{"id":3703,"date":"2010-02-16T16:08:28","date_gmt":"2010-02-16T15:08:28","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-10T14:46:13","modified_gmt":"2015-11-10T13:46:13","slug":"alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-tra-storia-ermeneutica-e-massoneria-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-tra-storia-ermeneutica-e-massoneria-2\/","title":{"rendered":"Alcune note su Concilio e postconcilio tra storia, ermeneutica e Massoneria (2)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.casamarianaeditrice.info\/fides_catholica.html\" target=\"_blank\">Fides Cattolica<\/a> <\/strong>anno IV n.2-2009<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di padre <strong>Paolo M. Siano<\/strong>, FI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<strong>seconda parte<\/strong>)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>3. Massoni interpretano il Concilio<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presento anzitutto il pensiero di alcuni massoni francesi che possiamo compendiare in 3 tesi fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A)<\/strong> Finito il Concilio, Jacques Mitterand, membro del laicista Grand Orient de France (GOdF), non ha dubbi che il Vaticano II sia effettivamente un Concilio cattolico: la Chiesa conciliare \u00e8 sempre la Chiesa di Roma, fedele ai suoi dogmi. Mitterand, curiosamente e paradossalmente, sostiene l&#8217;ermeneutica della continuit\u00e0, sebbene questa non gli piaccia cos\u00ec come non gli piace, fino a odiarla, la Chiesa Romana e i suoi dogmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>B)<\/strong> Mentre il Concilio \u00e8 in corso, un altro massone, Yves Marsaudon, membro della Grande Loge de France &#8211; GLDF (poi passato alla regolare, tradizionale e filo-inglese Grande Loge Nationale Francaise &#8211; GLNF), presenta il Vaticano II come una \u00abRivoluzione\u00bb voluta da Giovanni XXIII e da Paolo VI che \u00e8 partita dalle logge massoniche&#8230; Lo spirito del Concilio non sarebbe altro che lo spirito della Massoneria (secondo Marsaudon)! Dunque, ermeneutica della discontinuit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C)<\/strong> Nel postconcilio, Jean Tourniac (GLNF) parla con grande benevolenza della Chiesa, del Cristianesimo, della liturgia medievale; mostra grande apprezzamento per il magistero di Paolo VI e di Giovanni Paolo II&#8230; Tourniac sembra rigettare sia il tradizionalismo che il progressismo postconciliari&#8230; In realt\u00e0 il suo &#8220;equilibrio&#8221; non \u00e8 ispirato affatto al Dogma cattolico, quanto piuttosto all&#8217;esoterismo (intessuto di elementi induisti ed islamici) del massone Rene Gu\u00e9non che insegna il superamento e l&#8217;unione degli opposti&#8230; In effetti Tourniac insegna la conciliazione tra Massoneria e Chiesa in senso alchemico e massonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.1. Jacques Mitterand (GOdF)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1973 le Editions Roblot di Parigi, pubblicano <em>La politique des Francs-Magons<\/em> di Jacques Mitterand, massone del Grand Oriente France (GOdF) dal 1933, e Gran Maestro (GM) del GodF nel 1962-1964 e 1969-1971 (135). Sia in quanto dirigente del GOdF che membro dell&#8217;<em>Assembl\u00e8e de l&#8217;Union Frangaise <\/em>e del <em>Conseil mondial de la Paix<\/em>, Mitterand ha visitato Africa francofona, Europa, Cina, Sud-Est asiatico, India, Ceylon, America del Sud, URSS&#8230;(136) Mitterand \u00e8 repubblicano progressista, figlio, fratello e padre di massoni del GOdF! Come repubblicano e massone egli sostiene \u00abla la\u00eccit\u00e9 \u00bb! (137)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex GM Jacques Mitterand sa bene che agli occhi dei cattolici &#8220;integristi&#8221;, l&#8217;esaltazione massonica della ragione libera \u00e8 la ripetizione della colpa di \u00abLucifer\u00bb&#8230;(138)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto interessante il capitolo <em>Humanisme, concile et Franc-Maconnerie<\/em> (139).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand elogia l&#8217;umanesimo rinascimentale, ossia il mettere l&#8217;uomo al posto di Dio&#8230; Mitterand sa bene che tale \u00e8 il peccato di \u00abLucifer\u00bb e proprio questo \u00e8 rimproverato dai cattolici ai massoni. Ma Mitterand non se ne dimostra dispiaciuto&#8230; Condivide il \u00abp\u00e9ch\u00e9 de Lucifer\u00bb (140).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand contesta il passato pre-conciliare della Chiesa ed elogia Papa Giovanni XXIII come uomo del dialogo (141).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex Gran Maestro Mitterand si chiede se l&#8217;ecumenismo promosso dalla Chiesa Romana (al Conc.Vat.ll) sia solo un&#8217;alleanza tra le religioni per fare fronte collettivo contro l&#8217;ateismo ed il comunismo, oppure la Chiesa intenda rompere col suo passato e promuovere una politica progressista fondata sull&#8217;umanesimo (\u00abhumanisme\u00bb). Mitterand afferma che i &#8220;turiferari&#8221; del Concilio e i cristiani liberali (\u00ables thurif\u00e9raires du concile et le chr\u00e9tiens lib\u00e9raux\u00bb) si sforzano di accreditare la seconda tesi (ossia <em>ecumenismo=progressismo umanista<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Mitterand non ne \u00e8 convinto. Esaminando il testo conciliare (non dice quale), Mitterand si rende conto che il Papa non intende rinunciare al suo Primato assoluto di giurisdizione e nemmeno all&#8217;infallibilit\u00e0 (142). I fedeli tutti devono pertanto esser sottomessi al Papa. E questo, ovviamente, non piace ai Massoni e nemmeno al gi\u00e0 Gran Maestro Jacques Mitterand.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand spiega che dal punto di vista massonico la religione \u00e8 un affare privato del singolo individuo. Lo Stato non deve occuparsene. Pertanto agnosticismo ed ateismo hanno pari diritto di espressione. Mitterand chiama tale neutralit\u00e0 dello Stato: \u00abla la\u00eccit\u00e9\u00bb (143).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre vari &#8220;tradizionalisti&#8221; si scagliano contro il Concilio Vaticano II in quanto tale e, in particolare contro la Dichiarazione sulla libert\u00e0 religiosa (De <em>Dignitatis Humanae<\/em>), il massone Mitterand afferma che la Chiesa \u00e8 rimasta fedele a se stessa, anche in quel documento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand vede in quella dichiarazione una mossa difensiva della Chiesa: nei Paesi in cui essa \u00e8 minoritaria, ecco che rivendica libert\u00e0 per la religione; nei Paesi in cui non \u00e8 &#8220;forte&#8221;, la Chiesa desidera un particolare riconoscimento giuridico. E oltre alle varie affermazioni di ecumenismo e tolleranza, nella suddetta dichiarazione, Mitterand trova espressioni chiare circa l&#8217;autocoscienza della Chiesa di Roma, di essere vera Chiesa di Cristo e Maestra di Verit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand \u00e8 furioso, al riguardo: Chiesa quale maestra di verit\u00e0? Il massone, laicista, non sopporta che la Chiesa si presenti maestra di verit\u00e0! Secondo Mitterand, non pu\u00f2 esserci dialogo se la Chiesa di Roma si pone su una posizione di superiorit\u00e0 dinanzi agli altri interlocutori. Mitterand accusa la Chiesa di voler imporre i suoi dogmi&#8230;(144)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque Mitterand non \u00e8 per la Chiesa del Concilio. Per Mitterand, il Concilio Vaticano II non ha realizzato le speranze umaniste tanto care ai Massoni e agli altri laicisti&#8230;(145)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo, Mitterand \u00e8 stato pi\u00f9 realista dei vari teologi progressisti del post-concilio. La Chiesa del Concilio Vaticano II \u00e8 la Chiesa Cattolica! I progressisti, purtroppo con largo successo, hanno lavorato dopo il Concilio a diffondere ermeneutiche conciliari in sintonia con l&#8217;umanesimo massonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand condanna l&#8217;azione dell&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio presieduto dal Card. Ottaviani. Mitterand lamenta che le opere di Teilhard De Chardin siano state messe all&#8217;<em>Indice<\/em> dei <em>Libri Proibiti<\/em> e vietate nei Seminari!..