{"id":3485,"date":"2009-10-22T00:00:00","date_gmt":"2009-10-21T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-12T11:03:12","modified_gmt":"2015-11-12T10:03:12","slug":"terapia-riparativa-riparare-che-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/terapia-riparativa-riparare-che-cosa\/","title":{"rendered":"Terapia riparativa: riparare che cosa?"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/terapia-riparativa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-27540\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/terapia-riparativa.jpg\" alt=\"terapia riparativa\" width=\"250\" height=\"182\" \/><\/a>Studi cattolici<\/strong> n. 583 settembre 2009di <strong>Franco Poterzio<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">\u00a0La documentata e accurata ricerca di Roberto marchesini sulle terapie riparative (<strong><a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=3400\" target=\"_blank\"><em>Studi cattolici<\/em> n.581\/82: \u00abChi ha paura della terapia riparativa?<\/a><\/strong>\u00bb) merita ancora uno sguardo pi\u00f9 ampio sul significato e sui metodi delle terapie riparative, ma soprattutto sulla posizione del terapeuta (psicoanalista, psicologo o psichiatra che sia) di fronte ai problemi scientifici, antropologici e morali che una tale terapia e una tale tipologia di utenti propone.<\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><br \/>\n<strong>Alcune premesse<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">\u25a0 Possiamo davvero imputare all&#8217;\u00abomofobia interiorizzata\u00bb l&#8217;unica ragione di una egodistonia (o disagio che dir si voglia) rispetto all&#8217;orientamento omosessuale? Cos\u00ec in effetti si sostiene da molte parti anche in ambito scientifico, ma per molti omosessuali il loro orientamento \u00e8 una inattesa scoperta fatta ancor bambini o preadolescenti che determina gli stessi sentimenti di diversit\u00e0 e di estraneit\u00e0 di una malformazione fisica o di un&#8217;incapacit\u00e0 sociale qualsiasi (non riuscire a far ginnastica, parlare senza difetti di pronuncia, venire assaliti da invincibili timidezze, avere un tic. ritenersi di aspetto sgradevole e naturalmente venire derisi).\u25a0 Va davvero centrato il <em>focus <\/em>della psicoterapia esclusivamente sul tema dell&#8217;omosessualit\u00e0 o non piuttosto va preso in considerazione tutto l\u2019assetto della personalit\u00e0 del soggetto che chiede cura, i suoi sentimenti negativi verso di s\u00e9, la fobia dell&#8217;altro sesso cercando di ottenere una \u00abauto-bonifica\u00bb di tutto il mondo istintivo affettivo perturbato e talvolta denegato?<\/p>\n<p>\u25a0 Possiamo davvero rinunciare, come fanno tanti psicoterapeuti, a prendere in considerazione la morale, soprattutto la morale sessuale?<\/p>\n<p>\u25a0 Siamo infine come terapeuti consapevoli o no della nostra personale antropologia, ossia della nostra concezione dell&#8217;uomo e delle sue ripercussioni nel rapporto con coloro che richiedono cure?<\/p>\n<p><strong>N\u00e9 persuasione n\u00e9 \u00abconversione\u00bb<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa <em>terapia riparativa,<\/em> di cui si discorre nell&#8217;articolo citato, per la gestione del disagio nei soggetti con orientamento omosessuale egodistonico effettivamente viene praticata dagli anni \u201885 circa in America, promossa dallo psichiatra Joseph Nicolosi (<em>Reparative Therapy of Male Homosexuality. A New Clinical Approach<\/em>. Jason Aronson Ed., California 1997), attuale presidente dell&#8217;Istituto Narth (<em>National Association for Research and Therapy of Homosexuality<\/em>) in California.<\/p>\n<p>L&#8217;Istituto presenta interessanti risultati di oltre mille casi di riformulazione maturativa dell&#8217;orientamento sessuale (Joseph Nicolosi: conferenza del 5 giugno 2003) in un quinquennio di trattamenti. Chiamata anche <em>terapia ricostruttiva<\/em> si propone di rimettere in moto lo sviluppo istintivo affettivo dell&#8217;utente bloccato durante i primi anni di vita da mal riusciti processi di identificazione con le figure genitoriali (aver cio\u00e8 maturato da loro che cosa vuoi dire essere uomo o essere donna ed essersi introiettati i rispettivi ruoli complementari).