{"id":36653,"date":"2016-11-17T00:00:43","date_gmt":"2016-11-16T23:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=36653"},"modified":"2016-11-04T14:18:33","modified_gmt":"2016-11-04T13:18:33","slug":"il-concetto-di-persona-conquista-dellantropologia-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-concetto-di-persona-conquista-dellantropologia-cristiana\/","title":{"rendered":"Il concetto di persona, conquista dell\u2019antropologia cristiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/culturaeidentita.altervista.org\/\" target=\"_blank\">Cultura&amp;Identit\u00e0<\/a><a href=\"http:\/\/culturaeidentita.altervista.org\/\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-36654\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/teatro_tragedia.jpg\" alt=\"teatro_tragedia\" width=\"250\" height=\"188\" \/><\/a><\/strong>. Rivista di studi conservatori Anno VIII nuova serie<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">n. 12 5 giugno 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La nozione di \u201cpersona\u201d, come qualit\u00e0 intrinseca di un individuo che va al di l\u00e0 della sua mera consistenza corporea, \u00e8 nata in seno al pensiero cristiano antico e si \u00e8 trasfusa nel substrato della cultura dei popoli dell\u2019Occidente, lasciandovi corposi sedimenti nell\u2019Et\u00e0 Moderna, in cui il senso del termine ha iniziato a essere modificato per recepire nuovi ma distorcenti paradigmi, fino alla piena negazione contemporanea<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Ermanno Pavesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. L\u2019uomo come persona: considerazioni generali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cultura occidentale l\u2019uomo viene denominato spesso \u201cpersona\u201d (1) e anche la psicologia di tutti i giorni riconosce la peculiarit\u00e0 dell\u2019essere umano e la sua dignit\u00e0 particolare rispetto agli altri esseri viventi, e gli attribuisce, fra l\u2019altro, ragione e libero arbitrio. Si pu\u00f2 addirittura pensare che ogni cultura debba conoscere il concetto di persona, ma questo \u00e8 strettamente legato alla tradizione biblica e cristiana.<\/p>\n<p><strong>2. \u201cScoperta dell\u2019anima\u201d e origine del concetto di persona <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il flosofo Giovanni Reale (1931-2014) ha descritto due passaggi importanti nella storia della cultura occidentale: la \u201cscoperta dell\u2019anima\u201d da parte del filosofo greco Socrate (469-399 a. C.) e la formazione del concetto \u201cdell\u2019uomo come persona\u201d. Prima di Socrate lo spirito vitale che abbandona il corpo umano dopo la morte veniva chiamato \u201cpsiche\u201d. Le funzioni che noi definiamo psichiche erano attribuite a organi somatici, come il cervello, il cuore e il fegato. Socrate ha descritto per primo l\u2019anima come qualcosa di autonomo e l\u2019ha identificata con tutto l\u2019uomo: per Socrate non esistevano dubbi \u00ab[\u2026] che l\u2019anima \u00e8 l\u2019uomo\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia greca aveva riconosciuto la particolare posizione dell\u2019uomo nel cosmo. Si trovava per\u00f2 confrontata con un problema difficilmente solubile con la sola ragione: come si potrebbe spiegare il rapporto fra una psiche immateriale e potenzialmente immortale e un corpo materiale e fragile e potenzialmente mortale? Sembrava che ci fossero solo due possibilit\u00e0: o l\u2019anima rappresentava la natura vera e propria dell\u2019uomo e il corpo veniva considerato come qualcosa di estraneo, persino come il carcere dell\u2019anima, oppure l\u2019anima veniva considerata come forma del corpo e quindi come mortale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo il racconto biblico della creazione ha reso possibile una svolta: tutta la creazione, quindi anche le cose materiali, corrisponde al piano di Dio ed \u00e8 buona: l\u2019uomo \u00e8 stato addirittura creato a immagine e a somiglianza di Dio. \u00abIl fondamento spirituale dell\u2018Europa, che dal punto di vista assiologico pu\u00f2 essere considerato un vertice, [\u2026] \u00e8 uno dei concetti chiave del Cristianesimo, ossia il concetto di \u201cuomo\u201d come \u201cpersona\u201d, con la connessa rivalutazione radicale del corpo umano. Quello di \u201cpersona\u201d \u00e8 un concetto che i Greci, malgrado l\u2019elevatezza della nozione psyche (che pure muoveva in questa direzione), non avevano raggiunto; quanto al corpo, poi, i Greci ne avevano un concetto negativo\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solamente la creazione, come viene descritta nella Bibbia, pu\u00f2 superare questa difficolt\u00e0. Dio non ha creato solo il cielo e le cose spirituali e invisibili, ma anche la terra e le cose visibili e materiali. Se per il pensiero greco il corpo poteva essere il carcere dell\u2019anima, per san Paolo (5\/10-64\/67) invece esso \u00e8 il \u00abtempio dello Spirito Santo\u00bb (1 Cor 6,19). L\u2019incarnazione di Dio mostra inoltre non solo che un\u2019anima spirituale si pu\u00f2 unire con un corpo materiale, ma che Dio pu\u00f2 assumere addirittura la natura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni cultura esiste una precisa relazione fra l\u2019immagine di Dio, quella dell\u2019uomo e quella del mondo. Solo l\u2019idea di \u201cDio come persona\u201d ha consentito