(146)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand critica negativamente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) che Paolo VI (giugno 1968) abbia annunziato il ritrovamento delle ossa di San Pietro sotto la Basilica Vaticana. Secondo Mitterand ci\u00f2 sarebbe (come gi\u00e0 nel caso Galileo Galilei) l&#8217;intromissione della teologia negli affari della scienza; 2) che Paolo VI abbia pronunciato il suo Credo contro il Catechismo Olandese; 3) che Paolo VI abbia pubblicato l&#8217;enciclica <em>Humanae vitae<\/em> contro la contraccezione. Nonostante l&#8217;avviso contrario del Cardinale Suenens e della commissione di studio nominata dal Papa, Paolo VI decide di pubblicare l&#8217;<em>Humanae vitae<\/em>. Mitterand \u00e8 dalla parte di Suenens, contro l&#8217;<em>Humanae vitae <\/em>(dunque pr\u00f2-contraccezione) (147).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand afferma che la Chiesa, col Concilio, e sotto il segno dell&#8217;aggiornamento, ha fatto qualche concessione, ma non ha intrapreso la via dell&#8217;umanesimo (148) (cio\u00e8 di quello massonico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Chiesa, tra vescovi, preti e laici, vi sono voci di contestazione contro l&#8217;autorit\u00e0 pontificia, ad esempio in materia di <em>celibato sacerdotale<\/em> e <em>regolamentazione delle nascite<\/em> (149).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand afferma che <em>integristi<\/em> come il Cardinal Ottaviani, sono nemici irriducibili di ogni libert\u00e0, di ogni liberazione umana&#8230; Mitterand afferma che nella Chiesa vi sono cattolici che soffrono a causa di tali <em>integristi<\/em>. Quei cattolici vogliono il rinnovamento della Chiesa, in senso pi\u00f9 spinto dei testi conciliari&#8230;(150) Mitterand afferma che i massoni sono pronti ad aiutare tali cattolici, uomini e donne, nella lotta contro l&#8217;orrore atomico, contro il colonialismo, contro la miseria e contro la <em>prostituzione del pensiero<\/em> (151) (riferimento &#8220;velato&#8221; all&#8217;obbedienza della fede).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che dopo la liberazione dai campi staliniani della morte, in URSS, vi sia stato un rifiorire religioso, il fatto che scrittori e pensatori oppressi dal regime sovietico guardino verso Dio, \u00e8 per il massone Mitterand segno di rifugio passivo in Dio, segno di alienazione religiosa&#8230;(152) Dunque, il cercar rifugio in Dio, non piace al massone umanista Jacques Mitterand!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand afferma che la Massoneria libera e riunisce gli uomini, mentre dogmi e religioni li dividono e li sottomettono. Mitterand afferma che meritano rispetto e dignit\u00e0 un prete che lascia la Chiesa ed un credente che abbandona il dogma. Al contrario &#8211; afferma Mitterand &#8211; il massone che lascia la Massoneria, \u00e8 un impotente che rinuncia alla vita&#8230;(154)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica superbamente massonica di Mitterand si mostra anche in quest&#8217;altro asserto: quando un regime politico combatte le empiet\u00e0 di una chiesa, quel regime \u00e8 democratico: quando un regime politico combatte o proibisce la Massoneria, quel regime \u00e8 tirannico.. (155)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mitterand approva lo spirito contestatario della giovent\u00f9 dell&#8217;epoca (\u00able juste esprit contestataire de la jeunesse\u00bb) e afferma che la loggia massonica resta la cittadella del libero pensiero (\u00abla loge demeure la citadelle de la libert\u00e0 de pens\u00e9e\u00bb). Mitterand afferma che a differenza delle religioni, la Massoneria insegna a ben vivere, a godere delle gioie della luce, dello spirito (ma quale?), a cercare la via della felicit\u00e0&#8230;(156)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.2. Il barone Yves Marsaudon: massone &#8220;33&#8221;, Cavaliere di Malta157, &#8220;cristiano&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964, les <em>Editions Vitiano<\/em>, pubblicano il libro <em>L&#8217;OEcum\u00e9nisme vu par un Franc-Macon de Tradition,<\/em> di Yves Marsaudon 33o, alto dignitario del Supremo Consiglio del RSAA per la Francia, con la prefazione di Charles Riandey 33o, Sovrano Gran Commendatore del medesimo Supremo Consiglio. Rianday contesta il materialismo dilagante ed auspica un nuovo umanesimo fondato sull&#8217;esoterismo e sull&#8217;ermetismo massonico. Riandey cita con entusiasmo Teilhard De Chardin ed Ermete Trismegisto (158) Riandey spiega che l&#8217;iniziazione massonica guida verso la Conoscenza ossia verso <em>l&#8217;identificazione dell&#8217;essere con la Potenza universale<\/em>&#8230;(159)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la prefazione di Riandey 33o, segue la nota dell&#8217;editore (Jean Vitiano) che presenta una breve biografia di Yves Marie Antoine, barone Marsaudon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce il 13 febbraio 1899, educato nella religione cattolica, entra nella marina mercantile, dirige per 20 anni una grande compagnia di navigazione (160). Nel 1926 Marsaudon entra, nella loggia <em>La R\u00e9publique<\/em> (<em>Grande Loge de France<\/em>) il cui Venerabile \u00e8 Pierre Valude, all&#8217;epoca Ministro della Marina Mercantile. Marsaudon parte per il Sud-America, dove all&#8217;et\u00e0 di 27 anni, controlla l&#8217;insi\u00e8me delle compagnie francesi di navigazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frequenta varie logge massoniche (locali o dipendenti dalla Massoneria americana o tedesca) in Uruguay, Brasile, Cile. Nel 1932 rientra a Parigi e in pochi anni riceve il 33o ed ultimo grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. A 37 anni d&#8217;et\u00e0, Marsaudon entra a far parte del Supremo Consiglio RSAA diretto da Charles Riandey 33o. Con Marsaudon 33o entrano nel Supremo Consiglio &#8220;33&#8221; anche il conte Maximilien Foy e Marcel Cauwel, tutti e tre (Marsaudon incluso) discepoli del <em>Grande Iniziato che fu Oswald Wirth<\/em> (\u00abcomme lui, disciples du Grand Initi\u00e9 que fut Oswald wirth\u00bb). Nel 1964 Marsaudon \u00e8 Ministro di Stato del Supremo Consiglio RSAA ancora al fianco di Riandey (161)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In materia filosofica, Marsaudon \u00e8 molto liberale. Riceve l&#8217;incarico di Ministro Plenipotenziario dal Gran Maestro dell&#8217;Ordine Sovrano di Malta e poi ottiene dal Governo francese il riconoscimento ufficiale della Delegazione dell&#8217;Ordine di Malta in Francia. Marsaudon \u00e8 attaccato sotto il pontificato di Pio XII dal partito &#8220;integrista&#8221; della Curia Romana (\u00able clan integriste romain\u00bb) e perci\u00f2 rassegna le dimissioni da Ministro Plenipotenziario dell&#8217;Ordine ma subito si vede attribuita la carica di Ministro Emerito, e nel 1964 (anno in cui \u00e8 pubblicato quel libro) egli \u00e8 l&#8217;unico Cavaliere di Malta investito di quella carica .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gran Magistero dell&#8217;Ordine di Malta, che ebbe a lottare contro il Cardinal Canali, non abbandon\u00f2 mai il Marsaudon che continuava a rendere i suoi servigi diplomatici e ospedalieri (163).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vitiano scrive che Marsaudon, come anche Riandey, \u00e8 convinto che solo la Massoneria pu\u00f2 risolvere i problemi dell&#8217;uomo e che malgrado le buone volont\u00e0, n\u00e9 le chiese organizzate e n\u00e9 i partiti e nemmeno la giovent\u00f9 anarchica possono riuscirvi (164).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Espongo ora il pensiero di Marsaudon contenuto in quel libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon ama definirsi <em>massone di Tradizione<\/em>. Egli considera il Concilio Vaticano II uno dei grandi eventi della sua (e nostra) epoca (165). L&#8217;universalismo massonico si pone al di l\u00e0 delle strettezze nazionali e dogmatiche per unire tutti gli uomini&#8230; Il massone di Tradizione (non si tratta della Tradizione Cattolica!) \u00e8 interessato all&#8217;ecumenismo poich\u00e9 esso mira all&#8217;unit\u00e0 dei cristiani, e ci\u00f2 preparerebbe all&#8217;obiettivo supremo della Massoneria, ossia l&#8217;unit\u00e0 di tutti gli uomini&#8230;(166)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando gli sforzi di pace del Cardinal Bea verso gli Ebrei e l&#8217;ecumenismo crescente verso i cristiani non cattolici, Marsaudon afferma che al Concilio Vaticano II i Vescovi sembrano dirigersi verso un sempre pi\u00f9 vasto universalismo&#8230; L&#8217;Autore osserva che il vescovo messicano Mendez Arceo \u00e8 preoccupato della situazione della Massoneria dinanzi alla Chiesa Romana. Circa il gesto di Mons. Mendez Arceo, Marsaudon dice che non bisogna dargli un peso eccessivo, tuttavia esso \u00e8 un <em>segno dei tempi<\/em>\u2026 (167)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Autore afferma che la Massoneria non scomunica nessuno, ma accoglie tutti gli uomini di buona volont\u00e0 giudicati degni di esser ammessi&#8230; Pertanto la Massoneria non pu\u00f2 ignorare il Concilio Vaticano II&#8230;(168)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon osserva che sebbene esistano nel mondo cattolico degli &#8220;isolotti&#8221; di pensiero legati ai tempi dell&#8217;Inquisizione, questi saranno sommersi dalla marea crescente dell&#8217;ecumenismo e del liberalismo di cui una delle conseguenze pi\u00f9 tangibili sar\u00e0 l&#8217;abbattimento delle barriere spirituali che separano gli uomini&#8230; Marsaudon auspica la riuscita della &#8220;rivoluzione&#8221; apportata da Giovanni XXIII (\u00abla r\u00e9ussite de la &#8220;R\u00e9voiution&#8221; de Jean XIII\u00bb) (169).