{"id":3677,"date":"2010-01-28T12:30:30","date_gmt":"2010-01-28T11:30:30","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-03-03T16:27:04","modified_gmt":"2015-03-03T15:27:04","slug":"nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-ii\/","title":{"rendered":"Nuovo sguardo sulla legge naturale (cap II)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Dal sito della Santa Sede<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ALLA RICERCA DI UN\u2019ETICA UNIVERSALE:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NUOVO SGUARDO SULLA LEGGE NATURALE <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CAPITOLO II: LA PERCEZIONE DEI VALORI MORALI<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>36.<\/strong> L\u2019esame delle grandi tradizioni di sapienza morale condotto nel capitolo primo mostra che alcuni tipi di comportamenti umani sono riconosciuti, nella maggior parte delle culture, come espressione di una certa eccellenza nel modo in cui l\u2019essere umano vive e realizza la propria umanit\u00e0: atti di coraggio, pazienza nelle prove e nelle difficolt\u00e0 della vita, compassione per i deboli, moderazione nell\u2019uso dei beni materiali, atteggiamento responsabile nei confronti dell\u2019ambiente, dedizione al bene comune&#8230;<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali comportamenti etici definiscono le grandi linee di un ideale propriamente morale di una vita \u00absecondo natura\u00bb, cio\u00e8 conforme all\u2019essere profondo del soggetto umano. D\u2019altra parte, alcuni comportamenti sono universalmente riconosciuti come oggetto di riprovazione: uccisione, furto, menzogna, collera, cupidigia, avarizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi appaiono come attentati alla dignit\u00e0 della persona umana e alle giuste esigenze della vita in societ\u00e0. Si \u00e8 giustificati dunque nel vedere, attraverso tali consensi, una manifestazione di ci\u00f2 che, al di l\u00e0 delle diverse culture, \u00e8 l\u2019umano nell\u2019essere umano, cio\u00e8 la \u00abnatura umana\u00bb. Ma, al tempo stesso, si deve constatare che tale accordo sulla qualit\u00e0 morale di alcuni comportamenti coesiste con una grande variet\u00e0 di teorie esplicative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratti delle dottrine fondamentali degli <em>Upanishads<\/em> per l\u2019induismo, o delle quattro \u00abnobili verit\u00e0\u00bb per il buddismo, o del <em>D\u00e0o<\/em> di Lao-Tse, o della \u00abnatura\u00bb degli stoici, ogni sapienza o ogni sistema filosofico comprende l\u2019agire morale all\u2019interno di un quadro esplicativo generale che intende legittimare la distinzione tra ci\u00f2 che \u00e8 bene e ci\u00f2 che \u00e8 male. Abbiamo a che fare con una variet\u00e0 di giustificazioni che rende difficile il dialogo e la fondazione di norme morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>37.<\/strong> Tuttavia, indipendentemente dalle giustificazioni teoriche del concetto di legge naturale, \u00e8 possibile scoprire i dati immediati della coscienza di cui esso vuole rendere conto. L\u2019oggetto di questo capitolo \u00e8 precisamente mostrare come si colgano i valori morali comuni che costituiscono la legge naturale. Vedremo poi come il concetto di legge naturale si basi su un quadro esplicativo che fonda e legittima i valori morali, in modo da poter essere condiviso da molti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare questo, appare particolarmente pertinente la presentazione della legge naturale in san Tommaso d\u2019Aquino, perch\u00e9, fra l\u2019altro, colloca la legge naturale all\u2019interno di una morale che sostiene la dignit\u00e0 della persona umana e riconosce la sua capacit\u00e0 di discernimento (44).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.1. Il ruolo della societ\u00e0 e della cultura<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>38.