l\u2019elaborazione del concetto di uomo come persona. \u201cUomo come persona\u201d e \u201cDio come persona\u201d sono i due concetti, \u00ab[\u2026] che costituiscono la chiave di volta della \u201crivoluzione\u201d cristiana e che schiudono al pensiero umano orizzonti del tutto nuovi: alludo al concetto di \u201cuomo come persona\u201d, completamente sconosciuto al pensiero greco (1931-2014), e alle altre culture, in connessione con il concetto di \u201cDio come persona\u201d, che instaura un rapporto diretto con ciascuno degli uomini e da cui dipende la stessa nozione di uomo-persona\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della diffusione del cristianesimo l\u2019idea dell\u2019uomo come persona, cio\u00e8 di un essere razionale dotato di ragione e di libero arbitrio, si \u00e8 dovuta confrontare con un paganesimo profondamente influenzato dall\u2019astrologia, dove dominano concezioni deterministiche: \u00abIl cristianesimo primitivo era destinato a dichiarare guerra alla concezione astrologica dell\u2019universo, come pure alla venerazione degli antichi d\u00e8i pagani. Fin dall\u2019inizio quindi fu compito dei Padri della Chiesa minare la credenza nella predestinazione astrale e mostrare l\u2019inconsistenza della fede negli d\u00e8i antichi. Nel caso degli d\u00e8i che erano anche divinit\u00e0 planetarie si combatt\u00e9 una battaglia su due fronti contro un unico nemico\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra area culturale si \u00e8 progressivamente imposta l\u2019idea dell\u2019uomo come essere razionale e dotato di libero arbitrio, capace di distinguere fra bene e male, di scegliere l\u2019uno o l\u2019altro e di assumersene la responsabilit\u00e0. Dall\u2019inizio del secondo millennio si sono per\u00f2 diffuse nelle universit\u00e0 appena fondate visioni del mondo e dell\u2019uomo di origine ellenistica e araba. Queste teorie negavano fra l\u2019altro l\u2019esistenza di un\u2019anima umana individuale e immortale e il libero arbitrio. Queste teorie deterministiche hanno contribuito in parte allo sviluppo della scienza: hanno rappresentato, infatti, la \u00abcondizione della concepibilit\u00e0 della natura\u00bb (6) , ma hanno anche favorito il riduzionismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa ha reagito alla diffusione delle teorie deterministiche con sant\u2019Alberto Magno (1193\/1206-1280) e san Bonaventura (1221-1274), ma soprattutto con san Tommaso d\u2019Aquino (1125\/1226-1274); anche i primi rappresentanti dell\u2019Umanesimo hanno difeso il libero arbitrio e l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima (7) . Con la Riforma protestante \u00e8 cominciata la crisi di tale visione dell\u2019uomo. Si deve ricordare che Martin Lutero, O.A. (1483-1546), dedica una delle sue opere pi\u00f9 importanti, il <em>De servo arbitrio<\/em>, alla confutazione del concetto di libero arbitrio, definisce poi la ragione una prostituta che travia l\u2019uomo o come \u00abla pi\u00f9 grande prostituta al servizio del diavolo\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lutero critica due delle pi\u00f9 importanti funzioni della persona umana: l\u2019uomo non sarebbe in grado di distinguere fra bene e male e le sue azioni sarebbero determinate non dal libero arbitrio, ma dalla concupiscenza. Quegli autori che hanno preso le distanze dal cristianesimo hanno negato sempre pi\u00f9 la dimensione personale dell\u2019uomo. La cultura occidentale aveva per\u00f2 talmente assimilato l\u2019idea dell\u2019uomo come persona \u2014 cosa che comprende anche la sua speciale dignit\u00e0 e i suoi diritti inalienabili \u2014, che in essa sono sopravvissuti alcuni aspetti della concezione cristiana dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019origine cristiana di questi valori \u00e8 passata in secondo piano, al punto che questi valori sono stati considerati addirittura come una conquista che sarebbe stata possibile solamente grazie a una presunta \u201csvolta antropologica\u201d del mondo moderno e con l\u2019emancipazione dal cristianesimo. Anche il pi\u00f9 importante teologo protestante dopo Lutero, Friedrich Daniel Ernst Schleiermacher (1768-1834), ha negato la dimensione personale dell\u2019uomo. Egli infatti scrive: \u00abVoi sapete che la divinit\u00e0, con una legge immutabile, ha costretto se stessa a scindere in due la sua grande opera fino all\u2019infinito, di fondere insieme due forze contrapposte per formare ogni essere determinato, e far diventare realt\u00e0 ciascuna delle sue idee eterne in due forme gemelle, ostili una all\u2019altra ma che tuttavia possono esistere solo una grazie all\u2019altra e inseparabili. La totalit\u00e0 di questo mondo corporeo [&#8230;] appare [&#8230;] nient\u2019altro che un gioco infinito di forze contrapposte. Ogni vita non \u00e8 che il risultato di una continua attrazione e ripulsione, l\u2019essere determinato di ogni cosa risulta dal fatto che le due energie primordiali della natura, quella che attira a s\u00e9 avidamente e quella che si espande in modo dinamico e vitale, sono combinate e stanno insieme in un modo determinato. Mi sembra che anche gli spiriti, appena trapiantati in questo mondo, debbano conformarsi a questa legge. L\u2019anima di ogni uomo \u2014 le sue azioni nel tempo cos\u00ec come le propriet\u00e0 interne del suo essere ci conducono a questa constatazione \u2014 non \u00e8 che il prodotto di due tendenze contrapposte\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Schleiermacher non attribuisce sostanzialit\u00e0 all\u2019anima, la quale non sarebbe un principio autonomo e individuale che dirige lo sviluppo umano fin dall\u2019inizio, ma sarebbe soltanto il prodotto di istinti opposti. Si tratta di una spiegazione dialettica dell\u2019uomo e della realt\u00e0. Questa teoria, che spiega tutta la realt\u00e0 e l\u2019attivit\u00e0 psichica dell\u2019uomo come prodotto di due forze o istinti opposti, ha trovato una eco nella teoria di Sigmund Freud (1856-1939), che scrive: \u00abAlcuni lettori di questo saggio potrebbero inoltre avere l\u2019impressione di aver udito troppo spesso la formula della lotta tra Eros e pulsione di morte. Usata per contraddistinguere il processo d\u2019incivilimento cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 sottoposta, essa fu riferita anche allo sviluppo dell\u2019individuo e per giunta fu ritenuta atta a rivelare il segreto della vita organica in generale\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rifiuto della sostanzialit\u00e0 dell\u2019anima umana e della dimensione personale dell\u2019uomo rappresenta come un \u201cfilo rosso\u201d che accomuna importanti rappresentanti di tutta la filosofa moderna. \u00abCi\u00f2 che si \u00e8 convenuto di definire come la filosofa moderna \u2014 precisa il filosofo francese Pierre Manent \u2014 si forma nel XVII secolo con una presa di posizione polemica contro la filosofa di Aristotele, e pi\u00f9 precisamente contro la sua fisica e la sua metafisica, e pi\u00f9 precisamente ancora contro la sua dottrina della \u201csostanza\u201d, che riguarda la natura in generale e l\u2019uomo in modo speciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che quest\u2019ultimo sia sostanza, \u201cforma sostanziale\u201d, con un suo rango all\u2019interno di una gerarchia di sostanze o di forme, che sia una natura, con un suo rango, il rango delle nature sia animali che razionali, in una gerarchia di nature, che l\u2019anima umana sia la \u201cforma\u201d del corpo umano, \u00e8 questo insegnamento di Aristotele che era stato adottato nei suoi punti essenziali dalla dottrina cattolica e che Descartes [Ren\u00e9 (1596-1650)] come Hobbes [Thomas (1588-1679)], Spinoza [Baruch (1632- 1677)] come Locke [John (1632-1704)] si mettono a distruggere implacabilmente. Che l\u2019uomo sia una sostanza, e una sostanza unica, rappresenta il <em>Carthago delenda<\/em> della nuova flosofa\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa dottrina, nella sua forma cattolica, afferma che l\u2019anima \u00e8 tanto sostanza, cio\u00e8 capace di esistenza autonoma, quanto forma del corpo, cio\u00e8, come principio vitale, \u00e8 anche principio di tutte le attivit\u00e0 con le quali la vita si manifesta in tutte le sue funzioni: vegetative, sensitive e razionali. L\u2019intento anti-cattolico si \u00e8 diretto contro la dottrina rivelata, anche se nella tradizione occidentale di essa sono stati mantenuti implicitamente importanti elementi. \u00abAbbiamo visto che dall\u2019inizio del tempo moderno \u2014 scrive il teologo e filosofo tedesco di origini italiane don Romano Guardini (1885-1968) \u2014 si viene elaborando una cultura non-cristiana. Per lungo tempo la negazione si \u00e8 diretta solo contro il contenuto stesso della Rivelazione; non contro i valori etici, individuali o sociali, che si sono sviluppati sotto il suo influsso. Anzi, la cultura moderna ha preteso di riposare precisamente su quei valori. Secondo questo punto di vista, largamente adottato dagli studi storici, valori come ad esempio quelli della personalit\u00e0 e dignit\u00e0 individuale, del rispetto reciproco, dell\u2019aiuto scambievole, sono possibilit\u00e0 innate nell\u2019uomo che i tempi moderni hanno scoperto e sviluppato. Certamente la cultura umana dei primi tempi del cristianesimo ha favorito la loro germinazione, mentre nel Medio Evo sono state ulteriormente sviluppate dalla preoccupazione religiosa per la vita interiore e la carit\u00e0 attiva; ma poi questa autonomia della persona ha preso coscienza di s\u00e9 ed \u00e8 divenuta una conquista naturale, indipendente dal cristianesimo. Questo modo di vedere si esprime in molteplici forme ed in modo particolarmente rappresentativo nei diritti dell\u2019uomo al tempo della Rivoluzione francese. In verit\u00e0 questi valori e queste attitudini sono legati alla Rivelazione, la quale si trova in un particolare rapporto riguardo a ci\u00f2 che \u00e8 immediatamente-umano. [\u2026] Il carattere di persona \u00e8 essenziale all\u2019uomo, ma esso diviene visibile allo sguardo ed accettabile alla volont\u00e0, quando, in grazia della adozione a fgli di Dio e della Provvidenza, la Rivelazione schiude il rapporto col Dio vivo e personale\u00bb (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardini precisa che la verit\u00e0 sull\u2019uomo pu\u00f2 essere conosciuta fino a un certo punto per mezzo della ragione, ma che solo la Rivelazione consente una conoscenza pi\u00f9 profonda dell\u2019uomo e, in particolare, della sua dimensione personale. Per questo, il rifiuto della Rivelazione oscura tale conoscenza: \u00ab[\u2026] in realt\u00e0 \u2014 continua Guardini \u2014 si era rivelato un vuoto che esisteva ormai da lungo tempo. L\u2019autentica personalit\u00e0, assieme