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon scrive che, dopo la morte, Papa Giovanni XXIII \u00e8 stato rimpianto con dolore dal Gran Maestro della <em>Grande Loge de France<\/em>, Louis Doignon, dal Gran Maestro della <em>Grande Loge Nationale Francaise<\/em>, dal Segretario Generale del Partito Comunista di Francia, Jacques Duclos, e poi dal Gran Rabbino di Francia Kaplan e dal Pastore Boegner (170).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon spiega l&#8217;affinit\u00e0 tra pensiero massonico e pensiero teilhardiano: \u00abLa connaissance, les philosophies et les m\u00e9taphysiques se rapprochent. Entre la formule du Grand Architecte de l&#8217;Univers et le point Om\u00e8ga de Teilhard de Chardin on discerne mal ce qui pourrait emp\u00e9cher les hommes qui pensent de s&#8217;entendre. A l&#8217;heure actuelle, Teilhard de Chardin est certainement l&#8217;auteur le plus lu, a la fois dans les loges et dans les s\u00e9minaires\u00bb (171).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon prende atto della scristianizzazione attuale e propone alla Chiesa Romana, come unica difesa e sopravvivenza, l&#8217;Unit\u00e0: non un&#8217;unit\u00e0 disciplinare e dogmatica bens\u00ec un&#8217;unit\u00e0 nella mutua comprensione e carit\u00e0&#8230;(172) Da abile relativista Marsaudon oppone la carit\u00e0 e la tolleranza (\u00abTol\u00e9rance\u00bb) al dogma&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon cerca di convincere il lettore che la Chiesa sia prigioniera di testi dogmatici&#8230; L&#8217;Autore fa il caso del divorziato risposato: non pu\u00f2 essere ammesso ai Sacramenti e morir\u00e0 senza assoluzione a meno che non rinneghi la donna che ama, la madre dei suoi figli&#8230;(173)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon fa leva sulle &#8220;sofferenze spirituali&#8221; dei divorziati risposati per dimostrare la presunta intransigenza dogmatica ed inumana della Chiesa Romana la quale col suo atteggiamento &#8211; secondo Marsaudon &#8211; non pu\u00f2 che favorire l&#8217;indisciplina&#8230; Il rifiuto del divorzio (da parte della Chiesa Romana) porta &#8211; secondo Marsaudon &#8211; alla diffusione dell&#8217;adulterio&#8230; (174)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon vuoi esser fedele al compito ecumenico e perci\u00f2 rammenta che tutte le Chiese protestanti, eccetto quella anglicana (siamo nel 1964) accettano che i divorziati possano risposarsi. Anche la Chiesa ortodossa ammette tre matrimoni successivi nell&#8217;ipotesi del divorzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora influenzato da deleterio sentimentalismo, Marsaudon osserva che egli conosce coppie felici di divorziati risposati che, da credenti, hanno seguito un rito diverso da quello Romano per vedere riconosciuta la loro nuova unione&#8230;(175)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon considera anche la questione del Primato Pontificio (\u00abla Primaut\u00e9 Pontificale\u00bb) come pietra d&#8217;inciampo per l&#8217;unit\u00e0 di cristiani&#8230;(176)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per Andre Gide (citato) (177), anche per Marsaudon ci\u00f2 che conta non \u00e8 l&#8217;essere cattolico o protestante, ma \u00e8 l&#8217;essere cristiano, semplicemente&#8230; Marsaudon sorride dinanzi a certe affermazioni dogmatiche, ad esempio sulla nozione dell&#8217;inferno (\u00abla notion de l&#8217;enfer par exemple\u00bb)&#8230;178 Secondo lui, per i non credenti (e qui, cita a sproposito un brano di sant&#8217;lgnazio d&#8217;Antiochia) <em>\u00e8 meglio esser cristiani senza dirlo che dirlo senza esserlo<\/em> (179).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra proprio che Marsaudon 33o teorizzi il <em>cristianesimo anonimo<\/em> di rahneriana memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito della teoria teilhardiana del Punto Omega, Marsaudon parla di \u00abr\u00e9lativisme m\u00e9thaphysique\u00bb che &#8211; riconosce il barone massone &#8211; \u00e8 ovviamente molto lontano dai dogmi (180).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon ha simpatia (essendone membro) della Chiesa Ortodossa di Francia, la quale non accetta(va) i dogmi dell&#8217;Immacolata Concezione, e dell&#8217;infallibilit\u00e0 pontificia in materia di fede e morale (181). Marsaudon mostra di non esser molto mariano e di non condividere n\u00e9 il dogma dell&#8217;Immacolata Concezione e n\u00e9 la dottrina della mediazione mariana (182). Come gi\u00e0 per sant&#8217;lgnazio, ora Marsaudon cita a sproposito anche le parole di Mons. Roncalli il quale disse che la Madonna rest\u00f2 nell&#8217;ombra durante il ministero terreno di Ges\u00f9&#8230;(183)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle <em>Conclusions<\/em> Marsaudon osserva che la Chiesa Romana si \u00e8 evoluta nelle forme esteriori e i preti cercano di fondersi nella societ\u00e0 moderna, ad esempio, facendosi accettare anche negli ambienti operai. Inoltre nozioni un po&#8217; sempliciste &#8211; dice Marsaudon -, come quelle sull&#8217;inferno (\u00abl&#8217;enfer\u00bb), si attenuano&#8230;(184)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste &#8220;trasformazioni&#8221; che nota in campo cattolico &#8211; in cui per\u00f2 rimangono ancora dogmi! &#8211; Marsaudon scorge l&#8217;influsso protestante, gi\u00e0 in atto nel movimento e nelle idee ecumeniche (185).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Autore con sottile ironia scrive che il Segretario del Sant&#8217;Uffizio versava qualche lacrima sull&#8217;integralismo ormai ridotto all&#8217;impotenza (186).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon spiega che sin dall&#8217;inizio della seconda sessione del Concilio Vaticano II, con maggioranza imponente si sono affermate idee che vanno nella linea di Giovanni XXIII e ci\u00f2 ovviamente &#8211; nota l&#8217;Autore &#8211; dispiace ad alcuni tradizionalisti (\u00aba quel ques traditionnalistes\u00bb) fissati nelle discipline del passato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon parla di un vescovo sudamericano che al Concilio si \u00e8 impegnato per il matrimonio ai diaconi, appoggiato in questo da Padri conciliari francesi, belgi, olandesi. Marsaudon aggiunge che la semplificazione della celebrazione della Messa, l&#8217;omelia obbligatoria, la proclamazione del Vangelo nella lingua nazionale condurrebbero la Chiesa verso le sue origini <em>evangeliche<\/em>. Con entusiasmo, Marsaudon osserva che al Concilio, nonostante una minoranza pi\u00f9 papista del Papa (\u00aba part une minorit\u00e9 infime plus papiste que le Pape\u00bb) si manifesta progressivamente lo <em>spirito della collegialit\u00e0<\/em> (187).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Autore strumentalizza frasi e atteggiamenti di Giovanni XXIII a cui sa abilmente mescolare citazioni evangeliche; in tal modo gli \u00e8 facile far passare il Concilio Vaticano II (allora in corso) e le intenzioni di Papa Roncalli, come una vera e propria rivoluzione (\u00ab&#8221;La r\u00e9volution de Jean XXIII&#8221;\u00bb), un evento che rompe col passato e con quella tradizione che attingerebbe &#8211; secondo Marsaudon &#8211; dal Medioevo, dalla superstizione e dall&#8217;Inquisizione&#8230;(188)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Marsaudon gli isolotti integralisti sono a Roma e anche negli USA e in Spagna. Marsaudon attacca il Cardinal Ottaviani, capo degli &#8220;integristi&#8221;, che crede ancora all&#8217;esistenza dell&#8217;inferno&#8230; Ma per il barone &#8220;33&#8221; l&#8217;inferno \u00e8 solo una questione infantile (\u00abquestion en peu enfantine\u00bb) (189).