui invariabilmente conseguiva il grave rischio di perdere anche l\u2019identit\u00e0 culturale \u2014 \u00e8 stato essenzialmente il mescolarsi dei popoli, per lo pi\u00f9 a seguito di dominazioni sub\u00ecte o anche inflitte. In epoca pi\u00f9 recente, invece, a partire dall\u2019illuminismo, almeno in Occidente, si \u00e8 assistito a un processo di secolarizzazione senza precedenti, che ha fatto s\u00ec che lo spirito \u201claico\u201d, spesso affiancato da un\u2019adesione alla religione solo abitudinaria o formale, si diffondesse al punto che non \u00e8 stata neppure pi\u00f9 pensabile un\u2019influenza diretta dei precetti religiosi nel processo di formazione delle leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morale ed etica, dunque, concernono entrambe la scelta del bene ma, all\u2019atto pratico, la prima riguarda le scelte soggettive, mentre l\u2019etica \u00e8, potremmo dire, la risultante sociale dei comportamenti soggettivi. Altra conseguenza della distinzione fra morale ed etica \u00e8 la sua portata pratica, nel senso che la scelta individuale fra il bene ed il male non esaurisce i suoi effetti riguardo il rapporto fra due individui ma ha riflessi anche verso altri: da qui il compito etico dell\u2019autorit\u00e0 politica Stato di perseguire, comunque, il bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare un esempio, di fronte a un fatto violento, chi lo ha ingiustamente sub\u00ecto pu\u00f2 scegliere di perdonare, ma questo perdono rientra nella sfera morale e ha effetto esclusivamente nel rapporto fra la persona offesa e l\u2019autore dell\u2019offesa stessa; l\u2019autorit\u00e0 politica, invece, dovr\u00e0 assolvere la funzione etica di perseguire il bene comune e, per fare ci\u00f2, dovr\u00e0 anche non solo reprimere ma anche rieducare il colpevole ed evitare che questi possa essere ulteriormente pregiudizievole per altre persone come anche costituire un deterrente per evitare che altri possano compiere gesti analoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, quando tutti i consociati condividono lo stesso credo, non vi sono particolari dubbi su che cosa sia il bene e quale sia l\u2019etica che risulta; quando invece i consociati non sono accomunati da uno stesso credo \u2014 per esempio perch\u00e9 appartenenti a varie religioni o atei o \u201claici\u201d, ecc. \u2014, vi saranno anche differenze di vedute rispetto a quale sia il bene stesso; lo Stato moderno cosiddetto \u201claico\u201d \u2014 o il gruppo sociale \u2014 sar\u00e0 quindi caratterizzato da un\u2019etica risultante che, come minimo, dovrebbe essere il frutto del compromesso, per rispondere alla diverse concezioni della morale dei singoli o di ciascun gruppo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDovrebbe essere\u201d, ho detto seguendo il filo logico del ragionamento, e questo sarebbe gi\u00e0 un buon punto di partenza, ma, in effetti, bisogna verificare se anche in pratica accada cos\u00ec, se effettivamente l\u2019etica sia la risultante delle diverse scelte morali dei singoli o se, invece, sia l\u2019etica dello Stato \u2014 o, meglio, della sua classe dirigente \u2014 che, anche approfittando della variet\u00e0 delle istanze morali, orienta la coscienza dei singoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato, infatti, almeno nei Paesi democratici, dovrebbe essere l\u2019espressione della volont\u00e0 del popolo e sarebbe grandemente auspicabile che fossero i principi morali del primo a fondare la sua etica e non viceversa, anche perch\u00e9 non vi \u00e8 alcuna garanzia della bont\u00e0 di un fondamento etico proposto autonomamente dallo Stato. Quando questo non avviene, e purtroppo ci\u00f2 accade sempre pi\u00f9 spesso, non possiamo che parlare di imposizione ideologica da parte di chi amministra il potere, con buona pace di ogni proclamata imparzialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva bisogna anche considerare che i fondamenti morali che caratterizzano una religione restano tali e validi indipendentemente da quest\u2019ultima. Ma, ciononostante, accade che, o per il fatto che sono dei precetti o per un preconcetto verso tutto ci\u00f2 che fa riferimento alla religione, nei Paesi democratici occidentali accade sempre pi\u00f9 spesso che essi vengano rifiutati pregiudizialmente quali fondamenti normativi. Quando accade che un principio morale, ancorch\u00e9 ampiamente condiviso, sia proposto quale indirizzo normativo da una qualche componente politica di ispirazione religiosa, questa lo potr\u00e0 fare solo se ne evidenzia la sua valenza sul piano naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Lo \u201cStato etico\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La distinzione fra morale ed etica assume particolare rilievo, nella nostra epoca, in quei Paesi occidentali caratterizzati da una diffusa secolarizzazione e che, anzi, si dichiarano fieri di essersi emancipati dai condizionamenti religiosi. Forse proprio per questo motivo si osserva come nella societ\u00e0 i valori di riferimento siano sempre pi\u00f9 difficili da individuare: infatti, se l\u2019adesione a una determinata confessione \u2014 che normalmente si caratterizza per precisi indirizzi morali \u2014 fosse condivisa dalla maggior parte delle persone, sarebbe inevitabile che anche l\u2019etica che s\u2019impone \u2014 spontaneamente o in forza di norme \u2014 nello Stato o nella collettivit\u00e0 fosse in qualche modo fondata sui valori di cui \u00e8 portatrice la religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva di una societ\u00e0 multi-etnica e multi-religiosa, ampiamente secolarizzata, \u00e8 invece difficile ispirare le norme ai principi, perch\u00e9 questi hanno di norma un fondamento religioso e, quando accade che questi vengano pregiudizialmente esclusi, diviene ancor pi\u00f9 difficile individuare quali siano gli altri valori cui rifarsi. L\u2019unico criterio residuo sembra essere, allora, quello di fare ricorso ai principi naturali che sono, per definizione, universali e immutabili. Tuttavia anche in questo caso l\u2019esperienza insegna quanto siano tutt\u2019altro che univoche le posizioni dei singoli rispetto a questi principi, anche a dispetto della loro presunta universalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla progressiva perdita della capacit\u00e0 di individuare valori certi che ispirino l\u2019attivit\u00e0 legislativa, fa riscontro quella tendenza moderna, tutt\u2019altro che morale, che