{"id":3584,"date":"2009-12-03T00:00:00","date_gmt":"2009-12-02T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-24T13:30:09","modified_gmt":"2016-01-24T12:30:09","slug":"le-ideologie-non-sono-morte-lo-dimostra-il-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/le-ideologie-non-sono-morte-lo-dimostra-il-linguaggio\/","title":{"rendered":"Le ideologie non sono morte, lo dimostra il linguaggio"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/neolingua.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-29782 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/neolingua.jpg\" alt=\"neolingua\" width=\"248\" height=\"196\" \/><\/a>Vita e Pensiero<\/strong> n.5<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">settembre-ottobre 2009<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La vera rivoluzione cambia il senso delle parole, come insegna la storia del marxismo teorico e realizzato. Uno scenario da Grande Fratello che si ripropone nell&#8217;ideologia del &#8220;gender&#8221; e nel filone del &#8220;sessismo linguistico&#8221; in voga in Spagna.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Jes\u00f9s Trillo-Figueroa Martinez-Conde<\/strong> (*)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una delle questioni pi\u00f9 allarmanti tra le tante suggerite dal romanzo 1984 di George Orwell \u00e8 la Creazione di una <em>neolingua,<\/em> la nuova lingua creata dal Grande Fratello. L&#8217;autore spiega che il primo dovere rivoluzionario del totalitarismo consiste nel modificare il linguaggio, creando una nuova lingua che rispecchi l&#8217;ideologia totalitaria, dando vita a parole nuove oppure cambiando il signif\u00eccato di quelle vecchie.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo \u00e8 duplice: far s\u00ec che le idee derivate dalla nuova ideologia trovino adeguata espressione, e impedire qualsiasi modo di pensare alternativo. Con i totalitarismi marxista e socialista le intuizioni di Orwell divengono realt\u00e0, ma nonostante l&#8217;esperienza storica negativa, l&#8217;umanit\u00e0 non ha imparato la lezione: lo stesso continua a succedere oggi, con le nuove correnti ideologiche sorte dalle macerie rimaste dalla caduta del muro di Berlino, che si pongono come primo obiettivo della loro strategia rivoluzionaria il cambiamento della lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle ragioni di questo fenomeno \u00e8 che la filosofia moderna non ammette altra realt\u00e0 constatabile al di l\u00e0 del linguaggio, che diventa la fonte di cui si nutrono le nuove correnti ideologiche. Questo processo \u00e8 descritto da Foucault nella famosa opera <em>Le parole e le cose<\/em>, in cui l&#8217;evoluzione della filosofia in relazione al linguaggio si sviluppa cos\u00ec: in un primo momento il <em>realismo<\/em> riteneva il linguaggio \u00abespressione e lettura delle cose\u00bb; secondo questa filosofia, i segni linguistici si identificano con le cose e il linguaggio rappresenta la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una seconda fase, corrispondente a ci\u00f2 che potremmo denominare genericamente <em>idealismo<\/em>, il linguaggio non rappresenta pi\u00f9 le cose; i segni si costituiscono mediante un atto di conoscenza e in definitiva i segni linguistici non sono altro che \u00able forme delle idee\u00bb. \u00c8 qui che nasce il grande elemento di ambiguit\u00e0 della parola, in quanto essa non risponde a una rappresentazione reale verificabile, ma all&#8217;idea, prodotto del pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una terza fase, o <em>formalismo,<\/em> il linguaggio si \u00e8 staccato del tutto dalla realt\u00e0; Foucault scrive in proposito: \u00abII linguaggio non \u00e8 pi\u00f9 una riproduzione del pensiero, ma configura e definisce il pensiero\u00bb. In tal modo il linguaggio assume un essere proprio e definisce l&#8217;essere, motivo per cui la filosofia postmoderna sostiene che solo il discorso definisce la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ideologia marxista e controllo del linguaggio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta per il controllo del linguaggio non \u00e8 un&#8217;invenzione della filosofia postmoderna, quanto piuttosto una costante