{"id":3704,"date":"2010-02-16T16:23:31","date_gmt":"2010-02-16T15:23:31","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-03-05T12:54:35","modified_gmt":"2015-03-05T11:54:35","slug":"alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-note-da-1-a-134","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-note-da-1-a-134\/","title":{"rendered":"Alcune note su Concilio e postconcilio tra storia, ermeneutica e Massoneria* (Note)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.casamarianaeditrice.info\/fides_catholica.html\" target=\"_blank\">Fides Cattolica<\/a> <\/strong>anno IV n.2-2009<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di padre <strong>Paolo M. Siano<\/strong>, FI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>(*)<\/strong> In questa sede, tra la variegata letteratura massonica citer\u00f2 quasi esclusivamente quella che interpreta il Concilio Vaticano II (per lo pi\u00f9 secondo l&#8217;ermeneutica della discontinuit\u00e0, dunque come i progressisti) e teorizza (salvo rare eccezioni) la compatibilita tra Chiesa e Massoneria. Ribadisco invece l&#8217;esistenza di motivi oggettivi di incompatibilit\u00e0 tra l&#8217;essere cattolico e l&#8217;essere massone. Per questo mi limito a rimandare ai miei studi gi\u00e0 pubblicati, tra cui: P. Siano, <em>Uno studio sull&#8217;incompatibilit\u00e0 tra Massoneria e Chiesa Cattolica<\/em>, in <em>Fides Catholica<\/em>, N\u00b01\/2006, pp. 21-78.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Cf. S. Bisi, <em>Mitra e Compasso. Storia dei rapporti tra Massoneria e Chiesa da Clemente XII a Benedetto XVI,<\/em> Protagon Editori, Siena 2006, pp. 61-84. Bisi dedica tre capitoli alla stagione conciliare: <em>Il Concilio Vaticano II<\/em> (pp. 61-63), <em>Le speranze con Giovanni XXIII <\/em>(pp. 65-69), <em>Il Concilio visto dai massoni<\/em> (pp. 71-76). Stefano Bisi \u00e8 massone del Grande Oriente d&#8217;Italia, Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana (COI).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Ivi, p. 81. L&#8217;incauto ottimismo catto-massonico, pre e postconciliare, \u00e8 ben documentato e rappresentato da don Rosario Francesco Esposito, <em>Chiesa e Massoneria. Un DNA in comune<\/em>, Nardini Editore, Firenze 1999, pp. 127-131, 222-223.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Cf. J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, pp. 87-88. I tre interventi conciliari di mons. Mendez Arceo: 6 dicembre 1962 (35a Congregazione Generale del Concilio), 20 novembre 1963 (71a Congr. Gen.), 29 settembre 1964 (90a Congr. Gen.).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 89, nota n. 65. Alla Massoneria si oppose apertamente il cardinale Ernesto Ruffini (noto &#8220;conservatore&#8221;), nella 89a Congr. Gen. del 28 settembre 1964 (cf. ivi, p. 88).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> E. Laudicina, <em>Il cappuccio e la tiara. Impossibile il dialogo tra Chiesa e Massoneria?<\/em>, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2000, pp. 185-186. Ernesto Laudicina \u00e8 massone della Gran Loggia d&#8217;Italia &#8211; Palazzo Vitelleschi (GLDI) ed \u00e8 33o grado RSAA della suddetta <em>Massoneria di Palazzo Vitelleschi<\/em> (cf. ivi, 4a pag. di copertina).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Nella sua <em>Lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana<\/em>, datata 15 febbraio 1996, l&#8217;allora Gran Maestro della Massoneria del Grande Oriente d&#8217;Italia, l&#8217;Avv. Virgilio Gaito, ha presentato un elenco di massoni importanti nella storia. Tra i \u00abreligiosi\u00bb massoni, Gaito ha inserito anche \u00abil Cardinale K\u00f2nig di Vienna\u00bb (V. Gaito, <em>Editoriale &#8211; Lettera aperta al Presidente della Repubblica<\/em>, in <em>Massoneria Oggi<\/em>, Rivista del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno III, N.2 Marzo-Aprile 1996, Societ\u00e0 Erasmo, Roma, p. 7 (5-11). Gaito scrive in quella lettera che la Massoneria \u00abha ispirato la nascita di benemeriti Clubs Service come il Rotary (ad opera del massone Paul Harris) ed i Lyons (ad opera del massone Melvin Jones) di cui molti massoni, come me, fanno parte cooperando nelle loro innumerevoli iniziative filantropiche\u00bb (ivi, p. 8).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> II 2 dicembre 2006, don Rosario F. Esposito (1921-2007) \u00e8 stato nominato \u00abMaestro Libero Muratore Onorario\u00bb dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin 33o della Gran Loggia d&#8217;Italia &#8211; Palazzo Vitelleschi (GLDI), alla presenza di circa 400 massoni (cf. A. Custodero <em>Il sacerdote che si \u00e8 fatto massone<\/em>, in <em>Il Venerd\u00ec di Repubblica<\/em>, N. 987, 16 febbraio 2007, Supplemento de <em>la Repubblica<\/em>, Roma, pp. 36-37). La Dr.ssa Barbara de Munari di Cento (Responsabile Ufficio Stampa della GLDI e Portavoce del SGCGM Danesin 33o) dichiarava che il conferimento del 3 grado onorario a don Esposito non era un&#8217;iniziazione massonica (sar\u00e0 proprio vero?) ma solo un riconoscimento fraterno dell&#8217;impegno accademico e pastorale massonologico (e filo-massonico!) del sacerdote paolino (cf. <em>Dagli Atti della Grande Assemblea della GLDI<\/em> del 2 dicembre 2006, in gran loggia d&#8217;Italia &#8211; piazza del Ges\u00f9 &#8211; palazzo Vitelleschi, in <a href=\"http:\/\/www.granloggia.it\/documenti\/padre_esposito_vaticano_8_3_07.pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.granloggia.it\/documenti\/padre_esposito_vaticano_8_3_07.pdf<\/a> , pp. 9, website visitato il 13-8-2007. Comunque nel comunicato della Munari, don Esposito \u00e8 riconosciuto dalla GLDI \u00abcome Fratello, e dunque, come &#8220;iniziato&#8221;\u00bb (ivi, p. 3). Don Rosario F. Esposito \u00e8 morto il 23 novembre 2007.<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> S. Magister, <em>Massone, non c&#8217;\u00e8 comunione<\/em>, in <em>L&#8217;Espresso<\/em>, 19 agosto 1999, p. 71 (68-71).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Ibidem.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Cf. E. Laudicina,<em> Il cappuccio e la tiara<\/em>, pp. 183-186.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Cf.<em>ivi<\/em>, pp. 187-190.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>13)<\/strong> V. Gaito, <em>Editoriale &#8211; Lettera aperta al Presidente della Repubblica<\/em>, in <em>Massoneria Oggi<\/em>, Rivista del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno III, N.2 Marzo-Aprile 1996, Societ\u00e0 Erasmo, Roma, p. 7 (5-11).<\/p>\n<div>\n<p><strong>14)<\/strong> Cf. M. Adler, <em>Die Freimaurer und die Vatikan,<\/em> Verlag Anton A. Schmid, Pro Fide Cattolica, Durach 1992 (Germany), pp. 79, 90-92, 141-145, 165-168, 179-184.<\/p>\n<div>\n<p><strong>15)<\/strong> Cf. <em>Le Figaro<\/em>, 9 d\u00e9cembre 1999, in R. de Cacqueray<em>, L&#8217;Eglise et la Franc-Magonnerie<\/em> &#8211; <em>Editorial, in Fideliter<\/em>, n. 156, Novembre-D\u00e9cembre 2003, in Fraternit\u00e9 sacerdotale saint pie X, La porte latine &#8211; site official du District de France, in http:\/\/www.laportelatine.Org\/accueil\/editos\/2003\/11\/1 l.php . Dopo la morte di p. Desbrosse, mons. Le Bourgeois ne ha confermato l&#8217;appartenenza alla Massoneria (cf. <a href=\"http:\/\/www.cailletm.com\/index.php\/2006\/05\" target=\"_blank\">http:\/\/www.cailletm.com\/index.php\/2006\/05<\/a> , sito del dr. Maurice Caillet, ex massone 18 grado del GOdF, da alcuni anni rientrato nella Chiesa Cattolica).<\/p>\n<div>\n<p><strong>16)<\/strong> Cf. Arkhghan, <em>Avec Jean-Pierre Bayard: aux origines de la Franc-Maconner\u00ece<\/em>&#8230;, in Les Baladins de la Tradition, in http:\/\/www.bldt.net\/Om\/spip. php?article477&amp;var recherche=Arkghan, dimanche 25 f\u00e9vrier 2007, website visitato il 29 maggio 2007, p. 5 di 10.<\/p>\n<div>\n<p><strong>17)<\/strong> Cf. Arkhghan, <em>Jean-Pierre Bayard parle de la Franc-Magonnerie et de l&#8217;Eglise<\/em>, in <em>Les Baladins de la Tradition<\/em>, in http:\/\/www.bldt.net\/Om\/spip.php7article479, lundi 26 f\u00e9vrier 2007 (Rencontre du 4 mai 2006), website visitato il 29 maggio 2007, pp. 2-3 di 5. Bayard afferma che c&#8217;\u00e8 stata apertura della Chiesa verso la Massoneria al tempo di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Poi Giovanni Paolo II \u00e8 stato meno conciliante e Benedetto XVI sembra esser ancor pi\u00f9 avverso alla Massoneria (cf. ivi, p. 3 di 5).<\/p>\n<div>\n<p><strong>18)<\/strong> Cf. F. Venzi, <em>Un nuovo inizio<\/em>, (allocuzione del 25 giugno 2005) in GLRI Newsletter, Anno I, N. 1, Luglio 2005, Gran Loggia Regolare d&#8217;Italia, Roma, p. 7. Ovviamente in quel testo non \u00e8 rivelata l&#8217;identit\u00e0 di quel sacerdote.<\/p>\n<div>\n<p><strong>19)<\/strong> II GM Venzi definisce il MV don Naiaretti: \u00abSpirito libero ed anticonformista\u00bb (GM F. Venzi, <em>Con somma tristezza<\/em>, in http:\/\/lnx.grandlodqe-italy.org\/phpnews\/ show news.php?uid=109 (website visitato nei primi giorni di novembre 2006 e poi il 15 dicembre 2006); vedi il necrologio di don Naiaretti anche al nuovo indirizzo URL della GLRI: http:\/\/www.granloggiaregolareitalia.org\/phpnews\/show news. php?uid=109.<\/p>\n<div>\n<p><strong>20)<\/strong> Un necrologio con tanto di foto di don Sandro Naiaretti, \u00e8 stato pubblicato anche dal website <em>Pietre-Stones<\/em>, curato dal massone Bruno Virgilio Gazzo, alto dignitario della GLRI: B. Gazzo, <em>The Grand Chaplain of the GLRI has passed to the GLA<\/em>, 07.11.2006, in www.freemasons-freemasonry.com\/phpnews\/shownews. php? uid=50 (3 dicembre 2006). GLA, nel gergo massonico inglese vuoi dire <em>Grand Lodge Above<\/em> (Gran Loggia Superiore), ossia, l&#8217;al di l\u00e0&#8230; In quei giorni ho fatto una ricerca su internet ed ho trovato che don Sandro Curioso Naiaretti (1950-2006) era parroco in Val Pesarina, diocesi di Udine. Dai giornali locali non risulta la sua appartenenza alla Massoneria (<a href=\"http:\/\/scannerblu.splinder.com\/tag\/don%20sandro%20naiaretti\" target=\"_blank\">http:\/\/scannerblu.splinder.com\/tag\/don%20sandro%20naiaretti<\/a> (3 dicembre 2006)), rivendicata solo dalla GLRI. \u00c8 interessante notare che proprio ad Udine (come risulta in quel periodo sul website della GLRI, www.qrandlodqe-italy.org, alla rubrica Logge &#8211; Triveneto) vi \u00e8 una loggia della GLRI intitolata Marsilio Ficino&#8230; Costui era il dotto prete umanista (XV sec.), membro dell&#8217;Accademia Neoplatonica fiorentina, patito per l&#8217;Ermetismo egiziano, gli Inni Orfici, gli amuleti magici&#8230;<\/p>\n<div>\n<p><strong>21)<\/strong> Cf. [Anonimo], <em>Chiesa apre a massoni? Gris, manipolazioni giornalistiche<\/em> (AGI, 8 marzo 2007), in <em>Rassegna Stampa<\/em> di <em>Erasmo Notizie<\/em>, Bollettino d&#8217;informazione del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno VIII, N\u00b0 5-6, 15-31 marzo 2007, p. 30.<\/p>\n<div>\n<p><strong>22)<\/strong> Cf. G. Biffi, <em>Memorie e digressioni di un italiano cardinale<\/em>, Edizioni Cantagalli, Siena 2007, p. 157.