{"id":34237,"date":"2016-06-16T00:00:33","date_gmt":"2016-06-15T22:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=34237"},"modified":"2016-06-22T09:26:45","modified_gmt":"2016-06-22T07:26:45","slug":"augusto-del-noce-linevitabile-decomposizione-del-marxismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/augusto-del-noce-linevitabile-decomposizione-del-marxismo\/","title":{"rendered":"Augusto Del Noce L\u2019inevitabile decomposizione del marxismo*"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34238\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Lenin_abbattuto.jpg\" alt=\"Lenin_abbattuto\" width=\"250\" height=\"166\" \/>Storia Libera<\/strong> Anno II n.4-2016<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">A cura di <strong>Guido Vignelli<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il suicidio del comunismo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un colloquio con Del Noce, egli una volta mi disse che il celebre motto, secondo cui <em>historia magistra vitae<\/em>, purtroppo non gli pareva realistico, perch\u00e9 proprio la storia dimostra che l\u2019umanit\u00e0 non riesce a imparare dalla esperienza passata e quindi tende a ripetere sempre gli stessi errori. \u00c8 per\u00f2 anche vero che la divina Provvidenza suscita pensatori capaci, col loro acume profetico, di far tesoro degli errori passati e anche di prevedere quelli futuri. Del Noce \u00e8 stato uno di questi pensatori profetici, soprattutto illuminando la tragedia del XX secolo: il comunismo, del quale previde con grande anticipo la crisi e il suicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Del Noce, l\u2019avvento del Sessantotto segn\u00f2 insieme il successo e la definitiva crisi del comunismo come ideologia e come movimento. Fin dall\u2019inizio degli anni Settanta, egli profetizz\u00f2 il crollo del mondo sovietico e <em>Il suicidio della rivoluzione<\/em>, come testimonia questo titolo di un suo celebre libro (Rusconi, Milano 1978). Ma egli temeva che questo avvenimento non sarebbe stato davvero liberatore, perch\u00e9 non era risultato di un processo di conversione e di riscatto, ma solo del fallimento del progetto costruttivo sovietico. Pertanto, il vuoto che ne risultava rischiava di essere riempito da un radicalismo libertino e permissivo, come quello promosso in Italia dall\u2019avvento di un \u201cpartito radicale di massa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del Noce ribad\u00ec questa previsione nell\u2019articolo che qui presentiamo, pubblicato postumo sulla rivista \u00ab30 Giorni\u00bb; essendo egli morto il 30 dicembre 1989, fece appena in tempo a vedere la caduta del Muro di Berlino, ma non il successivo crollo del sistema sovietico; vide l\u2019avvento del radicalismo, ma non i recenti segni di riscossa morale ch\u2019egli aveva a lungo auspicato e per i quali aveva tanto operato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Del Noce, il crollo degli Stati comunisti non va attribuito alla globalizzazione dell\u2019economia o delle comunicazioni, come pretendono i liberali, bens\u00ec alla resistenza, e poi alla rinascita, del sentimento patriottico e di quello religioso. Parimenti, la crisi degli Stati non va attribuita alla rivolta del neo-proletariato terzomondiale, come pretendono i socialisti, ma alla riscossa della coscienza civile e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com\u2019\u00e8 noto, oggi l\u2019Unione Europea tenta di rimediare alla crisi del comunismo realizzando una \u201cnuova sintesi\u201d tra socialismo e radicalismo che dovrebbe animare la nuova epoca \u201cpostmoderna\u201d. Ma questo tentativo sta provocando non la nascita di una nuova societ\u00e0, ma solo la dissoluzione finale della vecchia societ\u00e0, il crollo di tutte le certezze e sicurezze tradizionali delle quali tuttora sopravvive: dilaga insomma un nichilismo che si realizza nell\u2019anarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, secondo Del Noce, il XX secolo si conclude non solo con un fallimento, ma anche con una sorta di \u201ccatastrofe\u201d, nel senso sia etimologico (rovesciamento) che filosofico (mutamento globale): infatti tutte le ideologie che avevano progettato la deificazione dell\u2019uomo si sono \u201crovesciate\u201d producendo l\u2019opposto di quanto avevano promesso, e in tal modo avviano un mutamento epocale dalle imprevedibili conseguenze (si vedano al riguardo le dichiarazioni delnociane rese nel 1987 a Vittorio Messori, poi riportate nel libro <em>Pensare la storia<\/em>, Edizioni San Paolo, Milano 1992).