contraddistingue molti governi degli Stati fondati sul modello democratico-rappresentativo, di impostare la loro attivit\u00e0 legislativa sul criterio della popolarit\u00e0 delle scelte, al fine di ottenere maggiori consensi elettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei Paesi il cui governo \u00e8 espresso con il metodo democratico-rappresentativo, infatti, si pu\u00f2 esercitare il potere solo con il consenso della maggioranza dei votanti. Se i pi\u00f9 sono mossi da stimoli egoistici, chi governa, se vuole mantenere il potere, non potr\u00e0 fare altro che adeguarsi, magari tentando di confondere le idee a quella parte dell\u2019elettorato meno attenta o meno impegnata che \u00e8 rimasta su posizioni diverse. Insomma, la terribile conseguenza di questo atteggiamento \u00e8 che nessuno ha pi\u00f9 la forza o la voglia di esercitare un vaglio morale sulla produzione normativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste dunque il rischio di una involuzione sociale dovuta al circolo vizioso secondo cui i singoli non s\u2019ispirano pi\u00f9 a valori ormai difficili da individuare, bens\u00ec a criteri egoistici e opportunistici, mentre chi governa non lo fa per gestire la cosa pubblica ma per la scelta, altrettanto opportunistica, di avere consensi elettorali che gli consentiranno di continuare a governare. In questa prospettiva si prospettano due rischi: il primo, altissimo, che lo Stato diventi incapace di ogni funzione etica e, se lo Stato perde la sua essenza, ossia servire il bene comune, la giungla \u00e8 dietro l\u2019angolo, con buona pace di millenni di civilt\u00e0 giuridica. Il secondo, forse ancora pi\u00f9 grave, \u00e8 che questo stato di cose alimenti il desiderio popolare di un governo autoritario, il quale, come insegna costantemente la storia, \u00e8 destinato a degenerare in tirannia o, ancora, che siano gli stessi organi di governo a strumentalizzare il malessere diffuso per ottenere lo stesso risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambi i casi sar\u00e0 l\u2019ideologia a trionfare, dapprima creandone i presupposti, quindi realizzandosi pienamente mediante una molto singolare forma di Stato etico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatta questa doverosa premessa viene da chiedersi: quali sono, invece, i valori e i presupposti cui si dovrebbe ispirare uno Stato \u201claico\u201d per definire l\u2019etica cui conformare le proprie leggi? Esclusa la religione \u2014 per i motivi che abbiamo visto \u2014 e la legge naturale \u2014 che \u00e8 sempre vista come scarsamente oggettiva e comunque vicina alla religione \u2014 si fatica a individuare che cosa rimanga per essere accettato come principio ispiratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario, allora, di recuperare il significato essenziale della politica ovvero quello di garantire la convivenza civile e il bene della citt\u00e0 (polis) e dei cittadini: insomma, un laicissimo bene comune. Ora, per perseguire questo scopo, occorre partire da un concetto il pi\u00f9 possibile condiviso in ordine a che cosa s\u2019intenda per bene comune. \u00c8 questo un aspetto determinante, perch\u00e9 se non viene stabilita una base comune da cui partire e su cui discutere, si apre la strada a una legislazione faziosa, che non solo non s\u2019ispira a valori religiosi \u2014 che almeno per il cristianesimo dovrebbero essere comunque orientati al bene \u2014, ma che neppure \u00e8 indirizzata al bene dei cittadini, n\u00e9, addirittura, fa la volont\u00e0 della maggioranza di questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realizzazione di quest\u2019obiettivo, per\u00f2, a dispetto di quanti auspicano provvedimenti risolutivi, passa attraverso un\u2019evoluzione culturale e morale che richiede tempi lunghissimi; l\u2019unico risultato che in tempi brevi \u00e8 non solo auspicabile, ma anche realizzabile, \u00e8 l\u2019inversione di tendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. L\u2019ideologia <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dizionario Treccani definisce l\u2019ideologia come il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, di valori che orientano un determinato gruppo sociale; altri dizionari precisano che costituisce la ragione d\u2019essere e il programma di un movimento politico o di un partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima precisazione \u00e8 importante, anche se non biunivocamente vera, nel senso che non necessariamente un partito politico si fonda su una ideologia, potendosi, per esempio, limitare ad avere lo scopo di amministrare bene la cosa pubblica senza per questo proporre modelli sociali nuovi o diversi da quelli esistenti. Ma \u00e8 sicuramente vero che per orientare un gruppo sociale secondo un modello definito, \u00e8 necessario operare anche attraverso i partiti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 della nuda definizione vi sono per\u00f2 altri elementi che all\u2019atto pratico contraddistinguono l\u2019ideologia, cos\u00ec come la forte caratterizzazione dei principi su cui si fonda e la determinazione con cui essa viene proposta o addirittura imposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro aspetto che non si evince dalla definizione \u00e8 se i principi, le opinioni e le rappresentazioni che costituiscono l\u2019ideologia debbano essere fra loro pi\u00f9 o meno legati e interdipendenti o indirizzati ad un fine comune. Qui pu\u00f2 venire in aiuto l\u2019esperienza storica, perch\u00e9, guardando alle due grandi ideologie che hanno contraddistinto buona parte del secolo scorso, il comunismo e il nazionalsocialismo, ci accorgiamo che, al di l\u00e0 dei numerosi aspetti peculiari, il fine \u00e8 stato, in entrambi i casi, uno solo: la creazione di una societ\u00e0 nuova, nel primo caso fondata sulla classe, nell\u2019altro sulla razza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 facile, guardando indietro nel tempo, comprendere come singoli atteggiamenti fossero riconducibili a un medesimo e ben preciso fine, non \u00e8 altrettanto agevole, oggi, individuare se esista e quale sia il fine ultimo e l\u2019elemento caratterizzante di comportamenti che vengono, anche oggi, comunque avvertiti come ideologici, cos\u00ec come \u00e8 particolarmente difficile \u2014 ma non meno importante \u2014 capire se vi sia una sorta di continuit\u00e0 fra le ideologie di ieri e quelle di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Destra