<\/p>\n<div>\n<p><strong>23)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 183.<\/p>\n<div>\n<p><strong>24)<\/strong> <em>ivi<\/em>, pp. 183-184.<\/p>\n<div>\n<p><strong>25)<\/strong> <em>ivi<\/em>, p. 184. Cf. anche R. Amerio, <em>Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX,<\/em> Ricciardo Ricciardi Editore, Milano-Napoli 19862, pp. 70-72.<\/p>\n<div>\n<p><strong>26)<\/strong> Lo storico Hubert Jedin scrive: \u00abla costituzione pastorale &#8220;Gaudium et spes&#8221;, il testo pi\u00f9 ampio di tutto il concilio, fu posta come il &#8220;cuore del concilio&#8221; accanto alle altre tre costituzioni. Essa vuole essere &#8220;una definizione completamente nuova del rapporto tra la chiesa e il mondo&#8221; e vuole quindi che la chiesa si rivolga al mondo e cio\u00e8 allo spirito dell&#8217;et\u00e0 moderna, dopo che un secolo prima se ne era distanziata con il Sillabo. Questa costituzione fu salutata con entusiasmo, ma la sua storia posteriore ha gi\u00e0 dimostrato che allora il suo significato e la sua importanza erano stati largamente sopravvalutati e che non si era capito quanto profondamente quel &#8220;mondo&#8221; che si voleva guadagnare a Cristo penetrasse nella chiesa\u00bb (H. jedin, Il <em>Concilio Vaticano II,<\/em> in Aa. Vv., <em>Storia della chiesa<\/em>, vol. X\/1, diretta da Hubert Jedin, Jaca Book Edizioni, Milano 1980, p. 151). Jedin afferma che la <em>Gaudium et spes<\/em> \u00e8 \u00abtroppo fiduciosa nel progresso\u00bb (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<div>\n<p><strong>27)<\/strong> Cf. R. de Mattei, <em>Il crociato del XX secolo<\/em>, p. 297.<\/p>\n<div>\n<p><strong>28)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 298-300.<\/p>\n<div>\n<p><strong>29)<\/strong> Cf. B. Gherardini, <em>Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare<\/em>, Lettera di Mons. M. Oliveri (Vescovo di Albenga-lmperia), Premessa di Mons. A.M. Ranjith (Arcivescovo Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti), Casa Mariana Editrice, Frigento (AV) 2009, 260 pp.<\/p>\n<div>\n<p><strong>30)<\/strong> Cf H. Jedin<em>, Il Concilio Vaticano II<\/em>, in Aa Vv., <em>Storia della chiesa<\/em>, vol. X\/1, p.153<\/p>\n<div>\n<p><strong>31)<\/strong> <em>Ivi,<\/em> p. 153, corsivo mio.<\/p>\n<div>\n<p><strong>32)<\/strong> Un necrologio sul p. Antoine Wenger, Assunzionista: cf. P. Levillain, <em>Il patrologo che scriveva la storia del tempo presente. Ricordo di padre Antoine Wenger<\/em>, in <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em>, mercoled\u00ec 27 maggio 2009, p. 5. Dal 1957 al 1973 dirige il giornale <em>La Croix<\/em>, continuando ad insegnare teologia cattolica a Strasburgo. Fu grande amico del Card. Villot intrattenendosi con lui tutte le domeniche alle quattro del pomeriggio, dal 1973 fino alla morte di quest&#8217;ultimo (gennaio 1979). Wenger pubblic\u00f2 i suoi colloqui nel 1989 suscitando \u00abqualche alzata di sopracciglio da parte di Roma, sebbene non vi fosse alcuna indiscrezione flagrante\u00bb (ibidem).<\/p>\n<div>\n<p><strong>33)<\/strong> Cf. A. Wenger, <em>Paul VI et La Croix,<\/em> in <em>Paul VI et la modernit\u00e9 dans l&#8217;Eglise<\/em>, Actes du colloque organis\u00e9 par l&#8217;Ecole Francaise de Rome (Rome 2-4 juin 1983), Ecole Francaise de Rome (Palais Farnese) &#8211; Istituto Paolo VI (Brescia) 1984, p. 757 (747-764). Il Card. Giuseppe Siri, nel suo Diario, al 19.XI.64 scriveva: \u00abSe la Chiesa non fosse divina questo Concilio l&#8217;avrebbe seppellita. Noi abbiamo una prova in pi\u00f9. Infatti tutte le condizioni per far andar male le cose ci sono state in notevole misura e non ci sono riuscite. Deo gratias!\u00bb (<em>Diario Siri<\/em>, in B. Lai, <em>Il Papa non eletto. Giuseppe Siri cardinale di Santa Romana Chiesa<\/em>, Gius. Laterza &amp; Figli, Roma-Bari 19931, p. 402). E al 20.XI.64, scriveva: \u00abII card. Ruffini ha poi seguito il Papa al quale ha raccomandato di tener saldo il suo potere senza lasciarsi prendere da spinte demolitrici democratiche. Infatti il Papa accennava a lui di volersi mettere una volta attorno a un tavolo coi cardinali. Ruffini ha detto bene. Tira un&#8217;aria che \u00e8 mossa e bisogna andar cauti, riconoscendo che la Chiesa sta passando forse uno dei suoi momenti peggiori\u00bb (<em>ivi,<\/em> p. 403, corsivo mio).<\/p>\n<div><strong>34)<\/strong> Cf. M. Oliveri, <em>La riscoperta di Romano Amerio<\/em>, in <em>Studi Cattolici<\/em>, giugno 2009, n.580, Giugno 2009, Edizioni Ares, Milano, pp. 425-426 (424-426). Mons. Oliveri accenna a \u00abquella mentalit\u00e0 che esisteva chiaramente all&#8217;interno del Concilio e che il cardinal Joseph Ratzinger, descrive nel suo libro-autobiografia (<em>La mia vita<\/em>) in questi termini: &#8220;Sempre pi\u00f9 cresceva l&#8217;impressione che nella Chiesa non ci fosse nulla di stabile, che tutto pu\u00f2 essere oggetto di revisione. Sempre pi\u00f9 il Concilio pareva assomigliare a un grosso parlamento ecclesiale che poteva cambiare tutto e rivoluzionare ogni cosa a modo proprio&#8230; Le discussioni conciliari venivano sempre pi\u00f9 presentate secondo lo schema partitico tipico del parlamentarismo moderno&#8221; (pp. 97-98). &#8220;Alla fine \u00abcredere\u00bb significava come \u00abritenere\u00bb, avere un&#8217;opinione soggetta a continue revisioni&#8221; (p. 90)\u00bb (M. Oliveri, <em>La riscoperta di Romano Amerio<\/em>, p. 426).<\/div>\n<div><strong>35)<\/strong> Cf. R. Amerio, <em>Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX<\/em>, Ricciardo Ricciardi Editore, Milano-Napoli 19862, pp. 42-43. Il Card. Giuseppe Siri rivela al giornalista Benny Lai che fu il Card. Ruffini (noto &#8220;conservatore&#8221;) a suggerire un Concilio sia a Pio XII che a Giovanni XXIII (cf. B. Lai, <em>Il Papa non eletto. Giuseppe Siri cardinale di Santa Romana Chiesa,<\/em> Gius. Laterza &amp; Figli, Roma-Bari 19931, pp. 179-180).<\/div>\n<div><strong>36)<\/strong> R. <em>Amerio, Iota unum<\/em>, p. 44. Amerio parla anche de \u00abla rottura della legalit\u00e0 conciliare e la rimozione del Concilio preparato\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 44, nota n. 5). Amerio ha collaborato col Vescovo di Lugano, Mons. Angelo Jelmini, che fu membro della Commissione Preparatoria Centrale. Amerio pot\u00e8 dunque conoscere e studiare tutti i documenti (cf. ivi, p. 44, nota n. 8).<\/div>\n<div><strong>37)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 48.<\/div>\n<div><strong>38)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 48-49.<\/div>\n<div><strong>39)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 49-50.<\/div>\n<div><strong>40)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, p. 53.<\/div>\n<div><strong>41)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 58-60.<\/div>\n<div><strong>42)<\/strong> Cf. <em>ivi,<\/em> pp. 61-62. Amerio cita il brano di un discorso di Mons. G.B. Montini, arcivescovo di Milano, che ebbe a dire: \u00abII Concilio deve indicare la linea del relativismo cristiano, fin dove la religione cattolica deve essere ferrea custode di valori assoluti e fin dove pu\u00f2 e deve piegarsi all&#8217;accostamento, alla connaturalit\u00e0 della vita umana quale storicamente si presenta\u00bb (<em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em>, 8-9 ottobre 1962, cit. da R. Amerio, <em>Iota unum<\/em>, p. 61).<\/div>\n<div><strong>43)<\/strong> Cf. i<em>vi<\/em>, p. 65.<\/div>\n<div><strong>44)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, pp. 65-66. Nella citazione del giornale <em>Le Lorrain<\/em>, Amerio non menziona il numero di pagina.<\/div>\n<div><strong>45)<\/strong> Ivi, p. 66.<\/div>\n<div><strong>46)<\/strong> Cf. ivi, p. 66.<\/div>\n<div><strong>47)<\/strong> Cf. ibidem.<\/div>\n<div><strong>48)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, pp. 66-67, corsivo mio. Sul caso dell&#8217;<em>accordo<\/em> di Metz (sfociato poi nella Ostpolitik vaticana postconciliare) qui descritto da Amerio, cf. anche J. Madiran, <em>L&#8217;accord de Metz ou pourquoi notre M\u00e8re fut muette<\/em>, Via Romana, Versailles (France) 2006, pp. 19-21, 23-25, 28-31, 47-49. Nel 2006 il cardinale Glemp rivel\u00f2 che Papa Giovanni Paolo II era spiato da agenti comunisti polacchi penetrati sin dentro al Vaticano e al clero cattolico polacco. Secondo un rapporto della Chiesa di Polonia &#8211; rivela Glemp &#8211; circa il 15% del clero polacco collaborava col regime comunista. Nel 1963 il card. Wyszinski inform\u00f2 i Vescovi francesi (in un rapporto di 10 pagine) che in Francia, attraverso il progressismo, si era infiltrata una rete comunista che mirava ad asservire la Chiesa. Madiran spiega che dopo la met\u00e0 degli anni &#8217;30 la rete comunista reclutava tra la giovent\u00f9 comunista alcuni soggetti dotati e capaci di entrare in seminario e divenir preti. Inoltre diventavano agenti comunisti anche uomini gi\u00e0 preti, magari per perversione ideologica oppure perch\u00e9 ricattabili, ad esempio in caso di omosessualit\u00e0 (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 62-65).<\/div>\n<div><strong>49)<\/strong> R. Amerio, <em>Iota unum<\/em>, p. 67.<\/div>\n<div><strong>50)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 74-75.<\/div>\n<div><strong>51)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 75. Amerio sottolinea la illegalit\u00e0 del gesto del Card. Li\u00e8nart (cif. <em>Ivi<\/em>, p.75, nota n. 12).<\/div>\n<div><strong>52)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 76.<\/div>\n<div><strong>53)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, pp. 76-77. Circa quel 13 ottobre 1962 (la pioggia fu molto forte quella mattina), nel suo <em>Diario<\/em>, il Card. Siri annota che all&#8217;intervento del Li\u00e9nart si associ\u00f2 anche il card. Frings a nome dei cardinali D\u00f2pfner e K\u00f2nig, mentre il Card. Tisserant (Decano del Collegio Cardinalizio) si mostrava \u00abchiaramente compiaciuto\u00bb (cf. <em>Diario<\/em> Siri, in B. Lai, <em>Il Papa non eletto<\/em>, p. 360).<\/div>\n<div><strong>54)<\/strong> Cf. R. Amerio<em>, Iota unum<\/em>, p. 78.<\/div>\n<div><strong>55)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 79-80.<\/div>\n<div><strong>56)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 80.<\/div>\n<div><strong>57)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 80.<\/div>\n<div><strong>58)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 100.<\/div>\n<div><strong>59)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, pp.104-105<\/div>\n<div><strong>60)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, p. 106.<\/div>\n<div><strong>61)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, p. 107<\/div>\n<div><strong>62)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, pp.108-109.<\/div>\n<div><strong>63)<\/strong> <em>ivi<\/em>, p. 119<\/div>\n<div><strong>64)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 124-132.<\/div>\n<div><strong>65)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 464-470.<\/div>\n<div><strong>66)<\/strong> Cit. da Amerio, p. 607.