{"id":3526,"date":"2009-11-04T09:34:54","date_gmt":"2009-11-04T08:34:54","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-09-04T11:18:15","modified_gmt":"2015-09-04T09:18:15","slug":"limmigrazione-risorsa-o-problema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/limmigrazione-risorsa-o-problema\/","title":{"rendered":"L\u2019immigrazione, risorsa o problema?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Relazione al seminario della <strong>Fondazione Magna Carta<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Identit\u00e0, responsabilit\u00e0 e libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Roma, 3 novembre 2009<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Massimo introvigne<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/magna-carta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-26747\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/magna-carta.jpg\" alt=\"magna-carta\" width=\"172\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>1.<strong>Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiesa per il XXI secolo, l\u2019enciclica <em>Caritas in veritate<\/em>, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell\u2019immigrazione, che \u2013 sottolinea \u2013 \u00e8 \u00abdi gestione complessa\u00bb, comporta \u00absfide drammatiche\u00bb (n. 62) e non tollera soluzioni sbrigative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Il primo principio \u00e8 l\u2019affermazione dei \u00abdiritti delle persone e delle famiglie emigrate\u00bb (<em>ibid.<\/em>). Una volta che \u00e8 arrivato nel Paese di destinazione, il migrante deve vedersi riconosciuti i \u00abdiritti fondamentali inalienabili\u00bb (<em>ibid.<\/em>) e dev\u2019essere sempre trattato come una persona, mai \u00abcome una merce\u00bb (<em>ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Il secondo principio \u00e8 che si devono ugualmente salvaguardare i diritti \u00abdelle societ\u00e0 di approdo degli stessi emigrati\u00bb (<em>ibid.<\/em>): diritti non solo alla sicurezza ma anche alla difesa della propria integrit\u00e0 nazionale e della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> Il terzo principio riguarda i diritti delle societ\u00e0 di partenza degli emigrati, che si deve porre attenzione a non svuotare di risorse e di energie, sottraendo loro con l\u2019emigrazione persone che sarebbero utili e necessarie nel Paese di origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va sempre posta attenzione al \u00abmiglioramento delle situazioni di vita delle persone concrete di una certa regione, affinch\u00e9 possano assolvere a quei doveri che attualmente l\u2019indigenza non consente loro di onorare\u00bb (n. 47): anzitutto dove sono nate, e senza essere costrette o indotte all\u2019emigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del viaggio del 2008 negli Stati Uniti Benedetto XVI aveva precisato: \u00abLa soluzione fondamentale \u00e8 che non ci sia pi\u00f9 bisogno di emigrare, perch\u00e9 ci sono in Patria posti di lavoro sufficienti, un tessuto sociale sufficiente, cos\u00ec che nessuno abbia pi\u00f9 bisogno di emigrare. Quindi, dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo, per uno sviluppo sociale che consenta di offrire ai cittadini lavoro ed un futuro nella terra d\u2019origine\u00bb (<em>Intervista concessa dal Santo Padre ai giornalisti durante il volo diretto negli Stati Uniti d\u2019America<\/em>, del 15 aprile 2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi principi sono violati da due distinti atteggiamenti e ideologie. Il primo principio \u00e8 negato dalla xenofobia \u2013 descritta e denunciata da Papa Giovanni Paolo II nel <em>Messaggio per la 89a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2003<\/em>, del 24 ottobre 2002 \u2013, cio\u00e8 dalla convinzione \u00a0che l\u2019altro, lo straniero \u00e8 per definizione inferiore a chi abita da sempre\u00a0 il Paese di approdo dell\u2019emigrazione e pu\u00f2 essere quindi discriminato in quanto straniero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una xenofobia rozza e talora semplicemente stupida, quella di chi scrive sui muri \u00abMorte agli immigrati\u00bb. E ce n\u2019\u00e8 una pi\u00f9 scaltra e sottile, quella di chi sfrutta la diffusione di questi sentimenti per la manipolazione degli immigrati al servizio di strategie di potere economico \u2013 l\u2019immigrato \u00e8 considerato soltanto un lavoratore che costa meno \u2013\u00a0 quando non criminale. Un certo \u00abturbocapitalismo\u00bb davvero considera l\u2019immigrato \u00abcome una merce\u00bb e non come una persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo e il terzo principio sono violati dall\u2019immigrazionismo \u2013 l\u2019espressione \u00e8 stata coniata dal politologo francese Pierre-Andr\u00e9\u00a0 Taguieff e ripresa dal giornalista statunitense Christopher Caldwell nel suo libro <em>Reflections on the Revolution in Europe. Immigration, Islam and the West<\/em> (Penguin, Londra 2009: il titolo \u00e8 un omaggio alle <em>Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia<\/em>, il testo contro la Rivoluzione francese del 1789 di Edmund Burke, 1729-1797; trad. it.: <em>L\u2019ultima rivoluzione dell\u2019Europa<\/em>, Garzanti, Milano 2009) \u2013 cio\u00e8 dall\u2019ideologia secondo cui l\u2019immigrazione \u00e8 sempre e comunque un fenomeno eticamente e culturalmente buono ed economicamente vantaggioso, e negare che lo sia \u00e8 di per s\u00e9 manifestazione di xenofobia e di razzismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe sbagliato sostenere che