<\/strong> La persona umana soltanto progressivamente accede all\u2019esperienza morale e diventa capace di dare a se stessa i precetti che devono guidare il suo agire. Vi giunge nella misura in cui, fin dalla nascita, \u00e8 stata inserita in una rete di relazioni umane, a cominciare dalla famiglia, che le hanno consentito, a poco a poco, di prendere coscienza di se stessa e del reale che la circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 avviene in particolare con l\u2019apprendimento di una lingua \u2014 la lingua materna \u2014 che insegna a nominare le cose e consente di diventare un soggetto consapevole di s\u00e9. Orientata dalle persone che la circondano, impregnata dalla cultura in cui \u00e8 immersa, la persona riconosce certi modi di comportarsi e di pensare come valori da perseguire, leggi da osservare, esempi da imitare, visioni del mondo da accogliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto sociale e culturale esercita dunque un ruolo decisivo nell\u2019educazioni ai valori morali. Tuttavia non si possono opporre tali condizionamenti alla libert\u00e0 umana. Questi piuttosto la rendono possibile, perch\u00e9 attraverso di essi la persona pu\u00f2 accedere all\u2019esperienza morale, che eventualmente le consentir\u00e0 di rivedere alcune delle \u00abevidenze\u00bb che aveva interiorizzato nel corso del suo apprendistato morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, nel contesto della globalizzazione attuale, le societ\u00e0 e le culture stesse devono inevitabilmente praticare un dialogo e uno scambio sinceri, fondati sulla corresponsabilit\u00e0 di tutti nei confronti del bene comune del pianeta: devono lasciare da parte gli interessi particolari per accedere ai valori morali che tutti sono chiamati a condividere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.2. L\u2019esperienza morale: \u00abBisogna fare il bene\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>39.<\/strong> Ogni essere umano che accede alla coscienza e alla responsabilit\u00e0 fa l\u2019esperienza di una chiamata interiore a compiere il bene. Scopre di essere fondamentalmente un essere morale, capace di percepire e di esprimere il richiamo che, come si \u00e8 visto, si trova all\u2019interno di tutte le culture: \u00abBisogna fare il bene ed evitare il male\u00bb. Su tale precetto si fondano tutti gli altri precetti della legge naturale (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo primo precetto \u00e8 conosciuto naturalmente, immediatamente, con la ragione pratica, cos\u00ec come il principio di non contraddizione (l\u2019intelligenza non pu\u00f2, simultaneamente e sotto il medesimo aspetto, affermare e negare una cosa di un soggetto), che \u00e8 alla base di ogni ragionamento speculativo, \u00e8 colto intuitivamente, naturalmente, con la ragione teorica, quando il soggetto comprende il senso dei termini usati. Tradizionalmente, tale conoscenza del principio primo della vita morale \u00e8 attribuita a una disposizione intellettuale innata che si chiama la sinderesi (46).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>40.<\/strong> Con questo principio, ci collochiamo immediatamente nell\u2019ambito della moralit\u00e0. Il bene che cos\u00ec si impone alla persona \u00e8 infatti il bene morale, cio\u00e8 un comportamento che, superando le categorie dell\u2019utile, va nel senso della realizzazione autentica di quell\u2019essere, insieme uno e diversificato, che \u00e8 la persona umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attivit\u00e0 umana \u00e8 irriducibile a una semplice questione di adattamento all\u2019\u00abecosistema\u00bb: essere umano significa esistere e collocarsi all\u2019interno di un quadro pi\u00f9 ampio che definisce un senso, valori e responsabilit\u00e0. Ricercando il bene morale, la persona contribuisce alla realizzazione della sua natura, al di l\u00e0 degli impulsi dell\u2019istinto o della ricerca di un piacere particolare. Questo bene rende testimonianza a se stesso ed \u00e8 compreso a partire da se stesso (47).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>41.<\/strong> Il bene morale corrisponde al desiderio profondo della persona umana che \u2014 come ogni essere \u2014 tende spontaneamente, naturalmente, verso ci\u00f2 che la realizza pienamente, verso ci\u00f2 che le consente di raggiungere la perfezione che le \u00e8 propria, la felicit\u00e0. Purtroppo il soggetto pu\u00f2 sempre lasciarsi trascinare da desideri particolari e scegliere beni o porre gesti che vanno contro il bene morale che riconosce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 rifiutare di superarsi. \u00c8 il prezzo di una libert\u00e0 limitata in se stessa e indebolita dal peccato, una libert\u00e0 che incontra soltanto beni particolari, nessuno dei quali pu\u00f2 soddisfare pienamente il cuore dell\u2019essere umano. Spetta alla ragione del soggetto esaminare se questi beni particolari possono integrarsi nella realizzazione autentica della persona: in tal caso saranno giudicati moralmente buoni e, in caso contrario, moralmente cattivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>42.