<\/div>\n<div><strong>67)<\/strong> Cf<em>. ivi,<\/em> pp. 614-616.<\/div>\n<div><strong>68)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 616-618.<\/div>\n<div><strong>69)<\/strong> Cf. <em>ivi,<\/em> pp. 620-624.<\/div>\n<div><strong>70)<\/strong> Cf. L. Villa, <em>Paolo VI beato?,<\/em> Editrice Civilt\u00e0, Brescia 1998. Di Paolo VI, don Villa contesta tra l&#8217;altro: \u00abLa Sua &#8220;apertura al Mondo&#8221;\u00bb (59-94), \u00abLa Sua apertura al Modernismo&#8221;\u00bb (95-116), \u00abLa Sua &#8220;tolleranza e complicit\u00e0&#8221;\u00bb (179-202), \u00abLa Sua &#8220;apertura al Comunismo&#8221;\u00bb (203-238), \u00abLa Sua &#8220;Messa ecumenica&#8221;\u00bb (239-278). Cf. anche F. Spadafora, <em>Il Postconcilio. Crisi: diagnosi e terapia<\/em>, Edizioni Settimo Sigillo, Roma 1991, pp. 15-25, 83-86. A mio parere, sono testi da leggere con grande cautela e da sconsigliare a persone non molto istruite nella Fede cattolica e nella conoscenza della storia ecclesiastica.<\/div>\n<div><strong>71)<\/strong> Cf. J. Pr\u00e9votat, Les sources frangaises dans la formation intellectuelle de G.B. Montini (1919-1963), in Paul VI et la modernit\u00e0 dans l&#8217;Eglise, pp. 106, 112-113, 118-119, 124 (101-127); cf. G. De Rosa, La formazione di G.B. Montini, in Paul VI et la modernit\u00e0 dans l&#8217;Eglise, p. 4 (3-13).<\/div>\n<div><strong>72)<\/strong> Cf. E. Fouilloux, <em>Giovanni Battista Montini face aux d\u00e9bats eccl\u00e9siaux de son temps (1944-1954),<\/em> in <em>Paul VI et la modernit\u00e9 dans l&#8217;Eglise<\/em>, pp. 87, 98 (85-99). Riporto questo giudizio &#8220;forte&#8221; di mons. Francesco Spadafora: \u00abII futuro Paolo VI frequent\u00f2 da esterno il Seminario di Brescia; pi\u00f9 che di teologia si dilettava di letteratura. E, quel che \u00e8 peggio, si manteneva in contatto con personaggi ed ambienti modernisti. Tra l&#8217;altro, fu frequentatore assiduo, anche da Sacerdote, del salotto del conte Gallarati Scotti, ritrovo dei pi\u00f9 noti esponenti del modernismo italiano e straniero\u00bb (F. spadafora, <em>Il Postconcilio<\/em>, p. 83).<\/div>\n<div><strong>73)<\/strong> Cf. C. Cremona, <em>Paolo VI<\/em>, Presentazione di mons. Pasquale Macchi, Arcivescovo di Loreto, gi\u00e0 segretario particolare di Paolo VI, Rusconi libri, Milano 1994, p. 123. Per tutta la vicenda, le pp. 119-128.<\/div>\n<div><strong>74)<\/strong> Cf. C. Bouchaud, <em>Evolution de la figure classique du sacerdoce sous le pontificat de Paul VI<\/em>, in <em>Paul VI et la modernit\u00e9 dans l&#8217;Eglise<\/em>, pp. 278-279. Montini scriveva queste cose nel 1954 quando era pr\u00f2-segretario di Stato (cf. M, p. 276).<\/div>\n<div><strong>75)<\/strong> Cf. L. Algisi, Giovanni XXIII, Marietti, Torino 1961, pp. 241-248; cf. http:\/\/it. wikipedia.org\/wiki\/Preti_pperai .<\/div>\n<div><strong>76)<\/strong> <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em>, 8-9 ottobre 1962, cit. da R. Amerio, <em>Iota unum<\/em>, p. 61.<\/div>\n<div><strong>77)<\/strong> Cf. P. Foschini, <em>Martini e il relativismo. Manifesto perii dialogo<\/em>, in <em>Corriere della Sera<\/em>, 9 maggio 2005, p. 15.<\/div>\n<div><strong>78)<\/strong> Cf. <em>Acta et Documenta Concilio Oecumenico Vaticano II apparando<\/em>, Series II (<em>Praeparatoria<\/em>), Volumen II: <em>Acta pont\u00ecficiae Commissionis Centralis praeparatoriae Concilii Oecumenici Vaticani<\/em>, Pars IV: <em>Sessio septima<\/em>: 12-19 lunii 1962, Citt\u00e0 del Vaticano 1968, p. 777, cit da A. Escudero Gabello, <em>La cuesti\u00f3n de la mediaci\u00f3n maria-na en la preparaci\u00f3n del Vaticano II<\/em>, Libreria Ateneo Salesiano, Roma 1997, p. 251.<\/div>\n<div><strong>79)<\/strong> Cf. H. Vorgrimler, <em>Karl Rahner. <\/em><em>His Life<\/em>, <em>Thought and Works<\/em>, Deus Books -Paulist Press, Glen Rock, N.J. (USA) 1965, p. 51.<\/div>\n<div><strong>80)<\/strong> II suo segretario particolare don Macchi riferisce che il 14 dicembre 1975, nel decimo anniversario della &#8220;riconciliazione&#8221; tra Roma e Costantinopoli, Paolo VI si inginocchi\u00f2 e baci\u00f2 i piedi al metropolita Melitene&#8230; (cf. C. Cremona, Paolo VI, p. 234).<\/div>\n<div><strong>81)<\/strong> Cf. Y. Congar, <em>L&#8217;oecum\u00e9nisme de Paul VI<\/em>, in <em>Paul VI et la modernit\u00e9 dans l&#8217;Eglise<\/em>.p. 818 (807-820).<\/div>\n<div><strong>82)<\/strong> Perplessit\u00e0 e dissenso nei confronti della Ostpolitik sono stati espressi anche da: p. Alessio U. Floridi S.J., dissidenti sovietici, cattolici (chierici e laici) dei Paesi dell&#8217;Est Europa sottoposti alla tirannia comunista, e poi gli studiosi Eugenio Corti, Dietrich Von Hildebrand, p. Cornelio Fabro, il Cardinale Wojtyla che (riferisce il Cardinal Biffi) nel 1985, da Papa, ha ribadito il suo disappunto verso la precedente Ostpolitik vaticana (A.U. Floridi, <em>Mosca e Il Vaticano. I dissidenti sovietici di fronte al &#8220;dialogo&#8221;<\/em>, Cooperativa Editoriale &#8220;La Casa di Matriona&#8221;, Milano 1976, pp. 43-84, 198-209, 284-315, 331-333; cf. D. Von Hildebrand, <em>Satana all&#8217;opera. Nell&#8217;esegesi biblica, nella catechesi e nell&#8217;educazione religiosa, nel culto dissacrato, nella ostpolitik &#8211;<\/em> 5, in <em>Chiesa viva<\/em>, n 51, Marzo 1976, pp. 17-22; cf. C. Fabro, <em>La trappola del compromesso<\/em> <em>storico. Da Togliatti a Berlinguer<\/em>, Edizioni Logos, Roma 1979, pp. 52-53, 160-161; cf. E. Corti, <em>Il fumo nel Tempio<\/em>, Edizioni Ares, Milano 20013, pp. 61-67; cf. G. Biffi, <em>Memorie e digressioni di un italiano cardinale<\/em>, pp. 184-185).<\/div>\n<div><strong>83)<\/strong> J. Guitton, <em>Dialoghi con Paolo VI,<\/em> Arnoldo Mondadori Editore, Milano 19683 F19671], p. 271.<\/div>\n<div><strong>84)<\/strong> Paul Verlaine (1844-1896) \u00e8 noto per essere poeta omosessuale e di vita sregolata. Nel 1872, lasci\u00f2 moglie e figlio, e visse per circa due anni col giovanissimo Arthur Rimbaud (1854-1891)&#8230; Verso il 1883, un&#8217;altra relazione omosessuale; il suo amante muore di tifo. Nel 1885 Verlaine divorzia dalla moglie ed \u00e8 schiavo dell&#8217;alcol. Nel 1887 \u00e8 nella miseria pi\u00f9 nera. Per sopravvivere scrive poesie erotiche omosessuali (<em>Hombres<\/em>, 1891) ed eterosessuali (<em>Femmes<\/em>). Verso il 1894-5 riceve una pensione. Il 7 gennaio 1896 si confessa e muore il giorno dopo (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paul%20Verlaine\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paul%20Verlaine<\/a>).<\/div>\n<div><strong>85)<\/strong> Sul &#8220;trionfalismo&#8221; liturgistico ed arrogante di mons. Bugnini, sul suo disprezzo verso la Tradizione e verso i devoti della Liturgia Tradizionale, sul mistero della sua appartenenza alla Massoneria, rimando al mio <em>Editoriale<\/em>, in <em>Annales Franciscani<\/em>, N.3\/2008, pp. 11-22, in cui cito anche il prezioso studio (&#8220;misteriosamente&#8221; esaurito) del p. Nicola Giampietro sul Cardinale Ferdinando Antonelli il quale non aveva una gran stima per mons. Bugnini.<\/div>\n<div><strong>86)<\/strong> Cf. C. Cremona, <em>Paolo VI<\/em>, pp. 232-233.<\/div>\n<div><strong>87)<\/strong> Mons. Gherardini fa i nomi di importanti \u00abnovatori\u00bb (conciliari e postconciliari) che, \u00abcon fendenti diretti gli uni, indiretti gli altri\u00bb, hanno cercato di \u00abtagliare i ponti col passato\u00bb, ossia con la Tradizione e con la Chiesa pre-conciliare. Eccoli: \u00abSchillebeckx, Kung, Rahner, Schoonenberg, Boff, Segundo, e perfino i celebrati pezzi da novanta come Von Balthasar, De Lubac, Dani\u00e9lou, Chenu, Congar, e vari altri ancora\u00bb (B. Gherardini, <em>Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare<\/em>, p. 90).<\/div>\n<div><strong>88)<\/strong> B. Lai, <em>Il Papa non eletto<\/em>, p. 261, testo e nota n. 261. Cos\u00ec racconta Siri al giornalista Benny Lai in un colloquio del 17\/5\/88, a proposito di Paolo VI: \u00ab&#8221;Negli ultimi anni, quando gli ero molto vicino, cercava di tirare il freno. Lui stesso s&#8217;era reso conto di essere andato troppo in l\u00e0. Aveva buone idee ma gli mancavano le forze. Una volta mi disse: &#8220;II Sant&#8217;Offizio lo voglio fare come prima o peggio di prima&#8221;. Ma non gli fu possibile, forse per via della salute o forse perch\u00e9 gli ostacoli erano troppo forti. Non so dire in quale anno me lo disse. Non ho mai preso appunti delle conversazioni con il Papa&#8221;\u00bb (cit. in B. Lai, IlPapa non eletto, p. 261, nota n. 40).<\/div>\n<div><strong>89)<\/strong> Cf. Fraternit\u00e0 sacerdotale san Pio X, <em>Si pu\u00f2 rifiutare la Nuova Messa?<\/em> Editrice Ichthys, Albano Laziale (Roma) 1998, pp. 47-51. Questo opuscolo \u00e8 ancora distribuito dalla FSSPX, da come risulta nella paginetta di catalogo che \u00e8 nel libro di Mons. M. Lefebvre, <em>Vaticano II: la dubbia autorit\u00e0 di un concilio<\/em>, Editrice Ichthys, Albano Laziale 2009, p. 80.<\/div>\n<div><strong>90)<\/strong> Cf. B. Lai, <em>II Papa non eletto<\/em>, pp. 284-285.<\/div>\n<div><strong>91)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 285-286, p. 286 nota n. 9. Molto istruttiva e ben fatta \u00e8 la sintesi sul caso Lefebvre (1970-1988) e sulla <em>FSSPX post-Lefebvre<\/em>, del giornalista Christophe Geffroy (fondatore e direttore del mensile cattolico francese <em>La Nef<\/em>), <em>Benoit XVI et &#8220;la paix liturgique&#8221;<\/em>, Les Editions du Cerf, Paris 2008, pp. 138-194. Geffroy mostra la durezza di Lefebvre verso la Santa Sede, la sua incontentabilit\u00e0, mancanza di umilt\u00e0 e di sottomissione&#8230; A proposito dello &#8220;stato di necessit\u00e0&#8221; invoca to da Lefebvre e discepoli, la FSSPX mette avanti una tesi (non di dottorato, bens\u00ec \u00abm\u00e9moire de licence\u00bb) di diritto canonico del 1995 di un padre americano (Gerald Murray) presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana in cui si afferma la non esistenza della scomunica per Lefebvre e per i 4 Vescovi consacrati. Tuttavia la FSSPX fa meno pubblicit\u00e0 alla ritrattazione pubblicata da quel prete l&#8217;anno seguente sulla rivista <em>The Latin Mass<\/em> (cf. B. Geffroy, <em>Benoit XVI et &#8220;la paix liturgique<\/em>&#8220;, p. 179, testo e nota n. 2). Prima della consumazione dello scisma lefebvriano, la Santa Sede concedeva l&#8217;ordinazione di un solo Vescovo della FSSPX, ma Lefebvre, contrariamente agli accordi stipulati con la Santa Sede (protocollo del 5 maggio 1988) volle 3 o 4 Vescovi da ordinare. Egli voleva anche il 30 giugno come data di ordinazione, nonch\u00e9 la maggioranza nella Commissione romana. La Santa Sede aveva fissato il 15 agosto &#8217;88 come data di ordinazione (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 157-161).<\/div>\n<div><strong>92)<\/strong> A. Gnocchi &#8211; M, Palmaro, <em>Tradizione il vero volto. Chi sono e cosa pensano gli eredi di Lefebvre. Intervista a monsignor Bernard Fellay<\/em>, SugarCo Edizioni, Milan 2009, 165pp.