{"id":3676,"date":"2010-01-28T12:08:18","date_gmt":"2010-01-28T11:08:18","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-03-03T16:16:58","modified_gmt":"2015-03-03T15:16:58","slug":"nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-i\/","title":{"rendered":"Nuovo sguardo sulla legge naturale (cap I)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><strong>Dal sito della Santa Sede<\/strong><\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ALLA RICERCA DI UN\u2019ETICA UNIVERSALE:<br \/>\n<\/strong><strong>NUOVO SGUARDO SULLA LEGGE NATURALE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CAPITOLO I:<\/strong>\u00a0<strong>CONVERGENZE<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1.1. <em>Le sapienze e le religioni del mondo<br \/>\n<\/em><\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12.<\/strong> Nelle diverse culture, gli uomini hanno progressivamente elaborato e sviluppato tradizioni di sapienza nelle quali esprimono e trasmettono la loro visione del mondo, come pure la loro percezione riflessa del posto che l\u2019essere umano occupa nella societ\u00e0 e nel cosmo. Prima di ogni teorizzazione concettuale, queste sapienze, che sono spesso di natura religiosa, trasmettono un\u2019esperienza che identifica ci\u00f2 che favorisce o ci\u00f2 che impedisce il pieno manifestarsi della vita personale e il buon andamento della vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esse costituiscono una sorta di \u00abcapitale culturale\u00bb disponibile per la ricerca di una sapienza comune necessaria per rispondere alle sfide etiche contemporanee. Secondo la fede cristiana, queste tradizioni di sapienza, nonostante i loro limiti e talvolta i loro errori, colgono un riflesso della sapienza divina che opera nel cuore degli uomini. Esse richiedono attenzione e rispetto, e possono aver valore di <em>praeparatio evangelica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma e l\u2019estensione di queste tradizioni possono variare considerevolmente. Tuttavia sono testimoni dell\u2019esistenza di un patrimonio di valori morali comuni a tutti gli uomini, al di l\u00e0 del modo in cui tali valori sono giustificati all\u2019interno di una particolare visione del mondo. Ad esempio, la \u00abregola d\u2019oro\u00bb (\u00abNon fare a nessuno ci\u00f2 che non vuoi che sia fatto a te\u00bb [<em>Tb<\/em> 4,15]) si ritrova, sotto una forma o un\u2019altra, nella maggior parte delle tradizioni di sapienza (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, sono generalmente concordi nel riconoscere che le grandi regole etiche non solo si impongono a un determinato gruppo umano, ma valgono universalmente per ogni individuo e per tutti i popoli. Infine molte tradizioni riconoscono che questi comportamenti morali universali sono richiesti dalla natura stessa dell\u2019essere umano: essi esprimono la maniera in cui l\u2019uomo deve inserirsi, in modo creativo e insieme armonioso, in un ordine cosmico o metafisico che lo supera e che d\u00e0 senso alla sua vita. Infatti tale ordine \u00e8 impregnato da una sapienza immanente. \u00c8 portatore di un messaggio morale che gli uomini sono in grado di decifrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13.<\/strong> Nelle tradizioni ind\u00f9 il mondo \u2014 il cosmo, come pure le societ\u00e0 umane \u2014 \u00e8 regolato da un ordine o da una legge fondamentale (<em>dharma<\/em>) che bisogna rispettare per non provocare gravi squilibri. Il <em>dharma<\/em> definisce perci\u00f2 gli obblighi socio-religiosi dell\u2019uomo. Nella sua specificit\u00e0, l\u2019insegnamento morale dell\u2019induismo si comprende alla luce delle dottrine fondamentali delle <em>Upanishads<\/em>: la credenza in un ciclo indefinito di trasmigrazioni (<em>sams\u0101ra<\/em>), con l\u2019idea che le azioni buone o cattive compiute nella vita presente (<em>karman<\/em>) hanno influenza sulle rinascite successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali dottrine hanno importanti conseguenze sul comportamento nei confronti degli altri: implicano un alto grado di bont\u00e0 e di tolleranza, il senso dell\u2019azione disinteressata a beneficio degli altri, come pure la pratica della non-violenza (<em>ahims\u0101<\/em>). La principale corrente dell\u2019induismo distingue due corpi di testi: <em>\u0161ruti<\/em> (\u00abci\u00f2 che \u00e8 inteso\u00bb, cio\u00e8 la rivelazione) e <em>smrti<\/em> (\u00abci\u00f2 che si ricorda\u00bb, cio\u00e8 la tradizione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prescrizioni etiche si trovano soprattutto nella <em>smrti<\/em>, pi\u00f9 in particolare nei <em>dharma\u015b\u0101stra<\/em>\u00a0(i pi\u00f9 importanti dei quali sono i <em>m\u0101nava<\/em> <em>dharma\u015b\u0101stra<\/em>\u00a0o leggi di Manu, del 200-100 a.C.). Oltre al principio di base, secondo il quale \u00abil costume immemorabile \u00e8 la legge trascendente approvata dalla sacra scrittura e dai codici dei divini legislatori; perci\u00f2 ogni uomo delle tre classi principali, che rispetta lo spirito supremo che \u00e8 in lui, deve sempre conformarsi diligentemente al costume immemorabile\u00bb (8), vi si trova un equivalente pratico della regola d\u2019oro: \u00abTi dir\u00f2 ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019essenza del pi\u00f9 grande bene dell\u2019essere umano. L\u2019uomo che pratica la religione (<em>dharma<\/em>) del non-nuocere (<em>ahims\u0101<\/em>) universale acquista il pi\u00f9 grande Bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019uomo