{"id":3377,"date":"2009-07-02T00:00:00","date_gmt":"2009-07-01T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-10T12:02:08","modified_gmt":"2018-09-10T10:02:08","slug":"la-difficile-applicazione-delle-leggi-razziali-fasciste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-difficile-applicazione-delle-leggi-razziali-fasciste\/","title":{"rendered":"La difficile applicazione delle leggi razziali fasciste"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong> n.3815 del 6 giugno 2009<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-32354\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giovanni Sale<\/strong> s.j.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei mesi successivi alla promulgazione del R D. L. del 17 novembre 1938 n. 1728 in materia di difesa della razza, agli organi go\u00advernativi responsabili della politica razziale risult\u00f2 evidente che la sua applicazione avrebbe creato al regime pi\u00f9 problemi di quanto si era previsto. La realt\u00e0 dell&#8217;ebraismo italiano, infatti, apparve ben presto in tutta la sua complessit\u00e0 e variet\u00e0, contraddicendo nei fatti le previsioni di una soluzione rapida e sostanzialmente indolore (dal punto di vista sociale) della questione razziale; esso si rivel\u00f2 come un fatto concretamente e profondamente inserito nel contesto della realt\u00e0 italiana.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 un \u00abtaglio netto\u00bb tra ariani e non ariani, come auspicavano i teorici dell&#8217;antisemitismo, era assolutamente irrealizzabile; tanto pi\u00f9 che tale separazione toccava all&#8217;atto pratico migliaia di famiglie miste, provocando un grave danno morale e materiale anche ai componenti ariani di tali nuclei familiari. Tale indirizzo politico, inoltre, incideva negativamente su uno degli aspetti sui quali la propaganda fascista aveva da lungo tempo insistito: il rafforzamento \u00abdell&#8217;autorit\u00e0 maritale e paterna della famiglia, il rispetto dell&#8217;unit\u00e0 familiare\u00bb e la difesa dei suoi valori tradizionali, che erano quelli cattolici, considerati rilevanti nella costruzione del nuovo Stato fascista.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/manifesto_razza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-30960\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/manifesto_razza.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"200\" \/><\/a>I provvedimenti applicativi della legge (1) a loro volta contribuirono non poco a rendere pi\u00f9 incisiva la tendenza alla discriminazione-separazione degli ebrei dal resto della popolazione: essi, pi\u00f9 che creare negli italiani una consapevolezza della propria superiorit\u00e0 razziale, come avrebbe voluto il regime, furono accolti con malcelato imbarazzo, con disprezzo e a volte con sarcasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante gli sforzi del regime per inculcare negli italiani il senso dell&#8217;unicit\u00e0 e della grandezza della pura stirpe italica, utilizzando a tale scopo gli strumenti della propaganda (giornali, riviste, manifesti di ogni tipo da esporre ovunque) e sollecitando l&#8217;adesione degli artisti e degli intellettuali per rendere pi\u00f9 incisiva tale campagna, la maggioranza degli italiani non si fece coinvolgere da tale indirizzo, di cui in realt\u00e0 non capivano n\u00e9 i fondamenti n\u00e9 l&#8217;utilit\u00e0, tanto pi\u00f9 che in Italia la piccola componente ebraica (circa 50.000 persone), soprattutto dopo l&#8217;emancipazione, si era inserita molto bene nel contesto sociale della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ebrei italiani, insomma, si sentivano cittadini italiani a tutti gli effetti e, in realt\u00e0, essi avevano combattuto le guerre italiane, avevano gioito per le vittorie e le conquiste coloniali italiane e contribuito con il loro genio professionale e con la loro attivit\u00e0 imprenditoriale ad arricchire e modernizzare il Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente odiosi, inoltre, furono i vari provvedimenti amministrativi in materia razziale (di diverso livello e spesso applicati in modo discrezionale) emanati a quel tempo: essi avevano lo scopo di palesare, partendo dalla quotidianit\u00e0, l&#8217;indirizzo discriminatorio assunto dal regime nei confronti degli ebrei, ai quali si vietava, fra le altre cose, di frequentare luoghi di villeggiatura e di svago, di tenere personale di servizio ariano, di possedere apparecchi radio, di pubblicare libri, di tenere pubbliche conferenze, di accedere negli uffici pubblici e altro ancora: tutte limitazioni della libert\u00e0 personale che si aggiungevano a quelle, certo pi\u00f9 gravi, previste dalle leggi, ma che agli occhi di molti risultavano ancora pi\u00f9 odiose e incomprensibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante l&#8217;impegno del Governo a promuovere sul piano legislativo e della propaganda una politica \u00abfrancamente razzista\u00bb, furono in molti anche all&#8217;interno del partito a rendersi conto che gli italiani restavano indifferenti a tale indirizzo, e che esso pi\u00f9 che adesione provocava in alcuni settori, soprattutto tra i cattolici, ostilit\u00e0 nei confronti del regime. Il periodici) <em>Critica fascista <\/em>del 15 giugno 1939 deplorava la passivit\u00e0 degli intellettuali italiani di fronte al razzismo e affermava che la politica razziale \u00ab\u00e8 un aspetto essenziale dell&#8217;azione del regime [&#8230;]. Respingerla o ignorarla, o svalutarla, significa negare la rivoluzione fascista in blocco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/Mussolini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-14770\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/Mussolini.