{"id":342,"date":"2005-01-24T13:35:00","date_gmt":"2005-01-24T12:35:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-16T16:50:31","modified_gmt":"2016-06-16T14:50:31","slug":"pio-x-notre-charge-aposolique","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/pio-x-notre-charge-aposolique\/","title":{"rendered":"Pio X: Notre charge Aposolique"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35050\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/notre_charge.jpg\" alt=\"notre_charge\" width=\"136\" height=\"200\" \/>San Pio XI<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>La concezione secolarizzata della democrazia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi<\/strong><\/p>\n<p><em><em><!--more--><\/em><\/em><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[1]<\/strong> La nostra carica apostolica ci rende doveroso vigilare sulla purezza della fede e sull\u2019integrit\u00e0 della disciplina cattolica, preservare i fedeli dai pericoli dell\u2019errore e del male, soprattutto quando l\u2019errore e il male sono loro presentati con un linguaggio trascinante, che velando l\u2019incertezza delle idee e l\u2019equivocit\u00e0 dell\u2019espressione con l\u2019ardore del sentimento e con l\u2019altisonanza delle parole, pu\u00f2 infiammare i cuori per cause seducenti, ma funeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali sono state un tempo le dottrine dei sedicenti filosofi del secolo diciottesimo, quelle della Rivoluzione e del liberalismo, tante volte condannate; tali sono, ancor oggi, le teorie del <em>Sillon<\/em>, che, sotto le loro apparenze brillanti e generose, mancano troppo spesso di chiarezza, di logica e di verit\u00e0, e, da questo punto di vista, non derivano dal genio cattolico e francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[2]<\/strong> Abbiamo lungamente esitato, Venerabili Fratelli, a dire pubblicamente e in forma solenne il nostro pensiero sul <em>Sillon<\/em>. Per deciderci a farlo \u00e8 stato necessario che le vostre preoccupazioni venissero ad aggiungersi alle nostre. Infatti amiamo la valorosa giovent\u00f9 schierata sotto la bandiera del <em>Sillon, <\/em>e la riteniamo degna di elogio e di ammirazione sotto molti aspetti. Amiamo i suoi capi, nei quali abbiamo il piacere di riconoscere anime elevate, superiori alle passioni volgari e animate del pi\u00f9 nobile entusiasmo per il bene. Li avete visti, Venerabili Fratelli, pervasi da un sentimento vivissimo di umana fraternit\u00e0, presentarsi davanti a quanti lavorano e soffrono per sollevarli, sostenuti nella loro dedizione dall\u2019amore per Ges\u00f9 Cristo e dalla pratica esemplare della religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[3]<\/strong> Era l\u2019indomani della memorabile Enciclica del nostro predecessore di felice memoria, Leone XIII, sulla condizione degli operai. La Chiesa, per bocca del suo capo supremo, aveva riservato sugli umili e sui piccoli tutte le tenerezze del suo cuore materno, e sembrava invocare paladini sempre pi\u00f9 numerosi della restaurazione dell\u2019ordine e della giustizia nella nostra turbata societ\u00e0. I fondatori del <em>Sillon <\/em>non venivano, al momento opportuno, a mettere al suo servizio truppe giovani e credenti, per la realizzazione dei suoi desideri e delle sue speranze?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, di fatto, il <em>Sillon <\/em>innalz\u00f2 in mezzo alle classi operaie lo stendardo di Ges\u00f9 Cristo, il segno della salvezza per gli individui e per le nazioni, alimentando la sua attivit\u00e0 sociale alle sorgenti della grazia, imponendo il rispetto della religione agli ambienti meno favorevoli, abituando gli ignoranti e gli empi a sentir parlare di Dio, e spesso sorgendo, nel corso di pubblici contraddittori, di fronte a un pubblico ostile, sollecitato da una domanda o da una espressione sarcastica, per gridare ad alta voce e con fierezza la propria fede. Erano i tempi belli del <em>Sillon<\/em>; \u00e8 il suo lato bello, che spiega gli incoraggiamenti e le approvazioni che non hanno risparmiato a esso l\u2019episcopato e la Santa Sede, fino a quando questo fervore religioso ha potuto velare il vero carattere del movimento del <em>Sillon.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[4] <\/strong>Perch\u00e9, bisogna dirlo, Venerabili Fratelli, le nostre speranze sono state, in gran parte, ingannate. Venne il giorno in cui il <em>Sillon <\/em>mise in evidenza, per occhi chiaroveggenti, tendenze inquietanti. Il <em>Sillon <\/em>usciva di strada. Sarebbe potuto capitare diversamente? I suoi fondatori, giovani, entusiasti e pieni di fiducia in s\u00e9 stessi, non erano sufficientemente dotati di scienza storica, di sana filosofia e di solida teologia per affrontare senza pericolo i difficili problemi sociali verso i quali erano attirati dalla loro attivit\u00e0 e dal loro cuore, e per mettersi in guardia, sul terreno della dottrina e dell\u2019ubbidienza, contro le infiltrazioni liberali e protestanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[5]<\/strong> I consigli non sono loro mancati; dopo i consigli sono venuti gli ammonimenti; ma abbiamo avuto il dolore di vedere sia gli avvertimenti che i rimproveri scivolare sulle loro anime sfuggenti e restare senza esito. Le cose sono giunte a un punto tale, che tradiremmo il nostro dovere, se mantenessimo pi\u00f9 a lungo il silenzio. Dobbiamo la verit\u00e0 ai nostri cari figli del <em>Sillon<\/em>, che un ardore generoso ha condotto su una via tanto falsa quanto pericolosa. La dobbiamo a un gran numero di seminaristi e di sacerdoti, che il <em>Sillon<\/em> ha sottratto, se non all\u2019autorit\u00e0, almeno alla direzione e all\u2019influenza dei loro vescovi; la dobbiamo infine alla Chiesa, dove il <em>Sillon<\/em> semina la divisione e di cui compromette gli interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[I. Presa di posizione sulla dottrina del movimento del Sillon]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[ Impossibilit\u00e0 di un\u2019azione sociale senza dottrina, quindi necessit\u00e0 della subordinazione all\u2019insegnamento della Chiesa ]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[6]<\/strong> In primo luogo, conviene rilevare con rigore la pretesa del <em>Sillon<\/em> di sfuggire alla direzione dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica. Infatti, i capi del <em>Sillon<\/em> sostengono di muoversi su un terreno, che non \u00e8 quello della Chiesa; di occuparsi soltanto degli interessi dell\u2019ordine temporale e non di quelli dell\u2019ordine spirituale; che il collaboratore del <em>Sillon<\/em> \u00e8 solo e semplicemente un cattolico votato alla causa delle classi lavoratrici, alle opere democratiche, e che attinge, nelle pratiche della fede, l\u2019energia della sua dedizione; che, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno degli artigiani, dei contadini, degli economisti e dei politici cattolici, si trova sottoposto alle regole della morale comuni a tutti, senza dipendere in un modo speciale, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di loro, dall\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[7]<\/strong> La risposta a questi sotterfugi \u00e8 fin troppo facile. Infatti, a chi si far\u00e0 credere che i membri cattolici del <em>Sillon<\/em>, che i sacerdoti e i seminaristi arruolati nei loro ranghi, mirino, nella loro attivit\u00e0 sociale, solo agli interessi temporali delle classi operaie? Pensiamo che il sostenerlo sarebbe far loro un torto. In verit\u00e0, i capi del <em>Sillon<\/em> si proclamano idealisti irriducibili, pretendono di sollevare le classi lavoratrici, sollevando in primo luogo l\u2019umana coscienza, di avere una dottrina sociale e princ\u00ecpi filosofici e religiosi per ricostruire la societ\u00e0 su un piano nuovo, di avere una speciale concezione della dignit\u00e0 umana, della libert\u00e0, della giustizia e della fraternit\u00e0, e, per giustificare i loro sogni sociali, si richiamano al Vangelo interpretato a modo loro, e, fatto ancor pi\u00f9 grave, a un Cristo sfigurato e sminuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre insegnano queste idee nei loro circoli di studio, le inculcano ai loro compagni; le mettono in pratica nelle loro opere. Sono dunque veramente professori di morale sociale, civica e religiosa; e, qualsiasi modifica possano introdurre nell\u2019organizzazione del loro movimento, abbiamo il diritto