la xenofobia sia \u00a0sempre \u00abdi destra\u00bb e l\u2019immigrazionismo \u00abdi sinistra\u00bb. C\u2019\u00e8 una sinistra \u2013 per esempio sindacale \u2013 che manifestando timori per la concorrenza degli immigrati sul mercato del lavoro assume toni xenofobi. E l\u2019immigrazionismo ha una versione \u00abdi sinistra\u00bb e una \u00abdi destra\u00bb. Nel suo libro Caldwell ricostruisce la genesi dell\u2019immigrazionismo \u00abdi destra\u00bb in Europa, da Nicolas Sarkozy \u2013 peraltro pi\u00f9 acceso sul tema da Ministro dell\u2019Interno della Repubblica Francese e pi\u00f9 moderato da presidente \u2013 a Gianfranco Fini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 peraltro una differenza fra immigrazionisti di sinistra e di destra. I primi pensano che \u2013 per fare ammenda del passato coloniale e del presente neo-colonialista e imperialista \u2013 l\u2019Occidente debba tollerare dagli immigrati comportamenti che non sopporterebbe mai dai suoi cittadini. La delinquenza e perfino il terrorismo degli immigrati sono visti dall\u2019immigrazionista di sinistra con una certa indulgenza: dopo tutto, dir\u00e0, \u00abli abbiamo sfruttati per anni\u00bb, e se protestano in modo non precisamente compito \u00abnon \u00e8 poi tutta colpa loro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazionista di destra assicura che, se viola la legge, l\u2019immigrato sar\u00e0 trattato con la dovuta severit\u00e0 dalla polizia. \u00abTutti devono rispettare la legge\u00bb, ripetono i Sarkozy e i Fini. Si pu\u00f2 subito rispondere che questo \u00e8 ovvio \u2013 solo l\u2019ideologismo sfrenato dell\u2019immigrazionista di sinistra suggerisce che qualcuno possa <em>non<\/em> rispettare la legge \u2013: ma non \u00e8 abbastanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un immigrato che non mette bombe nelle metropolitane, non brucia le automobili del quartiere e non picchia i poliziotti \u2013 ma nello stesso tempo vive e pensa secondo valori antitetici a quelli europei \u2013 \u00e8 veramente una risorsa per l\u2019Europa oppure rimane un problema?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raramente la xenofobia \u00e8 sostenuta da una elaborazione culturale, se non si vuole considerare tale il ritorno a vecchie teorie della razza da parte di qualche gruppuscolo neo-nazista. La xenofobia si combatte, come notava Papa Giovanni Paolo II nel documento citato, con il richiamo alla figura naturale e cristiana della persona creata, voluta e amata da Dio qualunque siano la sua etnia, la sua lingua e la sua nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono per\u00f2 dei \u00abprofessionisti dell\u2019anti-razzismo\u00bb che manipolano pericolosamente la lotta alla xenofobia sfruttandola per diffondere il relativismo culturale, cio\u00e8 l\u2019idea che tutte le culture sono uguali e che non esistono culture migliori o peggiori di altre. Questo \u00abeclettismo culturale\u00bb, che rischia di diffondersi anche a causa della globalizzazione che fa incontrare pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 rapidamente le culture tra loro, sostiene \u2013 spiega la <em>Caritas in veritate <\/em>\u2013 che le culture sono \u00absostanzialmente equivalenti\u00bb (n. 26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 un\u2019opinione molto diffusa, ma \u00e8 pure il cuore stesso del relativismo, che la Chiesa non pu\u00f2 accettare. Le culture non sono affatto tutte dello stesso valore. Vanno giudicate alla luce della loro capacit\u00e0 di servire il bene comune e i veri diritti della persona, che non tutte le culture rispettano nello stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cultura fondata sulla poligamia e una fondata sul matrimonio monogamico non sono \u00abequivalenti\u00bb. Alla luce non solo della religione ma anzitutto del diritto naturale, che s\u2019impone a tutti sulla base della ragione, la poligamia \u00e8 sbagliata e la monogamia \u00e8 giusta. Sono affermazioni poco \u00abpoliticamente corrette\u00bb, ma che vanno assolutamente mantenute se si vogliono difendere i diritti della verit\u00e0 ed evitare di promuovere il relativismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza della xenofobia, l\u2019immigrazionismo \u00e8 sostenuto da argomenti di notevole impegno intellettuale. Non sarebbe dunque giustificata nell\u2019esame del problema una <em>par condicio<\/em> nel criticare le due deviazioni \u2013 xenofobia e immigrazionismo \u2013 dai principi \u00a0che la dottrina sociale fissa in tema d\u2019immigrazione. <em>Dal punto di vista intellettuale<\/em> l\u2019immigrazionismo \u00e8 pi\u00f9 insidioso, rischia di essere pi\u00f9 persuasivo e dunque richiede una confutazione pi\u00f9 articolata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">2.<strong>Le cinque tesi dell\u2019immigrazionismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La propaganda immigrazionista si fonda su cinque tesi fondamentali, che \u00e8 opportuno esaminare e confutare una per una.