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"200\" \/><\/a>Rivolgendosi poi ai cattolici chiedeva che, anzich\u00e9 ignorare o criticare il razzismo, \u00abcerchino di approfondirne il senso e come possa essere armonizzato con il nostro patrimonio religioso. Ma soprattutto pensino che la nostra rivoluzione, fatta da un genio e dal popolo italiano, innestata sul tronco di una civilt\u00e0 tre volte millenaria, non pu\u00f2 assolutamente essere arbitrio\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dello stesso tenore era un articolo pubblicato contemporaneamente sul <em>Quadrivio <\/em>e sul <em>Tevere, <\/em>redatto dallo scrittore antisemita G. Sottochiesa, il quale criticava l&#8217;atteggiamento degli intellettuali cattolici riguardo al problema della razza. Egli deplorava la preconcetta ostilit\u00e0 e la \u00abinguaribile incomprensione\u00bb di cui questi davano prova. A tale riguardo citava gli interventi della <em>Civilt\u00e0 Cattolica, <\/em>accusandola di vedere tutto \u00abcon lenti nerissime\u00bb (3) e di confondere il razzismo italiano con quello germanico, dando di quest&#8217;ultimo una interpretazione non rispondente al vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un articolo di J. Evola pubblicato su <em>Vita Italiana, <\/em>facendo il punto sulla situazione, affermava che la politica razziale in Italia aveva fallito il suo scopo, sia per la inadeguatezza della legislazione posta in essere, sia anche per l&#8217;ostilit\u00e0 delle forze vive della nazione. La legislazione italiana \u2014 scriveva Evola \u2014 in fatto di ebraismo sarebbe ancora primitiva e dovrebbe essere completata al pi\u00f9 presto. I fattori che ritardano l&#8217;avanzata del razzismo \u00abnella coscienza generale della nazione\u00bb sarebbero tre: \u00abla borghesia, l&#8217;elemento intellettuale e l&#8217;atteggiamento di certi cattolici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattando di questi ultimi, affermava: \u00abI cattolici italiani con grandi sforzi sono riusciti a digerire il nazionalismo; dopo di esso, sia pure con reticenze varie, il fascismo. Di fronte al razzismo avvertono, per\u00f2, un vero <em>non possumus. <\/em>Una conciliazione tra i princ\u00ecpi razzisti e le loro opinioni, la ritengono impossibile\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/ebrei_caricatura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29879\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/ebrei_caricatura.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"200\" \/><\/a>Alcuni cattolici, infatti, distinguevano un razzismo \u00abcattivo\u00bb, da rigettare, in quanto fondato su basi eugenetico-biologiche, e un razzismo \u00abbuono\u00bb, che promuoveva, oltre la preservazione e il miglioramento degli elementi costitutivi di una stirpe, la riscoperta e la valorizzazione dei valori etico-spirituali di un popolo. Come tipo ideale di legislazione razziale, rispettosa della dottrina cristiana, venne indicata dalla pubblicistica cattolica quella promulgata nel 1937 dal Governo ungherese (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli elementi di debolezza della legislazione razziale italiana riguardava certamente il trattamento riservato ai matrimoni misti; tale fatto non sfugg\u00ec agli organi preposti all&#8217;applicazione di tale legge. Un rapporto del 2 luglio 1939 della Direzione della Demografia e della Razza (che era un organo del Ministero dell&#8217;Interno) illustrava al Duce il sentimento di ripulsa e lo sconcerto che serpeggiavano nell&#8217;opinione pubblica riguardo al trattamento dei matrimoni misti, nonostante i recenti provvedimenti assunti dal Governo per contrastare il \u00abpietismo\u00bb, considerato una piaga della cultura cattolica nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono stati raccolti commenti \u2014 \u00e8 scritto nella relazione \u2014 secondo i quali le disposizioni sulla razza hanno creato stato di disagio nelle famiglie dei cittadini italiani di razza ebraica che hanno sposato donne ariane di religione cattolica. Si rileva che la compagine di tali nuclei famigliari sia stata scossa perch\u00e9 fra i coniugi sono venute a crearsi delle condizioni di disparit\u00e0\u00bb nei diritti e nei doveri molto forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relatore sottolineava che nelle altre legislazioni emanate dagli Stati totali-tari in materia razziale, la questione dei misti era stata risolta in linea generale e con sufficiente chiarezza: in Germania si consent\u00ec al coniuge ariano di chiedere lo scioglimento del matrimonio contratto con un non ariano; in Ungheria invece al coniuge di razza ebraica battezzato si riconosceva legalmente la qualit\u00e0 di ariano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessanti sono i suggerimenti che i responsabili della \u00abDemorazza\u00bb davano a Mussolini sull&#8217;indirizzo da seguire su tale delicata materia: \u00abOra non vi \u00e8 dubbio che sarebbe equo un trattamento di favore per quei coniugi i quali: <em>a) <\/em>contrassero matrimonio misto con rito cattolico; <em>b) <\/em>in conformit\u00e0 degli impegni assunti, battezzando i loro figli col rito cattolico; <em>e) <\/em>anteriormente al 1 ottobre 1938 abbracciarono la religione cattolica\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/Pio-XII_ebrei.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30952\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/Pio-XII_ebrei.