<\/div>\n<div><strong>93)<\/strong> Cf. <em>Apcom intervista Mons. Fellay: &#8220;Pressioni contro di noi su S. Sede&#8221;,<\/em> 31 luglio 2009, in http:\/\/blog.messainlatino.it\/2009\/07\/intervista-mons-fellav-i-colloqui-in.ritmi.<\/div>\n<div><strong>94)<\/strong> Cf. L. Bedeschi, <em>Presentazione,<\/em> in P. Sabatier, <em>Vita di san Francesco d&#8217;Assisi,<\/em> Oscar Mondadori, Milano 19781, pp. 16-20, 24-25, 28.<\/div>\n<div><strong>95)<\/strong> Cf. L. Bedeschi, <em>Le false &#8220;messe nere&#8221;<\/em>, in <em>Rivista Massonica<\/em>, organo del Grande Oriente d&#8217;Italia &#8211; Palazzo Giustiniani, vol. LXI &#8211; V della nuova serie, N. 2, Febbraio 1970, Soc. Erasmo, Roma, pp. 87-89. Il nome di don Lorenzo Bedeschi risulta in una lista di presunti ecclesiastici e laici cattolici iscritti alla Massoneria, lista pubblicata nel 1976 su un bollettino francese (<em>Bulletin de l&#8217;Occident Chr\u00e9tien<\/em>, N.12 -juillet 1976), poi sul periodico <em>Panorama<\/em> (1976) e su <em>Osservatore Politico<\/em> (1978) del massone &#8220;piduista&#8221; Mino Pecorelli. L&#8217;elenco &#8220;massonico&#8221; del <em>Bulletin<\/em> \u00e8 riportato sul website- http:\/\/freemasonrywatch.org\/stpeters squared.html (22-02-2006). In realt\u00e0 esiste uno stretto e intrinseco legame tra Massoneria-Massoni-satanismo\/luciferismo: cf. il mio <em>Uno studio sull&#8217;incompatibilit\u00e0 tra Massoneria e Chiesa Cattolica<\/em>, in <em>Fides Catholica<\/em>, rivista di apologetica teologica, Anno I, N.1\/2006, Seminario Teologico Immacolata Mediatrice\u00bb, Firenze, pp. 45-67 (21-78).<\/div>\n<div><strong>96)<\/strong> Cf. R. de Mattei, <em>Massoner\u00eca cattolica, ovvero il Modernismo riciclato<\/em>, in <em>Radici Cristiane<\/em>, n. 33, Aprile 2008, in <a href=\"http:\/\/www.radicicristiane.it\/stampa.php\/id\/69\/ref\/6\/Fede,-Morale-e%20Teoloqia\/*Massoneria%20cattolica*,%20owero%20il%20Modem\u00ecsmo%20riciclato\" target=\"_blank\">http:\/\/www.radicicristiane.it\/stampa.php\/id\/69\/ref\/6\/Fede,-Morale-e%20Teoloqia\/*Massoneria%20cattolica*,%20owero%20il%20Modem\u00ecsmo%20riciclato<\/a><\/div>\n<div><strong>97)<\/strong> cf. M. Novarino [GOI], <em>Massoneria e protestantesimo<\/em>, in G. M. Cazzaniga (a cura di), <em>Storia d&#8217;Italia. Annali 21. La Massoneria<\/em>, Giulio Einaudi Editore, Torino 2006, pp. 282, 285.<\/div>\n<div><strong>98)<\/strong> Cf. H. Vorgrimler, <em>Karl Rahner<\/em>, pp. 20-34.<\/div>\n<div><strong>99)<\/strong> Per una sintesi storica sul modernismo e neo-modernismo, o progressismo, pre- e post-conciliare cf. R. De Mattei, <em>Introduzione a S.S. san Pio X, Pascendi Dominici gregis &#8211; sugli errori del modernismo<\/em>, Premessa di mons. Luigi Negri, I Classici Cristiani, Edizioni Cantagalli, Siena 2007, pp. 9-44.<\/div>\n<div><strong>100)<\/strong> Cf. H. Fesquet, <em>The Drama of Vatican II. The Ecumenical Council<\/em>. June, 1962 &#8211; December, 1965, Translated by Bernard Murchland, American Introduction by Michael Novak, Random House, New York (U.S.A.) &#8211; Toronto (Canada) 1967, [originally published in French as <em>Le Journal du Concile<\/em>&#8220;, 1966, Robert Morel Editeur], p. 815.<\/div>\n<div><strong>101)<\/strong> Cf. M. Novak, <em>An Introduction<\/em> (1966), in H. Fesquet, <em>The Drama of Vatican II<\/em>, p.XVII(XV-XVIII).<\/div>\n<div><strong>102)<\/strong> Cf. R. Wiltgen, <em>The Rhine flows into the Tiber<\/em>. <em>A History of Vatican II<\/em>, Tan Books and Publishers, Rockford &#8211; Illinois (USA) 1985, pp. 15-29, 35-43, 46-50, 53-54, 82-85, 107-109, 212-222.<\/div>\n<div><strong>103)<\/strong> Mons. Gherardini nota che \u00abalcuni dei Padri conciliari &#8211; e dei non meno significativi &#8211; non nascondevan aperte simpatie per antichi e nuovi modernisti, manifestavano spesso comprensione ed entusiasmo per le idee d&#8217;avanguardia e non esitavan a rimuovere perfino il ricordo dell&#8217;ormai lontano antimodernismo, del &#8220;Sodalitium pianum&#8221;, dello stesso Pio X. A me, che in uno scritto avevo favorevolmente ricordato questo santo Pontefice, un eminentissimo personaggio della Curia postconciliare sentenzi\u00f2: &#8220;Questo nome, d&#8217;ora in poi, dovr\u00e0 esser bandito&#8221;\u00bb [B. Gherardini, <em>Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare<\/em>, p. 78).<\/div>\n<div><strong>104)<\/strong> Sui gravi errori filosofici e teologici di Rahner (immanentismo della svolta antropologico-trascendentale, grazia quale esistenziale naturale di ogni uomo, cristologia antropocentrica ed anticalcedonese, salvezza di tutti, cristianesimo anonimo, ateismo quale cristianesimo implicito, ecclesiologia anti-magisteriale, riduzione del potere e del magistero papale, approvazione della secolarizzazione ecclesiale, secolarismo, morale soggettivista con conseguente approvazione esplicita dell&#8217;aborto eugenetico e legittimazione implicita di rapporti pre-matrimoniali, contraccezione e alcune forme di omosessualit\u00e0&#8230;): cf. S.M. Lanzetta (a cura di), FI, <em>Karl Rahner &#8211; Un&#8217;analisi critica. La figura, l&#8217;opera e la recezione teologica di Karl Rahner<\/em> (1900-1984), Edizioni Cantagalli, Siena 20091, 320 pp. Rinvio al mio contributo pubblicato in quel volume (<em>Un nuovo approccio storico-ermeneutico: il pensiero di Karl Rahner e la cultura massonica a confronto,<\/em> pp. 289-318) nel quale offro una panoramica del pensiero rahneriano (filosofia, dogmatica, antropologia soprannaturale, cristologia, ecclesiologia, etica) ad eccezione dell&#8217;aspetto liturgico che per quell&#8217;occasione non ho potuto approfondire.<\/div>\n<div><strong>105)<\/strong> Cf. R. Wiltgen, <em>The Rhine flows into the Tiber<\/em>, p. 80.<\/div>\n<div><strong>106)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 82.<\/div>\n<div><strong>107)<\/strong> Interventi circa: Tradizione e Scrittura, Inerranza biblica, storicit\u00e0 dei Vangeli (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 182-184), missioni (cf. <em>ivi<\/em>, p. 257), collegialit\u00e0 episcopale, titolo mariano Mater Ecclesias (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 234-235), celibato sacerdotale (cf. <em>ivi<\/em>, p. 265), matrimonio e regolamentazione delle nascite (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 269-272), insegnamento della Chiesa sul comunismo (cf. <em>ivi<\/em>, p. 277).<\/div>\n<div><strong>108)<\/strong> M. Introvigne, <a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2609\" target=\"_blank\"><em>Come I progressisti non vinsero al Concilio. Una recensione di Roma, due del mattino di monsignor Helder C\u00e0mara<\/em><\/a>, in Cesnur (centro studi sulle nuove religioni), in http:\/\/www.cesnur.org\/2008\/mi camara.htm , (8 pp., formato A4), website visitato il 21 gennaio 2009. Introvigne riferisce che al Concilio, Mons. C\u00e0mara ag\u00ec dietro le quinte e Suenens fu suo portavoce. C\u00e0mara aveva grande parte in una organizzazione &#8220;segreta&#8221; che ag\u00ec al Concilio: Opus Angeli. Introvigne scrive di \u00abriunioni cospiratorie, contatti privilegiati con i media, nomi in codice perch\u00e9 non si pu\u00f2 mai sapere chi legge o chi ascolta al telefono (cos\u00ec il cardinale Suenens, il principale portavoce delle idee di C\u00e0mara nei dibattiti conciliari, \u00e8 quasi sempre indicato come &#8220;Padre Miguel&#8221;) e perfino segnali convenuti per indicare ai padri conciliari &#8220;amici&#8221; come dovessero votare in aula\u00bb. Introvigne rileva che tra i membri dell&#8217;Opus Angeli c&#8217;erano Hans K\u00f9ng, Bernard H\u00e0ring, don Giuseppe Dossetti. Gi\u00e0 nel 1965, C\u00e0mara preparava il futuro dissenso contro la Humanae Vitae di Paolo VI.<\/div>\n<div><strong>109)<\/strong> Cf. H. C\u00e0mara, <em>Terzo Mondo defraudato<\/em>, Edizioni P.I.M.E., Milano 1970, pp. 56-57, 60-64, 102, 108-109.<\/div>\n<div><strong>110)<\/strong> Cf. L.J. (card.) Suenens, <em>Ricordi e speranze<\/em>, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1993, p. 220.<\/div>\n<div><strong>111)<\/strong> Cf. L. Declerck, La r\u00e9action du cardinal Suenens et de l&#8217;\u00e9piscopat belge a l&#8217;encyclique Humanag vitas. Chronique d&#8217;une D\u00e9claration (juillet-d\u00e9cembre 1968), in Ephemerides Theolog\u00eccae Lovanienses 84\/1 (2008), p. 56 (1-68).<\/div>\n<div><strong>112)<\/strong> R. Wiltgen, <em>The Rhine flows into the Tiber<\/em>, p. 268.<\/div>\n<div><strong>113)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 217-218.<\/div>\n<div><strong>114)<\/strong> Cf. S. Congregatio pro Doctrina Fidei, <em>Cum Oecumenicum Concilium<\/em>, Epistula ad venerabiles presules conferentiarum episcopalium de nonnullis sententiis et erroribus ex falsa interpretatione decretorum concilii Vaticani II insurgentibus, 24 iulii 1966, AAS 58 (1966), pp. 659-661.<\/div>\n<div><strong>115)<\/strong> Insegnamenti di Paolo VI, vol. X, 1972, Tipografia Poliglotta Vaticana 1973, p. 56<\/div>\n<div><strong>116)<\/strong> Cf. <em>L&#8217;azione giudaico massonica nel Concilio<\/em>. 2 parte, in <em>Chiesa viva<\/em>, mensile di formazione, informazione e cultura, Anno XVI, N\u00b0 179, Novembre 1987, Editrice Civilt\u00e0, Brescia, pp. 16-19; cf. E. Ratier, <em>Misteri e segreti del B&#8217;nai B&#8217;r\u00ecth. La pi\u00f9 importante organizzazione ebraica internazionale<\/em>, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 1995, pp. 101-112.<\/div>\n<div><strong>117)<\/strong> Cf. Altri ecclesiastici massoni, in <em>S\u00ec s\u00ec no no<\/em>, Anno II, N\u00b0 6, Giugno 1976, p. 1.<\/div>\n<div><strong>118)<\/strong> Circa i nomi di presunti ecclesiastici massoni indicati in questo mio lavoro ed altri ancora, rimando allo studio dettagliato di C.A. Agnoli, <em>La Massoneria alla conquista della Chiesa<\/em>, Edizioni Internazionali di Letteratura e Scienze, Roma 1996, 196 pp. Molto interessanti i capitoli: III (<em>Le liste di &#8220;Panorama&#8221; e di \u201cOP\u201d loro<\/em> valore probatorio, pp. 14-21), IV (Altre prove di veridicit\u00e0, pp. 22-29), V (<em>Che conclusioni trarre se la lista \u00e8 vera?<\/em>, pp. 30-37).<\/div>\n<div><strong>119)<\/strong> A proposito dei futuri conclavi, p. Spiazzi riferisce questa confidenza del Card. Siri: \u00ab[<em>Siri, nota mia<\/em>] Sui conclavi del futuro, diceva che bisognava pregare per ottenere la grazia che coloro che vi avrebbero partecipato fossero veramente liberi da qualsiasi condizionamento e influsso da parte, non solo di ordine politico ed etnico, ma anche sociale. &#8220;E che non vi arrivi in nessun modo la mano di qualche s\u00e8tta&#8221;, concludeva. [<em>Siri, nota mia<\/em>] Si riferiva alla massoneria, della quale diceva di avere conoscenza per confidenze dirette ricevute da affiliati, e di sapere con quali trame cercava di attanagliare uomini e organi del Vaticano (non esitava a fare alcuni nomi), col pericolo che arrivassero anche al conclave\u00bb (R. Spiazzi, <em>Il Cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova dal 1946 al 1987<\/em>, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1991, p. 101). Genova, febbraio 1988: due redattori de <em>Il Sabato<\/em> incontrano il Card. Siri. Alla domanda circa le presunte infiltrazioni massoniche nella Chiesa, il Card. Siri risponde con un volteggio di mano, come a voler dire &#8220;Eccome!