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1<\/strong>. La prima tesi \u00e8 di carattere <em>quantitativo<\/em>. Sostiene che in Europa, dopo tutto, gli immigrati sono ancora una minoranza e l\u2019allarmismo \u00e8 ingiustificato. Echi di questa tesi si trovano, per esempio, nel rapporto Caritas\/Migrantes <em>Immigazione Dossier Statistico 2009. XIX Rapporto <\/em>(IDOS, Roma 2009), che \u2013 se fornisce dati utili, che tutti utilizziamo e per cui siamo grati ai compilatori \u2013 \u00e8 caratterizzato nei commenti da una buona dose d\u2019immigrazionismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli immigrati <em>regolari<\/em> (esclusi dunque i clandestini) secondo questo rapporto in Italia sono 4.330.000. La cifra \u2013 si dice \u2013 pu\u00f2 essere considerata alta da chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Ma per l\u2019ottimista che lo vede mezzo pieno gli immigrati sono meno del dieci per cento dei circa sessanta milioni di residenti sul territorio italiano. E il dato \u00e8 analogo per l\u2019Unione Europea nel suo insieme: cinquecento milioni di cittadini, cinquanta milioni d\u2019immigrati. Ci sarebbe dunque posto per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, per\u00f2, \u00e8 che questo ragionamento guarda al dato sugli immigrati come a una fotografia. Ma l\u2019immigrazione \u00e8 un processo, e dunque \u00e8 necessario guardare non alla fotografia o al singolo fotogramma ma al film. Ci sono delle bellissime e artistiche fotografie di un uomo che corre. Ma non ci dicono quando \u00e8 partito, in che direzione corre e dove pensa di arrivare. Cos\u00ec \u2013 stando sempre ai dati Caritas relativi agli immigrati regolari \u2013 questi erano 2.670.514 nel 2005 e appunto 4.330.000 alla fine del 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proiettando semplicemente il dato \u2013 e guardando appunto il decorso nel tempo, il film e non solo la fotografia \u2013 ci si accorge che saranno pi\u00f9 che raddoppiati in cinque anni, dal 2005 al 2010. Ed erano gi\u00e0 raddoppiati, da 1,3 a 2,6 milioni, dal 2003 al 2005. A questi ritmi nel 2030 ci sarebbero in Italia dodici milioni d\u2019immigrati regolari, venti milioni nel 2050. Ed \u00e8 un film gi\u00e0 visto altrove: in Olanda, su tredici milioni di residenti, oltre tre milioni sono immigrati <em>extra-comunitari<\/em>, e questi sono un milione e mezzo su nove milioni di residenti in Svezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, questi dati li conoscono anche gli immigrazionisti. Rispondono invitandoci a un duplice atto di fede: dovremmo credere che in futuro ci saranno meno immigrati, e meno figli di immigrati nati nei nostri Paesi. Sul primo punto, battono la grancassa su dati ampiamente pubblicizzati secondo cui il sovraffollamento demografico \u00e8 un fenomeno che va sparendo in tutto il mondo. Ma dimenticano che il sovraffollamento demografico non \u00e8 l\u2019unica ragione che spinge a emigrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per limitarsi a un esempio semplice \u2013 che presento solo come una prima approssimazione, perch\u00e9 in realt\u00e0 le concause in gioco sono molte \u2013 in molti Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est non c\u2019\u00e8 nessuna esplosione demografica, anzi ci sono problemi di denatalit\u00e0. Tuttavia si continua a venire in Italia, non perch\u00e9 non ci sia spazio a casa propria ma perch\u00e9 si vede la televisione italiana e ci si convince, a torto, che il nostro \u00e8 il Paese di Bengodi dove ci si pu\u00f2 arricchire rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al secondo punto, \u00e8 vero che le seconde e le terze generazioni, per esempio, di marocchini venuti in Italia iniziano a essere influenzate dal clima culturale e morale italiano e a limitare il numero dei figli. Ma questo rimane comunque pi\u00f9 alto di quello degli italiani \u00abnativi\u00bb, e del resto continuano ad arrivare immigranti di prima generazione le cui abitudini demografiche rimangono per un certo periodo di tempo quelle del Paese di origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi \u00e8 dunque nessuna certezza che il tasso di crescita dell\u2019immigrazione diminuir\u00e0 in\u00a0 futuro. E nessun Paese del mondo pu\u00f2 permettersi le percentuali d\u2019immigrati che si profilano all\u2019orizzonte italiano ed europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esempi degli Stati Uniti o dell\u2019Australia, invocati dagli immigrazionisti, non sono pertinenti, perch\u00e9 questi sono Paesi <em>composti quasi interamente da immigrati<\/em>. A meno di non considerare \u00abamericani\u00bb solo gli indiani e \u00abaustraliani\u00bb solo gli aborigeni. A quel punto avrebbe ragione quel manifesto, per molti versi geniale, della Lega che mostra l\u2019immagine di un pellerossa con lo slogan: \u00abLoro hanno subito l\u2019immigrazione. Ora vivono nelle riserve. Pensaci!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Secondo argomento: accogliere grandi quantit\u00e0 d\u2019immigrati, si dice, \u00e8 un imperativo morale. Lo affermano politici di sinistra e (talora) di destra, e anche ecclesiastici. Si afferma che questo \u00e8 il contributo moralmente obbligatorio dell\u2019Unione Europea \u2013 anche come penitenza per i peccati del colonialismo \u2013 per risolvere i problemi della fame del mondo e del sottosviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, a prescindere dal fatto che presentare il colonialismo come soltanto dannoso e malvagio \u00e8 piuttosto unilaterale e storicamente discutibile, non c\u2019\u00e8 nessuna prova convincente che sia meno costoso per l\u2019Europa e pi\u00f9 proficuo per il Terzo Mondo trasferire da noi milioni d\u2019immigrati extra-comunitari piuttosto che destinare le stesse risorse ad aiutarli nei loro Paesi d\u2019origine. Ci sono anzi fondati indizi del contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi afferma che molti immigrati sono ottimi candidati alla cittadinanza ci racconta spesso quanti geni dell\u2019informatica, ottime infermiere e bravi medici vengono dai Paesi del Terzo Mondo. Ma non riflette sul costo etico costituito dal fatto che cos\u00ec facendo si sottraggono ai Paesi d\u2019origine proprio quelle <em>\u00e9lite<\/em> che sarebbero loro indispensabili per uscire dal sottosviluppo. L\u2019infermiera ugandese che viene in Italia \u00e8 sottratta all\u2019Uganda, dove servirebbe come il pane per combattere le epidemie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un argomento etico molto usato anche in Italia si riferisce al diritto d\u2019asilo. Tuttavia questo diritto \u00e8 di rado definito in modo rigoroso, e talora \u00e8 ridotto a una semplice farsa.