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"152\" \/><\/a>Dalla documentazione di parte governativa risulta, come vedremo, che tale questione fu pi\u00f9 volte e in diverse occasioni sottoposta all&#8217;attenzione del Duce (7). Egli cerc\u00f2 in tutti i modi di rimandare una decisione impegnativa a tale riguardo, anche per non dare l&#8217;impressione sia ai dirigenti del suo partito sia all&#8217;alleato tedesco, molto sensibile a tali questioni di principio, di cedere alle insistenti richieste dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica in materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, secondo De Felice, l&#8217;orientamento a quel tempo dominante nella Direzione della Demografia e della Razza era di concedere al coniuge non ariano, ma battezzato e professante la religione cattolica, la cosiddetta arianizzazione, assimilandolo nei diritti e negli obblighi familiari all&#8217;altro coniuge; in tal modo \u2014 si pensava \u2014 si restituiva alla famiglia quella solidit\u00e0 e unit\u00e0 che il regime auspicava. Tale scelta, secondo i responsabili della Direzione, avrebbe inoltre contribuito a rendere meno fluida e pi\u00f9 sicura la linea di separazione tra l&#8217;elemento ariano (o arianizzato) e quello non ariano della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pochi mesi dalla promulgazione della legge sulla difesa della razza ci si rese conto (e Mussolini non poteva non riconoscere tale realt\u00e0) che essa nella sua applicazione pratica incontrava ostacoli insormontabili e che non era sufficiente per rimuoverli apportare qualche piccolo adattamento occasionale, ma che, al contrario, era necessario cambiare alcuni aspetti fondamentali della stessa e fissare nuovi criteri per discriminare, dividere, separare meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il momento, per\u00f2, il Duce riteneva opportuno non intervenire sulla legge e far finta che i problemi denunciati non esistessero. D\u00cc fatto su tale materia egli assunse un atteggiamento attendista e dilatorio, aspettando il momento pi\u00f9 opportuno e meno compromettente per appianare ogni cosa: possibilmente \u2014 egli pensava \u2014 intavolando trattative segrete con la Santa Sede per risolvere, senza troppo clamore, il problema dei matrimoni misti. Ma in tal caso bisognava sconfessare l&#8217;impostazione \u00abbiologica\u00bb, sostenuta dalla propaganda del regime e data alla legislazione in materia razziale, e metterne in evidenza la debolezza sul piano dei principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Richieste della Santa Sede di modifica della legislazione razziale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/cristiani-ebrei.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28211\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/cristiani-ebrei.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/cristiani-ebrei.jpg 224w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/cristiani-ebrei-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>Dalla documentazione di parte ecclesiastica sulla materia razziale risulta invece come proprio in questi mesi l&#8217;atteggiamento delle autorit\u00e0 governative preposte all&#8217;applicazione della legge sulla purezza della razza andasse irrigidendosi, rigettando in modo insolitamente duro e risoluto le richieste dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesia\u00adstica rivolte a mitigare O rigore della legge. Una delle prime richieste avanzate dalla Santa Sede consisteva nel considerare il catecumeno come membro della Chiesa cattolica a tutti gli effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dimostrare tale dottrina, le Congregazioni romane presentarono al Governo relazioni molto dettagliate e dotte, riportando la tradizione cattolica in materia. Su tale punto il sottosegretario d\u00ec Stato G. Buffarini Guidi si mostr\u00f2 irremovibile, affermando di considerare soltanto il battesimo gi\u00e0 amministrato suscettibile di effetti legali. Allo stesso modo non furono prese in considerazione dall&#8217;autorit\u00e0 governativa le richieste fatte dagli incaricati della Santa Sede per modificare alcuni aspetti del progetto di legge sull&#8217;esercizio delle professioni dei cittadini di razza ebraica (legge che fu poi promulgata il 29 giugno 1939 n. 1054).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFeci osservare \u2014 scrisse il p. Tacchi Venturi il 19 maggio 1939 \u2014 che con le progettate disposizioni si verrebbero a colpire, in modo del tutto ingiusto, i battezzati di razza ebraica, i qua\u00adli non avrebbero potuto sperare una clientela tra gli ebrei autentici e d&#8217;altra parte venivano esclusi dall&#8217;esercitate la professione tra i cattolici ariani\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima dell&#8217;entrata in vigore della legge, la cui applicazione fu rimandata di diversi mesi (marzo 1940), la Segreteria di Stato fece pervenire a Mussolini, attraverso l&#8217;ambasciatore italiano presso la Santa Sede, un memoriale su tale materia, sottolineando l&#8217;effetto disastroso che tale normativa avrebbe avuto sulle famiglie miste. Si denunciava ancora la norma che proibiva ai professionisti di razza ebraica, non discriminati, \u00abdi esercitare la loro professione in favore degli ariani\u00bb, nonch\u00e9 il divieto di costituire tra professionisti di razze diverse associazioni o collaborazioni necessaria, o almeno assai utili, nell&#8217;esercizio di tali professioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-41047\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"147\" \/><\/a>\u00abE