a partire dall&#8217;invenzione, da parte del marxismo, dell'&#8221;ideologia&#8221; come strumento teorico per la conquista del potere. Pochi sanno che Stalin \u00e8 stato un eccellente linguista e che esistono vari testi del dittatore su temi linguistici; esperto di linguistica fu anche l&#8217;altro grande teorico della rivoluzione comunista, Antonio Granisci. Si tratta dei due protagonisti delle due alternative rivoluzionarie del comunismo, il cosiddetto <em>stalinismo<\/em> \u2014 rivoluzione dall&#8217;alto &#8211; e il cosiddetto <em>eurocomunismo<\/em> \u2014 rivoluzione dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marxismo si \u00e8 servito sin dall&#8217;inizio della semantica per una ragione teorico-pratica: per esprimersi adeguatamente, esso esige che alcuni termini cambino di senso o che si svuotino del contenuto di senso proprio dei termini originari; \u00e8 per questo che si parla di &#8220;lessicologia&#8221; o di &#8220;linguaggio marxista&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Marx il linguaggio \u00ab\u00e8 essenzialmente un fenomeno sociale\u00bb e, tanto quanto la coscienza, esso sorge dalla necessit\u00e0 determinata dall&#8217;economia, cosicch\u00e9 \u00e8 un prodotto sociale, che nega qualsiasi innatismo. Con ci\u00f2 si spiega l&#8217;esistenza di un linguaggio del proletariato che sar\u00e0 l&#8217;espressione della coscienza del proletariato e quindi l&#8217;unico linguaggio libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto Marx studia le relazioni tra classi sociali e ideologie mediante la teoria linguistica, giungendo alla conclusione che le strutture linguistiche determinano diverse forme di pensiero e visioni del mondo. Per questo, per ottenere la rivoluzione del proletariato sar\u00e0 necessario cambiare il linguaggio della borghesia, che presuppone una determinata visione del mondo borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tuttavia i post-marxisti a elaborare importanti analisi riguardo al linguaggio. In uno studio del 1950 chiamato <em>Sul marxismo nella linguistica<\/em>, pubblicato all&#8217;interno del giornale del Partito Comunista \u00abPravda\u00bb, Stalin afferma che la tesi anteriore non \u00e8 sufficiente poich\u00e9 si constata che, nonostante la rivoluzione proletaria sia stata realizzata, il linguaggio non \u00e8 cambiato: a cambiare, per Stalin, \u00e8 il senso delle parole stesse, non la lessicologia <em>in toto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, lo strumento rivoluzionario per cambiare l&#8217;ideologia attraverso il linguaggio non \u00e8 la lessicologia intesa come significante, ma \u00e8 la semantica: il significato. In seguito autori come Bachtin e Voloshinov approfondiscono lo studio semantico, analizzando le cause fondamentali del legame tra ideologia e linguaggio e giungendo alla conclusione che il contenuto di ciascun segno linguistico possiede una determinata enfasi o un valore socialmente acquisito, in virt\u00f9 del quale il segno funziona ideologicamente. Si tratta della cosiddetta &#8220;funzione affettiva ideologica del linguaggio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La semantica come strategia rivoluzionaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggetto fondamentale della semantica \u00e8 lo studio del cambiamento di senso delle parole, di cui la politica viene considerata una causa determinante. Il linguista Sperber prende in considerazione quella che chiama \u00abforza emotiva subcosciente\u00bb, una delle fonti della creazione linguistica e dei cambiamenti di significato dovuti alle ideologie. Egli ritiene che, tanto nella collettivit\u00e0 quanto nell&#8217;individuo, ci siano sfere di pensiero privilegiate, gruppi di temi ricorrenti, che condizionano socialmente il linguaggio. D&#8217;altro canto bisogna anche considerare che le parole in molti casi si definiscono in relazione al contesto; Weinrich scrive infatti: \u00abLe parole ingannevoli appartengono a un sistema contestuale e hanno un valore sostitutivo all&#8217;interno di un&#8217;ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali parole acquisiscono falsit\u00e0 quando \u00e8 falsa l&#8217;ideologia nei suoi principi dottrinali. Per questo esistevano parole di per s\u00e9 neutre come <em>popolo<\/em>, <em>sangue<\/em> e <em>nazione <\/em>che attraverso il contesto dell&#8217;ideologia nazista si trasformano in parole ingannevoli, mentre alcune diventano definitivamente inutilizzabili per il loro uso fallace\u00bb. Weinrich giunge a sostenere che le strategie linguistiche ingannevoli possono persino influire sullo &#8220;spirito del tempo&#8221; (<em>Zeitgeist<\/em>) cos\u00ec da poter trasformare in pochi anni una determinata visione del mondo, cosa che secondo lui accadde in Germania tra il 1930 e il 1933.