\u00a0 Chiunque non si trovi bene in un Paese non democratico o sia vittima di gravi sperequazioni economiche avrebbe diritto a chiedere asilo politico \u2013 in una parola, la stragrande maggioranza degli abitanti del Terzo Mondo avrebbe questo diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, c\u2019\u00e8 un argomento etico per opporsi all\u2019immigrazionismo, fondato sul rispetto dei diritti delle maggioranze, non meno importanti di quelli delle minoranze. La maggioranza dei cittadini dell\u2019Unione Europea nei sondaggi e anche nelle elezioni si dichiara contraria ai progetti immigrazionisti. Nonostante l\u2019opinione maggioritaria dei cittadini europei, questi progetti continuano a essere trasposti nelle leggi di molti Paesi. Il fatto che il parere della maggioranza degli elettori sia ignorato non crea forse un problema alla democrazia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong>\u00a0 Il terzo argomento degli immigrazionisti \u00e8 di tipo economico. Questa tesi \u00e8 talora ripetuta acriticamente anche da critici dell\u2019immigrazione. Si dice che l\u2019Europa, a causa della denatalit\u00e0, ha bisogno d\u2019immigrati \u2013 non importa provenienti da dove \u2013: e in ogni caso ci sono \u00ablavori che nessun europeo vuole pi\u00f9 fare\u00bb e che possono essere svolti solo dagli immigrati. \u00c8 vero, l\u2019Europa ha un drammatico problema demografico e le cifre sono ormai quelle tipiche di civilt\u00e0 moribonde. Ma non \u00e8 certo che l\u2019aumento indiscriminato degli immigrati sia la soluzione, per tre principali motivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, gli immigrati extra-comunitari, con i loro bassi salari, spesso tengono in vita temporaneamente posti di lavoro comunque destinati a sparire. Questo accanimento terapeutico non \u00e8 necessariamente salutare per l\u2019economia. L\u2019industria tessile del Nord della Francia e una buona parte della siderurgia in Germania avrebbero perso comunque la grande maggioranza dei loro posti di lavoro alla fine del XX secolo per ragioni indipendenti dal calo demografico: a causa del progresso tecnologico e della disponibilit\u00e0 di prodotti a costi minori provenienti dalla Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi posti di lavoro \u2013 che non avrebbero potuto essere conservati al salario normale di un operaio francese o tedesco \u2013 sono sopravvissuti per qualche anno grazie all\u2019impiego d\u2019immigrati sottopagati. Ma alla fine le officine hanno comunque chiuso. Tenerle in vita artificialmente per qualche anno \u00e8 stato possibile grazie agli immigrati. Ma i costi hanno superato i benefici. Sarebbe stato meglio chiuderle prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, i \u00ablavori che nessun europeo vuole\u00bb sono spesso \u00ablavori che nessun europeo vuole se il salario non \u00e8 attraente\u00bb. Esistono pochissimi lavori che gli europei si rifiutano di fare \u00abqualunque sia il salario\u00bb. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: ci sono datori di lavoro che preferiscono impiegare per certi lavori gli immigrati, i quali costano meno. Questo altera e distorce il mercato del lavoro, e viola i diritti dei cittadini disoccupati che si vedono passare davanti immigrati disposti a lavorare a basso costo. Si assiste al paradosso per cui in alcuni Paesi, mentre aumenta la disoccupazione, aumenta contemporaneamente anche l\u2019immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per amore di equit\u00e0, si deve peraltro riconoscere che non tutto in questo argomento degli immigrazionisti \u00e8 falso. Ci sono settori dove effettivamente senza gli immigrati i problemi almeno a breve termine sembrano di difficile soluzione: il caso delle badanti in Italia sembra, qui, pertinente. Ma l\u2019esempio pu\u00f2 essere occasione di distinguere fra immigrati extra-comunitari e intra-comunitari. Su cinquecento milioni di residenti nell\u2019Unione Europea, come accennato, cinquanta milioni sono immigrati. Ma di questi circa venti milioni sono abitanti di un Paese dell\u2019Unione che si sono spostati in un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9, come sanno gli italiani, questi spostamenti non siano privi di problemi, l\u2019immigrazione intra-comunitaria \u00e8 di norma pi\u00f9 facile da assorbire di quella extra-comunitaria per ragioni giuridiche e anche culturali. Dopo tutto, ci sono molte badanti romene e poche marocchine, cinesi o tunisine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.