di dire che il fine del <em>Sillon<\/em>, il suo carattere, la sua azione, sfociano nel campo morale, che \u00e8 il campo proprio della Chiesa, e che, di conseguenza, i membri del <em>Sillon<\/em> si illudono quando credono di muoversi su di un terreno, ai confini del quale cessano i diritti del potere dottrinale e direttivo dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[8]<\/strong> Se le loro dottrine fossero esenti da errore, sarebbe gi\u00e0 stata una mancanza gravissima alla disciplina cattolica il sottrarsi ostinatamente alla direzione di quanti hanno ricevuto dal Cielo la missione di guidare gli individui e le societ\u00e0 sulla retta via della verit\u00e0 e del bene. Ma il male \u00e8 pi\u00f9 profondo, lo abbiamo gi\u00e0 detto: il <em>Sillon<\/em>, travolto da un malinteso amore dei deboli, \u00e8 scivolato nell\u2019errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[9] <\/strong>Effettivamente il <em>Sillon<\/em> si propone di risollevare e di rigenerare le classi operaie. Orbene, in questa materia, i princ\u00ecpi della dottrina cattolica sono fissati, e la storia della civilt\u00e0 cristiana sta ad attestarne la benefica fecondit\u00e0. Il nostro predecessore, di felice memoria, li ha richiamati in pagine magistrali, che i cattolici che si occupano di problemi sociali devono studiare e aver sempre presenti. Egli ha insegnato, in modo particolare, che la democrazia cristiana deve &#8220;<em>mantenere la diversit\u00e0 delle classi, che \u00e8 certamente la condizione propria della citt\u00e0 bene ordinata, e volere per la societ\u00e0 umana la forma e il carattere che Dio, suo autore, ha impresso in essa<\/em>&#8221; (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ha condannato &#8220;<em>una certa democrazia che giunge fino a un tal grado di perversit\u00e0 da attribuire al popolo la sovranit\u00e0 nella societ\u00e0 e da perseguire la soppressione e il livellamento delle classi<\/em>&#8221; (2). Nello stesso tempo, Leone XIII imponeva ai cattolici un programma di azione, il solo capace di ricondurre e di mantenere la societ\u00e0 sulle sue secolari basi cristiane. Ora, che cos\u2019hanno fatto i capi del <em>Sillon<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non hanno soltanto adottato un programma e un insegnamento diversi da quelli di Leone XIII (il che sarebbe gi\u00e0 di per s\u00e9 singolarmente temerario da parte di laici, che cos\u00ec si pongono come direttori dell\u2019attivit\u00e0 sociale della Chiesa, in concorrenza con il Sommo Pontefice); ma hanno apertamente rigettato il programma tracciato da Leone XIII e ne hanno adottato uno diametralmente opposto; inoltre, respingono la dottrina sui princ\u00ecpi essenziali della societ\u00e0, richiamata da Leone XIII, situano l\u2019autorit\u00e0 nel popolo oppure quasi la sopprimono e assumono come ideale da realizzare il livellamento delle classi. Vanno dunque in senso contrario rispetto alla dottrina cattolica, nella direzione di un ideale condannato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[10]<\/strong> Sappiamo bene che si vantano di rialzare la dignit\u00e0 umana e la condizione troppo disprezzata delle classi lavoratrici, di rendere giuste e perfette le leggi sul lavoro e le relazioni fra il capitale e i salariati, insomma di far regnare sulla terra una migliore giustizia e una maggiore carit\u00e0 e, per mezzo di movimenti sociali profondi e fecondi, di promuovere nell\u2019umanit\u00e0 un progresso inatteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte nostra non biasimiamo certamente questi sforzi, che sarebbero eccellenti da ogni punto di vista, se i membri del <em>Sillon <\/em>non dimenticassero che il progresso di un essere consiste nel rafforzare le proprie facolt\u00e0 naturali con nuove energie e nel facilitare il gioco della loro attivit\u00e0 nel quadro e conformemente alle leggi della sua costituzione, e che, per contro, ferendo i suoi organi essenziali, spezzando il quadro della loro attivit\u00e0, non si spinge l\u2019essere verso il progresso, ma verso la morte. Tuttavia \u00e8 proprio questo che vogliono fare della societ\u00e0 umana; il loro sogno consiste nel cambiare le sue basi naturali e tradizionali, e nel promettere una citt\u00e0 futura edificata su altri princ\u00ecpi, che osano dichiarare pi\u00f9 fecondi, pi\u00f9 benefici dei princ\u00ecpi sui quali si basa la citt\u00e0 cristiana attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[11]<\/strong> No, Venerabili Fratelli &#8211; bisogna ricordarlo energicamente in questi tempi di anarchia sociale e intellettuale, in cui ciascuno si atteggia a dottore e legislatore -, non si costruir\u00e0 la citt\u00e0 diversamente da come Dio l\u2019ha costruita; non si edificher\u00e0 la societ\u00e0, se la Chiesa non ne getta le basi e non ne dirige i lavori; no, la civilt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 da inventare, n\u00e9 la citt\u00e0 nuova da costruire sulle nuvole. Essa \u00e8 esistita, essa esiste; \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana, \u00e8 la civilt\u00e0 cattolica. Si tratta unicamente d\u2019instaurarla e di restaurarla senza sosta sui suoi fondamenti naturali e divini contro gli attacchi sempre rinascenti della malsana utopia, della rivolta e dell\u2019empiet\u00e0: &#8220;<em>omnia instaurare in Christo<\/em>&#8221; (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[12]<\/strong> E perch\u00e9 non ci si accusi di giudicare troppo sommariamente e con un rigore non giustificato le teorie sociali del <em>Sillon<\/em>, vogliamo richiamarne i punti essenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[La rappresentazione utopistica della democratizzazione dell\u2019ordine politico, economico e morale]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[13]<\/strong> Il <em>Sillon<\/em> ha la nobile preoccupazione per la dignit\u00e0 umana. Tuttavia questa dignit\u00e0 l\u2019intende come certi filosofi di cui la Chiesa \u00e8 ben lungi dal doversi vantare. Il primo elemento di questa dignit\u00e0 \u00e8 la libert\u00e0, intesa nel senso che, salvo in materia di religione, ogni uomo \u00e8 autonomo. Da questo principio fondamentale trae le seguenti conclusioni: Oggi il popolo \u00e8 sotto la tutela di un\u2019autorit\u00e0 da esso distinta; deve liberarsene: <em>emancipazione politica<\/em>. E\u2019 sotto la dipendenza di padroni, che, possedendo i suoi strumenti di lavoro, lo sfruttano, lo opprimono, e lo abbassano; deve scuotere il loro giogo: <em>emancipazione economica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, \u00e8 dominato da una casta detta dirigente, alla quale il suo sviluppo intellettuale assicura una preponderanza indebita nella direzione degli affari; deve sottrarsi al suo dominio: <em>emancipazione intellettuale<\/em>. Il livellamento delle condizioni da questo triplice punto di vista stabilir\u00e0 fra gli uomini l\u2019uguaglianza, e questa uguaglianza \u00e8 la vera giustizia umana. Un\u2019organizzazione politica e sociale fondata su questa duplice base, la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza (alle quali presto verr\u00e0 ad aggiungersi la fraternit\u00e0) \u00e8 quanto chiamano Democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[14]<\/strong> Tuttavia, la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza ne costituiscono solo il lato, per cos\u00ec dire, negativo. Quanto fa propriamente e positivamente la Democrazia \u00e8 la maggiore partecipazione possibile di ciascuno al governo della cosa pubblica. E questo comprende un triplice elemento, politico, economico e morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[15]<\/strong> In primo luogo, in politica, il <em>Sillon<\/em> non abolisce l\u2019autorit\u00e0; al contrario, la giudica necessaria; ma vuole suddividerla, o, per meglio dire, moltiplicarla in modo tale che ogni cittadino divenga una specie di re. E\u2019 vero che l\u2019autorit\u00e0 deriva da Dio, ma risiede primariamente nel popolo e ne emana attraverso l\u2019elezione o, meglio ancora, la selezione, senza per questo lasciare il popolo e diventare indipendente da esso; sar\u00e0 esteriore, ma soltanto in apparenza; in realt\u00e0 sar\u00e0 interiore, perch\u00e9 si tratter\u00e0 di un\u2019autorit\u00e0 consentita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[16]<\/strong> Conservate le proporzioni, sar\u00e0 lo stesso nell\u2019ordine economico. Sottratto a una classe particolare, il