che si domina nelle tre passioni, la cupidigia, la collera e l\u2019avarizia, rinunciandovi in rapporto agli esseri, acquisisce il successo. [&#8230;] Quest\u2019uomo che considera tutte le creature come il proprio \u201cse stesso\u201d e li tratta come il proprio \u201cs\u00e9\u201d, deponendo la verga punitiva e dominando completamente la sua collera, si assicurer\u00e0 il possesso della felicit\u00e0. [&#8230;] Non far\u00e0 all\u2019altro ci\u00f2 che si considera nocivo per se stesso. \u00c8 insomma la regola della virt\u00f9. [&#8230;] Nel fatto di rifiutare e di dare, nell\u2019abbondanza e nell\u2019infelicit\u00e0, nel gradevole e nello sgradevole, si giudicher\u00e0 di tutte le conseguenze considerando il proprio \u201cs\u00e9\u201d\u00bb (9). Diversi precetti della tradizione ind\u00f9 si possono mettere in parallelo con le esigenze del Decalogo (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14.<\/strong> Generalmente si definisce il buddismo con le quattro \u00abnobili verit\u00e0\u00bb insegnate da Buddha dopo la sua illuminazione: <em>1)<\/em> la realt\u00e0 \u00e8 sofferenza e insoddisfazione; <em>2)<\/em> l\u2019origine della sofferenza \u00e8 il desiderio; <em>3)<\/em> la cessazione della sofferenza \u00e8 possibile (con l\u2019estinzione del desiderio); <em>4)<\/em> c\u2019\u00e8 una via che conduce alla cessazione della sofferenza. Questa via \u00e8 il \u00abnobile ottuplice sentiero\u00bb che consiste nella pratica della disciplina, della concentrazione e della sapienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano etico le azioni favorevoli si possono riassumere nei cinque precetti (<em>\u015b\u012bla<\/em>, <em>s\u012bla<\/em>): <em>1)<\/em> non nuocere agli esseri viventi e non togliere la vita; <em>2)<\/em> non prendere ci\u00f2 che non \u00e8 dato; <em>3)<\/em> non avere una condotta sessuale scorretta; <em>4)<\/em> non usare parole false o menzognere; <em>5)<\/em> non ingerire prodotti intossicanti che diminuiscono il dominio di s\u00e9. Il profondo altruismo della tradizione buddista, che si traduce in un atteggiamento deliberato di non-violenza, con la benevolenza amichevole e la compassione, raggiunge cos\u00ec la regola d\u2019oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15.<\/strong> La civilt\u00e0 cinese \u00e8 profondamente segnata dal taoismo di Laozi o Lao-Tse (VI sec. a.C.). Secondo Lao-Tse, la Via o D\u00e0o \u00e8 il principio primordiale, immanente a tutto l\u2019universo. \u00c8 un principio inafferrabile di cambiamento permanente sotto l\u2019azione di due poli contrari e complementari: lo <em>y\u012bn<\/em>\u00a0e lo <em>y\u00e1ng<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spetta all\u2019uomo sposare tale processo naturale di trasformazione, lasciarsi andare al flusso del tempo, grazie all\u2019atteggiamento di non-azione (<em>w\u00fa-w\u00e9i<\/em>). La ricerca dell\u2019armonia con la natura, indissociabilmente materiale e spirituale, \u00e8 dunque al cuore dell\u2019etica taoista. Quanto a Confucio (571-479 a.C.), (\u00abMaestro Kong\u00bb), in occasione di un periodo di crisi profonda egli tenta di restaurare l\u2019ordine con il rispetto dei riti, fondato sulla piet\u00e0 filiale che dev\u2019essere al cuore di ogni vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti le relazioni sociali si modellano sulle relazioni familiari. L\u2019armonia si ottiene con un\u2019etica della giusta misura, in cui la relazione ritualizzata (il <em>li<\/em>), che inserisce l\u2019essere umano nell\u2019ordine naturale, \u00e8 la misura di tutte le cose. L\u2019ideale da raggiungere \u00e8 il <em>ren<\/em>, virt\u00f9 perfetta di umanit\u00e0, fatta di dominio di s\u00e9 e di benevolenza verso gli altri. \u00ab\u201cMansuetudine\u201d (<em>sh\u00f9<\/em>) non \u00e8 forse la parola chiave? Ci\u00f2 che tu non vorresti fosse fatto a te, non infliggerlo agli altri\u00bb (11). La pratica di questa regola indica la via del Cielo (<em>Ti\u0101n D\u00e0o<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16.<\/strong> Nelle tradizioni africane, la realt\u00e0 fondamentale \u00e8 la stessa vita. Essa \u00e8 il bene pi\u00f9 prezioso, e l\u2019ideale dell\u2019uomo consiste non solo nel vivere al riparo delle preoccupazioni fino alla vecchiaia, ma soprattutto nel rimanere, anche dopo la morte, una forza vitale continuamente rafforzata nella e con la sua progenie. Infatti la vita \u00e8 un\u2019esperienza drammatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essere umano, microcosmo all\u2019interno del macrocosmo, vive intensamente il dramma dello scontro fra la vita e la morte. La missione che gli compete, di assicurare la vittoria della vita sulla morte, orienta e determina il suo agire etico. Cos\u00ec l\u2019uomo deve identificare, in un orizzonte etico conseguente, gli alleati della vita, guadagnarli alla sua causa e cos\u00ec assicurare la propria sopravvivenza che \u00e8 al tempo stesso la vittoria della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il significato profondo delle religioni tradizionali africane. L\u2019etica africana si rivela cos\u00ec come un\u2019etica antropocentrica e vitale: gli atti ritenuti suscettibili di favorire lo schiudersi della vita, di conservarla, di proteggerla, di svilupparla o di accrescere il potenziale vitale della comunit\u00e0 sono perci\u00f2 considerati buoni; ogni atto considerato dannoso alla vita degli individui o della comunit\u00e0 \u00e8 giudicato cattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le religioni tradizionali africane appaiono cos\u00ec essenzialmente antropocentriche, ma un\u2019osservazione attenta unita alla riflessione mostra che n\u00e9 il posto riconosciuto all\u2019uomo vivo n\u00e9 il culto degli antenati costituiscono qualche cosa di chiuso. Le religioni tradizionali africane raggiungono il loro vertice in Dio, fonte della vita, creatore di tutto ci\u00f2 che esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17.