facile comprendere \u2014 commentava il memoriale \u2014 che tale stato di cose sar\u00e0 causa di desolazione e di rovina per molte di dette famiglie che, eccetto il capo, sono di stirpe ariana, in quanto che ai medesimi capi famiglia viene grandemente diminuita e, nei casi dei non discriminati, tolta, o quasi, ogni possibilit\u00e0 di quel lavoro, che anche dalla &#8220;Carta del lavoro&#8221; \u00e8 considerato come un dovere sociale\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al memoriale presentato dalla Santa Sede non fu data nessuna risposta ufficiale. Il che stava a significare che sulla materia razziale, nonostante i rapporti tra le due autorit\u00e0 fossero migliorati, almeno formalmente il Governo non intendeva confrontarsi con la Santa Sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La materia che in quel momento stava maggiormente a cuore alla Santa Sede era per\u00f2 quella dei matrimoni misti, non soltanto per motivi di ordine giuridico \u2014 la disposizione legislativa relativa a tale materia violava infatti la lettera del Concordato \u2014, ma anche per ragioni umanitarie, insistentemente portate dagli interessati all&#8217;attenzione del Papa. Inoltre, molte coppie di fidanzati (di cui uno era considerato di razza ebraica), che al tempo della promulgazione della legge sulla razza avevano rinviato il matrimonio a motivo del divieto in essa contenuto, ora chiedevano alla Santa Sede di regolarizzare, anche soltanto religiosamente, il rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 agosto 1939 il Papa chiese alla Segreteria di Stato di fare qualche passo presso il Governo italiano per ottenere che \u00abai cattolici di razza ebraica fosse consentito d\u00ec contrarre matrimonio con persona di razza ariana e che a tale matrimonio siano riconosciuti gli effetti civili\u00bb (10) Immediatamente la Segreteria di Stato incaric\u00f2 mons. F. Borgongini Duca e il gesuita p. P. Tacchi Venturi, perch\u00e9 facessero presenti alle autorit\u00e0 competenti i <em>desiderata <\/em>del Papa in tale delicata materia. Va ricordato che gi\u00e0 altre volte erano state presentate richieste di questo tipo all&#8217;autorit\u00e0 governativa, senza alcun esito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una relazione del Nunzio del 30 agosto 1939 risulta che l&#8217;autorit\u00e0 governativa, nonostante le incertezze sull&#8217;atteggiamento da tenere su tale materia, si mostrava poco disponibile ad andare incontro alle richieste vaticane: \u00abAmbedue purtroppo \u2014 \u00e8 detto nella Nota \u2014 abbiamo dovuto constatare che gli umori [negli ambienti governativi] non sono cambiati e non vi \u00e8 indizio alcuno di una mitigazione del rigore della nota legge\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle fonti del Ministero dell&#8217;Interno risulta al contrario che proprio in questo periodo gli organi preposti all&#8217;applicazione della legge auspicavano, per il bene della nazione, un cambiamento della stessa sulla materia matrimoniale. La parola d&#8217;ordine data dall&#8217;alto, cio\u00e8 da Mussolini, e di cui l&#8217;on. Buffarini era il portavoce ufficiale, era per\u00f2 di fare \u00abmuso duro\u00bb alle richieste del Vaticano e di non cedere in nulla, fino a nuovo ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-41048\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2.jpg 591w\" sizes=\"auto, (max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a>L&#8217;on. Buffarini, il quale fu contattato dai due inviati pontifici, disse chiaramente che quello non era il momento adatto per intavolare discorsi su tale materia a motivo della delicata situazione politica e della divisione che sul piano europeo si stava prospettando tra Stati democratici e Stati autoritari. \u00abVoi lo sapete, la Sinagoga internazionale \u2014 disse il Sottosegretario \u2014 recentemente in occasione di questo movimento di guerra ha preso posizione contro l&#8217;Italia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo spunto da tali parole il Nunzio rispose che, a motivo dell&#8217;imminente entrata in guerra dell&#8217;Italia, il Governo avrebbe potuto avvantaggiarsi della collaborazione degli ebrei convertiti al cattolicesimo e verificare cos\u00ec sul campo di battaglia la loro fedelt\u00e0 alla patria e alla Chiesa. L&#8217;on. Buffarini ascolt\u00f2 attentamente le parole del Nunzio e alla fine, pensoso, rispose: \u00abQuesto si potr\u00e0 vedere se ci sar\u00e0 la guerra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando cos\u00ec le cose osservava il Nunzio, \u00absono del parere che non sia possibile ottenere un miglioramento circa i matrimoni e perci\u00f2 sia fuori luogo iniziare, almeno per il momento, conversazioni\u00bb (11). Da tale relazione risulta, dietro le righe, che l&#8217;autorit\u00e0 governativa sul problema dei matrimoni misti, a motivo della complessit\u00e0 della materia, iniziava a palesare i primi segni di cedimento. Essa per\u00f2 non intendeva dare l&#8217;impressione all&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica che il Governo stesse gi\u00e0 progettando di fare marcia indietro; ci\u00f2 infatti ne avrebbe indebolito l&#8217;autorit\u00e0 presso i propri avversari, anche interni, e ridato fiato ai critici della legislazione razziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale atteggiamento di \u00abostile chiusura\u00bb delle autorit\u00e0 governative nei confronti delle richieste della Santa Sede risulta anche sulla materia delle \u00abarianizzazioni\u00bb, prevista dalla legge del 13 luglio 1939 n. 1024, la quale dava facolt\u00e0 