al suo mondo di valori e di atteggiamenti, era scomparsa dalla coscienza col rifiuto della Rivelazione\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rifiuto della Rivelazione, e quindi il rifiuto della fede in Dio come persona e nella creazione, ha prodotto i suoi effetti solo con il tempo, perch\u00e9 intere generazioni sono cresciute e sono vissute in un una cultura che per molto tempo ha potuto alimentarsi ancora della sua eredit\u00e0 cristiana: \u00abLa conoscenza della persona \u00e8 perci\u00f2 legata alla fede cristiana. La persona pu\u00f2 essere affermata e coltivata per qualche tempo anche quando tale fede si \u00e8 spenta, ma poi gradatamente queste cose vanno perdute\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uomini non si sono ancora resi completamente conto delle conseguenze della scristianizzazione: \u00abGi\u00e0 Nietzsche [Friedrich (1844-1900)] \u2014 scrive Guardini \u2014 aveva ammonito che il moderno non cristiano non aveva ancora compreso che cosa sia essere tale. I vent\u2019anni trascorsi ce ne hanno dato una idea, e non era che l\u2019inizio\u00bb (15). Nella sua analisi della fine dell\u2019epoca moderna, scritta appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Guardini ha dato una particolare interpretazione dell\u2019esperienza del nazionalsocialismo nei \u201cvent\u2019anni trascorsi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il nazionalsocialismo \u00e8 stato spesso interpretato come l\u2019ultima manifestazione di sistemi autoritari storicamente superati, i crimini del nazionalsocialismo rappresentano per lui l\u2019esito coerente dell\u2019epoca moderna non-cristiana. Se la dignit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 strettamente legata alla sua dimensione personale, e questa dipende dalla visione dell\u2019uomo biblica e cristiana, l\u2019allontanamento dalla fede cristiana porta inevitabilmente all\u2019indebolimento del rispetto per la dignit\u00e0 umana e i diritti umani. Ci\u00f2 che il nazionalsocialismo ha dimostrato in modo radicale e drammatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La dimensione personale dell\u2019uomo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare di \u201cdimensione personale\u201d significa affermare che nell\u2019uomo vi \u00e8 un principio spirituale, esposto a influenze tanto interne, quanto esterne, ma che, grazie all\u2019uso di ragione e al libero arbitrio, non \u00e8 completamente determinato da tali influssi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune filosofie moderne considerano l\u2019immagine che l\u2019uomo ha di s\u00e9 come una \u201cfalsa coscienza\u201d. L\u2019uomo \u00e8 convinto di prendere decisioni meditate e responsabili, mentre di fatto sarebbe determinato da forze precise. Correnti filosofiche e psicologiche moderne hanno formulato loro teorie sulla natura di queste forze e, quindi, una visione dell\u2019uomo riduzionistica. \u00abC\u2019\u00e8 anzitutto il fatto \u2014 prosegue Guardini \u2014, sempre pi\u00f9 evidente, che la cultura dei tempi moderni, scienza, filosofa, pedagogia, sociologia, letteratura, ha visto l\u2019uomo sotto una falsa luce; non solamente in determinati aspetti, ma nel suo principio, e perci\u00f2 nella sua totalit\u00e0. L\u2019uomo non \u00e8 quello che ci indicano il positivismo ed il materialismo. Secondo queste teorie egli si \u201csviluppa\u201d dalla vita animale, che \u00e8 prodotta a sua volta da non si sa quale differenziazione della materia. Nonostante tanti punti di contatto con la materia, l\u2019uomo \u00e8 qualche cosa di essenzialmente particolare, poich\u00e9 viene determinato dallo spirito, che a sua volta non pu\u00f2 essere fatto derivare da nulla di materiale. Tutto quello che esso \u00e8 acquista perci\u00f2 un carattere proprio che lo differenzia da ogni altro essere vivente\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La negazione dell\u2019esistenza nell\u2019uomo di una istanza soggetta a influenze interne ed esterne, ma anche capace di coordinare le varie funzioni psichiche e di orientarle verso un fine determinato, lo lascia in bal\u00eca di ogni influenza e consente anche di interpretarlo in modo riduttivo. \u00abL\u2019uomo \u2014 ancora secondo Guardini \u2014 quale \u00e8 concepito dai tempi moderni non esiste. I rinnovati tentativi di richiuderlo in categorie alle quali egli non appartiene: meccaniche, biologiche, psicologiche, sociologiche, sono tutte variazioni della volont\u00e0 fondamentale di fare di lui un essere che sia \u201cnatura\u201d e diciamo pure natura spirituale. E non si vede ci\u00f2 che egli \u00e8 anzitutto ed in modo assoluto: persona finita, che come tale esiste, anche quando non lo voglia, anche quando rinneghi la propria natura. Chiamato da Dio, posto in relazione con le cose e con le altre persone. Persona che ha la stupenda e terribile libert\u00e0 di conservare o di distruggere il mondo, e persino di affermare e di realizzare se stessa o di abbandonarsi e perdersi\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riduzionismo moderno tende a svalutare la dimensione personale dell\u2019uomo, a considerarla come falsa coscienza, come epifenomeno di processi fisiologici, come sovrastruttura di forze istintive, come maschera dell\u2019inconscio collettivo, come \u00abl\u2019insieme dei rapporti sociali\u00bb (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Psicologia \u201cdel profondo\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di psicologia \u201cdel profondo\u201d \u2014 o psicoanalisi \u2014 si potrebbe pensare, che questa forma di psicologia, sviluppata dal medico austriaco Sigmund Freud, proprio in quanto pretende di richiamarsi a una visione \u201cprofonda\u201d dell\u2019essere umano, prenda in considerazione il nucleo centrale della persona, cio\u00e8 quanto di pi\u00f9 personale vi \u00e8 nell\u2019uomo: ma non \u00e8 cos\u00ec. La psicoanalisi sostiene che la vita psichica cosciente dipende dall\u2019inconscio e contraddice le concezioni della psicologia tradizionale e della filosofa, poich\u00e9 non sarebbe possibile spiegare i contenuti psichici e le azioni dell\u2019uomo a partire dall\u2019attivit\u00e0 psichica cosciente: \u00abCosa dir\u00e0 \u2014 scrive Freud \u2014 dunque il filosofo di una dottrina come la psicoanalisi la quale asserisce al contrario che ci\u00f2 che \u00e8 psichico \u00e8 in s\u00e9 inconscio, essendo la consapevolezza soltanto una qualit\u00e0 che pu\u00f2 aggiungersi o non aggiungersi al singolo atto psichico, e che, quand\u2019anche manchi, nulla di quell\u2019atto viene peraltro mutato?\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inconscio rappresenta, poi, la regione nella quale processi somatici danno origine alle prime rappresentazioni psichiche, che quindi potrebbero essere spiegate adeguatamente solo riconoscendone la base organica: \u00abL\u2019edificio dottrinale della psicoanalisi che abbiamo creato \u00e8 in realt\u00e0 una sovrastruttura, che prima o poi ha da essere collocata sul suo fondamento organico; ma questo non ci \u00e8 ancora noto\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud riconosce che la descrizione dei fenomeni da parte della psicoanalisi, anche se pi\u00f9 precisa di quelle di altre psicologie, non \u00e8 ancora soddisfacente e spera nel progresso delle scienze naturali: \u00abProbabilmente \u2014 scrive \u2014 le carenze della nostra esposizione scomparirebbero se fossimo gi\u00e0 nella condizione di sostituire i termini psicologici con quelli della fisiologia o della chimica\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli anni Freud ha diviso \u00abl\u2019apparato psichico della persona\u00bb in tre regioni o istanze: \u00abSuper-Io, Io ed Es\u00bb (22), e, per indicare quella regione che prima aveva chiamato \u201cinconscio\u201d, ha ripreso il termine \u201cEs\u201d dal medico tedesco e precursore della psicosomatica Georg Groddeck (1866-1934), perch\u00e9 questo termine caratterizza meglio la propriet\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 psichica inconscia: \u00abQuesto pronome impersonale \u2014 sostiene Freud \u2014 sembra particolarmente adatto a esprimere il carattere precipuo di questa provincia psichica, la sua estraneit\u00e0 all\u2019Io\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019uso di questa preposizione impersonale mette in rilievo il contrasto fra gli elementi impersonali e istintivi dell\u2019essere umano e la sua dimensione personale. In questo Freud riconosce di seguire l\u2019esempio di Groddeck, \u00ab[\u2026] il quale ripetutamente insiste nel concetto che ci\u00f2 che chiamiamo il nostro Io si comporta nella vita in modo essenzialmente passivo, e che \u2014 per usare la sua espressione \u2014 noi veniamo \u201cvissuti\u201d da forze ignote e incontrollabili\u00bb (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti filosofi e psicologi possono condividere questa teoria, cio\u00e8 che coscienza, ragione e libero arbitrio non sono determinanti per l\u2019attivit\u00e0 psichica e per le azioni, ma che queste sono determinate da \u00abforze ignote e incontrollabili\u00bb, anche se ciascuna corrente ritiene di essere la sola a interpretarle correttamente. Per Carl Gustav Jung (1875-1961) le caratteristiche individuali di un uomo non rappresentano una individualit\u00e0, ma sarebbero solo una facciata, una maschera, che corrispondono al ruolo che la societ\u00e0 impone a ogni individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jung si riferisce a una interpretazione dell\u2019etimologia del termine quando utilizza il termine \u201cpersona\u201d: \u00abIl termine \u00e8 veramente appropriato, giacch\u00e9 originariamente Persona era la maschera che portava l\u2019attore e che indicava la parte da lui rappresentata\u00bb (25). L\u2019uomo si illuderebbe di prendere decisioni autonomamente, in realt\u00e0 non avrebbe un ruolo attivo: \u00abPu\u00f2 ben darsi il caso \u2014 sostiene Jung \u2014 che pensiamo per tutta la vita di tirar dritto per la nostra strada, e possiamo anche non scoprire mai che, in massima parte, siamo comparse sul palcoscenico del teatro del mondo\u00bb (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona, la maschera, costringerebbe a recitare sempre e solo un preciso ruolo, cio\u00e8 di realizzare solamente una piccola parte della disposizione innata comune a tutti gli uomini: \u00abSolo perch\u00e9 la Persona \u00e8 un segmento pi\u00f9 o meno accidentale o arbitrario della psiche collettiva, possiamo cadere nell\u2019errore di considerarla anche in toto, come qualcosa d\u2019individuale; ma come dice il nome, essa \u00e8 solo una maschera della psiche collettiva, una maschera che simula l\u2019individualit\u00e0, che fa credere agli