padronato sar\u00e0 tanto ben moltiplicato, che ogni operaio diventer\u00e0 una specie di padrone. La forma chiamata a realizzare questo ideale economico non \u00e8, si afferma, quella del socialismo; si tratta di un sistema di cooperative sufficientemente moltiplicate da provocare una concorrenza feconda e da salvaguardare l\u2019indipendenza degli operai, che non saranno incatenati a nessuna di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[17]<\/strong> vediamo adesso l\u2019elemento capitale, l\u2019elemento morale. Dal momento che, come si \u00e8 visto, l\u2019autorit\u00e0 \u00e8 ridottissima, occorre un\u2019altra forza per supplirla e per opporre una reazione duratura all\u2019egoismo individuale. Questo nuovo principio, questa forza, \u00e8 l\u2019amore dell\u2019interesse professionale e dell\u2019interesse pubblico, cio\u00e8 del fine stesso della professione e della societ\u00e0. Immaginate una societ\u00e0 in cui, nell\u2019anima di ciascuno, insieme all\u2019amore innato del bene individuale e di quello familiare, regnasse l\u2019amore del bene professionale e del bene pubblico; dove, nella coscienza di ciascuno, questi amori si subordinassero in modo tale che il bene superiore primeggiasse sempre sul bene inferiore; una tale societ\u00e0 non potrebbe quasi fare a meno dell\u2019autorit\u00e0, e non offrirebbe l\u2019ideale della dignit\u00e0 umana, avendo ogni cittadino un\u2019anima da re, e ogni operaio un\u2019anima da padrone?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cuore umano, sottratto alla stretta dei suoi interessi privati ed elevato fino agli interessi della sua professione e, pi\u00f9 in alto, fino a quelli dell\u2019intera nazione, e, pi\u00f9 in alto ancora, fino a quelli dell\u2019umanit\u00e0 (infatti l\u2019orizzonte del <em>Sillon<\/em> non si ferma alle frontiere della patria, si estende a tutti gli uomini fino ai confini del mondo), allargato dall\u2019amore per il bene comune, abbraccerebbe tutti i compagni della stessa professione, tutti i compatrioti, tutti gli uomini. Ecco quindi la grandezza e l\u2019ideale nobilt\u00e0 umana realizzate dalla celebre trilogia: Libert\u00e0, Uguaglianza, Fraternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[18]<\/strong> Orbene, questi tre elementi, politico, economico e morale, sono l\u2019uno subordinato all\u2019altro, e il principale, l\u2019abbiamo detto, \u00e8 l\u2019elemento morale. Infatti, nessuna democrazia politica \u00e8 realizzabile se non ha punti d\u2019attacco profondi nella democrazia economica. A loro volta, n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra sono possibili se non si radicano in uno stato d\u2019animo in cui la coscienza si trova investita di responsabilit\u00e0 e di energie morali proporzionate. Ma, supposto che questo stato d\u2019animo sia costituito di responsabilit\u00e0 cosciente e di forze morali , la democrazia economica ne deriver\u00e0 naturalmente con la traduzione in atti di questa coscienza e di queste energie; ugualmente, e con lo stesso sistema, dal regime corporativo uscir\u00e0 la democrazia politica; e la democrazia politica ed economica, questa sostenendo l\u2019altra, si troveranno fissate nella coscienza stessa del popolo su posizioni inattaccabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[19]<\/strong> Questa \u00e8, in sintesi, la teoria, si potrebbe dire il sogno, del <em>Sillon<\/em>, e a questo tende il suo insegnamento e quanto esso chiama l\u2019educazione democratica del popolo, cio\u00e8 il portare al grado massimo la coscienza e la responsabilit\u00e0 civica di ciascuno, da cui deriver\u00e0 la democrazia economica e politica, e il regno della giustizia, della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza e della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[20]<\/strong> Questa rapida esposizione, Venerabili Fratelli, vi mostra gi\u00e0 con chiarezza quanto avessimo ragione dicendo che il <em>Sillon<\/em> oppone dottrina a dottrina, edifica la sua citt\u00e0 su una teoria contraria alla verit\u00e0 cattolica e falsifica le nozioni essenziali e fondamentali che regolino i rapporti sociali in ogni societ\u00e0 umana. Questa opposizione diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 evidente sulla base delle considerazioni seguenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[L\u2019autorit\u00e0 politica non \u00e8 delegata dal popolo]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[21<\/strong>] Il <em>Sillon<\/em> situa in primo luogo la pubblica autorit\u00e0 nel popolo, da cui passa poi ai governanti, ma in modo tale che continua a risiedere in esso. Orbene, Leone XIII ha formalmente condannato questa dottrina nella sua Enciclica <em>Diuturnum illud<\/em> sul Principato politico, in cui dice &#8220;<em>Un gran numero di moderni, seguendo le orme di quanti, nel secolo scorso, si diedero il nome di filosofi, dichiarano che ogni potere deriva dal popolo; di conseguenza, quanti esercitano il potere nella societ\u00e0, non lo esercitano come di loro propria autorit\u00e0, ma come un\u2019autorit\u00e0 a essi delegata dal popolo e a condizione di poter essere revocata dalla volont\u00e0 del popolo, da cui l\u2019hanno. Del tutto opposta \u00e8 la convinzione dei cattolici, che fanno derivare da Dio, come dal suo principio naturale e necessario, il diritto di comandare<\/em>&#8221; (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente il <em>Sillon<\/em> fa discendere da Dio questa autorit\u00e0 che situa anzitutto nel popolo, ma in modo tale che &#8220;<em>essa risale dal basso per andare in alto, mentre, nell\u2019organizzazione della Chiesa, il potere discende dall\u2019alto per diffondersi in basso<\/em>&#8221; (5). Tuttavia, oltre il fatto che \u00e8 cosa anormale che il mandato salga, perch\u00e9 \u00e8 per sua natura discendente, Leone XIII ha confutato previamente questo tentativo di conciliare la dottrina cattolica con l\u2019errore del filosofismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, prosegue: &#8220;<em>E\u2019 importante sottolinearlo qui; quanti presiedono al governo della cosa pubblica possono certamente, in determinati casi, essere eletti dalla volont\u00e0 e dal giudizio della moltitudine , senza che ci\u00f2 ripugni o si opponga alla dottrina cattolica. Tuttavia, se questa scelta designa il governante, non gli conferisce l\u2019autorit\u00e0 di governare; non delega il potere, ma designa la persona che ne sar\u00e0 investita<\/em>&#8221; (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[22]<\/strong> D\u2019altronde, se il popolo resta detentore del potere, che cosa diventa l\u2019autorit\u00e0? Un\u2019ombra, un mito; non vi \u00e8 pi\u00f9 legge propriamente detta e non vi \u00e8 pi\u00f9 ubbidienza. Il <em>Sillon <\/em>lo ha riconosciuto; infatti, poich\u00e9 pretende, in nome della dignit\u00e0 umana, la triplice emancipazione politica, economica e intellettuale, la citt\u00e0 futura per cui esso lavora non avr\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 padroni n\u00e9 servitori; i suoi cittadini saranno tutti liberi, tutti compagni, tutti re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ordine, un precetto, sarebbe un attentato alla libert\u00e0; la subordinazione a una qualsiasi superiorit\u00e0 sarebbe una diminuzione dell\u2019uomo, l\u2019ubbidienza uno svilimento. La dottrina tradizionale della Chiesa, Venerabili Fratelli, ci presenta cos\u00ec le relazioni sociali nella citt\u00e0, anche la pi\u00f9 perfetta possibile? Ogni societ\u00e0 di creature indipendenti e disuguali per natura non ha forse bisogno di un\u2019autorit\u00e0 che diriga la loro attivit\u00e0 verso il bene comune e che imponga la sua legge?