&#8221; e poi si limita a dire: \u00abLa materia \u00e8 grave ed io ho fonti di prima mano. Ho scritto un memoriale, su questo e altri fatti della vita della Chiesa, tra cinquant&#8217;anni potr\u00e0 essere pubblicato&#8230; Di pi\u00f9 per ora non voglio dire\u00bb (cit. da L. Brunelli &#8211; A. Tornielli, <em>L&#8217;Ombra della loggia<\/em>, in <em>Il Sabato<\/em>, Anno XIV, n. 32-33, 10 Agosto 1991, Roma, p. 25).<\/div>\n<div><strong>120)<\/strong> Cf. L. Brunelli -A. Tornielli, <em>L&#8217;Ombra della loggia<\/em>, in <em>Il Sabato<\/em>, 10 Agosto 1991, pp. 21-25. I giornalisti Lucio Brunelli e Andrea Tornielli ritengono poco probabile l&#8217;autenticit\u00e0 di quelle liste, per\u00f2 affermano che anche \u00abnavigati monsignori di Curia, vescovi e perfino alcuni cardinali di Santa Romana Chiesa\u00bb hanno preso sul serio quei documenti su prelati massoni (cf. <em>ivi,<\/em> p. 22). Il Gen. Mino svolse due indagini su presunti ecclesiastici massoni. Nella prima (1975), condotta su incarico di Mons. Giovanni Benelli (Sostituto alla Segreteria di Stato) e di 4 Cardinali (Staffa, Palazzini, Siri, Seper), Mino conferm\u00f2 in particolare la militanza massonica di Mons. Bugnini (nello stesso anno promosso pro-Nunzio in Iran). Mino si era rivolto anche ai Servizi americani poich\u00e9 non si fidava di quelli italiani (in effetti, nel 1981 i nomi di dirigenti di SISMI e SISDE risulteranno essere membri della Loggia P2, come anche lo stesso Mino&#8230;). Della seconda indagine (met\u00e0 1977) affidatagli dal Card. Siri, Mino non ebbe tempo di riferire i risultati poich\u00e9 mor\u00ec (31.10.77) in un misterioso incidente d&#8217;elicottero in Aspromonte (cf. A. Tornielli, <em>Battaglie fraterne. Inchiesta Chiesa e logge<\/em>, in <em>30Giom<\/em>i, n. 11 &#8211; Novembre 1992, pp. 30-33).<\/div>\n<div><strong>121)<\/strong> La Gran Loggia Vaticana, in Osservatore Politico, 12 settembre 1978 [pp. 20-22?]; Lista dei presunti preti massoni, in C.A. Agnoli, Una visione dello stato della Gerarchia ecclesiastica durante e dopo Giovanni XXIII e Paolo VI, in Chiesa viva, Anno XXII, N. 231, Luglio-Agosto 1992, pp. 4-5 (1-5). Tra i nomi di quella lista: i Cardinali Saggio, Casaroli, Pappalardo, Pellegrino, Potetti, Suenens, Villot; i Vescovi Ablondi di Livorno, Baldassarre di Ravenna, Bonicelli di Albano, Gottardi di Trento, Marcinkus (IOR), Bettazzi di Ivrea&#8230;; i preti: p. Giovanni Caprile, don Lorenzo Bedeschi, don Pio Pinto, David Turoldo&#8230;; i monsignori Piero Rossano, Annibale Bugnini, Franco Biffi&#8230; Ed altri ancora per un totale di 121 nomi.<\/div>\n<div><strong>122)<\/strong> Cf. Msgr. V. Foy, Cardinal Edourd Gagnon, P.S.S. (1918-2007), novembre 2007, in http:\/\/catholicinsight.com\/online\/features\/article 764.shtml. All&#8217;epoca di quell&#8217;articolo, mons. Vincent Foy \u00e8 il pi\u00f9 anziano prete diocesano dell&#8217;Arcidiocesi di Toronto, canonista. Mons. Foy riferisce in quell&#8217;articolo che verso la fine degli anni 70, Paolo VI incaric\u00f2 mons. Gagnon anche di un&#8217;inchiesta sulla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, dove &#8211; secondo varie accuse &#8211; alcuni docenti erano modernisti ed insegnavano le teorie di Hans K\u00f9ng e di altri. Mons. Foy afferma che quelle accuse corrispondevano alla realt\u00e0. Mons. Gagnon compil\u00f2 un rapporto per Paolo VI con alcuni suggerimenti. Mons. Foy non sa cosa avvenne di quel rapporto. Circa l&#8217;inchiesta di Gagnon sulla Curia Romana: cf. anche R. Moynihan, <em>A Dying Cardinal,<\/em> in http:\/\/www.insidethevatican.com\/newsflash\/2009\/newsflash-iul-15-09.htm. Invece <em>I Millenari<\/em> (pseudonimo di un gruppo di ecclesiastici anonimi) raccontano che l&#8217;inchiesta di Gagnon sulla Curia Romana avvenne nel 1974. Lui visit\u00f2 quasi tutti i vari Dicasteri (non sempre ben accolto) invitando i vari dipendenti a manifestare liberamente il loro punto di vista sui superiori e sull&#8217;andamento dell&#8217;ufficio. Cos\u00ec pot\u00e8 raccogliere confidenze e informazioni. Tre mesi di lavoro per mettere insieme il dossier che per ordine della Segreteria di Stato venne depositato presso l&#8217;ufficio di mons. Istvan Mester, presso la Congregazione per il Clero. Tra sabato 31 maggio e domenica 1 giugno fu compiuto il furto. Mons. Mester scopr\u00ec il suo ufficio a soqquadro la mattina di luned\u00ec 2 giugno 1974. Mons. Gagnon desidera un incontro personale col Papa per consegnargli un&#8217;altra copia del dossier o per lo meno vorrebbe che la Segreteria di Stato gliela passi. Niente da fare. <em>I Millenari<\/em> non sono teneri verso la Segreteria di Stato di quell&#8217;epoca (quel dossier non doveva esser recapitato al Papa!) e sostengono che \u00abla loggia massonica\u00bb conoscevano ladri e mandanti&#8230; (cf. I Millenari, <em>Via col vento in Vaticano<\/em>, Kaos Edizioni, Milano 1999, pp. 57-59).<\/div>\n<div><strong>123)<\/strong> L&#8217;avrebbe rivelato lo stesso Gagnon all&#8217;amico giornalista Robert Moynihan. Gagnon avrebbe detto che per\u00f2 un monsignore, suo collaboratore nella stesura di quel dossier, conosceva il contenuto (cf. l&#8217;art. di Moynihan nella nota precedente). Moynihan dice di aver intervistato (in lingua italiana) quel monsignore amico del Card. Gagnon e questi gli avrebbe confermato l&#8217;affiliazione massonica di Bugnini, il quale recatesi in Segreteria di Stato (Vaticano) per una riunione, dimentic\u00f2 una sua valigetta; un monsignore l&#8217;apr\u00ec per sapere chi fosse il proprietario e vi trov\u00f2 lettere del Gran Maestro della Massoneria italiana indirizzate al &#8220;Fratello&#8221; Bugnini (Buan). Quel materiale fu portato a Paolo VI che convintosi dell&#8217;affiliazione massonica di mons. Bugnini, ne dispose la repentina promozione a Pro-Nunzio Apostolico in Iran. Fu insomma una punizione (R. Moynihan, <em>The Briefcase Left Behind,<\/em> in http:\/\/www.insidethevatican.com\/newsflash\/2009\/ news flash-iul-19-09.html<\/div>\n<div><strong>124)<\/strong> Tra il 1974 e il 1975, il quindicinnale cattolico antimodernista <em>SI s\u00ec no no<\/em> (con sede a Grottaferrata &#8211; Roma) denunzia l&#8217;esistenza di un progetto massonico che mira all&#8217;infiltrazione della Chiesa per distruggere dal suo interno la fede, la morale, la liturgia e il primato petrino (cf. Marius, <em>Il disegno della Massoneria per fagocitare la Chiesa<\/em>, in <em>S\u00ec s\u00ec no no<\/em>, N. 5, Maggio 1975, p. 1.). <em>S\u00ec s\u00ec no no<\/em> fu fondato da don Francesco Putti. Secondo il giornalista Roberto Fabiani, dietro don Putti \u00abstavano nascosti gli inamovibili pilastri della conservazione vaticana\u00bb, ossia: i Cardinali Francesco Roberti, Antonio Bacci, Alfredo Ottaviani e alcuni docenti u-niversitari: il calabrese mons. Francesco Spadafora (prof. alla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense &#8211; PUL), il veronese p. Cornelio Fabro degli Stimmatini, mons. Brunero Gherardini (PUL) e i frati minori Umberto Betti ed Ermenegildo Lio (Pontificio Ateneo Antonianum, oggi Pontificia Universit\u00e0), p. Antonio Coccia, dei Minori Conventuali (cf. R. Fabiani, <em>I Massoni in Italia<\/em>, Editoriale L&#8217;Espresso, Roma 1978, p. 88). Fabiani, giornalista de <em>L&#8217;Espresso<\/em> scrive che nella primavera del 1978, <em>L&#8217;Espresso<\/em> pubblic\u00f2 la lista dei Maestri Venerabili delle logge del Grande Oriente d&#8217;Italia. Tra quei nomi figurava anche quello di Claudio Schwarzenberg, \u00abstimato professore di diritto ecclesiastico all&#8217;universit\u00e0 lateranense\u00bb (R. Fabiani, <em>I Massoni in Italia,<\/em> p. 90). Ovviamente i dirigenti della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense si diedero da fare per levare la cattedra al prof. massone (cf. <em>ivi<\/em>, pp. 90-91).<\/div>\n<div><strong>125)<\/strong> Cf. Le sel de la terre, n. 13, \u00e9t\u00e9 1995, pp. 34-35; cf. C. Nitoglia, L&#8217;esoterismo. L&#8217;auto-divinizzazione dell&#8217;uomo e l&#8217;unit\u00e0 trascendente delle religioni alla luce della metafisica tradizionale, Centro Librario Sodalitium, Verruca Savoia (Torino) 2002, p. 183; cf. A. Demotreff, Rene Gu\u00e9non jug\u00e9 par la Tradition, (&#8220;Etudes&#8221;), Editions du Sei, Couvent de la Haye-aux-Bonshommes, Avrill\u00e9 (France), mars 2008, pp. 10-12, 100-110. Le Sel de la terre \u00e8 la rivista dei Domenicani lefebvriani di Avrill\u00e9 (Francia).<\/div>\n<div><strong>126)<\/strong> Cf. le Directeur de collection [J.-L. Maxence], <em>Ouverture<\/em>, in O. Pichon &#8211; G. Celier, <em>Benoit XVI et les Traditionalistes<\/em>, Entrelacs, Paris 2007, pp. 9-10.<\/div>\n<div><strong>127)<\/strong> J.-L. Maxence, <em>La Loge et le divan<\/em>, Editions Dervy, Paris 2008, pp. 15-16, 55, 113-117. Jean-Lue Maxence racconta di aver consigliato ad un suo giovane paziente cattolico di entrar in Massoneria per risolvere la sua patologia depressiva. Quel giovane, iniziato massone nella Grande Loge de France, si \u00e8 poi sposato con una massona della Grande Loge F\u00e9minine de France (cf. ivi, pp. 113-117).<\/div>\n<div><strong>128)<\/strong> Cf. E. Ratier, <em>Faits et Documents<\/em> n. 269, du 1er au 15 f\u00e9vrier 2009, p. 5; cf. <em>Le Chardonnet<\/em>, St. Nicholas du Chardonnet (FSSPX), n. 249, juin 2009, p. 8.<\/div>\n<div><strong>129)<\/strong> Cf. G. Celier, <em>L&#8217;ecole des Cahiers Barruel. L&#8217;avenir d&#8217;une illusion<\/em>, Editions Gricha (La nuit, tous les chats sont gris) 1993, in http:\/\/catholicapedia.net\/ Documents\/cahier-saint-charlemagne\/documents\/C255 Celier cahiers-Barruel 24p.pdf. Nel libro <em>La Char\u00ect\u00e9 profan\u00e9e<\/em> (1979) Jean Borella teorizza l&#8217;esoterismo cristiano ed elogia il pensiero di Rene Gu\u00e9non&#8230; Celier prende le difese dell&#8217;<em>esoterismo cristiano <\/em>e di Borella. Celier asserisce che l&#8217;infiltrazione esoterica negli ambienti tradizionalisti sarebbe solo un mito&#8230; Celier vuoi far credere che l&#8217;esoterismo intellettuale e la Massoneria non hanno rilevanza attuale&#8230; Yves Chiron scrive che nel 1979 Borella era prof. di filosofia all&#8217;Universit\u00e0 di Nancy, si dichiarava cattolico di Tradizione e il suo <em>La Charit\u00e9 profan\u00e9e<\/em> (1979) era frutto di 12 anni di lavoro, in cui egli cercava di riabilitare la nozione di gnosi secondo san Paolo e secondo alcuni Padri della Chiesa&#8230; Nel 1979, i filosofi Louis Salleron e Marcel De Corte elogiano il libro di Borella (cf. <em>Itineraires<\/em>, n. 234, juin 1979, pp. 209-218). Nel 1981, nella rivista <em>Vu d&#8217;Haut<\/em> dell&#8217;lnstitut Universitaire Saint-Pie X (ed. Fideliter), Borella pubblica <em>Gnose chr\u00e9tienne et gnose anti-chr\u00e9tienne<\/em> (pp. 9-21) dove difende la possibilit\u00e0 di una gnosi cristiana e il cristianesimo quale realizzazione della vera gnosi&#8230; Finalmente, nel 1996 la FSSPX pubblica uno studio critico a <em>La Charit\u00e9 profan\u00e9e,<\/em> intitolato <em>Les h\u00e9r\u00e9sies de la Gnose du professeur Jean Borella<\/em>, scritto dall&#8217;abb\u00e9 Francois Meramo con la prefazione di Mons. Bernard Tissier de Mallerais (cf. Y. Chiron, <em>La gnose en question<\/em>, in <em>Aletheia &#8211; Lettres d&#8217;informations r\u00e9ligieuses<\/em>, 29 septembre 2001, Niherne, in http:\/\/www.alet.heia.free.fr\/-\/2001\/aletheia18.pdf<\/div>\n<div><strong>130)<\/strong> Cf. Dominicus, (<em>R\u00e9cension<\/em>) G. Celier, <em>Le dieu mortel<\/em>, &#8220;invitation a la philoso-phie&#8221;, <em>Fideliter<\/em> 1994, in <em>Le Sel de la terre<\/em>, N. 12, Printemps 1995, 170-180.