<\/strong> L\u2019isl\u00e0m si considera la restaurazione della religione naturale originale. Vede in Maometto l\u2019ultimo profeta inviato da Dio per ricondurre definitivamente gli uomini sulla retta via. Maometto per\u00f2 \u00e8 stato preceduto da altri: \u00abNon c\u2019\u00e8 comunit\u00e0 nella quale non sia passato un ammonitore\u00bb (12). L\u2019isl\u00e0m si attribuisce dunque una vocazione universale e si rivolge a tutti gli uomini, che sono considerati \u00abnaturalmente\u00bb musulmani. La legge islamica, indissolubilmente comunitaria, morale e religiosa, \u00e8 intesa come una legge data direttamente da Dio. L\u2019etica musulmana \u00e8 dunque fondamentalmente una morale dell\u2019obbedienza. Fare il bene significa obbedire ai comandamenti; fare il male significa disobbedire ad essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione umana interviene per riconoscere il carattere rivelato della Legge e ricavarne le implicazioni giuridiche concrete. Certo, nel IX secolo, la scuola <em>mou\u2019tazilita<\/em> ha proclamato l\u2019idea secondo la quale \u00abil bene e il male sono nelle cose\u00bb, cio\u00e8 alcuni comportamenti sono buoni o cattivi in se stessi, anteriormente alla legge divina che li comanda o li proibisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>mou\u2019taziliti<\/em> ritenevano che l\u2019essere umano potesse conoscere con la ragione ci\u00f2 che \u00e8 buono o cattivo. Secondo loro, l\u2019uomo sa spontaneamente che l\u2019ingiustizia o la menzogna sono cattive, e che \u00e8 obbligatorio restituire un prestito, allontanare da s\u00e9 un danno, o mostrarsi riconoscenti verso i propri benefattori, il primo dei quali \u00e8 Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gli <em>ach\u2019ariti<\/em>, che dominano nell\u2019ortodossia sunnita, hanno sostenuto una teoria contraria. Fautori di un occasionalismo che non riconosce alcuna consistenza alla natura, ritengono che soltanto la rivelazione positiva di Dio definisca il bene e il male, il giusto e l\u2019ingiusto. Tra le prescrizioni di questa legge divina positiva, molte riprendono i grandi elementi del patrimonio morale dell\u2019umanit\u00e0 e si possono mettere in relazione con il Decalogo (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1.2. Le fonti greco-romane della legge naturale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18.<\/strong> L\u2019idea che esista un diritto naturale anteriore alle determinazioni giuridiche positive si trova gi\u00e0 nella cultura greca classica con la figura esemplare di Antigone, la figlia di Edipo. I suoi due fratelli, Eteocle e Polinice, si sono affrontati per il potere e si sono reciprocamente uccisi. Polinice, il ribelle, \u00e8 condannato a rimanere insepolto e ad essere bruciato sul rogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Antigone, per adempiere al dovere della piet\u00e0 verso il fratello morto, si appella contro il divieto di sepoltura pronunciato dal re Creonte, \u00aballe leggi non scritte e immutabili\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Creonte<\/em>: E cos\u00ec, tu hai osato violare le mie leggi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Antigone<\/em>: S\u00ec, perch\u00e9 non le ha proclamate Zeus<\/p>\n<p>N\u00e9 la Giustizia che abita con gli d\u00e8i di quaggi\u00f9;<\/p>\n<p>N\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altra le hanno stabilite tra gli uomini.<\/p>\n<p>Io non ritengo che i tuoi decreti siano tanto forti<\/p>\n<p>Che tu, mortale, possa passare oltre<\/p>\n<p>Alle leggi non scritte e immutabili degli d\u00e8i.<\/p>\n<p>Esse esistono non da oggi n\u00e9 da ieri, ma da sempre:<\/p>\n<p>Nessuno sa quando sono apparse.<\/p>\n<p>Per il timore delle volont\u00e0 di un uomo<\/p>\n<p>Non dovevo rischiare che gli d\u00e8i mi punissero (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19.<\/strong> Platone e Aristotele riprendono la distinzione operata dai sofisti tra le leggi che hanno origine in una convenzione, cio\u00e8 una pura decisione positiva (<em>thesis<\/em>), e quelle che sono valide \u00abper natura\u00bb. Le prime non sono n\u00e9 eterne n\u00e9 valide in modo generale e non obbligano tutti. Le seconde obbligano tutti, sempre e dovunque (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sofisti, come C\u00e0llicle del <em>Gorgia<\/em> di Platone, ricorrevano a questa distinzione per contestare la legittimit\u00e0 delle leggi istituite dalle citt\u00e0 umane. A tali leggi opponevano la loro idea, stretta ed erronea, della natura, ridotta alla sola componente fisica. Cos\u00ec, contro l\u2019uguaglianza politica e giuridica dei cittadini nella Citt\u00e0, sostenevano ci\u00f2 che sembrava loro la pi\u00f9 evidente delle \u00ableggi naturali\u00bb: il pi\u00f9 forte deve spuntarla sul pi\u00f9 debole (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20.