<\/strong> Quest\u2019ultima affermazione \u00e8 capitale. Fonda la possibilit\u00e0 di un dialogo con le persone appartenenti ad altri orizzonti culturali o religiosi. Valorizza l\u2019eminente dignit\u00e0 di ogni persona umana sottolineandone la naturale disposizione a conoscere il bene morale che deve compiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni creatura, la persona umana si definisce con un fascio di dinamismi e di finalit\u00e0 che \u00e8 anteriore alle libere scelte della volont\u00e0. Ma, a differenza degli esseri che non sono dotati di ragione, essa \u00e8 capace di conoscere e di interiorizzare tali finalit\u00e0 e, quindi, di valutare, in funzione di esse, ci\u00f2 che per lei \u00e8 buono o cattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec riconosce\u00a0 la legge eterna, cio\u00e8 il piano di Dio sul creato, e partecipa alla provvidenza di Dio in modo particolarmente eccellente, guidando se stesso e guidando gli altri (48). Questa insistenza sulla dignit\u00e0 del soggetto morale e sulla sua relativa autonomia si fonda sul riconoscimento dell\u2019autonomia delle realt\u00e0 create e raggiunge un dato fondamentale della cultura contemporanea (49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>43.<\/strong> L\u2019obbligo morale che il soggetto riconosce non proviene dunque da una legge che gli sarebbe esteriore (pura eteronomia), ma si afferma a partire da lui stesso. Infatti, come indica la massima che abbiamo citato \u2014 \u00abBisogna fare il bene ed evitare il male\u00bb \u2014, il bene morale determinato dalla ragione \u00absi impone\u00bb al soggetto. Esso \u00abdeve\u00bb essere compiuto. Riveste un carattere di obbligazione e di legge. Ma il termine \u00ablegge\u00bb qui non rinvia n\u00e9 alle leggi scientifiche, che si limitano a descrivere le costanti di fatto del mondo fisico o sociale, n\u00e9 a un imperativo imposto arbitrariamente dall\u2019esterno al soggetto morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge designa qui un orientamento della ragione pratica che indica al soggetto morale quale tipo di agire sia conforme al dinamismo innato e necessario del suo essere che tende alla sua piena realizzazione. Questa legge \u00e8 normativa in virt\u00f9 di un\u2019esigenza interna allo spirito. Essa nasce dal cuore stesso del nostro essere come un invito alla realizzazione e al superamento di s\u00e9. Non si tratta dunque di sottomettersi alla legge di un altro, ma di accogliere la legge del proprio essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.3. La scoperta dei precetti della legge naturale: universalit\u00e0 della legge naturale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>44.<\/strong> Una volta posta l\u2019affermazione di base che introduce nell\u2019ordine morale \u2014 \u00abBisogna fare il bene ed evitare il male\u00bb \u2014 vediamo come avviene nel soggetto il riconoscimento delle leggi fondamentali che devono regolare l\u2019agire umano. Tale riconoscimento non consiste in una considerazione astratta della natura umana, e neppure nello sforzo di concettualizzazione, che poi sar\u00e0 proprio della teorizzazione filosofica e teologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percezione dei beni morali fondamentali \u00e8 immediata, vitale, fondata sulla connaturalit\u00e0 dello spirito con i valori e impegna sia l\u2019affettivit\u00e0 sia l\u2019intelligenza, sia il cuore sia lo spirito. \u00c8 un\u2019acquisizione spesso imperfetta, ancora oscura e crepuscolare, ma che ha la profondit\u00e0 dell\u2019immediatezza. Si tratta qui di dati dell\u2019esperienza pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 comune, che sono impliciti nell\u2019agire concreto delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>45.