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon cita il giornalista Jean Vermorel che in Paris-Presse-l&#8217;lntransigent del 10 novembre 1963, scrive che Il Papa (Paolo VI) ha preso posizione contro gli abusi [sic!] del Sant&#8217;Uffizio ricevendo alcuni teologi messi all&#8217;Indice come il padre Congar o il gesuita Rahner (espressamente citati da Vermorel). Nello stesso articolo di Vermorel (citato da Marsaudon) c&#8217;\u00e8 una frase del vescovo di Porto, Mons. Ferreira, secondo il quale la collegialit\u00e0 \u00e8 la Chiesa e il cardinalato non corrisponderebbe pi\u00f9 ai nostri tempi&#8230;(190)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Cristiani vogliono la fine di un passato ormai rivoluzionato (\u00aba toutjamais r\u00e9volu\u00bb) (191).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon accenna anche all&#8217;opera teatrale di Rolf Hochhuth, <em>Il Vicario<\/em> in cui si accusa Pio XII di complicit\u00e0 con le mostruosit\u00e0 hitleriane&#8230; Marsaudon non ha gran simpatia per Pio XII il quale appoggiava il Cardinale Canali (grande nemico di Marsaudon!). Con &#8220;equilibrio&#8221; ipocrita, Marsaudon mostra di disapprovare le critiche virulente contro Pio XII, ma poi &#8211; con stile &#8220;diplomatico&#8221; &#8211; rimprovera, di fatto, a Papa Pacelli l&#8217;aver taciuto sugli orrori dell&#8217;antisemitismo hitleriano (192).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon afferma che oggi (1964) Papi come Pio IX e Leone XIII sono oramai dimenticati&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon vede il Concilio come una rivoluzione voluta da Giovanni XXIII all&#8217;insegna della libert\u00e0 di coscienza, con risultati irreversibili, tra cui l&#8217;adattamento ed il ritorno alle fonti evangeliche della Chiesa la pi\u00f9 dogmatica (quella Romana):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAujourd&#8217;hui, on parie non seulement de rapprochement, mais, c&#8217;est cela la REVOLUTION voulue par Jean XXIII, de LIBERTE DE CONSCIENCE. Nous ne pensons pas qu&#8217;un Franc-Macon digne de ce nom, et qui s&#8217;est lui-m\u00e8me engag\u00e9 a pratiquer la tol\u00e9rance, ne puisse se f\u00e9liciter sans aucune restriction, des r\u00e9sultats, irr\u00e9versibles, du Concile, quelles qu&#8217;en soient les conclusions momentan\u00e9es. Nous applaudissons a ces manifestations aussi inattendues que parfois brutales, mais il \u00e9tait \u00e9vident que l&#8217;Eglise la plus dogmatique devait un jour disparaitre ou s&#8217;adapter et pour s&#8217;adapter, revenir aux Sources. Avec tous le Chr\u00e9tiens v\u00e9ritablement sinc\u00e8res nous ne pouvons qu&#8217;esp\u00e9rer, esp\u00e9rer que Jean XXIII n&#8217;a pas v\u00e9cu, ceuvr\u00e9, prie, souffert, n&#8217;est pas mort en vain\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon si appella a tutti gli amici cattolici affinch\u00e8 si distacchino dalle &#8220;preoccupazioni&#8221; della Curia Romana e si rivolgano invece al Vangelo&#8230;(195) Egli esorta i cristiani a mantenersi in questa libert\u00e0 di pensiero, vera rivoluzione che \u00e8 partita dalle Logge massoniche per estendersi al di sopra della Basilica di San Pietro (196)! Parole di Marsaudon 33o!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diplomatico massone tesse l&#8217;elogio della Collegialit\u00e0 episcopale, tanto esaltata da molti Padri conciliari&#8230;(197) Dopo aver enumerato varie iniziative ecumeniche di Paolo VI e i vari consensi riscossi da parte di esponenti di varie chiese e confessioni cristiane (198), Marsaudon parla di rivoluzione di Paolo VI auspicando a Roma la fine dell&#8217;attivit\u00e0 di una minoranza medievale (ossia catto-integrista!) e quindi l&#8217;apertura all&#8217;Oriente e a tutto il mondo, quindi una migliore comprensione dell&#8217;Occidente e dei suoi problemi spirituali. Ecco il brano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] Sur le pian oecum\u00e9nique, c&#8217;est donc d\u00e9j\u00e0 la &#8220;REVOLUTION DE PAUL VI&#8221; Elle marquera, esp\u00e9rons-le, la fin a Rome de l&#8217;activit\u00e9 d&#8217;une minorit\u00e9 moyen\u00e0geuse et une immense ouverture vers l&#8217;Orient, le monde tout entier et ailleurs, une meilleure compr\u00e9hension de l&#8217;Occident et de ses probl\u00e8mes spirituels\u00bb (199).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon scrive che i Massoni devono riflettere su ci\u00f2 che si incomincia a chiamare <em>ecumenismo allargato<\/em> (\u00aboecum\u00e9nisme \u00e9largi\u00bb) (200). L&#8217;Autore spiega che tale <em>ecumenismo allargato<\/em> lo ha percepito nella cerimonia massonica del dicembre 1963 a Parigi, nel conferimento di uno degli alti gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato: infatti alcuni massoni, elevati a quell&#8217;alto grado, hanno prestato giuramento su sette libri &#8220;sacri&#8221; alla presenza dei capi del RSAA d&#8217;Europa (201).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale nozione di <em>ecumenismo allargato<\/em> fa sorridere Marsaudon allorch\u00e9 egli pensa alla prima scomunica antimassonica lanciata da Clemente XII (1738), il quale rifiutava che le logge potessero accogliere uomini di diverse religioni. Marsaudon spiega che la tolleranza e l&#8217;ecumenismo offerti dalla Massoneria consentono a tutti gli uomini di adorare Dio ciascuno mantenendo i propri principi e le proprie convinzioni&#8230;(202) Si \u00e8 in pieno soggettivismo religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon spiega che mentre il cristianesimo sta ritrovando le sue origini (grazie al Concilio!), mentre Paolo VI cammina sulle tracce di Ges\u00f9, mentre i preti operai lavorano nell&#8217;umilt\u00e0, il massone deve guardare alla Massoneria. Per Marsaudon il cristianesimo \u00e8 altra cosa dall&#8217;appartenenza ad una Chiesa determinata, per cui non c&#8217;\u00e8 incompatibilit\u00e0 (secondo Marsaudon) tra la qualifica di massone e quella di credente&#8230;(203)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon auspica che con la terza sessione del Concilio si realizzi una unione con tutti i cristiani e con tutti gli uomini di buona volont\u00e0. .. Tale sar\u00e0 l&#8217;integrazione del Cristianesimo nel mondo moderno auspicata &#8211; secondo Marsaudon &#8211; da Papa Giovanni XXIII.. .(204)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un altro libro, Souvenirs et R\u00e9flexions, Marsaudon si chiede: Perch\u00e9 i nove decimi, se non proprio tutte le logge del mondo, si interessano dell&#8217;abolizione del canone 2335 del CIC, che commina la scomunica ai Massoni? Nella Massoner\u00eca britannica non ci sono molti cattolici. Le varie Massonerie filo-protestanti (anglosassoni, americane) <em>non si riconoscono soggette alle leggi della Chiesa di Roma. Dunque perch\u00e9 si impegnano a far togliere la scomunica?<\/em> (205)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti Massoni hanno ritenuto opportuno che la Chiesa riveda tale norma visto che essa stessa, nei suoi esponenti, sembra esser cambiata&#8230; Marsaudon cita l&#8217;apertura della politica vaticana al comunismo dell&#8217;Europa orientale .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con orgoglio, Marsaudon si dichiara fiero di appartenere ad una Chiesa ortodossa, che secondo lui \u00e8 la pi\u00f9 vicina ai Vangeli&#8230; Dice anche che <em>la Massoneria \u00e8 una signora troppo grande per inchinarsi alla Chiesa di Roma&#8230; \u00c8 il Vaticano che, per primo, dovrebbe compiere un gesto di riavvicinamento<\/em>&#8230;(207)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon, entusiasta della sua nuova Obbedienza massonica (la GLNF), afferma curiosamente che per i Massoni (almeno quelli della GLNF) \u00e8 inutile sforzarsi di convincere l&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio ad abrogare la scomunica (antimassonica), considerando anche che a Roma (ossia nella Chiesa) \u00e8 in corso (parole sue!) una progressiva e sensibile protestantizzazione.. .