e sinistra <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base delle ideologie del secolo scorso siamo tuttora abituati a distinguere sistemi di pensiero e dottrine come \u201cdi destra\u201d o \u201cdi sinistra\u201d, nonostante numerose apparenti contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda met\u00e0 del secolo scorso, infatti, oltre che dalle ideologie, \u00e8 stata caratterizzata dalla contrapposizione dei blocchi, che s\u2019identificavano con i rispettivi modelli ideologici: il comunismo e il capitalismo, quest\u2019ultimo spesso assimilato all\u2019imperialismo dai suoi detrattori. La rimozione del Muro di Berlino, nel 1989, ha segnato la fine del modello \u2014 ancorch\u00e9 non della realt\u00e0 \u2014 di Stato fondato sul comunismo. Dopo anni di guerra \u201cfredda\u201d o condotta a distanza attraverso altri Stati, il comunismo sovietico, paradossalmente, non era stato sconfitto sul campo, manu militari, bens\u00ec era crollato sotto il peso stesso della sua insostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina, l\u2019altra grande potenza mondiale, se pure non abbia mai formalmente rinnegato il comunismo, di fatto si \u00e8 da tempo convertita al modello economico capitalistico, sia pure mantenendo l\u2019assetto politico totalitario caratteristico dei Paesi comunisti. La considerazione che spontaneamente segue queste vicende \u00e8: finito il comunismo, \u00e8 finita anche l\u2019ideologia di sinistra su cui questo si fondava?<\/p>\n<p><strong><em>4.1<\/em><\/strong><em> L\u2019inversione dei poli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine del comunismo, per\u00f2, non vuole affatto dire fine di quell\u2019ideologia di sinistra che per lungo tempo siamo stati abituati a identificare con il comunismo: anzi, a ben vedere, l\u2019ideologia progressista si \u00e8 rigenerata come le sette teste dell\u2019Idra di Lerna, paradossalmente proprio in quei Paesi che si sono storicamente contrapposti al blocco comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fenomeni \u201cdi sinistra\u201d come il femminismo e la \u201cliberazione\u201d dei costumi, a lungo osteggiati nei Paesi occidentali e soprattutto negli Stati Uniti d\u2019America, oggi vi trovano i loro pi\u00f9 attivi sostenitori, anche a livello politico istituzionale.<\/p>\n<p><strong><em>4.2<\/em><\/strong> <em>\u00c8 finito il comunismo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alla domanda di esordio, dobbiamo rispondere che, se ancora oggi parliamo di ideologia di sinistra, la risposta evidentemente \u00e8 che essa non \u00e8 finita. Esistono tuttora comportamenti, orientamenti, azioni che, ovunque si manifestino, ciascuno \u00e8 capace di catalogare come di sinistra, anche se magari non ne sa individuare con certezza n\u00e9 l\u2019aspetto qualificante, n\u00e9 i principi e gli scopi comuni. Qualche esempio: \u00e8 di sinistra mettere in discussione il diritto di propriet\u00e0, ma \u00e8 percepito come di sinistra anche il movimento femminista, l\u2019animalismo o il pacifismo? Esiste qualcosa che accomuna queste posizioni? Che cos\u2019\u00e8 che fa s\u00ec che un\u2019idea o un comportamento siano istintivamente e universalmente catalogati come \u201cdi sinistra\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se vogliamo fare una elencazione, pur sommaria e incompleta, dei comportamenti normalmente ritenuti di sinistra possiamo citare: il principio di uguaglianza fra le persone \u2014 spinto talora fino al discapito della valorizzazione delle qualit\u00e0 e dell\u2019impegno personali: basti pensare al cosiddetto \u201csei politico\u201d dell\u2019epoca sessantottina o all\u2019avversione per la meritocrazia \u2014; la critica al concetto di propriet\u00e0 privata; il pacifismo indiscriminato; lo statalismo; la lotta per la liberalizzazione delle droghe; l\u2019eutanasia; il femminismo; la contraccezione; il divorzio; l\u2019aborto procurato; i cosiddetti \u201cdiritti civili\u201d \u2014 con questo termine sono ormai intesi unicamente i provvedimenti a favore delle persone omosessuali o di particolari orientamenti sessuali \u2014; l\u2019ecologismo; l\u2019animalismo; il sindacalismo statalista e ugualitaristico \u2014 soprattutto nelle sue manifestazioni pi\u00f9 intransigenti \u2014; l\u2019\u201ceducazione\u201d al gender; il secolarismo e la separazione fra Stato e Chiesa, solo per citare i pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di affrontare il problema del principio fondante dell\u2019ideologia di sinistra, per\u00f2, sar\u00e0 utile fare un piccolo excursus storico. La terminologia \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d \u00e8 stata usata per la prima volta nell\u2019epoca della Rivoluzione francese: nell\u2019assemblea degli Stati Generali indetta nel 1789 dal re di Francia Luigi XVI di Borbone (1754-1793) e nelle successive sedute dell\u2019Assemblea Nazionale, la parte politica conservatrice, favorevole a mantenere l\u2019ordine monarchico, sedeva alla destra nell\u2019aula parlamentare, dal lato opposto stavano i radicali, cio\u00e8 i rivoluzionari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da subito la sinistra francese si connot\u00f2 per il suo anticlericalismo, opponendosi all\u2019influenza della Chiesa francese e sostenendo la necessit\u00e0 della separazione fra Stato e Chiesa (1). Successivamente anche l\u2019ideologo comunista Karl Marx (1818-1883) sostenne che \u00ab<em>La religione \u00e8 il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. \u00c8 l\u2019oppio dei popoli<\/em>\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il credo professato dai bolscevichi nella Russia sovietica era che tutta la religione si sarebbe dovuta atrofizzare e il cristianesimo in quanto tale sarebbe dovuto essere estirpato e i bambini privati di qualsiasi istruzione religiosa al di fuori della loro casa. Nel 1918, dieci alti prelati della Chiesa ortodossa russa furono sommariamente fucilati con la spiegazione: \u00ab<em>Il potere sovietico continuer\u00e0 a sparare a questi signori fino a quando manderemo in frantumi e schiacceremo la criminale attivit\u00e0 controrivoluzionaria dei capi della Chiesa<\/em>\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storicamente, dunque, l\u2019ideologia di sinistra si \u00e8 caratterizzata per il suo anticlericalismo e per la sua avversione alla religione, sostanzialmente a quella cristiana, di gran lunga la pi\u00f9 diffusa in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo discorso \u00e8 tuttora attuale alla luce dei nuovi obiettivi dell\u2019ideologia progressista? Vi \u00e8 continuit\u00e0 fra l\u2019ateismo anticlericale del vecchio comunismo e l\u2019ideale antropocentrico della nuova sinistra? Basta ricercare il fondamento dei temi che caratterizzano questa ideologia per scoprire che il suo fine \u00e8 sempre quello di contraddire la religione, soprattutto il cristianesimo, o di creare i presupposti per destrutturare, ovvero demolire, il modello di societ\u00e0 che da questo \u00e8 ispirato. Insomma, esiste un filo \u2014 non a caso \u2014 rosso che lega la Rivoluzione francese e il modello socioculturale da questa imposto, ai nuovi obiettivi dell\u2019ideologia di sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accennato, sono questi, a mio avviso, alcuni degli aspetti caratterizzanti l\u2019ideologia di sinistra contemporanea.