al ministro dell&#8217;Interno di dichiarare, su parere conforme di un&#8217;apposita commissione, \u00abla non appartenenza alla razza ebraica [del richiedente] anche in difformit\u00e0 delle risultanze degli atti dello stato civile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale norma, la quale in realt\u00e0 non seguiva nessun criterio particolare (n\u00e9 giuridico n\u00e9 religioso n\u00e9 razziale) nella concessione del beneficio, ma soltanto l&#8217;arbitrio e la discrezionalit\u00e0 dell&#8217;autorit\u00e0 concedente, si prest\u00f2 ben presto a forme odiose di favoritismo e di corruzione, denunciate perfino dalla stampa fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;antisemita G. Preziosi nella sua rivista <em>La vita italiana <\/em>nel settembre del 1941, denunciando gli abusi in materia di arianizzazione, scrisse che ci\u00f2 dimostrava come le \u00abnostre leggi razziali furono \u2014 dietro le quinte \u2014 preparate dai giudei\u00bb (12) e che esse venivano applicate in modo sommario e senza convinzione. In realt\u00e0 la politica antisemita seguita dal Governo fascista non era fondata su precise e ferme basi ideologiche \u2014 sebbene Mussolini andasse asserendo che il problema della purezza della razza fosse presente fin dall&#8217;inizio nelle priorit\u00e0 e nei fin\u00ec del fascismo \u2014, ma sulla volont\u00e0 del regime di seguire su questa strada l&#8217;alleato tedesco e di accodarsi, sviluppando un proprio indirizzo razzista e antisemita, agli altri Stati totalitari (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/vaticano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34202\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/vaticano.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"172\" \/><\/a>Nei giorni successivi alla promulgazione della legge del 13 luglio arrivarono in Vaticano numerose richieste perch\u00e9 l&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica appoggiasse presso gli uffici governativi competenti le domande di arianizzazione presentate da ebrei. La Segreteria di Stato incaric\u00f2 della questione il Nunzio apostolico, pregandolo, innanzitutto, di \u00abvolersi informare [presso il Ministero] e riferire quale \u00e8 lo scopo e l&#8217;ambito della legge stessa\u00bb e in quale modo fosse possibile aiutare i richiedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni dopo il Nunzio inform\u00f2 la Segreteria di Stato sul risultato della sua esplorazione. \u00abHo preso contatto \u2014 scrisse in una Nota del 30 agosto \u2014 con varie persone per essere informato sulla portata della legge stessa e ieri ho potuto discuterne anche con l&#8217;on. Buffarini, nonostante che nella sua camera, in luogo molto visibile, abbia trovato affisso un cartello con questa dicitura &#8220;Prego di non parlarmi di ebrei&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sottosegretario disse che la legge intendeva risolvere soltanto quei casi (portati all&#8217;attenzione dell&#8217;autorit\u00e0) in cui un non ariano risultasse non essere figlio di colui di cui porta il nome, essendo stato concepito in un rapporto adulterino. \u00abPoich\u00e9 \u2014 continuava l&#8217;on. Buffarini \u2014 la legge razzista si \u00e8 ispirata ad un criterio biologico, pi\u00f9 che ad un criterio legale, il Governo ha dovuto, in ossequio alla logica, ammettere tali eccezioni\u00bb. La legge, continuava il Sottosegretario, non intende dare al Ministero poteri discrezionale \u00abper far entrare dalla finestra chi non poteva entrare dalla porta\u00bb, vale dire chi non poteva ottenere la discriminazione in base alla legislazione vigente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Nunzio concludeva il suo rapporto affermando perentoriamente che \u00abla nuova legge non ha la portata di una mitigazione, come alcuni hanno creduto, tale da dare adito a nuovi esami e relative raccomandazioni\u00bb (14). Ci sembra strano che un diplomatico consumato come era mons. Borgongini non abbia colto la vera portata di tale nuova disposizione, finalizzata a creare una \u00abzona franca in materia razziale\u00bb sulla quale il regime potesse a sua discrezione intervenire. Certamente egli si rese conto che, in ogni caso, essa non poteva essere utilizzata dalla Santa Sede per chiedere mitigazioni alla legislazione in materia razziale. Alla fine del 1942 il totale degli ebrei che godettero di tale \u00abprivilegio\u00bb furono 145, cinque dei quali erano stati \u00abarianizzati\u00bb su richiesta personale di Mussolini \u00a0(15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pio XII e la politica dei piccoli passi in materia razziale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Pio-XII.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34932\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Pio-XII.