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 quindi realizzata quella che Del Noce, nell\u2019articolo che qui riportiamo, chiama \u00abeterogenesi dei fini che colpisce tutte le forme rivoluzionarie dell\u2019Ottocento; (\u2026) la decomposizione del marxismo coincide con la crisi della modernit\u00e0\u00bb; dunque, per uscire dalla crisi attuale, s\u2019impone una rinascita culturale che parta dalla \u00abcritica delle idee di modernit\u00e0 e di secolarizzazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fallimento della Rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale crisi non colpisce solo il socialismo e il liberalismo, ma anche la loro radice storico-ideologica, ossia la \u201cmodernit\u00e0\u201d, intesa in senso non cronologico ma assiologico, ossia come tentativo di realizzare l\u2019Assoluto nella Storia e il Paradiso sulla Terra, mediante la divinizzazione dell\u2019uomo con le sue sole forze naturali: \u00e8 quella che il Magistero pontificio ha chiamato Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni tra il 1980 e il 1995, poco prima della loro morte, due fra i massimi esponenti della cultura e dell\u2019apostolato cattolico mondiale, l\u2019italiano Augusto Del Noce e il brasiliano Plinio Corr\u00eaa de Oliveira, separatamente previdero che il suicidio del comunismo avrebbe coinvolto l\u2019intera Rivoluzione, il che avrebbe comportato la fine della \u201cmodernit\u00e0\u201d. Secondo loro, la Rivoluzione \u00e8 ormai moribonda perch\u00e9 divorata dal suo stesso nichilismo; ci\u00f2 non deve stupire poich\u00e9, nella stessa essenza della Rivoluzione, \u00absi trovano gi\u00e0 inscritti il suo destino di sconfitta e la sua condanna alla infamia\u00bb (A. Del Noce, <em>Cristianit\u00e0 e laicit\u00e0<\/em>, Giuffr\u00e9, Milano 1998, p. 317).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo saggio pubblicato da Del Noce ancora in vita fu significativamente intitolato <a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=35251\" target=\"_blank\"><em>Secolarizzazione e crisi della modernit\u00e0<\/em> <\/a>(E.S.I., Napoli 1989). I pi\u00f9 lucidi ideologi rivoluzionari hanno ammesso che il loro progetto \u00e8 fallito e che stanno marciando nel buio verso la rovina. Un amico-nemico di Del Noce, il politologo Norberto Bobbio, gi\u00e0 nel 1989 ammise sconsolato: \u00abnoi corriamo spensierati verso l\u2019abisso, dopo esserci messi davanti agli occhi qualcosa che c\u2019impedisce di vederlo\u00bb (cfr. \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 19 marzo 1989, p. 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono ciechi che pretendono ancora di condurre altri ciechi! Ci\u00f2 dimostra il grave errore commesso dai cristiani progressisti. Convinti della irreversibilit\u00e0 del processo di secolarizzazione e di socializzazione, dominati da un complesso d\u2019inferiorit\u00e0 verso la \u201ccultura moderna\u201d, essi ne hanno recepito acriticamente il pensiero e vi si sono subordinati nell\u2019azione; vedendone oggi la crisi mortale, essi tentano invano di rianimarla fornendole un mero \u201csupplemento d\u2019anima\u201d e rischiando quindi di esserne coinvolti nel fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro, il primo dovere della cultura cristiana sta nel \u00abprendere coscienza del valore e della conferma che trova oggi quella critica della modernit\u00e0 che ha ispirato la filosofia della storia cattolica dell&#8217;Ottocento, e che invece, in questo dopoguerra, molta parte della cultura cattolica, nuovi teologi in testa, ha ripudiato\u00bb (Augusto Del Noce, <em>Cristianit\u00e0 e laicit\u00e0<\/em>, p. 146). Pertanto, la \u201ccatastrofe\u201d della Rivoluzione va vista non come una sciagura ma anzi come una provvidenziale possibilit\u00e0 di riscatto; essa infatti demolisce gl\u2019idoli della \u201cmodernit\u00e0\u201d e apre la strada a un rinnovamento spirituale che favorir\u00e0 l\u2019avvento di una nuova epoca cristiana e quindi di una \u201cnuova Cristianit\u00e0\u201d che per\u00f2, a differenza di quella auspicata da Maritain, non sar\u00e0 profana e secolare ma sacrale e religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Guido Vignelli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">__________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mie tesi nei riguardi di un\u2019interpretazione filosofica della storia contemporanea mi separano da gran parte degli studiosi cos\u00ec di destra come di sinistra, cos\u00ec dai marxisti come dai laici, come pure dalla cultura cattolica prevalente e dalle forme di progressismo, ora temperate ora estremiste, che generalmente essa professa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo quello che mi scriveva Ernst Nolte mesi fa: in questa linea interpretativa, che pure assume notevoli differenze in lui e in me, ci troviamo pressoch\u00e9 isolati nel mondo. Se dovessi dire le ragioni per cui essa si distingue, il discorso andrebbe innanzi per ore e ore. Premetter\u00f2 un insieme di proposizioni che non posso compiutamente giustificare, ma che sono il presupposto di quel che dir\u00f2: la prima \u00e8 che la storia del nostro secolo \u00e8 quella della completa riuscita del marxismo \u2013 nel senso che realmente ha mutato il mondo e non soltanto quella parte del mondo in cui il comunismo \u00e8 riuscito \u2013 ed insieme del completo suo scacco, nel senso che le posizioni cos\u00ec ideali come pratiche del pensiero razionalistico-laicistico successivo sono aspetti della sua decomposizione e in quello che il processo dall\u2019iniziale filosofia di Marx a quel che viene detto \u201csocialismo reale\u201d \u00e8 estremamente razionale e necessario (trovo una conferma di queste tesi in Vittorio Strada, che parte dalla considerazione della realt\u00e0 sovietica attuale, per arrivare alle sue condizioni ideali; nonch\u00e9 in Solzenicyn che vede nel comunismo un realt\u00e0 che non si spiega con l\u2019anima russa, e che in qualche modo le si \u00e8 sovrapposto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, \u00e8 ovvio che questo giudizio non pu\u00f2 essere espresso n\u00e9 da un marxista n\u00e9 da chi escluda il marxismo dalla storia della filosofia (ultima versione Popper); pu\u00f2 imparentarsi invece con Nietzsche, se si vede la sua opera all\u2019inizio e al fondo della letteratura della crisi. Le tesi della completa riuscita e del completo fallimento allontanano da quelle cos\u00ec della rivoluzione tradita come da ogni reminiscenza di kautskismo o mondolfismo. La seconda. La tesi che ho enunciato, secondo cui quel che oggi viene detto \u201csocialismo reale\u201d \u00e8 la realizzazione prima di quel che era gi\u00e0 presente nell\u2019iniziale filosofia marxista e insieme il completo rovesciamento delle speranze e delle profezie marxiste (non semplicemente nel senso che abbia dato origine a qualcosa di altro, ma in quello che ha realizzato l\u2019esatto opposto di quel che prometteva), rientra in un\u2019altra tesi pi\u00f9 generale sull\u2019eterogenesi dei fini che colpisce tutte le forme rivoluzionarie dell\u2019Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso, infatti, si deve dire, a mio giudizio, rispetto a Mazzini. Pu\u00f2 sembrare strano asserire che l\u2019epilogo affatto imprevisto della rivoluzione mazziniana sia stato il fascismo; pure lo \u00e8 meno se si pensa come sia attraverso Mazzini che si abbia l\u2019incontro tra Gentile e Mussolini nel primo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza. Se all\u2019inizio del periodo storico che viviamo c\u2019\u00e8 un fatto filosofico \u2013 la filosofia di Marx \u2013 la storia contemporanea offre il vantaggio euristico di una piena razionalit\u00e0. Ho letto di recente una frase di Norberto Bobbio, secondo cui la realt\u00e0 contemporanea smentisce l\u2019assunto che la storia delle idee e la storia dei fatti corrano sullo stesso binario, cos\u00ec da mostrare che non c\u2019\u00e8 nulla di meno razionale della credenza nella razionalit\u00e0 della storia; e non si tratta di una battuta perch\u00e9 questo giudizio \u00e8 il punto di arrivo di una delle direzioni prevalenti della cultura filosofico-politica italiana, quella che prende le mosse da Gobetti e che si ispira Cattaneo, del liberalsocialismo insomma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Bobbio il mondo contemporaneo \u00e8 segnato dalla lotta della modernit\u00e0-eguaglianza-democrazia, tra idee per lui unite, contro l\u2019irrazionalismo, dall\u2019antitesi di