(208)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro <em>Souvenirs et R\u00e9flexions<\/em> vi sono varie immagini, alcune delle quali chiaramente esoteriche, cio\u00e8 ispirate all&#8217;Alchimia e all&#8217;Ermetismo. Alcune di quelle immagini si trovano anche nei libri di Oswald Wirth 33o, massone occultista della <em>Grande Loge de France<\/em>, che Marsaudon cita ed elogia nel suo libro. In effetti Marsaudon riconosce in Wirth 33o (\u00abv\u00e9ritable initi\u00e9\u00bb) il suo maestro iniziatici (209). Ormai anziano &#8220;33&#8221;, nel 1976, Marsaudon si dichiara ancora fiero della sua entrata in Massoneria e della sua formazione iniziatica (210)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon respinge l&#8217;aborto (211). Per\u00f2, accetta la contraccezione nonostante l&#8217;insegnamento contrario della Chiesa (212). Egli \u00e8 anche ambientalista e animalista, tirando dalla sua parte Cristo e san Francesco d&#8217;Assisi, in antitesi ai governi ed alle chiese a cui rimprovera di esser poco preoccupate del problema della sopravvivenza universale&#8230; Marsaudon 33o si lascia &#8220;sfuggire&#8221; un concetto caro ai massoni esoterici (ad es., a quelli del Rito Scozzese Rettificato e del RSAA): ossia, <em>riconquistare<\/em> il Paradiso terrestre (o <em>reintegrazione edenica<\/em>) (213)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua sentimentale difesa degli animali, contro la crudelt\u00e0 degli uomini, Marsaudon presenta addirittura gli animali quasi come \u00abSuperiori Incogniti\u00bb degli uomini&#8230; <em>Superiori Incogniti<\/em> \u00e8 un termine esoterico-martinista.. , (214)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marsaudon, insieme a sua moglie Ariette, sostiene l&#8217;esistenza di Dio ma anche la inutilit\u00e0 delle chiese, del clero e dei loro obblighi&#8230; Insomma, non sono necessari intermediari tra noi e Dio&#8230; Il barone Marsaudon dice che tale <em>tolleranza metafisica<\/em> non gli impedisce di stare nella Chiesa Ortodossa (di Francia) che &#8211; secondo lui &#8211; \u00e8 molto tollerante, a differenza del &#8220;Romanismo&#8221; (Chiesa Romana) (215).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.3. Francois Ribadeau Dumas (GLDF?) tra progressismo e tradizionalismo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un libro del 1970, Frangois Ribadeau Dumas, <em>Cavaliere di Malta<\/em> (216), studioso e ammiratore di magia e Massoneria (probabilmente lui stesso massone), esoterista, afferma la teoria della <em>redenzione del Diavolo<\/em> (217). Ribadeau elogia quelli che lui chiama <em>i maghi di Dio<\/em>: ossia massoni ed esoteristi &#8220;cristiani&#8221;, cultori di magia nel secolo XVIII (Dom Pernety, De Pasqually, Willermoz, De Saint Martin, Cagliostro&#8230;). Ci\u00f2 che accomuna quei personaggi e i vari Ordini Iniziatici, rosacruciani, massonici e non massonici, \u00e8 realizzare la <em>Reintegrazione dell&#8217;Uomo nello stato primordiale edenico.<\/em> Ribadeau manifesta chiare simpatie per il neo-gnosticismo, l&#8217;esoterismo, la Massoneria e addirittura, anche per il Diavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ribadeau passa a considerare i grandi cambiamenti occorsi con il Concilio Vaticano II: la riforma liturgica e la soppressione del latino&#8230; Sembra che Ribadeau condivida alquanto la posizione tradizionalista: <em>la riforma liturgica in atto sarebbe un totale sconvolgimento della liturgia, segno della perdita di fede<\/em>. Ma Ribadeau non \u00e8 un cattolico tradizionale ordinario, in quanto anche nell&#8217;attaccamento alla liturgia tradizionale, Ribadeau inserisce il suo animus esoterico; addirittura il breviario in latino \u00e8 definito da Ribadeau un <em>formulario esoterico<\/em> del colloquio con Dio&#8230;(218)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, al termine, Ribadeau precisa meglio il suo pensiero che sembra congiungere gli opposti del &#8220;progressismo&#8221; e del &#8220;tradizionalismo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ribadeau si chiede se tali cambiamenti liturgici porteranno a breve alla fine dei rituali ed alla sparizione dei riti (\u00abSerace la fin des rituels et la disparition a plus ou moins br\u00e8ve \u00e9ch\u00e9ance des rites?\u00bb). Ribadeau afferma che a tale quesito sono possibili due risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte, la semplificazione del cerimoniale liturgico pu\u00f2 avere come effetto il ritorno alla purezza dei tempi evangelici, la ricerca personale del Divino, la preminenza della vita inferiore su quella esteriore&#8230;. In secondo luogo, abbandonando quella che Ribadeau definisce \u00abmagie cerimonielle\u00bb (Ribadeau si riferisce evidentemente alla liturgia cattolica tradizionale), l&#8217;uomo &#8211; secondo Ribadeau &#8211; pu\u00f2 innalzarsi anche grazie alle conquiste della scienza e sentire in lui il richiamo della legge divina ed elevarsi ad una <em>luce trascendentale<\/em> diversa da quella predicata dai Concilii cattolici, luce trascendentale che per\u00f2 &#8211; secondo Ribadeau &#8211; tiene l&#8217;uomo legato alla <em>Vita Nuova<\/em>, alla <em>Tradizione<\/em>, alla <em>Catena di Unione Universale<\/em>&#8230;(219)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per concludere Ribadeau afferma che la <em>perennit\u00e0 dei riti<\/em> (incluso quello cattolico tradizionale) rester\u00e0 in circoli ristretti. Dunque &#8211; precisa Ribadeau &#8211; la mutazione non pu\u00f2 nulla contro la <em>Tradizione<\/em>&#8230;(220) Sembra proprio che a Ribadeau piaccia che il Rito Romano antico rimanga \u00e9litario, per pochi privilegiati&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.4. L'&#8221;equilibrio&#8221; ed il &#8220;cattolicesimo&#8221; tradizionale ed esoterico di Jean Tourniac (GLNF)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro <em>Symbolisme Magonnique et Tradition Chr\u00e9tienne<\/em> (19651, 19932), Jean Tourniac sorprende e ammalia il lettore cattolico con la sue numerose citazioni di Sacra Scrittura, Patristica, letteratura cristiana medievale (es. Divina Commedia) e contemporanea, testi della Liturgia Cattolica, Teologia dogmatica ed eucaristica, Storia e Magistero della Chiesa&#8230; Tourniac: dichiara filiale sottomissione a Papa Paolo VI (1965); scrive ammirato di Papa Montini e di Giovanni Paolo II e del loro Magistero; difende il Vaticano II; denuncia i pericoli del progressismo, o modernismo, e del tradizionalismo postconciliare in campo dottrinale e liturgico; difende la Tradizione ed il sano progresso come insegnato da Paolo VI e Giovanni Paolo II; elogia il giudeo-cristianesimo&#8230;(221)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 Tourniac non \u00e8 un vero cattolico e la &#8220;Tradizione&#8221; a cui \u00e8 legato \u00e8 quella esoterica, in generale, e gu\u00e8noniana, in particolare. Tourniac \u00e8 un massone, esoterista e discepolo di Rene Gu\u00e9non. Per Tourniac c&#8217;\u00e8 compatibilita tra Cristianesimo (Chiesa di Roma) e Massoneria. Anzi, la Massoneria &#8211; secondo Tourniac &#8211; porterebbe il Cristianesimo al suo compimento. L&#8217;esoterismo racchiuderebbe Antica e Nuova Alleanza&#8230; La Massoneria &#8211; spiega Tourniac &#8211; pratica (nella <em>English Craft Masonry<\/em> e <em>Royal Aron<\/em>) riti che attuano: <em>morte iniziatica, discesa alchemica agli Inferi<\/em>, <em>superamento dello stato umano, Illuminazione divina<\/em>&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi negli Alti Gradi Templari, la Massoneria regolare e tradizionale collega l&#8217;Adepto al Sacerdozio primordiale e sovraconfessionale di Melkisedek&#8230; La Massoneria porta dunque il Verbo-Cristo&#8230;(222) La magia rituale massonica risalta chiaramente dagli scritti (sopra citati) di Tourniac, il quale da buon massone tenta la <em>conciliazione<\/em> <em>di tutti gli opposti<\/em> (\u00abl&#8217;unit\u00e0 dei contari\u00bb, \u00abcoincidenza degli opposti\u00bb, inclusi: <em>divino-demoniaco, vita-morte<\/em>&#8230;), che dal punto di visto esoterico-massonico, si realizzerebbe in Dio, l&#8217;Uno-Immutabile&#8230;(223)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.5. Altre voci di massoni esteri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con lettera datata 26 maggio 1962, i vertici della Massoneria del <em>Grande Oriente di Haiti<\/em> indirizzano alla Commissione Centrale Preparatoria del Concilio una supplica da sottoporre a Papa Giovanni XXIII. Pierre Armand (Gran Maestro), F\u00e9lix Hilaire (1o Gran Maestro Aggiunto), Leon Lamothe (2o Gran Maestro Aggiunto), Albert Dominique (Gran Segretario) sottolineano che la Massoneria haitiana, nel solco della Gran Loggia Unita d&#8217;Inghilterra, non ha mai cospirato contro la Chiesa, ma ha sempre professato princ\u00ecpi religiosi e vuole il bene dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto il Grande Oriente haitiano auspica che <em>Massoneria e Chiesa<\/em> si uniscano contro le tenebre del materialismo e chiede l&#8217;abolizione della scomunica antimassonica prevista dal can. 2335 (CIC 1917). Comunque i suddetti massoni si mostrano gi\u00e0 convinti che la loro Obbedienza massonica non cada sotto la pena comminata da quel canone (ma allora che senso ha quella supplica?). Inoltre, abilmente, dichiarano che se la Santa Sede nutrisse dubbi sulla loro lealt\u00e0, si potrebbe concedere ai Vescovi locali di pronunziarsi sulla situazione della Massoneria nel loro Paese, con eventuale riserva della ratifica papale (224).