<\/strong> Niente di questo in Platone e Aristotele. Essi non oppongono diritto naturale e leggi positive della Citt\u00e0. Sono convinti che le leggi della Citt\u00e0 sono generalmente buone e costituiscono l\u2019attuazione, pi\u00f9 o meno riuscita, di un diritto naturale conforme alla natura delle cose. Per Platone il diritto naturale \u00e8 un diritto ideale, una norma per i legislatori e per i cittadini, una regola che consente di fondare e di valutare le leggi positive (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Aristotele questa norma suprema della moralit\u00e0 corrisponde alla realizzazione della forma essenziale della natura. \u00c8 morale ci\u00f2 che \u00e8 naturale. Il diritto naturale \u00e8 immutabile; il diritto positivo cambia secondo i popoli e le diverse epoche. Ma il diritto naturale non si colloca al di l\u00e0 del diritto positivo. Esso si incarna nel diritto positivo, che \u00e8 l\u2019applicazione dell\u2019idea generale della giustizia alla vita sociale nella sua variet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21.<\/strong> Nello stoicismo la legge naturale diviene il concetto chiave di un\u2019etica universalista. \u00c8 buono e dev\u2019essere compiuto ci\u00f2 che corrisponde alla natura, compresa in un senso psico-biologico e insieme razionale. Ogni uomo, qualunque sia la nazione alla quale appartiene, deve integrarsi come una parte nel Tutto dell\u2019universo. Deve vivere secondo la natura (18).Questo imperativo presuppone che esista una legge eterna, un <em>Logos<\/em> divino, il quale \u00e8 presente sia nel cosmo, che essa impregna di razionalit\u00e0, sia nella ragione umana. Cos\u00ec, per Cicerone la legge \u00e8 \u00abla ragione suprema inserita nella natura che ci comanda ci\u00f2 che bisogna fare e ci proibisce il contrario\u00bb (19). Natura e ragione costituiscono le due fonti della nostra conoscenza della legge etica fondamentale, che \u00e8 di origine divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1.3. L\u2019insegnamento della Sacra Scrittura<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22.<\/strong> Il dono della Legge sul Sinai, di cui le \u00abDieci Parole\u00bb costituiscono il centro, \u00e8 un elemento essenziale dell\u2019esperienza religiosa di Israele. Questa Legge di alleanza comporta precetti etici fondamentali. Essi definiscono il modo in cui il popolo eletto deve rispondere con la santit\u00e0 della vita alla scelta di Dio: \u00abParla a tutta la comunit\u00e0 degli israeliti dicendo loro: \u201cSiate santi, perch\u00e9 io, il Signore, vostro Dio, sono santo\u201d\u00bb (<em>Lv<\/em> 19,2). Ma questi comportamenti etici valgono anche per gli altri popoli, tanto che Dio chiede conto alle nazioni straniere che violano la giustizia e il diritto (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti Dio aveva gi\u00e0 stabilito nella persona di No\u00e8 un\u2019alleanza con la totalit\u00e0 del genere umano, che implicava in particolare il rispetto della vita (<em>Gn<\/em> 9) (21). Pi\u00f9 fondamentalmente, la creazione stessa appare come l\u2019atto con cui Dio struttura l\u2019insieme dell\u2019universo dandogli una legge. \u00abLodino [gli astri] il nome del Signore, perch\u00e9 al suo comando sono stati creati. Li ha resi stabili per sempre; ha fissato un decreto che non passer\u00e0\u00bb (<em>Sal<\/em> 148,5-6). Tale obbedienza delle creature alla legge di Dio \u00e8 un modello per gli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23.<\/strong> Insieme ai testi che si riferiscono alla storia della salvezza, con i maggiori temi teologici dell\u2019elezione, della promessa, della Legge e dell\u2019alleanza, la Bibbia contiene anche una letteratura di sapienza che non tratta direttamente della storia nazionale di Israele, ma che si interessa del posto dell\u2019uomo nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa sviluppa la convinzione che c\u2019\u00e8 un modo corretto, \u00absapiente\u00bb, di fare le cose e di condurre la vita. L\u2019essere umano deve impegnarsi a cercarlo e poi sforzarsi di metterlo in pratica. Questa sapienza non si trova sia nella storia sia nella natura e nella vita di tutti i giorni (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale letteratura, la Sapienza \u00e8 spesso presentata come una perfezione divina, talvolta ipostatizzata. Essa si manifesta in modo sorprendente nella creazione, di cui essa \u00e8 \u00abl\u2019artefice\u00bb (<em>Sap<\/em> 7,21). L\u2019armonia che regna tra le creature le rende testimonianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tale sapienza che viene da Dio l\u2019uomo \u00e8 reso partecipe in diversi modi. Questa partecipazione \u00e8 un dono di Dio, che bisogna chiedere nella preghiera: \u00abPregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne a me lo spirito di sapienza\u00bb (<em>Sap<\/em> 7,7). Essa \u00e8 ancora frutto dell\u2019obbedienza alla Legge rivelata. Infatti la Torah \u00e8 come l\u2019incarnazione della sapienza. \u00abSe desideri la sapienza, osserva i comandamenti e il Signore te la conceder\u00e0. Il timore del Signore \u00e8 sapienza e istruzione\u00bb (<em>Sir<\/em> 1,26-27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la sapienza \u00e8 anche il risultato di una sagace osservazione della natura e dei costumi umani al fine di scoprire la loro intelligibilit\u00e0 immanente e il loro valore esemplare (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24.