<\/strong> Nella sua ricerca del bene morale, la persona umana si mette in ascolto di ci\u00f2 che essa \u00e8 e prende coscienza delle inclinazioni fondamentali della sua natura, le quali sono altra cosa che semplici spinte cieche del desiderio. Avvertendo che i beni verso i quali tende per natura sono necessari alla sua realizzazione morale, formula a se stessa, sotto la forma di comandi pratici, il dovere morale di attuarli nella propria vita. Esprime a se stessa un certo numero di precetti molto generali che condivide con tutti gli esseri umani e che costituiscono il contenuto di quella che si chiama legge naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>46.<\/strong> Si distinguono tradizionalmente tre grandi insiemi di dinamismi naturali che agiscono nella persona umana (50). Il primo, che le \u00e8 comune con ogni essere sostanziale, comprende essenzialmente l\u2019inclinazione a conservare e a sviluppare la propria esistenza. Il secondo, che le \u00e8 comune con tutti i viventi, comprende l\u2019inclinazione a riprodursi per perpetuare la specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo, che le \u00e8 proprio come essere razionale, comporta l\u2019inclinazione a conoscere la verit\u00e0 su Dio e a vivere in societ\u00e0. A partire da queste inclinazioni si possono formulare i precetti primi della legge naturale, conosciuti naturalmente. Tali precetti sono molto generali, ma formano come un primo substrato che \u00e8 alla base di tutta la riflessione ulteriore sul bene da praticare e sul male da evitare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>47.<\/strong> Per uscire da questa generalit\u00e0 e chiarire le scelte concrete da fare, bisogna ricorrere alla ragione discorsiva, che determina quali sono i beni morali concreti in grado di realizzare la persona \u2014 e l\u2019umanit\u00e0 \u2014 e formula precetti pi\u00f9 concreti capaci di guidare il suo agire. In questa nuova tappa la conoscenza del bene morale procede per ragionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso all\u2019origine \u00e8 molto semplice: gli \u00e8 sufficiente una limitata esperienza di vita e si mantiene all\u2019interno delle possibilit\u00e0 intellettuali di ciascuno. Si parla qui dei \u00abprecetti secondi\u00bb della legge naturale, scoperti grazie a una pi\u00f9 o meno lunga considerazione della ragione pratica, per contrasto con i precetti generali fondamentali che la ragione coglie spontaneamente e che sono chiamati \u00abprecetti primi\u00bb (51).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.4. I precetti della legge naturale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>48.<\/strong> Abbiamo identificato nella persona umana una prima inclinazione, che essa condivide con tutti gli esseri: l\u2019inclinazione a conservare e a sviluppare la propria esistenza. Nei viventi c\u2019\u00e8 abitualmente una reazione spontanea dinanzi a una minaccia imminente di morte: si sfugge ad essa, si difende l\u2019integrit\u00e0 della propria esistenza, si lotta per sopravvivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita fisica appare naturalmente come un bene fondamentale, essenziale, primordiale: da qui il precetto di proteggere la propria vita. Sotto l\u2019enunciazione della conservazione della vita si profilano inclinazioni verso tutto ci\u00f2 che contribuisce, in modo proprio all\u2019uomo, al mantenimento e alla qualit\u00e0 della vita biologica: integrit\u00e0 del corpo; uso dei beni esterni che assicurano la sussistenza e l\u2019integrit\u00e0 della vita, come il nutrimento, il vestito, l\u2019alloggio, il lavoro; la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente biologico&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da queste inclinazioni, l\u2019essere umano si propone fini da realizzare, che contribuiscono allo sviluppo armonioso e responsabile del proprio essere e, quindi, gli appaiono come beni morali, valori da perseguire, obblighi da compiere e anche diritti da far valere. Infatti il dovere di preservare la propria vita ha come correlativo il diritto di esigere ci\u00f2 che \u00e8 necessario alla sua conservazione in un ambiente favorevole (52).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>49.