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vari massoni hanno rimpianto la morte di Giovanni XXIII come di colui che ha indetto il Concilio e avviato il clima di dialogo e di ottimismo &#8220;pastorale&#8221;. Altrettanto rimpianto, da vari ambienti massonici, \u00e8 stato anche Paolo VI. Tutto ci\u00f2 \u00e8 sintomatico del tipo di ermeneutica con cui ambienti massonici &#8220;regolari&#8221; e &#8220;irregolari&#8221; hanno letto il Concilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In data 4 giugno 1963 (un giorno dopo il decesso di Papa Roncalli), il Gran Maestro della GLNF, Ernst Van Haecke, invia un &#8220;toccante&#8221; telegramma di cordoglio al Card. Eug\u00e8ne Tisserant, Decano del Collegio Cardinalizio. Anche la Gran Loggia di Francia ha espresso cordoglio per la morte di Giovanni XXIII come \u00abcapo spirituale\u00bb che ha dato esempio mirabile di \u00abtolleranza\u00bb (226).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece il Grande Oriente di Francia ha rifiutato di rilasciar interviste alla stampa, dato che &#8211; precisano i massoni del GOdF -\u00abun Papa &#8211; fosse pure Giovanni XXIII &#8211; resta solidale con l&#8217;azione dogmatica della Chiesa Cattolica e Romana\u00bb (227).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con lettera datata Buenos Aires, 1 dicembre 1963, acclusa al suo libro <em>Jesuitas y Masones<\/em> (1963), l&#8217;autore, Tohotom Nagy, ex gesuita ungherese e massone argentino, rivolge un appello a Paolo VI. Nagy trova che la tolleranza religiosa difesa da Giovanni XXIII nell&#8217;enciclica <em>Pacem in terris<\/em>, conviene con la Massoneria. Inoltre Nagy si appiglia all&#8217;atteggiamento ecumenico della Chiesa nei confronti dei protestanti per invocare un cambiamento di rotta della Chiesa nei confronti della Massoneria, giacch\u00e9 molti massoni sono ben disposti e molti sono i cattolici in Massoneria&#8230; Nagy osserva che i protestanti non condannano la Massoneria ma anzi molti dei loro Pastori conducono vita massonica e svolgono bene la loro funzione nella comunit\u00e0 protestante&#8230; Pertanto Nagy implora dal Papa la paterna rimozione della scomunica antimassonica, affinch\u00e8 Chiesa e Massoneria possano insieme fronteggiare il pericolo dell&#8217;incredulit\u00e0&#8230;(228)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una conferenza stampa del giugno 1973, l&#8217;allora Gran Maestro della <em>Grande Loge de France<\/em>, Richard Dupuy, ha dichiarato che, \u00abgrazie specialmente a quell&#8217;uomo straordinario che fu Giovanni XXIII\u00bb (229), si \u00e8 approdati alla soppressione della nozione antimassonica di \u00abscomunica sistematica\u00bb. Tuttavia, dopo qualche anno (1975), Dupuy pubblica il libro <em>La fai d&#8217;un franc-macon<\/em> in cui dimostra che, di fatto, la Massoneria professa un autentico soggettivismo e relativismo religioso (230).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1968 l&#8217;editrice Beauchesne di Parigi pubblica un libro-colloquio del gesuita p. Michel Riquet e del massone Jean Baylot, alto dignitario della <em>Grande Loge Nationale Francaise<\/em>. Come tanti dialoghi postconciliari catto-massonici, anche quello \u00e8 un dialogo all&#8217;insegna della superficialit\u00e0; infatti non viene approfondito il tema dell&#8217;esoterismo massonico coltivato in un&#8217;Obbedienza che presume d&#8217;essere religiosa, tradizionale e filo-cattolica, come la GLNF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riquet e Baylot postulano la pacificazione tra Chiesa e Massoneria regolare, ammantandosi, a tal fine, dello spirito dialogico inaugurato dal Concilio Vaticano II. Baylot \u00e8 soddisfatto dell&#8217;atteggiamento ecumenico della Chiesa e rivela che ci sono massoni che sperano, sulla scia del movimento post-conciliare (\u00aba l&#8217;occasion de ce mouvement post-conciliaire\u00bb), la revisione delle condanne ecclesiastiche antimassoniche (231).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1968, in una conferenza a Maestri Massoni inglesi, il Fr. Harry Carr, celebre studioso di ritualit\u00e0 e simbolismo massonico, ha sottolineato la grande apertura della Chiesa inaugurata con il Vaticano II auspicando un ponte tra Chiesa e Massoneria. Uno degli uditori ha fatto notare che nella libreria cattolica di Westminster Cathedral erano ancora venduti opuscoli antimassonici&#8230; Carr appur\u00f2 la cosa, ebbe vari incontri con il Card. Heenan (232) che &#8211; purtroppo &#8211; lo assecond\u00f2. Infatti nel 1968 la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles presenta alla Congregazione per la Dottrina della Fede un rapporto favorevole all&#8217;appartenenza di un cattolico alla Massoneria .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cardinale Franjo Seper, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, invia lettera datata 28 febbraio 1968 ai Presidenti delle Conferenze Episcopali perch\u00e9 raccolgano informazioni sulla Massoneria locale e sull&#8217;atteggiamento di questa verso la Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delle 11 conferenze episcopali europee, tutte, eccetto quella spagnola, rispondono alla lettera di Seper (del 26.2.1968) chiedendo una revisione della posizione della Chiesa nei confronti della Massoneria e quindi auspicano un dialogo tra Chiesa e Logge Massoniche. Ecco alcuni di quei prelati favorevoli alla Massoneria:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il Cardinale olandese Alfrink, secondo il quale la Massoneria \u00e8 un arte che intende migliorare l&#8217;uomo dal punto di vista etico e spirituale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il Cardinale Heenan di Westminster (Inghilterra), a favore della doppia appartenenza cattolico-massonica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il Cardinale D\u00f2pfner (Repubblica Federale Tedesca) scriveva che la Massoneria non era una societ\u00e0 segreta, ma segreti restavano solo i rituali e segni di riconoscimento tra massoni&#8230; La scomunica ai massoni non tiene affatto lontani i cattolici dalle logge&#8230; La Conferenza Episcopale Tedesca ritiene opportuno l&#8217;abolizione della scomunica ai massoni&#8230;(234)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte di Paolo VI, telegrammi di cordoglio sono stati indirizzati dal Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente di Spagna al Nunzio Apostolico e al Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola. Inoltre anche il Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del 33o grado RSAA per la Spagna (Julian Calvo 33o) ha espresso, da parte sua e della Massoneria spagnola, il dolore \u00abper la morte di Paolo VI, papa del dubbio, dell&#8217;umanit\u00e0 e della speranza\u00bb (235).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1966, il rabbino ebreo e massone William F. Rosenblum, 33o, Gran Cappellano della Gran Loggia dello Stato di New York (USA), dichiara che con il Concilio Vaticano II \u00e8 giunto il tempo per la Chiesa di abolire le censure antimassoniche. Rosenblum 33o afferma che la Massoneria, come la Chiesa Cattolica, insegna la fede in Dio e il diritto di ogni uomo alla libert\u00e0&#8230; Secondo Rosenblum 33o i Cattolici possono essere buoni Massoni e i Massoni possono essere buoni Cattolici (236).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli Anni 70, il periodo post-conciliare pi\u00f9 &#8220;aureo&#8221; per la Massoneria, il Sovrano dei &#8220;33&#8221; americani del Supremo Consiglio RSAA &#8211; Giurisdizione Sud, Henry C. Clausen 33o si \u00e8 rallegrato del fatto che: \u00abmolti dei nostri amici membri della Chiesa cattolica [..] invitano i capi della loro Chiesa a por fine agli attacchi contro la Massoneria e le attivit\u00e0 massoniche. [&#8230;] In realt\u00e0 in Vaticano \u00e8 stato compiuto il primo passo. Ci sono stati incontri e discussioni per abolire i provvedimenti del diritto canonico. \u00c8 stato affermato che nel &#8220;Codex Juris Canonici&#8221; le Bolle e i Brevi sono solamente l&#8217;espressione di opinioni personali\u00bb (237).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in altri luoghi del suo Commentario ai gradi massonici del RSAA, Clausen ha parole dure e di odio contro il clero cattolico e contro la Chiesa Romana:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u00abIl principio di libert\u00e0 contesta il diritto di dominio del clero sulla massa ignorante. Perci\u00f2 alcuni oscurantisti retrogradi del clero sono acerrimi nemici dei Massoni [&#8230;]\u00bb (238).