<\/strong> Nella pienezza dei tempi, Ges\u00f9 Cristo ha predicato l\u2019avvento del Regno come manifestazione dell\u2019amore misericordioso di Dio, che si rende presente tra gli uomini attraverso la propria persona e chiede da parte loro una conversione e una libera risposta d\u2019amore. Questa predicazione non \u00e8 senza conseguenze sull\u2019etica, sul modo di costruire il mondo e le relazioni umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo insegnamento morale, del quale il discorso della montagna \u00e8 un\u2019ammirevole sintesi, Ges\u00f9 riprende da parte sua la regola d\u2019oro: \u00abTutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti \u00e8 la Legge e i Profeti\u00bb (<em>Mt<\/em> 7,12) (24). Questo precetto positivo completa la formulazione negativa della stessa regola nell\u2019Antico Testamento: \u00abNon fare a nessuno ci\u00f2 che non vuoi che sia fatto a te\u00bb (<em>Tb<\/em> 4,15) (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25.<\/strong> All\u2019inizio della Lettera ai Romani, l\u2019apostolo Paolo, con l\u2019intento di manifestare la necessit\u00e0 universale della salvezza portata da Cristo, descrive la situazione religiosa e morale comune a tutti gli uomini. Egli afferma la possibilit\u00e0 di una conoscenza naturale di Dio: \u00abCi\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinit\u00e0, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute\u00bb (<em>Rm<\/em> 1,19-20) (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tale conoscenza si \u00e8 pervertita in idolatria. Ponendo sullo stesso piano giudei e pagani, san Paolo afferma l\u2019esistenza di una legge morale non scritta, che \u00e8 inscritta nei loro cuori (27). Essa consente di discernere da se stessi il bene e il male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi. Essi dimostrano che quanto la Legge esige \u00e8 scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano, ora li difendono\u00bb (<em>Rm<\/em> 2,14-15). La conoscenza della legge per\u00f2 non basta da s\u00e9 per condurre una vita giusta (28). Questi testi di san Paolo hanno avuto un\u2019influenza determinante sulla riflessione cristiana relativa alla legge naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1.4. Gli sviluppi della tradizione cristiana<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26.<\/strong> Per i Padri della Chiesa il <em>sequi naturam<\/em> e la <em>sequela Christi<\/em> non si oppongono. Al contrario, essi adottano generalmente l\u2019idea stoica secondo la quale la natura e la ragione ci indicano quali sono i nostri doveri morali. Seguirle \u00e8 seguire il <em>Logos<\/em> personale, il Verbo di Dio. Infatti la dottrina della legge naturale fornisce una base per completare la morale biblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa inoltre consente di spiegare perch\u00e9 i pagani, indipendentemente dalla rivelazione biblica, possiedono una concezione morale positiva. Questa \u00e8 indicata loro dalla natura e corrisponde all\u2019insegnamento della Rivelazione: \u00abDa Dio sono la legge della natura e la legge della rivelazione, che fanno un tutt\u2019uno\u00bb (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia i Padri della Chiesa non adottano puramente e semplicemente la dottrina stoica, ma la modificano e la sviluppano. Da una parte, l\u2019antropologia di ispirazione biblica che vede l\u2019uomo come l\u2019<em>imago<\/em> <em>Dei<\/em>, la cui piena verit\u00e0 \u00e8 manifestata in Cristo, vieta di ridurre la persona umana a un semplice elemento del cosmo: chiamata alla comunione con il Dio vivente, essa trascende il cosmo pur integrandosi in esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, l\u2019armonia della natura e della ragione non si fonda pi\u00f9 sulla visione immanentista di un cosmo panteista, ma sul comune riferimento alla sapienza trascendente del Creatore. Comportarsi in modo conforme alla ragione significa seguire gli orientamenti che Cristo, come <em>Logos<\/em> divino, ha deposto grazie ai<em> logoi<\/em> <em>spermatikoi<\/em> nella ragione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agire contro la ragione \u00e8 una colpa contro questi orientamenti. \u00c8 molto significativa la definizione di sant\u2019Agostino: \u00abLa legge eterna \u00e8 la ragione divina o la volont\u00e0 di Dio, che ordina di conservare l\u2019ordine naturale e proibisce di turbarlo\u00bb (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 precisamente, per sant\u2019Agostino le norme della vita retta e della giustizia sono espresse nel Verbo di Dio, che le imprime poi nel cuore dell\u2019uomo \u00aballa maniera di un sigillo che da un anello passa alla cera, ma senza lasciare l\u2019anello\u00bb (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, nei Padri la legge naturale \u00e8 ormai compresa nell\u2019ambito di una storia della salvezza che conduce a distinguere diversi stati della natura (natura originale, natura decaduta, natura restaurata), nei quali la legge naturale si realizza in modi diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina patristica della legge naturale \u00e8 stata trasmessa al Medioevo, insieme alla concezione, molto vicina, del \u00abdiritto delle genti (<em>ius gentium<\/em>)\u00bb, secondo la quale esistono, fuori del diritto romano (<em>ius civile<\/em>), princ\u00ecpi universali di diritto che regolano le relazioni tra i popoli e sono obbligatori per tutti ( 32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>27.