<\/strong> Il quarto argomento degli immigrazionisti \u00e8 sociale. Sempre a causa della natalit\u00e0 (e naturalmente del fatto che grazie ai progressi della medicina si vive pi\u00f9 a lungo), il <em>welfare<\/em> europeo \u00e8 in profonda crisi. Per dirla semplicemente, ci sono troppi pochi giovani e troppi vecchi, troppi pochi lavoratori che sostengono con i loro contributi gli enti previdenziali e troppi pensionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcune zone d\u2019Europa in cinquant\u2019anni si \u00e8 passati da una situazione dove una media di quattro lavoratori sosteneva un pensionato a una dove per ogni pensionato ci sono solo due lavoratori. Di qui la presunta idea geniale dei teorici immigrazionisti: niente paura, ci penseranno gli immigrati extra-comunitari. I due lavoratori che mancano all\u2019appello perch\u00e9 ogni pensionato sia di nuovo sostenuto da quattro pagatori di contributi li importiamo dal Marocco o dal Pakistan. Anche il citato rapporto Caritas\/Migrantes 2009 insiste su questo punto: gli immigrati (regolari) sono un buon affare per il <em>welfare<\/em> perch\u00e9 danno agli enti previdenziali pi\u00f9 di quanto ricevono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le cose non stanno proprio cos\u00ec. Ancora una volta ci si propone una fotografia, mentre per capire abbiamo bisogno di un film. \u00a0Sar\u00e0 forse una novit\u00e0 per qualche immigrazionista, ma dovr\u00e0 farsene una ragione: anche gli immigrati invecchiano e un giorno diventeranno pensionati. In Italia l\u2019immigrazione \u00e8 un fenomeno relativamente recente e gli emigrati pensionati sono pochi. Ma sono destinati fatalmente ad aumentare. Gli immigrati inoltre di solito hanno lavori poco remunerati, dunque pagano contributi relativamente bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio dettagliato sulla Spagna citato da Caldwell nel suo libro mostra che in cinquant\u2019anni, aumentando del 50% il numero degli immigrati extra-comunitari, le entrate degli enti previdenziali crescono solo dell\u20198%. Inoltre, fin da subito, sia loro sia i loro figli hanno come chiunque problemi di salute di cui la previdenza sociale si deve fare carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una soluzione, per la verit\u00e0, ci sarebbe, e qualcuno (non in Italia) l\u2019ha anche seriamente sostenuta, senza neppure farsi dare del nazista: considerare gli immigrati \u00ablavoratori ospiti\u00bb e rimandarli a casa quando hanno finito di lavorare, far pagare i contributi oggi ma non versare alcuna pensione domani. La soluzione provocherebbe tensioni tali da non potere essere presa davvero in considerazione da nessuno. E manderebbe anche alla rovina qualunque argomento etico degli immigrazionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5.<\/strong> C\u2019\u00e8 un quinto argomento, che per la verit\u00e0 gli immigrazionisti esprimono raramente ad alta voce. Ma il loro discorso lo \u00a0presuppone. \u00c8 la tesi che la religione degli immigrati sia indifferente. Ogni tanto qualcuno lo dice esplicitamente: siamo laici, e dobbiamo affrontare il problema immigrazione senza tenere conto della religione, di cui potr\u00e0 occuparsi al massimo la Chiesa. Ma si tratta di una sciocchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il pi\u00f9 ateo degli osservatori non pu\u00f2 non riconoscere che la religione esiste e ha delle conseguenze sociali. Se a Torino, come avviene periodicamente, migliaia di peruviani portano in processione le loro statue della Madonna la gente applaude e i giornalisti manifestano una benevola curiosit\u00e0. Se migliaia di musulmani occupano il suolo pubblico con le loro stuoie e magari mescolano alla preghiera invettive contro gli Stati Uniti e l\u2019Occidente la gente e i <em>media <\/em>si spaventano. Denunciare queste reazioni come xenofobe non risolve il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente \u2013 anche tra gli immigrati \u2013 ci sono molti islam, e alcuni sono meno lontani dai valori prevalenti in Europa di altri. Ma se da questa premessa \u2013 corretta \u2013 si arriva alla conclusione che non esistono caratteristiche specifiche dell\u2019islam si cade nel pi\u00f9 completo relativismo, forse di moda in un contesto culturale postmoderno ma privo di senso. Esistono gli islam ma esiste anche l\u2019islam. Che \u00e8 difficile assimilare alla cultura europea su punti fondamentali che riguardano i rapporti fra fede e ragione, fra religione e violenza, fra maggioranze e minoranze religiose, fra uomini e donne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, processi di assimilazione d\u2019immigrati islamici, singoli e gruppi, non sono impossibili. Ma in verit\u00e0 nessuna civilt\u00e0 nella storia \u00e8 riuscita a fronteggiare senza esserne distrutta l\u2019arrivo in cos\u00ec poco tempo di cos\u00ec tante persone portatrici di una cultura e di una religione sia radicalmente diverse sia forti. Diverso era il caso dei barbari, che portavano in Europa una cultura debole; o degli irlandesi emigrati nel XIX secolo negli Stati Uniti il cui cattolicesimo era diverso dal protestantesimo maggioritario in America: ma non cos\u00ec radicalmente diverso com\u2019\u00e8 l\u2019islam rispetto all\u2019ethos europeo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>C. Leggi immigrazioniste: l\u2019ora di religione islamica e la cittadinanza breve<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 30 luglio 2009 gli onorevoli Fabio Granata (PDL) e Andrea Sarubbi (PD) \u2013 al dire della stampa, <em>longa manus <\/em>rispettivamente degli onorevoli Gianfranco Fini e Massimo D\u2019Alema \u2013 hanno presentato una proposta di legge (n. 2760) dal titolo <em>Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza. <\/em>Tra le diverse modifiche legislative proposte, tutte all\u2019insegna di percorsi pi\u00f9 facili perch\u00e9 gli immigrati possano ottenere la cittadinanza italiana, la norma saliente che si propone d\u2019introdurre riduce da dieci a cinque anni il tempo di permanenza sul territorio nazionale che consentirebbe, previo un semplice