<\/div>\n<div><strong>131)<\/strong> Cf. <em>Paul Semine r\u00e9pond a ses lecteurs<\/em>, Editions Zeb\u00f9 2004, in <a href=\"http:\/\/paille.sycomore.free.fr\/sernine\/04.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/paille.sycomore.free.fr\/sernine\/04.htm<\/a><\/div>\n<div><strong>132)<\/strong> Tra coloro che criticano Semine, segnalo le riviste tradizionaliste <em>Le sel de la terre<\/em> n. 48, p. 215 (dei Domenicani lefebvriani di Avrill\u00e9) e <em>Lecture et Tradition<\/em>, n. 324, f\u00e9vrier2004, p. 1. Cf. anche: <em>Qui est l&#8217;abb\u00e9 Celier?,<\/em> in http:\/\/www.resistancecatholique.org\/documents\/2008\/RC2008-02-17Dossier-AbbeG-Celier-(1-3).pdf<\/div>\n<div><strong>133)<\/strong> L&#8217;abb\u00e9 Henri St\u00e9phane (Andre Henri St\u00e9phane Gircours, 1906-1984), prete cattolico, appassionato di esoterismo e di &#8220;filosofia&#8221; gu\u00e9noniana, \u00e8 autore dell&#8217;<em>Introduction a l&#8217;\u00e9sot\u00e9risme chr\u00e9tien <\/em>(2 voll., Dervy, 1979-1983), la cui prefazione e postfazione \u00e8 stata scritta dal prof. Jean Borel<\/div>\n<div><strong>134)<\/strong> J. Vaqui\u00e9, <em>L&#8217;\u00e9cole moderne de l&#8217;\u00e9sot\u00e9risme chr\u00e9tien<\/em>, mai 1992, in <em>Cahiers Bar-rue<\/em>l, n. 22-23\/1992, http:\/\/www.virqo-maria.org\/D-Gnose-et-Contre-Eglise\/Cahiers Barruel\/ Cahiers\/Societe Augustin Barruel 22-23.pdf. Prima di esaminarne le dottrine esoteriche, Vaqui\u00e9 rileva le idee catto-tradizionali dell&#8217;abb\u00e9 St\u00e9phane, sparse nei due volumi: critica dell&#8217;esegesi biblica modernista, della Chiesa conciliare e della nuova liturgia; esistenza del demonio, critica a Jung e Freud. Si comprende il pericolo subdolo del pensiero dell&#8217;abb\u00e9 St\u00e9phane che segue la linea cattolico-tradizionale o tradizionalista ma vi inserisce l&#8217;esoterismo.<\/div>\n<div>\n<p><strong>135)<\/strong> Guy Nania, <em>Pr\u00e9sentation<\/em>, in J. Mitterand, <em>La politique des Francs-Magons<\/em>, Editions Roblot, Paris 1973, p. 14 (11-28). Mitterand \u00e8 anche \u00abOfficier de l&#8217;Ordre de l&#8217;Empire britannique\u00bb (ibidem).<\/p>\n<div><strong>136) <\/strong>Cf. <em>ivi<\/em>, p. 18.<\/p>\n<div><strong>137)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 19<\/p>\n<div><strong>138)<\/strong> Cf. J. Mitterand, <em>La politique des Francs-Macons<\/em>, p. 48.<\/p>\n<div><strong>139)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 159-180<\/div>\n<div><strong>140)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 162. Ecco quanto scrive Mitterand: \u00abSi mettre l&#8217;homme sur l&#8217;autel plut\u00f2t que d&#8217;y mettre Dieu est p\u00e9ch\u00e9 de Lucifer, tous les humanistes, depuis la Renaissance, commettent ce p\u00e9ch\u00e9: ce fui (&#8216;un des griefs invoqu\u00e9s contre le Francs-Magons quand ils furent pour la premier fois excommuni\u00e9s par le pape Cl\u00e9mentXII, en 1738\u00bb (ivi, p. 162). Mitterand aggiunge che i massoni non si curano molto di tale scomunica (cf. <em>ibidem<\/em>).<\/div>\n<div><strong>141)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 163-164.<\/div>\n<div><strong>142) <\/strong>Cf. <em>ivi<\/em>, pp.175-176<\/div>\n<div><strong>143) <\/strong>Cf. <em>ivi<\/em>, p.176<\/div>\n<div><strong>144) <\/strong>Cf. <em>ivi<\/em>, pp.176-180<\/div>\n<div><strong>145) <\/strong>Cf. <em>ivi<\/em>, pp.180-181<\/div>\n<div><strong>146)<\/strong> Cf. ivi, p184<\/div>\n<div><strong>147)<\/strong> Cf. ivi, pp.185-186<\/div>\n<div><strong>148)<\/strong> \u00abLe concile, r\u00e9uni sous le signe de l&#8217;aggiornamento [sic], a fait quelques con-cessions aux exigences du monde moderne, mais n&#8217;a pas, pour autant, pris la voie de l&#8217;humanisme\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 187).<\/div>\n<div><strong>149)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 187.<\/div>\n<div><strong>150)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 188.<\/div>\n<div><strong>151)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 189. Mitterand scrive poco oltre: \u00abPour le franc-macon, l&#8217;homme, quel qu&#8217;il soit, qui aime et qui respect les autres hommes, l&#8217;homme qui discute le dogme, l&#8217;homme qui brise les chames de la servitude politique, intellectuelle ou sociale, cet homme-l\u00e0 est d\u00e9j\u00e0 un franc-macon sans tablier\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 189).<\/div>\n<div><strong>152)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 195.<\/div>\n<div><strong>153)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 201.<\/div>\n<div><strong>154)<\/strong> \u00abDans le monde d&#8217;hier comme dans celui d&#8217;aujourd&#8217;hui, quand un pr\u00e9tre quitte son \u00e8glise, quand un croyant abandonne son dogme, tout honn\u00e9te homme s&#8217;incline devant un tei acte. Il faut, en effet, un grand courage moral pour rompre avec la soumission traditionnelle de la pens\u00e9e et pour d\u00e9noncer ceux qui conti-nuent de la subir. Tout au contraire, quand un magon abandonne l&#8217;ordre, c&#8217;est un aveu d&#8217;impuissance, c&#8217;est un renoncement a la vie\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 201).<\/div>\n<div><strong>155)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 201.<\/div>\n<div><strong>156)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 204.<\/div>\n<div><strong>157)<\/strong> A parte il caso notorio di Marsaudon e di altri, la realt\u00e0 di alcune infiltrazioni massoniche tra i Cavalieri di Malta non deve indurci a far di tutt&#8217;un&#8217;erba un fascio. Il Sovrano Militare Ordine di Matta (SMOM) resta un ordine cavalieresco cattolico e benemerito, come tale approvato dalla Chiesa, al quale va la nostra stima e il nostro augurio di crescere e prosperare nel bene, nell&#8217;apostolato, nella santificazione.<\/div>\n<div><strong>158)<\/strong> Cf. C. Riandey, <em>Pr\u00e9face<\/em>, in Y. Marsaudon, <em>L&#8217;OEcum\u00e9nisme vu par un Franc-Magon de Tradition<\/em>, Editions Vitiano, Paris 1964, pp. 13-18.<\/div>\n<div><strong>159)<\/strong> \u00abL&#8217;initiation pratiqu\u00e9e en Franc-Maconnerie, de degr\u00e9 en degr\u00e9, vise a une ascension vers la Connaissance, c&#8217;est-\u00e0-dire vers l&#8217;identification de T\u00e8tre avec la Puissance universelle. Elle peut mener loin puisqu&#8217;il est apparu, comme tous les grands initi\u00e9s l&#8217;ont compris, que la Puissance universelle est elle-m\u00e9me en oeuvre dans l&#8217;\u00e9volution du Cosmos, de la Terre et de l&#8217;Humanit\u00e9 qui la peuple\u00bb (<em>ivi,<\/em> p. 17). Prosegue subito Riandey: \u00ab&#8221;L&#8217;homme est fait pour devenir&#8221; dit Julian Huxley\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 18).<\/div>\n<div><strong>160)<\/strong> Cf. Note de l&#8217;Editeur, in Y. Marsaudon, L&#8217;OEcum\u00e9nisme vu par un Franc-Macon de Tradition, p. 19 (19-21).<\/div>\n<div><strong>161)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 20.<\/div>\n<div><strong>162)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 20-21.<\/div>\n<div><strong>163)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 21.<\/div>\n<div><strong>164)<\/strong> Cf. <em>Ivi<\/em>, p. 21.<\/div>\n<div><strong>165)<\/strong> Cf. Y. Marsaudon, <em>L&#8217;OEcum\u00e9nisme vu par un Franc-Macon<\/em> <em>de Tradition<\/em>, p. 23.<\/div>\n<div><strong>166)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 24.<\/div>\n<div><strong>167)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 25.<\/div>\n<div><strong>168)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 25.<\/div>\n<div><strong>169)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 26.<\/div>\n<div><strong>170)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 58.<\/div>\n<div><strong>171)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 60.<\/div>\n<div><strong>172)<\/strong> Cf. <em>iv<\/em>i, p. 61.<\/div>\n<div><strong>173)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 63.<\/div>\n<div><strong>174)<\/strong> Cf. <em>Ivi<\/em>, p. 64.<\/div>\n<div><strong>175)<\/strong> Cf. <em>ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>176)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 65.<\/div>\n<div><strong>177)<\/strong> Andr\u00e9 Gide (1869-1951) non \u00e8 un&#8217;autorit\u00e0 da citare. Fu omosessuale e pedofilo notorio (cf. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andr%C3%A9_Gide\" target=\"_blank\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Andr%C3%A9_Gide<\/a>).<\/div>\n<div><strong>178)<\/strong> Cf. Y. Marsaudon, <em>L&#8217;OEcum\u00e9nisme vu par un Franc-Macon de Tradition<\/em>, p. 65.<\/div>\n<div><strong>179)<\/strong> Cf<em>. ivi<\/em>, p. 66.<\/div>\n<div><strong>180)<\/strong> Cf. <em>ivi,<\/em> p. 82.<\/div>\n<div><strong>181)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 86.<\/div>\n<div><strong>182)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 85-86.<\/div>\n<div><strong>183)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 86.<\/div>\n<div><strong>184)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 107.<\/div>\n<div><strong>185)<\/strong> \u00abII serait enfin injuste de ne pas reconnattre que le Mouvement, sinon les id\u00e9es OEecum\u00e9niques, sont venues du monde protestant et, en particulier, de ses th\u00e9ologiens les plus \u00e9minents. Rome a suivi, puis sous la vigoureuse impulsion de jean XXIII, a fait un formidabile bond en avant. La premi\u00e8re phase de Vatican II a mentre quelle \u00e9volution avait suivi l&#8217;Episcopat. La curie sur le d\u00e9clin, la mont\u00e9e des nouvelles couches catholiques, et puis, il serait vain de le nier, certaines pouss\u00e9es lat\u00e9rales politiques ou scientifiques &#8211; car &#8220;Elle tourne&#8221; &#8211; nous ont permis d&#8217;admirer une nouvelle physionomie de l&#8217;Eglise a la fois rapproch\u00e9e de ses sources et d\u00e9sireuse de se pencher sur les d\u00e9sh\u00e9rit\u00e9s de tous les tiers-mondes\u00bb (ivi, p. 108).<\/div>\n<div><strong>186)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 113.