<\/strong> La seconda inclinazione, che \u00e8 comune a tutti i viventi, riguarda la sopravvivenza della specie che si realizza con la procreazione. La generazione si inscrive nel prolungamento della tendenza a perseverare nell\u2019essere. Se la perpetuit\u00e0 dell\u2019esistenza biologica \u00e8 impossibile all\u2019individuo, \u00e8 possibile per la specie e cos\u00ec, in una certa misura, si supera il limite inerente a ogni essere fisico. Il bene della specie appare cos\u00ec come una delle aspirazioni fondamentali presenti nella persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne prendiamo coscienza in particolare nel nostro tempo, quando certe prospettive come il riscaldamento climatico ravvivano il nostro senso di responsabilit\u00e0 dinanzi al pianeta come tale e alla specie umana in particolare. Questa apertura a un certo bene comune della specie annuncia gi\u00e0 alcune aspirazioni proprie dell\u2019uomo. Il dinamismo verso la procreazione \u00e8 intrinsecamente legato all\u2019inclinazione naturale che conduce l\u2019uomo verso la donna e la donna verso l\u2019uomo, dato universale riconosciuto in tutte le societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso avviene per l\u2019inclinazione a prendersi cura dei figli e a educarli. Tali inclinazioni implicano che la permanenza della coppia dell\u2019uomo e della donna e anche la loro fedelt\u00e0 reciproca sono gi\u00e0 valori da perseguire, anche se potranno manifestarsi pienamente soltanto nell\u2019ordine spirituale della comunione interpersonale (53).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>50.<\/strong> Il terzo insieme di inclinazioni \u00e8 specifico dell\u2019essere umano come essere spirituale, dotato di ragione, capace di conoscere la verit\u00e0, di entrare in dialogo con gli altri e di stringere relazioni di amicizia. Perci\u00f2 bisogna riconoscergli una particolare importanza.\u00a0 L\u2019inclinazione a vivere in societ\u00e0 deriva anzitutto dal fatto che l\u2019essere umano ha bisogno degli altri per superare i propri limiti individuali intrinseci e raggiungere la maturit\u00e0 nei diversi ambiti della sua esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per manifestare pienamente la sua natura spirituale, ha bisogno di stringere con i suoi simili relazioni di amicizia generosa e di sviluppare un\u2019intensa cooperazione per la ricerca della verit\u00e0. Il suo bene integrale \u00e8 cos\u00ec intimamente legato alla vita in comunit\u00e0, che si organizza in societ\u00e0 politica in forza di un\u2019inclinazione naturale e non di una semplice convenzione (54).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere relazionale della persona si esprime anche con la tendenza a vivere in comunione con Dio o l\u2019Assoluto. Essa si manifesta nel sentimento religioso e nel desiderio di conoscere Dio. Certamente, pu\u00f2 essere negata da coloro che rifiutano di ammettere l\u2019esistenza di un Dio personale, ma rimane implicitamente presente nella ricerca della verit\u00e0 e del senso presente in ogni essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>51.<\/strong> A queste tendenze specifiche dell\u2019uomo corrisponde l\u2019esigenza avvertita dalla ragione di realizzare concretamente questa vita di relazione e di costruire la vita in societ\u00e0 su basi giuste che corrispondano al diritto naturale. Ci\u00f2 implica il riconoscimento della pari dignit\u00e0 di ogni individuo della specie umana, al di l\u00e0 delle differenze di razza e di cultura, e un grande rispetto per l\u2019umanit\u00e0 dove essa si trova, anche nel pi\u00f9 piccolo e nel pi\u00f9 disprezzato dei suoi membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon fare agli altri ci\u00f2 che non vorresti fosse fatto a te\u00bb. Ritroviamo qui la regola d\u2019oro, che oggi \u00e8 posta come principio stesso di una morale della reciprocit\u00e0. Il primo capitolo ci ha consentito di trovare la presenza di questa regola nella maggior parte delle sapienze come anche nel Vangelo stesso. San Girolamo manifestava l\u2019universalit\u00e0 di parecchi precetti morali riferendosi a una formulazione negativa della regola d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 giusto il giudizio che Dio scrive nel cuore del genere umano: \u201cCi\u00f2 che non vuoi sia fatto a te, non farlo ad altri\u201d. Chi non sa che l\u2019omicidio, l\u2019adulterio, i furti e ogni tipo di cupidigia sono il male, poich\u00e9 non vorremmo che ci\u00f2 fosse fatto a noi? Se non sapessimo che queste cose sono cattive, non ci lamenteremmo mai quando ci sono inflitte\u00bb (55).