<\/p>\n<p>All&#8217;analisi genetica e dinamica, compresa la verifica dei movimenti transferali, viene aggiunto un approccio di tipo cognitivo in cui il soggetto prende coscienza del significato profondo del suo bisogno di unirsi sessualmente a persone pari sesso. Contemporaneamente si tenta di esorcizzare, nei soggetti di sesso maschile, i profondi sentimenti di inferiorit\u00e0 tanto verso gli uomini quanto soprattutto verso le donne, accompagnati a volte da vere e proprie repulsioni (quasi a orientamento fobico con le conseguenti strategie di evitamento) sul piano fisico e intolleranza. in alcuni casi, della stessa vista dei genitali femminili.<\/p>\n<p>Il soggetto di sesso maschile gradualmente recede dalle classiche disposizioni fallocentriche e fallocratiche mediante una migliore integrazione tra sessualit\u00e0, affettivit\u00e0 e progetto di vita. Abbandona cos\u00ec a poco a poco la famelica ricerca dei partner sovente sostituiti con vertiginosa rapidit\u00e0. Il terapeuta affronta il mondo del suo paziente anche in termini comportamentistici promuovendo in primo luogo l\u2019amicizia vera e \u00abdiserotizzata\u00bb con soggetti pari sesso e incentivando un percorso verso l\u2019assertivit\u00e0. Non si praticano, che io sappia, interventi direttivi di persuasione-\u00abconversione\u00bb.<\/p>\n<p>Con metodologie relativamente simili in Europa lo psichiatra olandese van den Aardweg afferma di ottenere modificazioni maturative sin dal 1985 (Gerard van den Aardweg, <em>Omosessualit\u00e0 e speranza<\/em>, Adizioni Ares. Milano 1999). Vien data speciale importanza a un cammino verso l&#8217;affermativit\u00e0 a partire dai complessi di inferiorit\u00e0 evidenziagli sin dall&#8217;infanzia, mentre l&#8217;identit\u00e0 di genere viene presa in considerazione mediante lo studio dei modelli genitoriali introiettati.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento cognitivo di van den Aardweg si allarga alla famiglia, particolarmente bisognosa di sostegno e di chiarimenti se il soggetto con tendenze omofiliche \u00e8 ancora abitante nella casa di origine. Il peso emotivo dei genitori e della costellazione di altri parenti grava pesantemente sul soggetto in terapia: avviene molto spesso di riscontrare tra quelli che il linguaggio della psicoanalisti chiama \u00aboggetti interni\u00bb una fote e presenza attiva della figura materna con cui esistono importanti fenomeni di identificazione nel sesso maschile.<\/p>\n<p>Come le cure di Nicolosi, anche l&#8217;approccio di van den Aardweg appare multiforme e forse ibrido, ma tuttavia capace di offrire risultati di cambiamento: l&#8217;autore riporta su 260 casi Lina riformulazione in termini eterosessuali (egli parte dal presupposto, tutto da verificare, ma suggestivo, che l&#8217;omosessuale sia un eterosessuale latente) di 2\/3 dei soggetti e una stabilizzazione istintuale meglio organizzata nel terzo restante.<\/p>\n<p><strong>Societ\u00e0 omofoba?<\/strong><\/p>\n<p>In opposizione a tali interventi psicoterapeutici si .svolge in America la Gat (<em>Gay Affirmative Therapy<\/em>). Proposta dal movimento di liberazione Gay sin dal 1989 (Marshall Kirk, neuropsichiatra, e Hunter Madsen. pubblicitario: <em>After the ball<\/em> 1990) e ben analizzata da Marchesini nel saggio al quale ci .si riferisce, viene praticata da terapeuti omosessuali e intende favorire i processi di adattamento psicologico alla condizione omosessuale, se mai vi fosse ancora qualche omosessuale egodistonico in fase dubbiosa o di conflittuale ripensamento.<\/p>\n<p>Tutto il disagio, essi sostengono, proviene dalla societ\u00e0 omofoba, dalle derisioni, dalle emarginazioni e dalle colpevolizzazioni inflitte dalla famiglia o dalla societ\u00e0. Perch\u00e9 cambiare? L&#8217;omosessualit\u00e0 e nient&#8217;altro che una variante normale dell&#8217;essere umano, come il colore dei capelli, la statura, la costituzione. Vi sono gi\u00e0 delle dichiarazioni in tal senso dell&#8217;Apa e dell&#8217;Oms. L&#8217;affermativit\u00e0 profilata consiste nel <em>coming-out<\/em>, nell&#8217;uscire gioiosamente allo scoperto dalla condizione di clandestinit\u00e0 in cui sovente vive un soggetto con tendenze omosessuali e di protestare il proprio diritto (<em>outing<\/em>) a essere riconosciuti da tutte le fasce sociali e dalla legge.