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tesi ha una sua spiegazione anche all&#8217;interno di riflessioni puramente linguistiche: nel 1931, Jost Trier, professore a Heidelberg, da vita alla \u00abteoria dei campi linguistici\u00bb. A suo parere, le parole si relazionano con un settore concettuale dell&#8217;intendere e costituiscono un insieme strutturato all&#8217;interno del quale ciascuna dipende dalle altre; in questo modo le parole formano un \u00abcampo linguistico\u00bb che abbraccia un campo concettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo permettono di ricostruire la visione del mondo che esprimono. L&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;idea sta nel fatto che i nostri concetti abbracciano tutto il campo del reale, come i pezzi di un puzzle, senza lasciare buchi. Ne deriva che ciascun cambiamento nei confini di un concetto causer\u00e0 una modifica nei concetti attigui e di conseguenza nelle parole che lo esprimono. Un cambiamento semantico della parola chiave pu\u00f2 dunque modificare il senso non solo di una parola, ma di tutto un campo linguistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto Georges Mator\u00e9, creatore della <em>lessicologia generativa<\/em>, studia l&#8217;esistenza di generazioni linguistiche, grandi fasi storiche nelle quali esiste una struttura lessicale caratteristica. In ciascuno degli stadi storici della lingua ci imbattiamo in <em>parole testimone<\/em> o &#8220;parole chiave&#8221; che sono neologismi corrispondenti a nuove nozioni, nate in seno alla collettivit\u00e0 in un particolare momento della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>parole testimone<\/em> di Mator\u00e9 equivalgono a quelle che il filosofo spagnolo Lopez Quintas chiama <em>parole talismano<\/em>. Si tratta di parole che assumono una carica emotiva speciale in ogni epoca storica, un effetto quasi magico che conferisce loro un indiscutibile carattere che si proietta su tutto il campo linguistico: \u00abTutti i termini che risultano in qualche modo affini al termine talismano vengono circondati automaticamente da un&#8217;aura di prestigio per cui quasi nessuno osa discuterli o riesaminarli; s&#8217;impongono come qualcosa di noto e indiscutibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole talismano sono, a titolo esemplificativo: nel XVI e XVII secolo la parola <em>ordine<\/em>, nel XVIII secolo la parola <em>ragione<\/em>, nel XIX secolo la parola <em>rivoluzione<\/em> e nel XX secolo la parola <em>libert\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ideologia di genere, esempio di manipolazione semantica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definisco <em>ideologia di genere<\/em> il contenuto ideologico della corrente politica che ha le sue basi nel <em>femminismo radicale<\/em>, che nasce come esito del maggio del &#8217;68. Si tratta di una delle correnti pi\u00f9 influenti nel mondo contemporaneo; si propone di porre fine alla differenza sessuale propugnando la tesi che sesso o differenza sessuale non sono una realt\u00e0 naturale propria dell&#8217;essere umano; esistono solo &#8220;generi&#8221;, ossia stili, parti, ruoli sociali opzionali nella condotta sessuale dell&#8217;individuo. In natura non esistono quindi differenze sessuali, ma solo un fenomeno culturale, derivato dalla socializzazione del ruolo, che ciascuno riveste nella societ\u00e0, chiamato &#8220;genere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;ideologia di genere, da un punto di vista sessuale l&#8217;uomo nasce neutro nello stato di natura e innocenza che precede il patto sociale; \u00e8 la societ\u00e0 che lo