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>Dopo la morte di Pio XI (10 febbraio 1939) e con l&#8217;elezione al Pontificato di Pio XII (2 marzo 1939), i rapporti tra le due autorit\u00e0 divennero pi\u00f9 distesi e meno improntati a spirito d\u00ec contrapposizione. Mussolini negli ultimi mesi del pontificato di papa Ratti aveva assunto un atteggiamento piuttosto duro nei confronti del Vaticano e malvolentieri incontrava gli inviati pontifici, compreso il p. Tacchi Venturi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Duce, trattando con il Re della questione <em>razziale, <\/em>aveva detto che su tale materia il Papa stava \u00abtirando troppo la corda con l&#8217;Italia\u00bb, mentre ad alcuni suoi collaboratori aveva confidato che Pio XI, ormai gravemente malato, con il suo modo di agire avrebbe condotto la Chiesa alla rovina. Un <em>dossier <\/em>della Segreteria di Stato, sistemato e accompagnato da opportuni commenti di mons. D. Tardini, a quel tempo segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, contiene importanti documenti relativi ad alcune questioni trattate dal Papa nelle ultime settimane di vita: in esso sono contenuti progetti sui festeggiamenti per la ricorrenza del decennale della Conciliazione, nonch\u00e9 per l&#8217;anniversario dei 17 anni di pontificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano osservazioni sulla materia razziale, che amareggiava il cuore del Papa. Da tale materiale, studiato e in parte pubblicato da E. Fattorini (16), risulta che il Duce era molto irritato con il Papa per averlo chiamato in un&#8217;allocuzione concistoriale con le parole, in realt\u00e0 un poco ironiche, di \u00abincomparabile Ministro\u00bb. Mussolini fece sapere in Vaticano che il Governo non avrebbe partecipato ai festeggiamenti del decennale della Conciliazione. Successivamente, spinto dai suoi ministri alla moderazione, cambi\u00f2 idea e invi\u00f2 Ciano per trattare tale questione con le autorit\u00e0 vaticane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mussolini il 19 gennaio fece sapere, attraverso l&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia presso la Santa Sede, che avrebbe partecipato alla celebrazione del decennale dei Patti a condizione che il contenuto dei rispettivi discorsi pubblici fosse concordato insieme, e il capo del Governo potesse poi intrattenersi con i vescovi italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indomani il Segretario di Stato card. Pacelli fece conoscere all&#8217;ambasciatore la posizione del Papa sulle richieste di Mussolini: \u00abScambio di messaggi s\u00ec. Se Mussolini manda un messaggio, il Santo Padre risponder\u00e0. Quanto ai discorsi non so che cosa il Papa dir\u00e0. Parler\u00e0 come Papa ai vescovi. Dire a Mussolini che il Santo Padre \u00e8 rimasto soddisfatto della sua risposta a fare l&#8217;accordo, per\u00f2 che non lasci venire la data del decennale senza aver risposto alla lettera del Santo Padre. Il Santo Padre aspetta ancora e ha il diritto d\u00ec aspettare quale effetto abbia avuto la parola del Re [&#8230;]. Il Papa non vuole trovarsi nella circostanza di dire che [Mussolini] \u00e8 stato scortese e fedifrago\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il card. Pacelli faceva riferimento alla lettera inviata dal Papa al capo del Governo il 4 ottobre 1938 in cui denunciava il <em>vulnus <\/em>al Concordato e chiedeva modifiche del progetto di legge, e alla quale non era stata data alcuna risposta; il che irritava moltissimo il Pontefice, che andava ripetendo che Mussolini si era comportato con lui come un villano e un fedifrago; aggiungeva che se non voleva partecipare alla celebrazione (dei Patti), avrebbe fatto tutto da solo (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/marcia_Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-30221\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/marcia_Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>Come \u00e8 noto, il Papa mor\u00ec un giorno prima della celebrazione dei Patti Lateranensi, cosicch\u00e9 lo scontro fu alla fine evitato, e il discorso preparato dal Papa, che Tardini defin\u00ec di \u00abgrande importanza\u00bb e che di fatto in molti tratti era piuttosto pungente e critico nei confronti del fascismo, fu accantonato e non dato alle stampe (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, la prospettiva mussoliniana nei mesi a cavallo fra i due pontificati fu di far intendere alle autorit\u00e0 vaticane che il Governo fascista era risoluto a portare avanti fino in fondo la sua politica \u00absinceramente razzista\u00bb e che la Chiesa, in particolare la Santa Sede, non doveva porre ostacoli di nessun tipo a tale indirizzo. La politica della \u00ablinea dura\u00bb in materia razziale, pensavano Mussolini e gli intransigenti del partito, alla fine si sarebbe imposta, costringendo le autorit\u00e0 vaticane a pi\u00f9 miti consigli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, come si \u00e8 detto prima, la presunta solidit\u00e0 dell&#8217;edificio razziale iniziava a dare, dall&#8217;interno, i primi segni di cedimento. Da parte sua, il nuovo Pontefice, da fine diplomatico qual era, cerc\u00f2 in tutti i modi di non inasprire ulteriormente i rapporti con il Governo in carica, ma, utilizzando la \u00abdiplomazia domestica\u00bb, riprese discretamente i contatti \u2014 praticamente interrotti negli ultimi mesi d\u00ec vita d\u00ec Pio XI \u2014, partendo dalla trattazione di problemi dai quali sperava di ottenere dalla controparte qualche risultato positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altra parte anche le autorit\u00e0 governative, a partire dallo stesso Mussolini, erano interessate a instaurare rapporti pi\u00f9 cordiali con il Vaticano, per rendere meno problematica l&#8217;applicazione della legislazione razziale, soprattutto in rapporto alla spinosa questione dei matrimoni misti. Questo almeno era il punto di vista dell&#8217;organo preposto all&#8217;applicazione di tali leggi, cio\u00e8 la Direzione generale della Demografia e della Razza. Mussolini dal canto suo, invece, intendeva riprendere i contatti col nuovo Pontefice, partendo dai problemi di politica internazionale, sui quali la Santa Sede poteva giocare ancora un ruolo importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche settimane dopo l&#8217;elezione del nuovo Papa, Mussolini