esame di lingua e di educazione civica, di diventare cittadini italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16-17 ottobre 2009 ad Asolo (Treviso) la Fondazione FareFuturo, che fa capo all\u2019on. Fini, e la fondazione Italianieuropei, che fa capo all\u2019on. D\u2019Alema, hanno presentato un rapporto \u2013 firmato peraltro dalla sola Fondazione FareFuturo \u2013 dal titolo <em>Immigrazione integrata e cittadinanza di qualit\u00e0. Un contributo alla definizione delle politiche migratorie<\/em> (FareFuturo, Roma 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi si espongono argomenti a sostegno della proposta di legge Granata-Sarubbi e si lancia l\u2019ulteriore proposta dell\u2019introduzione di un insegnamento della religione islamica nelle scuole italiane, rilevando in via generale \u2013 non senza una frecciata anche in direzione delle scuole cattoliche \u2013 che \u00abla strada dell\u2019insegnamento facoltativo delle religioni nelle scuole pubbliche, statali e non statali, che garantiscono la qualit\u00e0 dell\u2019interno percorso formativo, \u00e8 certamente preferibile alle presenza di scuole specifiche a fondamento religioso, che nel nostro contesto rischiano di diventare alternative e contrastanti, fonte di esclusione e di contrasto\u00bb (p. 52).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esaminer\u00f2 brevemente il tema dell\u2019ora di religione islamica e quello della cittadinanza breve, non solo perch\u00e9 sono di attualit\u00e0 ma anche perch\u00e9 sono esempi particolarmente chiari di applicazione pratica dell\u2019ideologia immigrazionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Ci sono due buoni motivi per respingere la proposta di un\u2019ora di religione islamica nelle scuole italiane. Anzitutto, perch\u00e9 l\u2019ora di religione islamica e non quella ortodossa o Testimone di Geova? E\u2019 possibile che, se parliamo non di <em>origine<\/em> religiosa ma di contatto pi\u00f9 o meno regolare con <em>istituzioni <\/em>religiose organizzate, queste comunit\u00e0 siano pi\u00f9 numerose degli islamici in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Testimoni di Geova (contati come li contano i sociologi in analogia a ogni altra comunit\u00e0 religiosa, non come si contano loro stessi, che considerano \u00abtestimone\u00bb solo chi svolge opera di proselitismo suonando alle porte) \u00a0in Italia sono 400.000 e gli ortodossi \u2013 in maggioranza immigrati \u2013 almeno mezzo milione, mentre del milione e pi\u00f9 d\u2019immigrati di origine islamica \u00e8 difficile dire quanti mantengano un contatto con la loro religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la crescita della diversificazione religiosa tra un po\u2019 non si potrebbe negare neppure l\u2019ora di religione pentecostale (350.000 fedeli se si considerano gli immigrati), seguita da quella buddhista, sikh, induista e cos\u00ec via. A parte i problemi organizzativi \u2013 sarebbe interessante chiedere al ministro dell\u2019Economia on. Giulio Tremonti che cosa pensa dell\u2019idea di pagare con soldi dello Stato centinaia d\u2019insegnanti d\u2019islam, buddhismo e cos\u00ec via\u00a0 \u2013 ne risulterebbe una Babele e un supermercato delle religioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costituzionalizzando con il Concordato l\u2019ora di religione il legislatore ha voluto riconoscere il ruolo della tradizione cattolica \u2013 senza la quale \u00e8 difficile capire in Italia l\u2019arte, la cultura, la letteratura \u2013 nella nostra storia e nel nostro ethos nazionale, non dare a tutti i ragazzi che vivono in Italia la possibilit\u00e0 di trovare a scuola la \u00abloro\u00bb religione. L\u2019insegnamento di religioni diverse dalla cattolica \u00e8 del resto liberamente impartito fuori della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo: chi gestirebbe l\u2019ora di religione islamica?\u00a0 Tutti i governi, di destra e di sinistra, in Italia ma anche in Francia, in Belgio e in Spagna hanno provato a trovare un interlocutore musulmano unico e rappresentativo. Nessuno ci \u00e8 riuscito. L\u2019islam (sunnita: quello sciita \u00e8 un po\u2019 diverso, ma in Italia \u00e8 pressoch\u00e9 assente) \u00e8 una religione orizzontale, non verticale: non ha un Papa, non ha vescovi, a rigore non ha neppure parroci. Gli imam sono scambiati per vescovi islamici solo in Italia, grazie ai <em>talk show <\/em>televisivi. Non sono neppure l\u2019equivalente dei parroci, e nei Paesi musulmani a nessuno verrebbe in mente di considerarli i \u00abcapi\u00bb dell\u2019islam. Da noi s\u00ec, grazie a <em>Porta a porta<\/em>; ma si tratta di un equivoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia \u00e8 viva la discussione su come lo stesso Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), costituito dall\u2019allora Ministro dell\u2019Interno Sarkozy per dare allo Stato un interlocutore islamico, nella sostanza non funzioni. Da una parte, per presentarsi come rappresentativo, ha dovuto includere le organizzazioni pi\u00f9 fondamentaliste \u2013 che lentamente ne stanno prendendo il controllo, proprio quello che Sarkozy non voleva \u2013, dall\u2019altra le liti fra musulmani, e fra i governi che li finanziano (Algeria contro Marocco, Arabia Saudita contro Maghreb), ne paralizzano il funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stabilita l\u2019ora di religione islamica anche in Italia occorrerebbe trovare chi impartisca le lezioni. Se fosse l\u2019organizzazione pi\u00f9 grande, l\u2019UCOII, l\u2019Unione delle Comunit\u00e0 e Organizzazione Islamiche