Rousseau e di Nietzsche. Per me, invece, per intendere la sua storia, cio\u00e8 quella che va dalla prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione d\u2019ottobre ad oggi, occorre dare priorit\u00e0 alla causalit\u00e0 ideale, quanto a dire al momento filosofico e religioso: essa, considerata da questo punto di vista, manifesta una razionalit\u00e0 nei suoi momenti essenziali, come espressione, e vedremo tra un momento quale sia il senso di questa affermazione, dell\u2019articolarsi di un sistema filosofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine di \u201csecolarizzazione\u201d \u00e8 toccata una sorte, a ben guardare, non troppo diversa da quella di \u201cumanismo\u201d. Ha finito cio\u00e8 col perdere ogni significato preciso. Resta tuttavia innegabile la correlazione tra l\u2019idea di secolarizzazione e quella di modernit\u00e0. Per il pensiero laico il termine di modernit\u00e0 \u00e8 legato all\u2019idea di un processo irreversibile verso l\u2019immanenza radicale. Anche i teologi che hanno parlato di secolarizzazione ne hanno unito l\u2019idea a quella di modernit\u00e0. Ricordiamo la celebre frase di Bonhoeffer secondo cui si avrebbe oggi il passaggio dell\u2019umanit\u00e0 all\u2019et\u00e0 adulta, onde la necessit\u00e0 di presentare la verit\u00e0 religiosa in un\u2019altra forma all\u2019uomo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio giudizio il termine di secolarizzazione acquisisce tutto il suo significato se lo pensiamo in rapporto a quella che possiamo chiamare la controreligione marxista: Marx vuole realizzare il rifiuto radicale della dipendenza dell\u2019uomo, dunque dell\u2019aspetto per cui la religione significa dipendenza da un Dio creatore. Tuttavia neppure si pu\u00f2 dire che la controreligione marxista si riduca a un semplice rifiuto della religione. Nella letteratura marxista si trovano alternativamente i termini del radicale ateismo e della \u201creligione che deve ammazzare i cristianesimo\u201d per servirmi di una celebre frase di Gramsci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rifiuto della dipendenza dal Dio creatore si accompagna infatti con la radicale estremizzazione dell\u2019aspetto per cui religione significa liberazione, redenzione. La rivoluzione marxista mantiene l\u2019aspetto di religione per la conversione che essa implica come passaggio a una realt\u00e0 superiore, totalmente altra, anche se non affatto trascendente o soprannaturale. Credo che sotto questo riguardo il termine di secolarizzazione sia pi\u00f9 adeguato rispetto a tanti discorsi che furono fatti e che hanno finito col tediare sul messianismo, millenarismo, profetismo del marxismo o sulla presenza inconscia nell\u2019animo di Marx di archetipi religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 da osservare che l\u2019idea della convenienza prioritaria al marxismo del termine di secolarizzazione includa in s\u00e9 anche quel che c\u2019\u00e8 di valido nell\u2019interpretazione del marxismo in termini di nuovo gnosticismo, cos\u00ec che la sua comparsa a conclusione della filosofia classica tedesca segna la riapertura nell\u2019Ottocento del conflitto tra la religiosit\u00e0 cristiana e una religiosit\u00e0 di tipo gnostico. \u00c8 nei testi gnostici, infatti, che troviamo l\u2019idea di due mondi ognuno dei quali ha il suo Dio, e quella che il vero Dio \u00e8 il Dio del mondo \u201cnuovo\u201d, di un mondo di l\u00e0 da venire, del tutto contrario al mondo presente in cui l\u2019uomo vive come uno \u201cstraniero\u201d. Il \u201cfuturo\u201d o l\u2019\u201cavvenire\u201d dei rivoluzionari sembra la traduzione moderna del \u201cvero\u201d Dio degli gnostici. Cos\u00ec che sembra si abbia l\u2019autorizzazione a parlare nei riguardi del pensiero rivoluzionario, di una gnosi \u201cpostcristiana\u201d, vale a dire di una gnosi rinnovata dopo l\u2019affermazione cristiana della trascendenza dell\u2019uomo alla natura, e passata quindi da una veduta cosmologica a una antropologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il discorso dovrebbe qui naturalmente venire allargato, ricevendo nuove prove; si potrebbe illustrare come nel suo tentativo di risolvere il cristianesimo in filosofia Hegel avesse incontrato la gnosi; e ci\u00f2 era gi\u00e0 stato osservato nei primi decenni dell\u2019Ottocento. Se noi guardiamo alle tesi delle varie