stesso convoc\u00f2 per un incontro riservato il p. Tacchi Venturi, che era stato fino a quel momento l&#8217;inviato personale di Pio XI presso il Duce. Il 28 marzo il gesuita fu ricevuto a palazzo Venezia da Mussolini, il quale comunic\u00f2, con \u00abesposizione serrata\u00bb, tre punti riguardanti la politica internazionale che avrebbe voluto venissero portati all&#8217;attenzione del nuovo Pontefice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo riguardava la Spagna; egli chiedeva che il clero si adoperasse in questa nazione in favore del generale Franco, dei cui sentimenti cattolici non si poteva certo dubitare \u2014 disse \u2014 avendo egli sconfitto i comunisti e riaperto le chiese al culto. Il secondo riguardava la Croazia e chiedeva che le simpatie del clero croato fossero rivolte verso l&#8217;Italia, piuttosto che verso il \u00abpotente impero suo vicino\u00bb, cio\u00e8 il Terzo <em>Reich; <\/em>da questo infatti \u00abla religione cattolica non aveva nulla da sperare\u00bb, come insegnavano i recenti avvenimenti austriaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo punto riguardava invece l&#8217;America Latina; a questo proposito il Duce faceva osservare che in quella parte del mondo il cattolicesimo correva un grosso rischio a motivo della penetrazione missionaria dei protestanti, i quali in modo silenzioso e garbato vi impiantavano scuole, ospedali e altre opere filantropiche per guadagnarsi la simpatia del popolo. I vescovi e il clero del Sud America avrebbero dovuto contrastare con ogni mezzo tale penetrazione e impedire che \u00abla mentalit\u00e0 latina cattolica\u00bb fosse sostituita con quella protestante \u00abdella Repubblica stellata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esaurita la trattazione dei tre <em>desiderata, <\/em>il Duce invit\u00f2 il gesuita a esporgli eventuali richieste della Santa Sede. Egli prontamente gli consegn\u00f2 un promemoria nei quali erano riportati cinque punti \u00abche il Santo Padre spera di vedere accolti dalla saggezza e benignit\u00e0 del Duce\u00bb. Mussolini lesse lo scritto, ma non \u2014 annotava il gesuita \u2014 \u00abcon quella posatezza che avrei voluto\u00bb. Disse che due punti indicati nel promemoria si potevano accogliere senza problemi, quello cio\u00e8 riguardante i domestici ariani e quello sui fidanzati; degli altri invece, che erano quelli pi\u00f9 significativi (arianizzazione dei misti), non fece parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il p. Tacchi Venturi not\u00f2 che il Duce ripose il promemoria vaticano nella cartella indirizzata alla commissione speciale che sovrintendeva all&#8217;applicazione della legge \u00abpresso la quale \u2014 sottolineava \u2014 sar\u00e0 ora da insistere a fine di ottenere che le nostre discrete proposte vengano in pieno accettate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale colloquio tra il Duce e il p. Tacchi Venturi \u00e8, a nostro avviso, di grande importanza, poich\u00e9 sta a significare che da parte governativa c&#8217;era la volont\u00e0 di cambiare tattica nei rapporti con le autorit\u00e0 vaticane e di abbandonare la strategia della contrapposizione frontale, adottata negli ultimi tempi, poich\u00e9 era chiaro che il regime aveva bisogno del sostegno morale della Chiesa per rendere pi\u00f9 forte e sicura la sua azione politica sia all&#8217;interno sia all&#8217;esterno, soprattutto in questo periodo in cui lo spettro di una nuova guerra si aggirava per l&#8217;intera Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/sinagoga_Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-29884\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/sinagoga_Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"200\" \/><\/a>Il p. Tacchi Venturi fece notare che il clima a palazzo Venezia era cambiato e ci\u00f2 faceva sperare che i rapporti tra Santa Sede e Governo fascista si sarebbero normalizzati. \u00abTutto ci fa sperare \u2014 concludeva il gesuita \u2014 che sia per finire quel periodo di diffidenza, di punzecchiature a continui colpi di spilla che tanto rese difficili, o piuttosto amari, gli ultimi mesi del glorioso pontificato di Pio XI\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tale riavvicinamento in materia razziale, Mussolini era ben deciso, per il momento, a non modificare la sua strategia politica e a non concedere nulla, o molto poco alle richieste provenienti dalle autorit\u00e0 vaticane o anche dai rappresentanti degli Stati democratici. In realt\u00e0, la materia dei matrimoni misti continuer\u00e0 ancora per lungo tempo a contrapporre frontalmente le due autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, infatti era, secondo la dottrina ecclesiologica del tempo, l&#8217;unico ambito nel quale l&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica poteva le\u00adgittimamente intervenire, facendo riferimento agli impegni concordatari assunti dallo Stato italiano in materia matrimoniale. Pio XII, saggiamente e con tatto diplomatico, a tale riguardo si mosse sia sul piano giuridico-formale (senza per\u00f2 insistere troppo nell&#8217;accusa rivolta al Governo fascista, come s\u00ec era fatto precedentemente, di aver \u00abvulnerato\u00bb il Concordato), sia su quello umanitario, che impegnava la Chiesa ad andare in soccorso di tutti i fedeli cattolici, indipendentemente dalla razza di appartenenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo leva su questi due principi, accentuando ora l&#8217;uno ora l&#8217;altro, l&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica fece il possibile per ottenere dal Governo alcune