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Nel suo commento al 30\u00b0 grado del RSAA, Clausen scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 questo uno dei gradi che contengono un mandato per rendere pi\u00f9 umana l&#8217;antica lezione della vendetta. II candidato giura, alla solenne presenza della morte, di opporsi con tutte le sue forze al dispotismo dogmatico ed alla tirannia politica. Le capacit\u00e0 richieste per un Kadosch sono rese manifeste ai &#8220;Frank Judges&#8221;. Infine, per solennizzare la memoria dell&#8217;ultimo Gran Maestro dei Cavalieri del Tempio, Jacques de Molay, si pratica un rituale con cui si danno istruzioni per ostacolare tutti i tentativi della Chiesa e dello Stato tendenti ad annientare la libert\u00e0 dell&#8217;uomo, diminuire la sua libert\u00e0 di pensiero, o avvilire e scuotere la venerazione che egli ha per il supremo potere spirituale da lui liberamente scelto\u00bb (239).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Clausen 33o accusa la Chiesa Cattolica Romana di aver ingiustamente condannato: la <em>Massoneria<\/em> (sin dal 1738), <em>la separazione tra Chiesa e Stato, la libert\u00e0 di parola e di pensiero<\/em>&#8230; Clausen contesta la Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant&#8217;Uffizio, ex Inquisizione, osserva Clausen) &#8220;colpevole&#8221;,\u00a0 tra l&#8217;altro &#8211; secondo Clausen -, di aver rifiutato l&#8217;apertura alla teologia protestante ribadendo l&#8217;esistenza di una <em>sola Chiesa<\/em> e il dogma dell&#8217;infalliblit\u00e0 pontificia (240). Clausen 33o scrive senza mezzi termini: \u00ab<em>Noi contestiamo la tirannia ecclesiastica ed il dispotismo spirituale. Se non fosse cos\u00ec, la Massoneria coverebbe all&#8217;interno i semi della propria distruzione<\/em>\u00bb (241).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il massone tedesco Reinhold Dosch si rallegra che con il Vaticano II sia cominciato il dialogo della Chiesa con <em>gli uomini di buona volont\u00e0<\/em> (massoni inclusi!) e quindi <em>il dialogo in vista della riconciliazione tra Chiesa e Loggia<\/em>. I massoni di lingua tedesca, impegnati nel dialogo postconciliare con alcuni ecclesiastici, hanno disapprovato i successivi pronunciamenti antimassonici dei Vescovi tedeschi (1980) e della Chiesa di Roma (1983).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dosch e i massoni tedeschi sono convinti della perfetta compatibilita tra Chiesa e Loggia&#8230; Pertanto le dichiarazioni ecclesiastiche antimassoniche sarebbero &#8211; secondo Dosch &#8211; semplici opinioni soggettive di Papi, Cardinali, Vescovi&#8230;(242) Ma a questo punto dobbiamo dire che soggettive sono piuttosto le <em>dichiarazioni di compatibilita<\/em> catto-massonica rilasciate di continuo dai massoni (non solo di lingua tedesca) e condivise &#8211; di tanto in tanto &#8211; da ecclesiastici ingenui, superficiali o conniventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.6. Come alcuni massoni italiani leggono il Concilio Vaticano II<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I testi massonici che ho reperito interpretano (e manipolano) il Vaticano II nell&#8217;ottica progressista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II 4 giugno 1963, in occasione della morte di Giovanni XXIII, il Gran Maestro del Grande Oriente d&#8217;Italia (COI), Giordano Gamberini rilascia una nota di cordoglio e di elogio sulla figura di Papa Roncalli, definendolo \u00abuomo buono\u00bb che ha cercato di colmare il vuoto che la Chiesa in passato ha creato nei confronti della modernit\u00e0&#8230;(243) Altro messaggio di cordoglio, Gamberini lo manda dalle righe della <em>Rivista Massonica<\/em> (luglio 1978, pp. 289-290) in occasione della morte di Paolo VI. Gamberini elogia Paolo VI come il primo Papa che muore \u00abnon in (stato di ostilit\u00e0 coi massoni\u00bb&#8230;(244)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;intervista rilasciata nel 1999 al giornalista e vaticanista de <em>L&#8217;Espresso<\/em>, Sandro Magister, il Gran Maestro del Grande Oriente d&#8217;Italia, l&#8217;Avv. Gustavo Raffi, esprime la sua preferenza per un Papa come Paolo VI rispetto ad uno come Papa Wojtyla: \u00abPaolo VI, l&#8217;uomo del dubbio\u00bb (245)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;Allocuzione per l&#8217;Equinozio d&#8217;Autunno 2000, il Gran Maestro Gustavo Raffi dice tra l&#8217;altro: \u00abIn questo momento, assistiamo ad un momento di regressione: le grandi conquiste dell&#8217;ultimo Concilio Vaticano sono in discussione. Non si opera pi\u00f9 la distinzione tra credenti e non credenti, oggi si afferma il primato: si afferma che solo una via \u00e8 quella della salvezza. Siamo tornati indietro! lo tremo quando trovo uomini di certezza, perch\u00e9 essi sovente ti vogliono salvare l&#8217;anima e per raggiungere questo obiettivo magari ti riducono a vittima, sul presupposto che stanno agendo nel tuo interesse. <em>E cos\u00ec ci accorgiamo che, per motivi che possono essere legati anche a quelli che saranno gli assetti dei domani, del dopo Giovanni Paolo II, una parte reazionaria vuole riportare indietro le lancette della storia<\/em>\u00bb (246).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II 19 dicembre 2001, presso la sede del GOI si \u00e8 tenuta la presentazione di un libro di Giordano Bruno Guerri su Ernesto Bonaiuti, prete modernista presentato dal Guerri (e dai massoni) come <em>anticipatore del Concilio Vaticano II<\/em>&#8230;(247)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luigi Danesin 33o (Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d&#8217;Italia &#8211; Piazza del Ges\u00f9 &#8211; Palazzo Vitelleschi &#8211; GLDI) ha dichiarato in un&#8217;intervista: \u00abNel nostro seno ci sono fratelli appartenenti a tutte le religioni, ma in special modo cattolici e non la stupir\u00e0 apprendere che anche alcuni prelati sono Liberi Muratori. Certo, il tema della scomunica resta d&#8217;attualit\u00e0 anche se cos\u00ec non dovrebbe essere: il Concilio voluto da papa Roncalli aveva, infatti, esplicitamente affermato che la scomunica contro i massoni non faceva pi\u00f9 parte del Codice di diritto Canonico. In seconda battuta \u00e8 poi venuto qualcuno a dire: s\u00ec, ma non importa, la scomunica resta. Vedremo ora cosa accadr\u00e0 con papa Benedetto XVI\u00bb (248).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, il Concilio non ha affermato esplicitamente che la scomunica ai massoni non era pi\u00f9 parte del Codice di Diritto Canonico. Danesin erige a &#8220;volont\u00e0 conciliare&#8221;, le intenzioni dei massoni e di qualche Padre conciliare liberale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Ernesto Laudicina 33o (GLDI) (249) sostiene la compatibilita tra Massoneria e Chiesa Cattolica rimpiangendo l&#8217;epoca conciliare e quella post-conciliare montiniana come il tempo aureo (per la Massoneria!) dell&#8217;apertura, del dialogo, del disgelo, della speranza&#8230;(250) Eppure, proprio il massone Laudicina 33o, in altri suoi libri, mostra l&#8217;oggettiva incompatibilit\u00e0 tra Massoneria e Chiesa. Laudicina 33o illustra l&#8217;esoterismo massonico, intrinsecamente ed indelebilmente ispirato alla Cabala ebraica e all&#8217;Alchimia esoterica. Laudicina mostra che la ritualit\u00e0 massonica (forma peculiare di magia) pretende di operare nel massone una morte-rinascita iniziatica, una nominazione, una deificazione&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il 30o grado Kadosh del RSAA, il massone &#8211; spiega ancora Laudicina &#8211; pu\u00f2 ascendere verso ulteriori Stati Superiori dell&#8217;Essere, trascendere l&#8217;umanit\u00e0 ordinaria fino a poter diventare Uomo Universale unito allo Spirito&#8230;(251). Come il Fr. Laudicina, cos\u00ec in genere tanti altri massoni (anche quelli citati in questo mio studio) affermano (a voce o per iscritto) la compatibilita tra Massoneria e Chiesa accusando di <em>ignoranza<\/em> e di <em>antimassonismo patologico<\/em> Papi, Vescovi, preti e laici cattolici&#8230; Eppure quegli stessi massoni, allorch\u00e9 spiegano in dettaglio riti, simboli ed esoterismo massonico, confermano l&#8217;incompatibilit\u00e0 tra Chiesa e Loggia. Ci\u00f2 non deve sorprendere, in quanto i massoni, alchimisti dello &#8220;spirito&#8221;, devono lavorare incessantemente a <em>conciliare tutti gli opposti<\/em>, proprio <em>tutti<\/em>..