<\/p>\n<p><strong>a.<\/strong> <em>Il principio ugualitaristico<\/em>, insieme a \u201c<em>libert\u00e0<\/em>\u201d e \u201c<em>fraternit\u00e0<\/em>\u201d, \u00e8 il Leitmotiv della Rivoluzione francese e afferma molto semplicisticamente l\u2019uguaglianza di tutti gli uomini, senza per\u00f2 specificare uguaglianza in che cosa. Vi era bisogno di tale affermazione? Evidentemente s\u00ec, perch\u00e9 bisognava affermare un principio autonomo, che tentasse di superare quello gi\u00e0 da tempo sancito dal cristianesimo, che aveva nei fatti cambiato il corso della storia, proclamando non un\u2019uguaglianza tout court, ma l\u2019indefettibilit\u00e0 della dignit\u00e0 dell\u2019uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b.<\/strong> <em>La critica al diritto di propriet\u00e0 privata<\/em>, cavallo di battaglia del comunismo, \u00e8 avversa a un cardine del modello sociale ed economico della nostra societ\u00e0 ed \u00e8 stato spesso propagandato come affine al messaggio cristiano. L\u2019Antico Testamento ha, invece, sempre dato per scontato il diritto alla propriet\u00e0 individuale e, per la Chiesa Cattolica \u00ab[\u2026] <em>l\u2019appropriazione dei beni \u00e8 legittima al fine di garantire la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 delle persone, di aiutare ciascuno a soddisfare i propri bisogni fondamentali e i bisogni di coloro di cui ha la responsabilit\u00e0<\/em>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0c.\u00a0<\/strong><em>La contraccezione<\/em> \u00e8 un\u2019affermazione di principio tesa a esautorare la divinit\u00e0: sar\u00e0 l\u2019uomo, e non Dio, a decidere se far nascere i bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d.<\/strong><em> Il femminismo<\/em> e la legalizzazione del divorzio sono entrambi fattori di destrutturazione della societ\u00e0 costituita sul modello della famiglia tradizionale e patriarcale, istituzione che, ancorch\u00e9 pi\u00f9 antica della cultura cristiana, ne \u00e8 invece assurdamente ritenuta un retaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e.<\/strong> Gli asseriti diritti delle<em> persone omosessuali<\/em> o con <em>particolari orientamenti sessuali<\/em>, oltre a superare la valutazione sfavorevole che se ne ricava dalle sacre scritture e il giudizio di peccato che ne scaturisce, costituiscono uno strumento che, tendendo a equiparare le unioni omosessuali al matrimonio, mirano a banalizzare la forma naturale del consorzio familiare, cellula fondamentale della comunit\u00e0 umana in quanto \u00e8 in essa che da sempre si formano e vengono educati e allevatati i cittadini del futuro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>f.<\/strong> L\u2019\u201c<em>educazione<\/em>\u201d al \u201cgender\u201d, sulla scia dei \u201cdiritti\u201d del punto precedente, ha l\u2019obiettivo di destrutturare la societ\u00e0 rispetto ai fondamenti sessuati su cui da sempre \u00e8 stata costruita; inoltre, per le modalit\u00e0 con cui \u00e8 somministrata, tende a sottrarre la potest\u00e0 educativa ai genitori a favore di educatori ideologizzati anonimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>g.<\/strong><em> Il pacifismo e l\u2019antimilitarismo<\/em> hanno uno scopo anch\u2019esso destrutturante, in quanto di solito sono intesi a senso unico ovvero privare del potenziale militare gli stati nemici ignorando la proliferazione di armamenti di quelli amici: basti pensare all\u2019attivismo dei relativi movimenti all\u2019epoca della Guerra Fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>h.<\/strong> L\u2019avversione alla meritocrazia e lo <em>statalismo del sindacalismo intransigente<\/em> sono elementi che hanno notoriamente condizionato l\u2019efficienza sia degli Stati sia delle aziende, in maniera direttamente proporzionale al loro grado d\u2019ingerenza nel rapporto di lavoro: l\u2019obiettivo di queste tendenze \u00e8 ancora una volta la destrutturazione della societ\u00e0 tradizionale creando apparati economici e amministrativi inefficienti facilmente condizionabili da strutture politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>i.<\/strong> La secolarizzazione e la <em>separazione fra Stato e Chiesa <\/em>\u00e8 un elemento antico e strutturale dell\u2019ideologia della sinistra, gi\u00e0 illustrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>j.<\/strong> L\u2019<em>ecologismo<\/em> e l\u2019<em>animalismo<\/em> hanno come obiettivo, oltre il normale sentimento di rispetto per la natura che \u00e8 auspicabile che ognuno nutra e che \u00e8 affermato anche da molte religioni ivi compreso il cristianesimo, ancora una volta di banalizzare la preminenza dell\u2019uomo rispetto alle altre creature, sostenuto invece dai testi sacri (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>k.<\/strong> La <em>liberalizzazione delle droghe<\/em> \u00e8 indice della volont\u00e0 di affermare la libert\u00e0 dell\u2019uomo rispetto ai limiti segnati dalla natura e rispetto a quanto affermato dalla religione e dalla scienza pi\u00f9 seria (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l.<\/strong> Il decidere autonomamente<em> della vita e della morte<\/em> <em>delle persone<\/em> \u2014 eutanasia e aborto \u2014, oltre a costituire una palese violazione del precetto di non uccidere, esprimono il desiderio di emendarsi dalla volont\u00e0 di un Dio in cui non si deve pi\u00f9 credere, fino insediare se stessi al suo posto e, da qui, decidere autonomamente anche della vita degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>m.