concessioni a favore degli ebrei cattolici, o per rendere, per tutti, meno rigorosa l&#8217;applicazione della vigente legislazione in materia razziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)\u00a0<\/strong>Tra i pi\u00f9 importanti ricordiamo: il D. L. 9 febbraio 19J9 n, 126, relativo alle norme di attuazione delle disposizioni di cui all&#8217;ari. 10 del D. L. 17 novembre 1938 n. 1728, relative ai limiti di propriet\u00e0 immobiliare- e di attivit\u00e0 industriale e commerciale per i cittadini italiani di razza ebraica; la legge 29 giugno 1939 n. 1054, che disciplinava l&#8217;esercizio delle professioni da parte degli ebrei; la legge 13 luglio 1939 n. 1055, che dettava norme in materia testamentaria e in relazione ai cognomi; la legge 13 luglio 1939 n. 1024, sulle \u00abarianizzazioni\u00bb. che comportava l&#8217;inserimento nella legislazione antisemita di questa nuova figura. Tali testi sono contenuti in A. CAVAGNON- G. ROMAGNANI, <em>Le <\/em><em>leggi razziali in Italia, <\/em>Torino, Claudiana, 2002; N, MAGRONE, <em>Codice breve del razzismo <\/em><em>fascista. Stato totalitario e democrazia costituzionale. La questione razziale, <\/em>Bari, Interno &#8211; Sudcritica, 2003; M. SAKHATTI (ed.), \u00abDocumenti della legislazione antiebraica. I testi della legge\u00bb, in <em>La rassegna mensile di Israele, <\/em>1988, n, 1 -2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) <\/strong>G. A. LONGO, \u00abParole chiare sul razzismo\u00bb, in <em>Critica fascista<\/em>, 15 giugno 1939.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> G. SOTTOCHIESA, \u00abGli intellettuali cattolici e la razza\u00bb, in <em>Il Tevere<\/em>, 23 giugno 1939.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> J. EVOLA, \u00abLa situazione del razzismo in Italia\u00bb, in <em>La vita italiana<\/em>, 18 febbraio 1941.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Essa era ispirata, si diceva, dall&#8217;intento di proteggere la societ\u00e0 cristiana e i suoi valori tradizionali dai raggiri d\u00ec una minoranza, quella ebraica appunto, che con le sue \u00abidee moderne\u00bb intendeva sovvertire i principi cardine su cui s\u00ec fondava l&#8217;identit\u00e0 della nazione. Gli ebrei ungheresi, inoltre, pur essendo una minoranza, erano riusciti a occupare posti chiave nella direzione dell&#8217;economia e della finanza a scapito dell&#8217;elemento ariano. La legge, al fine di proteggere gli interessi della maggioranza, utilizz\u00f2 come principio base quello della \u00abproporzionalit\u00e0 numerica\u00bb nell&#8217;accesso alle cariche direttive e delle professioni liberali. Circa i matrimoni misti, essa fissava la regola generale che il coniuge non ariano, ma battezzato, che aveva contratto matrimonio cattolico, era considerato ariano a tutti gli effetti. Tale legislazione fu indicata dalla <em>Civilt\u00e0 Cattolica <\/em>come un modello da imitare per la sua moderazione e per il rispetto del punto di vista cattolico, Cfr A, BARBERA, \u00abLa questione dei giudei in Ungheria\u00bb, in <em>Civ. Catt. <\/em>1938 III 146-153.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Citato in R DE FELICE, <em>Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, <\/em>Torino, Einaudi, 1961, 403.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Cfr ivi. Si vedano in particolare i documenti nn. 24-25-26 riportali nell&#8217;appendice del testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8) <\/strong><em>Actes et Documents du Saint Si\u00e8ge relatifs a la seconde guerre mondiale<\/em> (AD&amp;S), vol. VI, Roma, Libr. Ed. Vaticana, 1972, SO.<\/p>\n<p><strong>9)<\/strong> Ivi, 247. Il documento \u00e8 datalo 25 febbraio 1940.<\/p>\n<p><strong>10)<\/strong> Ivi, 122.<\/p>\n<p><strong>12)<\/strong> G. PREZIOSI, <em>La vita italiana, <\/em>settembre 1941, 304.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> Cfr R. DE FELICE, <em>Storia degli ebrei sotto il fascismo, <\/em>cit., 320-322; contro cfr M. SARFATTI, <em>La shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo, <\/em>Torino, Einaudi, 2005,71-73; E. COLLETTI, <em>Il fascismo e gli ebrei. Le leggi razziali in Italia, <\/em>Roma &#8211; Bari, Laterza, 2003, 58-60; E CASSATA, <em>La difesa della Razza, <\/em>Torino, Einaudi, 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> ADSS, VI, 127.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> M SARFATTI, La Shoah in Italia\u2026, cit., 83.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> Cfr E. FATTORINI, <em>Pio XI, Hitler e Mussolini. La solitudine di un Papa, <\/em>Torino, Einaudi, 2007, 204-206<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> L&#8217;allocuzione era del 24 dicembre 1938<strong>. <\/strong>Cfr V. CHIRON, <em>Pie XI, <\/em>Paris, Perrin, 2004,392.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> E. FATTORINI, <em>Pio XI, Hitler e Mussolini. La solitudine di un Papa<\/em>, cit., 211.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Ivi, 211-213. H. WOLF, <em>II Papa e il diavolo. Il Vaticano e il Terzo Reich<\/em>, Roma, Donzelli. 2008, 221.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20) <\/strong>ADSS, VI, 59.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi anche:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2804\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il &#8220;Manifesto della razza&#8221; del 1938 e i cattolici<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Civilt\u00e0 Cattolica n.3815 del 6 giugno 2009 Giovanni Sale s.j. Nei mesi successivi alla promulgazione del R D. 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