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla regola d\u2019oro si collegano diversi comandamenti del Decalogo, come pure molti precetti buddisti, e anche molte delle regole confuciane, o ancora la maggior parte degli orientamenti delle grandi Carte che indicano i diritti della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>52.<\/strong> Al termine di questa rapida esposizione dei princ\u00ecpi morali che derivano dalla presa in considerazione, da parte della ragione, delle inclinazioni fondamentali della persona umana, siamo in presenza di un insieme di precetti e di valori che, almeno nella loro formulazione generale, si possono considerare come universali, poich\u00e9 si applicano a tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi inoltre rivestono un carattere di immutabilit\u00e0 nella misura in cui derivano da una natura umana le cui componenti essenziali rimangono identiche nel corso della storia. Tuttavia pu\u00f2 accadere che siano oscurate o anche cancellate dal cuore umano a motivo del peccato e dei condizionamenti culturali e storici che possono influenzare negativamente la vita morale personale: ideologie e propagande insidiose, relativismo generalizzato, strutture di peccato (56).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna dunque essere modesti e prudenti quando si invoca l\u2019\u00abevidenza\u00bb dei precetti della legge naturale. Ma si deve ugualmente riconoscere in questi precetti il fondo comune su cui si pu\u00f2 basare un dialogo in vista di un\u2019etica universale. I protagonisti di questo dialogo per\u00f2 devono imparare a non considerare i propri interessi particolari per aprirsi ai bisogni degli altri e lasciarsi interpellare dai valori morali comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una societ\u00e0 pluralista, in cui \u00e8 difficile intendersi sui fondamenti filosofici, questo dialogo \u00e8 assolutamente necessario. La dottrina della legge naturale pu\u00f2 portare il suo contributo a tale dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.5. L\u2019applicazione dei precetti comuni: storicit\u00e0 della legge naturale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>53.<\/strong> \u00c8 impossibile rimanere al livello generale che \u00e8 quello dei princ\u00ecpi primi della legge naturale. Infatti la riflessione morale ha bisogno di calarsi nel concreto dell\u2019azione per gettarvi la sua luce. Ma quanto pi\u00f9 affronta situazioni concrete, tanto pi\u00f9 le sue conclusioni sono caratterizzate da una nota di variabilit\u00e0 e di incertezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 strano quindi che l\u2019applicazione concreta dei precetti della legge naturale possa assumere forme differenti nelle diverse culture, o anche in epoche diverse all\u2019interno di una stessa cultura. \u00c8 sufficiente ricordare l\u2019evoluzione della riflessione\u00a0 morale su questioni come la schiavit\u00f9, il prestito a interesse, il duello o la pena di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte, tale evoluzione conduce a una migliore comprensione della richiesta morale. A volta anche, l\u2019evoluzione della situazione politica o economica conduce a una nuova valutazione di norme particolari che erano state stabilite precedentemente. Infatti la morale si occupa di realt\u00e0 contingenti che si evolvono nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 sia vissuto in un\u2019epoca di cristianit\u00e0, un teologo come san Tommaso d\u2019Aquino ne aveva una percezione molto netta. \u00abLa ragione pratica \u2014 scriveva nella <em>Summa Theologiae<\/em> \u2014 si occupa di realt\u00e0 contingenti, nelle quali si attuano le azioni umane. Perci\u00f2, bench\u00e9 nei princ\u00ecpi generali ci sia qualche necessit\u00e0, quanto pi\u00f9 si affrontano le cose particolari, tanto pi\u00f9 c\u2019\u00e8 indeterminazione [&#8230;]. Nell\u2019ambito dell\u2019azione la verit\u00e0 o la rettitudine pratica non sono le stesse in tutti nelle applicazioni particolari, ma soltanto nei princ\u00ecpi generali; e in coloro per i quali la rettitudine \u00e8 identica nelle proprie azioni, essa non \u00e8 conosciuta ugualmente da tutti. [&#8230;] E qui, quanto pi\u00f9 si scende nei particolari, tanto pi\u00f9 aumenta l\u2019indeterminazione\u00bb (57).