<\/strong> Analogamente, anche legittimare le <em>unioni omosessuali<\/em> e dare loro un\u2019artificiosa discendenza attraverso l\u2019\u201cutero in affitto\u201d, nonch\u00e9 decidere in maniera autonoma e continuamente mutevole persino il sesso cui appartenere, altro non sono che tentativi di affermare la supremazia dell\u2019uomo sull\u2019ordine naturale delle cose, sostenuto dalla religione. Insomma, che cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 antireligioso dell\u2019uomo che decide autonomamente della vita e della morte delle persone e finanche del loro sesso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>n.<\/strong><em> L\u2019integrazione culturale secondo il modello multietnico<\/em>, in quanto favorisce i flussi migratori in maniera indiscriminata, ovvero senza un preventivo piano che ne preveda e disciplini le possibilit\u00e0 d\u2019integrazione, svolge efficacemente una funzione destrutturante sia perch\u00e9 la promiscuit\u00e0 culturale \u2014 e soprattutto religiosa \u2014 affievolisce la rilevanza della cultura autoctona, sia perch\u00e9 crea motivi di contrasto religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti questi aspetti, per\u00f2, non esauriscono ancora la questione. Non si pu\u00f2, infatti, ignorare che l\u2019attuale societ\u00e0 occidentale, a partire dall\u2019Europa, \u00e8 in buona misura l\u2019inequivocabile frutto di un processo storico in cui il cristianesimo ha giocato un ruolo decisivo nel farle conseguire il livello di formazione culturale, di complessit\u00e0 sociale e di evoluzione tecnologica pi\u00f9 progredito del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 l\u2019uomo possa definitivamente emendarsi dall\u2019influenza del divino, gli \u201cideologi\u201d hanno quindi ritenuto necessario che fosse reciso anche ogni legame storico dell\u2019attuale contesto sociale con il suo passato e di promuovere un processo di damnatio memoriae delle vestigia cristiane nella societ\u00e0 presente. Come dire: non solo vogliamo mietere dove non abbiamo seminato, ma anche uccidere il seminatore perch\u00e9 non abbia pi\u00f9 possibilit\u00e0 di recriminare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il motivo per cui, nonostante le pressanti richieste del Pontefice san Giovanni Paolo II (1978-2005), l\u2019Europa non ha mai voluto recepire nella sua Carta costituzionale quel fatto innegabile che sono le radici giudaico-cristiane del suo <em>ethos <\/em>civile. \u00c8 inutile ricordare che la richiesta del pontefice di allora non era solo un\u2019affermazione di principio che avesse lo scopo di influire sulla laicit\u00e0 della nuova realt\u00e0 rappresentata dalla Comunit\u00e0 europea, ma, invece, si trattava di un dato di fatto ben definito ed evidente. Anche il modo di essere del cittadino europeo pi\u00f9 laico e antireligioso \u00e8 riflesso di una cultura forgiata sui principi etici del cristianesimo, la religione che, originata in seno al giudaismo, ha trovato nell\u2019eredit\u00e0 classica greca e romana il pi\u00f9 efficiente veicolo d\u2019integrazione e di diffusione (7) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>4.3<\/em><\/strong><em> La destrutturazione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per recidere il legame fra cultura europea e cristianesimo si \u00e8 pensato che non sarebbe stato sufficiente evitare ogni riferimento formale al secondo nei documenti e nelle proclamazioni di principio, ma si sarebbe resa necessaria un\u2019operazione pi\u00f9 diffusa, incisiva e radicale, attraverso uno strumento che l\u2019ideologia di sinistra conosce molto bene, la destrutturazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa consiste nell\u2019avversare tutti quei comportamenti ritenuti frutto, anche indiretto, della storia che si vuole far dimenticare, ossia recidere ogni legame con un passato sgradito, e favorire la costituzione ex novo di un ordine di cose privo di qualsiasi riferimento alla tradizione. Cos\u00ec, atteggiamenti e comportamenti che, secondo logica, non sarebbero direttamente riconducibili all\u2019etica religiosa, devono essere avversati, privati di valore, ridicolizzati, perch\u00e9 comunque costituiscono un retaggio di quelle origini che si vogliono fare dimenticare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019istituto del matrimonio \u00e8 sicuramente vecchio quanto l\u2019uomo e sicuramente antecedente al cristianesimo. Oggi esso \u00e8 oggetto di azioni che tentano di precarizzarlo mediante forme di scioglimento sempre pi\u00f9 rapide, intese a banalizzarne la struttura e a parificarlo anche giuridicamente ad altre forme di convivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa differenza dei sessi, innegabilmente vecchia quanto l\u2019uomo, dev\u2019essere annullata, favorendo la continua e replicabile scelta individuale, nella cosiddetta \u201cfluidit\u00e0 sessuale\u201d. Anche in questo caso il procedimento messo in atto \u00e8 la destrutturazione: quella dell\u2019istituto matrimoniale e quella della identit\u00e0 sessuale, che gli ideologi vedono come conseguenza non di un presupposto naturale bens\u00ec di una educazione secondo stereotipi culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avversando tutto ci\u00f2 che rimanda alla religione, si consegue lo scopo di rendere l\u2019uomo libero di soddisfare ogni suo desiderio senza alcun condizionamento o remora di tipo religioso. Qui si dovrebbe cogliere in tutta evidenza la diametrale contrapposizione fra la visione antropocentrica e il messaggio giudaico-cristiano per il quale fonte della perdizione umana \u00e8 il volersi porre al posto di Dio nel giudicare il bene e il male (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti a queste posizioni il pensiero corre subito al filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844- 1900), profeta della visione nichilista dell\u2019esistenza, il quale, in perfetta coerenza con il solco tracciato dalla Rivoluzione francese, riteneva che scopo dell\u2019\u201cuomo nuovo\u201d \u2014 il \u201csuperuomo\u201d o, per alcuni, l\u2019\u201cultra-uomo\u201d \u2014 fosse proprio quello di ribellarsi e superare la morale cristiana fondata sulla commiserazione e la repressione del desiderio di vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. La \u201cdoppia appartenenza\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver evidenziato l\u2019intrinseca anti-religiosit\u00e0 di cui \u00e8 intrisa