altri che chi la porta sia individuale (ed egli stesso vi crede), mentre non si tratta che di una parte rappresentata in teatro, nella quale parla la psiche collettiva. Se analizziamo la Persona, stacchiamo la maschera e scopriamo che ci\u00f2 che pareva individuale \u00e8, in fondo, collettivo, in altre parole che la Persona era soltanto la maschera della psiche collettiva. Tutto sommato, la Persona non \u00e8 nulla di \u201creale\u201d. \u00c8 un compromesso fra l\u2019individuo e la societ\u00e0 su \u201cci\u00f2 che uno appare\u201d\u00bb (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. \u201cNeurofilosofia\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I progressi delle neuroscienze hanno alimentato la speranza di poter spiegare in un tempo non troppo lontano tutta l\u2019attivit\u00e0 psichica come prodotto di processi neurobiologici. L\u2019identit\u00e0 personale sarebbe solo l\u2019associazione di propriet\u00e0 e contenuti psichici differenti, ma non una istanza autonoma e con una continuit\u00e0 nel tempo. Scrive Jung: \u00abSupponiamo che fusione e scissione divengano comuni, vale a dire, supponiamo che divenga del tutto comune che quando persone diverse si incontrano per strada si fondano in un solo corpo. Oppure, nel caso della scissione, immaginiamo che una singola persona possa ramificarsi in cinque persone identiche come risultato della divisione del suo corpo originario. Se tali casi divenissero comuni, avremmo problemi molto seri con la nostra nozione di identit\u00e0 personale. Credo che, probabilmente non avrebbe pi\u00f9 applicazione\u00bb (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Gerhard Roth, professore di Fisiologia del Comportamento all\u2019Universit\u00e0 di Brema, in Germania, tutta l\u2019attivit\u00e0 psichica sarebbe solo il prodotto dell\u2019attivit\u00e0 cerebrale e l\u2019immagine che ciascuno ha della realt\u00e0 sarebbe solo una costruzione e questo varrebbe anche per l\u2019Io: \u00abNon solo le cose da me percepite \u2014 argomenta \u2014 sono costrutti nella realt\u00e0, io stesso sono un costrutto\u00bb (29) e ancora: \u00abLa realt\u00e0 non \u00e8 un costrutto del mio Io, poich\u00e9 io stesso sono un costrutto\u00bb (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i \u201cneurofilosofi\u201d vi sono alcuni studiosi che mettono in discussione anche la particolarit\u00e0 del vissuto umano: per questo sono state formulate ipotesi fantasiose su marziani e \u201czombi\u201d, cio\u00e8 esseri simili all\u2019uomo, ma che non possiedono l\u2019autocoscienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Fatali conseguenze dell\u2019uso moderno del concetto di \u201cpersona\u201d <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni autori moderni intendono con persona qualcosa di diverso rispetto alla tradizione cristiana. Per l\u2019antropologia cristiana la dimensione personale dell\u2019uomo \u00e8 strettamente collegata all\u2019idea di un\u2019anima individuale, spirituale e immortale, presente in ogni individuo fin dal concepimento, in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio e che caratterizza il suo sviluppo per tutta la sua vita. Per essi l\u2019uomo non \u00e8 persona, ma lo diventa, cio\u00e8 sviluppa un\u2019identit\u00e0 particolare e consapevolezza di s\u00e9 o assumendo un determinato ruolo sociale che gli \u00e8 stato imposto dalla societ\u00e0, oppure quando il sistema nervoso centrale si \u00e8 sviluppato in modo tale da permettergli un sufficiente grado di autocoscienza interagendo con altri uomini e con l\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria che l\u2019uomo non \u00e8 una persona fin dall\u2019inizio, ma che lo diventa in una determinata fase dello sviluppo ha conseguenze importanti. Ogni individuo sarebbe dapprima solo un essere vivente con un patrimonio genetico determinato e con un sistema nervoso centrale in via di sviluppo, per cui non gli vengono ancora riconosciuti n\u00e9 una dignit\u00e0 di persona e neppure diritti umani. Se un individuo non \u00e8 di per s\u00e9 persona, si pone la questione come, quando e da chi gli deve essere riconosciuta la dimensione personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I crimini dei nazionalsocialisti hanno scosso la visione ottimistica della storia: ci si \u00e8 resi conto che l\u2019individuo non \u00e8 protetto dagli abusi di una legislazione ingiusta neanche in moderni Stati di diritto. \u00c8 sembrato quindi necessario proteggere ogni individuo da possibili violazioni. Il Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata e proclamata il 10 dicembre 1948 dall\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite afferma \u00ab[\u2026] che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell\u2019umanit\u00e0, e che l\u2019avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libert\u00e0 di parola e di credo e della libert\u00e0 dal timore e dal bisogno \u00e8 stato proclamato come la pi\u00f9 alta aspirazione dell\u2019uomo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dichiarazione sottolinea inequivocabilmente che la dignit\u00e0 umana appartiene a ogni membro della famiglia umana, e vuole quindi proteggere ogni essere umano da ogni arbitrio anche da parte dello Stato. Dichiara pure \u00ab[\u2026] che il riconoscimento della dignit\u00e0 inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libert\u00e0, della