<\/p>\n<p>Dai risultati riportati dai promotori della Gat i soggetti dalla terapia acquistano sicurezza, autonomia, libert\u00e0 interiore rispetto alla colpa dettata dall&#8217;omofobia interiorizzata. La terapia ottiene dunque risultati di adattamento e d\u00ec cambiamento. Dalla disamina di queste due forme opposte di approccio terapeutico alla condizione omosessuale si possono evincere le seguenti conclusioni:<\/p>\n<p>\u25a0 la condizione omosessuale necessita di un incentivo psicoterapeutico, se richiesto, orientato verso l&#8217;affermativit\u00e0, in quanto ci si trova di fronte a sentimenti di insicurezza, inferiorit\u00e0, vergogna in un&#8217;organizzazione personologica generalmente immatura:<\/p>\n<p>\u25a0 la condizione omosessuale produce nella maggioranza silenziosa degli omosessuali fenomeni di egodistonia, che mai si verificano nella situazione eterosessuale:<\/p>\n<p>\u25a0 una forma di disagio psichico inerente in primo luogo all&#8217;identit\u00e0 \u00e8 innegabile e molti soggetti richiedono legittimamente un aiuto psicoterapeutico;<\/p>\n<p>\u25a0 ogni psicoterapia mira al <em>cambiamento<\/em>, ossia a una riorganizzazione consapevole e autonoma dell&#8217;assetto istintivo affettivo solitamente perturbato e difficilmente gestibile. Non si vede alcuna ragione di rinunciare a un percorso maturativo di adattamento e, perch\u00e9 no?, di orientamento verso quell&#8217;eterosessualit\u00e0 nascosta, forse rimossa, che conflittualmente e problematicamente sembra albergare in fondo all&#8217;animo delle persone con tendenze omofiliche.<\/p>\n<p><strong>Diritto \/ dovere della psichiatria<\/strong><\/p>\n<p>In seguito a tali considerazioni \u00e8 lecito affermare il diritto\/dovere della psichiatria (psicoterapia, psicologia, psicoanalisi) a occuparsi del fenomeno dell&#8217;omosessualit\u00e0. Bisogna ribadire il diritto-dovere a curare chi chiede aiuto e manifesta una sofferenza. Infine, di quale sofferenza si tratta? Che cosa bisogna curare se, secondo alcuni, nessuno soffre? Che cosa bisogna riparare se nulla si \u00e8 rotto?<\/p>\n<p>Il disagio del soggetto portatore di un&#8217;inclinazione omosessuale non sembra, come detto, esclusivamente generato dal clima omofobo che lo circonda. N\u00e9 l&#8217;egodistonia riguarda soltanto l&#8217;orientamento omosessuale. Il pi\u00f9 delle volte la tendenza omosessuale \u00e8 una dolorosa scoperta, non un&#8217;opzione o scelta di genere che dir si voglia (A. Persico, <em>Omosessualit\u00e0: tra scelta e sofferenza<\/em>, Ed. Alpes, Roma 2007).<\/p>\n<p>Tale scoperta viene vissuta inizialmente nella sorpresa, nel nascondimento, nel dubbio sul futuro, nell&#8217;introversione con connotati depressivo-rinunciatari. Si accompagna all&#8217;inevitabile incertezza sulla propria identit\u00e0 con i correlati sentimenti di inferiorit\u00e0, di inadeguatezza fisica, d\u00ec incapacit\u00e0 a reggere il confronto con i coetanei pari sesso. Ne deriva la ricerca di una persona simile a s\u00e9 per rinforzare la propria identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>Contemporaneamente risulta problematico o intriso di emozioni negative il <em>relazionarsi con l&#8217;Altro in modo realistico<\/em> prendendolo per ci\u00f2 che l&#8217;Altro in effetti e non per ci\u00f2 che il soggetto immagina o fantastica che sia rendendolo narcisisticamente parte di s\u00e9, a seconda dei casi, <em>simbionte, alter-ego, complice, partner collusivo, confusivo e illusorio<\/em> (come spesso avviene di riscontrare nei partner omosessuali, se si ha la pazienza di esaminare in profondit\u00e0 la coppia) dal quale discostarsi poi con repentini processi di disinvestimento affettivo.