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, se nella societ\u00e0 si trovano esseri perversi (e ve ne saranno sempre), l\u2019autorit\u00e0 non dovr\u00e0 essere tanto pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 minaccioso sar\u00e0 l\u2019egoismo dei cattivi? Inoltre, si pu\u00f2 dire che un\u2019ombra di ragione che vi \u00e8 incompatibilit\u00e0 fra l\u2019autorit\u00e0 e la libert\u00e0, a meno d\u2019ingannarsi pesantemente sul concetto di libert\u00e0? Si pu\u00f2 insegnare che l\u2019ubbidienza \u00e8 contraria alla dignit\u00e0 umana e che l\u2019ideale consisterebbe nel sostituirla con &#8220;<em>l\u2019autorit\u00e0 consentita<\/em>&#8220;? Forse l\u2019apostolo San Paolo non aveva presente la societ\u00e0 umana in tutte le sue possibili tappe, quando prescriveva ai fedeli di essere sottomessi ad ogni autorit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse l\u2019ubbidienza agli uomini in quanto legittimi rappresentanti di Dio, cio\u00e8, in fin dei conti, l\u2019ubbidienza a Dio abbassa l\u2019uomo, e lo degrada al di sotto di s\u00e9 stesso? Forse lo stato religioso fondato sull\u2019ubbidienza sarebbe contrario all\u2019ideale della natura umana? Forse i Santi, che sono stati gli uomini pi\u00f9 ubbidienti, erano schiavi e degenerati? Infine, forse si pu\u00f2 immaginare uno stato sociale in cui Ges\u00f9 Cristo, tornato sulla terra, non darebbe pi\u00f9 l\u2019esempio dell\u2019ubbidienza e non direbbe pi\u00f9: &#8220;<em>Rendete a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare e a Dio ci\u00f2 che \u00e8 di Dio<\/em>&#8220;? (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[L\u2019uguaglianza formale pu\u00f2 far ammettere la democrazia solo come\u00a0 legittima forma di governo]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[23]<\/strong> Dunque il <em>Sillon, <\/em>che insegna tali dottrine e le mette in pratica nella sua vita interna, semina fra la vostra giovent\u00f9 cattolica nozioni erronee e funeste sull\u2019autorit\u00e0, sulla libert\u00e0 e sull\u2019ubbidienza. Non diversamente accade per la giustizia e l\u2019uguaglianza. Dice di lavorare alla realizzazione di un\u2019era di uguaglianza, che perci\u00f2 stesso sarebbe un\u2019era di migliore giustizia. Quindi, per esso, ogni disuguaglianza di condizione costituisce un\u2019ingiustizia, o, almeno, una giustizia minore! Si tratta di un principio assolutamente contrario alla natura delle cose, generatore di invidia e d\u2019ingiustizia e sovvertitore di ogni ordine sociale. Cos\u00ec solamente la democrazia inaugurer\u00e0 il regno della giustizia perfetta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di un torto fatto alle altre forme di governo, che vengono in tal modo svilite la livello di governo di ripiego impotenti? D\u2019altra parte il <em>Sillon <\/em>contrasta anche su questo punto con l\u2019insegnamento di Leone XIII. Avrebbe potuto leggere, nella gi\u00e0 citata Enciclica sul Principato politico che, &#8220;fatta salva la giustizia, <em>non \u00e8 proibito ai popoli darsi il governo che meglio risponde al loro carattere o alle istituzioni e ai costumi che hanno ricevuto dai loro antenati<\/em>&#8221; (8); e l\u2019Enciclica fa riferimento alla ben nota triplice forma di governo. Quindi suppone che la giustizia sia compatibile con ciascuna di esse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019Enciclica sulla condizione degli operai, non afferma chiaramente la possibilit\u00e0 di restaurare la giustizia nelle attuali organizzazioni della societ\u00e0, dal momento che ne indica i mezzi? Orbene, Leone XIII intendeva indubbiamente parlare non di una giustizia qualsiasi, ma della giustizia perfetta. Perci\u00f2, insegnando che la giustizia \u00e8 compatibile con le tre note forme di governo, insegnava che, da questo punto di vista, la Democrazia non gode di un privilegio speciale. I membri del <em>Sillon <\/em>, che pretendono il contrario, o rifiutano di ascoltare la Chiesa, oppure si formano un concetto della giustizia e dell\u2019uguaglianza, che non \u00e8 cattolico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Fraternit\u00e0 solo con rapporto all\u2019amore cristian]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[24]<\/strong> Lo stesso accade per la nozione di fraternit\u00e0, di cui stabiliscono la base nell\u2019amore degli interessi comuni, oppure, al di la di tutte le filosofie e di tutte le religioni, nella semplice nozione di umanit\u00e0, comprendendo cos\u00ec nello stesso amore e in un\u2019eguale tolleranza tutti gli uomini con tutte le loro miserie, tanto intellettuali e morali quanto fisiche e temporali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, la dottrina cattolica ci insegna che il primo dovere della carit\u00e0 non consiste nella tolleranza delle convinzioni erronee, per quanto sincere esse siano, n\u00e9 nella indifferenza teorica o pratica per l\u2019errore o per il vizio in cui vediamo immersi i nostri fratelli, ma nello zelo per il loro miglioramento intellettuale e morale, non meno che per il loro benessere materiale. Questa stessa dottrina cattolica ci insegna pure che la sorgente dell\u2019amore per il prossimo si trova nell\u2019amore di Dio, padre comune e comune fine di tutta l\u2019umana famiglia, e nell\u2019amore di Ges\u00f9 Cristo, di cui siamo le membra al punto che consolare un infelice equivale a far bene a Ges\u00f9 Cristo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni altro amore \u00e8 illusione o sentimento sterile e passeggero. Certamente, l\u2019esperienza umana sta a provare, nelle societ\u00e0 pagane o laiche di tutti i tempi, che in certi momenti la considerazione dei comuni interessi o della naturale somiglianza \u00e8 di scarsissimo peso di fronte alle passioni e agli affetti disordinati del cuore. No, Venerabili Fratelli, non vi \u00e8 vera fraternit\u00e0 al di fuori della carit\u00e0 cristiana, che per amore di Dio e del suo Figlio Ges\u00f9 Cristo, nostro Salvatore, abbraccia tutti gli uomini per confortarli tutti e tutti condurre alla stessa fede e alla stessa felicit\u00e0 celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Separando la fraternit\u00e0 della carit\u00e0 cristiana intesa in tal modo, la Democrazia, lungi dall\u2019essere un progresso, costituirebbe un disastroso regresso per la civilt\u00e0. Infatti, se si vuol arrivare, e noi lo desideriamo con tutta l\u2019anima nostra, alla maggior quantit\u00e0 di benessere possibile per la societ\u00e0 e per ciascuno dei suoi membri, per mezzo della fraternit\u00e0, oppure, come ancora si dice, per mezzo della solidariet\u00e0 universale, sono necessarie l\u2019unione degli spiriti nella verit\u00e0, l\u2019unione delle volont\u00e0 nella morale, l\u2019unione dei cuori nell\u2019amore di Dio e di suo Figlio, Ges\u00f9 Cristo. Orbene, questa unione \u00e8 realizzabile soltanto per mezzo della carit\u00e0 cattolica, la quale solamente, di conseguenza, pu\u00f2 condurre i popoli sul cammino del progresso, verso l\u2019ideale della civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[La dignit\u00e0 umana pu\u00f2 essere concepita solo come una libert\u00e0 nel quadro di una morale]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[25]<\/strong> Infine il <em>Sillon<\/em> pone, alla base di tutte le falsificazioni delle nozioni sociali fondamentali, un\u2019idea falsa della dignit\u00e0 umana. A suo avviso, l\u2019uomo sar\u00e0 veramente uomo, degno di questo nome, soltanto a partire dal giorno in cui avr\u00e0 acquisito una coscienza illuminata, forte, indipendente, autonoma, che pu\u00f2 fare a meno di un padrone, che ubbidisce solo a s\u00e9 stessa ed \u00e8 capace di assumere e di portare senza cedere le pi\u00f9 gravi responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i paroloni con cui si esalta il sentimento dell\u2019orgoglio umano; come un sogno che trascina l\u2019uomo, senza luce, senza guida e senza soccorso, sulla via dell\u2019illusione, dove, aspettando il gran giorno della piena coscienza, sar\u00e0 divorato dall\u2019errore e dalle passioni. E questo gran giorno, quando verr\u00e0? A meno di cambiare la natura umana (il che non rientra nel potere del <em>Sillon<\/em>), verr\u00e0 mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i Santi, che hanno portato la dignit\u00e0 umana al suo apogeo, avevano tale dignit\u00e0? E gli umili della terra, che non possono salire tanto in alto e si accontentano di tracciare modestamente il loro solco nel ruolo che la Provvidenza ha loro assegnato, compiendo con energia i loro doveri nell\u2019umilt\u00e0, nell\u2019ubbidienza e nella pazienza cristiana, non sarebbero degni del nome di uomini, proprio loro che il Signore sottrarr\u00e0 un giorno alla loro condizione oscura, per insediarli nel cielo fra i principi del suo popolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[II. Presa di posizione sulla prassi del membri del <em>Sillon<\/em>]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[26]<\/strong> Interrompiamo qui le nostre riflessioni sugli errori del <em>Sillon<\/em>. Non abbiamo la pretesa di esaurire l\u2019argomento, perch\u00e9 vi sarebbe ancora da attirare la vostra attenzione su altri