<\/strong> Nel Medioevo la dottrina della legge naturale raggiunge una certa maturit\u00e0 e assume una forma \u00abclassica\u00bb, che costituisce il sottofondo di tutte le discussioni ulteriori. Essa si caratterizza per quattro elementi. In primo luogo, in conformit\u00e0 con la natura del pensiero scolastico che cerca di raccogliere la verit\u00e0 dovunque si trovi, assume le riflessioni anteriori sulla legge naturale, pagane o cristiane, e tenta di proporne una sintesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, in conformit\u00e0 con la natura sistematica del pensiero scolastico, colloca la legge naturale in un quadro metafisico e teologico generale. La legge naturale \u00e8 intesa come partecipazione della creatura razionale alla legge divina eterna, grazie alla quale entra in modo consapevole e libero nei disegni della Provvidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un insieme chiuso e completo di norme morali, ma una fonte di ispirazione costante, presente e operante nelle diverse tappe dell\u2019economia della salvezza. In terzo luogo, con la presa di coscienza della densit\u00e0 propria della natura, che \u00e8 in parte legata alla riscoperta del pensiero di Aristotele, la dottrina scolastica della legge naturale considera l\u2019ordine etico e politico come un ordine razionale, opera dell\u2019intelligenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definisce per essa uno spazio di autonomia, una distinzione senza separazione, in rapporto all\u2019ordine della rivelazione religiosa (33). Infine, agli occhi dei teologi e dei giuristi scolastici, la legge naturale costituisce un punto di riferimento e un criterio alla luce del quale essi valutano la legittimit\u00e0 delle leggi positive e dei costumi particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1.5. Evoluzioni ulteriori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>28.<\/strong> La storia moderna dell\u2019idea della legge naturale si presenta per certi aspetti come un legittimo sviluppo dell\u2019insegnamento della scolastica medievale in un contesto culturale pi\u00f9 complesso, segnato in particolare da un senso pi\u00f9 vivo della soggettivit\u00e0 morale. Tra questi sviluppi, segnaliamo l\u2019opera dei teologi spagnoli del XVI secolo che, alla maniera del domenicano Francesco de Vitoria, sono ricorsi alla legge naturale per contestare l\u2019ideologia imperialista di alcuni Stati cristiani d\u2019Europa e per difendere i diritti dei popoli non cristiani d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti tali diritti sono inerenti alla natura umana e non dipendono dalla situazione concreta nei confronti della fede cristiana. L\u2019idea di legge naturale ha inoltre consentito ai teologi spagnoli di porre le basi di un diritto internazionale, cio\u00e8 di una norma universale che regoli le relazioni dei popoli e degli Stati tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>29.<\/strong> Ma, per altri aspetti, nell\u2019epoca moderna l\u2019idea della legge naturale ha assunto orientamenti e forme che contribuiscono a renderla difficilmente accettabile oggi. Negli ultimi secoli del Medioevo, si \u00e8 sviluppata nella scolastica una corrente volontarista, la cui egemonia culturale ha modificato profondamente l\u2019idea di legge naturale. Il volontarismo si propone di valorizzare la trascendenza del soggetto libero in rapporto a tutti i condizionamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro il naturalismo, che tendeva ad assoggettare Dio alle leggi della natura, sottolinea unilateralmente l\u2019assoluta libert\u00e0 di Dio, con il rischio di comprometterne la sapienza e di renderne arbitrarie le decisioni. Inoltre, contro l\u2019intellettualismo, sospettato di assoggettare la persona umana all\u2019ordine del mondo, esalta una libert\u00e0 di indifferenza intesa come puro potere di scegliere i contrari, con il rischio di staccare la persona dalle sue inclinazioni naturali e dal bene oggettivo (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>30.<\/strong> Le conseguenze del volontarismo sulla dottrina della legge naturale sono numerose. Anzitutto, mentre in Tommaso d\u2019Aquino la legge \u00e8 intesa come opera di ragione ed espressione di una sapienza, il volontarismo conduce a legare la legge alla sola volont\u00e0, e ad una volont\u00e0 staccata dal suo ordinamento intrinseco al bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora tutta la forza della legge risiede nella sola volont\u00e0 del legislatore. La legge \u00e8 cos\u00ec espropriata della sua intelligibilit\u00e0 intrinseca. In tali condizioni, la morale si riduce all\u2019obbedienza ai comandamenti, che manifestano la volont\u00e0 del legislatore. Thomas Hobbes dichiarer\u00e0 quindi: \u00ab\u00c8 l\u2019autorit\u00e0 e non la verit\u00e0 che fa la legge (<em>auctoritas, non<\/em> <em>veritas, facit legem<\/em>)\u00bb (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo moderno, amante dell\u2019autonomia, non poteva non insorgere contro una tale visione della legge. Poi, con il pretesto di preservare l\u2019assoluta sovranit\u00e0 di Dio sulla natura, il volontarismo priva questa di ogni intelligibilit\u00e0 interna. La tesi della <em>potentia Dei absoluta<\/em>, secondo la quale Dio potrebbe agire indipendentemente dalla sua sapienza e dalla sua bont\u00e0, relativizza tutte le strutture intelligibili esistenti e indebolisce la conoscenza naturale che l\u2019uomo ne pu\u00f2 avere. La natura cessa di essere un criterio per conoscere la sapiente volont\u00e0 di Dio: l\u2019uomo pu\u00f2 ricevere tale conoscenza soltanto da una rivelazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>31.