in Italia (che peraltro si \u00e8 detta non interessata), che affonda le sue radici nel pensiero fondamentalista, avremmo la scuola di fondamentalismo islamico finanziata dallo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non fosse l\u2019UCOII questa \u2013 che, piaccia o no, controlla ancora la maggioranza delle moschee italiane (nonostante pregevoli sforzi per creare alternative) \u2013 avrebbe ragioni di dire che gli insegnanti non sono rappresentativi, sono \u00abmusulbuoni\u00bb, \u00absindacalisti gialli dell\u2019islam\u00bb o \u00abzii Tom\u00bb, come va gi\u00e0 dicendo per qualunque iniziativa che non la ricomprenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora di religione islamica a scuola in Italia? Per dirla con l\u2019ispettore Clouseau nel film <em>La pantera rosa<\/em> \u00abc\u2019\u00e8 una sola cosa che non va in questa idea: \u00e8 stupida\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> Quanto alla cittadinanza breve, la proposta si basa su una confusione fondamentale. La cittadinanza \u00e8 il cuore \u2013 delicatissimo \u2013 della nazione. Se per ipotesi paradossale si trasferisse in una nazione in qualche mese un numero di stranieri superiore a quello dei cittadini, e se questi stranieri fossero dichiarati cittadini mettendo in minoranza i \u00abnativi\u00bb, la nazione \u2013 che \u00e8 ben pi\u00f9 di un semplice spazio geografico \u2013 cesserebbe di esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, \u00e8 possibile cambiare nazionalit\u00e0. Ma questa modifica non \u00e8 <em>creata<\/em>: \u00e8 <em>riconosciuta<\/em> dalla legge. Lo Stato, cio\u00e8, prende atto che Tizio che vive in Italia da tanti anni, parla da italiano, pensa da italiano ormai <em>\u00e8 <\/em>italiano. Perch\u00e9 il processo sia completo e non ambiguo Tizio dovrebbe, vedendosi riconosciuta la cittadinanza italiana, rinunciare alla sua cittadinanza di origine. L\u2019idea che si potesse avere due cittadinanze era una facilitazione pensata anzitutto per gli italiani d\u2019altri tempi emigrati all\u2019estero. Non dovrebbe avere pi\u00f9 ragione di esistere oggi: non c\u2019\u00e8 in Paesi come la Germania e l\u2019Olanda, mentre c\u2019\u00e8 nella nostra legge vigente e c\u2019\u00e8 nella proposta Granata-Sarubbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Tizio si sente italiano, lo dimostri anzitutto rinunciando a ogni altra cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconoscere la cittadinanza \u00e8 la <em>fine<\/em> di un processo d\u2019integrazione o assimilazione: non \u00e8 il suo <em>inizio<\/em>. La proposta Granata-Sarubbi confonde appunto l\u2019inizio e la fine del processo. Concede subito la cittadinanza nella speranza che questa concessione faciliti una successiva integrazione. Gli immigrati moderni \u2013 spesso estremamente mobili, pronti a scrutare le condizioni migliori e a studiare il mercato del lavoro per trasferirsi da un Paese all\u2019altro o tornare a casa \u2013 raramente dopo cinque anni di soggiorno in Italia hanno cambiato cos\u00ec radicalmente mentalit\u00e0 da non sentirsi pi\u00f9 n\u00e9 essere considerati dai loro vicini cinesi, marocchini o nigeriani ma soltanto e a tutti gli effetti italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di legge dunque nasce vecchia, perch\u00e9 pensa a un antico tipo d\u2019immigrato, quello che partiva con il piroscafo per l\u2019America e sapeva bene che non si sarebbe pi\u00f9 spostato n\u00e9 sarebbe tornato. Ed \u00e8 vecchia anche perch\u00e9 \u2013 mentre lo studio scientifico dell\u2019immigrazione sempre di pi\u00f9 sottolinea che l\u2019integrazione \u00e8 un fatto qualitativo \u2013 dichiara l\u2019immigrato integrato fino al punto da farne un cittadino sulla base del dato puramente quantitativo dei cinque anni di soggiorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sugli esami di lingua ed educazione civica non \u00e8 lecito farsi troppe illusioni in Italia \u2013 dove rischierebbero di essere\u2026 \u00aball\u2019italiana\u00bb \u2013, e nella stessa Gran Bretagna persone poi protagoniste di episodi di terrorismo avevano agevolmente passato esami analoghi. O davvero ci s\u2019immagina che alla domanda dell\u2019esaminatore \u00abLei \u00e8 d\u2019accordo con la Costituzione?\u00bb, qualcuno risponda: \u00abNo, io sono d\u2019accordo con Osama bin Laden, viva Al Qa\u2019ida\u00bb?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su una materia cos\u00ec delicata e cruciale come la cittadinanza, davvero \u00e8 meglio <em>queta non movere<\/em>, andare con i piedi di piombo e semmai sbagliare per eccesso di prudenza. Del resto nel momento in cui l\u2019Italia vuole allargare le maglie della cittadinanza la Gran Bretagna, che ha avuto le sue esperienze tragiche, nel luglio 2009 ha reso la legge in materia pi\u00f9 restrittiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>D. Che fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo abbiamo sentito dal Papa all\u2019inizio del nostro discorso: la questione dell\u2019immigrazione \u00e8 complessa, nessuno ha la bacchetta magica, non\u00a0 ci sono soluzioni miracolistiche o <em>ad horas<\/em>. Tuttavia, proprio seguendo Benedetto XVI, si possono indicare tre piste per cominciare almeno ad affrontare il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> La prima \u00e8 il governo dell\u2019immigrazione. Nessuno Stato europeo oggi \u2013 a fronte delle cifre della denatalit\u00e0 \u2013 pu\u00f2 pensare di \u00ababolire\u00bb l\u2019immigrazione, e nessuna forza politica pu\u00f2 ragionevolmente chiederglielo, a meno