punti, ugualmente falsi e pericolosi, per esempio sul modo di comprendere il potere coercitivo della Chiesa. Adesso \u00e8 importante vedere l\u2019influenza di questi errori sulla condotta pratica del <em>Sillon <\/em>e sulla sua azione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Cameratismo senza autorit\u00e0]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[27]<\/strong> Le dottrine del <em>Sillon<\/em> non restano nel campo dell\u2019astrazione filosofica. Vengono insegnate alla giovent\u00f9 cattolica, e, ancor di pi\u00f9, si prova a <em>viverle<\/em>. Il <em>Sillon<\/em> si considera il nucleo della citt\u00e0 futura; perci\u00f2 la rispecchia il pi\u00f9 fedelmente possibile. Infatti, nel <em>Sillon<\/em> non vi \u00e8 gerarchia. L\u2019<em>\u00e9lite<\/em> che lo dirige si \u00e8 staccata dalla massa in modo selettivo, ossia imponendosi per la sua autorit\u00e0 morale e per le sue virt\u00f9. Vi si entra liberamente, come liberamente se ne esce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi vi si fanno senza maestro, al massimo con un consigliere. I circoli di studio sono autentiche cooperative intellettuali, nelle quali ciascuno \u00e8 insieme maestro e alunno. Fra i membri regna il cameratismo pi\u00f9 assoluto, che mette in totale contatto le loro anime; ne deriva l\u2019anima comune del <em>Sillon<\/em>. E\u2019 stato definito &#8220;<em>un\u2019amicizia<\/em>&#8220;. Anche il sacerdote, quando vi entra, abbassa l\u2019eminente dignit\u00e0 del suo sacerdozio e, con una stranissima inversione dei ruoli, si fa alunno, si mete al livello dei suoi giovani amici ed \u00e8 solamente un compagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[28] <\/strong>In queste abitudini democratiche e nelle teorie sulla citt\u00e0 ideale che le ispirano, riconoscerete, Venerabili Fratelli, la causa segreta delle mancanze disciplinari, che avete dovuto tanto spesso rimproverare al <em>Sillon<\/em>. Non \u00e8 sorprendente che non troviate nei capi e nei loro compagni formati in questo modo, anche se seminaristi o sacerdoti, il rispetto, la docilit\u00e0 e l\u2019ubbidienza dovuti alle vostre persone e alla vostra autorit\u00e0; che avvertiate da parte loro una sorda opposizione, e che abbiate il dispiacere di vederli sottrarsi completamente, oppure, costretti all\u2019ubbidienza, dedicarsi con disgusto a opere estranee al <em>Sillon<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi siete il passato; essi sono i pionieri della civilt\u00e0 futura. Voi rappresentate la gerarchia, le disuguaglianze sociali, l\u2019autorit\u00e0 e l\u2019ubbidienza: istituzioni invecchiate, di fronte alle quali le loro anime, conquistate da un altro ideale, non si possono pi\u00f9 piegare. Su questo stato d\u2019animo abbiamo la testimonianza di fatti dolorosi, capaci di strappare le lacrime; e non possiamo, nonostante la nostra longanimit\u00e0, sottrarci a un giusto sentimento d\u2019indignazione. Davvero!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u2019ispira alla vostra giovent\u00f9 cattolica la sfiducia verso la Chiesa, che ne \u00e8 madre; si insegna ad essa che, dopo diciannove secoli, non \u00e8 ancora riuscita a costruire nel mondo la civilt\u00e0 sulle sue vere basi; che non ha capito le nozioni sociali dell\u2019autorit\u00e0, della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza, della fraternit\u00e0 e della dignit\u00e0 umana; che i grandi vescovi e i grandi monarchi, che hanno creato e tanto gloriosamente governato la Francia, non hanno saputo dare al loro popolo n\u00e9 la vera giustizia, n\u00e9 la vera felicit\u00e0, perch\u00e9 non possedevano l\u2019ideale del <em>Sillon<\/em>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[29] <\/strong>Il soffio della Rivoluzione \u00e8 passato su ci\u00f2, e possiamo concludere che, se le dottrine sociali del <em>Sillon<\/em> sono erronee, il suo spirito \u00e8 pericoloso e funesta la sua educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[La falsa connessione fra cattolicesimo e democrazia]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[30]<\/strong> Ma allora, che cosa dobbiamo pensare della sua azione nella Chiesa, di esso, il cui cattolicesimo \u00e8 tanto puntiglioso che, quasi quasi, a meno di abbracciare la sua causa, si sarebbe ai suoi occhi un nemico interno del cattolicesimo e non si capirebbe niente del Vangelo e di Ges\u00f9 Cristo? Crediamo opportuno insistere su questo problema, perch\u00e9 proprio il suo ardore cattolico ha ottenuto al <em>Sillon<\/em>, fino a questi ultimi tempi, incoraggiamenti preziosi e illustri sostegni. Ebbene, di fronte alle parole e ai fatti, siamo costretti a dire che il <em>Sillon<\/em>, tanto nella sua azione quanto nella sua dottrina, non soddisfa la Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[31]<\/strong> In primo luogo, il suo cattolicesimo si accorda soltanto con la forma del governo democratico, che giudica essere la pi\u00f9 favorevole alla Chiesa, e, per cos\u00ec dire, confondersi con essa; perci\u00f2 assoggetta la sua religione a un partito politico. Non siamo tenuti a dimostrare che l\u2019avvento della democrazia universale non riguarda l\u2019azione della Chiesa nel mondo; abbiamo gi\u00e0 ricordato che la Chiesa ha sempre lasciato alle nazioni il compito di darsi il governo che ritengono pi\u00f9 vantaggioso per i loro interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che vogliamo affermare ancora una volta dopo il nostro predecessore, \u00e8 che vi \u00e8 errore e pericolo nell\u2019asservire per principio il cattolicesimo a una forma di governo; errore e pericolo che sono molto pi\u00f9 grandi quando si fa la sintesi della religione con un genere di democrazia le cui dottrine sono erronee. E\u2019 proprio il caso del <em>Sillon<\/em>; che, di fatto, e per una forma politica speciale, compromettendo la Chiesa, divide i cattolici, strappa la giovent\u00f9 e anche sacerdoti e seminaristi all\u2019azione semplicemente cattolica, e disperde, in pura perdita, le forze vive di una parte della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Cosmopolitismo neutrale sul piano culturale e politico]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[32]<\/strong> Osservate poi, Venerabili Fratelli, una stupefacente contraddizione. Proprio perch\u00e9 la religione deve dominare su tutti i partiti, invocando questo principio il <em>Sillon<\/em> si esime dal difendere la Chiesa attaccata. Certamente la Chiesa non \u00e8 scesa nell\u2019arena politica; la vi si \u00e8 trascinata per mutilarla e per spogliarla. Il dovere di ogni cattolico non \u00e8 dunque di usare le armi politiche che ha in mano per difenderla, e anche per forzare la politica e restare nel suo ambito e a occuparsi della Chiesa soltanto per renderle quanto le \u00e8 dovuto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, si ha spesso il dolore di vedere, di fronte alla Chiesa in tal modo violenta, i membri del <em>Sillon<\/em> incrociare le braccia, a meno che non trovino il loro interesse nel difenderla; li si vede enunciare o sostenere un programma che in nessun punto, n\u00e9 ad alcun grado, rivela il cattolico. Il che non impedisce che gli stessi uomini, in piena lotta politica, sotto il colpo di una provocazione, dichiarino pubblicamente la loro fede. Quindi non resta altro da dire che vi sono due uomini in ogni membro del <em>Sillon<\/em>: l\u2019individuo, che \u00e8 cattolico; il membro del <em>Sillon<\/em>, l\u2019uomo di azione, che \u00e8 neutrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[33]<\/strong> Vi fu un tempo in cui il <em>Sillon<\/em>, in quanto tale, era formalmente cattolico. Relativamente alla forza morale, ne conosceva soltanto una, la forza cattolica, e andava proclamando che la democrazia sarebbe stata cattolica oppure non sarebbe stata. Venne un momento in cui cambi\u00f2 parere. Lasci\u00f2 a ciascuno la sua religione o la sua filosofia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Smise pure di qualificarsi cattolico e, alla formula: &#8220;<em>la democrazia sar\u00e0 cattolica<\/em>&#8220;, sostitu\u00ec quell\u2019altra: &#8220;<em>la democrazia non sar\u00e0 anticattolica<\/em>&#8220;, non pi\u00f9 d\u2019altronde che antiebraica o antibuddista. Fu l\u2019epoca del <em>pi\u00f9 grande Sillon<\/em>. Si chiamarono alla costruzione della citt\u00e0 futura tutti gli operai di tutte le religioni e di tutte le sette. Si chiese loro unicamente di abbracciare