<\/div>\n<div><strong>187)<\/strong> Cf. <em>Ivi<\/em>, p. 114. Mi limito a citare un brano: \u00abLa simplification de la c\u00e9l\u00e9bration de la messe, le sermon obligatoire, l&#8217;Evangile r\u00e9cit\u00e9 dans les idiomes nationaux nous ram\u00e8nent vers les sources\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 114).<\/div>\n<div><strong>188)<\/strong> Cf. <em>Ivi<\/em>, pp. 118-119.<\/div>\n<div><strong>189)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 118.<\/div>\n<div><strong>190)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 118-119.<\/div>\n<div><strong>191)<\/strong> Cf. ivi, p. 119.<\/div>\n<div><strong>192)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 119, testo e nota (non numerata) a pie pagina.<\/div>\n<div><strong>193)<\/strong> Cf. <em>Ivi<\/em>, p. 119<\/div>\n<div><strong>194)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 120, maiuscolo e maiuscoletto del testo. Subito dopo Marsaudon cita Gv 12,24 in cui Ges\u00f9 parla del chicco di grano che caduto in terra muore e porta frutto. Davvero commovente! Marsaudon 33o manipola Papa, Concilio e Vangelo per sostenere l\u2019 &#8220;ecumenismo&#8221; massonico che \u00e8 intrinsecamente ostile ai dogmi e alla Tradizione della Chiesa. Bravo &#8220;33&#8221;!<\/div>\n<div><strong>195)<\/strong> \u00abNous souhaitons que nos amis catholiques se d\u00e9tournent a tout jamais des lambris dor\u00e9s de Rome, des pr\u00e9occupations politico-financi\u00e8res de la Curie, enfin, pour parler comme l&#8217;auteur de &#8220;la R\u00e9volution de Jean XXIII&#8221;, des &#8220;bureaux&#8221; du Vatican, pour se souvenir que le lac de Tib\u00e9riade existe toujours, que le Sermon sur la Montaigne, malgr\u00e9 une longue parenth\u00e8se, peut ancore sauver le Monde, et que, au fond, une seule chose compte, dont nous avons d\u00e9j\u00e0 parie: un certain petit livre&#8230;\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 120). Circa il &#8220;piccolo libro&#8221;, Marsaudon si appella al Vangelo. Capziosamente, come i riformatori ereticali di tutti i tempi, Marsaudon si appella al Vangelo contro il Papato &#8220;dogmatico&#8221;.<\/div>\n<div><strong>196)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 121. \u00abL&#8217;effort chr\u00e9tien ne doit pas atre a sens unique, mais bien se manifester comme un mouvement vraiment universel. Le sens plan\u00e9taire, suivant l&#8217;expression du Grand Commandeur Charles riandey, peut certainement aider les Chr\u00e9tiens a se d\u00e9faire d&#8217;un complexe minoritarie qui les emp\u00e9cherait d&#8217;aller, cette fois suivant des normes pacifiques et \u00e9vang\u00e9liques, a une reconqu\u00e8te du monde, lls ne devront pas oublier pour autant que tout chemin m\u00e9ne a Dieu (il est plusieurs demeures dans la Maison de mon P\u00e9re&#8230;) et se maintenir dans cette courageuse notion de libert\u00e9 de pens\u00e9e, qui, on peut vraiment parler l\u00e0 de r\u00e9volu-tion, partie de nos loges magonniques, s&#8217;est \u00e9tendue magnifiquement au-dessus du D\u00f2me de Saint-Pierre. Il semole d&#8217;ailleurs que les r\u00e9cents \u00e9v\u00e9nements (et quels \u00e9v\u00e9nements!) de par leur ampleur et leur retentissement, ne puissent qu&#8217;encourager les vrais chr\u00e9tiens dans leurs efforts vers plus de simplicit\u00e9 et de puret\u00e9 \u00e9vang\u00e9liques\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 121).<\/div>\n<div><strong>197)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 121. Poi al Concilio (e ancor pi\u00f9 nel postconcilio, con le reazioni di Vescovi ed Episcopati alla <em>Humanae Vitae<\/em>) si vedr\u00e0 pi\u00f9 chiaramente che molti Vescovi intendevano la collegialit\u00e0 in modo diverso da come la intendeva il buon Paolo VI.<\/div>\n<div><strong>198)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 122-124.<\/div>\n<div><strong>199)<\/strong> <em>Ivi<\/em>, p. 125, maiuscolo e maiuscoletto del testo.<\/div>\n<div><strong>200)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/div>\n<div><strong>201)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 125-126.<\/div>\n<div><strong>202)<\/strong> \u00abDe nos jours, notre Fr\u00e8re Frankli&#8217;n Roosvelt a r\u00e9clam\u00e9 pour tous les hommes la possibilit\u00e9 &#8220;<em>d&#8217;adorer Dieu suivant leurs principes et leurs convinctions<\/em>&#8220;. Cela, cest de la TOLERANCE et c&#8217;est aussi de OECUMENISME. Nous, Franc-Macon de tradition, nous nous permettrons de paraphraser et de transposer ce mot d&#8217;un homme d&#8217;Etat c\u00e9l\u00e8bre en l&#8217;adaptant aux circonstances: CATHOLIQUES, ORTHODOXES, PROTESTANTS, ISRA\u00c9LITES, MUSULMANS, HINDOUISTES, BOUDDHISTES, PENSEURS-LIBRES, LIBRES-CROYANTS, ne sont chez nous que des pr\u00e9noms; C&#8217;EST FRANCS-MACONS LE NOM DE FAMILLE\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 126, maiuscoletto del testo).<\/div>\n<div><strong>203)<\/strong> \u00abAu moment o\u00f9 le Christianisme revient a ses origines, o\u00f9 le Pape paul VI marche sur les traces de J\u00c8sus, o\u00f9 les Pr\u00e9tres ouvriers ceuvrent dans l&#8217;humilit\u00e9 et parfois ancore &#8211; pas pour longtemps, soyez-en persuad\u00e9s &#8211; dans une semi-clandestinit\u00e9, le Franc-Macon doit regarder en face cette gigantesque Institution qu&#8217;est la FRANC-MACONNERIE. Le Christianisme est autre chose que l&#8217;appartenance a une Eglise d\u00e9termin\u00e9e. La qualit\u00e9 de Franc-Macon et celle de croyant ne sont d&#8217;ailleurs pas incompatibles\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 129, maiuscolo e maiuscoletto del testo).<\/div>\n<div><strong>204)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 130.<\/div>\n<div><strong>205)<\/strong> Cf. Y. Marsaudon, Souvenirs et R\u00e9flexions. Un Haut Dignitarie de la Franc-Magonner\u00ece r\u00e9v\u00e8le des secrets, Editions Vitiano, Paris 1976, pp. 361-362.<\/div>\n<div><strong>206)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 362.<\/div>\n<div><strong>207)<\/strong> \u00abJe me suis proclama chr\u00e9tien et j&#8217;appartiens a une Eglise qui peut, sans conteste, se dire la plus proche des Evangiles et de la doctrine des premiers conciles. Mais pourquoi les Ob\u00e9diences seraient-elles \u00e9ternellement demanderesses en ce qui concerne une attitude qui semble fig\u00e9e? L&#8217;Eglise, en tous les cas, se voit progressivement coup\u00e9e d&#8217;avec sa base et est \u00e9galement oublieuse des promesses d&#8217;ordre oecum\u00e9nique de Jean XXIII. La Franc-Magonnerie est une trop grande dame pour s&#8217;incliner devant Rome qu&#8217;elle respecte, mais avec qui les rapports sont fonction de vell\u00e9it\u00e9s ext\u00e9rieures et de probl\u00e8mes int\u00e9rieurs a l&#8217;Eglise. Dans ce domaine du rapprochement, il est donc urgent, a mon avis, d\u2019attendre un geste de la part du Vatican\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 363).<\/div>\n<div><strong>208)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 364<\/div>\n<div><strong>209)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 93-94.<\/div>\n<div><strong>210)<\/strong> \u00abJe tiens a donner une piace primordiale a mon entr\u00e9e dans la Franc-Maconnerie et a ce que je pourrais appeler ma formation initiatique. [&#8230;] L&#8217;Institution m&#8217;a profondement impregn\u00e9\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 373).<\/div>\n<div><strong>211)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 380-381.<\/div>\n<div><strong>212)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 381.<\/div>\n<div><strong>213)<\/strong> \u00abNi les gouvernements, ni les \u00e9glises ne semblent \u00e8tre pr\u00e9occup\u00e9s par le probl\u00e8me de la survie universelle. Seul, apr\u00e8s le Christ (&#8230;voyez les oiseaux du Ciel&#8230;) Saint FRANCOIS D&#8217;ASSISE honore l&#8217;histoire dans ce domaine. Il nous a trace la voie, nous devons la suivre. C&#8217;est le seul moyen de reconqu\u00e9rir le Paradis terrestre. Des maintenant, o\u00f9 nos enfants peuvent-ils trouver autant d&#8217;amour que dans le regard de leur chien ou de leur chat? Certains parents comprennent l&#8217;importance de ce probl\u00e8me. J&#8217;eus la chance d&#8217;\u00e9tre \u00e9lev\u00e9, ainsi que ma soeur, entour\u00e9 d&#8217;animaux. ARLETTE partage d&#8217;une mani\u00e8re absolue ma facon de voir a ce sujet\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 382, maiuscoletto del testo). Arlette \u00e8 la moglie del barone Marsaudon 33\u00b0.<\/div>\n<div><strong>214)<\/strong> \u00abLa brutalit\u00e9 et la cruaut\u00e9 des hommes vis-a-vis des animaux, est en fait, fonction de leur propre inf\u00e9riorit\u00e9, car il pourrait bien s&#8217;agir pour nous de \u00abSup\u00e9rieurs inconnus\u00bb. A nous de les mieux connaltre, afin de les comprendre et de les aimer\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 382).<\/div>\n<div><strong>215)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 383.<\/div>\n<div><strong>216)<\/strong> Pierre Faillant de Villemarest (gi\u00e0 agente dei Servizi segreti francesi) e l&#8217;ex giudice Carlo Palermo (gi\u00e0 in servizio a Trento e poi a Trapani, scampato a ben 3 attentati fatti con ordigni esplosivi: Trapani-Pizzolungo 1985, Roma 1986 e 1993) rivelano alcuni casi di infiltrazioni massoniche (anni &#8217;40-&#8217;80 del sec. XX) nel benemerito Ordine dei Cavalieri di Malta (cf. D. et P. De Villemarest, <em>Le KGB au coeur du Vatican<\/em>, Editions de Paris 2006, pp. 67-77; cf. C. Palermo, <em>Il quarto livello<\/em>, Editori Riuniti, Roma 2002, pp. 110, 121, 128,p. 249, p. 284, note n. 20-21, p. 293 nota n. 8).<\/div>\n<div><strong>217)<\/strong> F. Ribadeau Dumas, <em>Les magiciens de Dieu<\/em>, Robert Laffont, Paris 1970. FRD scrive: \u00abLe Diable magicien de Dieu\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 245). Francois Ribadeau Dumas (FRD) fa capire che anche il Diavolo \u00e8 uno dei <em>magiciens de Dieu<\/em> che tanto entusiasmano lo stesso FRD. Questi mostra di condividere una qual certa simpatia per il Diavolo o Lucifero, auspicandone la redenzione. Attraverso domande retoriche, FRD fa capire che il satanismo pu\u00f2 essere inteso come <em>via alla reintegrazione edenica<\/em>; il serpente della genesi ha promesso e dato la conoscenza&#8230; FRD spiega che ci sono quelli che vogliono condividere la sorte dell&#8217;angelo perduto, mostrando cos\u00ec una sorta di generosit\u00e0 redentiva, dunque perdersi per riscattare&#8230; FRD cita anche il mago Elifas Levi (ex diacono cattolico), secondo il quale <em>Il Diavolo sarebbe Dio che fa il male<\/em>: \u00abLe Diable, c&#8217;est dieu faisant le mal&#8230;\u00bb! (cf<em>. ivi<\/em>, pp. 248-252).<\/div>\n<div><strong>218)<\/strong> Cf. <em>ivi,<\/em> pp. 294-295. FRD scrive: \u00abLe progressisme r\u00e9formateur du Vatican, renversant de fond en comble la liturgie usuelle, romaine, d\u00e9note une transformation radicale du respect inali\u00e9nable et intouchable, dans lequel on la tenait depuis des mill\u00e9naires. Le synode episcopal bouleverse le rituel\u00bb (ivi, p. 294). Pi\u00f9 avanti FRD scrive: \u00abL&#8217;Eglise Romaine abandonne le latin des offices, simplifie le c\u00e9r\u00e9monial en le r\u00e9duisant au minimum, et, de r\u00e9forme en riforme, modifie le br\u00e9viaire sacralis\u00e9, le formulaire \u00e9sot\u00e9rique, celui du divin colloque\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 295).