giustizia e della pace nel mondo\u00bb (31). Non pochi autori contemporanei contraddicono i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un caso estremo \u00e8 rappresentato dalla proposta di alcuni \u201cbioeticisti\u201d di legittimare il cosiddetto aborto postnatale (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. La teoria dell\u2019aborto \u201cpost-natale\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberto Giubilini e Francesca Minerva, due \u201cbioeticisti\u201c, sostengono, per esempio, che alcuni genitori sono svantaggiati, se certe malattie o malformazioni dei figli possono essere diagnosticate solo verso la fine della gravidanza, quando un\u2019interruzione della gravidanza non \u00e8 pi\u00f9 consentita, o addirittura dopo la nascita. I due studiosi sostengono una concezione singolare di persona: \u00abNoi consideriamo come persona un individuo che \u00e8 capace di attribuire alla propria esistenza (per lo meno) alcuni valori fondamentali, cos\u00ec che pu\u00f2 sentire come perdita se viene privato della sua esistenza. Questo significa che molti [sic!] animali e uomini con un handicap mentale sono persone, ma che tutti gli individui che non sono in grado di attribuire un qualche valore alla propria esistenza non sono persone\u00bb (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo queste considerazioni stravaganti si potrebbe uccidere un essere umano se questi non \u00e8 ancora o non pi\u00f9 in grado di essere cosciente del valore della propria vita. Non gli si procurerebbe alcun danno, poich\u00e9 non potrebbe rendersi conto di patirlo (34). Dal momento che in molti Paesi la legge consente di praticare l\u2019aborto nei primi mesi di gravidanza, questo diritto dovrebbe essere esteso all\u2019uccisione del feto e addirittura del neonato, in quest\u2019ultimo caso con un \u201caborto post-natale\u201d. Solo in una fase pi\u00f9 avanzata dello sviluppo l\u2019essere umano potrebbe essere riconosciuto come persona, quando avesse raggiunto un certo grado di autocoscienza e avesse pure un progetto di vita. Se un bambino ha raggiunto questo grado di sviluppo, ci\u00f2 dovrebbe essere deciso da neurologi e psicologi (35), che avrebbero la competenza di decidere se un neonato pu\u00f2 essere ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Conclusioni <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di uomo come persona \u00e8 una conquista dell\u2019antropologia cristiana, che si basa sulla idea che l\u2019uomo \u00e8 tato creato a immagine e somiglianza di Dio. Al giorno d\u2019oggi il concetto di persona viene utilizzato spesso indipendentemente dal suo significato originario, senza che ci sia una definizione condivisa. Per noi cristiani il concetto di persona rimanda alla particolare dignit\u00e0 dell\u2019uomo e, per questo, tendiamo a parlare di persona anche in questioni bioetiche, la discussione per\u00f2 diventa filosofica. Molti interlocutori possono avere altre concezioni e soprattutto sostenere che l\u2019uomo non \u00e8 persona fin dall\u2019inizio e che con il suo decadimento psichico pu\u00f2 perdere la sua dignit\u00e0 di persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare quindi consigliabile parlare piuttosto dell\u2019uomo come del membro della famiglia umana, secondo la formula utilizzata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Sulla definizione di persona si pu\u00f2 discutere, dal punto di vista scientifico un esame genetico pu\u00f2 invece dimostrare inequivocabilmente che l\u2019embrione \u00e8 gi\u00e0 un nuovo membro della famiglia umana.<\/p>\n<p>____________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Una delle etimologie del termine \u201cpersona\u201d rimanda al verbo latino \u2014 di origine etrusca \u2014 \u201cperson\u0101re\u201d, riferito alla maschera (\u201cpers\u014dna\u201d, in greco \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd, pr\u00f3s\u014dpon) indossata dagli attori del teatro romano, che aveva anche la funzione di amplifcare \u2014 da qui il prefisso accrescitivo \u201cper\u201d \u2014 la voce. Per traslato, ci\u00f2 che qualifica in maniera unica l\u2019essere umano, situandosi fra la corporeit\u00e0 fisica e lo spirito, ovvero la razionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Platone (428\/427-348\/347 a.C.), <em>Alcibiade maggiore<\/em>, 130 C, in Idem, <em>Tutti gli scritti<\/em>, trad. it., a cura di Giovanni Reale 6 a ed., Bompiani, Milano 2010, pp. 595-632 (p. 623).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> G. Reale, <em>Radici culturali e spirituali dell\u2019Europa. Per una rinascita dell\u2019uomo europeo<\/em>, Cortina, Milano 2003, p. 79.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Raymond Klibansky (1905-2005); Erwin Panofsky (1892-1968) e Fritz Saxl (1890-1948), <em>Saturno e la melanconia. Studi su storia della flosofa naturale, medicina, religione e arte<\/em>, 1964, trad. it., n. ed. ampliata, Einaudi, Torino 2002, p. 149.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> p. 167.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Cfr. i capitoli <em>L\u2019Umanesimo, Francesco Petrarca e la nascita dell\u2019Umanesimo e Umanisti cristiani<\/em> nel mio <em>Poco meno di un angelo. L\u2019uomo, soltanto una particella della natura?<\/em>, D\u2019Ettoris Editori, Crotone 2016, pp. 111-151.