teologie della secolarizzazione \u00e8 abbastanza facile accorgersi come l\u2019occasione storica del loro sorgere sia sempre da cercare in un giudizio sulla storia contemporanea e un giudizio generalmente favorevole alla rivoluzione marxista; o all\u2019idea del processo irreversibile per cui nel corso dei secoli moderni si \u00e8 affermata la mondanit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ricerca di compromesso con la modernit\u00e0 intesa come processo irreversibile basterebbe considerare quelle delle loro tesi che sono venute a far parte del patrimonio comune della cultura. Le forme della teologia della secolarizzazione, tutte fondate sulla distinzione tra secolarizzazione e secolarismo, oscillano tra la risoluzione pi\u00f9 o meno dissimulata della religione nel pensiero rivoluzionario e una distinzione, che in realt\u00e0 \u00e8 separazione, tra il temporale e il sacro, che riduce la grazia a una aggiunta che non si riesce a capire come possa inserirsi nella nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, ora, se per un verso si pu\u00f2 dire che il marxismo \u2013 e qui concordo con Luk\u00e0cs, Bloch, Gramsci \u2013 si presenta come il punto pi\u00f9 alto della modernit\u00e0 quando questa venga intesa nel senso di un rifiuto della dipendenza e che in questo senso debba anche venire intesa la sostituzione del materialismo al sempre teologico immanentismo (Deus manet in nobis), tuttavia esso rappresenta pure la crisi della modernit\u00e0, crisi non superabile perch\u00e9 il marxismo va soggetto a decomposizione, ma non \u00e8 passibile di inveramento, e in questa crisi si pu\u00f2 vedere esattamente quel correre sullo stesso binario della storia delle idee e della storia di fatti che Bobbio nega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservazione: il marxismo si presenta infatti come la maggiore sintesi di opposti StoriaLibera Anno II (2016) n. 4 155 che mai si sia data nella storia del pensiero. Del massimo dell\u2019utopia del massimo del realismo politico. Dell\u2019estremo materialismo ed insieme del pensiero dialettico, liberato dalle remore che portavano al sistema chiuso. E l\u2019idea della rivoluzione totale importa questa sintesi degli opposti. Del massimo dell\u2019utopia, e infatti non a caso, a differenza di altri utopisti, Marx non indugia nella descrizione della societ\u00e0 futura, e si limita genericamente a darne i caratteri per via negativa: ci\u00f2 perch\u00e9 la sua societ\u00e0 futura \u00e8 pensata come talmente altro rispetto all\u2019esistente che cercare di descriverne i caratteri sarebbe cadere nella fantasticheria; dunque si deve parlare nel suo riguardo non di utopismo moderato che pensa ad una realt\u00e0 presente liberata dalle contraddizioni e che \u00e8 l\u2019utopismo che egli critica, ma di utopismo portato all\u2019estremo per cui la realt\u00e0 nuova deve generarsi in conseguenza dello scoppio delle contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al tempo stesso viene portato all\u2019estremo il momento del realismo politico perch\u00e9 la rivoluzione totale, perch\u00e9 totale, non pu\u00f2 avvenire in nome di valori universali gi\u00e0 presenti nella realt\u00e0 da evertire, di libert\u00e0 e di giustizia, ma per il movimento stesso della realt\u00e0; il materialismo di Marx \u00e8 appunto negazione di valori etici universali, in nome della rivoluzione totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inglobamento dei valori nell\u2019unico valore della rivoluzione non pu\u00f2 non portare alla totale dissoluzione dell\u2019etica nella politica. Possiamo a questo punto intendere il senso profondo di una frase pronunciata da Lenin nel corso della Rivoluzione di Ottobre, e che a prima vista pu\u00f2 sembrare un\u2019affermazione troppo a punta, uno slogan propagandistico enunciato in un momento di particolare tensione: \u201cMorale \u00e8 ci\u00f2 che serve al successo della rivoluzione proletaria\u201d. \u00c8 tanto poco uno slogan propagandistico che sarebbe assai facile trovarne gli antecedenti nei giudizi cos\u00ec di Marx come di Engels rispetto all\u2019etica e i susseguenti nelle affermazioni dei teorici del marxismo-leninismo secondo cui il criterio supremo e unico della morale comunista \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 utile alla lotta per il comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la