<\/p>\n<p>Wister e Matteson dopo aver esaminato 160 coppie di omosessuali non ne hanno trovata una della durata superiore ai 5 anni. Per Pollak (1985) le unioni omosessuali non durano oltre due anni. I meccanismi di <em>scissione tra aflettivit\u00e0 e sessualit\u00e0<\/em> facilmente evidenziabili conducono a un eccessivo fallocentrismo con la tendenza a erotizzare le situazioni (va annotato che uno degli obiettivi di ogni buona psicoterapia \u00e8 consentire all&#8217;utente di istituire relazioni interpersonali sessuate, ma deistintualizzate, ossia sottratte all&#8217;arco riflesso stimolo-risposta, e inserite invece in un progetto consapevole di vita).<\/p>\n<p>La frequenza del collasso depressivo con un&#8217;alta percentuale di tentativi di suicidio (<strong><a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=3400\" target=\"_blank\">si veda l&#8217;articolo di Marchesini nel n. 581\/82 di <em>Studi cattolici<\/em>, p. 509<\/a><\/strong>), spesso per abbandono del partner, l&#8217;ambivalenza maschile verso il sesso femminile, alternante tra atteggiamenti effeminati, travestimenti vistosi e viceversa ostentato virilismo paramilitare, la persistenza di una problematica sessuale post-adolescenziale bisognosa di conferme, di esibizioni e di rassicuranti confronti, i comportamenti di eccitamento euforoide collettivamente incentivati nei quali, accanto alle intenzioni provocatorie, non si capisce se prevalgano meccanismi di negazione piuttosto che di formazioni nel contrario, infine\u00a0<em>la strutturazione profondamente diversa dell&#8217;orientamento omosessuale negli uomini e nelle donne <\/em>nelle quali sembra prevalere una genesi traumatica del fenomeno richiederebbero approfonditi studi oltre che di necessaria presa in carico terapeutico.<\/p>\n<p><strong>Il problema morale<br \/>\n<\/strong><br \/>\n\u00c8 inevitabile infine che non solo il soggetto utente, ma anche il terapeuta si incontrino con <em>il problema morale<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;alto sessuale, qualsiasi allo sessuale, avviene in una relazione interpersonale con imprevedibili ricadute emotive su entrambi i protagonisti e iscrizione di ciascuno nella storia dell&#8217;altro. In quanto relazione tra due persone, vissuta con un atto libero e cosciente, lo s\u00ec voglia o no, diviene <em>ipso facto<\/em> oggetto di valutazione morale.<\/p>\n<p>Nonostante pareri alquanto difformi in tema di morale sessuale, sovente il terapeuta, per seguire il rigoroso criterio di astenersi dal trasmettere all&#8217;utente qualsiasi forma di giudizio morale, potrebbe essere indotto egli stesso a confondere la spiegazione con la giustificazione. La profondit\u00e0 con cui il terapeuta pu\u00f2 interpretare la genesi dinamica di un alto non esaurisce la portata e le conseguenze dell&#8217;atto stesso sul soggetto, sul partner e sul contesto in cui egli vive. Si vorrebbe cio\u00e8 suggerire che ogni buon terapeuta dovrebbe conoscere i principi della sua stessa morale personale, della morale comune ed eventualmente anche del sistema morale dei suoi pazienti.<\/p>\n<p>In breve, prudentemente non dovrebbe ammettere che in virt\u00f9 del suo lavoro terapeutico un ossessivo inibito diventi un criminale felice, un&#8217;agorafobica si trasformi in un&#8217;allegra adulterina, insomma che un soggetto abbandoni una morale con la convinzione che \u00e8 nient&#8217;altro che un tab\u00f9 e diventi un amorale o un immorale soddisfatto. Il terapeuta insomma dovrebbe conoscere i principi della morale senza ovviamente imporli.<\/p>\n<p>A volte la mancanza di qualsiasi commento, riflessione o analisi del problema morale, soprattutto se il terapeuta non governa ancora bene i moti transferali e controtransferali, viene scambiala dall&#8217;utente come \u00abautorizzazione\u00bb ad agire come meglio crede per il suo piacere secondo una visione della cura ispirata a un particolare <em>individualismo emancipativo<\/em> proposta oggi da molti terapeuti, al di fuori dell&#8217;uso responsabile e consapevole della libert\u00e0 che e un segno di maturit\u00e0. La morale non \u00e8 un tab\u00f9, ma la garanzia di buone relazioni.