lo stesso ideale sociale, di rispettare tutte le credenze e di portare un certo sostegno di forze morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, si proclamava, &#8220;<em>i capi del<\/em> <em>Sillon mettono la loro fede religiosa al di sopra di tutto. Ma possono togliere agli altri il diritto di attingere la loro energia morale l\u00e0 dove possono? Al contrario, essi vogliono che gli altri rispettino il loro diritto di attingerla nella fede cattolica. Essi chiedono dunque a tutti quanti vogliono trasformare la societ\u00e0 attuale nel senso della democrazia i non respingersi reciprocamente a causa delle convinzioni filosofiche o religiose che possono separarli, ma di camminare mano nella mano, non rinunciando alle loro convinzioni, ma cercando di fare sul terreno delle realt\u00e0 pratiche la prova dell\u2019eccellenza delle loro convinzioni personali. Forse su questo terreno dell\u2019emulazione fra anime legate a differenti convinzioni religiose o filosofiche potr\u00e0 realizzarsi l\u2019unione&#8221; <\/em>(9). E nello stesso tempo si dichiar\u00f2 (come lo si poteva realizzare?) che il piccolo <em>Sillon<\/em> cattolico sarebbe stato l\u2019anima gemella del grande <em>Sillon<\/em> cosmopolita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[34] <\/strong>Di recente \u00e8 scomparso il nome <em>pi\u00f9 grande<\/em> <em>Sillon<\/em>, ed \u00e8 comparsa una nuova organizzazione, senza modificare, anzi tutt\u2019altro, lo spirito e la sostanza delle cose &#8220;<em>per mettere ordine nel lavoro e per organizzare le diverse forze operative. Il <\/em>Sillon<em> resta sempre un\u2019anima, uno spirito, che si mescoler\u00e0 ai gruppi e ispirer\u00e0 la loro attivit\u00e0<\/em>&#8220;. E tutti i raggruppamenti nuovi, divenuti apparentemente autonomi: cattolici, protestanti, liberi pensatori, sono pregati di mettersi all\u2019opera. &#8220;<em>I compagni cattolici lavoreranno fra loro in un\u2019organizzazione speciale per istruirsi ed educarsi. I democratici protestanti e liberi pensatori faranno altrettanto da parte loro. Tutti, cattolici, protestanti e liberi pensatori avranno a cuore di armare la giovent\u00f9 non per una lotta fratricida, ma per una generosa emulazione sul terreno delle virt\u00f9 sociali e civiche<\/em>&#8221; (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[35] Queste dichiarazioni e questa nuova organizzazione dell\u2019azione del <em>Sillon<\/em> richiedono riflessioni assai gravi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[36]<\/strong> Ecco, fondata da cattolici, un\u2019associazione interconfessionale, per lavorare alla riforma della civilt\u00e0, opera in primo luogo religiosa: infatti non esiste vera civilt\u00e0 senza civilt\u00e0 morale, e nessuna civilt\u00e0 morale senza la vera religione: \u00e8 una verit\u00e0 dimostrata, si tratta di un fatto storico. E i nuovi membri del <em>Sillon<\/em> non potranno addurre a pretesto che lavoreranno soltanto &#8220;<em>sul terreno delle realt\u00e0 pratiche<\/em>&#8221; dove non ha importanza la diversit\u00e0 delle credenze. Il loro capo sente tanto bene l\u2019influenza delle convinzioni dello spirito sul risultato dell\u2019azione, che li invita, a qualsiasi religione essi appartengano, a &#8220;<em>dare, sul terreno delle realt\u00e0 pratiche, la prova dell\u2019eccellenza delle loro convinzioni personali<\/em>&#8220;. E a ragione, perch\u00e9 le realizzazioni pratiche rivestono il carattere delle convinzioni religiose, come le membra di un corpo, fino alle ultime estremit\u00e0, ricevono la forma dal principio vitale che lo anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Organizzazioni che riuniranno tutte le religioni sulla base di una religione universale?]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[37]<\/strong> Detto questo, che cosa bisogna pensare della promiscuit\u00e0 in cui si troveranno coinvolti i giovani cattolici con eterodossi e con non credenti di ogni genere, in un\u2019opera di questa natura? Per loro, non \u00e8 mille volte pi\u00f9 pericolosa di un\u2019associazione neutrale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa dobbiamo pensare di questo appello a tutti gli eterodossi e a tutti i non credenti a provare l\u2019eccellenza delle loro convinzioni sul terreno sociale, in uno speciale concorso apologetico, come se questo concorso non durasse da diciannove secoli, in condizioni meno pericolose per l fede dei fedeli e del tutto onorevoli per la Chiesa cattolica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa dobbiamo pensare di questo rispetto per tutti gli errori e della strana esortazione, fatta da un cattolico a tutti i dissidenti, a fortificare le loro convinzioni con lo studio e a farne sorgenti sempre pi\u00f9 abbondanti di forze nuove?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa dobbiamo pensare di un\u2019associazione in cui tutte le religioni e perfino il &#8220;libero pensiero&#8221; possono manifestarsi apertamente, a loro piacimento? Infatti, i membri del <em>Sillon <\/em>che nelle conferenze pubbliche e altrove proclamano con fierezza la loro fede individuale, non hanno certamente intenzione di chiudere la bocca agli altri e d\u2019impedire al protestante di affermare il suo protestantesimo e allo scettico il suo scetticismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, che cosa pensare di un cattolico che, entrando nel suo circolo di studio, lascia il suo cattolicesimo fuori dalla porta, per non spaventare i suoi compagni che &#8220;<em>sognando un\u2019azione sociale disinteressata, si rifiutano di farla servire al trionfo di interessi, di faziosit\u00e0 oppure di convinzioni, qualunque esse siano<\/em>&#8220;? Tale \u00e8 la professione di fede del nuovo comitato democratico di azione sociale, che ha ereditato la maggior parte del ruolo dell\u2019organizzazione precedente, e che, esso stesso dice, &#8220;<em>rompendo l\u2019equivoco costruito intorno al<\/em> pi\u00f9 grande Sillon, <em>tanto negli ambienti reazionari che negli ambienti anticlericali<\/em>&#8220;, \u00e8 aperto a tutti gli uomini &#8220;<em>rispettosi delle forze morali e religiose e convinti che non \u00e8 possibile alcuna autentica emancipazione sociale senza il fermento di<\/em> un generoso idealismo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[38]<\/strong> Si, ahim\u00e9!, l\u2019equivoco \u00e8 rotto; l\u2019azione sociale del <em>Sillon<\/em> non \u00e8 pi\u00f9 cattolica; il membro del <em>Sillon<\/em>, in quanto tale, non lavora per una fazione, e &#8220;<em>la Chiesa<\/em> &#8211; afferma &#8211; <em>non saprebbe a nessun titolo beneficiare delle simpatie che la sua azione potrebbe suscitare<\/em>&#8220;. Insinuazione davvero strana! Si teme che la Chiesa approfitti dell\u2019azione sociale del <em>Sillon<\/em> con uno scopo egoistico e interessato, come se tutto quanto favorisce la Chiesa non favorisse l\u2019umanit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strano capovolgimento delle idee: la beneficiaria dell\u2019azione sociale sarebbe la Chiesa, come se i pi\u00f9 grandi economisti non avessero riconosciuto e dimostrato che l\u2019azione sociale, per essere seria e feconda, deve beneficiare della Chiesa. Ma sono ancor pi\u00f9 strane, nello stesso tempo spaventose e rattristante, l\u2019audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la societ\u00e0 in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, &#8220;<em>il regno della giustizia e dell\u2019amore<\/em>&#8220;, con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purch\u00e9 dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un <em>generosi idealismo<\/em> e forze morali prese &#8220;<em>dove possono<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si pensa a tutto quanto \u00e8 necessario in forze, in scienza, in virt\u00f9 soprannaturali per istituire la citt\u00e0 cristiana, e alle sofferenze di milioni di martiri, e alle illuminazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e alla dedizione di tutti gli eroi della carit\u00e0, e a una potente gerarchia nata dal Cielo, e ai fiumi di grazia divina, e il tutto edificato, collegato, compenetrato dalla Vita e dallo Spirito di Ges\u00f9 Cristo, la Sapienza di Dio, il Verbo fatto uomo; quando si pensa, diciamo, a tutto questo, si \u00e8 spaventati nel vedere nuovi apostoli intestardirsi a fare di meglio mettendo in comune un vago idealismo e virt\u00f9 civiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa produrranno? Che cosa sta per uscire da questa collaborazione? Una costruzione puramente verbale e chimerica, in cui si vedranno luccicare alla rinfusa e in una confusione seducente le parole di libert\u00e0, di giustizia, di fraternit\u00e0 e di amore, di uguaglianza e di umana esaltazione, il tutto basato su una dignit\u00e0 umana male intesa. Si tratter\u00e0 di un\u2019agitazione tumultuosa, sterile per il fine proposto e che avvantagger\u00e0 gli agitatori di masse meno utopisti. S\u00ec, davvero si pu\u00f2 dire che il <em>Sillon<\/em> scorta il socialismo, con l\u2019occhio fisso su una chimera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[39]<\/strong> Temiamo che vi sia ancora di peggio. Il risultato di questa promiscuit\u00e0 nel lavoro, il beneficiario di quest\u2019azione sociale cosmopolitica, pu\u00f2 essere soltanto una democrazia che non sar\u00e0 n\u00e9 cattolica, n\u00e9 protestante, n\u00e9 ebraica; una religione (siccome il movimento del <em>Sillon<\/em>, i capi l\u2019anno detto, \u00e8 una religione) pi\u00f9 universale della Chiesa cattolica, che riunir\u00e0 tutti gli uomini divenuti finalmente fratelli e compagni, nel &#8220;regno di Dio&#8221;. &#8211; &#8220;<em>Non si lavora per la Chiesa: si lavora per l\u2019umanit\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[40]<\/strong> E ora, pervasi dalla pi\u00f9 viva tristezza, ci domandiamo, Venerabili Fratelli, che cos\u2019\u00e8 diventato il cattolicesimo del <em>Sillon<\/em>. Ahim\u00e9!, esso che, in altri tempidava tanto belle speranze, una tale fiume limpido e impetuoso \u00e8 stato captato, nel suo corso, dai moderni nemici della Chiesa e d\u2019ora innanzi forma solo un misero affluente del grande movimento di apostasia , organizzato, in tutti i paesi, per l\u2019instaurazione di una Chiesa universale, che non avr\u00e0 n\u00e9 dogmi, n\u00e9 gerarchia, n\u00e9 regole per lo spirito, n\u00e9 freno per le passioni, e che, con il pretesto della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 umana, ristabilirebbe nel mondo, qualora potesse trionfare, il regno legale dell\u2019astuzia e della forza, e l\u2019oppressione dei deboli, di quelli che soffrono e che lavorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[III. Giudizio complessivo ed esortazioni]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Illuminismo e spirito della Rivoluzione]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[41]<\/strong> Conosciamo fin troppo le cupe officine, in cui si elaborano queste dottrine deleterie, che non dovrebbero sedurre spiriti chiaroveggenti. I capi del <em>Sillon<\/em> non hanno potuto difendersene; l\u2019esaltazione dei loro sentimenti, la cieca bont\u00e0 del loro cuore, il loro misticismo filosofico, mescolato con una componente illuministica, li hanno trascinati verso un nuovo vangelo, nel quale hanno creduto di vedere il vero Vangelo del Salvatore, al punto che osano trattare Nostro Signore ges\u00f9 Cristo con una familiarit\u00e0 assolutamente irrispettosa e che, poich\u00e9 il loro ideale \u00e8 imparentato con quello della Rivoluzione, non temono di fare collegamenti blasfemi fra il Vangelo e la Rivoluzione, che non hanno la scusa di essere sfuggiti a qualche tumultuosa improvvisazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Vangelo e societ\u00e0 idealizzata]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[42]<\/strong> Vogliamo attirare la vostra attenzione, Venerabili Fratelli, su questa deformazione del Vangelo e del carattere sacro di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, Dio e Uomo, praticata nel <em>Sillon<\/em> e altrove. In altri ambienti \u00e8 di moda, quando si tocca la questione sociale, mettere anzitutto da parte la Divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, e poi parlare soltanto della sua sovrana mansuetudine, della sua compassione per tutte le miserie umane, delle sue pressanti esortazioni all\u2019amore del prossimo e alla fraternit\u00e0. Certo, Ges\u00f9 ci ha amati di un amore immenso, infinito, ed \u00e8 venuto sulla terra a soffrire e a morire affinch\u00e9, riuniti attorno a Lui nella giustizia e nell\u2019amore, animati dai medesimi sentimenti di carit\u00e0 reciproca, tutti gli uomini vivano nella pace e nella felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, per la realizzazione di questa felicit\u00e0 temporale ed eterna, Egli ha posto, con un\u2019autorit\u00e0 sovrana, la condizione che si faccia parte del suo gregge, che si accetti la sua dottrina, che si pratichi la virt\u00f9 e che ci si lasci ammaestrare e guidare da Pietro e dai suoi successori. Inoltre, se Ges\u00f9 \u00e8 stato buono con gli smarriti e con i peccatori, non ha rispettato le loro convinzioni erronee, per quanto sincere sembrassero; li ha tutti amati per istruirli, per convertirli e per salvarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ha chiamato a S\u00e9, per consolarli, quanti piangono e soffrono, non \u00e8 stato per predicare loro l\u2019invidia di un\u2019uguaglianza chimerica. Se ha sollevato gli umili, non \u00e8 stato per ispirare loro il sentimento di una dignit\u00e0 indipendente e ribelle all\u2019ubbidienza. Se il suo Cuore traboccava di mansuetudine per le anime di buona volont\u00e0, ha saputo ugualmente armarsi di una santa indignazione contro i profanatori della casa di Dio, contro i miserabili che scandalizzano i piccoli, contro le autorit\u00e0 che opprimono il popolo sotto il carico di pesanti fardelli, senza muovere un dito per sollevarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli \u00e8 stato tanto forte quanto dolce; ha rimproverato, minacciato, castigato, sapendo e insegnandoci che spesso il timore \u00e8 l\u2019inizio della saggezza e che a volte conviene tagliare un membro per salvare il corpo. Infine, non ha annunciato per la societ\u00e0 futura il regno di una felicit\u00e0 ideale, da cui sarebbe bandita la sofferenza; ma, con le sue lezioni e i suoi esempi, ha tracciato il cammino della felicit\u00e0 possibile sulla terra e della felicit\u00e0 perfetta in Cielo: la via regale della Croce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono insegnamenti che si avrebbe torto ad applicare soltanto alla vita individuale in vista della salvezza eterna; sono insegnamenti eminentemente sociali e ci mostrano in Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo una realt\u00e0 ben diversa da un umanitarismo senza consistenza e senz\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Il fondamento per la soluzione della questione sociale: l\u2019adempimento dei doveri sociali e la giusta organizzazione della societ\u00e0 secondo prospettive realistiche]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[43]<\/strong> Da parte vostra, Venerabili Fratelli, continuate attivamente l\u2019opera del Salvatore degli uomini, con l\u2019imitazione della sua dolcezza e della sua forza. Siate attenti a tutte le miserie; nessun dolore sfugga alla vostra sollecitudine pastorale, nessun lamento vi trovi indifferenti. Ma predicate anche coraggiosamente i loro doveri ai grandi e ai piccoli; spetta a voi formare la coscienza del popolo e dei pubblici poteri. La questione sociale sar\u00e0 decisamente prossima alla soluzione quando gli uni e gli altri, meno esigenti sui loro reciproci diritti, compiranno pi\u00f9 precisamente i loro doveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[44]<\/strong> Inoltre, come nel conflitto degli interessi, e soprattutto nella lotta con forze disoneste, la virt\u00f9 di un uomo, la sua stessa santit\u00e0 non \u00e8 sempre sufficiente per garantirgli il pane quotidiano, e i meccanismi sociali dovrebbero essere organizzati in modo tale che, con la loro attivit\u00e0 naturale, paralizzino gli sforzi dei cattivi e rendano accessibile a ogni buona volont\u00e0 la sua parte legittima di felicit\u00e0 temporale, desideriamo vivamente che prendiate una parte attiva nell\u2019organizzazione della societ\u00e0 a questo fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo scopo poi, mentre i vostri sacerdoti si dedicheranno con ardore al lavoro della santificazione delle anime, della difesa della Chiesa, e alle opere di carit\u00e0 propriamente dette, voi ne sceglierete alcuni, attivi e di spirito prudente, dotati della qualifica di dottore in filosofia e in teologia, e che possiedano perfettamente la storia della civilt\u00e0 antica e moderna, e li applicherete agli studi meno elevati