storia della realizzazione del marxismo mostra come i due momenti si scindano, a favore del momento realistico-politico, portato all\u2019estremo come totale inclusione dell\u2019etica nella politica. In ragione del superamento della filosofia nella politica, nel suo essere cio\u00e8 il marxismo, nella contrapposizione a Hegel una filosofia ante factum volta alla realizzazione di una totalit\u00e0, anzich\u00e9 una filosofia post factum come consapevolezza di una realt\u00e0 gi\u00e0 realizzata, la nuova idea marxiana dell\u2019uomo ha soltanto nella realizzazione storica la misura della sua validit\u00e0, e potr\u00e0 essere realizzata solo attraverso una rivoluzione totale, come passaggio da uno stato del mondo a uno stato contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 trattare oggi della filosofia e dell\u2019economia di Marx come se la rivoluzione russa non ci fosse stata? Molti hanno l\u2019aria di pensare cos\u00ec, nella persuasione che una cosa \u00e8 il modello, altra cosa la sua riproduzione nella realt\u00e0 empirica. Ma ci\u00f2 non \u00e8 affatto valido nei riguardi del marxismo. In conseguenza della sua negazione di verit\u00e0 assolute, Marx deve porre il criterio di verit\u00e0 della sua filosofia nella verifica sperimentale, nel risultato storico cui ha dato luogo (si ricordi la celebre seconda tesi su Feuerbach).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si pu\u00f2 domandare se questa verifica ci sia stata. C\u2019\u00e8 un\u2019interpretazione trotzkista per cui la rivoluzione era iniziata bene con Lenin nel \u201917 e negli anni successivi, ma era poi stata tradita da Stalin. C\u2019\u00e8 un\u2019altra interpretazione periodicamente riaffiorante che intende dissociare marxismo e leninismo: le radici della cultura e dell\u2019opera pratica di Lenin dovrebbero essere cercate nel \u201cpopulismo rivoluzionario russo\u201d dal cui incontro il marxismo sarebbe stato completamente trasfigurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per altro avviso Lenin avrebbe introdotto sin dal <em>Che fare?<\/em> del 1903 nel marxismo la teoria delle \u00e9lites in esso contraddittoria; il suo volontarismo e soggettivismo contrasterebbero con quel rispetto delle leggi della storia che \u00e8 necessario perch\u00e9 si possa parlare di una rivoluzione marxista. Per tutte queste interpretazioni il marxismo diventa o una specie di fantasma che non si sa quando mai avr\u00e0 occasione di provarsi con la storia oppure un\u2019utopia ottocentesca che il pi\u00f9 maturo pensiero occidentale avrebbe definitivamente liquidato. Dissento da questo punto di vista: il marxismo non poteva a mio giudizio realizzarsi che nel preciso modo in cui si \u00e8 realizzato, cio\u00e8 che la sua verifica c\u2019\u00e8 stata, in quanto alla potenza, e insieme la smentita, in quanto a risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vecchia tesi di Luk\u00e0cs su Lenin come il maggior pensatore che il movimento rivoluzionario abbia avuto da Marx in poi, e come colui che ha ristabilito la dottrina di Marx nella sua purezza, mi pare ancora oggi pienamente persuasiva, anche se, naturalmente, la mia valutazione diverge completamente da quella del filosofo ungherese. Consideriamo le frasi del <em>Che fare?<\/em> che suscitarono allora maggiore scandalo negli ambienti socialisti: \u00abla coscienza politica di classe pu\u00f2 essere portata all\u2019operaio solo dall\u2019esterno\u00bb perch\u00e9 con le sue sole forze la classe operaia \u00e8 in grado di elaborare soltanto una coscienza \u201ctradeunionista\u201d e che \u00abdal punto di vista della posizione sociale, i fondatori del socialismo scientifico contemporaneo erano degli \u201cintellettuali borghesi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ossia il giudizio degli appartenenti alla classe proletaria \u00e8 inquinato dalla cultura di quegli intellettuali che sono diventati i cani da guardia della borghesia e pu\u00f2 ritrovare la sua purezza solo in seguito all\u2019azione di intellettuali di altra specie; facile sarebbe mostrare come il giudizio di Lenin non faccia che ricalcare un passo del Manifesto. Certo, che la classe che ha avuto dalla storia il compito di attuare la redenzione universale non possa svolgerlo che sotto la direzione di una cultura che le viene dall\u2019esterno e, di