corrompe, lo aliena, creando le differenze sessuali. La rivoluzione consister\u00e0 nella <em>liberazione sessuale<\/em>, intesa come soppressione della differenza sessuale, che \u00e8 considerata la principale alienazione umana sia sul piano personale sia su quello sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 pertanto necessario che scompaiano tutte quelle istituzioni che si basano sull&#8217;idea e sulla realt\u00e0 della differenza sessuale, le cosiddette &#8220;istituzioni sociali&#8221;, ossia la famiglia, il matrimonio, cos\u00ec come tutto ci\u00f2 che perpetua socialmente questa alienazione, \u00abla procreazione tra i sessi, la maternit\u00e0 e la parentela\u00bb. L&#8217;identit\u00e0 sessuale sar\u00e0 il risultato di una scelta, i figli saranno frutto di un compito e l&#8217;educazione spetter\u00e0 allo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi come oggi l&#8217;ideologia di genere figura come la corrente pi\u00f9 influente nella determinazione del comportamento sessuale nel mondo occidentale. Tale concezione del sesso e del genere comincia a escludere decisamente l&#8217;idea di natura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ideologia di genere, al pari di ogni ideologia, nasce da un <em>a priori<\/em> dogmatico, in questo caso dalla considerazione che la storia \u00e8 una continua lotta tra sessi in seguito alla quale la donna \u00e8 stata sin dal principio sottomessa e sfruttata dall&#8217;uomo; si tratta del <em>patriarcato<\/em>, che si palesa nel <em>sessismo linguistico<\/em>. L&#8217;ideologia di genere affonda le sue radici nella corrente di filosofia del linguaggio che si sviluppa a partire dalle <em>Ricerche filosofiche<\/em>, l&#8217;ultima opera di Ludwig Wittgenstein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo austriaco ritiene che il linguaggio non sia pi\u00f9 rappresentazione del mondo, ma una rete strutturata che esprime l&#8217;insieme dei pensieri sul mondo. Il compito della filosofia \u00e8 l&#8217;indagine sul cattivo uso delle parole o sul significato erroneo. La filosofia deve sciogliere i nodi che contaminano il sistema linguistico e quindi il sistema di pensiero. \u00c8 Jacques Derrida, il pi\u00f9 noto post-strutturalista, a dedicarsi alla cosiddetta <em>decostruzione,<\/em> che consiste fondamentalmente nel ricostruire dall&#8217;inizio il sistema linguistico e di pensiero: <em>l\u2019ordine simbolico<\/em>, contaminato dall&#8217;esistenza degli errori della metaf\u00ecsica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplificando le cose, Derrida sostiene che la metafisica si basa su alcuni dualismi fondamentali nati con la filosofia greca e scolastica, intrinsecamente falsi: unit\u00e0 e pluralit\u00e0, corpo e anima, materia e spirito, ecc. L&#8217;espressione <em>ordine simbolico<\/em> deriva dalla considerazione del linguaggio come qualcosa di pi\u00f9 di un sistema di parole, giacch\u00e9 comprende l&#8217;insieme dei <em>segni<\/em>, la cui definizione va oltre la filosofia del linguaggio, essendo una forma compiuta della stessa: una semiotica, come la chiama Umberto Eco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;ideologia di genere, il principale dualismo su cui si fonda tutta la costruzione dell&#8217;ordine simbolico \u00e8 il dualismo uomo-donna, maschile-femminile. La storia del <em>patriarcato<\/em> sarebbe il risultato della naturalizzazione della &#8220;donna&#8221; da parte della metafisica, che si \u00e8 servita di questo falso dualismo creando una concezione del mondo &#8220;sessista&#8221;. Questa concezione deve essere distrutta, per essere sostituita da un ordine femminista che deve abolire la categoria &#8220;donna&#8221;. Compito dell&#8217;ideologia sar\u00e0 la decostruzione del linguaggio a partire dallo sradicamento del sessismo, ossia il &#8220;dare un nuovo significato all&#8217;ordine simbolico&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla <em>decostruzione<\/em> si sta effettuando un&#8217;operazione molto importante che passa generalmente inavvertita: la costruzione di nuovi significati. Mediante nuovi significanti &#8211; o utilizzando antichi significanti &#8220;purificati&#8221; per sradicare il loro precedente significato