e pi\u00f9 pratici della scienza sociale, per metterli, a tempo opportuno, alla testa delle vostre opere di azione cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia questi sacerdoti non si facciano deviare, nel dedalo delle opinioni contemporanee, dal miraggio di una falsa democrazia; non prendano a prestito della retorica dei peggiori nemici della Chiesa e del popolo un linguaggio enfatico, pieno di promesse tanto sonore quanto irrealizzabili. Abbiamo la convinzione che la questione sociale e la scienza sociale non sono nate ieri; che in ogni tempo la Chiesa e lo Stato, felicemente concertati, hanno suscitato a questo scopo organizzazioni feconde; che la Chiesa, che non ha mai tradito la felicit\u00e0 del popolo con alleanze compromissorie, non deve distaccarsi dal passato e che le basta riprendere con la collaborazione dei veri operai della restaurazione sociale, gli organismi infranti dalla Rivoluzione e adattarli, nel medesimo spirito cristiano che li ha ispirati, al nuovo ambiente creato dall\u2019evoluzione materiale della societ\u00e0 contemporanea: infatti i veri amici del popolo non sono n\u00e9 rivoluzionari, n\u00e9 novatori, ma tradizionalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[45]<\/strong> A quest\u2019opera sommamente degna del vostro zelo pastorale, desideriamo che la giovent\u00f9 del <em>Sillon<\/em>, liberata dai suoi errori, lungi dal porvi ostacolo, vi apporti, nell\u2019ordine e nella sottomissione convenienti un concorso leale ed efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Orientamenti per i membri del movimento del <em>Sillon<\/em>]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[46]<\/strong> Rivolgendoci dunque ai capi del <em>Sillon<\/em> con la fiducia di un Padre che parla ai suoi figli, chiediamo loro per il loro bene, per il bene della Chiesa e della Francia, di cedervi il loro posto. Certamente ci rendiamo conto della portata del sacrificio che sollecitiamo da loro, ma li sappiamo anche sufficientemente generosi da compierlo, e, anticipatamente, in nome del Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, di cui siamo l\u2019indegno rappresentante, per questo li benediciamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai membri del <em>Sillon<\/em>, vogliamo che si organizzino per diocesi allo scopo di lavorare, sotto la direzione dei rispettivi vescovi, alla rigenerazione cristiana e cattolica del popolo, contemporaneamente al miglioramento della sua condizione. Per il momento, questi gruppi diocesani saranno indipendenti gli uni dagli altri; e allo scopo di sottolineare che hanno rotto con gli errori del passato, prenderanno il nome di <em>Sillon cattolici<\/em> e ciascuno dei loro membri aggiunger\u00e0 alla sua qualifica di &#8220;membro del <em>Sillon<\/em>&#8221; lo stesso aggettivo di <em>cattolico<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta indiscusso che ogni membro del <em>Sillon cattolico<\/em> conserver\u00e0 la libert\u00e0 di mantenere d\u2019altra parte le sue preferenze politiche, epurate di tutto quanto no sia completamente conforme, in questa materia, alla dottrina della Chiesa. Se tuttavia, Venerabili Fratelli, dei gruppi rifiutassero di sottomettersi a queste condizioni, dovreste considerarvi, per questo, in stato di rifiuto di sottomettersi alla vostra direzione; e, allora, vi sarebbe da esaminare se essi si limitano alla politica o all\u2019economia pura, o se perseverano nei loro vecchi sbandamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo caso, \u00e8 chiaro che non dovreste occuparvene pi\u00f9 che dei comuni fedeli; nel secondo, dovreste agire di conseguenza, con prudenza, ma con fermezza. I sacerdoti dovranno mantenersi completamente al di fuori dei gruppi dissidenti e si limiteranno a fornire il soccorso del santo ministero individualmente ai loro membri, applicando loro al tribunale della Penitenza le regole comuni della morale relativamente alla dottrina e alla condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai gruppi cattolici, i sacerdoti e i seminaristi, pur favorendoli e assecondandoli, si asterranno dall\u2019aderirvi come membri, perch\u00e9 \u00e8 giusto che la milizia sacerdotale resti al di sopra delle associazioni laiche, anche le pi\u00f9 utili e animate dallo spirito migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[Conclusione]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[47]<\/strong> Tali sono le misure pratiche, con le quali abbiamo creduto necessario sanzionare questa lettera sul <em>Sillon<\/em> e sui suoi aderenti. Voglia il Signore, e noi lo preghiamo dal fondo dell\u2019anima, far comprendere a questi uomini e a questi giovani le gravi ragioni che l\u2019hanno dettata, dia loro la docilit\u00e0 del cuore, e il coraggio di provare, di fronte alla Chiesa, la sincerit\u00e0 del loro fervore cattolico; e ispiri a voi, Venerabili Fratelli, per loro, che ormai sono vostri, i sentimenti di un affetto assolutamente paterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[48]<\/strong> In questa speranza, e per ottenere questi tanto desiderabili risultati, vi accordiamo di tutto cuore, come al vostro clero e al vostro popolo, la Benedizione Apostolica.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dato a Roma, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>presso San Pietro, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>il 25 agosto 1910, <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>nell\u2019anno ottavo del Nostro Pontificato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) &#8220;[\u2026] <em>dispares tueatur ordines, sane proprios bene constitutae civitatis; eam denum humano convictui velit formam atque indolem esse, qualem Deus auctor indidit<\/em>&#8221; (Leone XIII Enciclica <em>Graves de communi<\/em> [del 18-1-1901, in ASS, vol. XXXIII, p.387])<\/p>\n<div>\n<div align=\"justify\">\n<div>(2) &#8220;<em>Hinc imperium penes plebem in civitate velint esse, ut, sublatis ordinum gradibus aequatisque civibus, ad bonorum etiam inter eos aequalitatem sit gressus<\/em>&#8221; (ibidem): &#8220;<em>Per questo vogliono che il potere nella citt\u00e0 sia in mano al popolo, affinch\u00e9, soppresse le classi sociali e livellati i cittadini, si apra fra loro la via anche all\u2019uguaglianza dei beni<\/em>&#8220;<\/div>\n<div>(3) &#8220;<em>Instaurare tutte le cose in Cristo<\/em>&#8221; (Ef. 1, 10); l\u2019espressione paolina fu assunta da Papa san Pio X come divisa del suo pontificato.<\/div>\n<div>(4) &#8220;<em>Immo recentiores perplures, eorum vestigiis ingredientes qui sibi superiore saculo philosophorum nomen inscripserunt, omnem inquiunt potestatem a populo sibi mandatam, et hac quidem lege, ut populi ipsius voluntate, a quo mandata est, revocari possit. Ab his vero dissentium catholici homines, qui jus imperandi a deo repetunt velut a naturali necessarioque principio<\/em>&#8221; (Leone XIII, Enciclica <em>Diuturnum illud<\/em>, del 29-6-1881, in ASS, vol. XIV, p.4)<\/div>\n<div>(5) Marc Sangnier, Discorso di Rouen, 1907<\/div>\n<div>(6) &#8220;<em>Interest autem attendere hoc loco, eos, qui reipublicae praefuturi sint, posse in quibusdam causis voluntate iudicioque deligi multitudinis, non adversante neque repugnante doctrina catholica. Quo sane delectu designatur princeps, non conferuntur iura principatus: neque mandatur imperium, sed statuitur a quo sit gerendum<\/em>&#8221; (Leone XIII, Enciclica <em>Diuturnun illud<\/em>, cit., pp.4-5)<\/div>\n<div>(7) Mt. 22,21<\/div>\n<div>(8) &#8220;<em>Quamobrem, salva iustitia, non prohibentur populi illud sibi genus comparare reipublicae, quod aut ipsorum ingenio, aut maiorum istitutis moribusque magis apte conveniat<\/em>&#8221; (Leone XIII, Enciclica <em>Diuturnum illud<\/em>, cit., pp. 5)<\/div>\n<div>(9) Marc Sangnier, Discorso di Rouen, 1907<\/div>\n<div>(10) Marc Sangnier, Parigi, maggio 1910.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Pio XI La concezione secolarizzata della democrazia Lettera agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/pio-x-notre-charge-aposolique\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35050,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,11],"tags":[157,146,427],"class_list":["post-342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-dottrina-sociale","tag-chiesa-2","tag-dottrina-sociale-2","tag-modernismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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