l\u2019ideologia di sinistra \u2014 di ieri e non meno di oggi \u2014 non si pu\u00f2 non evidenziare altres\u00ec la grande contraddizione che affligge molti dei sostenitori di tale ideologia, ovvero di coloro che, allo stesso tempo, si dicono religiosi e \u201cdi sinistra\u201d. Dovrebbe essere infatti chiara la contraddizione fra ritenersi sinceramente religioso e aderire a un credo politico la cui essenza \u00e8 di avversare la religione stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero corre all\u2019esortazione di San Paolo: \u00ab[\u2026] <em>ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demoni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni<\/em>\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversa \u00e8 la condizione, almeno dal punto di vista pratico \u2014 ma non certo da quello morale \u2014, di chi esercita un ruolo politico attivo, per il quale ostentare il credo religioso spesso non \u00e8 altro che uno dei tanti strumenti utili a conquistare consensi elettorali, ovvero un inganno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Tipologia degli interessati dall\u2019ideologia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al vertice del \u201csistema\u201d cui l\u2019ideologia ha dato vita stanno, ovviamente, coloro che decidono le linee-guida di applicazione dell\u2019ideologia cio\u00e8, in buona sostanza, quello che il popolo dovr\u00e0 pensare e quali posizioni dovranno essere sostenute per affermare l\u2019ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito al di sotto siedono coloro che, amministrando un potere politico o economico o di fatto, operano in modo da divulgare, pubblicizzare e far accettare le varie forme in cui l\u2019ideologia si esprime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine della scala troviamo i destinatari dell\u2019ideologia, coloro che saranno indotti pi\u00f9 o meno subdolamente ad accettarne le tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sede non vi \u00e8 spazio per trattare le tecniche con cui l\u2019ideologia pu\u00f2 essere inculcata, ma solo per descrivere il ruolo di coloro che la impongono e la subiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile, a questo proposito, capire quanto, nelle varie possibili graduazioni intermedie, ognuno di noi possa essere promotore consapevole oppure vittima di questo particolare processo d\u2019inculturazione. Pi\u00f9 facile \u00e8 individuare i fini pratici per cui molti accettano l\u2019ideologia, anche se, non sempre o non in tutto, la condividono. A questo proposito in primo luogo dobbiamo ricordare che uno degli strumenti pi\u00f9 importanti per imporre l\u2019ideologia \u00e8 far passare il messaggio che \u00e8 la maggioranza a condividerla e il non allinearvisi sarebbe indice di arretratezza, di scarsa cultura e di poca intelligenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 facile comprendere come i partiti politici vi trovino l\u2019opportunit\u00e0 di acquisire consensi e i \u201cpoteri forti\u201d \u2014 forti proprio perch\u00e9 dispongono di potere materiale ed economico \u2014 \u201cinvestano\u201d in questo campo garantendo considerevoli benefici a chi aderisce alle loro richieste. Per esempio, con la concessione agli Stati poveri di prestiti condizionati dall\u2019approvazione dei cosiddetti diritti civili oppure la sovvenzione di scuole a condizione che garantiscono di impartire determinati tipi di istruzione ideologica oppure ancora promuovere e sostenere economicamente movimenti e iniziative popolari di tipo ideologico da parte di potentati finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche a un livello pi\u00f9 concreto e popolare si possono riscontrare forme di adesione di comodo. Per esempio, un insegnante ideologizzato e politicizzato, una volta che il suo partito promuova la campagna per un determinato tipo di istruzione, si potr\u00e0 adeguare a questa esigenza solo perch\u00e9 sposata dal suo partito, anche a prescindere dal fatto cha la condivida effettivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. \u201cBuonismo\u201d e imposizione dell\u2019ideologia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante escluda le tecniche di persuasione pi\u00f9 o meno occulta dalla presente trattazione, non posso non fare un cenno al cosiddetto \u201cbuonismo\u201d, sia in ragione della sua rilevanza pratica, sia per meglio circostanziare il concetto dinanzi espresso, cio\u00e8 il fatto che l\u2019ideologia troverebbe un facile terreno di coltura nella superficialit\u00e0 e nello scarso impegno di certi suoi destinatari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza il \u201cbuonismo\u201d \u00e8 il ricorso strumentale ai valori universali, vale a dire a quei valori naturali di cui tutti gli uomini ritengono che ognuno dovrebbe poter godere, per esempio \u201cpace\u201d, \u201cvita\u201d, \u201clibert\u00e0\u201d, \u201camore\u201d, \u201cuguaglianza\u201d, \u201cfraternit\u00e0\u201d, \u201csalute\u201d, \u201cistruzione\u201d, e cos\u00ec via. La strumentalit\u00e0 sta nel fatto che lo scopo che si vuole conseguire non \u00e8 quello proclamato. Per esempio, quando si giustificano determinati atteggiamenti connotandoli come positivi e gratuiti mentre, al di l\u00e0 dall\u2019effetto superficiale che creano, essi prevedono un tornaconto occulto oppure trascurano le gravi, ma meno evidenti, conseguenze che da questi possono derivare. \u201cValore\u201d, infatti, \u00e8 un concetto assoluto, che dev\u2019essere contestualizzato. Cos\u00ec, se \u00e8 vero che ognuno ha diritto alla pace, \u00e8 anche vero che il male fa parte di questo mondo e la guerra \u00e8 sempre esistita e, quindi, per combatterla, sar\u00e0 spesso necessario usare lo strumento della forza; oppure: per favorire la pace, dovremmo abolire gli eserciti? sarebbe un atto moralmente corretto il restare inerme, mentre il proprio popolo viene trucidato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imperatore Napoleone Bonaparte (1769-1821) era solito dire, con ragione, che il popolo che non vuole mantenere un esercito, finir\u00e0 inevitabilmente per mantenere quello di un altro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strumento del buonismo \u00e8 subdolo e assai malvagio: fa leva sui buoni sentimenti umani nella certezza di perseguire, invece, obiettivi opportunistici, che altrimenti non sarebbero raggiunti o darebbero minor profitto (10). Per affermare un valore bisogna