dal nostro ordine simbolico, e dunque dalla nostra cultura o modello di societ\u00e0 &#8211; si sostituisce, ad esempio, il concetto di paternit\u00e0 o maternit\u00e0 con quello di <em>genitorialit\u00e0,<\/em> modificando il concetto di filiazione, che pu\u00f2 essere cos\u00ec attribuito a una coppia costituita da persone dello stesso sesso. Per evitare quindi di parlare di paternit\u00e0 e maternit\u00e0, cosa impossibile nel caso del matrimonio tra lesbiche e omosessuali, si usa il termine <em>genitorialit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;interno di questa filosofia la realt\u00e0, o per lo meno il pensiero, \u00e8 creato dal linguaggio: risulta emblematica da questo punto di vista l&#8217;analisi di Maria Elena Sim\u00f3n Rodriguez in <em>Mujeres y poder<\/em> (Donne e potere), nella quale si spiega come nella stessa <em>Genesi<\/em> Dio manifesti il proprio potere creatore nominando coloro che vengono creati: \u00abpotere che Dio trasmise ad Adamo e del quale priv\u00f2 Eva. A noi donne di tutte le culture \u00e8 sinora mancato questo potere, privandoci della facolt\u00e0 di nominarci e nominare persino le nostre creature, poich\u00e9 alla nascita viene loro dato il nome del padre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinominare il mondo \u00e8 pertanto il primo compito della decostruzione femminista, che si concentra su parole quali: <em>patriarcado <\/em>(patriarcato), <em>patr\u00ecarcal<\/em> (patriarcale), <em>perversidad polimorfa<\/em> (perversit\u00e0 polimorfa), <em>heterosexualidad obligatoria<\/em> (eterosessualit\u00e0 obbligatoria). \u00c8 allo stesso tempo necessario creare parole nuove come: <em>homofobia<\/em> (omofobia), <em>soridad<\/em> (torellanza), ecc. Questo lavoro di decostruzione non si esaurisce in un cambiamento semantico, ma, come postula la filosofia cui facciamo riferimento, stabilisce l&#8217;istituzionalizzazione sociale del nuovo significante con un nuovo significato, che si ripercuote &#8211; questione di somma rilevanza &#8211; in campo giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova cultura basata su questa filosof\u00eca \u00e8 una cultura totalitaria, perch\u00e9, a partire dallo strutturalismo, individuo e realt\u00e0 si dissolvono nella totalit\u00e0 della struttura, scompaiono nella totalit\u00e0 del sistema simbolico costituito in primo luogo dal linguaggio. Come sostiene L\u00e9vi-Strauss: \u00abOgni cultura pu\u00f2 essere considerata come un insieme di sistemi simbolici, in cui al primo posto si collocano il linguaggio, le regole matrimoniali, i rapporti economici, l&#8217;arte, la scienza, la religione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esiste dunque alcuna realt\u00e0 al di fuori del linguaggio, il quale non esprime la realt\u00e0, ma la crea. Come si vede, non si tratta di una questione meramente letteraria: o esiste una realt\u00e0 che il linguaggio si limita a designare o \u00e8 il linguaggio a creare la realt\u00e0, che muta al mutare della parola. \u00c8 questa la continua tentazione del potere rivoluzionario. Per questo sono sempre prima le parole a cambiare; semplicemente perch\u00e9 aveva ragione Humpty Dumpty quando spiegava ad Alice che la questione non consiste nel poter fare in modo che le parole significhino cose diverse: \u00abLa questione \u00e8 chi \u00e8 che comanda. Ecco tutto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l caso dei sessismo linguistico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Spagna l\u2019<em>Instituto de la Mujer<\/em> si \u00e8 impegnato in prima linea nel compito rivoluzionario di porre fine al &#8220;sessismo linguistico&#8221;, con l&#8217;idea di compiere una revisione del linguaggio. \u00c8 stata cos\u00ec costituita una Commissione sulla lingua, integrata a un gruppo di specialiste nei vari settori del sapere, che impedisca \u00abil misconoscimento della condizione sessuale dell&#8217;umanit\u00e0 e dell&#8217;esistenza delle donne in quanto soggetti liberi e autonomi con una propria voce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Maria Angeles Caler\u00f2 Fern\u00e0ndez, portavoce del femminismo radicale all&#8217;interno del Partito Socialista, la societ\u00e0 spagnola ha una lunga