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>54.<\/strong> Tale prospettiva rende conto della storicit\u00e0 della legge naturale, le cui applicazioni concrete possono variare nel tempo. Nello stesso tempo, apre una porta alla riflessione dei moralisti, invitando al dialogo e alla discussione. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 necessario, perch\u00e9 in morale la pura deduzione per sillogismo non \u00e8 adeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto pi\u00f9 il moralista affronta situazioni concrete, tanto pi\u00f9 deve ricorrere alla sapienza dell\u2019esperienza, un\u2019esperienza che integra i contributi delle altre scienze e cresce al contatto con le donne e gli uomini impegnati nell\u2019azione. Soltanto questa saggezza dell\u2019esperienza consente di considerare la molteplicit\u00e0 delle circostanze e di giungere a un orientamento sul modo di compiere ci\u00f2 che \u00e8 bene <em>hic et nunc<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il moralista (questa \u00e8 la difficolt\u00e0 del suo lavoro) deve ricorrere alle risorse combinate della teologia, della filosofia, come pure delle scienze umane, economiche e biologiche per riconoscere bene i dati della situazione e identificare correttamente le esigenze concrete della dignit\u00e0 umana. Al tempo stesso, egli dev\u2019essere particolarmente attento a salvaguardare i dati di base espressi con i precetti della legge naturale che rimangono al di l\u00e0 delle variazioni culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.6. Le disposizioni morali della persona e il suo agire concreto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>55.<\/strong> Per giungere a una giusta valutazione delle cose da fare, il soggetto morale dev\u2019essere dotato di un certo numero di disposizioni interiori che gli consentano di essere aperto alle richieste della legge naturale e insieme ben informato sui dati della situazione concreta. Nel contesto del pluralismo, che \u00e8 il nostro, siamo sempre pi\u00f9 consapevoli del fatto che non si pu\u00f2 elaborare una morale fondata sulla legge naturale senza unirvi una riflessione sulle disposizioni interiori o virt\u00f9 che rendono il moralista adatto a elaborare un\u2019adeguata norma di azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 vero per il soggetto impegnato personalmente nell\u2019azione e che deve formulare un giudizio di coscienza. Perci\u00f2 non\u00a0\u00e8 strano che oggi si assista alla rinascita di una \u00abmorale delle virt\u00f9\u00bb ispirata alla tradizione aristotelica. Insistendo cos\u00ec sulle qualit\u00e0 morali richieste per una riflessione morale adeguata, si comprende il ruolo importante che le diverse culture attribuiscono alla figura del saggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli gode di una particolare capacit\u00e0 di discernimento nella misura in cui possiede le disposizioni morali interiori che gli consentono di formulare un giudizio etico adeguato. Un discernimento di questo tipo deve caratterizzare il moralista quando si sforza di concretizzare i precetti della legge naturale, come pure ogni soggetto autonomo incaricato di fornire un giudizio di coscienza e di formulare\u00a0 la norma immediata e concreta della sua azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>56.<\/strong> La morale non pu\u00f2 dunque limitarsi a produrre norme. Deve anche favorire la formazione del soggetto, affinch\u00e9 questo, impegnato nell\u2019azione, sia in grado di adattare i precetti universali della legge naturale alle condizioni concrete dell\u2019esistenza nei diversi contesti culturali. Tale capacit\u00e0 \u00e8 assicurata dalle virt\u00f9 morali, in particolare dalla prudenza che integra la singolarit\u00e0 per guidare l\u2019azione concreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo prudente deve possedere non soltanto la conoscenza dell\u2019universale ma anche quella del particolare. Per indicare bene il carattere proprio di questa virt\u00f9, san Tommaso d\u2019Aquino non esita a dire: \u00abSe non ha che una sola delle due conoscenze, \u00e8 preferibile che questa sia la conoscenza delle realt\u00e0 particolari che riguardano pi\u00f9 da vicino l\u2019operare\u00bb ( 58).