considerare, invece, che spesso si rende necessario affievolirne un altro: i valori sono indubbiamente qualcosa cui tendere nell\u2019immediato, per\u00f2, a volte, pu\u00f2 rendersi necessario rinunciare, almeno in parte, ad alcuni di essi, considerando le priorit\u00e0 e ricorrendo a compromessi, in vista di un bene pi\u00f9 esteso o diffuso. Per esempio, di fronte a un bambino affetto da una malattia rara ognuno si commuove e, facendo leva sui suoi buoni sentimenti, si potrebbe concludere che \u00e8 bene ostinarsi a somministrare determinate cure anche se non ne \u00e8 stata dimostrata l\u2019efficacia, oppure investire molte risorse per trovare altri rimedi, sia pure con esiti incerti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se approfondiamo il discorso, ci accorgiamo che questo tipo di ricerca comporta un grosso impegno economico e, siccome in natura i mezzi sono sempre scarsi, essi vanno utilizzati nella maniera pi\u00f9 proficua possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo e tornando alle considerazioni iniziali, la morale concerne la scelta individuale fra il bene e il male, ma l\u2019individuo non sempre pu\u00f2 avere una visione complessiva degli esiti della sua scelta ed \u00e8 quindi necessario l\u2019intervento dell\u2019autorit\u00e0 pubblica, la quale, proprio perch\u00e9 ha una visione d\u2019insieme pi\u00f9 attendibile, dovrebbe consentire di svolgere una funzione pi\u00f9 propriamente etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, che il singolo si fermi, in buona fede, all\u2019immediata evidenza delle cose \u00e8 comprensibile, ma se questi non si sforza di portare lo sguardo oltre il proprio naso, diventa ipocrita; chi, invece, facendo leva sui buoni sentimenti altrui, persegue i propri egoistici interessi, si rende autore di una mancanza ancora pi\u00f9 grave, una offesa alla buona fede e all\u2019umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In epoche passate i tiranni, per esercitare il proprio potere, facevano grande affidamento sull\u2019ignoranza del popolo; quest\u2019ultimo, dal suo canto, consapevole dei propri limiti, trovava utile riporre la propria fiducia nel suo principe e, su questo tacito accordo, si reggeva la possibilit\u00e0 di governare, almeno finch\u00e9 chi esercitava il suo potere lo faceva in forma etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, invece, come detto, la deriva anti-etica lascia poche speranze sia per quanto riguarda i singoli, sia i governanti. Anzi, la necessit\u00e0 che hanno i governanti di raccogliere il consenso degli elettori li espone alla tentazione di forgiare un elettorato sempre meno consapevole. Ma oggi, almeno in Occidente, l\u2019ignoranza pare superata, la maggior parte dei cittadini \u00e8 istruita e ne \u00e8 consapevole, legge, guarda la televisione e naviga su Internet: ecco, allora, che l\u2019ignoranza lascia il posto a un disvalore ancor peggiore: la superficialit\u00e0. La disaffezione per le questioni sociali, l\u2019impossibilit\u00e0 o anche solo la difficolt\u00e0 di cogliere le questioni nella loro essenza, l\u2019incapacit\u00e0 di prefigurare le conseguenze disastrose che possono derivare da scelte accettate o condivise con faciloneria, il tutto aggravato dalla convinzione di essere adeguatamente istruiti, sono il fertile terreno in cui attecchisce l\u2019imposizione ideologica e, in primo luogo, attraverso lo strumento del buonismo. Se i pi\u00f9, anzich\u00e9 aderire all\u2019ideologia per il timore di apparire retrogradi, stupidi e ignoranti come si vuol far loro credere, imparassero a informarsi e giudicare in autonomia, probabilmente potremmo evolverci verso un mondo veramente migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Le religioni <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per uno Stato laico avere un comportamento etico, che possa essere condiviso dalle numerose religioni praticate nel paese, \u00e8 indubbiamente molto difficoltoso. A riguardo, non posso non accennare a un paio di aspetti quanto mai attuali nei rapporti fra societ\u00e0 civile, cristianesimo e islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo di questi riguarda una certa benevolenza \u201cbuonistica\u201d da parte delle istituzioni nei confronti delle popolazioni islamiche di recente immigrazione. Buonistica perch\u00e9, anzich\u00e9 creare i presupposti per una seria integrazione, esse sembrano volere premiare gli aspetti esteriori di questi ultimi facendo leva sui soliti malintesi valori universali e spesso in aperto discapito della popolazione autoctona. La strumentalit\u00e0 di tale operazione pare risiedere nella malcelata intenzione di accaparrare nuovi, attuali benefici pratici e futuri consensi elettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo aspetto investe anche il grave problema del terrorismo di matrice islamica e riguarda, invece, la considerazione che l\u2019islam \u2014 una cultura che si fonda saldamente, comunque, su un credo religioso \u2014 pu\u00f2 avere dell\u2019Occidente, il quale, pur essendosi formato e avendo raggiunto un livello di progresso invidiabile e unico nella storia dell\u2019uomo, grazie soprattutto all\u2019impulso che gli ha impresso il cristianesimo, oggi si comporta come se Dio non esistesse e, anzi, rinnega la sua religiosit\u00e0 preferendogli, addirittura, un atteggiamento antireligioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito \u00e8 appena il caso di rammentare che quell\u2019Occidente, ormai solo nominalmente cristiano, costituisce un bersaglio previlegiato del terrorismo islamico nonostante sia il <em>Corano<\/em>, sia il profeta Mu\u1e25ammad (570 ca.