tradizione patriarcale che presenta addirittura componenti misogine. Motivo per cui nasce la necessit\u00e0 di rivedere il diverso modo di parlare di uomini e donne, per recuperare il ruolo proprio della donna nell&#8217;espressione linguistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi\u00f2 che in origine designava il sesso (come realt\u00e0 naturale) finisce per indicare uno status (cio\u00e8 una realt\u00e0 culturale). La donna, a causa dell&#8217;interpretazione e della funzione che la comunit\u00e0 attribuisce al genere, risulta relegata in secondo piano, come nascosta dalla lingua\u00bb: \u00e8 da questo punto di vista che le femministe accusano il linguaggio di sessismo, perch\u00e9 il castigliano causerebbe un conflitto attribuendo un valore generico al solo genere maschile che acquisisce valore universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 dunque necessario stabilire una chiara distinzione nella designazione linguistica di entrambi i generi, separando il riferimento a ciascuno e designando con distinti generi grammaticali persone, istituzioni e cose. L&#8217;applicazione di questo singolare punto di vista si \u00e8 acutizzata a partire dal 2003. Questa maniera di esprimersi \u00e8 diventata addirittura il paradigma del &#8220;politicamente corretto&#8221;, tanto che alla radio o in televisione ci si imbatte spesso nella fastidiosa cantilena: \u00able cittadine e i cittadini\u00bb, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per realizzare questo erudito modo di esprimersi non sessista, l\u2019<em>Instituto de la Mujer<\/em> ha elaborato alcuni manuali che formano la collana <em>En femenino y en masculino.<\/em> Vi si consiglia l&#8217;uso di nomi generici o astratti, come il termine &#8220;essere umano&#8221; al posto di &#8220;uomo&#8221; o &#8220;tutela&#8221; anzich\u00e9 &#8220;tutore&#8221;. Si possono adottare altre tecniche, come la sostituzione dell&#8217;espressione \u00abnella preistoria l&#8217;uomo viveva nelle caverne\u00bb con \u00abnella preistoria si viveva nelle caverne\u00bb. In ogni caso, per non sbagliare bisogna sempre ripetere le forme al femminile e al maschile, perch\u00e9 cos\u00ec le donne non sono dimenticate n\u00e9 discriminate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal senso ricordiamo anche l&#8217;ossessiva attenzione rivolta ai titoli accademici, che ha portato al decreto del 22 marzo 1995 con cui il Ministero dell&#8217;Educazione e della Scienza ha adeguato la denominazione dei titoli accademici ufficiali (distinguendo maschile e femminile). Per quanto riguarda le formule ufficiali \u00e8 stato pubblicato un manuale per l&#8217;uso corretto non sessista, <em>En dos palabra<\/em> (In due parole).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia rimarrebbe tuttavia incompleta se la lotta contro il sessismo linguistico non avesse portato a una legge. L&#8217;articolo 14 comma 11 della legge organica 3\/2007 sull&#8217;effettiva uguaglianza di uomini e donne stabilisce i criteri che devono presiedere l&#8217;attuazione dei poteri pubblici: \u00abL&#8217;adozione di un linguaggio non sessista nell&#8217;ambito amministrativo e la promozione dello stesso nella totalit\u00e0 dei rapporti sociali, culturali e artistici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le parole e le cose come devono essere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che tutto ci\u00f2 derivi dal fatto che viviamo in un mondo che si \u00e8 dimenticato del realismo, di quella caratterizzazione della natura umana che Aristotele definisce come un essere che parla e che grazie alla lingua descrive la realt\u00e0 e pertanto la verit\u00e0. Tutto il pensiero <em>progressista<\/em> (per definirlo in un modo per loro accettabile) realizza una radicale scissione tra natura e cultura; le relazioni paterno-filiali, ad esempio, non sono naturali, ma un prodotto della cultura o, detto altrimenti, una creazione artificiale degli esseri umani; anche il sesso \u00e8 un prodotto culturale e non esiste una differenza sessuale di natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 nasce da una visione &#8220;moderna&#8221; della natura e della realt\u00e0, diversa dalla visione realista propria del