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II Gran Maestro del Grande Oriente d&#8217;Italia, l&#8217;Avv. Gustavo Raffi, \u00e8 noto per le sue posizioni laicistiche su temi etici e sociali (gay pride, sperimentazione sugli embrioni, caso Eluana Englaro &#8230;). Da buon massone non sopporta la bench\u00e9 minima influenza della Chiesa sulla scena socio-politica italiana. A Papa Wojtila e a Papa Ratzinger, Raffi preferisce invece Papa Montini, Paolo VI&#8230; Da poco rieletto Gran Maestro (aprile 2009), Raffi dichiara: \u00ab&#8221;lo sono montiniano. Un papa che non metteva pregiudizialmente davanti a tutto il primato della dottrina&#8221;\u00bb (253).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Raffi non piace il Pontificato di Papa Ratzinger e mostra chiaramente di prediligere l&#8217;ermeneutica progressista nei riguardi del Concilio Vaticano II: \u00ab&#8221;Siamo contro i dogmatismi. Preferiamo quel cattolicesimo che fa riferimento al Concilio Vaticano II&#8221;\u00bb (254).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4. Alcuni rilievi conclusivi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno tirer\u00e0 un sospiro di sollievo al termine di questo mio &#8220;minestrone&#8221; di aspetti di storia contemporanea intra-ecclesiale. Tra questi ci sono anch&#8217;io che ho dovuto rileggere pi\u00f9 volte queste mie note. Tiriamo un po&#8217; le somme, per mostrare che il &#8220;minestrone&#8221; ha tutto sommato ingredienti &#8220;ragionati&#8221; e non messi a caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Massoni e Concilio Vaticano II: prima, durante e dopo<\/em>. Questo \u00e8 il tema principale, che ho cercato di accompagnare e incastonare con altre tematiche, quasi come in un mosaico. Il Concilio per i massoni \u00e8 stato indubbiamente l&#8217;occasione da non perdere, l&#8217;evento da manipolare per metter fine all&#8217;antimassonismo della gerarchia ecclesiastica. Manipolazione? In effetti, negli Antichi Doveri dei Liberi Muratori (1723), tuttora seguiti dalle Massonerie mondiali, \u00e8 detto che il massone, dinanzi a profani, deve saper \u00absviare un discorso e manipolarlo prudentemente\u00bb per difendere l&#8217;onore della Massoneria (art. VI, 4) (255). Anche un discorso sul Vaticano II o su Chiesa e Loggia? Perch\u00e9 no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Concilio Vaticano II \u00e8 un concilio cattolico, che essendo di intonazione pastorale, non ha canoni ed anatemi. \u00c8 indubbio che tra i partecipanti vi erano Padri conciliari permeati &#8211; chi pi\u00f9, chi meno; chi ingenuamente, chi colpevolmente &#8211; dalla mentalit\u00e0 (neo-)modernista. Sono cose messe bene in luce grazie anche ai contributi di studiosi in comunione con la Chiesa di Roma, quali Romano Amerio, Card. Joseph Ratzinger (attuale Ponefice!), mons. Brunero Gherardini ed altri ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di comprendere meglio i motivi del passaggio ecclesiale da un Concilio ottimista (il Vaticano II) ad un postconcilio poco felice, \u00e8 stato opportuno fare anche alcuni rilievi storico-critici su alcuni aspetti della vita, del pensiero, delle speranze pastorali di Mons. Montini\/Paolo VI, molto aperto alle novit\u00e0 teologiche e liturgiche. Quando ha mostrato di accorgersi del neo-modernismo intra-ecclesiale, non \u00e8 riuscito a raddrizzare di molto il corso degli eventi. Riconosciamo che, tutto sommato, \u00e8 stato un grande Papa, vissuto in un momento ecclesiale di transizione e di rinnovamento che forse richiedevano un polso disciplinare pi\u00f9 fermo, una voce pi\u00f9 forte, pi\u00f9 chiara e pi\u00f9 tempestiva. Dio solo sa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilievi pi\u00f9 critici e negativi sono stati necessari sul pensiero neo-modernista di Karl Rahner e sul <em>tradizionalismo a oltranza<\/em>, contestatore e spettacolare, di Mons. Lefebvre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi scenari ecclesiali, dagli ambienti pi\u00f9 progressisti a quelli che vantano &#8220;moderazione&#8221;, &#8220;equilibrio&#8221; conciliari e postconciliari, fino &#8211; addirittura! &#8211; agli ambienti pi\u00f9 tradizionali o conservatori, fanno capolino, qua e l\u00e0, personaggi e idee in vario modo legati alla Massoneria o alla cultura esoterica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo visto qualcosa delle ermeneutiche massoniche sul Vaticano II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono massoni che vedono il Vaticano II alla luce <em>dell&#8217;ermeneutica della continuit\u00e0<\/em> e tra questi c&#8217;\u00e8 chi detesta apertamente la Chiesa Romana che non avrebbe approfittato del Concilio per realizzare l&#8217;<em>umanesimo massonico <\/em>(cf. Mitterand, GOdF); e c&#8217;\u00e8 poi chi elogia la Chiesa Romana, il Vaticano II e la Tradizione (cf. Tourniac, GLNF; Ribadeau Dumas, GLDF?), ma con l&#8217;intenzione di congiungere gli opposti <em>Chiesa-Massoneria<\/em> nel nome di una <em>Tradizione<\/em> primordiale esoterica che certamente non risale al Vero Dio Uno e Trino, rivelato in Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono poi massoni che leggono il Concilio secondo <em>l&#8217;ermeneutica della discontinuit\u00e0<\/em>, per cui il Vaticano II sarebbe una vera Rivoluzione animata dallo spirito libertario massonico (cf. Marsaudon, GLDF\/GLNF). E a proposito dell&#8217;<em>unione degli opposti<\/em>, c&#8217;\u00e8 l&#8217;esoterista (massone?) Francois Ribadeau Dumas che &#8211; coerentemente con il suo pensiero esoterico &#8211; mostra di approvare sia il neo-modernismo dottrinale e liturgico (con mentalit\u00e0 di protestantesimo liberale e scientismo) e sia il tradizionalismo &#8220;cattolico&#8221; liturgico \u00e9litario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripeto: Ribadeau Dumas mostra di gradire allo stesso tempo sia il modernismo liturgico (che spande sulle masse dei fedeli la semplificazione dei riti unita ad abusi di protestantizzazione e secolarizzazione) e sia un qual certo \u00e9litarismo tradizionalista che si compiace di riservare solo a pochi eletti il Rito Romano tradizionale&#8230; L&#8217;analisi di queste idee induce a ipotizzare che oltre ai neo-modernisti anche alcuni tradizionalisti &#8220;cattolici&#8221; filoesoterici (o massonici) sarebbero ben lieti di bloccare o almeno limitare il pi\u00f9 possibile l&#8217;applicazione del <em>Motu Proprio Summorum Pontificum<\/em> (2007) col quale Papa Benedetto XVI ha dato maggior libert\u00e0 al Rito Romano tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero necessario far luce su fatti, personaggi e retroscena del Concilio Vaticano II, presentarlo in luce complessiva, o meglio nelle sue luci e nelle sue ombre; luci e ombre che riguardano mentalit\u00e0, prassi e strategie di vari Padri conciliari e, forse, anche alcuni punti o brani di testi conciliari. Ma, per quanto riguarda i testi conciliari, si tratta di studi assai delicati che lascio a chi \u00e8 pi\u00f9 competente di me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che posso e che ho cercato di fare &#8211; attraverso fatti, episodi storici &#8211; \u00e8 di mettere in rilievo quel Geist (spirito) &#8220;renano&#8221; che ha tanto influenzato la ricezione e l&#8217;ermeneutica del Concilio nel postconcilio. Ripeto: occorre chiarezza critica onde evitare ermeneutiche (ad es., massoniche) che distorcono la verit\u00e0 storica. Mi auguro che queste mie note portino un contributo alla conoscenza della storia contemporanea e possano suscitare nuovi stimoli di ricerca per ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3705\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fides Cattolica anno IV n.2-2009 di padre Paolo M. Siano, FI (seconda parte)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-tra-storia-ermeneutica-e-massoneria-2\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":20656,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,69],"tags":[344],"class_list":["post-3703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-massoneria","tag-concilio-vaticano-ii","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Alcune note su Concilio e postconcilio tra storia, ermeneutica e Massoneria (2) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alcune-note-su-concilio-e-postconcilio-tra-storia-ermeneutica-e-massoneria-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Alcune note su Concilio e postconcilio tra storia, ermeneutica e Massoneria (2) - 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