<\/p>\n<p>In Italia e in molti Paesi ci si riferisce soprattutto alla <em>morale cristiana<\/em>. Va chiarito una volta per tutte che la Chiesa cattolica non condanna l&#8217;orientamento omosessuale e le sue pulsioni, se non come propensione a comportamenti contrari alla legge divina. Semplicemente considera offesa a Dio la consumazione di un rapporto omosessuale, cosi come l&#8217;adulterio, la violenza sessuale, la pedofilia, la poligamia. In particolare, il rapporto omosessuale e ritenuto anche contrario alla legge di natura.<\/p>\n<p><strong>Quali presupposti antropologici?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nEcco allora la connessione con il tema dei valori. Una terapia ben fatta dovrebbe consentire all&#8217;utente di relazionarsi in modo autentico e consapevole, liberamente voluto, a quei valori che in fine aiutano l&#8217;uomo a vivere da uomo, eliminando, si capisce, i falsi valori inseriti in una struttura nevrotica. Indipendentemente dal suo personale credo, lo psicoterapeuta di ironie al suo paziente si trova a dover verificare continuamente la propria personale visione dell&#8217;uomo. Quale antropologia vive nella sua mente? In che modo egli pensa all&#8217;essere umano?<\/p>\n<p>La carenza di punii di riferimento antropologici balza evidente precisamente in relazione alla sessualit\u00e0. Una semplice riflessione in termini di fenomenologia antropologica sulla sessualit\u00e0 umana ci palesa subito con chiarezza cristallina che il sesso non pu\u00f2 essere consegnato al transitorio, all&#8217;eff\u00ecmero, al contingente, al banale, all&#8217;intercambiabile, al virtuale, alla mera comunicazione extraverbale, al \u00abpoco importa chi tu sia e quale sia il tuo sesso, importa che tu adesso mi faccia piacere\u00bb, sganciato dagli affetti, dal progetto di vita, dalla morale.<\/p>\n<p>L&#8217;istinto sessuale da un punto di vista antropologico possiede invece innegabili caratteristiche di <em>unitivit\u00e0<\/em> (e non singolarit\u00e0 individuali in un rapporto fruitivo), di <em>donativit\u00e0 <\/em>(e non di possesso), di <em>reciprocit\u00e0 <\/em>(e non di accaparramento), di <em>pariteticit\u00e0<\/em> (e non di sopraffazione), di <em>complementarit\u00e0<\/em> (e non di similarit\u00e0), di <em>creativit\u00e0 <\/em>oltre che di <em>procreazione generativa<\/em> (e non di consumazione sterile), di <em>totalit\u00e0<\/em> (e non di parzialit\u00e0), di <em>conoscenza personificante<\/em> (e non di confusione nell&#8217; intercambiabilit\u00e0), di <em>intimit\u00e0 <\/em>(e non di dissipazione), di <em>trasmissione affettiva<\/em> che parte dal linguaggio del corpo. L&#8217;istinto sessuale costituisce il substrato fisiologico dell&#8217;identit\u00e0 di genere e dei rapporti interpersonali mentre modella lo stile affettivo e relazionale della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Se poi per completezza del discorso si volesse fare una digressione sulla fenomenologia antropologica teocentrica, allora si troverebbe che precisamente l&#8217;istinto sessuale rende la persona disponibile alla relazione ossia rispecchia nella trascendenza dell&#8217;Io nell&#8217;Altro, l&#8217;immagine e l&#8217;amore divino. Cosi almeno nella fede cristiana.<\/p>\n<p>Aver presenti certi presupposti antropologici non pu\u00f2 che giovare al paziente che viene trattato con il massimo rispetto e, perch\u00e9 no?, con affetto, come persona umana unica e irripetibile cos\u00ec che la relazione terapeutica guadagna uno spessore esistenziale pieno di responsabilit\u00e0. Gli stessi valori traspaiono nella moralit\u00e0 e nelle modalit\u00e0 con cui il terapeuta si mette in rapporto con il paziente.<\/p>\n<p>La riflessione antropologica in tema di sessualit\u00e0 umana indica la necessit\u00e0 di un percorso di bonifica preventiva della psicosessualit\u00e0 e soprattutto delle prime relazioni familiari in cui la prole ha bisogno di identificarsi nella diversit\u00e0 sessuale della coppia genitoriale e nel reciproco amore nella diversit\u00e0 per maturare la propria identit\u00e0 di genere coerente con l&#8217;identit\u00e0 del sesso.