<\/strong> D\u2019altra parte, parecchi fattori hanno condotto alla secolarizzazione della nozione di legge naturale. Tra questi, si pu\u00f2 ricordare il crescente divorzio tra la fede e la ragione che caratterizza la fine del Medioevo, o ancora alcuni aspetti della Riforma (36), ma soprattutto la volont\u00e0 di superare i violenti conflitti religiosi che hanno insanguinato l\u2019Europa all\u2019alba dei tempi moderni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 giunti a voler fondare l\u2019unit\u00e0 politica delle comunit\u00e0 umane mettendo tra parentesi la confessione religiosa. Ormai la dottrina della legge naturale prescinde da ogni rivelazione religiosa particolare, e dunque da ogni teologia confessante. Essa pretende di fondarsi unicamente sui lumi della ragione comune a tutti gli uomini e si presenta come la norma ultima nel campo secolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>32.<\/strong> Inoltre, il razionalismo moderno pone l\u2019esistenza di un ordine assoluto e normativo delle essenze intelligibili accessibile alla ragione e insieme relativizza il riferimento a Dio come fondamento ultimo della legge naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ordine necessario, eterno e immutabile delle essenze dev\u2019essere certamente attualizzato dal Creatore, ma, si crede, possiede gi\u00e0 in se stesso la sua coerenza e la sua razionalit\u00e0. Il riferimento a Dio dev\u2019essere dunque opzionale. La legge naturale si imporrebbe a tutti \u00abanche se Dio non esistesse (<em>etsi Deus non daretur<\/em>)\u00bb (37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>33.<\/strong> Il modello razionalista moderno della legge naturale \u00e8 caratterizzato: <em>1)<\/em> dalla credenza essenzialista in una natura umana immutabile e a-storica, di cui la ragione pu\u00f2 cogliere perfettamente la definizione e le propriet\u00e0 essenziali; <em>2)<\/em> dal mettere tra parentesi la situazione concreta delle persone umane nella storia della salvezza, segnata dal peccato e dalla grazia, la cui influenza sulla conoscenza e sulla pratica della legge naturale \u00e8 per\u00f2 decisiva; <em>3)<\/em> dall\u2019idea che \u00e8 possibile per la ragione dedurre <em>a priori<\/em> i precetti della legge naturale a partire dalla definizione dell\u2019essenza dell\u2019essere umano; <em>4)<\/em> dalla massima estensione data ai princ\u00ecpi cos\u00ec dedotti, tanto che la legge naturale appare come un codice di leggi gi\u00e0 fatte che regola la quasi-totalit\u00e0 dei comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tendenza a estendere il campo delle determinazioni della legge naturale \u00e8 stata all\u2019origine di una grave crisi quando, in particolare con il progresso delle scienze umane, il pensiero occidentale ha preso maggiormente coscienza della storicit\u00e0 delle istituzioni umane e della relativit\u00e0 culturale di numerosi comportamenti che a volte si giustificavano richiamandosi all\u2019evidenza della legge naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo scarto tra una teoria massimalista e la complessit\u00e0 dei dati empirici spiega in parte la disaffezione per l\u2019idea stessa di legge naturale. Perch\u00e9 la nozione di legge naturale possa servire all\u2019elaborazione di un\u2019etica universale in una societ\u00e0 secolarizzata e pluralista come la nostra, bisogna dunque evitare di presentarla nella forma rigida che ha assunto, in particolare nel razionalismo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>1.6. Il magistero della Chiesa e la legge naturale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>34.<\/strong> Prima del XIII secolo, poich\u00e9 la distinzione tra l\u2019ordine naturale e quello soprannaturale non era chiaramente elaborata, la legge naturale era generalmente assimilata alla morale cristiana. Cos\u00ec il decreto di Graziano, che fornisce la norma canonica di base nel XII secolo, inizia affermando: \u00abLa legge naturale \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 contenuto nella Legge e nel Vangelo\u00bb. Identifica poi il contenuto della legge naturale con la regola d\u2019oro e precisa che le leggi divine corrispondono alla natura (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I\u00a0Padri della Chiesa sono dunque ricorsi alla legge naturale e alla Sacra Scrittura per fondare il comportamento morale dei cristiani, ma il magistero della Chiesa, nei primi tempi, ebbe poco da intervenire per troncare le dispute sul contenuto della legge morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il magistero della Chiesa fu condotto non solo a risolvere discussioni morali particolari, ma anche a giustificare la propria posizione di fronte a un mondo secolarizzato, si richiam\u00f2 pi\u00f9 esplicitamente alla nozione di legge naturale. Nel XIX secolo, specialmente sotto il pontificato di Leone XIII, il ricorso alla legge naturale si impone negli atti del magistero. La presentazione pi\u00f9 esplicita si trova nell\u2019enciclica <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/leo_xiii\/encyclicals\/documents\/hf_l-xiii_enc_20061888_libertas_it.html\" target=\"_blank\">Libertas praestantissimum<\/a><\/em> (1888).