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> La ragione \u00ab[\u2026] ist die h\u00f6chste Hur, die der Teufel hat\u00bb (M. Lutero, <em>Predigt am zweiten Sonntag nach Epiphanie,<\/em> in Predigte des Jahres 1546, in <em>D. Martin Luthers Werke<\/em>, Kritische Gasamtausgabe (Weimarer Ausgabe), 73 voll., B\u00f6hlaus Nachfolger, Weimar (Impero Germanico) 1914, vol. LI, p. 126, vv. 9-10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Friedrich Daniel Ernst Schleiermacher, <em>Sulla religione. <\/em><em>Discorsi a quegli intellettuali che la disprezzano,<\/em> 1799, trad. it., a cura di Salvatore Spera, Queriniana, Brescia 1989, pp. 43-44 (trad. modifcata da me).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Sigmund Freud, <em>Il disagio della civilt\u00e0,<\/em> trad. it., in Opere, Boringhieri, Torino 1978, vol. X, 1924-1929<em>. Inibizione, sintomo e angoscia e altri scritti<\/em>, pp. 553-630 (p. 625)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Pierre Manent, <em>La cit\u00e9 de l\u2019homme<\/em>, Flammarion, Parigi 2012, pp. 161-162.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Romano Guardini, <em>La fine dell\u2019epoca moderna<\/em>, 1950, trad. it., in Idem, <em>La<\/em> <em>fine dell\u2019epoca moderna. Il potere<\/em>, Morcelliana, Brescia 2007, pp. 7-109 (pp. 98-100).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 101.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> p. 100.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 102.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 78.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> p. 80.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> Cfr. Karl Marx (1881-1883), <em>Tesi su Feuerbach,<\/em> 1888 (redazione 1845), trad. it. integrale in <em>Feuerbach. Marx. Engels, Materialismo dialettico e materialismo storico<\/em>, a cura di Cornelio Fabro C.S.S.R. (1911-1995), La Scuola, Brescia 1962, pp. 81-84, Tesi VI, p. 83 (il testo delle Tesi \u00e8 consultabile anche alla pagina ) <a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1845\/3\/tesi-f.htm\" target=\"_blank\">https:\/\/www.marxists.org\/italiano\/marx-engels\/1845\/3\/tesi-f.htm<\/a> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> S. Freud, <em>Le resistenze alla psicoanalisi<\/em>, trad. it., in Opere, cit., vol. X, 1924-1929. Inibizione, sintomo e angoscia e altri scritti, cit., pp. 45-58 (p. 53).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Idem, <em>Introduzione alla psicoanalisi<\/em>, trad. it., ibid., vol. VIII, 1915-1917. <em>Introduzione alla psicoanalisi e altri scritti<\/em>, pp. 189-618 (p. 542).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> Idem, <em>Al di l\u00e0 del principio del piacere,<\/em> trad. it., ibid., vol. IX, 1917-1923. <em>L\u2019Io e l\u2019Es e altri scritti,<\/em> pp. 187-249 (p. 245).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Idem, <em>Introduzione alla psicoanalisi<\/em> (nuova serie di lezioni), trad. it., ibid., vol. XI, 1930-1938, pp. 115-284 (p. 184).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> Idem, <em>L\u2019Io e l\u2019Es<\/em>, trad. it., <em>ibid., <\/em>vol. VIII, 1915-1917. <em>Introduzione alla psicoanalisi e altri scritti,<\/em> cit., pp. 471-520 (p. 486).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> Carl Gustav Jung, <em>L\u2019Io e l\u2019inconscio<\/em>, 1928, trad. it., in Idem<em>, Due testi di psicologia analitica<\/em>, Boringhieri, Torino 1983, pp. 121-314 (p. 155).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> Aniela Jaff\u00e9 (1903-1991) (a cura di), <em>Ricordi, sogni, rifessioni<\/em> di C. G. Jung, 1961, trad. it., ed. riveduta e accresciuta, Rizzoli, Milano 1997, p. 125.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>27)<\/strong> C. G. Jung, <em>L\u2019Io e l\u2019inconscio<\/em>, cit., p. 154-155.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>28)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> pp. 251-252.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>29)<\/strong> Gerhard Roth, <em>Das Gehirn und seine Wirklichkeit<\/em> [Il cervello e la sua realt\u00e0], Suhrkamp, Francoforte sul Meno 1996, p. 329.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>30)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> p. 330.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>31)<\/strong> Organizzazione delle Nazioni Unite, Dichiarazione dei Diritti Umani, del 10 dicembre 1948, alla pagina <a href=\"http:\/\/www.ohchr.org\/EN\/UDHR\/Pages\/Language.aspx\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ohchr.org\/EN\/UDHR\/Pages\/Language.aspx<\/a>? , consultata il 19-5-2016 (entrambi i brani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>32)<\/strong> Alberto Giubilini e Francesca Minerva, <em>Afterbirth Abortion. <\/em><em>Why should the Baby Live?,<\/em> in JME Online First, 2-3-2012, alla pagina <a href=\"https:\/\/kuruc.info\/galeriaN\/egyeb\/after-birth_abortion.pdf\" target=\"_blank\">https:\/\/kuruc.info\/galeriaN\/egyeb\/after-birth_abortion.pdf<\/a><\/p>\n<p><strong>33)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 2.<\/p>\n<p><strong>34)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 3.<\/p>\n<p><strong>35)<\/strong> <em>Ibid.,<\/em> p. 4.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cultura&amp;Identit\u00e0. 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