mondo classico (ed effettivamente dalla metafisica che Derrida tende a distruggere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una visione statica delle cose e dei fatti, che prescinde da una visione intelligibile e dinamica, cio\u00e8 quella che permette di contemplare le cose non solo come sono, ma anche come devono essere e come devono comportarsi. \u00c8 ben diverso per esempio guardare una coppia cos\u00ec come appare in un momento dato, che casualmente coincide con il momento previo alla separazione, dal guardare alla coppia cos\u00ec come deve essere: il luogo dell&#8217;amore, la relazione tra un uomo e una donna fatti per amarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima visione, l&#8217;unica cosa che conta \u00e8 quel che si \u00e8 dato, l&#8217;effetto, il fatto, ci\u00f2 che \u00e8 stato realizzato, come se tutto accadesse per una forza meccanica esterna che determina un risultato. Una visione alla Machiavelli, le cui analisi politiche sul comportamento del principe considerano solamente l&#8217;efficacia, il risultato dei fatti, a prescindere dal giudizio etico che merita il mezzo impiegato per ottenerlo. Per questo \u00abil principe era saggio e prudente perch\u00e9 era temuto dai sudditi e dai nemici, data la sua astuzia e la sua crudelt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c&#8217;\u00e8 un altro modo di vedere le cose e cio\u00e8 considerare che esse hanno una natura propria, che coincide con ci\u00f2 in vista di cui sono state pensate, ci\u00f2 per cui servono. Come diceva Aristotele: ci\u00f2 che la cosa \u00e8. Perch\u00e9 si possono vedere le cose in modo dinamico, pensando che l&#8217;essere racchiude in s\u00e9 per natura propria il dover essere, cio\u00e8 il fine per cui \u00e8 stato creato: ogni cosa tende al suo fine per una propria dinamica interna. Cos\u00ec la ghianda sar\u00e0 quercia e l&#8217;embrione essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perfezione di ogni cosa consiste nello sviluppare la propria potenzialit\u00e0 interna. Se l&#8217;uomo \u00e8 sociale per natura, questo significa che la vita in societ\u00e0 realizza la sua natura. Natura e cultura non possono essere, pertanto, contrapposte, giacch\u00e9 proprio la cultura produce il compimento della natura umana. Come pensavano gli antichi greci, se la natura di ogni cosa consegue alla sua generazione, allora la natura dell&#8217;uomo non accade se non <em>dentro <\/em>e <em>attraverso<\/em> la citt\u00e0, la politica e la cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fondo, l&#8217;esclusione della natura ha un&#8217;intenzione politica, ideologica, come mostra chiaramente la scrittrice dell&#8217;ideologia di genere pi\u00f9 importante in Spagna, premio nazionale di saggistica 2006, Celia Amor\u00f3s. Spiegando il significato dello slogan femminista sessantottino \u00abci\u00f2 che \u00e8 personale \u00e8 politico\u00bb, slogan che mira a snaturare il privato con il proposito di eliminare il concetto di natura umana, la Amor\u00f3s afferma: \u00ab<em>Se ci\u00f2 che \u00e8 personale \u00e8 politico<\/em>, l&#8217;ambito del privato non pu\u00f2 autoregolarsi verso un compimento proprio fatto di ragione, sentimenti ed emozioni personali. Si tratta di sciogliere questo nesso, evidenziando che in esso si agiscono relazioni di potere e di violenza. Per questo esso deve essere sottoposto al dibattito pubblico e, quando si rivelasse necessario, all&#8217;intervento dei poteri pubblici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole che ben esprimono la concezione statalista e totalitaria a fondamento dell&#8217;ideologia: quando l&#8217;uomo si sottomette al Grande Fratello idolatrando lo Stato e rifiutando la natura umana, il risultato \u00e8 un antiumanesimo che porta sia rovina economica sia infelicit\u00e0. E tuttavia l&#8217;ideologia di genere mal s&#8217;intona con la filosofia di Derrida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una sua analisi relativa a femminismo e decostruzione, Richard Rorty spiega che le femministe utilizzano volentieri questo impianto filosofico perch\u00e9 \u00abil maschilismo sembra cos\u00ec profondamente incorporato in tutto quel che si fa e si dice nella societ\u00e0 