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leone XIII si riferisce alla legge naturale per identificare la fonte dell\u2019autorit\u00e0 civile e fissarne i limiti. Ricorda con forza che bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini quando le autorit\u00e0 civili comandano e riconoscono qualche cosa che \u00e8 contrario alla legge divina o alla legge naturale. Ma ricorre pure alla legge naturale per proteggere la propriet\u00e0 privata contro il socialismo o ancora per difendere il diritto dei lavoratori a procurarsi con il lavoro ci\u00f2 che \u00e8 necessario per il sostentamento della loro vita. In questa stessa linea, Giovanni XXIII si riferisce alla legge naturale per fondare i diritti e i doveri dell\u2019uomo (enciclica <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_xxiii\/encyclicals\/documents\/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem_it.html\" target=\"_blank\">Pacem in terris<\/a><\/em> [1963]). Con Pio XI (enciclica <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/pius_xi\/encyclicals\/documents\/hf_p-xi_enc_19301231_casti-connubii_it.html\" target=\"_blank\">Casti connubii<\/a><\/em> [1930]) e Paolo VI (enciclica <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/paul_vi\/encyclicals\/documents\/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_it.html\" target=\"_blank\">Humanae vitae<\/a><\/em> [1968]), la legge naturale si rivela un criterio decisivo nelle questioni relative alla morale coniugale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, la legge naturale \u00e8 di diritto accessibile alla ragione umana, comune ai credenti e ai non credenti, e la Chiesa non ne ha l\u2019esclusiva, ma, poich\u00e9 la Rivelazione assume le esigenze della legge naturale, il magistero della Chiesa ne \u00e8 costituito il garante e l\u2019interprete (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0014\/_INDEX.HTM\" target=\"_blank\"><em>Catechismo della<\/em> <em>Chiesa Cattolica<\/em><\/a> (1992) e l\u2019enciclica <em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1226\/_INDEX.HTM\" target=\"_blank\">Veritatis splendor<\/a><\/em> (1993) assegnano un posto determinante alla legge naturale nell\u2019esposizione della morale cristiana (40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>35.<\/strong> Oggi la Chiesa cattolica invoca la legge naturale in quattro contesti principali. In primo luogo, dinanzi al dilagare di una cultura che limita la razionalit\u00e0 alle scienze positive e abbandona al relativismo la vita morale, insiste sulla capacit\u00e0 naturale che hanno gli uomini di cogliere con la ragione \u00abil messaggio etico contenuto nell\u2019essere\u00bb (41) e di conoscere nelle loro grandi linee le norme fondamentali di un agire giusto conforme alla loro natura e alla loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge naturale risponde cos\u00ec all\u2019esigenza di fondare sulla ragione i diritti dell\u2019uomo (42) e rende possibile un dialogo interculturale e interreligioso in grado di favorire la pace universale e di evitare lo \u00abscontro delle civilt\u00e0\u00bb. In secondo luogo, dinanzi all\u2019individualismo relativista, il quale ritiene che ogni individuo sia la fonte dei propri valori e che la societ\u00e0 risulti da un puro contratto\u00a0 stipulato tra individui che scelgono di fissarne essi stessi tutte le norme, ricorda il carattere non convenzionale ma naturale e oggettivo delle norme fondamentali che regolano la vita sociale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, la forma democratica di governo \u00e8 intrinsecamente legata a valori etici stabili, che hanno la fonte nelle esigenze della legge naturale e quindi non dipendono dalle fluttuazioni del consenso di una maggioranza aritmetica. In terzo luogo, dinanzi a un laicismo aggressivo che vuole escludere i credenti dal pubblico dibattito, la Chiesa fa notare che gli interventi dei cristiani nella vita pubblica, su argomenti che riguardano la legge naturale (difesa dei diritti degli oppressi, giustizia nelle relazioni internazionali, difesa della vita e della famiglia, libert\u00e0 religiosa e libert\u00e0 di educazione&#8230;), non sono di per s\u00e9 di natura confessionale, ma derivano dalla cura che ogni cittadino deve avere per il bene comune della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quarto luogo, dinanzi alle minacce di abuso del potere, e anche di totalitarismo, che il positivismo giuridico nasconde e che certe ideologie trasmettono, la Chiesa ricorda che le leggi civili non obbligano in coscienza quando sono in contraddizione con la legge naturale, e chiede il riconoscimento dell\u2019obiezione di coscienza, come pure il dovere della disobbedienza in nome dell\u2019obbedienza a una legge pi\u00f9 alta (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento alla legge naturale non solo non produce il conformismo, ma garantisce la libert\u00e0 personale e difende gli emarginati e gli oppressi da strutture sociali dimentiche del bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3677\" target=\"_blank\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3675\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3673\">torna all&#8217;indice<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito della Santa Sede COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE ALLA RICERCA DI UN\u2019ETICA UNIVERSALE: NUOVO SGUARDO SULLA LEGGE NATURALE * * * CAPITOLO I:\u00a0CONVERGENZE<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/nuovo-sguardo-sulla-legge-naturale-cap-i\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":20462,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[840],"class_list":["post-3676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto","category-dottrina-e-morale","tag-legge-naturale","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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