pi\u00f9, da intellettuali che appartengono alla classe che deve evertire, pu\u00f2 apparire singolare; n\u00e9 veramente mi pare che nella storia del marxismo sia mai stata data una risposta esauriente al problema delle conversioni per cui alcuni borghesi possono sottrarsi alla \u201cfalsa coscienza\u201d di cui sono prigionieri in ragione della loro classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se \u00e8 innegabile quel che Lenin sosteneva: la filosofia vera \u00e8 immanente al proletariato soltanto in forma virtuale e confusa, non foss\u2019altro perch\u00e9 non pu\u00f2 non subire l\u2019inquinamento che il pensiero borghese egemone della cultura gli trasmette; occorre, perch\u00e9 questa filosofia possa passare all\u2019atto, l\u2019azione di intellettuali che non sono per\u00f2 intellettuali comuni il cui sguardo non va oltre l\u2019orizzonte della borghesia, ma intellettuali in possesso di una conoscenza superiore, che li renda capaci di intendere il processo della storia nella sua totalit\u00e0. Dunque i nuovi gnostici che, nei tempi moderni, hanno assunto la fisionomia dei \u201crivoluzionari di professione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure Lenin continua Marx e l\u2019alternativa che egli pone \u00e8 esatta: o rivoluzione resa possibile soltanto da una coscienza di classe attribuita al proletariato dall\u2019esterno, o un riformismo che rinuncia definitivamente alla rivoluzione. Anche se, a questo punto, alla priorit\u00e0 della causalit\u00e0 materiale succede quella della \u201ccausalit\u00e0 ideale\u201d e in ci\u00f2 sta la legittimazione prima dell\u2019interpretazione transpolitica della storia contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la tesi leninista si apre la via verso quel che viene detto \u201csocialismo reale\u201d attraverso una serie di anelli cos\u00ec saldamente legati che rompere la catena \u00e8 impossibile: dittatura del partito sul proletariato \u2013 costituirsi sulla base del partito di una classe tecnoburocratica dai caratteri particolari \u2013 incontro con populismo russo. Su ognuno di questi punti esiste una bibliografia sovrabbondante, che ha per\u00f2 in generale il torto di non venire ricollegata alle premesse filosofiche di cui invece chiarisce il significato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al discorso sul populismo russo penso non ci sia contraddizione nel riconoscere insieme che Lenin \u00e8 stato il pi\u00f9 coerente tra gli interpreti di Marx, e che la rivoluzione non poteva riuscire che incontrandosi con la tradizione populistica russa. L\u2019intervento in quella prima guerra mondiale a cui non si poteva in alcun modo assegnare un carattere religioso, almeno da parte di quella che allora veniva detta l\u2019Intesa, aveva rappresentato per lo zarismo un giudizio di condanna a morte che pronunciava su se stesso; aveva infatti liquidato il suo sostegno essenziale che poggiava sulla fede popolare nel primato russo per un\u2019opera di redenzione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per questo tema del primato russo nella causa rivoluzionaria che Stalin si connette a Lenin; e si pu\u00f2 dire contro di lui tutto quello che si vuole ma non che non abbia operato la giuntura (forse oggi in crisi) tra tradizione russa e marxismo; e negare che senza la sua opera nessuno oggi si ricorderebbe pi\u00f9 del marxismo. Particolarmente importante \u00e8 poi l\u2019altro punto, la frattura tra i due momenti filosofici entrambi necessari alla rivoluzione totale, il materialismo e la dialettica. Questa frattura mostra che la decomposizione del marxismo non \u00e8 stata oltrepassata e che essa coincide con la crisi della modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo infatti: in che cosa sta la contraddizione del materialismo dialettico, sostanzialmente gi\u00e0 ben vista, nonostante la forma dissueta, ne La filosofia di Marx di Gentile del 1899? In questo: se si porta allo sviluppo estremo il momento dialettico, accolta la critica che Marx aveva opposto a Hegel e andando oltre, si deve congedare il momento materialistico; se all\u2019opposto, si porta alle conseguenze estreme il momento materialistico si deve congedare il momento dialettico. Ora gran parte della filosofia contemporanea, o almeno quella che ha pi\u00f9 inciso nella politica di costume, si muove in questo orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi ad esempio alla filosofia di Gentile, che pu\u00f2 essere anche (dico \u201canche\u201d perch\u00e9 \u00e8 suscettibile di altre definizioni che pur non contraddicono questa) intesa come sviluppo rigoroso del momento dialettico del marxismo in ci\u00f2 che vuol andare oltre Hegel ed esprimersi come filosofia della prassi; si pensi per altro verso al materialismo presente nelle scienze umane e alle forme occidentali del materialismo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dir\u00f2 certo che tutte le filosofie di oggi rientrino in questa sistematizzazione e in questa crisi senza soluzione; ma penso che per uscirne davvero devono operare la critica delle idee di modernit\u00e0 e di secolarizzazione al cui rapporto ho sia pur brevemente accennato. Un ultimo breve accenno rispetto all\u2019asserzione secondo cui la rivoluzione marxista, pur smentendosi, \u00e8 stata per\u00f2 in certo senso mondiale; e non soltanto nel senso che abbia gi\u00e0 conquistato pi\u00f9 di un terzo del mondo. Perch\u00e9 \u00e8 ben vero che non sono comunisti gli stati dell\u2019Occidente, ma non si pu\u00f2 dire che i loro popoli non abbiano sentito il contraccolpo del marxismo nella cultura e nel costume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marxismo non alimenta oggi pi\u00f9 una fede rivoluzionaria, nei comunisti stessi, ma le negazioni filosofiche che il marxismo ha pronunciato sono entrate nei giudizi correnti. Si pensi alla diffusione di parole come \u201calienazione\u201d (che per altro designa un fenomeno reale, per\u00f2 diverso nella sua forma attuale da quello descritto dal marxismo), \u201cmistificazione\u201d, \u201cfalsa coscienza\u201d, \u201cmascheramento\u201d o la stessa \u201crealizzazione\u201d; o ad altre espressioni, che se anche non sono iniziate dal marxismo rientrano nella sua scia, come \u201cdemitizzazione\u201d, \u201csindrome del sospetto\u201d, \u201ctecnica della diffidenza\u201d. Nichilismo \u00e8 il termine oggi d\u2019uso per significare la caduta nel mondo occidentale dei valori finora considerati come supremi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre dire che Marx non aveva affatto previsto il suo sorgere: la scomparsa della religione avrebbe dovuto coincidere per lui con il recupero da parte dell\u2019uomo di quei poteri di cui si era alienato nel corso della storia per proiettarli su Dio. La cultura marxista \u00e8 stata invece, nell\u2019Occidente, per quel che riguarda la sua ripresa dopo la seconda guerra mondiale, produttrice di nichilismo; non \u00e8 stata la sola a promuoverlo, \u00e8 vero, ma la funzione che ha avuto in questo fenomeno \u00e8 stata primaria e determinante.<\/p>\n<p>______________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*<\/strong> Il testo \u00e8 tratto dal mensile \u00ab30 Giorni\u00bb, anno 8 (1990), n. 2 (febbraio), p. 68-73.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>**<\/strong> Guido Vignelli (1954) \u00e8 studioso etica, filosofia politica e scienza delle comunicazioni. Nel 1982 \u00e8 stato tra i fondatori del Centro Culturale Lepanto e nel 1987 dell\u2019associazione Famiglia Domani. Dal 2001 al 2006 \u00e8 stato membro della Commissione di Studio sulla Famiglia istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha tenuto vari corsi di aggiornamento per docenti ed \u00e8 autore di numerosi libri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia Libera Anno II n.4-2016 A cura di Guido Vignelli Il suicidio del comunismo In un colloquio con Del Noce, egli una volta mi disse che il celebre motto, secondo cui historia magistra vitae, purtroppo non gli pareva realistico, perch\u00e9 proprio la storia dimostra che l\u2019umanit\u00e0 non riesce a imparare dalla esperienza passata e quindi &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/augusto-del-noce-linevitabile-decomposizione-del-marxismo\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34238,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66,32,54],"tags":[576,386],"class_list":["post-34237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adel-noce-scritti","category-filosofia-del-comunismo","category-rivoluzione-e-controrivoluzione","tag-marxismo","tag-rivoluzione","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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