che si tratti di pura demagogia elettorale. Tuttavia l\u2019immigrazione pu\u00f2 e deve essere governata. Il <em>Catechismo della Chiesa Cattolica <\/em>al n. 2241 insegna che \u00able autorit\u00e0 politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l\u2019esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche\u00bb. Le autorit\u00e0 che rinunciano a governare l\u2019immigrazione non sono buone, ma buoniste, e vengono meno ai loro doveri verso il bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong> La seconda \u00e8 la riaffermazione della propria identit\u00e0 culturale. L\u2019immigrazione sgretola le societ\u00e0 soprattutto quando non vi trova un\u2019identit\u00e0 forte. L\u2019Europa oggi, dopo avere rinunciato alle radici cristiane tante volte richiamate da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, \u00e8 talmente immersa nel relativismo da non avere affatto le idee chiare su quale cultura voglia difendere e proporre agli immigrati. In Olanda qualcuno ha deciso di proporre ai nuovi immigrati i \u00abvalori olandesi\u00bb riassunti in un video che devono obbligatoriamente vedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi si vedono, tra l\u2019altro, due omosessuali che si scambiano effusioni in pubblico e una bagnante in <em>topless<\/em>. Non \u00e8 certo che la maggioranza degli olandesi si riconosca in questi valori. Per contro, \u00e8 certissimo che il video confermer\u00e0 gl\u2019immigrati musulmani nel loro sentimento di superiorit\u00e0 rispetto all\u2019Occidente decadente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri Paesi i corsi sulla cittadinanza proposti agl\u2019immigrati esaltano il presunto diritto all\u2019aborto. \u00a0\u00c8 evidente che non si tratta di temi intorno a cui una persona sensata pu\u00f2 pensare di costruire un\u2019immagine \u00abforte\u00bb dell\u2019Europa o delle sue radici, o di rabbonire immigrati musulmani gi\u00e0 di per s\u00e9 convinti della superiorit\u00e0 morale dell\u2019islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vengono in mente le parole del poeta francese Charles P\u00e9guy (1873-1914) \u2013 che pure scriveva nel 1910 e non aveva conosciuto Antonio Di Pietro e le sue inchieste giudiziarie, dette appunto \u00abMani pulite\u00bb \u2013 secondo cui c\u2019\u00e8 una posizione diffusa che \u00abha le mani pulite ma non ha mani\u00bb. Non ha mani chi non ha identit\u00e0 n\u00e9 radici. Ma chi non ha mani non pu\u00f2 neppure stringere le mani altrui nel dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.<\/strong> La terza pista \u00e8 molto poco \u00abpoliticamente corretta\u00bb. Eppure non si pu\u00f2 rinunciare a citarla. La differenza di religione, lo abbiamo visto, \u00e8 un pericoloso fattore di disintegrazione sociale. Al contrario, la conversione religiosa \u00e8 un fattore d\u2019integrazione. Ci sono pregevoli studi sulle popolazioni roman\u00ed \u2013 la pi\u00f9 nota delle quali \u00e8 quella rom, e di cui sono note le difficolt\u00e0 d\u2019integrazione \u2013 secondo cui tra coloro che frequentano assiduamente le missioni cattoliche o protestanti \u2013 queste ultime in maggioranza pentecostali \u2013 il tasso di criminalit\u00e0, purtroppo in questi gruppi piuttosto alto, scende rapidamente e in modo significativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta \u2013 e per la verit\u00e0 ancora oggi \u2013 eravamo tutti sollecitati a dare il nostro obolo perch\u00e9 i missionari potessero andare a convertire gli africani in Africa. Oggi che gli africani vengono da noi, e sembrerebbe che il missionario non debba pi\u00f9 neppure scomodarsi ad andarli a cercare, c\u2019\u00e8 \u2013 purtroppo perfino fra il clero \u2013 chi curiosamente sostiene che non si deve cercare di convertire gli immigrati perch\u00e9 sarebbe irrispettoso, maleducato o etnocentrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pentecostali protestanti e Testimoni di Geova sul punto ci danno una lezione: fanno molta missione presso gli immigrati, anche musulmani, e ne convertono un certo numero. Libert\u00e0 religiosa e dialogo da una parte e annuncio dall\u2019altra non sono in contraddizione, anzi vanno insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insegna Benedetto XVI ancora nella <em>Caritas in veritate<\/em>: \u00abLa libert\u00e0 religiosa non significa indifferentismo religioso e non comporta che tutte le religioni siano uguali\u00bb (n. 55). Se non sono uguali, annunciare la verit\u00e0 della religione cattolica all\u2019immigrato significa volere il suo bene, e anche favorirne l\u2019integrazione. Chi considera questa prospettiva inopportuna o di cattivo gusto \u00e8 relativista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 il relativismo il vero motore dell\u2019immigrazionismo: un\u2019ideologia arrogante, intollerante e pericolosa che irrita le maggioranze e prepara la strada precisamente a quella xenofobia che vorrebbe evitare.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione al seminario della Fondazione Magna Carta Identit\u00e0, responsabilit\u00e0 e libert\u00e0 Roma, 3 novembre 2009 di Massimo introvigne<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/limmigrazione-risorsa-o-problema\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":26747,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[2392],"class_list":["post-3526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-immigrazione","tag-immigrazione","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019immigrazione, risorsa o problema? 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