-632), abbiano previsto un particolare regime di tolleranza verso ebrei e cristiani \u2014 detti \u201cla gente del libro\u201d, <em>Ahl al-Kit\u0101b<\/em> \u2014, in ragione del comune credo in alcuni testi ritenuti di origine divina \u2014 rispettivamente la <em>T\u014dr\u0101h <\/em>degli ebrei e l\u2019<em>Inj\u012bl<\/em> ovvero il Vangelo dei cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quanto detto risulta chiaro, insomma, che fra un Occidente religioso che avrebbe dovuto meritare una certa tolleranza da parte degli islamici e un Occidente, che si professa non solo \u201claico\u201d, ma molto vicino all\u2019ateismo e che viene avversato dall\u2019islam perch\u00e9 ritenuto demoniaco, \u00e8 il secondo che pare essere prevalso nella considerazione sia di buona parte dei musulmani, sia della totalit\u00e0 degli integralisti e dei terroristi al suo interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. Il manovratore <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 abbastanza agevole analizzare l\u2019ideologia nel suo aspetto fenomenico e risalire alla sua essenza, non altrettanto facile comprendere se esista qualcuno, e soprattutto chi sia, che ne muove le fila. Si pu\u00f2 intuire che in buona parte il fenomeno si autoalimenti per effetto dell\u2019abbrivio che gli ha impresso il movimento culturale rivoluzionario e il mai sopito desiderio umano di rendersi autonomo rispetto sia a Dio, sia al messaggio religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono per\u00f2 altri segnali che non possono essere ignorati, per esempio l\u2019appoggio che l\u2019inculturazione dell\u2019ideologia riceve da parte di molti \u201cpoteri forti\u201d \u2014 economici, finanziari e politici di caratura mondiale \u2014, un appoggio che difficilmente pu\u00f2 essere giustificato solo sulla base del tornaconto personale. Gi\u00e0 allargando lo sguardo su un panorama un po\u2019 pi\u00f9 ampio del nostro abituale ambito di vita ci accorgiamo di non poche contraddizioni che caratterizzano la nostra epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con buona pace di tutti i bei propositi di un progresso che dovrebbe migliorare le condizioni della vita umana, oggi ci accorgiamo che la distribuzione della ricchezza ha un andamento contrario a quello auspicato: secondo l\u2019ultimo studio di Oxfam (11), nel prossimo anno l\u20191% della popolazione mondiale deterr\u00e0 pi\u00f9 ricchezza del restante 99%, con ritmi di crescita in continuo aumento. Poco prima la stessa ONG aveva stilato un altro rapporto secondo il quale 85 persone al mondo deterrebbero una ricchezza equivalente a quella del 50% della popolazione pi\u00f9 povera del pianeta, cio\u00e8 3,5 miliardi d\u2019individui; nell\u2019anno successivo la soglia sarebbe scesa a 80 elementi mentre nel 2010 erano ben 388 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una progressione impressionante che non pu\u00f2 essere colta se non come un segnale dell\u2019inarrestabile polarizzazione della distribuzione delle risorse economiche. Anche l\u2019Europa, sebbene caratterizzata da livelli di distribuzione della ricchezza pi\u00f9 omogenei, non \u00e8 indenne dal problema del progressivo impoverimento delle masse a beneficio di poche ricche \u00e9lite capaci di influenzare le istituzioni politiche ed economiche a proprio vantaggio (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un altro verso, dopo decenni di tutela del posto di lavoro che a volte risultava paradossale per la sua sconsideratezza, oggi si assiste, complice la crisi \u2014 ma non solo \u2014 a una precarizzazione del posto di lavoro e delle prospettive previdenziali, un fenomeno che ci riporta indietro nel tempo di molti lustri. E il fatto, pur essendo particolarmente grave in Italia, riguarda anche, con dimensioni pi\u00f9 o meno rilevanti, buona parte del mondo e, in particolare, i Paesi dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, rimane da discutere su come l\u2019ideologia contribuisca a determinare questo stato di cose, ma la via intrapresa lascia prefigurare una societ\u00e0 futura in cui Dio sar\u00e0 bandito e le persone, pur credendosi appagate dai progressi che la tecnologia mette loro a disposizione e ritenendosi libere di decidere autonomamente del loro destino, non si renderanno conto di aver invece smarrito ogni capacit\u00e0 di analizzare le problematiche nella loro essenza e complessit\u00e0 e si troveranno sempre pi\u00f9 sole e incapaci di relazionarsi fra loro, inebetite dai <em>mass-media<\/em>, indebolite, indebitate e, sostanzialmente, incapaci di opporsi ai padroni del sistema economico che li controlla, li tiene in ostaggio e li sfrutta come meglio crede.<\/p>\n<p>___________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Cfr. Andrew Knapp e Vincent Wright, <em>The Government and Politics of France,<\/em> Routledge, Londra 2006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Karl Marx<em>, Critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione<\/em>, in Idem e Friedrich Engels, (1820-1895) <em>Opere complete<\/em>, trad. it., 50 voll., Editori Riuniti (poi La Citt\u00e0 del Sole), Roma(-Napoli) 1976-1991, vol. III, 1843-1844, a cura di Nicolao Merker (1931-2016), p. 91.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Cfr. Michael Burleigh, <em>Sacred Causes<\/em>, Harper Collins, New York 2006, pp. 41-43.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> <em>Catechismo della Chiesa Cattolica <\/em>[CCC], n. 2.402; cfr. anche n. 2.403.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Cfr. <em>Gn<\/em> 1, 26-30 e <em>Sal <\/em>8, 5-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Cfr. CCC, n. 2.291.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Nell\u2019<em>Epistola enciclica \u201cSlavorum apostoli\u201d <\/em>nel ricordo dell\u2019opera evangelizzatrice dei santi Cirillo e Metodio dopo undici secoli (2 giugno 2005, n. 27), Giovanni Paolo II affermava che \u00ab<em>Cirillo e Metodio sono come gli anelli di congiunzione, o come un ponte spirituale tra la tradizione occidentale e quella orientale, che confluiscono entrambe nell\u2019unica grande Tradizione della Chiesa Universale. Essi sono per noi i campioni ed insieme i patroni dello sforzo ecumenico delle Chiese sorelle d\u2019Oriente e d\u2019Occidente, per ritrovare mediante il dialogo e la preghiera l\u2019unit\u00e0 visibile nella comunione perfetta e totale<\/em>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Cfr. <em>Gn <\/em>3, 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> 1<em>Cor<\/em> 10, 20-21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Cfr. <em>Mt<\/em> 18, 6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Cfr. il sito web, <a href=\"https:\/\/www.oxfam.org\/en\/research\/eco-%20nomy-1\">https:\/\/www.oxfam.org\/en\/research\/eco- nomy-1<\/a> \u00a0consultato il 26-8-2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Cfr. il sito web <a href=\"http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EU-report_finale_08.09.pdf\">http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EU-report_finale_08.09.pdf<\/a> , consultato il 26-8-2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cultura&amp;Identit\u00e0. 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