contemporanea, che si ha l&#8217;impressione che potrebbe scuoterlo soltanto un enorme cambiamento culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte femministe ritengono che solo affrontando questa grave piaga intellettuale (qualcosa di paragonabile al <em>logocentrismo<\/em>) si potr\u00e0 arrivare a interpretarla come intrinsecamente maschile, facendo emergere che il maschilismo esiste a causa di questa piaga: cos\u00ec maschilismo e falso dualismo spariranno insieme\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in realt\u00e0 il <em>femminismo dell&#8217;uguaglianza<\/em>, a partire dal quale nasce l&#8217;ideologia di genere, non \u00e8 compatibile con Derrida e la postmodernit\u00e0, perch\u00e9 la decostruzione implica l&#8217;idea del recupero dell'&#8221;occulto&#8221; dalla falsit\u00e0 e dalla contaminazione del linguaggio logocentrico (proprio della metafisica), considerando l'&#8221;altro&#8221; come &#8220;differenza&#8221; e dando dunque valore alla differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si addice maggiormente a questa accezione f\u00eclosofica il <em>femminismo della differenza,<\/em> rappresentato <em>in primis<\/em> dalla Libreria delle Donne di Milano. Non dimentichiamo che l&#8217;ideologia di genere nasce dalla filosofia di Simone de Beauvoir, la cui opera <em>Il secondo sesso<\/em> basa l&#8217;inferiorit\u00e0 e la subordinazione storica della donna sulla sua passivit\u00e0 e immanenza, derivata dalla condizione corporea che la maternit\u00e0 implica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosof\u00eca che ispira l&#8217;ideologia di genere mira all&#8217;attacco della maternit\u00e0 e di qualunque differenza tra i sessi, confondendo alla fine uguaglianza e identit\u00e0. Una delle posizioni pi\u00f9 interessanti \u00e8 quella della femminista della differenza italiana Luisa Muraro con la sua concezione del mondo femminile in quello che chiama <em>L&#8217;ordine simbolico della madre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per spiegare in cosa consista, l&#8217;autrice parte dalla differenza tra metafora e simbolo: le parole &#8220;pane&#8221; e &#8220;droga&#8221; sono usate comunemente nel linguaggio in maniera metaforica, ma l&#8217;effetto \u00e8 diverso se sono impiegate da una persona qualsiasi oppure da un affamato o da un drogato. La madre \u00e8 in tal senso simbolo della donna, da cui deriva un ordine simbolico: \u00abIo affermo che saper amare la madre &#8220;fa&#8221; ordine simbolico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negare che esista un ordine naturale, una natura umana, suscettibile di essere conosciuta dalla ragione della donna e dell&#8217;uomo, ma che sta al di fuori, oltre il linguaggio, significa negare la realt\u00e0. Come la famosa frase del romanzo di Eco <em>Il nome della rosa<\/em>, che riflette perfettamente il nominalismo: \u00abStat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemos\u00bb. Io preferisco continuare a pensare come Giulietta sul balcone dei Capuleti: \u00abCi\u00f2 che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, avrebbe pur sempre lo stesso dolce profumo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Traduzione di <em>Lucia Oteri<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">____________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) <strong>Jes\u00f9s Trillo-Figueroa Martinez-Conde<\/strong> \u00e8 nato a Cartagena nel 1955. Attualmente esercita la professione di avvocato a Madrid e fa parte dell&#8217;ordine degli Avvocati di Stato. E\u2019 autore di numerosi articoli, saggi e libri che si occupano non solo di questioni giuridiche, ma anche di arte, cultura, linguaggio e pensiero politico, tra cui: Kandisky, el origen de la abstracc\u00econ (2005); El Fundamentalismo Islamico (1992); Una Revoluci\u00f2n Silenciosa: La Politica Sexual del Feminismo Socialista (2007); Una Tentac\u00econ Totalitaria: La Educac\u00econ para Ciudadan\u00eca (2008)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vita e Pensiero n.5 settembre-ottobre 2009 La vera rivoluzione cambia il senso delle parole, come insegna la storia del marxismo teorico e realizzato. 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