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la prudenza si tratta di penetrare una contingenza che \u00e8 sempre misteriosa per la ragione, di modellarsi sulla realt\u00e0 nel modo pi\u00f9 esatto possibile, di assimilare la molteplicit\u00e0 delle circostanze, di registrare il pi\u00f9 fedelmente possibile una situazione originale e indescrivibile. Un tale obiettivo richiede diverse operazioni e abilit\u00e0 che la prudenza deve attuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>57.<\/strong> Tuttavia l\u2019individuo non deve perdersi nel concreto e nell\u2019individuale, come \u00e8 stato rimproverato all\u2019\u00abetica della situazione\u00bb. Deve scoprire la \u00abretta regola dell\u2019agire\u00bb e stabilire un\u2019adeguata norma di azione. Questa retta regola deriva da princ\u00ecpi preliminari. Si pensa qui ai princ\u00ecpi primi della ragione pratica, ma spetta anche alle virt\u00f9 morali aprire e rendere connaturali la volont\u00e0 e l\u2019affettivit\u00e0 sensibile ai diversi beni umani, e cos\u00ec indicare all\u2019uomo prudente quali fini deve perseguire nel flusso del quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto l\u2019individuo sar\u00e0 in grado di formulare la norma concreta che si impone e di conferire all\u2019azione data un raggio di giustizia, di forza o di temperanza. Si pu\u00f2 parlare qui dell\u2019esercizio di una \u00abintelligenza emozionale\u00bb: le potenze razionali, senza perdere la loro specificit\u00e0, si esercitano all\u2019interno del campo affettivo, cos\u00ec che la totalit\u00e0 della persona \u00e8 impegnata nell\u2019azione morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>58.<\/strong> La prudenza \u00e8 indispensabile al soggetto morale a motivo della flessibilit\u00e0 richiesta dall\u2019adattamento dei princ\u00ecpi morali universali alle diverse situazioni. Ma tale flessibilit\u00e0 non autorizza a vedere nella prudenza una sorta di facile compromesso nei confronti dei valori morali. Al contrario, proprio attraverso le decisioni della prudenza si esprimono per un soggetto le esigenze concrete della verit\u00e0 morale. La prudenza \u00e8 un passaggio necessario per l\u2019obbligo morale autentico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>59.<\/strong> C\u2019\u00e8 qui una prospettiva che, all\u2019interno di una societ\u00e0 pluralista come la nostra, riveste un\u2019importanza che non si pu\u00f2 sottostimare senza subirne notevoli danni. Infatti essa nasce dal fatto che la scienza morale non pu\u00f2 fornire al soggetto agente una norma che si applichi adeguatamente e quasi automaticamente alla situazione concreta; soltanto la coscienza del soggetto, il giudizio della sua ragione pratica, pu\u00f2 formulare la norma immediata dell\u2019azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma al tempo stesso essa non abbandona mai la coscienza alla sola soggettivit\u00e0: si apre alla verit\u00e0 morale in modo tale che il suo giudizio sia adeguato. La legge naturale non pu\u00f2 dunque essere presentata come un insieme gi\u00e0 costituito di regole che si impongono a priori al soggetto morale, ma \u00e8 una fonte di ispirazione oggettiva per il suo processo, eminentemente personale, di presa di decisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3678\" target=\"_blank\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3675\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3673\">torna all&#8217;indice<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito della Santa Sede COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE ALLA RICERCA DI UN\u2019ETICA UNIVERSALE: NUOVO SGUARDO SULLA LEGGE NATURALE * * * CAPITOLO II: LA PERCEZIONE DEI VALORI MORALI<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-ii\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":20462,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[840],"class_list":["post-3677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","category-dottrina-e-morale","tag-legge-naturale","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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