<\/p>\n<div align=\"center\"><strong>* * *<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019autocommiserazione inconscia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">Il nucleo centrale della teoria che da anni il prof Gerard van den Aardweg sviluppa in sede scientifica e nelle applicazioni cliniche \u00ab\u00e8 il concetto dell&#8217; autocommiserazione inconscia dell&#8217;omosessuale. Questa radicata tendenza all&#8217; autocommiserazione non \u00e8 intenzionale, bens\u00ec involontaria e da origine a un comportamento masochista, il desiderio omosessuale e i sentimenti di inferiorit\u00e0 sessuale a essa correlati, sono radicati nell&#8217;autocommiserazione inconscia.Questa teoria fonde tra loro gli studi e le osservazioni comportamentali di Alfred Adler (1930: il complessa d&#8217;inferiorit\u00e0 e il desiderio di compensazione come atteggiamenti che aspirano a un riscatto dall&#8217; inferiorit\u00e0), dello psicanalista austroamericano Edmund Bergler 1957: l&#8217;omosessualit\u00e0 come masochismo psichico), e dello psichiatra olandese Johan Arndt (1961: il concetto dell&#8217;autocommiserazione incontrollata).<\/p>\n<p>\u00abAlcuni atteggiamenti pi\u00f9 o meno specifici dei genitori e in generale i rapporti genitori-f\u00ecgli possono predisporre un individuo allo sviluppo di un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 sessuale. Tuttavia il fattore che influisce pi\u00f9 pesantemente sul comportamento di una persona \u00e8 la mancanza di adattamento all &#8216;interno di un gruppo di individui dello stesso sesso. La psicanalisi tradizionale riconduce tulle le nevrosi e le malformazioni emozionali a rapporti disturbati tra genitori e figli; malgrado ci\u00f2, senza voler negare la grande importanza che ricopre l&#8217;interazione genitori-figli, il fattore determinante \u00e8 generalmente l&#8217;immagine che l&#8217;adolescente ha d\u00ec s\u00e9 in termini di identit\u00e0 sessuale, il confronto con i simili dello stesso sesso.<\/p>\n<p>\u00abLa paura del sesso opposto \u00e8 un atteggiamento frequente ma non \u00e8 la causa principale delle inclinazioni omosessuali. Tale paura \u00e8 piuttosto un sintomo della presenza di sentimenti di inferiorit\u00e0 sessuale: questi infatti possono essere generati da soggetti del sesso opposto, di fronte ai quali l&#8217;omosessuale sente di non poter sostenere quei ruoli sessuali che ci si aspetta\u00bb<\/p>\n<p>Gerard van de Aardweg. <em>Una strada per il domani &#8211; Guida all\u2019 (auto) terapia dell&#8217;omosessualit\u00e0.<\/em> Citt\u00e0 Nuova. Roma 2004. pp. 17-18.<\/p>\n<\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong><br \/>\nLeggi anche :\u00a0\u00a0<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p><strong><a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1785\" target=\"_blank\">Omosessualit\u00e0 &amp; normalit\u00e0. Colloquio con Joseph Nicolosi<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=417\" target=\"_blank\">L\u2019identit\u00e0 sessuale maschile: un incontro con joseph Nicolosi, presidente NARTH<\/a><\/strong>\u00a0<strong>\u00a0<strong><br \/>\n<strong><br \/>\n<a href=\"modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1784\" target=\"_blank\">La terapia riparativa dell&#8217;omiosessualit\u00e0<\/a><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p>Sito consigliato: <a href=\"http:\/\/www.narth.com\/\" target=\"_blank\">NARTH National Assosciation for Research &amp; Therapy of Homosexuality<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi cattolici n. 583 settembre 2009di Franco Poterzio \u00a0La documentata e accurata ricerca di Roberto marchesini sulle terapie riparative (Studi cattolici n.581\/82: \u00abChi ha paura della terapia riparativa?\u00bb) merita ancora uno sguardo pi\u00f9 ampio sul significato e sui metodi delle terapie riparative, ma soprattutto sulla posizione del terapeuta (psicoanalista, psicologo o psichiatra che sia) di &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/terapia-riparativa-riparare-che-cosa\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27540,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[1174],"class_list":["post-3485","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omosessualit","tag-terapia-riparativa","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Terapia riparativa: riparare che cosa? 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