<\/div>\n<div><strong>219)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 296-297. Si comprende il termine massonico usato da FRD: <em>Catena di unione&#8230;<\/em><\/div>\n<div><strong>220)<\/strong> \u00abLa perennit\u00e0 des rites demeurera en des cercles restreints. Il ne semble pas possible d&#8217;enfreindre la loi de la tradition. Elle seule d\u00e9tient la voie de lumi\u00e8re et de sublimation. Que pourrait contre elle, la mutation?\u00bb (<em>ivi<\/em>, p. 297).<\/div>\n<div><strong>221)<\/strong> Cf. J. Tourniac, <em>Simbolismo massonico e tradizione cristiana. Un itinerario spirituale da Israele a Cristo<\/em>, Premio dell&#8217;Acad\u00e9mie Francaise (Fondation Constant Dauguet, 1971), Edizione italiana a cura di Mariano L. Bianca, Atan\u00f2r Editrice, Roma 2004, pp. 35-46, 52.<\/div>\n<div><strong>222)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 75-88, 105-112, 134-136, 190, 213-290.<\/div>\n<div><strong>223)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 44, 52, 138-139, 190, 291. Per altri aspetti pi\u00f9 luciferini del pensiero di Tourniac, cf. P. Siano, <em>Uno studio sull&#8217;incompatibilit\u00e0 tra Massoneria e Chiesa Cattolica<\/em>, in <em>Fides Catholica<\/em>, N.1\/2006, pp. 63-64, 73.<\/div>\n<div><strong>224)<\/strong> Cf. P. Armano &#8211; F. Hilaire &#8211; L. Lamothe &#8211; A. Dominique, <em>Il Grande Oriente di Haiti alla Commissione Preparatoria Centrale del Concilio<\/em>, 26 maggio 1962, in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, pp. 181-185.<\/div>\n<div><strong>225)<\/strong> Cit. in M. Riquet- J. Baylot, <em>Les Franc-Macons,<\/em> Beauchesne, Paris 1968, p. 83.<\/div>\n<div><strong>226)<\/strong> Cit. in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, pp. 93-94.<\/div>\n<div><strong>227)<\/strong> Cit. in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani,<\/em> Edizioni Paoline, Roma 1979, p. 94.<\/div>\n<div><strong>228)<\/strong> Cf. T. Nagy, <em>Lettera aperta a Sua Santit\u00e0 Paolo VI,<\/em> In J.A. Ferrer Benimeli -G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, pp. 186-188.<\/div>\n<div><strong>229)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 195.<\/div>\n<div><strong>230)<\/strong> Cf. J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoner\u00eca e Chiesa Cattolica ieri, oggi domani<\/em>, pp. 196-197.<\/div>\n<div><strong>231)<\/strong> Cf. M. Riquet-J. Baylot, <em>Les Franc-Macons<\/em>, Beauchesne, Paris 1968, p. 11.<\/div>\n<div><strong>232)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, p. 212.<\/div>\n<div><strong>233)<\/strong> Cf. M. Adler, <em>Die Freimaurer und die Vatikan<\/em>, Verlag Anton A. Schmid, Pro Fide Cattolica, Durach 1992 (Germany), p. 91.<\/div>\n<div><strong>234)<\/strong> Cf. <em>ivi<\/em>, pp. 90-91. Il massone austriaco Kurt Baresch (alto dignitario della Gran Loggia d&#8217;Austra) sapeva bene che, invece, molti fedeli cattolici continuavano a vedere la Massoneria come una setta malefica (cf. <em>ivi<\/em>, p. 92). Forse il &#8220;sensus fi-delium&#8221; era pi\u00f9 esatto delle tesi di vari ecclesiastici e dialoganti filo-massonici?<\/div>\n<p><strong>235)<\/strong> Cit. in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, p. 94<\/p>\n<p><strong>236)<\/strong> Cf. <em>Rabbi Urges Pope Lift Masonic Ban<\/em>, in <em>News-Letter<\/em> &#8211; The Supreme Council 33o Ancient Accepted Scottish Rite Northern Masonic Jurisdiction U.S.A., Vol. XXIV, May 1966, N. 8, Boston, p. 4.<\/p>\n<div><strong>237)<\/strong> H. C. Clausen, <em>Sommario e Commento [al 30 grado]<\/em>, in <em>Morals, Dogma and Clausen&#8217;s Commentaries<\/em>, vol. VI, Edizioni Bastogi, Foggia 1986, pp. 162-164, corsivo mio; cf. H.C. Clausen 33o (Sovereign Grand Commander), <em>Clausen&#8217;s Commentaries on Morals and Dogma<\/em>, Supreme Council 33o, Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry, Southern Jurisdiction, Washington D.C. [USA] 1978, Edizione italiana a cura di Grande Oriente d&#8217;Italia &#8211; Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato, Giurisdizione Massonica d&#8217;Italia, pp. 190-191, corsivo mio. Nel testo del <em>Clausen&#8217;s Commentaries on Morals and Dogma<\/em>, si legge invece &#8220;provvedimenti <em>restrittivi<\/em> del diritto canonico&#8221; (<em>ivi<\/em>, p. 191, corsivo mio).<\/div>\n<div><strong>238)<\/strong> H. C. Clausen, <em>Sommario e Commento [al 10 grado<\/em>], in <em>Morals, Dogma and Clausen&#8217;s Commentaries<\/em>, vol. IlI, Edizioni Bastogi, Foggia 1994, p. 39, corsivo del testo; cf. <em>Clausen&#8217;s Commentaries on Morals and Dogma<\/em>, p. 60.<\/div>\n<div><strong>239)<\/strong> H. C. Clausen 33o, <em>Sommario e Commento [al 30 grado<\/em>], in <em>Morals, Dogma and Clausen&#8217;s Commentaries<\/em>, vol. VI, pp. 157-158, corsivo mio; cf. <em>Clausen&#8217;s Commentaries on Morals and Dogma<\/em>, p. 184.<\/div>\n<div><strong>240)<\/strong> Cf. H. C. <em>Clausen, Sommario e Commento [al 30 grado],<\/em> in <em>Morals, Dogma and Clausen&#8217;s Commentaries,<\/em> vol. VI pp. 159-162; cf. <em>Clausen&#8217;s Commentaries<\/em> in <em>Morals and Dogma<\/em>, p. 186-190.<\/div>\n<div><strong>241) <\/strong>Cf. H. C. Clausen, <em>Sommario e Commento [al 30 grado<\/em>], in <em>Morals, Dogma and Clausen&#8217;s Commentaries<\/em>, vol. VI, p.162, corsivo mio; cf. <em>Clausen&#8217;s Commentaries<\/em> <em>on Morals and Dogma<\/em>, p. 190.<\/div>\n<div><strong>242)<\/strong> Cf. R. Dosch, <em>Deutsches Freimaurer-Lexikon<\/em>, (<em>Zum Geleit<\/em>, von Alfred F. Ko-ska, Grofimeister der Vereinigten Grof\u00eclogen von Deutschland), Die Bauh\u00f9tte Verlag, Bonn 1999, art. <em>Katholische Kirche<\/em>, pp. 151-156.<\/div>\n<div><strong>243)<\/strong> Cit. in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, pp. 90-91.<\/div>\n<div><strong>244)<\/strong> Cit. in J.A. Ferrer Benimeli &#8211; G. Caprile, <em>Massoneria e Chiesa Cattolica ieri, oggi e domani<\/em>, Edizioni Paoline, Roma 1979, p. 91.<\/div>\n<div><strong>245)<\/strong> G. Raffi, (colloquio), in S. Magister, <em>Massone, non c&#8217;\u00e8 comunione<\/em>, in <em>L&#8217;Espresso<\/em>, 19 agosto 1999, p. 69 (68-71).<\/div>\n<div><strong>246)<\/strong> G. Raffi, <em>Allocuzione<\/em>, 23 settembre 2000, in <em>Erasmo Notizie<\/em>, Anno II, N. 9, 15 ottobre 2000, pp. 3-4, corsivo mio. A p. 4, in un riquadro, sono riportate alcune dichiarazioni del prof. Corrado Balacco Gabrieli (Univ. &#8220;La Sapienza&#8221; &#8211; Roma): costui, in polemica con la posizione dogmatica della Chiesa Romana, difende la sperimentazione sugli embrioni umani per fini medici.<\/div>\n<div><strong>247)<\/strong> Cf. <em>Erasmo Notizie<\/em>, Bollettino d&#8217;informazione del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno III, N\u00b0 20, 30 novembre 2001, Societ\u00e0 Erasmo, Roma, p. 11.<\/div>\n<div><strong>248)<\/strong> L. Danesin, in <em>Macch\u00e9 segreti!<\/em> in <em>Selezione<\/em>, in <em>Rassegna Stampa<\/em> di <em>Erasmo notizie<\/em> &#8211; Bollettino d&#8217;informazione del Grande Oriente d&#8217;Italia, anno VII, N\u00b0 1-2, 15-31 gennaio 2006, p. 14 (12-14).<\/div>\n<div><strong>249)<\/strong> Alla 4a pag. di copertina del libro <em>Il cappuccio e la Tiara,<\/em> sono riportate brevi notizie sull&#8217;attivit\u00e0 massonica e profana del Dott. Laudicina. Massone dal 1968, \u00e8 33o grado del RSAA della Comunione massonica di Piazza del Ges\u00f9 &#8211; Palazzo Vitelleschi. Nel mondo profano, \u00e8 medico specialista in medicina interna. Nel 1971 ha fondato la loggia Ermete Trismegisto, a Palermo. In <em>Il Cappuccio e la Tiara<\/em> \u00e8 precisato che la suddetta Loggia palermitana \u00absi \u00e8 sempre distinta per i contenuti iniziatici e per l&#8217;insegnamento esoterico\u00bb (<em>ivi<\/em>, 4a pag. di copertina).<\/div>\n<div><strong>250)<\/strong> E. Laudicina, <em>Il cappuccio e la Tiara. Impossibile il dialogo tra Chiesa e Massoneria?<\/em>, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2000, pp. 186-187, 190.<\/div>\n<div><strong>251)<\/strong> Cf. E. Laudicina, <em>La Massoneria \u00abaccettata\u00bb,<\/em> Presentazione di Renzo Canova (SGCGM &#8211; GLDI), Edizioni Poligraf, Palermo 1990, pp. 172-179, 184-186; cf. E. Laudicina, <em>Uno sguardo dall&#8217;alto &#8211; La Massoneria<\/em>, Presentazione di Luigi Danesin (SGCM &#8211; GLDI), Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, pp. 63-78, 136, 203. Laudicina spiega che il &#8220;Giuramento&#8221; massonico (al 1 grado, Apprendista massone!) ha una parte \u00abaltamente esoterica\u00bb che cito qui di seguito: \u00ab&#8221;<em>prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Libera Muratoria; di non far conoscere ad alcuno ci\u00f2 che mi verr\u00e0 svelato, sotto pena di avere tagliata la gola, strappati il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria ed infamia eterna<\/em>&#8220;\u00bb (E. Laudicina, <em>Uno sguardo dall&#8217;alto- La Massoneria<\/em>, p. 168).<\/div>\n<div><strong>252)<\/strong> Cf. <em>La Massoneria su Eluana. Il Gran Maestro a Udine: troppo spazio alla Chiesa<\/em>, in <em>Messaggero Veneto<\/em>, 16 novembre 2008, in <em>Rassegna Stampa<\/em> di <em>Erasmo notizie<\/em> &#8211; Bollettino d&#8217;informazione del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno IX, N. 19-20, 15-30 novembre 2008, p. 40.<\/div>\n<div><strong>253)<\/strong> G. Raffi, cit. in F. Lo Sardo, <em>Gustavo Raffi Gran Maestro Grande Oriente d&#8217;Italia, in Europa<\/em>, 3 aprile 2009, in <em>Rassegna Stampa<\/em> di <em>Erasmo notizie<\/em> &#8211; Bollettino d&#8217;informazione del Grande Oriente d&#8217;Italia, Anno X, N. 6-7-8, 31 marzo-31 aprile 2009, Societ\u00e0 Erasmo, Roma, p. 32.<\/div>\n<div><strong>254)<\/strong> G. Raffi, cit. in F. Alberti, <em>I massoni &#8220;scoprono&#8221; la crisi: aiutare chi ha bisogno<\/em>, in <em>Corriere della Sera<\/em>, 4 aprile 2009, in <em>Rassegna Stampa<\/em> di <em>Erasmo notizie<\/em>, N\u00b0 6-7-8, 31 marzo-31 aprile 2009, p. 5.<\/div>\n<div><strong>255)<\/strong> Cf. <em>I Doveri di un libero muratore<\/em>, VI,4, in Gran Loggia Regolare D&#8217;italia &#8211; Supremo Gran Capitolo Dell&#8217;arco Reale, Costituzione e Regolamenti, Roma 2003, p. 25, corsivo mio; cf. <em>Antichi Doveri<\/em> &#8211; 1723, in Grande Oriente D&#8217;italia- Palazzo Giustiniani, <a href=\"http:\/\/www.grandeoriente.it\/chisiamo.php?ar=2a\" target=\"_blank\">http:\/\/www.grandeoriente.it\/chisiamo.php?ar=2a<\/a> (12 settembre 2009). Il termine inglese \u00abto manage\u00bb \u00e8 stato correttamente reso, nella traduzione italiana, col verbo manipolare.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fides Cattolica anno IV n.2-2009 di padre Paolo M. 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